Document ID: 32023H0901(04)
Language: ITA

<table><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>1.9.2023&#160;&#160;&#160;</p></td><td><p>IT</p></td><td><p>Gazzetta ufficiale dell'Unione europea</p></td><td><p>C 312/31</p></td></tr></tbody></table>
RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
del 14 luglio 2023
relativa al programma nazionale di riforma 2023 della Danimarca
(2023/C 312/04)
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 121, paragrafo 2, e l'articolo 148, paragrafo 4,
visto il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, per il rafforzamento della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle politiche economiche ( 1 ) , in particolare l'articolo 9, paragrafo 2,
vista la raccomandazione della Commissione europea,
viste le risoluzioni del Parlamento europeo,
viste le conclusioni del Consiglio europeo,
visto il parere del comitato per l'occupazione,
visto il parere del comitato economico e finanziario,
visto il parere del comitato per la protezione sociale,
visto il parere del comitato di politica economica,
considerando quanto segue:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(1)</p></td><td><p>Il regolamento (UE) 2021/241 del Parlamento europeo e del Consiglio&#160;<a>(<span>2</span>)</a> che istituisce il dispositivo per la ripresa e la resilienza (&#171;dispositivo&#187;) &#232; entrato in vigore il&#160;19&#160;febbraio&#160;2021. Il dispositivo fornisce sostegno finanziario agli Stati membri per l'attuazione di riforme e investimenti, producendo uno stimolo di bilancio finanziato dall'Unione. In linea con le priorit&#224; del semestre europeo, il dispositivo contribuisce alla ripresa economica e inclusiva e all'attuazione di investimenti e riforme sostenibili e favorevoli alla crescita, in particolare riforme e investimenti volti a promuovere le transizioni verde e digitale e a rendere pi&#249; resilienti le economie degli Stati membri. Contribuisce inoltre a consolidare le finanze pubbliche e a stimolare la crescita e la creazione di posti di lavoro nel medio e lungo periodo, a migliorare la coesione territoriale all'interno dell'Unione e a continuare l'attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali. Il contributo finanziario massimo per ciascuno Stato membro nell'ambito del dispositivo &#232; stato aggiornato il 30 giugno 2022, a norma dell'articolo 11, paragrafo 2, del regolamento (UE) 2021/241.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(2)</p></td><td><p>Il 22 novembre 2022 la Commissione ha adottato l'analisi annuale della crescita sostenibile&#160;2023, segnando l'inizio del semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche 2023. Il 23 marzo 2023 il Consiglio europeo ha approvato le priorit&#224; dell'analisi annuale della crescita sostenibile 2023, incentrate sulle quattro dimensioni della sostenibilit&#224; competitiva. Sempre il 22 novembre 2022 la Commissione ha adottato, sulla base del regolamento (UE) n.&#160;1176/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio&#160;<a>(<span>3</span>)</a>, la relazione sul meccanismo di allerta 2023, in cui non annoverava la Danimarca tra gli Stati membri che possono presentare squilibri o correre il rischio di presentarli. Il paese non deve pertanto essere sottoposto a esame approfondito. La Commissione ha inoltre adottato una raccomandazione di raccomandazione del Consiglio sulla politica economica della zona euro e una proposta di relazione comune sull'occupazione 2023, che analizza l'attuazione degli orientamenti in materia di occupazione e dei principi del pilastro europeo dei diritti sociali. Il 16 maggio 2023 il Consiglio ha adottato la raccomandazione sulla politica economica della zona euro&#160;<a>(<span>4</span>)</a> (&#171;raccomandazione sulla zona euro del 2023&#187;) e il 13 marzo 2023 la relazione comune sull'occupazione.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(3)</p></td><td><p>Sebbene le economie dell'Unione diano prova di notevole resilienza, il contesto geopolitico continua ad avere un impatto negativo. Nella sua agenda di politica economica e sociale l'Unione, fermamente al fianco dell'Ucraina, mira, nel breve periodo, a ridurre gli effetti negativi degli shock energetici su famiglie e imprese vulnerabili e, nel medio periodo, a proseguire gli sforzi per realizzare le transizioni verde e digitale, favorire una crescita sostenibile e inclusiva, salvaguardare la stabilit&#224; macroeconomica e accrescere la resilienza. L'agenda &#232; fortemente incentrata anche sull'aumento della competitivit&#224; e della produttivit&#224; dell'Unione.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(4)</p></td><td><p>Il 1<span>o</span>&#160;febbraio&#160;2023 la Commissione ha pubblicato la comunicazione dal titolo &#171;Un piano industriale del Green Deal per l'era a zero emissioni nette&#187; (&#171;piano industriale del Green Deal&#187;). L'obiettivo del piano industriale del Green Deal &#232; stimolare la competitivit&#224; dell'industria dell'Unione a zero emissioni nette e sostenere la transizione rapida verso la neutralit&#224; climatica. Il piano integra gli sforzi in corso nell'ambito del Green Deal europeo e di REPowerEU. Intende creare un contesto pi&#249; favorevole che consenta di aumentare la capacit&#224; dell'Unione di produrre le tecnologie e i prodotti a zero emissioni nette necessari per conseguire gli ambiziosi obiettivi climatici dell'Unione, nonch&#233; di garantire l'accesso alle materie prime critiche necessarie, anche diversificando l'approvvigionamento, sfruttando adeguatamente le risorse geologiche negli Stati membri e massimizzando il riciclo delle materie prime. Il piano industriale del Green Deal si basa su quattro pilastri: un contesto normativo prevedibile e semplificato, un accesso pi&#249; rapido ai finanziamenti, migliori competenze e l'apertura commerciale per catene di approvvigionamento resilienti. Il&#160;16&#160;marzo 2023 la Commissione ha pubblicato un'ulteriore comunicazione dal titolo &#171;Competitivit&#224; a lungo termine dell'UE: prospettive oltre il 2030&#187;, articolata attorno a nove fattori sinergici, con l'obiettivo di adoperarsi in favore di un quadro normativo propizio alla crescita. La comunicazione definisce le priorit&#224; politiche per provvedere in modo attivo a miglioramenti strutturali, investimenti ben mirati e misure normative per la competitivit&#224; a lungo termine dell'Unione e degli Stati membri. Le raccomandazioni formulate di seguito contribuiscono a rispondere a tali priorit&#224;.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(5)</p></td><td><p>Nel 2023 il semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche continua a evolvere in linea con l'attuazione del dispositivo. La piena attuazione dei piani per la ripresa e la resilienza rimane fondamentale per realizzare le priorit&#224; politiche del semestre europeo; i piani infatti rispondono a tutte le pertinenti raccomandazioni specifiche per paese formulate negli ultimi anni o a un insieme significativo di esse. Le raccomandazioni specifiche per paese 2019, 2020 e 2022 rimangono ugualmente pertinenti per i piani per la ripresa e la resilienza riveduti, aggiornati o modificati a norma degli articoli 14, 18 e 21 del regolamento (UE) 2021/241.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(6)</p></td><td><p>Il regolamento (UE) 2023/435 del Parlamento europeo e del Consiglio&#160;<a>(<span>5</span>)</a> (&#171;regolamento REPowerEU&#187;), adottato il 27 febbraio 2023, mira a una graduale e rapida eliminazione della dipendenza dell'Unione dalle importazioni di combustibili fossili russi. Ci&#242; contribuir&#224; alla sicurezza energetica e alla diversificazione dell'approvvigionamento di energia dell'Unione, aumentando nel contempo la diffusione delle energie rinnovabili, le capacit&#224; di stoccaggio dell'energia e l'efficienza energetica. Il regolamento REPowerEU consente agli Stati membri di aggiungere ai rispettivi piani nazionali per la ripresa e la resilienza un nuovo capitolo dedicato al piano REPowerEU, onde finanziare riforme e investimenti chiave che contribuiranno al conseguimento degli obiettivi di REPowerEU. Tali riforme e investimenti contribuiranno inoltre a stimolare la competitivit&#224; dell'industria dell'Unione a zero emissioni nette, come indicato nel piano industriale del Green Deal, e a dare seguito alle raccomandazioni specifiche per paese in materia di energia rivolte agli Stati membri nel&#160;2022 e, se del caso, nel 2023. Il regolamento REPowerEU introduce una nuova categoria di sostegno finanziario non rimborsabile, messo a disposizione degli Stati membri per finanziare nuove riforme e nuovi investimenti connessi al settore dell'energia nell'ambito dei rispettivi piani per la ripresa e la resilienza.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(7)</p></td><td><p>L'8 marzo 2023 la Commissione ha adottato una comunicazione che fornisce orientamenti di politica di bilancio per il 2024 (&#171;comunicazione dell'8 marzo 2023&#187;). Essi mirano a sostenere la preparazione dei programmi di stabilit&#224; e convergenza degli Stati membri e a rafforzare in tal modo il coordinamento delle politiche. La Commissione ha inoltre ricordato che la clausola di salvaguardia generale del patto di stabilit&#224; e crescita sar&#224; disattivata alla fine del&#160;2023. Per il periodo 2023-2024&#160;ha sollecitato politiche di bilancio che garantiscano la sostenibilit&#224; del debito a medio termine e aumentino la crescita potenziale in modo sostenibile e ha invitato gli Stati membri a precisare nei rispettivi programmi di stabilit&#224; e convergenza per il 2023 le modalit&#224; con cui i loro piani di bilancio garantiranno il rispetto del valore di riferimento del trattato del 3&#160;% del prodotto interno lordo (PIL) e garantiranno la riduzione plausibile e costante del debito, o in che modo intendano mantenere il debito a livelli prudenti, a medio termine. La Commissione ha inoltre invitato gli Stati membri a eliminare gradualmente le misure di bilancio nazionali introdotte per proteggere le famiglie e le imprese dallo shock dei prezzi dell'energia, iniziando da quelle meno mirate. Ha precisato che, qualora fosse necessaria una proroga delle misure di sostegno a causa di nuove pressioni imputabili ai prezzi dell'energia, gli Stati membri dovrebbero far s&#236; che dette misure siano molto pi&#249; mirate a favore delle famiglie e delle imprese vulnerabili. La Commissione ha dichiarato che le raccomandazioni di bilancio saranno quantificate e differenziate. Inoltre, come proposto nella comunicazione del 9 novembre 2022 sugli orientamenti per una riforma del quadro di governance economica dell'UE, le raccomandazioni di bilancio saranno formulate sulla base della spesa primaria netta. Ha raccomandato che tutti gli Stati membri continuino a tutelare gli investimenti finanziati a livello nazionale e a garantire l'uso efficace del dispositivo e di altri fondi dell'Unione, soprattutto in considerazione degli obiettivi in materia di transizioni verde e digitale e di resilienza. La Commissione ha inoltre indicato che proporr&#224; al Consiglio di avviare, nella primavera del 2024, le procedure per i disavanzi eccessivi basate sul disavanzo in base ai dati di consuntivo per il 2023, in linea con le disposizioni giuridiche vigenti.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(8)</p></td><td><p>Il 26 aprile 2023 la Commissione ha presentato proposte legislative per attuare una riforma globale delle regole della governance economica dell'Unione. L'obiettivo centrale delle proposte &#232; rafforzare la sostenibilit&#224; del debito pubblico e promuovere una crescita sostenibile e inclusiva in tutti gli Stati membri attraverso riforme e investimenti. Nelle sue proposte la Commissione mira a migliorare la titolarit&#224; nazionale, semplificare il quadro e spostarne il fulcro maggiormente sul medio termine, in combinazione con un'applicazione efficace e pi&#249; coerente. Secondo le conclusioni del Consiglio adottate il 14 marzo 2023 sugli orientamenti per una riforma del quadro di governance economica dell'UE, l'obiettivo &#232; concludere i lavori legislativi nel 2023.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(9)</p></td><td><p>Il 30 aprile 2021 la Danimarca ha presentato alla Commissione il piano nazionale per la ripresa e la resilienza, conformemente all'articolo 18, paragrafo 1, del regolamento (UE)&#160;2021/241. A norma dell'articolo 19 del medesimo regolamento, la Commissione ha valutato la pertinenza, l'efficacia, l'efficienza e la coerenza del piano, conformemente agli orientamenti per la valutazione di cui all'allegato V del regolamento. Il 6 luglio 2021 il Consiglio ha adottato la decisione di esecuzione relativa all'approvazione della valutazione del piano per la ripresa e la resilienza della Danimarca&#160;<a>(<span>6</span>)</a>. L'erogazione delle rate &#232; subordinata all'adozione di una decisione della Commissione a norma dell'articolo 24, paragrafo 5, del regolamento (UE) 2021/241, che stabilisca che la Danimarca ha conseguito in misura soddisfacente i traguardi e gli obiettivi indicati nella decisione di esecuzione del Consiglio. Il conseguimento soddisfacente presuppone che non siano annullati i traguardi e gli obiettivi conseguiti in precedenza.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(10)</p></td><td><p>Il 1<span>o</span> maggio 2023 la Danimarca ha presentato il programma nazionale di riforma 2023. In conformit&#224; dell'articolo 27 del regolamento (UE) 2021/241, il programma nazionale di riforma 2023 rispecchia anche la relazione semestrale della Danimarca in merito ai progressi compiuti nella realizzazione del suo piano per la ripresa e la resilienza. Poich&#233; la Danimarca non ha presentato in tempo utile il programma di convergenza 2023, la Commissione non ha potuto valutarlo.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(11)</p></td><td><p>Il 24 maggio 2023 la Commissione ha pubblicato la relazione per paese 2023 relativa alla Danimarca. La Commissione ha valutato i progressi compiuti dalla Danimarca nel dar seguito alle pertinenti raccomandazioni specifiche per paese adottate dal Consiglio tra il&#160;2019 e il 2022 e ha fatto il punto dell'attuazione del piano per la ripresa e la resilienza. Sulla scorta di tale analisi la relazione per paese ha individuato lacune rispetto alle sfide non affrontate o solo parzialmente affrontate nel piano per la ripresa e la resilienza, e anche a sfide nuove ed emergenti. Ha valutato quindi i progressi compiuti dalla Danimarca nell'attuare il pilastro europeo dei diritti sociali, conseguire gli obiettivi principali dell'Unione in materia di occupazione, competenze e riduzione della povert&#224; e gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(12)</p></td><td><p>Secondo i dati convalidati da Eurostat, l'avanzo delle amministrazioni pubbliche della Danimarca &#232; sceso dal 3,6&#160;% del PIL nel 2021 al 3,3&#160;% nel 2022, mentre il debito delle amministrazioni pubbliche &#232; sceso dal 36,7&#160;% del PIL alla fine del 2021 al 30,1&#160;% alla fine del 2022.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(13)</p></td><td><p>Il saldo delle amministrazioni pubbliche ha subito gli effetti delle misure di politica di bilancio adottate per attenuare l'impatto economico e sociale dell'aumento dei prezzi dell'energia. Nel 2022 le misure di politica di bilancio che hanno determinato una diminuzione delle entrate comprendevano provvedimenti quali una riduzione dell'imposta sull'energia elettrica, mentre le misure di politica di bilancio che hanno incrementato la spesa comprendevano misure quali prestazioni sociali destinate a famiglie a basso reddito per compensare gli alti costi dell'energia. La Commissione stima il costo di bilancio di queste misure allo 0,1&#160;% del PIL nel 2022. Nel contempo il costo stimato delle misure temporanee di emergenza connesse alla COVID-19 &#232; sceso dal 4,0&#160;% del PIL nel 2021 allo&#160;0,0&#160;% nel 2022.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(14)</p></td><td><p>Il 18 giugno 2021 il Consiglio ha raccomandato che nel 2022 la Danimarca&#160;<a>(<span>7</span>)</a> mantenesse un orientamento della politica di bilancio a sostegno della ripresa, anche grazie all'impulso dato dal dispositivo, e preservasse gli investimenti finanziati a livello nazionale.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(15)</p></td><td><p>Secondo le stime della Commissione, nel 2022&#160;l'orientamento della politica di bilancio&#160;<a>(<span>8</span>)</a> &#232; stato restrittivo (0,6&#160;% del PIL), appropriato in un contesto di inflazione elevata. Come raccomandato dal Consiglio, la Danimarca ha continuato a sostenere la ripresa avvalendosi del dispositivo per finanziare investimenti. La spesa finanziata mediante le sovvenzioni del dispositivo e altri fondi dell'Unione &#232; stata pari allo 0,3&#160;% del PIL nel 2022 (0,3&#160;% nel&#160;2021). Gli investimenti finanziati a livello nazionale hanno apportato un contributo restrittivo di 0,2 punti percentuali all'orientamento della politica di bilancio&#160;<a>(<span>9</span>)</a>. La Danimarca non ha pertanto preservato gli investimenti finanziati a livello nazionale come invece &#232; raccomandato dal Consiglio. Allo stesso tempo la crescita della spesa primaria corrente finanziata a livello nazionale (al netto delle nuove misure sul lato delle entrate) ha fornito un contributo restrittivo di 0,7 punti percentuali all'orientamento della politica di bilancio. La Danimarca ha pertanto tenuto sufficientemente sotto controllo la crescita della spesa corrente finanziata a livello nazionale.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(16)</p></td><td><p>Le previsioni di primavera 2023 della Commissione prospettano una crescita del PIL reale pari allo 0,3&#160;% nel 2023 e all'1,5&#160;% nel 2024.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(17)</p></td><td><p>Le previsioni di primavera 2023 della Commissione prospettano un avanzo pubblico pari al&#160;2,3&#160;% del PIL per il 2023 e un rapporto debito pubblico/PIL pari al 30,1&#160;% alla fine del&#160;2023.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(18)</p></td><td><p>Stando alle previsioni il saldo generale delle amministrazioni pubbliche nel 2023 continuer&#224; a risentire delle misure di bilancio adottate per attenuare l'impatto economico e sociale dell'aumento dei prezzi dell'energia. Si tratta di misure prorogate dal 2022, in particolare determinate prestazioni sociali destinate a famiglie a basso reddito, e di nuove misure quali una temporanea riduzione dell'imposta sull'energia elettrica. Nelle previsioni di primavera&#160;2023 la Commissione stima il costo di bilancio netto delle misure di sostegno allo&#160;0,3&#160;% del PIL nel 2023&#160;<a>(<span>10</span>)</a>. La maggior parte delle misure nel 2023 non sembra mirata a sostenere le famiglie o le imprese pi&#249; vulnerabili e non preserva il segnale di prezzo necessario per ridurre la domanda e accrescere l'efficienza energetica. Di conseguenza nelle previsioni di primavera 2023 la Commissione stima allo 0,1&#160;% del PIL nel 2023 (rispetto allo 0,1&#160;% del PIL nel 2022) l'importo delle misure di sostegno mirate di cui tenere conto nella valutazione della conformit&#224; alla raccomandazione del Consiglio del 12 luglio 2022&#160;<a>(<span>11</span>)</a>.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(19)</p></td><td><p>Nella sua raccomandazione del 12&#160;luglio&#160;2022 il Consiglio ha raccomandato alla Danimarca di prendere provvedimenti per garantire nel 2023 che la crescita della spesa primaria corrente finanziata a livello nazionale sia in linea con un orientamento della politica complessivamente neutro&#160;<a>(<span>12</span>)</a>, tenendo conto del perdurare del sostegno temporaneo e mirato alle famiglie e alle imprese pi&#249; vulnerabili agli aumenti dei prezzi dell'energia e alle persone in fuga dall'Ucraina. La Danimarca dovrebbe essere pronta ad adeguare la spesa corrente all'evoluzione della situazione. Alla Danimarca &#232; stato anche raccomandato di aumentare gli investimenti pubblici per le transizioni verde e digitale e per la sicurezza energetica tenendo conto dell'iniziativa REPowerEU, anche avvalendosi del dispositivo e di altri fondi dell'Unione.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(20)</p></td><td><p>Le previsioni di primavera 2023 della Commissione prospettano per il 2023 un orientamento espansivo della politica di bilancio (&#8211;&#160;0,4&#160;% del PIL), in un contesto di inflazione elevata, a fronte di un orientamento restrittivo nel 2022 (0,6&#160;% del PIL). Si prevede inoltre che nel&#160;2023 la crescita della spesa primaria corrente finanziata a livello nazionale (al netto delle misure discrezionali sul lato delle entrate) apporter&#224; all'orientamento della politica di bilancio un contributo espansivo dello 0,6&#160;% del PIL. Il contributo espansivo della spesa primaria corrente netta finanziata a livello nazionale non &#232; dovuto soltanto al sostegno mirato alle famiglie e alle imprese pi&#249; vulnerabili ai rincari dei prezzi dell'energia e alle persone in fuga dall'Ucraina. &#200; dovuto al costo di misure energetiche non mirate e ad aumenti delle retribuzioni del settore pubblico e delle prestazioni sociali e a un incremento della spesa sanitaria. In sintesi, la crescita prevista della spesa primaria corrente finanziata a livello nazionale non &#232; in linea con la raccomandazione del Consiglio del 12 luglio 2022. La spesa finanziata con le sovvenzioni del dispositivo e altri fondi dell'Unione &#232; stata pari allo&#160;0,3&#160;% del PIL nel 2023, mentre gli investimenti finanziati a livello nazionale hanno apportato all'orientamento della politica di bilancio un contributo espansivo di 0,1 punti percentuali&#160;<a>(<span>13</span>)</a>. Pertanto la Danimarca prevede di finanziare ulteriori investimenti attraverso il dispositivo e altri fondi dell'Unione e, stando alle proiezioni, preserver&#224; gli investimenti finanziati a livello nazionale. Prevede di finanziare investimenti pubblici per le transizioni verde e digitale e per la sicurezza energetica, quali misure di efficienza energetica, una riforma fiscale verde e misure per la mobilit&#224; verde, che sono in parte finanziati dal dispositivo e da altri fondi dell'Unione.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(21)</p></td><td><p>Sulla base delle misure politiche note alla data limite delle previsioni, le previsioni di primavera 2023 della Commissione prospettano un avanzo pubblico pari all'1,3&#160;% del PIL per il 2024 e un rapporto debito/PIL pari al 28,8&#160;% alla fine del 2024. La Commissione presuppone attualmente la completa eliminazione graduale delle misure di sostegno connesse all'energia nel 2024. Ci&#242; si basa sul presupposto che non si registrino nuovi aumenti dei prezzi dell'energia.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(22)</p></td><td><p>La Danimarca continuer&#224; probabilmente a raggiungere l'obiettivo di bilancio minimo a medio termine del -1,0&#160;% del PIL, come stimato dalla Commissione per il periodo&#160;2023-2025, nel 2023 e nel 2024. Stando alle previsioni di primavera 2023 della Commissione, il saldo strutturale dovrebbe attestarsi al 3,5&#160;% del PIL nel 2023 e al 2,1&#160;% del PIL nel 2024, al di sopra dell'obiettivo di bilancio a medio termine.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(23)</p></td><td><p>Nell'ipotesi di politiche invariate, le previsioni di primavera 2023 della Commissione prospettano una crescita della spesa primaria netta finanziata a livello nazionale pari al&#160;4,6&#160;% nel 2024.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(24)</p></td><td><p>In Danimarca le imposte patrimoniali ricorrenti sono attualmente soggette a un massimale, ovvero non aumentano con i prezzi di mercato. Non sono quindi in grado di frenare i cicli dei prezzi delle abitazioni e comportano effetti distributivi negativi. Nel 2017 il parlamento danese ha approvato un nuovo sistema di imposizione sui beni immobili per abolire il massimale, che dovrebbe entrare in vigore il 1<span>o</span> gennaio 2024. Trovare alloggi a prezzi accessibili continua a essere una sfida importante per molte persone. L'effetto combinato dei prezzi elevati delle abitazioni e dei lunghi tempi di attesa per gli alloggi sociali ha determinato una carenza di alloggi a prezzi accessibili nelle principali aree urbane. In Danimarca si registra una crescente percentuale di mutui ipotecari a tasso variabile e ad ammortamento differito, fenomeno che rende i titolari fortemente indebitati di mutui ipotecari pi&#249; vulnerabili a ulteriori potenziali cali dei prezzi delle abitazioni e/o a impennate dei tassi di interesse.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(25)</p></td><td><p>Conformemente all'articolo 19, paragrafo 3, lettera b), del regolamento (UE) 2021/241 e all'allegato V, criterio 2.2, di tale regolamento, il piano per la ripresa e la resilienza comprende un'ampia gamma di riforme e investimenti che si rafforzano reciprocamente, da attuare entro il 2026. L'attuazione del piano per la ripresa e la resilienza danese &#232; ben avviata. La Danimarca ha presentato una richiesta di pagamento, corrispondente a 25 traguardi e obiettivi del piano per la ripresa e la resilienza, per un'erogazione complessiva pari a 301&#160;milioni di EUR. Al di l&#224; della prima richiesta di pagamento, l'attuazione del piano per la ripresa e la resilienza &#232; a buon punto e la seconda richiesta di pagamento dovrebbe essere presentata come previsto entro la fine del 2023. Il 31 maggio 2023 la Danimarca ha presentato una modifica del suo piano per la ripresa e la resilienza, compreso un capitolo dedicato al piano REPowerEU. La rapida inclusione del nuovo capitolo dedicato al piano REPowerEU nel piano per la ripresa e la resilienza consentir&#224; di finanziare ulteriori riforme e investimenti a sostegno degli obiettivi strategici della Danimarca in materia di energia e transizione verde. Per l'attuazione efficace del piano per la ripresa e la resilienza e di altre politiche economiche e occupazionali che vanno al di l&#224; di tale piano, per assicurare un'ampia titolarit&#224; dell'agenda politica generale rimane importante il coinvolgimento sistematico ed effettivo delle autorit&#224; locali e regionali, delle parti sociali e degli altri portatori di interessi pertinenti.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(26)</p></td><td><p>Nel 2022 la Commissione ha approvato tutti i documenti di programmazione della politica di coesione della Danimarca. Procedere alla rapida attuazione dei programmi della politica di coesione in complementarit&#224; e sinergia con il piano per la ripresa e la resilienza, compreso il capitolo dedicato al piano REPowerEU, &#232; fondamentale per realizzare le transizioni verde e digitale, accrescere la resilienza economica e sociale e conseguire uno sviluppo territoriale equilibrato in Danimarca.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(27)</p></td><td><p>Oltre alle sfide economiche e sociali affrontate dal piano per la ripresa e la resilienza e dai programmi della politica di coesione, la Danimarca si trova di fronte a una serie di ulteriori sfide connesse alla decarbonizzazione dell'economia e al rafforzamento dell'economia circolare per sostenere la transizione verde.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(28)</p></td><td><p>I progressi della Danimarca verso un'economia circolare sono insufficienti e devono essere accelerati per raggiungere gli obiettivi di economia circolare dell'Unione. Nonostante siano state introdotte alcune misure politiche, come il piano per il clima del 2020, i progressi sono stati limitati. Dal piano d'azione per l'economia circolare del 2021 emerge che 27 delle 129 iniziative previste sono state completate, 88 procedono secondo il calendario stabilito e 14 hanno subito ritardi. Dalle statistiche disponibili si evince che nel 2022 la Danimarca non ha compiuto progressi in materia di produzione di rifiuti, riciclaggio ed economia circolare. L'utilizzo circolare dei materiali da parte della Danimarca &#232; diminuito di poco, dall'8&#160;% del&#160;2016 al 7,8&#160;% del 2021, scendendo al di sotto della media dell'Unione, che nel 2021 era dell'11,7&#160;%. In contrasto con il piano d'azione per l'economia circolare, che mira a diminuire in modo sostanziale l'impronta dei materiali dell'Unione, l'impronta dei materiali della Danimarca nel 2020 &#232; stata di&#160;25,6&#160;tonnellate pro capite, ben al di sopra della media dell'Unione del 2020 (13,7 tonnellate pro capite). La Danimarca continua a registrare risultati insufficienti in vari ambiti dell'economia circolare, in particolare la produzione di rifiuti urbani, i tassi di riciclaggio dei rifiuti e gli sprechi alimentari. Per quanto riguarda i rifiuti urbani, la Danimarca continua a produrre la quantit&#224; pi&#249; elevata di rifiuti urbani pro capite dell'Unione, con 786&#160;kg pro capite all'anno nel 2021 (a fronte di una media dell'Unione di 530&#160;kg pro capite all'anno), in un contesto in cui non &#232; stato fissato un obiettivo nazionale per la riduzione complessiva dei rifiuti. Per quanto riguarda il riciclaggio, la Danimarca deve compiere sforzi significativi per conseguire gli obiettivi dell'Unione per il 2025 in materia di riciclaggio dei rifiuti urbani e di imballaggio e si colloca al di sotto della media dell'Unione del 49,6&#160;%, con un tasso del 34,3&#160;%&#160;<a>(<span>14</span>)</a> nel 2021. Infine, la Danimarca registra risultati scadenti a livello dell'Unione per quanto riguarda gli indicatori di spreco alimentare. Il paese ricorre fortemente all'incenerimento dei rifiuti: tale trattamento &#232; infatti riservato a oltre il 50&#160;% dei rifiuti urbani, mentre la media dell'Unione si aggira intorno al 26&#160;%.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(29)</p></td><td><p>La Danimarca si &#232; impegnata a raggiungere ambiziosi obiettivi di decarbonizzazione ed &#232; all'avanguardia nell'adozione delle energie rinnovabili, in particolare la produzione eolica. Nel periodo tra l'agosto 2022 e il marzo 2023 il consumo di gas naturale della Danimarca &#232; diminuito del 25,2&#160;% rispetto al consumo medio di gas registrato per lo stesso periodo nei cinque anni precedenti, superando l'obiettivo di riduzione del 15&#160;% stabilito nel regolamento (UE)&#160;2022/1369&#160;<a>(<span>15</span>)</a>. Il paese potrebbe continuare ad adoperarsi per ridurre temporaneamente la domanda di gas fino al 31 marzo 2024 a norma del regolamento (UE) 2023/706 del Consiglio&#160;<a>(<span>16</span>)</a>. Per raggiungere i propri obiettivi di decarbonizzazione e aumentare la percentuale di rinnovabili nel mix energetico, &#232; indispensabile avviare pi&#249; rapidamente i progetti e semplificare le norme di concessione al fine di realizzare le ambizioni nazionali per la diffusione della capacit&#224; di energia eolica onshore e offshore. L'attuazione di capacit&#224; aggiuntive, tra cui le isole energetiche nel Mar Baltico e nel Mare del Nord, richieder&#224; un'adeguata pianificazione dell'espansione della rete a livello sia di trasmissione che di distribuzione. Nel frattempo gli investimenti nell'efficienza energetica possono ridurre la necessit&#224; di investimenti nelle infrastrutture energetiche. Promuovere l'efficienza energetica negli edifici, combinando misure di isolamento e la diffusione di fonti di riscaldamento decarbonizzate, potrebbe ridurre ulteriormente sia la dipendenza dai combustibili fossili che la domanda di energia. I miglioramenti dell'efficienza energetica negli edifici pubblici potrebbero essere ulteriormente sostenuti eliminando le restrizioni di bilancio sui progetti verdi per comuni e regioni. Ulteriori misure a sostegno dell'efficienza energetica negli edifici privati contribuirebbero a ridurre gli elevati costi dell'energia in Danimarca, paese che nel 2022 si &#232; collocato al secondo posto per entit&#224; della bolletta energetica media delle famiglie. Le attivit&#224; industriali nazionali offrono un potenziale di miglioramento dell'efficienza energetica, specialmente tramite lo sfruttamento del calore in eccesso nel teleriscaldamento.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(30)</p></td><td><p>La carenza di manodopera e di competenze nei settori e nelle professioni fondamentali per la transizione verde &#8212; compresi la produzione, la diffusione e la manutenzione delle tecnologie a zero emissioni nette &#8212; sta creando strozzature nella transizione a un'economia a zero emissioni nette. Sistemi di istruzione e formazione di qualit&#224; elevata che rispondano alle mutevoli esigenze del mercato del lavoro e misure mirate per la riqualificazione e il miglioramento del livello delle competenze sono cruciali per ridurre le carenze di competenze e promuovere l'inclusione lavorativa e la riallocazione della forza lavoro. Per sbloccare il potenziale inutilizzato dell'offerta di lavoro, tali misure devono essere accessibili, in particolare per le persone e nei settori e nelle regioni maggiormente interessati dalla transizione verde. Nel 2022 in Danimarca sono state segnalate carenze di manodopera per 60 professioni che richiedevano competenze o conoscenze specifiche per la transizione verde, tra cui ingegneri ambientali, specialisti in protezione ambientale e architetti. Sebbene la domanda di competenze per la transizione verde sia in aumento, il numero di lavoratori delle industrie ad alta intensit&#224; energetica che partecipa ad attivit&#224; di istruzione e formazione &#232; nettamente diminuito nell'ultimo decennio, passando dal 24,6&#160;% nel 2015 al 15,6&#160;% nel&#160;2021,</p></td></tr></tbody></table>
RACCOMANDA alla Danimarca di prendere provvedimenti nel 2023 e nel 2024 al fine di:
1. eliminare gradualmente le vigenti misure di sostegno di emergenza connesse all'energia quanto prima nel 2023 e nel 2024; qualora nuovi aumenti dei prezzi dell'energia dovessero richiedere nuove misure di sostegno o il proseguimento di quelle esistenti, provvedere a che tali misure di sostegno mirino a tutelare le famiglie e le imprese vulnerabili, siano sostenibili a livello di bilancio e preservino gli incentivi al risparmio energetico;
preservare gli investimenti pubblici finanziati a livello nazionale, mantenendo al contempo una solida posizione di bilancio nel 2024, e provvedere all'assorbimento efficace delle sovvenzioni del dispositivo e di altri fondi dell'Unione, in particolare per promuovere le transizioni verde e digitale;
per il periodo successivo al 2024, continuare a perseguire investimenti e riforme atti ad aumentare la crescita sostenibile e preservare una posizione di bilancio prudente a medio termine;
attuare il nuovo sistema di imposizione sui beni immobili al fine di ripristinare il legame tra i prezzi di mercato e le imposte e garantire una tassazione più equa; accelerare gli investimenti nella costruzione di alloggi economicamente accessibili per alleviare le esigenze più urgenti;
2. continuare ad attuare con regolarità il piano per la ripresa e la resilienza e, a seguito della recente presentazione dell'addendum, compreso il capitolo dedicato al piano REPowerEU, avviare rapidamente l'attuazione delle misure collegate; procedere alla rapida attuazione dei programmi della politica di coesione in stretta complementarità e sinergia con il piano per la ripresa e la resilienza;
3. rafforzare l'economia circolare e le politiche di gestione dei rifiuti, anche accelerando l'attuazione del piano d'azione nazionale danese per l'economia circolare, promuovendo la prevenzione e il riutilizzo dei rifiuti urbani e di altro tipo, aumentando i tassi di riciclaggio, riducendo gli sprechi alimentari e passando gradualmente dall'incenerimento dei rifiuti urbani a fonti più ecologiche di generazione di calore;
4. ridurre la dipendenza dai combustibili fossili e aumentare la percentuale di rinnovabili nell'approvvigionamento energetico; rispondere all'aumento della domanda e alle esigenze di flessibilità incentivando i necessari sviluppi della rete elettrica a livello sia di trasmissione che di distribuzione; snellire le norme applicabili in materia di rilascio delle concessioni per l'energia rinnovabile; attuare ulteriori misure a sostegno dell'efficienza energetica negli edifici pubblici e privati per ridurre l'importo delle bollette dell'energia elettrica e i costi del sistema energetico; garantire una migliore diffusione delle fonti di riscaldamento decarbonizzate; intensificare le iniziative a livello politico a favore dell'offerta e dell'acquisizione delle abilità e competenze necessarie per la transizione verde.
Fatto a Bruxelles, il 14 luglio 2023
Per il Consiglio
La presidente
N. CALVIÑO SANTAMARÍA
<note>
( 1 ) GU L 209 del 2.8.1997, pag. 1 .
( 2 ) Regolamento (UE) 2021/241 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 febbraio 2021, che istituisce il dispositivo per la ripresa e la resilienza ( GU L 57 del 18.2.2021, pag. 17 ).
( 3 ) Regolamento (UE) n. 1176/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 novembre 2011, sulla prevenzione e la correzione degli squilibri macroeconomici ( GU L 306 del 23.11.2011, pag. 25 ).
( 4 ) Raccomandazione del Consiglio, del 16 maggio 2023, sulla politica economica della zona euro ( GU C 180 del 23.5.2023, pag. 1 ).
( 5 ) Regolamento (UE) 2023/435 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 febbraio 2023, che modifica il regolamento (UE) 2021/241 per quanto riguarda l'inserimento di capitoli dedicati al piano REPowerEU nei piani per la ripresa e la resilienza e che modifica i regolamenti (UE) n. 1303/2013, (UE) 2021/1060 e (UE) 2021/1755, e la direttiva 2003/87/CE ( GU L 63 del 28.2.2023, pag. 1 ).
( 6 ) ST 10154/2021 INIT.
( 7 ) Raccomandazione del Consiglio, del 18 giugno 2021, che formula un parere del Consiglio sul programma di convergenza 2021 della Danimarca ( GU C 304 del 29.7.2021, pag. 14 ).
( 8 ) L'orientamento della politica di bilancio è misurato come la variazione, rispetto alla crescita potenziale a medio termine, della spesa primaria (al netto delle misure discrezionali sul lato delle entrate), escluse le misure temporanee di emergenza connesse alla crisi della COVID-19, ma compresa la spesa finanziata dal sostegno non rimborsabile (sovvenzioni) del dispositivo e altri fondi dell'Unione. Per maggiori dettagli cfr. il riquadro 1 nelle tabelle statistiche di bilancio.
( 9 ) Secondo le proiezioni l'altra spesa in conto capitale finanziata a livello nazionale darà un contributo espansivo di 0,3 punti percentuali di PIL.
( 10 ) Tale cifra rappresenta il livello del costo annuale di bilancio delle misure, comprese le entrate e le spese correnti e, se del caso, le misure di spesa in conto capitale.
( 11 ) Raccomandazione del Consiglio, del 12 luglio 2022, sul programma nazionale di riforma 2022 della Danimarca e che formula un parere del Consiglio sul programma di convergenza 2022 della Danimarca ( GU C 334 dell'1.9.2022, pag. 27 ).
( 12 ) Stando alle previsioni di primavera 2023 della Commissione, la crescita del prodotto potenziale a medio termine (media su 10 anni) della Danimarca, utilizzata per misurare l'orientamento della politica di bilancio, è stimata all'1,9 % in termini nominali.
( 13 ) Secondo le proiezioni l'altra spesa in conto capitale finanziata a livello nazionale darà un contributo restrittivo di 0,2 punti percentuali di PIL.
( 14 ) La Danimarca ha informato la Commissione del fatto che il tasso di riciclaggio indicato per il 2021 si basava su dati errati e sarà soggetto a revisione.
( 15 ) Regolamento (UE) 2022/1369 del Consiglio, del 5 agosto 2022, relativo a misure coordinate di riduzione della domanda di gas ( GU L 206 dell'8.8.2022, pag. 1 ).
( 16 ) Regolamento (UE) 2023/706 del Consiglio, del 30 marzo 2023, che modifica il regolamento (UE) 2022/1369 per prorogare il periodo di applicazione delle misure di riduzione della domanda di gas e rafforzare la comunicazione e il monitoraggio della loro attuazione ( GU L 93 del 31.3.2023, pag. 1 ).
</note>