Document ID: 32014D1213(03)
Language: ITA

<table><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>13.12.2014&#160;&#160;&#160;</p></td><td><p>IT</p></td><td><p>Gazzetta ufficiale dell'Unione europea</p></td><td><p>C 447/23</p></td></tr></tbody></table>
DECISIONE DELLA COMMISSIONE
del 12 dicembre 2014
che notifica a un paese terzo la possibilità di essere identificato come paese terzo non cooperante in materia di lotta contro la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata
(2014/C 447/11)
LA COMMISSIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea,
visto il regolamento (CE) n. 1005/2008 del Consiglio, del 29 settembre 2008, che istituisce un regime comunitario per prevenire, scoraggiare ed eliminare la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata, che modifica i regolamenti (CEE) n. 2847/93, (CE) n. 1936/2001 e (CE) n. 601/2004 e che abroga i regolamenti (CE) n. 1093/94 e (CE) n. 1447/1999 ( 1 ) , in particolare l’articolo 32,
considerando quanto segue:
1. INTRODUZIONE
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(1)</p></td><td><p>Il regolamento (CE) n. 1005/2008 (&#171;regolamento INN&#187;) istituisce un regime comunitario per prevenire, scoraggiare ed eliminare la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata (&#171;pesca INN&#187;).</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(2)</p></td><td><p>Il capo VI del regolamento INN stabilisce la procedura per l&#8217;identificazione dei paesi terzi non cooperanti, i provvedimenti da adottare in relazione a tali paesi, l&#8217;elaborazione di un elenco di tali paesi, la radiazione dallo stesso, la pubblicit&#224; dell&#8217;elenco e le misure di emergenza.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(3)</p></td><td><p>In conformit&#224; all&#8217;articolo 32 del regolamento INN, la Commissione &#232; tenuta a notificare ai paesi interessati la possibilit&#224; di essere identificati come paesi terzi non cooperanti. Tale notifica &#232; di natura preliminare e deve basarsi sui criteri di cui all&#8217;articolo 31 del regolamento INN. La Commissione &#232; altres&#236; tenuta a adottare tutti i provvedimenti previsti all&#8217;articolo 32 del regolamento INN nei confronti dei paesi destinatari della notifica. In particolare, la Commissione deve includere nella notifica le informazioni sui fatti essenziali e le considerazioni che motivano tale identificazione, e dare a tali paesi la possibilit&#224; di rispondere fornendo prove atte a confutare l&#8217;identificazione o, se del caso, un piano d&#8217;azione inteso a risanare la situazione nonch&#233; i provvedimenti correttivi adottati. La Commissione deve accordare ai paesi terzi destinatari della notifica un termine congruo per rispondere alla stessa nonch&#233; un termine ragionevole per porre rimedio alla situazione.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(4)</p></td><td><p>A norma dell&#8217;articolo 31 del regolamento INN, la Commissione &#232; tenuta a identificare i paesi terzi che considera paesi non cooperanti in materia di lotta alla pesca INN. Devono essere identificati come non cooperanti i paesi terzi che non adempiano all&#8217;obbligo ad essi imposto dal diritto internazionale, nella loro qualit&#224; di Stati di bandiera, Stati di approdo, Stati costieri o Stati di commercializzazione, di adottare misure volte a prevenire, scoraggiare e eliminare la pesca INN.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(5)</p></td><td><p>L&#8217;identificazione dei paesi terzi non cooperanti deve essere basata sull&#8217;esame di tutte le informazioni indicate all&#8217;articolo 31, paragrafo 2, del regolamento INN.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(6)</p></td><td><p>A norma dell&#8217;articolo 33 del regolamento INN, il Consiglio &#232; tenuto a elaborare un elenco dei paesi terzi non cooperanti. Le misure stabilite, fra l&#8217;altro, all&#8217;articolo 38 del regolamento INN si applicano a tali paesi.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(7)</p></td><td><p>A norma dell&#8217;articolo 20, paragrafo 1, del regolamento INN, l&#8217;accettazione di certificati di cattura convalidati da parte di Stati terzi di bandiera &#232; subordinata alla notifica alla Commissione delle disposizioni in materia di attuazione, controllo e esecuzione delle leggi, dei regolamenti e delle misure di conservazione e di gestione applicabili ai pescherecci dei paesi terzi interessati.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(8)</p></td><td><p>A norma dell&#8217;articolo 20, paragrafo 4, del regolamento INN, la Commissione deve cooperare sul piano amministrativo con i paesi terzi su questioni attinenti all&#8217;attuazione di detto regolamento.</p></td></tr></tbody></table>
2. PROCEDURA RELATIVA A TUVALU
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(9)</p></td><td><p>Dal 18 al 20 febbraio 2014 la Commissione, con il sostegno dell&#8217;Agenzia europea di controllo della pesca (EFCA), ha effettuato una visita a Tuvalu nell&#8217;ambito della cooperazione amministrativa di cui all&#8217;articolo 20, paragrafo 4, del regolamento INN.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(10)</p></td><td><p>Scopo della visita era verificare le informazioni concernenti le disposizioni di Tuvalu in materia di attuazione, controllo e esecuzione delle leggi, regolamentazioni e misure di conservazione e di gestione che devono essere rispettate dai suoi pescherecci nonch&#233; le misure adottate da tale paese per adempiere ai propri obblighi nella lotta contro la pesca INN.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(11)</p></td><td><p>La relazione finale sulla visita &#232; stata inviata a Tuvalu il 18 marzo 2014.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(12)</p></td><td><p>Tuvalu ha risposto alla relazione finale il 16 ottobre 2014.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(13)</p></td><td><p>Tuvalu &#232; membro della Commissione per la pesca nel Pacifico centro-occidentale (WCPFC). Tale paese ha ratificato la convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (UNCLOS) del 1982 e l&#8217;accordo delle Nazioni Unite ai fini dell&#8217;applicazione delle disposizioni della convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare, del 10 dicembre 1982, relative alla conservazione e alla gestione degli stock ittici transzonali e degli stock ittici altamente migratori (UNFSA) del 1995. Fa inoltre parte della convenzione dell&#8217;Organizzazione per la pesca nel Pacifico del sud (South Pacific Forum Fisheries Agency - FFA)<a>&#160;(<span>2</span>)</a> e dell&#8217;accordo di Nauru relativo alla gestione delle attivit&#224; di pesca di interesse comune<a>&#160;(<span>3</span>)</a>.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(14)</p></td><td><p>Per valutare l&#8217;osservanza, da parte di Tuvalu, degli obblighi internazionali ad esso spettanti come Stato di bandiera, Stato di approdo, Stato costiero o Stato di commercializzazione, sanciti negli accordi internazionali di cui al considerando (13) e stabiliti dalle competenti ORGP citate nel medesimo considerando, la Commissione ha cercato e analizzato tutte le informazioni che ha ritenuto necessarie ai fini di tale esercizio.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(15)</p></td><td><p>La Commissione si &#232; inoltra avvalsa delle informazioni tratte dai dati disponibili pubblicati dalle ORGP, nella fattispecie la WCPFC, nonch&#233; di informazioni pubblicamente disponibili.</p></td></tr></tbody></table>
3. POSSIBILITÀ PER TUVALU DI ESSERE IDENTIFICATO COME PAESE TERZO NON COOPERANTE
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(16)</p></td><td><p>A norma dell&#8217;articolo 31, paragrafo 3, del regolamento INN, la Commissione ha esaminato gli obblighi spettanti a Tuvalu come Stato di bandiera, Stato di approdo, Stato costiero o Stato di commercializzazione. Ai fini di tale esame la Commissione ha preso in considerazione i criteri elencati all&#8217;articolo 31, paragrafi da 4 a 7, del regolamento INN.</p></td></tr></tbody></table>
3.1 Ricorrenza di pescherecci INN e di flussi commerciali INN (articolo 31, paragrafo 4, del regolamento INN)
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(17)</p></td><td><p>Dalle informazioni tratte dagli elenchi dei pescherecci INN delle ORGP risulta che non esistono pescherecci battenti bandiera di Tuvalu negli elenchi INN provvisori o definitivi e che non esistono precedenti documentati di pescherecci battenti bandiera di Tuvalu sulla base dei quali la Commissione potrebbe analizzare il comportamento di tale paese con riguardo ad attivit&#224; ricorrenti di pesca INN in conformit&#224; all&#8217;articolo 31, paragrafo 4, lettera a), del regolamento INN.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(18)</p></td><td><p>In mancanza di informazioni e prove, come spiegato al considerando (17), si &#232; concluso, a norma dell&#8217;articolo 31, paragrafo 3 e paragrafo 4, lettera a), che non &#232; necessario valutare se le misure adottate da Tuvalu per prevenire, scoraggiare ed eliminare la pesca INN sono conformi agli obblighi spettanti a tale paese a norma del diritto internazionale, in quanto Stato di bandiera, con riguardo alle navi INN e alla pesca INN esercitata o coadiuvata da pescherecci battenti la propria bandiera o da propri cittadini.</p></td></tr></tbody></table>
3.2 Mancata cooperazione e esecuzione (articolo 31, paragrafo 5, del regolamento INN)
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(19)</p></td><td><p>La Commissione ha valutato se le autorit&#224; di Tuvalu hanno cooperato in modo efficace con la Commissione rispondendo alle sue richieste di indagare sulla pesca INN e sulle attivit&#224; connesse, di fornire informazioni in proposito e di assicurare un seguito adeguato.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(20)</p></td><td><p>A tale riguardo, Tuvalu &#232; riluttante a cooperare con la Commissione per ovviare alle carenze del proprio sistema di gestione della pesca individuate nel corso della visita della Commissione. Nella risposta alla relazione finale presentata il 16 ottobre 2014 tale paese non prospetta alcun impegno contrattuale per porre rimedio alle carenze individuate dalla Commissione. In particolare, nonostante abbia riconosciuto i problemi e le difficolt&#224; esistenti e ritenga di aver bisogno di tempo e assistenza tecnica per realizzare miglioramenti, Tuvalu non formula alcun impegno o piano d&#8217;azione concreto per porre rimedio alla situazione.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(21)</p></td><td><p>Nel valutare l&#8217;osservanza, da parte di Tuvalu, degli obblighi ad esso spettanti in qualit&#224; di Stato di bandiera, Stato di approdo e Stato costiero, la Commissione ha inoltre analizzato se tale paese coopera con altri Stati di bandiera alla lotta contro la pesca INN.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(22)</p></td><td><p>A norma degli articoli 63 e 64 dell&#8217;UNCLOS, gli Stati costieri e gli Stati di bandiera sono tenuti a cooperare alla gestione delle specie ittiche transzonali e altamente migratorie. Tale obbligo di cooperazione &#232; ulteriormente approfondito dagli articoli 7 e 20 dell&#8217;UNFSA, che impongono agli Stati, rispettivamente, di definire misure di conservazione e di gestione compatibili e di garantirne il rispetto e l&#8217;attuazione. Inoltre l&#8217;articolo 7.1.3 del codice di condotta della FAO<a>&#160;(<span>4</span>)</a> raccomanda agli Stati che partecipano allo sfruttamento di stock ittici transzonali e transfrontalieri di stipulare accordi bilaterali intesi a garantire una cooperazione efficace ai fini della conservazione e della gestione delle risorse. Tale aspetto &#232; ulteriormente sviluppato nei punti 28 e 51 del piano d&#8217;azione internazionale per prevenire, scoraggiare ed eliminare la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata<a>&#160;(<span>5</span>)</a>, che definiscono le modalit&#224; pratiche di cooperazione diretta fra gli Stati, con particolare riguardo allo scambio dei dati o delle informazioni di cui dispongono gli Stati costieri.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(23)</p></td><td><p>A questo riguardo l&#8217;articolo 25, paragrafo 10, della convenzione della WCPFC<a>&#160;(<span>6</span>)</a> stabilisce che ogni membro di tale Commissione, ove abbia fondati motivi di ritenere che una nave battente bandiera di un altro Stato abbia svolto attivit&#224; che pregiudichino l&#8217;efficacia delle misure di conservazione e di gestione adottate per la zona della convenzione, ne informi lo Stato di bandiera interessato.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(24)</p></td><td><p>L&#8217;importanza di disporre di meccanismi di cooperazione efficaci deve essere valutata tenendo conto del fatto che nelle acque soggette alla giurisdizione di Tuvalu operano soprattutto navi battenti bandiera straniera. In base alle informazioni fornite dalle autorit&#224; di Tuvalu durante la visita della Commissione del febbraio 2014, sono attualmente in vigore, in totale, 18 contratti di licenza privati bilaterali conclusi con dieci paesi. A tale riguardo, la flotta autorizzata a operare nelle acque di Tuvalu &#232; costituita da 213 pescherecci con reti a circuizione, 17 tonniere con lenze e canne e 7 pescherecci con palangari; di questi, solo un peschereccio con reti a circuizione e due pescherecci con palangari battono bandiera tuvaluana. Tuvalu ha tuttavia riconosciuto che non &#232; stato predisposto alcun canale di cooperazione con gli Stati di bandiera interessati per garantire che il paese ottemperi al proprio obbligo di cooperare con gli Stati di bandiera, come descritto ai considerando (22) e (23).</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(25)</p></td><td><p>Per quanto riguarda l&#8217;adozione di misure di esecuzione efficaci, l&#8217;articolo 19, paragrafo 2, dell&#8217;UNFSA stabilisce che le sanzioni applicabili alle violazioni devono essere sufficientemente severe per assicurare il rispetto delle norme e per scoraggiare le violazioni, ovunque esse si verifichino, e privare i trasgressori dei benefici derivanti dalle loro attivit&#224; illecite. Come si vedr&#224; nei considerando da (26) a (29), Tuvalu non dispone di un quadro giuridico o di un sistema di controllo della flotta e delle acque nazionali che consenta di sanzionare adeguatamente i trasgressori.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(26)</p></td><td><p>Il sistema sanzionatorio &#232; definito dalla legge sulle risorse marine di Tuvalu del 2006. Nonostante sia stato modificato nel 2012, tale atto non tiene conto dei recenti sviluppi del diritto internazionale in materia di lotta contro la pesca INN. A tale riguardo, il quadro giuridico vigente non definisce in modo esplicito le attivit&#224; di pesca INN e le infrazioni gravi, n&#233; comprende un elenco esaustivo di tali infrazioni e delle conseguenti sanzioni rigorose.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(27)</p></td><td><p>Inoltre, la legislazione di Tuvalu non prevede in modo sistematico misure amministrative di accompagnamento. Questo tipo di misure complementari si limita alla sospensione e alla revoca delle licenze e si applica unicamente in caso di &#171;reati gravi&#187;, concetto che per&#242; la legge di Tuvalu non definisce.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(28)</p></td><td><p>La nozione di &#171;reati o infrazioni gravi&#187; non &#232; stata definita in modo chiaro nella legislazione di Tuvalu. L&#8217;attuale quadro giuridico non prevede sanzioni pregiudizievoli in grado di privare i trasgressori dei vantaggi ottenuti da attivit&#224; illecite.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(29)</p></td><td><p>Pertanto, nella sua forma attuale il sistema sanzionatorio non &#232; sufficientemente severo ed esaustivo da poter esercitare una funzione dissuasiva. In effetti, il trattamento delle infrazioni gravi non &#232; in grado di garantire il rispetto delle norme, scoraggiare le violazioni ovunque si verifichino e privare i trasgressori dei benefici derivanti dalle loro attivit&#224; illecite, come richiesto dall&#8217;articolo 19, paragrafo 2, dell&#8217;UNFSA e dall&#8217;articolo 25, paragrafo 7, della convenzione della WCPFC.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(30)</p></td><td><p>Analogamente, per quanto riguarda la storia, la natura, le circostanze, l&#8217;entit&#224; e la gravit&#224; dei casi di pesca INN considerati, la mancanza di chiarezza e di trasparenza descritta nei considerando da (39) a (48) pregiudica la possibilit&#224; di valutare tali aspetti. Tali carenze non consentono di formulare una stima affidabile dell&#8217;entit&#224; delle attivit&#224; di pesca INN. &#200; tuttavia riconosciuto che la mancanza di trasparenza e l&#8217;assenza di controlli efficaci incoraggiano comportamenti illegali.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(31)</p></td><td><p>Per quanto riguarda le capacit&#224; finanziarie e amministrative esistenti di Tuvalu, va rilevato che tale paese non &#232; classificato nell&#8217;indice di sviluppo umano delle Nazioni Unite<a>&#160;(<span>7</span>)</a>. Nell&#8217;allegato II del regolamento (CE) n. 1905/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio<a>&#160;(<span>8</span>)</a> Tuvalu &#232; elencato nella categoria dei paesi meno sviluppati, conformemente all&#8217;elenco dei beneficiari di aiuti del Comitato per l&#8217;aiuto allo sviluppo (DAC) dell&#8217;Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), aggiornato al 1<span>o</span> gennaio 2013<a>&#160;(<span>9</span>)</a>. A tale riguardo, le limitazioni di Tuvalu in termini di capacit&#224; finanziarie e amministrative possono essere considerate un fattore che pregiudica la capacit&#224; di questo paese di ottemperare ai propri obblighi di cooperazione e di esecuzione.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(32)</p></td><td><p>Nonostante l&#8217;analisi formulata al considerando (31) si rileva inoltre che, sulla base delle informazioni raccolte nel corso della visita della Commissione del febbraio 2014, non si pu&#242; ritenere che Tuvalu manchi di risorse finanziarie, quanto piuttosto del contesto giuridico e amministrativo necessario per adempiere in modo efficace ed efficiente ai propri obblighi come Stato di bandiera, Stato costiero, Stato di approdo e Stato di commercializzazione.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(33)</p></td><td><p>Considerata la situazione spiegata nella presente sezione e sulla base di tutti gli elementi fattuali raccolti dalla Commissione nonch&#233; delle dichiarazioni rilasciate dal paese, si &#232; potuto stabilire, a norma dell&#8217;articolo 31, paragrafi 3 e 5, del regolamento INN, che Tuvalu non ha osservato gli obblighi ad esso incombenti a norma del diritto internazionale in qualit&#224; di Stato di bandiera con riguardo agli impegni di cooperazione e di esecuzione.</p></td></tr></tbody></table>
3.3 Mancata applicazione delle norme internazionali (articolo 31, paragrafo 6, del regolamento INN)
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(34)</p></td><td><p>Tuvalu ha ratificato l&#8217;UNCLOS e l&#8217;UNFSA ed &#232; membro della WCPFC. Fa inoltre parte della convenzione FFA (Organizzazione per la pesca nel Pacifico del sud) e dell&#8217;accordo di Nauru relativo alla gestione delle attivit&#224; di pesca di interesse comune.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(35)</p></td><td><p>La Commissione ha esaminato tutte le informazioni ritenute rilevanti in relazione allo status di Tuvalu come membro della WCPFC.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(36)</p></td><td><p>La Commissione ha inoltre esaminato le informazioni ritenute pertinenti con riguardo all&#8217;accordo di Tuvalu ad applicare le misure di conservazione e di gestione adottate dalla WCPFC.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(37)</p></td><td><p>Stando alle informazioni complete fornite da Tuvalu con riguardo alle attivit&#224; di pesca tonniera praticate nelle proprie acque<a>&#160;(<span>10</span>)</a>, nel 2011 nella zona economica esclusiva (ZEE) di Tuvalu &#232; stato prelevato dagli stock di tonno un quantitativo di catture pari a 51&#160;800 tonnellate metriche (mt), valore che rappresenta un calo rispetto agli anni precedenti (63&#160;427 mt nel 2009 e 60&#160;618 mt nel 2010). In ogni caso, gli stock di tonno presenti nella ZEE di Tuvalu costituiscono ancora una parte significativa del totale degli stock di tonno del Pacifico centro-occidentale.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(38)</p></td><td><p>Come dimostrano i dati presentati nel considerando (37), Tuvalu gestisce cospicue risorse di tonno a livello mondiale ed &#232; quindi tenuto, in quanto Stato costiero, a garantirne una gestione responsabile e sostenibile nel lungo termine. Gli articoli da 61 a 64 dell&#8217;UNCLOS e gli articoli 7 e 8 dell&#8217;UNFSA disciplinano lo sfruttamento delle risorse biologiche da parte degli Stati costieri, i quali dovrebbero adottare misure compatibili con le misure vigenti nella regione e nelle acque d&#8217;altura al fine di garantire la sostenibilit&#224; a lungo termine degli stock ittici transzonali e altamente migratori e promuovere lo sfruttamento ottimale delle risorse biologiche nella propria ZEE. Gli Stati costieri devono inoltre garantire il rispetto delle misure di conservazione e di gestione da parte dei cittadini di altri Stati che esercitano attivit&#224; di pesca nella loro ZEE, nonch&#233; cooperare con gli Stati e con le organizzazioni regionali competenti che partecipano a tali attivit&#224;.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(39)</p></td><td><p>Il quadro giuridico di Tuvalu non comprende misure di conservazione e di gestione chiare e trasparenti, in grado di garantire la gestione efficiente ed efficace delle navi operanti nelle acque soggette alla giurisdizione nazionale. In particolare, non esistono misure di conservazione e di gestione per la pesca costiera. Tuvalu ha altres&#236; riconosciuto che il vigente piano di gestione del tonno &#232; superato e deve essere sottoposto a revisione. Analogamente, non &#232; stato ancora adottato un piano di gestione degli squali secondo quanto previsto dalla misura di conservazione e di gestione 2010-07 della WCPFC<a>&#160;(<span>11</span>)</a>.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(40)</p></td><td><p>Le misure di conservazione e di gestione per le acque soggette alla giurisdizione nazionale, comprese le acque arcipelagiche, sono incomplete e non sono basate su pareri scientifici come richiesto dall&#8217;UNCLOS, dall&#8217;UNFSA e dalla WCPFC. La legge nazionale sulla pesca del 2006 stabilisce i principi fondamentali per una gestione sostenibile della pesca e conferisce al ministero delle risorse naturali il potere di adottare pertinenti misure di conservazione e di gestione; tuttavia la visita della Commissione ha rivelato che sono state elaborate pochissime disposizioni in questo senso. Lo sforzo principale si &#232; concentrato, nel 2009, sul recepimento delle misure contenute nel terzo dispositivo di attuazione dell&#8217;accordo di Nauru<a>&#160;(<span>12</span>)</a> nel quadro normativo di Tuvalu.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(41)</p></td><td><p>Le acque soggette alla giurisdizione di Tuvalu sono designate come mare territoriale, acque arcipelagiche e ZEE. In base all&#8217;articolo 3 della convenzione della WCPFC, la zona di competenza della WCPFC comprende, in linea di principio, tutte le acque dell&#8217;Oceano Pacifico, comprese quelle soggette alla giurisdizione di Tuvalu. Tale paese esclude invece le sue acque arcipelagiche e territoriali dall&#8217;applicazione del regime dei giorni in mare (il cosiddetto &#171;Vessels Day Scheme&#187; &#8212; VDS), il quale limita lo sforzo di pesca della flotta operante con reti a circuizione mediante l&#8217;assegnazione di giorni di pesca. Pertanto, il principale strumento giuridico per la conservazione delle risorse alieutiche nelle acque di Tuvalu non si applica a una parte considerevole delle acque soggette alla giurisdizione di tale paese. Nel caso delle tonniere con lenze e canne e dei pescherecci con palangari, le misure di conservazione e di gestione sono stabilite nelle singole licenze. Tuttavia, non esistono informazioni accessibili al pubblico sull&#8217;effettiva gestione delle catture e dello sforzo per questi due tipi di pesca, a parte la prassi generale consistente nel limitare il numero di licenze di pesca.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(42)</p></td><td><p>Inoltre, nel corso della visita della Commissione Tuvalu ha confermato che alcune misure di conservazione e di gestione della WCPFC non vengono attualmente applicate. Si tratta della misura 2007-1 sul programma di osservazione regionale, che prevede una copertura di osservazione del 5 % per i pescherecci con palangari, e della misura 2010-07, in base alla quale il peso delle pinne sbarcate non pu&#242; superare il 5 % del peso degli squali. Tra le cause dello scarso grado di conformit&#224; alle pertinenti misure di conservazione e di gestione della WCPFC &#232; stata citata la mancanza di capacit&#224; tecnica e di risorse.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(43)</p></td><td><p>Le palesi lacune descritte nei considerando da (39) a (42) per quanto riguarda la chiarezza e la trasparenza delle norme applicabili in materia di conservazione e di gestione, anche in relazione al controllo dello sforzo di pesca mediante il regime VDS, nonch&#233; l&#8217;esistenza di 18 diversi contratti privati di licenza, come spiegato nel considerando (24), pregiudicano l&#8217;effettiva attuazione delle misure di conservazione e di gestione, in violazione degli obblighi stabiliti all&#8217;articolo 61, paragrafi da 2 a 5, all&#8217;articolo 62, paragrafo 1, e all&#8217;articolo 64 dell&#8217;UNCLOS concernenti l&#8217;utilizzo ottimale delle risorse grazie a idonee misure di conservazione e di gestione.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(44)</p></td><td><p>A norma dell&#8217;articolo 61 dell&#8217;UNCLOS, degli articoli 5 e 6 dell&#8217;UNFSA e degli articoli 5 e 6 della convenzione della WCPFC, gli Stati costieri devono determinare le catture ammissibili delle risorse biologiche nella propria ZEE sulla base dei migliori dati scientifici disponibili e secondo un approccio precauzionale; essi devono inoltre assicurare, mediante idonee misure di conservazione e di gestione, che le risorse biologiche e gli stock presenti nella ZEE e nelle altre acque soggette alla loro giurisdizione non siano messi a rischio dallo sfruttamento eccessivo. Il codice di condotta della FAO raccomanda, segnatamente ai punti 7.3, 7.4 e 7.5, una serie di buone pratiche per conformarsi agli obblighi suddetti.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(45)</p></td><td><p>Nella relazione presentata alla nona sessione del comitato scientifico della WCPFC Tuvalu ha riconosciuto che occorre ancora affrontare una serie di problemi per quanto riguarda la raccolta dei dati, le dichiarazioni e la conformit&#224;<a>&#160;(<span>13</span>)</a>. Tali problemi vengono attribuiti al fatto che il dipartimento della pesca non disporrebbe di capacit&#224; sufficienti per il controllo delle dichiarazioni e la gestione dei dati.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(46)</p></td><td><p>A tale riguardo, nelle sue relazioni il comitato scientifico della WCPFC lamenta regolarmente la mancanza di dati esaustivi. Ad esempio, al punto 89 della relazione della 7<span>a</span> sessione svoltasi nel 2011, il comitato ha segnalato una serie di incongruenze per quanto riguarda le catture di tonnetto striato, tonno albacora e tonno obeso riportate nei giornali di bordo dei pescherecci con reti a circuizione. Data l&#8217;importanza di disporre, a fini scientifici, di dati precisi sulla composizione delle catture praticate da tali pescherecci, il comitato ha raccomandato di sottoporre la questione all&#8217;esame del comitato tecnico e di conformit&#224;<a>&#160;(<span>14</span>)</a>. Al punto 37 esso ha sottolineato la mancanza di chiarezza dei dati relativi alla composizione delle catture della flotta operante con reti a circuizione e ha esortato le parti contraenti a lavorare per migliorare le stime di tali dati. Nel corso dell&#8217;8<span>a</span> sessione il comitato scientifico della WCPFC ha nuovamente sollevato il problema delle lacune e delle incongruenze dei dati<a>&#160;(<span>15</span>)</a> relativi alle catture e alla loro composizione, ha richiamato l&#8217;attenzione sugli obblighi di comunicazione nell&#8217;ambito dei contratti di nolo e formulato raccomandazioni di gestione per migliorare la situazione<a>&#160;(<span>16</span>)</a>. Ha inoltre affrontato la questione della mancata o incompleta trasmissione dei dati da parte di alcune parti contraenti, che in alcuni casi operano nelle acque soggette alla giurisdizione nazionale di Tuvalu.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(47)</p></td><td><p>Con riguardo al tonnetto striato, nel corso della 7<span>a</span> sessione il comitato scientifico della WCPFC ha spiegato che, se si mantengono le pratiche di pesca di questi ultimi anni, i tassi e i volumi di cattura potrebbero ridursi in quanto gli stock sono sfruttati fino al livello di rendimento massimo sostenibile. Eventuali aumenti dello sforzo di pesca dovrebbero quindi formare oggetto di un&#8217;attenta sorveglianza<a>&#160;(<span>17</span>)</a>. Tuttavia, la visita della Commissione ha rivelato che non esiste una vera e propria politica per quanto riguarda la flotta e l&#8217;accesso alle zone di pesca, come dimostra il piano di gestione del tonno, ormai superato e per nulla esaustivo.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(48)</p></td><td><p>Nelle sue acque arcipelagiche Tuvalu non applica le misure di conservazione e di gestione della WCPFC; per tali acque Tuvalu ha istituito soltanto un numero limitato di misure compatibili. Data la natura altamente migratoria e transzonale delle risorse tonniere e l&#8217;importanza degli stock di tonno e delle attivit&#224; di pesca tonniera nella acque arcipelagiche di Tuvalu, che rappresentano un&#8217;importante zona di riproduzione per i tonnidi, tale situazione pregiudica qualsiasi sforzo di conservazione di questa risorsa in tutta la regione del Pacifico. Pertanto, Tuvalu non provvede affinch&#233; in tutte le acque soggette alla sua giurisdizione vengano applicate misure di conservazione e di gestione in conformit&#224; alle disposizioni emanate dalla WCPFC e all&#8217;obbligo di garantire che le specie soggette alla giurisdizione dello Stato costiero non siano messe a rischio da un eccessivo sfruttamento.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(49)</p></td><td><p>La Commissione ha inoltre esaminato eventuali atti o omissioni di Tuvalu che potrebbero aver compromesso l&#8217;efficacia delle leggi, dei regolamenti o delle misure internazionali di conservazione e di gestione applicabili.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(50)</p></td><td><p>A tale proposito, come riconosciuto da Tuvalu, il piano di gestione del tonno, ormai obsoleto, non stabilisce obiettivi chiari per limitare il numero di licenze di pesca e il totale ammissibile di catture. La Commissione ritiene pertanto che la mancanza di misure di conservazione e di gestione pregiudichi il rispetto, da parte di Tuvalu, dei propri obblighi internazionali. Trattandosi di uno stock transzonale e altamente migratorio, per essere efficaci e sostenibili le misure di conservazione e di gestione del tonno devono essere coerenti e compatibili nell&#8217;intera zona di migrazione, condizione che costituisce anche l&#8217;obiettivo generale della convenzione della WCPFC.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(51)</p></td><td><p>Considerata la situazione illustrata nella presente sezione e sulla base di tutti gli elementi fattuali raccolti dalla Commissione nonch&#233; delle dichiarazioni rilasciate dal paese, si &#232; potuto stabilire, a norma dell&#8217;articolo 31, paragrafi 3 e 6, del regolamento INN, che Tuvalu non ha osservato gli obblighi ad esso incombenti a norma del diritto internazionale in relazione alle norme, ai regolamenti e alle misure di conservazione e di gestione internazionali.</p></td></tr></tbody></table>
3.4 Difficoltà specifiche dei paesi in via di sviluppo
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(52)</p></td><td><p>Tenuto conto del fatto che Tuvalu figura tra i paesi meno sviluppati, come indicato nel considerando (31), la Commissione ha esaminato se le informazioni raccolte possano essere collegate alle sue specifiche difficolt&#224; in quanto paese in via di sviluppo.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(53)</p></td><td><p>Anche se, in generale, in materia di controllo e monitoraggio possono sussistere carenze specifiche di capacit&#224;, le difficolt&#224; specifiche di Tuvalu riconducibili al suo livello di sviluppo non possono giustificare l&#8217;assenza di disposizioni specifiche nel quadro giuridico nazionale che rimandino a strumenti internazionali intesi a contrastare, scoraggiare e eliminare le attivit&#224; di pesca INN. Peraltro tali difficolt&#224; non possono giustificare il fatto che Tuvalu non abbia istituito un sistema sanzionatorio per le infrazioni delle misure di conservazione e di gestione internazionali.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(54)</p></td><td><p>Inoltre &#232; lecito ritenere che le carenze del sistema di monitoraggio, controllo e sorveglianza derivino dallo squilibrio tra la scarsa capacit&#224; di Tuvalu di controllare le attivit&#224; di pesca praticate nella propria ZEE e il fatto che a tali acque sia autorizzato l&#8217;accesso di una grande flotta straniera. Infine, nonostante il settore alieutico contribuisca in modo significativo al reddito generale di Tuvalu, la dotazione di bilancio assegnata alla gestione della pesca &#232; estremamente limitata. Di conseguenza, malgrado i possibili ostacoli allo sviluppo del paese, le politiche seguite da Tuvalu per la gestione delle risorse alieutiche non corrispondono alle risorse assegnate e alle priorit&#224; del paese in materia di gestione della pesca.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(55)</p></td><td><p>Alla luce della situazione descritta nella presente sezione e sulla base di tutti gli elementi fattuali raccolti dalla Commissione nonch&#233; delle dichiarazioni rilasciate dal paese, si &#232; potuto stabilire, a norma dell&#8217;articolo 31, paragrafo 7, del regolamento INN, che lo stato di sviluppo di Tuvalu per quanto riguarda la gestione della pesca potrebbe essere stato pregiudicato dal suo livello di sviluppo. Tuttavia, tenuto conto della natura delle carenze rilevate e delle azioni intraprese per porre rimedio alla situazione, il livello di sviluppo di Tuvalu non pu&#242; spiegare interamente o altrimenti giustificare il comportamento generale di tale paese nel settore della pesca in quanto Stato di bandiera o Stato costiero n&#233; l&#8217;inadeguatezza dell&#8217;azione da esso intrapresa per prevenire, scoraggiare ed eliminare la pesca INN.</p></td></tr></tbody></table>
4. CONCLUSIONI CONCERNENTI LA POSSIBILE IDENTIFICAZIONE IN QUANTO PAESE TERZO NON COOPERANTE
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(56)</p></td><td><p>Alla luce delle conclusioni tratte riguardo al mancato adempimento, da parte di Tuvalu, dell&#8217;obbligo ad esso imposto dal diritto internazionale, nella sua qualit&#224; di Stato di bandiera, Stato di approdo, Stato costiero o Stato di commercializzazione, di adottare misure volte a prevenire, scoraggiare ed eliminare la pesca INN, &#232; opportuno notificare a tale paese, a norma dell&#8217;articolo 32 del regolamento INN, la possibilit&#224; di essere identificato dalla Commissione come paese terzo non cooperante in materia di lotta contro la pesca INN.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(57)</p></td><td><p>In conformit&#224; all&#8217;articolo 32, paragrafo 1, del regolamento INN, &#232; opportuno che la Commissione notifichi a Tuvalu la possibilit&#224; di essere identificato come paese terzo non cooperante. La Commissione dovrebbe inoltre adottare tutti i provvedimenti previsti all&#8217;articolo 32 del regolamento INN nei confronti di Tuvalu. Ai fini di una corretta amministrazione &#232; opportuno fissare un termine entro il quale tale paese possa rispondere per iscritto alla notifica e porre rimedio alla situazione.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(58)</p></td><td><p>Inoltre la notifica a Tuvalu della possibilit&#224; di essere identificato come un paese che la Commissione considera non cooperante ai fini della presente decisione non esclude n&#233; comporta automaticamente che la Commissione o il Consiglio possano successivamente procedere all&#8217;identificazione e alla compilazione di un elenco di paesi non cooperanti,</p></td></tr></tbody></table>
DECIDE:
Articolo unico
Si notifica a Tuvalu la possibilità di essere identificato dalla Commissione come paese terzo non cooperante in materia di lotta contro la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata.
Fatto a Bruxelles, il 12 dicembre 2014
Per la Commissione
Karmenu VELLA
Membro della Commissione
<note>
( 1 ) GU L 286 del 29.10.2008, pag. 1 .
( 2 ) http://www.ffa.int/
( 3 ) Accordo di Nauru (http://www.ffa.int/node/93#attachments).
( 4 ) Codice di condotta per una pesca responsabile, Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura, 1995.
( 5 ) Piano d’azione internazionale per prevenire, scoraggiare ed eliminare la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata, Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura, 2001.
( 6 ) Convenzione sulla conservazione e la gestione degli stock ittici altamente migratori dell’Oceano Pacifico centrale e occidentale, adottata a Honolulu il 5 settembre 2000 (http://www.wcpfc.int/doc/convention-conservation-and-management-highly-migratory-fish-stocks-western-and-central-pacific).
( 7 ) Informazioni tratte da: http://hdr.undp.org/en/statistics
( 8 ) Regolamento (CE) n. 1905/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 dicembre 2006, che istituisce uno strumento per il finanziamento della cooperazione allo sviluppo ( GU L 378 del 27.12.2006, pag. 41 ).
( 9 ) Elenco dei beneficiari di aiuti allo sviluppo del DAC (http://www.oecd.org/dac/stats/daclistofodarecipients.htm).
( 10 ) Nona sessione ordinaria del Comitato scientifico della WCPFC, WCPFC SC9-AR/CCM-25.
( 11 ) http://www.wcpfc.int/system/files/CMM%202010-07%20%5BSharks%5D.pdf
( 12 ) Parti dell’accordo di Nauru, terzo dispositivo di attuazione, 2008.
( 13 ) Nona sessione ordinaria del Comitato scientifico della WCPFC, WCPFC SC9-AR/CCM-25.
( 14 ) Relazione di sintesi del comitato scientifico della WCPFC, 7 a sessione ordinaria, Pohnpei, Stati federati di Micronesia, 9-17 agosto 2011 (http://www.wcpfc.int/node/2896).
( 15 ) Relazione di sintesi del comitato scientifico della WCPFC, 8 a sessione ordinaria, 7-15 agosto 2012 (http://www.wcpfc.int/node/4587), sezione 3.1.
( 16 ) Relazione di sintesi del comitato scientifico della WCPFC, 8 a sessione ordinaria, punti 69-71.
( 17 ) Relazione di sintesi del comitato scientifico della WCPFC, 7 a sessione ordinaria, punti 35 e 36.
</note>