Document ID: 32019D2111
Language: ITA

<table><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>10.12.2019&#160;&#160;&#160;</p></td><td><p>IT</p></td><td><p>Gazzetta ufficiale dell&#8217;Unione europea</p></td><td><p>L 318/147</p></td></tr></tbody></table>
DECISIONE (PESC) 2019/2111 DEL CONSIGLIO
del 9 dicembre 2019
per il sostegno delle attività del SEESAC relative al disarmo e al controllo delle armi nell'Europa sudorientale intese a ridurre la minaccia delle armi leggere e di piccolo calibro illegali e relative munizioni
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sull'Unione europea, in particolare l'articolo 28, paragrafo 1, e l'articolo 31, paragrafo 1,
vista la proposta dell'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza,
considerando quanto segue:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(1)</p></td><td><p>Il 19 novembre 2018 il Consiglio ha adottato la strategia dell'UE contro le armi da fuoco, le armi leggere e le armi di piccolo calibro illegali e le relative munizioni dal titolo "Mettere in sicurezza le armi, proteggere i cittadini" ("strategia dell'UE sulle SALW").</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(2)</p></td><td><p>La strategia dell'UE sulle SALW rammenta che, malgrado i notevoli progressi compiuti negli ultimi anni, soprattutto nell'Europa sudorientale, l'entit&#224; dell'accumulazione delle armi leggere e delle armi di piccolo calibro (SALW) e relative munizioni, le condizioni di stoccaggio inadeguate, la diffusione della detenzione illegale di tali armi e le lacune in termini di attuazione continuano a limitare l'efficacia degli sforzi per il controllo delle armi da fuoco e delle SALW in alcune zone dei Balcani occidentali, impattando sulla sicurezza di tale regione e dell'UE.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(3)</p></td><td><p>Il 10 luglio 2018 la "tabella di marcia per una soluzione sostenibile alla detenzione, all'uso e al traffico illeciti delle armi leggere e delle armi di piccolo calibro (SALW) e relative munizioni nei Balcani occidentali entro il 2024" ("tabella di marcia") &#232; stata adottata dal vertice dei Balcani occidentali tenutosi a Londra.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(4)</p></td><td><p>La strategia dell'UE sulle SALW rileva che l'Unione continuer&#224; a sostenere il Centro dell'Europa sudorientale per il controllo delle armi leggere e di piccolo calibro (SEESAC) nelle sue attivit&#224; di controllo delle SALW e terr&#224; conto di iniziative regionali quali la tabella di marcia.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(5)</p></td><td><p>Gli obiettivi della tabella di marcia concordati dai partner dei Balcani occidentali sono coerenti con gli sforzi profusi in seno all'Unione e alle Nazioni Unite (ONU) per combattere il traffico delle SALW e relative munizioni. Nell'agenda 2018 per il disarmo dal titolo "<span>Securing Our Common Future</span>" (Assicurare il nostro futuro comune), il Segretario generale dell'ONU ha invitato specificamente a contrastare l'eccessiva accumulazione e il commercio illegale di armi convenzionali e a sostenere l'adozione di approcci nazionali per quanto riguarda le armi di piccolo calibro.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(6)</p></td><td><p>Nell'Agenda 2030 dell'ONU per lo sviluppo sostenibile ("2030 agenda") si afferma che la lotta al commercio illegale di SALW &#232; necessaria per il raggiungimento di molti obiettivi di sviluppo sostenibile, inclusi quelli relativi a pace, giustizia e istituzioni forti, riduzione della povert&#224;, crescita economica, salute, parit&#224; di genere e citt&#224; sicure. Pertanto, con il sotto-obiettivo 16.4 dell'obiettivo di sviluppo sostenibile 16 dell'agenda 2030, tutti gli Stati membri dell'ONU si sono impegnati a ridurre in maniera significativa i flussi finanziari illeciti e i flussi illegali di armi.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(7)</p></td><td><p>Il 30 giugno 2018 la terza conferenza delle Nazioni Unite di revisione dei progressi compiuti nell'attuazione del programma d'azione per prevenire, combattere e sradicare il commercio illecito di armi leggere e di piccolo calibro in tutti i suoi aspetti ha adottato un documento finale in cui gli Stati membri dell'ONU rinnovano il loro impegno a prevenire e a combattere lo sviamento delle SALW. Gli Stati membri dell'ONU hanno ribadito la loro volont&#224; di perseguire la cooperazione internazionale e di rafforzare quella regionale migliorando il coordinamento, le consultazioni, lo scambio di informazioni e la cooperazione operativa, coinvolgendo le pertinenti organizzazioni regionali e subregionali, come pure le autorit&#224; di contrasto, le autorit&#224; incaricate dei controlli di frontiera nonch&#233; le autorit&#224; preposte al rilascio delle licenze di esportazione e importazione.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(8)</p></td><td><p>Il progetto sostenuto dalla presente decisione intende approfondire e integrare l'assistenza dell'Unione finalizzata al controllo delle SALW. Ad oggi, tale assistenza &#232; stata fornita dall'Unione attraverso le decisioni del Consiglio per il sostegno all'operato del SEESAC nei Balcani occidentali, ovvero le decisioni 2004/791/PESC&#160;<a>(<span>1</span>)</a>, 2010/179/PESC&#160;<a>(<span>2</span>)</a>, 2013/730/PESC&#160;<a>(<span>3</span>)</a> e (PESC) 2016/2356&#160;<a>(<span>4</span>)</a> del Consiglio, e contribuisce alla realizzazione degli obiettivi del piano regionale di attuazione sulla lotta contro la proliferazione di armi leggere e di piccolo calibro e della tabella di marcia sostenuti dalla decisione (PESC) 2018/1788 del Consiglio&#160;<a>(<span>5</span>)</a>,</p></td></tr></tbody></table>
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
1. In vista dell'attuazione della strategia dell'UE contro le armi da fuoco, le armi leggere e le armi di piccolo calibro illegali e le relative munizioni dal titolo "Mettere in sicurezza le armi, proteggere i cittadini", l'obiettivo generale del progetto sostenuto dalla presente decisione e descritto nell'allegato è contribuire ulteriormente a una maggiore sicurezza nella regione dell'Europa sudorientale e nell'Unione combattendo la minaccia costituita dalle armi leggere e dalle armi di piccolo calibro illegali (SALW) e relative munizioni all'interno dell'Europa sudorientale, della Bielorussia e dell'Ucraina e in provenienza da queste regioni.
2. Il progetto, che tiene conto di altre iniziative regionali, segnatamente la tabella di marcia per i Balcani occidentali, il lavoro dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE), nonché le pertinenti attività della Commissione europea nella regione all'interno dell'Europa sudorientale relative al controllo delle armi e al traffico illecito di armi, si prefigge i seguenti obiettivi specifici:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>contribuire a rafforzare la cooperazione regionale, lo scambio di conoscenze e la condivisione di informazioni sul controllo delle SALW;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>sostenere ulteriormente lo sviluppo di un quadro legislativo e normativo sulle SALW, sulle armi da fuoco e sugli esplosivi, nonch&#233; la sua armonizzazione con il quadro Unione e la standardizzazione nell'Europa sudorientale;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>continuare a sostenere l'elaborazione di politiche sul controllo delle SALW basate su elementi concreti e tese ad affrontare le esigenze di uomini e donne;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>sviluppare le capacit&#224; dei servizi di polizia di frontiera e di polizia giudiziaria dei Balcani occidentali nel contrastare il traffico illecito e la detenzione illegale di armi da fuoco;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>migliorare le capacit&#224; per la sicurezza fisica e la gestione delle scorte (PSSM) attraverso il potenziamento della sicurezza delle infrastrutture, la riduzione delle eccedenze e la formazione;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>prendere le mosse dai lavori in atto relativi alla creazione di punti focali sulle armi da fuoco nell'Europa sudorientale.</p></td></tr></tbody></table>
Articolo 2
1. L'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza ("alto rappresentante") è responsabile dell'attuazione della presente decisione.
2. L'esecuzione tecnica del progetto di cui all'articolo 1 è a cura del SEESAC, in coordinamento, se del caso, con il responsabile della piattaforma multidisciplinare europea di lotta alle minacce della criminalità (EMPACT) Armi da fuoco.
3. Il SEESAC svolge i suoi compiti sotto la responsabilità dell'alto rappresentante. A tal fine l'alto rappresentante stabilisce le modalità necessarie con il Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (PNUS), che agisce per conto del SEESAC.
Articolo 3
1. L'importo di riferimento finanziario per l'esecuzione del progetto finanziato dall'Unione di cui all'articolo 1 è pari a 11 819 605,20 EUR.
2. Le spese finanziate con l'importo di riferimento di cui al paragrafo 1 sono gestite secondo le procedure e le norme applicabili al bilancio dell'Unione.
3. La Commissione vigila sulla corretta gestione delle spese di cui al paragrafo 2.
4. A tal fine, la Commissione conclude l'accordo necessario con il PNUS, che agisce per conto del SEESAC. Tale accordo stabilisce che il SEESAC deve assicurare al contributo dell'Unione una visibilità corrispondente alla sua entità.
5. La Commissione si adopera per concludere l'accordo di cui al paragrafo 4 il più presto possibile successivamente all'entrata in vigore della presente decisione. La Commissione informa il Consiglio di eventuali difficoltà in tale processo e della data di conclusione di tale accordo.
6. Una descrizione dettagliata del progetto figura nell'allegato della presente decisione.
Articolo 4
1. L'alto rappresentante riferisce al Consiglio in merito all'attuazione della presente decisione sulla base di rapporti periodici trimestrali stilati dal SEESAC.
2. La Commissione riferisce sugli aspetti finanziari del progetto di cui all'articolo 1.
Articolo 5
1. La presente decisione entra in vigore il giorno dell'adozione.
2. La presente decisione cessa di produrre effetti decorsi 48 mesi dalla data di conclusione dell'accordo di cui all'articolo 3, paragrafo 4. Tuttavia, essa cessa di produrre effetti decorsi sei mesi dalla data della sua entrata in vigore se non è stato concluso alcun accordo entro tale termine.
Fatto a Bruxelles, il 9 dicembre 2019
Per il Consiglio
Il presidente
J. BORRELL FONTELLES
( 1 ) Decisione 2004/791/PESC del Consiglio, del 22 novembre 2004, che proroga e modifica la decisione 2002/842/PESC concernente l'attuazione dell'azione comune 2002/589/PESC in vista di un contributo dell'Unione europea alla lotta contro l'accumulazione e la diffusione destabilizzanti di armi portatili e di armi leggere nell'Europa sudorientale ( GU L 348 del 24.11.2004, pag. 46 ).
( 2 ) Decisione 2010/179/PESC del Consiglio, dell'11 marzo 2010, per il sostegno delle attività del SEESAC relative al controllo delle armi nei Balcani occidentali nel quadro della strategia dell’UE volta a combattere l’accumulazione e il traffico illeciti di SALW e relative munizioni ( GU L 80 del 26.3.2010, pag. 48 ).
( 3 ) Decisione 2013/730/PESC del Consiglio, del 9 dicembre 2013, per il sostegno delle attività del SEESAC relative al disarmo e al controllo delle armi nell'Europa sudorientale nel quadro della strategia dell'UE volta a combattere l'accumulazione e il traffico illeciti di SALW e relative munizioni ( GU L 332 dell'11.12.2013, pag. 19 ).
( 4 ) Decisione (PESC) 2016/2356 del Consiglio, del 19 dicembre 2016, per il sostegno delle attività del SEESAC relative al disarmo e al controllo delle armi nell'Europa sudorientale nel quadro della strategia dell'UE volta a combattere l'accumulazione e il traffico illeciti di SALW e relative munizioni ( GU L 348 del 21.12.2016, pag. 60 ).
( 5 ) Decisione (PESC) 2018/1788 del Consiglio, del 19 novembre 2018, a sostegno del Centro dell'Europa sudorientale per il controllo delle armi leggere e di piccolo calibro (SEESAC) per l'attuazione della tabella di marcia regionale sulla lotta al traffico illecito di armi nei Balcani occidentali ( GU L 293 del 20.11.2018, pag. 11 ).
ALLEGATO
Progetto a sostegno della riduzione della minaccia delle armi leggere e di piccolo calibro illegali e relative munizioni nell’Europa sudorientale
1. Introduzione e obiettivi
Negli ultimi anni sono stati compiuti progressi significativi nell'Europa sudorientale (SEE) per quanto riguarda il rafforzamento del controllo delle armi e il contrasto al traffico illecito di armi, non da ultimo grazie al sostegno continuo fornito dall'Unione. La SEE continua tuttavia a destare preoccupazione ed è stata identificata quale zona prioritaria nella strategia dell'UE del 19 novembre 2018 contro le armi da fuoco, le armi leggere e le armi di piccolo calibro (SALW) illegali e le relative munizioni dal titolo "Mettere in sicurezza le armi, proteggere i cittadini" ("strategia dell'UE sulle SALW"). Le armi da fuoco illegali hanno un chiaro impatto sulla sicurezza interna ed esterna, in quanto alimentano la criminalità organizzata e gli atti terroristici nella SEE e nella UE. Stabilire meccanismi di controllo solidi ed efficienti relativi al trasferimento, all'uso, alla detenzione e allo stoccaggio di armi contribuisce quindi ampiamente alla sicurezza e alla pace sul piano regionale, europeo e globale.
Per far fronte alle restanti sfide in materia di controllo delle SALW, sostenere ulteriormente le autorità nell'affrontare tali sfide e rafforzare l'impegno nella lotta al traffico e all'uso illeciti di SALW/armi da fuoco, il vertice dei Balcani occidentali, tenutosi a Londra il 10 luglio 2018, ha adottato una tabella di marcia per una soluzione sostenibile alla detenzione, all'uso e al traffico illeciti di SALW e relative munizioni nei Balcani occidentali entro il 2024 ("tabella di marcia"). La tabella di marcia prevede sette obiettivi inerenti a tutte le aree funzionali del controllo delle armi e punta a rendere i Balcani occidentali una regione più sicura ed esportatrice di sicurezza, in cui siano in atto meccanismi globali e sostenibili, pienamente armonizzati con le norme dell'UE e altre norme internazionali, per individuare, prevenire, perseguire e controllare la detenzione, l'uso e il traffico illeciti di armi da fuoco, munizioni ed esplosivi. Nel 2018 l'UE ha adottato una decisione del Consiglio a sostegno dell'attuazione della tabella di marcia (decisione (PESC) 2018/1788 ( 1 ) del Consiglio).
Il Centro dell'Europa sudorientale per il controllo delle armi leggere e di piccolo calibro (SEESAC), organo esecutivo del piano regionale di attuazione sulla lotta contro la proliferazione di armi leggere e di piccolo calibro ("piano regionale di attuazione "), ha sostenuto lo sviluppo della tabella di marcia. La decisione (PESC) 2018/1788 del Consiglio, ha incaricato il SEESAC del coordinamento e del monitoraggio dell'attuazione della tabella di marcia. Il coordinamento tra istituzioni, organizzazioni internazionali e donatori nel quadro della tabella di marcia è assicurato principalmente attraverso riunioni formali di coordinamento della tabella di marcia a livello regionale per fare un bilancio dei progressi compiuti e scambiare informazioni nonché attraverso il sostegno tecnico e specialistico alle riunioni di coordinamento della tabella di marcia a livello locale. Il monitoraggio dell'attuazione della tabella di marcia è invece assicurato attraverso l'elaborazione di relazioni semestrali di monitoraggio e valutazione per documentare i progressi, le sfide e le necessità nell'attuazione sulla base degli indicatori chiave di prestazione stabiliti di comune accordo. Inoltre, il SEESAC funge da segretariato del Fondo fiduciario multi-partner (MPTF) nel quadro della tabella di marcia per il controllo delle SALW nei Balcani occidentali, istituito per sostenere l'attuazione della tabella di marcia. Il SEESAC coopera strettamente con il Servizio europeo per l’azione esterna (SEAE), la Commissione europea (DG HOME, DG NEAR), Europol, la Piattaforma multidisciplinare europea di lotta alle minacce della criminalità (EMPACT), l'Agenzia europea per la guardia costiera e di frontiera (Frontex), INTERPOL, la NATO, l'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) e altri donatori e organizzazioni internazionali pertinenti che sostengono le attività di disarmo e controllo delle armi nella SEE.
L'obiettivo generale di questa azione è contribuire ulteriormente a una maggiore sicurezza nella SEE e nell'UE combattendo la minaccia costituita dalle SALW illegali e relative munizioni all'interno della SEE, della Bielorussia e dell'Ucraina e in provenienza da queste regioni. La sua attuazione consentirà in tal modo di approfondire e integrare l'assistenza dell'Unione finalizzata al controllo delle SALW fornita attraverso le recenti decisioni 2010/179/PESC ( 2 ) , 2013/730/PESC ( 3 ) e (PESC) 2016/2356 ( 4 ) del Consiglio (con scadenza il 29 dicembre 2019). Contribuirà inoltre alla realizzazione degli obiettivi del piano regionale di attuazione e della tabella di marcia sostenuti dalla decisione (PESC) 2018/1788 del Consiglio.
L'azione contribuirà a: rafforzare la cooperazione regionale, lo scambio di conoscenze e la condivisione di informazioni sul controllo delle SALW; sostenere ulteriormente lo sviluppo di un quadro legislativo e normativo sulle SALW, armi da fuoco e sugli esplosivi, nonché l'armonizzazione con il quadro UE e la standardizzazione nella SEE; continuare a sostenere l'elaborazione di politiche sul controllo delle SALW basate su elementi concreti e tese ad affrontare le esigenze di uomini e donne; sviluppare le capacità dei servizi di polizia di frontiera e di polizia giudiziaria dei Balcani occidentali nel contrastare il traffico illecito e la detenzione illegale di armi da fuoco; migliorare le capacità per la sicurezza fisica e la gestione delle scorte (PSSM) attraverso il potenziamento della sicurezza delle infrastrutture, la riduzione delle eccedenze e la formazione; prendere le mosse dai lavori in atto relativi alla creazione di punti focali sulle armi da fuoco nella SEE.
Più in generale, il progetto contribuirà alla pace e alla sicurezza in Europa e nel mondo e, nel contempo, migliorerà la stabilità regionale operando nell'ambito del Consiglio di cooperazione regionale (RCC) e in partenariato con altri partner e iniziative internazionali pertinenti.
L'azione contribuirà direttamente all'attuazione della strategia dell'UE in materia di sicurezza, della strategia dell'UE sulle SALW, del ciclo programmatico dell'UE per contrastare la criminalità organizzata e le forme gravi di criminalità internazionale (EMPACT Armi da fuoco), del trattato sul commercio delle armi, del programma di azione delle Nazioni Unite per prevenire, combattere e sradicare il commercio illegale di armi leggere e di piccolo calibro in tutti i suoi aspetti, dello strumento internazionale per il rintracciamento, del protocollo delle Nazioni Unite sulle armi da fuoco, della risoluzione 1325 (2000) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sulle donne, la pace e la sicurezza, e dell'agenda delle Nazioni Unite per il disarmo, oltre a rafforzare specificamente la cooperazione regionale nel combattere la minaccia rappresentata dalla diffusione di SALW e relative munizioni. I risultati del progetto contribuiranno anche direttamente all'attuazione dell'obiettivo di sviluppo sostenibile 16 dell'agenda 2030 sulle società pacifiche e giuste, in particolare i sotto-obiettivi 16.1 (ridurre in modo significativo tutte le forme di violenza e il tasso di mortalità ovunque) e 16.4 (ridurre in modo significativo i flussi illeciti di armi), come pure l'obiettivo 5 sulla parità di genere. Il progetto sosterrà inoltre l'attuazione del piano d'azione della Commissione contro il traffico illecito di armi da fuoco ed esplosivi nell'UE.
In particolare il progetto:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>contribuir&#224; a rafforzare la cooperazione regionale, lo scambio di conoscenze e la condivisione di informazioni sul controllo delle SALW;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>sosterr&#224; lo sviluppo delle capacit&#224; dei servizi di polizia di frontiera e di polizia giudiziaria dei Balcani occidentali nel contrastare il traffico illecito e la detenzione illegale di armi da fuoco;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>sosterr&#224; l'ulteriore potenziamento delle capacit&#224; PSSM.</p></td></tr></tbody></table>
2. Scelta dell'agenzia esecutiva e coordinamento con altre pertinenti iniziative di finanziamento
Il SEESAC è un'iniziativa congiunta del Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (PNUS) e del RCC e, in quanto tale, è il punto focale delle attività connesse alle SALW nella SEE. In qualità di organo esecutivo del piano regionale di attuazione, lavora dal 2002 assieme alle parti interessate della SEE per attuare un approccio olistico al controllo delle SALW mediante un ampio spettro di attività, fra cui la facilitazione della cooperazione regionale strategica e operativa, il sostegno allo sviluppo delle politiche e al potenziamento delle capacità delle istituzioni, campagne di sensibilizzazione e di raccolta delle SALW, la gestione delle scorte, la riduzione delle eccedenze, il miglioramento delle capacità di marchiatura e di rintracciamento, e un migliore controllo delle esportazioni di armi. In tal modo il SEESAC ha acquisito una straordinaria capacità ed esperienza mettendo in atto interventi regionali con la partecipazione di più parti interessate nel retroterra politico ed economico comune dei partner della SEE, garantendo la titolarità nazionale e regionale e la sostenibilità a lungo termine delle sue azioni e affermandosi come la principale autorità regionale nel settore del controllo delle SALW.
Il SEESAC mantiene canali di comunicazione bilaterali e multilaterali con tutti gli attori e le organizzazioni competenti. A tale riguardo, continua a fungere da segretariato del Gruppo direttivo regionale per le SALW (RSG). Inoltre, il SEESAC funge da segretariato dell'iniziativa per un approccio regionale alla riduzione delle scorte (RASR) ed è stato altresì designato come il segretariato del MPTF. Il SEESAC partecipa anche alle riunioni di coordinamento del SALW/MA, un meccanismo di coordinamento informale sulle attività di controllo delle SALW che coinvolge la NATO, l'Unione, l'OSCE, l'Ufficio per gli affari del disarmo delle Nazioni Unite (UNODA) e il SEESAC. Il SEESAC contribuisce regolarmente ai pertinenti consessi regionali, ad esempio le riunioni dei ministri della giustizia e degli affari interni UE-Balcani occidentali, il processo NATO di scambio strutturale di informazioni sulle SALW e il processo ministeriale di difesa dell'Europa sudorientale (SEDM). Inoltre, il SEESAC continua a mantenere un'ampia rete di partenariati formali e informali con organizzazioni quali il Centro regionale di assistenza all'attuazione e alla verifica del controllo delle armi (RACVIAC) – Centro di cooperazione per la sicurezza e il Foro di cooperazione per la sicurezza (FSC) dell'OSCE. Riunioni periodiche di coordinamento e scambi di informazioni con altre agenzie dell'ONU, quali l'Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine (UNODC) e UNODA, si svolgono tramite l'azione di coordinamento riguardante le armi di piccolo calibro (CASA) delle Nazioni Unite ed altri formati. Il SEESAC funge così da polo regionale e punto focale per un'ampia serie di questioni legate alla riforma del settore della sicurezza, con particolare enfasi sul controllo delle SALW e sulla gestione delle scorte. Il SEESAC mantiene stretti contatti e fornisce sostegno ai pertinenti attori dell'Unione, principalmente DG NEAR, DG HOME, Europol, INTERPOL e Frontex, nonché le iniziative guidate dall'UE, ad esempio EMPACT Armi da fuoco, e il gruppo di esperti europei in materia di armi da fuoco (EFE). Ciò rende possibile una più efficace attività di sensibilizzazione delle controparti della SEE.
Il SEESAC, la cui sede è Belgrado, opera attualmente in tutta la SEE svolgendo attività in Albania, Bosnia-Erzegovina (BiH), Kosovo ( * ) , Repubblica di Moldova, Montenegro, Repubblica di Macedonia del Nord e Serbia, oltre a fornire un sostegno limitato a Bielorussia e Ucraina. In passato ha operato anche in Bulgaria, Croazia e Romania. La titolarità regionale è assicurata tramite l'RCC e il Gruppo direttivo regionale, in cui rappresentanti di tutti gli Stati della SEE trattano gli orientamenti strategici, le iniziative e le richieste di sostegno.
Il SEESAC ha ideato per primo un approccio basato sul ricorso a iniziative regionali per affrontare problemi comuni grazie al quale sono stati ottenuti risultati eccezionali nella SEE non solo grazie alla condivisione di informazioni essenziali e alla promozione della sana concorrenza regionale che esso genera, ma anche perché tale approccio contribuisce a raggiungere risultati coerenti e facilmente misurabili – a livello nazionale e regionale – mediante modalità di attuazione olistiche.
Il SEESAC ha messo in atto i suoi precedenti progetti finanziati dall'Unione con un tasso di conseguimento molto elevato degli obiettivi delle attività previste: ha ottenuto risultati sostenibili sviluppando e promuovendo la titolarità nazionale dei suoi progetti e delle sue attività, nonché promuovendo il coordinamento regionale, l'esperienza e la condivisione di migliori pratiche come pure la ricerca regionale. Le sue competenze tecniche sulle SALW e la sua profonda conoscenza delle questioni regionali e delle pertinenti parti interessate ne fanno il partner esecutivo più adatto per questo particolare ambito di azione.
3. Descrizione del progetto
La nuova fase del progetto prenderà le mosse dalla base creata dai risultati conseguiti in virtù delle decisioni 2004/791/PESC ( 5 ) , 2010/179/PESC, 2013/730/PESC e (PESC) 2016/2356 del Consiglio e in complementarità con la decisione (PESC) 2018/1788 del Consiglio attualmente in vigore. Si concentrerà su tre settori principali, mantenendo l'approccio olistico al contrasto della minaccia rappresentata dalle SALW nella regione.
I tre settori affrontano il livello strategico e politico come pure aspetti operativi, fornendo in tal modo assistenza diretta a tutti i livelli di controllo delle SALW con un'attenzione particolare ai seguenti aspetti: rafforzamento della cooperazione regionale, dello scambio di conoscenze e della condivisione di informazioni; sviluppo delle capacità dei servizi di polizia di frontiera e di polizia giudiziaria dei Balcani occidentali nel contrastare il traffico illecito e la detenzione illegale di armi da fuoco; miglioramento delle capacità PSSM attraverso il potenziamento della sicurezza delle infrastrutture, la riduzione delle eccedenze e la formazione.
In particolare il progetto avrà i seguenti effetti:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>rafforzamento della cooperazione regionale, dello scambio di conoscenze e della condivisione di informazioni sul controllo delle armi;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>miglioramento delle capacit&#224; dei servizi di polizia di frontiera e di polizia giudiziaria dei Balcani occidentali nel contrastare il traffico illecito e la detenzione illegale di armi da fuoco;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>miglioramento delle capacit&#224; PSSM attraverso il potenziamento della sicurezza delle infrastrutture, la riduzione delle eccedenze e la formazione.</p></td></tr></tbody></table>
La strategia del progetto si fonda sull'approccio unico del SEESAC volto a promuovere fiducia e cooperazione nella SEE quale presupposto per conseguire un reale cambiamento profondo che sia quantificabile. In particolare, a livello regionale, i diversi processi di cooperazione facilitati dal SEESAC, che hanno coinvolto decisori politici e professionisti a livello operativo, si sono rivelati un elemento essenziale per assicurare un ambiente competitivo e propizio al trasferimento di conoscenze, allo scambio di competenze tecniche e alla condivisione di informazioni. Si è potuto in tal modo non solo aumentare le capacità nella SEE, ma anche e soprattutto creare fiducia e stabilire una cooperazione diretta tra istituzioni e singoli esperti, il che, tra l'altro, ha permesso lo sviluppo della tabella di marcia. Inoltre, l'approccio di cooperazione regionale ha reso la SEE più trasparente ed efficace negli sforzi volti a controllare il commercio di armi cosicché i paesi della SEE risultano essere tra i paesi più trasparenti a livello mondiale nella comunicazione dei trasferimenti di armi. Il progetto continuerà pertanto a promuovere la cooperazione regionale quale principale catalizzatore di risultati quantificabili.
L'ambito geografico del progetto è la SEE, e le autorità competenti in Albania, BiH, Montenegro, Serbia, Repubblica di Moldova, Repubblica di Macedonia del Nord e Kosovo ( * ) ne sono i beneficiari diretti. Inoltre, il progetto cercherà di mantenere il sostegno fornito ai paesi dell'Europa orientale che devono far fronte a sfide analoghe in materia di controllo delle SALW, segnatamente Ucraina e Bielorussia, attraverso il loro coinvolgimento nel trasferimento delle conoscenze ed esperienze acquisite e delle migliori prassi sviluppate nei Balcani occidentali dal 2002.
3.1. Facilitazione della cooperazione regionale e sostegno alla definizione di politiche fondate su elementi probanti in materia di controllo delle SALW, fornendo in tal modo un contributo ulteriore alla riduzione della minaccia rappresentata dalla proliferazione illecita di SALW
Obiettivo
La prima componente mira a contribuire ulteriormente al rafforzamento delle capacità di delineare e attuare politiche di controllo delle SALW fondante su elementi probanti e alla standardizzazione degli approcci attraverso la cooperazione regionale ai livelli strategico e operativo delle commissioni in materia di SALW e della rete di esperti di armi da fuoco nell'Europa sudorientale (SEEFEN), lo scambio di informazioni e la condivisione di buone prassi, una maggiore capacità di raccogliere e analizzare i dati, l'armonizzazione e la standardizzazione dei quadri normativi e regolamentari in materia di SALW nonché l'integrazione sistematica della prospettiva di genere nelle politiche di controllo delle SALW. Ciò contribuirà a sua volta alla realizzazione degli obiettivi 1, 2 e 3 della tabella di marcia.
Descrizione
Muovendo dall'efficace approccio inteso a facilitare il lavoro in rete a livello regionale, questa componente continuerà a facilitare la cooperazione regionale tra le commissioni in materia di SALW attraverso riunioni regionali periodiche, scambi di informazioni e lavori in materia di raccolta di dati e di rafforzamento della capacità di definire politiche fondate su elementi probanti. La trasparenza dei trasferimenti di armi sarà aumentata anche grazie all'integrazione parziale del processo regionale di scambio delle informazioni sui trasferimenti di armi nel processo di cooperazione delle commissioni in materia di SALW, nonché al sostegno a favore di una trasparenza durevole dei trasferimenti di armi nella SEE. Inoltre, questa componente prevede il trasferimento ad altre regioni delle competenze tecniche acquisite nella SEE al fine di sostenere gli interventi dell'Unione in altri ambiti. Infine, questa componente fornirà sostegno tecnico attraverso attività mirate e su richiesta di ricerca orientata alle politiche e relazioni destinate ai decisori politici.
Inoltre, considerato il rischio di traffico illecito di armi da fuoco verso l'Unione, come pure l'uso di armi da fuoco in azioni della criminalità organizzata e terroristiche, lo sviluppo di solidi sistemi e meccanismi di raccolta e scambio di informazioni è un elemento essenziale degli sforzi volti a combattere tale minaccia. Attraverso il suo impegno di lunga data nella SEE, in particolare grazie all'efficace attuazione delle decisioni 2013/730/PESC e (PESC) 2016/2356 del Consiglio, incluse l'istituzione e l'agevolazione della SEEFEN, il SEESAC ha capitanato gli sforzi in questo senso, agendo da organizzatore di processi di cooperazione e lavorando per aumentare la capacità di marchiatura, rintracciamento e registrazione dei servizi di contrasto, anche attraverso l'assistenza tecnica e il sostegno alla creazione e al potenziamento di sistemi di registrazione. Questa componente, in quanto tale, poggerà sulle basi gettate nel periodo precedente e consisterà nel rafforzare ulteriormente la SEEFEN avvalendosene allo stesso tempo quale piattaforma per migliorare la cooperazione tra i servizi di contrasto della SEE e oltre al fine di combattere il traffico illecito delle SALW e relative munizioni. Tutte le attività della SEEFEN saranno strettamente coordinate con, e contribuiranno a, gli sforzi di Europol, dell'EMPACT, dell'EFE, della DG della migrazione e degli affari interni, di INTERPOL, Eurojust, Frontex e degli altri attori pertinenti.
Infine, la componente punterà ad affrontare l'evidente e urgente necessità di un quadro normativo e regolamentare più rigoroso in materia di controllo delle SALW e armi da fuoco nei Balcani occidentali che disciplini in modo efficace il controllo delle armi e faciliti la risposta alle minacce al riguardo. Ne conseguiranno la compatibilità delle leggi e delle procedure sul controllo delle armi tra i paesi dei Balcani occidentali e la standardizzazione delle procedure e delle prassi in materia di controllo delle SALW e armi da fuoco. Tale standardizzazione consentirebbe di rimuovere gli ostacoli che impediscono alle autorità di contrasto e giudiziarie di cooperare direttamente, di scambiare informazioni e di condurre indagini congiunte o parallele. Inoltre, la prospettiva di genere spesso non è riconosciuta pienamente né adeguatamente affrontata dai quadri normativi e strategici che disciplinano il controllo delle SALW nella SEE, il che rende gli sforzi per il controllo delle armi meno efficaci nel garantire la sicurezza di tutti i cittadini, siano essi donne, uomini, ragazze o ragazzi; il progetto contribuirà pertanto anche all'ulteriore integrazione della prospettiva di genere nella normativa in materia di controllo delle armi. Ciò avverrà, sulla base del sostegno fornito in applicazione della decisione (PESC) 2018/1788 del Consiglio, sviluppando l'organizzazione di seminari tematici su misura a livello nazionale e regionale, aggiornando il compendio regionale della normativa sulle armi ed effettuando un'analisi di genere del quadro giuridico dei beneficiari del progetto al fine di garantire che le politiche di controllo delle armi tengano conto dei nessi tra SALW e questioni di genere.
Il progetto prevede in particolare di facilitare la cooperazione regionale e sostenere la definizione di politiche fondate su elementi probanti in materia di controllo delle SALW attraverso:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>riunioni a livello regionale delle commissioni in materia di SALW (due volte all'anno) nella SEE, incentrate sullo scambio di informazioni e sulla condivisione delle conoscenze, e sulla standardizzazione delle politiche di controllo delle armi;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>riunioni a livello regionale della SEEFEN (due volte all'anno), incentrate sullo scambio di informazioni operative e sulla cooperazione transfrontaliera nella lotta al traffico illecito di armi da fuoco;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>l'offerta, su richiesta, di consulenza e competenze tecniche alle commissioni in materia di SALW e alla SEEFEN, al fine di migliorare lo sviluppo, la pianificazione, l'adozione e l'attuazione delle politiche;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>il sostegno, su richiesta, dell'armonizzazione della normativa in materia di controllo delle armi per quanto concerne le pertinenti modifiche riguardanti la normativa UE sul controllo delle armi e la standardizzazione in tutta la SEE (2022-2023);</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>il sostegno della raccolta e dell'analisi dei dati relativi alle SALW sulla base delle raccomandazioni formulate nelle indagini regionali sulle SALW;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>il mantenimento della piattaforma di monitoraggio della violenza armata e la diffusione periodica di una relazione sulla violenza armata nella SEE che permetta di tenere traccia delle tendenze;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>l'ulteriore integrazione della prospettiva di genere nella definizione delle politiche in materia di controllo delle SALW;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>il trasferimento di competenze tecniche a Bielorussia e Ucraina agevolando la partecipazione a riunioni formali selezionate e agli strumenti di controllo in materia di SALW;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>il mantenimento della piattaforma online per lo scambio di informazioni e il suo potenziamento mediante lo sviluppo, su richiesta, di prodotti della conoscenza pertinenti per le politiche.</p></td></tr></tbody></table>
Risultati/indicatori di esecuzione del progetto:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>l'organizzazione di non oltre otto riunioni a livello regionale delle commissioni in materia di SALW;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>l'organizzazione di non oltre otto riunioni a livello regionale della SEEFEN (due volte l'anno), incentrate sul lavoro in rete e lo scambio di informazioni tra gli esperti di armi da fuoco dei servizi di contrasto;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>il potenziamento delle capacit&#224; dei membri delle commissioni in materia di SALW e della SEEFEN attraverso sessioni di formazione mirate e un'offerta di assistenza tecnica e consulenza;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>l'agevolazione dello scambio di informazioni, del trasferimento di conoscenze e della standardizzazione degli approcci;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>l'organizzazione di non oltre dieci seminari tematici per i beneficiari che sostengono l'armonizzazione della normativa con l'<span>acquis</span> e la standardizzazione all'interno della SEE;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>l'offerta di consulenza specialistica in merito agli aggiornamenti della legislazione e delle politiche ai fini dell'armonizzazione con i quadri normativi e le norme dell'UE;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>la pubblicazione di relazioni mensili sulle tendenze in materia di violenza armata in tutta la SEE;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>la garanzia della raccolta, dell'analisi e della diffusione dei dati da parte delle autorit&#224;, sulla base delle raccomandazioni formulate nell'indagine sulle SALW;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>l'integrazione della prospettiva di genere nella definizione delle politiche in materia di SALW;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>l'ulteriore sviluppo del sistema di registrazione delle armi nella Repubblica di Moldova;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>la facilitazione dello scambio di conoscenze e della condivisione di informazioni con le autorit&#224; della Bielorussia e dell'Ucraina.</p></td></tr></tbody></table>
3.2. Ulteriore sostegno allo sviluppo delle capacità delle autorità di contrasto e di frontiera in relazione alla prevenzione e al contrasto del traffico illecito di armi ed esplosivi.
Obiettivo
La seconda componente mira a garantire il sostegno necessario per contrastare il traffico illecito di SALW attraverso migliori processi, attrezzature e attività di formazione di specifici organi di contrasto, in linea con l'obiettivo 3 della tabella di marcia, che invita a ridurre in modo significativo i flussi illeciti di armi da fuoco, munizioni ed esplosivi entro il 2024.
Descrizione
Questa componente sosterrà lo sviluppo delle capacità delle autorità regionali di attuare le misure preventive e repressive necessarie per riuscire a individuare, sventare e contrastare con efficacia il traffico di armi da fuoco, munizioni ed esplosivi da e attraverso la loro giurisdizione. L'Agenda europea sulla sicurezza ha indicato la lotta al traffico di armi da fuoco tra le sue azioni prioritarie. Ha chiesto una revisione del quadro giuridico e il rafforzamento della lotta al traffico di armi da fuoco. Le origini del traffico illecito di armi da fuoco ed esplosivi sono diverse e i controlli alle frontiere esterne e la cooperazione di polizia e doganale continuano a rivestire un'importanza fondamentale, come illustrato nella strategia dell'UE sulle SALW. A livello della SEE l'Unione e i suoi Stati membri contribuiranno a rafforzare le capacità di contrasto per individuare, smantellare e prevenire le reti di traffico ed evitare che le armi da fuoco pervengano ai terroristi e ai criminali tramite il mercato illecito, ad esempio bloccando il finanziamento e il trasporto illeciti delle armi e potenziando il ruolo della polizia di frontiera e delle autorità doganali e portuali. La natura transfrontaliera del traffico di armi rende particolarmente importante fornire sostegno anche ai paesi vicini.
Il rafforzamento dei controlli transfrontalieri è uno dei requisiti centrali per un approccio globale alla lotta al commercio e ai flussi illeciti di armi da fuoco, componenti essenziali, munizioni ed esplosivi nei Balcani occidentali. Controlli di frontiera efficaci non servono solo come deterrente contro la criminalità in tutti i suoi aspetti, ma anche come misura di rafforzamento della fiducia. Controlli di frontiera rigorosi ed efficaci costituiscono il fondamento di qualsiasi programma di sicurezza nazionale e regionale a lungo termine. Nell'ambito della decisione (PESC) 2016/2356 del Consiglio è stata effettuata una valutazione preliminare delle capacità dei servizi di frontiera delle giurisdizioni in cui ci si è concentrati principalmente sulle capacità amministrative e tecniche della polizia di frontiera. Il rafforzamento delle capacità complessive è necessario per reprimere efficacemente il traffico di armi, munizioni ed esplosivi attraverso le frontiere. Tale valutazione preliminare ha evidenziato, in particolare, la mancanza di una formazione mirata in materia di rilevamento delle armi da fuoco alle frontiere, fatta eccezione per la BiH poiché i servizi di polizia di frontiera dispongono di attrezzature limitate per lo svolgimento delle attività di rilevamento ai posti di frontiera e alla frontiera verde. Inoltre, dato che sono più spesso prodotte a partire da nuovi materiali, le armi non possono essere rilevate dai rilevatori di metalli o da cani addestrati a riconoscere l'odore della polvere da sparo.
Nel quadro di questa componente, l'assistenza si concentrerà sullo sviluppo di procedure operative standard (POS) e sull'acquisizione di attrezzature per i servizi di frontiera e la polizia giudiziaria ai fini della repressione del traffico e della detenzione illecita di armi da fuoco. Si svolgeranno inoltre formazioni tematiche a livello delle giurisdizioni e seminari regionali. Le attività proposte integreranno il lavoro della SEEFEN e saranno strettamente coordinate con le altre azioni in corso sostenute dall'Unione nella SEE, in primo luogo il ciclo programmatico dell'UE per contrastare la criminalità organizzata e le forme gravi di criminalità internazionale e, in particolare, i piani d'azione operativi di EMPACT Armi da fuoco, nonché le attività di Europol, Frontex e INTERPOL.
A tal fine si procederà a:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>fornire attrezzature e formazione per la gestione delle frontiere ai fini del contrasto al traffico illecito di armi a sostegno delle autorit&#224; di polizia di frontiera in Albania, Kosovo&#160;<a>(<span>*</span>)</a>, Montenegro, Serbia e Repubblica di Macedonia del Nord;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>fornire attrezzature e formazione per la polizia giudiziaria ai fini del contrasto al traffico illecito di armi a sostegno delle autorit&#224; di polizia giudiziaria in Albania, BiH, Kosovo (****), Montenegro, Serbia e Repubblica di Macedonia del Nord.</p></td></tr></tbody></table>
Risultati/indicatori di esecuzione del progetto:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>sviluppo di fino a sei POS per servizio di frontiera;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>attrezzature acquisite per la repressione del traffico illecito di armi e formazione fornita all'uso delle attrezzature;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>organizzazione di fino a sei formazioni tematiche per servizio di frontiera;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>organizzazione di fino a quattro seminari regionali organizzati per i servizi di frontiera;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>sviluppo di fino a sei POS destinate alla polizia giudiziaria per giurisdizione;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>fornitura di attrezzature destinate alla polizia giudiziaria e formazione all'uso delle attrezzature;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>organizzazione di fino a sei formazioni tematiche per la polizia giudiziaria per giurisdizione;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>organizzazione di fino a quattro seminari regionali per la polizia giudiziaria.</p></td></tr></tbody></table>
3.3. Miglioramento delle capacità per la sicurezza fisica e la gestione delle scorte (PSSM) attraverso il potenziamento della sicurezza delle infrastrutture, la riduzione delle eccedenze e la formazione
Obiettivo
Ridurre il rischio di proliferazione mediante il potenziamento della sicurezza delle scorte di armi e munizioni e la riduzione delle scorte di SALW in eccedenza.
Descrizione
L'obiettivo della terza componente è aiutare le autorità degli interni e le autorità di polizia a migliorare ulteriormente le infrastrutture di sicurezza e le procedure operative standard per i siti di deposito prioritari, che presentano ancora un rischio significativo di furto e proliferazione illegale di SALW e relative munizioni. Tale componente è basata sulla decisione (PESC) 2016/2356 del Consiglio ed è in linea con l'obiettivo 7 della tabella di marcia volto a ridurre in modo significativo il rischio di proliferazione e sviamento di armi da fuoco, munizioni ed esplosivi, e con l'obiettivo 6 volto a ridurre sistematicamente le eccedenze e distruggere le SALW e le munizioni sequestrate. Il SEESAC ricorre con successo a un duplice approccio consistente: 1) nel miglioramento della sicurezza dei siti di deposito, e 2) nello sviluppo delle capacità del personale incaricato della gestione delle scorte, aumentando sensibilmente le disposizioni in materia di sicurezza e riducendo il rischio di proliferazione indesiderata delle scorte di SALW e relative munizioni. In linea con un approccio globale alla PSSM di SALW e relative munizioni, il SEESAC ha ampliato tale approccio fondendolo con la riduzione delle eccedenze, riducendo in tal modo ulteriormente i rischi di proliferazione.
Il progetto continuerà a migliorare la sicurezza dei depositi di armi e munizioni nella SEE fornendo ulteriore assistenza tecnica e infrastrutturale specifica conformemente alle migliori pratiche e norme internazionali. Mentre la sicurezza nei siti di deposito militari è notevolmente aumentata in virtù della decisione 2013/730/PESC del Consiglio, il SEESAC ha identificato una fonte di preoccupazione nelle scorte detenute dalla polizia e dalle autorità degli interni, a causa della mancanza di capacità di salvaguardia, di capacità inadeguate di registrazione e gestione delle scorte e di sistemi maggiormente complessi che comprendono le armi da parata così come le armi da fuoco confiscate. Sarà fornito un sostegno per migliorare la sicurezza dei depositi di SALW e dei depositi di prove delle forze di polizia/autorità degli interni attraverso miglioramenti delle infrastrutture. I depositi di prove situati nelle stazioni di polizia locali sono prioritari non solo per il potenziale pericolo di sviamento, ma anche per la sicurezza pubblica, laddove diversi materiali pericolosi vengono conservati insieme in condizioni di deposito inadeguate. Sarà inoltre fornito un sostegno per ridurre le SALW e le munizioni in eccedenza o confiscate, diminuendo così ulteriormente il rischio di una loro proliferazione illecita.
Principali attività previste:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>sostegno per migliorare la sicurezza dei depositi di SALW e dei depositi di prove delle forze di polizia/autorit&#224; degli interni attraverso miglioramenti delle infrastrutture;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>sostegno alla distruzione delle SALW in eccedenza o confiscate;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>organizzazione di seminari tematici regionali nel settore della gestione delle scorte di armi e munizioni;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>rafforzamento delle capacit&#224; delle pertinenti istituzioni statali di istituire sistemi di ispezione.</p></td></tr></tbody></table>
Risultati/indicatori di esecuzione del progetto:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>aumento della sicurezza di un sito di deposito conformemente alle migliori pratiche e alle norme internazionali;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>aumento della sicurezza di massimo 18 depositi di prove;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>distruzione di un totale di 12&#160;000 esemplari al massimo di armi convenzionali;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>distruzione di un totale di 22&#160;000 esemplari al massimo di munizioni;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>organizzazione di massimo tre seminari tematici.</p></td></tr></tbody></table>
4. Beneficiari
Beneficiari diretti del progetto saranno le istituzioni responsabili del controllo delle SALW nella SEE. Le autorità degli interni, i servizi di polizia, le guardie di frontiera, gli inquirenti, i procuratori e le autorità doganali di Repubblica di Albania, BiH, Kosovo ( * ) , Repubblica di Moldova, Montenegro, Repubblica di Serbia e Repubblica di Macedonia del Nord beneficeranno dello scambio di informazioni e della condivisione di conoscenze, che porteranno a una standardizzazione attraverso la cooperazione regionale, lo sviluppo delle capacità, il miglioramento delle procedure e la fornitura di attrezzature specializzate e mirate necessarie per compiere progressi sul piano politico, operativo e tecnico nel controllo delle SALW. Infine, le commissioni in materia di SALW e altre istituzioni responsabili del controllo delle SALW nella SEE beneficeranno della formazione e della condivisione delle informazioni nonché della cooperazione regionale. Inoltre, le principali istituzioni incaricate del controllo delle SALW in Bielorussia e in Ucraina trarranno beneficio da una migliore comprensione della minaccia rappresentata dal traffico illecito di armi da fuoco e da un trasferimento di conoscenze mirato.
Le attività proposte sono pienamente conformi alle priorità nazionali in materia di controllo delle SALW e alla tabella di marcia e sono state approvate dalle competenti autorità nazionali in materia, che hanno dimostrato la loro adesione e il loro impegno in ordine al conseguimento dei risultati del progetto.
La popolazione generale dei paesi dell'Europa sudorientale e orientale e dell'Unione, a rischio per la proliferazione diffusa di SALW, beneficerà del progetto con il diminuire del rischio.
5. Visibilità dell'Unione
Il SEESAC prenderà tutte le misure appropriate per dare risalto al fatto che l'azione è stata finanziata dall'Unione. Tali misure saranno realizzate in conformità al manuale di comunicazione e visibilità per le azioni esterne dell'Unione europea. Il SEESAC garantirà pertanto la visibilità del contributo dell'Unione con un'opportuna strategia di marchio e pubblicità che metta in risalto il ruolo dell'Unione, assicuri la trasparenza delle sue azioni e aumenti la consapevolezza quanto ai motivi del progetto, nonché al sostegno dell'Unione al progetto stesso e ai risultati di tale sostegno. Sul materiale prodotto dal progetto figurerà in modo evidente la bandiera dell'UE, conformemente agli orientamenti dell'Unione per l'uso corretto e la riproduzione corretta della bandiera.
Dal momento che le attività previste variano ampiamente in termini di portata e natura, saranno utilizzati differenti strumenti promozionali, tra cui: i media tradizionali, siti web, i media sociali, materiali informativi e promozionali tra cui infografica, opuscoli, newsletter, comunicati stampa e altri materiali, se del caso. Pubblicazioni, manifestazioni pubbliche, campagne, attrezzature e lavori di costruzione acquisiti nell'ambito del progetto recheranno pertanto un marchio. Per amplificare ulteriormente l'impatto sensibilizzando i vari governi nazionali e l'opinione pubblica, la comunità internazionale, i media locali e internazionali, ci si rivolgerà a ciascuno dei gruppi destinatari del progetto utilizzando il linguaggio appropriato. Verrà prestata particolare attenzione ai nuovi media e alla presenza online.
6. Durata
In base all'esperienza acquisita con l'attuazione delle decisioni 2013/730/PESC, (PESC) 2016/2356 e (PESC) 2018/1788 del Consiglio e tenuto conto della portata regionale del progetto, del numero di beneficiari nonché del numero e della complessità delle attività pianificate, il calendario di attuazione è di 48 mesi.
7. Assetto generale
L'attuazione tecnica della presente azione è stata affidata al PNUS, che agisce per conto del SEESAC, l'iniziativa regionale che opera nell'ambito del mandato del PNUS e del RCC, succeduto al patto di stabilità per l'Europa sudorientale. Il SEESAC è l'organo esecutivo del piano regionale di attuazione e, in quanto tale, funge da punto focale per tutte le questioni relative alle SALW nella SEE, anche facilitando il coordinamento dell'attuazione della tabella di marcia.
Il PNUS, che agisce per conto del SEESAC, avrà la responsabilità generale dell'attuazione delle attività del progetto e dovrà rendere conto della sua attuazione. La durata del progetto è di quattro anni (48 mesi).
8. Partner
Il SEESAC attuerà direttamente l'azione in stretta cooperazione con le commissioni in materia di SALW nonché con le autorità degli interni e i servizi di polizia di Albania, BiH, Kosovo ( * ) , Repubblica di Moldova, Montenegro, Repubblica di Serbia e Repubblica di Macedonia del Nord, come pure con le pertinenti istituzioni di Bielorussia e Ucraina. Saranno strettamente coinvolte altre istituzioni, in linea con l'approccio olistico multilaterale al controllo delle SALW.
<note>
( 1 ) Decisione (PESC) 2018/1788 del Consiglio, del 19 novembre 2018, a sostegno del Centro dell'Europa sudorientale per il controllo delle armi leggere e di piccolo calibro (SEESAC) per l'attuazione della tabella di marcia regionale sulla lotta al traffico illecito di armi nei Balcani occidentali ( GU L 293 del 20.11.2018, pag. 11 ).
( 2 ) Decisione 2010/179/PESC del Consiglio, dell' 11 marzo 2010 , per il sostegno delle attività del SEESAC relative al controllo delle armi nei Balcani occidentali nel quadro della strategia dell’UE volta a combattere l’accumulazione e il traffico illeciti di SALW e relative munizioni ( GU L 80 del 26.3.2010, pag. 48 ).
( 3 ) Decisione 2013/730/PESC del Consiglio, del 9 dicembre 2013 , per il sostegno delle attività del SEESAC relative al disarmo e al controllo delle armi nell'Europa sudorientale nel quadro della strategia dell'UE volta a combattere l'accumulazione e il traffico illeciti di SALW e relative munizioni ( GU L 332 dell'11.12.2013, pag. 19 ).
( 4 ) Decisione (PESC) 2016/2356 del Consiglio, del 19 dicembre 2016, per il sostegno delle attività del SEESAC relative al disarmo e al controllo delle armi nell'Europa sudorientale nel quadro della strategia dell'UE volta a combattere l'accumulazione e il traffico illeciti di SALW e relative munizioni ( GU L 348 del 21.12.2016, pag. 60 ).
( * ) Tale designazione non pregiudica le posizioni riguardo allo status ed è in linea con la risoluzione 1244 (1999) dell'UNSC e con il parere della CIG sulla dichiarazione di indipendenza del Kosovo.
( 5 ) Decisione 2004/791/PESC del Consiglio, del 22 novembre 2004, che proroga e modifica la decisione 2002/842/PESC concernente l'attuazione dell'azione comune 2002/589/PESC in vista di un contributo dell'Unione europea alla lotta contro l'accumulazione e la diffusione destabilizzanti di armi portatili e di armi leggere nell'Europa sudorientale ( GU L 348 del 24.11.2004, pag. 46 ).
( * ) Tale designazione non pregiudica le posizioni riguardo allo status ed è in linea con la risoluzione 1244 (1999) dell'UNSC e con il parere della CIG sulla dichiarazione di indipendenza del Kosovo.
( * ) Tale designazione non pregiudica le posizioni riguardo allo status ed è in linea con la risoluzione 1244 (1999) dell'UNSC e con il parere della CIG sulla dichiarazione di indipendenza del Kosovo.
( * ) Tale designazione non pregiudica le posizioni riguardo allo status ed è in linea con la risoluzione 1244 (1999) dell'UNSC e con il parere della CIG sulla dichiarazione di indipendenza del Kosovo.
( * ) Tale designazione non pregiudica le posizioni riguardo allo status ed è in linea con la risoluzione 1244 (1999) dell'UNSC e con il parere della CIG sulla dichiarazione di indipendenza del Kosovo.
</note>