Document ID: 32023H0901(22)
Language: ITA

<table><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>1.9.2023&#160;&#160;&#160;</p></td><td><p>IT</p></td><td><p>Gazzetta ufficiale dell'Unione europea</p></td><td><p>C 312/206</p></td></tr></tbody></table>
RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
del 14 luglio 2023
relativa al programma nazionale di riforma 2023 del Portogallo e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità 2023 del Portogallo
(2023/C 312/22)
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 121, paragrafo 2, e l'articolo 148, paragrafo 4,
visto il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, per il rafforzamento della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle politiche economiche ( 1 ) , in particolare l'articolo 5, paragrafo 2,
visto il regolamento (UE) n. 1176/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 novembre 2011, sulla prevenzione e la correzione degli squilibri macroeconomici ( 2 ) , in particolare l'articolo 6, paragrafo 1,
vista la raccomandazione della Commissione europea,
viste le risoluzioni del Parlamento europeo,
viste le conclusioni del Consiglio europeo,
visto il parere del comitato per l'occupazione,
visto il parere del comitato economico e finanziario,
visto il parere del comitato per la protezione sociale,
visto il parere del comitato di politica economica,
considerando quanto segue:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(1)</p></td><td><p>Il regolamento (UE) 2021/241 del Parlamento europeo e del Consiglio&#160;<a>(<span>3</span>)</a> che istituisce il dispositivo per la ripresa e la resilienza (&#171;dispositivo&#187;) &#232; entrato in vigore il 19&#160;febbraio&#160;2021. Il dispositivo fornisce sostegno finanziario agli Stati membri per l'attuazione di riforme e investimenti, producendo uno stimolo di bilancio finanziato dall'Unione. In linea con le priorit&#224; del semestre europeo, il dispositivo contribuisce alla ripresa economica e inclusiva e all'attuazione di investimenti e riforme sostenibili e favorevoli alla crescita, in particolare riforme e investimenti volti a promuovere le transizioni verde e digitale e a rendere pi&#249; resilienti le economie degli Stati membri. Contribuisce inoltre a consolidare le finanze pubbliche e a stimolare la crescita e la creazione di posti di lavoro nel medio e lungo periodo, a migliorare la coesione territoriale all'interno dell'Unione e a continuare l'attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali. Il&#160;contributo finanziario massimo per ciascuno Stato membro nell'ambito del dispositivo &#232; stato aggiornato il 30 giugno 2022, a norma dell'articolo 11, paragrafo 2, del regolamento (UE) 2021/241.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(2)</p></td><td><p>Il 22 novembre 2022 la Commissione ha adottato l'analisi annuale della crescita sostenibile 2023, segnando l'inizio del semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche 2023. Il 23 marzo 2023 il Consiglio europeo ha approvato le priorit&#224; dell'analisi annuale della crescita sostenibile&#160;2023, incentrate sulle quattro dimensioni della sostenibilit&#224; competitiva. Sempre il 22 novembre 2022 la Commissione ha adottato, sulla base del regolamento (UE) n.&#160;1176/2011, la relazione sul meccanismo di allerta per il 2023, in cui annoverava il Portogallo tra gli Stati membri che possono presentare squilibri o correre il rischio di presentarli. Il paese deve pertanto essere sottoposto a esame approfondito. Lo&#160;stesso giorno ha adottato anche un parere sul documento programmatico di bilancio 2023 del Portogallo. La Commissione ha inoltre adottato una raccomandazione di raccomandazione del Consiglio sulla politica economica della zona euro e una proposta di relazione comune sull'occupazione 2023, che analizza l'attuazione degli orientamenti in materia di occupazione e dei principi del pilastro europeo dei diritti sociali. Il 16 maggio 2023 il Consiglio ha adottato la raccomandazione sulla politica economica della zona euro&#160;<a>(<span>4</span>)</a> (&#171;raccomandazione sulla zona euro del 2023&#187;) e il 13 marzo 2023 la relazione comune sull'occupazione.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(3)</p></td><td><p>Sebbene le economie dell'Unione diano prova di notevole resilienza, il contesto geopolitico continua ad avere un impatto negativo. Nella sua agenda di politica economica e sociale l'Unione, fermamente al fianco dell'Ucraina, mira, nel breve periodo, a ridurre gli effetti negativi degli shock energetici su famiglie e imprese vulnerabili e, nel medio periodo, a proseguire gli sforzi per realizzare le transizioni verde e digitale, favorire una crescita sostenibile e inclusiva, salvaguardare la stabilit&#224; macroeconomica e accrescere la resilienza. L'agenda &#232; fortemente incentrata anche sull'aumento della competitivit&#224; e della produttivit&#224; dell'Unione.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(4)</p></td><td><p>Il 1<span>o</span> febbraio 2023 la Commissione ha pubblicato la comunicazione dal titolo &#171;Un piano industriale del Green Deal per l'era a zero emissioni nette&#187; (&#171;piano industriale del Green Deal&#187;). L'obiettivo del piano industriale del Green Deal &#232; stimolare la competitivit&#224; dell'industria dell'Unione a zero emissioni nette e sostenere la transizione rapida verso la neutralit&#224; climatica. Il piano integra gli sforzi in corso nell'ambito del Green Deal europeo e di REPowerEU. Intende creare un contesto pi&#249; favorevole che consenta di aumentare la capacit&#224; dell'Unione di produrre le tecnologie e i prodotti a zero emissioni nette necessari per conseguire gli ambiziosi obiettivi climatici dell'Unione, nonch&#233; di garantire l'accesso alle materie prime critiche necessarie, anche diversificando l'approvvigionamento, sfruttando adeguatamente le risorse geologiche negli Stati membri e massimizzando il riciclo delle materie prime. Il piano industriale del Green Deal si basa su quattro pilastri: un contesto normativo prevedibile e semplificato, un accesso pi&#249; rapido ai finanziamenti, migliori competenze e l'apertura commerciale per catene di approvvigionamento resilienti. Il&#160;16&#160;marzo 2023 la Commissione ha pubblicato un'ulteriore comunicazione dal titolo &#171;Competitivit&#224; a lungo termine dell'UE: prospettive oltre il 2030&#187;, articolata attorno a nove fattori sinergici, con l'obiettivo di adoperarsi in favore di un quadro normativo propizio alla crescita. La comunicazione definisce le priorit&#224; politiche per provvedere in modo attivo a miglioramenti strutturali, investimenti ben mirati e misure normative per la competitivit&#224; a lungo termine dell'Unione e degli Stati membri. Le raccomandazioni formulate di seguito contribuiscono a rispondere a tali priorit&#224;.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(5)</p></td><td><p>Nel 2023 il semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche continua a evolvere in linea con l'attuazione del dispositivo. La piena attuazione dei piani per la ripresa e la resilienza rimane fondamentale per realizzare le priorit&#224; politiche del semestre europeo; i piani infatti rispondono a tutte le pertinenti raccomandazioni specifiche per paese formulate negli ultimi anni o a un insieme significativo di esse. Le raccomandazioni specifiche per paese 2019, 2020 e 2022 rimangono ugualmente pertinenti per i piani per la ripresa e la resilienza riveduti, aggiornati o modificati a norma degli articoli 14, 18 e 21 del regolamento (UE) 2021/241.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(6)</p></td><td><p>Il regolamento (UE) 2023/435 del Parlamento europeo e del Consiglio&#160;<a>(<span>5</span>)</a> (&#171;regolamento REPowerEU&#187;), adottato il 27 febbraio 2023, mira a una graduale e rapida eliminazione della dipendenza dell'Unione dalle importazioni di combustibili fossili russi. Ci&#242; contribuir&#224; alla sicurezza energetica e alla diversificazione dell'approvvigionamento di energia dell'Unione, aumentando nel contempo la diffusione delle energie rinnovabili, le capacit&#224; di stoccaggio dell'energia e l'efficienza energetica. Il regolamento REPowerEU consente agli Stati membri di aggiungere ai rispettivi piani nazionali per la ripresa e la resilienza un nuovo capitolo dedicato al piano REPowerEU, onde finanziare riforme e investimenti chiave che contribuiranno al conseguimento degli obiettivi di REPowerEU. Tali riforme e investimenti contribuiranno inoltre a stimolare la competitivit&#224; dell'industria dell'Unione a zero emissioni nette, come indicato nel piano industriale del Green Deal, e a dare seguito alle raccomandazioni specifiche per paese in materia di energia rivolte agli Stati membri nel 2022 e, se del caso, nel 2023. Il regolamento REPowerEU introduce una nuova categoria di sostegno finanziario non rimborsabile, messo a disposizione degli Stati membri per finanziare nuove riforme e nuovi investimenti connessi al settore dell'energia nell'ambito dei rispettivi piani per la ripresa e la resilienza.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(7)</p></td><td><p>L'8 marzo 2023 la Commissione ha adottato una comunicazione che fornisce orientamenti di politica di bilancio per il 2024 (&#171;comunicazione dell'8 marzo 2023&#187;). Essi mirano a sostenere la preparazione dei programmi di stabilit&#224; e convergenza degli Stati membri e a rafforzare in tal modo il coordinamento delle politiche. La Commissione ha inoltre ricordato che la clausola di salvaguardia generale del patto di stabilit&#224; e crescita sar&#224; disattivata alla fine del 2023. Per il periodo 2023-2024&#160;ha sollecitato politiche di bilancio che garantiscano la sostenibilit&#224; del debito a medio termine e aumentino la crescita potenziale in modo sostenibile e ha invitato gli Stati membri a precisare nei rispettivi programmi di stabilit&#224; e convergenza per il 2023 le modalit&#224; con cui i loro piani di bilancio garantiranno il rispetto del valore di riferimento del trattato del 3&#160;% del prodotto interno lordo (PIL) e garantiranno la riduzione plausibile e costante del debito, o in che modo intendano mantenere il debito a livelli prudenti a medio termine. La Commissione ha inoltre invitato gli Stati membri a eliminare gradualmente le misure di bilancio nazionali introdotte per proteggere le famiglie e le imprese dallo shock dei prezzi dell'energia, iniziando da quelle meno mirate. Ha&#160;precisato che, qualora fosse necessaria una proroga delle misure di sostegno a causa di nuove pressioni imputabili ai prezzi dell'energia, gli Stati membri dovrebbero far s&#236; che dette misure siano molto pi&#249; mirate a favore delle famiglie e delle imprese vulnerabili. La&#160;Commissione ha dichiarato che le raccomandazioni di bilancio saranno quantificate e differenziate. Inoltre, come proposto nella comunicazione del 9 novembre 2022 sugli orientamenti per una riforma del quadro di governance economica dell'UE, le raccomandazioni di bilancio saranno formulate sulla base della spesa primaria netta. Ha&#160;raccomandato che tutti gli Stati membri continuino a tutelare gli investimenti finanziati a livello nazionale e a garantire l'uso efficace del dispositivo e di altri fondi dell'Unione, soprattutto in considerazione degli obiettivi in materia di transizioni verde e digitale e di resilienza. La Commissione ha inoltre indicato che proporr&#224; al Consiglio di avviare, nella primavera del 2024, le procedure per i disavanzi eccessivi basate sul disavanzo in base ai dati di consuntivo per il 2023, in linea con le disposizioni giuridiche vigenti.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(8)</p></td><td><p>Il 26 aprile 2023 la Commissione ha presentato proposte legislative per attuare una riforma globale delle regole della governance economica dell'Unione. L'obiettivo centrale delle proposte &#232; rafforzare la sostenibilit&#224; del debito pubblico e promuovere una crescita sostenibile e inclusiva in tutti gli Stati membri attraverso riforme e investimenti. Nelle sue proposte la Commissione mira a migliorare la titolarit&#224; nazionale, semplificare il quadro e spostarne il fulcro maggiormente sul medio termine, in combinazione con un'applicazione efficace e pi&#249; coerente. Secondo le conclusioni del Consiglio adottate il 14 marzo 2023 sugli orientamenti per una riforma del quadro di governance economica dell'UE, l'obiettivo &#232; concludere i lavori legislativi nel 2023.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(9)</p></td><td><p>Il 22 aprile 2021 il Portogallo ha presentato alla Commissione il piano nazionale per la ripresa e la resilienza, conformemente all'articolo 18, paragrafo 1, del regolamento (UE) 2021/241. A norma dell'articolo 19 del medesimo regolamento, la Commissione ha valutato la pertinenza, l'efficacia, l'efficienza e la coerenza del piano, conformemente agli orientamenti per la valutazione di cui all'allegato V del regolamento. Il 13 luglio 2021 il Consiglio ha adottato la decisione di esecuzione relativa all'approvazione della valutazione del piano per la ripresa e la resilienza del Portogallo&#160;<a>(<span>6</span>)</a>. L'erogazione delle rate &#232; subordinata all'adozione di una decisione della Commissione a norma dell'articolo 24, paragrafo 5, del regolamento (UE) 2021/241, che stabilisca che il Portogallo ha conseguito in misura soddisfacente i traguardi e gli obiettivi indicati nella decisione di esecuzione del Consiglio. Il conseguimento soddisfacente presuppone che non siano annullati i traguardi e gli obiettivi conseguiti in precedenza.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(10)</p></td><td><p>Il 29 aprile 2023 il Portogallo ha presentato il programma nazionale di riforma 2023 e il programma di stabilit&#224; 2023, in linea con l'articolo 4, paragrafo 1, del regolamento (CE) n.&#160;1466/97. I due programmi sono stati valutati congiuntamente per tener conto delle correlazioni. In conformit&#224; dell'articolo 27 del regolamento (UE) 2021/241, il programma nazionale di riforma 2023 rispecchia anche la relazione semestrale del Portogallo in merito ai progressi compiuti nella realizzazione del suo piano per la ripresa e la resilienza.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(11)</p></td><td><p>Il 24 maggio 2023 la Commissione ha pubblicato la relazione per paese 2023 relativa al Portogallo. La Commissione ha valutato i progressi compiuti dal Portogallo nel dar seguito alle pertinenti raccomandazioni specifiche per paese adottate dal Consiglio tra il 2019 e il 2022 e ha fatto il punto dell'attuazione del piano per la ripresa e la resilienza. Sulla scorta di tale analisi la relazione per paese ha individuato lacune rispetto alle sfide non affrontate o solo parzialmente affrontate nel piano per la ripresa e la resilienza, e anche a sfide nuove ed emergenti. Ha valutato quindi i progressi compiuti dal Portogallo nell'attuare il pilastro europeo dei diritti sociali, conseguire gli obiettivi principali dell'Unione in materia di occupazione, competenze e riduzione della povert&#224; e gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(12)</p></td><td><p>La Commissione ha effettuato un esame approfondito a norma dell'articolo 5 del regolamento (UE) n.&#160;1176/2011 per il Portogallo e ne ha pubblicato i risultati il 24 maggio 2023. La Commissione ha concluso che il paese presenta squilibri macroeconomici. In particolare permangono, bench&#233; in attenuazione, le vulnerabilit&#224; connesse all'elevato debito privato, pubblico ed estero. Dopo un'interruzione temporanea dovuta allo scoppio della pandemia di COVID-19, nel 2021 gli indici di indebitamento del settore privato e del settore pubblico hanno ripreso l'andamento decrescente e dovrebbero continuare a scendere, con il favore dalla crescita economica. Pur attestandosi ormai al di sotto dei livelli pre-pandemia, tali indici restano comunque elevati. Anche la posizione patrimoniale netta sull'estero (NIIP) chiaramente negativa &#232; migliorata, prima e dopo la pandemia di COVID-19, e il debito estero dovrebbe diminuire ulteriormente, sostenuto dalla costante crescita economica, malgrado qualche rallentamento nel 2023. Il lieve disavanzo della bilancia commerciale &#232; leggermente peggiorato nel 2022 in seguito all'aumento dei prezzi dell'energia, ma tale peggioramento &#232; stato attenuato dall'ulteriore marcata ripresa nelle esportazioni, in particolare le esportazioni di turismo. In futuro, il supposto allentamento costante dei prezzi dell'energia e un ulteriore aumento delle esportazioni di turismo, nonch&#233; le politiche correnti a sostegno dell'efficienza energetica e delle energie rinnovabili, dovrebbero riequilibrare la bilancia commerciale e sostenere l'ulteriore adeguamento della NIIP. I prezzi delle abitazioni sono aumentati in misura considerevole per diversi anni, mentre i crediti deteriorati sono scesi costantemente da livelli gi&#224; moderati. L'ulteriore riduzione delle vulnerabilit&#224; potrebbe essere ostacolata dall'impatto dell'inasprimento delle condizioni finanziarie e da un contesto esterno incerto, nonch&#233; dai loro potenziali effetti sulla crescita economica. I progressi politici sono stati positivi e si sono concentrati in particolare sul piano per la ripresa e la resilienza, la cui attuazione continuativa dovrebbe produrre ulteriori miglioramenti.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(13)</p></td><td><p>Secondo i dati convalidati da Eurostat, il disavanzo delle amministrazioni pubbliche del Portogallo &#232; sceso dal 2,9&#160;% del PIL nel 2021 allo 0,4&#160;% nel 2022, mentre il debito delle amministrazioni pubbliche &#232; sceso dal 125,4&#160;% del PIL alla fine del 2021 al 113,9&#160;% alla fine del 2022.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(14)</p></td><td><p>Il saldo delle amministrazioni pubbliche ha subito gli effetti delle misure di politica di bilancio adottate per attenuare l'impatto economico e sociale dell'aumento dei prezzi dell'energia. Nel 2022 le misure di politica di bilancio che hanno determinato una diminuzione delle entrate comprendevano misure quali una riduzione generale dell'imposta sui carburanti e il congelamento dell'aggiornamento dell'aliquota sul carbonio nell'ambito di tale imposta, mentre le misure di politica di bilancio che hanno incrementato la spesa comprendevano misure quali un contributo una tantum dovuto nell'ottobre 2022 a favore di diversi gruppi di popolazione, quali pensionati, dipendenti, minori e giovani, pagamenti forfettari a favore delle famiglie a basso reddito pi&#249; vulnerabili ai rincari dei prezzi dell'energia e uno stanziamento a favore del sistema elettrico nazionale per ridurre le tariffe della rete elettrica. La Commissione stima il costo di bilancio netto di queste misure al 2,0&#160;% del PIL nel 2022. Nel contempo il costo stimato delle misure temporanee di emergenza connesse alla COVID-19 &#232; sceso dal 2,0&#160;% del PIL nel 2021 allo 0,8&#160;% nel 2022.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(15)</p></td><td><p>Il 18 giugno 2021 il Consiglio ha raccomandato che nel 2022 il Portogallo&#160;<a>(<span>7</span>)</a> utilizzasse il dispositivo per finanziare ulteriori investimenti a sostegno della ripresa, perseguendo nel contempo una politica di bilancio prudente. Inoltre il Consiglio ha raccomandato al Portogallo di preservare gli investimenti finanziati a livello nazionale e di limitare l'aumento della spesa corrente finanziata a livello nazionale.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(16)</p></td><td><p>Secondo le stime della Commissione, nel 2022&#160;l'orientamento della politica di bilancio&#160;<a>(<span>8</span>)</a> &#232; stato favorevole (&#8210;&#160;1,5&#160;% del PIL). Come raccomandato dal Consiglio, il Portogallo ha continuato a sostenere la ripresa avvalendosi del dispositivo per finanziare investimenti. La&#160;spesa finanziata mediante le sovvenzioni del dispositivo e altri fondi dell'Unione &#232; stata pari all'1,2&#160;% del PIL nel 2022 (1,7&#160;% nel 2021). Tale diminuzione della spesa nel 2022 si deve al calo della spesa finanziata da altri fondi dell'Unione, mentre la spesa finanziata dal dispositivo &#232; aumentata tra il 2021 e il 2022. Gli investimenti finanziati a livello nazionale hanno apportato un contributo restrittivo di 0,1 punti percentuali all'orientamento della politica di bilancio&#160;<a>(<span>9</span>)</a>. Il Portogallo non ha dunque preservato gli investimenti finanziati a livello nazionale, in contrasto con la raccomandazione del Consiglio. Allo stesso tempo la crescita della spesa primaria corrente finanziata a livello nazionale (al netto delle nuove misure sul lato delle entrate) ha fornito un contributo espansivo di 1,9 punti percentuali all'orientamento della politica di bilancio. Tale significativo contributo espansivo comprendeva gli effetti supplementari delle misure volte ad attenuare l'impatto economico e sociale dell'aumento dei prezzi dell'energia (supplemento di costo di bilancio netto pari al 2,0&#160;% del PIL). Il Portogallo ha pertanto tenuto sotto controllo in misura sufficiente la crescita della spesa corrente finanziata a livello nazionale.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(17)</p></td><td><p>Lo scenario macroeconomico su cui si fondano le proiezioni di bilancio del programma di stabilit&#224; 2023 &#232; prudente nel 2023 e in linea con le previsioni di primavera 2023 della Commissione dopo questa data. Il governo prevede una crescita del PIL reale dell'1,8&#160;% nel 2023 e del 2,0&#160;% nel 2024. A titolo di confronto, le previsioni di primavera 2023 della Commissione prospettano una crescita superiore del PIL reale, pari al 2,4&#160;%, nel 2023 e una crescita leggermente inferiore, pari all'1,8&#160;%, nel 2024. La differenza si spiega con il maggiore contributo delle esportazioni nette alla crescita nelle previsioni di primavera 2023 della Commissione, mentre il governo prevede una maggiore crescita degli investimenti nel 2023 e 2024.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(18)</p></td><td><p>Nel programma di stabilit&#224; 2023 il governo prevede che il disavanzo delle amministrazioni pubbliche si attesti allo 0,4&#160;% del PIL nel 2023. Secondo il programma, il rapporto debito pubblico/PIL dovrebbe diminuire passando dal 113,9&#160;% alla fine del 2022 al 107,5&#160;% alla fine del 2023. Le previsioni di primavera 2023 della Commissione prospettano un disavanzo pubblico dello 0,1&#160;% del PIL per il 2023. Si tratta di un disavanzo inferiore a quello previsto nel programma di stabilit&#224; 2023, principalmente a causa delle maggiori entrate indicate nelle previsioni di primavera 2023 della Commissione, segnatamente da imposte indirette e dirette. Le previsioni di primavera 2023 della Commissione prospettano un rapporto debito pubblico/PIL inferiore, pari al 106,2&#160;% alla fine del 2023. La differenza &#232; dovuta principalmente al differenziale fra tasso di crescita e tasso d'interesse pi&#249; favorevole alla riduzione del debito prospettato nelle previsioni di primavera 2023 della Commissione.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(19)</p></td><td><p>Stando alle previsioni il saldo generale delle amministrazioni pubbliche nel 2023 continuer&#224; a risentire delle misure di politica di bilancio adottate per attenuare l'impatto economico e sociale dell'aumento dei prezzi dell'energia. Si tratta di misure prorogate dal 2022, in particolare pagamenti forfettari a favore delle famiglie a basso reddito maggiormente vulnerabili all'aumento dei prezzi dell'energia, la riduzione generale dell'imposta sui carburanti e il congelamento dell'aggiornamento dell'aliquota sul carbonio nell'ambito di tale imposta, e di misure gi&#224; annunciate nel 2022 ma che incidono sul saldo delle amministrazioni pubbliche nel 2023, quali lo stanziamento a sostegno del regime transitorio per stabilizzare i prezzi del gas pagati dalle imprese che rimane in vigore per tutto l'anno. Nelle previsioni di primavera 2023 la Commissione stima il costo di bilancio netto delle misure di sostegno allo 0,8&#160;% del PIL nel 2023&#160;<a>(<span>10</span>)</a>. La maggior parte delle misure del 2023 non sembra mirata a sostenere le famiglie o le imprese pi&#249; vulnerabili e non preserva appieno il segnale di prezzo necessario per ridurre la domanda di energia e accrescere l'efficienza energetica. Di conseguenza nelle previsioni di primavera 2023 la Commissione stima allo 0,3&#160;% del PIL nel 2023 (rispetto all'1&#160;% del PIL nel 2022) l'importo delle misure di sostegno mirate di cui tenere conto nella valutazione della conformit&#224; alla raccomandazione del Consiglio del 12 luglio 2022&#160;<a>(<span>11</span>)</a>. Infine si prevede che il saldo generale delle amministrazioni pubbliche nel 2023 trarr&#224; beneficio dall'eliminazione graduale delle misure temporanee di emergenza connesse alla COVID-19, stimate allo 0,8&#160;% del PIL.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(20)</p></td><td><p>Nella sua raccomandazione del 12 luglio 2022 il Consiglio ha raccomandato al Portogallo di assicurare nel 2023 una politica di bilancio prudente, in particolare limitando la crescita della spesa primaria corrente finanziata a livello nazionale al di sotto della crescita del prodotto potenziale a medio termine&#160;<a>(<span>12</span>)</a>, tenendo conto del perdurare del sostegno temporaneo e mirato alle famiglie e alle imprese pi&#249; vulnerabili agli aumenti dei prezzi dell'energia e alle persone in fuga dall'Ucraina. Allo stesso tempo il Portogallo dovrebbe essere pronto ad adeguare la spesa corrente all'evoluzione della situazione. Al Portogallo &#232; stato anche raccomandato di aumentare gli investimenti pubblici per le transizioni verde e digitale e per la sicurezza energetica tenendo conto dell'iniziativa REPowerEU, anche avvalendosi del dispositivo e di altri fondi dell'Unione.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(21)</p></td><td><p>Le previsioni di primavera 2023 della Commissione prospettano per il 2023 un orientamento espansivo della politica di bilancio (&#8210;&#160;0,7&#160;% del PIL), in un contesto di inflazione elevata, a fronte di un orientamento espansivo nel 2022 (&#8210;&#160;1,5&#160;% del PIL). Si prevede inoltre che nel 2023 la crescita della spesa primaria corrente finanziata a livello nazionale (al netto delle misure discrezionali sul lato delle entrate) apporter&#224; all'orientamento della politica di bilancio un contributo restrittivo di 0,3 punti percentuali. Pertanto la crescita prevista della spesa primaria corrente finanziata a livello nazionale &#232; in linea con la raccomandazione del Consiglio del 12 luglio 2022. Il contributo restrittivo previsto di tale spesa si deve, in sostanza, alla riduzione dei costi (di 1,1 punti percentuali del PIL) delle misure di sostegno (mirate e non mirate) destinate alle famiglie e alle imprese in risposta all'impennata dei prezzi dell'energia. I principali fattori di crescita della spesa primaria corrente finanziata a livello nazionale (al netto delle nuove misure sul lato delle entrate) sono le persistenti pressioni sulla spesa pubblica corrente, comprese le retribuzioni e le pensioni del settore pubblico, determinate in particolare da aumenti permanenti delle retribuzioni del settore pubblico e aumenti discrezionali delle pensioni. Secondo le proiezioni la spesa finanziata con le sovvenzioni del dispositivo e altri fondi dell'Unione ammonter&#224; al 2,2&#160;% del PIL nel 2023, mentre gli investimenti finanziati a livello nazionale apporteranno all'orientamento della politica di bilancio un contributo espansivo di 0,3 punti percentuali&#160;<a>(<span>13</span>)</a>. Pertanto il Portogallo prevede di finanziare investimenti attraverso il dispositivo e altri fondi dell'Unione e, stando alle proiezioni, preserver&#224; gli investimenti finanziati a livello nazionale&#160;<a>(<span>14</span>)</a>. Prevede di finanziare investimenti pubblici per le transizioni verde e digitale e la sicurezza energetica, tra cui progetti per la decarbonizzazione dell'industria, la produzione di idrogeno rinnovabile e altri gas rinnovabili e la digitalizzazione delle scuole, che sono finanziati dal dispositivo e da altri fondi dell'Unione.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(22)</p></td><td><p>Secondo il programma di stabilit&#224; 2023, il disavanzo delle amministrazioni pubbliche scender&#224; allo 0,2&#160;% del PIL nel 2024. Il calo nel 2024 riflette principalmente il previsto contenimento della spesa corrente, segnatamente per consumi intermedi, retribuzioni dei dipendenti e sovvenzioni, unitamente a una crescita sostenuta sul lato delle entrate. Secondo il programma di stabilit&#224; 2023, si prevede che il rapporto debito pubblico/PIL scenda al 103,0&#160;% alla fine del 2024. Sulla base delle misure politiche note alla data limite delle previsioni, le previsioni di primavera 2023 della Commissione prospettano un disavanzo pubblico dello 0,1&#160;% del PIL per il 2024. Si tratta di un disavanzo leggermente inferiore a quello previsto nel programma di stabilit&#224; 2023, principalmente a causa di una crescita pi&#249; sostenuta delle entrate, in particolare delle imposte, prospettata nelle previsioni di primavera 2023 della Commissione. Le previsioni di primavera 2023 della Commissione prospettano un rapporto debito pubblico/PIL analogo, pari al 103,1&#160;% alla fine del 2024.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(23)</p></td><td><p>Il programma di stabilit&#224; 2023 non contiene informazioni sulla graduale eliminazione delle misure di sostegno connesse all'energia nel 2024. La Commissione presuppone attualmente la completa eliminazione graduale delle misure di sostegno connesse all'energia nel 2024. Ci&#242; si basa sul presupposto che non si registrino nuovi aumenti dei prezzi dell'energia.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(24)</p></td><td><p>Il regolamento (CE) n.&#160;1466/97 del Consiglio richiede un miglioramento annuo del saldo strutturale di bilancio per conseguire l'obiettivo di bilancio a medio termine, avendo lo 0,5&#160;% del PIL come parametro di riferimento&#160;<a>(<span>15</span>)</a>. Alla luce delle considerazioni relative alla sostenibilit&#224; di bilancio, secondo la Commissione sarebbe opportuno migliorare il saldo strutturale di almeno lo 0,3&#160;% del PIL per il 2024. Al fine di conseguire tale miglioramento, e conformemente alla metodologia della Commissione, la crescita della spesa primaria netta finanziata a livello nazionale&#160;<a>(<span>16</span>)</a> nel 2024 non dovrebbe superare l'1,8&#160;%, come indicato nella presente raccomandazione. Allo stesso tempo, nel&#160;2023 &#232; opportuno eliminare gradualmente le restanti misure di sostegno connesse all'energia (attualmente stimate dalla Commissione allo 0,8&#160;% del PIL nel 2023), se consentito dagli sviluppi del mercato dell'energia e partendo dalle misure meno mirate, e usare i relativi risparmi per ridurre il disavanzo pubblico.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(25)</p></td><td><p>Nell'ipotesi di politiche invariate, le previsioni di primavera 2023 della Commissione prospettano una crescita della spesa primaria netta finanziata a livello nazionale pari al 2,8&#160;% nel 2024, ossia al di sopra del tasso di crescita raccomandato. L'aggiustamento prospettato nelle previsioni di primavera 2023 della Commissione &#232; inferiore ai risparmi derivanti dalla completa eliminazione delle misure di sostegno connesse all'energia. Ci&#242; &#232; dovuto a misure che presentano un previsto impatto permanente di incremento della spesa, nonch&#233; a riforme dell'imposta sul reddito delle persone fisiche che determinano una riduzione delle entrate.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(26)</p></td><td><p>Il programma di stabilit&#224; 2023 prevede un aumento degli investimenti pubblici dal 3,2&#160;% del PIL nel 2023 al 3,4&#160;% del PIL nel 2024. Tale aumento riflette quello degli investimenti finanziati a livello nazionale e di quelli finanziati dall'Unione, in particolare attraverso il dispositivo. Il programma di stabilit&#224; 2023 fa riferimento a riforme e investimenti da cui si attende un contributo alla sostenibilit&#224; di bilancio e a una crescita sostenibile e inclusiva. Tali riforme e investimenti comprendono misure intese a modernizzare e semplificare la gestione delle finanze pubbliche e a potenziare i sistemi informativi per la gestione delle finanze pubbliche, come ad esempio lo sviluppo di un modello per il monitoraggio dell'esecuzione di bilancio e finanziaria delle amministrazioni pubbliche, l'entrata in funzione dell'ente contabile statale, nonch&#233; l'integrazione della programmazione di bilancio e di revisioni della spesa nel regolare processo di bilancio, previste dal piano per la ripresa e la resilienza.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(27)</p></td><td><p>Il programma di stabilit&#224; 2023 delinea un percorso di bilancio a medio termine fino al 2027. Secondo il programma di stabilit&#224; 2023, il disavanzo delle amministrazioni pubbliche scender&#224; gradualmente allo 0,1&#160;% del PIL nel 2025, raggiungendo una posizione di bilancio equilibrata nel 2026, per poi realizzare una piccola eccedenza pari allo 0,1&#160;% del PIL nel 2027. Si prevede pertanto che il disavanzo delle amministrazioni pubbliche rimarr&#224; al di sotto del 3&#160;% del PIL nel periodo di riferimento del programma. Sempre in base al programma di stabilit&#224; 2023, il rapporto debito pubblico/PIL dovrebbe diminuire passando dal 103,0&#160;% alla fine del 2024 al 92,0&#160;% entro la fine del 2027. Una composizione delle finanze pubbliche pi&#249; favorevole alla crescita, sia sul fronte delle entrate che su quello delle spese del bilancio pubblico, favorirebbe la sostenibilit&#224; di bilancio a lungo termine del Portogallo, migliorando nel contempo il contesto imprenditoriale e contribuendo a una crescita sostenibile e inclusiva. Le agevolazioni fiscali sono ampiamente utilizzate nel sistema fiscale portoghese, con oltre 500 agevolazioni distribuite in pi&#249; di 60 testi legislativi. Questo comporta un aumento della complessit&#224; e una riduzione della trasparenza del sistema, oltre a determinare una perdita di entrate. Un monitoraggio e una valutazione sistematici gioverebbero all'efficienza in termini di costi delle vigenti agevolazioni fiscali, consentendo notevoli miglioramenti in questo ambito. Inoltre, le addizionali statali e comunali complicano il regime di imposizione dei redditi societari, il che genera un onere aggiuntivo per l'amministrazione fiscale e le imprese. L'efficienza dell'amministrazione delle finanze portoghese potrebbe essere rafforzata per incoraggiare l'adempimento volontario, contribuendo nel contempo a ridurre l'evasione fiscale e le frodi. Il costo amministrativo della riscossione delle imposte &#232; elevato ed &#232; ulteriormente aumentato negli ultimi anni (all'incirca del 5&#160;% dal 2018 al 2020). Allo stesso tempo, il pagamento delle imposte in Portogallo sembra richiedere pi&#249; tempo che in altri Stati membri. Gli arretrati di imposta, gi&#224; elevati, hanno continuato ad aumentare (attestandosi al 45,9&#160;% delle entrate totali alla fine del 2020, ben al di sopra della media dell'Unione).</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(28)</p></td><td><p>Nell'ambito del sistema di protezione sociale del Portogallo, la capacit&#224; delle prestazioni di ridurre la povert&#224; &#232; scarsa ed &#232; ulteriormente diminuita nel 2021, mentre l'evoluzione della percentuale di persone a rischio di povert&#224; &#232; stata tra le peggiori dell'Unione (con un aumento di 2,4&#160;punti percentuali) in un contesto di generale stabilit&#224; nella maggior parte degli Stati membri. L'adeguatezza del reddito minimo rimane scarsa, ben al di sotto della soglia di povert&#224;. Questi dati mettono in dubbio la capacit&#224; del Portogallo di conseguire gli obiettivi di riduzione della povert&#224; di cui al piano d'azione sul pilastro europeo dei diritti sociali. Allo stesso tempo, il sistema di protezione sociale rimane complesso, poich&#233; vari tipi di prestazioni sociali sembrano perseguire obiettivi analoghi. La complessit&#224; e frammentazione che ne consegue si traduce in tassi di utilizzo relativamente bassi e nella mancanza di un'attenzione efficace verso i pi&#249; bisognosi, pregiudicando la copertura e, in ultima analisi, l'adeguatezza delle prestazioni sociali. La semplificazione delle prestazioni esistenti, unitamente a un'attuazione tempestiva della strategia nazionale contro la povert&#224;, aumenter&#224; la capacit&#224; del Portogallo di affrontare le sfide sociali future.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(29)</p></td><td><p>Conformemente all'articolo 19, paragrafo 3, lettera b), del regolamento (UE) 2021/241 e all'allegato V, criterio 2.2, di tale regolamento, il piano per la ripresa e la resilienza comprende un'ampia gamma di riforme e investimenti che si rafforzano reciprocamente, da attuare entro il 2026. Sebbene l'attuazione del piano per la ripresa e la resilienza del Portogallo proceda, esiste un rischio di ritardi. Il Portogallo ha presentato due richieste di pagamento, corrispondenti a 58 traguardi e obiettivi del piano per la ripresa e la resilienza, per un'erogazione complessiva pari a 2,98 miliardi di EUR. Il piano per la ripresa e la resilienza del Portogallo &#232; ambizioso e complesso. Una solida governance e un costante monitoraggio del piano sono fondamentali per ridurre al minimo il rischio di ritardi. L'inclusione del nuovo capitolo dedicato al piano REPowerEU nel piano per la ripresa e la resilienza consentir&#224; di finanziare ulteriori riforme e investimenti a sostegno degli obiettivi strategici del Portogallo in materia di energia e transizione verde. Per l'attuazione efficace del piano per la ripresa e la resilienza e di altre politiche economiche e occupazionali che vanno al di l&#224; di tale piano, per assicurare un'ampia titolarit&#224; dell'agenda politica generale rimane importante il coinvolgimento sistematico ed effettivo delle autorit&#224; locali e regionali, delle parti sociali e degli altri portatori di interessi pertinenti. Il 26 maggio 2023 il Portogallo ha presentato una modifica del proprio piano, la cui revisione prevede nuove misure, compreso un capitolo dedicato al piano REPowerEU, e tiene conto dell'aumento del contributo finanziario massimo&#160;<a>(<span>17</span>)</a>. In conformit&#224; dell'articolo 14, paragrafo 6, del regolamento (UE) 2021/241, il Portogallo ha inoltre presentato richiesta di un sostegno supplementare sotto forma di prestito nell'ambito del dispositivo.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(30)</p></td><td><p>Nel 2022 la Commissione ha approvato tutti i documenti di programmazione della politica di coesione del Portogallo. Procedere alla rapida attuazione dei programmi della politica di coesione in complementarit&#224; e sinergia con il piano per la ripresa e la resilienza, compreso il capitolo dedicato al piano REPowerEU, &#232; fondamentale per realizzare le transizioni verde e digitale, accrescere la resilienza economica e sociale e conseguire uno sviluppo territoriale equilibrato in Portogallo.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(31)</p></td><td><p>Oltre alle sfide economiche e sociali affrontate dal piano per la ripresa e la resilienza e dai programmi della politica di coesione, il Portogallo si trova di fronte a una serie di ulteriori sfide connesse all'economia circolare, all'energia e alla transizione verde.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(32)</p></td><td><p>Il Portogallo &#232; molto al di sotto della media dell'Unione per quanto riguarda i progressi verso un'economia circolare, la produttivit&#224; delle risorse industriali e gli indicatori relativi alla gestione dei rifiuti, con marcate differenze regionali. Il tasso medio di riciclaggio dei rifiuti urbani &#232; particolarmente basso (30,5&#160;% nel 2021, lontano dall'obiettivo dell'Unione del 50&#160;% entro il 2020) e varia a seconda delle regioni. Per raggiungere gli obiettivi dell'Unione per il prossimo decennio, tra cui il 55&#160;% di rifiuti urbani riciclati entro il 2025, saranno necessari sforzi significativi. Occorrono miglioramenti per aumentare la prevenzione, la minimizzazione, lo smistamento, il riutilizzo e il riciclaggio dei rifiuti, in linea con i livelli superiori della gerarchia dei rifiuti, evitandone cos&#236; il conferimento in discarica e negli inceneritori, ed &#232; necessario modernizzare le strutture di riciclaggio e trattamento dei rifiuti. Esempi di efficacia nel raggiungimento di questi obiettivi comprendono l'aumento delle tasse sul conferimento in discarica e sull'incenerimento, l'introduzione di una tassa sui rifiuti residui e l'aumento degli oneri per i comuni che non raggiungono gli obiettivi di riciclaggio. Il processo potrebbe essere accelerato anche con la diffusione della raccolta differenziata dei rifiuti e l'ulteriore sviluppo dei sistemi di imposizione in base ai rifiuti prodotti (pay-as-you-throw), del &#171;vuoto a rendere&#187; e della responsabilit&#224; estesa del produttore.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(33)</p></td><td><p>Nonostante i progressi compiuti anche nel contesto della crisi energetica, il Portogallo rimane fortemente dipendente dalle importazioni di combustibili fossili: nel 2021 il petrolio e il gas rappresentavano rispettivamente il 45&#160;% e il 23&#160;% del suo mix energetico. La forte dipendenza dal gas per la produzione di energia elettrica inoltre presenta dei rischi in termini di sicurezza dell'approvvigionamento, soprattutto considerando la scarsit&#224; di energia idroelettrica a causa dei periodi di siccit&#224; sempre pi&#249; frequenti. Al fine di accelerare gli sforzi di decarbonizzazione, si potrebbe continuare a perseguire una serie di misure che si basano sulle riforme e sugli investimenti del piano per la ripresa e la resilienza del Portogallo e vanno anche oltre. Per accelerare la diffusione delle energie rinnovabili, il Portogallo potrebbe dare seguito ai progressi compiuti lo scorso anno nella razionalizzazione delle procedure di concessione, anche aumentando la capacit&#224; dell'amministrazione competente, nell'ulteriore digitalizzazione della produzione di energie rinnovabili e nell'introduzione di una pianificazione territoriale pi&#249; favorevole per l'energia eolica offshore, il cui potenziale resta sottoutilizzato. Sarebbero utili anche altre azioni intese a promuovere l'autoconsumo, compresi i pannelli solari sui tetti, e le comunit&#224; di energia rinnovabile. Il numero di comunit&#224; di energia rinnovabile in Portogallo, sebbene in aumento, &#232; ancora basso ed esiste un margine per agevolare la concessione delle relative licenze e creare sistemi di incentivazione.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(34)</p></td><td><p>Con l'integrazione di pi&#249; energie rinnovabili, saranno essenziali ulteriori investimenti volti a espandere la capacit&#224; di stoccaggio e di rete per salvaguardare l'equilibrio della rete elettrica. Il Portogallo potrebbe trarre vantaggio dal rafforzamento delle sue interconnessioni elettriche, poich&#233; il livello di interconnessione con la Spagna &#232; ancora basso rispetto ai suoi obiettivi per il 2030. Lo stato della rete di trasmissione e distribuzione potrebbe essere migliorato con il rafforzamento della rete interna, nuovi investimenti nello stoccaggio di energia elettrica e l'ulteriore digitalizzazione della rete. L'introduzione relativamente limitata di contatori intelligenti ostacola lo sviluppo di un sistema decentrato di produzione di energia rinnovabile. Per affrontare l'elevato grado di dipendenza dai combustibili fossili negli edifici e ridurre il consumo di energia, il Portogallo ha bisogno di accelerare le azioni in materia di efficienza energetica, al di l&#224; di quanto previsto nel piano per la ripresa e la resilienza e nei programmi della politica di coesione del Portogallo. Altre misure dovrebbero contribuire ad affrontare la situazione dell'elevata percentuale della popolazione portoghese che vive in condizioni di povert&#224; energetica. L'intensificazione degli sforzi per incentivare le ristrutturazioni profonde, anche fornendo assistenza tecnica ai richiedenti, potrebbe accelerare la diffusione di progetti di ristrutturazione. Il Portogallo potrebbe anche trarre vantaggio da un quadro rafforzato di meccanismi finanziari intesi a stimolare gli investimenti privati in ristrutturazioni efficienti sotto il profilo energetico. In tal modo il Portogallo potrebbe destinare maggiori risorse a sovvenzioni mirate a famiglie bisognose. Nel periodo tra l'agosto 2022 e il marzo 2023 il consumo di gas naturale del Portogallo &#232; diminuito del 16&#160;% rispetto al consumo medio di gas registrato per lo stesso periodo nei cinque anni precedenti, superando l'obiettivo di riduzione del 15&#160;% stabilito nel regolamento (UE) 2022/1369&#160;<a>(<span>18</span>)</a>. Il paese potrebbe continuare ad adoperarsi per ridurre temporaneamente la domanda di gas fino al 31 marzo 2024 a norma del regolamento (UE) 2023/706 del Consiglio&#160;<a>(<span>19</span>)</a>.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(35)</p></td><td><p>La carenza di manodopera e di competenze nei settori e nelle professioni fondamentali per la transizione verde &#8212; compresi la produzione, la diffusione e la manutenzione delle tecnologie a zero emissioni nette &#8212; sta creando strozzature nella transizione a un'economia a zero emissioni nette. Sistemi di istruzione e formazione di qualit&#224; elevata che rispondano alle mutevoli esigenze del mercato del lavoro e misure mirate per la riqualificazione e il miglioramento del livello delle competenze sono cruciali per ridurre le carenze di competenze e promuovere l'inclusione lavorativa e la riallocazione della forza lavoro. Per&#160;sbloccare il potenziale inutilizzato dell'offerta di lavoro, tali misure devono essere accessibili, in particolare per le persone e nei settori e nelle regioni maggiormente interessati dalla transizione verde. Il Portogallo si trova ad affrontare una carenza di competenze necessarie per la transizione verde, in particolare nell'edilizia e nell'industria manifatturiera. Il paese trarrebbe vantaggio dal rafforzamento delle sue politiche per la riqualificazione e il miglioramento delle competenze connesse alla transizione verde.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(36)</p></td><td><p>Alla luce della valutazione della Commissione, il Consiglio ha esaminato il programma di stabilit&#224; 2023 e il suo parere&#160;<a>(<span>20</span>)</a> trova riscontro nella raccomandazione di cui al punto 1.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(37)</p></td><td><p>Date le strette correlazioni tra le economie degli Stati membri della zona euro e il loro contributo collettivo al funzionamento dell'Unione economica e monetaria, il Consiglio ha raccomandato a tali Stati membri di prendere provvedimenti, anche tramite i piani per la ripresa e la resilienza, al fine di i) preservare la sostenibilit&#224; del debito e astenersi da un sostegno generalizzato alla domanda aggregata nel 2023, orientare in modo pi&#249; mirato le misure di bilancio adottate per attenuare l'impatto degli elevati prezzi dell'energia e riflettere su modalit&#224; adeguate per eliminare gradualmente il sostegno con il diminuire delle pressioni causate dai prezzi dell'energia; ii) mantenere un elevato livello di investimenti pubblici e promuovere investimenti privati a sostegno delle transizioni verde e digitale; iii) sostenere dinamiche salariali che attenuino la perdita di potere d'acquisto limitando nel contempo gli effetti di secondo impatto sull'inflazione, migliorare ulteriormente le politiche attive del mercato del lavoro e colmare le carenze di competenze; iv) migliorare il contesto imprenditoriale e garantire che il sostegno per l'energia destinato alle imprese sia efficace sotto il profilo dei costi, temporaneo e mirato alle imprese economicamente sostenibili e che siano mantenuti incentivi per la transizione verde; e v) preservare la stabilit&#224; macrofinanziaria e monitorare i rischi, continuando nel contempo a lavorare al completamento dell'Unione bancaria. Per il Portogallo le raccomandazioni di cui ai punti 1, 2 e 4 contribuiscono all'attuazione della prima, della seconda e della terza raccomandazione di cui alla raccomandazione del 2023 sulla zona euro.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(38)</p></td><td><p>Alla luce dell'esame approfondito della Commissione e della valutazione ivi contenuta, il Consiglio ha esaminato il programma nazionale di riforma 2023 e il programma di stabilit&#224; 2023. Le sue raccomandazioni a norma dell'articolo 6 del regolamento (UE) n. 1176/2011 trovano riscontro nella raccomandazione di cui al punto 1. Le politiche menzionate nella raccomandazione di cui al punto 1 contribuiscono ad affrontare le vulnerabilit&#224; connesse al debito pubblico. La raccomandazione di cui al punto 2 contribuisce a dare seguito alla raccomandazione di cui al punto 1. Le politiche menzionate nella raccomandazione di cui al punto 1 contribuiscono tanto a correggere gli squilibri quanto ad attuare le raccomandazioni di cui alla raccomandazione del 2023 sulla zona euro, in linea con il considerando 37,</p></td></tr></tbody></table>
RACCOMANDA al Portogallo di prendere provvedimenti nel 2023 e nel 2024 al fine di:
1. Eliminare gradualmente le vigenti misure di sostegno di emergenza connesse all'energia, usando i relativi risparmi per ridurre il disavanzo pubblico, quanto prima nel 2023 e nel 2024; qualora nuovi aumenti dei prezzi dell'energia dovessero richiedere nuove misure di sostegno o il proseguimento di quelle esistenti, provvedere a che tali misure di sostegno mirino a tutelare le famiglie e le imprese vulnerabili, siano sostenibili a livello di bilancio e preservino gli incentivi al risparmio energetico;
Assicurare una politica di bilancio prudente, in particolare limitando a non più dell'1,8 % l'aumento nominale della spesa primaria netta finanziata a livello nazionale nel 2024 ( 21 ) , a meno che, secondo le stime, un tasso di riferimento più elevato per quanto riguarda la crescita della spesa primaria netta finanziata a livello nazionale sia compatibile con il conseguimento, da parte del Portogallo, del suo obiettivo di bilancio a medio termine pari a ‒ 0,5 % del PIL, tra l'altro nel caso in cui la spesa per interessi sia inferiore a quanto attualmente prospettato dalla Commissione;
Preservare gli investimenti pubblici finanziati a livello nazionale e provvedere all'assorbimento efficace delle sovvenzioni del dispositivo e di altri fondi dell'Unione, in particolare per promuovere le transizioni verde e digitale;
Per il periodo successivo al 2024, continuare a perseguire una strategia di bilancio a medio termine di risanamento graduale e sostenibile, combinata con investimenti e riforme atti ad aumentare la crescita sostenibile, al fine di conseguire una posizione di bilancio prudente a medio termine;
Migliorare l'efficacia del sistema fiscale e di quello di protezione sociale, in particolare dando la priorità alla semplificazione di entrambi i quadri, rafforzando l'efficienza delle rispettive amministrazioni e riducendo i relativi oneri amministrativi;
2. Accelerare l'attuazione del piano per la ripresa e la resilienza, anche garantendo un'adeguata capacità amministrativa, e, a seguito della recente presentazione dell'addendum, compresi il capitolo dedicato al piano REPowerEU e la richiesta di prestiti supplementari, avviare rapidamente l'attuazione delle misure collegate; procedere alla rapida attuazione dei programmi della politica di coesione in stretta complementarità e sinergia con il piano per la ripresa e la resilienza;
3. Migliorare le condizioni per una transizione verso un'economia circolare, in particolare aumentando la prevenzione, il riciclaggio e il riutilizzo dei rifiuti per evitarne il conferimento in discariche e inceneritori;
4. Ridurre la dipendenza complessiva dai combustibili fossili; accelerare la diffusione delle energie rinnovabili, semplificando ulteriormente e digitalizzando le procedure di concessione, per consentire una maggiore produzione di energia elettrica da fonte eolica, in particolare offshore, e solare, nonché promuovendo l'autoconsumo e le comunità di energia rinnovabile; aumentare la capacità di interconnessione elettrica e potenziare le reti di trasmissione e distribuzione di energia elettrica, consentendo investimenti nello stoccaggio dell'energia elettrica e nella digitalizzazione della rete, anche con una più rapida introduzione di contatori intelligenti; accelerare gli investimenti nell'efficienza energetica, promuovendo meccanismi finanziari intesi ad attirare investimenti privati e sostenendo le famiglie bisognose; intensificare le iniziative a livello politico a favore dell'offerta e dell'acquisizione delle abilità e competenze necessarie per la transizione verde.
Fatto a Bruxelles, il 14 luglio 2023
Per il Consiglio
La presidente
N. CALVIÑO SANTAMARÍA
<note>
( 1 ) GU L 209 del 2.8.1997, pag. 1 .
( 2 ) GU L 306 del 23.11.2011, pag. 25 .
( 3 ) Regolamento (UE) 2021/241 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 febbraio 2021, che istituisce il dispositivo per la ripresa e la resilienza ( GU L 57 del 18.2.2021, pag. 17 ).
( 4 ) Raccomandazione del Consiglio, del 16 maggio 2023, sulla politica economica della zona euro ( GU C 180 del 23.5.2023, pag. 1 ).
( 5 ) Regolamento (UE) 2023/435 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 febbraio 2023, che modifica il regolamento (UE) 2021/241 per quanto riguarda l'inserimento di capitoli dedicati al piano REPowerEU nei piani per la ripresa e la resilienza e che modifica i regolamenti (UE) n. 1303/2013, (UE) 2021/1060 e (UE) 2021/1755, e la direttiva 2003/87/CE ( GU L 63 del 28.2.2023, pag. 1 ).
( 6 ) ST 10149/21; ST 10149/21 ADD 1; ST 10149/21 ADD 1 REV 1.
( 7 ) Raccomandazione del Consiglio, del 18 giugno 2021, che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità 2021 del Portogallo ( GU C 304 del 29.7.2021, pag. 102 ).
( 8 ) L'orientamento della politica di bilancio è misurato come la variazione, rispetto alla crescita potenziale a medio termine, della spesa primaria (al netto delle misure discrezionali sul lato delle entrate), escluse le misure temporanee di emergenza connesse alla crisi della COVID-19, ma compresa la spesa finanziata dal sostegno non rimborsabile (sovvenzioni) del dispositivo e altri fondi dell'Unione. Per maggiori dettagli cfr. il riquadro 1 nelle tabelle statistiche di bilancio.
( 9 ) L'altra spesa in conto capitale finanziata a livello nazionale ha fornito un contributo espansivo di 0,2 punti percentuali di PIL.
( 10 ) Tale cifra rappresenta il livello del costo annuale di bilancio delle misure, comprese le entrate e le spese correnti e, se del caso, le misure di spesa in conto capitale.
( 11 ) Raccomandazione del Consiglio, del 12 luglio 2022, sul programma nazionale di riforma 2022 del Portogallo e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità 2022 del Portogallo ( GU C 334 dell'1.9.2022, pag. 181 ).
( 12 ) Stando alle previsioni di primavera 2023 della Commissione, la crescita del prodotto potenziale a medio termine (media su 10 anni) del Portogallo è stimata al 7,6 % in termini nominali.
( 13 ) Secondo le proiezioni l'altra spesa in conto capitale finanziata a livello nazionale apporterà un contributo restrittivo di 0,3 punti percentuali di PIL, determinato in particolare dalla riduzione stimata dei trasferimenti di capitale alle imprese di proprietà dello Stato nel 2023.
( 14 ) La spesa finanziata con le sovvenzioni del dispositivo per la ripresa e la resilienza e altri fondi dell'Unione è ammontata al 2,2 % del PIL nel 2023, mentre gli investimenti finanziati a livello nazionale hanno apportato all'orientamento della politica di bilancio un contributo espansivo di 0,3 punti percentuali. Secondo le proiezioni l'altra spesa in conto capitale finanziata a livello nazionale darà un contributo espansivo di 0,1 punti percentuali di PIL.
( 15 ) L'articolo 5 del regolamento (CE) n. 1466/97 impone anche un aggiustamento superiore allo 0,5 % del PIL per gli Stati membri con un debito pubblico superiore al 60 % del PIL o che presentano rischi più considerevoli in termini di sostenibilità del debito.
( 16 ) Si definisce spesa primaria netta la spesa finanziata a livello nazionale al netto delle misure discrezionali sul lato delle entrate, ad esclusione della spesa per interessi e della spesa ciclica per la disoccupazione.
( 17 ) Il contributo finanziario massimo per il Portogallo è stato aggiornato il 30 giugno 2022 a un importo di 15,5 miliardi di EUR in sovvenzioni, in linea con l'articolo 11, paragrafo 2, del regolamento (UE) 2021/241.
( 18 ) Regolamento (UE) 2022/1369 del Consiglio, del 5 agosto 2022, relativo a misure coordinate di riduzione della domanda di gas ( GU L 206 dell'8.8.2022, pag. 1 ).
( 19 ) Regolamento (UE) 2023/706 del Consiglio, del 30 marzo 2023, che modifica il regolamento (UE) 2022/1369 per prorogare il periodo di applicazione delle misure di riduzione della domanda di gas e rafforzare la comunicazione e il monitoraggio della loro attuazione ( GU L 93 del 31.3.2023, pag. 1 ).
( 20 ) A norma dell'articolo 5, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1466/97.
( 21 ) Il che, secondo le stime, corrisponde a un miglioramento annuo del saldo strutturale di bilancio pari almeno allo 0,3 % del PIL per il 2024, come descritto nel considerando 24.
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