Document ID: 32023H0901(14)
Language: ITA

<table><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>1.9.2023&#160;&#160;&#160;</p></td><td><p>IT</p></td><td><p>Gazzetta ufficiale dell'Unione europea</p></td><td><p>C 312/125</p></td></tr></tbody></table>
RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
del 14 luglio 2023
relativa al programma nazionale di riforma 2023 della Lettonia e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità 2023 della Lettonia
(2023/C 312/14)
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 121, paragrafo 2, e l'articolo 148, paragrafo 4,
visto il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, per il rafforzamento della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle politiche economiche ( 1 ) , in particolare l'articolo 5, paragrafo 2,
visto il regolamento (UE) n. 1176/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 novembre 2011, sulla prevenzione e la correzione degli squilibri macroeconomici ( 2 ) , in particolare l'articolo 6, paragrafo 1,
vista la raccomandazione della Commissione europea,
viste le risoluzioni del Parlamento europeo,
viste le conclusioni del Consiglio europeo,
visto il parere del comitato per l'occupazione,
visto il parere del comitato economico e finanziario,
visto il parere del comitato per la protezione sociale,
visto il parere del comitato di politica economica,
considerando quanto segue:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(1)</p></td><td><p>Il regolamento (UE) 2021/241 del Parlamento europeo e del Consiglio&#160;<a>(<span>3</span>)</a> che istituisce il dispositivo per la ripresa e la resilienza (&#171;dispositivo&#187;) &#232; entrato in vigore il 19 febbraio 2021. Il dispositivo fornisce sostegno finanziario agli Stati membri per l'attuazione di riforme e investimenti, producendo uno stimolo di bilancio finanziato dall'Unione. In linea con le priorit&#224; del semestre europeo, il dispositivo contribuisce alla ripresa economica e inclusiva e all'attuazione di investimenti e riforme sostenibili e favorevoli alla crescita, in particolare riforme e investimenti volti a promuovere le transizioni verde e digitale e a rendere pi&#249; resilienti le economie degli Stati membri. Contribuisce inoltre a consolidare le finanze pubbliche e a stimolare la crescita e la creazione di posti di lavoro nel medio e lungo periodo, a migliorare la coesione territoriale all'interno dell'Unione e a continuare l'attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali. Il contributo finanziario massimo per ciascuno Stato membro nell'ambito del dispositivo &#232; stato aggiornato il 30 giugno 2022, a norma dell'articolo 11, paragrafo 2, del regolamento (UE) 2021/241.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(2)</p></td><td><p>Il 22 novembre 2022 la Commissione ha adottato l'analisi annuale della crescita sostenibile 2023, segnando l'inizio del semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche 2023. Il 23 marzo 2023 il Consiglio europeo ha approvato le priorit&#224; dell'analisi annuale della crescita sostenibile 2023, incentrate sulle quattro dimensioni della sostenibilit&#224; competitiva. Sempre il 22 novembre 2022 la Commissione ha adottato, sulla base del regolamento (UE) n.&#160;1176/2011, la relazione sul meccanismo di allerta per il 2023, in cui annoverava la Lettonia tra gli Stati membri che possono presentare squilibri o correre il rischio di presentarli e che devono essere sottoposti a esame approfondito. Il 24 febbraio 2023 ha adottato anche un parere sul documento programmatico di bilancio 2023 della Lettonia. La Commissione ha inoltre adottato una raccomandazione di raccomandazione del Consiglio sulla politica economica della zona euro e una proposta di relazione comune sull'occupazione 2023, che analizza l'attuazione degli orientamenti in materia di occupazione e dei principi del pilastro europeo dei diritti sociali. Il 16 maggio 2023 il Consiglio ha adottato la raccomandazione sulla politica economica della zona euro&#160;<a>(<span>4</span>)</a> (&#171;raccomandazione sulla zona euro del 2023&#187;) e il 13 marzo 2023 la relazione comune sull'occupazione.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(3)</p></td><td><p>Sebbene le economie dell'Unione diano prova di notevole resilienza, il contesto geopolitico continua ad avere un impatto negativo. Nella sua agenda di politica economica e sociale l'Unione, fermamente al fianco dell'Ucraina, mira, nel breve periodo, a ridurre gli effetti negativi degli shock energetici su famiglie e imprese vulnerabili e, nel medio periodo, a proseguire gli sforzi per realizzare le transizioni verde e digitale, favorire una crescita sostenibile e inclusiva, salvaguardare la stabilit&#224; macroeconomica e accrescere la resilienza. L'agenda &#232; fortemente incentrata anche sull'aumento della competitivit&#224; e della produttivit&#224; dell'Unione.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(4)</p></td><td><p>Il 1<span>o</span> febbraio 2023 la Commissione ha pubblicato la comunicazione dal titolo &#171;Un piano industriale del Green Deal per l'era a zero emissioni nette&#187; (&#171;piano industriale del Green Deal&#187;). L'obiettivo del piano industriale del Green Deal &#232; stimolare la competitivit&#224; dell'industria dell'Unione a zero emissioni nette e sostenere la transizione rapida verso la neutralit&#224; climatica. Il piano integra gli sforzi in corso nell'ambito del Green Deal europeo e di REPowerEU. Intende creare un contesto pi&#249; favorevole che consenta di aumentare la capacit&#224; dell'Unione di produrre le tecnologie e i prodotti a zero emissioni nette necessari per conseguire gli ambiziosi obiettivi climatici dell'Unione, nonch&#233; di garantire l'accesso alle materie prime critiche necessarie, anche diversificando l'approvvigionamento, sfruttando adeguatamente le risorse geologiche negli Stati membri e massimizzando il riciclo delle materie prime. Il piano industriale del Green Deal si basa su quattro pilastri: un contesto normativo prevedibile e semplificato, un accesso pi&#249; rapido ai finanziamenti, migliori competenze e l'apertura commerciale per catene di approvvigionamento resilienti. Il 16 marzo 2023 la Commissione ha altres&#236; pubblicato un'ulteriore comunicazione dal titolo &#171;Competitivit&#224; a lungo termine dell'UE: prospettive oltre il 2030&#187;, articolata attorno a nove fattori sinergici, con l'obiettivo di adoperarsi in favore di un quadro normativo propizio alla crescita. La comunicazione definisce le priorit&#224; politiche per provvedere in modo attivo a miglioramenti strutturali, investimenti ben mirati e misure normative per la competitivit&#224; a lungo termine dell'Unione e degli Stati membri. Le raccomandazioni formulate di seguito contribuiscono a rispondere a tali priorit&#224;.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(5)</p></td><td><p>Nel 2023 il semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche continua a evolvere in linea con l'attuazione del dispositivo. La piena attuazione dei piani per la ripresa e la resilienza rimane fondamentale per realizzare le priorit&#224; politiche del semestre europeo; i piani infatti rispondono a tutte le pertinenti raccomandazioni specifiche per paese formulate negli ultimi anni o a un insieme significativo di esse. Le raccomandazioni specifiche per paese 2019, 2020 e 2022 rimangono ugualmente pertinenti per i piani per la ripresa e la resilienza riveduti, aggiornati o modificati a norma degli articoli 14, 18 e 21 del regolamento (UE) 2021/241.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(6)</p></td><td><p>Il regolamento (UE) 2023/435 del Parlamento europeo e del Consiglio&#160;<a>(<span>5</span>)</a> (&#171;regolamento REPowerEU&#187;), adottato il 27 febbraio 2023, mira a una graduale e rapida eliminazione della dipendenza dell'Unione dalle importazioni di combustibili fossili russi. Ci&#242; contribuir&#224; alla sicurezza energetica e alla diversificazione dell'approvvigionamento di energia dell'Unione, aumentando nel contempo la diffusione delle energie rinnovabili, le capacit&#224; di stoccaggio dell'energia e l'efficienza energetica. Il regolamento REPowerEU consente agli Stati membri di aggiungere ai rispettivi piani nazionali per la ripresa e la resilienza un nuovo capitolo dedicato al piano REPowerEU, onde finanziare riforme e investimenti chiave che contribuiranno al conseguimento degli obiettivi di REPowerEU. Tali riforme e investimenti contribuiranno inoltre a stimolare la competitivit&#224; dell'industria dell'Unione a zero emissioni nette, come indicato nel piano industriale del Green Deal, e a dare seguito alle raccomandazioni specifiche per paese in materia di energia rivolte agli Stati membri nel 2022 e, se del caso, nel 2023. Il regolamento REPowerEU introduce una nuova categoria di sostegno finanziario non rimborsabile, messo a disposizione degli Stati membri per finanziare nuove riforme e nuovi investimenti connessi al settore dell'energia nell'ambito dei rispettivi piani per la ripresa e la resilienza.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(7)</p></td><td><p>L'8 marzo 2023 la Commissione ha adottato una comunicazione che fornisce orientamenti di politica di bilancio per il 2024 (&#171;comunicazione dell'8 marzo 2023&#187;). Essi mirano a sostenere la preparazione dei programmi di stabilit&#224; e convergenza degli Stati membri e a rafforzare in tal modo il coordinamento delle politiche. La Commissione ha inoltre ricordato che la clausola di salvaguardia generale del patto di stabilit&#224; e crescita sar&#224; disattivata alla fine del 2023. Per il periodo 2023-2024&#160;ha sollecitato politiche di bilancio che garantiscano la sostenibilit&#224; del debito a medio termine e aumentino la crescita potenziale in modo sostenibile e ha invitato gli Stati membri a precisare nei rispettivi programmi di stabilit&#224; e convergenza per il 2023 le modalit&#224; con cui i loro piani di bilancio garantiranno il rispetto del valore di riferimento del trattato del 3&#160;% del prodotto interno lordo (PIL) e garantiranno la riduzione plausibile e costante del debito, o in che modo intendano mantenere il debito a livelli prudenti a medio termine. La Commissione ha inoltre invitato gli Stati membri a eliminare gradualmente le misure di bilancio nazionali introdotte per proteggere le famiglie e le imprese dallo shock dei prezzi dell'energia, iniziando da quelle meno mirate. Ha precisato che, qualora fosse necessaria una proroga delle misure di sostegno a causa di nuove pressioni imputabili ai prezzi dell'energia, gli Stati membri dovrebbero far s&#236; che dette misure siano molto pi&#249; mirate a favore delle famiglie e delle imprese vulnerabili. La Commissione ha dichiarato che le raccomandazioni di bilancio saranno quantificate e differenziate. Inoltre, come proposto nella comunicazione del 9 novembre 2022 sugli orientamenti per una riforma del quadro di governance economica dell'UE, le raccomandazioni di bilancio saranno formulate sulla base della spesa primaria netta. Ha raccomandato che tutti gli Stati membri continuino a tutelare gli investimenti finanziati a livello nazionale e a garantire l'uso efficace del dispositivo e di altri fondi dell'Unione, soprattutto in considerazione degli obiettivi in materia di transizioni verde e digitale e di resilienza. La Commissione ha inoltre indicato che proporr&#224; al Consiglio di avviare, nella primavera del 2024, le procedure per i disavanzi eccessivi basate sul disavanzo in base ai dati di consuntivo per il 2023, in linea con le disposizioni giuridiche vigenti.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(8)</p></td><td><p>Il 26 aprile 2023 la Commissione ha presentato proposte legislative per attuare una riforma globale delle regole della governance economica dell'Unione. L'obiettivo centrale delle proposte &#232; rafforzare la sostenibilit&#224; del debito pubblico e promuovere una crescita sostenibile e inclusiva in tutti gli Stati membri attraverso riforme e investimenti. Nelle sue proposte la Commissione mira a migliorare la titolarit&#224; nazionale, semplificare il quadro e spostarne il fulcro maggiormente sul medio termine, in combinazione con un'applicazione efficace e pi&#249; coerente. Secondo le conclusioni del Consiglio adottate il 14 marzo 2023 sugli orientamenti per una riforma del quadro di governance economica dell'UE, l'obiettivo &#232; concludere i lavori legislativi nel 2023.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(9)</p></td><td><p>Il 30 aprile 2021 la Lettonia ha presentato alla Commissione il piano nazionale per la ripresa e la resilienza, conformemente all'articolo 18, paragrafo 1, del regolamento (UE) 2021/241. A norma dell'articolo 19 del medesimo regolamento, la Commissione ha valutato la pertinenza, l'efficacia, l'efficienza e la coerenza del piano, conformemente agli orientamenti per la valutazione di cui all'allegato V del regolamento. Il 13 luglio 2021 il Consiglio ha adottato la decisione di esecuzione relativa all'approvazione della valutazione del piano per la ripresa e la resilienza della Lettonia&#160;<a>(<span>6</span>)</a>. L'erogazione delle rate &#232; subordinata all'adozione di una decisione della Commissione a norma dell'articolo 24, paragrafo 5, del regolamento (UE) 2021/241, che stabilisca che la Lettonia ha conseguito in misura soddisfacente i traguardi e gli obiettivi indicati nella decisione di esecuzione del Consiglio. Il conseguimento soddisfacente presuppone che non siano annullati i traguardi e gli obiettivi conseguiti in precedenza.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(10)</p></td><td><p>Il 25 aprile 2023 la Lettonia ha presentato il programma nazionale di riforma 2023 e il 17 dello stesso mese il programma di stabilit&#224; 2023, in linea con l'articolo 4, paragrafo 1, del regolamento (CE) n.&#160;1466/97. I due programmi sono stati valutati congiuntamente per tener conto delle correlazioni. In conformit&#224; dell'articolo 27 del regolamento (UE) 2021/241, il programma nazionale di riforma 2023 rispecchia anche la relazione semestrale della Lettonia in merito ai progressi compiuti nella realizzazione del suo piano per la ripresa e la resilienza.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(11)</p></td><td><p>Il 24 maggio 2023 la Commissione ha pubblicato la relazione per paese 2023 relativa alla Lettonia. La Commissione ha valutato i progressi compiuti dalla Lettonia nel dar seguito alle pertinenti raccomandazioni specifiche per paese adottate dal Consiglio tra il 2019 e il 2022 e ha fatto il punto dell'attuazione del piano per la ripresa e la resilienza. Sulla scorta di tale analisi la relazione per paese ha individuato lacune rispetto alle sfide non affrontate o solo parzialmente affrontate nel piano per la ripresa e la resilienza, e anche a sfide nuove ed emergenti. Ha valutato quindi i progressi compiuti dalla Lettonia nell'attuare il pilastro europeo dei diritti sociali, conseguire gli obiettivi principali dell'Unione in materia di occupazione, competenze e riduzione della povert&#224; e gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(12)</p></td><td><p>La Commissione ha effettuato un esame approfondito a norma dell'articolo 5 del regolamento (UE) n. 1176/2011 per la Lettonia e ne ha pubblicato i risultati il 24&#160;maggio&#160;2023. La Commissione ha concluso che il paese non presenta squilibri macroeconomici. In particolare, le vulnerabilit&#224; relative ai prestiti esterni e agli alloggi rimangono lievi, mentre quelle relative alla competitivit&#224; sono pertinenti, ma dovrebbero rimanere complessivamente contenute per il prossimo futuro. Pur avendo registrato recentemente un incremento significativo, secondo le previsioni il disavanzo delle partite correnti dovrebbe ridursi drasticamente nel 2023 e continuare a farlo nel 2024. La posizione patrimoniale netta sull'estero della Lettonia, che &#232; sensibilmente migliorata negli ultimi dieci anni, dovrebbe rimanere sostanzialmente stabile. Tuttavia, se le pressioni inflazionistiche e salariali persisteranno, la competitivit&#224; del paese potrebbe risultarne compromessa, soprattutto a causa di un'inflazione di fondo ben superiore alla media della zona euro. I prezzi delle abitazioni hanno subito un recente rialzo, ma non sembrano eccessivamente sopravvalutati. Inoltre, alla fine del 2022 gli aumenti sono rallentati, l'accensione di mutui ipotecari &#232; stata modesta e il debito delle famiglie &#232; ora limitato e in calo rispetto al loro reddito. La Lettonia si trova di fronte a importanti sfide economiche strutturali connesse a un calo dell'offerta di manodopera, che ha contribuito ad accelerare gli aumenti del costo del lavoro per unit&#224; di prodotto e rischia di compromettere la competitivit&#224; a medio termine. Il contesto politico &#232; nel complesso favorevole, anche se ulteriori sforzi potrebbero contribuire ad arginare i rischi derivanti dalle vulnerabilit&#224; individuate. A questo proposito sarebbe importante introdurre politiche che tutelino la competitivit&#224;, tra cui misure volte a migliorare la qualit&#224; e la quantit&#224; dell'offerta di manodopera. Abbreviare la procedura di concessione delle licenze edilizie contribuirebbe a stimolare l'offerta di abitazioni e migliorerebbe la situazione del mercato degli alloggi.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(13)</p></td><td><p>Secondo i dati convalidati da Eurostat, il disavanzo delle amministrazioni pubbliche della Lettonia &#232; sceso dal 7,1&#160;% del PIL nel 2021 al 4,4&#160;% nel 2022, mentre il debito delle amministrazioni pubbliche &#232; sceso dal 43,7&#160;% del PIL alla fine del 2021 al 40,8&#160;% alla fine del 2022. Il 24 maggio 2023 la Commissione ha pubblicato una relazione a norma dell'articolo 126, paragrafo 3, del trattato. Tale relazione ha esaminato la situazione di bilancio della Lettonia, in cui il disavanzo delle amministrazioni pubbliche nel 2022 superava il valore di riferimento del 3&#160;% del PIL stabilito dal trattato. La relazione ha concluso che il criterio del disavanzo non &#232; soddisfatto. In linea con la sua comunicazione dell'8 marzo 2023, la Commissione non ha proposto di avviare nuove procedure per i disavanzi eccessivi nella primavera del 2023. La Commissione ha successivamente dichiarato che proporr&#224; al Consiglio di avviare, nella primavera del 2024, procedure per i disavanzi eccessivi basate sul disavanzo in base ai dati di consuntivo per il 2023. La Lettonia dovrebbe tenerne conto nell'esecuzione del bilancio 2023 e nella preparazione del documento programmatico di bilancio per il 2024.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(14)</p></td><td><p>Il saldo delle amministrazioni pubbliche ha subito gli effetti delle misure di politica di bilancio adottate per attenuare l'impatto economico e sociale dell'aumento dei prezzi dell'energia. Nel 2022 le misure di politica di bilancio che hanno incrementato la spesa comprendevano: una compensazione per i costi di riscaldamento (a seconda della fonte di energia utilizzata) e una riduzione in bolletta per i costi di energia elettrica a carico delle famiglie; indennit&#224; mensili per le famiglie vulnerabili e per quelle con figli minorenni e un'indicizzazione anticipata delle pensioni; sovvenzioni alle imprese ad alta intensit&#224; energetica e compensazioni per l'aumento dei costi di elettricit&#224; a carico delle imprese. La Commissione stima il costo di bilancio netto di queste misure all'1,5&#160;% del PIL nel 2022. Il saldo delle amministrazioni pubbliche ha risentito anche del costo di bilancio dell'offerta di protezione temporanea agli sfollati provenienti dall'Ucraina, stimato allo 0,2&#160;% del PIL nel 2022. Nel contempo il costo stimato delle misure temporanee di emergenza connesse alla COVID-19 &#232; sceso dal 5,0&#160;% del PIL nel 2021 all'1,2&#160;% nel 2022.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(15)</p></td><td><p>Il 18 giugno 2021 il Consiglio ha raccomandato che nel 2022 la Lettonia&#160;<a>(<span>7</span>)</a> mantenesse un orientamento di bilancio a sostegno della ripresa, anche grazie all'impulso dato dal dispositivo, e preservasse gli investimenti finanziati a livello nazionale. Ha inoltre raccomandato alla Lettonia di tenere sotto controllo l'aumento della spesa corrente finanziata a livello nazionale.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(16)</p></td><td><p>Secondo le stime della Commissione, nel 2022&#160;l'orientamento della politica di bilancio&#160;<a>(<span>8</span>)</a> &#232; stato neutro (0,0&#160;% del PIL), appropriato in un contesto di inflazione elevata. Come raccomandato dal Consiglio, la Lettonia ha continuato a sostenere la ripresa avvalendosi del dispositivo per finanziare investimenti. La spesa finanziata mediante le sovvenzioni del dispositivo e altri fondi dell'Unione &#232; stata pari all'1,1&#160;% del PIL nel 2022 (1,3&#160;% nel 2021). A causa di limiti a livello di capacit&#224; e dell'aumento dei prezzi dell'edilizia, alcuni investimenti finanziati dalle sovvenzioni del dispositivo e da altri fondi dell'Unione nel 2022 hanno subito ritardi, generando un lieve calo della spesa.&#160;Gli investimenti finanziati a livello nazionale hanno apportato un contributo restrittivo di 1,2 punti percentuali all'orientamento della politica di bilancio&#160;<a>(<span>9</span>)</a>. La Lettonia non ha perci&#242; preservato gli investimenti finanziati a livello nazionale, discostandosi cos&#236; dalla raccomandazione del Consiglio. Allo stesso tempo la crescita della spesa primaria corrente finanziata a livello nazionale (al netto delle nuove misure sul lato delle entrate) ha fornito un contributo restrittivo di 0,3 punti percentuali all'orientamento della politica di bilancio. La Lettonia ha pertanto tenuto sotto controllo la crescita della spesa corrente finanziata a livello nazionale.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(17)</p></td><td><p>Lo scenario macroeconomico su cui si fondano le proiezioni di bilancio del programma di stabilit&#224; 2023 &#232; prudente per il 2023 e dopo questa data. Il governo prevede un ristagno del PIL reale nel 2023 e una crescita del 2,0&#160;% nel 2024. A titolo di confronto, le previsioni di primavera 2023 della Commissione prospettano una crescita del PIL reale pi&#249; elevata, pari all'1,4&#160;% nel 2023 e al 2,8&#160;% nel 2024, che rispecchia l'integrazione dei nuovi dati pubblicati non inclusi nel programma di stabilit&#224; 2023, in particolare le revisioni dei dati sulla crescita del PIL nel 2022 e la stima rapida riguardante il primo trimestre del 2023, indicanti in entrambi i casi una crescita del PIL superiore a quella precedentemente prevista. In termini nominali, invece, la crescita prevista del PIL &#232; simile in entrambe le previsioni, in particolare: l'11,7&#160;% nel 2023 e il 5,5&#160;% nel 2024 nel programma di stabilit&#224; 2023 e il 10,5&#160;% e il 5,6&#160;% per i corrispondenti due anni nelle previsioni di primavera 2023 della Commissione.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(18)</p></td><td><p>Nel programma di stabilit&#224; 2023 il governo prevede che il disavanzo delle amministrazioni pubbliche scenda al 4,0&#160;% del PIL nel 2023. L'aggiustamento del disavanzo nel 2023 rispecchia principalmente l'andamento della spesa. Un contributo alla riduzione del disavanzo dovrebbe giungere presumibilmente dalla graduale cessazione di gran parte delle misure di sostegno connesse alla pandemia e dal fatto che, per il 2023, non sar&#224; pi&#249; prevista la spesa forfettaria sostenuta nel 2022 per la creazione di una riserva nazionale di gas. Questi risparmi sono destinati a essere in parte compensati da misure di spesa comprese nel pacchetto di bilancio 2023, quali l'aumento delle retribuzioni per il personale dell'amministrazione pubblica e degli operatori sanitari, la maggiore spesa corrente per i servizi sanitari, la scienza, la ricerca e l'istruzione superiore e un cospicuo pacchetto di investimenti pubblici per la difesa e la sicurezza interna. Si prevedono inoltre spese pi&#249; elevate per pensioni e indennit&#224;, a causa dell'aumento dei coefficienti di indicizzazione. Secondo il programma, il rapporto debito pubblico/PIL dovrebbe diminuire passando dal 40,8&#160;% alla fine del 2022 al 39,6&#160;% alla fine del 2023. Le previsioni di primavera 2023 della Commissione prospettano un disavanzo pubblico del 3,8&#160;% del PIL per il 2023. Ci&#242; &#232; in linea con il disavanzo previsto nel programma di stabilit&#224; 2023. Le previsioni di primavera 2023 della Commissione prospettano un rapporto debito pubblico/PIL leggermente superiore, pari al 39,8&#160;% alla fine del 2023.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(19)</p></td><td><p>Stando alle previsioni il saldo generale delle amministrazioni pubbliche nel 2023 continuer&#224; a risentire delle misure adottate per attenuare l'impatto economico e sociale dell'aumento dei prezzi dell'energia. Si tratta principalmente di misure prorogate dal 2022. Nelle previsioni di primavera 2023 la Commissione stima il costo di bilancio netto delle misure di sostegno all'1,0&#160;% del PIL nel 2023&#160;<a>(<span>10</span>)</a>. La maggior parte delle misure del 2023 non sembra mirata a sostenere le famiglie o le imprese pi&#249; vulnerabili n&#233; preserva appieno il segnale di prezzo necessario per ridurre la domanda e accrescere l'efficienza energetica. Di conseguenza nelle previsioni di primavera 2023 la Commissione stima allo 0,1&#160;% del PIL nel 2023 (rispetto allo 0,5&#160;% del PIL nel 2022) l'importo delle misure di sostegno mirate di cui tenere conto nella valutazione della conformit&#224; alla raccomandazione del Consiglio del 12 luglio 2022&#160;<a>(<span>11</span>)</a>. Secondo le proiezioni il costo di bilancio dell'offerta di protezione temporanea agli sfollati provenienti dall'Ucraina aumenter&#224; di 0,1 punti percentuali del PIL rispetto al 2022. Infine si prevede che il saldo generale delle amministrazioni pubbliche nel 2023 trarr&#224; beneficio dall'eliminazione graduale delle misure temporanee di emergenza connesse alla COVID-19, stimate all'1,2&#160;% del PIL.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(20)</p></td><td><p>Nella sua raccomandazione del 12 luglio 2022 il Consiglio ha raccomandato alla Lettonia di prendere provvedimenti per garantire, nel 2023, che la crescita della spesa primaria corrente finanziata a livello nazionale fosse in linea con un orientamento della politica complessivamente neutro&#160;<a>(<span>12</span>)</a>, tenendo conto del perdurare del sostegno temporaneo e mirato alle famiglie e alle imprese pi&#249; vulnerabili agli aumenti dei prezzi dell'energia e alle persone in fuga dall'Ucraina. La Lettonia dovrebbe essere pronta ad adeguare la spesa corrente all'evoluzione della situazione. Alla Lettonia &#232; stato anche raccomandato di aumentare gli investimenti pubblici per le transizioni verde e digitale e per la sicurezza energetica tenendo conto dell'iniziativa REPowerEU, anche avvalendosi del dispositivo e di altri fondi dell'Unione.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(21)</p></td><td><p>Le previsioni di primavera 2023 della Commissione prospettano per il 2023 un orientamento espansivo della politica di bilancio (&#8211;&#160;0,9&#160;% del PIL), in un contesto di inflazione elevata, a fronte di un orientamento neutro nel 2022 (0,0&#160;% del PIL). Si prevede inoltre che nel 2023 la crescita della spesa primaria corrente finanziata a livello nazionale (al netto delle misure discrezionali sul lato delle entrate) apporter&#224; all'orientamento della politica di bilancio un contributo espansivo dello 0,5&#160;% del PIL. Ci&#242; comprende il costo ridotto delle misure di sostegno mirate alle famiglie e alle imprese pi&#249; vulnerabili agli aumenti dei prezzi dell'energia, pari allo 0,4&#160;% del PIL. Vi rientrano anche i maggiori costi per offrire protezione temporanea agli sfollati provenienti dall'Ucraina (pari allo 0,1&#160;% del PIL). Il contributo espansivo della spesa primaria corrente netta finanziata a livello nazionale, pertanto, non &#232; dovuto al sostegno mirato alle famiglie e alle imprese pi&#249; vulnerabili ai rincari dei prezzi dell'energia e alle persone in fuga dall'Ucraina. La crescita espansiva della spesa primaria corrente finanziata a livello nazionale (al netto delle misure discrezionali sul lato delle entrate) &#232; trainata dalle misure di spesa comprese nel pacchetto di bilancio 2023, quali un aumento delle retribuzioni per il personale medico e amministrativo, la spesa corrente supplementare per finanziare la medicina oncologica, la scienza e la ricerca e altre spese correnti discrezionali per l'amministrazione nazionale, nonch&#233; la maggiore spesa per pensioni e indennit&#224;. In sintesi, la crescita prevista della spesa primaria corrente finanziata a livello nazionale non &#232; in linea con la raccomandazione del Consiglio del 12 luglio 2022. Secondo le proiezioni la spesa finanziata con le sovvenzioni del dispositivo e altri fondi dell'Unione ammonter&#224; al 2,2&#160;% del PIL nel 2023, mentre gli investimenti finanziati a livello nazionale apporteranno all'orientamento della politica di bilancio un contributo espansivo di 1,0 punti percentuali&#160;<a>(<span>13</span>)</a>.</p><p>Pertanto la Lettonia prevede di finanziare ulteriori investimenti attraverso il dispositivo e altri fondi dell'Unione e, stando alle proiezioni, preserver&#224; gli investimenti finanziati a livello nazionale. Prevede inoltre di finanziare gli investimenti pubblici per le transizioni verde e digitale e per la sicurezza energetica, quali l'acquisto di veicoli elettrici per il trasporto pubblico, il miglioramento dell'efficienza energetica dei condomini e degli immobili commerciali, l'ammodernamento delle reti di trasmissione e distribuzione dell'elettricit&#224;, il potenziamento della capacit&#224; di risposta dei servizi di soccorso, la centralizzazione dei sistemi e delle piattaforme digitali di governance nel settore pubblico, lo sviluppo delle competenze digitali e della digitalizzazione dei processi nelle imprese, lo sviluppo delle infrastrutture a banda larga e la promozione della digitalizzazione nel settore dell'istruzione. Il dispositivo e altri fondi dell'Unione stanziano cospicui finanziamenti per tali investimenti pubblici.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(22)</p></td><td><p>Secondo il programma di stabilit&#224; 2023, il disavanzo delle amministrazioni pubbliche scender&#224; al 2,5&#160;% del PIL nel 2024. Il calo del 2024 riflette principalmente la graduale cessazione delle misure di sostegno volte ad attenuare l'impatto degli alti prezzi dell'energia, l'assenza di spesa corrente connessa alla pandemia di COVID-19 e il completamento, nel 2023, degli investimenti a sostegno della ripresa dalla pandemia. Secondo il programma di stabilit&#224; 2023, si prevede che il rapporto debito pubblico/PIL salga leggermente al 39,7&#160;% alla fine del 2024. Sulla base delle misure politiche note alla data limite delle previsioni, le previsioni di primavera 2023 della Commissione prospettano un disavanzo pubblico del 2,7&#160;% del PIL per il 2024. Ci&#242; &#232; in linea con il disavanzo previsto nel programma di stabilit&#224; 2023. Le previsioni di primavera 2023 della Commissione prospettano un rapporto debito pubblico/PIL superiore, pari al 40,5&#160;% alla fine del 2024, dovuto principalmente al PIL nominale inferiore.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(23)</p></td><td><p>Il programma di stabilit&#224; 2023 prevede l'eliminazione graduale di tutte le misure di sostegno connesse all'energia nel 2024. Anche la Commissione presuppone la completa eliminazione graduale delle misure di sostegno connesse all'energia nel 2024. Ci&#242; si basa sul presupposto che non si registrino nuovi aumenti dei prezzi dell'energia.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(24)</p></td><td><p>Il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio richiede un miglioramento annuo del saldo strutturale di bilancio per conseguire l'obiettivo di bilancio a medio termine, avendo lo 0,5&#160;% del PIL come parametro di riferimento&#160;<a>(<span>14</span>)</a>. Alla luce delle considerazioni relative alla sostenibilit&#224; di bilancio e della necessit&#224; di ridurre il disavanzo al di sotto del valore di riferimento del 3&#160;% del PIL previsto dal trattato, secondo la Commissione sarebbe opportuno migliorare il saldo strutturale di almeno lo 0,5&#160;% del PIL per il 2024. Al fine di conseguire tale miglioramento, e conformemente alla metodologia della Commissione, la crescita della spesa primaria netta finanziata a livello nazionale&#160;<a>(<span>15</span>)</a> nel 2024 non dovrebbe superare il 3,0&#160;%, come indicato nella presente raccomandazione. Ci&#242; contribuir&#224; anche a ridurre l'inflazione di fondo, che &#232; ben al di sopra della media della zona euro e che, qualora persistesse, potrebbe causare perdite di competitivit&#224;. Allo stesso tempo &#232; opportuno eliminare gradualmente le restanti misure di sostegno connesse all'energia (attualmente stimate dalla Commissione all'1,0&#160;% del PIL nel 2023), se consentito dagli sviluppi del mercato dell'energia e partendo dalle misure meno mirate, e usare i relativi risparmi per ridurre il disavanzo pubblico. Secondo le stime della Commissione, ci&#242; determinerebbe una crescita della spesa primaria netta inferiore al tasso di crescita massimo raccomandato per il 2024. Inoltre, secondo le previsioni di primavera 2023 della Commissione la crescita della spesa primaria corrente netta finanziata a livello nazionale nel 2023 non &#232; in linea con la raccomandazione del Consiglio del 12&#160;luglio&#160;2022. Se questa previsione venisse confermata, una crescita inferiore della spesa primaria netta nel 2024 risulterebbe adeguata.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(25)</p></td><td><p>Nell'ipotesi di politiche invariate, le previsioni di primavera 2023 della Commissione prospettano una crescita della spesa primaria netta finanziata a livello nazionale pari all'1,3&#160;% nel 2024, ossia al di sotto del tasso di crescita raccomandato.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(26)</p></td><td><p>Il programma di stabilit&#224; 2023 prevede un aumento degli investimenti pubblici dal 5,5&#160;% del PIL nel 2023 al 6,1&#160;% del PIL nel 2024. Tale aumento riflette quello degli investimenti finanziati a livello nazionale e di quelli finanziati dall'Unione, anche attraverso il dispositivo.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(27)</p></td><td><p>Il programma di stabilit&#224; 2023 delinea un percorso di bilancio a medio termine fino al 2026. Secondo il programma di stabilit&#224; 2023, il disavanzo delle amministrazioni pubbliche scender&#224; al 2,2&#160;% del PIL nel 2025 e allo 0,7&#160;% entro il 2026. Si prevede pertanto che il disavanzo delle amministrazioni pubbliche scender&#224; al di sotto del 3&#160;% del PIL nel 2024, rimanendo al di sotto di questa soglia nel periodo di riferimento del programma. Sempre in base al programma di stabilit&#224; 2023, il rapporto debito pubblico/PIL dovrebbe diminuire passando dal 39,7&#160;% alla fine del 2024 al 38,9&#160;% entro la fine del 2026.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(28)</p></td><td><p>Il gettito fiscale della Lettonia in percentuale del PIL &#232; notevolmente inferiore alla media dell'Unione, il che limita l'erogazione di servizi pubblici, soprattutto per quanto riguarda l'assistenza sanitaria e la protezione sociale. Poich&#233; l'imposizione fiscale su capitali e immobili &#232; relativamente bassa rispetto alla media dell'Unione, vi &#232; un margine di manovra per incrementare il gettito fiscale. La Lettonia, inoltre, raccoglie entrate relativamente modeste dalla tassazione sul lavoro, nonostante aliquote fiscali piuttosto elevate. Ci&#242; suggerisce la necessit&#224; di proseguire gli sforzi volti a migliorare l'adempimento degli obblighi fiscali e a contrastare l'economia sommersa. Povert&#224; e disuguaglianza rimangono gravi, soprattutto a causa dell'esiguit&#224; della spesa a favore della protezione sociale. L'adeguatezza degli ammortizzatori sociali &#232; migliorata, ma il rischio di povert&#224; o esclusione sociale &#232; ancora alto, in particolare per i pi&#249; vulnerabili. Tale rischio in et&#224; avanzata &#232; il pi&#249; alto di tutta l'Unione (45,9&#160;% in Lettonia rispetto al 19,5&#160;% dell'Unione nel 2021) e resta altissimo per le persone con disabilit&#224; (41,2&#160;% in Lettonia rispetto al 29,7&#160;% dell'Unione nel 2021). L'accesso a servizi sociali di qualit&#224; e personalizzati in base alle esigenze rimane una sfida a causa della carenza di assistenti sociali e del cospicuo carico di lavoro che grava sulle loro spalle, nonch&#233; delle disparit&#224; tra un comune e l'altro. Il sistema di assistenza a lungo termine &#232; frammentato e si registrano progressi limitati nella transizione dall'assistenza in istituto all'assistenza domiciliare e sul territorio. L'adeguatezza e la disponibilit&#224; di alloggi sociali sono limitate a causa della carenza di finanziamenti a lungo termine. La spesa pubblica per l'assistenza sanitaria come quota del PIL &#232; modesta rispetto alla media dell'Unione e i documenti programmatici di bilancio a medio termine ne prevedono una diminuzione dal 5,6&#160;% del PIL nel 2022 al 3,6&#160;% nel 2026 secondo il programma di stabilit&#224; 2023. Questo dato, inoltre, &#232; sensibilmente inferiore al livello di finanziamenti pubblici necessario per l'assistenza sanitaria entro il&#160;2027, ossia il 6&#160;% del PIL, come indicato negli orientamenti di politica sanitaria pubblica della Lettonia 2021-2027. Anche se la diminuzione dipende principalmente dalla graduale cessazione delle misure di sostegno temporanee connesse alla COVID-19, mancano comunque piani per un finanziamento sostenibile dell'assistenza sanitaria. La Lettonia, infine, lamenta carenze di personale, soprattutto infermieristico, nel settore sanitario. Di conseguenza, l'accesso tempestivo e paritario all'assistenza sanitaria &#232; limitato.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(29)</p></td><td><p>Conformemente all'articolo 19, paragrafo 3, lettera b), del regolamento (UE) 2021/241 e all'allegato V, criterio 2.2, di tale regolamento, il piano per la ripresa e la resilienza comprende un'ampia gamma di riforme e investimenti che si rafforzano reciprocamente, da attuare entro il 2026. L'attuazione del piano per la ripresa e la resilienza della Lettonia &#232; a buon punto. La Lettonia ha presentato una richiesta di pagamento, corrispondente a 9 traguardi, per un'erogazione complessiva pari a 201 milioni di EUR. A causa di circostanze oggettive legate agli incrementi dei prezzi dell'energia e dei materiali da costruzione e a strozzature nella catena di approvvigionamento provocate dalla guerra di aggressione russa nei confronti dell'Ucraina, la Lettonia intende presentare modifiche al piano, nonch&#233; aggiungere un nuovo capitolo dedicato al piano REPowerEU volto ad accelerare la decarbonizzazione dell'economia e a ridurre la dipendenza dai combustibili fossili. La rapida inclusione del nuovo capitolo dedicato al piano REPowerEU nel piano per la ripresa e la resilienza consentir&#224; di finanziare ulteriori riforme e investimenti a sostegno degli obiettivi strategici della Lettonia in materia di energia e transizione verde. Per l'attuazione efficace del piano per la ripresa e la resilienza e di altre politiche economiche e occupazionali che vanno al di l&#224; di tale piano, per assicurare un'ampia titolarit&#224; dell'agenda politica generale rimane importante il coinvolgimento sistematico ed effettivo delle autorit&#224; locali e regionali, delle parti sociali e degli altri portatori di interessi pertinenti.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(30)</p></td><td><p>Nel 2022 la Commissione ha approvato tutti i documenti di programmazione della politica di coesione della Lettonia. Procedere alla rapida attuazione dei programmi della politica di coesione in complementarit&#224; e sinergia con il piano per la ripresa e la resilienza, compreso il capitolo dedicato al piano REPowerEU, &#232; fondamentale per realizzare le transizioni verde e digitale, accrescere la resilienza economica e sociale e conseguire uno sviluppo territoriale equilibrato in Lettonia.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(31)</p></td><td><p>Oltre alle sfide economiche e sociali affrontate dal piano per la ripresa e la resilienza e dai programmi della politica di coesione, la Lettonia si trova di fronte a sfide connesse all'accesso ai finanziamenti, all'energia e alla transizione verde.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(32)</p></td><td><p>Nel 2021 il flusso dei prestiti nel settore privato &#232; stato pari all'1&#160;% del PIL, valore considerevolmente inferiore al tasso di crescita dell'economia. Ne &#232; conseguita un'ulteriore riduzione del debito del settore privato, che &#232; tra i pi&#249; bassi dell'Unione. Questa debole crescita del credito rispecchia in qualche misura la debolezza della domanda, ma &#232; influenzata anche da una serie di problemi sul lato dell'offerta. Per le piccole e medie imprese &#232; stato particolarmente difficile ottenere prestiti, in parte a causa del loro maggiore rischio di credito, ma anche in conseguenza del costo elevato del credito e di una burocrazia onerosa. Inoltre, la scarsa liquidit&#224; degli attivi offerti in garanzia rende particolarmente difficile ottenere credito al di fuori della regione di Riga, il che costituisce un ostacolo significativo sia per i mutui ipotecari che per i prestiti alle imprese. Gli sforzi a livello politico si sono concentrati principalmente sul sostegno al prestito, combinandolo con sovvenzioni pubbliche. Tuttavia ci&#242; comporta un costo significativo per il bilancio pubblico e non rappresenta pertanto un modo sostenibile per stimolare l'erogazione di prestiti. L'allentamento dei vincoli all'offerta di credito richiede un miglioramento generale della trasparenza e della fiducia nel contesto imprenditoriale, compresa una riduzione delle dimensioni dell'economia sommersa. Inoltre, il miglioramento della procedura di insolvenza per ottenere un tasso elevato di ristrutturazione delle imprese, eventualmente associato a tassi pi&#249; alti di recupero dei prestiti, ridurrebbe i rischi percepiti dalle banche e stimolerebbe il prestito. Regimi mirati di prestito e garanzia potrebbero contribuire a ridurre i rischi di liquidit&#224; cui sono esposte le banche quando accettano garanzie su mercati relativamente illiquidi. I regimi di prestito pubblici per settori di investimento di importanza strategica, come la transizione verde e lo sviluppo regionale, potrebbero aumentare la concorrenza effettiva nel mercato bancario o colmare una carenza di mercato in cui il finanziamento bancario &#232; troppo costoso o non disponibile. Inoltre i regimi di garanzia e di prestito pubblici offrono un modo molto pi&#249; efficiente sotto il profilo dei costi per sostenere l'assunzione di prestiti privati rispetto ai regimi di sovvenzioni. Oltre agli ostacoli al finanziamento bancario, il mercato lettone delle fonti di finanziamento alternative &#232; poco sviluppato e ha il potenziale per migliorare l'accesso delle imprese ai finanziamenti.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(33)</p></td><td><p>La Lettonia si &#232; assicurata l'indipendenza dal gas russo in seguito a una decisione parlamentare che, nel luglio 2022, ha bloccato gli acquisti di gas naturale russo a partire dal 1<span>o</span> gennaio 2023. I fornitori nazionali di gas sono riusciti a reperire fonti alternative di gas naturale grazie alle importazioni di gas naturale liquefatto (GNL) dal terminale di GNL a Klaipeda, in Lituania, e dal nuovo terminale di GNL a Inkoo, in Finlandia. La situazione attuale ha dimostrato l'esigenza di accelerare la lenta entrata in funzione degli impianti di produzione di elettricit&#224; da fonti di energia rinnovabile. La Lettonia dispone di una delle quote di energia rinnovabile che, pur essendo rimasta immutata nel periodo dal 2020 al 2021, &#232; una delle pi&#249; elevate dell'Unione. Per il paese sarebbe utile accelerare gli sforzi per la diffusione dell'energia eolica e solare, che rappresenta la soluzione a lungo termine pi&#249; praticabile per incrementare la quota di energia rinnovabile. Nel suo piano per la ripresa e la resilienza la Lettonia ha gi&#224; inserito misure miranti a rimuovere gli ostacoli normativi alla diffusione dell'energia eolica onshore, ma potrebbe fare di pi&#249; per accelerare la diffusione dell'energia rinnovabile per la produzione di elettricit&#224;, il riscaldamento e il raffrescamento. Ci&#242; significherebbe ammodernare la rete elettrica, promuovere la produzione decentrata di elettricit&#224; da fonti rinnovabili, rendere flessibile il sistema elettrico (gestione della domanda e stoccaggio dell'energia), migliorare ulteriormente le procedure di rilascio delle autorizzazioni e istituire un quadro giuridico per le comunit&#224; energetiche introducendo anche incentivi per promuoverle. Il completamento della sincronizzazione della Lettonia con la rete elettrica dell'Unione aumenterebbe la capacit&#224; di trasmissione, consentendo di integrare nella rete una quota crescente di energie rinnovabili offshore e onshore. La rete elettrica lettone, come quella degli altri Stati membri baltici, rimane esposta poich&#233; sincronizzata con la rete elettrica BRELL (Bielorussia, Russia, Estonia, Lituania e Lettonia). La sincronizzazione regionale della rete elettrica con il resto dell'Unione sta compiendo progressi, ma dev'essere ancora portata a termine. A tale scopo &#232; necessario cooperare con l'Estonia e la Lituania. Nel periodo tra l'agosto 2022 e il marzo 2023 il consumo di gas naturale della Lettonia &#232; diminuito del 30&#160;% rispetto al consumo medio di gas registrato per lo stesso periodo nei cinque anni precedenti, superando l'obiettivo di riduzione del 15&#160;%. Il paese potrebbe continuare ad adoperarsi per ridurre temporaneamente la domanda di gas fino al 31 marzo 2024 in conformit&#224; del regolamento (UE)&#160;2022/1369 del Consiglio&#160;<a>(<span>16</span>)</a>.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(34)</p></td><td><p>La Lettonia dovrebbe intensificare gli sforzi per potenziare le misure di efficienza energetica volte a decarbonizzare il suo parco immobiliare, nonch&#233; i trasporti e l'industria, e introdurre nuove misure di finanziamento e sostegno per conseguire gli obiettivi della sua strategia di ristrutturazione a lungo termine.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(35)</p></td><td><p>La carenza di manodopera e di competenze nei settori e nelle professioni fondamentali per la transizione verde &#8212; compresi la produzione, la diffusione e la manutenzione delle tecnologie a zero emissioni nette &#8212; sta creando strozzature nella transizione a un'economia a zero emissioni nette. Sistemi di istruzione e formazione di qualit&#224; elevata che rispondano alle mutevoli esigenze del mercato del lavoro e misure mirate per la riqualificazione e il miglioramento del livello delle competenze sono cruciali per ridurre le carenze di competenze e promuovere l'inclusione lavorativa e la riallocazione della forza lavoro. Per sbloccare il potenziale inutilizzato dell'offerta di lavoro, tali misure devono essere accessibili, in particolare per le persone e nei settori e nelle regioni maggiormente interessati dalla transizione verde. Nel 2022 sono state segnalate carenze di manodopera per 25 professioni su 436 che richiedono competenze o conoscenze specifiche per la transizione verde, tra cui elettricisti e ingegneri meccanici. Le carenze di manodopera sono state indicate tra i fattori che hanno limitato la produzione nell'industria e nell'edilizia.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(36)</p></td><td><p>Alla luce della valutazione della Commissione, il Consiglio ha esaminato il programma di stabilit&#224; 2023 e il suo parere&#160;<a>(<span>17</span>)</a> trova riscontro nella raccomandazione di cui al punto 1.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(37)</p></td><td><p>Date le strette correlazioni tra le economie degli Stati membri della zona euro e il loro contributo collettivo al funzionamento dell'Unione economica e monetaria, il Consiglio ha raccomandato a tali Stati membri di prendere provvedimenti, anche tramite i piani per la ripresa e la resilienza, al fine di i) preservare la sostenibilit&#224; del debito e astenersi da un sostegno generalizzato alla domanda aggregata nel 2023, orientare in modo pi&#249; mirato le misure di bilancio adottate per attenuare l'impatto degli elevati prezzi dell'energia e riflettere su modalit&#224; adeguate per eliminare gradualmente il sostegno con il diminuire delle pressioni causate dai prezzi dell'energia; ii) mantenere un elevato livello di investimenti pubblici e promuovere investimenti privati a sostegno delle transizioni verde e digitale; iii) sostenere dinamiche salariali che attenuino la perdita di potere d'acquisto limitando nel contempo gli effetti di secondo impatto sull'inflazione, migliorare ulteriormente le politiche attive del mercato del lavoro e colmare le carenze di competenze; iv) migliorare il contesto imprenditoriale e garantire che il sostegno per l'energia destinato alle imprese sia efficace sotto il profilo dei costi, temporaneo e mirato alle imprese economicamente sostenibili e che siano mantenuti incentivi per la transizione verde; e v) preservare la stabilit&#224; macrofinanziaria e monitorare i rischi, continuando nel contempo a lavorare al completamento dell'Unione bancaria. Per la Lettonia le raccomandazioni di cui ai punti 1, 2, 3 e 4 contribuiscono all'attuazione della prima, della seconda, della terza e della quarta raccomandazione di cui alla raccomandazione del 2023 sulla zona euro,</p></td></tr></tbody></table>
RACCOMANDA alla Lettonia di prendere provvedimenti nel 2023 e nel 2024 al fine di:
1. Eliminare gradualmente le vigenti misure di sostegno di emergenza connesse all'energia, usando i relativi risparmi per ridurre il disavanzo pubblico, quanto prima nel 2023 e nel 2024; qualora nuovi aumenti dei prezzi dell'energia dovessero richiedere nuove misure di sostegno o il proseguimento di quelle esistenti, provvedere a che tali misure di sostegno mirino a tutelare le famiglie e le imprese vulnerabili, siano sostenibili a livello di bilancio e preservino gli incentivi al risparmio energetico;
Assicurare una politica di bilancio prudente, in particolare limitando a non più del 3,0 % l'aumento nominale della spesa primaria netta finanziata a livello nazionale nel 2024 ( 18 ) ;
Preservare gli investimenti pubblici finanziati a livello nazionale e provvedere all'assorbimento efficace delle sovvenzioni del dispositivo e di altri fondi dell'Unione, in particolare per promuovere le transizioni verde e digitale;
Per il periodo successivo al 2024, continuare a perseguire una strategia di bilancio a medio termine di risanamento graduale e sostenibile, combinata con investimenti e riforme atti ad aumentare la crescita sostenibile, al fine di conseguire una posizione di bilancio prudente a medio termine;
Ampliare la tassazione, anche per quanto riguarda i capitali e gli immobili, e rafforzare l'adeguatezza dell'assistenza sanitaria e della protezione sociale;
2. Proseguire l'attuazione costante del piano per la ripresa e la resilienza e perfezionare celermente il capitolo dedicato al piano REPowerEU al fine di avviarne rapidamente l'attuazione; procedere alla rapida attuazione dei programmi della politica di coesione in stretta complementarità e sinergia con il piano per la ripresa e la resilienza;
3. Migliorare l'accesso ai finanziamenti per le piccole e medie imprese attraverso regimi di prestito e di garanzia pubblici volti ad agevolare gli investimenti di importanza strategica, in particolare nei settori della transizione verde e dello sviluppo regionale;
4. Ridurre la dipendenza complessiva dai combustibili fossili accelerando la diffusione delle energie rinnovabili, in particolare l'energia eolica onshore e offshore e l'energia solare, e potenziando le misure di efficienza energetica, ad esempio tramite nuove misure di finanziamento e sostegno, al fine di conseguire gli obiettivi della strategia di ristrutturazione a lungo termine; garantire una sufficiente capacità di interconnessione ai fini di un incremento della sicurezza dell'approvvigionamento e continuare la sincronizzazione con la rete elettrica dell'Unione; intensificare le iniziative a livello politico a favore dell'offerta e dell'acquisizione delle abilità e competenze necessarie per la transizione verde.
Fatto a Bruxelles, il 14 luglio 2023
Per il Consiglio
La presidente
N. CALVIÑO SANTAMARÍA
( 1 ) GU L 209 del 2.8.1997, pag. 1 .
( 2 ) GU L 306 del 23.11.2011, pag. 25 .
( 3 ) Regolamento (UE) 2021/241 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 febbraio 2021, che istituisce il dispositivo per la ripresa e la resilienza ( GU L 57 del 18.2.2021, pag. 17 ).
( 4 ) Raccomandazione del Consiglio, del 16 maggio 2023, sulla politica economica della zona euro ( GU C 180 del 23.5.2023, pag. 1 ).
( 5 ) Regolamento (UE) 2023/435 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 febbraio 2023, che modifica il regolamento (UE) 2021/241 per quanto riguarda l'inserimento di capitoli dedicati al piano REPowerEU nei piani per la ripresa e la resilienza e che modifica i regolamenti (UE) n. 1303/2013, (UE) 2021/1060 e (UE) 2021/1755, e la direttiva 2003/87/CE ( GU L 63 del 28.2.2023, pag. 1 ).
( 6 ) ST 10157/2021 INIT; ST 10157/2021 ADD 1; ST 10157/2021 ADD 1 COR 1.
( 7 ) Raccomandazione del Consiglio, del 18 giugno 2021, che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità 2021 della Lettonia ( GU C 304 del 29.7.2021, pag. 63 ).
( 8 ) L'orientamento della politica di bilancio è misurato come la variazione, rispetto alla crescita potenziale a medio termine, della spesa primaria (al netto delle misure discrezionali sul lato delle entrate), escluse le misure temporanee di emergenza connesse alla crisi della COVID-19, ma compresa la spesa finanziata dal sostegno non rimborsabile (sovvenzioni) del dispositivo e altri fondi dell'Unione. Per maggiori dettagli cfr. il riquadro 1 nelle tabelle statistiche di bilancio.
( 9 ) Questo contributo restrittivo è causato in particolare dalla contrazione della spesa per progetti di investimento cofinanziati dai fondi dell'Unione, che ha inciso anche sull'andamento dei cofinanziamenti nazionali (in particolare, a livello di amministrazioni locali), nonché dal trasferimento di materiale militare all'Ucraina, che è registrato come formazione lorda di capitale fisso negativa compensata da un trasferimento di capitale.
Contestualmente, altre spese in conto capitale finanziate a livello nazionale hanno invece fornito un contributo espansivo pari a 1,7 punti percentuali del PIL. L'aumento delle altre spese in conto capitale è largamente imputabile a due fattori: la creazione di riserve di gas naturale per la sicurezza dell'approvvigionamento energetico nazionale e il trasferimento di materiale militare all'Ucraina.
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( 10 ) Tale cifra rappresenta il livello del costo annuale di bilancio delle misure, comprese le entrate e le spese correnti e, se del caso, le misure di spesa in conto capitale.
( 11 ) Raccomandazione del Consiglio, del 12 luglio 2022, sul programma nazionale di riforma 2022 della Lettonia e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità 2022 della Lettonia ( GU C 334 dell'1.9.2022, pag. 112 ).
( 12 ) Stando alle previsioni di primavera 2023 della Commissione, la crescita del prodotto potenziale a medio termine (media su 10 anni) della Lettonia, utilizzata per misurare l'orientamento della politica di bilancio, è stimata all'11,5 % in termini nominali.
( 13 ) Altre spese in conto capitale finanziate a livello nazionale apporteranno, secondo le previsioni, un contributo restrittivo pari a 1,7 punti percentuali di PIL, giacché le previsioni della Commissione per il 2023 non contemplano la creazione di riserve di gas naturale per la sicurezza dell'approvvigionamento energetico e l'assistenza militare all'Ucraina.
( 14 ) L'articolo 5 del regolamento (CE) n. 1466/97 impone anche un aggiustamento superiore allo 0,5 % del PIL per gli Stati membri con un debito pubblico superiore al 60 % del PIL o che presentano rischi più considerevoli in termini di sostenibilità del debito.
( 15 ) Si definisce spesa primaria netta la spesa finanziata a livello nazionale al netto delle misure discrezionali sul lato delle entrate, ad esclusione della spesa per interessi e della spesa ciclica per la disoccupazione.
( 16 ) Regolamento (UE) 2022/1369 del Consiglio, del 5 agosto 2022, relativo a misure coordinate di riduzione della domanda di gas ( GU L 206 dell'8.8.2022, pag. 1 ).
( 17 ) A norma dell'articolo 5, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1466/97.
( 18 ) Il che, secondo le stime, corrisponde a un miglioramento annuo del saldo strutturale di bilancio pari almeno allo 0,5 % del PIL per il 2024, come descritto nel considerando 24.
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