Document ID: 02020Y0626(01)-20210125
Language: ITA

02020Y0626(01) — IT — 25.01.2021 — 001.001
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<table><col/><col/><tr><td><p><a>&#9658;B</a></p></td><td><p>RACCOMANDAZIONE DEL COMITATO EUROPEO PER IL RISCHIO SISTEMICO</p><p>del 27 maggio 2020</p><p>sulla restrizione delle distribuzioni nel corso della pandemia di COVID-19</p><p><a>(CERS/2020/7)</a></p><p>(GU C 212 del 26.6.2020, pag. 1)</p></td></tr></table>
Modificato da:
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RACCOMANDAZIONE DEL COMITATO EUROPEO PER IL RISCHIO SISTEMICO
del 27 maggio 2020
sulla restrizione delle distribuzioni nel corso della pandemia di COVID-19
(CERS/2020/7)
2020/C 212/01
SEZIONE 1
RACCOMANDAZIONE
Raccomandazione A — Restrizione delle distribuzioni
Si raccomanda che, almeno fino al 30 settembre 2021, le autorità pertinenti chiedano agli istituti finanziari, nell'ambito del loro mandato di vigilanza ( 1 ), di astenersi dall'intraprendere una qualsiasi delle seguenti azioni:
a) distribuzione di dividendi o impegno irrevocabile a distribuire i dividendi;
b) riacquisto di azioni ordinarie;
c) creazione di un obbligo di pagare una remunerazione variabile ai soggetti che assumono rischi significativi,
che abbia l’effetto di ridurre la quantità o la qualità dei fondi propri, salvo che gli istituti finanziari agiscano con estrema cautela nel compiere una qualsiasi di queste azioni e che la riduzione che ne deriva non ecceda la soglia conservativa stabilita dalla loro autorità competente. Si raccomanda alle autorità competenti di confrontarsi con gli istituti finanziari prima che gli stessi intraprendano una delle azioni di cui alle lettere a) o b).
La presente raccomandazione si applica a livello di gruppo UE (o a livello individuale se l’istituto finanziario non fa parte di un gruppo UE) e, se del caso, a livello subconsolidato o individuale.
SEZIONE 2
ATTUAZIONE
1. Definizioni
1. Ai fini della presente raccomandazione si applicano le seguenti definizioni:
a) per «autorità pertinente» si intende:
i) un’autorità competente;
ii) un’autorità cui è affidata l’adozione e/o l’attivazione di misure di politica macroprudenziale, tra cui, a titolo esemplificativo:
1. un’autorità designata a norma del titolo VII, capo 4, della direttiva n. 2013/36/UE del Parlamento europeo e del Consiglio ( 2 ) o dell’articolo 458, paragrafo 1, del regolamento (UE) n. 575/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio ( 3 );
2. un’autorità macroprudenziale con gli obiettivi, le misure, i compiti, i poteri, gli strumenti, gli obblighi di rendicontazione e le altre caratteristiche di cui alla raccomandazione CERS/2011/3 ( 4 );
b) per «autorità competente» si intende l'autorità competente o di vigilanza quale definita all'articolo 4, paragrafo 1, punto 40), del regolamento (UE) n. 575/2013 o all'articolo 13, punto 10), della direttiva 2009/138/CE del Parlamento europeo e del Consiglio ( 5 ), a seconda del caso;
c) per «istituto finanziario» si intende una delle seguenti imprese aventi la sede centrale o la sede legale nell'Unione:
i) un ente secondo la definizione di cui all'articolo 4, paragrafo 1, punto 3), del regolamento (UE) n. 575/2013;
ii) un’impresa di assicurazione secondo la definizione di cui all’articolo 13, punto 1), della direttiva 2009/138/CE;
iii) un’impresa di riassicurazione secondo la definizione di cui all’articolo 13, punto 4), della direttiva 2009/138/CE;
d) per «soggetto che assume rischi significativi» si intende un membro di una categoria di personale le cui attività professionali hanno un impatto rilevante sul profilo di rischio dell’istituto finanziario, compreso un membro di una categoria di personale di cui all'articolo 92, paragrafo 2, della direttiva 2013/36/UE o all'articolo 275, paragrafo 1, lettera c), del regolamento delegato (UE) 2015/35 della Commissione ( 6 ), a seconda del caso;
e) per «autorità di risoluzione» si intende l’autorità secondo la definizione di cui all’articolo 2, paragrafo 1, punto 18, della direttiva 2014/59/UE ( 7 );
2. Esenzioni
Le autorità pertinenti possono esentare un istituto finanziario dalla limitazione a intraprendere una delle azioni di cui alle lettere da a) a c) della raccomandazione A se tale istituto finanziario è giuridicamente obbligato a intraprendere l’azione.
3. Criteri di attuazione
1. Ai fini dell’attuazione della presente raccomandazione da parte delle autorità pertinenti si applicano i seguenti criteri:
a) si dovrebbe prestare debita attenzione al principio di proporzionalità, tenendo conto in particolare della natura degli istituti finanziari e della loro capacità di contribuire alla mitigazione del rischio sistemico per la stabilità finanziaria risultante dalla crisi derivante dalla COVID-19 e alla ripresa economica;
b) dovrebbe essere evitato l’arbitraggio regolamentare;
c) le autorità pertinenti dovrebbero valutare periodicamente l’impatto delle restrizioni sulle distribuzioni imposte alla luce degli obiettivi della presente raccomandazione.
1 bis . Nel graduare la soglia conservativa, le autorità competenti dovrebbero tenere in debita considerazione:
a) gli obiettivi della presente raccomandazione, in particolare la necessità che gli istituti finanziari mantengano un livello sufficientemente elevato di capitale, tenendo altresì in considerazione la loro traiettoria patrimoniale, al fine di attenuare il rischio sistemico e di contribuire alla ripresa economica, tenendo conto dei rischi di un deterioramento della posizione di solvibilità delle imprese e delle famiglie alla luce della pandemia;
b) la necessità di assicurare che il livello complessivo di distribuzioni degli istituti finanziari nell’ambito del loro mandato di vigilanza sia significativamente inferiore rispetto agli anni recenti prima della crisi correlata alla COVID-19;
c) le specificità di ciascun settore rientrante nel loro ambito di competenza.
2. Ai fini dell’attuazione della raccomandazione A, lettere a) e b), si applicano i seguenti criteri specifici: nel valutare l’opportunità di applicare le restrizioni a livello subconsolidato o individuale, si raccomanda alle autorità pertinenti di attenersi ai seguenti principi:
a) Principio 1: Pur tenendo conto della necessità di prevenire o attenuare il rischio sistemico per la stabilità finanziaria nel proprio Stato membro e nell’Unione, le autorità pertinenti dovrebbero sostenere il corretto funzionamento del mercato interno e riconoscere la necessità che il settore finanziario fornisca un apporto sostenibile alla crescita economica negli Stati membri e nell’Unione nel suo insieme.
b) Principio 2: Le autorità pertinenti dovrebbero assicurare che qualsiasi restrizione non comporti effetti negativi sproporzionati sull’intero sistema finanziario o su parti dello stesso in altri Stati membri o nell’Unione nel suo complesso.
c) Principio 3: Le autorità pertinenti dovrebbero cooperare strettamente tra loro e con le pertinenti autorità di risoluzione, anche in collegi, se del caso.
4. Calendario per dare seguito alla raccomandazione
A norma dell'articolo 17, paragrafo 1, del regolamento (UE) n. 1092/2010, i destinatari devono comunicare al Parlamento europeo, al Consiglio, alla Commissione e al CERS le azioni intraprese in risposta alla presente raccomandazione o motivare qualsiasi eventuale inazione. Ciascun destinatario è tenuto a trasmettere una relazione sull’attuazione della raccomandazione A entro il 15 ottobre 2021.
5. Modifiche alla presente raccomandazione
Prima del 30 settembre 2021, il Consiglio generale deciderà se e quando sia necessario modificare la presente raccomandazione, prendendo in considerazione, tra l’altro, gli sviluppi macroeconomici e i nuovi dati sulla stabilità del sistema finanziario.
6. Monitoraggio e valutazione
1. Il Consiglio generale valuterà le azioni e le motivazioni comunicate dai destinatari e, se del caso, può decidere che la presente raccomandazione non sia stata rispettata e che un destinatario abbia omesso di fornire adeguate motivazioni per la propria inazione.
2. Non si applicherà la metodologia elaborata nel manuale per la valutazione della conformità alle raccomandazioni del CERS, che descrive la procedura per la valutazione della conformità alle raccomandazioni del CERS.
3. Il Segretariato del CERS. presterà assistenza ai destinatari, garantendo la presentazione coordinata delle relazioni e la fornitura dei relativi modelli per la compilazione, nonché precisando, ove necessario, le modalità e la tempistica con cui dare seguito alla raccomandazione.
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<note>
( 1 ) Non sono comprese le succursali degli istituti finanziari.
( 2 ) Direttiva 2013/36/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 giugno 2013, sull’accesso all’attività degli enti creditizi e sulla vigilanza prudenziale sugli enti creditizi e sulle imprese di investimento, che modifica la direttiva 2002/87/CE e abroga le direttive 2006/48/CE e 2006/49/CE (GU L 176 del 27.6.2013, pag. 338).
( 3 ) Regolamento (UE) n. 575/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 giugno 2013, relativo ai requisiti prudenziali per gli enti creditizi e le imprese di investimento e che modifica il Regolamento (UE) n. 648/2012 (GU L 176 del 27.6.2013, pag. 1).
( 4 ) Raccomandazione CERS/2011/3 del Comitato europeo per il rischio sistemico, del 22 dicembre 2011, relativa al mandato macroprudenziale delle autorità nazionali (GU C 41 del 14.2.2012, pag. 1).
( 5 ) Direttiva 2009/138/CE de Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 novembre 2009, in materia di accesso ed esercizio delle attività di assicurazione e di riassicurazione (solvibilità II) (GU L 335 del 17.12.2009, pag. 1).
( 6 ) Regolamento delegato (UE) 2015/35 della Commissione, del 10 ottobre 2014, che integra la direttiva 2009/138/CE del Parlamento europeo e del Consiglio in materia di accesso ed esercizio delle attività di assicurazione e di riassicurazione (Solvibilità II) (GU L 12 del 17.1.2015, pag. 1).
( 7 ) Direttiva 2014/59/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 maggio 2014, che istituisce un quadro di risanamento e risoluzione degli enti creditizi e delle imprese di investimento e che modifica la direttiva 82/891/CEE del Consiglio, e le direttive 2001/24/CE, 2002/47/CE, 2004/25/CE, 2005/56/CE, 2007/36/CE, 2011/35/UE, 2012/30/UE e 2013/36/UE e i regolamenti (UE) n. 1093/2010 e (UE) n. 648/2012, del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 173 del 12.6.2014, pag. 190).
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