Document ID: 32020R2133
Language: ITA

<table><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>18.12.2020&#160;&#160;&#160;</p></td><td><p>IT</p></td><td><p>Gazzetta ufficiale dell&#8217;Unione europea</p></td><td><p>L 430/8</p></td></tr></tbody></table>
REGOLAMENTO DI ESECUZIONE (UE) 2020/2133 DEL CONSIGLIO
del 17 dicembre 2020
che attua l’articolo 9 del regolamento (CE) n. 1183/2005, che istituisce misure restrittive specifiche nei confronti delle persone che violano l’embargo sulle armi per quanto riguarda la Repubblica democratica del Congo
IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea,
visto il regolamento (CE) n. 1183/2005 del Consiglio, del 18 luglio 2005, che istituisce misure restrittive specifiche nei confronti delle persone che violano l’embargo sulle armi per quanto riguarda la Repubblica democratica del Congo ( 1 ) , in particolare l’articolo 9, paragrafo 5,
vista la proposta dell’alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza,
considerando quanto segue:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(1)</p></td><td><p>Il 18 luglio 2005 il Consiglio ha adottato il regolamento (CE) n. 1183/2005.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(2)</p></td><td><p>Il 2 novembre 2020 il comitato del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite istituito a norma della risoluzione 1533 (2004) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha aggiornato le informazioni relative a una persona soggetta a misure restrittive.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(3)</p></td><td><p>&#200; opportuno pertanto modificare di conseguenza l&#8217;allegato I del regolamento (CE) n. 1183/2005,</p></td></tr></tbody></table>
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
L’allegato I del regolamento (CE) n. 1183/2005 è modificato come indicato nell’allegato del presente regolamento.
Articolo 2
Il presente regolamento entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea .
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, il 17 dicembre 2020
Per il Consiglio
La presidente
S. SCHULZE
( 1 ) GU L 193 del 23.7.2005, pag. 1 .
ALLEGATO
Nell’allegato I del regolamento (CE) n. 1183/2005, lettera a) (Elenco delle persone di cui agli articoli 2 e 2 bis ), la voce 7 è sostituita dalla seguente:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#171;7.</p></td><td><p><span>Thomas LUBANGA</span></p></td></tr></tbody></table>
Luogo di nascita: Ituri, Repubblica democratica del Congo.
Cittadinanza: Repubblica democratica del Congo.
Indirizzo: Repubblica democratica del Congo.
Data della designazione ONU: 1 o novembre 2005.
Altre informazioni: Arrestato a Kinshasa nel marzo 2005 per il coinvolgimento dell’UPC/L in violazioni dei diritti umani. Consegnato alla CPI il 17 marzo 2006. Riconosciuto colpevole dalla CPI nel marzo 2012, è stato condannato a 14 anni di prigione. Il 1 o dicembre 2014 i giudici di appello della CPI hanno confermato la sentenza di colpevolezza e di condanna di Lubanga. Trasferito in una prigione dell’RDC il 19 dicembre 2015 per scontare la sua pena detentiva. È stato rilasciato il 15 marzo 2020 dopo aver scontato la pena inflittagli dalla CPI. Link all’avviso speciale INTERPOL-Consiglio di sicurezza dell’ONU: https://www.interpol.int/en/How-we-work/Notices/View-UN-Notices-Individuals
Informazioni supplementari tratte dalla sintesi dei motivi dell’inserimento nell’elenco forniti dal comitato delle sanzioni:
Thomas Lubanga era il presidente dell’UPC/L, uno dei gruppi armati e delle milizie di cui al punto 20 della risoluzione 1493 (2003), coinvolto in traffico d’armi in violazione dell’embargo sulle armi. Secondo l’Ufficio del Rappresentante speciale del Segretario generale ONU per i bambini nei conflitti armati, è responsabile del reclutamento e dell’impiego di bambini a Ituri dal 2002 al 2003. È stato arrestato a Kinshasa nel marzo 2005 per il coinvolgimento dell’UPC/L in violazioni dei diritti umani e consegnato dalle autorità congolesi alla CPI il 17 marzo 2006. È stato riconosciuto colpevole dalla CPI nel marzo 2012 ed è stato condannato a 14 anni di detenzione. Il 1 o dicembre 2014 i giudici di appello della CPI hanno confermato la sentenza di colpevolezza e di condanna. Trasferito in una prigione dell’RDC il 19 dicembre 2015 per scontare la sua pena detentiva.».