Document ID: 32021R0478
Language: ITA

<table><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>22.3.2021&#160;&#160;&#160;</p></td><td><p>IT</p></td><td><p>Gazzetta ufficiale dell&#8217;Unione europea</p></td><td><p>LI 99/1</p></td></tr></tbody></table>
REGOLAMENTO DI ESECUZIONE (UE) 2021/478 DEL CONSIGLIO
del 22 marzo 2021
che attua il regolamento (UE) 2020/1998 relativo a misure restrittive contro gravi violazioni e abusi dei diritti umani
IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea,
visto il regolamento (UE) 2020/1998, del 7 dicembre 2020, relativo a misure restrittive contro gravi violazioni e abusi dei diritti umani ( 1 ) , in particolare l’articolo 14, paragrafo 1,
vista la proposta dell’alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza,
considerando quanto segue:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(1)</p></td><td><p>Il 7&#160;dicembre 2020 il Consiglio ha adottato il regolamento (UE) 2020/1998.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(2)</p></td><td><p>L&#8217;8&#160;dicembre 2020, nella dichiarazione dell&#8217;alto rappresentante a nome dell&#8217;Unione europea sul regime globale di sanzioni dell&#8217;Unione in materia di diritti umani, l&#8217;Unione e gli Stati membri hanno ribadito il loro forte impegno a favore della promozione e protezione dei diritti umani in tutto il mondo. Il regime globale di sanzioni dell&#8217;Unione in materia di diritti umani sottolinea la determinazione dell&#8217;Unione a rafforzare il proprio ruolo nella lotta contro gravi violazioni e abusi dei diritti umani in tutto il mondo. Far s&#236; che tutti possano godere dei propri diritti umani &#232; un obiettivo strategico dell&#8217;Unione europea. Il rispetto della dignit&#224; umana, la libert&#224;, la democrazia, l&#8217;uguaglianza, lo Stato di diritto e il rispetto dei diritti umani sono valori fondamentali dell&#8217;Unione e della sua politica estera e di sicurezza comune.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(3)</p></td><td><p>Il 2&#160;marzo 2021 il Consiglio ha adottato la decisione (PESC) 2021/372&#160;<a>(<span>2</span>)</a> e il Regolamento di esecuzione (UE) 2021/371&#160;<a>(<span>3</span>)</a>, che ha designato quattro persone russe coinvolte in gravi violazioni dei diritti umani in Russia, tra cui arresti e detenzioni arbitrari, nonch&#233; nella diffusa e sistematica repressione della libert&#224; di riunione pacifica e di associazione e della libert&#224; di opinione e di espressione.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(4)</p></td><td><p>L&#8217;Unione continua a nutrire profonda preoccupazione per le violazioni e gli abusi gravi dei diritti umani perpetrati in varie parti del mondo, ad esempio le torture, le uccisioni extragiudiziali, le sparizioni forzate o il ricorso sistematico al lavoro forzato da parte di persone ed entit&#224; in Cina, nella Repubblica popolare democratica di Corea (RPDC), in Libia, in Eritrea, nel Sud Sudan e in Russia.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(5)</p></td><td><p>In tale contesto, 11&#160;persone e quattro entit&#224; dovrebbero essere inserite nell&#8217;elenco delle persone fisiche o giuridiche, delle entit&#224; o degli organismi soggetti a misure restrittive di cui all&#8217;allegato&#160;I del regolamento (UE)&#160;2020/1998.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(6)</p></td><td><p>&#200; pertanto opportuno modificare di conseguenza il regolamento (UE)&#160;2020/1998,</p></td></tr></tbody></table>
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
L’allegato I del regolamento (UE) 2020/1998 è modificato come indicato nell’allegato del presente regolamento.
Articolo 2
Il presente regolamento entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea .
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, il 22 marzo 2021
Per il Consiglio
Il presidente
J. BORRELL FONTELLES
( 1 ) GU L 410 I del 7.12.2020, pag. 1 .
( 2 ) Decisione (PESC) 2021/372 del Consiglio, del 2 marzo 2021, che modifica la decisione (PESC) 2020/1999 relativa a misure restrittive contro gravi violazioni e abusi dei diritti umani ( GU L 71 I del 2.3.2021, pag. 6 ).
( 3 ) Regolamento di esecuzione (UE) 2021/371 del Consiglio, del 2 marzo 2021, che attua il regolamento (UE) 2020/1998 relativo a misure restrittive contro gravi violazioni e abusi dei diritti umani ( GU L 71 I del 2.3.2021, pag. 1 ).
ALLEGATO
L’allegato del regolamento (UE) 2020/1998 è così modificato:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>1)</p></td><td><p>L&#8217;elenco delle persone fisiche di cui alla sezione&#160;A (&#171;Persone fisiche&#187;) &#232; cos&#236; modificato:</p><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>a)</p></td><td><p>il titolo della seconda colonna [&#171;Nomi (traslitterazione della grafia russa)&#187;] &#232; sostituito da &#171;Nomi (traslitterazione in caratteri latini)&#187;;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>b)</p></td><td><p>il titolo della terza colonna [&#171;Nomi (grafia russa)&#187;] &#232; sostituita da &#171;Nomi&#187;;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>c)</p></td><td><p>sono aggiunte le voci seguenti:</p><table><col/><col/><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#160;</p></td><td><p>Nomi (traslitterazione in caratteri latini)</p></td><td><p>Nomi</p></td><td><p>Informazioni identificative</p></td><td><p>Motivi dell&#8217;inserimento nell&#8217;elenco</p></td><td><p>Data di inserimento nell&#8217;elenco</p></td></tr><tr><td><p>&#171;5.</p></td><td><p>ZHU Hailun</p></td><td><p>&#26417;&#28023;&#20177;(grafia cinese)</p></td><td><p>Carica: ex vicecapo della 13<span>a</span> Assemblea del popolo della regione autonoma uigura dello Xinjiang (XUAR)</p><p>Data di nascita: gennaio 1958</p><p>Luogo di nascita: Lianshui, Jiangsu (Cina)</p><p>Cittadinanza: cinese</p><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Ex&#160;segretario del comitato per gli affari politici e giuridici della regione autonoma uigura dello Xinjiang (XUAR) ed ex vicesegretario del comitato del partito della XUAR (dal 2016 al 2019). Ex&#160;vicecapo della 13<span>a</span> Assemblea del popolo della XUAR, un organo legislativo regionale (dal 2019 al febbraio 2021).</p></td><td><p>22.3.2021</p></td></tr><tr><td><p>&#160;</p></td><td><p>&#160;</p></td><td><p>&#160;</p></td><td><p>&#160;</p></td><td><p>In qualit&#224; di segretario del comitato per gli affari politici e giuridici della XUAR (dal 2016 al 2019), Zhu Hailun &#232; stato responsabile del mantenimento della sicurezza interna e dell&#8217;applicazione della legge nella XUAR. In quanto tale, rivestiva una carica politica chiave nella supervisione e nell&#8217;attuazione di un programma di sorveglianza, detenzione e indottrinamento su larga scala rivolto agli uiguri e a persone di altre minoranze etniche musulmane. Zhu Hailun &#232; stato descritto come l&#8217;&#8220;architetto&#8221; di questo programma. &#200; pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Cina, in particolare detenzioni arbitrarie su larga scala inflitte a uiguri e a persone di altre minoranze etniche musulmane.</p></td><td><p>&#160;</p></td></tr><tr><td><p>&#160;</p></td><td><p>&#160;</p></td><td><p>&#160;</p></td><td><p>&#160;</p></td><td><p>In qualit&#224; di vicecapo della 13<span>a</span> Assemblea del popolo della XUAR (dal 2019 al febbraio 2021), Zhu Hailun ha continuato a esercitare un&#8217;influenza decisiva nella XUAR, dove prosegue l&#8217;attuazione del programma di sorveglianza, detenzione e indottrinamento su larga scala rivolto agli uiguri e a persone di altre minoranze etniche musulmane.</p></td><td><p>&#160;</p></td></tr><tr><td><p>6.</p></td><td><p>WANG Junzheng</p></td><td><p>&#29579;&#21531;&#27491; (grafia cinese)</p></td><td><p>Cariche: segretario del partito dello Xinjiang Production and Construction Corps (XPCC) e vicesegretario del comitato del partito della regione autonoma uigura cinese dello Xinjiang. commissario politico dell&#8217;XPCC e amministratore delegato del China Xinjiang Group</p><p>Data di nascita: maggio 1963</p><p>Luogo di nascita: Linyi, Shandong (Cina)</p><p>Cittadinanza: cinese</p><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Segretario del partito dello Xinjiang Production and Construction Corps (XPCC) e vicesegretario del comitato del partito della regione autonoma uigura cinese dello Xinjiang (XUAR) dall&#8217;aprile 2020 nonch&#233; commissario politico dell&#8217;XPCC dal maggio 2020. Ex segretario del comitato per gli affari politici e giuridici della XUAR (dal febbraio 2019 al settembre 2020). Wang Junzheng occupa anche altre alte cariche nell&#8217;XPCC.</p><p>L&#8217;XPCC &#232; un&#8217;organizzazione economica e paramilitare statale presente nella XUAR, che esercita l&#8217;autorit&#224; amministrativa e controlla le attivit&#224; economiche nello Xinjiang.</p></td><td><p>22.3.2021</p></td></tr><tr><td><p>&#160;</p></td><td><p>&#160;</p></td><td><p>&#160;</p></td><td><p>&#160;</p></td><td><p>In qualit&#224; di segretario del partito e di commissario politico dell&#8217;XPCC dal 2020, Wang Junzheng &#232; coinvolto nella supervisione di tutte le politiche attuate dall&#8217;XPCC. In tale carica, &#232; responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Cina, in particolare detenzioni arbitrarie su larga scala e trattamenti degradanti inflitti agli uiguri e a persone di altre minoranze etniche musulmane, nonch&#233; violazioni sistematiche della loro libert&#224; di religione o di credo, connesse, tra l&#8217;altro, all&#8217;attuazione da parte dell&#8217;XPCC di un programma di sorveglianza, detenzione e indottrinamento su larga scala rivolto agli uiguri e a persone di altre minoranze etniche musulmane.</p></td><td><p>&#160;</p></td></tr><tr><td><p>&#160;</p></td><td><p>&#160;</p></td><td><p>&#160;</p></td><td><p>&#160;</p></td><td><p>&#200; altres&#236; responsabile del ricorso sistematico, da parte dell&#8217;XPCC, a uiguri e persone di altre minoranze etniche musulmane come manodopera forzata, in particolare nei campi di cotone.</p><p>In qualit&#224; di vicesegretario del comitato del partito della XUAR dal 2020, Wang Junzheng &#232; coinvolto nella supervisione di tutte le politiche di sicurezza attuate nello Xinjiang, compreso il summenzionato programma rivolto agli uiguri e a persone di altre minoranze etniche musulmane. In qualit&#224; di segretario del comitato per gli affari politici e giuridici della XUAR (dal febbraio 2019 al settembre 2020), Wang Junzheng &#232; stato responsabile del mantenimento della sicurezza interna e dell&#8217;applicazione della legge nella XUAR. In quanto tale, rivestiva una carica politica chiave nella supervisione e nell&#8217;attuazione del summenzionato programma.</p></td><td><p>&#160;</p></td></tr><tr><td><p>7.</p></td><td><p>WANG Mingshan</p></td><td><p>&#29579;&#26126;&#23665; (grafia cinese)</p></td><td><p>Cariche: membro della commissione permanente del comitato del partito della regione autonoma uigura dello Xinjiang (XUAR) e segretario del comitato per gli affari politici e giuridici della XUAR</p><p>Data di nascita: gennaio 1964</p><p>Luogo di nascita: Wuwei, Gansu (Cina)</p><p>Cittadinanza: cinese</p><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Membro della commissione permanente del comitato del partito della regione autonoma uigura dello Xinjiang (XUAR) e segretario del comitato per gli affari politici e giuridici della XUAR dal settembre 2020. Precedentemente direttore e vicesegretario del partito dell&#8217;ufficio per la pubblica sicurezza dello Xinjiang (XPSB) fra il 2017 e il gennaio 2021.</p></td><td><p>22.3.2021</p></td></tr><tr><td><p>&#160;</p></td><td><p>&#160;</p></td><td><p>&#160;</p></td><td><p>&#160;</p></td><td><p>In qualit&#224; di segretario del comitato per gli affari politici e giuridici della XUAR dal settembre 2020, Wang Mingshan &#232; responsabile del mantenimento della sicurezza interna e dell&#8217;applicazione della legge nella XUAR. In quanto tale, riveste una carica politica chiave nella supervisione di un programma di sorveglianza, detenzione e indottrinamento su larga scala rivolto agli uiguri e a persone di altre minoranze etniche musulmane.</p></td><td><p>&#160;</p></td></tr><tr><td><p>&#160;</p></td><td><p>&#160;</p></td><td><p>&#160;</p></td><td><p>&#160;</p></td><td><p>In qualit&#224; di ex direttore e vicesegretario del partito dell&#8217;XPSB (dal 2017 al gennaio 2021), ha occupato una posizione chiave nell&#8217;apparato di sicurezza dello Xinjiang e si &#232; reso direttamente responsabile dell&#8217;attuazione del programma citato. In particolare, l&#8217;XPSB ha implementato la &#8220;piattaforma operativa comune integrata&#8221; (IJOP), un programma di big data utilizzato per tracciare milioni di uiguri nella regione dello Xinjiang e segnalare quelli considerati &#8220;potenzialmente pericolosi&#8221; da inviare nei campi di detenzione.</p><p>Nella sua carica attuale e in considerazione delle sue funzioni precedenti, Wang Mingshan &#232; responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Cina, in particolare detenzioni arbitrarie su larga scala e trattamenti degradanti inflitti agli uiguri e a persone di altre minoranze etniche musulmane, nonch&#233; violazioni sistematiche della loro libert&#224; di religione o di credo.</p></td><td><p>&#160;</p></td></tr><tr><td><p>8.</p></td><td><p>CHEN Mingguo</p></td><td><p>&#38472;&#26126;&#22269;</p><p>(grafia cinese)</p></td><td><p>Cariche: direttore dell&#8217;ufficio per la pubblica sicurezza dello Xinjiang (XPSB) e vicepresidente del governo popolare della regione autonoma uigura dello Xinjiang (XUAR)</p><p>Data di nascita: ottobre 1966</p><p>Luogo di nascita: Yilong, Sichuan (Cina)</p><p>Cittadinanza: cinese</p><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Direttore dell&#8217;ufficio per la pubblica sicurezza dello Xinjiang (XPSB) dal gennaio 2021 e vicepresidente del governo popolare della regione autonoma uigura dello Xinjiang (XUAR).</p></td><td><p>22.3.2021</p></td></tr><tr><td><p>&#160;</p></td><td><p>&#160;</p></td><td><p>&#160;</p></td><td><p>&#160;</p></td><td><p>In qualit&#224; di direttore dell&#8217;XPSB, Chen Mingguo occupa una posizione chiave nell&#8217;apparato di sicurezza dello Xinjiang ed &#232; direttamente coinvolto nell&#8217;attuazione di un programma di sorveglianza, detenzione e indottrinamento su larga scala rivolto agli uiguri e a persone di altre minoranze etniche musulmane. In particolare, l&#8217;XPSB ha implementato la &#8220;piattaforma operativa comune integrata&#8221; (IJOP), un programma di big data utilizzato per tracciare milioni di uiguri nella regione dello Xinjiang e segnalare quelli considerati &#8220;potenzialmente pericolosi&#8221; da inviare nei campi di detenzione. Chen Mingguo &#232; quindi responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Cina, in particolare detenzioni arbitrarie e trattamenti degradanti inflitti agli uiguri e a persone di altre minoranze etniche musulmane, nonch&#233; violazioni sistematiche della loro libert&#224; di religione o di credo.</p></td><td><p>&#160;</p></td></tr><tr><td><p>9.</p></td><td><p>JONG Kyong-thaek (alias CHO&#8217;NG, Kyo&#8217;ng-t&#8217;aek)</p></td><td><p>&#51221;&#44221;&#53469;</p><p>(grafia coreana)</p></td><td><p>Carica: ministro della Sicurezza dello Stato della Repubblica popolare democratica di Corea (RPDC)</p><p>Data di nascita: tra l&#8217;1.1.1961 e il 31.12.1963</p><p>Cittadinanza: nordcoreana</p><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Jong Kyong-thaek &#232; ministro della Sicurezza dello Stato della Repubblica popolare democratica di Corea (RPDC) dal 2017.</p><p>Il ministero della Sicurezza dello Stato della RPDC &#232; una delle istituzioni di punta nell&#8217;attuazione delle politiche di sicurezza repressive della RPDC, miranti innanzitutto a individuare e reprimere il dissenso politico, l&#8217;afflusso di informazioni &#8220;sovversive&#8221; provenienti dall&#8217;estero e qualsiasi altro comportamento considerato una grave minaccia politica al sistema politico e alla sua dirigenza.</p></td><td><p>22.3.2021</p></td></tr><tr><td><p>&#160;</p></td><td><p>&#160;</p></td><td><p>&#160;</p></td><td><p>&#160;</p></td><td><p>In qualit&#224; di capo del ministero della Sicurezza dello Stato, Jong Kyong-thaek &#232; responsabile di gravi violazioni dei diritti umani nella RPDC, in particolare tortura e altri trattamenti o pene crudeli, inumani o degradanti, esecuzioni e uccisioni extragiudiziali, sommarie o arbitrarie, sparizione forzata di persone e arresti o detenzioni arbitrari, nonch&#233; lavoro forzato e violenza sessuale contro le donne.</p></td><td><p>&#160;</p></td></tr><tr><td><p>10.</p></td><td><p>RI Yong Gil</p><p>(alias RI Yong Gi, RI Yo&#8217;ng-kil, YI Yo&#8217;ng-kil)</p></td><td><p>&#47532;&#50689;&#44600;</p><p>(grafia coreana)</p></td><td><p>Carica: ministro della Sicurezza sociale della Repubblica popolare democratica di Corea (RPDC)</p><p>Data di nascita: 1955</p><p>Cittadinanza: nordcoreana</p><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Ri Yong Gil &#232; ministro della Sicurezza sociale della Repubblica popolare democratica di Corea (RPDC) dal gennaio 2021 ed &#232; stato precedentemente capo di Stato maggiore dell&#8217;esercito popolare coreano fra il 2018 e il gennaio 2021.</p><p>Il ministero della Sicurezza sociale della RPDC (noto precedentemente come ministero della Sicurezza popolare o ministero della Sicurezza pubblica) &#232; una delle istituzioni di punta nell&#8217;attuazione delle politiche di sicurezza repressive della RPDC, fra cui interrogatori e punizione delle persone che fuggono &#8220;illegalmente&#8221; dalla RPDC. In particolare, il ministero della Sicurezza sociale &#232; incaricato di gestire, tramite il suo ufficio correzionale, campi di prigionia e centri di lavoro forzato per detenzioni di breve durata, dove i prigionieri/detenuti sono deliberatamente lasciati morire di fame e sono sottoposti ad altri trattamenti inumani.</p></td><td><p>22.3.2021</p></td></tr><tr><td><p>&#160;</p></td><td><p>&#160;</p></td><td><p>&#160;</p></td><td><p>&#160;</p></td><td><p>In qualit&#224; di capo del ministero della Sicurezza sociale, Ri Yong Gil &#232; responsabile di gravi violazioni dei diritti umani nella RPDC, in particolare tortura e altri trattamenti o pene crudeli, inumani o degradanti, esecuzioni e uccisioni extragiudiziali, sommarie o arbitrarie, sparizione forzata di persone e arresti o detenzioni arbitrari, nonch&#233; lavoro forzato e violenza sessuale contro le donne.</p><p>In qualit&#224; di ex capo di Stato maggiore dell&#8217;esercito popolare coreano, Ri Yong Gil &#232; responsabile anche delle gravi e diffuse violazioni dei diritti umani commesse da tale esercito.</p></td><td><p>&#160;</p></td></tr><tr><td><p>11.</p></td><td><p>Mohammed Khalifa AL-KANI (alias Mohamed Khalifa Abderrahim Shaqaqi AL-KANI, Mohammed AL-KANI, Muhammad Omar AL-KANI)</p></td><td><p>&#1575;&#1604;&#1603;&#1575;&#1606;&#1610; &#1582;&#1604;&#1610;&#1601;&#1577; &#1605;&#1581;&#1605;&#1583; (grafia araba)</p></td><td><p>Carica: capo della milizia Kaniyat</p><p>Data di nascita: 3.5.1979</p><p>Cittadinanza: libica</p><p>N. di passaporto: F86JKFJF</p><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Mohammed Khalifa Al-Kani &#232; il capo della milizia Kaniyat, che ha esercitato il controllo sulla citt&#224; libica di Tarhuna tra il 2015 e il giugno&#160;2020. In tale carica sovrintende a tutte le attivit&#224; della milizia Kaniyat. In qualit&#224; di capo della milizia Kaniyat &#232; responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Libia, in particolare uccisioni extragiudiziali e sparizioni forzate di persone tra il 2015 e il giugno&#160;2020 a Tarhuna.</p><p>Mohammed Khalifa Al-Kani e la milizia Kaniyat hanno lasciato Tarhuna all&#8217;inizio del giugno&#160;2020 per fuggire nella Libia orientale. In seguito, a Tarhuna sono state scoperte diverse fosse comuni attribuite alla milizia Kaniyat.</p></td><td><p>22.3.2021</p></td></tr><tr><td><p>12.</p></td><td><p>Abderrahim AL-KANI (alias Abdul-Rahim AL-KANI, Abd-al-Rahim AL-KANI)</p></td><td><p>&#1575;&#1575;&#1604;&#1585;&#1581;&#1610;&#1605; &#1575;&#1604;&#1603;&#1575;&#1606;&#1610; &#1593;&#1576;&#1583; (grafia araba)</p></td><td><p>Carica: membro della milizia Kaniyat</p><p>Data di nascita: 7.9.1997</p><p>Cittadinanza: libica</p><p>N. di passaporto: PH3854LY</p><p>Numero di carta d&#8217;identit&#224;: 119970331820</p><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Abderrahim Al-Kani &#232; un membro chiave della milizia Kaniyat e fratello di Mohammed Khalifa Al-Khani, capo della milizia Kaniyat. La milizia Kaniyat ha esercitato il controllo sulla citt&#224; libica di Tarhuna tra il 2015 e il giugno&#160;2020.</p><p>Abderrahim Al-Kani &#232; responsabile della sicurezza interna per la milizia Kaniyat. In tale veste, &#232; responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Libia, in particolare uccisioni extragiudiziali e sparizioni forzate di persone tra il 2015 e il giugno&#160;2020 a Tarhuna.</p></td><td><p>22.3.2021</p></td></tr><tr><td><p>&#160;</p></td><td><p>&#160;</p></td><td><p>&#160;</p></td><td><p>&#160;</p></td><td><p>Abderrahim Al-Kani e la milizia Kaniyat hanno lasciato Tarhuna all&#8217;inizio del giugno&#160;2020 per fuggire nella Libia orientale. In seguito, a Tarhuna sono state scoperte diverse fosse comuni attribuite alla milizia Kaniyat.</p></td><td><p>&#160;</p></td></tr><tr><td><p>13.</p></td><td><p>Aiub Vakhaevich KATAEV</p><p>(alias Ayubkhan Vakhaevich KATAEV)</p></td><td><p>&#1040;&#1102;&#1073; &#1042;&#1072;&#1093;&#1072;&#1077;&#1074;&#1080;&#1095; &#1050;&#1040;&#1058;&#1040;&#1045;&#1042;</p><p>(alias &#1040;&#1102;&#1073;&#1093;&#1072;&#1085; &#1042;&#1072;&#1093;&#1072;&#1077;&#1074;&#1080;&#1095; &#1050;&#1040;&#1058;&#1040;&#1045;&#1042;) (grafia russa)</p></td><td><p>Carica: capo dipartimento del ministero dell&#8217;Interno della Federazione russa nella citt&#224; di Argun della Repubblica cecena</p><p>Data di nascita: 1.12.1980 o 1.12.1984</p><p>Cittadinanza: russa</p><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Capo dipartimento del ministero dell&#8217;Interno della Federazione russa nella citt&#224; di Argun della Repubblica cecena.</p></td><td><p>22.3.2021</p></td></tr><tr><td><p>&#160;</p></td><td><p>&#160;</p></td><td><p>&#160;</p></td><td><p>&#160;</p></td><td><p>In qualit&#224; di capo dipartimento del ministero dell&#8217;Interno della Federazione russa ad Argun, Aiub Kataev sovrintende alle attivit&#224; delle forze di polizia e delle agenzie per la sicurezza dello Stato locali. In tale carica, sovrintende personalmente alle persecuzioni diffuse e sistematiche in Cecenia, iniziate nel 2017. Le repressioni prendono di mira lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuali (LGBTI), le persone presunte appartennti a gruppi LGBTI e altre persone sospettate di essere oppositori del capo della Repubblica cecena Ramzan Kadyrov. Aiub Kataev e le forze sotto il suo comando sono responsabili di gravi violazioni dei diritti umani in Russia, tra cui tortura e altri trattamenti crudeli, disumani o degradanti, nonch&#233; di arresti e detenzioni arbitrari e di uccisioni ed esecuzioni extragiudiziali o arbitrarie.</p></td><td><p>&#160;</p></td></tr><tr><td><p>&#160;</p></td><td><p>&#160;</p></td><td><p>&#160;</p></td><td><p>&#160;</p></td><td><p>Secondo numerosi testimoni, Aiub Kataev ha sovrinteso personalmente alla tortura dei detenuti e vi ha preso parte.</p></td><td><p>&#160;</p></td></tr><tr><td><p>14.</p></td><td><p>Abuzaid (Abuzayed) Dzhandarovich VISMURADOV</p></td><td><p>&#1040;&#1073;&#1091;&#1079;&#1072;&#1081;&#1076; &#1044;&#1078;&#1072;&#1085;&#1076;&#1072;&#1088;&#1086;&#1074;&#1080;&#1095; &#1042;&#1048;&#1057;&#1052;&#1059;&#1056;&#1040;&#1044;&#1054;&#1042;(grafia russa)</p></td><td><p>Cariche: comandante della squadra &#8220;Terek&#8221; dell&#8217;unit&#224; speciale di reazione rapida (SOBR), vice primo ministro della Repubblica cecena, guardia del corpo non ufficiale del capo della Repubblica cecena Ramzan Kadyrov</p><p>Data di nascita: 24.12.1975</p><p>Luogo di nascita: Akhmat-Yurt/Khosi-Yurt, ex Repubblica socialista sovietica autonoma (RSSA) ceceno-inguscia, ora Repubblica cecena (Federazione russa)</p><p>Cittadinanza: russa</p><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Comandante della squadra &#8220;Terek&#8221; dell&#8217;unit&#224; speciale di reazione rapida (SOBR), vice primo ministro della Repubblica cecena, guardia del corpo non ufficiale del capo della Repubblica cecena Ramzan Kadyrov.</p><p>Dal maggio 2012 Abuzaid Vismuradov &#232; comandante del distaccamento &#8220;Terek&#8221; delSOBR. In tale carica, sovrintende personalmente alle persecuzioni diffuse e sistematiche in Cecenia, iniziate nel 2017. Le repressioni prendono di mira lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuali (LGBTI), le persone presunte appartenti a gruppi LGBTI e altre persone sospettate di essere oppositori del capo della Repubblica cecena Ramzan Kadyrov.</p></td><td><p>22.3.2021</p></td></tr><tr><td><p>&#160;</p></td><td><p>&#160;</p></td><td><p>&#160;</p></td><td><p>&#160;</p></td><td><p>Abuzaid Vismuradov e l&#8217;unit&#224; &#8220;Terek&#8221; sotto il suo comando sono responsabili di gravi violazioni dei diritti umani in Russia, in particolare tortura e altri trattamenti crudeli, disumani o degradanti, nonch&#233; di arresti e detenzioni arbitrari e di uccisioni ed esecuzioni extragiudiziali e arbitrarie.</p><p>Secondo numerosi testimoni, Abuzaid Vismuradov ha sovrinteso personalmente alla tortura dei detenuti e vi ha preso parte. &#200; uno stretto collaboratore di Ramzan Kadyrov, il capo della Repubblica cecena, che da molti anni conduce una campagna di repressione nei confronti dei suoi oppositori politici.</p></td><td><p>&#160;</p></td></tr><tr><td><p>15.</p></td><td><p>Gabriel Moses LOKUJO</p></td><td><p>-</p></td><td><p>Carica: Maggiore Generale delle Forze popolari di difesa del Sud Sudan (SSPDF)</p><p>Cittadinanza: sud-sudanese</p><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Maggiore Generale delle Forze popolari di difesa del Sud Sudan (SSPDF).</p><p>Gabriel Moses Lokujo &#232; responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Sud Sudan, in particolare esecuzioni e uccisioni extragiudiziali, sommarie o arbitrarie.</p><p>Nel maggio 2020 tre ufficiali dell&#8217;Esercito di liberazione del popolo sudanese all&#8217;opposizione (SPLA-IO) sono state rapite e giustiziate per ordine del maggiore generale Lokujo.</p></td><td><p>22.3.2021&#187;;</p></td></tr><tr><td><p>&#160;</p></td><td><p>&#160;</p></td><td><p>&#160;</p></td><td><p>&#160;</p></td><td><p>Il Maggiore Generale Lokujo ha disertato nel settembre 2020, passando dallo SPLA-IO alle SSPDF, ed &#232; responsabile dei successivi scontri avvenuti all&#8217;interno e nei dintorni del centro di formazione di Moroto, nel sud dell&#8217;Equatoria centrale. Conseguentemente, entrambe le parti hanno riportato numerosi morti e feriti nell&#8217;ultimo trimestre del 2020 e si sono inoltre registrati sfollamenti di civili, soprattutto nella zona di Kajo-Keji, nello Stato dell&#8217;Equatoria centrale. Le forze del Maggiore Generale Lokujo sono rimaste nella zona, dove si sono registrati ulteriori scontri e la sicurezza delle comunit&#224; civili continua ad essere a rischio.</p></td><td><p>&#160;</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>2)</p></td><td><p>nell&#8217;elenco delle persone giuridiche, delle entit&#224; e degli organismi di cui alla sezione&#160;B (&#171;Persone giuridiche, entit&#224; e organismi&#187;) sono aggiunte le voci seguenti:</p><table><col/><col/><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#160;</p></td><td><p>Nome (traslitterazione in caratteri latini)</p></td><td><p>Nome</p></td><td><p>Informazioni identificative</p></td><td><p>Motivi dell&#8217;inserimento nell&#8217;elenco</p></td><td><p>Data di inserimento nell&#8217;elenco</p></td></tr><tr><td><p>&#171;1.</p></td><td><p>Xinjiang Production and Construction Corps Public Security Bureau (ufficio per la pubblica sicurezza del Corpo di produzione e costruzione dello Xinjiang)</p></td><td><p>&#26032;&#30086;&#29983;&#20135;&#24314;&#35774;&#20853;&#22242;&#20844;&#23433;&#23616;</p><p>(grafia cinese)</p></td><td><p>Indirizzo: 106 Guangming Road, Urumqi, regione autonoma uigura dello Xinjiang (XUAR) (Cina)</p><p>Telefono: +86&#160;991&#160;598&#160;8114</p></td><td><p>L&#8217;ufficio per la pubblica sicurezza dello Xinjiang Production and Construction Corps (XPCC) &#232; incaricato di attuare tutte le politiche dell&#8217;XPCC in materia di sicurezza, compresa la gestione dei centri di detenzione. L&#8217;XPCC &#232; un&#8217;organizzazione economica e paramilitare statale presente nella regione autonoma uigura cinese dello Xinjiang, che esercita l&#8217;autorit&#224; amministrativa e controlla le attivit&#224; economiche nello Xinjiang.</p></td><td><p>22.3.2021</p></td></tr><tr><td><p>&#160;</p></td><td><p>&#160;</p></td><td><p>&#160;</p></td><td><p>&#160;</p></td><td><p>In quanto organizzazione incaricata delle politiche di sicurezza all&#8217;interno dell&#8217;XPCC, l&#8217;ufficio per la pubblica sicurezza dell&#8217;XPCC &#232; responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Cina, in particolare detenzioni arbitrarie su larga scala e trattamenti degradanti inflitti a uiguri e a persone di altre minoranze etniche musulmane, nonch&#233; di violazioni sistematiche della loro libert&#224; di religione o di credo, connesse tra l&#8217;altro all&#8217;attuazione da parte dell&#8217;XPCC di un programma di sorveglianza, detenzione e indottrinamento su larga scala rivolto alle minoranze etniche musulmane.</p><p>Nell&#8217;ambito di tale programma, l&#8217;XPCC ricorre a uiguri e a persone di altre minoranze etniche musulmane come manodopera forzata, in particolare nei campi di cotone. In quanto organizzazione incaricata delle politiche di sicurezza all&#8217;interno dell&#8217;XPCC, l&#8217;ufficio per la pubblica sicurezza dell&#8217;XPCC &#232; responsabile del ricorso sistematico al lavoro forzato.</p></td><td><p>&#160;</p></td></tr><tr><td><p>2.</p></td><td><p>Central Public Prosecutor&#8217;s Office (alias Office of the Prosecutor of the Democratic People&#8217;s Republic of Korea (DPRK) (Procura centrale, alias Procura della Repubblica popolare democratica di Corea (RPDC)]</p></td><td><p>&#51312;&#49440;&#48124;&#51452;&#51452;&#51032;&#51064;&#48124;&#44277;&#54868;&#44397; &#51473;&#50521;&#44160;&#52272;&#49548; (grafia coreana)</p></td><td><p>&#160;</p></td><td><p>La Procura centrale &#232; un&#8217;istituzione che sovrintende a tutti i procedimenti penali nella Repubblica popolare democratica di Corea (RPDC), tra cui le fasi dell&#8217;indagine, dell&#8217;interrogatorio, della custodia cautelare e del processo.</p></td><td><p>22.3.2021</p></td></tr><tr><td><p>&#160;</p></td><td><p>&#160;</p></td><td><p>&#160;</p></td><td><p>&#160;</p></td><td><p>La Procura centrale &#232; utilizzata per perseguire e punire persone per attivit&#224; politiche illecite, con processi fondamentalmente iniqui. Essa ha anche la responsabilit&#224; istituzionale di gravi violazioni dei diritti umani avvenute in istituti penitenziari ordinari e centri di detenzione per interrogatori, in quanto non ha garantito l&#8217;applicazione dei diritti dei detenuti in attesa di giudizio e dei detenuti condannati. In stretta cooperazione con i ministeri della Sicurezza di Stato e della Sicurezza sociale, &#232; responsabile di gravi violazioni dei diritti umani commesse dall&#8217;apparato di sicurezza della RPDC, in particolare tortura e altri trattamenti o pene crudeli, disumani o degradanti, esecuzioni e uccisioni extragiudiziali, sommarie o arbitrarie, sparizioni forzate e arresti o detenzioni arbitrari, e legittima tali violazioni.</p></td><td><p>&#160;</p></td></tr><tr><td><p>3.</p></td><td><p>Kaniyat Militia (gi&#224; 7th brigade Tarhuna 7th Brigade, gi&#224; Tarhuna Brigade) (alias 9th brigade, Al-Kani Militia, Al-Kaniyat, Kani Brigade, Kaniat, Kaniyat, Kanyat)</p></td><td><p>&#1605;&#1604;&#1610;&#1588;&#1610;&#1575; &#1603;&#1575;&#1606;&#1610;&#1575;&#1578; (grafia araba)</p></td><td><p>&#160;</p></td><td><p>La milizia Kaniyat &#232; una milizia armata libica che ha esercitato il controllo sulla citt&#224; libica di Tarhuna tra il 2015 e il giugno&#160;2020. Fosse comuni attribuite alla milizia Kaniyat sono state scoperte a Tarhuna dopo che la milizia &#232; fuggita nella Libia orientale nel giugno&#160;2020. La milizia Kaniyat &#232; responsabile di gravi violazioni dei diritti umani, in particolare uccisioni extragiudiziali, e di sparizioni forzate.</p></td><td><p>22.3.2021</p></td></tr><tr><td><p>4.</p></td><td><p>National Security Office (alias National Security Agency) of the Government of Eritrea (Ufficio per la sicurezza nazionale, alias Agenzia per la sicurezza nazionale, del governo dell&#8217;Eritrea)</p></td><td><p>-</p></td><td><p>Diretto dal Maggiore Generale Abraha Kassa</p></td><td><p>L&#8217;Ufficio per la sicurezza nazionale (alias Agenzia per la sicurezza nazionale) del governo dell&#8217;Eritrea &#232; diretto dal Maggiore Generale Abraha Kassa ed &#232; sotto la supervisione dell&#8217;Ufficio del presidente. L&#8217;Ufficio per la sicurezza nazionale si articola in sei uffici, ciascuno dei quali &#232; suddiviso in tre sezioni, responsabili rispettivamente dell&#8217;intelligence, degli arresti e degli interrogatori. L&#8217;Ufficio per la sicurezza nazionale &#232; responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Eritrea, tra in particolare arresti arbitrari, uccisioni extragiudiziali, sparizioni forzate e torture, commesse dai suoi agenti.</p></td><td><p>22.3.2021&#187;.</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table>