Document ID: 32014H0729(19)
Language: ITA

<table><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>29.7.2014&#160;&#160;&#160;</p></td><td><p>IT</p></td><td><p>Gazzetta ufficiale dell'Unione europea</p></td><td><p>C 247/97</p></td></tr></tbody></table>
RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
dell'8 luglio
sul programma nazionale di riforma 2014 della Polonia e che formula un parere del Consiglio sul programma di convergenza 2014 della Polonia
2014/C 247/19
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 121, paragrafo 2, e l'articolo 148, paragrafo 4,
visto il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, per il rafforzamento della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle politiche economiche ( 1 ) , in particolare l'articolo 9, paragrafo 2,
vista la raccomandazione della Commissione europea,
viste le risoluzioni del Parlamento europeo,
viste le conclusioni del Consiglio europeo,
visto il parere del comitato per l'occupazione,
visto il parere del comitato economico e finanziario,
visto il parere del comitato per la protezione sociale,
visto il parere del comitato di politica economica,
considerando quanto segue:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(1)</p></td><td><p>Il 26 marzo 2010 il Consiglio europeo ha approvato la proposta della Commissione di lanciare Europa 2020, una nuova strategia per la crescita e l'occupazione basata su un maggiore coordinamento delle politiche economiche e incentrata sui settori chiave in cui occorre intervenire per rafforzare il potenziale di crescita sostenibile e di competitivit&#224; dell'Europa.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(2)</p></td><td><p>Il 13 luglio 2010 il Consiglio ha adottato, sulla base delle proposte della Commissione, una raccomandazione sugli orientamenti di massima per le politiche economiche degli Stati membri e dell'Unione (2010-2014) e, il 21 ottobre 2010, una decisione sugli orientamenti per le politiche degli Stati membri a favore dell'occupazione<a>&#160;(<span>2</span>)</a>, che insieme formano gli &#171;orientamenti integrati&#187;. Gli Stati membri sono stati invitati a tener conto degli orientamenti integrati nelle proprie politiche nazionali in materia economica e di occupazione.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(3)</p></td><td><p>Il 29 giugno 2012 i capi di Stato o di governo degli Stati membri hanno convenuto un patto per la crescita e l'occupazione che offre un quadro coerente per l'adozione di misure a livello nazionale, dell'UE e della zona euro con il ricorso a tutti gli strumenti, leve e politiche possibili. Essi hanno stabilito le misure da adottare a livello degli Stati membri, in particolare affermando l'impegno pieno verso il conseguimento degli obiettivi della strategia Europa 2020 e l'attuazione delle raccomandazioni specifiche per paese.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(4)</p></td><td><p>Il 9 luglio 2013 il Consiglio ha adottato una raccomandazione<a>&#160;(<span>3</span>)</a> sul programma nazionale di riforma 2013 della Polonia e ha formulato il suo parere sul programma di convergenza aggiornato della Polonia 2012&#8208;2016.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(5)</p></td><td><p>Il 13 novembre 2013 la Commissione ha adottato l'analisi annuale della crescita, segnando l'inizio del semestre europeo di coordinamento delle politiche economiche 2014. Il 13 novembre 2013 la Commissione ha altres&#236; adottato, sulla base del regolamento (UE) n. 1176/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio<a>&#160;(<span>4</span>)</a>, la relazione sul meccanismo di allerta, in cui la Polonia non &#232; stata annoverata tra gli Stati membri che saranno oggetto di un esame approfondito.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(6)</p></td><td><p>Il 20 dicembre 2013 il Consiglio europeo ha approvato le priorit&#224; per garantire la stabilit&#224; finanziaria, il risanamento di bilancio e le azioni a favore della crescita. Esso ha sottolineato la necessit&#224; di portare avanti un risanamento di bilancio differenziato e favorevole alla crescita, di ripristinare le normali condizioni per l'erogazione di prestiti all'economia, di promuovere la crescita e la competitivit&#224;, di contrastare la disoccupazione e le conseguenze sociali della crisi e di modernizzare la pubblica amministrazione.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(7)</p></td><td><p>Il 24 aprile 2014 la Polonia ha presentato il suo programma nazionale di riforma 2014 e il suo programma di convergenza 2014. I due programmi sono stati valutati contemporaneamente onde tener conto delle loro correlazioni.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(8)</p></td><td><p>L'obiettivo della strategia di bilancio delineata nel programma di convergenza 2014 &#232; ridurre il disavanzo portandolo entro il 2015 al di sotto del valore di riferimento del 3 % del PIL stabilito dal trattato e conseguire l'obiettivo di bilancio a medio termine entro il 2018. L'obiettivo a medio termine (1 % del PIL in termini strutturali) &#232; pi&#249; rigoroso di quello imposto dal patto di stabilit&#224; e crescita. Gli obiettivi di disavanzo nominale presentati nel programma di convergenza 2014 sono compatibili con una correzione tempestiva del disavanzo eccessivo. Inoltre, pur essendo in linea con la raccomandazione del Consiglio nell'ambito della procedura per i disavanzi eccessivi, il miglioramento del disavanzo strutturale (ricalcolato) relativo al 2014 &#232; inferiore a quello richiesto nel 2015. Negli anni successivi alla correzione del disavanzo eccessivo programmata, il previsto progresso annuale (ricalcolato) verso l'obiettivo a medio termine &#232; inferiore al requisito del patto di stabilit&#224; e crescita. Pertanto, gli obiettivi del programma sono in parte coerenti con gli obblighi del patto di stabilit&#224; e crescita. Secondo le stime, il debito pubblico dovrebbe rimanere inferiore al 60 % del PIL lungo tutto il periodo di riferimento del programma. Le autorit&#224; polacche prevedono un calo significativo del debito pubblico dal 57,1 % del PIL nel 2013 al 49,5 % nel 2014, principalmente a causa del massiccio trasferimento una tantum all'amministrazione pubblica di attivit&#224; del fondo pensioni, e un livello di debito pubblico che rester&#224; invariato nel 2015. Lo scenario macroeconomico su cui si fondano le proiezioni di bilancio contenute nel programma di convergenza &#232; plausibile per il 2014 e ottimistico per il 2015, con un tasso di crescita del PIL reale pari al 3,8 %, pi&#249; alto rispetto al 3,4 % indicato nelle previsioni di primavera 2014 dei servizi della Commissione. In base alla valutazione del programma di convergenza e alle previsioni della Commissione, a norma del regolamento (CE) n. 1466/97, il Consiglio ritiene che il disavanzo nominale della Polonia resti al di sotto del tetto raccomandato dal Consiglio per il 2014, ma che il paese rischi di non garantire una correzione duratura del disavanzo eccessivo nel 2015 e, di conseguenza, un corretto percorso di aggiustamento verso l'obiettivo a medio termine.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(9)</p></td><td><p>Per garantire il successo della strategia di risanamento del bilancio &#232; importante che questo impegno sia sostenuto da riforme strutturali di portata generale. Un paese che destina una percentuale esigua della propria spesa a settori che promuovono la crescita (istruzione, ricerca e innovazione) mette a repentaglio le prospettive di crescita a lungo termine. La spesa sanitaria &#232; destinata a crescere notevolmente a medio e a lungo termine a causa dell'invecchiamento della societ&#224;. Si potrebbe ridurre gli oneri a carico delle finanze pubbliche e migliorare l'accesso ai servizi sanitari rafforzando l'assistenza primaria e i sistemi di riorientamento, e sfruttando il potenziale di efficienza in termini di costi delle cure ospedaliere. Resta problematico lo scarso rispetto degli obblighi fiscali, specialmente in termini di efficienza dell'amministrazione tributaria e alla luce della quantit&#224; di oneri amministrativi a carico dei contribuenti. Nel contempo la Polonia ha recentemente pubblicato un piano d'azione per il miglioramento del rispetto dell'obbligo tributario e dell'efficienza dell'amministrazione tributaria negli anni 2014&#8208;2017. La Polonia ha un vasto sistema di aliquote IVA ridotte che concorre al divario pi&#249; elevato dell'Unione tra gettito IVA effettivo e potenziale, comportando una diminuzione del gettito fiscale e un aumento dei costi legati all'adempimento degli obblighi tributari. Il livello di tassazione dell'energia &#232; relativamente contenuto. Recentemente sono state avviate iniziative per migliorare il quadro tributario della Polonia, il quale, tuttavia, trarrebbe profitto dall'introduzione di un vero e proprio consiglio indipendente in materia di bilancio, responsabile dei controlli ex ante della conformit&#224; con le norme di bilancio, della valutazione delle previsioni macroeconomiche e di bilancio e dell'analisi della sostenibilit&#224; a lungo termine delle finanze pubbliche, nonch&#233; di una valutazione ex post del rispetto delle norme di bilancio.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(10)</p></td><td><p>La disoccupazione giovanile &#232; gradualmente cresciuta nel corso dell'ultimo anno ed &#232; in parte riconducibile alla discrepanza esistente tra i risultati nel settore dell'istruzione e le esigenze del mercato del lavoro, nonch&#233; al numero crescente di giovani non inseriti in un percorso scolastico o formativo, ma neppure impegnati in un'attivit&#224; lavorativa. Nonostante si stia provvedendo a riformare il sistema di istruzione e formazione professionale, &#232; necessario agevolare ulteriormente l'accesso alle opportunit&#224; di apprendimento attraverso il lavoro e ad apprendistati di qualit&#224;, consolidare la cooperazione tra gli istituti scolastici e i datori di lavoro e sensibilizzare i giovani non iscritti n&#233; a un corso di formazione, n&#233; alle liste di collocamento, in linea con gli obiettivi di una garanzia per i giovani. Adeguare le competenze alle esigenze del mercato del lavoro &#232; particolarmente importante anche nell'ambito della formazione permanente, aspetto che registra una partecipazione ancora molto esigua, in particolare per quanto riguarda i lavoratori pi&#249; anziani, le cui competenze sono spesso obsolete. Persiste una segmentazione del mercato del lavoro, con il massiccio ricorso a contratti di lavoro a tempo determinato nonch&#233; contratti di diritto civile. La percentuale di contratti di lavoro a tempo determinato &#232; particolarmente elevata tra i giovani. Contrariamente all'assunto frequente secondo cui i contratti a tempo determinato sono uno strumento attraverso il quale i disoccupati accedono al mercato del lavoro per poi passare a un contratto a tempo indeterminato, per la maggior parte dei lavoratori in Polonia &#232; modesto il tasso di transizione dal lavoro a tempo determinato al lavoro a tempo indeterminato, un fenomeno che tende a influenzare negativamente la produttivit&#224; e la qualit&#224; del capitale umano.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(11)</p></td><td><p>La partecipazione delle donne al mercato del lavoro rimane scarsa. La Polonia ha adottato varie misure per promuovere l'occupazione femminile, tra cui una maggiore disponibilit&#224; di servizi di accoglienza per la prima infanzia (asili nido) e finanziamenti pubblici pi&#249; cospicui per il ciclo prescolare al fine di incentivare i genitori a iscrivere i bambini alla scuola materna. Tuttavia, resta ancora modesta la disponibilit&#224; di servizi di accoglienza per la prima infanzia, specialmente nelle zone rurali, e permangono disparit&#224; nell'accesso all'istruzione prescolare. La partecipazione al mercato del lavoro dei lavoratori anziani in Polonia &#232; ancora scarsa. Le possibilit&#224; di pensionamento anticipato sono state ridotte in misura significativa, ma sono necessari ulteriori sforzi per aumentare l'occupabilit&#224; dei lavoratori pi&#249; anziani e la durata effettiva della vita lavorativa. Risulta ancora problematico riformare i regimi pensionistici speciali di minatori e agricoltori. Incentivando i piccoli agricoltori a rimanere nel settore agricolo, il regime degli agricoltori (KRUS) genera disoccupazione sommersa nelle aree rurali e promuove l'economia informale. I minatori continuano a godere di privilegi in termini di diritti a pensione e di anzianit&#224; contributiva minima per andare in pensione. Entrambi i regimi pensionistici ostacolano la mobilit&#224; lavorativa a livello settoriale e territoriale.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(12)</p></td><td><p>La Polonia &#232; tra gli Stati membri con il livello pi&#249; basso di spesa a favore delle attivit&#224; di ricerca e sviluppo, ed evidenzia uno dei peggiori risultati in relazione a indicatori di innovazione pi&#249; ampi. La spesa dei privati a favore di ricerca e sviluppo &#232; particolarmente esigua e si associa a modeste attivit&#224; di ricerca e innovazione da parte delle imprese e ad un ambiente imprenditoriale non abbastanza favorevole all'innovazione. Poco propenso ad assumere rischi, il sistema di sostegno all'innovazione in Polonia &#232; principalmente basato sulle sovvenzioni a favore dell'assorbimento e del trasferimento di tecnologia, senza ripercussioni importanti su una nuova e autentica innovazione. Gli attuali incentivi fiscali a favore delle attivit&#224; di ricerca e sviluppo, inefficaci per la promozione di attivit&#224; interne al settore privato, sono utilizzati soltanto dalle grandi societ&#224;. Le imprese polacche hanno fatto ampiamente ricorso all'assorbimento di tecnologia: sebbene le imprese siano riuscite in questo modo a garantire la produttivit&#224; e la crescita economica, la Polonia ora ha bisogno di una transizione verso un proprio modello imprenditoriale pi&#249; improntato sull'innovazione. Accrescere la capacit&#224; di innovazione delle imprese polacche, migliorare le relazioni tra scienza e industria e sviluppare strumenti mirati adeguati all'intero ciclo di innovazione rimangono sfide aperte.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(13)</p></td><td><p>I potenziali vantaggi di una maggiore efficienza energetica in tutti i settori dell'economia polacca sono ancora oggi molto elevati, e i relativi introiti potrebbero andare a sostegno della crescita e della competitivit&#224; e contribuire a ridurre la dipendenza energetica della Polonia. Gli impianti nazionali per la produzione di energia stanno diventando obsoleti e la rete elettrica &#232; ancora congestionata, ma avanzano i progetti per aumentare la capacit&#224; di interconnessione con gli Stati membri limitrofi. Il problema centrale del mercato del gas naturale resta la carenza di diversificazione e concorrenza.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(14)</p></td><td><p>In Polonia le infrastrutture di trasporto e di rete fissa a banda larga non sufficientemente sviluppate costituiscono tuttora uno dei principali ostacoli alla crescita. In particolare, sono indispensabili significativi investimenti nella scadente rete ferroviaria per aumentare la competitivit&#224; del treno e conseguire un migliore equilibrio tra il trasporto su gomma e quello su rotaia. Soltanto un terzo circa dei pressoch&#233; 20&#160;000 km complessivi di linee ferroviarie operative &#232; in buone condizioni tecniche. Resta un problema l'attuazione tempestiva dei progetti relativi al settore ferroviario. Migliorando la gestione dei rifiuti &#232; possibile accrescere l'efficienza delle risorse.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(15)</p></td><td><p>L'iter di esecuzione dei contratti in Polonia &#232; lento e le procedure per ottenere una licenza edilizia sono lunghe e onerose. I costi legati al rispetto della normativa fiscale sono notevoli e costituiscono un problema per l'ambiente imprenditoriale. La Polonia ha compiuto progressi sostanziali verso l'attuazione di una riforma ambiziosa intesa a facilitare l'accesso alle professioni regolamentate.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(16)</p></td><td><p>Nell'ambito del semestre europeo la Commissione ha effettuato un'analisi completa della politica economica della Polonia e ha valutato il programma nazionale di riforma e il programma di convergenza. La Commissione ha tenuto conto non soltanto della loro pertinenza ai fini della sostenibilit&#224; della politica di bilancio e della politica socioeconomica della Polonia, ma anche della loro conformit&#224; alle norme e agli orientamenti dell'UE, alla luce della necessit&#224; di rafforzare la governance economica dell'Unione nel suo insieme, offrendo un contributo a livello UE per le future decisioni nazionali. Le sue raccomandazioni nell'ambito del semestre europeo trovano riscontro nelle raccomandazioni di cui ai punti da 1 a 6.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(17)</p></td><td><p>Alla luce della valutazione di cui sopra, il Consiglio ha esaminato il programma di convergenza e il suo parere<a>&#160;(<span>5</span>)</a> trova riscontro, in particolare, nella raccomandazione di cui al seguente punto 1,</p></td></tr></tbody></table>
RACCOMANDA che la Polonia adotti provvedimenti nel periodo 2014‐2015 al fine di:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>1.</p></td><td><p>rafforzare la strategia di bilancio per garantire una correzione duratura del disavanzo eccessivo entro il 2015 conseguendo l'aggiustamento strutturale previsto dalla raccomandazione del Consiglio nell'ambito della procedura per i disavanzi eccessivi; dopo aver corretto il disavanzo eccessivo e fino al conseguimento dell'obiettivo a medio termine, proseguire con lo sforzo di aggiustamento strutturale annuo pari allo 0,5 % del PIL come parametro di riferimento; una correzione duratura degli squilibri di bilancio richiede un'attuazione credibile di riforme strutturali ambiziose per aumentare la capacit&#224; di aggiustamento e promuovere la crescita e l'occupazione; ridurre al minimo i tagli agli investimenti a favore della crescita, affinare gli obiettivi delle politiche sociali, l'efficacia della spesa sotto il profilo dei costi e l'efficienza complessiva della sanit&#224;, ampliare la base imponibile per esempio intervenendo sul vasto sistema di aliquote IVA ridotte e migliorare il rispetto degli obblighi fiscali, in particolare migliorando l'efficienza dell'amministrazione tributaria; istituire un consiglio indipendente in materia di bilancio;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>2.</p></td><td><p>consolidare gli sforzi intesi a ridurre la disoccupazione giovanile, in particolare migliorando ulteriormente la corrispondenza tra l'istruzione e le necessit&#224; del mercato del lavoro, aumentando l'offerta di apprendistati e le opportunit&#224; di apprendimento attraverso il lavoro, e puntando maggiormente sulla sensibilizzazione dei giovani non iscritti n&#233; a un corso di formazione, n&#233; alle liste di collocamento, nonch&#233; sulla cooperazione tra gli istituti scolastici e i datori di lavoro, in linea con gli obiettivi di una garanzia per i giovani; accrescere la partecipazione degli adulti alla formazione permanente al fine di adeguare l'offerta di competenze alla domanda; contrastare la segmentazione del mercato del lavoro potenziando gli sforzi atti a garantire una migliore transizione dai contratti di lavoro a tempo determinato ai contratti a tempo indeterminato e riducendo l'eccessivo ricorso a contratti di diritto civile;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>3.</p></td><td><p>proseguire con gli sforzi volti ad aumentare la partecipazione delle donne al mercato del lavoro, in particolare adottando ulteriori misure per accrescere l'offerta a prezzi ragionevoli di servizi di accoglienza dell'infanzia e di istruzione prescolare di qualit&#224;, garantendone il costante finanziamento; inserire gli agricoltori nel sistema pensionistico generale, a partire dalla rapida creazione di un sistema per la valutazione e la registrazione dei redditi degli agricoltori; abolire gradualmente il sistema pensionistico speciale per i minatori integrandolo nel regime generale; sostenere la riforma generale delle pensioni potenziando gli sforzi di promozione dell'occupabilit&#224; dei lavoratori pi&#249; anziani per innalzare l'et&#224; di uscita dal mercato del lavoro;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>4.</p></td><td><p>migliorare l'efficacia degli incentivi fiscali per la promozione delle attivit&#224; di ricerca e sviluppo nel settore privato in quanto elemento degli sforzi intesi a migliorare il collegamento tra ricerca, innovazione e politica industriale, nonch&#233; affinare gli strumenti esistenti adeguandoli alle diverse tappe del ciclo dell'innovazione;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>5.</p></td><td><p>rinnovare e ampliare le capacit&#224; di generazione di energia e migliorare l'efficienza dell'intera catena energetica; accelerare ed estendere lo sviluppo della rete elettrica, comprese le interconnessioni transfrontaliere con gli Stati membri limitrofi, e sviluppare l'interconnettore di gas con la Lituania; garantire l'effettiva attuazione dei progetti di investimento nelle ferrovie senza ulteriori indugi e migliorare la capacit&#224; amministrativa in questo settore; intensificare gli sforzi per estendere la copertura delle reti fisse a banda larga; migliorare la gestione dei rifiuti;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>6.</p></td><td><p>adottare ulteriori misure per migliorare il contesto imprenditoriale semplificando l'esecuzione dei contratti e i requisiti per le licenze edilizie; intensificare gli sforzi per ridurre i costi sopportati e il tempo speso dalle imprese per ottemperare agli obblighi fiscali; completare la riforma in corso volta a facilitare l'accesso alle professioni regolamentate.</p></td></tr></tbody></table>
Fatto a Bruxelles, l'8 luglio 2014
Per il Consiglio
Il Presidente
P. C. PADOAN
<note>
( 1 ) GU L 209 del 2.8.1997, pag. 1 .
( 2 ) Mantenuti per il 2014 mediante decisione 2014/322/UE del Consiglio, del 6 maggio 2014, sugli orientamenti per le politiche degli Stati membri a favore dell’occupazione per il 2014 ( GU L 165 del 4.6.2014, pag. 49 ).
( 3 ) GU C 217 del 30.7.2013, pag. 63 .
( 4 ) Regolamento (UE) n. 1176/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 novembre 2011, sulla prevenzione e la correzione degli squilibri macroeconomici ( GU L 306 del 23.11.2011, pag. 25 ).
( 5 ) A norma dell'articolo 9, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1466/97.
</note>