Document ID: 32023H0901(06)
Language: ITA

<table><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>1.9.2023&#160;&#160;&#160;</p></td><td><p>IT</p></td><td><p>Gazzetta ufficiale dell'Unione europea</p></td><td><p>C 312/49</p></td></tr></tbody></table>
RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
del 14 luglio 2023
relativa al programma nazionale di riforma 2023 dell'Estonia e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità 2023 dell'Estonia
(2023/C 312/06)
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 121, paragrafo 2, e l'articolo 148, paragrafo 4,
visto il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, per il rafforzamento della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle politiche economiche ( 1 ) , in particolare l'articolo 5, paragrafo 2,
visto il regolamento (UE) n. 1176/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 novembre 2011, sulla prevenzione e la correzione degli squilibri macroeconomici ( 2 ) , in particolare l'articolo 6, paragrafo 1,
vista la raccomandazione della Commissione europea,
viste le risoluzioni del Parlamento europeo,
viste le conclusioni del Consiglio europeo,
visto il parere del comitato per l'occupazione,
visto il parere del comitato economico e finanziario,
visto il parere del comitato per la protezione sociale,
visto il parere del comitato di politica economica,
considerando quanto segue:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(1)</p></td><td><p>Il regolamento (UE) 2021/241 del Parlamento europeo e del Consiglio&#160;<a>(<span>3</span>)</a> che istituisce il dispositivo per la ripresa e la resilienza (&#171;dispositivo&#187;) &#232; entrato in vigore il&#160;19&#160;febbraio&#160;2021. Il dispositivo fornisce sostegno finanziario agli Stati membri per l'attuazione di riforme e investimenti, producendo uno stimolo di bilancio finanziato dall'Unione. In linea con le priorit&#224; del semestre europeo, il dispositivo contribuisce alla ripresa economica e inclusiva e all'attuazione di investimenti e riforme sostenibili e favorevoli alla crescita, in particolare riforme e investimenti volti a promuovere le transizioni verde e digitale e a rendere pi&#249; resilienti le economie degli Stati membri. Contribuisce inoltre a consolidare le finanze pubbliche e a stimolare la crescita e la creazione di posti di lavoro nel medio e lungo periodo, a migliorare la coesione territoriale all'interno dell'Unione e a continuare l'attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali. Il contributo finanziario massimo per ciascuno Stato membro nell'ambito del dispositivo &#232; stato aggiornato il 30 giugno 2022, a norma dell'articolo 11, paragrafo 2, del regolamento (UE) 2021/241.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(2)</p></td><td><p>Il 22 novembre 2022 la Commissione ha adottato l'analisi annuale della crescita sostenibile&#160;2023, segnando l'inizio del semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche 2023. Il 23 marzo 2023 il Consiglio europeo ha approvato le priorit&#224; dell'analisi annuale della crescita sostenibile&#160;2023, incentrate sulle quattro dimensioni della sostenibilit&#224; competitiva. Sempre il 22 novembre 2022 la Commissione ha adottato, sulla base del regolamento (UE) n.&#160;1176/2011, la relazione sul meccanismo di allerta per il 2023, in cui annoverava l'Estonia tra gli Stati membri che possono presentare squilibri o correre il rischio di presentarli e che devono essere sottoposti a esame approfondito. Lo stesso giorno ha adottato anche un parere sul documento programmatico di bilancio 2023 dell'Estonia. La Commissione ha inoltre adottato una raccomandazione di raccomandazione del Consiglio sulla politica economica della zona euro e una proposta di relazione comune sull'occupazione 2023, che analizza l'attuazione degli orientamenti in materia di occupazione e dei principi del pilastro europeo dei diritti sociali. Il 16 maggio 2023 il Consiglio ha adottato la raccomandazione sulla politica economica della zona euro&#160;<a>(<span>4</span>)</a> (&#171;raccomandazione sulla zona euro del 2023&#187;) e il 13 marzo 2023 la relazione comune sull'occupazione.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(3)</p></td><td><p>Sebbene le economie dell'Unione diano prova di notevole resilienza, il contesto geopolitico continua ad avere un impatto negativo. Nella sua agenda di politica economica e sociale l'Unione, fermamente al fianco dell'Ucraina, mira, nel breve periodo, a ridurre gli effetti negativi degli shock energetici su famiglie e imprese vulnerabili e, nel medio periodo, a proseguire gli sforzi per realizzare le transizioni verde e digitale, favorire una crescita sostenibile e inclusiva, salvaguardare la stabilit&#224; macroeconomica e accrescere la resilienza. L'agenda &#232; fortemente incentrata anche sull'aumento della competitivit&#224; e della produttivit&#224; dell'Unione.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(4)</p></td><td><p>Il 1<span>o</span> febbraio 2023 la Commissione ha pubblicato la comunicazione dal titolo &#171;Un piano industriale del Green Deal per l'era a zero emissioni nette&#187; (&#171;piano industriale del Green Deal&#187;). L'obiettivo del piano industriale del Green Deal &#232; stimolare la competitivit&#224; dell'industria dell'Unione a zero emissioni nette e sostenere la transizione rapida verso la neutralit&#224; climatica. Il piano integra gli sforzi in corso nell'ambito del Green Deal europeo e di REPowerEU. Intende creare un contesto pi&#249; favorevole che consenta di aumentare la capacit&#224; dell'Unione di produrre le tecnologie e i prodotti a zero emissioni nette necessari per conseguire gli ambiziosi obiettivi climatici dell'Unione, nonch&#233; di garantire l'accesso alle materie prime critiche necessarie, anche diversificando l'approvvigionamento, sfruttando adeguatamente le risorse geologiche negli Stati membri e massimizzando il riciclo delle materie prime. Il piano industriale del Green Deal si basa su quattro pilastri: un contesto normativo prevedibile e semplificato, un accesso pi&#249; rapido ai finanziamenti, migliori competenze e l'apertura commerciale per catene di approvvigionamento resilienti. Il&#160;16&#160;marzo 2023 la Commissione ha altres&#236; pubblicato un'ulteriore comunicazione dal titolo &#171;Competitivit&#224; a lungo termine dell'UE: prospettive oltre il 2030&#187;, articolata attorno a nove fattori sinergici, con l'obiettivo di adoperarsi in favore di un quadro normativo propizio alla crescita. La comunicazione definisce le priorit&#224; politiche per provvedere in modo attivo a miglioramenti strutturali, investimenti ben mirati e misure normative per la competitivit&#224; a lungo termine dell'Unione e degli Stati membri. Le raccomandazioni formulate di seguito contribuiscono a rispondere a tali priorit&#224;.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(5)</p></td><td><p>Nel 2023 il semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche continua a evolvere in linea con l'attuazione del dispositivo. La piena attuazione dei piani per la ripresa e la resilienza rimane fondamentale per realizzare le priorit&#224; politiche del semestre europeo; i piani infatti rispondono a tutte le pertinenti raccomandazioni specifiche per paese formulate negli ultimi anni o a un insieme significativo di esse. Le raccomandazioni specifiche per paese 2019, 2020 e 2022 rimangono ugualmente pertinenti per i piani per la ripresa e la resilienza riveduti, aggiornati o modificati a norma degli articoli 14, 18 e 21 del regolamento (UE) 2021/241.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(6)</p></td><td><p>Il regolamento (UE) 2023/435 del Parlamento europeo e del Consiglio&#160;<a>(<span>5</span>)</a> (&#171;regolamento REPowerEU&#187;), adottato il 27 febbraio 2023, mira a una graduale e rapida eliminazione della dipendenza dell'Unione dalle importazioni di combustibili fossili russi. Ci&#242; contribuir&#224; alla sicurezza energetica e alla diversificazione dell'approvvigionamento di energia dell'Unione, aumentando nel contempo la diffusione delle energie rinnovabili, le capacit&#224; di stoccaggio dell'energia e l'efficienza energetica. Il regolamento REPowerEU consente agli Stati membri di aggiungere ai rispettivi piani nazionali per la ripresa e la resilienza un nuovo capitolo dedicato al piano REPowerEU, onde finanziare riforme e investimenti chiave che contribuiranno al conseguimento degli obiettivi di REPowerEU. Tali riforme e investimenti contribuiranno inoltre a stimolare la competitivit&#224; dell'industria dell'Unione a zero emissioni nette, come indicato nel piano industriale del Green Deal, e a dare seguito alle raccomandazioni specifiche per paese in materia di energia rivolte agli Stati membri nel&#160;2022 e, se del caso, nel 2023. Il regolamento REPowerEU introduce una nuova categoria di sostegno finanziario non rimborsabile, messo a disposizione degli Stati membri per finanziare nuove riforme e nuovi investimenti connessi al settore dell'energia nell'ambito dei rispettivi piani per la ripresa e la resilienza.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(7)</p></td><td><p>L'8 marzo 2023 la Commissione ha adottato una comunicazione che fornisce orientamenti di politica di bilancio per il 2024 (&#171;comunicazione dell'8 marzo 2023&#187;). Essi mirano a sostenere la preparazione dei programmi di stabilit&#224; e convergenza degli Stati membri e a rafforzare in tal modo il coordinamento delle politiche. La Commissione ha inoltre ricordato che la clausola di salvaguardia generale del patto di stabilit&#224; e crescita sar&#224; disattivata alla fine del&#160;2023. Per il periodo 2023-2024&#160;ha sollecitato politiche di bilancio che garantiscano la sostenibilit&#224; del debito a medio termine e aumentino la crescita potenziale in modo sostenibile e ha invitato gli Stati membri a precisare nei rispettivi programmi di stabilit&#224; e convergenza per il 2023 le modalit&#224; con cui i loro piani di bilancio garantiranno il rispetto del valore di riferimento del trattato del 3&#160;% del prodotto interno lordo (PIL) e garantiranno la riduzione plausibile e costante del debito, o in che modo intendano mantenere il debito a livelli prudenti a medio termine. La Commissione ha inoltre invitato gli Stati membri a eliminare gradualmente le misure di bilancio nazionali introdotte per proteggere le famiglie e le imprese dallo shock dei prezzi dell'energia, iniziando da quelle meno mirate. Ha precisato che, qualora fosse necessaria una proroga delle misure di sostegno a causa di nuove pressioni imputabili ai prezzi dell'energia, gli Stati membri dovrebbero far s&#236; che dette misure siano molto pi&#249; mirate a favore delle famiglie e delle imprese vulnerabili. La Commissione ha dichiarato che le raccomandazioni di bilancio saranno quantificate e differenziate. Inoltre, come proposto nella comunicazione del 9 novembre 2022 sugli orientamenti per una riforma del quadro di governance economica dell'UE, le raccomandazioni di bilancio saranno formulate sulla base della spesa primaria netta. Ha raccomandato che tutti gli Stati membri continuino a tutelare gli investimenti finanziati a livello nazionale e a garantire l'uso efficace del dispositivo e di altri fondi dell'Unione, soprattutto in considerazione degli obiettivi in materia di transizioni verde e digitale e di resilienza. La Commissione ha inoltre indicato che proporr&#224; al Consiglio di avviare, nella primavera del 2024, le procedure per i disavanzi eccessivi basate sul disavanzo in base ai dati di consuntivo per il 2023, in linea con le disposizioni giuridiche vigenti.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(8)</p></td><td><p>Il 26 aprile 2023 la Commissione ha presentato proposte legislative per attuare una riforma globale delle regole della governance economica dell'Unione. L'obiettivo centrale delle proposte &#232; rafforzare la sostenibilit&#224; del debito pubblico e promuovere una crescita sostenibile e inclusiva in tutti gli Stati membri attraverso riforme e investimenti. Nelle sue proposte la Commissione mira a migliorare la titolarit&#224; nazionale, semplificare il quadro e spostarne il fulcro maggiormente sul medio termine, in combinazione con un'applicazione efficace e pi&#249; coerente. Secondo le conclusioni del Consiglio adottate il 14 marzo 2023 sugli orientamenti per una riforma del quadro di governance economica dell'UE, l'obiettivo &#232; concludere i lavori legislativi nel 2023.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(9)</p></td><td><p>Il 18 giugno 2021 l'Estonia ha presentato alla Commissione il piano nazionale per la ripresa e la resilienza, conformemente all'articolo 18, paragrafo 1, del regolamento (UE) 2021/241. A norma dell'articolo 19 del medesimo regolamento, la Commissione ha valutato la pertinenza, l'efficacia, l'efficienza e la coerenza del piano, conformemente agli orientamenti per la valutazione di cui all'allegato V del regolamento. Il 29 ottobre 2021 il Consiglio ha adottato la decisione di esecuzione relativa all'approvazione della valutazione del piano per la ripresa e la resilienza dell'Estonia&#160;<a>(<span>6</span>)</a>. L'erogazione delle rate &#232; subordinata all'adozione di una decisione della Commissione a norma dell'articolo 24, paragrafo 5, del regolamento (UE) 2021/241, che stabilisca che l'Estonia ha conseguito in misura soddisfacente i traguardi e gli obiettivi indicati nella decisione di esecuzione del Consiglio. Il conseguimento soddisfacente presuppone che non siano annullati i traguardi e gli obiettivi conseguiti in precedenza. Il 9 marzo 2023 l'Estonia ha presentato alla Commissione il piano nazionale per la ripresa e la resilienza riveduto, comprendente un capitolo dedicato al piano REPowerEU, conformemente all'articolo 21&#160;quater del regolamento (UE) 2021/241. Il piano per la ripresa e la resilienza riveduto tiene conto anche del contributo finanziario massimo aggiornato a norma dell'articolo 18, paragrafo 2, di detto regolamento e contiene una richiesta motivata diretta alla Commissione affinch&#233; modifichi la decisione di esecuzione del Consiglio, del 3 novembre 2021, ai sensi dell'articolo 21, paragrafo 1, del regolamento (UE) 2021/241, considerando che il piano per la ripresa e la resilienza non sia pi&#249; realizzabile in parte a causa di circostanze oggettive. Il 12 maggio 2023 la Commissione ha adottato la proposta di decisione di esecuzione del Consiglio relativa all'approvazione della valutazione del piano per la ripresa e la resilienza dell'Estonia. Il 16 giugno 2023 il Consiglio ha adottato la decisione di esecuzione che modifica la decisione di esecuzione del Consiglio, del&#160;29&#160;ottobre&#160;2021, relativa all'approvazione della valutazione del piano per la ripresa e la resilienza dell'Estonia&#160;<a>(<span>7</span>)</a>.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(10)</p></td><td><p>L'11 maggio 2023 l'Estonia ha presentato il programma nazionale di riforma 2023 e il&#160;28&#160;aprile 2023 il programma di stabilit&#224; 2023, in linea con l'articolo 4, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 1466/97. I due programmi sono stati valutati congiuntamente per tener conto delle correlazioni.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(11)</p></td><td><p>Il 24 maggio 2023 la Commissione ha pubblicato la relazione per paese 2023 relativa all'Estonia. La Commissione ha valutato i progressi compiuti dall'Estonia nel dar seguito alle pertinenti raccomandazioni specifiche per paese adottate dal Consiglio tra il 2019 e il 2022 e ha fatto il punto dell'attuazione del piano per la ripresa e la resilienza. Sulla scorta di tale analisi la relazione per paese ha individuato lacune rispetto alle sfide non affrontate o solo parzialmente affrontate nel piano per la ripresa e la resilienza, e anche a sfide nuove ed emergenti. Ha valutato quindi i progressi compiuti dall'Estonia nell'attuare il pilastro europeo dei diritti sociali, conseguire gli obiettivi principali dell'Unione in materia di occupazione, competenze e riduzione della povert&#224; e gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(12)</p></td><td><p>La Commissione ha effettuato un esame approfondito a norma dell'articolo 5 del regolamento (UE) n. 1176/2011 per l'Estonia e ne ha pubblicato i risultati il 24 maggio 2023. La Commissione ha concluso che il paese non presenta squilibri macroeconomici. In particolare le vulnerabilit&#224; concernenti la competitivit&#224; e l'andamento dei prezzi delle abitazioni si sono recentemente aggravate, ma oggi sembrano nel complesso contenute. I salari e specialmente i prezzi hanno conosciuto una marcata crescita nel 2022, ma le perdite di competitivit&#224; sembrano limitate; le partite correnti hanno registrato soltanto un modesto disavanzo e si prevede un saldo vicino al pareggio nel&#160;2023 e nel&#160;2024. Le pressioni inflazionistiche e salariali minacciano per&#242; di compromettere, se persisteranno, la competitivit&#224; dell'Estonia, soprattutto dal momento che l'inflazione di fondo &#232; ben superiore alla media della zona euro. I prezzi delle abitazioni hanno registrato sensibili aumenti dopo la pandemia di COVID-19, ma non mostrano segni significativi di sopravvalutazione; probabilmente sono destinati a moderarsi, alla luce degli aumenti dei tassi d'interesse e della recente recessione economica. Il debito e l'indebitamento delle famiglie sono relativamente moderati e il settore finanziario &#232; sano. Il contesto politico &#232; nel complesso favorevole, anche se sforzi ulteriori potrebbero contribuire ad affrontare i rischi posti dalle vulnerabilit&#224; individuate. A questo proposito sarebbe importante adottare costanti politiche di bilancio anticicliche e macroprudenziali, rafforzandole in caso di bisogno. Promuovere la concorrenza nel mercato interno potrebbe essere utile per gestire le pressioni esercitate dai prezzi.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(13)</p></td><td><p>Secondo i dati convalidati da Eurostat, il disavanzo delle amministrazioni pubbliche dell'Estonia &#232; sceso dal 2,4&#160;% del PIL nel 2021 allo 0,9&#160;% nel 2022, mentre il debito delle amministrazioni pubbliche &#232; salito dal 17,6&#160;% del PIL alla fine del 2021 al 18,4&#160;% alla fine del 2022. Il 24 maggio 2023 la Commissione ha pubblicato una relazione a norma dell'articolo 126, paragrafo 3, del trattato. Tale relazione ha esaminato la situazione di bilancio dell'Estonia, il cui disavanzo delle amministrazioni pubbliche nel&#160;2023 dovrebbe superare il valore di riferimento del 3&#160;% del PIL stabilito dal trattato. La relazione ha concluso che il criterio del disavanzo non &#232; soddisfatto. In linea con la sua comunicazione dell'8 marzo 2023, la Commissione non ha proposto di avviare nuove procedure per i disavanzi eccessivi nella primavera del 2023. La Commissione ha successivamente dichiarato che proporr&#224; al Consiglio di avviare, nella primavera del 2024, procedure per i disavanzi eccessivi basate sul disavanzo in base ai dati di consuntivo per il 2023. L'Estonia dovrebbe tenerne conto nell'esecuzione del bilancio 2023 e nella preparazione del documento programmatico di bilancio per il 2024.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(14)</p></td><td><p>Il saldo delle amministrazioni pubbliche ha subito gli effetti delle misure di politica di bilancio adottate per attenuare l'impatto economico e sociale dell'aumento dei prezzi dell'energia. Nel 2022 le misure di politica di bilancio che hanno determinato una diminuzione delle entrate comprendevano minori accise per il carburante agricolo, mentre le misure di politica di bilancio che hanno incrementato la spesa comprendevano una compensazione parziale delle bollette energetiche per le famiglie con un reddito inferiore al reddito mediano, la riduzione degli oneri di rete per l'energia elettrica e il gas per famiglie e imprese, tetti ai prezzi dell'energia elettrica e del gas per le famiglie e un trasferimento sociale una tantum di 50 euro a favore di pensionati e famiglie con minori. La Commissione stima il costo di bilancio netto di queste misure allo 0,8&#160;% del PIL nel 2022. Il saldo delle amministrazioni pubbliche ha risentito anche del costo di bilancio dell'offerta di protezione temporanea agli sfollati provenienti dall'Ucraina, stimato allo 0,6&#160;% del PIL nel 2022. Nel contempo il costo stimato delle misure temporanee di emergenza connesse alla COVID-19 &#232; sceso dal 2,3&#160;% del PIL nel 2021 allo 0&#160;% nel 2022.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(15)</p></td><td><p>Il 18 giugno 2021 il Consiglio ha raccomandato che nel 2022&#160;l'Estonia&#160;<a>(<span>8</span>)</a> mantenesse un orientamento della politica di bilancio a sostegno della ripresa, anche grazie all'impulso impresso dal dispositivo, e preservasse gli investimenti finanziati a livello nazionale.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(16)</p></td><td><p>Secondo le stime della Commissione, l'orientamento della politica di bilancio&#160;<a>(<span>9</span>)</a> nel 2022 &#232; stato restrittivo (1,3&#160;% del PIL), appropriato in un contesto di inflazione elevata. Come raccomandato dal Consiglio, l'Estonia ha continuato a sostenere la ripresa avvalendosi del dispositivo per finanziare investimenti. La spesa finanziata mediante le sovvenzioni del dispositivo e altri fondi dell'Unione &#232; stata pari all'1,4&#160;% del PIL nel 2022 (1,6&#160;% nel 2021). La diminuzione delle spese finanziate dalle sovvenzioni del dispositivo e da altri fondi dell'Unione nel 2022 &#232; dovuta alla rapida e imprevista crescita dei prezzi nel settore dell'edilizia. Gli investimenti finanziati a livello nazionale hanno fornito un contributo restrittivo di 0,6 punti percentuali all'orientamento della politica di bilancio&#160;<a>(<span>10</span>)</a>. L'Estonia pertanto non ha preservato gli investimenti finanziati a livello nazionale, il che non &#232; in linea con la raccomandazione del Consiglio del 18&#160;giugno&#160;2021. Allo stesso tempo la crescita della spesa primaria corrente finanziata a livello nazionale (al netto delle nuove misure sul lato delle entrate) ha fornito un contributo restrittivo di 0,8 punti percentuali all'orientamento della politica di bilancio. L'Estonia ha dunque contenuto in misura sufficiente la crescita della spesa corrente finanziata a livello nazionale.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(17)</p></td><td><p>Lo scenario macroeconomico su cui si fondano le proiezioni di bilancio del programma di stabilit&#224;&#160;2023 &#232; prudente nel 2023 e in linea con le previsioni di primavera 2023 della Commissione dopo questa data. Il governo prevede un calo del PIL reale dell'1,5&#160;% nel 2023 e una crescita del 3,0&#160;% nel 2024. A titolo di confronto, le previsioni di primavera 2023 della Commissione prospettano una contrazione inferiore del PIL reale, pari allo 0,1&#160;%, nel&#160;2023, e una crescita analoga, pari al 3,0&#160;%, nel 2024. La differenza relativa al 2023 si deve principalmente al fatto che la Commissione prevede un andamento pi&#249; favorevole dei consumi privati, unito a un'inflazione (misurata utilizzando l'indice armonizzato dei prezzi al consumo - IPCA) lievemente inferiore e a proiezioni pi&#249; elevate per la crescita delle retribuzioni.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(18)</p></td><td><p>Nel programma di stabilit&#224; 2023 il governo prevede che il disavanzo delle amministrazioni pubbliche salga al 4,3&#160;% del PIL nel 2023. L'incremento del 2023 rispecchia principalmente misure discrezionali, come le spese ulteriori in materia di prestazioni familiari, pensioni, difesa e istruzione, e l'adeguamento degli scaglioni fiscali al fine di ridurre l'imposta sul reddito, nonch&#233; la crescita ipotizzata delle spese delle amministrazioni locali. Secondo il programma, il rapporto debito pubblico/PIL dovrebbe aumentare passando dal 18,4&#160;% alla fine del 2022 al 20,2&#160;% alla fine del 2023. Le previsioni di primavera 2023 della Commissione prospettano un disavanzo pubblico del 3,1&#160;% del PIL per il 2023. Si tratta di un dato inferiore al disavanzo previsto nel programma di stabilit&#224;&#160;2023, dovuto soprattutto all'effetto del denominatore derivante dalla previsione di un PIL nominale pi&#249; elevato e da una crescita stimata pi&#249; elevata delle basi imponibili e del gettito fiscale e non fiscale.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(19)</p></td><td><p>Stando alle previsioni il saldo generale delle amministrazioni pubbliche nel 2023 continuer&#224; a risentire delle misure adottate per attenuare l'impatto economico e sociale dell'aumento dei prezzi dell'energia. Si tratta di misure prorogate dal 2022, in particolare il rimborso di una quota di tutte le bollette per riscaldamento, elettricit&#224; e gas delle famiglie. Nelle previsioni di primavera 2023 la Commissione stima il costo di bilancio netto delle misure di sostegno allo&#160;0,3&#160;% del PIL nel 2023&#160;<a>(<span>11</span>)</a>. Le misure del&#160;2023 non sembrano mirate a sostenere le famiglie o le imprese pi&#249; vulnerabili e non preservano appieno il segnale di prezzo necessario per ridurre la domanda di energia e accrescere l'efficienza energetica. Di conseguenza nelle previsioni di primavera 2023 la Commissione stima allo 0&#160;% del PIL nel&#160;2023 (rispetto allo 0,1&#160;% del PIL nel 2022) l'importo delle misure di sostegno mirate di cui tenere conto nella valutazione della conformit&#224; alla raccomandazione del Consiglio del&#160;12 luglio 2022&#160;<a>(<span>12</span>)</a>. Secondo le proiezioni il costo di bilancio dell'offerta di protezione temporanea agli sfollati provenienti dall'Ucraina aumenter&#224; di 0,1 punti percentuali del PIL rispetto al 2022.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(20)</p></td><td><p>Nella sua raccomandazione del 12 luglio 2022 il Consiglio ha raccomandato all'Estonia di prendere provvedimenti per garantire nel 2023 che la crescita della spesa primaria corrente finanziata a livello nazionale sia in linea con un orientamento della politica complessivamente neutro&#160;<a>(<span>13</span>)</a>, tenendo conto del perdurare del sostegno temporaneo e mirato alle famiglie e alle imprese pi&#249; vulnerabili agli aumenti dei prezzi dell'energia e alle persone in fuga dall'Ucraina. L'Estonia dovrebbe essere pronta ad adeguare la spesa corrente al mutare della situazione. All'Estonia &#232; stato anche raccomandato di aumentare gli investimenti pubblici per le transizioni verde e digitale e per la sicurezza energetica tenendo conto dell'iniziativa REPowerEU, anche avvalendosi del dispositivo e di altri fondi dell'Unione.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(21)</p></td><td><p>Le previsioni di primavera 2023 della Commissione prospettano per il 2023 un orientamento espansivo della politica di bilancio (&#8211;&#160;0,8&#160;% del PIL), in un contesto di inflazione elevata, a fronte di un orientamento restrittivo nel 2022 (+&#160;1,3&#160;% del PIL). Si prevede inoltre che nel&#160;2023 la crescita della spesa primaria corrente finanziata a livello nazionale (al netto delle misure discrezionali sul lato delle entrate) apporter&#224; all'orientamento della politica di bilancio un contributo espansivo dell'1,2&#160;% del PIL. Ci&#242; comprende la riduzione del costo delle misure di sostegno mirate alle famiglie e alle imprese pi&#249; vulnerabili agli aumenti dei prezzi dell'energia, pari allo 0,1&#160;% del PIL. Vi rientrano anche i maggiori costi per offrire protezione temporanea agli sfollati provenienti dall'Ucraina (pari allo 0,1&#160;% del PIL). Il contributo espansivo della spesa primaria corrente netta finanziata a livello nazionale non &#232; pertanto dovuto al sostegno mirato alle famiglie e imprese pi&#249; vulnerabili agli aumenti dei prezzi dell'energia e alle persone in fuga dall'Ucraina. La crescita espansiva della spesa primaria corrente finanziata a livello nazionale (al netto delle misure discrezionali sul lato delle entrate) &#232; trainata soprattutto dalla spesa sociale, dalle retribuzioni nel settore pubblico e dalla spesa per l'istruzione e la difesa. In sintesi, la crescita prevista della spesa primaria corrente finanziata a livello nazionale non &#232; in linea con la raccomandazione del Consiglio del 12 luglio 2022. Secondo le proiezioni la spesa finanziata con il dispositivo e altri fondi dell'Unione ammonter&#224; all'1,8&#160;% del PIL nel 2023, mentre gli investimenti finanziati a livello nazionale apporteranno all'orientamento della politica di bilancio un contributo restrittivo di 0,3&#160;punti percentuali. Pertanto l'Estonia prevede di finanziare ulteriori investimenti attraverso il dispositivo e altri fondi dell'Unione e, stando alle proiezioni, non preserver&#224; gli investimenti finanziati a livello nazionale&#160;<a>(<span>14</span>)</a>. Prevede inoltre di finanziare gli investimenti pubblici per le transizioni verde e digitale e per la sicurezza energetica, come l'efficienza energetica delle abitazioni, potenziando le reti di trasmissione dell'elettricit&#224; in modo da consentire una maggiore produzione di energia verde, la copertura Internet a banda larga, i servizi digitali e i moduli di riqualificazione per le competenze per la transizione verde.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(22)</p></td><td><p>Secondo il programma di stabilit&#224; 2023, il disavanzo delle amministrazioni pubbliche scender&#224; marginalmente al 4,2&#160;% del PIL nel 2024. Il calo del 2024 rispecchia essenzialmente una diminuzione della spesa come quota del PIL. Secondo il programma di stabilit&#224; 2023, si prevede che il rapporto debito pubblico/PIL salga al 23,6&#160;% alla fine del&#160;2024. Come osserva il programma, tuttavia, queste proiezioni non comprendono ancora le misure di risanamento di bilancio previste dal nuovo governo che si &#232; insediato il 17 aprile 2023, poich&#233; tali misure non sono ancora specificate in atti giuridici. Il nuovo governo prevede di aumentare l'imposta sul valore aggiunto, le imposte ambientali, le accise sull'alcol e sul tabacco, nonch&#233; di introdurre un'imposta sulle autovetture. Sul lato della spesa, il governo prevede di tagliare alcune prestazioni destinate ai minori. Nel complesso il programma di stabilit&#224; 2023 stima che tali misure migliorerebbero il saldo di bilancio dell'1,3&#160;% del PIL nel 2024. Sulla base delle misure politiche note in maniera sufficientemente dettagliata alla data limite delle previsioni (ossia senza le misure di risanamento di bilancio programmate dal nuovo governo), le previsioni di primavera 2023 della Commissione prospettano un disavanzo pubblico per il 2024 pari al 2,7&#160;% del PIL. Si tratta di un valore inferiore al disavanzo previsto nel programma di stabilit&#224;&#160;2023, soprattutto a causa della base di disavanzo inferiore prevista per il 2023 e di prospettive pi&#249; favorevoli per il PIL e il gettito fiscale nel 2024 di cui alle previsioni di primavera&#160;2023 della Commissione. Le previsioni di primavera 2023 della Commissione prospettano un rapporto debito pubblico/PIL inferiore, pari al 21,3&#160;% alla fine del 2024.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(23)</p></td><td><p>Il programma di stabilit&#224; 2023 prevede l'eliminazione graduale di tutte le misure di sostegno connesse all'energia nel 2024. Anche la Commissione presuppone la completa eliminazione graduale delle misure di sostegno connesse all'energia nel 2024. Ci&#242; si basa sul presupposto che non si registrino nuovi aumenti dei prezzi dell'energia.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(24)</p></td><td><p>Il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio richiede un miglioramento annuo del saldo strutturale di bilancio per conseguire l'obiettivo di bilancio a medio termine, avendo lo 0,5&#160;% del PIL come parametro di riferimento&#160;<a>(<span>15</span>)</a>. Alla luce delle considerazioni relative alla sostenibilit&#224; di bilancio e della necessit&#224; di ridurre il disavanzo al di sotto del valore di riferimento del 3&#160;% del PIL previsto dal trattato, secondo la Commissione sarebbe opportuno migliorare il saldo strutturale di almeno lo 0,3&#160;% del PIL per il 2024. Al fine di conseguire tale miglioramento, e conformemente alla metodologia della Commissione, la crescita della spesa primaria netta finanziata a livello nazionale&#160;<a>(<span>16</span>)</a> nel 2024 non dovrebbe superare il 4,9&#160;%, come indicato nella presente raccomandazione. In questo modo si contribuir&#224; anche a ridurre l'inflazione di fondo, che &#232; ben superiore alla media della zona euro e, se persistente, potrebbe determinare perdite di competitivit&#224;. Allo stesso tempo &#232; opportuno eliminare gradualmente le restanti misure di sostegno connesse all'energia (attualmente stimate dalla Commissione allo 0,3&#160;% del PIL nel 2023), se consentito dagli sviluppi del mercato dell'energia e partendo dalle misure meno mirate, e usare i relativi risparmi per ridurre il disavanzo pubblico. Tuttavia, secondo le previsioni di primavera 2023 della Commissione la crescita della spesa primaria corrente netta finanziata a livello nazionale nel 2023 non &#232; in linea con la raccomandazione del Consiglio del 12&#160;luglio&#160;2022. Se questa previsione sar&#224; confermata, sarebbe opportuna una crescita inferiore della spesa primaria netta nel 2024.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(25)</p></td><td><p>Nell'ipotesi di politiche invariate, le previsioni di primavera 2023 della Commissione prospettano una crescita della spesa primaria netta finanziata a livello nazionale pari al&#160;4,5&#160;% nel 2024, ossia al di sotto del tasso raccomandato.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(26)</p></td><td><p>Secondo il programma di stabilit&#224;&#160;2023, gli investimenti pubblici dovrebbero restare al&#160;5,3&#160;% del PIL nel 2024, rispetto a una media del 5,3&#160;% del PIL nel periodo 2018-2023. In termini di fonti di finanziamento, si prevede una diminuzione degli investimenti finanziati a livello nazionale e un aumento degli investimenti finanziati dall'Unione, in particolare attraverso il dispositivo.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(27)</p></td><td><p>Il programma di stabilit&#224; 2023 delinea un percorso di bilancio a medio termine fino al 2027. Secondo il programma di stabilit&#224;&#160;2023, il disavanzo delle amministrazioni pubbliche dovrebbe attestarsi al 4,0&#160;% del PIL nel 2025, al 4,5&#160;% nel 2026 e al 4,2&#160;% entro il 2027. Si prevede pertanto che il disavanzo delle amministrazioni pubbliche non ritorner&#224; al di sotto del 3&#160;% del PIL nel periodo di riferimento del programma. Sempre in base al programma di stabilit&#224; 2023, il rapporto debito pubblico/PIL dovrebbe aumentare passando dal 23,6&#160;% alla fine del 2024 al 33&#160;% entro la fine del 2027. Come segnalato in precedenza, per&#242;, queste previsioni non tengono ancora conto delle misure di risanamento di bilancio programmate dal nuovo governo.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(28)</p></td><td><p>Il 9 marzo 2023 l'Estonia ha presentato una revisione del piano per la ripresa e la resilienza insieme al capitolo dedicato a REPowerEU. Il 12 maggio 2023 la Commissione ha proposto la sua valutazione positiva, ed &#232; soggetta all'approvazione del Consiglio. A causa dell'alta inflazione e delle turbolenze nelle catene di approvvigionamento dovute alla guerra in Ucraina, alcuni investimenti hanno subito ritardi o interruzioni; ne &#232; conseguita una revisione del piano per la ripresa e la resilienza iniziale. L'Estonia &#232; il primo Stato membro ad aver incluso il capitolo dedicato a REPowerEU nella revisione del piano, e intende presentare la prima e la seconda richiesta di pagamento non appena il piano riveduto sar&#224; approvato dal Consiglio.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(29)</p></td><td><p>Conformemente all'articolo 19, paragrafo 3, lettera b), del regolamento (UE) 2021/241 e all'allegato V, criterio 2.2, di tale regolamento, il piano per la ripresa e la resilienza comprende un'ampia gamma di riforme e investimenti che si rafforzano reciprocamente, da attuare entro il 2026. Il nuovo capitolo dedicato a REPowerEU nel piano per la ripresa e la resilienza consentir&#224; di finanziare ulteriori riforme e investimenti a sostegno degli obiettivi strategici dell'Estonia in materia di energia e transizione verde. Per l'attuazione efficace del piano per la ripresa e la resilienza e di altre politiche economiche e occupazionali che vanno al di l&#224; di tale piano, per assicurare un'ampia titolarit&#224; dell'agenda politica generale rimane importante il coinvolgimento sistematico ed effettivo delle autorit&#224; locali e regionali, delle parti sociali e degli altri portatori di interessi pertinenti.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(30)</p></td><td><p>Nel 2022 la Commissione ha approvato tutti i documenti di programmazione della politica di coesione dell'Estonia. Procedere alla rapida attuazione dei programmi della politica di coesione in complementarit&#224; e sinergia con il piano per la ripresa e la resilienza, compreso il capitolo dedicato al piano REPowerEU, &#232; fondamentale per realizzare le transizioni verde e digitale, accrescere la resilienza economica e sociale e conseguire uno sviluppo territoriale equilibrato in Estonia.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(31)</p></td><td><p>Oltre alle sfide economiche e sociali affrontate dal piano per la ripresa e la resilienza e dai programmi della politica di coesione, l'Estonia si trova di fronte a una serie di ulteriori sfide connesse all'adeguatezza degli ammortizzatori sociali, specie per i disoccupati e gli anziani, all'assistenza a lungo termine e all'assistenza sanitaria, nonch&#233; all'energia e alla transizione verde.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(32)</p></td><td><p>L'adeguatezza degli ammortizzatori sociali &#232; migliorata, ma il rischio di povert&#224; e di esclusione sociale rimane elevato per alcuni gruppi, in particolare gli anziani (il 41,6&#160;% in Estonia rispetto al 19,5&#160;% nell'Unione nel 2021) e le persone con disabilit&#224; (il 40,4&#160;% in Estonia rispetto al 28,9&#160;% nell'Unione nel 2021). Per gli anziani (65+) i rischi di povert&#224; o esclusione sociale sono elevati, soprattutto a causa del basso livello delle pensioni medie. Tra gli anziani persiste inoltre un divario di genere per quanto riguarda la povert&#224; (il tasso di rischio di povert&#224; per le donne anziane &#232; pari al 47,9&#160;%, quasi 21 punti percentuali in pi&#249; rispetto agli uomini). I criteri restrittivi per ricevere l'indennit&#224; di disoccupazione, in particolare le elevate soglie di occupazione e di reddito prima della disoccupazione, continuano a esporre i disoccupati al rischio di povert&#224;. Le persone occupate per brevi periodi e attive in forme di lavoro atipiche non hanno diritto a ricevere l'indennit&#224; di disoccupazione se perdono il lavoro. Nel 2022 soltanto il 29&#160;% dei disoccupati di recente iscrizione ha ricevuto l'indennit&#224; dell'assicurazione di disoccupazione, mentre il 39&#160;% ha ricevuto l'assegno fisso di disoccupazione. L'estensione della copertura delle indennit&#224; di disoccupazione e l'allentamento dei criteri minimi di accesso alle stesse, in particolare per le persone occupate per brevi periodi e attive in forme di lavoro atipiche, oltre all'introduzione di pensioni pi&#249; adeguate, potrebbero contribuire a rafforzare la protezione sociale.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(33)</p></td><td><p>L'Estonia ha adottato misure per migliorare l'accessibilit&#224;, anche dal punto di vista economico, dell'assistenza a lungo termine, ma si rilevano ancora problemi. Il modesto livello della spesa pubblica per l'assistenza sanitaria e l'assistenza a lungo termine, rispetto alla media dell'Unione, ostacola un accesso tempestivo e paritario a tali forme di assistenza. Un'elevata percentuale della popolazione di et&#224; pari o superiore a 65 anni e che necessita di assistenza a lungo termine non fruisce di alcun aiuto per l'assistenza personale o le attivit&#224; domestiche. Il fabbisogno di servizi di assistenza domiciliare &#232; uno dei pi&#249; elevati in tutta l'Unione. Inoltre, mentre si registra l'invecchiamento della popolazione e la speranza di vita in Estonia &#232; una delle pi&#249; basse nell'Unione, una percentuale elevata di persone riferisce di non poter accedere alle cure mediche necessarie, bench&#233; tale dato sia inferiore rispetto agli anni precedenti (13&#160;% nel 2020 e 8,1&#160;% nel 2021, rispetto a una media dell'Unione del 2&#160;%). Un tasso cos&#236; elevato dipende in particolare dalle liste di attesa e dalla carenza, oltre che dalla distribuzione non uniforme, degli operatori sanitari nel paese. Bench&#233; siano leggermente diminuiti, i pagamenti non rimborsabili rimangono elevati sia per l'assistenza sanitaria che per l'assistenza a lungo termine, con valori ben superiori alla media dell'Unione. Finanziamenti sostenibili dell'assistenza sanitaria e dell'assistenza a lungo termine potrebbero contribuire a risolvere i problemi di questi settori.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(34)</p></td><td><p>In seguito all'invasione russa dell'Ucraina, l'Estonia &#232; riuscita a svincolarsi dalle importazioni di gas dalla Russia, riorientando le importazioni di energia attraverso il terminale del gas naturale liquefatto (GNL) di Klaip&#279;da (Lituania) e il terminale GNL di Inkoo (Finlandia). Nel periodo tra l'agosto 2022 e il marzo 2023 il consumo di gas naturale in Estonia &#232; diminuito del 36&#160;% rispetto al consumo medio di gas registrato per lo stesso periodo nei cinque anni precedenti, superando l'obiettivo di riduzione del 15&#160;%. Il paese potrebbe continuare ad adoperarsi per ridurre temporaneamente la domanda di gas fino al 31 marzo 2024 in conformit&#224; del regolamento (UE)&#160;2022/1369 del Consiglio&#160;<a>(<span>17</span>)</a>. Bench&#233; l'Estonia stia compiendo progressi nella diffusione delle energie rinnovabili, la percentuale di scisto bituminoso nel suo mix energetico rimane significativa. La quota delle energie rinnovabili nel consumo finale lordo di energia &#232; cresciuta dal 30,1&#160;% del 2020 al 37,6&#160;% del&#160;2021. Nel 2021 la quota di scisto bituminoso rappresentava il 58&#160;% del mix energetico, il che rappresenta un calo di cinque punti percentuali rispetto al 2018 ma un aumento di due punti percentuali rispetto al 2020. Nel capitolo dedicato a REPowerEU del piano per la ripresa e la resilienza recentemente riveduto, l'Estonia si &#232; impegnata a riformare la procedura di concessione e a migliorare le capacit&#224; degli enti locali competenti per le concessioni. Tali riforme dovrebbero prevedibilmente consentire ulteriori progressi nell'uso di energie rinnovabili. L'insufficiente capacit&#224; della rete di gestire una maggiore quantit&#224; di energie rinnovabili continua a ostacolare ulteriori progressi. L'Estonia inoltre deve proseguire gli sforzi per sincronizzare la propria rete elettrica con quella del resto dell'Unione per eliminare gradualmente la propria dipendenza dalla rete BRELL (Bielorussia, Russia, Estonia, Lituania e Lettonia). Si registrano alcuni progressi, ma la transizione dev'essere ancora portata a termine. A tale scopo &#232; necessario cooperare con la Lettonia e la Lituania. L'efficienza energetica &#232; essenziale per la transizione verde dell'Estonia. Al fine di incrementare l'efficienza energetica dell'economia, anche per quanto riguarda il parco immobiliare, occorrer&#224; fissare obiettivi pi&#249; ambiziosi di efficienza energetica e potenziare la capacit&#224; di ristrutturazione dei comuni pi&#249; piccoli orientando meglio le misure di sostegno. L'Estonia ha puntato ad una maggiore sostenibilit&#224; del settore dei trasporti adottando il piano di sviluppo dei trasporti e della mobilit&#224; 2021-2035, ma servono misure pi&#249; indicate per accelerare il passaggio a un settore dei trasporti meno inquinante.</p><p>Bench&#233; l'Estonia investa nell'elettrificazione della rete ferroviaria, il processo di attuazione non &#232; ancora stato valutato. Il passaggio a trasporti sostenibili deve riguardare anche il settore dei veicoli privati, in cui occorre ampliare l'utilizzo di veicoli a zero o a basse emissioni. Appositi incentivi, come le imposte ambientali, ad esempio un'imposta annuale sui veicoli stradali basata sulle emissioni, potrebbero contribuire ad accelerare il passaggio a opzioni di trasporto meno inquinanti.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(35)</p></td><td><p>La carenza di manodopera e di competenze nei settori e nelle professioni fondamentali per la transizione verde &#8212; compresi la produzione, la diffusione e la manutenzione delle tecnologie a zero emissioni nette &#8212; sta creando strozzature nella transizione a un'economia a zero emissioni nette. Sistemi di istruzione e formazione di qualit&#224; elevata che rispondano alle mutevoli esigenze del mercato del lavoro e misure mirate per la riqualificazione e il miglioramento del livello delle competenze sono cruciali per ridurre le carenze di competenze e promuovere l'inclusione lavorativa e la riallocazione della forza lavoro. Per sbloccare il potenziale inutilizzato dell'offerta di lavoro, tali misure devono essere accessibili, in particolare per le persone e nei settori e nelle regioni maggiormente interessati dalla transizione verde. Nel 2022 in Estonia sono state segnalate carenze di manodopera per&#160;68 professioni che richiedevano competenze o conoscenze specifiche per la transizione verde, tra cui smistatori di rifiuti, tecnici di ingegneria civile e ingegneri civili. Le carenze di manodopera inoltre sono state indicate tra i fattori che limitano la produzione nell'industria e nell'edilizia.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(36)</p></td><td><p>Alla luce della valutazione della Commissione, il Consiglio ha esaminato il programma di stabilit&#224; 2023 e il suo parere&#160;<a>(<span>18</span>)</a> trova riscontro nella raccomandazione di cui al punto 1.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(37)</p></td><td><p>Date le strette correlazioni tra le economie degli Stati membri della zona euro e il loro contributo collettivo al funzionamento dell'Unione economica e monetaria, il Consiglio ha raccomandato a tali Stati membri di prendere provvedimenti, anche tramite i piani per la ripresa e la resilienza, al fine di i) preservare la sostenibilit&#224; del debito e astenersi da un sostegno generalizzato alla domanda aggregata nel 2023, orientare in modo pi&#249; mirato le misure di bilancio adottate per attenuare l'impatto degli elevati prezzi dell'energia e riflettere su modalit&#224; adeguate per eliminare gradualmente il sostegno con il diminuire delle pressioni causate dai prezzi dell'energia; ii) mantenere un elevato livello di investimenti pubblici e promuovere investimenti privati a sostegno delle transizioni verde e digitale; iii) sostenere dinamiche salariali che attenuino la perdita di potere d'acquisto limitando nel contempo gli effetti di secondo impatto sull'inflazione, migliorare ulteriormente le politiche attive del mercato del lavoro e colmare le carenze di competenze; iv) migliorare il contesto imprenditoriale e garantire che il sostegno per l'energia destinato alle imprese sia efficace sotto il profilo dei costi, temporaneo e mirato alle imprese economicamente sostenibili e che siano mantenuti incentivi per la transizione verde; e v) preservare la stabilit&#224; macrofinanziaria e monitorare i rischi, continuando nel contempo a lavorare al completamento dell'Unione bancaria. Per l'Estonia le raccomandazioni di cui ai punti 1, 2, 3 e 4 contribuiscono all'attuazione della prima, della seconda e della terza raccomandazione di cui alla raccomandazione del 2023 sulla zona euro,</p></td></tr></tbody></table>
RACCOMANDA all'Estonia di prendere provvedimenti nel 2023 e nel 2024 al fine di:
1. eliminare gradualmente le vigenti misure di sostegno di emergenza connesse all'energia, usando i relativi risparmi per ridurre il disavanzo pubblico, quanto prima nel 2023 e nel 2024; qualora nuovi aumenti dei prezzi dell'energia dovessero richiedere nuove misure di sostegno o il proseguimento di quelle esistenti, provvedere a che tali misure di sostegno mirino a tutelare le famiglie e le imprese vulnerabili, siano sostenibili a livello di bilancio e preservino gli incentivi al risparmio energetico;
assicurare una politica di bilancio prudente, in particolare limitando a non più del 4,9 % l'aumento nominale della spesa primaria netta finanziata a livello nazionale nel 2024 ( 19 ) ;
preservare gli investimenti pubblici finanziati a livello nazionale e provvedere all'assorbimento efficace delle sovvenzioni del dispositivo e di altri fondi dell'Unione, in particolare per promuovere le transizioni verde e digitale;
per il periodo successivo al 2024, continuare a perseguire una strategia di bilancio a medio termine di risanamento graduale e sostenibile, combinata con investimenti e riforme atti ad aumentare la crescita sostenibile, al fine di conseguire una posizione di bilancio prudente a medio termine;
2. procedere con la costante attuazione del piano di ripresa e resilienza, compreso il capitolo dedicato a REPowerEU; procedere alla rapida attuazione dei programmi della politica di coesione in stretta complementarità e sinergia con il piano per la ripresa e la resilienza;
3. rafforzare la protezione sociale estendendo la copertura delle indennità di disoccupazione, in particolare per le persone occupate per brevi periodi e attive in forme di lavoro atipiche, al fine di combattere, tra l'altro, la povertà in età avanzata; migliorare l'accesso all'assistenza sanitaria e all'assistenza a lungo termine, nonché l'accessibilità economica di tali servizi, in particolare garantendone il finanziamento sostenibile;
4. ridurre la dipendenza complessiva dai combustibili fossili, accelerare la diffusione delle fonti di energia rinnovabile, anche potenziando la capacità della rete elettrica nazionale; garantire una sufficiente capacità di interconnessione elettrica per incrementare la sicurezza dell'approvvigionamento e continuare la sincronizzazione con la rete elettrica dell'Unione; rafforzare l'efficienza energetica mediante nuove misure di finanziamento e di sostegno per conseguire gli obiettivi della strategia di ristrutturazione a lungo termine; proseguire gli sforzi per accrescere la quota dei trasporti sostenibili con l'elettrificazione della rete ferroviaria e mediante un'imposizione fiscale che incentivi il graduale rinnovamento del parco veicoli orientandolo verso veicoli a zero o a basse emissioni; intensificare le iniziative a livello politico a favore dell'offerta e dell'acquisizione delle abilità e competenze necessarie per la transizione verde.
Fatto a Bruxelles, il 14 luglio 2023
Per il Consiglio
La presidente
N. CALVIÑO SANTAMARÍA
<note>
( 1 ) GU L 209 del 2.8.1997, pag. 1 .
( 2 ) GU L 306 del 23.11.2011, pag. 25 .
( 3 ) Regolamento (UE) 2021/241 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 febbraio 2021, che istituisce il dispositivo per la ripresa e la resilienza ( GU L 57 del 18.2.2021, pag. 17 ).
( 4 ) Raccomandazione del Consiglio, del 16 maggio 2023, sulla politica economica della zona euro ( GU C 180 del 23.5.2023, pag. 1 ).
( 5 ) Regolamento (UE) 2023/435 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 febbraio 2023, che modifica il regolamento (UE) 2021/241 per quanto riguarda l'inserimento di capitoli dedicati al piano REPowerEU nei piani per la ripresa e la resilienza e che modifica i regolamenti (UE) n. 1303/2013, (UE) 2021/1060 e (UE) 2021/1755, e la direttiva 2003/87/CE ( GU L 63 del 28.2.2023, pag. 1 ).
( 6 ) ST 12532/2021 INIT; ST 12532/2021 ADD 1; ST 12532/2021 ADD 1 COR 1; ST 12532/2021 ADD 1 COR 1 REV 1.
( 7 ) ST 9367/2023 INIT; ST 9367/2023 ADD 1; ST 9367/2023 ADD 1 REV 1.
( 8 ) Raccomandazione del Consiglio, del 18 giugno 2021, che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità 2021 dell'Estonia ( GU C 304 del 29.7.2021, pag. 23 ).
( 9 ) L'orientamento della politica di bilancio è misurato come la variazione, rispetto alla crescita potenziale a medio termine, della spesa primaria (al netto delle misure discrezionali sul lato delle entrate), escluse le misure temporanee di emergenza connesse alla crisi della COVID-19, ma compresa la spesa finanziata dal sostegno non rimborsabile (sovvenzioni) del dispositivo e altri fondi dell'Unione. Per maggiori dettagli cfr. il riquadro 1 nelle tabelle statistiche di bilancio.
( 10 ) Il calo degli investimenti rispecchia i ritardi registrati nel completamento di alcuni progetti, dovuti al brusco incremento dei costi nel settore dell'edilizia connesso alle turbolenze nelle catene di approvvigionamento a seguito della guerra in Ucraina. Allo stesso tempo l'altra spesa in conto capitale finanziata a livello nazionale ha fornito un contributo espansivo di 0,4 punti percentuali di PIL; ciò rispecchia l'acquisizione di riserve di gas e combustibili.
( 11 ) Tale cifra rappresenta il livello del costo annuale di bilancio delle misure, comprese le entrate e le spese correnti e, se del caso, le misure di spesa in conto capitale.
( 12 ) Raccomandazione del Consiglio, del 12 luglio 2022, sul programma nazionale di riforma 2022 dell'Estonia e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità 2022 dell'Estonia, ( GU C 334 dell'1.9.2022, pag. 44 ).
( 13 ) Stando alle previsioni di primavera 2023 della Commissione, la crescita del prodotto potenziale a medio termine (media su 10 anni) dell'Estonia, utilizzata per misurare l'orientamento della politica di bilancio, è stimata al 13,3 % in termini nominali.
( 14 ) L'altra spesa in conto capitale finanziata a livello nazionale apporterà, secondo le previsioni, un contributo restrittivo di 0,3 punti percentuali di PIL rispecchiando l'effetto di fondo del 2022, quando sono state acquisite vaste riserve di gas.
( 15 ) L'articolo 5 del regolamento (CE) n. 1466/97 impone anche un aggiustamento superiore allo 0,5 % del PIL per gli Stati membri con un debito pubblico superiore al 60 % del PIL o che presentano rischi più considerevoli in termini di sostenibilità del debito.
( 16 ) Si definisce spesa primaria netta la spesa finanziata a livello nazionale al netto delle misure discrezionali sul lato delle entrate, ad esclusione della spesa per interessi e della spesa ciclica per la disoccupazione.
( 17 ) Regolamento (UE) 2022/1369 del Consiglio, del 5 agosto 2022, relativo a misure coordinate di riduzione della domanda di gas ( GU L 206 dell'8.8.2022, pag. 1 ).
( 18 ) A norma dell'articolo 5, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1466/97.
( 19 ) Il che, secondo le stime, corrisponde a un miglioramento annuo del saldo strutturale di bilancio pari almeno allo 0,3 % del PIL per il 2024, come descritto nel considerando 24.
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