Document ID: 32019H0605(02)
Language: ITA

<table><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>5.6.2019&#160;&#160;&#160;</p></td><td><p>IT</p></td><td><p>Gazzetta ufficiale dell'Unione europea</p></td><td><p>C 189/15</p></td></tr></tbody></table>
RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
del 22 maggio 2019
su un approccio globale all’insegnamento e all’apprendimento delle lingue
(2019/C 189/03)
IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA
visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea, in particolare gli articoli 165 e 166,
vista la proposta della Commissione europea,
considerando quanto segue:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(1)</p></td><td><p>Nella comunicazione &#171;Rafforzare l&#8217;identit&#224; europea grazie all&#8217;istruzione e alla cultura&#187;&#160;<a>(<span>1</span>)</a> la Commissione europea illustra l&#8217;idea di uno spazio europeo dell&#8217;istruzione in cui l&#8217;istruzione, la formazione e la ricerca inclusive e di alta qualit&#224; non siano limitate da confini, in cui sia consuetudine trascorrere un periodo in un altro Stato membro per studiare, formarsi o lavorare, in cui parlare altre due lingue oltre alla propria lingua madre sia una pratica molto pi&#249; diffusa e le persone abbiano un forte senso della propria identit&#224; di europei, nonch&#233; consapevolezza del comune patrimonio culturale e linguistico dell&#8217;Europa e della sua diversit&#224;.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(2)</p></td><td><p>Durante la sessione di lavoro informale del vertice di G&#246;teborg per l&#8217;occupazione equa e la crescita, i capi di Stato o di governo hanno discusso il ruolo dell&#8217;istruzione e della cultura per il futuro dell&#8217;Europa. Le conclusioni del Consiglio europeo del 14 dicembre 2017&#160;<a>(<span>2</span>)</a> invitano gli Stati membri, il Consiglio e la Commissione, conformemente alle rispettive competenze, a portare avanti i lavori in questo ambito.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(3)</p></td><td><p>Nelle conclusioni adottate a Barcellona il 15 e 16 marzo 2002, il Consiglio europeo ha invitato ad intraprendere ulteriori azioni nel campo dell&#8217;istruzione per &#171;migliorare la padronanza delle competenze di base, segnatamente mediante l&#8217;insegnamento di almeno due lingue straniere sin dall&#8217;infanzia&#187;.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(4)</p></td><td><p>La competenza alfabetica funzionale e la competenza multilinguistica figurano tra le otto competenze chiave definite nella raccomandazione del Consiglio relativa alle competenze chiave per l&#8217;apprendimento permanente&#160;<a>(<span>3</span>)</a>.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(5)</p></td><td><p>La competenza multilinguistica&#160;<a>(<span>4</span>)</a> rappresenta il fulcro dell&#8217;idea di uno spazio europeo dell&#8217;istruzione. A fronte di un aumento della mobilit&#224; a scopo di istruzione, formazione e lavoro all&#8217;interno dell&#8217;UE, dei crescenti flussi migratori da paesi terzi verso l&#8217;UE e della generale cooperazione globale, i sistemi di istruzione e formazione devono riconsiderare le sfide connesse all&#8217;insegnamento e all&#8217;apprendimento delle lingue nonch&#233; le opportunit&#224; offerte dalla diversit&#224; linguistica europea.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(6)</p></td><td><p>Potenziare e migliorare l&#8217;apprendimento e l&#8217;insegnamento delle lingue potrebbe rafforzare la dimensione europea dell&#8217;istruzione e della formazione. Potrebbe inoltre promuovere lo sviluppo di un&#8217;identit&#224; europea nella sua piena diversit&#224;, che integri le identit&#224; e le tradizioni locali, regionali e nazionali, nonch&#233; una migliore comprensione dell&#8217;UE e dei suoi Stati membri. La competenza multilinguistica fornisce una migliore comprensione delle altre culture, contribuendo in tal modo allo sviluppo delle competenze di cittadinanza e di democrazia.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(7)</p></td><td><p>Quasi la met&#224; degli europei&#160;<a>(<span>5</span>)</a> dichiara di non essere in grado di sostenere una conversazione in una lingua diversa dalla propria prima lingua&#160;<a>(<span>6</span>)</a>. La carenza di competenza multilinguistica rappresenta una fonte di difficolt&#224; che ostacola la buona interazione tra le amministrazioni pubbliche e i cittadini soprattutto nelle regioni frontaliere&#160;<a>(<span>7</span>)</a>.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(8)</p></td><td><p>Solo quattro discenti su dieci nell&#8217;ambito dell&#8217;istruzione secondaria raggiungono una conoscenza a &#171;livello intermedio&#187; nella prima lingua straniera, che corrisponde alla capacit&#224; di sostenere una conversazione semplice. Solo un quarto raggiunge tale livello per la seconda lingua straniera&#160;<a>(<span>8</span>)</a>. Un&#8217;analisi comparativa delle lingue nell&#8217;istruzione e nella formazione ha evidenziato che la maggior parte degli Stati membri riscontra difficolt&#224; nel garantire risultati di apprendimento adeguati nel campo delle lingue. Pur essendo presenti in tutti i settori dell&#8217;istruzione, le sfide sono particolarmente rilevanti nel campo dell&#8217;istruzione e della formazione professionale, dove l&#8217;apprendimento delle lingue &#232; oggetto di minore attenzione.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(9)</p></td><td><p>La competenza multilinguistica limitata continua a essere uno dei principali ostacoli alla fruizione delle opportunit&#224; offerte dai programmi europei in materia di istruzione, formazione e giovent&#249;. Per contro, il potenziamento della competenza multilinguistica consentir&#224; alle persone di trarre maggiori benefici dalle opportunit&#224; disponibili sul mercato interno, tra cui la libera circolazione dei lavoratori, nonch&#233; di prendere decisioni pi&#249; informate circa le opportunit&#224; esistenti in altri paesi dell&#8217;UE.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(10)</p></td><td><p>La competenza multilinguistica genera vantaggi competitivi per le imprese e per le persone in cerca di occupazione, se tale competenza &#232; parte integrante di un bagaglio pi&#249; ampio di competenze necessarie. Esiste una correlazione positiva tra la conoscenza delle lingue straniere e la probabilit&#224; di trovare un&#8217;occupazione. Tuttavia i risultati dell&#8217;ultima indagine sulla formazione professionale continua (CVTS 2016) mostrano che soltanto il 7,9 % delle aziende (tra quelle che erogano attivit&#224; di formazione ai propri dipendenti) indirizza il personale verso corsi di lingua (il dato varia dal 22,1 % in Slovacchia allo 0,5 % in Irlanda).</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(11)</p></td><td><p>&#200; necessario che le persone possiedano un adeguato bagaglio di abilit&#224; e competenze per mantenere il tenore di vita attuale, sostenere alti tassi di occupazione e promuovere la coesione sociale in previsione della societ&#224; e del mondo del lavoro di domani. L&#8217;acquisizione di una migliore competenza multilinguistica potrebbe favorire un aumento della mobilit&#224; e della cooperazione all&#8217;interno dell&#8217;Unione. Ci&#242; &#232; fondamentale anche al fine di garantire la piena integrazione di minori, studenti e adulti immigrati.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(12)</p></td><td><p>&#200; necessario esplorare nuove modalit&#224; di apprendimento per una societ&#224; che diventa sempre pi&#249; mobile e digitale. Lo sviluppo digitale, in particolare, consente di apprendere e praticare un numero crescente di lingue al di l&#224; dell&#8217;aula e del curricolo. Le attuali procedure di valutazione non rispecchiano pienamente tale sviluppo.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(13)</p></td><td><p>Il pilastro europeo dei diritti sociali sancisce, come suo primo principio, che ogni persona ha diritto a un&#8217;istruzione, a una formazione e a un apprendimento lungo tutto l&#8217;arco della vita di qualit&#224; e inclusivi, al fine di mantenere e acquisire le competenze che consentono di partecipare pienamente alla vita della societ&#224; e di gestire con successo le transizioni nel mercato del lavoro. La competenza multilinguistica, intesa come &#171;la capacit&#224; di utilizzare diverse lingue in modo appropriato ed efficace allo scopo di comunicare&#187;, &#232; una delle competenze chiave capaci di promuovere l&#8217;occupabilit&#224;, la realizzazione personale, la cittadinanza attiva, la comprensione interculturale e l&#8217;inclusione sociale.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(14)</p></td><td><p>Oltre la met&#224; degli Stati membri riconosce ufficialmente la presenza, entro i propri confini, di lingue regionali o di minoranza, tra cui le lingue nazionali dei segni, per finalit&#224; giuridiche o amministrative. Numerose sono quelle che trascendono le frontiere nazionali. Le lingue delle popolazioni di immigrati o di rifugiati completano il quadro linguistico dell&#8217;Europa.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(15)</p></td><td><p>Nelle scuole cresce la consapevolezza della necessit&#224; di garantire che tutti i minori, a prescindere dall&#8217;ambiente di origine e dalla prima lingua, acquisiscano un ottimo livello di competenza nella lingua di scolarizzazione, se opportuno anche attraverso misure speciali di sostegno. Ci&#242; favorisce l&#8217;equit&#224; e le pari opportunit&#224; e riduce il rischio di abbandono scolastico precoce.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(16)</p></td><td><p>La consapevolezza linguistica nelle scuole potrebbe includere la consapevolezza e la comprensione della competenza alfabetica funzionale e della competenza multilinguistica di tutti gli alunni, comprese le competenze riguardanti lingue che non vengono insegnate a scuola. Le scuole potrebbero operare una distinzione tra livelli diversi della competenza multilinguistica necessaria a seconda del contesto e delle finalit&#224; e in funzione delle situazioni, dei bisogni, delle capacit&#224; e degli interessi dei singoli discenti.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(17)</p></td><td><p>La carenza di insegnanti in alcune materie, tra cui le lingue straniere moderne, &#232; considerata una sfida in oltre la met&#224; dei sistemi di istruzione dell&#8217;Unione europea e diversi Stati membri hanno introdotto riforme o incentivi per porre rimedio alla penuria di insegnanti di lingue. Tali riforme e incentivi potrebbero includere borse di studio finalizzate ad attrarre all&#8217;insegnamento laureati in lingue con altre esperienze professionali o nuovi percorsi di formazione per insegnanti.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(18)</p></td><td><p>Le iniziative finalizzate a potenziare le competenze chiave nell&#8217;istruzione scolastica, ad esempio attraverso un migliore collegamento tra le esperienze di vita reale e l&#8217;apprendimento accademico, attraverso l&#8217;utilizzo delle tecnologie digitali e la promozione dell&#8217;innovazione nelle scuole, hanno rafforzato l&#8217;enfasi posta sui risultati di apprendimento, oltre ad aver favorito l&#8217;acquisizione della competenza multilinguistica.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(19)</p></td><td><p>L&#8217;apprendimento integrato di lingua e contenuto, vale a dire l&#8217;insegnamento delle materie attraverso una lingua straniera, come pure gli strumenti digitali e online per l&#8217;apprendimento delle lingue si sono rivelati efficaci per categorie diverse di discenti. Gli insegnanti di lingue in Europa potrebbero beneficiare dello sviluppo professionale continuo per aggiornare la propria competenza digitale e per imparare a supportare al meglio il proprio insegnamento attraverso l&#8217;uso di metodologie diverse e di nuove tecnologie. Una rassegna delle risorse didattiche aperte potrebbe rappresentare un valido aiuto in questa ottica, tenendo conto dei lavori del Consiglio d&#8217;Europa.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(20)</p></td><td><p>Numerose iniziative a livello europeo hanno contribuito alla definizione e allo sviluppo della competenza multilinguistica. Il Quadro comune europeo di riferimento per le lingue sostiene l&#8217;apprendimento e l&#8217;insegnamento di tutte le lingue come strumento trasparente, coerente e globale di riferimento per la valutazione e la comparazione dei livelli di competenza. Opera una distinzione tra livello elementare, livello intermedio e livello avanzato; quest&#8217;ultimo permette all&#8217;utente di lavorare o studiare nella lingua oggetto di valutazione. Nel 2018 lo strumento &#232; stato integrato con nuovi descrittori per la mediazione, per le lingue dei segni e per altre aree, nonch&#233; con raccolte di descrittori per giovani discenti, con l&#8217;obiettivo di rendere tale quadro maggiormente accessibile a un bacino di utenza pi&#249; vasto.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(21)</p></td><td><p>Il passaporto delle lingue Europass &#232; un modello standardizzato per l&#8217;autovalutazione delle abilit&#224; linguistiche che utilizza il Quadro comune europeo di riferimento per le lingue. Aiuta i cittadini a comunicare le proprie abilit&#224; linguistiche durante un periodo di mobilit&#224;, per motivi di studio, di lavoro o di formazione, aiutando nel contempo i datori di lavoro a capire le abilit&#224; linguistiche dei lavoratori.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(22)</p></td><td><p>Il Label europeo delle lingue&#160;<a>(<span>9</span>)</a> premia l&#8217;eccellenza e l&#8217;innovazione nell&#8217;insegnamento delle lingue in tutti i paesi partecipanti. Fornisce un incentivo alle scuole e ad altri istituti ad adottare metodologie e strategie nuove per rispondere alle priorit&#224; locali, regionali, nazionali o europee. Ha contribuito ad accrescere la consapevolezza della cooperazione europea nel campo dell&#8217;insegnamento e dell&#8217;apprendimento delle lingue e a migliorare le dinamiche multilinguistiche nei diversi settori dell&#8217;istruzione.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(23)</p></td><td><p>Tutti gli Stati membri hanno riconosciuto la necessit&#224; di potenziare il multilinguismo e di sviluppare la competenza multilinguistica nell&#8217;Unione. La Commissione europea lavorer&#224; alla proposta di un nuovo insieme di parametri di riferimento europei in materia di istruzione e formazione corredato di opzioni per la raccolta di dati, che potrebbe comprendere anche un parametro di riferimento europeo per le competenze linguistiche, al fine di delineare un quadro pi&#249; accurato della competenza multilinguistica nell&#8217;Unione. Tali parametri di riferimento saranno discussi e decisi dal Consiglio nell&#8217;ambito dell&#8217;istituzione del nuovo quadro strategico nel settore dell&#8217;istruzione e della formazione dopo il 2020.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(24)</p></td><td><p>Pur riconoscendo che la competenza multilinguistica viene acquisita lungo tutto l&#8217;arco della vita e che &#232; necessario offrire opportunit&#224; in tal senso in tutte le fasi della vita, la presente raccomandazione riguarda segnatamente l&#8217;istruzione primaria e secondaria e la formazione, comprese, se possibile, l&#8217;educazione e la cura della prima infanzia e l&#8217;istruzione e la formazione professionale iniziale.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(25)</p></td><td><p>La presente raccomandazione rispetta pienamente i principi di sussidiariet&#224; e proporzionalit&#224;,</p></td></tr></tbody></table>
RACCOMANDA CHE GLI STATI MEMBRI:
conformemente alla legislazione nazionale ed europea, alle risorse disponibili e alle circostanze nazionali e in stretta collaborazione con tutti i portatori di interessi pertinenti:
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>1)</p></td><td><span>esaminino modalit&#224; per aiutare tutti i giovani ad acquisire entro il termine del percorso di istruzione e formazione secondaria superiore &#8212; in aggiunta alle lingue di scolarizzazione &#8212;, se possibile, un livello di competenza in almeno un&#8217;altra lingua europea che consenta loro di utilizzare efficacemente tale lingua a fini sociali, di apprendimento e professionali, nonch&#233; per incoraggiare l&#8217;acquisizione di un&#8217;ulteriore (terza) lingua a un livello che consenta loro di interagire con una certa scioltezza&#160;<a>(<span>10</span>)</a>;</span></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>2)</p></td><td><span>applichino approcci globali volti a migliorare l&#8217;insegnamento e l&#8217;apprendimento delle lingue a livello nazionale, regionale, locale o di singola scuola, a seconda dei casi, avvalendosi, se opportuno, degli esempi di strategie proposti nell&#8217;allegato;</span></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>3)</p></td><td><span>provvedano affinch&#233; siano interessati tutti i settori dell&#8217;istruzione primaria e secondaria, cominciando in una fase quanto pi&#249; precoce possibile, comprese l&#8217;istruzione e la formazione professionale iniziale;</span></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>4)</p></td><td><span>incoraggino, nell&#8217;ambito di tali approcci globali, lo sviluppo della consapevolezza linguistica nelle scuole e negli istituti di istruzione e formazione professionale:</span><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>a)</p></td><td><p>sostenendo attivamente e riconoscendo la mobilit&#224; dei discenti e degli insegnanti, anche mediante il ricorso alle opportunit&#224; offerte nell&#8217;ambito dei pertinenti programmi di finanziamento dell&#8217;Unione;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>b)</p></td><td><p>rafforzando le competenze nelle lingue di scolarizzazione come presupposto per raggiungere ulteriori traguardi di apprendimento e di istruzione in ambito scolastico per tutti i discenti, in particolare coloro che provengono da contesti migratori o svantaggiati o hanno un percorso da rifugiati;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>c)</p></td><td><p>aiutando i discenti ad ampliare le proprie competenze nelle lingue di scolarizzazione attraverso il sostegno agli insegnanti nella gestione dell&#8217;uso dei linguaggi specifici nelle rispettive materie di competenza, anche diffondendo la consapevolezza dei diversi registri linguistici e del vocabolario specifico;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>d)</p></td><td><p>promuovendo la continuit&#224; dell&#8217;istruzione linguistica tra i diversi ordini e gradi di scuola;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>e)</p></td><td><p>valorizzando la diversit&#224; linguistica dei discenti e utilizzandola come risorsa di apprendimento, anche attraverso il coinvolgimento nell&#8217;istruzione linguistica dei genitori, di altri operatori e della pi&#249; ampia comunit&#224; locale;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>f)</p></td><td><p>esaminando le opportunit&#224; per valutare e convalidare le competenze linguistiche extracurricolari risultanti dall&#8217;apprendimento informale (ad esempio nel caso di discenti che provengono da contesti migratori o svantaggiati o hanno un percorso da rifugiati) o dalla frequenza di un sistema scolastico formale di un altro paese in cui il discente ha vissuto in precedenza, per esempio aumentando il novero delle lingue che possono essere aggiunte nel diploma rilasciato alla fine del ciclo di studi;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>g)</p></td><td><p>rafforzando l&#8217;uso del Quadro comune europeo di riferimento per le lingue, in particolare per ispirare sviluppi nei curricoli, nelle prove di verifica e nella valutazione delle lingue;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>h)</p></td><td><p>assicurando sostegno alle scuole per la definizione di un proprio approccio all&#8217;apprendimento delle lingue, nel rispetto della legislazione nazionale, e aiutando le scuole a valorizzare e sfruttare attivamente la loro diversit&#224; linguistica;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>i)</p></td><td><p>offrendo alle scuole e ai centri di formazione opportunit&#224; per rafforzare la loro prospettiva europea, per esempio continuando a conferire il Label europeo delle lingue, sviluppando label scolastici con una particolare prospettiva europea e organizzando eventi nazionali sulla diversit&#224; linguistica;</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>5)</p></td><td><span>sostengano gli insegnanti, i formatori, gli ispettori e i dirigenti scolastici nello sviluppo della consapevolezza linguistica:</span><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>a)</p></td><td><p>investendo, se del caso, nella formazione iniziale e continua degli insegnanti di lingue per migliorare le loro competenze nonch&#233; attrarre e trattenere il personale con l&#8217;obiettivo di mantenere un&#8217;ampia offerta linguistica nell&#8217;istruzione primaria cos&#236; come nell&#8217;istruzione e nella formazione secondaria;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>b)</p></td><td><p>rafforzando la cooperazione volontaria tra gli istituti preposti alla formazione iniziale e continua degli insegnanti di lingue;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>c)</p></td><td><p>introducendo la preparazione alla diversit&#224; linguistica in classe durante il percorso di formazione iniziale e nello sviluppo professionale continuo di insegnanti e dirigenti scolastici;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>d)</p></td><td><p>promuovendo i periodi di studio all&#8217;estero per gli studenti che si preparano a conseguire una qualifica da insegnante, incoraggiando nel contempo la mobilit&#224; di tutti i docenti, i formatori, gli ispettori e i dirigenti scolastici;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>e)</p></td><td><p>promuovendo l&#8217;integrazione e il riconoscimento della mobilit&#224; per l&#8217;apprendimento nella formazione degli insegnanti di lingue affinch&#233; i docenti di lingue neolaureati beneficino preferibilmente di un semestre di esperienza di studio o di insegnamento all&#8217;estero, in particolare attraverso il programma Erasmus+;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>f)</p></td><td><p>promuovendo l&#8217;uso di eTwinning&#160;<a>(<span>11</span>)</a> e di altre forme di cooperazione virtuale nonch&#233; la costruzione di reti faccia a faccia al fine di arricchire le esperienze di apprendimento nelle scuole e sviluppare la competenza multilinguistica di insegnanti e alunni;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>g)</p></td><td><p>promuovendo l&#8217;insegnamento collaborativo tra insegnanti di lingue e insegnanti di altre materie;</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>6)</p></td><td><span>incoraggino la ricerca e l&#8217;uso di metodi pedagogici innovativi, inclusivi e multilingue, ivi compresi, per esempio, gli strumenti digitali, l&#8217;intercomprensione e i modi di insegnare le materie attraverso una lingua straniera (apprendimento integrato di lingua e contenuto) e innovino la formazione iniziale degli insegnanti;</span></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>7)</p></td><td><span>assicurino che le competenze linguistiche acquisite in fasi diverse dell&#8217;istruzione e della formazione siano monitorate, integrando le informazioni esistenti sull&#8217;offerta di apprendimento delle lingue;</span></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>8)</p></td><td><span>riferiscano, attraverso i quadri di riferimento e gli strumenti esistenti, in merito alle esperienze e ai progressi compiuti nella promozione dell&#8217;apprendimento delle lingue.</span></td></tr></tbody></table>
ACCOGLIE CON FAVORE L’INTENZIONE DELLA COMMISSIONE DI:
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>9)</p></td><td><span>sostenere il seguito dato alla presente raccomandazione agevolando l&#8217;apprendimento reciproco tra Stati membri e sviluppando risorse e strumenti multilingue in collaborazione con essi, quali:</span><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>a)</p></td><td><p>orientamenti riguardo a modalit&#224; per collegare l&#8217;insegnamento e la valutazione delle lingue con il Quadro comune europeo di riferimento per le lingue&#160;<a>(<span>12</span>)</a>;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>b)</p></td><td><p>materiali di orientamento basati su dati empirici su nuove forme di apprendimento e su approcci di sostegno anche per le lingue che non fanno parte del curricolo;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>c)</p></td><td><p>strumenti digitali per l&#8217;apprendimento delle lingue e lo sviluppo professionale del personale della scuola, nel campo dell&#8217;apprendimento delle lingue, quali i corsi online aperti e di massa (MOOC), gli strumenti di autovalutazione&#160;<a>(<span>13</span>)</a>, le reti, tra cui eTwinning, e la<span>Teacher Academy</span> nell&#8217;ambito della piattaforma<span>School Education Gateway</span>;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>d)</p></td><td><p>metodologie e strumenti a sostegno del monitoraggio della competenza multilinguistica nell&#8217;Unione;</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>10)</p></td><td><span>incentivare la mobilit&#224; degli alunni, dei discenti in contesti di istruzione e formazione professionale e degli insegnanti, dei formatori, degli ispettori e dei dirigenti scolastici nell&#8217;ambito del programma Erasmus+ nonch&#233; sostenere in generale il ricorso ai finanziamenti dell&#8217;Unione, tra cui Erasmus+, Orizzonte 2020, il Fondo Asilo, migrazione e integrazione (FAMI) o ancora i fondi strutturali e d&#8217;investimento europei, se del caso, al fine di attuare la presente raccomandazione e il suo allegato, fatti salvi i negoziati relativi al prossimo quadro finanziario pluriennale;</span></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>11)</p></td><td><span>rafforzare la cooperazione con il Consiglio d&#8217;Europa e con il Centro europeo di lingue moderne nel campo dell&#8217;apprendimento delle lingue, allo scopo di potenziare metodi innovativi di insegnamento e apprendimento delle lingue e diffondere una maggiore consapevolezza riguardo al ruolo cruciale dell&#8217;apprendimento delle lingue nelle societ&#224; moderne;</span></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>12)</p></td><td><span>riferire sul seguito dato all&#8217;attuazione della raccomandazione principalmente attraverso i quadri di riferimento e gli strumenti esistenti.</span></td></tr></tbody></table>
Fatto a Bruxelles, il 22 maggio 2019
Per il Consiglio
Il presidente
C.B. MATEI
( 1 ) Doc. COM(2017) 673 final.
( 2 ) Doc. EUCO 19/1/17 REV 1.
( 3 ) GU C 189 del 4.6.2018, pag. 1 .
( 4 ) Mentre il Consiglio d’Europa utilizza il termine «plurilinguismo» per fare riferimento alle competenze linguistiche dei singoli individui in più lingue, i documenti ufficiali dell’Unione europea utilizzano il termine «multilinguismo» per descrivere sia le competenze individuali che le situazioni sociali. Ciò è dovuto, in parte, alla difficoltà di distinguere tra «plurilingue» e «multilingue» nelle lingue diverse dall’inglese e dal francese.
( 5 ) Eurobarometro speciale «Gli europei e le loro lingue», relazione di sintesi, 2012.
( 6 ) la o le varietà di lingue acquisite e utilizzate nella prima infanzia (fino all’età di due o tre anni circa) quando viene acquisita per la prima volta la facoltà umana del linguaggio. Tale termine è preferito al termine «madrelingua», che è spesso inappropriato in quanto la prima lingua non è necessariamente soltanto quella della madre.
( 7 ) Comunicazione della Commissione «Rafforzare la crescita e la coesione nelle regioni frontaliere dell’UE», COM(2017) 534.
( 8 ) Commissione europea (2012), Prima indagine europea sulle competenze linguistiche, sintesi.
( 9 ) Il Label europeo delle lingue viene conferito a livello nazionale ed è sostenuto attraverso il programma Erasmus+.
( 10 ) L’acquisizione delle lingue classiche, come il greco antico e il latino, può far parte del repertorio linguistico del discente.
( 11 ) eTwinning è una comunità di insegnanti, dalla scuola dell’infanzia alla scuola secondaria di secondo grado, ospitata su una piattaforma online sicura.
( 12 ) Sulla base delle esperienze e delle conoscenze sviluppate dal Consiglio d’Europa nella creazione e nell’aggiornamento del Quadro di riferimento nonché dal Centro europeo di lingue moderne e dalla Commissione europea nell’applicazione di tale lavoro alla formazione degli insegnanti attraverso progetti cofinanziati.
( 13 ) Attualmente Europass offre uno strumento di autovalutazione delle competenze linguistiche, il cui funzionamento e la cui efficacia verranno riesaminati nel quadro dell’attuazione della decisione Europass.
ALLEGATO
Consapevolezza linguistica nelle scuole — Sviluppare approcci globali all’apprendimento delle lingue
Approcci globali alle lingue potrebbero sostenere l’attuazione della raccomandazione sull’apprendimento delle lingue. Nel presente allegato è elencata una serie di principi pedagogici e di buone pratiche, che hanno il comune scopo di aumentare la consapevolezza linguistica generale nelle scuole, con l’obiettivo ultimo di migliorare i risultati nell’apprendimento delle lingue.
L’insegnamento della lingua è un elemento importante in tutte le materie che riguarda i diversi modi in cui la lingua è utilizzata in classe e il ruolo essenziale che svolge nell’apprendimento e nella comprensione dei contenuti di studio. L’acquisizione di una buona padronanza della lingua accademica va di pari passo con lo sviluppo della conoscenza e della comprensione della materia.
La consapevolezza linguistica nelle scuole e negli istituti di istruzione e formazione professionale potrebbe agevolare la comprensione del fatto che l’apprendimento delle lingue è un processo dinamico e continuativo: l’acquisizione della prima lingua e dei suoi vari registri e stili prosegue nel tempo ed è profondamente interconnessa con l’apprendimento di altre lingue, a livelli diversi di padronanza, in funzione delle situazioni, dei bisogni e degli interessi di ciascun discente.
La consapevolezza linguistica nelle scuole e negli istituti di istruzione e formazione professionale potrebbe incentivare la riflessione sulla dimensione linguistica a tutti i livelli dell’insegnamento come pure dell’organizzazione e della vita scolastica, ad esempio nello sviluppo dell’alfabetizzazione, nell’apprendimento delle lingue straniere, nell’insegnamento delle materie, ai fini del riconoscimento delle altre lingue di cui gli alunni sono portatori e nella comunicazione con i genitori e con l’ambiente scolastico nel suo complesso.
Una stretta cooperazione tra i diversi membri della comunità scolastica, idealmente nell’ottica di una scuola intesa come organizzazione che apprende o nell’ambito di un approccio che coinvolga tutta la scuola, può promuovere una tale consapevolezza linguistica.
Al fine di promuovere la consapevolezza linguistica nelle scuole e negli istituti di istruzione e formazione professionale sono stati individuati gli esempi di buone pratiche indicati nel prosieguo.
1. Multilinguismo nelle scuole e negli istituti di istruzione e formazione professionale
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>Un atteggiamento positivo nei confronti della diversit&#224; linguistica pu&#242; contribuire a creare un ambiente favorevole alle lingue, in cui l&#8217;apprendimento e l&#8217;uso di varie lingue &#232; percepito come una ricchezza e una risorsa. La consapevolezza dell&#8217;importanza rivestita dall&#8217;apprendimento delle lingue e dei vantaggi didattici, cognitivi, sociali, interculturali, professionali ed economici derivanti da un uso pi&#249; ampio delle lingue pu&#242; essere rafforzata e incoraggiata.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>Lo sviluppo della competenza e della consapevolezza linguistica pu&#242; essere integrato trasversalmente nei curricoli. L&#8217;integrazione tra le lingue e altre materie pu&#242; consentire un apprendimento pi&#249; autentico e orientato alle situazioni della vita reale.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>La motivazione dei discenti a studiare le lingue pu&#242; essere rafforzata instaurando un legame tra la loro vita e i loro interessi e i contenuti didattici, prendendo in considerazione l&#8217;apprendimento informale e incoraggiando sinergie con attivit&#224; extracurricolari. Il legame tra la pratica quotidiana della lingua e le scuole o gli istituti di istruzione e formazione professionale pu&#242; essere consolidato riconoscendo le precedenti esperienze di apprendimento delle lingue e offrendo la possibilit&#224; di inserire nei diplomi conseguiti la competenza multilinguistica risultante dall&#8217;apprendimento informale (ad esempio nel caso di discenti che provengono da contesti migratori, svantaggiati o bilingui o hanno un percorso da rifugiati) o dalla frequenza di un sistema scolastico formale in un altro paese in cui il discente ha vissuto in precedenza.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>L&#8217;intero repertorio linguistico del discente pu&#242; essere valorizzato e sostenuto in ambito scolastico e utilizzato anche quale risorsa pedagogica per l&#8217;ulteriore apprendimento di tutti i discenti. Gli alunni possono aiutarsi nell&#8217;apprendimento, spiegare agli altri la/le propria/e lingua/e nonch&#233; confrontare lingue diverse.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>Le scuole potrebbero prevedere un&#8217;offerta di lingue pi&#249; ampia, che vada oltre le principali lingue globali di comunicazione. La gamma di lingue pu&#242; variare in funzione di fattori quali la presenza di due o pi&#249; lingue ufficiali nel paese o l&#8217;interesse dichiarato a promuovere l&#8217;apprendimento della lingua di un paese confinante.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>Si potrebbe prevedere l&#8217;istituzione, tra istituti di educazione e cura della prima infanzia e scuole delle regioni frontaliere, di partenariati che incoraggino i bambini ad apprendere la lingua del paese vicino sin dall&#8217;infanzia e riducano le barriere linguistiche nelle regioni transfrontaliere.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>Si potrebbero incoraggiare ulteriormente le scuole e gli istituti di istruzione e formazione professionale a utilizzare la Giornata europea delle lingue e il Label europeo delle lingue per promuovere l&#8217;apprendimento delle lingue e la diversit&#224; linguistica. Si potrebbero promuovere label scolastici con una particolare dimensione europea allo scopo di favorire una prospettiva europea per le scuole e i centri di formazione.</p></td></tr></tbody></table>
2. Insegnamento efficiente e innovativo per migliorare l’apprendimento delle lingue
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>Il potenziale degli strumenti digitali potrebbe essere interamente sfruttato per migliorare l&#8217;apprendimento, l&#8217;insegnamento e la valutazione delle lingue. La tecnologia pu&#242; contribuire in misura considerevole all&#8217;ampliamento dell&#8217;offerta linguistica, fornire opportunit&#224; di esposizione a lingue diverse e rivelarsi molto utile per sostenere le lingue che non vengono insegnate a scuola. In questa ottica, lo sviluppo del pensiero critico e dell&#8217;alfabetizzazione mediatica nonch&#233; un uso appropriato e sicuro della tecnologia possono costituire elementi di apprendimento essenziali.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>La cooperazione virtuale tra le scuole attraverso eTwinning e altre forme di cooperazione virtuale possono consentire ai giovani di migliorare l&#8217;apprendimento delle lingue, lavorare con pari di un altro paese e prepararsi alla mobilit&#224; per studiare, formarsi o svolgere attivit&#224; di volontariato all&#8217;estero.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>La mobilit&#224; degli alunni, anche mediante Erasmus+, potrebbe divenire parte integrante del processo di apprendimento. Ci&#242; andrebbe esteso alla mobilit&#224; virtuale e alla mobilit&#224; del personale in senso pi&#249; ampio.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>Un insieme di valutazioni diagnostiche, formative e sommative pu&#242; servire a insegnanti, formatori e discenti per monitorare e verificare lo sviluppo linguistico; i portfolio individuali delle lingue, ad esempio il Portfolio europeo delle Lingue o il Passaporto delle Lingue Europass sono utilizzati per tenere traccia dei progressi compiuti.</p></td></tr></tbody></table>
3. Sostegno a insegnanti e formatori
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>Gli insegnanti di lingue moderne potrebbero essere incoraggiati a prendere parte a programmi di scambio con paesi in cui si parla la loro lingua target nell&#8217;ambito del percorso di formazione iniziale e/o del successivo sviluppo professionale. Ciascun insegnante di lingue neolaureato dovrebbe avere trascorso preferibilmente un semestre di studio o di insegnamento all&#8217;estero.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>Gli insegnanti e i formatori di materie diverse dalle lingue moderne potrebbero acquisire una consapevolezza linguistica e una conoscenza della didattica delle lingue nonch&#233; apprendere strategie per aiutare i discenti.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>Per l&#8217;insegnamento delle lingue si potrebbe ricorrere ad assistenti di lingua straniera, sfruttando le opportunit&#224; offerte dai programmi di scambio tra Stati membri.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>Possono essere offerte agli insegnanti opportunit&#224; di sviluppo professionale continuo (attraverso reti, comunit&#224; di pratica, MOOC, centri di risorse, apprendimento cooperativo online, ricerca-azione collaborativa ecc.) per garantirne l&#8217;aggiornamento rispetto alle pi&#249; recenti innovazioni pedagogiche e svilupparne le competenze.</p></td></tr></tbody></table>
4. Partenariati e collegamenti a sostegno dell’apprendimento delle lingue nell’ambiente scolastico in senso lato
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>Scuole e istituti di istruzione e formazione professionale potrebbero cooperare con i genitori riguardo alle modalit&#224; con cui questi ultimi possono sostenere l&#8217;apprendimento delle lingue da parte dei loro figli, in particolare quando crescono utilizzando pi&#249; di una lingua o usano a casa una lingua diversa da quella di scolarizzazione.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>Scuole e istituti di istruzione e formazione professionale possono sviluppare partenariati con centri/laboratori di lingue, biblioteche pubbliche, centri culturali o altre associazioni culturali, universit&#224; e centri di ricerca al fine di creare ambienti di apprendimento pi&#249; stimolanti, arricchire l&#8217;offerta linguistica nonch&#233; migliorare e innovare la pratica dell&#8217;insegnamento.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>Scuole, istituti di istruzione e formazione professionale ed enti locali possono mettere in comune risorse per creare centri di lingue con un&#8217;offerta linguistica pi&#249; ampia, allo scopo di preservare le lingue meno parlate e/o quelle che non vengono insegnate a scuola.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>La cooperazione con i datori di lavoro nella regione o al di l&#224; dei suoi confini pu&#242; contribuire a rafforzare la comprensione dell&#8217;importanza della competenza multilinguistica nella vita lavorativa e a garantire che la competenza acquisita in questo campo vada effettivamente a vantaggio dell&#8217;occupabilit&#224;.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>Potrebbero essere incoraggiati partenariati transfrontalieri tra istituti di istruzione e formazione operanti in regioni frontaliere. La mobilit&#224; di studenti, insegnanti, formatori e personale amministrativo, nonch&#233; di dottorandi e ricercatori potrebbe essere agevolata offrendo informazioni e corsi nelle lingue parlate nel paese confinante. La promozione del multilinguismo nell&#8217;ambito di tali partenariati transfrontalieri pu&#242; preparare i laureati a entrare nel mercato del lavoro su entrambi i lati della frontiera.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>Si potrebbe promuovere la cooperazione tra istituti di formazione degli insegnanti.</p></td></tr></tbody></table>