Document ID: 02020D1999-20231206
Language: ITA

02020D1999 — IT — 06.12.2023 — 011.001
Il presente testo è un semplice strumento di documentazione e non produce alcun effetto giuridico. Le istituzioni dell’Unione non assumono alcuna responsabilità per i suoi contenuti. Le versioni facenti fede degli atti pertinenti, compresi i loro preamboli, sono quelle pubblicate nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea e disponibili in EUR-Lex. Tali testi ufficiali sono direttamente accessibili attraverso i link inseriti nel presente documento
<table><col/><col/><tr><td><p><a>&#9658;B</a></p></td><td><p>                        DECISIONE (PESC) 2020/1999 DEL CONSIGLIO</p><p>del 7 dicembre 2020</p><p><a>relativa a misure restrittive contro gravi violazioni e abusi dei diritti umani</a></p><p>(GU L 410I del 7.12.2020, pag. 13)</p></td></tr></table>
Modificata da:
<table><col/><col/><col/><col/><col/><tr><td><p>&#160;</p></td><td><p>&#160;</p></td><td><p>Gazzetta ufficiale</p></td></tr><tr><td><p>&#160;&#160;n.</p></td><td><p>pag.</p></td><td><p>data</p></td></tr><tr><td><p><a>&#9658;M1</a></p></td><td><p><a>                              DECISIONE (PESC)&#160;2021/372 DEL CONSIGLIO                           &#160;del 2&#160;marzo 2021</a></p></td><td><p>&#160;&#160;L&#160;71I</p></td><td><p>6</p></td><td><p>2.3.2021</p></td></tr><tr><td><p><a>&#9658;M2</a></p></td><td><p><a>                              DECISIONE (PESC) 2021/481 DEL CONSIGLIO                           &#160;del 22&#160;marzo 2021</a></p></td><td><p>&#160;&#160;L&#160;99I</p></td><td><p>25</p></td><td><p>22.3.2021</p></td></tr><tr><td><p><a>&#9658;M3</a></p></td><td><p><a>                              DECISIONE (PESC)&#160;2021/2160 DEL CONSIGLIO                           &#160;del 6&#160;dicembre 2021</a></p></td><td><p>&#160;&#160;L&#160;436</p></td><td><p>40</p></td><td><p>7.12.2021</p></td></tr><tr><td><p><a>&#9658;M4</a></p></td><td><p><a>                              DECISIONE (PESC) 2021/2197 DEL CONSIGLIO                           &#160;del 13&#160;dicembre 2021</a></p></td><td><p>&#160;&#160;L&#160;445I</p></td><td><p>17</p></td><td><p>13.12.2021</p></td></tr><tr><td><p><a>&#9658;M5</a></p></td><td><p><a>                              DECISIONE (PESC)&#160;2022/2376 DEL CONSIGLIO                           &#160;del 5&#160;dicembre 2022</a></p></td><td><p>&#160;&#160;L&#160;314</p></td><td><p>90</p></td><td><p>6.12.2022</p></td></tr><tr><td><p><a>&#9658;M6</a></p></td><td><p><a>                              DECISIONE (PESC) 2023/433 DEL CONSIGLIO                           &#160;del 25&#160;febbraio 2023</a></p></td><td><p>&#160;&#160;L&#160;59I</p></td><td><p>583</p></td><td><p>25.2.2023</p></td></tr><tr><td><p><a>&#9658;M7</a></p></td><td><p><a>                              DECISIONE (PESC) 2023/501 DEL CONSIGLIO                           &#160;del 7&#160;marzo 2023</a></p></td><td><p>&#160;&#160;L&#160;69I</p></td><td><p>11</p></td><td><p>7.3.2023</p></td></tr><tr><td><p><a>&#9658;M8</a></p></td><td><p><a>                              DECISIONE (PESC)&#160;2023/1099 DEL CONSIGLIO                           &#160;del 5&#160;giugno&#160;2023</a></p></td><td><p>&#160;&#160;L&#160;145</p></td><td><p>12</p></td><td><p>5.6.2023</p></td></tr><tr><td><p><a>&#9658;M9</a></p></td><td><p><a>                              DECISIONE (PESC)&#160;2023/1500 DEL CONSIGLIO                           &#160;del 20&#160;luglio 2023</a></p></td><td><p>&#160;&#160;L&#160;183I</p></td><td><p>35</p></td><td><p>20.7.2023</p></td></tr><tr><td><p><a>&#9658;M10</a></p></td><td><p><a>                              DECISIONE (PESC)&#160;2023/1504 DEL CONSIGLIO                           &#160;del 20&#160;luglio 2023</a></p></td><td><p>&#160;&#160;L&#160;183I</p></td><td><p>60</p></td><td><p>20.7.2023</p></td></tr><tr><td><p><a>&#9658;M11</a></p></td><td><p><a>                              DECISIONE (PESC) 2023/1716 DEL CONSIGLIO                           &#160;dell'8&#160;settembre 2023</a></p></td><td><p>&#160;&#160;L&#160;221I</p></td><td><p>6</p></td><td><p>8.9.2023</p></td></tr><tr><td><p><a>&#9658;M12</a></p></td><td><p><a>                              DECISIONE (PESC) 2023/2721 DEL CONSIGLIO                           &#160;del 4&#160;dicembre 2023</a></p></td><td><p>&#160;&#160;L&#160;</p></td><td><p>1</p></td><td><p>5.12.2023</p></td></tr></table>
Rettificata da:
<table><col/><col/><col/><col/><col/><tr><td><p><a>&#160;C1</a></p></td><td><p><a>Rettifica, GU&#160;L&#160;035, 17.2.2022, pag. &#160;21&#160;(2021/2160)</a></p></td></tr></table>
DECISIONE (PESC) 2020/1999 DEL CONSIGLIO
del 7 dicembre 2020
relativa a misure restrittive contro gravi violazioni e abusi dei diritti umani
Articolo 1
1. La presente decisione istituisce un quadro relativo a misure restrittive mirate per contrastare gravi violazioni e abusi dei diritti umani nel mondo. Si applica:
a) al genocidio;
b) ai crimini contro l’umanità;
c) alle gravi violazioni o ai gravi abusi dei diritti umani seguenti:
i) tortura e altri trattamenti o pene crudeli, inumani o degradanti;
ii) schiavitù;
iii) esecuzioni e uccisioni extragiudiziali, sommarie o arbitrarie;
iv) sparizione forzata di persone;
v) arresti o detenzioni arbitrari;
d) altre violazioni o altri abusi dei diritti umani, compresi, tra gli altri, quelli riportati di seguito, nella misura in cui tali violazioni o abusi sono diffusi, sistematici o comunque motivo di seria preoccupazione per quanto concerne gli obiettivi di politica estera e di sicurezza comune stabiliti all’articolo 21 TUE:
i) tratta di esseri umani, nonché abusi dei diritti umani di cui al presente articolo da parte dei trafficanti di migranti;
ii) violenza sessuale e di genere;
iii) violazioni o abusi della libertà di riunione pacifica e di associazione;
iv) violazioni o abusi della libertà di opinione e di espressione;
v) violazioni o abusi della libertà di religione o di credo.
2. Ai fini dell’applicazione del paragrafo 1, si dovrebbe tener conto del diritto internazionale consuetudinario e di strumenti di diritto internazionale ampiamente accettati quali:
a) il Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici;
b) il Patto internazionale relativo ai diritti economici, sociali e culturali;
c) la Convenzione per la prevenzione e la repressione del delitto di genocidio;
d) la Convenzione contro la tortura e altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti;
e) la Convenzione internazionale sull’eliminazione di tutte le forme di discriminazione razziale;
f) la Convenzione sull’eliminazione di ogni forma di discriminazione della donna;
g) la Convenzione sui diritti del fanciullo;
h) la Convenzione internazionale per la protezione di tutte le persone dalle sparizioni forzate;
i) la Convenzione sui diritti delle persone con disabilità;
j) il protocollo addizionale della Convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità organizzata transnazionale per prevenire, reprimere e punire la tratta di persone, in particolare di donne e bambini;
k) lo Statuto di Roma della Corte penale internazionale;
l) la Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali.
3. Ai fini della presente decisione, le persone fisiche o giuridiche, le entità o gli organismi possono comprendere:
a) soggetti statali;
b) altri soggetti che esercitino un controllo o un’autorità effettivi su un territorio;
c) altri soggetti non statali.
4. Nel redigere o modificare l’elenco di cui all’allegato per quanto riguarda altri soggetti non statali di cui al paragrafo 3, lettera c), il Consiglio tiene conto in particolare degli elementi specifici seguenti:
a) gli obiettivi della politica estera e di sicurezza comune di cui all’articolo 21 TUE; e
b) la gravità e/o l’incidenza degli abusi.
Articolo 2
1. Gli Stati membri adottano le misure necessarie per impedire l’ingresso o il transito nel loro territorio di:
a) persone fisiche che sono responsabili degli atti di cui all’articolo 1, paragrafo 1;
b) persone fisiche che forniscono sostegno finanziario, tecnico o materiale per gli atti di cui all’articolo 1, paragrafo 1, o che sono altrimenti coinvolte in tali atti, anche pianificandoli, dirigendoli, ordinandoli, assistendoli, preparandoli, agevolandoli o incoraggiandoli;
c) persone fisiche che sono associate alle persone di cui alle lettere a) e b) elencate nell’allegato.
2. Il paragrafo 1 non obbliga gli Stati membri a vietare ai loro cittadini l’ingresso nel proprio territorio.
3. Il paragrafo 1 lascia impregiudicate le situazioni in cui uno Stato membro sia vincolato da un obbligo di diritto internazionale, segnatamente:
a) in qualità di paese che ospita un’organizzazione intergovernativa internazionale;
b) in qualità di paese che ospita una conferenza internazionale convocata dalle Nazioni Unite o sotto gli auspici di quest’ultima;
c) in base ad un accordo multilaterale che conferisce privilegi e immunità; o
d) in virtù del trattato di conciliazione del 1929 (Patti Lateranensi) concluso tra la Santa Sede (Stato della Città del Vaticano) e l’Italia.
4. Si considera che le disposizioni del paragrafo 3 si applicano anche qualora uno Stato membro ospiti l’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE).
5. Il Consiglio è debitamente informato in ciascuna delle situazioni in cui uno Stato membro concede una deroga a norma del paragrafo 3 o 4.
6. Gli Stati membri possono concedere deroghe alle misure imposte a norma del paragrafo 1 allorquando il viaggio è giustificato da necessità umanitarie urgenti o dall’esigenza di partecipare a riunioni intergovernative o a riunioni promosse o ospitate dall’Unione, o ospitate da uno Stato membro che esercita la presidenza di turno dell’OSCE, in cui si conduce un dialogo politico che promuove direttamente gli obiettivi strategici delle misure restrittive, comprese la cessazione di gravi violazioni e degli abusi gravi dei diritti umani e la promozione dei diritti umani.
7. Gli Stati membri possono anche concedere deroghe alle misure imposte a norma del paragrafo 1 allorquando l’ingresso o il transito è necessario per l’espletamento di un procedimento giudiziario.
8. Uno Stato membro che intenda concedere le deroghe di cui al paragrafo 6 o 7 presenta al riguardo una notifica scritta al Consiglio. La deroga si considera concessa a meno che, entro due giorni lavorativi dal ricevimento della notifica della deroga proposta, vi sia un’obiezione scritta di uno o più membri del Consiglio. Se uno o più membri del Consiglio sollevano obiezioni, il Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata, può decidere di concedere la deroga proposta.
9. Nei casi in cui uno Stato membro autorizzi, ai sensi del paragrafo 3, 4, 6, 7 o 8, l’ingresso o il transito nel suo territorio delle persone elencate nell’allegato, l’autorizzazione è strettamente limitata ai fini per i quali è concessa e alle persone direttamente interessate.
Articolo 3
1. Sono congelati tutti i fondi e tutte le risorse economiche appartenenti a, posseduti, detenuti o controllati da:
a) persone fisiche o giuridiche, entità od organismi responsabili degli atti di cui all’articolo 1, paragrafo 1;
b) persone fisiche o giuridiche, entità od organismi che forniscono sostegno finanziario, tecnico o materiale per gli atti di cui all’articolo 1, paragrafo 1, o che sono altrimenti coinvolti in tali atti, anche pianificandoli, dirigendoli, ordinandoli, assistendoli, preparandoli, agevolandoli o incoraggiandoli;
c) persone fisiche o giuridiche, entità od organismi associati alle persone fisiche o giuridiche, alle entità o agli organismi di cui alle lettere a) e b);
elencati nell’allegato.
2. Nessun fondo o risorsa economica sono messi, direttamente o indirettamente, a disposizione delle persone fisiche o giuridiche, delle entità o degli organismi di cui all’allegato o destinati a loro vantaggio.
3. In deroga ai paragrafi 1 e 2, le autorità competenti degli Stati membri possono autorizzare lo svincolo di taluni fondi o risorse economiche congelati o la messa a disposizione di taluni fondi o risorse economiche, alle condizioni che ritengono appropriate, dopo aver accertato che i fondi o le risorse economiche in questione sono:
a) necessari per soddisfare le esigenze di base delle persone fisiche o giuridiche, delle entità o degli organismi elencati nell’allegato e dei familiari a carico di tali persone fisiche, compresi i pagamenti relativi a generi alimentari, canoni di locazione o ipoteche, medicinali e cure mediche, imposte, premi assicurativi e utenze di servizi pubblici;
b) destinati esclusivamente al pagamento di onorari ragionevoli o al rimborso delle spese sostenute per la prestazione di servizi legali;
c) destinati esclusivamente al pagamento di diritti o di spese connessi alla normale gestione o alla custodia dei fondi o delle risorse economiche congelati;
d) necessari per coprire spese straordinarie, purché l’autorità competente interessata abbia notificato alle autorità competenti degli altri Stati membri e alla Commissione, almeno due settimane prima dell’autorizzazione, i motivi per i quali ritiene che debba essere concessa un’autorizzazione specifica; o
e) pagabili su o da un conto di una missione diplomatica o consolare o di un’organizzazione internazionale che gode di immunità in conformità del diritto internazionale, nella misura in cui tali pagamenti servono per scopi ufficiali della missione diplomatica o consolare o dell’organizzazione internazionale.
Lo Stato membro interessato informa gli altri Stati membri e la Commissione di tutte le autorizzazioni concesse a norma del presente paragrafo.
4. In deroga al paragrafo 1, le autorità competenti degli Stati membri possono autorizzare lo svincolo di taluni fondi o risorse economiche congelati, a condizione che:
a) i fondi o le risorse economiche siano oggetto di una decisione arbitrale emessa anteriormente alla data dell’inserimento della persona fisica o giuridica, dell’entità o dell’organismo di cui al paragrafo 1 nell’elenco figurante nell’allegato, di una decisione giudiziaria o amministrativa emessa nell’Unione o di una decisione giudiziaria esecutiva nello Stato membro interessato, prima o dopo tale data;
b) i fondi o le risorse economiche siano usati esclusivamente per soddisfare i crediti garantiti da tale decisione o riconosciuti validi dalla stessa, entro i limiti fissati dalle leggi e dai regolamenti applicabili che disciplinano i diritti dei creditori;
c) la decisione non vada a beneficio di una persona fisica o giuridica, di un’entità o di un organismo elencati nell’allegato; e
d) il riconoscimento della decisione non sia contrario all’ordine pubblico nello Stato membro interessato.
Lo Stato membro interessato informa gli altri Stati membri e la Commissione di tutte le autorizzazioni concesse a norma del presente paragrafo.
5. Il paragrafo 1 non osta a che una persona fisica o giuridica, un’entità o un organismo elencati nell’allegato effettuino un pagamento dovuto nell’ambito di un contratto o di un accordo concluso, o di un’obbligazione sorta, prima della data in cui la persona fisica o giuridica, l’entità o l’organismo sono stati inseriti nell’allegato, purché lo Stato membro interessato abbia determinato che il pagamento non è percepito, direttamente o indirettamente, da una persona fisica o giuridica, da un’entità o da un organismo di cui al paragrafo 1.
6. Il paragrafo 2 non si applica al versamento sui conti congelati di:
a) interessi o altri profitti dovuti su detti conti;
b) pagamenti dovuti nell’ambito di contratti e accordi conclusi o di obbligazioni sorte anteriormente alla data in cui tali conti sono stati assoggettati alle misure di cui ai paragrafi 1 e 2; o
c) pagamenti dovuti nell’ambito di decisioni giudiziarie, amministrative o arbitrali emesse nell’Unione o esecutive nello Stato membro interessato, purché tali interessi, altri profitti e pagamenti continuino a essere soggetti alle misure di cui al paragrafo 1.
Articolo 4
1. In deroga all’articolo 3, paragrafi 1 e 2, le autorità competenti degli Stati membri possono autorizzare che taluni fondi o risorse economiche congelati siano svincolati o messi a disposizione, alle condizioni che ritengono appropriate, dopo aver stabilito che la fornitura di tali fondi o risorse economiche è necessaria per scopi umanitari, come prestare o facilitare la prestazione di assistenza, comprese forniture mediche, cibo o trasferimento di operatori umanitari e relativa assistenza, o per evacuazioni.
2. Lo Stato membro interessato informa gli altri Stati membri e la Commissione di tutte le autorizzazioni rilasciate a norma del presente articolo entro quattro settimane dal loro rilascio.
Articolo 5
1. Il Consiglio, deliberando all’unanimità su proposta di uno Stato membro o dell’alto rappresentante, redige e modifica l’elenco di cui all’allegato.
2. Il Consiglio comunica le decisioni di cui al paragrafo 1, compresi i motivi dell’inserimento nell’elenco, alla persona fisica o giuridica, all’entità o all’organismo interessati direttamente, se l’indirizzo è noto, oppure attraverso la pubblicazione di un avviso, offrendo alla persona fisica o giuridica, all’entità o all’organismo in questione la possibilità di formulare osservazioni.
3. Qualora siano formulate osservazioni o siano presentate nuove prove sostanziali, il Consiglio riesamina le decisioni di cui al paragrafo 1 e ne informa di conseguenza la persona fisica o giuridica, l’entità o l’organismo interessati.
Articolo 6
1. Nell’allegato sono indicati i motivi dell’inserimento nell’elenco delle persone fisiche o giuridiche, delle entità o degli organismi di cui agli articoli 2 e 3.
2. Nell’allegato figurano, ove disponibili, le informazioni necessarie per identificare le persone fisiche o giuridiche, le entità o gli organismi interessati. Per le persone fisiche, tali informazioni possono includere: i nomi e gli pseudonimi; la data e il luogo di nascita; la cittadinanza; il numero del passaporto e della carta d’identità; il genere; l’indirizzo, se noto; la funzione o la professione. Per le persone giuridiche, le entità o gli organismi, tali informazioni possono includere le denominazioni, la data e il luogo di registrazione, il numero di registrazione e la sede di attività.
Articolo 7
1. Il Consiglio e l’alto rappresentante trattano i dati personali per svolgere i propri compiti a norma della presente decisione, in particolare:
a) per quanto riguarda il Consiglio, per la preparazione e l’introduzione delle modifiche dell’allegato;
b) per quanto riguarda l’alto rappresentante, per la preparazione delle modifiche dell’allegato.
2. Il Consiglio e l’alto rappresentante possono trattare, se del caso, i dati pertinenti relativi a reati commessi da persone fisiche figuranti nell’elenco e a condanne penali o misure di sicurezza riguardanti tali persone solo nella misura necessaria alla preparazione dell’allegato.
3. Ai fini della presente decisione, il Consiglio e l’alto rappresentante sono designati come «titolare del trattamento» ai sensi dell’articolo 3, punto 8), del regolamento (UE) 2018/1725 del Parlamento europeo e del Consiglio ( 1 ), per garantire che le persone fisiche interessate possano esercitare i loro diritti a norma del regolamento (UE) 2018/1725.
Articolo 8
Non è soddisfatta alcuna richiesta in relazione a contratti o transazioni sulla cui esecuzione abbiano inciso, direttamente o indirettamente, integralmente o in parte, le misure istituite dalla presente decisione, comprese le richieste di indennizzo o le richieste analoghe, per esempio richieste di compensazione o richieste nell’ambito di una garanzia, segnatamente quelle volte a ottenere la proroga o il pagamento di una garanzia o di una controgaranzia, in particolare di una garanzia o controgaranzia finanziaria, indipendentemente dalla sua forma, se la richiesta è presentata da:
a) persone fisiche o giuridiche, entità od organismi designati elencati nell’allegato;
b) qualsiasi persona fisica o giuridica, entità o organismo che agisca per tramite o per conto di una persona fisica o giuridica, un’entità o un organismo di cui alla lettera a).
Articolo 9
Per massimizzare l’impatto delle misure stabilite dalla presente decisione, l’Unione incoraggia i paesi terzi ad adottare misure restrittive analoghe a quelle previste nella presente decisione.
Articolo 10
1. La presente decisione si applica fino all’8 dicembre 2026 ed è costantemente riesaminata. Le misure di cui agli articoli 2 e 3 si applicano in relazione alle persone fisiche e giuridiche, alle entità e agli organismi elencati nell’allegato fino all’8 dicembre 2024.
2. La deroga di cui all’articolo 4, paragrafo 1, è riesaminata a intervalli periodici e almeno ogni 12 mesi o su richiesta urgente di uno Stato membro, dell’alto rappresentante o della Commissione a seguito di un cambiamento sostanziale della situazione.
Articolo 11
La presente decisione entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea .
ALLEGATO
Elenco delle persone fisiche e giuridiche, delle entità e degli organismi di cui agli articoli 2 e 3
A. Persone fisiche
<table><col/><col/><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#160;</p><div/></td><td><p><span><a><span>&#9658;M2</span></a></span>&#160;Nomi (traslitterazione in caratteri latini)<span>&#160;&#9668;</span></p></td><td><p><span><a><span>&#9658;M2</span></a></span>&#160;Nomi<span>&#160;&#9668;</span></p></td><td><p>Informazioni identificative</p></td><td><p>Motivi</p></td><td><p>Data di inserimento nell&#8217;elenco</p></td></tr><tr><td><p><a>&#9660;M5</a></p></td></tr><tr><td><p>1.</p></td><td><p>Alexander (Alexandr) Petrovich KALASHNIKOV</p></td><td><p>A&#1083;&#1077;&#1082;&#1089;&#1072;&#1085;&#1076;&#1088; &#1055;&#1077;&#1090;&#1088;&#1086;&#1074;&#1080;&#1095; &#1050;&#1040;&#1051;&#1040;&#1064;&#1053;&#1048;&#1050;&#1054;&#1042;</p><p>(grafia russa)</p></td><td><p>Carica: ex direttore del servizio penitenziario federale russo (FSIN)</p><p>Data di nascita: 27.1.1964</p><p>Luogo di nascita: Tatarsk, regione/Oblast di Novosibirsk, RSFS russa (ora Federazione russa)</p><p>Cittadinanza: russa</p><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Alexander Kalashnikov &#232; stato direttore del servizio penitenziario federale russo (FSIN) dall'8&#160;ottobre 2019 al 25&#160;novembre 2021. In tale carica ha sovrinteso a tutte le attivit&#224; dell'FSIN. Nella veste di direttore del FSIN, &#232; stato responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Russia, compresi arresti e detenzioni arbitrari.</p><p>Nel caso di Alexei Navalny, che si stava riprendendo in Germania (settembre 2020-gennaio 2021) da un avvelenamento con un agente nervino tossico del gruppo Novichok, il 28&#160;dicembre 2020 l'FSIN ha ordinato che si presentasse immediatamente davanti a un funzionario addetto alla sorveglianza o sarebbe stato condannato a una pena detentiva per aver violato la sospensione della pena che gli era stata inflitta dopo una condanna per frode. Nel 2018 la Corte europea dei diritti dell'uomo aveva giudicato tale condanna per frode arbitraria e iniqua. Il 17&#160;gennaio 2021, su ordine di Alexander Kalashnikov, agenti dell'FSIN hanno arrestato Alexei Navalny al suo arrivo all'aeroporto di Mosca.</p><p>L'arresto di Alexei Navalny si basa su una decisione del tribunale della citt&#224; di Khimki, che a sua volta &#232; stata emessa su richiesta dell'FSIN. A fine dicembre 2020, l'FSIN aveva gi&#224; chiesto che un tribunale commutasse la pena condizionale di Alexei Nalvany in pena detentiva. Il 17&#160;febbraio 2021 la Corte europea dei diritti dell'uomo ha ingiunto al governo della Federazione russa di rilasciare Alexei Navalny.</p></td><td><p>2.3.2021</p></td></tr><tr><td><p><a>&#9660;M12</a></p></td></tr><tr><td><p>2.</p></td><td><p>Alexander (Alexandr) Ivanovich BASTRYKIN</p></td><td><p>&#1040;&#1083;&#1077;&#1082;&#1089;a&#1085;&#1076;&#1088; &#1048;&#1074;a&#1085;&#1086;&#1074;&#1080;&#1095; &#1041;&#1040;&#1057;&#1058;&#1056;&#1067;&#1050;&#1048;&#1053;</p></td><td><p>Carica: presidente del comitato investigativo della Federazione russa</p><p>Data di nascita: 27.8.1953</p><p>Luogo di nascita: Pskov, RSFS russa (ora Federazione russa)</p><p>Cittadinanza: russa</p><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Alexander Bastrykin ricopre la carica di presidente del comitato investigativo della Federazione russa (&#171;comitato&#187;) da gennaio 2011 (e di presidente facente funzione da ottobre a dicembre 2010). In tale carica sovrintende a tutte le attivit&#224; del comitato. Ufficialmente il comitato &#232; presieduto dal presidente russo. Alexander Bastrykin, nella veste di presidente del comitato, &#232; responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Russia, compresi arresti e detenzioni arbitrari.</p><p>Alexander Bastrykin &#232; responsabile delle campagne repressive diffuse e sistematiche del comitato che hanno preso di mira membri dell&#8217;opposizione russa e condotto indagini sugli stessi. Il 29&#160;dicembre 2020 il comitato ha avviato un&#8217;indagine sul leader dell&#8217;opposizione Alexei Navalny, accusandolo di frode su vasta scala. Alexei Navalny e altre persone hanno pubblicato articoli sulla propriet&#224; dell&#8217;impresa immobiliare ceca LAW Bohemia da parte di Alexander Bastrykin negli anni 2000.</p><p>Nel 2022 il comitato investigativo &#8212; che Alexander Bastrykin tuttora presiede &#8212; ha accusato 92 soldati ucraini di crimini contro l&#8217;umanit&#224; durante la guerra di aggressione della Russia nei confronti dell&#8217;Ucraina.</p></td><td><p>2.3.2021</p></td></tr><tr><td><p><a>&#9660;M1</a></p></td></tr><tr><td><p>3.</p></td><td><p>Igor Viktorovich KRASNOV</p></td><td><p>&#1048;&#1075;&#1086;&#1088;&#1100; &#1042;&#1080;&#1082;&#1090;&#1086;&#1088;&#1086;&#1074;&#1080;&#1095; &#1050;&#1056;&#1040;&#1057;&#1053;&#1054;&#1042;</p></td><td><p>Carica: procuratore generale della Federazione russa</p><p>Data di nascita: 24.12.1975</p><p>Luogo di nascita: Arkhangelsk, RSFS russa (ora Federazione russa)</p><p>Cittadinanza: russa</p><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Igor Krasnov &#232; procuratore generale della Federazione russa dal 22&#160;gennaio&#160;2020, ed &#232; ex vicepresidente del comitato investigativo della Federazione russa. In tale carica di procuratore generale sovrintende alle procure della Federazione russa, alle procure speciali e alla Procura militare. Nella veste di procuratore generale &#232; responsabile di gravi violazioni dei diritti umani, compresa la detenzione arbitraria di manifestanti, e della diffusa e sistematica repressione della libert&#224; di riunione pacifica e di associazione e della libert&#224; di opinione e di espressione.</p><p>Prima delle proteste del 23&#160;gennaio&#160;2021, la procura generale avvert&#236; che i partecipanti sarebbero stati ritenuti responsabili. Inoltre, chiese al servizio federale di supervisione delle comunicazioni, delle tecnologie dell&#8217;informazione e delle comunicazioni di massa (Roskomnadzor) di limitare l&#8217;accesso ai siti web e agli account delle reti sociali dell&#8217;opposizione contenenti informazioni sulle manifestazioni programmate dei sostenitori di Alexei Navalny. Il 29&#160;gennaio&#160;2021 la procura generale chiese nuovamente al Roskomnadzor di limitare l&#8217;accesso ai siti web e agli account delle reti sociali dell&#8217;opposizione, questa volta prima delle proteste pro Navalny del 30 e del 31&#160;gennaio&#160;2021. Furono inviati avvertimenti alle imprese di Internet (Facebook, TikTok, Twitter, Google, Mail.ru Group). La procura generale ha inoltre annunciato che i dimostranti sarebbero stati perseguiti.</p><p>La procura generale ha appoggiato la richiesta del servizio penitenziario federale russo (FSIN) di commutare in pena detentiva la sospensione della pena inflitta a Alexei Navalny per un presunto caso di frode. Nonostante la condanna sia stata giudicata arbitraria e iniqua dalla Corte europea dei diritti dell&#8217;uomo nel 2018, Alexei Navalny &#232; stato arrestato il 17&#160;gennaio 2021 al suo arrivo all&#8217;aeroporto di Mosca.</p></td><td><p>2&#160;marzo 2021</p></td></tr><tr><td><p><a>&#9660;M3</a></p></td></tr><tr><td><p>4.</p></td><td><p>Viktor Vasilievich (Vasilyevich) ZOLOTOV</p></td><td><p>&#1042;&#1080;&#1082;&#1090;&#1086;&#1088; &#1042;&#1072;&#1089;&#1080;&#1083;&#1100;&#1077;&#1074;&#1080;&#1095; &#1047;&#1054;&#1051;&#1054;&#1058;&#1054;&#1042;</p></td><td><p>Carica: direttore del servizio federale delle truppe della guardia nazionale della Federazione russa (Rosgvardia)</p><p>Data di nascita: 27.1.1954</p><p>Luogo di nascita: Sasovo, RSFS russa (ora Federazione russa)</p><p>Cittadinanza: russa</p><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Viktor Zolotov &#232; direttore del servizio federale delle truppe della guardia nazionale della Federazione russa (Rosgvardia) dal 5&#160;aprile&#160;2016 e pertanto comandante in capo delle truppe della guardia nazionale della Federazione russa, nonch&#233; comandante della OMON, l&#8217;unit&#224; speciale mobile integrata nella Rosgvardia. In tale carica sovrintende a tutte le attivit&#224; delle truppe della Rosgvardia e della OMON. Nella veste di direttore di Rosgvardia, &#232; responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Russia, compresi arresti e detenzioni arbitrari e sistematiche e diffuse violazioni della libert&#224; di riunione pacifica e di associazione, in particolare mediante la repressione violenta di proteste e dimostrazioni.</p></td><td><p>2.3.2021</p></td></tr><tr><td><p>&#160;</p><div/></td><td><p>&#160;</p><div/></td><td><p>&#160;</p><div/></td><td><p>&#160;</p><div/></td><td><p>La Rosgvardia &#232; stata impiegata per reprimere le proteste pro Navalny del 23&#160;gennaio e del 21&#160;aprile&#160;2021 ed &#232; stato riferito che molti agenti della OMON e della guardia nazionale hanno fatto ricorso a brutalit&#224; e violenza nei confronti dei manifestanti. Le forze di sicurezza hanno aggredito decine di giornalisti, compresa la corrispondente di Meduza Kristina Safronova, colpita da un agente della OMON, e la giornalista di Novaya Gazeta Yelizaveta Kirpanova, colpita alla testa con un manganello con conseguente perdita di sangue. Durante le proteste del 23&#160;gennaio&#160;2021 le forze di sicurezza hanno detenuto arbitrariamente oltre 300 minori.</p></td><td><p>&#160;</p><div/></td></tr><tr><td><p>5.</p></td><td><p>ZHU Hailun</p></td><td><p>&#26417;&#28023;&#20177; (grafia cinese)</p></td><td><p>Cariche: membro della 13<span>a</span>&#160;Assemblea nazionale del popolo della Repubblica popolare cinese (legislatura dal 2018 al 2023) rappresenta la regione autonoma uigura dello Xinjiang (XUAR); membro della commissione di vigilanza e per gli affari giudiziari dell&#8217;Assemblea nazionale del popolo dal 19&#160;marzo 2018.</p></td><td><p>Ex segretario del comitato per gli affari politici e giuridici della regione autonoma uigura dello Xinjiang (XUAR) ed ex vicesegretario del comitato del partito della XUAR (dal 2016 al 2019). Ex vicecapo della commissione permanente della 13<span>a</span>&#160;Assemblea del popolo della XUAR, un organo legislativo regionale (dal 2019 al 5&#160;febbraio 2021, ma ancora attivo almeno fino al marzo&#160;2021). Membro della 13<span>a</span>&#160;Assemblea nazionale del popolo della Repubblica popolare cinese (legislatura dal&#160;2018 al&#160;2023), rappresenta la XUAR. Membro della commissione di vigilanza e per gli affari giudiziari dell&#8217;Assemblea nazionale del popolo dal 19&#160;marzo 2018.</p></td><td><p>22.3.2021</p></td></tr><tr><td><p>&#160;</p><div/></td><td><p>&#160;</p><div/></td><td><p>&#160;</p><div/></td><td><p>Data di nascita: gennaio 1958</p><p>Luogo di nascita: Lianshui, Jiangsu (Cina)</p><p>Cittadinanza: cinese</p><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>In qualit&#224; di segretario del comitato per gli affari politici e giuridici della XUAR (dal 2016 al 2019), Zhu Hailun &#232; stato responsabile del mantenimento della sicurezza interna e dell&#8217;applicazione della legge nella XUAR. In quanto tale, rivestiva una carica politica chiave nella supervisione e nell&#8217;attuazione di un programma di sorveglianza, detenzione e indottrinamento su larga scala rivolto agli uiguri e a persone di altre minoranze etniche musulmane. Zhu Hailun &#232; stato descritto come l&#8217;&#171;architetto&#187; di questo programma. &#200; pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Cina, in particolare detenzioni arbitrarie su larga scala inflitte a uiguri e a persone di altre minoranze etniche musulmane.</p><p>In qualit&#224; di vicecapo della commissione permanente della 13<span>a</span>&#160;Assemblea del popolo della XUAR (dal 2019 al 5&#160;febbraio&#160;2021), Zhu Hailun ha continuato a esercitare un&#8217;influenza decisiva nella XUAR, dove prosegue l&#8217;attuazione del programma di sorveglianza, detenzione e indottrinamento su larga scala rivolto agli uiguri e a persone di altre minoranze etniche musulmane.</p></td><td><p>&#160;</p><div/></td></tr><tr><td><p><a>&#9660;M12</a></p></td></tr><tr><td><p>6.</p></td><td><p>WANG Junzheng</p></td><td><p>&#29579;&#21531;&#27491;</p><p>(grafia cinese)</p></td><td><p>Cariche: membro del 20&#176; comitato centrale del Partito comunista cinese (PCC) (dicembre 2022 - dicembre 2026); membro della 14<span>a</span> Assemblea nazionale del popolo (febbraio 2023 - febbraio 2027); segretario di partito del Partito comunista cinese (PCC) nella regione autonoma del Tibet; ex segretario del partito dello Xinjiang Production and Construction Corps (XPCC) e vicesegretario del comitato del partito della regione autonoma uigura cinese dello Xinjiang; commissario politico dell&#8217;XPCC e amministratore delegato del China Xinjiang Group</p><p>Data di nascita: maggio 1963</p><p>Luogo di nascita: Linyi, Shandong (Cina)</p><p>Cittadinanza: cinese</p><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Segretario di partito del Partito comunista cinese (PCC) nella regione autonoma del Tibet dall&#8217;ottobre 2021. Membro del 20&#176; comitato centrale del Partito comunista cinese (PCC) (dicembre 2022 - dicembre 2026). Membro della 14<span><span>a</span></span> Assemblea nazionale del popolo (febbraio 2023 - febbraio 2027).</p><p>Ex segretario del partito dello Xinjiang Production and Construction Corps (XPCC) e vicesegretario del comitato del partito della regione autonoma uigura cinese dello Xinjiang (XUAR) dall&#8217;aprile 2020 all&#8217;ottobre 2021 nonch&#233; commissario politico dell&#8217;XPCC dal maggio 2020 all&#8217;ottobre 2021. Ex segretario del comitato per gli affari politici e giuridici della XUAR, dal febbraio 2019 al settembre 2020. Wang Junzheng ha occupato anche altre alte cariche nell&#8217;XPCC.</p><p>L&#8217;XPCC &#232; un&#8217;organizzazione economica e paramilitare statale presente nella XUAR, che esercita l&#8217;autorit&#224; amministrativa e controlla le attivit&#224; economiche nello Xinjiang.</p><p>In qualit&#224; di segretario del partito e di commissario politico dell&#8217;XPCC, Wang Junzheng &#232; stato coinvolto nella supervisione di tutte le politiche attuate dall&#8217;XPCC. In tale carica, si &#232; reso responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Cina, in particolare detenzioni arbitrarie su larga scala e trattamenti degradanti inflitti agli uiguri e a persone di altre minoranze etniche musulmane, nonch&#233; violazioni sistematiche della loro libert&#224; di religione o di credo, connesse, tra l&#8217;altro, all&#8217;attuazione da parte dell&#8217;XPCC di un programma di sorveglianza, detenzione e indottrinamento su larga scala rivolto agli uiguri e a persone di altre minoranze etniche musulmane.</p><p>&#200; stato altres&#236; responsabile del ricorso sistematico, da parte dell&#8217;XPCC, a uiguri e persone di altre minoranze etniche musulmane come manodopera forzata, in particolare nei campi di cotone.</p><p>In qualit&#224; di vicesegretario del comitato del partito della XUAR, Wang Junzheng &#232; stato coinvolto nella supervisione di tutte le politiche di sicurezza attuate nello Xinjiang, compreso il summenzionato programma rivolto agli uiguri e a persone di altre minoranze etniche musulmane. In qualit&#224; di segretario del comitato per gli affari politici e giuridici della XUAR dal febbraio 2019 al settembre 2020, Wang Junzheng &#232; stato responsabile del mantenimento della sicurezza interna e dell&#8217;applicazione della legge nella XUAR. In quanto tale, rivestiva una carica politica chiave nella supervisione e nell&#8217;attuazione del summenzionato programma.</p></td><td><p>22.3.2021</p></td></tr><tr><td><p>7.</p></td><td><p>WANG Mingshan</p></td><td><p>&#29579;&#26126;&#23665; (grafia cinese)</p></td><td><p>Cariche: membro della 14<span><span>a</span></span> Assemblea nazionale del popolo (febbraio 2023 - febbraio 2027); membro della commissione permanente del comitato del partito della regione autonoma uigura dello Xinjiang (XUAR); segretario del comitato per gli affari politici e giuridici della XUAR</p><p>Data di nascita: gennaio 1964</p><p>Luogo di nascita: Wuwei, Gansu (Cina)</p><p>Cittadinanza: cinese</p><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Membro della commissione permanente del comitato del partito della regione autonoma uigura dello Xinjiang (XUAR) e segretario del comitato per gli affari politici e giuridici della XUAR dal settembre 2020. Membro della 14<span><span>a</span></span> Assemblea nazionale del popolo (febbraio 2023 - febbraio 2027).</p><p>Precedentemente direttore e vicesegretario del partito dell&#8217;ufficio per la pubblica sicurezza dello Xinjiang (XPSB) fra il 2017 e il gennaio 2021.</p><p>In qualit&#224; di segretario del comitato per gli affari politici e giuridici della XUAR dal settembre 2020, Wang Mingshan &#232; responsabile del mantenimento della sicurezza interna e dell&#8217;applicazione della legge nella XUAR. In quanto tale, riveste una carica politica chiave nella supervisione di un programma di sorveglianza, detenzione e indottrinamento su larga scala rivolto agli uiguri e a persone di altre minoranze etniche musulmane.</p><p>In qualit&#224; di ex direttore e vicesegretario del partito dell&#8217;XPSB (dal 2017 al gennaio 2021), ha occupato una posizione chiave nell&#8217;apparato di sicurezza dello Xinjiang ed era direttamente responsabile dell&#8217;attuazione del programma citato. In particolare, l&#8217;XPSB ha implementato la &#171;piattaforma operativa comune integrata&#187; (IJOP), un programma di big data utilizzato per tracciare milioni di uiguri nella regione dello Xinjiang e segnalare quelli considerati &#171;potenzialmente pericolosi&#187; da inviare nei campi di detenzione.</p><p>Nella sua carica attuale e in considerazione delle sue funzioni precedenti, Wang Mingshan &#232; responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Cina, in particolare detenzioni arbitrarie su larga scala e trattamenti degradanti inflitti agli uiguri e a persone di altre minoranze etniche musulmane, nonch&#233; violazioni sistematiche della loro libert&#224; di religione o di credo.</p></td><td><p>22.3.2021</p></td></tr><tr><td><p><a>&#9660;M2</a></p></td></tr><tr><td><p>8.</p></td><td><p>CHEN Mingguo</p></td><td><p>&#38472;&#26126;&#22269;</p><p>(grafia cinese)</p></td><td><p>Cariche: direttore dell&#8217;ufficio per la pubblica sicurezza dello Xinjiang (XPSB) e vicepresidente del governo popolare della regione autonoma uigura dello Xinjiang (XUAR)</p><p>Data di nascita: ottobre 1966</p><p>Luogo di nascita: Yilong, Sichuan (Cina)</p><p>Cittadinanza: cinese</p><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Direttore dell&#8217;ufficio per la pubblica sicurezza dello Xinjiang (XPSB) dal gennaio 2021 e vicepresidente del governo popolare della regione autonoma uigura dello Xinjiang (XUAR).</p></td><td><p>22.3.2021</p></td></tr><tr><td><p>&#160;</p><div/></td><td><p>&#160;</p><div/></td><td><p>&#160;</p><div/></td><td><p>&#160;</p><div/></td><td><p>In qualit&#224; di direttore dell&#8217;XPSB, Chen Mingguo occupa una posizione chiave nell&#8217;apparato di sicurezza dello Xinjiang ed &#232; direttamente coinvolto nell&#8217;attuazione di un programma di sorveglianza, detenzione e indottrinamento su larga scala rivolto agli uiguri e a persone di altre minoranze etniche musulmane. In particolare, l&#8217;XPSB ha implementato la &#171;piattaforma operativa comune integrata&#187; (IJOP), un programma di big data utilizzato per tracciare milioni di uiguri nella regione dello Xinjiang e segnalare quelli considerati &#171;potenzialmente pericolosi&#187; da inviare nei campi di detenzione. Chen Mingguo &#232; quindi responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Cina, in particolare detenzioni arbitrarie e trattamenti degradanti inflitti agli uiguri e a persone di altre minoranze etniche musulmane, nonch&#233; violazioni sistematiche della loro libert&#224; di religione o di credo.</p></td><td><p>&#160;</p><div/></td></tr><tr><td><p><a>&#9660;M5</a></p></td></tr><tr><td><p>9.</p></td><td><p>JONG Kyong-thaek (alias CHO&#8217;NG Kyo&#8217;ng-t&#8217;aek)</p></td><td><p>&#51221;&#44221;&#53469;</p><p>(grafia coreana)</p></td><td><p>Cariche: direttore dell'ufficio di politica generale dell'esercito popolare coreano; ex ministro della Sicurezza dello Stato della Repubblica popolare democratica di Corea (RPDC)</p><p>Data di nascita: tra l'1.1.1961 e il 31.12.1963</p><p>Cittadinanza: Repubblica popolare democratica di Corea (RPDC)</p><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Jong Kyong-thaek &#232; il direttore dell'ufficio di politica generale dell'esercito popolare coreano. &#200; stato ministro della Sicurezza dello Stato della Repubblica popolare democratica di Corea (RPDC) dal 2017 al 2022. Il ministero della Sicurezza dello Stato della RPDC &#232; una delle istituzioni di punta incaricate dell'attuazione delle politiche di sicurezza repressive della RPDC, miranti innanzitutto a individuare e reprimere il dissenso politico, l'afflusso di informazioni &#171;sovversive&#187; provenienti dall'estero e qualsiasi altro comportamento considerato una grave minaccia politica al sistema politico e alla sua dirigenza.</p><p>In qualit&#224; di ex capo del ministero della Sicurezza dello Stato, Jong Kyong-thaek &#232; responsabile di gravi violazioni dei diritti umani nella RPDC, in particolare tortura e altri trattamenti o pene crudeli, inumani o degradanti, esecuzioni e uccisioni extragiudiziali, sommarie o arbitrarie, sparizione forzata di persone e arresti o detenzioni arbitrari, nonch&#233; lavoro forzato e violenza sessuale contro le donne.</p></td><td><p>22.3.2021</p></td></tr><tr><td><p><a>&#9660;M12</a></p></td></tr><tr><td><p>10.</p></td><td><p>RI Yong Gil</p><p>alias RI Yong Gi, RI Yo&#8217;ng-kil, YI Yo&#8217;ng-kil</p></td><td><p>&#47532;&#50689;&#44600;</p><p>(grafia coreana)</p></td><td><p>Carica: capo di Stato maggiore dell&#8217;esercito popolare coreano</p><p>Grado: vice maresciallo</p><p>Data di nascita: 1955</p><p>Cittadinanza: Repubblica popolare democratica di Corea (RPDC)</p><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Ri Yong Gil &#232; il capo di Stato maggiore dell&#8217;esercito popolare coreano. &#200; stato ministro della Difesa nazionale della Repubblica popolare democratica di Corea (RPDC) dal giugno o luglio 2021 al dicembre 2022. &#200; stato ministro della Sicurezza sociale dal gennaio 2021 fino al giugno o luglio 2021. &#200; stato inoltre capo di Stato maggiore dell&#8217;esercito popolare coreano fra il 2018 e il gennaio 2021. &#200; stato promosso al grado di vice maresciallo dell&#8217;esercito popolare coreano il 14&#160;aprile 2022.</p><p>In qualit&#224; di capo di Stato maggiore dell&#8217;esercito popolare coreano e di ex ministro della Difesa nazionale, Ri Yong Gil &#232; responsabile delle diffuse gravi violazioni dei diritti umani commesse dall&#8217;esercito popolare coreano, anche ad opera di membri del comando di sicurezza militare e di altre unit&#224; di tale esercito.</p><p>Il ministero della Sicurezza sociale della RPDC (noto precedentemente come ministero della Sicurezza popolare o ministero della Sicurezza pubblica) e il comando di sicurezza militare sono le istituzioni di punta incaricate dell&#8217;attuazione delle politiche di sicurezza repressive della RPDC, fra cui interrogatori e punizione delle persone che fuggono &#171;illegalmente&#187; dalla RPDC. In particolare, il ministero della Sicurezza sociale &#232; incaricato di gestire, tramite il suo ufficio correzionale, campi di prigionia e centri di lavoro forzato per detenzioni di breve durata in cui i prigionieri/detenuti sono deliberatamente lasciati morire di fame e sono sottoposti ad altri trattamenti inumani e degradanti.</p><p>In qualit&#224; di ex capo del ministero della Sicurezza sociale, Ri Yong Gil &#232; responsabile di gravi violazioni dei diritti umani nella RPDC, in particolare tortura e altri trattamenti o pene crudeli, inumani o degradanti, esecuzioni e uccisioni extragiudiziali, sommarie o arbitrarie, sparizione forzata di persone e arresti o detenzioni arbitrari, nonch&#233; diffuso ricorso a lavoro forzato e violenza sessuale contro le donne.</p></td><td><p>22.3.2021</p></td></tr><tr><td><p><a>&#9660;M3</a>&#160;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;</p></td></tr><tr><td><p><a>&#9660;M5</a></p></td></tr><tr><td><p>12.</p></td><td><p>Abderrahim AL-KANI (alias Abdul-Rahim AL-KANI, Abd-al-Rahim AL-KANI, Abdel Rahim KHALIFA, Abdel Rahim AL-SHAQAQI)</p></td><td><p>&#1593;&#1576;&#1583; &#1575;&#1604;&#1585;&#1581;&#1610;&#1605; &#1575;&#1604;&#1603;&#1575;&#1606;&#1610;</p><p>(grafia araba)</p></td><td><p>Carica: membro della milizia Kaniyat</p><p>Data di nascita: 7.9.1997</p><p>Cittadinanza: libica</p><p>N. di passaporto: PH3854LY</p><p>Numero di carta d'identit&#224;: 119970331820</p><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Abderrahim Al-Kani &#232; un membro chiave della milizia Kaniyat e fratello di Mohammed Khalifa Al-Khani, capo della milizia Kaniyat (deceduto nel luglio 2021). La milizia Kaniyat ha esercitato il controllo sulla citt&#224; libica di Tarhuna tra il 2015 e il giugno&#160;2020.</p><p>Abderrahim Al-Kani &#232; responsabile della sicurezza interna per la milizia Kaniyat. In tale veste, &#232; responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Libia, in particolare uccisioni extragiudiziali e sparizioni forzate di persone tra il 2015 e il giugno&#160;2020 a Tarhuna.</p><p>Abderrahim Al-Kani e la milizia Kaniyat hanno lasciato Tarhuna all'inizio del giugno&#160;2020 per fuggire nella Libia orientale. Da allora, a Tarhuna sono state scoperte diverse fosse comuni attribuite alla milizia Kaniyat.</p></td><td><p>22.3.2021</p></td></tr><tr><td><p><a>&#9660;M3</a></p></td></tr><tr><td><p>13.</p></td><td><p>Aiub Vakhaevich KATAEV (alias Ayubkhan Vakhaevich KATAEV)</p></td><td><p>&#1040;&#1102;&#1073; &#1042;&#1072;&#1093;&#1072;&#1077;&#1074;&#1080;&#1095; &#1050;&#1040;&#1058;&#1040;&#1045;&#1042; (alias &#1040;&#1102;&#1073;&#1093;&#1072;&#1085; &#1042;&#1072;&#1093;&#1072;&#1077;&#1074;&#1080;&#1095; &#1050;&#1040;&#1058;&#1040;&#1045;&#1042;) (grafia russa)</p></td><td><p>Carica: Ex capo dipartimento del ministero dell&#8217;Interno della Federazione russa nella citt&#224; di Argun della Repubblica cecena.</p><p>Data di nascita: 1.12.1980 o 1.12.1984</p><p>Cittadinanza: russa</p><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Capo dipartimento del ministero dell&#8217;Interno della Federazione russa nella citt&#224; di Argun della Repubblica cecena fino al&#160;2018.</p><p>In qualit&#224; di capo dipartimento del ministero dell&#8217;Interno della Federazione russa ad Argun, Aiub Kataev ha sovrinteso alle attivit&#224; delle forze di polizia e delle agenzie per la sicurezza dello Stato locali. In tale carica ha sovrinteso personalmente alle persecuzioni diffuse e sistematiche in Cecenia, iniziate nel 2017. Le repressioni prendono di mira lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuali (LGBTI), i presunti appartenenti a gruppi LGBTI e altre persone sospettate di essere oppositori del capo della Repubblica cecena Ramzan Kadyrov. Aiub Kataev e le forze precedentemente sotto il suo comando sono responsabili di gravi violazioni dei diritti umani in Russia, tra cui tortura e altri trattamenti crudeli, disumani o degradanti, nonch&#233; di arresti e detenzioni arbitrari e di uccisioni ed esecuzioni extragiudiziali o arbitrarie.</p><p>Secondo numerosi testimoni, Aiub Kataev ha sovrinteso personalmente alla tortura dei detenuti e vi ha preso parte.</p></td><td><p>22.3.2021</p></td></tr><tr><td><p>14.</p></td><td><p>Abuzaid (Abuzayed) Dzhandarovich VISMURADOV</p></td><td><p>&#1040;&#1073;&#1091;&#1079;&#1072;&#1081;&#1076; &#1044;&#1078;&#1072;&#1085;&#1076;&#1072;&#1088;&#1086;&#1074;&#1080;&#1095; &#1042;&#1048;&#1057;&#1052;&#1059;&#1056;&#1040;&#1044;&#1054;&#1042;(grafia russa)</p></td><td><p>Carica: Ex comandante della squadra &#171;Terek&#187; dell&#8217;unit&#224; speciale di reazione rapida (SOBR), vice primo ministro della Repubblica cecena, guardia del corpo non ufficiale del capo della Repubblica cecena Ramzan Kadyrov.</p><p>Data di nascita: 24.12.1975</p></td><td><p>Ex comandante della squadra &#171;Terek&#187; dell&#8217;unit&#224; speciale di reazione rapida (SOBR). Vice primo ministro della Repubblica cecena dal 23&#160;marzo&#160;2020. Guardia del corpo non ufficiale del capo della Repubblica cecena Ramzan Kadyrov.</p><p>Dal marzo&#160;2012 al marzo&#160;2020 Abuzaid Vismuradov &#232; stato comandante del distaccamento &#171;Terek&#187; della SOBR. In tale carica ha sovrinteso personalmente alle persecuzioni diffuse e sistematiche in Cecenia, iniziate nel 2017. Le repressioni prendono di mira lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuali (LGBTI), i presunti appartenenti a gruppi LGBTI e altre persone sospettate di essere oppositori del capo della Repubblica cecena Ramzan Kadyrov.</p></td><td><p>22.3.2021</p></td></tr><tr><td><p>&#160;</p><div/></td><td><p>&#160;</p><div/></td><td><p>&#160;</p><div/></td><td><p>Luogo di nascita: Akhmat-Yurt/Khosi-Yurt, ex Repubblica socialista sovietica autonoma (RSSA) ceceno-inguscia, ora Repubblica cecena (Federazione russa)</p><p>Cittadinanza: russa</p><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Abuzaid Vismuradov e l&#8217;unit&#224; &#171;Terek&#187; precedentemente sotto il suo comando sono responsabili di gravi violazioni dei diritti umani in Russia, in particolare tortura e altri trattamenti crudeli, disumani o degradanti, nonch&#233; di arresti e detenzioni arbitrari e di uccisioni ed esecuzioni extragiudiziali e arbitrarie.</p><p>Secondo numerosi testimoni, Abuzaid Vismuradov ha sovrinteso personalmente alla tortura dei detenuti e vi ha preso parte. &#200; uno stretto collaboratore di Ramzan Kadyrov, il capo della Repubblica cecena, che da molti anni conduce una campagna di repressione nei confronti dei suoi oppositori politici.</p></td><td><p>&#160;</p><div/></td></tr><tr><td><p><a>&#9660;M2</a></p></td></tr><tr><td><p>15.</p></td><td><p>Gabriel Moses LOKUJO</p></td><td><p>&#8211;</p></td><td><p>Carica: Maggiore Generale delle Forze popolari di difesa del Sud Sudan (SSPDF)</p><p>Cittadinanza: sud-sudanese</p><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Maggiore Generale delle Forze popolari di difesa del Sud Sudan (SSPDF).</p><p>Gabriel Moses Lokujo &#232; responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Sud Sudan, in particolare esecuzioni e uccisioni extragiudiziali, sommarie o arbitrarie.</p><p>Nel maggio 2020 tre ufficiali dell&#8217;Esercito di liberazione del popolo sudanese all&#8217;opposizione (SPLA-IO) sono state rapite e giustiziate per ordine del maggiore generale Lokujo.</p></td><td><p>22.3.2021</p></td></tr><tr><td><p>&#160;</p><div/></td><td><p>&#160;</p><div/></td><td><p>&#160;</p><div/></td><td><p>&#160;</p><div/></td><td><p>Il Maggiore Generale Lokujo ha disertato nel settembre 2020, passando dallo SPLA-IO alle SSPDF, ed &#232; responsabile dei successivi scontri avvenuti all&#8217;interno e nei dintorni del centro di formazione di Moroto, nel sud dell&#8217;Equatoria centrale. Conseguentemente, entrambe le parti hanno riportato numerosi morti e feriti nell&#8217;ultimo trimestre del 2020 e si sono inoltre registrati sfollamenti di civili, soprattutto nella zona di Kajo-Keji, nello Stato dell&#8217;Equatoria centrale. Le forze del Maggiore Generale Lokujo sono rimaste nella zona, dove si sono registrati ulteriori scontri e la sicurezza delle comunit&#224; civili continua ad essere a rischio.</p></td><td><p>&#160;</p><div/></td></tr><tr><td><p><a>&#9660;M5</a></p></td></tr><tr><td><p>16.</p></td><td><p>Dimitriy (Dimitry, Dmitri, Dmitry) Valerievich UTKIN</p></td><td><p>&#1044;&#1084;&#1080;&#1090;&#1088;&#1080;&#1081; &#1042;&#1072;&#1083;&#1077;&#1088;&#1100;&#1077;&#1074;&#1080;&#1095; &#1059;&#1090;&#1082;&#1080;&#1085;</p><p>(grafia russa)</p></td><td><p>Carica: fondatore e comandante del Wagner Group</p><p>Grado: tenente colonnello (riserva)</p><p>Nominativo di chiamata: Vagner, Wagner, The Nineth</p><p>Numero di identificazione Wagner Group: M-0209</p><p>Data di nascita: 1.6.1970 o 11.6.1970</p><p>Luogo di nascita: Asbest, oblast di Sverdlovsk, RSFS russa (ora Federazione russa)</p><p>Cittadinanza: russa</p><p>Indirizzo: Pskov, Federazione russa</p><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Dimitriy Utkin, ex agente dell'intelligence militare russa (GRU), &#232; il fondatore del Wagner Group e responsabile del coordinamento e della pianificazione delle operazioni per lo schieramento dei mercenari del Wagner Group in vari paesi.</p><p>Nella sua posizione di comando all'interno del Wagner Group, &#232; responsabile di gravi violazioni dei diritti umani commesse dal gruppo, che comprendono torture ed esecuzioni e uccisioni extragiudiziali, sommarie o arbitrarie.</p><p>Ci&#242; include la tortura a morte di un disertore siriano perpetrata da quattro membri del Wagner Group nel giugno&#160;2017 nel governatorato di Homs, in Siria. Secondo un ex membro del Wagner Group, Dimitriy Utkin ha ordinato personalmente la tortura a morte del disertore e la ripresa video dell'atto.</p></td><td><p>13.12.2021</p></td></tr><tr><td><p><a>&#9660;M4</a></p></td></tr><tr><td><p>17.</p></td><td><p>Stanislav Evgenievitch DYCHKO</p></td><td><p>&#1057;&#1090;&#1072;&#1085;&#1080;&#1089;&#1083;&#1072;&#1074; &#1045;&#1074;&#1075;&#1077;&#1085;&#1100;&#1077;&#1074;&#1080;&#1095; &#1044;&#1099;&#1095;&#1082;&#1086;</p><p>(grafia russa)</p></td><td><p>Carica: mercenario del Wagner Group</p><p>Data di nascita: 1990</p><p>Cittadinanza: russa</p><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Stanislav Dychko, ex dipendente della polizia di Stavropol, &#232; un mercenario del Wagner Group.</p><p>Insieme ad altri tre mercenari del Wagner Group, ha partecipato alla tortura a morte di un disertore siriano nel giugno&#160;2017 nel governatorato di Homs, in Siria.</p><p>&#200; pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Siria.</p></td><td><p>13.12.2021</p></td></tr><tr><td><p><a>&#9660;M12</a></p></td></tr><tr><td><p>18.</p></td><td><p>Valery (Valeriy) Nikolaevich ZAKHAROV</p></td><td><p>&#1042;&#1072;&#1083;&#1077;&#1088;&#1080;&#1081; &#1053;&#1080;&#1082;&#1086;&#1083;&#1072;&#1077;&#1074;&#1080;&#1095; &#1047;&#1072;&#1093;&#1072;&#1088;&#1086;&#1074;</p><p>(grafia russa)</p></td><td><p>Carica: consigliere per la sicurezza del presidente della Repubblica centrafricana (RCA)</p><p>Numero di identificazione Wagner Group: M-5658</p><p>Data di nascita: 12.1.1970</p><p>Luogo di nascita: Leningrado, RSFS russa (ora Federazione russa)</p><p>Cittadinanza: russa</p><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Valery Zakharov, ex membro del servizio federale di sicurezza della Federazione russa (FSB), &#232; l&#8217;ex consigliere per la sicurezza del presidente della Repubblica centrafricana (RCA). Rappresenta una figura chiave nella struttura di comando del Wagner Group e mantiene stretti legami con le autorit&#224; russe.</p><p>Dati la sua posizione influente nella RCA e il suo ruolo di spicco all&#8217;interno del Wagner Group, Valery Zakharov &#232; responsabile di gravi violazioni dei diritti umani commesse dal Wagner Group nella RCA, che comprendono esecuzioni e uccisioni extragiudiziali, sommarie o arbitrarie.</p><p>Tra esse rientra l&#8217;omicidio, avvenuto nel 2018, di tre giornalisti russi, la cui sicurezza era sotto la responsabilit&#224; di Valery Zakharov.</p></td><td><p>13.12.2021</p></td></tr><tr><td><p>19.</p></td><td><p>Maxim SHUGALEY</p><p>alias</p><p>Maksim SHUGALEI</p></td><td><p>&#1052;&#1072;&#1082;&#1089;&#1080;&#1084; &#1064;&#1059;&#1043;&#1040;&#1051;&#1045;&#1049; (grafia russa)</p></td><td><p>Carica: presidente della Foundation for the Defence of National Values (FDNV)</p><p>Data di nascita: 24.2.1966</p><p>Luogo di nascita: Leningrado, ex URSS (ora San Pietroburgo, Federazione russa)</p><p>Cittadinanza: russa</p><p>Sesso: maschile</p><p>Numero di passaporto o carta d&#8217;identit&#224;:</p><p>710508436 (passaporto russo)</p></td><td><p>Maxim Shugaley &#232; a capo della Foundation for the Defence of National Values (FDNV), un&#8217;entit&#224; associata al Wagner Group. La FDNV opera come ramo delle relazioni pubbliche del Wagner Group e il ruolo di Maxim Shugaley nella FDNV consiste nel guidare la propaganda a favore del Wagner Group e le campagne di disinformazione, anche per rafforzare la reputazione del Wagner Group e sostenerne lo schieramento, nonch&#233; interferire segretamente per suo conto nei vari paesi in cui opera.</p><p>Il Wagner Group &#232; inserito in elenco per gravi violazioni dei diritti umani, che comprendono torture ed esecuzioni e uccisioni extragiudiziali, sommarie o arbitrarie in diversi paesi, tra cui Libia, Mali e Repubblica centrafricana.</p><p>Maxim Shugaley &#232; associato al Wagner Group ed &#232; responsabile di sostenere e incoraggiare gli atti di tale gruppo attraverso la propaganda a suo favore e la disinformazione.</p></td><td><p>25.2.2023</p></td></tr><tr><td><p><a>&#9660;M6</a></p></td></tr><tr><td><p>20.</p></td><td><p>Aleksandr Grigorievitch MALOLETKO</p></td><td><p>&#1040;&#1083;&#1077;&#1082;&#1089;&#1072;&#1085;&#1076;&#1088; &#1043;&#1088;&#1080;&#1075;&#1086;&#1088;&#1100;&#1077;&#1074;&#1080;&#1095; &#1052;&#1040;&#1051;&#1054;&#1051;&#1045;&#1058;&#1050;&#1054;</p><p>(grafia russa)</p></td><td><p>&#160;</p><div/></td><td><p>Aleksandr Grigorievitch Maloletko &#232; uno stretto collaboratore di Yevgeny Prigozhin. La sua azione come &#171;difensore della madrepatria&#187; e capo della &#171;Veteran&#8217;s Interests Defenders League&#187; (lega dei difensori degli interessi dei veterani) &#232; stata lodata pubblicamente da Yevgeny Prigozhin. Ha lavorato come istruttore per il Wagner Group nella Repubblica centrafricana (RCA). &#200; associato al Wagner Group, inserito in elenco per gravi violazioni dei diritti umani in diversi paesi tra cui la RCA ed &#232; responsabile di sostenere gli atti di tale gruppo.</p></td><td><p>25.2.2023</p></td></tr><tr><td><p><a>&#9660;M12</a></p></td></tr><tr><td><p>21.</p></td><td><p>Konstantin Alexandrovich PIKALOV</p></td><td><p>&#1050;&#1086;&#1085;&#1089;&#1090;&#1072;&#1085;&#1090;&#1080;&#1085; &#1040;&#1083;&#1077;&#1082;&#1089;&#1072;&#1085;&#1076;&#1088;&#1086;&#1074;&#1080;&#1095; &#1055;&#1048;&#1050;&#1040;&#1051;&#1054;&#1042;</p><p>(grafia russa)</p></td><td><p>Carica: uno dei comandanti del PMC Wagner Group in Africa</p><p>Data di nascita: 23.7.1968</p><p>Cittadinanza: russa</p><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Konstantin Pikalov, nome in codice &#171;Maza&#239;&#187; (Mazay), &#232; uno dei leader del Wagner Group ed &#232; responsabile delle attivit&#224; operative del gruppo in Africa, in particolare nella Repubblica centrafricana (RCA). &#200; accusato di essere stato l&#8217;istigatore dell&#8217;omicidio di tre giornalisti russi nel luglio 2018. Dall&#8217;aprile 2023 &#232; anche a capo di un nuovo gruppo paramilitare (Convoy) creato nel novembre 2022 per intervenire nella guerra di aggressione della Russia nei confronti dell&#8217;Ucraina.</p><p>Il Wagner Group &#232; inserito in elenco per gravi violazioni dei diritti umani, che comprendono torture ed esecuzioni e uccisioni extragiudiziali, sommarie o arbitrarie in diversi paesi, tra cui la RCA.</p><p>Nella sua posizione di vertice all&#8217;interno del Wagner Group, Konstantin Pikalov &#232; responsabile delle gravi violazioni dei diritti umani commesse dal gruppo nella RCA.</p></td><td><p>25.2.2023</p></td></tr><tr><td><p><a>&#9660;M6</a></p></td></tr><tr><td><p>22.</p></td><td><p>Dimitri SYTII</p><p>alias</p><p>Dimitri SYTYI</p></td><td><p>&#1044;&#1084;&#1080;&#1090;&#1088;&#1080;&#1081; &#1057;&#1067;&#1058;&#1048;&#1049;</p><p>(grafia russa)</p></td><td><p>Carica: direttore della Casa russa a Bangui</p><p>Data di nascita: 23.3.1989</p><p>Luogo di nascita: Minsk (Bielorussia)</p><p>Cittadinanza: russa</p><p>Sesso: maschile</p><p>Indirizzo: NA-SYTAIA/A1-TANKISTAZ KHRUSTITSKOGO 62 APT25/ZP-198217/CI San Pietroburgo, Federazione russa</p></td><td><p>Dimitri Sytii ha un ruolo di spicco nel Wagner Group nella Repubblica centrafricana (RCA) e intrattiene stretti legami con Yevgeny Prigozhin. &#200; incaricato di condurre la politica di influenza del Wagner Group nella RCA. &#200; il capo della sezione locale della Casa russa, il ramo culturale del ministero degli Esteri russo.</p><p>Il Wagner Group &#232; inserito in elenco per gravi violazioni dei diritti umani, che comprendono torture ed esecuzioni e uccisioni extragiudiziali, sommarie o arbitrarie, in diversi paesi, tra cui la RCA.</p><p>Dati la sua posizione influente nella RCA e il suo ruolo di spicco all&#8217;interno del Wagner Group, &#232; responsabile di gravi violazioni dei diritti umani commesse dal Wagner Group nella RCA.</p></td><td><p>25.2.2023</p></td></tr><tr><td><p>23.</p></td><td><p>Mikhail Sergeyevich POTEPKIN</p></td><td><p>&#1052;&#1080;&#1093;&#1072;&#1080;&#1083; &#1057;&#1077;&#1088;&#1075;&#1077;&#1077;&#1074;&#1080;&#1095; &#1055;&#1054;&#1058;&#1045;&#1055;&#1050;&#1048;&#1053;</p><p>(grafia russa)</p></td><td><p>Carica: direttore di Meroe Gold</p><p>Data di nascita: 19.9.1981 o 29.9.1981</p><p>Cittadinanza: russa</p><p>Sesso: maschile</p><p>N. di passaporto: 651697952 (passaporto russo)</p><p>Indirizzo: Sudan</p><p>Societ&#224; associate:</p><p>Megaline; Concord; IT-Debugger</p></td><td><p>Mikhail Potepkin &#232; direttore di Meroe Gold, un&#8217;entit&#224; di copertura delle operazioni del Wagner Group in Sudan, ed &#232; coinvolto anche in M-Invest, societ&#224; madre di Meroe. Ha un ruolo di spicco nel Wagner Group in Sudan e intrattiene stretti legami con Yevgeny Prigozhin. Grazie ai suoi legami con le forze militari sudanesi, il Wagner Group si &#232; assicurato lo sfruttamento e l&#8217;esportazione di oro sudanese in Russia. Potepkin &#232; associato al Wagner Group, inserito in elenco per gravi violazioni dei diritti umani, che comprendono torture ed esecuzioni e uccisioni extragiudiziali, sommarie o arbitrarie, in diversi paesi, tra cui il Sudan. Attraverso le sue attivit&#224;, fornisce anche sostegno a tali abusi commessi in Sudan</p></td><td><p>25.2.2023</p></td></tr><tr><td><p><a>&#9660;M12</a></p></td></tr><tr><td><p>24.</p></td><td><p>Alexander Alexandrovich IVANOV</p><p>alias Aleksandr Alexandrovich IVANOV; Alexandre Alexandrovich IVANOV</p></td><td><p>&#1040;&#1083;&#1077;&#1082;&#1089;&#1072;&#1085;&#1076;&#1088; &#1040;&#1083;&#1077;&#1082;&#1089;&#1072;&#1085;&#1076;&#1088;&#1086;&#1074;&#1080;&#1095; &#1048;&#1042;&#1040;&#1053;&#1054;&#1042;</p><p>(grafia russa)</p></td><td><p>Carica: rappresentante degli istruttori del Wagner Group nella Repubblica centrafricana</p><p>Data di nascita: 14.6.1960</p><p>Cittadinanza: russa</p><p>Sesso: maschile</p><p>Indirizzo: Bangui, Repubblica centrafricana</p></td><td><p>Alexander Ivanov &#232; il portavoce del Wagner Group nella Repubblica centrafricana (RCA). &#200; anche capo dell&#8217;&#171;Unione degli ufficiali per la sicurezza internazionale&#187; russa, nota altres&#236; come &#171;Comunit&#224; degli ufficiali per la sicurezza internazionale&#187;, una societ&#224; di copertura del Wagner Group che invia gli istruttori militari russi in servizio nella RCA. Tali istruttori sono mercenari del Wagner Group.</p><p>Il Wagner Group &#232; inserito in elenco per gravi violazioni dei diritti umani, che comprendono torture ed esecuzioni e uccisioni extragiudiziali, sommarie o arbitrarie in diversi paesi, tra cui la RCA.</p><p>In qualit&#224; di rappresentante ufficiale di istruttori militari russi, Alexander Ivanov &#232; coinvolto nelle gravi violazioni dei diritti umani commesse dal Wagner Group nella RCA.</p></td><td><p>25.2.2023</p></td></tr><tr><td><p><a>&#9660;M6</a></p></td></tr><tr><td><p>25.</p></td><td><p>Vitalii Viktorovitch PERFILEV</p></td><td><p>&#1042;&#1080;&#1090;&#1072;&#1083;&#1080;&#1081; &#1042;&#1080;&#1082;&#1090;&#1086;&#1088;&#1086;&#1074;&#1080;&#1095; &#1055;&#1045;&#1056;&#1060;&#1048;&#1051;&#1068;&#1045;&#1042;</p><p>(grafia russa)</p></td><td><p>Data di nascita: 11.9.1983</p><p>Luogo di nascita: Novossibirsk, URSS (ora Federazione russa)</p><p>Cittadinanza: russa</p><p>Indirizzo: Bangui (Repubblica centrafricana)</p><p>Sesso: maschile</p><p>N. di passaporto: NR&#160;75&#160;2987491</p><p>Data di emissione: 30.3.2016</p><p>Data di scadenza: 30.3.2026</p></td><td><p>Perfilev &#232; il consigliere per la sicurezza del presidente della Repubblica centrafricana (RCA). Rappresenta una figura chiave all&#8217;interno del Wagner Group nella RCA.</p><p>Il Wagner Group &#232; inserito in elenco per gravi violazioni dei diritti umani che comprendono torture ed esecuzioni e uccisioni extragiudiziali, sommarie o arbitrarie in diversi paesi, tra cui la RCA.</p><p>Dati la sua posizione influente nella RCA e il suo ruolo di spicco all&#8217;interno del Wagner Group, &#232; responsabile di gravi violazioni dei diritti umani commesse dal Wagner Group nella RCA.</p></td><td><p>25.2.2023</p></td></tr><tr><td><p>26.</p></td><td><p>Andrei Sergeevich MANDEL</p></td><td><p>&#1040;&#1085;&#1076;&#1088;&#1077;&#1081; &#1057;&#1077;&#1088;&#1075;&#1077;&#1077;&#1074;&#1080;&#1095; &#1052;&#1040;&#1053;&#1044;&#1045;&#1051;&#1068;</p><p>(grafia russa)</p></td><td><p>Data di nascita: 2.3.1990</p><p>Luogo di nascita: Germania</p><p>Sesso: maschile</p><p>N. di passaporto: 753615660</p></td><td><p>Andrei Mandel &#232; a capo di M-Invest, un&#8217;entit&#224; di copertura delle operazioni del Wagner Group in Sudan, ed &#232; coinvolto anche nella sua controllata Meroe Gold. Ha un ruolo di spicco nel Wagner Group in Sudan e intrattiene stretti legami con Yevgeny Prigozhin. Grazie ai suoi stretti legami con le forze militari sudanesi, il Wagner Group si &#232; assicurato lo sfruttamento e l&#8217;esportazione di oro sudanese in Russia. Mandel &#232; associato al Wagner Group, inserito in elenco per gravi violazioni dei diritti umani, che comprendono torture ed esecuzioni e uccisioni extragiudiziali, sommarie o arbitrarie, in diversi paesi, tra cui il Sudan. Attraverso le sue attivit&#224;, fornisce anche sostegno a tali abusi commessi in Sudan.</p></td><td><p>25.2.2023</p></td></tr><tr><td><p><a>&#9660;M7</a></p></td></tr><tr><td><p>27.</p></td><td><p>Neda Mohammad NADEEM</p></td><td><p>&#1606;&#1583;&#1575;&#1569; &#1605;&#1581;&#1605;&#1583; &#1606;&#1583;&#1740;&#1605;</p><p>(grafia pashto)</p></td><td><p>Carica: ministro talebano dell&#8217;Istruzione superiore facente funzione</p><p>Cittadinanza: afghana</p><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Neda Mohammed Nadeem &#232; il ministro talebano dell&#8217;Istruzione superiore facente funzione dal 22&#160;ottobre 2022.</p><p>Da quando riveste questa carica, i talebani hanno pubblicato decreti che vietano alle donne di accedere all&#8217;istruzione superiore in tutto il paese. Tali decreti privano le donne del loro diritto all&#8217;istruzione e della parit&#224; di accesso all&#8217;istruzione, violando cos&#236; il principio della parit&#224; di trattamento tra uomini e donne.</p><p>In qualit&#224; di ministro talebano dell&#8217;Istruzione superiore facente funzione, Neda Mohammed Nadeem &#232; pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Afghanistan, in particolare la diffusa violazione del diritto delle donne all&#8217;istruzione e del diritto alla parit&#224; di trattamento tra uomini e donne nel settore dell&#8217;istruzione.</p></td><td><p>7.3.2023</p></td></tr><tr><td><p>28.</p></td><td><p>Sheikh Muhammad Khalid HANAFI</p></td><td><p>&#1588;&#1740;&#1582; &#1605;&#1581;&#1605;&#1583; &#1582;&#1575;&#1604;&#1583;</p><p>(grafia pashto)</p></td><td><p>Carica: ministro talebano della Promozione della virt&#249; e della prevenzione del vizio facente funzione</p><p>Data di nascita: attorno al 1970</p><p>Luogo di nascita: villaggio di Kolam Shaheed, distretto di Doabi, provincia di Nurestan, Afghanistan</p><p>Cittadinanza: afgana</p><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Sheikh Muhammad Khalid Hanafi &#232; il ministro talebano della Promozione della virt&#249; e della prevenzione del vizio facente funzione, in sostituzione della ministra della Condizione femminile.</p><p>Da quando riveste questa carica, i talebani hanno pubblicato decreti che limitano la libert&#224; e la dignit&#224; delle donne e delle ragazze in tutto il paese, riducono la loro libert&#224; di parola e di espressione e infliggono punizioni e violenze severe a coloro che non rispettano gli editti dei talebani.</p><p>In particolare, durante il suo mandato sono stati pubblicati decreti sull&#8217;hijab, come pure orari diversificati in base al genere per l&#8217;utilizzo degli spazi pubblici.</p><p>In qualit&#224; di ministro talebano della Promozione della virt&#249; e della prevenzione del vizio facente funzione, Sheikh Muhammad Khalid Hanafi &#232; responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Afghanistan, in particolare la diffusa violazione dei diritti delle donne, come la loro libert&#224; di espressione, nonch&#233; del diritto alla parit&#224; di trattamento tra uomini e donne.</p></td><td><p>7.3.2023</p></td></tr><tr><td><p>29.</p></td><td><p>Alexander Georgievich FEDORINOV</p></td><td><p>&#1040;&#1083;&#1077;&#1082;&#1089;&#1072;&#1085;&#1076;&#1088; &#1043;&#1077;&#1086;&#1088;&#1075;&#1080;&#1077;&#1074;&#1080;&#1095; &#1060;&#1045;&#1044;&#1054;&#1056;&#1048;&#1053;&#1054;&#1042;</p><p>(grafia russa)</p></td><td><p>Carica: ufficiale di comando della stazione di polizia di Mosca</p><p>Grado: Tenente Colonnello</p><p>Cittadinanza: russa</p><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Il Tenente Colonnello Alexander Georgievich Fedorinov &#232; un ufficiale di comando della stazione di polizia di Mosca.</p><p>In qualit&#224; di capo facente funzione della stazione di polizia, nel marzo 2022&#160;ha autorizzato l&#8217;arresto e la detenzione arbitrari, nonch&#233; la successiva tortura, di donne che manifestavano contro la guerra.</p><p>Alexander Georgievich Fedorinov &#232; pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Russia, in particolare torture e altri trattamenti o pene crudeli, inumani o degradanti, arresti o detenzioni arbitrari, nonch&#233; sistematiche violenze sessuali e di genere.</p></td><td><p>7.3.2023</p></td></tr><tr><td><p>30.</p></td><td><p>Ivan RYABOV</p></td><td><p>&#1048;&#1074;&#1072;&#1085; &#1056;&#1071;&#1041;&#1054;&#1042;</p><p>(grafia russa)</p></td><td><p>Carica: funzionario di polizia della stazione di polizia di Mosca</p><p>Cittadinanza: russa</p><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Ivan Ryabov &#232; un funzionario di polizia della stazione di polizia di Mosca.</p><p>Su ordine del Tenente Colonnello Alexander Georgievich Fedorinov, nel marzo 2022&#160;ha arbitrariamente detenuto e torturato donne che manifestavano contro la guerra. Le vittime riferiscono di essere state picchiate, soffocate con sacchetti di plastica e abusate fisicamente e verbalmente da Ryabov per sei ore.</p><p>Ivan Ryabov &#232; pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Russia, in particolare torture e altri trattamenti o pene crudeli, inumani o degradanti, arresti o detenzioni arbitrari, nonch&#233; sistematiche violenze sessuali e di genere.</p></td><td><p>7.3.2023</p></td></tr><tr><td><p>31.</p></td><td><p>Nikolay Anatolevich KUZNETSOV</p><p>alias Nikolaj Anatolevich Kuznetsov, Nikolaj Kuznetsov, Nikolay Kuznetsov</p></td><td><p>&#1053;&#1080;&#1082;&#1086;&#1083;&#1072;&#1081; &#1040;&#1085;&#1072;&#1090;&#1086;&#1083;&#1100;&#1077;&#1074;&#1080;&#1095; &#1050;&#1091;&#1079;&#1085;&#1077;&#1094;&#1086;&#1074;</p><p>(grafia russa)</p></td><td><p>Carica: membro delle forze armate della Federazione russa, comandante dell&#8217;unit&#224; delle forze speciali della divisione Dzerzhinsky della Rosgvardia (servizio federale delle truppe della guardia nazionale della Federazione russa)</p><p>Grado: Maggiore Generale</p><p>Data di nascita: 13.4.1978</p><p>Cittadinanza: russa</p><p>Sesso: maschile</p><p>Codice di identificazione fiscale: 645407737871</p></td><td><p>Il Maggiore Generale Nikolay Anatolevich Kuznetsov &#232; un membro delle forze armate della Federazione russa e comandante dell&#8217;unit&#224; delle forze speciali della divisione Dzerzhinsky della Rosgvardia (servizio federale delle truppe della guardia nazionale della Federazione russa).</p><p>L&#8217;unit&#224; di Kuznetsov ha partecipato all&#8217;invasione illegale dell&#8217;Ucraina da parte della Russia e membri della sua unit&#224; hanno sistematicamente preso parte ad atti di violenza sessuale e stupro in Ucraina nel&#160;marzo/aprile 2022.</p><p>La portata e la gravit&#224; degli atti di violenza sessuale e di genere che si verificano nelle zone ucraine occupate dalla Russia indicano una &#171;pianificazione a un livello pi&#249; sistematico&#187; e che i comandanti russi sono a conoscenza delle violenze sessuali perpetrate dal personale militare in Ucraina e in alcuni casi &#171;le hanno incoraggiate o addirittura ordinate&#187;.</p><p>In qualit&#224; di comandante dell&#8217;unit&#224;, Kuznetsov &#232; responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Ucraina, tra cui sistematiche violenze sessuali e di genere.</p></td><td><p>7.3.2023</p></td></tr><tr><td><p>32.</p></td><td><p>Ramil Rakhmatulovich IBATULLIN</p></td><td><p>&#1056;&#1072;&#1084;&#1080;&#1083;&#1100; &#1056;&#1072;&#1093;&#1084;&#1072;&#1090;&#1091;&#1083;&#1083;&#1086;&#1074;&#1080;&#1095; &#1048;&#1073;&#1072;&#1090;&#1091;&#1083;&#1083;&#1080;&#1085;</p><p>(grafia russa)</p></td><td><p>Carica: membro delle forze armate della Federazione russa, ex comandante della 90<span>a</span> divisione carri armati della Guardia</p><p>Grado: Colonnello</p><p>Data di nascita: 22.10.1976</p><p>Cittadinanza: russa</p><p>Sesso: maschile</p><p>Codice di identificazione fiscale: 631409144707</p><p>Numero di matricola delle forze armate russe: U-927425</p></td><td><p>Il Colonnello Ramil Rakhmatulovich Ibatullin ha prestato servizio nelle truppe di occupazione russe nella regione del Donbas (2014-2017) e ha partecipato all&#8217;invasione illegale dell&#8217;Ucraina da parte della Russia in qualit&#224; di comandante della 90<span>a</span> divisione carri armati della Guardia.</p><p>Nel marzo 2022 la divisione sotto il suo comando ha partecipato all&#8217;offensiva contro Chernihiv e Kiev. Durante tale offensiva i membri della sua divisione hanno commesso atti di violenza sessuale e di genere contro la popolazione civile ucraina.</p><p>Dopo che questi fatti sono divenuti di pubblico dominio, il ministero russo della Difesa ha promosso Ibatullin al rango di Colonnello.</p><p>Le autorit&#224; ucraine hanno formulato nei confronti di vari membri della 90<span>a</span> divisione carri armati della Guardia accuse di violenza sessuale e di genere, tra cui lo stupro di una donna incinta nei pressi di Kiev, l&#8217;omicidio di un civile dopo averne ripetutamente stuprato la moglie alla presenza di un bambino in giovane et&#224;, nonch&#233; la partecipazione di membri di tale divisione a stupri di gruppo.</p><p>La portata e la gravit&#224; degli atti di violenza sessuale e di genere che si verificano nelle zone ucraine occupate dalla Russia indicano una &#171;pianificazione a un livello pi&#249; sistematico&#187; e che i comandanti russi sono a conoscenza delle violenze sessuali perpetrate dal personale militare in Ucraina e in alcuni casi &#171;le hanno incoraggiate o addirittura ordinate&#187;.</p><p>Ibatullin &#232; pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Ucraina, tra cui sistematiche violenze sessuali e di genere.</p></td><td><p>7.3.2023</p></td></tr><tr><td><p>33.</p></td><td><p>Gatluak Nyang HOTH</p></td><td><p>&#160;</p><div/></td><td><p>Carica: commissario della contea di Mayiandit</p><p>Cittadinanza: sud sudanese</p><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Gatluak Nyang Hoth &#232; il commissario della contea di Mayiandit (Stato dell&#8217;Unit&#224;, Sud Sudan) dal febbraio 2021.</p><p>In tale veste, tra febbraio e maggio 2022&#160;ha guidato milizie allineate al governo per compiere attacchi nella parte meridionale dello Stato dell&#8217;Unit&#224;. Durante tale periodo le truppe sotto il suo comando hanno fatto ricorso in modo diffuso e sistematico alla violenza sessuale come tattica bellica, strumentalizzandola inoltre come ricompensa e diritto per gli uomini che partecipano al conflitto.</p><p>In qualit&#224; di commissario della contea, Hoth &#232; pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani nel Sud Sudan, tra cui diffuse e sistematiche violenze sessuali e di genere.</p></td><td><p>7.3.2023</p></td></tr><tr><td><p>34.</p></td><td><p>Gordon Koang BIEL</p><p>alias Gordon Koang Char BIEL, Koang Biel CHAR, Koang NYALUALGO</p></td><td><p>&#160;</p><div/></td><td><p>Carica: commissario della contea di Koch</p><p>Luogo di nascita: Sud Sudan</p><p>Cittadinanza: sud sudanese</p><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Gordon Koang Biel &#232; il commissario della contea di Koch (Stato dell&#8217;Unit&#224;, Sud Sudan) dal febbraio 2021.</p><p>In tale veste, tra febbraio e maggio 2022&#160;ha guidato milizie allineate al governo per compiere attacchi nella parte meridionale dello Stato dell&#8217;Unit&#224;. Durante tale periodo le truppe sotto il suo comando hanno fatto ricorso in modo diffuso e sistematico alla violenza sessuale come tattica bellica, strumentalizzandola inoltre come ricompensa e diritto per gli uomini che partecipano al conflitto.</p><p>In qualit&#224; di commissario della contea, Biel &#232; pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani nel Sud Sudan, tra cui diffuse e sistematiche violenze sessuali e di genere.</p></td><td><p>7.3.2023</p></td></tr><tr><td><p><a>&#9660;M12</a></p></td></tr><tr><td><p>35.</p></td><td><p>Toe UI</p><p>alias Toe YI</p></td><td><p>&#160;</p><div/></td><td><p>Carica: viceministro dell&#8217;Interno</p><p>Grado: Maggiore Generale</p><p>Cittadinanza: Myanmar/Birmania</p><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Il Maggiore Generale Toe Ui &#232; stato nominato viceministro dell&#8217;Interno il 3&#160;febbraio 2023. &#200; l&#8217;ex vicecomandante dell&#8217;Ufficio del capo degli affari di sicurezza militare (OCMSA). L&#8217;OCMSA &#232; responsabile della gestione dei centri di detenzione e per interrogatori in Myanmar/Birmania nonch&#233; della raccolta di intelligence.</p><p>Il personale dell&#8217;OCMSA sotto l&#8217;autorit&#224; di Ui usa nudit&#224; forzata, stupri, elettroshock, bruciatura degli organi genitali e violenza eccessiva durante la detenzione arbitraria e gli interrogatori di uomini, donne e membri della comunit&#224; LGBTIQ.</p><p>In qualit&#224; di vicecomandante dell&#8217;OCMSA, il Maggiore Generale Toe Ui &#232; responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Myanmar/Birmania, tra cui detenzioni arbitrarie e torture, nonch&#233; diffuse e sistematiche violenze sessuali e di genere.</p></td><td><p>7.3.2023</p></td></tr><tr><td><p><a>&#9660;M8</a></p></td></tr><tr><td><p>36.</p></td><td><p>Oleg Mikhailovich SVIRIDENKO</p></td><td><p>&#1054;&#1083;&#1077;&#1075; &#1052;&#1080;&#1093;&#1072;&#1081;&#1083;&#1086;&#1074;&#1080;&#1095; &#1057;&#1042;&#1048;&#1056;&#1048;&#1044;&#1045;&#1053;&#1050;&#1054;</p><p>(grafia russa)</p></td><td><p>Carica: viceministro della Giustizia della Federazione russa</p><p>Data di nascita: 29.7.1962</p><p>Luogo di nascita: Potapovka, distretto di Buda-Koshelyovsky, regione di Gomel, Bielorussia</p><p>Cittadinanza: russa</p><p>Sesso: maschile</p><p>Numero di identificazione fiscale: 772704610955</p></td><td><p>In qualit&#224; di viceministro della Giustizia della Federazione russa, Oleg Sviridenko sovrintende direttamente al dipartimento della Legislazione e dell'applicazione della legge nella sfera delle organizzazioni non commerciali, come pure al dipartimento per la Protezione degli interessi nazionali dall'influenza esterna, che sono responsabili dell'applicazione della legislazione sugli &#171;agenti stranieri&#187; e che hanno l'autorit&#224; di decidere in merito alle designazioni nell'&#171;elenco degli agenti stranieri&#187;.</p><p>La legislazione sugli &#171;agenti stranieri&#187; &#232; stata al centro di un'ondata di leggi repressive che hanno dato un giro di vite contro la societ&#224; civile indipendente, i media e le persone dissenzienti, violando la loro libert&#224; di opinione e di espressione. Di conseguenza, centinaia di ONG e singoli individui, molte personalit&#224; di spicco della societ&#224; civile russa e oppositori politici del Cremlino, tra cui Vladimir Kara-Murza, sono stati inseriti nell'elenco degli agenti stranieri che rientra direttamente sotto la responsabilit&#224; di Sviridenko all'interno del ministero della Giustizia della Federazione russa.</p><p>Sviridenko &#232; pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Russia, comprese violazioni della libert&#224; di opinione e di espressione.</p></td><td><p>5.6.2023</p></td></tr><tr><td><p>37.</p></td><td><p>Andrei Andreevich ZADACHIN</p></td><td><p>&#1040;&#1085;&#1076;&#1088;&#1077;&#1081; &#1040;&#1085;&#1076;&#1088;&#1077;&#1077;&#1074;&#1080;&#1095; &#1047;&#1040;&#1044;&#1040;&#1063;&#1048;&#1053;</p><p>(grafia russa)</p></td><td><p>Carica: investigatore dell'unit&#224; investigativa principale presso il comitato investigativo della Federazione russa. Grado: maggiore</p><p>Data di nascita: 22.8.1990</p><p>Cittadinanza: russa</p><p>Sesso: maschile</p><p>Numero di identificazione fiscale: 771577190559</p></td><td><p>In qualit&#224; di investigatore dell'unit&#224; investigativa principale presso il comitato investigativo della Federazione russa, Zadachin ha emesso un'accusa penale di matrice politica nei confronti di Vladimir Kara-Murza. Zadachin ha inoltre chiesto al giudice la detenzione di Kara-Murza e ha fornito testimonianze in tribunale a sostegno di tale richiesta.</p><p>Kara-Murza &#232; un attivista di spicco dell'opposizione in Russia. Nel 2022 procedimenti giudiziari di matrice politica basati su false accuse sono stati avviati a carico di Kara-Murza, che aveva accusato il Cremlino di commettere crimini di guerra in Ucraina e aveva condannato pubblicamente l'aggressione russa. Nell'aprile 2023 &#232; stato condannato a&#160;25 anni in un campo di&#160;lavoro/carcere ad alta sicurezza. I procedimenti giudiziari a suo carico hanno preso di mira il suo attivismo e sono serviti da simulacro di processo in Russia al fine di mettere a tacere le voci critiche nei confronti del regime al potere che si oppongono alla guerra di aggressione contro l'Ucraina. Il regime russo utilizza ampiamente il sistema giudiziario del paese come strumento nel quadro di numerose gravi violazioni dei diritti umani. Il sistema giudiziario non &#232; indipendente ed &#232; utilizzato per violare sistematicamente e gravemente i diritti umani delle persone che si oppongono al regime al potere, privandole della loro libert&#224; di opinione e di espressione.</p><p>&#200; pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Russia, comprese violazioni della libert&#224; di opinione e di espressione.</p></td><td><p>5.6.2023</p></td></tr><tr><td><p>38.</p></td><td><p>Danila Yurievich MIKHEEV</p></td><td><p>&#1044;&#1072;&#1085;&#1080;&#1083;&#1072; &#1070;&#1088;&#1100;&#1077;&#1074;&#1080;&#1095; &#1052;&#1048;&#1061;&#1045;&#1045;&#1042;</p><p>(grafia russa)</p></td><td><p>Carica: direttore dell'organiz-zazione senza scopo di lucro &#171;Independent expert&#187;</p><p>Data di nascita: 1.3.1999</p><p>Luogo di nascita: Mosca</p><p>Cittadinanza: russa</p><p>Sesso: maschile</p><p>Numero di identificazione fiscale: 771577190559</p></td><td><p>Mikheev svolge le funzioni di &#171;testimone esperto&#187; per il governo russo nei procedimenti giudiziari di matrice politica. Ha agito in qualit&#224; di esperto nel procedimento giudiziario di matrice politica contro Vladimir Kara-Murza.</p><p>Kara-Murza &#232; un attivista di spicco dell'opposizione in Russia. Nel 2022 procedimenti giudiziari di matrice politica basati su false accuse sono stati avviati a carico di Kara-Murza, che aveva accusato il Cremlino di commettere crimini di guerra in Ucraina e aveva condannato pubblicamente l'aggressione russa. Nell'aprile 2023 &#232; stato condannato a&#160;25 anni di campo di&#160;lavoro/carcere ad alta sicurezza. I procedimenti giudiziari a suo carico hanno preso di mira il suo attivismo e sono serviti da simulacro di processo in Russia al fine di mettere a tacere le voci critiche nei confronti del regime al potere che si oppongono alla guerra di aggressione contro l'Ucraina. Il regime russo utilizza ampiamente il sistema giudiziario del paese come uno strumento nel quadro di numerose gravi violazioni dei diritti umani. Il sistema giudiziario non &#232; indipendente ed &#232; utilizzato per violare sistematicamente e gravemente i diritti umani delle persone che si oppongono al regime al potere, privandole della loro libert&#224; di opinione e di espressione.</p><p>Pertanto, attraverso le sue attivit&#224;, &#232; responsabile del sostegno alle gravi violazioni dei diritti umani in Russia, comprese violazioni della libert&#224; di opinione e di espressione.</p></td><td><p>5.6.2023</p></td></tr><tr><td><p>39.</p></td><td><p>Denis Vladimirovich KOLESNIKOV</p></td><td><p>&#1044;&#1077;&#1085;&#1080;&#1089; &#1042;&#1083;&#1072;&#1076;&#1080;&#1084;&#1080;&#1088;&#1086;&#1074;&#1080;&#1095;</p><p>&#1050;&#1054;&#1051;&#1045;&#1057;&#1053;&#1048;&#1050;&#1054;&#1042;</p><p>(grafia russa)</p></td><td><p>Carica: capo del dipartimento investigativo presso il comitato investigativo della Federazione russa. Grado: tenente generale</p><p>Data di nascita: 29.6.1976</p><p>Cittadinanza: russa</p><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>In qualit&#224; di capo del dipartimento investigativo presso il comitato investigativo della Federazione russa, Kolesnikov ha dato l'autorizzazione a emettere un'accusa penale di matrice politica nei confronti di Vladimir Kara-Murza.</p><p>Kara-Murza &#232; un attivista di spicco dell'opposizione in Russia. Nel 2022 procedimenti giudiziari di matrice politica basati su false accuse sono stati avviati a carico di Kara-Murza, che aveva accusato il Cremlino di commettere crimini di guerra in Ucraina e aveva condannato pubblicamente l'aggressione russa. Nell'aprile 2023 &#232; stato condannato a&#160;25 anni in un campo di&#160;lavoro/carcere ad alta sicurezza. I procedimenti giudiziari a suo carico hanno preso di mira il suo attivismo e sono serviti da simulacro di processo in Russia al fine di mettere a tacere le voci critiche nei confronti del regime al potere che si oppongono alla guerra di aggressione contro l'Ucraina. Il regime russo utilizza ampiamente il sistema giudiziario del paese come strumento nel quadro di numerose gravi violazioni dei diritti umani. Il sistema giudiziario non &#232; indipendente ed &#232; utilizzato per violare sistematicamente e gravemente i diritti umani delle persone che si oppongono al regime al potere, privandole della loro libert&#224; di opinione e di espressione.</p><p>Pertanto, nella sua posizione, &#232; responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Russia, comprese violazioni della libert&#224; di opinione e di espressione.</p></td><td><p>5.6.2023</p></td></tr><tr><td><p>40.</p></td><td><p>Diana Igorevna MISHCHENKO</p><p>(Cognome da nubile: GARIPOVA)</p></td><td><p>&#1044;&#1080;&#1072;&#1085;&#1072; &#1048;&#1075;&#1086;&#1088;&#1077;&#1074;&#1085;a &#1052;&#1048;&#1065;&#1045;&#1053;&#1050;&#1054;</p><p>(grafia russa)</p></td><td><p>Carica: giudice presso il tribunale del distretto Khamovniki di Mosca</p><p>Data di nascita: 12.5.1977</p><p>Luogo di nascita: Mosca, Federazione russa</p><p>Cittadinanza: russa</p><p>Sesso: femminile</p></td><td><p>In qualit&#224; di giudice del tribunale del distretto Khamovniki di Mosca, Mishchenko &#232; coinvolta nel procedimento giudiziario di matrice politica contro Vladimir Kara-Murza. Ha pronunciato la sentenza di arresto amministrativo di Kara-Murza per 15 giorni.</p><p>Kara-Murza &#232; un attivista di spicco dell'opposizione in Russia. Nel 2022 procedimenti giudiziari di matrice politica basati su false accuse sono stati avviati a carico di Kara-Murza, che aveva accusato il Cremlino di commettere crimini di guerra in Ucraina e aveva condannato pubblicamente l'aggressione russa. Nell'aprile 2023 &#232; stato condannato a&#160;25 anni in un campo di&#160;lavoro/carcere ad alta sicurezza. I procedimenti giudiziari a suo carico hanno preso di mira il suo attivismo e sono serviti da simulacro di processo in Russia al fine di mettere a tacere le voci critiche nei confronti del regime al potere che si oppongono alla guerra di aggressione contro l'Ucraina. Il regime russo utilizza ampiamente il sistema giudiziario del paese come strumento nel quadro di numerose gravi violazioni dei diritti umani. Il sistema giudiziario non &#232; indipendente ed &#232; utilizzato per violare sistematicamente e gravemente i diritti umani delle persone che si oppongono al regime al potere, privandole della loro libert&#224; di opinione e di espressione.</p><p>&#200; pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Russia, comprese violazioni della libert&#224; di opinione e di espressione.</p></td><td><p>5.6.2023</p></td></tr><tr><td><p>41.</p></td><td><p>Elena Anatolievna LENSKAYA</p></td><td><p>&#1045;&#1083;&#1077;&#1085;&#1072; &#1040;&#1085;&#1072;&#1090;&#1086;&#1083;&#1100;&#1077;&#1074;&#1085;&#1072; &#1051;&#1045;&#1053;&#1057;&#1050;&#1040;&#1071;</p><p>(grafia russa)</p></td><td><p>Carica: giudice presso il tribunale del distretto Basmaniy di Mosca</p><p>Data di nascita: 22.1.1979</p><p>Luogo di nascita: Mosca, Federazione russa</p><p>Cittadinanza: russa</p><p>Sesso: femminile</p><p>Numero di identificazio-ne fiscale: 770905658030</p></td><td><p>In qualit&#224; di giudice del tribunale del distretto Basmaniy di Mosca, Lenskaya &#232; coinvolta nel procedimento giudiziario di matrice politica contro Vladimir Kara-Murza. Ha pronunciato la sentenza di arresto di Kara-Murza per due mesi.</p><p>Kara-Murza &#232; un attivista di spicco dell'opposizione in Russia. Nel 2022 procedimenti giudiziari di matrice politica basati su false accuse sono stati avviati a carico di Kara-Murza, che aveva accusato il Cremlino di commettere crimini di guerra in Ucraina e aveva condannato pubblicamente l'aggressione russa. Nell'aprile 2023 &#232; stato condannato a&#160;25 anni in un campo di&#160;lavoro/carcere ad alta sicurezza. I procedimenti giudiziari a suo carico hanno preso di mira il suo attivismo e sono serviti da simulacro di processo in Russia al fine di mettere a tacere le voci critiche nei confronti del regime al potere che si oppongono alla guerra di aggressione contro l'Ucraina. Il regime russo utilizza ampiamente il sistema giudiziario del paese come strumento nel quadro di numerose gravi violazioni dei diritti umani. Il sistema giudiziario non &#232; indipendente ed &#232; utilizzato per violare sistematicamente e gravemente i diritti umani delle persone che si oppongono al regime al potere, privandole della loro libert&#224; di opinione e di espressione.</p><p>&#200; pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Russia, comprese violazioni della libert&#224; di opinione e di espressione</p></td><td><p>5.6.2023</p></td></tr><tr><td><p>42.</p></td><td><p>Ilya Pavlovich KOZLOV</p></td><td><p>&#1048;&#1083;&#1100;&#1103; &#1055;&#1072;&#1074;&#1083;&#1086;&#1074;&#1080;&#1095; &#1050;&#1054;&#1047;&#1051;&#1054;&#1042;</p><p>(grafia russa)</p></td><td><p>Carica: giudice presso il tribunale della citt&#224; di Mosca</p><p>Data di nascita: 17.10.1973</p><p>Luogo di nascita: Mosca, Federazione russa</p><p>Cittadinanza: russa</p><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>In qualit&#224; di giudice del tribunale della citt&#224; di Mosca, Kozlov &#232; coinvolto nel procedimento giudiziario di matrice politica contro Vladimir Kara-Murza. Ha respinto la richiesta di appello di Kara-Murza in occasione del suo arresto amministrativo.</p><p>Kara-Murza &#232; un attivista di spicco dell'opposizione in Russia. Nel 2022 procedimenti giudiziari di matrice politica basati su false accuse sono stati avviati a carico di Kara-Murza, che aveva accusato il Cremlino di commettere crimini di guerra in Ucraina e aveva condannato pubblicamente l'aggressione russa. Nell'aprile 2023 &#232; stato condannato a&#160;25 anni in un campo di&#160;lavoro/carcere ad alta sicurezza. I procedimenti giudiziari a suo carico hanno preso di mira il suo attivismo e sono serviti da simulacro di processo in Russia al fine di mettere a tacere le voci critiche nei confronti del regime al potere che si oppongono alla guerra di aggressione contro l'Ucraina. Il regime russo utilizza ampiamente il sistema giudiziario del paese come strumento nel quadro di numerose gravi violazioni dei diritti umani. Il sistema giudiziario non &#232; indipendente ed &#232; utilizzato per violare sistematicamente e gravemente i diritti umani delle persone che si oppongono al regime al potere, privandole della loro libert&#224; di opinione e di espressione.</p><p>&#200; pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Russia, comprese violazioni della libert&#224; di opinione e di espressione.</p></td><td><p>5.6.2023</p></td></tr><tr><td><p>43.</p></td><td><p>Sergei Gennadievich PODOPRIGOROV</p></td><td><p>&#1057;&#1077;&#1088;&#1075;&#1077;&#1081; &#1043;&#1077;&#1085;&#1085;&#1072;&#1076;&#1100;&#1077;&#1074;&#1080;&#1095; &#1055;&#1054;&#1044;&#1054;&#1055;&#1056;&#1048;&#1043;&#1054;&#1056;&#1054;&#1042;</p><p>(grafia russa)</p></td><td><p>Carica: giudice presso il tribunale della citt&#224; di Mosca</p><p>Data di nascita: 8.1.1974</p><p>Luogo di nascita: Mosca, Federazione russa</p><p>Cittadinanza: russa</p><p>Sesso: maschile</p><p>Indirizzo:</p><p>Shmitovskiy Proyezd, 16c2, Mosca, Russia, 123100. Appartamento 52.</p><p>(&#1064;&#1084;&#1080;&#1090;&#1086;&#1074;&#1089;&#1082;&#1080;&#1081; &#1087;&#1088;-&#1076;, 16&#1089;2, &#1052;&#1086;&#1089;&#1082;&#1074;&#1072;, &#1056;&#1086;&#1089;&#1089;&#1080;&#1103;, 123100. &#1050;&#1074;&#1072;&#1088;&#1090;&#1080;&#1088;&#1072; 52)</p></td><td><p>In qualit&#224; di giudice del tribunale della citt&#224; di Mosca, Podoprigorov &#232; coinvolto nel procedimento giudiziario di matrice politica contro Vladimir Kara-Murza. Ha presieduto il collegio dei giudici del tribunale della citt&#224; di Mosca che il 17&#160;aprile&#160;2023 ha condannato l'attivista dell'opposizione Kara-Murza a&#160;25 anni in un campo di&#160;lavoro/carcere ad alta sicurezza.</p><p>Kara-Murza &#232; un attivista di spicco dell'opposizione in Russia. Nel 2022 procedimenti giudiziari di matrice politica basati su false accuse sono stati avviati a carico di Kara-Murza, che aveva accusato il Cremlino di commettere crimini di guerra in Ucraina e aveva condannato pubblicamente l'aggressione russa. Nell'aprile 2023 &#232; stato condannato a&#160;25 anni in un campo di&#160;lavoro/carcere ad alta sicurezza. I procedimenti giudiziari a suo carico hanno preso di mira il suo attivismo e sono serviti da simulacro di processo in Russia al fine di mettere a tacere le voci critiche nei confronti del regime al potere che si oppongono alla guerra di aggressione contro l'Ucraina. Il regime russo utilizza ampiamente il sistema giudiziario del paese come strumento nel quadro di numerose gravi violazioni dei diritti umani. Il sistema giudiziario non &#232; indipendente ed &#232; utilizzato per violare sistematicamente e gravemente i diritti umani delle persone che si oppongono al regime al potere, privandole della loro libert&#224; di opinione e di espressione.</p><p>In precedenza, Podoprigorov, in qualit&#224; di giudice presso il tribunale distrettuale di Tverskoi di Mosca, ha emesso due sentenze nei confronti di Sergei Magnitsky, che aveva denunciato casi di corruzione e condotta scorretta da parte di funzionari del governo russo. Magnitsky &#232; stato successivamente perseguitato ed &#232; morto in un carcere russo.</p><p>&#200; pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Russia, comprese violazioni della libert&#224; di opinione e di espressione.</p></td><td><p>5.6.2023</p></td></tr><tr><td><p>44.</p></td><td><p>Dmitriy Viktorovich KOMNOV</p></td><td><p>&#1044;&#1084;&#1080;&#1090;&#1088;&#1080;&#1081; &#1042;&#1080;&#1082;&#1090;&#1086;&#1088;&#1086;&#1074;&#1080;&#1095; &#1050;&#1086;&#1084;&#1085;&#1086;&#1074;</p><p>(grafia russa)</p></td><td><p>Carica: tenente Colonnello, capo del centro di custodia cautelare di Mosca SIZO-5 &#171;Vodnik&#187;.</p><p>Data di nascita: 17.5.1977</p><p>Luogo di nascita: regione di Kashira, Mosca, Federazione russa</p><p>Cittadinanza: russa</p><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Komnov &#232; un funzionario di alto livello del sistema penitenziario russo. &#200; capo del centro di custodia cautelare di Mosca SIZO-5 &#171;Vodnik&#187;, dove &#232; detenuto Vladimir Kara-Murza.</p><p>Kara-Murza &#232; un attivista di spicco dell'opposizione in Russia. Nel 2022 procedimenti giudiziari di matrice politica basati su false accuse sono stati avviati a carico di Kara-Murza, che aveva accusato il Cremlino di commettere crimini di guerra in Ucraina e aveva condannato pubblicamente l'aggressione russa. Nell'aprile 2023 &#232; stato condannato a&#160;25 anni in un campo di&#160;lavoro/carcere ad alta sicurezza. I procedimenti giudiziari a suo carico hanno preso di mira il suo attivismo e sono serviti da simulacro di processo in Russia al fine di mettere a tacere le voci critiche nei confronti del regime al potere che si oppongono alla guerra di aggressione contro l'Ucraina. Il regime russo utilizza ampiamente il sistema giudiziario del paese come strumento nel quadro di numerose gravi violazioni dei diritti umani. Il sistema giudiziario non &#232; indipendente ed &#232; utilizzato per violare sistematicamente e gravemente i diritti umani delle persone che si oppongono al regime al potere, privandole della loro libert&#224; di opinione e di espressione.</p><p>Le condizioni di salute di Kara-Murza sono notevolmente peggiorate dall'inizio della sua detenzione, nell'aprile&#160;2022. Komnov &#232; responsabile del trattamento degradante di Kara-Murza in quanto questi &#232; stato rinchiuso in una cella di punizione nonostante soffra di un grave disturbo nervoso causato da due precedenti avvelenamenti.</p><p>I maltrattamenti inflitti a Kara-Murza nel centro di custodia cautelare gestito da Komnov confermano il modello di prassi consolidata di trattamento disumano degli oppositori del regime detenuti. Komnov era il direttore del centro di custodia cautelare di &#171;Butyrka&#187; all'epoca in cui condizioni insopportabili hanno portato alla morte dell'attivista anticorruzione Sergei Magnitsky.</p><p>Komnov &#232; pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Russia, compresi trattamenti degradanti e violazioni della libert&#224; di opinione e di espressione.</p></td><td><p>5.6.2023</p></td></tr><tr><td><p><a>&#9660;M9</a></p></td></tr><tr><td><p>45.</p></td><td><p>Oleg Anatolyevich BARANOV</p></td><td><p>&#1054;&#1083;&#1077;&#1075; &#1040;&#1085;&#1072;&#1090;&#1086;&#1083;&#1100;&#1077;&#1074;&#1080;&#1095; &#1041;&#1040;&#1056;&#1040;&#1053;&#1054;&#1042;</p><p>(grafia russa)</p></td><td><p>Cariche: capo della direzione principale degli Affari interni della citt&#224; di Mosca; tenente generale della polizia</p><p>Data di nascita: 16.3.1969</p><p>Luogo di nascita: Potsdam, Germania</p><p>Cittadinanza: russa</p><p>Sesso: maschile</p><p>Entit&#224; associate:</p><p>direzione principale degli Affari interni della citt&#224; di Mosca;</p><p>Centro per la lotta all'estremi-smo;</p><p>dipartimen-to delle tecnologie dell'informazione della citt&#224; di Mosca;</p><p>NTechLab;</p><p>Tevian</p></td><td><p>Oleg Baranov &#232; il capo della direzione principale degli Affari interni della citt&#224; di Mosca. In tale veste, controlla le forze di polizia, gli addetti alle indagini penali, i centri di detenzione, il Centro per la lotta all'estremismo e altre unit&#224; di contrasto a Mosca.</p><p>La direzione principale degli Affari interni della citt&#224; di Mosca, sotto il suo comando, ha monitorato e posto in detenzione arbitraria giornalisti indipendenti e attivisti dell'opposizione che hanno partecipato a proteste pacifiche a favore di Alexei Navalny, contro la corruzione del governo della Russia e in opposizione all'invasione russa dell'Ucraina. Ha inoltre rintracciato e posto in detenzione le reclute che tentavano di sottrarsi alla mobilitazione per la guerra di aggressione russa nei confronti dell'Ucraina. A tal fine, ha fatto ricorso al sistema di riconoscimento facciale a Mosca quale strumento di repressione.</p><p>Oleg Baranov &#232; pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Russia, tra cui arresti o detenzioni arbitrari, e di violazioni o abusi della libert&#224; di riunione pacifica e di associazione.</p></td><td><p>20.7.2023</p></td></tr><tr><td><p>46.</p></td><td><p>Eduard Anatolyevich LYSENKO</p></td><td><p>&#1069;&#1076;&#1091;&#1072;&#1088;&#1076; &#1040;&#1085;&#1072;&#1090;&#1086;&#1083;&#1100;&#1077;&#1074;&#1080;&#1095; &#1051;&#1067;&#1057;&#1045;&#1053;&#1050;&#1054;</p><p>(grafia russa)</p></td><td><p>Cariche: ministro del governo di Mosca; capo del dipartimento delle tecnologie dell'informa-zione della citt&#224; di Mosca</p><p>Data di nascita: 22.1.1975</p><p>Luogo di nascita: Yaroslavl, RSFS russa (ora Federazione russa)</p><p>Cittadinanza: russa</p><p>Sesso: maschile</p><p>Persone associate:</p><p>Natalia Sergunina</p><p>Entit&#224; associate:</p><p>dipartimento delle tecnologie dell'informa-zione della citt&#224; di Mosca;</p><p>direzione principale degli Affari interni della citt&#224; di Mosca</p></td><td><p>Eduard Lysenko &#232; un ministro del governo di Mosca nonch&#233; il capo del dipartimento delle tecnologie dell'informazione della citt&#224; di Mosca.</p><p>Tale dipartimento sviluppa e utilizza il sistema di riconoscimento facciale a Mosca. Trasmette i dati raccolti mediante il sistema di riconoscimento facciale alle unit&#224; di contrasto della direzione principale degli Affari interni della citt&#224; di Mosca.</p><p>La direzione in questione ha fatto ricorso al sistema di riconoscimento facciale quale strumento di repressione, in particolare a fini di monitoraggio e detenzione arbitraria di giornalisti indipendenti e attivisti dell'opposizione che hanno partecipato a proteste pacifiche a favore di Alexei Navalny, contro la corruzione del governo della Russia e in opposizione all'invasione russa dell'Ucraina. La direzione principale degli Affari interni della citt&#224; di Mosca ha utilizzato il sistema di riconoscimento facciale anche per rintracciare e porre in detenzione le reclute che tentavano di sottrarsi alla mobilitazione per la guerra di aggressione russa nei confronti dell'Ucraina.</p><p>Eduard Lysenko &#232; pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Russia, tra cui arresti o detenzioni arbitrari, e di violazioni o abusi della libert&#224; di riunione pacifica e di associazione.</p></td><td><p>20.7.2023</p></td></tr><tr><td><p>47.</p></td><td><p>Natalia Alekseevna SERGUNINA</p></td><td><p>&#1053;&#1072;&#1090;&#1072;&#1083;&#1100;&#1103; &#1040;&#1083;&#1077;&#1082;&#1089;&#1077;&#1077;&#1074;&#1085;&#1072; &#1057;&#1045;&#1056;&#1043;&#1059;&#1053;&#1048;&#1053;&#1040;</p><p>(grafia russa)</p></td><td><p>Cariche: vicesindaco nel governo di Mosca; capo dell'apparato del sindaco e del governo di Mosca</p><p>Data di nascita: 22.8.1978</p><p>Luogo di nascita: Mosca, RSFS russa (ora Federazione russa)</p><p>Cittadinanza: russa</p><p>Sesso: femminile</p><p>Indirizzo: (ufficio) Voznesensky pereulok, 22, 125009 Mosca, Federazione russa</p><p>Persone associate:</p><p>Eduard Lysenko</p><p>Entit&#224; associate:</p><p>dipartimento delle tecnologie dell'informa-zione della citt&#224; di Mosca;</p><p>direzione principale degli Affari interni della citt&#224; di Mosca</p><p>Altre informazioni identificative: tel.: +74956298447 (ufficio)</p></td><td><p>Natalia Sergunina &#232; vicesindaco di Mosca. Il dipartimento delle tecnologie dell'informazione della citt&#224; di Mosca, di cui &#232; responsabile, sviluppa e utilizza il sistema di riconoscimento facciale a Mosca. Trasmette i dati raccolti mediante il sistema di riconoscimento facciale alle unit&#224; di contrasto della direzione principale degli Affari interni della citt&#224; di Mosca.</p><p>La direzione principale degli Affari interni della citt&#224; di Mosca ha fatto ricorso al sistema di riconoscimento facciale quale strumento di repressione, in particolare a fini di monitoraggio e detenzione arbitraria di giornalisti indipendenti e attivisti dell'opposizione che hanno partecipato a proteste pacifiche a favore di Alexei Navalny, contro la corruzione del governo della Russia e in opposizione all'invasione russa dell'Ucraina. La direzione principale degli Affari interni della citt&#224; di Mosca ha utilizzato il sistema di riconoscimento facciale anche per rintracciare e porre in detenzione le reclute che tentavano di sottrarsi alla mobilitazione per la guerra di aggressione russa nei confronti dell'Ucraina.</p><p>Natalia Sergunina &#232; pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Russia, tra cui arresti o detenzioni arbitrari, e di violazioni o abusi della libert&#224; di riunione pacifica e di associazione.</p></td><td><p>20.7.2023</p></td></tr><tr><td><p>48.</p></td><td><p>Dmitry Yurievich NOZHKIN</p></td><td><p>&#1044;&#1084;&#1080;&#1090;&#1088;&#1080;&#1081; &#1070;&#1088;&#1100;&#1077;&#1074;&#1080;&#1095; &#1053;&#1054;&#1046;&#1050;&#1048;&#1053;</p><p>(grafia russa)</p></td><td><p>Carica: capo del carcere IK-6 nella regione di Vladimir</p><p>Data di nascita: 3.7.1981</p><p>Indirizzo: Suzdalskaya St., 2, 118, Vladimir, regione di Vladimir, Russia, 600009</p><p>Numero di identifica-zione fiscale: 583520944622</p></td><td><p>Dmitry Nozhkin &#232; a capo della colonia penitenziaria IK-6 a Melekhovo, nella regione di Vladimir, dove il leader dell'opposizione politica russa Alexei Navalny &#232; detenuto da marzo&#160;2022, quando &#232; stato condannato.</p><p>Navalny &#232; stato sottoposto a diversi cicli di isolamento in una cella di punizione per oltre 100 giorni da agosto&#160;2022, che hanno portato a un drastico peggioramento del suo stato di salute. I metodi adottati dall'amministrazione della colonia (che comprendono, tra l'altro, l'utilizzo di luci LED ad alta intensit&#224;) costituiscono pene crudeli, disumane o degradanti all'interno della colonia penitenziaria IK-6, delle quali Dmitry Nozhkin &#232; direttamente responsabile in quanto capo della struttura.</p><p>Dmitry Nozhkin &#232; pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Russia, tra cui torture e altri trattamenti o pene crudeli, disumani o degradanti, arresti o detenzioni arbitrari, nonch&#233; violazioni o abusi della libert&#224; di opinione e di espressione.</p></td><td><p>20.7.2023</p></td></tr><tr><td><p>49.</p></td><td><p>Yuri Alexandrovich FOMIN</p></td><td><p>&#1070;&#1088;&#1080;&#1081; &#1040;&#1083;&#1077;&#1082;&#1089;&#1072;&#1085;&#1076;&#1088;&#1086;&#1074;&#1080;&#1095;</p><p>&#1060;&#1054;&#1052;&#1048;&#1053;</p><p>(grafia russa)</p></td><td><p>Carica: vicecapo del carcere IK-6 nella regione di Vladimir</p><p>Data di nascita: 28.8.1986</p><p>Indirizzo: Komsomolskaya St., 95/2, 13, Kovrov, regione di Vladimir, Russia, 601914</p></td><td><p>Yuri Fomin &#232; uno dei vicecapi della colonia penitenziaria IK-6 a Melekhovo, nella regione di Vladimir, dove il leader dell'opposizione politica russa Alexei Navalny &#232; detenuto da marzo&#160;2022, quando &#232; stato condannato.</p><p>Navalny &#232; stato sottoposto a diversi cicli di isolamento in una cella di punizione per oltre 100 giorni da agosto&#160;2022, che hanno portato a un drastico peggioramento del suo stato di salute. I metodi adottati dall'amministrazione della colonia (che comprendono, tra l'altro, l'utilizzo di luci LED ad alta intensit&#224;) costituiscono pene crudeli, disumane o degradanti all'interno della colonia penitenziaria IK-6, delle quali Yuri Fomin &#232; direttamente responsabile in quanto vicecapo della struttura.</p><p>Yuri Fomin &#232; pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Russia, tra cui torture e altri trattamenti o pene crudeli, disumani o degradanti, arresti o detenzioni arbitrari, nonch&#233; violazioni o abusi della libert&#224; di opinione e di espressione.</p></td><td><p>20.7.2023</p></td></tr><tr><td><p>50.</p></td><td><p>Danila Andreevich SINYUKHIN</p></td><td><p>&#1044;&#1072;&#1085;&#1080;&#1083;&#1072; &#1040;&#1085;&#1076;&#1088;&#1077;&#1077;&#1074;&#1080;&#1095; &#1057;&#1048;&#1053;&#1070;&#1061;&#1048;&#1053;</p><p>(grafia russa)</p></td><td><p>Carica: vicecapo del carcere IK-6 nella regione di Vladimir</p><p>Data di nascita: 8.8.1990</p><p>Indirizzo: Narodnaya St., 8, 91, Vladimir, regione di Vladimir, Russia, 600026</p></td><td><p>Danila Sinyukhin &#232; uno dei vicecapi della colonia penitenziaria IK-6 a Melekhovo, nella regione di Vladimir, dove il leader dell'opposizione politica russa Alexei Navalny &#232; detenuto da marzo&#160;2022, quando &#232; stato condannato.</p><p>Navalny &#232; stato sottoposto a diversi cicli di isolamento in una cella di punizione per oltre 100 giorni da agosto&#160;2022, che hanno portato a un drastico peggioramento del suo stato di salute. I metodi adottati dall'amministrazione della colonia (che comprendono, tra l'altro, l'utilizzo di luci LED ad alta intensit&#224;) costituiscono pene crudeli, disumane o degradanti all'interno della colonia penitenziaria IK-6, delle quali Danila Sinyukhin &#232; direttamente responsabile in quanto vicecapo della struttura.</p><p>Danila Sinyukhin &#232; pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Russia, tra cui torture e altri trattamenti o pene crudeli, disumani o degradanti, arresti o detenzioni arbitrari, nonch&#233; violazioni o abusi della libert&#224; di opinione e di espressione.</p></td><td><p>20.7.2023</p></td></tr><tr><td><p>51.</p></td><td><p>Anatoly Alekseevich GORSHKOV</p></td><td><p>&#1040;&#1085;&#1072;&#1090;&#1086;&#1083;&#1080;&#1081; &#1040;&#1083;&#1077;&#1082;&#1089;&#1077;&#1077;&#1074;&#1080;&#1095; &#1043;&#1054;&#1056;&#1064;&#1050;&#1054;&#1042;</p><p>(grafia russa)</p></td><td><p>Carica: vicecapo del carcere IK-6 nella regione di Vladimir</p><p>Data di nascita: 6.5.1984</p><p>Indirizzo: Sergey Lazo St., 4/1, 75, Kovrov, regione di Vladimir, Russia, 601911</p></td><td><p>Anatoly Gorshkov &#232; uno dei vicecapi della colonia penitenziaria IK-6 a Melekhovo, nella regione di Vladimir, dove il leader dell'opposizione politica russa Alexei Navalny &#232; detenuto da marzo&#160;2022, quando &#232; stato condannato.</p><p>Navalny &#232; stato sottoposto a diversi cicli di isolamento in una cella di punizione per oltre 100 giorni da agosto&#160;2022, che hanno portato a un drastico peggioramento del suo stato di salute. I metodi adottati dall'amministrazione della colonia (che comprendono, tra l'altro, l'utilizzo di luci LED ad alta intensit&#224;) costituiscono pene crudeli, disumane o degradanti all'interno della colonia penitenziaria IK-6, delle quali Anatoly Gorshkov &#232; direttamente responsabile in quanto vicecapo della struttura.</p><p>Anatoly Gorshkov &#232; pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Russia, tra cui torture e altri trattamenti o pene crudeli, disumani o degradanti, arresti o detenzioni arbitrari, nonch&#233; violazioni o abusi della libert&#224; di opinione e di espressione.</p></td><td><p>20.7.2023</p></td></tr><tr><td><p>52.</p></td><td><p>Dmitry Ivanovich MAKORIN</p></td><td><p>&#1044;&#1084;&#1080;&#1090;&#1088;&#1080;&#1081; &#1048;&#1074;&#1072;&#1085;&#1086;&#1074;&#1080;&#1095;</p><p>&#1052;&#1040;&#1050;&#1054;&#1056;&#1048;&#1053;</p><p>(grafia russa)</p></td><td><p>Carica: vicecapo del carcere IK-6 nella regione di Vladimir</p><p>Data di nascita: 23.6.1984</p><p>Indirizzo: Dachny proezd, 3, apt. 3, Melehovo, regione di Vladimir, Russia</p></td><td><p>Dmitry Makorin &#232; uno dei vicecapi della colonia penitenziaria IK-6 a Melekhovo, nella regione di Vladimir, dove il leader dell'opposizione politica russa Alexei Navalny &#232; detenuto da marzo&#160;2022, quando &#232; stato condannato.</p><p>Navalny &#232; stato sottoposto a diversi cicli di isolamento in una cella di punizione per oltre 100 giorni da agosto&#160;2022, che hanno portato a un drastico peggioramento del suo stato di salute. I metodi adottati dall'amministrazione della colonia (che comprendono, tra l'altro. l'utilizzo di luci LED ad alta intensit&#224;) costituiscono pene crudeli, disumane o degradanti all'interno della colonia penitenziaria IK-6, delle quali Dmitry Makorin &#232; direttamente responsabile in quanto vicecapo della struttura.</p><p>Dmitry Makorin &#232; pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Russia, tra cui torture e altri trattamenti o pene crudeli, disumani o degradanti, arresti o detenzioni arbitrari, nonch&#233; violazioni o abusi della libert&#224; di opinione e di espressione.</p></td><td><p>20.7.2023</p></td></tr><tr><td><p>53.</p></td><td><p>Mikhail Alekseevich NEIMOVICH</p></td><td><p>&#1052;&#1080;&#1093;&#1072;&#1080;&#1083; &#1040;&#1083;&#1077;&#1082;&#1089;&#1077;&#1077;&#1074;&#1080;&#1095; &#1053;E&#1048;&#1052;&#1054;&#1042;&#1048;&#1063;</p><p>(grafia russa)</p></td><td><p>Carica: tenente all'interno del carcere IK-6 nella regione di Vladimir</p><p>Data di nascita: 25.11.1997</p><p>Indirizzo: Muromskaya St., 9, 22, Kovrov, regione di Vladimir, Russia, 601909</p></td><td><p>Mikhail Neimovich &#232; un tenente del servizio penitenziario federale russo presso la colonia penitenziaria IK-6 a Melekhovo, nella regione di Vladimir, dove il leader dell'opposizione politica russa Alexei Navalny &#232; detenuto da marzo&#160;2022, quando &#232; stato condannato.</p><p>Navalny &#232; stato sottoposto a diversi cicli di isolamento in una cella di punizione per oltre 100 giorni da agosto&#160;2022, che hanno portato a un drastico peggioramento del suo stato di salute. I metodi adottati dall'amministrazione della colonia (che comprendono, tra l'altro, l'utilizzo di luci LED ad alta intensit&#224;) costituiscono pene crudeli, disumane o degradanti all'interno della colonia penitenziaria IK-6, delle quali Mikhail Neimovich &#232; direttamente responsabile.</p><p>Mikhail Neimovich &#232; pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Russia, tra cui torture e altri trattamenti o pene crudeli, disumani o degradanti, arresti o detenzioni arbitrari, nonch&#233; violazioni o abusi della libert&#224; di opinione e di espressione.</p></td><td><p>20.7.2023</p></td></tr><tr><td><p>54.</p></td><td><p>Alexey Ivanovich GIRICHEV</p></td><td><p>&#1040;&#1083;&#1077;&#1082;&#1089;&#1077;&#1081; &#1048;&#1074;&#1072;&#1085;&#1086;&#1074;&#1080;&#1095; &#1043;&#1048;&#1056;&#1048;&#1063;&#1045;&#1042;</p><p>(grafia russa)</p></td><td><p>Cariche: (ex) capo a livello regionale del servizio penitenziario federale russo (FSIN) nella regione di Vladimir fino a marzo&#160;2023;</p><p>attualmente vicecapo dell'FSIN</p><p>Data di nascita: 3.8.1975</p><p>Luogo di nascita: Kalach, distretto di Kalacheyevsky, oblast di Voronezh, RSFS russa (ora Federazione russa)</p><p>Indirizzo: (precedentemente) Zoe Kosmodemyanskaya St., 5 Corps 1, 95, Kovrov, regione di Vladimir, Russia, 601911</p><p>Numero di identifica-zione fiscale: 382101379684</p></td><td><p>Aleksey Girichev &#232; vicecapo del servizio penitenziario federale russo (FSIN), che detiene il leader dell'opposizione politica russa Alexei Navalny da marzo&#160;2022, quando &#232; stato condannato.</p><p>Navalny &#232; stato sottoposto a diversi cicli di isolamento in una cella di punizione per oltre 100 giorni da agosto&#160;2022, che hanno portato a un drastico peggioramento del suo stato di salute. I metodi adottati dall'amministrazione della colonia (che comprendono, tra l'altro, l'utilizzo di luci LED ad alta intensit&#224;) costituiscono pene crudeli, disumane o degradanti all'interno della colonia penitenziaria IK-6, delle quali Alexsey Girichev &#232; direttamente responsabile in quanto vicecapo dell'FSIN.</p><p>Alexsey Girichev &#232; pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Russia, tra cui torture e altri trattamenti o pene crudeli, disumani o degradanti, arresti o detenzioni arbitrari.</p></td><td><p>20.7.2023</p></td></tr><tr><td><p>55.</p></td><td><p>Arkady Alexandrovich GOSTEV</p></td><td><p>&#1040;&#1088;&#1082;&#1072;&#1076;&#1080;&#1081; &#1040;&#1083;&#1077;&#1082;&#1089;&#1072;&#1085;&#1076;&#1088;&#1086;&#1074;&#1080;&#1095;</p><p>&#1043;&#1054;&#1057;&#1058;&#1045;&#1042;</p><p>(grafia russa)</p></td><td><p>Carica: direttore dell'FSIN (ex viceministro dell'Interno, fino al 2021)</p><p>Data di nascita: 11.2.1961</p><p>Luogo di nascita: distretto di Shatsky, regione di Ryazan, RSFS russa (ora Federazione russa)</p><p>Indirizzo: lobachevskogo, 92-12, Mosca, 117453</p><p>N. di passaporto: 620120675</p></td><td><p>Arkady Gostev &#232; direttore del servizio penitenziario federale russo (FSIN), che detiene il leader dell'opposizione politica russa Alexei Navalny da marzo&#160;2022, quando &#232; stato condannato.</p><p>Navalny &#232; stato sottoposto a diversi cicli di isolamento in una cella di punizione per oltre 100 giorni da agosto&#160;2022, che hanno portato a un drastico peggioramento del suo stato di salute. I metodi adottati dall'amministrazione della colonia (che comprendono. tra l'altro, l'utilizzo di luci LED ad alta intensit&#224;) costituiscono pene crudeli, disumane o degradanti all'interno della colonia penitenziaria IK-6, delle quali Arkady Gostev &#232; direttamente responsabile in quanto direttore dell'FSIN.</p><p>Arkady Gostev &#232; pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Russia, tra cui torture e altri trattamenti o pene crudeli, disumani o degradanti, arresti o detenzioni arbitrari.</p></td><td><p>20.7.2023</p></td></tr><tr><td><p>56.</p></td><td><p>Alexander Alexandrovitch</p><p>SAMOFAL</p></td><td><p>&#1040;&#1083;&#1077;&#1082;&#1089;&#1072;&#1085;&#1076;&#1088; &#1040;&#1083;&#1077;&#1082;&#1089;&#1072;&#1085;&#1076;&#1088;&#1086;&#1074;&#1080;&#1095;</p><p>&#1057;&#1040;&#1052;&#1054;&#1060;&#1040;&#1051;</p><p>(grafia russa)</p></td><td><p>Carica: agente del Servizio federale di sicurezza (FSB) della Federazione russa</p><p>Data di nascita: 23.8.1981</p><p>Luogo di nascita: Mosca, RSFS russa (ora Federazione russa)</p><p>Indirizzo: (precedentemente) Military Unit 2568, FSB Border Service Academy, Golitsyno, Federazione russa</p></td><td><p>Alexander Samofal &#232; un agente del Servizio federale di sicurezza (FSB) della Federazione russa. In tale veste, &#232; stato personalmente coinvolto in un'operazione dell'FSB finalizzata ad assassinare Wladimir Kara-Murza, esponente di spicco dell'opposizione russa, mediante l'uso di una neurotossina. L'avvelenamento quasi fatale ha danneggiato gravemente lo stato di salute di Kara-Murza, con ripercussioni negative sulla sua condizione fisica a lungo termine.</p><p>Kara-Murza &#232; un attivista di spicco dell'opposizione in Russia. Nel 2022 procedimenti giudiziari di matrice politica basati su false accuse sono stati avviati a carico di Kara-Murza, che aveva accusato il Cremlino di commettere crimini di guerra in Ucraina e aveva condannato pubblicamente l'aggressione russa. Nell'aprile 2023 &#232; stato condannato a&#160;25 anni di campo di lavoro/carcere ad alta sicurezza. I procedimenti giudiziari a suo carico hanno preso di mira il suo attivismo e sono serviti da simulacro di processo in Russia al fine di mettere a tacere le voci critiche nei confronti del regime al potere che si oppongono alla guerra di aggressione contro l'Ucraina.</p><p>Alexander Samofal &#232; pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Russia, tra cui torture e altri trattamenti o pene crudeli, disumani o degradanti.</p></td><td><p>20.7.2023</p></td></tr><tr><td><p><a>&#9660;M10</a></p></td></tr><tr><td><p>57.</p></td><td><p>Habibullah AGHA</p><p>alias</p><p>Mawlawi, Maulvi, Hadith, Sheikh</p></td><td><p>&#1581;&#1576;&#1740;&#1576; &#1575;&#1604;&#1604;&#1607; &#1575;&#1594;&#1575;</p><p>(grafia pashto)</p></td><td><p>Carica: ministro talebano dell'Istruzione facente funzione</p><p>Data di nascita: 1954 o 1955</p><p>Luogo di nascita: Vach Bakhto, Shah Wali Kot, provincia di Kandahar, Afghanistan</p><p>Cittadinanza: afghana</p><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Habibullah Agha &#232; stato nominato ministro talebano dell'Istruzione facente funzione nel settembre 2022. In tale veste, ha attuato la politica talebana consistente nell'impedire l'accesso delle ragazze all'istruzione secondaria, prorogando il divieto per le studentesse di partecipare all'istruzione secondaria oltre la 6<span>a</span>&#160;classe.</p><p>Inoltre, Habibullah Agha ha personalmente aggravato le attuali politiche di discriminazione di genere dei talebani ordinando anche la chiusura di centri di istruzione privati e gestiti da ONG, che in precedenza erano serviti come luogo di istruzione per le ragazze. &#200; pertanto personalmente responsabile di violazioni dei diritti umani in Afghanistan, in particolare l'imposizione di una sistematica oppressione basata sul genere nel settore dell'istruzione. &#200; personalmente responsabile della perdurante violazione del diritto fondamentale delle ragazze afghane all'istruzione secondaria e del diritto alla parit&#224; di trattamento tra ragazzi e ragazze nel settore dell'istruzione secondaria, escludendo quindi ulteriormente le ragazze dalla societ&#224;.</p><p>In veste di ministro talebano dell'Istruzione facente funzione, &#232; pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Afghanistan, in particolare la violazione del diritto delle ragazze e delle donne all'istruzione e del diritto alla parit&#224; di trattamento tra uomini e donne.</p></td><td><p>20.7.2023</p></td></tr><tr><td><p>58.</p></td><td><p>Abdul Hakim HAQQANI</p><p>alias</p><p>Mawlawi Sheikh Abdul Hakim Haqqani Ishaqzai;</p><p>&#171;Shaikhul Hadis&#187; Maulvi Abdul Hakim &#171;Haqqani&#187;</p></td><td><p>&#1588;&#1740;&#1582; &#1575;&#1604;&#1581;&#1583;&#1740;&#1579; &#1605;&#1608;&#1604;&#1608;&#1610; &#1593;&#1576;&#1583;&#1575;&#1604;&#1581;&#1705;&#1740;&#1605; &#1581;&#1602;&#1575;&#1606;&#1610;</p><p>&#1604;&#1602;&#1590;&#1575;&#1578; &#1588;&#1740;&#1582; &#1593;&#1576;&#1583;&#1575;&#1604;&#1581;&#1705;&#1740;&#1605; &#1581;&#1602;&#1575;&#1606;&#1610;</p><p>(grafia pashto)</p></td><td><p>Carica: presidente talebano facente funzione della Corte suprema afghana</p><p>Qazi al-Quzzat (giudice supremo)</p><p>Data di nascita: 1967</p><p>Luogo di nascita: Panjwayi, provincia di Kandahar, Afghanistan</p><p>Cittadinanza: afghana</p><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Abdul Hakim Haqqani &#232; l'attuale presidente talebano facente funzione della Corte suprema afghana, nominato dalla dirigenza talebana nel 2021. In tale veste, ha di fatto utilizzato il sistema giuridico per attuare l'oppressione basata sul genere nei confronti delle donne escludendo le giudici dal sistema giudiziario afghano e limitando sistematicamente l'accesso delle donne alla giustizia, in violazione del principio della parit&#224; di trattamento tra uomini e donne.</p><p>Al di l&#224; del suo ruolo di presidente talebano facente funzione della Corte suprema, Abdul Hakim Haqqani riveste la funzione di leader ideologico dei talebani. Grazie al suo rapporto personale con il leader talebano Haibatullah Akhundzada, ha esercitato un'influenza politica al fine di definire l'ideologia talebana in materia di oppressione basata sul genere, in particolare emanando orientamenti per l'esclusione sistematica di donne e ragazze dalla vita pubblica in Afghanistan.</p><p>In veste di presidente talebano facente funzione della Corte suprema afghana, &#232; pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Afghanistan, in particolare la violazione del diritto delle donne di accedere alla giustizia e del diritto alla parit&#224; di trattamento tra uomini e donne.</p></td><td><p>20.7.2023</p></td></tr><tr><td><p>59.</p></td><td><p>Abdul-Hakim SHAREI</p><p>alias</p><p>Sharae; Sharie; Shara&#8217;i</p></td><td><p>&#1593;&#1576;&#1583;&#1575;&#1604;&#1581;&#1705;&#1740;&#1605; &#1588;&#1585;&#1740;&#1585;&#1740;</p><p>(grafia pashto)</p></td><td><p>Carica: ministro talebano della Giustizia facente funzione</p><p>Titolo: Shaikh-al-Hadith Mawlawi</p><p>Data di nascita: 1961</p><p>Luogo di nascita: Ayub-Khil, provincia di Khost, Afghanistan</p><p>Cittadinanza: afghana</p><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>A seguito dell'ascesa al potere dei talebani in Afghanistan, Abdul-Hakim Sharei, in veste di ministro talebano della Giustizia facente funzione, ha avviato uno sforzo concertato per alterare il sistema giudiziario nazionale ai danni delle donne afghane. Ha di fatto ostacolato l'abilitazione di avvocati donna come pure la possibilit&#224; per le donne di ricevere rappresentanza legale, e ha rimosso le donne dalle loro posizioni all'interno del sistema giudiziario. Ha altres&#236; impartito l'istruzione di rivedere l'intero quadro giuridico dell'Afghanistan, il che ha terminato l'applicazione della legge sull'eliminazione della violenza contro le donne.</p><p>Tali politiche costituiscono uno sforzo concertato volto a sfruttare l'impossibilit&#224; di accedere alla giustizia come strumento efficace per promuovere un sistema di oppressione basata sul genere, esponendo donne e ragazze a una situazione di assenza del diritto e impunit&#224;, di cui Abdul-Hakim Sharei &#232; direttamente e personalmente responsabile.</p><p>In veste di ministro talebano della Giustizia facente funzione, &#232; pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Afghanistan, in particolare la violazione del diritto delle donne di accedere alla giustizia e del diritto alla parit&#224; di trattamento tra uomini e donne.</p></td><td><p>20.7.2023</p></td></tr><tr><td><p>60.</p></td><td><p>James Mark NANDO</p></td><td><p>&#160;</p><div/></td><td><p>Carica: Maggiore generale, Forze popolari di difesa del Sud Sudan (SSPDF)</p><p>Luogo di nascita: Ezo, contea di Ezo, Equatoria occidentale, Sud Sudan</p><p>Indirizzo: Juba, Sud Sudan</p><p>Cittadinanza: sud sudanese</p><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>James Nando &#232; un alto ufficiale delle Forze popolari di difesa del Sud Sudan (SSPDF), che detiene il grado di Maggiore Generale. Dirige forze nello Stato sud sudanese dell'Equatoria occidentale che hanno perpetrato attacchi diffusi contro la popolazione civile. Le sue forze ricorrono sistematicamente alla violenza sessuale e di genere come mezzo per terrorizzare la popolazione.</p><p>In veste di Maggiore Generale, &#232; pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani nel Sud Sudan, tra cui violenze sessuali e di genere.</p></td><td><p>20.7.2023</p></td></tr><tr><td><p>61.</p></td><td><p>Mahamat SALLEH Adoum Kette</p><p>alias</p><p>Mahamet Salleh</p></td><td><p>&#160;</p><div/></td><td><p>Carica: Generale del Fronte popolare per la rinascita della Repubblica centrafricana (FPRC)</p><p>Cittadinanza: Repubblica centrafricana</p><p>Luogo di nascita: Prefettura di Haute-Kotto, Repubblica centrafricana</p><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>In quanto figura di spicco del Fronte popolare per la rinascita della Repubblica centrafricana (FPRC), Mahamat Salleh ha guidato forze nella Repubblica centrafricana che hanno perpetrato attacchi diffusi contro la popolazione civile. Per anni Salleh e le forze sotto il suo controllo hanno commesso ripetutamente reati connessi alla violenza sessuale e di genere su vasta scala, come mezzo per terrorizzare la popolazione civile.</p><p>In veste di Generale dell'FPRC, &#232; pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani nella Repubblica centrafricana, tra cui violenze sessuali e di genere.</p></td><td><p>20.7.2023</p></td></tr><tr><td><p>62.</p></td><td><p>Igor Leonidovich KOLEDA</p></td><td><p>I&#1075;&#1086;&#1088; &#1051;&#1077;&#1086;&#1085;i&#1076;&#1086;&#1074;&#1080;&#1095; &#1050;&#1054;&#1051;&#1045;&#1044;&#1040;</p><p>(grafia ucraina)</p><p>&#1048;&#1075;&#1086;&#1088;&#1100; &#1051;&#1077;&#1086;&#1085;&#1080;&#1076;&#1086;&#1074;&#1080;&#1095;</p><p>&#1050;&#1054;&#1051;&#1045;&#1044;&#1040;</p><p>(grafia russa)</p></td><td><p>Carica: Comandante della 30<span>a</span> Brigata dei fucilieri motorizzati.</p><p>Grado: Colonnello</p><p>Data di nascita: 11.12.1973</p><p>Cittadinanza: russa</p><p>Sesso: maschile</p><p>Numero identificativo delle forze armate: 540530367155</p></td><td><p>Igor Leonidovich Koleda &#232; comandante della 30<span>a</span> Brigata dei fucilieri motorizzati delle forze armate russe e detiene il grado di Colonnello. La brigata sotto il suo comando ha partecipato all'invasione illegale dell'Ucraina da parte della Russia all'inizio del&#160;2022.</p><p>Agli inizi del 2022 i membri della 30<span>a</span> Brigata dei fucilieri motorizzati hanno commesso atti di violenza sessuale e di genere contro la popolazione civile ucraina, anche nei confronti di almeno una persona minorenne. Le autorit&#224; ucraine hanno identificato un membro della 30<span>a</span> Brigata dei fucilieri motorizzati come sospettato di violenza sessuale contro le donne.</p><p>La portata e la gravit&#224; degli atti di violenza sessuale che si verificano nelle zone ucraine occupate dalla Russia suggeriscono che &#232; stata effettuata una pianificazione sistematica e che i comandanti russi sono a conoscenza delle violenze sessuali perpetrate dal personale militare in Ucraina e in alcuni casi le incoraggiano o addirittura le ordinano.</p><p>In veste di comandante della 30<span>a</span> Brigata dei fucilieri motorizzati, Igor Koleda &#232; pertanto responsabile di violazioni dei diritti umani in Ucraina, tra cui violenze sessuali e di genere.</p></td><td><p>20.7.2023</p></td></tr><tr><td><p><a>&#9660;M11</a></p></td></tr><tr><td><p>63.</p></td><td><p>Elena Victorovna PODOLNAYA</p></td><td><p>&#1045;&#1083;&#1077;&#1085;&#1072; &#1042;&#1080;&#1082;&#1090;&#1086;&#1088;&#1086;&#1074;&#1085;&#1072; &#1055;&#1054;&#1044;&#1054;&#1051;&#1068;&#1053;&#1040;&#1071;</p><p>(grafia russa)</p></td><td><p>Carica: procuratrice russa; vice procuratrice presso il &#171;tribunale distrettuale di Sinferopoli nella Repubblica di Crimea&#187;</p><p>Data di nascita: 5.9.1978</p><p>Sesso: femminile</p><p>Codice di identificazione fiscale: 261803847664</p></td><td><p>Elena Podolnaya &#232; la vice procuratrice del &#171;tribunale distrettuale di Sinferopoli nella Repubblica di Crimea&#187; istituito dalla forza di occupazione russa nella Crimea illegalmente annessa. In tale posizione, Elena Podolnaya ha partecipato al procedimento giudiziario di matrice politica nei confronti del giornalista Vladyslav Yesypenko, proponendo nei suoi confronti una pena di 11 anni di reclusione. Vladyslav Yesypenko &#232; stato condannato a&#160;6 anni di carcere.</p><p>Il procedimento giudiziario contro Vladyslav Yesypenko ha preso di mira il suo attivismo ed &#232; servito da simulacro di processo in Russia al fine di mettere a tacere le voci critiche nei confronti del regime al potere che si oppongono alla guerra di aggressione contro l&#8217;Ucraina. Il regime russo utilizza ampiamente il sistema giudiziario del paese come uno strumento nel quadro di numerose gravi violazioni dei diritti umani. Il sistema giudiziario non &#232; indipendente ed &#232; utilizzato per violare sistematicamente e gravemente i diritti umani delle persone che si oppongono al regime al potere, privandole della loro libert&#224; di opinione e di espressione.</p><p>Elena Podolnaya &#232; pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani nella Federazione russa e nei territori da essa occupati, comprese violazioni della libert&#224; di opinione e di espressione.</p></td><td><p>8.9.2023</p></td></tr><tr><td><p>64.</p></td><td><p>Denis Vladimirovich KOROVIN</p></td><td><p>&#1044;&#1077;&#1085;&#1080;&#1089; &#1042;&#1083;&#1072;&#1076;&#1080;&#1084;&#1080;&#1088;&#1086;&#1074;&#1080;&#1095; &#1050;&#1054;&#1056;&#1054;&#1042;&#1048;&#1053;</p><p>(grafia russa)</p></td><td><p>Carica: agente del Servizio federale di sicurezza (FSB) della Federazione russa</p><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Denis Korovin &#232; un agente del Servizio federale di sicurezza (FSB) della Federazione russa. Nella sua posizione, ha partecipato alla tortura del giornalista Vladyslav Yesypenko, condannato a&#160;6 anni di carcere.</p><p>Il procedimento giudiziario contro Vladyslav Yesypenko ha preso di mira il suo attivismo ed &#232; servito da simulacro di processo in Russia al fine di mettere a tacere le voci critiche nei confronti del regime al potere che si oppongono alla guerra di aggressione contro l&#8217;Ucraina. Il regime russo utilizza ampiamente il sistema giudiziario del paese come uno strumento nel quadro di numerose gravi violazioni dei diritti umani. Il sistema giudiziario non &#232; indipendente ed &#232; utilizzato per violare sistematicamente e gravemente i diritti umani delle persone che si oppongono al regime al potere, privandole della loro libert&#224; di opinione e di espressione.</p><p>Denis Korovin &#232; pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani nella Federazione russa e nei territori da essa occupati, compresi torture, trattamenti disumani e degradanti, e violazioni della libert&#224; di opinione e di espressione.</p></td><td><p>8.9.2023</p></td></tr><tr><td><p>65.</p></td><td><p>Dliaver Memetovich BERBEROV</p></td><td><p>&#1044;&#1083;&#1103;&#1074;&#1077;&#1088; &#1052;&#1077;&#1084;&#1077;&#1090;&#1086;&#1074;&#1080;&#1095; &#1041;&#1045;&#1056;&#1041;&#1045;&#1056;&#1054;&#1042;</p><p>(grafia russa)</p></td><td><p>Carica: giudice presso il &#171;tribunale distrettuale di Sinferopoli nella Repubblica di Crimea&#187;</p><p>Data di nascita: 17.8.1978</p><p>Luogo di nascita: Uzbekistan</p><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Dliaver Berberov &#232; giudice presso il &#171;tribunale distrettuale di Sinferopoli nella Repubblica di Crimea&#187; istituito dalla forza di occupazione russa nella Crimea illegalmente annessa. In tale posizione, ha partecipato al procedimento giudiziario di matrice politica nei confronti del giornalista Vladyslav Yesypenko.</p><p>Il 16&#160;febbraio 2021 Dliaver Berberov ha pronunciato la sentenza del caso di Vladyslav Yesypenko e lo ha condannato a&#160;6 anni di carcere.</p></td><td><p>8.9.2023</p></td></tr><tr><td><p>&#160;</p><div/></td><td><p>&#160;</p><div/></td><td><p>&#160;</p><div/></td><td><p>Indirizzo: 6 Turkenicha St., Sinferopoli, Crimea, Ucraina</p><p>&#1040;&#1056; &#1050;&#1088;&#1080;&#1084;, &#1075;. &#1057;&#1080;&#1084;&#1092;&#1077;&#1088;&#1086;&#1087;&#1086;&#1083;&#1100;, &#1091;&#1083;. &#1058;&#1091;&#1088;&#1082;&#1077;&#1085;&#1080;&#1095;&#1072; 6</p><p>Codice DRFO: 2871801456</p></td><td><p>Il procedimento giudiziario contro Vladyslav Yesypenko ha preso di mira il suo attivismo ed &#232; servito da simulacro di processo in Russia al fine di mettere a tacere le voci critiche nei confronti del regime al potere che si oppongono alla guerra di aggressione contro l&#8217;Ucraina. Il regime russo utilizza ampiamente il sistema giudiziario del paese come uno strumento nel quadro di numerose gravi violazioni dei diritti umani. Il sistema giudiziario non &#232; indipendente ed &#232; utilizzato per violare sistematicamente e gravemente i diritti umani delle persone che si oppongono al regime al potere, privandole della loro libert&#224; di opinione e di espressione.</p><p>Dliaver Berberov &#232; pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani nella Federazione russa e nei territori da essa occupati, comprese violazioni della libert&#224; di opinione e di espressione.</p></td><td><p>&#160;</p><div/></td></tr><tr><td><p>66.</p></td><td><p>Vitaliy Olegovich VLASOV</p></td><td><p>&#1042;&#1080;&#1090;&#1072;&#1083;&#1080;&#1081; &#1054;&#1083;&#1077;&#1075;&#1086;&#1074;&#1080;&#1095; &#1042;&#1051;&#1040;&#1057;&#1054;&#1042;</p><p>(grafia russa)</p></td><td><p>Carica: investigatore del Servizio federale di sicurezza (FSB) della Federazione russa</p><p>Data di nascita: 7.5.1986</p><p>Luogo di nascita: Shimanovsk/oblast di Amur/Federazione russa</p><p>Cittadinanza: russa</p><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Vitaliy Vlasov &#232; un investigatore del Servizio federale di sicurezza (FSB) della Federazione russa. In tale posizione, ha condotto le indagini sui casi del giornalista Vladyslav Yesypenko, di membri della comunit&#224; tatara di Crimea in Crimea, tra cui Nariman Dzhelyalov, nonch&#233; di membri dei testimoni di Geova, tra cui Aleksandr Dubovenko e Aleksandr Litvinyuk.</p><p>In tale contesto, Vlasov &#232; stato coinvolto nelle sistematiche campagne di persecuzione contro la comunit&#224; tatara di Crimea e i membri dei testimoni di Geova per le loro convinzioni religiose.</p><p>&#200; pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani nella Federazione russa e nei territori da essa occupati, compresi torture, trattamenti disumani e degradanti, arresti e detenzioni arbitrari e violazioni della libert&#224; di opinione e di espressione.</p></td><td><p>8.9.2023</p></td></tr><tr><td><p>67.</p></td><td><p>Viktor Viktorovich KRAPKO</p></td><td><p>&#1042;&#1080;&#1082;&#1090;&#1086;&#1088; &#1042;&#1080;&#1082;&#1090;&#1086;&#1088;&#1086;&#1074;&#1080;&#1095; &#1050;&#1056;&#1040;&#1055;&#1050;&#1054;</p><p>(grafia russa)</p></td><td><p>Carica: giudice della &#171;Corte suprema della Repubblica di Crimea&#187;; ex giudice presso il tribunale distrettuale di Kiev a Sinferopoli</p><p>Data di nascita: 22.1.1989</p><p>Cittadinanza: russa</p><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Viktor Krapko &#232; un giudice della &#171;Corte suprema della Repubblica di Crimea&#187; istituita dalla forza di occupazione russa nella Crimea illegalmente annessa. In tale posizione, ha partecipato al procedimento giudiziario di matrice politica nei confronti del giornalista Vladyslav Yesypenko e del tataro di Crimea Nariman Dzhelyalov.</p><p>Krapko &#232; inoltre responsabile di aver autorizzato perquisizioni nelle abitazioni di membri dei testimoni di Geova nel 2021 nella Crimea occupata dalla Russia.</p><p>Il regime russo utilizza ampiamente il sistema giudiziario del paese come uno strumento nel quadro di numerose gravi violazioni dei diritti umani. Il sistema giudiziario non &#232; indipendente ed &#232; utilizzato per violare sistematicamente e gravemente i diritti umani delle persone che si oppongono al regime al potere, privandole della loro libert&#224; di opinione e di espressione.</p><p>In tale contesto, Krapko &#232; stato coinvolto nelle sistematiche campagne di persecuzione contro la comunit&#224; tatara di Crimea e i membri dei testimoni di Geova per le loro convinzioni religiose.</p><p>&#200; pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani nella Federazione russa e nei territori da essa occupati, comprese violazioni della libert&#224; di opinione e di espressione.</p></td><td><p>8.9.2023</p></td></tr><tr><td><p>68.</p></td><td><p>Anastasia Ivanovna SUPRYAGA</p></td><td><p>&#1040;&#1085;&#1072;&#1089;&#1090;&#1072;&#1089;&#1080;&#1103; &#1048;&#1074;&#1072;&#1085;&#1086;&#1074;&#1085;&#1072; &#1057;&#1059;&#1055;&#1056;&#1071;&#1043;&#1040;</p><p>(grafia russa)</p></td><td><p>Carica: procuratrice presso la &#171;procura della Crimea&#187;</p><p>Data di nascita: 15.3.1983</p><p>Luogo di nascita: Vinohradove, distretto di Saksky, Repubblica autonoma di Crimea, Ucraina</p><p>Cittadinanza: russa</p><p>Sesso: femminile</p></td><td><p>Anastasia Supryaga &#232; procuratrice presso la &#171;procura della Crimea&#187; istituita dalla forza di occupazione russa nella Crimea illegalmente annessa. In tale posizione, ha partecipato ai procedimenti giudiziari di matrice politica e all&#8217;azione penale nei confronti di Akhtem Chiygoz, vicepresidente del Mejlis dei tatari di Crimea, e di membri della comunit&#224; tatara di Crimea, tra cui Nariman Dzhelyalov.</p><p>In tale contesto, Supryaga &#232; stata coinvolta nelle sistematiche campagne di persecuzione contro la comunit&#224; tatara di Crimea e i membri dei testimoni di Geova per le loro convinzioni religiose.</p><p>&#200; pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani nella Federazione russa e nei territori da essa occupati, compresi arresti o detenzioni arbitrari.</p></td><td><p>8.9.2023</p></td></tr></tbody></table>
B. Persone giuridiche, entità e organismi
<table><col/><col/><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#160;</p><div/></td><td><p>Nome (traslitterazione in caratteri latini)</p></td><td><p>Nome</p></td><td><p>Informazioni identificative</p></td><td><p>Motivi dell&#8217;inserimento nell&#8217;elenco</p></td><td><p>Data di inserimento nell&#8217;elenco</p></td></tr><tr><td><p>1.</p></td><td><p>Xinjiang Production and Construction Corps Public Security Bureau (ufficio per la pubblica sicurezza del Corpo di produzione e costruzione dello Xinjiang)</p></td><td><p>&#26032;&#30086;&#29983;&#20135;&#24314;&#35774;&#20853;&#22242;&#20844;&#23433;&#23616;</p><p>(grafia cinese)</p></td><td><p>Indirizzo: 106 Guangming Road, Urumqi, regione autonoma uigura dello Xinjiang (XUAR) (Cina)</p><p>Telefono: +86&#160;991&#160;598&#160;8114</p></td><td><p>L&#8217;ufficio per la pubblica sicurezza dello Xinjiang Production and Construction Corps (XPCC) &#232; incaricato di attuare tutte le politiche dell&#8217;XPCC in materia di sicurezza, compresa la gestione dei centri di detenzione. L&#8217;XPCC &#232; un&#8217;organizzazione economica e paramilitare statale presente nella regione autonoma uigura cinese dello Xinjiang, che esercita l&#8217;autorit&#224; amministrativa e controlla le attivit&#224; economiche nello Xinjiang.</p></td><td><p>22.3.2021</p></td></tr><tr><td><p>&#160;</p><div/></td><td><p>&#160;</p><div/></td><td><p>&#160;</p><div/></td><td><p>&#160;</p><div/></td><td><p>In quanto organizzazione incaricata delle politiche di sicurezza all&#8217;interno dell&#8217;XPCC, l&#8217;ufficio per la pubblica sicurezza dell&#8217;XPCC &#232; responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Cina, in particolare detenzioni arbitrarie su larga scala e trattamenti degradanti inflitti a uiguri e a persone di altre minoranze etniche musulmane, nonch&#233; di violazioni sistematiche della loro libert&#224; di religione o di credo, connesse tra l&#8217;altro all&#8217;attuazione da parte dell&#8217;XPCC di un programma di sorveglianza, detenzione e indottrinamento su larga scala rivolto alle minoranze etniche musulmane.</p><p>Nell&#8217;ambito di tale programma, l&#8217;XPCC ricorre a uiguri e a persone di altre minoranze etniche musulmane come manodopera forzata, in particolare nei campi di cotone. In quanto organizzazione incaricata delle politiche di sicurezza all&#8217;interno dell&#8217;XPCC, l&#8217;ufficio per la pubblica sicurezza dell&#8217;XPCC &#232; responsabile del ricorso sistematico al lavoro forzato.</p></td><td><p>&#160;</p><div/></td></tr><tr><td><p>2.</p></td><td><p>Central Public Prosecutor&#8217;s Office (alias Office of the Prosecutor of the Democratic People&#8217;s Republic of Korea (DPRK) (Procura centrale, alias Procura della Repubblica popolare democratica di Corea (RPDC)]</p></td><td><p>&#51312;&#49440;&#48124;&#51452;&#51452;&#51032;&#51064;&#48124;&#44277;&#54868;&#44397; &#51473;&#50521;&#44160;&#52272;&#49548; (grafia coreana)</p></td><td><p>&#160;</p><div/></td><td><p>La Procura centrale &#232; un&#8217;istituzione che sovrintende a tutti i procedimenti penali nella Repubblica popolare democratica di Corea (RPDC), tra cui le fasi dell&#8217;indagine, dell&#8217;interrogatorio, della custodia cautelare e del processo.</p></td><td><p>22.3.2021</p></td></tr><tr><td><p>&#160;</p><div/></td><td><p>&#160;</p><div/></td><td><p>&#160;</p><div/></td><td><p>&#160;</p><div/></td><td><p>La Procura centrale &#232; utilizzata per perseguire e punire persone per attivit&#224; politiche illecite, con processi fondamentalmente iniqui. Essa ha anche la responsabilit&#224; istituzionale di gravi violazioni dei diritti umani avvenute in istituti penitenziari ordinari e centri di detenzione per interrogatori, in quanto non ha garantito l&#8217;applicazione dei diritti dei detenuti in attesa di giudizio e dei detenuti condannati. In stretta cooperazione con i ministeri della Sicurezza di Stato e della Sicurezza sociale, &#232; responsabile di gravi violazioni dei diritti umani commesse dall&#8217;apparato di sicurezza della RPDC, in particolare tortura e altri trattamenti o pene crudeli, disumani o degradanti, esecuzioni e uccisioni extragiudiziali, sommarie o arbitrarie, sparizioni forzate e arresti o detenzioni arbitrari, e legittima tali violazioni.</p></td><td><p>&#160;</p><div/></td></tr><tr><td><p><a>&#9660;M5</a></p></td></tr><tr><td><p>3.</p></td><td><p>Kaniyat Militia (gi&#224; 7th brigade Tarhuna 7th Brigade, gi&#224; Tarhuna Brigade) (alias 9th brigade, Al-Kani Militia, Al-Kaniyat, Kani Brigade, Kaniat, Kaniyat, Kanyat)</p></td><td><p>&#1605;&#1604;&#1610;&#1588;&#1610;&#1575; &#1603;&#1575;&#1606;&#1610;&#1575;&#1578;</p><p>(grafia araba)</p></td><td><p>&#160;</p><div/></td><td><p>La milizia Kaniyat &#232; una milizia armata libica che ha esercitato il controllo sulla citt&#224; libica di Tarhuna tra il 2015 e il giugno&#160;2020. Fosse comuni attribuite alla milizia Kaniyat sono state scoperte a Tarhuna a partire dal giugno&#160;2020 dopo che la milizia &#232; fuggita nella Libia orientale. La milizia Kaniyat &#232; responsabile di gravi violazioni dei diritti umani, in particolare uccisioni extragiudiziali, e di sparizioni forzate.</p></td><td><p>22.3.2021</p></td></tr><tr><td><p><a>&#9660;M2</a></p></td></tr><tr><td><p>4.</p></td><td><p>National Security Office (alias National Security Agency) of the Government of Eritrea (Ufficio per la sicurezza nazionale, alias Agenzia per la sicurezza nazionale, del governo dell&#8217;Eritrea)</p></td><td><p>&#8211;</p></td><td><p>Diretto dal Maggiore Generale Abraha Kassa</p></td><td><p>L&#8217;Ufficio per la sicurezza nazionale (alias Agenzia per la sicurezza nazionale) del governo dell&#8217;Eritrea &#232; diretto dal Maggiore Generale Abraha Kassa ed &#232; sotto la supervisione dell&#8217;Ufficio del presidente. L&#8217;Ufficio per la sicurezza nazionale si articola in sei uffici, ciascuno dei quali &#232; suddiviso in tre sezioni, responsabili rispettivamente dell&#8217;intelligence, degli arresti e degli interrogatori. L&#8217;Ufficio per la sicurezza nazionale &#232; responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Eritrea, tra in particolare arresti arbitrari, uccisioni extragiudiziali, sparizioni forzate e torture, commesse dai suoi agenti.</p></td><td><p>22.3.2021</p></td></tr><tr><td><p><a>&#9660;M5</a></p></td></tr><tr><td><p>5.</p></td><td><p>Wagner Group (alias Vagner Group, PMC Wagner, Liga, League)</p></td><td><p>&#1043;&#1088;&#1091;&#1087;&#1087;&#1072; &#1042;&#1072;&#1075;&#1085;&#1077;&#1088;&#1072;</p><p>(grafia russa)</p></td><td><p>&#160;</p><div/></td><td><p>Il Wagner Group &#232; un'entit&#224; militare privata non registrata con sede in Russia, istituita nel 2014 come successore dello Slavonic Corps. &#200; guidata da Dimitriy Utkin ed &#232; finanziata da Yevgeny Prigozhin. Attraverso la creazione di entit&#224; locali e con il sostegno dei governi locali, il Wagner Group finanzia e conduce le sue operazioni.</p><p>Il Wagner Group &#232; responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Ucraina, in Siria, in Libia, nella Repubblica centrafricana (RCA), in Sudan, in Mali e in Mozambico, che comprendono torture ed esecuzioni e uccisioni extragiudiziali, sommarie o arbitrarie.</p></td><td><p>13.12.2021</p></td></tr><tr><td><p><a>&#9660;M6</a></p></td></tr><tr><td><p>6.</p></td><td><p>Lobaye Invest SARLU</p></td><td><p>&#160;</p><div/></td><td><p>Luogo di registrazione: Bangui (Repubblica centrafricana)</p><p>Data di registrazione: 24.10.2017</p><p>Numero di registrazione: M 354838 D 0001 (numero &#171;NIF&#187;, codice di identificazione fiscale)</p><p>Sede principale di attivit&#224;: Repubblica centrafricana</p><p>Altre informazioni: succursale di M-Finans</p></td><td><p>Lobaye Invest SARLU &#232; una societ&#224; privata registrata nella Repubblica centrafricana (RCA), controllata dalla societ&#224; russa M-Finans, controllata da Yevgeny Prigozhin. &#200; gestita da Dimitri Sytii, alto dirigente del Wagner Group, e da Yevgeny Khodotov, associato a Yevgeny Prigozhin. Lobaye Invest gestisce miniere di oro e diamanti nella RCA. &#200; stata collegata alle operazioni del Wagner Group nella RCA. Finanzia anche diversi mezzi di informazione, come la stazione radio Lengo Sengo, una stazione radio centroafricana che conduce campagne di disinformazione e promuove la presenza del Wagner Group nella RCA.</p><p>Lobaye Invest &#232; associata al Wagner Group, inserito in elenco per gravi violazioni dei diritti umani, che comprendono torture ed esecuzioni e uccisioni extragiudiziali, sommarie o arbitrarie, in diversi paesi, tra cui l&#8217;RCA. Attraverso le sue attivit&#224;, Lobaye Invest fornisce anche sostegno a tali abusi commessi nella RCA.</p></td><td><p>25.2.2023</p></td></tr><tr><td><p>7.</p></td><td><p>DIAMVILLE</p></td><td><p>&#160;</p><div/></td><td><p>Data di registrazione: 28.3.2019</p><p>Numero di registrazione: CA/BG2019B519</p><p>Sede principale di attivit&#224;: Repubblica centrafricana</p><p>Altre informazioni: persone ed entit&#224; associate: Yevgeny Prigozhin, Wagner Group, Dimitri Sytii, Valery Zakharov, Perfilev, Svetlana Troitskaya, Lobaye Invest</p></td><td><p>Diamville &#232; una societ&#224; di copertura utilizzata dal Wagner Group presente nella Repubblica centrafricana (RCA) per commerciare illegalmente diamanti &#200; strettamente legata a tutti i principali attori del Wagner Group nella RCA, come Yevgeny Prigozhin e Dimitri Sytii. Diamville &#232; associata al Wagner Group, inserito in elenco per gravi violazioni dei diritti umani, che comprendono torture ed esecuzioni e uccisioni extragiudiziali, sommarie o arbitrarie, in diversi paesi, tra cui l&#8217;RCA. Attraverso le sue attivit&#224;, fornisce anche sostegno a tali abusi commessi nella RCA.</p></td><td><p>25.2.2023</p></td></tr><tr><td><p><a>&#9660;M12</a></p></td></tr><tr><td><p>8.</p></td><td><p>Foundation for the Defence of National Values (FDNV)</p><p>Fund for the Defence of National Values (FDNV)</p><p>Foundation/organization for the Protection of National Values (FPNV)/(FZNC)</p><p>Foundation for National Values Protection</p></td><td><p>&#160;</p><div/></td><td><p>Luogo di registrazione: Mosca (64 Zemlyanoy Val str., building 2, office 201, Mosca, Federazione russa)</p><p>Sito web: https://en.fznc.ru/</p></td><td><p>La Foundation for the Defence of National Values (Fondazione per la difesa dei valori nazionali), FDNV, &#232; associata al Wagner Group. La FDNV opera come ramo delle relazioni pubbliche del Wagner Group. Guida la propaganda e le campagne di disinformazione a favore di tale gruppo, anche per rafforzarne la reputazione e sostenerne lo schieramento, e si impegna in ingerenze occulte per suo conto nei vari paesi in cui opera.</p><p>Il Wagner Group &#232; inserito in elenco per gravi violazioni dei diritti umani, che comprendono torture ed esecuzioni e uccisioni extragiudiziali, sommarie o arbitrarie in diversi paesi, tra cui Libia, Mali e Repubblica centrafricana.</p><p>La FDNV &#232; associata al Wagner Group ed &#232; responsabile di sostenere e incoraggiare gli atti di tale gruppo attraverso la propaganda a suo favore, l&#8217;ingerenza politica e la disinformazione.</p></td><td><p>25.2.2023</p></td></tr><tr><td><p><a>&#9660;M6</a></p></td></tr><tr><td><p>9.</p></td><td><p>Radio Centrafricaine Lengo Sengo</p></td><td><p>&#160;</p><div/></td><td><p>Luogo di registrazione: Bangui, Repubblica centrafricana</p><p>Data di registrazione: novembre 2018</p><p>Sede principale di attivit&#224;: Galabadja</p><p>Bangui, comune di Bangui</p><p>Galabadja, 8eme Arr.</p><p>[GPS]-&gt;&#160;4.4070, 18.5465</p></td><td><p>Radio Lengo Sengo &#232; una stazione radio centrafricana impegnata in operazioni di influenza online per conto del Wagner Group. Il suo obiettivo ultimo &#232; quello di manipolare l&#8217;opinione pubblica. La societ&#224; conduce campagne di disinformazione e promuove la presenza del Wagner Group nella Repubblica centrafricana (RCA). Radio Lengo Sengo &#232; finanziata da Lobaye Invest, una societ&#224; privata collegata a Yevgeny Prigozhin e al Wagner Group, che funge da copertura per le sue attivit&#224; nella RCA.</p><p>Il Wagner Group &#232; inserito in elenco per gravi violazioni dei diritti umani, che comprendono torture ed esecuzioni e uccisioni extragiudiziali, sommarie o arbitrarie, in diversi paesi, tra cui la RCA.</p><p>Radio Lengo Sengo &#232; responsabile di sostenere e incoraggiare gli atti di tale gruppo nella RCA.</p></td><td><p>25.2.2023</p></td></tr><tr><td><p><a>&#9660;M12</a></p></td></tr><tr><td><p>10.</p></td><td><p>Meroe Gold Co. Ltd</p><p>alias Meroe For Agricultural &amp; Animal Production; Al-Solag; Al-Sarraj Mining Company Ltd; Al-Sawlaj Mining Company Ltd; Al-Solaj Mining Company)</p></td><td><p>&#160;</p><div/></td><td><p>Luogo di registrazione: Al-jref Gharb Plot 134 Blok 1&#160;h, Khartoum, Sudan</p><p>Altre informazioni: estrazione di altri minerali metalliferi non ferrosi</p><p>Associata a:</p><p>Al Sawlaj for Mining Ltd</p><p>&#1575;&#1604;&#1589;&#1608;&#1604;&#1580;</p><p>Aswar Multi Activities Co., Ltd</p></td><td><p>Meroe Gold &#232; un&#8217;entit&#224; di copertura delle operazioni in Sudan del Wagner Group, cui &#232; strettamente legata. Grazie ai suoi legami con le forze militari sudanesi, il Wagner Group si &#232; assicurato lo sfruttamento e l&#8217;esportazione di oro sudanese in Russia.</p><p>Meroe Gold &#232; associata al Wagner Group, inserito in elenco per gravi violazioni dei diritti umani, che comprendono torture ed esecuzioni e uccisioni extragiudiziali, sommarie o arbitrarie in diversi paesi, tra cui il Sudan. Attraverso le sue attivit&#224;, fornisce anche sostegno a tali violazioni commesse in Sudan.</p></td><td><p>25.2.2023</p></td></tr><tr><td><p><a>&#9660;M6</a></p></td></tr><tr><td><p>11.</p></td><td><p>M-Invest</p></td><td><p>&#160;</p><div/></td><td><p>Luogo di registrazione: d. 76 korp. 4 litera A ofis N620, prospekt Obukhovskoi Oborony San Pietroburgo, Federazione russa</p><p>Numero di registrazione: 1177847044066</p><p>Sede principale di attivit&#224;: Khartoum, Sudan</p><p>Altre informazioni: Codice di identificazione fiscale: 7811636632, numero della Gazzetta ufficiale: 06513574</p></td><td><p>M-Invest &#232; un&#8217;entit&#224; di copertura delle operazioni del Wagner Group in Sudan. &#200; strettamente connesso a Yevgeny Prigozhin. Grazie ai suoi stretti legami con le forze militari sudanesi, il Wagner Group si &#232; assicurato lo sfruttamento e l&#8217;esportazione di oro sudanese in Russia. M-Invest &#232; associata al Wagner Group, inserito in elenco per gravi violazioni dei diritti umani, che comprendono torture ed esecuzioni e uccisioni extragiudiziali, sommarie o arbitrarie, in diversi paesi, tra cui il Sudan. Attraverso le sue attivit&#224;, M-Invest fornisce anche sostegno a tali abusi commessi in Sudan.</p></td><td><p>25.2.2023</p></td></tr><tr><td><p>12.</p></td><td><p>Sewa Security Services (Servizi di sicurezza Sewa)</p></td><td><p>&#160;</p><div/></td><td><p>Luogo di registrazione: Bangui (Repubblica centrafricana)</p><p>Sede principale di attivit&#224;: Repubblica centrafricana</p><p>Altre informazioni: controllata di Lobaye Invest</p></td><td><p>Sewa Security Services (Servizi di sicurezza Sewa) &#232; una societ&#224; privata con sede nella Repubblica centrafricana (RCA) che fornisce protezione agli alti funzionari governativi di tale paese. Funge da copertura per le attivit&#224; del Wagner Group nella RCA. &#200; una controllata di Lobaye Invest, gestita da Dimitri Sytii, alto dirigente del Wagner Group, e da Yevgeny Khodotov, associato a Yevgeny Prigozhin. Sewa Security &#232; stata coinvolta, insieme al Wagner Group, in una serie di attacchi violenti verificatisi nella RCA a seguito delle elezioni presidenziali del dicembre 2020. Sewa Security &#232; associata al Wagner Group, inserito in elenco per gravi violazioni dei diritti umani, che comprendono torture ed esecuzioni e uccisioni extragiudiziali, sommarie o arbitrarie, in diversi paesi, tra cui l&#8217;RCA. Attraverso le sue attivit&#224;, Sewa Security Services fornisce anche sostegno a tali abusi commessi nella RCA.</p></td><td><p>25.2.2023</p></td></tr><tr><td><p><a>&#9660;M7</a></p></td></tr><tr><td><p>13.</p></td><td><p>Qarchak Prison</p><p>alias Gharchak Prison, Zend&#226;n-e-Qarchak, Qarchak Women&#8217;s Prison, Shahr-e Rey Prison</p></td><td><p>&#1586;&#1606;&#1583;&#1575;&#1606; &#1602;&#1585;&#1670;&#1705;</p><p>(grafia persiana)</p></td><td><p>Luogo di registrazione: Contea di Varamin, provincia di Teheran, Iran</p><p>Data di registrazione: 2010</p></td><td><p>Qarchak Prison (carcere di Qarchak) &#232; uno dei centri di detenzione femminile del regime iraniano nella contea di Varamin (provincia di Teheran).</p><p>Le detenute comprendono prigioniere politiche e partecipanti a proteste pacifiche a favore della democrazia, nonch&#233; donne incinte e madri con figli. Le condizioni di vita nel carcere di Qarchak sono deplorevoli e inumane.</p><p>Le donne detenute nel carcere di Qarchak subiscono torture, stupri e altre forme di violenza sessuale. Sono tenute in celle sovraffollate, senza accesso ad acqua potabile pulita, cibo e assistenza medica, il che equivale a un trattamento crudele, inumano o degradante. Le detenute rilasciate denunciano casi di abusi sessuali da parte delle guardie carcerarie e del personale addetto alla sicurezza. Le manifestanti inviate nel carcere di Qarchak sono spesso minacciate di stupro per estorcere loro confessioni.</p><p>Il carcere di Qarchak &#232; pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Iran, tra cui torture e altri trattamenti crudeli, inumani o degradanti nonch&#233; sistematiche violenze sessuali e di genere.</p></td><td><p>7.3.2023</p></td></tr><tr><td><p><a>&#9660;M12</a></p></td></tr><tr><td><p>14.</p></td><td><p>Syrian Republican Guard</p></td><td><p>&#160;</p><div/></td><td><p>Luogo di registrazione: Siria</p><p>Persone associate:</p><p>Brigadier Generale Mohamed Qasem (vicecomandante),</p><p>Generale Malik Aliaa (comandante supremo),</p><p>Mohammad Nayouf, Mohamed Kaddor (comandanti),</p><p>presidente Bashar Al-Assad</p></td><td><p>Syrian Republican Guard (Guardia repubblicana siriana) &#232; un&#8217;entit&#224; responsabile della sicurezza dei funzionari e fa parte delle forze di sicurezza siriane.</p><p>Tra i suoi ranghi, la violenza sessuale e di genere sulle donne &#232; diffusa, in particolare durante il conflitto siriano in corso. Le vittime hanno denunciato stupri violenti e torture a seguito di arresti arbitrari e durante la detenzione arbitraria.</p><p>La Guardia repubblicana siriana fa parte di un approccio sistematico del regime siriano che consiste nel ricorrere alla violenza sessuale e di genere per reprimere e intimidire il popolo siriano, in particolare le donne e le ragazze.</p><p>La Guardia repubblicana siriana &#232; pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Siria, tra cui torture e altri trattamenti o pene crudeli, inumani o degradanti, arresti o detenzioni arbitrari, nonch&#233; diffuso ricorso a violenze sessuali e di genere.</p></td><td><p>7.3.2023</p></td></tr><tr><td><p><a>&#9660;M7</a></p></td></tr><tr><td><p>15.</p></td><td><p>Office of the Chief of Military Security Affairs (OCMSA)</p></td><td><p>&#160;</p><div/></td><td><p>Luogo di registrazione: Naypyitaw, Myanmar/Birmania</p></td><td><p>Office of the Chief of Military Security Affairs (Ufficio del capo degli affari di sicurezza militare, OCMSA) &#232; responsabile della gestione dei centri di detenzione e per interrogatori in&#160;Myanmar/Birmania nonch&#233; della raccolta di intelligence.</p><p>Il personale dell&#8217;OCMSA usa nudit&#224; forzata, stupri, elettroshock, bruciatura degli organi genitali e violenza eccessiva durante la detenzione arbitraria e gli interrogatori di uomini, donne e membri della comunit&#224; LGBTIQ.</p><p>Pertanto, l&#8217;OCMSA &#232; responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in&#160;Myanmar/Birmania, tra cui detenzioni arbitrarie e torture, nonch&#233; diffuse e sistematiche violenze sessuali e di genere.</p></td><td><p>7.3.2023</p></td></tr><tr><td><p><a>&#9660;M9</a></p></td></tr><tr><td><p>16.</p></td><td><p>Direzione principale degli Affari interni della citt&#224; di Mosca</p></td><td><p>&#1043;&#1083;&#1072;&#1074;&#1085;&#1086;&#1077; &#1059;&#1087;&#1088;&#1072;&#1074;&#1083;&#1077;&#1085;&#1080;&#1077; &#1042;&#1085;&#1091;&#1090;&#1088;&#1077;&#1085;&#1085;&#1080;&#1093; &#1076;&#1077;&#1083; &#1087;&#1086; &#1075;&#1086;&#1088;&#1086;&#1076;&#1091; &#1052;&#1086;&#1089;&#1082;&#1074;&#1077;</p><p>(grafia russa)</p></td><td><p>Indirizzo: 127994, Mosca, 38 Petrovka St., Russia</p><p>Telefono: +8 (495) 694-92-29</p><p>Sito web: https://77.xn--b1aew.xn--p1ai/</p></td><td><p>La direzione principale degli Affari interni della citt&#224; di Mosca comprende le forze di polizia, gli addetti alle indagini penali, i centri di detenzione, il Centro per la lotta all'estremismo e altre unit&#224; di contrasto a Mosca. &#200; guidata da Oleg Baranov.</p><p>Ha monitorato e posto in detenzione arbitraria giornalisti indipendenti e attivisti dell'opposizione che hanno partecipato a proteste pacifiche a favore di Alexei Navalny, contro la corruzione del governo della Russia e in opposizione all'invasione russa dell'Ucraina. Ha inoltre rintracciato e posto in detenzione le reclute che tentavano di sottrarsi alla mobilitazione per la guerra di aggressione russa nei confronti dell'Ucraina. A tal fine, ha fatto ricorso al sistema di riconoscimento facciale a Mosca quale strumento di repressione.</p><p>&#200; pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Russia, tra cui arresti o detenzioni arbitrari, e di violazioni o abusi della libert&#224; di riunione pacifica e di associazione.</p></td><td><p>20.7.2023</p></td></tr><tr><td><p>17.</p></td><td><p>Dipartimento delle tecnologie dell'informazione della citt&#224; di Mosca</p></td><td><p>&#1044;&#1077;&#1087;&#1072;&#1088;&#1090;&#1072;&#1084;&#1077;&#1085;&#1090; &#1048;&#1085;&#1092;&#1086;&#1088;&#1084;&#1072;&#1094;&#1080;&#1086;&#1085;&#1085;&#1099;&#1093; &#1058;&#1077;&#1093;&#1085;&#1086;&#1083;&#1086;&#1075;&#1080;&#1081; &#1075;&#1086;&#1088;&#1086;&#1076;&#1072; &#1052;&#1086;&#1089;&#1082;&#1074;&#1099;</p><p>(grafia russa)</p></td><td><p>Indirizzo: (legale) Russia, 123100 Mosca, 1-Y Krasnogvardeyskiy Proyezd, 21, bld 1; (effettivo) Russia, 105064 Mosca Yakovoapostol'skiy Pereulok, 12&#1089;1</p><p>Telefono:+7 (495) 957-01-31</p><p>Fax:+7 (495) 957-75-42</p><p>Email: dit@mos.ru</p><p>Sito web: https://www.mos.ru/dit/</p></td><td><p>Il dipartimento delle tecnologie dell'informazione della citt&#224; di Mosca sviluppa e utilizza il sistema di riconoscimento facciale a Mosca. Trasmette i dati raccolti mediante il sistema di riconoscimento facciale alle unit&#224; di contrasto della direzione principale degli Affari interni della citt&#224; di Mosca.</p><p>La direzione principale degli Affari interni della citt&#224; di Mosca ha fatto ricorso al sistema di riconoscimento facciale quale strumento di repressione, utilizzandolo per monitorare e porre in detenzione arbitraria giornalisti indipendenti e attivisti dell'opposizione che hanno partecipato a proteste pacifiche a favore di Alexei Navalny, contro la corruzione del governo della Russia e in opposizione all'invasione russa dell'Ucraina. La direzione principale degli Affari interni della citt&#224; di Mosca ha utilizzato il sistema di riconoscimento facciale anche per rintracciare e porre in detenzione le reclute che tentavano di sottrarsi alla mobilitazione per la guerra di aggressione russa nei confronti dell'Ucraina.</p><p>Il dipartimento delle tecnologie dell'informazione della citt&#224; di Mosca &#232; pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Russia, tra cui arresti o detenzioni arbitrari, e di violazioni o abusi della libert&#224; di riunione pacifica e di associazione.</p></td><td><p>20.7.2023</p></td></tr><tr><td><p>18.</p></td><td><p>Ntechlab</p></td><td><p>&#1053;&#1090;&#1077;&#1093;&#1083;&#1072;&#1073;</p><p>(grafia russa)</p></td><td><p>Indirizzo: 127055, Russia, Mosca, Novolesnaya St., 2, prem. 1/3 (BC &#171;Brigantina Hall&#187;)</p><p>Telefono: +7 (499) 110-22-54</p><p>Email: info@ntechlab.ru</p><p>Sito web: https://ntechlab.ru/</p></td><td><p>NtechLab &#232; una societ&#224; tecnologica russa specializzata nel riconoscimento facciale che ha cooperato con il dipartimento delle tecnologie dell'informazione della citt&#224; di Mosca nello sviluppo del sistema di riconoscimento facciale a Mosca. I dati raccolti mediante il sistema di riconoscimento facciale sono trasmessi alle unit&#224; di contrasto della direzione principale degli Affari interni della citt&#224; di Mosca.</p><p>La direzione principale degli Affari interni della citt&#224; di Mosca ha fatto ricorso al sistema di riconoscimento facciale quale strumento di repressione, utilizzandolo per monitorare e porre in detenzione arbitraria giornalisti indipendenti e attivisti dell'opposizione che hanno partecipato a proteste pacifiche a favore di Alexei Navalny, contro la corruzione del governo della Russia e in opposizione all'invasione russa dell'Ucraina. La direzione principale degli Affari interni della citt&#224; di Mosca ha utilizzato il sistema di riconoscimento facciale anche per rintracciare e porre in detenzione le reclute che tentavano di sottrarsi alla mobilitazione per la guerra di aggressione russa nei confronti dell'Ucraina.</p><p>NtechLab &#232; pertanto responsabile della fornitura di sostegno tecnico o materiale per gravi violazioni dei diritti umani in Russia, tra cui arresti o detenzioni arbitrari, nonch&#233; per violazioni o abusi della libert&#224; di riunione pacifica e di associazione.</p></td><td><p>20.7.2023</p></td></tr><tr><td><p>19.</p></td><td><p>Tevian</p><p>alias Tekhnologii Videoanaliza LLC</p></td><td><p>&#1054;&#1054;&#1054; &#1058;&#1077;&#1093;&#1085;&#1086;&#1083;&#1086;&#1075;&#1080;&#1080; &#1074;&#1080;&#1076;&#1077;&#1086;&#1072;&#1085;&#1072;&#1083;&#1080;&#1079;&#1072;</p><p>(grafia russa)</p></td><td><p>Indirizzo: (legale) 119634 Mosca, Skulptora Mukhina St. 7, 1st floor, II, room 2B, Russia; (ufficio) 119048, Mosca, Efremova St., 10, building 2, Office 11, Russia</p><p>Telefono: +7 (917) 531-86-41</p><p>Sito web: https://tevian.ai</p><p>Email: info@tevian.ru;</p><p>support@tevian.ai</p></td><td><p>Tevian &#232; una societ&#224; tecnologica specializzata nel riconoscimento facciale che ha cooperato con il dipartimento delle tecnologie dell'informazione della citt&#224; di Mosca nello sviluppo del sistema di riconoscimento facciale a Mosca. I dati raccolti mediante il sistema di riconoscimento facciale sono trasmessi alle unit&#224; di contrasto della direzione principale degli Affari interni della citt&#224; di Mosca.</p><p>La direzione principale degli Affari interni della citt&#224; di Mosca ha fatto ricorso al sistema di riconoscimento facciale quale strumento di repressione, utilizzandolo per monitorare e porre in detenzione arbitraria giornalisti indipendenti e attivisti dell'opposizione che hanno partecipato a proteste pacifiche a favore di Alexei Navalny, contro la corruzione del governo della Russia e in opposizione all'invasione russa dell'Ucraina. La direzione principale degli Affari interni della citt&#224; di Mosca ha utilizzato il sistema di riconoscimento facciale anche per rintracciare e porre in detenzione le reclute che tentavano di sottrarsi alla mobilitazione per la guerra di aggressione russa nei confronti dell'Ucraina.</p><p>Tevian &#232; pertanto responsabile della fornitura di sostegno tecnico o materiale per gravi violazioni dei diritti umani in Russia, tra cui arresti o detenzioni arbitrari, nonch&#233; per violazioni o abusi della libert&#224; di riunione pacifica e di associazione.</p></td><td><p>20.7.2023</p></td></tr><tr><td><p>20.</p></td><td><p>JSC Elektronnaya Moskva</p></td><td><p>AO &#171;&#1069;&#1083;&#1077;&#1082;&#1090;&#1088;&#1086;&#1085;&#1085;&#1072;&#1103; &#1052;&#1086;&#1089;&#1082;&#1074;&#1072;&#187;</p><p>(grafia russa)</p></td><td><p>Indirizzo:</p><p>(effettivo) 105064, Mosca, Nizhny Susalny pereulok, building 5, building 19, floor a1, room X, room 1</p><p>(legale) 105064, Mosca, Nizhny Susalny lane, 5, building 19, floor a1, room X, room 1</p><p>(postale) 107078, Mosca, P.O. Box 185</p><p>Telefono: +7 (495) 988-2270</p><p>Email: e-moskva@e-moskva.ru</p><p>Sito web: https://www.e-moskva.ru/</p><p>N. INN 7707314029</p></td><td><p>Elektronnaya Moskva &#232; una societ&#224; di TIC istituita dal governo di Mosca. Ha organizzato gare d'appalto per la fornitura di software di riconoscimento facciale, che sono stati successivamente utilizzati per l'attuazione del sistema di riconoscimento facciale a Mosca.</p><p>Il sistema di riconoscimento facciale a Mosca &#232; stato sviluppato e utilizzato dal dipartimento delle tecnologie dell'informazione della citt&#224; di Mosca. I dati raccolti mediante il sistema sono stati trasmessi alle unit&#224; di contrasto della direzione principale degli Affari interni della citt&#224; di Mosca.</p><p>La direzione principale degli Affari interni della citt&#224; di Mosca ha fatto ricorso al sistema di riconoscimento facciale quale strumento di repressione, utilizzandolo per monitorare e porre in detenzione arbitraria giornalisti indipendenti e attivisti dell'opposizione che hanno partecipato a proteste pacifiche a favore di Alexei Navalny, contro la corruzione del governo della Russia e in opposizione all'invasione russa dell'Ucraina. La direzione principale degli Affari interni della citt&#224; di Mosca ha utilizzato il sistema di riconoscimento facciale anche per rintracciare e porre in detenzione le reclute che tentavano di sottrarsi alla mobilitazione per la guerra di aggressione russa nei confronti dell'Ucraina.</p><p>Elektronnaya Moskva &#232; pertanto responsabile della fornitura di sostegno tecnico o materiale per gravi violazioni dei diritti umani in Russia, tra cui arresti o detenzioni arbitrari, nonch&#233; per violazioni o abusi della libert&#224; di riunione pacifica e di associazione.</p></td><td><p>20.7.2023</p></td></tr></tbody></table>
<note>
( 1 ) Regolamento (UE) 2018/1725 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2018, sulla tutela delle persone fisiche in relazione al trattamento dei dati personali da parte delle istituzioni, degli organi e degli organismi dell'Unione e sulla libera circolazione di tali dati, e che abroga il regolamento (CE) n. 45/2001 e la decisione n. 1247/2002/CE (GU L 295 del 21.11.2018, pag. 39).
</note>