Document ID: 32021D0595
Language: ITA

<table><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>13.4.2021&#160;&#160;&#160;</p></td><td><p>IT</p></td><td><p>Gazzetta ufficiale dell&#8217;Unione europea</p></td><td><p>L 125/58</p></td></tr></tbody></table>
DECISIONE (PESC) 2021/595 DEL CONSIGLIO
dell’12 aprile 2021
che modifica la decisione 2011/235/PESC concernente misure restrittive nei confronti di determinate persone ed entità in considerazione della situazione in Iran
IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sull’Unione europea, in particolare l’articolo 29,
vista la proposta dell’alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza,
considerando quanto segue:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(1)</p></td><td><p>Il 12&#160;aprile 2011 il Consiglio ha adottato la decisione 2011/235/PESC&#160;<a>(<span>1</span>)</a>.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(2)</p></td><td><p>In base a un riesame della decisione 2011/235/PESC, il Consiglio ritiene che sia opportuno prorogare le misure restrittive ivi previste fino al 13&#160;aprile&#160;2022.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(3)</p></td><td><p>Una persona designata nell&#8217;allegato della decisione 2011/235/PESC &#232; deceduta e la relativa voce dovrebbe essere cancellata da tale allegato. Il Consiglio ha inoltre concluso che &#232; opportuno aggiornare le voci riguardanti 34 persone e un&#8217;entit&#224; figuranti nell&#8217;allegato della decisione&#160;2011/235/PESC.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(4)</p></td><td><p>&#200; opportuno pertanto modificare di conseguenza la decisione 2011/235/PESC,</p></td></tr></tbody></table>
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
La decisione 2011/235/PESC è così modificata:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>1)</p></td><td><p>all&#8217;articolo&#160;6, il paragrafo 2 &#232; sostituito dal seguente:</p><div><p>&#171;2.&#160;&#160;&#160;La presente decisione si applica fino al 13&#160;aprile 2022. Essa &#232; costantemente riesaminata. &#200; prorogata o modificata, se del caso, qualora il Consiglio ritenga che i suoi obiettivi non siano stati raggiunti.&#187;;</p></div></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>2)</p></td><td><p>l&#8217;allegato &#232; modificato come indicato nell&#8217;allegato della presente decisione.</p></td></tr></tbody></table>
Articolo 2
La presente decisione entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea .
Fatto a Bruxelles, l’12 aprile 2021
Per il Consiglio
Il presidente
A. P. ZACARIAS
( 1 ) Decisione 2011/235/PESC del Consiglio, del 12 aprile 2011, concernente misure restrittive nei confronti di determinate persone ed entità in considerazione della situazione in Iran ( GU L 100 del 14.4.2011, pag. 51 ).
ALLEGATO
L’allegato della decisione 2011/235/PESC («Elenco delle persone e delle entità di cui agli articoli 1 e 2») è così modificato:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>1)</p></td><td><p>la voce n.&#160;16, relativa a HADDAD Hassan (alias Hassan ZAREH DEHNAVI), nell&#8217;elenco intitolato &#171;Persone&#187; &#232; cancellata;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>2)</p></td><td><p>le voci relative alle 34&#160;persone e a un&#8217;entit&#224; indicate in appresso sono sostituite dalle seguenti:</p><p>Persone</p><table><col/><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#160;</p></td><td><p>Nome</p></td><td><p>Informazioni identificative</p></td><td><p>Motivi</p></td><td><p>Data di inserimento nell&#8217;elenco</p></td></tr><tr><td><p>&#171;1.</p></td><td><p>AHMADI- MOQADDAM Esmail</p></td><td><p>Luogo di nascita: Teheran (Iran)</p><p>Data di nascita: 1961</p><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Ex consigliere di alto livello per la sicurezza presso il capo di Stato maggiore delle forze armate. Capo della polizia nazionale iraniana dal 2005 fino all&#8217;inizio del 2015. Inoltre, capo della polizia Criminalit&#224; informatica iraniana (in elenco) dal gennaio 2011 fino all&#8217;inizio del 2015. Le forze sotto il suo comando hanno condotto brutali attacchi contro pacifiche manifestazioni di protesta e un violento assalto alla Casa dello studente dell&#8217;Universit&#224; di Teheran nella notte del 15&#160;giugno&#160;2009. Ex capo del quartier generale iraniano a sostegno del popolo yemenita.</p></td><td><p>12.4.2011</p></td></tr><tr><td><p>4.</p></td><td><p>FAZLI Ali</p></td><td><p>Sesso: maschile</p><p>Titolo: generale di brigata</p></td><td><p>Ex capo del collegio militare Imam Hossein (dal 2018 al giugno&#160;2020). Ex vice comandante delle forze Basij (2009-2018), capo del corpo Seyyed al-Shohada dell&#8217;IRGC nella provincia di Teheran (fino al febbraio 2010). Il corpo Seyyed al-Shohada &#232; incaricato della sicurezza nella provincia di Teheran e ha svolto un ruolo chiave nella brutale repressione dei manifestanti del 2009.</p></td><td><p>12.4.2011</p></td></tr><tr><td><p>8.</p></td><td><p>MOTLAGH Bahram Hosseini</p></td><td><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Membro del personale docente dell&#8217;Universit&#224; Imam Hossein (Guardiani della rivoluzione). Ex capo dell&#8217;accademia di comando e stato maggiore dell&#8217;esercito (DAFOOS). Ex capo del corpo Seyyed al-Shohada dell&#8217;IRGC nella provincia di Teheran. Il corpo Seyyed al-Shohada ha svolto un ruolo chiave nell&#8217;organizzare la repressione delle manifestazioni di protesta nel 2009.</p></td><td><p>12.4.2011</p></td></tr><tr><td><p>11.</p></td><td><p>RAJABZADEH Azizollah</p></td><td><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Comandante del quartier generale dell&#8217;ordine urbano dal 2014. Ex capo dell&#8217;Organizzazione di Teheran per l&#8217;attenuazione degli effetti delle catastrofi (2010-2013). In qualit&#224; di capo della polizia di Teheran fino al gennaio 2010, si &#232; reso responsabile di attacchi violenti da parte delle forze di polizia contro manifestanti e studenti. In qualit&#224; di comandante delle forze dell&#8217;ordine nella Grande Teheran, era l&#8217;esponente di grado pi&#249; elevato accusato nei casi di abusi perpetrati nel carcere di Kahrizak nel dicembre 2009.</p></td><td><p>12.4.2011</p></td></tr><tr><td><p>15.</p></td><td><p>DORRI-NADJAFABADI Ghorban-Ali</p></td><td><p>Luogo di nascita: Najafabad (Iran)</p><p>Data di nascita: 3.12.1950</p><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Membro dell&#8217;Assemblea di esperti e rappresentante della Guida suprema nella provincia Markazi (&#8220;Centrale&#8221;) nonch&#233; capo della Corte suprema amministrativa. Procuratore generale dell&#8217;Iran fino al settembre 2009 nonch&#233; ex ministro dell&#8217;intelligence sotto la presidenza Khatami. In qualit&#224; di procuratore generale dell&#8217;Iran, ha ordinato e sovrinteso ai processi farsa seguiti alle prime manifestazioni di protesta post-elettorali, in cui agli imputati sono stati negati i diritti e l&#8217;accesso all&#8217;assistenza legale.</p></td><td><p>12.4.2011</p></td></tr><tr><td><p>19.</p></td><td><p>JAFARI- DOLATABADI Abbas</p></td><td><p>Luogo di nascita: Yazd (Iran)</p><p>Data di nascita: 1953</p><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Consulente presso il tribunale disciplinare supremo per i giudici dal 29&#160;aprile 2019. Ex procuratore generale di Teheran (agosto 2009-aprile 2019). La procura di Dolatabadi ha incriminato un numero elevato di manifestanti, compresi partecipanti alle manifestazioni di protesta della giornata di Ashura nel dicembre 2009. Ha ordinato la chiusura della procura di Karroubi nel settembre 2009 e l&#8217;arresto di diversi esponenti politici riformisti e ha messo al bando due partiti politici riformisti nel giugno&#160;2010. La sua procura ha incriminato i manifestanti con &#8220;Muharebeh&#8221; o &#8220;Ribellione contro Dio&#8221;, che comporta la pena di morte, e negato il giusto processo alle persone esposte alla pena di morte. La sua procura ha inoltre perseguitato e arrestato riformisti, attivisti per i diritti umani ed esponenti dei media nell&#8217;ambito di una vasta repressione dell&#8217;opposizione politica.</p><p>Nell&#8217;ottobre 2018&#160;ha annunciato ai media che quattro attivisti ambientali iraniani detenuti sarebbero stati accusati di &#8220;seminare corruzione sulla terra&#8221;, un&#8217;accusa che comporta la condanna a morte.</p></td><td><p>12.4.2011</p></td></tr><tr><td><p>21.</p></td><td><p>MOHSENI-EJEI Gholam-Hossein</p></td><td><p>Luogo di nascita: Ejiyeh (Iran)</p><p>Data di nascita: all&#8217;incirca 1956</p><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Membro del Consiglio per la determinazione delle scelte. Procuratore generale dell&#8217;Iran dal settembre 2009 al 2014. In precedenza, vicecapo e portavoce della magistratura. Ex ministro dell&#8217;intelligence durante le elezioni del 2009. Mentre era ministro dell&#8217;intelligence durante le elezioni del 2009, agenti dell&#8217;intelligence sotto il suo comando si sono resi responsabili della detenzione e tortura, nonch&#233; dell&#8217;estorsione di confessioni false a mezzo di pressioni, di centinaia di attivisti, giornalisti, dissidenti ed esponenti politici riformisti. Inoltre, personalit&#224; politiche sono state costrette a rilasciare confessioni false durante interrogatori insopportabili, che hanno incluso torture, maltrattamenti, ricatti e minacce ai familiari.</p></td><td><p>12.4.2011</p></td></tr><tr><td><p>22.</p></td><td><p>MORTAZAVI Said</p></td><td><p>Luogo di nascita: Meybod, Yazd (Iran)</p><p>Data di nascita: 1967</p><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Capo del sistema di welfare dal 2011 al 2013. Procuratore generale di Teheran fino all&#8217;agosto 2009. In qualit&#224; di procuratore generale di Teheran, ha emesso un ordine generale di detenzione di centinaia di attivisti, giornalisti e studenti. Nel gennaio 2010 un&#8217;inchiesta parlamentare lo ha ritenuto direttamente responsabile della detenzione di tre prigionieri che in seguito sono morti in prigione. &#200; stato sospeso dall&#8217;incarico nell&#8217;agosto 2010 a seguito di un&#8217;indagine della magistratura iraniana sul suo ruolo nella morte dei tre detenuti su suo ordine dopo le elezioni.</p><p>Nel novembre 2014 il suo ruolo nella morte di detenuti &#232; stato ufficialmente riconosciuto dalle autorit&#224; iraniane. Il 19&#160;agosto 2015 un tribunale iraniano lo ha assolto da accuse legate alla tortura e alla morte di tre giovani avvenute presso il carcere di Kahrizak nel 2009. Condannato a una pena detentiva nel 2017 e rilasciato nel settembre 2019.</p></td><td><p>12.4.2011</p></td></tr><tr><td><p>27.</p></td><td><p>ZARGAR Ahmad</p></td><td><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Giudice della Corte suprema e capo del Tribunale rivoluzionario di Teheran. Capo dell&#8217;&#8220;Organizzazione per la salvaguardia della moralit&#224;&#8221;. Ex giudice presso la 2<span>a</span> sezione della Corte speciale per la lotta alla corruzione economica. Ex giudice, Sezione&#160;36 della Corte di appello di Teheran.</p><p>Ha confermato le condanne a lunghe pene detentive e le sentenze capitali contro i manifestanti.</p></td><td><p>12.4.2011</p></td></tr><tr><td><p>33.</p></td><td><p>ABBASZADEH-MESHKINI Mahmoud</p></td><td><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Membro del parlamento dal febbraio 2020. Ex consigliere presso l&#8217;Alto Consiglio per i diritti umani dell&#8217;Iran (fino al 2019). Ex segretario dell&#8217;Alto Consiglio per i diritti umani. Ex governatore della provincia di Ilam. Ex direttore politico del ministero dell&#8217;interno. In qualit&#224; di presidente del Comitato dell&#8217;articolo&#160;10 della legge sulle attivit&#224; dei partiti e dei gruppi politici, era incaricato dell&#8217;autorizzazione delle manifestazioni e di altri eventi pubblici nonch&#233; della registrazione dei partiti politici.</p><p>Nel 2010 ha sospeso le attivit&#224; di due partiti politici riformisti collegati a Mousavi: il Fronte di partecipazione dell&#8217;Iran islamico e l&#8217;Organizzazione dei Mujahidin della rivoluzione islamica. Dal 2009 in poi ha costantemente e continuamente vietato tutte le riunioni non governative, negando in tal modo il diritto costituzionale alla protesta e causando l&#8217;arresto di molti manifestanti pacifici in violazione del diritto di riunione.</p><p>Nel 2009 ha inoltre negato all&#8217;opposizione l&#8217;autorizzazione a svolgere una cerimonia commemorativa in onore delle vittime delle proteste relative alle elezioni presidenziali.</p></td><td><p>10.10.2011</p></td></tr><tr><td><p>34.</p></td><td><p>AKBARSHAHI Ali-Reza</p></td><td><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Ex direttore generale del quartier generale iraniano di controllo degli stupefacenti (alias quartier generale di lotta alla droga). Ex comandante della polizia di Teheran. Sotto il suo comando, la forza di polizia si &#232; resa responsabile di violenze sommarie sugli imputati durante l&#8217;arresto e la custodia cautelare. La polizia di Teheran ha partecipato anche alle irruzioni nella Casa dello studente dell&#8217;Universit&#224; di Teheran del giugno&#160;2009, in occasione delle quali, secondo una commissione del Majlis iraniano, la polizia e le forze Basij hanno ferito oltre 100 studenti. Fino al 2018 capo della polizia ferroviaria.</p></td><td><p>10.10.2011</p></td></tr><tr><td><p>36.</p></td><td><p>AVAEE Seyyed Ali-Reza (alias AVAEE Seyyed Alireza, AVAIE Alireza)</p></td><td><p>Luogo di nascita: Dezful (Iran)</p><p>Data di nascita: 20.5.1956</p><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Ministro della giustizia. Ex direttore dell&#8217;ufficio per le indagini speciali. Viceministro dell&#8217;interno e responsabile del registro pubblico fino al luglio 2016. Consulente presso il tribunale disciplinare per i giudici a partire dall&#8217;aprile 2014. Ex presidente della magistratura di Teheran. In tale veste si &#232; reso responsabile di violazioni dei diritti umani, arresti arbitrari, negazione dei diritti dei detenuti e un elevato numero di esecuzioni.</p></td><td><p>10.10.2011</p></td></tr><tr><td><p>39.</p></td><td><p>GANJI Mostafa Barzegar</p></td><td><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Direttore generale dell&#8217;ispezione, della supervisione e della valutazione delle prestazioni degli organi giurisdizionali dal giugno&#160;2020. Ex procuratore generale di Qom (2008-2017) ed ex capo della direzione generale delle carceri. Si &#232; reso responsabile della detenzione arbitraria e del maltrattamento di decine di autori di reati a Qom. &#200; stato complice di una grave violazione del diritto al giusto processo, contribuendo all&#8217;uso eccessivo e crescente della pena capitale e a un brusco aumento delle esecuzioni nel 2009-2010.</p></td><td><p>10.10.2011</p></td></tr><tr><td><p>40.</p></td><td><p>HABIBI Mohammad Reza</p></td><td><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Giudice capo di Esfahan. Ex procuratore generale di Esfahan. Ex capo dell&#8217;ufficio del ministero della giustizia a Yazd. Ex viceprocuratore di Esfahan. Complice delle condotte volte a negare agli imputati un processo equo&#160;&#8212; come nel caso di Abdollah Fathi, giustiziato nel maggio 2011 dopo che nel processo del marzo 2010 Habibi aveva ignorato il suo diritto a essere ascoltato e i suoi problemi di salute mentale. Si &#232; reso pertanto complice di una grave violazione del diritto al giusto processo, contribuendo a un brusco aumento delle esecuzioni nel 2011.</p></td><td><p>10.10.2011</p></td></tr><tr><td><p>41.</p></td><td><p>HEJAZI Mohammad</p></td><td><p>Luogo di nascita: Esfahan (Iran)</p><p>Data di nascita: 1956</p><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Vicecomandante della forza Quds dell&#8217;IRGC dal 2020, a seguito della riorganizzazione della sua catena di comando avvenuta dopo l&#8217;uccisione del generale Qasem Soleimani. In qualit&#224; di generale dell&#8217;IRGC ha svolto un ruolo chiave nelle attivit&#224; di intimidazione e minaccia contro i &#8220;nemici&#8221; dell&#8217;Iran. Ex capo del corpo Sarollah dell&#8217;IRGC a Teheran ed ex capo delle forze Basij, ha svolto un ruolo chiave nella repressione post-elettorale di manifestanti nel 2009.</p></td><td><p>10.10.2011</p></td></tr><tr><td><p>44.</p></td><td><p>JAZAYERI Massoud</p></td><td><p>Sesso: maschile</p><p>Titolo: generale di brigata</p></td><td><p>Consigliere culturale del capo dello stato maggiore congiunto delle forze armate dell&#8217;Iran dall&#8217;aprile 2018. Nello stato maggiore interforze delle forze armate iraniane, il generale di brigata Massoud Jazayeri &#232; stato vicecapo di stato maggiore per gli affari culturali e dei media (QG Pubblicit&#224; della difesa dello Stato). Ha collaborato attivamente alla repressione delle manifestazioni di protesta nel 2009 in qualit&#224; di vicecapo di stato maggiore. Ha annunciato, in un&#8217;intervista a Kayhan, che molti manifestanti all&#8217;interno e all&#8217;esterno dell&#8217;Iran erano stati identificati e che a loro si sarebbe provveduto a tempo debito.</p><p>Ha espressamente invitato alla repressione dei media stranieri e dell&#8217;opposizione iraniana. Nel 2010&#160;ha chiesto al governo di varare leggi pi&#249; severe contro gli iraniani che collaborano con i media stranieri.</p></td><td><p>10.10.2011</p></td></tr><tr><td><p>45.</p></td><td><p>JOKAR Mohammad Saleh</p></td><td><p>Luogo di nascita: Yazd (Iran)</p><p>Data di nascita: 1957</p><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Membro del parlamento per la provincia di Yazd. Ex delegato agli affari parlamentari delle guardie rivoluzionarie. Dal 2011 al 2016: membro del Parlamento per la provincia di Yazd e membro della commissione parlamentare per la sicurezza nazionale e la politica estera. Ex comandante delle forze Basij studentesche. In tale veste ha partecipato attivamente alla repressione delle manifestazioni di protesta e all&#8217;indottrinamento di bambini e giovani allo scopo di proseguire la repressione della libert&#224; di espressione e del dissenso. In qualit&#224; di membro della commissione parlamentare per la sicurezza nazionale e la politica estera, ha appoggiato pubblicamente la repressione dell&#8217;opposizione al governo.</p></td><td><p>10.10.2011</p></td></tr><tr><td><p>46.</p></td><td><p>KAMALIAN Behrouz (alias Hackers Brain, Behrooz_Ice)</p></td><td><p>Luogo di nascita: Teheran (Iran)</p><p>Data di nascita: 1983</p><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Capo del cibergruppo &#8220;Ashiyaneh&#8221; legato al regime iraniano. Il team &#8220;Ashiyaneh Digital Security&#8221;, fondato da Behrouz Kamalian, &#232; responsabile di vasti attacchi informatici contro oppositori e riformisti iraniani e istituzioni straniere. L&#8217;operato dell&#8217;organizzazione &#8220;Ashiyaneh&#8221; di Kamalian ha favorito la repressione a opera del regime nei confronti dell&#8217;opposizione, sfociata in numerose violazioni gravi dei diritti umani nel 2009. Sia Kamalian che il cibergruppo &#8220;Ashiyaneh&#8221; hanno proseguito le loro attivit&#224; almeno fino al gennaio 2020.</p></td><td><p>10.10.2011</p></td></tr><tr><td><p>47.</p></td><td><p>KHALILOLLAHI Moussa (alias KHALILOLLAHI Mousa, ELAHI Mousa Khalil)</p></td><td><p>Luogo di nascita: Tabriz (Iran)</p><p>Data di nascita: 1963</p><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Procuratore di Tabriz dal 2010 al 2019. &#200; stato coinvolto nel caso di Sakineh Mohammadi-Ashtiani e ha partecipato a gravi violazioni del diritto a un processo equo.</p></td><td><p>10.10.2011</p></td></tr><tr><td><p>48.</p></td><td><p>MAHSOULI Sadeq (alias MAHSULI Sadeq)</p></td><td><p>Luogo di nascita: Oroumieh (Iran)</p><p>Data di nascita: 1959/1960</p><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Vicesegretario generale del Fronte Paydari (Fronte della stabilit&#224; islamica). Ex consigliere dell&#8217;ex presidente Mahmoud Ahmadinejad, ex membro del Consiglio per la determinazione delle scelte ed ex vicecapo del Fronte della perseveranza. Ministro del welfare e della sicurezza sociale tra il 2009 e il 2011. Ministro dell&#8217;interno fino all&#8217;agosto 2009. In tale qualit&#224;, Mahsouli comandava tutte le forze di polizia, gli agenti di sicurezza del ministero dell&#8217;interno e gli agenti in borghese. Le forze sotto il suo comando si sono rese responsabili degli attacchi contro la casa dello studente dell&#8217;universit&#224; di Teheran il 14&#160;giugno&#160;2009 e delle torture inflitte a studenti nei sotterranei del ministero (il tristemente noto sotterraneo&#160;4). Altri manifestanti sono stati pesantemente molestati nel carcere di Kahrizak, gestito dalla polizia sotto il comando di Mahsouli.</p></td><td><p>10.10.2011</p></td></tr><tr><td><p>53.</p></td><td><p>TALA Hossein (alias TALA Hosseyn)</p></td><td><p>Luogo di nascita: Teheran (Iran)</p><p>Data di nascita: 1969</p><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Sindaco di Eslamshahr. Ex parlamentare iraniano. Ex Governatore generale (&#8220;Farmandar&#8221;) della provincia di Teheran fino al settembre 2010; si &#232; reso responsabile dell&#8217;intervento delle forze di polizia e pertanto della repressione delle manifestazioni. Nel dicembre 2010&#160;ha ricevuto un premio per il ruolo svolto nella repressione post-elettorale.</p></td><td><p>10.10.2011</p></td></tr><tr><td><p>54.</p></td><td><p>TAMADDON Morteza (alias TAMADON Morteza)</p></td><td><p>Luogo di nascita: Shahr Kord-Esfahan (Iran)</p><p>Data di nascita: 1959</p><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Ex capo del Consiglio provinciale per la sicurezza pubblica di Teheran. Ex governatore generale dell&#8217;IRGC della provincia di Teheran. In qualit&#224; di governatore e di capo del Consiglio provinciale per la sicurezza pubblica di Teheran, si &#232; reso responsabile in generale di tutte le attivit&#224; di repressione svolte dall&#8217;IRGC nella provincia di Teheran, compresa la repressione delle proteste politiche a partire dal giugno&#160;2009. Attualmente membro del consiglio di amministrazione presso l&#8217;Universit&#224; di tecnologia Khajeh Nasireddin Tusi.</p></td><td><p>10.10.2011</p></td></tr><tr><td><p>60.</p></td><td><p>HOSSEINI Dr Mohammad (alias HOSSEYNI, Dr Seyyed Mohammad; Seyed, Sayyed e Sayyid)</p></td><td><p>Luogo di nascita: Rafsanjan, Kerman (Iran)</p><p>Data di nascita: 23.7.1961</p><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Consigliere dell&#8217;ex presidente Mahmoud Ahmadinejad e portavoce di YEKTA, una fazione politica intransigente. Ministro della cultura e dell&#8217;orientamento islamico (2009-2013). Ex membro dell&#8217;IRGC, &#232; stato complice della repressione dei giornalisti.</p></td><td><p>10.10.2011</p></td></tr><tr><td><p>63.</p></td><td><p>TAGHIPOUR Reza</p></td><td><p>Luogo di nascita: Maragheh (Iran)</p><p>Data di nascita: 1957</p><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Membro dell&#8217;11<span>o</span> parlamento iraniano (circoscrizione di Teheran). Membro del Consiglio supremo per il ciberspazio. Ex membro del Consiglio comunale di Teheran. Ex ministro dell&#8217;informazione e della comunicazione (2009-2012).</p><p>In qualit&#224; di ministro dell&#8217;informazione, &#232; stato uno degli alti funzionari responsabili della censura e del controllo delle attivit&#224; su internet, come pure di tutte le forme di comunicazione (in particolare, telefoni cellulari). I dati personali, i messaggi elettronici e le comunicazioni dei prigionieri politici vengono usati durante gli interrogatori. Pi&#249; volte, dalle elezioni presidenziali del 2009 e durante le manifestazioni di piazza, sono state interrotte le linee mobili, compresi i messaggi da telefoni cellulari, sono stati oscurati i canali televisivi satellitari ed &#232; stato sospeso, o quantomeno rallentato, internet a livello locale.</p></td><td><p>23.3.2012</p></td></tr><tr><td><p>65.</p></td><td><p>LARIJANI Sadeq</p></td><td><p>Luogo di nascita: Najaf (Iraq)</p><p>Data di nascita: 1960 o agosto 1961</p><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Nominato capo del Consiglio per la determinazione delle scelte il 29&#160;dicembre 2018. Ex capo della magistratura (2009-2019). Al capo della magistratura spetta autorizzare e approvare tutte le condanne per reati<span>qisas</span> (per i quali &#232; prevista la pena del taglione),<span>hudud</span> (reati contro Dio) e<span>t&#224;zir</span> (reati contro lo Stato). Sono comprese le condanne che comportano la pena di morte, la flagellazione e l&#8217;amputazione. Al riguardo, ha firmato di persona numerose condanne a morte in violazione delle norme internazionali, fra cui condanne per lapidazione, esecuzioni per impiccagione, esecuzione di minori ed esecuzioni in pubblico, durante le quali, per esempio, i prigionieri vengono appesi a un ponte davanti a migliaia di persone. Ha pertanto contribuito a un elevato numero di esecuzioni e ha inoltre autorizzato condanne a pene corporali, quali amputazioni e versamento di acido negli occhi del condannato. Da quando Sadeq Larijani &#232; in carica, si &#232; verificato un netto aumento di arresti arbitrari di prigionieri politici, difensori dei diritti umani e minoranze. Sadeq Larijani &#232; inoltre responsabile della sistematica inosservanza del diritto a un processo equo nei procedimenti giudiziari iraniani.</p></td><td><p>23.3.2012</p></td></tr><tr><td><p>66.</p></td><td><p>MIRHEJAZI Ali</p></td><td><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Appartenente alla cerchia ristretta della Guida suprema, &#232; tra i responsabili dell&#8217;ideazione della repressione delle manifestazioni di protesta in atto dal 2009 e associato ai responsabili della repressione delle manifestazioni di protesta.</p><p>&#200; stato inoltre responsabile dell&#8217;ideazione della repressione del disordine pubblico del dicembre 2017-2018 e del novembre 2019.</p></td><td><p>23.3.2012</p></td></tr><tr><td><p>67.</p></td><td><p>SAEEDI Ali</p></td><td><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Capo dell&#8217;ufficio di ideologia politica della Guida suprema. Ex rappresentante della Guida suprema in seno ai Pasdaran (1995-2020), dopo una carriera militare trascorsa presso i servizi di intelligence dei Pasdaran. Questo incarico ufficiale lo ha reso l&#8217;anello di collegamento indispensabile tra gli ordini provenienti dall&#8217;Ufficio della Guida suprema e l&#8217;apparato repressivo dei Pasdaran.</p></td><td><p>23.3.2012</p></td></tr><tr><td><p>69.</p></td><td><p>MORTAZAVI Seyyed Solat</p></td><td><p>Luogo di nascita: Farsan, Tchar Mahal-o-Bakhtiari (Sud) (Iran)</p><p>Data di nascita: 1967</p><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Dal 16&#160;settembre 2019, capo del ramo immobiliare della Fondazione Mostazafan, che &#232; amministrata direttamente dalla Guida suprema Khamenei. Direttore della succursale di Teheran della fondazione Astan Qods Razavi fino al novembre 2019. Ex sindaco della seconda citt&#224; pi&#249; grande dell&#8217;Iran, Mashhad, dove hanno luogo regolarmente esecuzioni pubbliche. Ex viceministro dell&#8217;interno per gli affari politici, nominato nel 2009. In tale veste si &#232; reso responsabile di aver guidato la repressione di coloro che avevano rivendicato i propri diritti legittimi, compresa la libert&#224; di espressione. Successivamente &#232; stato nominato capo della commissione elettorale iraniana per le elezioni parlamentari del 2012 e per le elezioni presidenziali del 2013.</p></td><td><p>23.3.2012</p></td></tr><tr><td><p>73.</p></td><td><p>FARHADI Ali</p></td><td><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Vicecapo dell&#8217;ispettorato degli affari legali e dell&#8217;ispezione pubblica del ministero della giustizia di Teheran. Ex procuratore di Karaj. Responsabile di gravi violazioni dei diritti umani, compresa la celebrazione di processi in cui &#232; stata inflitta la pena capitale. Nel periodo in cui ha ricoperto l&#8217;incarico di procuratore si &#232; registrato un elevato numero di esecuzioni nella regione di Karaj.</p></td><td><p>23.3.2012</p></td></tr><tr><td><p>79.</p></td><td><p>RASHIDI AGHDAM Ali Ashraf</p></td><td><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Ex capo della prigione di Evin (2012-2015). Durante il suo mandato, si &#232; assistito a un deterioramento delle condizioni in carcere ed &#232; stata segnalata una recrudescenza dei maltrattamenti ai danni dei prigionieri. Nell&#8217;ottobre 2012, nove detenute hanno iniziato lo sciopero della fame per protestare contro la violazione dei loro diritti e le violenze subite per mano delle guardie carcerarie.</p></td><td><p>12.3.2013</p></td></tr><tr><td><p>82.</p></td><td><p>SARAFRAZ Mohammad (Dr.) (alias Haj-agha Sarafraz)</p></td><td><p>Luogo di nascita: Teheran (Iran)</p><p>Data di nascita: all&#8217;incirca 1963</p><p>Luogo di residenza: Teheran</p><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Ex membro del Consiglio supremo del ciberspazio. Ex presidente della Radio Televisione della Repubblica islamica dell&#8217;Iran (IRIB) (2014-2016). Ex direttore della sezione World Service e della rete Press TV dell&#8217;IRIB, responsabile di tutte le decisioni relative ai programmi. Strettamente associato all&#8217;apparato di sicurezza dello Stato. Sotto la sua direzione, Press TV, insieme all&#8217;IRIB, ha collaborato con i servizi di sicurezza e i procuratori iraniani per trasmettere confessioni estorte a detenuti, fra cui quella di Maziar Bahari, giornalista e regista irano-canadese, nel programma settimanale &#8220;Iran Today&#8221;. La OFCOM, autorit&#224; regolatrice indipendente per le societ&#224; di comunicazione, ha condannato nel Regno Unito la Press TV a pagare una multa di 100&#160;000  GBP per aver trasmesso la confessione di Bahari nel 2011, filmata in carcere mentre gli veniva estorta con la forza. Sarafraz &#232; pertanto associato alla violazione del diritto a un giusto processo e del diritto a un equo processo.</p></td><td><p>12.3.2013</p></td></tr><tr><td><p>84.</p></td><td><p>EMADI, Hamid Reza (alias Hamidreza Emadi)</p></td><td><p>Luogo di nascita: Hamedan (Iran)</p><p>Data di nascita: all&#8217;incirca 1973</p><p>Luogo di residenza: Teheran</p><p>Luogo di lavoro: sede centrale della Press TV, Teheran</p><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Capo della redazione di Press TV. Ex produttore principale della Press TV.</p><p>Responsabile della produzione e trasmissione di confessioni estorte a detenuti, fra cui giornalisti, attivisti politici ed esponenti di minoranze curde e arabe, in violazione dei diritti a un giusto processo e a un equo processo riconosciuti a livello internazionale. La OFCOM, autorit&#224; regolatrice indipendente per le societ&#224; di comunicazione, ha condannato nel Regno Unito Press TV a pagare una multa di 100&#160;000  GBP per aver trasmesso nel 2011 la confessione del giornalista e regista irano-canadese Maziar Bahari, filmata in carcere mentre gli veniva estorta con la forza. Le ONG hanno segnalato altri casi di confessioni estorte, mandate in onda da Press TV. Emadi &#232; pertanto associato alla violazione del diritto a un giusto processo e del diritto a un equo processo.</p></td><td><p>12.3.2013</p></td></tr><tr><td><p>86.</p></td><td><p>MUSAVI-TABAR Seyyed Reza</p></td><td><p>Luogo di nascita: Jahrom (Iran)</p><p>Data di nascita: 1964</p><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Ex capo della procura rivoluzionaria di Shiraz. Responsabile di arresti illegali e maltrattamenti contro attivisti politici, giornalisti, difensori dei diritti umani, esponenti bah&#224;i e prigionieri di coscienza, i quali sono stati perseguitati, torturati e interrogati e ai quali &#232; stato negato l&#8217;accesso all&#8217;assistenza legale e a un giusto processo. Musavi-Tabar ha firmato provvedimenti giudiziari nel famigerato centro di detenzione n.&#160;100 (carcere maschile), compresa l&#8217;ordinanza che dispone la pena a tre anni di reclusione in isolamento per la detenuta bah&#224;i Raha Sabet.</p></td><td><p>12.3.2013</p></td></tr><tr><td><p>87.</p></td><td><p>KHORAMABADI Abdolsamad</p></td><td><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Vicedirettore per la vigilanza giudiziaria (dal 13&#160;ottobre 2018). Ex capo della &#8220;Commission to Determine the Instances of Criminal Content&#8221;, organizzazione governativa incaricata della censura e della criminalit&#224; informatica on line. Sotto la sua direzione la Commissione ha definito &#8220;criminalit&#224; informatica&#8221; mediante una serie vaga di categorie che criminalizzano creazione e pubblicazione di contenuti ritenuti inappropriati dal regime. Abdolsamad Khoramabadi &#232; stato responsabile della repressione e dell&#8217;oscuramento di numerosi siti di opposizione, testate elettroniche, blog, siti di ONG per i diritti umani nonch&#233; di Google e Gmail dal settembre 2012. Insieme con la Commissione ha contribuito attivamente al decesso in carcere del blogger Sattar Beheshti, nel novembre 2012. Pertanto la Commissione che dirigeva &#232; direttamente responsabile di violazioni sistematiche dei diritti umani, in particolare vietando e filtrando l&#8217;accesso al pubblico di siti web e, saltuariamente, disabilitando l&#8217;accesso a internet in generale.</p></td><td><p>12.3.2013&#187;;</p></td></tr></tbody></table><p>Entit&#224;</p><table><col/><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#160;</p></td><td><p>Nome</p></td><td><p>Informazioni identificative</p></td><td><p>Motivi</p></td><td><p>Data di inserimento nell&#8217;elenco</p></td></tr><tr><td><p>&#171;1.</p></td><td><p>Polizia Criminalit&#224; informatica</p></td><td><p>Luogo: Teheran (Iran)</p><p>Sito web:http://www.cyberpolice.ir</p></td><td><p>La polizia Criminalit&#224; informatica iraniana, fondata nel gennaio 2011, &#232; un&#8217;unit&#224; della polizia della Repubblica islamica dell&#8217;Iran diretta da Vahid Majid. Dalla sua istituzione fino all&#8217;inizio del 2015, &#232; stata diretta da Esmail Ahmadi-Moqaddam (in elenco). Ahmadi-Moqaddam ha sottolineato che quest&#8217;unit&#224; perseguir&#224; gruppi dissidenti e antirivoluzionari che hanno usato le reti sociali basate su internet per scatenare, nel 2009, la protesta contro la rielezione del presidente Mahmoud Ahmadinejad. Nel gennaio 2012 la polizia Criminalit&#224; informatica ha emesso nuove direttive per gli Internet caf&#233;, che impongono agli utenti di fornire dati personali, che saranno conservati per sei mesi dai proprietari degli esercizi, nonch&#233; una registrazione dei siti web visitati. Queste disposizioni impongono inoltre ai proprietari degli esercizi di installare telecamere a circuito chiuso, conservandone le registrazioni per sei mesi. In base a queste nuove disposizioni &#232; possibile creare un registro che le autorit&#224; potranno usare per intercettare attivisti o chiunque sia ritenuto una minaccia per la sicurezza nazionale.</p><p>Nel giugno&#160;2012 i media iraniani hanno riferito che la polizia Criminalit&#224; informatica starebbe mettendo in atto una repressione delle reti virtuali private (VPN). Il 30&#160;ottobre 2012 la stessa unit&#224; di polizia ha arrestato il blogger Sattar Beheshti senza un mandato per &#8220;atti contro la sicurezza nazionale sulle reti sociali e su Facebook&#8221;. Beheshti aveva criticato il governo iraniano nel suo blog. Beheshti &#232; stato trovato morto nella sua cella il 3&#160;novembre 2012 e si ritiene che sia stato torturato a morte da membri della polizia Criminalit&#224; informatica. La polizia Criminalit&#224; informatica &#232; responsabile dell&#8217;arresto di molti amministratori di gruppi Telegram in relazione alle proteste avvenute a livello nazionale nel novembre 2019.</p></td><td><p>12.3.2013&#187;.</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table>