Document ID: 32018R0512
Language: ITA

<table><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>28.3.2018&#160;&#160;&#160;</p></td><td><p>IT</p></td><td><p>Gazzetta ufficiale dell'Unione europea</p></td><td><p>L 84/13</p></td></tr></tbody></table>
REGOLAMENTO DI ESECUZIONE (UE) 2018/512 DEL CONSIGLIO
del 27 marzo 2018
che attua l'articolo 15, paragrafo 3, del regolamento (UE) n. 747/2014, concernente misure restrittive in considerazione della situazione in Sudan
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,
visto il regolamento (UE) n. 747/2014 del Consiglio, del 10 luglio 2014, concernente misure restrittive in considerazione della situazione in Sudan e che abroga i regolamenti (CE) n. 131/2004 e (CE) n. 1184/2005 ( 1 ) , in particolare l'articolo 15, paragrafo 3,
vista la proposta dell'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza,
considerando quanto segue:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(1)</p></td><td><p>Il 10&#160;luglio 2014 il Consiglio ha adottato il regolamento (UE) n. 747/2014.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(2)</p></td><td><p>Il 14&#160;marzo 2018 il comitato del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite istituito a norma del paragrafo 5 della risoluzione 1591 (2005) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha aggiornato le informazioni relative a tre persone soggette a misure restrittive.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(3)</p></td><td><p>&#200; opportuno pertanto modificare di conseguenza l'allegato I del regolamento (UE) n. 747/2014,</p></td></tr></tbody></table>
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
L'allegato I del regolamento (UE) n. 747/2014 è modificato come indicato nell'allegato del presente regolamento.
Articolo 2
Il presente regolamento entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea .
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, il 27 marzo 2018.
Per il Consiglio
La presidente
E. ZAHARIEVA
( 1 ) GU L 203 dell'11.7.2014, pag. 1 .
ALLEGATO
Le voci relative alle persone elencate in appresso sono sostituite dalle seguenti:
«2. ALNSIEM, Musa Hilal Abdalla
Pseudonimi: a) Sheikh Musa Hilal; b) Abd Allah; c) Abdallah; d) AlNasim; e) Al Nasim; f) AlNaseem; g) Al Naseem; h) AlNasseem; i) Al Nasseem.
Designazione: a) ex membro dell'Assemblea nazionale del Sudan per il distretto di Al-Waha, b) ex consulente speciale presso il ministero degli affari federali, c) capo supremo della tribù Mahamid nel Darfur settentrionale.
Data di nascita: a) 1 o gennaio 1964; b) 1959.
Luogo di nascita: Kutum.
Indirizzo: a) Kabkabiya, Sudan; b) Kutum, Sudan (risiede a Kabkabiya e nella città di Kutum, Darfur settentrionale, e ha risieduto a Khartoum).
Cittadinanza: Sudan.
Passaporto: a) passaporto diplomatico D014433, rilasciato il 21 febbraio 2013 (scaduto il 21 febbraio 2015);
b) passaporto diplomatico D009889, rilasciato il 17 febbraio 2011 (scaduto il 17 febbraio 2013).
Numero di identificazione nazionale: Certificato di cittadinanza A0680623.
Data di designazione da parte dell'ONU: 25 aprile 2006.
Altre informazioni: Foto disponibile per l'inserimento nell'avviso speciale Interpol-Consiglio di sicurezza dell'ONU. Link all'avviso speciale INTERPOL-Consiglio di sicurezza dell'ONU: https://www.interpol.int/en/notice/search/un/5795065
Informazioni tratte dalla sintesi dei motivi dell'inserimento nell'elenco forniti dal comitato delle sanzioni:
Nella relazione di Human Rights Watch si indica che l'organizzazione è in possesso di una nota, del 13 febbraio 2004, di un ufficio governativo locale nel Darfur settentrionale che ordina alle “unità di sicurezza nella località” di “consentire le attività dei mujaheddin e dei volontari sotto il comando dello Sheikh Musa Hilal finalizzate a inoltrarsi nelle zone del [Darfur settentrionale] e di garantire le loro esigenze essenziali”. Il 28 settembre 2005, 400 miliziani arabi hanno attaccato i villaggi di Aro Sharrow (e il relativo campo di sfollati interni), Acho e Gozmena nel Darfur occidentale. Si ritiene altresì che Musa Hilal fosse presente durante l'attacco al campo di sfollati interni di Aro Sharrow, in quanto il figlio era stato ucciso nell'attacco della SLA a Shareia ed egli era quindi impegnato in una sanguinosa faida personale. Vi sono fondati motivi di ritenere che, in quanto capo supremo, egli sia stato direttamente responsabile di tali azioni e sia responsabile di violazioni del diritto internazionale umanitario e delle norme internazionali in materia di diritti umani nonché di altre atrocità.
3. SHAREIF Adam
Pseudonimi: a) Adam Yacub Shant; b) Adam Yacoub.
Designazione: Comandante dell'Armata di liberazione sudanese (SLA).
Data di nascita: 1 o gennaio 1970.
Luogo di nascita: El-Fasher.
Cittadinanza: Sudan.
Numero di passaporto: P00182993, rilasciato il 19 luglio 2010 (scaduto il 18 luglio 2015).
Numero di identificazione nazionale: 103-0037-6235 (come da passaporto).
Data di designazione da parte dell'ONU: 25 aprile 2006.
Altre informazioni: Sarebbe deceduto il 7 giugno 2012. Foto disponibile per l'inserimento nell'avviso speciale Interpol-Consiglio di sicurezza dell'ONU. Link all'avviso speciale INTERPOL-Consiglio di sicurezza dell'ONU: https://www.interpol.int/en/notice/search/un/5283783
Informazioni tratte dalla sintesi dei motivi dell'inserimento nell'elenco forniti dal comitato delle sanzioni:
I soldati della SLA sotto il comando di Adam Yacub Shant hanno violato l'accordo di cessate il fuoco attaccando un contingente militare del governo sudanese che stava scortando un convoglio di mezzi pesanti in prossimità di Abu Hamra, nel Darfur settentrionale, il 23 luglio 2005, uccidendo tre soldati. Dopo l'attacco sono state saccheggiate armi da guerra e munizioni del governo. Le informazioni in possesso del gruppo di esperti confermano che l'attacco da parte dei soldati della SLA ha effettivamente avuto luogo ed era chiaramente organizzato e che è stato quindi minuziosamente pianificato. Si può pertanto ragionevolmente supporre, secondo le conclusioni del gruppo, che Shant, in quanto comandante confermato della SLA nella regione, sia stato a conoscenza dell'attacco e lo abbia approvato o ordinato. Egli è di conseguenza direttamente responsabile dell'attacco e soddisfa i criteri per l'inserimento nell'elenco.
4. MAYU, Jibril Abdulkarim Ibrahim
Pseudonimi: a) General Gibril Abdul Kareem Barey; b) “Tek”; c) Gabril Abdul Kareem Badri.
Designazione: Comandante del Movimento Nazionale per la riforma e lo sviluppo (NMRD).
Data di nascita: 1 o gennaio 1967.
Luogo di nascita: El-Fasher, Darfur settentrionale.
Cittadinanza: Sudanese di nascita.
Indirizzo: Tine, Sudan (risiede a Tine, sul versante sudanese della frontiera con il Ciad).
Numero di identificazione nazionale: a) 192-3238459-9; b) certificato di cittadinanza acquisito alla nascita 302581.
Data di designazione da parte dell'ONU: 25 aprile 2006.
Altre informazioni: Foto disponibile per l'inserimento nell'avviso speciale Interpol-Consiglio di sicurezza dell'ONU. Link all'avviso speciale INTERPOL-Consiglio di sicurezza dell'ONU: https://www.interpol.int/en/notice/search/un/5795071
Informazioni tratte dalla sintesi dei motivi dell'inserimento nell'elenco forniti dal comitato delle sanzioni:
Mayu è responsabile del rapimento nel Darfur, nell'ottobre 2005, di membri del personale della missione dell'Unione Africana in Sudan (AMIS). Ha cercato di ostacolare la missione AMIS con l'intimidazione; ad esempio, nel novembre 2005 ha minacciato di abbattere gli elicotteri dell'Unione africana (UA) nella regione di Jebel Moon. Con queste azioni, che costituiscono una minaccia per la stabilità del Darfur, Mayu ha palesemente violato la risoluzione 1591 del Consiglio di sicurezza e soddisfa i criteri per essere designato dal comitato per l'applicazione di sanzioni.»