Document ID: 32016D0423(01)
Language: ITA

<table><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>23.4.2016&#160;&#160;&#160;</p></td><td><p>IT</p></td><td><p>Gazzetta ufficiale dell'Unione europea</p></td><td><p>C 144/4</p></td></tr></tbody></table>
DECISIONE DELLA COMMISSIONE
del 21 aprile 2016
che notifica a un paese terzo la possibilità di essere identificato come paese terzo non cooperante nella lotta contro la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata
(2016/C 144/05)
LA COMMISSIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea,
visto il regolamento (CE) n. 1005/2008 del Consiglio, del 29 settembre 2008, che istituisce un regime comunitario per prevenire, scoraggiare ed eliminare la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata, che modifica i regolamenti (CEE) n. 2847/93, (CE) n. 1936/2001 e (CE) n. 601/2004 e che abroga i regolamenti (CE) n. 1093/94 e (CE) n. 1447/1999 ( 1 ) , in particolare l’articolo 32,
considerando quanto segue:
1. INTRODUZIONE
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(1)</p></td><td><p>Il regolamento (CE) n. 1005/2008 (&#171;regolamento INN&#187;) istituisce un regime dell&#8217;Unione per prevenire, scoraggiare ed eliminare la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata (&#171;pesca INN&#187;).</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(2)</p></td><td><p>Il capo VI del regolamento INN stabilisce la procedura per l&#8217;identificazione dei paesi terzi non cooperanti, i provvedimenti da adottare in relazione a tali paesi, l&#8217;elaborazione di un elenco di tali paesi, la radiazione dallo stesso, la pubblicit&#224; dell&#8217;elenco e le misure di emergenza.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(3)</p></td><td><p>In conformit&#224; dell&#8217;articolo 32 del regolamento INN, la Commissione &#232; tenuta a notificare ai paesi interessati la possibilit&#224; di essere identificati come paesi terzi non cooperanti. Tale notifica, di natura preliminare, deve basarsi sui criteri di cui all&#8217;articolo 31 del regolamento INN. La Commissione &#232; altres&#236; tenuta ad adottare tutti i provvedimenti previsti all&#8217;articolo 32 di detto regolamento nei confronti dei paesi terzi destinatari della notifica. In particolare, la Commissione deve includere nella notifica le informazioni sui fatti essenziali e le considerazioni che motivano l&#8217;identificazione e dare a tali paesi la possibilit&#224; di rispondere fornendo prove atte a confutare l&#8217;identificazione o, se del caso, un piano d&#8217;azione inteso a risanare la situazione, nonch&#233; i provvedimenti correttivi adottati. La Commissione deve accordare ai paesi terzi destinatari della notifica un termine congruo per rispondere alla stessa, nonch&#233; un termine ragionevole per porre rimedio alla situazione.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(4)</p></td><td><p>A norma dell&#8217;articolo 31 del regolamento INN, la Commissione &#232; tenuta a identificare i paesi terzi che considera paesi non cooperanti nella lotta contro la pesca INN. Devono essere identificati come non cooperanti i paesi terzi che non adempiano all&#8217;obbligo ad essi imposto dal diritto internazionale, nella loro qualit&#224; di Stati di bandiera, Stati di approdo, Stati costieri o Stati di commercializzazione, di adottare misure volte a prevenire, scoraggiare e eliminare la pesca INN.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(5)</p></td><td><p>L&#8217;identificazione dei paesi terzi non cooperanti deve basarsi sull&#8217;esame di tutte le informazioni indicate all&#8217;articolo 31, paragrafo 2, del regolamento INN.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(6)</p></td><td><p>A norma dell&#8217;articolo 33 del regolamento INN, il Consiglio deve elaborare un elenco dei paesi terzi non cooperanti. Le misure stabilite, fra l&#8217;altro, all&#8217;articolo 38 del regolamento INN si applicano a tali paesi.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(7)</p></td><td><p>A norma dell&#8217;articolo 20, paragrafo 1, del regolamento INN, l&#8217;accettazione di certificati di cattura convalidati da parte di Stati terzi di bandiera &#232; subordinata alla notifica alla Commissione delle disposizioni in materia di attuazione, controllo ed osservanza delle leggi, dei regolamenti e delle misure di conservazione e di gestione applicabili ai pescherecci dei paesi terzi interessati.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(8)</p></td><td><p>In conformit&#224; dell&#8217;articolo 20, paragrafo 4, del regolamento INN, la Commissione deve cooperare sul piano amministrativo con i paesi terzi su questioni attinenti all&#8217;attuazione di detto regolamento.</p></td></tr></tbody></table>
2. PROCEDURA RELATIVA ALLA REPUBBLICA DI KIRIBATI
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(9)</p></td><td><p>La Repubblica di Kiribati (in seguito denominata &#171;Kiribati&#187;) non ha presentato alla Commissione la notifica come Stato di bandiera a norma dell&#8217;articolo 20 del regolamento INN.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(10)</p></td><td><p>Tra il 2010 e il 2016 la Commissione ha cooperato sul piano amministrativo con le autorit&#224; di Kiribati su questioni concernenti l&#8217;attuazione, il controllo e l&#8217;osservanza delle leggi, dei regolamenti e delle misure di conservazione e di gestione da parte di tale paese. Nell&#8217;ambito di tale cooperazione sono state scambiate osservazioni scritte e orali ed &#232; stata effettuata una visita in loco. La Commissione ha cercato e verificato tutte le informazioni ritenute necessarie per quanto riguarda le disposizioni di Kiribati in materia di attuazione, controllo ed esecuzione delle leggi, dei regolamenti e delle misure di conservazione e di gestione che devono essere rispettate dai suoi pescherecci nonch&#233; le misure adottate da tale paese per adempiere ai propri obblighi nella lotta contro la pesca INN.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(11)</p></td><td><p>Kiribati &#232; membro della Commissione per la pesca nel Pacifico centro-occidentale (WCPFC) e della Commissione interamericana per i tonnidi tropicali (IATTC). Tale paese ha ratificato la convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare del 1982 e l&#8217;accordo delle Nazioni Unite ai fini dell&#8217;applicazione delle disposizioni della convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare, del 10 dicembre 1982, relative alla conservazione e alla gestione degli stock ittici transzonali e degli stock ittici altamente migratori (UNFSA) del 1995. Fa inoltre parte della convenzione dell&#8217;Organizzazione per la pesca nel Pacifico del sud (South Pacific Forum Fisheries Agency - FFA)<a>&#160;(<span>2</span>)</a> e dell&#8217;accordo di Nauru relativo alla gestione delle attivit&#224; di pesca di interesse comune<a>&#160;(<span>3</span>)</a>.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(12)</p></td><td><p>Per valutare l&#8217;osservanza, da parte di Kiribati, degli obblighi internazionali ad esso spettanti come Stato di bandiera, Stato di approdo, Stato costiero o Stato di commercializzazione, sanciti negli accordi internazionali di cui al considerando 11 e stabiliti dalle competenti ORGP citate nel medesimo considerando, la Commissione ha cercato, raccolto e analizzato tutte le informazioni che ha ritenuto necessarie ai fini di tale esercizio.</p></td></tr></tbody></table>
3. POSSIBILITÀ, PER LA REPUBBLICA DI KIRIBATI, DI ESSERE IDENTIFICATA COME PAESE TERZO NON COOPERANTE
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(13)</p></td><td><p>A norma dell&#8217;articolo 31, paragrafo 3, del regolamento INN, la Commissione ha esaminato gli obblighi spettanti a Kiribati come Stato di bandiera, Stato di approdo, Stato costiero o Stato di commercializzazione. Ai fini di tale esame la Commissione ha preso in considerazione i criteri elencati all&#8217;articolo 31, paragrafi da 4 a 7, del regolamento INN.</p></td></tr></tbody></table>
3.1. Ricorrenza di attività di pesca INN e di flussi commerciali INN (articolo 31, paragrafo 4, del regolamento INN)
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(14)</p></td><td><p>Dalle informazioni acquisite dalla Commissione nel corso della visita in loco e da informazioni pubblicamente disponibili emerge con chiarezza che Kiribati non &#232; in grado di fornire informazioni sulle caratteristiche delle specie altamente migratorie catturate dalla propria flotta peschereccia o sui prodotti della pesca sbarcati o trasbordati nei propri porti e sui flussi commerciali di tali prodotti. In effetti, i controlli in porto effettuati in questo paese sembrano limitarsi a una serie di controlli documentali (licenza, tracciati del sistema di controllo dei pescherecci, rapporti degli osservatori, regolare iscrizione nel registro della FFA) eseguiti prima di autorizzare l&#8217;entrata in porto di un peschereccio. Allo stesso modo, non sembra che vengano effettuati controlli documentali incrociati tra i quantitativi indicati sul manifesto di carico del peschereccio e quelli indicati nella ricevuta di bordo della nave da trasporto prima di rilasciare il permesso di uscita e la dichiarazione di trasbordo. Tuttavia non esistono ulteriori istruzioni per il controllo fisico delle operazioni di sbarco o di trasbordo.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(15)</p></td><td><p>Kiribati ha riconosciuto di non disporre di un sistema di tracciabilit&#224; dei prodotti della pesca catturati da pescherecci battenti la sua bandiera o da navi di paesi terzi che pescano e effettuano trasbordi nelle proprie acque e nei propri porti. Una volta che il pescato &#232; sbarcato o trasbordato nei porti di Kiribati, non esiste alcun sistema che consenta di tracciare i prodotti nelle fasi successive della catena di approvvigionamento. Un ulteriore ostacolo alla tracciabilit&#224; dei prodotti sembra costituito dagli scarsi controlli svolti dalle autorit&#224; competenti sugli sbarchi e i trasbordi effettuati nei porti di Kiribati, come descritto nel considerando 14. Kiribati non sembra quindi in grado di garantire la trasparenza dei propri mercati e quindi la tracciabilit&#224; dei prodotti della pesca, come stabilito al punto 71 del piano d&#8217;azione internazionale della FAO per prevenire, scoraggiare ed eliminare la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata (piano d&#8217;azione internazionale contro la pesca INN), che invita gli Stati ad adottare opportune disposizioni per migliorare la trasparenza dei loro mercati.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(16)</p></td><td><p>Tenuto conto dell&#8217;apparente mancanza di un sistema di tracciabilit&#224; e del fatto che le autorit&#224; di Kiribati non dispongono di informazioni sul pesce sbarcato o trasbordato nei propri porti, &#232; poco probabile che tale paese sia in grado di garantire che i prodotti della pesca commercializzati sul suo territorio non provengano dalla pesca INN. A tale riguardo, sembra che Kiribati non si conformi all&#8217;obbligo imposto allo Stato di approdo di adottare i necessari provvedimenti per promuovere l&#8217;efficacia delle misure internazionali di conservazione e di gestione, in particolare effettuando ispezioni in porto di documenti, attrezzi o catture e vietando gli sbarchi e i trasbordi qualora venga accertato che le catture sono state prelevate in modo da pregiudicare l&#8217;efficacia delle misure internazionali di conservazione e di gestione definite all&#8217;articolo 23 dell&#8217;UNFSA. Inoltre sembra che Kiribati non abbia tenuto conto delle raccomandazioni di cui al punto 24 del piano d&#8217;azione internazionale contro la pesca INN, che raccomanda agli Stati di bandiera di assicurare un monitoraggio, un controllo e una sorveglianza esaustivi ed efficaci delle operazioni di pesca, compreso nel luogo di sbarco e di destinazione finale.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(17)</p></td><td><p>Considerata la situazione illustrata nella presente sezione e sulla base di tutti gli elementi fattuali raccolti dalla Commissione nonch&#233; delle dichiarazioni rilasciate dal paese, si &#232; potuto stabilire, a norma dell&#8217;articolo 31, paragrafo 3 e dell'articolo 31, paragrafo 4, lettere a) e b), del regolamento INN, che vi sono chiare indicazioni del fatto che Kiribati non ha osservato l&#8217;obbligo, ad esso imposto dal diritto internazionale in qualit&#224; di Stato di bandiera e di Stato di commercializzazione, di impedire l&#8217;accesso di prodotti ittici provenienti dalla pesca INN al proprio mercato.</p></td></tr></tbody></table>
3.2. Mancata cooperazione e esecuzione (articolo 31, paragrafo 5, del regolamento INN)
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(18)</p></td><td><p>Considerato l&#8217;elevato numero di navi battenti bandiera straniera che operano nelle acque soggette alla giurisdizione di Kiribati, occorre sottolineare la necessit&#224; di disporre di meccanismi di cooperazione efficaci. In base alle informazioni fornite dalle autorit&#224; di Kiribati durante la visita della Commissione del novembre 2015, esistono in totale 13 accordi bilaterali con associazioni di pesca. A tale riguardo, la flotta autorizzata a operare nelle acque di Kiribati &#232; costituita da 178 pescherecci con reti a circuizione e 195 pescherecci con palangari. Di tutti questi pescherecci, soltanto 13 navi con reti a circuizione battono bandiera di Kiribati.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(19)</p></td><td><p>Nonostante nelle acque di Kiribati siano autorizzati a operare pescherecci battenti bandiera di 13 paesi diversi, le autorit&#224; competenti hanno riconosciuto che non sono stati predisposti canali di cooperazione con gli Stati di bandiera interessati per far s&#236; che Kiribati adempia ai propri obblighi di cooperazione con gli Stati di bandiera, come indicato nel considerando 21.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(20)</p></td><td><p>Kiribati &#232; stato finora piuttosto riluttante a collaborare con la Commissione per migliorare la trasparenza del VDS (<span>Vessels Day Scheme</span>, regime dei giorni di pesca per nave) per la gestione della pesca con reti a circuizione nel Pacifico centro-occidentale. La Commissione ha trasmesso una serie di lettere sia agli Stati costieri che agli Stati di bandiera interessati chiedendo che questi ultimi abbiano accesso alle informazioni sullo sforzo di pesca utilizzato dai loro pescherecci nell&#8217;ambito del regime VDS. A tal fine sono state indirizzate tre lettere alle autorit&#224; di Kiribati in data 18 novembre 2014, 19 dicembre 2014 e 27 aprile 2015. Nessuna risposta a tali richieste &#232; pervenuta prima della visita della Commissione a Kiribati. Nonostante nel corso della visita del novembre 2015 si fossero dichiarate disposte a divulgare le informazioni relative al regime VDS, le autorit&#224; di Kiribati non hanno finora dimostrato di aver preso le necessarie disposizioni per garantire l&#8217;accesso a tali informazioni alle autorit&#224; degli Stati di bandiera interessati.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(21)</p></td><td><p>La condotta di Kiribati descritta nel considerando 20 costituisce un ostacolo all&#8217;adempimento degli obblighi che incombono a tale paese ai sensi degli articoli 63 e 64 dell&#8217;UNCLOS, in base ai quali gli Stati costieri e gli Stati di bandiera sono tenuti a cooperare per quanto riguarda la gestione delle specie ittiche transzonali e altamente migratorie. Tale obbligo di cooperazione &#232; ulteriormente approfondito dagli articoli 7 e 20 dell&#8217;UNFSA, che impongono agli Stati, rispettivamente, di definire misure di conservazione e di gestione compatibili e di garantirne il rispetto e l&#8217;attuazione. Inoltre l&#8217;articolo 7.1.3 del codice di condotta della FAO<a>&#160;(<span>4</span>)</a> raccomanda agli Stati che partecipano allo sfruttamento di stock ittici transzonali e transfrontalieri di stipulare accordi bilaterali intesi a garantire una cooperazione efficace ai fini della conservazione e della gestione delle risorse. Tale aspetto &#232; ulteriormente sviluppato nei punti 28 e 51 del piano d&#8217;azione internazionale contro la pesca INN, che definiscono le modalit&#224; pratiche di cooperazione diretta fra gli Stati, con particolare riguardo allo scambio dei dati o delle informazioni di cui dispongono gli Stati costieri.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(22)</p></td><td><p>Il quadro giuridico nazionale, basato sul<span>Fisheries Act</span> (legge sulla pesca) del 2010 nella versione modificata del 2015<a>&#160;(<span>5</span>)</a>, &#232; incompleto, in particolare per quanto riguarda il sistema sanzionatorio. Di fatto, il quadro giuridico vigente non contiene una definizione della pesca INN in linea con il piano d&#8217;azione internazionale contro la pesca INN. La legge non prevede chiare sanzioni in caso di violazione delle norme delle ORGP, di trasbordo in mare o di cattura di stock di cui &#232; sospesa o vietata la pesca.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(23)</p></td><td><p>La nozione di &#171;violazioni gravi&#187; di cui all&#8217;articolo 19, paragrafo 2, dell&#8217;UNFSA, adottata dalla WCPFC nella misura di conservazione e di gestione 2006-8<a>&#160;(<span>6</span>)</a> sulle procedure di accesso a bordo e ispezione, rafforza l&#8217;effetto dissuasivo del sistema sanzionatorio adeguando il livello della sanzione alla gravit&#224; dell&#8217;attivit&#224; illegale, allo scopo di privare il trasgressore del vantaggio economico conseguito. Tuttavia il quadro giuridico vigente non contempla la nozione di &#171;violazioni gravi&#187; n&#233; altri criteri che consentano di modulare le sanzioni all&#8217;interno di una scala compresa tra un livello minimo e un livello massimo, al fine di vanificare il vantaggio economico derivante dall&#8217;attivit&#224; illecita.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(24)</p></td><td><p>Inoltre la legge sulla pesca non contiene apparentemente alcuna disposizione riguardante le recidive. Il trattamento delle infrazioni ripetute costituisce un elemento essenziale per garantire l&#8217;effetto dissuasivo del sistema sanzionatorio. La mancanza di sanzioni pi&#249; elevate applicabili alle infrazioni ripetute pregiudica la proporzionalit&#224; e l&#8217;effetto dissuasivo del sistema sanzionatorio di Kiribati. Il fatto che i vantaggi derivanti da attivit&#224; illecite reiterate non siano vanificati da sanzioni pi&#249; elevate non consente di scoraggiare i potenziali trasgressori dal proseguire le attivit&#224; di pesca INN.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(25)</p></td><td><p>In conclusione, sembra che nella sua forma attuale, analizzata nei considerando da 22 a 24, il sistema sanzionatorio non sia sufficientemente severo ed esaustivo da poter esercitare una funzione dissuasiva. Il trattamento delle violazioni gravi non &#232; apparentemente in grado di garantire il rispetto delle norme, scoraggiare le violazioni ovunque si verifichino e privare i trasgressori dei benefici derivanti dalle loro attivit&#224; illecite, come richiesto dall&#8217;articolo 19, paragrafo 2, dell&#8217;UNFSA e dall&#8217;articolo 25, paragrafo 7, della convenzione della WCPFC.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(26)</p></td><td><p>Considerata la situazione illustrata nella presente sezione e sulla base di tutti gli elementi fattuali raccolti dalla Commissione, nonch&#233; delle dichiarazioni rilasciate da Kiribati, si &#232; potuto stabilire, a norma dell&#8217;articolo 31, paragrafi 3 e 5, del regolamento INN, che vi sono chiare indicazioni del fatto che Kiribati non ha osservato gli obblighi ad esso incombenti a norma del diritto internazionale per quanto riguarda la cooperazione e le misure di esecuzione.</p></td></tr></tbody></table>
3.3. Mancata applicazione delle norme internazionali (articolo 31, paragrafo 6, del regolamento INN)
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(27)</p></td><td><p>La Commissione ha esaminato le informazioni ritenute rilevanti in relazione allo status di Kiribati come parte contraente dell&#8217;UNCLOS, dell&#8217;UNFSA, della WCPFC e della IATTC.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(28)</p></td><td><p>Secondo le informazioni fornite dalle autorit&#224; di Kiribati nel corso della visita del novembre 2015, le catture di tonno effettuate nella zona economica esclusiva (ZEE) di Kiribati ammontavano nel 2014 a circa 600&#160;000 tonnellate metriche (tm).</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(29)</p></td><td><p>Come dimostrano i dati presentati nel considerando 28, Kiribati gestisce cospicue risorse di tonno a livello mondiale ed &#232; quindi tenuto, in quanto Stato costiero, a garantire una gestione responsabile e sostenibile nel lungo termine di tale risorsa. Lo sfruttamento delle risorse biologiche da parte degli Stati costieri &#232; disciplinato dagli articoli da 61 a 64 dell&#8217;UNCLOS e dagli articoli 7 e 8 dell&#8217;UNFSA. In base a tali disposizioni, gli Stati costieri dovrebbero promuovere l&#8217;obiettivo dell&#8217;utilizzo ottimale delle risorse biologiche nelle rispettive ZEE e garantire il rispetto delle misure di conservazione e di gestione da parte dei cittadini di altri Stati che esercitano attivit&#224; di pesca in tali zone; essi dovrebbero inoltre cooperare con gli Stati e con le organizzazioni regionali che partecipano a tali attivit&#224;.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(30)</p></td><td><p>A tale riguardo, il quadro giuridico di Kiribati non sembra garantire una gestione efficiente ed efficace delle navi operanti nelle acque soggette alla giurisdizione nazionale, in palese violazione degli obblighi e delle raccomandazioni di cui al considerando 29. Inoltre esso non sembra contenere misure di conservazione e di gestione chiare e trasparenti per tutti i tipi di acque soggette alla giurisdizione di Kiribati. Il piano di gestione del tonno aggiornato nel 2014 contiene una rassegna completa delle attivit&#224; di pesca tonniera praticate nel paese, ma non prospetta misure di gestione concrete con parametri di riferimento e obiettivi chiaramente definiti.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(31)</p></td><td><p>L&#8217;articolo 5 dell&#8217;UNFSA stabilisce i principi generali che gli Stati costieri devono seguire per la gestione degli stock ittici transzonali e degli stock ittici altamente migratori. A questo proposito, tra gli obiettivi definiti nella legge sulla pesca di Kiribati figurano la promozione della gestione sostenibile della pesca e la protezione degli stock ittici e dell&#8217;ambiente marino. Il quadro normativo di Kiribati non sembra per&#242; contemplare altri principi stabiliti nell&#8217;UNFSA, quali l&#8217;approccio precauzionale, il rendimento massimo sostenibile o la necessit&#224; di evitare un&#8217;eccessiva capacit&#224; di pesca e un eccessivo sfruttamento delle risorse.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(32)</p></td><td><p>Le acque soggette alla giurisdizione di Kiribati sono designate come mare territoriale, acque arcipelagiche e ZEE. In base all&#8217;articolo 3 della convenzione della WCPFC, la zona di competenza della WCPFC comprende, in linea di principio, tutte le acque dell&#8217;Oceano Pacifico, comprese quelle soggette alla giurisdizione di Kiribati. Tuttavia sembra che Kiribati escluda le proprie acque arcipelagiche e territoriali dall&#8217;applicazione del VDS, un regime inteso a limitare lo sforzo di pesca della flotta operante con reti a circuizione mediante l&#8217;assegnazione di giorni di pesca. Pertanto, il principale strumento giuridico per la conservazione delle risorse alieutiche nelle acque di Kiribati non sembra applicarsi a una parte considerevole delle acque soggette alla giurisdizione di tale paese.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(33)</p></td><td><p>Le carenze descritte nei considerando da 30 a 32 per quanto riguarda la chiarezza e la trasparenza delle norme di conservazione e di gestione applicabili, compreso il controllo dello sforzo di pesca nell&#8217;ambito del VDS, unitamente al fatto che alle acque di Kiribati hanno accesso 360 pescherecci stranieri, come indicato nel considerando 18, pregiudicano l&#8217;efficace attuazione delle misure di conservazione e di gestione e il rispetto degli obblighi di cui all&#8217;articolo 61, paragrafi da 2 a 5, all&#8217;articolo 62, paragrafo 1, e all&#8217;articolo 64 dell&#8217;UNCLOS relativi all&#8217;utilizzo ottimale delle risorse attraverso idonee misure di conservazione e di gestione.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(34)</p></td><td><p>Da informazioni pubblicamente disponibili tratte da Internet risulta inoltre che Kiribati tiene un registro navale internazionale<a>&#160;(<span>7</span>)</a> per l&#8217;immatricolazione delle navi che &#232; ubicato al di fuori di tale paese. L&#8217;apparente carenza dei controlli svolti dalle autorit&#224; competenti in relazione al sistema di immatricolazione delle navi e l&#8217;assenza di requisiti pertinenti, quali quelli stabiliti al punto 14 delle linee guida della FAO per il comportamento degli Stati di bandiera, non mettono Kiribati in condizione di garantire che le navi battenti la sua bandiera abbiano un legame reale con il paese. La mancanza di tale legame reale tra lo Stato e le navi immatricolate nel registro &#232; in contrasto con le condizioni stabilite per la nazionalit&#224; delle navi a norma dell&#8217;articolo 91 dell&#8217;UNCLOS.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(35)</p></td><td><p>Considerata la situazione illustrata nella presente sezione e sulla base di tutti gli elementi fattuali raccolti dalla Commissione nonch&#233; delle dichiarazioni rilasciate dal paese, si &#232; potuto stabilire, a norma dell&#8217;articolo 31, paragrafi 3 e 6, del regolamento INN, che vi sono chiare indicazioni del fatto che Kiribati non ha osservato gli obblighi ad esso incombenti a norma del diritto internazionale in relazione alle norme, ai regolamenti e alle misure di conservazione e di gestione internazionali.</p></td></tr></tbody></table>
3.4. Difficoltà specifiche dei paesi in via di sviluppo
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(36)</p></td><td><p>Secondo l&#8217;indice di sviluppo umano delle Nazioni Unite<a>&#160;(<span>8</span>)</a>, nel 2015 Kiribati &#232; stato considerato un paese a sviluppo umano medio (137 su 188 paesi).</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(37)</p></td><td><p>Anche se, in generale, in materia di controllo e monitoraggio possono sussistere carenze specifiche di capacit&#224;, le difficolt&#224; specifiche di Kiribati riconducibili al suo livello di sviluppo non possono giustificare l&#8217;assenza di disposizioni specifiche nel quadro giuridico nazionale che rimandino a strumenti nazionali intesi a contrastare, scoraggiare e eliminare le attivit&#224; di pesca INN. Inoltre &#232; lecito ritenere che le carenze del sistema di monitoraggio, controllo e sorveglianza derivino dallo squilibrio tra le limitate capacit&#224; di Kiribati di controllare le attivit&#224; di pesca praticate nella propria ZEE e le dimensioni della flotta straniera che ha accesso alle acque di tale paese.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(38)</p></td><td><p>Alla luce della situazione descritta nella presente sezione e sulla base di tutti gli elementi fattuali raccolti dalla Commissione nonch&#233; delle dichiarazioni rilasciate dal paese, si &#232; potuto stabilire, a norma dell&#8217;articolo 31, paragrafo 7, del regolamento INN, che lo stato di sviluppo di Kiribati per quanto riguarda la gestione della pesca potrebbe essere stato pregiudicato dal suo livello di sviluppo. Tuttavia, tenuto conto della natura delle carenze rilevate e delle azioni intraprese per porre rimedio alla situazione, il livello di sviluppo di Kiribati non pu&#242; spiegare interamente o altrimenti giustificare la condotta generale di tale paese in quanto Stato di bandiera, Stato costiero o Stato di approdo, n&#233; l&#8217;inadeguatezza dell&#8217;azione da esso intrapresa per prevenire, scoraggiare e eliminare la pesca INN.</p></td></tr></tbody></table>
4. CONCLUSIONI CONCERNENTI LA POSSIBILE IDENTIFICAZIONE IN QUANTO PAESE TERZO NON COOPERANTE
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(39)</p></td><td><p>Alla luce delle conclusioni tratte riguardo al mancato adempimento, da parte di Kiribati, dell&#8217;obbligo ad esso imposto dal diritto internazionale, nella sua qualit&#224; di Stato di bandiera, Stato di approdo, Stato costiero o Stato di commercializzazione, di adottare misure volte a prevenire, scoraggiare e eliminare la pesca INN, &#232; opportuno notificare a tale paese, a norma dell&#8217;articolo 32 del regolamento INN, la possibilit&#224; di essere identificato dalla Commissione come paese terzo non cooperante nella lotta contro la pesca INN.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(40)</p></td><td><p>In conformit&#224; dell&#8217;articolo 32, paragrafo 1, del regolamento INN, &#232; opportuno che la Commissione notifichi a Kiribati la possibilit&#224; di essere identificato come paese terzo non cooperante. La Commissione dovrebbe inoltre adottare tutti i provvedimenti previsti all&#8217;articolo 32 del regolamento INN nei confronti di Kiribati. Ai fini di una corretta amministrazione &#232; opportuno fissare un termine entro il quale tale paese possa rispondere per iscritto alla notifica e porre rimedio alla situazione.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(41)</p></td><td><p>Inoltre, la notifica a Kiribati della possibilit&#224; di essere identificato come un paese che la Commissione considera non cooperante ai fini della presente decisione non esclude n&#233; comporta automaticamente che la Commissione o il Consiglio possano successivamente procedere all&#8217;identificazione e alla compilazione di un elenco di paesi non cooperanti,</p></td></tr></tbody></table>
DECIDE:
Articolo unico
Si notifica alla Repubblica di Kiribati la possibilità di essere identificata dalla Commissione come un paese terzo non cooperante nella lotta contro la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata.
Fatto a Bruxelles, il 21 aprile 2016
Per la Commissione
Karmenu VELLA
Membro della Commissione
<note>
( 1 ) GU L 286 del 29.10.2008, pag. 1 .
( 2 ) http://www.ffa.int/
( 3 ) Accordo di Nauru (http://www.ffa.int/node/93#attachments)
( 4 ) Codice di condotta per una pesca responsabile, Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura, 1995.
( 5 ) Legge n. 6 del 2010 della Repubblica di Kiribati per la conservazione, la gestione e lo sviluppo delle attività e risorse di pesca di Kiribati e il controllo delle attività di pesca praticate da navi straniere e delle finalità connesse, quale modificata dalla legge n. 1 del 2015 della Repubblica di Kiribati.
( 6 ) https://www.wcpfc.int/system/files/Conservation%20and%20Management%20Measure-2006-08%20%5BHSB%26I%20Procedures%5D.pdf
( 7 ) Registro navale di Kiribati, http://www.kiribaship.com/EN/Default.aspx
( 8 ) Informazioni tratte da http://hdr.undp.org/en/statistics
</note>