Document ID: 32022H2415
Language: ITA

<table><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>9.12.2022&#160;&#160;&#160;</p></td><td><p>IT</p></td><td><p>Gazzetta ufficiale dell&#8217;Unione europea</p></td><td><p>L 317/141</p></td></tr></tbody></table>
RACCOMANDAZIONE (UE) 2022/2415 DEL CONSIGLIO
del 2 dicembre 2022
sui principi guida per la valorizzazione delle conoscenze
IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea, in particolare l’articolo 182, paragrafo 5, e l’articolo 292, prima e seconda frase,
vista la proposta della Commissione europea,
considerando quanto segue:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(1)</p></td><td><p>Il 10&#160;aprile 2008 la Commissione ha adottato la raccomandazione 2008/416/CE&#160;<a>(<span>1</span>)</a> relativa alla gestione della propriet&#224; intellettuale (PI) nelle attivit&#224; di trasferimento delle conoscenze e a un codice di buone pratiche destinato alle universit&#224; e ad altri organismi pubblici di ricerca. Nella risoluzione del 30&#160;maggio 2008&#160;<a>(<span>2</span>)</a> il Consiglio ha accolto con favore e sostenuto tale raccomandazione e Codice di buone pratiche. Insieme, tale raccomandazione e il Codice di buone pratiche hanno dato uno stimolo a molti produttori di conoscenze che ricevono finanziamenti pubblici. Alcuni Stati membri hanno realizzato investimenti strategici nelle infrastrutture e nei servizi di trasferimento delle conoscenze, come gli uffici per il trasferimento tecnologico e altri intermediari, mentre altri hanno attuato politiche specifiche sulla&#160;PI. Altre attivit&#224; di promozione del trasferimento delle conoscenze a livello dell&#8217;Unione sono state sviluppate nell&#8217;ambito dell&#8217;Unione dell&#8217;innovazione&#160;(2010).</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(2)</p></td><td><p>Le conclusioni del Consiglio del 29&#160;maggio 2018&#160;dal titolo &#171;Accelerare la circolazione delle conoscenze nell&#8217;UE&#187; rilevano che l&#8217;Unione deve avvalersi pienamente delle pertinenti conoscenze scientifiche e tecnologiche che essa produce e garantire un pi&#249; efficace trasferimento dei risultati dei progetti di ricerca e innovazione (R&amp;I) verso la societ&#224; e l&#8217;industria, al fine di massimizzare l&#8217;impatto degli investimenti&#160;R&amp;I. Il&#160;Consiglio invita inoltre gli Stati membri a intensificare gli sforzi volti ad esaminare e condividere le migliori pratiche in materia di trasferimento delle conoscenze e sollecita la Commissione a sviluppare e ad attuare una strategia di divulgazione e sfruttamento dei risultati dei progetti di R&amp;I per incrementarne ulteriormente la disponibilit&#224; e l&#8217;utilizzo e accelerarne il potenziale assorbimento.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(3)</p></td><td><p>La comunicazione della Commissione del 10&#160;marzo&#160;2020 dal titolo &#171;Una nuova strategia industriale per l&#8217;Europa&#187; e il suo aggiornamento del 2021 sottolineano quanto sia importante la gestione della&#160;PI, in particolare la sensibilizzazione della comunit&#224; della ricerca in merito alla&#160;PI, e annunciano una strategia in materia di normazione per favorire una presa di posizione pi&#249; energica rispetto agli interessi dell&#8217;Unione. Tra le principali priorit&#224; del piano d&#8217;azione dell&#8217;Unione sulla propriet&#224; intellettuale&#160;<a>(<span>3</span>)</a>, del 25&#160;novembre 2020, per sostenere la ripresa e la resilienza dell&#8217;Unione figurano la promozione di un uso e una diffusione efficaci della PI e un pi&#249; agevole accesso ai beni cui si applica la tutela della PI e la loro condivisione in tempi di crisi.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(4)</p></td><td><p>La strategia dell&#8217;Unione in materia di normazione sottolinea l&#8217;importanza di sensibilizzare da un punto di vista strategico i ricercatori e gli innovatori in merito alla normazione e di coinvolgere precocemente la comunit&#224; della R&amp;I nell&#8217;elaborazione delle norme al fine di sviluppare capacit&#224; e competenze tecniche pertinenti. Tale strategia prevede inoltre che la Commissione elabori un codice di buone pratiche per i ricercatori nel settore della normazione allo scopo di rafforzare il legame tra la normazione e la&#160;R&amp;I.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(5)</p></td><td><p>Le conclusioni del Consiglio del 1<span>o</span>&#160;dicembre 2020 sul nuovo Spazio europeo della ricerca, riconoscono che sono necessari ulteriori sforzi per tradurre le risorse intellettuali e scientifiche dell&#8217;Unione in nuovi prodotti e servizi che rispondano alle esigenze della societ&#224;. e accolgono con favore l&#8217;iniziativa della Commissione di rivedere la raccomandazione 2008/416/CE conformemente alla nuova strategia industriale per l&#8217;Europa.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(6)</p></td><td><p>Le conclusioni del Consiglio del 28&#160;maggio 2021 dal titolo &#171;Approfondimento dello Spazio europeo della ricerca: offrire ai ricercatori carriere e condizioni di lavoro attraenti e sostenibili e fare della circolazione dei cervelli una realt&#224;&#187; sottolineano l&#8217;importanza di sostenere le riforme dei sistemi nazionali di ricerca per assicurare l&#8217;attrattiva delle carriere della ricerca e affrontare la divergenza dei livelli delle retribuzioni, migliorando nel contempo i sistemi di ricompensa e valutazione.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(7)</p></td><td><p>La raccomandazione (UE) 2021/2122 del Consiglio&#160;<a>(<span>4</span>)</a> su un &#171;patto per la ricerca e l&#8217;innovazione in Europa&#187;, individua la valorizzazione delle conoscenze quale uno dei settori prioritari per l&#8217;azione congiunta a sostegno dello Spazio europeo della ricerca (SER). Il patto riconosce inoltre che la creazione di valore e l&#8217;impatto sociale ed economico appartengono all&#8217;insieme comune di principi e valori per la R&amp;I nell&#8217;Unione su cui gli Stati membri dovrebbero basarsi per sviluppare i propri sistemi di&#160;R&amp;I.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(8)</p></td><td><p>L&#8217;agenda politica del SER 2022-2024, allegata alle conclusioni del Consiglio del 26&#160;novembre 2021 dal titolo &#171;La futura governance dello Spazio europeo della ricerca&#187;, comprende un&#8217;azione per &#171;Migliorare gli orientamenti dell&#8217;UE per una migliore valorizzazione delle conoscenze&#187;. Il primo risultato di tale azione &#232; quello di &#171;elaborare e approvare principi guida per la valorizzazione delle conoscenze&#187;. Tale azione prevede anche l&#8217;elaborazione di un codice di buone pratiche per l&#8217;uso intelligente della PI e di un codice di buone pratiche per i ricercatori in materia di normazione, i quali devono fornire orientamenti pi&#249; dettagliati su come attuare determinati aspetti della valorizzazione delle conoscenze.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(9)</p></td><td><p>La scienza aperta, che &#232; un approccio al processo scientifico basato sul lavoro in cooperazione, strumenti e diffusione delle conoscenze aperti, secondo la definizione di cui al regolamento (UE) 2021/695 del Parlamento europeo e del Consiglio&#160;<a>(<span>5</span>)</a> &#232; un metodo di lavoro standard previsto dai programmi quadro dell&#8217;Unione per la R&amp;I ed &#232; identificato come un altro dei settori prioritari per l&#8217;azione congiunta individuati nella raccomandazione (UE) 2021/2122. La raccomandazione (UE) 2018/790 della Commissione&#160;<a>(<span>6</span>)</a> esorta gli Stati membri a stabilire e attuare politiche nazionali per la diffusione delle pubblicazioni scientifiche e l&#8217;accesso aperto alle stesse e per la gestione dei dati di ricerca, in particolare attraverso il cloud europeo per la scienza aperta. La relazione finale della piattaforma politica sulla scienza aperta&#160;<a>(<span>7</span>)</a> cita la maggiore consapevolezza del valore della PI e la gestione delle risorse di PI come elementi necessari in un sistema di ricerca condiviso per l&#8217;innovazione. Le conclusioni del Consiglio del 10&#160;giugno&#160;2022 dal titolo &#171;Valutazione della ricerca e attuazione della scienza aperta&#187;, suggeriscono che l&#8217;evoluzione dei sistemi di valutazione della ricerca in Europa dovrebbe tenere conto, tra l&#8217;altro, della valorizzazione delle conoscenze.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(10)</p></td><td><p>La comunicazione della Commissione del 19&#160;febbraio 2020 dal titolo &#171;Una strategia europea per i dati&#187; esorta il settore pubblico e le imprese a cogliere l&#8217;opportunit&#224; offerta dai dati per il bene sociale ed economico e ritiene che sia opportuno mettere a frutto la potenzialit&#224; di tali dati per rispondere alle esigenze delle persone e creare di conseguenza valore per l&#8217;economia e la societ&#224;. L&#8217;innovazione guidata dai dati pu&#242; generare benefici enormi per i cittadini, ad esempio tramite il miglioramento della medicina personalizzata, le nuove soluzioni di mobilit&#224; e il contributo al Green Deal europeo.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(11)</p></td><td><p>La comunicazione della Commissione del 29&#160;aprile 2021 dal titolo &#171;Legiferare meglio: unire le forze per produrre leggi migliori&#187;, sottolinea che i dati scientifici sono un elemento fondamentale del legiferare meglio, essenziale per una descrizione precisa del problema, per una reale comprensione del nesso di causalit&#224; e quindi per l&#8217;individuazione di una logica di intervento e per la valutazione dell&#8217;impatto. Non &#232; possibile svolgere ricerche di alta qualit&#224; in un periodo di tempo molto breve; pertanto, per garantire la disponibilit&#224; di contributi pertinenti quando necessario, occorre anticipare e coordinare meglio le esigenze in materia. Ci&#242; significa anche favorire la mobilitazione e il coinvolgimento della comunit&#224; della ricerca nel processo normativo.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(12)</p></td><td><p>La promozione di competenze trasversali quali l&#8217;imprenditorialit&#224;, la creativit&#224;, il pensiero critico e l&#8217;impegno civico &#232; uno degli obiettivi della comunicazione della Commissione sulla realizzazione dello spazio europeo dell&#8217;istruzione entro il 2025, della comunicazione su una strategia europea per le universit&#224; e della comunicazione &#171;Un&#8217;agenda per le competenze per l&#8217;Europa per la competitivit&#224; sostenibile, l&#8217;equit&#224; sociale e la resilienza&#187;. Il quadro strategico dello spazio europeo dell&#8217;istruzione promuove la collaborazione e l&#8217;apprendimento tra pari tra gli Stati membri e i principali portatori di interessi, per esempio sotto forma di gruppi di lavoro.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(13)</p></td><td><p>L&#8217;ecosistema della R&amp;I &#232; profondamente cambiato dall&#8217;adozione della raccomandazione 2008/416/CE, i cui principali destinatari erano organismi pubblici di ricerca&#160;<a>(<span>8</span>)</a>. &#200; necessario un aggiornamento incentrato su come massimizzare il valore di tutto il capitale di conoscenze generato da diversi tipi di attori in un ecosistema dinamico di R&amp;I. Bisogna affrontare nuove sfide e nuovi sviluppi, come la sempre maggiore complessit&#224; delle catene del valore della conoscenza, le nuove opportunit&#224; di mercato offerte dalle tecnologie emergenti, le nuove forme di collaborazione tra l&#8217;industria e il mondo accademico e tra il settore pubblico e il mondo accademico, il coinvolgimento dei cittadini nonch&#233; le ingerenze straniere nel settore della R&amp;I e la reciprocit&#224; nella gestione del patrimonio intellettuale nel contesto della cooperazione internazionale in materia di R&amp;I.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(14)</p></td><td><p>Si dovrebbe tenere conto della diversit&#224; di canali e strumenti di valorizzazione delle conoscenze&#160;<a>(<span>9</span>)</a> per affrontare le questioni di sostenibilit&#224;, le sfide sociali e altre priorit&#224; settoriali strategiche e per promuovere collaborazioni multidisciplinari non solo nell&#8217;ambito tradizionale del trasferimento di conoscenze nei settori tecnologici, ma anche coinvolgendo discipline come ad esempio le scienze sociali, le discipline umanistiche e le arti, anche esaminando le interconnessioni tra le politiche sociali, ambientali ed economiche.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(15)</p></td><td><p>Lo scopo dei principi guida per la valorizzazione delle conoscenze dovrebbe essere di adottare una linea comune sulle misure e sulle iniziative politiche per migliorare la valorizzazione delle conoscenze nell&#8217;Unione, in particolare: a)&#160;ampliando la gamma degli attori e delle attivit&#224; rispetto alla raccomandazione 2008/416/CE; b)&#160;ponendo l&#8217;accento sull&#8217;intero ecosistema della R&amp;I e le relative connessioni, sulla co-creazione tra attori e sulla creazione di valore sociale; c)&#160;ampliando il loro ambito di applicazione per includervi la gestione del patrimonio intellettuale e sottolineare l&#8217;importanza di sviluppare cultura, pratiche e competenze imprenditoriali; e d)&#160;ponendo in evidenza le nuove necessit&#224; per aumentare l&#8217;impatto della R&amp;I, ad esempio affrontando nuove e persistenti sfide politiche, rafforzando il coinvolgimento dei cittadini e condividendo le migliori pratiche tra i vari attori del settore della&#160;R&amp;I.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(16)</p></td><td><p>I concetti principali dei principi guida per la valorizzazione delle conoscenze dovrebbero essere definiti come segue.</p><p>&#171;Valorizzazione delle conoscenze&#187; &#232; il processo con cui si crea valore sociale ed economico a partire dalle conoscenze, collegando aree e settori diversi e trasformando i dati, le competenze tecniche e i risultati della ricerca in prodotti, servizi, soluzioni e politiche basate sulla conoscenza sostenibili che portano vantaggi alla societ&#224;. L&#8217;importanza data alla valorizzazione delle conoscenze rende necessario ampliare l&#8217;ambito di applicazione della raccomandazione 2008/416/CE per includervi l&#8217;intero ecosistema della R&amp;I e la gamma sempre pi&#249; variegata dei suoi attori.</p><p>La valorizzazione delle conoscenze &#232; un cambiamento di paradigma che introduce nuovi aspetti in grado di massimizzare il valore della R&amp;I esistenti e future e del capitale di conoscenze, compresa la conoscenza tacita, essendo quest&#8217;ultima qualsiasi conoscenza che non pu&#242; essere codificata e trasmessa come informazioni attraverso documenti, articoli accademici, conferenze o altri canali di comunicazione. Tali conoscenze sono trasferite in modo pi&#249; efficace tra persone che condividono lo stesso contesto sociale e che sono fisicamente vicine&#160;<a>(<span>10</span>)</a>. Avr&#224; effetti positivi in termini di elaborazione delle politiche e condurr&#224; a nuovi metodi di monitoraggio e valutazione della R&amp;I grazie allo sviluppo di indicatori e strumenti di misurazione. Incider&#224; sui finanziamenti alla R&amp;I e apporter&#224; valore aggiunto alla scienza e alla ricerca e ai risultati che ne scaturiscono. La valorizzazione delle conoscenze richiede la partecipazione degli attori dell&#8217;ecosistema della R&amp;I e degli utilizzatori/beneficiari delle conoscenze e delle innovazioni, con particolare attenzione all&#8217;utilizzo, riutilizzo e all&#8217;arricchimento reciproco delle conoscenze tra diversi settori a beneficio della societ&#224;. Si tratta di un concetto pi&#249; ampio rispetto alla diffusione, che comporta invece la divulgazione e l&#8217;accessibilit&#224; delle conoscenze e dei risultati. Infine, la valorizzazione delle conoscenze dovrebbe contribuire all&#8217;attuazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite&#160;<a>(<span>11</span>)</a> e del Green Deal europeo.</p><p>Per &#171;patrimonio intellettuale&#187; si intende qualsiasi risultato, servizio o prodotto delle attivit&#224; di R&amp;I, quali brevetti, diritti d&#8217;autore, marchi commerciali, pubblicazioni, dati, competenze tecniche, prototipi, processi, pratiche, tecnologie, invenzioni, software o modelli imprenditoriali. Ampliare l&#8217;ambito di applicazione anzich&#233; concentrarsi sulla gestione e sulla protezione dei diritti di PI estender&#224; anche le opportunit&#224; di creazione di valore. Per sfruttare appieno il valore del patrimonio intellettuale generato dalle attivit&#224; di R&amp;I, le organizzazioni che svolgono tali attivit&#224; devono gestire le risorse intellettuali in senso lato, occupandosi di quelle che possono essere protette da un punto di vista giuridico, quali brevetti, diritti d&#8217;autore e marchi commerciali, ma anche di altre risorse che potrebbero essere impiegate nelle attivit&#224; di valorizzazione. Ci&#242; richiede lo sviluppo di strategie di gestione e la promozione di competenze specifiche e trasversali per sfruttare appieno il valore del patrimonio intellettuale generato. La gestione efficiente del patrimonio intellettuale &#232; fondamentale per una valorizzazione delle conoscenze.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(17)</p></td><td><p>Il principio dell&#8217;apertura favorisce la creazione di valore e l&#8217;uso di strumenti di gestione del patrimonio intellettuale pu&#242; portare a un migliore utilizzo dei risultati, dare un contributo positivo all&#8217;innovazione e aumentare il valore aggiunto complessivo dei risultati scientifici&#160;<a>(<span>12</span>)</a>. Fatto salvo il rispetto delle norme in materia di&#160;PI, insieme al principio &#171;il pi&#249; aperto possibile, chiuso il tanto necessario&#187;, &#232; importante riconoscere che sia la scienza aperta sia l&#8217;innovazione aperta, alla base di quest&#8217;ultima vi &#232; l&#8217;idea di aprire il processo di innovazione a tutti i soggetti attivi, in modo che la conoscenza possa circolare pi&#249; liberamente e trasformarsi in prodotti e servizi che creano nuovi mercati, promuovendo una cultura dell&#8217;imprenditorialit&#224; pi&#249; forte&#160;<a>(<span>13</span>)</a> sono utilizzatori e beneficiari degli strumenti per la gestione del patrimonio intellettuale. Un uso razionale dei risultati della ricerca per creare vantaggi socioeconomici accrescer&#224; il valore e l&#8217;importanza complessivi della ricerca scientifica per la societ&#224;.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(18)</p></td><td><p>Le pratiche, i processi, le capacit&#224; e le competenze imprenditoriali e quelli che facilitano il dialogo con i cittadini, la societ&#224; civile e la classe politica sono elementi cruciali per il successo delle iniziative di valorizzazione delle conoscenze. Per trasformare la conoscenza in valore aggiunto, che si tratti di innovazioni progressive o dirompenti, di politiche basate su dati concreti o del benessere dei cittadini, occorrono culture, pratiche o atteggiamenti proattivi/intraprendenti e di co-creazione/impegno intersettoriale, combinati con sforzi imprenditoriali in alcune o in tutte le fasi del processo di valorizzazione. In tale modo il processo di valorizzazione potrebbe ispirare adeguamenti dei sistemi di istruzione e delle carriere dei ricercatori finalizzati allo sviluppo delle capacit&#224;, delle competenze e dei comportamenti che porterebbero a una maggiore creativit&#224; e creazione di valore sociale. Lo sviluppo e l&#8217;utilizzo di approcci imprenditoriali e approcci orientati alla diversit&#224; e alla partecipazione/collaborazione &#232; dunque fondamentale perch&#233; la valorizzazione sia efficace.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(19)</p></td><td><p>I processi e i metodi imprenditoriali consistono in scoperte basate sulla sperimentazione e azioni frutto di processi di co-creazione che travalicano le frontiere fra le organizzazioni e coinvolgono molte competenze complementari. In questo contesto il processo imprenditoriale &#232; considerato un metodo orientato alla scoperta volto a cogliere le sfide e le opportunit&#224; del mercato e della societ&#224; sviluppando e sfruttando in modo sperimentale il patrimonio intellettuale per creare valore aggiunto (innovazioni) utile per determinati portatori di interessi. Tali processi e metodi richiedono le competenze e le capacit&#224; socio-imprenditoriali necessarie per facilitare una diffusione delle conoscenze in ambito sociale che vada al di l&#224; della commercializzazione. L&#8217;utilizzo di reti e strumenti che si avvalgono del metodo di coordinamento aperto del quadro strategico del SER e dello spazio europeo dell&#8217;istruzione favorir&#224; la valorizzazione delle conoscenze e lo sviluppo delle competenze correlate.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(20)</p></td><td><p>I principi guida dovrebbero pertanto comprendere lo sviluppo, l&#8217;utilizzo e la gestione di pratiche, processi e competenze imprenditoriali a tutti i livelli della societ&#224; nei settori pubblici e privati coinvolti nella valorizzazione delle conoscenze. Tale nuovo ambito di applicazione impone ai responsabili politici di allineare di conseguenza gli obiettivi programmatici e di applicare nuovi metodi necessari per la valorizzazione delle conoscenze. Tali principi guida mirano ad aiutare i responsabili politici degli Stati membri a soddisfare tali requisiti.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(21)</p></td><td><p>I principi guida esposti nella presente raccomandazione dovrebbero pertanto riguardare le iniziative politiche rivolte a tutte le categorie di attori dell&#8217;ecosistema che partecipano ad attivit&#224; di R&amp;I, quali:</p><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>il mondo accademico, le universit&#224; e altri istituti di istruzione superiore, le organizzazioni di ricerca, innovazione e tecnologia e altri organismi pubblici di ricerca, le accademie e le societ&#224; scientifiche, e le iniziative e reti intergovernative, tra cui Eureka;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>le organizzazioni della societ&#224; civile, comprese le organizzazioni dei cittadini e le organizzazioni non governative;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>gli investitori privati e le societ&#224; di finanziamento e investimento, comprese le fondazioni e gli organismi di beneficenza;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>individui, quali innovatori, imprenditori, ricercatori, scienziati, docenti e studenti;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>l&#8217;industria, tra cui le piccole e medie imprese (PMI), le start-up, le spin-out, le scale-up e le imprese sociali;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>gli intermediari, quali professionisti del trasferimento di conoscenze e tecnologie, incubatori, parchi scientifici, poli o cluster di innovazione dell&#8217;Unione, nazionali e regionali, esperti di propriet&#224; intellettuale, consulenti e professionisti che si occupano di sostegno all&#8217;innovazione, team di comunicazione scientifica e partecipazione politica, organizzazioni di consulenza politica/scientifica e professionisti specializzati nella partecipazione dei cittadini;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>autorit&#224; nazionali, regionali e locali e responsabili politici;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>istituti di ricerca privati, fornitori di servizi pubblici e privati, quali ospedali, fornitori di trasporti pubblici e fornitori di energia;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>infrastrutture di ricerca, infrastrutture tecnologiche e altre strutture e reti a sostegno delle attivit&#224; di R&amp;I;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>organismi di normazione.</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(22)</p></td><td><p>I principi guida dovrebbero essere formulati in modo da essere applicabili a tutte o alla maggior parte delle categorie indicate al considerando&#160;21. L&#8217;attuazione dei principi guida dovrebbe essere adattata ai soggetti destinatari mediante codici di buone pratiche, in particolare un codice di buone pratiche per l&#8217;uso intelligente della PI e un codice di buone pratiche per i ricercatori in materia di normazione. Se necessario, altri pertinenti codici di buone pratiche potrebbero essere creati in collaborazione con i portatori di interessi.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(23)</p></td><td><p>I principi guida non dovrebbero essere vincolanti. La loro applicazione dovrebbe rispettare il diritto internazionale, dell&#8217;Unione e la legislazione nazionale e si dovrebbe tenere conto di tali principi negli sforzi volti a rendere il quadro giuridico dell&#8217;Unione favorevole alla valorizzazione delle conoscenze. I principi guida dovrebbero essere applicati con l&#8217;intenzione di conseguire l&#8217;uso sociale pi&#249; ampio possibile, compreso il contributo alla societ&#224; sostenibile conformemente agli orientamenti dell&#8217;Unione sulla lotta alle ingerenze straniere nel settore R&amp;I&#160;<a>(<span>14</span>)</a>. Se possibile e a seconda del contesto, le attivit&#224; di valorizzazione dovrebbero tenere conto delle esigenze della societ&#224; e dei benefici che questa potrebbe ricavarne, al di l&#224; dei tradizionali fattori di profitto. Un esempio &#232; la concessione di licenze socialmente responsabili, in cui la concessione in licenza del patrimonio intellettuale dovrebbe garantire che la fissazione dei prezzi dei prodotti e servizi finali non ne comprometta l&#8217;accessibilit&#224;. I principi guida dovrebbero concentrarsi sulla massimizzazione del valore degli investimenti in R&amp;I al di l&#224; del tradizionale trasferimento delle conoscenze e sul coinvolgimento di tutti gli attori nell&#8217;ecosistema della&#160;R&amp;I.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(24)</p></td><td><p>La valorizzazione delle conoscenze &#232; un processo complesso, che richiede cospicue risorse per garantire lo sviluppo e il mantenimento della necessaria gamma di competenze e capacit&#224; scalabili nell&#8217;Unione. Richieder&#224; investimenti continui e potenziati finalizzati a realizzare l&#8217;obiettivo di disporre di professionisti e facilitatori del trasferimento delle conoscenze e dell&#8217;intermediazione che facciano da ponte tra i pertinenti attori della&#160;R&amp;I. &#200;&#160;particolarmente importante incoraggiare le PMI a partecipare attraverso solidi ecosistemi di innovazione nazionali e regionali. Inoltre, dovrebbe essere promossa la proattivit&#224; nelle start-up e nelle scale-up di tutte le dimensioni e i partner industriali dovrebbero essere convinti ad aprirsi alla possibilit&#224; di correre dei rischi,</p></td></tr></tbody></table>
RACCOMANDA:
che gli Stati membri e la Commissione europea applichino i seguenti principi guida per la valorizzazione delle conoscenze:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>1.</p></td><td><p>Valorizzazione delle conoscenze nella politica di ricerca e innovazione</p><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>a)</p></td><td><p>Assicurare la presenza di strutture di sostegno a livello dell&#8217;Unione, nazionale e regionale, che aiutino le imprese a conoscere la portata della presente raccomandazione sulla valorizzazione delle conoscenze, a valutarne le implicazioni, a mobilitare se del caso risorse finanziarie e non finanziarie per metterla in pratica e a sviluppare le strategie e le pratiche necessarie per attuarla e pubblicizzarla.</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>b)</p></td><td><p>Fare in modo che le politiche e i metodi di creazione del valore siano definiti, attuati, condivisi e pubblicizzati all&#8217;interno delle imprese pertinenti.</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>c)</p></td><td><p>Garantire che le attivit&#224; di R&amp;I finanziate con fondi pubblici puntino all&#8217;uso e alla valorizzazione sociale pi&#249; ampi possibili del patrimonio intellettuale generato dalle attivit&#224; di R&amp;I, tenendo conto nel contempo delle questioni di sovranit&#224; e coinvolgendo tutti gli attori dell&#8217;ecosistema.</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>d)</p></td><td><p>Potenziare le strutture, i processi e le pratiche di utilizzo dei risultati della ricerca e delle conoscenze scientifiche per ideare e attuare politiche pubbliche ed elaborare e rivedere le norme.</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>e)</p></td><td><p>Promuovere l&#8217;uguaglianza, la diversit&#224; e l&#8217;inclusione nonch&#233; evitare pregiudizi di genere per quanto riguarda gli obiettivi e le attivit&#224; di valorizzazione delle conoscenze e le persone in esse coinvolte, per esempio mediante team di ricerca e contenuti di R&amp;I eterogenei, che rispecchino i punti di vista, i comportamenti e le esigenze di gruppi sociali diversi.</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>2.</p></td><td><p>Competenze e capacit&#224;</p><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>a)</p></td><td><p>Promuovere lo sviluppo delle competenze e capacit&#224; necessarie per sostenere operazioni di valorizzazione delle conoscenze che coinvolgano tutti i portatori di interessi: studenti, ricercatori, inventori, imprenditori, intermediari professionisti, utilizzatori delle conoscenze e responsabili politici.</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>b)</p></td><td><p>Prevedere programmi di mobilit&#224; tra il mondo accademico, l&#8217;industria e il settore pubblico per favorire lo sviluppo di competenze e la reciproca contaminazione di competenze, cultura e pratiche, anche come processo di apprendimento lungo tutto l&#8217;arco della vita, tra i protagonisti della valorizzazione delle conoscenze a livello di Unione, nazionale e regionale.</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>c)</p></td><td><p>Garantire che la conoscenza tacita di coloro che generano il patrimonio intellettuale sia riconosciuta come uno degli elementi del processo di valorizzazione. &#200; importante promuovere approcci di collaborazione partecipativa che consentano di includere i talenti, le competenze e la conoscenza tacita nell&#8217;innovazione e nella valorizzazione.</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>d)</p></td><td><p>Promuovere e favorire una collaborazione multidisciplinare e interdisciplinare che vada al di l&#224; dei settori tecnologici e interessi discipline come le scienze sociali, le discipline umanistiche e le arti, e promuovere approcci di co-creazione.</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>3.</p></td><td><p>Sistema di incentivi</p><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>a)</p></td><td><p>Sviluppare e istituire un sistema di incentivi pertinente ed equo per tutti gli attori dell&#8217;ecosistema della R&amp;I, in particolare i ricercatori, gli innovatori, gli studenti e il personale delle universit&#224; e degli organismi pubblici di ricerca, affinch&#233; possano imparare, applicare e praticare la valorizzazione delle conoscenze, nonch&#233; per attrarre e trattenere talenti.</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>b)</p></td><td><p>Prevedere misure che consentano alle imprese, in particolare le PMI, alla societ&#224; civile, ai cittadini, agli utenti finali e alle autorit&#224; pubbliche di essere partner attivi nella co-creazione di innovazioni dotate di valore aggiunto, migliorando cos&#236; l&#8217;accesso alle conoscenze, il loro utilizzo, aumentando l&#8217;acquisizione di competenze e promuovendo la sperimentazione congiunta.</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>c)</p></td><td><p>Incoraggiare, sostenere e incentivare le organizzazioni che svolgono attivit&#224; di valorizzazione delle conoscenze affinch&#233; raccolgano, condividano e utilizzino parametri in grado di migliorare l&#8217;apprendimento e le prestazioni degli attori che intervengono nella valorizzazione delle conoscenze nell&#8217;Unione.</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>4.</p></td><td><p>Gestione del patrimonio intellettuale</p><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>a)</p></td><td><p>Fare in modo che le politiche e le pratiche di gestione del patrimonio intellettuale siano definite, attuate, condivise, pubblicizzate e promosse in tutte le organizzazioni coinvolte nella valorizzazione delle conoscenze.</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>b)</p></td><td><p>Sensibilizzare le universit&#224;, gli organismi di ricerca, le autorit&#224; pubbliche e le imprese in merito all&#8217;importanza di gestire il patrimonio intellettuale in un contesto internazionale, tenendo conto nel contempo delle questioni di sovranit&#224;.</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>c)</p></td><td><p>Garantire che il patrimonio intellettuale frutto di attivit&#224; di R&amp;I finanziate con fondi pubblici nell&#8217;Unione sia gestito e controllato in modo da tenere presenti e massimizzare i benefici socioeconomici, compreso il contributo alla sostenibilit&#224; per l&#8217;Unione nel suo complesso.</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>d)</p></td><td><p>Aumentare la consapevolezza in merito a pratiche e strumenti di gestione del patrimonio intellettuale nella scienza aperta come pure nell&#8217;innovazione aperta e promuoverne l&#8217;adozione per agevolare l&#8217;uso dei risultati e dei dati a fini di innovazione.</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>e)</p></td><td><p>Migliorare la gestione efficiente del patrimonio intellettuale, ad esempio sostenendo la creazione attiva di portafogli e promuovendo le piattaforme che collegano l&#8217;offerta e la domanda di risorse intellettuali, allo scopo di massimizzare la creazione di valore per tutti i soggetti coinvolti.</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>5.</p></td><td><p>Pertinenza nei regimi di finanziamento pubblico</p><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>a)</p></td><td><p>Valutare come rafforzare l&#8217;applicazione dei principi di valorizzazione delle conoscenze nella ricerca finanziata con fondi pubblici.</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>b)</p></td><td><p>Prendere in considerazione l&#8217;introduzione di regimi di finanziamento specifici che integrino i finanziamenti alla ricerca per garantire incentivi alla valorizzazione delle conoscenze sin dalle prime fasi della ricerca, compreso il sostegno degli intermediari.</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>6.</p></td><td><p>Apprendimento tra pari</p><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>a)</p></td><td><p>Promuovere e sostenere i processi e le pratiche nazionali e internazionali di apprendimento tra pari per diffondere e promuovere la condivisione di buone pratiche&#160;<a>(<span>15</span>)</a>, studi di casi, modelli di riferimento e insegnamenti tratti e per elaborare specifiche comuni per la valorizzazione delle conoscenze.</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>b)</p></td><td><p>Prendere come riferimento casi di successo di organizzazioni, ecosistemi e iniziative di valorizzazione delle conoscenze per sviluppare e promuovere concezioni, modelli e incentivi comuni che fungano da guida per valutare e attuare la gestione e i processi di valorizzazione delle conoscenze. Utilizzare inoltre le competenze, le reti e gli insegnamenti tratti da organizzazioni pertinenti quali l&#8217;Ufficio dell&#8217;Unione europea per la propriet&#224; intellettuale, l&#8217;Ufficio europeo dei brevetti, la rete Enterprise Europe, l&#8217;Istituto europeo di innovazione e tecnologia e le loro comunit&#224; della conoscenza e dell&#8217;innovazione e altre organizzazioni internazionali, europee, nazionali o regionali.</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>c)</p></td><td><p>Incoraggiare le universit&#224; e gli organismi pubblici di ricerca a mettere in comune le risorse, le competenze, i dati e le infrastrutture in tutte le discipline, i paesi e le regioni al fine di promuovere un maggior numero di pratiche di apprendimento tra pari.</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>7.</p></td><td><p>Parametri, monitoraggio e valutazione</p><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>a)</p></td><td><p>Promuovere gli sforzi di collaborazione per adottare definizioni, parametri e indicatori comuni concordati, che comprendano la variet&#224; dei canali di valorizzazione, per contribuire a migliorare le prestazioni dell&#8217;Unione in termini di valorizzazione delle conoscenze, tenendo conto dei diversi contesti in cui operano gli Stati membri e gli attori della valorizzazione delle conoscenze e delle specificit&#224; dei diversi settori.</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>b)</p></td><td><p>Garantire che le pratiche di monitoraggio e valutazione applicate alle operazioni di valorizzazione delle conoscenze siano in linea con il pi&#249; ampio quadro di monitoraggio del SER e riducano al minimo gli oneri amministrativi per gli Stati membri e i portatori di interessi, sviluppando nel contempo sinergie con altre azioni politiche pertinenti del SER.</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table>
La raccomandazione 2008/416/CE è sostituita dalla presente raccomandazione.
Fatto a Bruxelles, il 2 dicembre 2022
Per il Consiglio
Il presidente
J. SÍKELA
<note>
( 1 ) Raccomandazione 2008/416/CE della Commissione, del 10 aprile 2008, relativa alla gestione della proprietà intellettuale nelle attività di trasferimento delle conoscenze e al codice di buone pratiche destinato alle università e ad altri organismi pubblici di ricerca ( GU L 146 del 5.6.2008, pag. 19 ).
( 2 ) Risoluzione del Consiglio relativa alla gestione della proprietà intellettuale nelle attività di trasferimento delle conoscenze e ad un Codice di buone pratiche destinato alle università e ad altri organismi pubblici di ricerca.
( 3 ) Sfruttare al meglio il potenziale innovativo dell’UE. Piano d’azione sulla proprietà intellettuale per sostenere la ripresa e la resilienza dell’UE.
( 4 ) Raccomandazione (UE) 2021/2122 del Consiglio, del 26 novembre 2021, su un patto per la ricerca e l’innovazione in Europa, ( GU L 431 del 2.12.2021, pag. 1 ).
( 5 ) Regolamento (UE) 2021/695 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 28 aprile 2021, che istituisce il programma quadro di ricerca e innovazione Orizzonte Europa e ne stabilisce le norme di partecipazione e diffusione, e che abroga i regolamenti (UE) n. 1290/2013 e (UE) n. 1291/2013 ( GU L 170 del 12.5.2021, pag. 1 ).
( 6 ) Raccomandazione (UE) 2018/790 della Commissione, del 25 aprile 2018, sull’accesso all’informazione scientifica e sulla sua conservazione ( GU L 134 del 31.5.2018, pag. 12 ).
( 7 ) Commissione europea, direzione generale della Ricerca e dell’innovazione, E. Mendez, Progress on open science : towards a shared research knowledge system : final report of the open science policy platform (Progressi in materia di scienza aperta: verso un sistema condiviso di conoscenze sulla ricerca: relazione finale della piattaforma politica sulla scienza aperta), a cura di R. Lawrence, Ufficio delle pubblicazioni, 2020.
( 8 ) Il termine «organismo pubblico di ricerca» comprende sia organismi specializzati nella ricerca tecnologica che istituti di istruzione superiore che svolgono attività di ricerca, sviluppo e formazione alla ricerca con un cospicuo sostegno finanziario da fonti pubbliche o semipubbliche (per esempio organizzazioni caritative e senza fini di lucro).
( 9 ) Commissione europea, direzione generale della Ricerca e dell’innovazione, Research & innovation valorisation channels and tools : boosting the transformation of knowledge into new sustainable solutions (Canali e strumenti di valorizzazione della ricerca e dell’innovazione: favorire la trasformazione delle conoscenze in nuove soluzioni sostenibili), Ufficio delle pubblicazioni, 2020.
( 10 ) Relazione dell’OCSE Global Competition for Talent: Mobility of the Highly Skilled (Concorrenza globale per i talenti: mobilità dei lavoratori altamente qualificati).
( 11 ) Risoluzione delle Nazioni Unite, adottata dall’Assemblea generale il 25 settembre 2015, Transforming our world: the 2030 Agenda for Sustainable Development (Trasformare il nostro mondo: l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile) (A/RES/70/1).
( 12 ) Commissione europea, direzione generale della Ricerca e dell’innovazione, Open science and intellectual property rights:How can they better interact?: state of the art and reflections: executive summary (Scienza aperta e diritti di proprietà intellettuale: come migliorarne l’interazione? — Stato attuale e riflessioni: sintesi), Ufficio delle pubblicazioni, 2022.
( 13 ) Commissione europea, direzione generale della Ricerca e dell’innovazione, Open innovation, open science, open to the world: a vision for Europe (Innovazione aperta, scienza aperta, apertura al mondo: una visione per l’Europa), Ufficio delle pubblicazioni, 2016, pag. 13.
( 14 ) Commissione europea, direzione generale della Ricerca e dell’innovazione, Tackling R&I foreign interference: staff working document, (Lotta alle ingerenze straniere nel settore R&I: documento di lavoro dei servizi della Commissione), Ufficio delle pubblicazioni, 2022.
( 15 ) Un repertorio di esempi di migliori pratiche è disponibile sulla piattaforma di valorizzazione delle conoscenze della Commissione europea, sulla quale è sempre possibile presentare nuovi esempi di buone pratiche.
</note>