Document ID: 32016D1983
Language: ITA

<table><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>12.11.2016&#160;&#160;&#160;</p></td><td><p>IT</p></td><td><p>Gazzetta ufficiale dell'Unione europea</p></td><td><p>L 305/32</p></td></tr></tbody></table>
DECISIONE (UE) 2016/1983 DELLA COMMISSIONE
del 26 maggio 2014
relativa alla misura SA.33063 (2012/C) (ex 2012/NN) riguardante Trentino NGN s.r.l. in seguito al ritiro dell'Italia dal progetto
[notificata con il numero C(2014) 3159]
(Il testo in lingua italiana è il solo facente fede)
(Testo rilevante ai fini del SEE)
LA COMMISSIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 108, paragrafo 2, primo comma,
visto l'accordo sullo spazio economico europeo, in particolare l'articolo 62, paragrafo 1, lettera a),
dopo aver invitato gli interessati a presentare osservazioni conformemente a detti articoli ( 1 ) ,
considerando quanto segue:
1. PROCEDIMENTO
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(1)</p></td><td><p>Il 24 maggio 2011 la Commissione ha ricevuto una denuncia da parte dei tre principali operatori di telecomunicazione alternativi attivi in Italia (Wind, Fastweb e Vodafone). Con argomentazioni dettagliate, essi hanno sostenuto che il progetto avviato dalla provincia autonoma di Trento (PAT o la Provincia) per la realizzazione di un'infrastruttura NGA in tutto il territorio della Provincia di fatto si configurava come aiuti di Stato a Telecom Italia (TI), concesso in violazione delle regole di concorrenza di cui agli orientamenti sulle reti a banda larga<a>&#160;(<span>2</span>)</a>. In particolare, i denuncianti hanno sostenuto di non essere stati adeguatamente informati n&#233; consultati dalla PAT in merito ai progetti e agli obiettivi della Provincia, che il beneficiario era stato gi&#224; scelto e che l'infrastruttura selezionata, una volta installata, avrebbe impedito l'effettivo gioco della concorrenza.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(2)</p></td><td><p>In seguito a una richiesta di informazioni inviata il 22&#160;giugno 2011, le autorit&#224; italiane hanno risposto il 20&#160;luglio 2011, sostenendo che la loro intenzione era di rispettare il principio dell'investitore in economia di mercato (MEIP), che il loro intervento non costituiva un aiuto di Stato e che, di conseguenza, non era necessario che soddisfacesse le condizioni di compatibilit&#224; degli orientamenti sulle reti a banda larga. Il 4&#160;novembre 2011, dopo avere eliminato le informazioni riservate, la risposta delle autorit&#224; italiane &#232; stata trasmessa ai denuncianti, i quali hanno presentato ulteriori osservazioni e documenti in data 29&#160;novembre e&#160;7 e&#160;16&#160;dicembre 2011. Tra gennaio e maggio&#160;2012, le autorit&#224; italiane hanno trasmesso numerose informazioni particolareggiate. Tra febbraio e maggio 2012 anche i denuncianti hanno fornito ulteriori informazioni. Durante tale periodo, con ciascuna delle parti coinvolte sono state organizzate varie riunioni e teleconferenze.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(3)</p></td><td><p>Con decisione del 25 luglio 2012 (la &#171;decisione di avvio&#187;), la Commissione ha informato l'Italia di avere avviato, in relazione al progetto, il procedimento di indagine formale di cui all'articolo 108, paragrafo 2, del trattato. Dopo avere eliminato le informazioni riservate, la decisione di avvio del procedimento &#232; stata pubblicata nella<span>Gazzetta ufficiale dell'Unione europea</span><a>&#160;(<span>3</span>)</a> e gli interessati sono stati invitati a presentare le loro osservazioni.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(4)</p></td><td><p>Con lettere del 22 e del 23 novembre 2012, la Commissione ha ricevuto dall'Italia osservazioni sulla decisione di avvio del procedimento. Inoltre, la Commissione ha ricevuto le osservazioni delle parti interessate: dai rappresentanti di Telecom Italia il 3 dicembre 2012 e dai rappresentanti di Wind, Fastweb e Vodafone il 7 dicembre 2012. Con lettera del 29 gennaio 2013, la Commissione ha inviato le suddette osservazioni, una volta eliminate le informazioni riservate, alle autorit&#224; italiane, le quali hanno trasmesso i loro commenti alle osservazioni dei terzi interessati il 5 marzo 2013. Tra marzo e dicembre 2013 hanno avuto luogo intense discussioni e si sono svolti nutriti scambi con tutte le parti interessate (le autorit&#224; italiane, Telecom Italia, Wind, Fastweb e Vodafone) e varie riunioni e conferenze sono state organizzate con ciascuna di esse.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(5)</p></td><td><p>Con lettera del 31 gennaio 2014, le autorit&#224; italiane hanno informato la Commissione dell'intenzione della PAT di ritirarsi dal progetto. Il 14 e il 20 marzo 2014, le autorit&#224; italiane hanno fornito informazioni supplementari in merito all'effettivo ritiro della PAT dall'impresa comune Trentino NGN, in particolare in merito alla vendita a TI delle azioni della PAT effettuata il 28 febbraio 2014.</p></td></tr></tbody></table>
2. DESCRIZIONE DELLA MISURA
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(6)</p></td><td><p>Nel settembre 2010, la PAT ha elaborato una strategia volta a realizzare il proprio obiettivo di connettere il 100 % del proprio territorio grazie ad una rete di fibre ottiche a banda ultralarga entro il 2018. La strategia prevedeva due tipi di azione nel territorio provinciale, una per le zone a media redditivit&#224;<a>&#160;(<span>4</span>)</a> e una per le zone a bassa redditivit&#224;, mentre le zone ad alta redditivit&#224; rimanevano escluse. Per le zone a media redditivit&#224;, la PAT intendeva costituire una nuova impresa denominata Trentino NGN e aprirla alla partecipazione di partner privati. Per le zone a bassa redditivit&#224;, la PAT intendeva costituire un aiuto di Stato ad hoc, che sarebbe stato elaborato e notificato in un secondo tempo, probabilmente sotto la supervisione dell'impresa pubblica della PAT Trentino Network - diversa da Trentino NGN - che era all'epoca responsabile di altri interventi che rientravano nella strategia generale della PAT in materia di banda larga.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(7)</p></td><td><p>Nei mesi successivi, vi sono stati contatti tra la PAT e vari operatori privati e l'8 febbraio 2011, la PAT ha firmato un protocollo d'intesa con TI per la creazione dell'impresa comune Trentino NGN (Trentino NGN) ai fini della realizzazione di un'infrastruttura FTTH nelle zone a media redditivit&#224;. In base a tale accordo iniziale, la PAT si &#232; impegnata a conferire un contributo in denaro fino a un massimo di 60 milioni di EUR al capitale di Trentino NGN, mentre TI avrebbe partecipato soltanto con contributi in natura, tra cui: 1) la sua infrastruttura passiva (cavidotti e palificazioni) da subito e 2) l'interruzione della rete in rame esistente dopo l'avvio della rete FTTH. Nello stesso anno, altri due azionisti privati minori hanno aderito al memorandum d'intesa - la holding finanziaria Finanziaria Trentina e un piccolo fornitore di servizi Internet, McLink - contribuendo ciascuno con apporti finanziari di minore entit&#224;.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(8)</p></td><td><p>A dicembre 2011, il piano aziendale era pronto, mentre su richiesta dalla PAT Analysys Mason aveva preparato una relazione di due diligence. Contemporaneamente, sono stati stabiliti definitivamente i rispettivi diritti e obblighi degli azionisti e sono stati definiti in modo pi&#249; preciso i contributi in natura a Trentino NGN da parte di TI. In seguito ad alcuni confronti con la Commissione e al completamento di una relazione di esperti sul progetto da parte di Analysys Mason, sono state apportate altre modifiche agli accordi tra gli azionisti. Nel marzo 2012, Reconta Ernst &amp; Young ha preparato la relazione degli esperti sul primo contributo in natura di TI, in base alla quale sono state introdotte nuove modifiche.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(9)</p></td><td><p>La PAT ha creato da sola la societ&#224; Trentino NGN, con apporto di capitale minimo di importo inferiore a 100&#160;000 EUR. La societ&#224; avrebbe dovuto raggiungere l'assetto definitivo mediante aumento del capitale azionario, da attuarsi dopo la conclusione degli accordi con gli azionisti privati. Secondo i piani, il capitale azionario di Trentino NGN avrebbe dovuto essere aumentato nel modo seguente: la PAT avrebbe contribuito con un conferimento di 50 milioni di EUR, corrispondente ad una quota del 52,2 %, Finanziaria Trentina con un conferimento di 5 milioni di EUR (quota del 5,2 %), McLink con un conferimento di 1,5 milioni di EUR (quota dell'1,56 %)<a>&#160;(<span>5</span>)</a> mentre TI avrebbe messo a disposizione in tutto il territorio della Provincia, tramite diritti reali d'uso esclusivo (IRU,<span>indefeasible rights of use</span>), la sua infrastruttura passiva (cavidotti e palificazioni), che sarebbe stata utilizzata per la costruzione della nuova rete (primo contributo). Inizialmente, il primo contributo di TI era stato stimato a 39,8 milioni di EUR, ma poich&#233; la relazione di Ernst &amp; Young sul valore di tale contributo ha indicato un importo leggermente inferiore, pari a 39,3 milioni di EUR, l'accordo &#232; stato aggiornato in tal senso (stima finale: 39,448 milioni di EUR).</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(10)</p></td><td><p>Il 18 maggio 2012, l'impresa comune Trentino NGN &#232; stata costituita e tutte le parti hanno proceduto ai primi conferimenti. La PAT ha versato soltanto una parte del contributo in denaro previsto, cio&#232; 14,845 milioni di EUR invece di 50 milioni di EUR. Analogamente, Finanziaria Trentina ha conferito soltanto 1,250 su 5 milioni di EUR e McLink 0,375 milioni di EUR rispetto ai 1,5 milioni di EUR previsti. TI ha concesso gli IRU relativi alla sua infrastruttura passiva, corrispondenti a 39,448 milioni di EUR. La struttura azionaria risultante era la seguente: PAT 52,16 %; Telecom Italia 41,07 %; MC-link 1,56 %; Finanziaria Trentina 5,21 %. Nel periodo 18 maggio 2012 &#8211; 28 febbraio 2014, la situazione dell'azionariato di Trentino NGN &#232; stata la seguente:</p><table><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>Azionista</p></td><td><p>Quota del capitale (%)</p></td><td><p>Capitale sottoscritto (EUR)</p></td><td><p>Capitale versato (EUR)</p></td></tr><tr><td><p>PAT</p></td><td><p>52,16</p></td><td><p>50&#160;095&#160;000</p></td><td><p>14&#160;845&#160;000</p></td></tr><tr><td><p>Telecom Italia</p></td><td><p>41,07</p></td><td><p>39&#160;448&#160;000</p></td><td><p>39&#160;448&#160;000</p></td></tr><tr><td><p>McLink</p></td><td><p>1,56</p></td><td><p>1&#160;500 .000</p></td><td><p>375&#160;000</p></td></tr><tr><td><p>Finanziaria Trentina</p></td><td><p>5,21</p></td><td><p>5&#160;000&#160;000</p></td><td><p>1&#160;250&#160;000</p></td></tr><tr><td><p><span>Totale</span></p></td><td><p><span>100,00</span></p></td><td><p><span>96&#160;043&#160;000</span></p></td><td><p><span>55&#160;918&#160;000</span></p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(11)</p></td><td><p>Conformemente all'accordo tra gli azionisti, era previsto che alla fine del 3<span>o</span> anno dal primo conferimento o a partire dall'attivazione di almeno il 16 % dei nuovi collegamenti, TI e PAT potessero decidere di procedere al &#171;secondo contributo&#187; di TI, vale a dire il trasferimento a Trentino NGN di: 1) la propriet&#224; (rispetto agli IRU, gi&#224; attribuiti) dell'infrastruttura passiva esistente nelle zone a media redditivit&#224; individuate da Trentino NGN e 2) la propriet&#224; della rete in rame, che avrebbe dovuto essere interrotta per completare la migrazione di tutti i clienti verso la nuova rete a fibre ottiche. Il valore del contributo era stato inizialmente stimato a 520 EUR per linea in rame attiva, sia per quanto riguardava le linee di TI al dettaglio che le linee destinate agli operatori aventi accesso disaggregato alla rete locale. A tale valore sono stati aggiunti 2 milioni di EUR a titolo della conversione in propriet&#224; degli IRU relativi a cavidotti e palificazioni (cio&#232; il primo contributo). In questa seconda fase, grazie al secondo conferimento, TI avrebbe ottenuto la quota di maggioranza e il controllo di Trentino NGN, se necessario procedendo a un ulteriore conferimento di capitale.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(12)</p></td><td><p>Infine, in base all'accordo tra gli azionisti, dopo 3 anni o dopo aver raggiunto l'obiettivo di attivare e connettere il 43 % delle linee, TI avrebbe avuto il diritto di esercitare un'opzione di acquisto nei confronti della PAT e di McLink per acquisire le loro partecipazioni in Trentino NGN. In contropartita della concessione di tale diritto a TI, e<span>qualora</span> tale diritto fosse stato esercitato, TI avrebbe pagato 6,5 milioni di EUR alla PAT in due soluzioni, una prima met&#224; entro un anno e la seconda entro due anni. Il prezzo di acquisto delle azioni sarebbe stato pari al valore del conferimento maggiorato di un 7,75 % annuo, al netto dei dividendi distribuiti<a>&#160;(<span>6</span>)</a>. Gli altri due azionisti, McLink e Finanziaria Trentina avrebbero potuto esercitare un'opzione di vendita, grazie alla quale avrebbero potuto decidere di vendere a TI la loro partecipazione in Trentino NGN a un prezzo corrispondente al valore dei rispettivi conferimenti maggiorati rispettivamente del 5,5 % e del 7 % all'anno.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(13)</p></td><td><p>Inoltre, mediante specifici accordi tra azionisti, TI era stata nominata fornitore di Trentino NGN per la costruzione, la gestione e il funzionamento della rete. Il tipo di rete da sviluppare era la cosiddetta rete punto-multipunto e non erano previsti n&#233; accessi disaggregati n&#233; obblighi di accesso. L'architettura prescelta prevedeva soltanto la realizzazione di tre reti GPON parallele<a>&#160;(<span>7</span>)</a>, due dei quali sarebbero state disponibili per eventuali concessioni ad altri operatori.</p></td></tr></tbody></table>
3. AVVIO DEL PROCEDIMENTO DI INDAGINE FORMALE
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(14)</p></td><td><p>La Commissione ha avviato il procedimento di indagine formale poich&#233; nutriva seri dubbi circa il fatto che la misura potesse essere considerata conforme al principio dell'investitore in economia di mercato e al fine di verificare se, qualora fosse emerso che essa conteneva elementi di aiuto di Stato, essa potesse essere ritenuta compatibile con il mercato interno.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(15)</p></td><td><p>Nella decisione di avvio, la Commissione ha espresso la propria preoccupazione per il fatto che vari aspetti dell'intervento della PAT nel progetto Trentino NGN sollevavano dubbi relativamente al rispetto del principio dell'investitore in economia di mercato e alla presunta equivalenza (<span>pari passu</span>) tra l'intervento della PAT e quelli dei partner privati. Tali dubbi riguardavano, tra l'altro:</p><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>il calendario del progetto (dubbi che la PAT avesse agito sin dall'inizio come un investitore operante in un'economia di mercato, animato non da obiettivi di politica pubblica, ma da considerazioni economiche e di redditivit&#224;; la Commissione aveva l'impressione che la PAT avesse concepito il progetto mossa da motivi di interesse pubblico e che avesse poi elaborato il progetto dell'impresa comune con l'operatore storico TI, cercando di rendere il progetto compatibile con il MEIP soltanto ex post, introducendo modifiche, tra l'altro, in seguito a confronti con la Commissione, e mantenendo tuttavia inalterata la struttura dell'iniziativa);</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>la partecipazione di soggetti privati (partecipazioni trascurabili di McLink e Finanziaria Trentina e partecipazione significativa di TI, ma dilazionata nel tempo);</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>concomitanza degli investimenti (intervento immediato della PAT, partecipazione di TI dilazionata nel tempo e subordinata a determinati eventi/processi decisionali);</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>equivalenza di termini e condizioni (dubbi sul fatto che le condizioni alle quali la PAT avrebbe investito nell'impresa comune fossero le stesse di quelle dei partner privati, e pi&#249; precisamente di TI; la Commissione ha riscontrato numerose discrepanze riguardanti: i tempi e le condizionalit&#224; dei contributi di TI, la possibilit&#224; per TI di acquisire le azioni della PAT e di ottenere il pieno controllo di Trentino NGN attraverso l'opzione di acquisto);</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>dubbi relativi al primo contributo di TI<a>&#160;(<span>8</span>)</a> (dubbi circa il valore del primo conferimento di TI, che sembrava essere stato calcolato sulla base di relazioni, ipotesi, previsioni e analisi finanziarie presentate dalle parti che non sono state sottoposte a verifica da parte di esperti esterni; dubbi relativi al fatto che un investitore privato avrebbe accettato che l'accesso a un bene soggetto a regolamentazione, che avrebbe potuto essere ottenuto tramite contratto a tariffe regolamentate, desse diritto ad una significativa partecipazione al patrimonio netto dell'impresa comune; dubbi che un investitore operante in un'economia di mercato avrebbe accettato come partecipazione al patrimonio netto la locazione di un'infrastruttura che sarebbe poi diventata di propriet&#224;, tramite acquisto; dubbi che un investitore operante in un'economia di mercato avrebbe acquistato infrastrutture non necessarie, considerato che l'oggetto degli IRU era l'accesso ai cavidotti e alle palificazioni di TI di tutto il territorio provinciale e non soltanto delle zone in cui Trentino NGN avrebbe sviluppato la propria rete);</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>dubbi relativi al secondo conferimento di TI<a>&#160;(<span>9</span>)</a> (dubbi relativi alla valutazione futura del secondo conferimento di TI, all'epoca basata su una metodologia concordata senza consultare esperti; dubbi che la valutazione preliminare della conversione degli IRU in propriet&#224; fosse conforme alle condizioni di mercato, in particolare che si fossero evitate sovrapposizioni tra la valutazione del primo contributo (locazione) e il secondo contributo (propriet&#224;), considerato che i diritti conferiti avevano sostanzialmente lo stesso oggetto; dubbi sull'appropriatezza della metodologia di valutazione del trasferimento della propriet&#224; a tutte le componenti della rete in rame<a>&#160;(<span>10</span>)</a>, considerati gli elevati costi di manutenzione di quest'ultima, il fatto che essa sarebbe stata interrotta una volta divenuta operativa le rete in fibre ottiche e l'esistenza di possibili alternative alla metodologia proposta).</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>dubbi concernenti il piano aziendale e i rischi delle parti (dubbi derivanti dalle significative differenze tra i rischi sostenuti dall'autorit&#224; pubblica e dagli investitori privati, dalla diversa natura e dai diversi tempi dei conferimenti dalle parti e delle differenze a livello di diritti e obblighi - ad un primo esame, rischi e costi-opportunit&#224; ridotti per TI, rischi ridotti per le attivit&#224; esistenti, in quanto TI avrebbe mantenuto il controllo della rete in rame, anche dopo averla conferita all'impresa comune - poich&#233; avrebbe simultaneamente acquisito un certo livello di controllo sull'impresa comune - e acquisizione del controllo integrale e internalizzazione dei profitti attraverso l'esercizio dell'opzione di acquisto se l'impresa comune si fosse rivelata redditizia, mentre la condotta della PAT sembrava piuttosto essere quella di un investitore finanziario che investisse in un progetto di miglioramento di infrastrutture, aspettandosi nella migliore delle ipotesi un rendimento del 7,75 % e 6,5 milioni di EUR se fosse stata esercitata l'opzione di vendita<a>&#160;(<span>11</span>)</a>; dubbi che i calcoli del piano aziendale fossero accurati, in considerazione delle ipotesi troppo ottimistiche relative alla domanda da parte degli utilizzatori finali e ai ricavi provenienti degli operatori alternativi che avrebbero attivato tutte le linee GPON disponibili<a>&#160;(<span>12</span>)</a>; altri rischi: TI avrebbe potuto decidere di posticipare l'interruzione della linea in rame, non essendoci alcuna disposizione contrattuale che prevedesse obblighi in tal senso, con conseguente ritardo nel raggiungimento del punto di pareggio per Trentino NGN; incertezza relativa alle risorse finanziarie complessive necessarie per completare la realizzazione della rete, quantificate in 150 milioni di EUR);</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>altre preoccupazioni (dubbi sulla scelta di TI senza gara d'appalto e sulla sua remunerazione in quanto fornitore di servizi a Trentino NGN; dubbi sulla doppia posizione di TI, che avrebbe partecipato sia come azionista che come fornitore).</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table>
4. LA DECISIONE DELLA PAT DI RITIRARSI DAL PROGETTO
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(16)</p></td><td><p>Il 31 gennaio 2014, le autorit&#224; italiane hanno informato la Commissione che la PAT aveva deciso di ritirarsi dal progetto Trentino NGN e di non portarlo avanti, in accordo con tutte le altre parti, cio&#232; TI, MC-link e Finanziaria Trentina.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(17)</p></td><td><p>Il 14 marzo 2014, le autorit&#224; italiane hanno informato la Commissione che la PAT aveva ceduto a TI la sua partecipazione in Trentino NGN, a fronte di un corrispettivo di 15&#160;852&#160;435 EUR, corrispondente al valore del contributo parziale in denaro della PAT a Trentino NGN, pari a 14,845 milioni di EUR, maggiorato di un interesse composto del 3,75 %. Secondo le autorit&#224; italiane, Trentino NGN &#232; attualmente controllato da TI mentre Finanziaria Trentina e McLink continuano a esserne gli azionisti di minoranza.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(18)</p></td><td><p>Le autorit&#224; italiane hanno chiarito che, sebbene Trentino NGN fosse stata costituita il 18 maggio 2012, con conferimenti parziali al suo capitale, il 20 agosto 2012 (dopo la decisione di avvio del procedimento della Commissione) la PAT e le altre parti di Trentino NGN hanno modificato l'accordo tra azionisti, e tutte le attivit&#224; di Trentino NGN sono state sospese in attesa della conclusione dell'indagine formale avviata dalla Commissione. Pertanto, il pagamento integrale dei contributi in denaro &#232; stato sospeso (sono stati effettuati soltanto pagamenti parziali) per tutte le parti interessate. Anche le fasi successive previste dall'accordo tra azionisti sono state sospese. Trentino NGN non ha mai iniziato a installare la rete FTTH prevista (n&#233; altri tipi di rete).</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(19)</p></td><td><p>Le attivit&#224; di Trentino NGN si sono limitate esclusivamente alla fornitura a terzi dell'accesso all'infrastruttura coperta dagli IRU, come previsto dagli obblighi regolamentari. In relazione a quest'ultimo aspetto, le autorit&#224; italiane hanno chiarito che, poich&#233; TI &#232; rimasta soggetta a obblighi regolamentari di accesso verso gli altri operatori (OLO), dopo che nel maggio 2012 TI ha trasferito a Trentino NGN gli IRU relativi all'infrastruttura passiva, alcuni operatori hanno chiesto l'accesso a tale infrastruttura passiva, accesso che &#232; stato concesso. Di conseguenza, TI ha effettuato diversi versamenti a Trentino NGN come corrispettivo per l'acquisto da parte di Trentino NGN dell'accesso all'infrastruttura passiva per soddisfare le richieste di accesso da parte degli OLO. L'importo di tali pagamenti &#232; inferiore ai 15&#160;000 EUR e costituisce la totalit&#224; delle entrate realizzate da Trentino NGN dalla data della sua costituzione.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(20)</p></td><td><p>Le autorit&#224; italiane hanno anche indicato che la PAT non ha pagato e non pagher&#224; alcuna penale a causa del ritiro dal progetto Trentino NGN. L'accordo degli azionisti del 16 dicembre 2011 e le successive modifiche contengono disposizioni relative alla risoluzione che consentono alla PAT di uscire dalla societ&#224; Trentino NGN senza incorrere in sanzioni, anche nel caso in cui il progetto non fosse stato realizzato nemmeno in parte.</p></td></tr></tbody></table>
5. VALUTAZIONE
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(21)</p></td><td><p>Anche se in Italia sono state adottate alcune misure preparatorie per attuare il progetto Trentino NGN, segnatamente attraverso i vari accordi e atti che hanno portato alla costituzione dell'impresa comune e il suddetto versamento parziale del contributo in denaro della PAT (insieme con i contributi parziali in denaro delle altre parti interessate e il contributo in natura di TI), il progetto non ha superato tale fase.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(22)</p></td><td><p>Per quanto riguarda il pagamento parziale effettuato dalla PAT a favore del capitale di Trentino NGN, le autorit&#224; italiane hanno chiarito che Trentino NGN ha depositato tutti gli importi ricevuti come contributi in denaro da parte dei suoi azionisti (cio&#232; i contributi finanziari di PAT, MC-link e Finanziaria Trentina, al netto di costi, imposte e tasse) su un conto bancario con un tasso d'interesse del 2,71 % nel 2012, dell'1,509 % fino al 1<span>o</span>&#160;febbraio 2013 e dell'1,524 % dopo il 1<span>o</span> febbraio 2013. I pagamenti parziali (compresi quelli della PAT) sono rimasti inattivi sul conto bancario di Trentino NGN. Secondo le autorit&#224; italiane, il 28&#160;febbraio 2014, la PAT ha recuperato il suo parziale contributo in denaro, maggiorato di un interesse composto del 3,75 %. Le autorit&#224; italiane hanno chiarito che l'interesse composto del 3,75 % &#232; il risultato di una soluzione negoziata tra le parti e che rappresenta una percentuale pi&#249; o meno doppia del rendimento dei buoni del tesoro italiani a 2-3&#160;anni, simile al rendimento dei buoni a 10 anni.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(23)</p></td><td><p>Il pagamento parziale del contributo in denaro effettuato dalla PAT a favore di Trentino NGN comporta un trasferimento di risorse statali. Tuttavia, sulla base delle informazioni disponibili, dal momento che la realizzazione del progetto Trentino NGN &#232; stata sospesa a partire dal 20 agosto 2012 e che il 28 febbraio 2014 la PAT si &#232; effettivamente ritirata dal progetto e ha interamente recuperato il suo contributo iniziale, interessi ragionevoli inclusi, la Commissione pu&#242; concludere che il pagamento parziale in oggetto non ha prodotto un vantaggio economico per Trentino NGN o i suoi azionisti.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(24)</p></td><td><p>Per quanto riguarda le minime attivit&#224; svolte da Trentino NGN, cio&#232; le operazioni relative alla vendita degli IRU (cfr. considerando 19), va osservato che tali attivit&#224; sono state realizzate al fine di rispettare gli obblighi regolamentari cui TI &#232; rimasta soggetta e non sembrano avere generato vantaggi economici per Trentino NGN o per i suoi azionisti, TI inclusa. In tali circostanze, dette transazioni non sono tali da rimettere in discussione la valutazione che precede.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(25)</p></td><td><p>Alla luce di tali circostanze la Commissione conclude che il progetto non &#232; stato attuato e che pertanto, a seguito del ritiro della PAT dal progetto Trentino NGN, il presente procedimento d'indagine &#232; diventato privo di oggetto.</p></td></tr></tbody></table>
6. CONCLUSIONI
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(26)</p></td><td><p>Alla luce di quanto precede, la Commissione ha deciso di chiudere il procedimento di cui all'articolo 108, paragrafo 2, del trattato, poich&#233; il presente procedimento &#232; divenuto privo di oggetto a seguito del ritiro delle autorit&#224; italiane (PAT) dal progetto Trentino NGN.</p></td></tr></tbody></table>
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
A seguito del ritiro delle autorità italiane dal progetto Trentino NGN, il presente procedimento è diventato privo di oggetto. La Commissione ha pertanto deciso di chiudere il procedimento di cui all'articolo 108, paragrafo 2, del trattato.
Articolo 2
L'Italia è destinataria della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, 26 maggio 2014
Per la Commissione
Joaquín ALMUNIA
Vicepresidente
<note>
( 1 ) GU C 323 del 24.10.2012, pag. 6 .
( 2 ) Comunicazione della Commissione — Orientamenti comunitari relativi all'applicazione delle norme in materia di aiuti di Stato in relazione allo sviluppo rapido di reti a banda larga ( GU C 235 del 30.9.2009, pag. 7 ), rivisti nel 2013: Orientamenti dell'Unione europea per l'applicazione delle norme in materia di aiuti di Stato in relazione allo sviluppo rapido di reti a banda larga ( GU C 25 del 26.1.2013, pag. 1 ).
( 3 ) Cfr. nota a piè di pagina 1.
( 4 ) Le zone di intervento individuate erano i comuni in cui i costi dell'installazione fibre-to-home (FTTH) delle infrastrutture sarebbero rimasti pari a circa 1 000 EUR per famiglia, cioè 42 comuni e 150 000 famiglie, corrispondenti al 60 % della popolazione della provincia.
( 5 ) La decisione di avvio del procedimento indicava che McLink avrebbe conferito 1 milione di EUR, corrispondenti a una quota dell'1,6 %; tuttavia, nel corso del procedimento d'indagine, le autorità italiane hanno chiarito che l'importo corretto era di 1,5 milioni di EUR, pari ad una quota dell'1,56 %.
( 6 ) Tali cifre risultano dalla terza modifica dell'accordo degli azionisti, firmata l'11 maggio 2012. Gli accordi originari prevedevano un conferimento di 4,7 milioni di EUR e un tasso annuo del 7,5 %.
( 7 ) Un tipo di tecnologia che consente la fornitura di servizi Internet punto - multipunto. Gli operatori del settore interessati a fornire servizi avrebbero dovuto attivare l'intera rete, mediante la tecnologia GPON.
( 8 ) Il primo contributo consiste nel trasferimento degli IRU.
( 9 ) Il secondo contributo si articola in due parti: 1) la conversione degli IRU (l'oggetto del primo contributo) in proprietà, per quanto riguarda lo spazio all'interno dei cavidotti di TI solo nelle zone a media redditività della Provincia (vale a dire, le aree di attività di Trentino NGN) e 2) il trasferimento della proprietà di tutte le componenti della rete in rame, con la prospettiva di interrompere tale rete dopo la migrazione di tutti i clienti verso la nuova rete a fibre ottiche.
( 10 ) All'epoca, il metodo utilizzato per determinare tale valore era basato sul valore medio teorico di sostituzione di rete, ricavato dal modello BU-LRIC utilizzato dall'AGCOM per determinare i canoni di accesso disaggregato alla rete locale, valore inteso come valore medio su tutto il territorio nazionale e non calcolato specificamente per il territorio provinciale.
( 11 ) Nei calcoli iniziali della PAT, il rendimento massimo del capitale netto era stato fissato al 10,5 %.
( 12 ) Il progetto prevedeva la realizzazione di 3 reti GPON parallele, due delle quali in esubero rispetto alle esigenze di Trentino NGN e destinate in teoria alla locazione da parte di operatori alternativi.
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