Document ID: 32023H0901(11)
Language: ITA

<table><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>1.9.2023&#160;&#160;&#160;</p></td><td><p>IT</p></td><td><p>Gazzetta ufficiale dell'Unione europea</p></td><td><p>C 312/97</p></td></tr></tbody></table>
RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
del 14 luglio 2023
relativa al programma nazionale di riforma 2023 della Croazia e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità 2023 della Croazia
(2023/C 312/11)
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 121, paragrafo 2, e l'articolo 148, paragrafo 4,
visto il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, per il rafforzamento della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle politiche economiche ( 1 ) , in particolare l'articolo 5, paragrafo 2,
vista la raccomandazione della Commissione europea,
viste le risoluzioni del Parlamento europeo,
viste le conclusioni del Consiglio europeo,
visto il parere del comitato per l'occupazione,
visto il parere del comitato economico e finanziario,
visto il parere del comitato per la protezione sociale,
visto il parere del comitato di politica economica,
considerando quanto segue:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(1)</p></td><td><p>Il regolamento (UE) 2021/241 del Parlamento europeo e del Consiglio&#160;<a>(<span>2</span>)</a> che istituisce il dispositivo per la ripresa e la resilienza (&#171;dispositivo&#187;) &#232; entrato in vigore il 19&#160;febbraio&#160;2021. Il dispositivo fornisce sostegno finanziario agli Stati membri per l'attuazione di riforme e investimenti, producendo uno stimolo di bilancio finanziato dall'Unione. In linea con le priorit&#224; del semestre europeo, il dispositivo contribuisce alla ripresa economica e inclusiva e all'attuazione di investimenti e riforme sostenibili e favorevoli alla crescita, in particolare riforme e investimenti volti a promuovere le transizioni verde e digitale e a rendere pi&#249; resilienti le economie degli Stati membri. Contribuisce inoltre a consolidare le finanze pubbliche e a stimolare la crescita e la creazione di posti di lavoro nel medio e lungo periodo, a migliorare la coesione territoriale all'interno dell'Unione e a continuare l'attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali. Il&#160;contributo finanziario massimo per ciascuno Stato membro nell'ambito del dispositivo &#232; stato aggiornato il 30 giugno 2022, a norma dell'articolo 11, paragrafo 2, del regolamento (UE) 2021/241.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(2)</p></td><td><p>Il 22 novembre 2022 la Commissione ha adottato l'analisi annuale della crescita sostenibile 2023, segnando l'inizio del semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche 2023. Il 23 marzo 2023 il Consiglio europeo ha approvato le priorit&#224; dell'analisi annuale della crescita sostenibile 2023, incentrate sulle quattro dimensioni della sostenibilit&#224; competitiva. Sempre il 22 novembre 2022 la Commissione ha adottato, sulla base del regolamento (UE) n.&#160;1176/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio&#160;<a>(<span>3</span>)</a>, la relazione sul meccanismo di allerta per il 2023, in cui non annoverava la Croazia tra gli Stati membri che possono presentare squilibri o correre il rischio di presentarli e che devono essere sottoposti a esame approfondito. Lo stesso giorno ha adottato anche un parere sul documento programmatico di bilancio 2023 della Croazia. La Commissione ha inoltre adottato una raccomandazione di raccomandazione del Consiglio sulla politica economica della zona euro e una proposta di relazione comune sull'occupazione 2023, che analizza l'attuazione degli orientamenti in materia di occupazione e dei principi del pilastro europeo dei diritti sociali. Il 16 maggio 2023 il Consiglio ha adottato la raccomandazione sulla politica economica della zona euro&#160;<a>(<span>4</span>)</a> (&#171;raccomandazione sulla zona euro del 2023&#187;) e il 13 marzo 2023 la relazione comune sull'occupazione.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(3)</p></td><td><p>Sebbene le economie dell'Unione diano prova di notevole resilienza, il contesto geopolitico continua ad avere un impatto negativo. Nella sua agenda di politica economica e sociale l'Unione, fermamente al fianco dell'Ucraina, mira, nel breve periodo, a ridurre gli effetti negativi degli shock energetici su famiglie e imprese vulnerabili e, nel medio periodo, a proseguire gli sforzi per realizzare le transizioni verde e digitale, favorire una crescita sostenibile e inclusiva, salvaguardare la stabilit&#224; macroeconomica e accrescere la resilienza. L'agenda &#232; fortemente incentrata anche sull'aumento della competitivit&#224; e della produttivit&#224; dell'Unione.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(4)</p></td><td><p>Il 1<span>o</span> febbraio 2023 la Commissione ha pubblicato la comunicazione dal titolo &#171;Un piano industriale del Green Deal per l'era a zero emissioni nette&#187; (&#171;piano industriale del Green Deal&#187;). L'obiettivo del piano industriale del Green Deal &#232; stimolare la competitivit&#224; dell'industria dell'Unione a zero emissioni nette e sostenere la transizione rapida verso la neutralit&#224; climatica. Il piano integra gli sforzi in corso nell'ambito del Green Deal europeo e di REPowerEU. Intende creare un contesto pi&#249; favorevole che consenta di aumentare la capacit&#224; dell'Unione di produrre le tecnologie e i prodotti a zero emissioni nette necessari per conseguire gli ambiziosi obiettivi climatici dell'Unione, nonch&#233; di garantire l'accesso alle materie prime critiche necessarie, anche diversificando l'approvvigionamento, sfruttando adeguatamente le risorse geologiche negli Stati membri e massimizzando il riciclo delle materie prime. Il piano industriale del Green Deal si basa su quattro pilastri: un contesto normativo prevedibile e semplificato, un accesso pi&#249; rapido ai finanziamenti, migliori competenze e l'apertura commerciale per catene di approvvigionamento resilienti. Il&#160;16&#160;marzo 2023 la Commissione ha pubblicato un'ulteriore comunicazione dal titolo &#171;Competitivit&#224; a lungo termine dell'UE: prospettive oltre il 2030&#187;, articolata attorno a nove fattori sinergici, con l'obiettivo di adoperarsi in favore di un quadro normativo propizio alla crescita. La comunicazione definisce le priorit&#224; politiche per provvedere in modo attivo a miglioramenti strutturali, investimenti ben mirati e misure normative per la competitivit&#224; a lungo termine dell'Unione e degli Stati membri. Le raccomandazioni formulate di seguito contribuiscono a rispondere a tali priorit&#224;.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(5)</p></td><td><p>Nel 2023 il semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche continua a evolvere in linea con l'attuazione del dispositivo. La piena attuazione dei piani per la ripresa e la resilienza rimane fondamentale per realizzare le priorit&#224; politiche del semestre europeo; i piani infatti rispondono a tutte le pertinenti raccomandazioni specifiche per paese formulate negli ultimi anni o a un insieme significativo di esse. Le raccomandazioni specifiche per paese 2019, 2020 e 2022 rimangono ugualmente pertinenti per i piani per la ripresa e la resilienza riveduti, aggiornati o modificati a norma degli articoli 14, 18 e 21 del regolamento (UE)&#160;2021/241.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(6)</p></td><td><p>Il regolamento (UE) 2023/435 del Parlamento europeo e del Consiglio&#160;<a>(<span>5</span>)</a> (&#171;regolamento REPowerEU&#187;), adottato il 27&#160;febbraio&#160;2023, mira a una graduale e rapida eliminazione della dipendenza dell'Unione dalle importazioni di combustibili fossili russi. Ci&#242; contribuir&#224; alla sicurezza energetica e alla diversificazione dell'approvvigionamento di energia dell'Unione, aumentando nel contempo la diffusione delle energie rinnovabili, le capacit&#224; di stoccaggio dell'energia e l'efficienza energetica. Il regolamento REPowerEU consente agli Stati membri di aggiungere ai rispettivi piani nazionali per la ripresa e la resilienza un nuovo capitolo dedicato al piano REPowerEU, onde finanziare riforme e investimenti chiave che contribuiranno al conseguimento degli obiettivi di REPowerEU. Tali riforme e investimenti contribuiranno inoltre a stimolare la competitivit&#224; dell'industria dell'Unione a zero emissioni nette, come indicato nel piano industriale del Green Deal, e a dare seguito alle raccomandazioni specifiche per paese in materia di energia rivolte agli Stati membri nel 2022 e, se del caso, nel 2023. Il regolamento REPowerEU introduce una nuova categoria di sostegno finanziario non rimborsabile, messo a disposizione degli Stati membri per finanziare nuove riforme e nuovi investimenti connessi al settore dell'energia nell'ambito dei rispettivi piani per la ripresa e la resilienza.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(7)</p></td><td><p>L'8 marzo 2023 la Commissione ha adottato una comunicazione che fornisce orientamenti di politica di bilancio per il 2024 (&#171;comunicazione dell'8 marzo 2023&#187;). Essi mirano a sostenere la preparazione dei programmi di stabilit&#224; e convergenza degli Stati membri e a rafforzare in tal modo il coordinamento delle politiche. La Commissione ha inoltre ricordato che la clausola di salvaguardia generale del patto di stabilit&#224; e crescita sar&#224; disattivata alla fine del 2023. Per il periodo 2023-2024&#160;ha sollecitato politiche di bilancio che garantiscano la sostenibilit&#224; del debito a medio termine e aumentino la crescita potenziale in modo sostenibile e ha invitato gli Stati membri a precisare nei rispettivi programmi di stabilit&#224; e convergenza per il 2023 le modalit&#224; con cui i loro piani di bilancio garantiranno il rispetto del valore di riferimento del trattato del 3&#160;% del prodotto interno lordo (PIL) e garantiranno la riduzione plausibile e costante del debito, o in che modo intendano mantenere il debito a livelli prudenti, a medio termine. La Commissione ha inoltre invitato gli Stati membri a eliminare gradualmente le misure di bilancio nazionali introdotte per proteggere le famiglie e le imprese dallo shock dei prezzi dell'energia, iniziando da quelle meno mirate. Ha&#160;precisato che, qualora fosse necessaria una proroga delle misure di sostegno a causa di nuove pressioni imputabili ai prezzi dell'energia, gli Stati membri dovrebbero far s&#236; che dette misure siano molto pi&#249; mirate a favore delle famiglie e delle imprese vulnerabili. La&#160;Commissione ha dichiarato che le raccomandazioni di bilancio saranno quantificate e differenziate. Inoltre, come proposto nella comunicazione del 9&#160;novembre&#160;2022 sugli orientamenti per una riforma del quadro di governance economica dell'UE, le raccomandazioni di bilancio saranno formulate sulla base della spesa primaria netta. Ha&#160;raccomandato che tutti gli Stati membri continuino a tutelare gli investimenti finanziati a livello nazionale e a garantire l'uso efficace del dispositivo e di altri fondi dell'Unione, soprattutto in considerazione degli obiettivi in materia di transizioni verde e digitale e di resilienza. La Commissione ha inoltre indicato che proporr&#224; al Consiglio di avviare, nella primavera del 2024, le procedure per i disavanzi eccessivi basate sul disavanzo in base ai dati di consuntivo per il 2023, in linea con le disposizioni giuridiche vigenti.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(8)</p></td><td><p>Il 26 aprile 2023 la Commissione ha presentato proposte legislative per attuare una riforma globale delle regole della governance economica dell'Unione. L'obiettivo centrale delle proposte &#232; rafforzare la sostenibilit&#224; del debito pubblico e promuovere una crescita sostenibile e inclusiva in tutti gli Stati membri attraverso riforme e investimenti. Nelle sue proposte la Commissione mira a migliorare la titolarit&#224; nazionale, semplificare il quadro e spostarne il fulcro maggiormente sul medio termine, in combinazione con un'applicazione efficace e pi&#249; coerente. Secondo le conclusioni del Consiglio adottate il 14 marzo 2023 sugli orientamenti per una riforma del quadro di governance economica dell'UE, l'obiettivo &#232; concludere i lavori legislativi nel 2023.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(9)</p></td><td><p>Il 14 maggio 2021 la Croazia ha presentato alla Commissione il piano nazionale per la ripresa e la resilienza, conformemente all'articolo 18, paragrafo 1, del regolamento (UE) 2021/241. A norma dell'articolo 19 del medesimo regolamento, la Commissione ha valutato la pertinenza, l'efficacia, l'efficienza e la coerenza del piano, conformemente agli orientamenti per la valutazione di cui all'allegato V del regolamento. Il 28 luglio 2021 il Consiglio ha adottato la decisione di esecuzione relativa all'approvazione della valutazione del piano per la ripresa e la resilienza della Croazia&#160;<a>(<span>6</span>)</a>. L'erogazione delle rate &#232; subordinata all'adozione di una decisione della Commissione a norma dell'articolo 24, paragrafo 5, del regolamento (UE)&#160;2021/241, che stabilisca che la Croazia ha conseguito in misura soddisfacente i traguardi e gli obiettivi indicati nella decisione di esecuzione del Consiglio. Il conseguimento soddisfacente presuppone che non siano annullati i traguardi e gli obiettivi conseguiti in precedenza.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(10)</p></td><td><p>Il 28 aprile 2023 la Croazia ha presentato il programma nazionale di riforma 2023 e il programma di stabilit&#224; 2023, in linea con l'articolo 4, paragrafo 1, del regolamento (CE) n.&#160;1466/97. I due programmi sono stati valutati congiuntamente per tener conto delle correlazioni. In conformit&#224; dell'articolo 27 del regolamento (UE) 2021/241, il programma nazionale di riforma 2023 rispecchia anche la relazione semestrale della Croazia in merito ai progressi compiuti nella realizzazione del suo piano per la ripresa e la resilienza.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(11)</p></td><td><p>Il 24 maggio 2023 la Commissione ha pubblicato la relazione per paese 2023 relativa alla Croazia. La Commissione ha valutato i progressi compiuti dalla Croazia nel dar seguito alle pertinenti raccomandazioni specifiche per paese adottate dal Consiglio tra il 2019 e il 2022 e ha fatto il punto dell'attuazione del piano per la ripresa e la resilienza. Sulla scorta di tale analisi la relazione per paese ha individuato lacune rispetto alle sfide non affrontate o solo parzialmente affrontate nel piano per la ripresa e la resilienza, e anche a sfide nuove ed emergenti. Ha valutato quindi i progressi compiuti dalla Croazia nell'attuare il pilastro europeo dei diritti sociali, conseguire gli obiettivi principali dell'Unione in materia di occupazione, competenze e riduzione della povert&#224; e gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(12)</p></td><td><p>Secondo i dati convalidati da Eurostat, il saldo delle amministrazioni pubbliche della Croazia &#232; migliorato, passando da un disavanzo del 2,5&#160;% del PIL nel 2021 a un avanzo dello 0,4&#160;% nel 2022, mentre il debito delle amministrazioni pubbliche &#232; sceso dal 78,4&#160;% del PIL alla fine del 2021 al 68,4&#160;% alla fine del 2022.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(13)</p></td><td><p>Il saldo delle amministrazioni pubbliche ha subito gli effetti delle misure di politica di bilancio adottate per attenuare l'impatto economico e sociale dell'aumento dei prezzi dell'energia. Nel 2022 le misure di politica di bilancio che hanno determinato una diminuzione delle entrate comprendevano provvedimenti quali riduzioni dell'imposta sul valore aggiunto (IVA) e delle accise, mentre le misure di politica di bilancio che hanno incrementato la spesa comprendevano misure quali massimali dei prezzi dell'energia, indennit&#224; per i consumatori vulnerabili, regimi di sostegno alle imprese e misure di assistenza sociale per i pensionati e le famiglie vulnerabili. La Commissione stima il costo di bilancio netto di queste misure all'1,6&#160;% del PIL nel 2022. Il saldo delle amministrazioni pubbliche ha risentito anche del costo di bilancio dell'offerta di protezione temporanea agli sfollati provenienti dall'Ucraina, stimato allo 0,1&#160;% del PIL nel 2022. Nel contempo il costo stimato delle misure temporanee di emergenza connesse alla COVID-19 &#232; sceso dall'1,3&#160;% del PIL nel 2021 allo 0,1&#160;% nel 2022.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(14)</p></td><td><p>Il 18 giugno 2021 il Consiglio ha raccomandato che nel 2022 la Croazia&#160;<a>(<span>7</span>)</a> mantenesse un orientamento della politica di bilancio a sostegno della ripresa, anche grazie all'impulso dato dal dispositivo, e preservasse gli investimenti finanziati a livello nazionale. Il Consiglio ha inoltre raccomandato alla Croazia di tenere sotto controllo l'aumento della spesa corrente finanziata a livello nazionale.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(15)</p></td><td><p>Secondo le stime della Commissione, nel 2022&#160;l'orientamento della politica di bilancio&#160;<a>(<span>8</span>)</a> &#232; stato sostanzialmente neutro (+&#160;0,2&#160;% del PIL), appropriato in un contesto di inflazione elevata&#160;<a>(<span>9</span>)</a>. Come raccomandato dal Consiglio, la Croazia ha continuato a sostenere la ripresa avvalendosi del dispositivo per finanziare investimenti. La spesa finanziata mediante le sovvenzioni del dispositivo e altri fondi dell'Unione &#232; stata pari al 2,6&#160;% del PIL nel 2022 (2,7&#160;% nel 2021). Gli investimenti finanziati a livello nazionale hanno apportato un contributo restrittivo di 0,6 punti percentuali&#160;<a>(<span>10</span>)</a> all'orientamento della politica di bilancio&#160;<a>(<span>11</span>)</a>. La Croazia non ha pertanto preservato gli investimenti finanziati a livello nazionale, il che non &#232; in linea con la raccomandazione del Consiglio. Allo stesso tempo la crescita della spesa primaria corrente finanziata a livello nazionale (al netto delle nuove misure sul lato delle entrate) ha fornito un contributo sostanzialmente neutro di 0,1 punti percentuali all'orientamento della politica di bilancio. La Croazia ha pertanto tenuto sufficientemente sotto controllo la crescita della spesa corrente finanziata a livello nazionale.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(16)</p></td><td><p>Lo scenario macroeconomico su cui si fondano le proiezioni di bilancio del programma di stabilit&#224; 2023 &#232; pi&#249; favorevole rispetto a quello delle previsioni di primavera&#160;2023 della Commissione per il 2023 e in linea con le stesse dopo questa data. Il governo prevede una crescita del PIL reale del 2,2&#160;% nel 2023 e del 2,6&#160;% nel 2024. A titolo di confronto, le previsioni di primavera 2023 della Commissione prospettano una crescita inferiore del PIL reale, pari all'1,6&#160;% nel 2023 e al 2,3&#160;% nel 2024, principalmente a causa di stime pi&#249; prudenti per quanto riguarda i consumi pubblici e delle famiglie e gli investimenti totali.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(17)</p></td><td><p>Nel programma di stabilit&#224; 2023 il governo prevede che il saldo delle amministrazioni pubbliche si deteriorer&#224; fino a determinare un rapporto disavanzo/PIL dello 0,7&#160;% nel 2023. Il deterioramento nel 2023 rispecchia principalmente l'impatto ritardato dell'inflazione sulla spesa pubblica, in particolare attraverso i meccanismi di indicizzazione delle retribuzioni pubbliche, delle pensioni e delle prestazioni sociali. Secondo il programma, il rapporto debito pubblico/PIL dovrebbe diminuire passando dal 68,4&#160;% alla fine del 2022 al 62,6&#160;% alla fine del 2023. Le previsioni di primavera 2023 della Commissione prospettano un disavanzo pubblico dello 0,5&#160;% del PIL per il 2023. Ci&#242; &#232; sostanzialmente in linea con il disavanzo previsto nel programma di stabilit&#224; 2023. Le previsioni di primavera 2023 della Commissione prospettano un rapporto debito pubblico/PIL analogo, pari al 63,0&#160;% alla fine del 2023.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(18)</p></td><td><p>Stando alle previsioni il saldo generale delle amministrazioni pubbliche nel 2023 continuer&#224; a risentire delle misure di politica di bilancio adottate per attenuare l'impatto economico e sociale dell'aumento dei prezzi dell'energia. Si tratta di misure prorogate dal 2022, tra cui, sul lato delle entrate, riduzioni dell'IVA e delle accise, ma anche, sul lato della spesa, massimali dei prezzi dell'energia, indennit&#224; per i consumatori vulnerabili, regimi di sostegno alle imprese e misure di assistenza sociale per i pensionati e le famiglie vulnerabili. Nelle previsioni di primavera 2023 la Commissione stima il costo di bilancio netto delle misure di sostegno all'1,5&#160;% del PIL nel 2023&#160;<a>(<span>12</span>)</a>. La maggior parte delle misure del 2023 non sembra mirata a sostenere le famiglie o le imprese pi&#249; vulnerabili e molte di esse non preservano appieno il segnale di prezzo necessario per ridurre la domanda e accrescere l'efficienza energetica. Di conseguenza nelle previsioni di primavera 2023 la Commissione stima allo 0,2&#160;% del PIL nel 2023 (rispetto allo 0,3&#160;% del PIL nel 2022) l'importo delle misure di sostegno mirate di cui tenere conto nella valutazione della conformit&#224; alla raccomandazione del Consiglio del 12&#160;luglio&#160;2022&#160;<a>(<span>13</span>)</a>. Si prevede che il costo di bilancio della protezione temporanea agli sfollati provenienti dall'Ucraina rimanga stabile rispetto al 2022.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(19)</p></td><td><p>Nella sua raccomandazione del 12&#160;luglio&#160;2022 il Consiglio ha raccomandato alla Croazia di prendere provvedimenti per garantire nel 2023 che la crescita della spesa primaria corrente finanziata a livello nazionale sia in linea con un orientamento della politica complessivamente neutro&#160;<a>(<span>14</span>)</a>, tenendo conto del perdurare del sostegno temporaneo e mirato alle famiglie e alle imprese pi&#249; vulnerabili agli aumenti dei prezzi dell'energia e alle persone in fuga dall'Ucraina. Allo stesso tempo la Croazia dovrebbe essere pronta ad adeguare la spesa corrente all'evoluzione della situazione. Alla Croazia &#232; stato anche raccomandato di aumentare gli investimenti pubblici per le transizioni verde e digitale e per la sicurezza energetica tenendo conto dell'iniziativa REPowerEU, anche avvalendosi del dispositivo e di altri fondi dell'Unione.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(20)</p></td><td><p>Le previsioni di primavera 2023 della Commissione prospettano per il 2023 un orientamento espansivo della politica di bilancio (&#8211;&#160;1,0&#160;% del PIL), in un contesto di inflazione elevata, a fronte di un orientamento sostanzialmente neutro nel 2022 (+&#160;0,2&#160;% del PIL). Si prevede inoltre che nel 2023 la crescita della spesa primaria corrente finanziata a livello nazionale (al netto delle misure discrezionali sul lato delle entrate) apporter&#224; all'orientamento della politica di bilancio un contributo espansivo dello 0,4&#160;% del PIL. Ci&#242; comprende la riduzione dello 0,1&#160;% del PIL del costo delle misure di sostegno mirate alle famiglie e alle imprese pi&#249; vulnerabili agli aumenti dei prezzi dell'energia. Ne consegue che il contributo espansivo della spesa primaria corrente netta finanziata a livello nazionale non &#232; dovuto al sostegno mirato alle famiglie e alle imprese pi&#249; vulnerabili agli aumenti dei prezzi dell'energia e alle persone in fuga dall'Ucraina. La crescita espansiva della spesa primaria corrente finanziata a livello nazionale (al netto delle misure discrezionali sul lato delle entrate) &#232; attribuibile anche dal mantenimento di misure non mirate connesse all'energia, da aumenti permanenti delle retribuzioni del settore pubblico e delle prestazioni sociali e da aliquote IVA inferiori su prodotti non energetici. In sintesi, la crescita prevista della spesa primaria corrente finanziata a livello nazionale non &#232; in linea con la raccomandazione del Consiglio del 12&#160;luglio&#160;2022. Secondo le proiezioni la spesa finanziata con le sovvenzioni del dispositivo e altri fondi dell'Unione ammonter&#224; al 3,1&#160;% del PIL nel 2023, mentre gli investimenti finanziati a livello nazionale apporteranno all'orientamento della politica di bilancio un contributo espansivo di 0,7 punti percentuali&#160;<a>(<span>15</span>)</a>. Pertanto la Croazia prevede di finanziare ulteriori investimenti attraverso il dispositivo e altri fondi dell'Unione e, stando alle proiezioni, preserver&#224; gli investimenti finanziati a livello nazionale. Il paese prevede di finanziare investimenti pubblici per le transizioni verde e digitale e per la sicurezza energetica, ad esempio per la ristrutturazione energetica degli edifici, la digitalizzazione della pubblica amministrazione, gli investimenti nella diagnostica digitale e nelle attrezzature digitali per gli ospedali e il sostegno alle transizioni verde e digitale nel settore imprenditoriale, che sono finanziati dal dispositivo e da altri fondi dell'Unione.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(21)</p></td><td><p>Secondo il programma di stabilit&#224; 2023, il disavanzo delle amministrazioni pubbliche salir&#224; all'1,5&#160;% del PIL nel 2024. L'aumento nel 2024 rispecchia principalmente un aumento della spesa in conto capitale e un'indicizzazione ancora relativamente elevata delle retribuzioni, delle pensioni e della spesa per l'assistenza sociale. Secondo il programma di stabilit&#224; 2023, si prevede che il rapporto debito pubblico/PIL scenda al 59,8&#160;% alla fine del 2024. Sulla base delle misure politiche note alla data limite delle previsioni, le previsioni di primavera 2023 della Commissione prospettano un disavanzo pubblico dell'1,3&#160;% del PIL per il 2024. Ci&#242; &#232; sostanzialmente in linea con il disavanzo previsto nel programma di stabilit&#224; 2023. Le&#160;previsioni di primavera 2023 della Commissione prospettano un rapporto debito pubblico/PIL superiore, pari al 61,8&#160;% alla fine del 2024; la differenza rispetto alle proiezioni del programma di stabilit&#224; 2023 &#232; in larga misura da ricondurre all'effetto di denominatore (differenza del PIL nominale nel 2024) e, in misura minore, a ipotesi differenti per quanto riguarda l'aggiustamento stock/flussi.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(22)</p></td><td><p>Il programma di stabilit&#224; 2023 prevede l'eliminazione graduale della maggior parte delle misure di sostegno connesse all'energia nel 2024. Attualmente la Commissione ipotizza che il costo netto delle misure di sostegno connesse all'energia ammonti allo 0,2&#160;% del PIL nel 2024. Tali stime si basano sul presupposto che non si registrino nuovi aumenti dei prezzi dell'energia.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(23)</p></td><td><p>Il regolamento (CE) n.&#160;1466/97 del Consiglio richiede un miglioramento annuo del saldo strutturale di bilancio per conseguire l'obiettivo di bilancio a medio termine, avendo lo 0,5&#160;% del PIL come parametro di riferimento&#160;<a>(<span>16</span>)</a>. Alla luce delle considerazioni relative alla sostenibilit&#224; di bilancio, secondo la Commissione sarebbe opportuno migliorare il saldo strutturale di almeno lo 0,3&#160;% del PIL per il 2024. Al fine di conseguire tale miglioramento, e conformemente alla metodologia della Commissione, la crescita della spesa primaria netta finanziata a livello nazionale&#160;<a>(<span>17</span>)</a> nel 2024 non dovrebbe superare il 5,1&#160;%, come indicato nella presente raccomandazione. Allo stesso tempo &#232; opportuno eliminare gradualmente le restanti misure di sostegno connesse all'energia (attualmente stimate dalla Commissione all'1,5&#160;% del PIL nel 2023), se consentito dagli sviluppi del mercato dell'energia e partendo dalle misure meno mirate, e usare i relativi risparmi per ridurre il disavanzo pubblico. Secondo le stime della Commissione, ci&#242; determinerebbe una crescita della spesa primaria netta inferiore al tasso di crescita massimo raccomandato per il 2024. Inoltre, secondo le previsioni di primavera 2023 della Commissione la crescita della spesa primaria corrente netta finanziata a livello nazionale nel 2023 non &#232; in linea con la raccomandazione del Consiglio del 12&#160;luglio&#160;2022. Se ci&#242; fosse confermato, sarebbe opportuno ridurre la crescita della spesa primaria netta nel 2024.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(24)</p></td><td><p>Nell'ipotesi di politiche invariate, le previsioni di primavera 2023 della Commissione prospettano una crescita della spesa primaria netta finanziata a livello nazionale pari al 6,8&#160;% nel 2024, ossia al di sopra del tasso di crescita raccomandato. L'aggiustamento prospettato nelle previsioni di primavera 2023 della Commissione &#232; inferiore ai risparmi derivanti dalla completa eliminazione graduale delle misure di sostegno connesse all'energia, il che &#232; attribuibile a una maggiore dinamicit&#224; della spesa sociale, in conto capitale e per le retribuzioni.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(25)</p></td><td><p>Il programma di stabilit&#224; 2023 prevede che tra il 2023 e il 2024 gli investimenti pubblici rimarranno stabili al 4,6&#160;% del PIL. Il programma di stabilit&#224; 2023 fa riferimento a riforme e investimenti da cui si attende un contributo alla sostenibilit&#224; di bilancio e a una crescita sostenibile e inclusiva. Sono compresi in questo contesto riforme (settore dell'assistenza sanitaria e della protezione sociale, miglioramento della gestione delle imprese statali, miglioramento della legge sulla responsabilit&#224; di bilancio) e investimenti (infrastrutture idriche e di trasporto, ristrutturazioni energetiche di condomini e abitazioni, investimenti nelle transizioni verde e digitale, nonch&#233; nelle infrastrutture educative) che rientrano perlopi&#249; anche nel piano per la ripresa e la resilienza.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(26)</p></td><td><p>Il programma di stabilit&#224; 2023 delinea un percorso di bilancio a medio termine fino al 2026. Secondo il programma di stabilit&#224; 2023, il disavanzo delle amministrazioni pubbliche scender&#224; allo 0,8&#160;% del PIL nel 2025 e allo 0,6&#160;% entro il 2026. Si prevede pertanto che esso rimanga al di sotto del 3&#160;% del PIL nel periodo di riferimento del programma. Sempre in base al programma di stabilit&#224; 2023, il rapporto debito pubblico/PIL dovrebbe diminuire passando dal 59,8&#160;% alla fine del 2024 al 55,6&#160;% entro la fine del 2026. Si prevede pertanto che esso scenda e rimanga al di sotto del 60&#160;% nel periodo di riferimento del programma.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(27)</p></td><td><p>Conformemente all'articolo 19, paragrafo 3, lettera b), del regolamento (UE)&#160;2021/241 e all'allegato V, criterio 2.2, di tale regolamento, il piano per la ripresa e la resilienza comprende un'ampia gamma di riforme e investimenti che si rafforzano reciprocamente, da attuare entro il 2026. L'attuazione del piano per la ripresa e la resilienza della Croazia &#232; a buon punto. La Croazia ha presentato due richieste di pagamento, corrispondenti a 59 traguardi e obiettivi del piano, per un'erogazione complessiva di 1,4 miliardi di EUR. Si&#160;prevede che la Croazia presenter&#224; una modifica del suo piano, che dovrebbe comprendere un capitolo dedicato al piano REPowerEU e misure supplementari in altri settori, da finanziare mediante la componente relativa ai prestiti. In conformit&#224; dell'articolo 14, paragrafo 6, del regolamento (UE)&#160;2021/241, il 30&#160;marzo&#160;2023 la Croazia ha espresso l'intenzione di richiedere un sostegno supplementare sotto forma di prestito pari a 3&#160;612&#160;000&#160;000&#160;EUR nell'ambito del dispositivo. La rapida inclusione del nuovo capitolo dedicato al piano REPowerEU nel piano per la ripresa e la resilienza consentir&#224; di finanziare ulteriori riforme e investimenti a sostegno degli obiettivi strategici della Croazia in materia di energia e transizione verde. Per l'attuazione efficace del piano per la ripresa e la resilienza e di altre politiche economiche e occupazionali che vanno al di l&#224; di tale piano, per assicurare un'ampia titolarit&#224; dell'agenda politica generale rimane importante il coinvolgimento sistematico ed effettivo delle autorit&#224; locali e regionali, delle parti sociali e degli altri portatori di interessi pertinenti.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(28)</p></td><td><p>Nel 2022 la Commissione ha approvato tutti i documenti di programmazione della politica di coesione della Croazia. Procedere alla rapida attuazione dei programmi della politica di coesione in complementarit&#224; e sinergia con il piano per la ripresa e la resilienza, compreso il capitolo dedicato al piano REPowerEU, &#232; fondamentale per realizzare le transizioni verde e digitale, accrescere la resilienza economica e sociale e conseguire uno sviluppo territoriale equilibrato in Croazia.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(29)</p></td><td><p>La Croazia importa circa il 53&#160;% dell'energia complessivamente consumata ogni anno, pur presentando grandi potenzialit&#224; per quanto riguarda le energie rinnovabili, in particolare da fonti solari, eoliche e geotermiche. Met&#224; dell'energia elettrica del paese &#232; prodotta da centrali idroelettriche; la quota dell'energia eolica &#232; aumentata e ha raggiunto il 14&#160;%, ma la quota dell'energia solare &#232; ancora pari solo all'1&#160;%. I fattori chiave per accelerare la diffusione degli impianti solari ed eolici sono la razionalizzazione delle procedure di concessione e la messa a punto del pertinente quadro legislativo, in modo da garantire ai produttori e agli autoconsumatori una maggiore certezza giuridica. Altri fattori comprendono un significativo potenziamento della rete di trasmissione e la sua estensione alla parte meridionale del paese, che costituisce la principale sede di produzione delle fonti energetiche rinnovabili, nonch&#233; l'introduzione di sistemi di misurazione intelligenti per i piccoli impianti solari. In Croazia il consumo energetico nel settore residenziale &#232; piuttosto elevato (35&#160;% del consumo totale di energia), con una dipendenza del 71&#160;% dal gas per il riscaldamento. La revisione e la semplificazione delle procedure per l'installazione di impianti solari fotovoltaici nei condomini e l'accelerazione della diffusione delle pompe di calore per il riscaldamento e il raffrescamento sono misure pertinenti per quanto riguarda la ristrutturazione energetica nel settore dell'edilizia. La quota delle fonti energetiche rinnovabili utilizzate nei trasporti &#232; bassa (7&#160;%, a fronte di un obiettivo del 14&#160;% per il 2030), cos&#236; come la quota relativa al trasporto ferroviario di passeggeri (2,5&#160;%, rispetto all'8&#160;% nell'Unione). Ammodernare l'infrastruttura ferroviaria e il materiale rotabile e garantire una maggiore diffusione dei veicoli a emissioni zero pu&#242; contribuire notevolmente alla decarbonizzazione del settore dei trasporti. Nel periodo tra l'agosto 2022 e il marzo 2023 il consumo di gas naturale della Croazia &#232; diminuito del 22&#160;% rispetto al consumo medio di gas registrato per lo stesso periodo nei cinque anni precedenti, superando l'obiettivo di riduzione del 15&#160;% stabilito nel regolamento (UE)&#160;2022/1369&#160;<a>(<span>18</span>)</a>. Il paese potrebbe continuare ad adoperarsi per ridurre temporaneamente la domanda di gas fino al 31&#160;marzo&#160;2024 a norma del regolamento (UE)&#160;2023/706 del Consiglio&#160;<a>(<span>19</span>)</a>.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(30)</p></td><td><p>La carenza di manodopera e di competenze nei settori e nelle professioni fondamentali per la transizione verde &#8212; compresi la produzione, la diffusione e la manutenzione delle tecnologie a zero emissioni nette &#8212; sta creando strozzature nella transizione a un'economia a zero emissioni nette. Sistemi di istruzione e formazione di qualit&#224; elevata che rispondano alle mutevoli esigenze del mercato del lavoro e misure mirate per la riqualificazione e il miglioramento del livello delle competenze sono cruciali per ridurre le carenze di competenze e promuovere l'inclusione lavorativa e la riallocazione della forza lavoro. Per&#160;sbloccare il potenziale inutilizzato dell'offerta di lavoro, tali misure devono essere accessibili, in particolare per le persone e nei settori e nelle regioni maggiormente interessati dalla transizione verde. Nel 2022 in Croazia sono state segnalate carenze di manodopera in relazione a 31 professioni che richiedevano competenze o conoscenze specifiche per la transizione verde, anche nei settori dell'edilizia e dell'industria manifatturiera (entrambi al di sotto della media dell'Unione).</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(31)</p></td><td><p>Alla luce della valutazione della Commissione, il Consiglio ha esaminato il programma di stabilit&#224; 2023 e il suo parere&#160;<a>(<span>20</span>)</a> trova riscontro nella raccomandazione di cui al punto 1.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(32)</p></td><td><p>Date le strette correlazioni tra le economie degli Stati membri della zona euro e il loro contributo collettivo al funzionamento dell'Unione economica e monetaria, il Consiglio ha raccomandato a tali Stati membri di prendere provvedimenti, anche tramite i piani per la ripresa e la resilienza, al fine di i) preservare la sostenibilit&#224; del debito e astenersi da un sostegno generalizzato alla domanda aggregata nel 2023, orientare in modo pi&#249; mirato le misure di bilancio adottate per attenuare l'impatto degli elevati prezzi dell'energia e riflettere su modalit&#224; adeguate per eliminare gradualmente il sostegno con il diminuire delle pressioni causate dai prezzi dell'energia; ii) mantenere un elevato livello di investimenti pubblici e promuovere investimenti privati a sostegno delle transizioni verde e digitale; iii) sostenere dinamiche salariali che attenuino la perdita di potere d'acquisto limitando nel contempo gli effetti di secondo impatto sull'inflazione, migliorare ulteriormente le politiche attive del mercato del lavoro e colmare le carenze di competenze; iv) migliorare il contesto imprenditoriale e garantire che il sostegno per l'energia destinato alle imprese sia efficace sotto il profilo dei costi, temporaneo e mirato alle imprese economicamente sostenibili e che siano mantenuti incentivi per la transizione verde; e v) preservare la stabilit&#224; macrofinanziaria e monitorare i rischi, continuando nel contempo a lavorare al completamento dell'Unione bancaria. Per la Croazia le raccomandazioni di cui ai punti 1, 2 e 3 contribuiscono all'attuazione della prima, della seconda e della terza raccomandazione di cui alla raccomandazione del 2023 sulla zona euro,</p></td></tr></tbody></table>
RACCOMANDA alla Croazia di prendere provvedimenti nel 2023 e nel 2024 al fine di:
1. Eliminare gradualmente le vigenti misure di sostegno di emergenza connesse all'energia, usando i relativi risparmi per ridurre il disavanzo pubblico, quanto prima nel 2023 e nel 2024; qualora nuovi aumenti dei prezzi dell'energia dovessero richiedere nuove misure di sostegno o il proseguimento di quelle esistenti, provvedere a che tali misure di sostegno mirino a tutelare le famiglie e le imprese vulnerabili, siano sostenibili a livello di bilancio e preservino gli incentivi al risparmio energetico;
Assicurare una politica di bilancio prudente, in particolare limitando a non più del 5,1 % l'aumento nominale della spesa primaria netta finanziata a livello nazionale nel 2024 ( 21 ) ;
Preservare gli investimenti pubblici finanziati a livello nazionale e provvedere all'assorbimento efficace delle sovvenzioni del dispositivo e di altri fondi dell'Unione, in particolare per promuovere le transizioni verde e digitale;
Per il periodo successivo al 2024, continuare a perseguire una strategia di bilancio a medio termine di risanamento graduale e sostenibile, combinata con investimenti e riforme atti ad aumentare la crescita sostenibile, al fine di conseguire una posizione di bilancio prudente a medio termine;
2. Proseguire l'attuazione costante del piano per la ripresa e la resilienza e perfezionare celermente il capitolo dedicato al piano REPowerEU al fine di avviarne rapidamente l'attuazione; procedere alla rapida attuazione dei programmi della politica di coesione in stretta complementarità e sinergia con il piano per la ripresa e la resilienza;
3. Ridurre la dipendenza complessiva dai combustibili fossili accelerando la diffusione delle energie rinnovabili, in particolare delle fonti eoliche, solari e geotermiche, ultimando il quadro legislativo attualmente incompleto, razionalizzando le procedure amministrative per il rilascio delle concessioni, semplificando le procedure per l'installazione di fonti energetiche rinnovabili (ad esempio impianti solari fotovoltaici) nei condomini e garantendo una maggiore certezza giuridica; incentivare la capacità di produrre energia rinnovabile su piccola scala; potenziare ulteriormente le reti di trasmissione e distribuzione dell'energia elettrica, migliorando in particolare i collegamenti di trasmissione tra il nord e il sud del paese e promuovendo la diffusione dei contatori intelligenti; accelerare l'attuazione delle misure di efficienza energetica, compresa l'installazione di pompe di calore; ridurre la dipendenza dai combustibili fossili nel settore dei trasporti promuovendo soluzioni sostenibili, in particolare il trasporto ferroviario e l'elettrificazione del trasporto su strada; intensificare le iniziative a livello politico a favore dell'offerta e dell'acquisizione delle abilità e competenze necessarie per la transizione verde.
Fatto a Bruxelles, il 14 luglio 2023
Per il Consiglio
La presidente
N. CALVIÑO SANTAMARÍA
<note>
( 1 ) GU L 209 del 2.8.1997, pag. 1 .
( 2 ) Regolamento (UE) 2021/241 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 febbraio 2021, che istituisce il dispositivo per la ripresa e la resilienza ( GU L 57 del 18.2.2021, pag. 17 ).
( 3 ) Regolamento (UE) n. 1176/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 novembre 2011, sulla prevenzione e la correzione degli squilibri macroeconomici ( GU L 306 del 23.11.2011, pag. 25 ).
( 4 ) Raccomandazione del Consiglio, del 16 maggio 2023, sulla politica economica della zona euro ( GU C 180 del 23.5.2023, pag. 1 ).
( 5 ) Regolamento (UE) 2023/435 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 febbraio 2023, che modifica il regolamento (UE) 2021/241 per quanto riguarda l'inserimento di capitoli dedicati al piano REPowerEU nei piani per la ripresa e la resilienza e che modifica i regolamenti (UE) n. 1303/2013, (UE) 2021/1060 e (UE) 2021/1755, e la direttiva 2003/87/CE ( GU L 63 del 28.2.2023, pag. 1 ).
( 6 ) ST 10687/2021 INIT; ST 10687/2021 ADD 1.
( 7 ) Raccomandazione del Consiglio, del 18 giugno 2021, che formula un parere del Consiglio sul programma di convergenza 2021 della Croazia ( GU C 304 del 29.7.2021, pag. 48 ).
( 8 ) L'orientamento della politica di bilancio è misurato come la variazione, rispetto alla crescita potenziale a medio termine, della spesa primaria (al netto delle misure discrezionali sul lato delle entrate), escluse le misure temporanee di emergenza connesse alla crisi della COVID-19, ma compresa la spesa finanziata dal sostegno non rimborsabile (sovvenzioni) del dispositivo e altri fondi dell'Unione. Per maggiori dettagli cfr. il riquadro 1 nelle tabelle statistiche di bilancio.
( 9 ) La Croazia ha altresì registrato una forte crescita del PIL reale nel 2022.
( 10 ) Gli investimenti finanziati a livello nazionale hanno apportato un contributo restrittivo all'orientamento della politica di bilancio a causa di una diminuzione della spesa per gli investimenti da parte delle autorità locali.
( 11 ) L'altra spesa in conto capitale finanziata a livello nazionale ha apportato un contributo espansivo di 0,5 punti percentuali di PIL, parzialmente attribuibile al costo una tantum di un procedimento arbitrale internazionale.
( 12 ) Tale cifra rappresenta il livello del costo annuale di bilancio delle misure, comprese le entrate e le spese correnti e, se del caso, le misure di spesa in conto capitale.
( 13 ) Raccomandazione del Consiglio, del 12 luglio 2022, sul programma nazionale di riforma 2022 della Croazia e che formula un parere del Consiglio sul programma di convergenza 2022 della Croazia ( GU C 334 dell'1.9.2022, pag. 88 ).
( 14 ) Stando alle previsioni di primavera 2023 della Commissione, la crescita del prodotto potenziale a medio termine (media su 10 anni) della Croazia, utilizzata per misurare l'orientamento della politica di bilancio, è stimata al 10,3 % in termini nominali.
( 15 ) Secondo le proiezioni l'altra spesa in conto capitale finanziata a livello nazionale darà un contributo restrittivo di 0,5 punti percentuali di PIL, parzialmente attribuibile all'effetto base di un aumento della spesa nel 2022 dovuto a una misura una tantum, mentre nel 2023 si prevede una riduzione dei trasferimenti alle imprese di servizi pubblici.
( 16 ) L'articolo 5 del regolamento (CE) n. 1466/97 impone anche un aggiustamento superiore allo 0,5 % del PIL per gli Stati membri con un debito pubblico superiore al 60 % del PIL o che presentano rischi più considerevoli in termini di sostenibilità del debito.
( 17 ) Si definisce spesa primaria netta la spesa finanziata a livello nazionale al netto delle misure discrezionali sul lato delle entrate, ad esclusione della spesa per interessi e della spesa ciclica per la disoccupazione.
( 18 ) Regolamento (UE) 2022/1369 del Consiglio, del 5 agosto 2022, relativo a misure coordinate di riduzione della domanda di gas ( GU L 206 dell'8.8.2022, pag. 1 ).
( 19 ) Regolamento (UE) 2023/706 del Consiglio, del 30 marzo 2023, che modifica il regolamento (UE) 2022/1369 per prorogare il periodo di applicazione delle misure di riduzione della domanda di gas e rafforzare la comunicazione e il monitoraggio della loro attuazione ( GU L 93 del 31.3.2023, pag. 1 ).
( 20 ) A norma dell'articolo 5, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1466/97.
( 21 ) Il che, secondo le stime, corrisponde a un miglioramento annuo del saldo strutturale di bilancio pari almeno allo 0,3 % del PIL per il 2024, come descritto nel considerando 23.
</note>