Document ID: 32018D0923
Language: ITA

<table><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>29.6.2018&#160;&#160;&#160;</p></td><td><p>IT</p></td><td><p>Gazzetta ufficiale dell'Unione europea</p></td><td><p>L 164/42</p></td></tr></tbody></table>
DECISIONE (UE) 2018/923 DEL CONSIGLIO
del 22 giugno 2018
che stabilisce che la Romania non ha dato seguito effettivo alla raccomandazione del Consiglio del 5 dicembre 2017
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,
visto il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, per il rafforzamento della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle politiche economiche ( 1 ) in particolare l'articolo 10, paragrafo 2, quarto comma,
vista la raccomandazione della Commissione europea,
considerando quanto segue:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(1)</p></td><td><p>Il 16&#160;giugno 2017 il Consiglio ha deciso, a norma dell'articolo 121, paragrafo 4, del trattato che per la Romania si rilevava una deviazione significativa rispetto al percorso di aggiustamento verso l'obiettivo di bilancio a medio termine. Alla luce della deviazione significativa riscontrata, il 16&#160;giugno 2017 il Consiglio ha rivolto una raccomandazione&#160;<a>(<span>2</span>)</a> alla Romania, invitandola ad adottare le misure necessarie per garantire che il tasso di crescita nominale della spesa pubblica primaria netta&#160;<a>(<span>3</span>)</a> non superasse il 3,3&#160;% nel 2017, corrispondente a un aggiustamento strutturale annuo dello 0,5&#160;% del PIL.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(2)</p></td><td><p>Il 5&#160;dicembre 2017 il Consiglio ha concluso&#160;<a>(<span>4</span>)</a> che la Romania non aveva dato seguito effettivo alla raccomandazione del Consiglio del 16&#160;giugno 2017. Su tali basi, il 5&#160;dicembre 2017 il Consiglio ha rivolto una raccomandazione riveduta&#160;<a>(<span>5</span>)</a> alla Romania, invitandola ad adottare le misure necessarie per garantire che il tasso di crescita nominale della spesa pubblica primaria netta non superasse il 3,3&#160;% nel 2018, corrispondente a un aggiustamento strutturale annuo dello 0,8&#160;% del PIL. Il Consiglio ha inoltre raccomandato alla Romania di destinare eventuali entrate straordinarie alla riduzione del disavanzo, mentre le misure di risanamento del bilancio avrebbero dovuto garantire un miglioramento duraturo del saldo strutturale pubblico con modalit&#224; favorevoli alla crescita. Il Consiglio ha fissato il 15&#160;aprile 2018 come termine entro il quale la Romania avrebbe dovuto riferire sul seguito dato alla raccomandazione.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(3)</p></td><td><p>Il 10 e l'11&#160;aprile 2018 la Commissione ha effettuato una missione di sorveglianza rafforzata in Romania a fini di controllo in loco, ai sensi dell'articolo -11, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1466/97. Dopo aver trasmesso le conclusioni provvisorie alle autorit&#224; rumene perch&#233; potessero formulare osservazioni in merito, il 23&#160;maggio 2018 la Commissione ha comunicato le proprie conclusioni al Consiglio.&#160;Tali conclusioni sono poi state rese pubbliche. La relazione della Commissione rileva che le autorit&#224; rumene non intendono agire secondo la raccomandazione del Consiglio del 5&#160;dicembre 2017. Le autorit&#224; hanno confermato alla missione che l'obiettivo per il 2018 rimane un disavanzo nominale appena al di sotto del 3&#160;% del PIL. Dato il divario positivo e in crescita tra prodotto effettivo e prodotto potenziale, questo indica un ulteriore peggioramento del disavanzo strutturale sottostante, in contrasto con la raccomandazione del Consiglio, e rispecchia una politica di bilancio palesemente espansionistica.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(4)</p></td><td><p>Il 20&#160;aprile 2018, dopo la scadenza del termine fissato dal Consiglio, le autorit&#224; rumene hanno presentato una relazione sul seguito dato alla raccomandazione del Consiglio del 5&#160;dicembre 2017. Nella relazione le autorit&#224; hanno ribadito che l'obiettivo per il 2018 rimane un disavanzo nominale appena al di sotto del 3&#160;% del PIL. L'impatto di bilancio delle misure comunicate &#232; decisamente al di sotto del livello fissato nella raccomandazione del Consiglio.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(5)</p></td><td><p>Secondo le previsioni di primavera 2018 della Commissione, la crescita della spesa pubblica primaria netta sar&#224; pari al 10,4&#160;%, ben oltre il parametro di riferimento per la spesa del 3,3&#160;%. Nel 2018 il saldo strutturale dovrebbe peggiorare dello 0,4&#160;% del PIL, raggiungendo un disavanzo del 3,8&#160;% del PIL. Tale situazione &#232; l'opposto del miglioramento strutturale dello 0,8&#160;% del PIL raccomandato per il 2017. Entrambi i pilastri indicano quindi una deviazione con ampio margine rispetto al percorso di aggiustamento raccomandato.&#160;Il parametro di riferimento per la spesa indica una deviazione del 2,0&#160;% del PIL. Il saldo strutturale conferma questa interpretazione, ma indica una deviazione relativamente meno pronunciata pari all'1,2&#160;% del PIL. L'entit&#224; della deviazione indicata dal saldo strutturale &#232; influenzata negativamente da una stima sottostante di crescita del PIL potenziale pi&#249; elevata rispetto alla media a medio termine su cui si basa il parametro di riferimento per la spesa. In base a quanto precede, la valutazione complessiva conferma una deviazione con ampio margine dall'aggiustamento raccomandato.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(6)</p></td><td><p>Il deterioramento rispetto al 2017 &#232; dovuto in larga misura ad aumenti della spesa per le retribuzioni dei dipendenti pubblici, disposti per legge nell'estate 2017 ed entrati in vigore nel gennaio 2018. In seguito alle previsioni della Commissione dell'autunno 2017, su cui si &#232; basata la raccomandazione del Consiglio del 5&#160;dicembre 2017, le autorit&#224; rumene hanno parzialmente annullato la precedente riforma del sistema pensionistico riducendo la percentuale dei contributi sociali trasferita al secondo pilastro pensionistico a partire dal 2018. Questa riduzione &#232; destinata ad avere un effetto positivo a breve termine sulle entrate pubbliche e, di conseguenza, sul saldo delle amministrazioni pubbliche. Nel lungo periodo, tuttavia, questa plusvalenza di bilancio &#232; destinata a svanire, poich&#233; al dirottamento dei contributi sociali dal secondo pilastro si affiancher&#224; l'obbligo di pagare le pensioni di vecchiaia in futuro.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(7)</p></td><td><p>Le considerazioni che precedono consentono di concludere che le misure adottate dalla Romania in risposta alla raccomandazione del Consiglio del 5&#160;dicembre 2017 non sono state sufficienti. Lo sforzo di bilancio &#232; ben inferiore all'aggiustamento strutturale annuo dello 0,8&#160;% del PIL per il 2018, che corrisponde a un tasso di crescita nominale della spesa pubblica primaria netta non superiore al 3,3&#160;% nel 2018,</p></td></tr></tbody></table>
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
La Romania non ha dato seguito effettivo alla raccomandazione del Consiglio del 5 dicembre 2017.
Articolo 2
La Romania è destinataria della presente decisione.
Fatto a Lussemburgo, il 22 giugno 2018
Per il Consiglio
Il presidente
V. GORANOV
<note>
( 1 ) GU L 209 del 2.8.1997, pag. 1 .
( 2 ) Raccomandazione del Consiglio, del 16 giugno 2017, al fine di correggere la deviazione significativa rilevata rispetto al percorso di aggiustamento verso l'obiettivo di bilancio a medio termine della Romania ( GU C 216 del 6.7.2017, pag. 1 ).
( 3 ) La spesa pubblica netta è costituita dalla spesa pubblica complessiva al netto della spesa per interessi, della spesa relativa a programmi dell'Unione interamente finanziata con fondi dell'Unione e delle modifiche non discrezionali nella spesa per le indennità di disoccupazione. Gli investimenti fissi lordi finanziati a livello nazionale sono scaglionati su un periodo di 4 anni. Sono comprese le misure discrezionali in materia di entrate o l'aumento discrezionale delle entrate obbligatori per legge, mentre sono escluse le misure una tantum per quanto riguarda sia le entrate che la spesa.
( 4 ) Decisione (UE) 2017/2389 del Consiglio, del 5 dicembre 2017, che stabilisce che la Romania non ha dato seguito effettivo alla raccomandazione del Consiglio del 16 giugno 2017 ( GU L 340 del 20.12.2017, pag. 49 ).
( 5 ) Raccomandazione del Consiglio, del 5 dicembre 2017, volta alla correzione della deviazione significativa rilevata rispetto al percorso di aggiustamento verso l'obiettivo di bilancio a medio termine in Romania ( GU C 439 del 20.12.2017, pag. 1 ).
</note>