Document ID: 32023H0901(20)
Language: ITA

<table><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>1.9.2023&#160;&#160;&#160;</p></td><td><p>IT</p></td><td><p>Gazzetta ufficiale dell'Unione europea</p></td><td><p>C 312/186</p></td></tr></tbody></table>
RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
del 14 luglio 2023
relativa al programma nazionale di riforma 2023 dell'Austria e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità 2023 dell'Austria
(2023/C 312/20)
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 121, paragrafo 2, e l'articolo 148, paragrafo 4,
visto il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, per il rafforzamento della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle politiche economiche ( 1 ) , in particolare l'articolo 5, paragrafo 2,
vista la raccomandazione della Commissione europea,
viste le risoluzioni del Parlamento europeo,
viste le conclusioni del Consiglio europeo,
visto il parere del comitato per l'occupazione,
visto il parere del comitato economico e finanziario,
visto il parere del comitato per la protezione sociale,
visto il parere del comitato di politica economica,
considerando quanto segue:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(1)</p></td><td><p>Il regolamento (UE) 2021/241 del Parlamento europeo e del Consiglio&#160;<a>(<span>2</span>)</a> che istituisce il dispositivo per la ripresa e la resilienza (&#171;dispositivo&#187;) &#232; entrato in vigore il&#160;19&#160;febbraio&#160;2021. Il dispositivo fornisce sostegno finanziario agli Stati membri per l'attuazione di riforme e investimenti, producendo uno stimolo di bilancio finanziato dall'Unione. In linea con le priorit&#224; del semestre europeo, il dispositivo contribuisce alla ripresa economica e inclusiva e all'attuazione di investimenti e riforme sostenibili e favorevoli alla crescita, in particolare riforme e investimenti volti a promuovere le transizioni verde e digitale e a rendere pi&#249; resilienti le economie degli Stati membri. Contribuisce inoltre a consolidare le finanze pubbliche e a stimolare la crescita e la creazione di posti di lavoro nel medio e lungo periodo, a migliorare la coesione territoriale all'interno dell'Unione e a continuare l'attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali. Il contributo finanziario massimo per ciascuno Stato membro nell'ambito del dispositivo &#232; stato aggiornato il 30 giugno 2022, a norma dell'articolo 11, paragrafo 2, del regolamento (UE) 2021/241.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(2)</p></td><td><p>Il 22 novembre 2022 la Commissione ha adottato l'analisi annuale della crescita sostenibile&#160;2023, segnando l'inizio del semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche 2023. Il 23 marzo 2023 il Consiglio europeo ha approvato le priorit&#224; dell'analisi annuale della crescita sostenibile 2023, incentrate sulle quattro dimensioni della sostenibilit&#224; competitiva. Sempre il 22&#160;novembre&#160;2022 la Commissione ha adottato, sulla base del regolamento (UE) n.&#160;1176/2011, la relazione sul meccanismo di allerta per il 2023, in cui non annoverava l'Austria tra gli Stati membri che possono presentare squilibri o correre il rischio di presentarli. Il paese non deve pertanto essere sottoposto a esame approfondito. Lo stesso giorno ha adottato anche un parere sul documento programmatico di bilancio 2023 dell'Austria. La Commissione ha inoltre adottato una raccomandazione di raccomandazione del Consiglio sulla politica economica della zona euro e una proposta di relazione comune sull'occupazione 2023, che analizza l'attuazione degli orientamenti in materia di occupazione e dei principi del pilastro europeo dei diritti sociali. Il 16 maggio 2023 il Consiglio ha adottato la raccomandazione sulla politica economica della zona euro&#160;<a>(<span>3</span>)</a> (&#171;raccomandazione sulla zona euro del 2023&#187;) e il 13 marzo 2023 la relazione comune sull'occupazione.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(3)</p></td><td><p>Sebbene le economie dell'Unione diano prova di notevole resilienza, il contesto geopolitico continua ad avere un impatto negativo. Nella sua agenda di politica economica e sociale l'Unione, fermamente al fianco dell'Ucraina, mira, nel breve periodo, a ridurre gli effetti negativi degli shock energetici su famiglie e imprese vulnerabili e, nel medio periodo, a proseguire gli sforzi per realizzare le transizioni verde e digitale, favorire una crescita sostenibile e inclusiva, salvaguardare la stabilit&#224; macroeconomica e accrescere la resilienza. L'agenda &#232; fortemente incentrata anche sull'aumento della competitivit&#224; e della produttivit&#224; dell'Unione.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(4)</p></td><td><p>Il 1<span>o</span> febbraio 2023 la Commissione ha pubblicato la comunicazione dal titolo &#171;Un piano industriale del Green Deal per l'era a zero emissioni nette&#187; (&#171;piano industriale del Green Deal&#187;). L'obiettivo del piano industriale del Green Deal &#232; stimolare la competitivit&#224; dell'industria dell'Unione a zero emissioni nette e sostenere la transizione rapida verso la neutralit&#224; climatica. Il piano integra gli sforzi in corso nell'ambito del Green Deal europeo e di REPowerEU. Intende creare un contesto pi&#249; favorevole che consenta di aumentare la capacit&#224; dell'Unione di produrre le tecnologie e i prodotti a zero emissioni nette necessari per conseguire gli ambiziosi obiettivi climatici dell'Unione, nonch&#233; di garantire l'accesso alle materie prime critiche necessarie, anche diversificando l'approvvigionamento, sfruttando adeguatamente le risorse geologiche negli Stati membri e massimizzando il riciclo delle materie prime. Il piano industriale del Green Deal si basa su quattro pilastri: un contesto normativo prevedibile e semplificato, un accesso pi&#249; rapido ai finanziamenti, migliori competenze e l'apertura commerciale per catene di approvvigionamento resilienti. Il&#160;16&#160;marzo 2023 la Commissione ha pubblicato un'ulteriore comunicazione dal titolo &#171;Competitivit&#224; a lungo termine dell'UE: prospettive oltre il 2030&#187;, articolata attorno a nove fattori sinergici, con l'obiettivo di adoperarsi in favore di un quadro normativo propizio alla crescita. La comunicazione definisce le priorit&#224; politiche per provvedere in modo attivo a miglioramenti strutturali, investimenti ben mirati e misure normative per la competitivit&#224; a lungo termine dell'Unione e degli Stati membri. Le raccomandazioni formulate di seguito contribuiscono a rispondere a tali priorit&#224;.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(5)</p></td><td><p>Nel 2023 il semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche continua a evolvere in linea con l'attuazione del dispositivo. La piena attuazione dei piani per la ripresa e la resilienza rimane fondamentale per realizzare le priorit&#224; politiche del semestre europeo; i piani infatti rispondono a tutte le pertinenti raccomandazioni specifiche per paese formulate negli ultimi anni o a un insieme significativo di esse. Le raccomandazioni specifiche per paese 2019, 2020 e 2022 rimangono ugualmente pertinenti per i piani per la ripresa e la resilienza riveduti, aggiornati o modificati a norma degli articoli 14, 18 e 21 del regolamento (UE) 2021/241.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(6)</p></td><td><p>Il regolamento (UE) 2023/435 del Parlamento europeo e del Consiglio&#160;<a>(<span>4</span>)</a> (&#171;regolamento REPowerEU&#187;), adottato il 27 febbraio 2023, mira a una graduale e rapida eliminazione della dipendenza dell'Unione dalle importazioni di combustibili fossili russi. Ci&#242; contribuir&#224; alla sicurezza energetica e alla diversificazione dell'approvvigionamento di energia dell'Unione, aumentando nel contempo la diffusione delle energie rinnovabili, le capacit&#224; di stoccaggio dell'energia e l'efficienza energetica. Il regolamento REPowerEU consente agli Stati membri di aggiungere ai rispettivi piani nazionali per la ripresa e la resilienza un nuovo capitolo dedicato al piano REPowerEU, onde finanziare riforme e investimenti chiave che contribuiranno al conseguimento degli obiettivi di REPowerEU. Tali riforme e investimenti contribuiranno inoltre a stimolare la competitivit&#224; dell'industria dell'Unione a zero emissioni nette, come indicato nel piano industriale del Green Deal, e a dare seguito alle raccomandazioni specifiche per paese in materia di energia rivolte agli Stati membri nel&#160;2022 e, se del caso, nel 2023. Il regolamento REPowerEU introduce una nuova categoria di sostegno finanziario non rimborsabile, messo a disposizione degli Stati membri per finanziare nuove riforme e nuovi investimenti connessi al settore dell'energia nell'ambito dei rispettivi piani per la ripresa e la resilienza.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(7)</p></td><td><p>L'8 marzo 2023 la Commissione ha adottato una comunicazione che fornisce orientamenti di politica di bilancio per il 2024 (&#171;comunicazione dell'8 marzo 2023&#187;). Essi mirano a sostenere la preparazione dei programmi di stabilit&#224; e convergenza degli Stati membri e a rafforzare in tal modo il coordinamento delle politiche. La Commissione ha inoltre ricordato che la clausola di salvaguardia generale del patto di stabilit&#224; e crescita sar&#224; disattivata alla fine del&#160;2023. Per il periodo 2023-2024&#160;ha sollecitato politiche di bilancio che garantiscano la sostenibilit&#224; del debito a medio termine e aumentino la crescita potenziale in modo sostenibile e ha invitato gli Stati membri a precisare nei rispettivi programmi di stabilit&#224; e convergenza per il 2023 le modalit&#224; con cui i loro piani di bilancio garantiranno il rispetto del valore di riferimento del trattato del 3&#160;% del prodotto interno lordo (PIL) e garantiranno la riduzione plausibile e costante del debito, o in che modo intendano mantenere il debito a livelli prudenti a medio termine. La Commissione ha inoltre invitato gli Stati membri a eliminare gradualmente le misure di bilancio nazionali introdotte per proteggere le famiglie e le imprese dallo shock dei prezzi dell'energia, iniziando da quelle meno mirate. Ha precisato che, qualora fosse necessaria una proroga delle misure di sostegno a causa di nuove pressioni imputabili ai prezzi dell'energia, gli Stati membri dovrebbero far s&#236; che dette misure siano molto pi&#249; mirate a favore delle famiglie e delle imprese vulnerabili. La Commissione ha dichiarato che le raccomandazioni di bilancio saranno quantificate e differenziate, nonch&#233; formulate sulla base della spesa primaria netta, come proposto nella comunicazione del 9&#160;novembre&#160;2022 sugli orientamenti per una riforma del quadro di governance economica dell'UE. Ha raccomandato che tutti gli Stati membri continuino a tutelare gli investimenti finanziati a livello nazionale e a garantire l'uso efficace del dispositivo e di altri fondi dell'Unione, soprattutto in considerazione degli obiettivi in materia di transizioni verde e digitale e di resilienza. La Commissione ha inoltre indicato che proporr&#224; al Consiglio di avviare, nella primavera del 2024, le procedure per i disavanzi eccessivi basate sul disavanzo in base ai dati di consuntivo per il 2023, in linea con le disposizioni giuridiche vigenti.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(8)</p></td><td><p>Il 26 aprile 2023 la Commissione ha presentato proposte legislative per attuare una riforma globale delle regole della governance economica dell'Unione. L'obiettivo centrale delle proposte &#232; rafforzare la sostenibilit&#224; del debito pubblico e promuovere una crescita sostenibile e inclusiva in tutti gli Stati membri attraverso riforme e investimenti. Nelle sue proposte la Commissione mira a migliorare la titolarit&#224; nazionale, semplificare il quadro e spostarne il fulcro maggiormente sul medio termine, in combinazione con un'applicazione efficace e pi&#249; coerente. Secondo le conclusioni del Consiglio adottate il 14 marzo 2023 sugli orientamenti per una riforma del quadro di governance economica dell'UE, l'obiettivo &#232; concludere i lavori legislativi nel 2023.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(9)</p></td><td><p>Il 30&#160;aprile&#160;2021 l'Austria ha presentato alla Commissione il piano nazionale per la ripresa e la resilienza, conformemente all'articolo 18, paragrafo 1, del regolamento (UE) 2021/241. A norma dell'articolo 19 del medesimo regolamento, la Commissione ha valutato la pertinenza, l'efficacia, l'efficienza e la coerenza del piano, conformemente agli orientamenti per la valutazione di cui all'allegato V del regolamento. Il 13 luglio 2021 il Consiglio ha adottato la decisione di esecuzione relativa all'approvazione della valutazione del piano per la ripresa e la resilienza dell'Austria&#160;<a>(<span>5</span>)</a>. L'erogazione delle rate &#232; subordinata all'adozione di una decisione della Commissione a norma dell'articolo 24, paragrafo 5, del regolamento (UE) 2021/241, che stabilisca che l'Austria ha conseguito in misura soddisfacente i traguardi e gli obiettivi indicati nella decisione di esecuzione del Consiglio. Il conseguimento soddisfacente presuppone che non siano annullati i traguardi e gli obiettivi conseguiti in precedenza.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(10)</p></td><td><p>Il 26 aprile 2023 l'Austria ha presentato il programma nazionale di riforma 2023 e il programma di stabilit&#224; 2023, in linea con l'articolo 4, paragrafo 1, del regolamento (CE) n.&#160;1466/97. I due programmi sono stati valutati congiuntamente per tener conto delle correlazioni. In conformit&#224; dell'articolo 27 del regolamento (UE) 2021/241, il programma nazionale di riforma 2023 rispecchia anche la relazione semestrale dell'Austria in merito ai progressi compiuti nella realizzazione del suo piano per la ripresa e la resilienza.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(11)</p></td><td><p>Il 24 maggio 2023 la Commissione ha pubblicato la relazione per paese 2023 relativa all'Austria. La Commissione ha valutato i progressi compiuti dall'Austria nel dar seguito alle pertinenti raccomandazioni specifiche per paese adottate dal Consiglio tra il 2019 e il 2022 e ha fatto il punto dell'attuazione del piano per la ripresa e la resilienza. Sulla scorta di tale analisi la relazione per paese ha individuato lacune rispetto alle sfide non affrontate o solo parzialmente affrontate nel piano per la ripresa e la resilienza, e anche a sfide nuove ed emergenti. Ha valutato quindi i progressi compiuti dall'Austria nell'attuare il pilastro europeo dei diritti sociali, conseguire gli obiettivi principali dell'Unione in materia di occupazione, competenze e riduzione della povert&#224; e gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(12)</p></td><td><p>Secondo i dati convalidati da Eurostat, il disavanzo delle amministrazioni pubbliche dell'Austria &#232; sceso dal 5,8&#160;% del PIL nel 2021 al 3,2&#160;% nel 2022, mentre il debito delle amministrazioni pubbliche &#232; sceso dall'82,3&#160;% del PIL alla fine del 2021 al 78,4&#160;% alla fine del 2022. Il 24 maggio 2023 la Commissione ha pubblicato una relazione a norma dell'articolo 126, paragrafo 3, del trattato. Tale relazione ha esaminato la situazione di bilancio dell'Austria, in cui il disavanzo delle amministrazioni pubbliche nel 2022 superava il valore di riferimento del 3&#160;% del PIL stabilito dal trattato. La relazione ha concluso che il criterio del disavanzo &#232; soddisfatto. In linea con la sua comunicazione dell'8 marzo 2023, la Commissione non ha proposto di avviare nuove procedure per i disavanzi eccessivi nella primavera del 2023. La Commissione ha successivamente dichiarato che proporr&#224; al Consiglio di avviare, nella primavera del 2024, procedure per i disavanzi eccessivi basate sul disavanzo in base ai dati di consuntivo per il 2023. L'Austria dovrebbe tenerne conto nell'esecuzione del bilancio 2023 e nella preparazione del documento programmatico di bilancio per il 2024.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(13)</p></td><td><p>Il saldo delle amministrazioni pubbliche ha subito gli effetti delle misure di politica di bilancio adottate per attenuare l'impatto economico e sociale dell'aumento dei prezzi dell'energia. Nel 2022 le misure di politica di bilancio che hanno determinato una diminuzione delle entrate comprendevano il rinvio dell'introduzione di un prezzo della CO<span>2</span>, la riduzione dei prelievi sull'energia e sgravi fiscali per i pendolari, mentre le misure di politica di bilancio che hanno incrementato la spesa comprendevano sovvenzioni alle imprese riguardanti il costo dell'energia, trasferimenti forfettari alle famiglie e pagamenti diretti ai pensionati. Il costo di tali misure &#232; stato parzialmente compensato da nuove imposte sui proventi straordinari dei produttori e dei fornitori di energia. La Commissione stima il costo di bilancio netto di queste misure all'1,5&#160;% del PIL nel 2022. Il saldo delle amministrazioni pubbliche ha risentito anche del costo di bilancio dell'offerta di protezione temporanea agli sfollati provenienti dall'Ucraina, stimato allo 0,2&#160;% del PIL nel 2022. Nel contempo il costo stimato delle misure temporanee di emergenza connesse alla COVID-19 &#232; sceso dal 4,3&#160;% del PIL nel 2021 allo 0,8&#160;% nel 2022.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(14)</p></td><td><p>Il 18 giugno 2021 il Consiglio ha raccomandato che nel 2022&#160;l'Austria&#160;<a>(<span>6</span>)</a> mantenesse un orientamento di bilancio a sostegno della ripresa, anche grazie all'impulso dato dal dispositivo, e preservasse gli investimenti finanziati a livello nazionale.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(15)</p></td><td><p>Secondo le stime della Commissione, nel 2022&#160;l'orientamento della politica di bilancio&#160;<a>(<span>7</span>)</a> &#232; stato favorevole (&#8211;&#160;2,8&#160;% del PIL), come raccomandato dal Consiglio. Sempre secondo quanto raccomandato dal Consiglio, l'Austria ha continuato a sostenere la ripresa avvalendosi del dispositivo per finanziare investimenti. La spesa finanziata mediante le sovvenzioni del dispositivo e altri fondi dell'Unione &#232; stata pari allo 0,2&#160;% del PIL nel 2022 (0,2&#160;% nel 2021). Gli investimenti finanziati a livello nazionale hanno apportato un contributo restrittivo di 0,1 punti percentuali all'orientamento della politica di bilancio&#160;<a>(<span>8</span>)</a>. L'Austria non ha dunque preservato gli investimenti finanziati a livello nazionale, in contrasto con la raccomandazione del Consiglio. Allo stesso tempo la crescita della spesa primaria corrente finanziata a livello nazionale (al netto delle nuove misure sul lato delle entrate) ha fornito un contributo espansivo di 1,8 punti percentuali all'orientamento della politica di bilancio. Tale significativo contributo espansivo comprendeva gli effetti supplementari delle misure volte ad attenuare l'impatto economico e sociale dell'aumento dei prezzi dell'energia (supplemento di costo di bilancio netto pari all'1,5&#160;% del PIL), e i costi per offrire protezione temporanea agli sfollati provenienti dall'Ucraina (0,2&#160;% del PIL). L'Austria ha pertanto tenuto sufficientemente sotto controllo la crescita della spesa corrente finanziata a livello nazionale.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(16)</p></td><td><p>Lo scenario macroeconomico su cui si fondano le proiezioni di bilancio del programma di stabilit&#224; 2023 &#232; in linea con le previsioni di primavera 2023 della Commissione. Il governo prevede una crescita del PIL reale dello 0,3&#160;% nel 2023 e dell'1,8&#160;% nel 2024. A titolo di confronto, le previsioni di primavera 2023 della Commissione prospettano una crescita superiore del PIL reale, pari allo 0,4&#160;% nel 2023, e una crescita inferiore del PIL reale, pari all'1,6&#160;%, nel 2024, principalmente a causa del maggiore contributo del consumo privato alla crescita nel 2023 e del minore contributo del consumo pubblico alla crescita nel 2024.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(17)</p></td><td><p>Nel programma di stabilit&#224; 2023 il governo prevede che il disavanzo delle amministrazioni pubbliche si attesti al 3,2&#160;% del PIL nel 2023. Secondo il programma, il rapporto debito pubblico/PIL dovrebbe diminuire passando dal 78,4&#160;% alla fine del 2022 al 77,0&#160;% alla fine del 2023. Le previsioni di primavera 2023 della Commissione prospettano un disavanzo pubblico del 2,4&#160;% del PIL per il 2023. Si tratta di un disavanzo inferiore a quello previsto nel programma di stabilit&#224; 2023, principalmente a causa delle differenze nelle aspettative sull'impatto di bilancio di alcune misure connesse all'energia, in particolare le sovvenzioni energetiche alle imprese. Le previsioni di primavera 2023 della Commissione prospettano un rapporto debito pubblico/PIL inferiore, pari al 75,4&#160;% alla fine del 2023. La discrepanza &#232; dovuta alla differenza nel disavanzo pubblico atteso.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(18)</p></td><td><p>Stando alle previsioni il saldo generale delle amministrazioni pubbliche nel 2023 continuer&#224; a risentire delle misure adottate per attenuare l'impatto economico e sociale dell'aumento dei prezzi dell'energia. Si tratta di misure prorogate dal 2022 (in particolare un freno al prezzo dell'energia elettrica) e di nuove misure quali un nuovo regime di sovvenzioni alle imprese riguardanti il costo dell'energia. Il costo di tali misure continua a essere compensato parzialmente dalle imposte sui proventi straordinari dei fornitori di energia. Tenendo conto di queste entrate, nelle previsioni di primavera 2023 la Commissione stima il costo di bilancio netto delle misure di sostegno all'1,8&#160;% del PIL nel 2023&#160;<a>(<span>9</span>)</a>. La maggior parte delle misure del 2023 non sembra mirata a sostenere le famiglie o le imprese pi&#249; vulnerabili n&#233; preserva appieno il segnale di prezzo necessario per ridurre la domanda e accrescere l'efficienza energetica. Di conseguenza nelle previsioni di primavera 2023 la Commissione stima allo 0,4&#160;% del PIL nel 2023 (rispetto allo 0,2&#160;% del PIL nel 2022) l'importo delle misure di sostegno mirate di cui tenere conto nella valutazione della conformit&#224; alla raccomandazione del Consiglio del 12 luglio 2022&#160;<a>(<span>10</span>)</a>. Infine si prevede che il saldo generale delle amministrazioni pubbliche nel 2023 trarr&#224; beneficio dall'eliminazione graduale delle misure temporanee di emergenza connesse alla COVID-19, stimate allo 0,8&#160;% del PIL.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(19)</p></td><td><p>Nella sua raccomandazione del 12 luglio 2022 il Consiglio ha raccomandato all'Austria di prendere provvedimenti per garantire nel 2023 che la crescita della spesa primaria corrente finanziata a livello nazionale sia in linea con un orientamento della politica complessivamente neutro&#160;<a>(<span>11</span>)</a>, tenendo conto del perdurare del sostegno temporaneo e mirato alle famiglie e alle imprese pi&#249; vulnerabili agli aumenti dei prezzi dell'energia e alle persone in fuga dall'Ucraina. L'Austria dovrebbe essere pronta ad adeguare la spesa corrente all'evoluzione della situazione. All'Austria &#232; stato anche raccomandato di aumentare gli investimenti pubblici per le transizioni verde e digitale e per la sicurezza energetica tenendo conto dell'iniziativa REPowerEU, anche avvalendosi del dispositivo e di altri fondi dell'Unione.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(20)</p></td><td><p>Le previsioni di primavera 2023 della Commissione prospettano per il 2023 un orientamento restrittivo della politica di bilancio (+&#160;1,0&#160;% del PIL), in un contesto di inflazione elevata, a fronte di un orientamento espansivo nel 2022 (&#8211;&#160;2,8&#160;% del PIL). Si prevede inoltre che nel&#160;2023 la crescita della spesa primaria corrente finanziata a livello nazionale (al netto delle misure discrezionali sul lato delle entrate) apporter&#224; all'orientamento della politica di bilancio un contributo restrittivo di 0,3 punti percentuali del PIL. Ci&#242; comprende il maggior costo delle misure di sostegno mirate alle famiglie e alle imprese pi&#249; vulnerabili alle impennate dei prezzi dell'energia pari allo 0,2&#160;% del PIL. In sintesi, la crescita prevista della spesa primaria corrente finanziata a livello nazionale &#232; in linea con la raccomandazione del Consiglio del 12 luglio 2022. Secondo le proiezioni la spesa finanziata con le sovvenzioni del dispositivo e altri fondi dell'Unione ammonter&#224; allo 0,3&#160;% del PIL nel 2023, mentre gli investimenti finanziati a livello nazionale apporteranno all'orientamento della politica di bilancio un contributo espansivo di 0,1 punti percentuali. Pertanto l'Austria prevede di finanziare ulteriori investimenti attraverso il dispositivo e altri fondi dell'Unione e, stando alle proiezioni, preserver&#224; gli investimenti finanziati a livello nazionale&#160;<a>(<span>12</span>)</a>. Prevede di finanziare investimenti pubblici per le transizioni verde e digitale e per la sicurezza energetica, quali la partecipazione all'importante progetto di comune interesse europeo su microelettronica e connettivit&#224;, la digitalizzazione delle piccole e medie imprese e della pubblica amministrazione, nonch&#233; la sostituzione dei sistemi di riscaldamento, che sono in parte finanziati dal dispositivo e da altri fondi dell'Unione.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(21)</p></td><td><p>Secondo il programma di stabilit&#224; 2023, il disavanzo delle amministrazioni pubbliche scender&#224; all'1,6&#160;% del PIL nel 2024. Il calo del 2024 riflette principalmente la graduale eliminazione delle misure connesse all'energia. Secondo il programma di stabilit&#224; 2023, si prevede che il rapporto debito pubblico/PIL scenda al 75,1&#160;% alla fine del 2024. Sulla base delle misure politiche note alla data limite delle previsioni, le previsioni di primavera 2023 della Commissione prospettano un disavanzo pubblico dell'1,3&#160;% del PIL per il 2024. Ci&#242; &#232; in linea con il disavanzo previsto nel programma di stabilit&#224;&#160;2023. Le previsioni di primavera 2023 della Commissione prospettano un rapporto debito pubblico/PIL inferiore, pari al 73,3&#160;% alla fine del 2024.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(22)</p></td><td><p>Il programma di stabilit&#224; 2023 prevede l'eliminazione graduale di quasi tutte le misure di sostegno connesse all'energia nel 2024, nell'ipotesi che l'andamento decrescente dei prezzi dell'energia continui. Anche la Commissione presuppone l'eliminazione quasi completa delle misure di sostegno connesse all'energia (costo netto pari allo 0,1&#160;% del PIL nel 2024). Tali stime si basano sul presupposto che non si registrino nuovi aumenti dei prezzi dell'energia.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(23)</p></td><td><p>Il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio richiede un miglioramento annuo del saldo strutturale di bilancio per conseguire l'obiettivo di bilancio a medio termine, avendo lo 0,5&#160;% del PIL come parametro di riferimento&#160;<a>(<span>13</span>)</a>. Alla luce delle considerazioni relative alla sostenibilit&#224; di bilancio, secondo la Commissione sarebbe opportuno migliorare il saldo strutturale di almeno lo 0,3&#160;% del PIL per il 2024. Al fine di conseguire tale miglioramento, e conformemente alla metodologia della Commissione, la crescita della spesa primaria netta finanziata a livello nazionale&#160;<a>(<span>14</span>)</a> nel 2024 non dovrebbe superare il 4,6&#160;%, come indicato nella presente raccomandazione. Allo stesso tempo &#232; opportuno eliminare gradualmente le restanti misure di sostegno connesse all'energia (attualmente stimate dalla Commissione all'1,8&#160;% del PIL nel 2023), se consentito dagli sviluppi del mercato dell'energia e partendo dalle misure meno mirate, e usare i relativi risparmi per ridurre il disavanzo pubblico. Secondo le stime della Commissione, ci&#242; determinerebbe una crescita della spesa primaria netta inferiore al tasso di crescita massimo raccomandato per il 2024.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(24)</p></td><td><p>Nell'ipotesi di politiche invariate, le previsioni di primavera 2023 della Commissione prospettano una crescita della spesa primaria netta finanziata a livello nazionale pari al&#160;4,0&#160;% nel 2024, ossia al di sotto del tasso di crescita raccomandato. L'aggiustamento prospettato nelle previsioni della Commissione &#232; inferiore ai risparmi derivanti dalla completa eliminazione delle misure di sostegno connesse all'energia, a causa di spese dipendenti dall'andamento dell'inflazione nel 2023, quali la spesa pensionistica, le retribuzioni dei dipendenti e alcune prestazioni sociali, nonch&#233; di alcune misure connesse all'energia non ancora revocate.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(25)</p></td><td><p>Il programma di stabilit&#224; 2023 prevede una diminuzione degli investimenti pubblici dal&#160;3,5&#160;% del PIL nel 2023 al 3,4&#160;% del PIL nel 2024. I minori investimenti riflettono un calo degli investimenti finanziati a livello nazionale.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(26)</p></td><td><p>Il programma di stabilit&#224; 2023 delinea un percorso di bilancio a medio termine fino al 2026. Secondo il programma di stabilit&#224; 2023, il disavanzo delle amministrazioni pubbliche scender&#224; gradualmente all'1,4&#160;% del PIL nel 2025 e all'1,3&#160;% entro il 2026. Si prevede pertanto che il disavanzo delle amministrazioni pubbliche rimarr&#224; al di sotto del 3&#160;% del PIL nel periodo di riferimento del programma. Sempre in base al programma di stabilit&#224; 2023, il rapporto debito pubblico/PIL dovrebbe diminuire passando dal 75,1&#160;% alla fine del 2024 al&#160;71,4&#160;% entro la fine del 2026. L'Austria si trova ad affrontare rischi medi per la sostenibilit&#224; di bilancio nel lungo periodo, dovuti principalmente alle pressioni di bilancio derivanti dall'invecchiamento della popolazione (in particolare, l'aumento della spesa per l'assistenza a lungo termine e l'assistenza sanitaria) e all'aumento del debito a causa delle misure per affrontare le conseguenze economiche e sociali della pandemia di COVID-19 e della crisi energetica. I settori dell'assistenza a lungo termine e dell'assistenza sanitaria inoltre presentano carenze di manodopera, in parte collegate alla mancanza di attrattiva del lavoro in questi settori. Un pacchetto di riforme dell'assistenza adottato recentemente per affrontare il problema della carenza di manodopera, che prevede l'aumento delle retribuzioni e trasferimenti a favore dei prestatori di assistenza nel breve periodo, &#232; una misura valida per rendere pi&#249; attraente la professione, ma comporter&#224; anche un aumento dei costi di bilancio. Nel 2021, una task force sull'assistenza a lungo termine ha proposto misure volte a migliorare l'adeguatezza dell'assistenza preservando la sostenibilit&#224; di bilancio. Tali misure comprendono l'istituzione di un meccanismo di controllo coordinato, con chiare responsabilit&#224; assegnate ai vari livelli di governo, che contribuirebbe ad aumentare la qualit&#224; e la comparabilit&#224; della spesa pubblica, ad esempio con la definizione di principi uniformi per le tariffe relative all'assistenza a lungo termine. I negoziati in corso sul quadro di bilancio federale offrono l'opportunit&#224; di sostenere l'attuazione di tale meccanismo.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(27)</p></td><td><p>Il sistema sanitario si &#232; dimostrato resiliente durante la pandemia di COVID-19. Secondo le proiezioni tuttavia la spesa sanitaria aumenter&#224; di 1,2 punti percentuali di PIL entro il 2070. Le misure di prevenzione e l'assistenza sanitaria di base a livello ambulatoriale continuano a essere sottoutilizzate, mentre molti servizi sanitari sono ancora forniti dagli ospedali, secondo un sistema di assistenza costoso e inefficiente. Il piano per la ripresa e la resilienza contribuir&#224; a rafforzare l'assistenza sanitaria di base a livello ambulatoriale, in particolare finanziando centri di assistenza sanitaria di base nuovi e gi&#224; esistenti a livello locale. Tuttavia, in considerazione delle preoccupazioni in materia di sostenibilit&#224; di bilancio, sar&#224; fondamentale garantire che i pazienti vengano guidati in modo coerente all'interno del sistema sanitario, anche assicurando che la maggiore disponibilit&#224; di servizi di assistenza sanitaria di base si traduca in un minore utilizzo dei servizi di assistenza sanitaria specialistica ospedaliera o ambulatoriale esistenti.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(28)</p></td><td><p>Il quadro di bilancio dell'Austria attualmente si basa su un complesso sistema di trasferimenti intergovernativi tra autorit&#224; federali e regionali, che fornisce incentivi limitati per una spesa pubblica efficiente. La mancanza di autonomia fiscale rende il finanziamento della spesa tra i livelli federali fortemente dipendente da tale sistema. Nel 2022 solo il 7,2&#160;% delle entrate pubbliche era costituito da entrate proprie degli Stati federali&#160;<a>(<span>15</span>)</a>. Nel contempo, gli investimenti in servizi essenziali quali l'assistenza sanitaria, i servizi per l'infanzia e i trasporti pubblici dipendono in parte dalla spesa degli Stati federali e dei comuni. I cambiamenti demografici e la transizione verde acuiscono la pressione sui costi sostenuti da Stati federali e comuni, mentre le entrate da risorse proprie non sono collegate a dinamiche di spesa. L'attuale quadro di bilancio &#232; soggetto a inefficienze e a scarsa trasparenza, poich&#233; non risulta chiaro il collegamento tra carico fiscale e spesa pubblica. Un migliore allineamento tra le entrate da risorse proprie e la spesa pubblica sostenuta a livelli inferiori a quello centrale e il rafforzamento della trasparenza e del coordinamento sono cruciali per migliorare la qualit&#224; generale della spesa pubblica. Favorendo l'autonomia fiscale regionale con la riforma del sistema delle imposte patrimoniali si potrebbe migliorare il federalismo fiscale e il sistema tributario in generale. I negoziati in corso, varati alla fine del 2022, offrono l'opportunit&#224; di compiere progressi.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(29)</p></td><td><p>Esiste ancora margine di manovra per spostare il carico fiscale dal lavoro a fonti di entrate pi&#249; favorevoli alla crescita e inclusive. Il sistema fiscale &#232; caratterizzato da un carico elevato sui redditi da lavoro, derivante dalle imposte sui salari e dai contributi sociali, questi ultimi a carico sia dei lavoratori che dei datori di lavoro. Tale situazione provoca una resistenza alla creazione di posti di lavoro e alla partecipazione al mercato del lavoro, in particolare per le persone che percepiscono stipendi bassi e per quelle che costituiscono la seconda fonte di reddito famigliare. Nel contempo altre fonti di entrate meno penalizzanti per una crescita equa e sostenibile, quali le tasse ambientali o patrimoniali, continuano ad essere sottoutilizzate, anche in seguito alle recenti riforme. Le sovvenzioni dannose per l'ambiente frenano la transizione verde. La recente riforma fiscale eco-sociale prevede sgravi fiscali per famiglie e imprese e pone le basi per l'introduzione di un prezzo delle emissioni di CO<span>2</span> che non rientrano nell'ambito di applicazione del sistema di scambio di quote di emissione dell'UE (EU ETS). L'indicizzazione automatica all'inflazione dell'imposta sul reddito delle persone fisiche inoltre &#232; una riforma degna di nota, che riduce fortemente l'aumento dell'imposta sul reddito delle persone fisiche a carico dei contribuenti mediante una progressione per scaglioni. Ciononostante persistono sfide strutturali ed esiste un margine per ridurre ulteriormente il carico sui redditi da lavoro al fine di stimolare la creazione di posti di lavoro e l'offerta di lavoro, in particolare per i percettori di redditi bassi. Anche un uso migliore di imposte pi&#249; favorevoli alla crescita potrebbe contribuire a creare il margine di bilancio necessario e a migliorare l'equit&#224; del sistema fiscale.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(30)</p></td><td><p>Conformemente all'articolo 19, paragrafo 3, lettera b), del regolamento (UE) 2021/241 e all'allegato V, criterio 2.2, di tale regolamento, il piano per la ripresa e la resilienza comprende un'ampia gamma di riforme e investimenti che si rafforzano reciprocamente, da attuare entro il 2026. Procedere rapidamente all'attuazione del piano &#232; fondamentale data la natura temporanea del dispositivo, in vigore fino al 2026. L'attuazione del piano per la ripresa e la resilienza dell'Austria &#232; ben avviata. Il 20 aprile 2023 l'Austria ha presentato una richiesta di pagamento, corrispondente a 44 traguardi e obiettivi del piano, per un'erogazione complessiva di 700 milioni di EUR. Al di l&#224; della prima richiesta di pagamento, l'attuazione del piano &#232; a buon punto. L'Austria dovrebbe presentare una richiesta di modifica di alcune misure a causa di circostanze oggettive, quali aumenti dei prezzi e carenze nella catena di approvvigionamento. &#200; in corso anche la preparazione di un nuovo capitolo dedicato al piano REPowerEU e le autorit&#224; austriache stanno collaborando strettamente con i servizi della Commissione per presentarlo a breve. La rapida inclusione del nuovo capitolo dedicato al piano REPowerEU nel piano per la ripresa e la resilienza consentir&#224; di finanziare ulteriori riforme e investimenti a sostegno degli obiettivi strategici dell'Austria in materia di energia e transizione verde. Per l'attuazione efficace del piano per la ripresa e la resilienza e di altre politiche economiche e occupazionali che vanno al di l&#224; di tale piano, per assicurare un'ampia titolarit&#224; dell'agenda politica generale rimane importante il coinvolgimento sistematico ed effettivo delle autorit&#224; locali e regionali, delle parti sociali e degli altri portatori di interessi pertinenti.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(31)</p></td><td><p>Nel 2022 la Commissione ha approvato tutti i documenti di programmazione della politica di coesione dell'Austria. Procedere alla rapida attuazione dei programmi della politica di coesione in complementarit&#224; e sinergia con il piano per la ripresa e la resilienza, compreso il capitolo dedicato al piano REPowerEU, &#232; fondamentale per realizzare le transizioni verde e digitale, accrescere la resilienza economica e sociale e conseguire uno sviluppo territoriale equilibrato in Austria.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(32)</p></td><td><p>Oltre alle sfide economiche e sociali affrontate dal piano per la ripresa e la resilienza e dai programmi della politica di coesione, l'Austria si trova di fronte a una serie di ulteriori sfide connesse al mercato del lavoro. Il forte sistema di protezione sociale dell'Austria e le ampie misure politiche hanno limitato l'impatto sociale della pandemia di COVID-19. L'Austria presenta buoni risultati nella maggior parte delle dimensioni del pilastro europeo dei diritti sociali, ma permangono alcune sfide. In particolare, il potenziale sottoutilizzato sul mercato del lavoro delle donne, dei lavoratori scarsamente qualificati e anziani e delle persone provenienti da un contesto migratorio. Si tratta di un aspetto particolarmente problematico, data la carenza di manodopera qualificata. Liberare il potenziale inutilizzato di questi gruppi potrebbe ridurre la pressione sul mercato del lavoro austriaco.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(33)</p></td><td><p>Bench&#233; in Austria il tasso di occupazione femminile sia superiore alla media dell'Unione, il paese presenta il secondo tasso di occupazione a tempo parziale delle donne. Nel 2022 pi&#249; della met&#224; delle donne austriache lavorava a tempo parziale, con una sovrarappresentanza femminile nei settori a basso reddito. Tale situazione evidenzia un'opportunit&#224; significativa per incrementare la partecipazione a tempo pieno delle donne al mercato del lavoro. L'offerta insufficiente di servizi per l'infanzia economicamente accessibili e di qualit&#224;, in particolare nelle zone rurali, tuttavia rende difficoltosa una partecipazione pi&#249; attiva delle madri al mercato del lavoro. L'Austria presenta uno dei tassi pi&#249; bassi dell'Unione di assistenza formale all'infanzia per i bambini di et&#224; inferiore ai tre anni, con solo il 28&#160;% dei bambini di et&#224; inferiore ai tre anni accolto in strutture formali di assistenza all'infanzia. Per affrontare questi problemi, &#232; fondamentale aumentare l'offerta di servizi di qualit&#224; di assistenza all'infanzia, innalzando gli standard qualitativi e ampliando la disponibilit&#224;, e incoraggiare l'occupazione a tempo pieno, ad esempio mediante incentivi fiscali. Un maggior numero di donne che lavorano a tempo pieno potrebbe anche contribuire a colmare il divario retributivo di genere, che &#232; ancora elevato in Austria, cos&#236; come l'elevato divario pensionistico di genere, oltre a far fronte alle carenze di manodopera.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(34)</p></td><td><p>Permane un margine di miglioramento per quanto riguarda l'integrazione nel mercato del lavoro di diversi gruppi svantaggiati, in particolare i lavoratori scarsamente qualificati e le persone provenienti da un contesto migratorio. Circa il 45&#160;% dei disoccupati di lunga durata in Austria ha completato al massimo la scuola secondaria di primo grado. La partecipazione al mercato del lavoro delle persone provenienti da un contesto migratorio &#232; in generale notevolmente inferiore a quella dei residenti autoctoni e i futuri livelli di reddito dei minori in Austria sono spesso determinati da quelli dei loro genitori. Bench&#233; il piano per la ripresa e la resilienza dell'Austria comprenda misure volte a promuovere la riqualificazione e il miglioramento delle competenze di lavoratori scarsamente qualificati e disoccupati di lunga durata, tali misure non affrontano in modo adeguato il problema di base della partecipazione delle persone provenienti da un contesto migratorio e dei lavoratori scarsamente qualificati. Al fine di rompere il nesso intergenerazionale che persiste in Austria tra i risultati scolastici dei genitori e dei loro figli&#160;<a>(<span>16</span>)</a> &#232; importante aumentare la disponibilit&#224; di un'istruzione di qualit&#224; per la prima infanzia, della scuola a tempo pieno e di una migliore infrastruttura digitale. Ai fini dell'integrazione di migranti recenti e di altri gruppi svantaggiati, le scuole potrebbero migliorare le attivit&#224; di tutoraggio individuale, i corsi di lingua potrebbero essere resi pi&#249; accessibili e il sistema dell'apprendistato potrebbe essere utilizzato con maggiore efficacia. Nel contempo, &#232; essenziale offrire sufficienti opportunit&#224; di apprendimento permanente, mirate ai gruppi svantaggiati di tutte le fasce di et&#224;.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(35)</p></td><td><p>Esiste un margine di miglioramento della partecipazione al mercato del lavoro dei lavoratori anziani, ossia le persone tra i 55 e i 64 anni. Recentemente la tendenza di lungo termine alla crescente partecipazione al mercato del lavoro dei lavoratori anziani ha subito un notevole rallentamento, mentre il tasso di attivit&#224; complessivo dei lavoratori anziani &#232; inferiore alla media dell'Unione. Adeguare i compiti dei lavoratori al ciclo della vita lavorativa e rispondere alle esigenze degli individui anziani sar&#224; sempre pi&#249; importante per mantenere pi&#249; a lungo all'interno della forza lavoro la popolazione che invecchia. Il miglioramento degli incentivi all'innalzamento dell'et&#224; effettiva di pensionamento, quali la riduzione della tassazione dei redditi da lavoro o dei costi non salariali del lavoro per chi lavora pi&#249; a lungo, contribuirebbe ad alleviare le carenze nel mercato del lavoro austriaco.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(36)</p></td><td><p>L'invasione dell'Ucraina da parte della Russia ha messo in evidenza la vulnerabilit&#224; della sicurezza dell'approvvigionamento energetico in Austria. Bench&#233; l'Austria sia riuscita a ridurre la sua dipendenza dalle importazioni di gas dalla Russia, che nel 2022 sono scese al&#160;57&#160;% delle sue importazioni totali di gas, rispetto all'80&#160;% nel 2021, tali importazioni restano notevolmente superiori alla media dell'Unione. Per diversificare le fonti di energia, il governo ha introdotto incentivi finanziari per le societ&#224; che importano gas da fonti non russe e ha creato una riserva strategica di gas nel 2022. L'Austria continua comunque ad incontrare notevoli difficolt&#224; a garantire la sicurezza energetica. Il paese non ha ancora definito chiaramente un percorso a breve termine per svincolarsi completamente dalle importazioni di gas russo. Resta anche un potenziale sottoutilizzato nella produzione e nella trasmissione di gas da fonti rinnovabili, come l'idrogeno, in particolare per i settori e le regioni esposte a interruzioni dell'approvvigionamento.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(37)</p></td><td><p>Nel 2021 la quota di energia rinnovabile in Austria si attestava al 36&#160;% del consumo finale di energia, ben al di sopra della media dell'Unione. Per conseguire i propri obiettivi climatici, che comprendono il raggiungimento della neutralit&#224; climatica entro il 2040, l'Austria deve aumentare ulteriormente tale quota. La legge del 2021 per l'espansione delle energie rinnovabili, una riforma inclusa nel piano per la ripresa e la resilienza, ha creato un quadro che contribuir&#224; ad aumentare la quota delle energie rinnovabili nel consumo di energia elettrica. La riforma &#232; intesa a conseguire una capacit&#224; annua di generazione di energia elettrica di 27&#160;TWh da fonti rinnovabili entro il 2030, che contribuir&#224; all'obiettivo del paese di raggiungere nello stesso anno il 100&#160;% del consumo di energia elettrica rinnovabile, rispetto all'81&#160;% nel 2020. L'ulteriore espansione delle energie rinnovabili tuttavia &#232; ancora soggetta ad alcuni aspetti problematici, quali la lunghezza delle procedure di pianificazione territoriale e di concessione, una complessa divisione dei poteri tra i governi federali e regionali e problemi di organico nell'amministrazione. L'Austria ha fatto un primo passo con l'introduzione di una valutazione d'impatto ambientale pi&#249; snella per i progetti di energia rinnovabile. L'Austria &#232; stata anche in grado di migliorare l'allineamento della zonizzazione territoriale con gli obiettivi della transizione verde, di risolvere i problemi relativi all'organico e di aumentare l'investimento nell'infrastruttura di rete in termini di stoccaggio, distribuzione e trasmissione. L'espansione delle energie rinnovabili verrebbe favorita anche dall'istituzione di aree di accelerazione dedicate per le energie rinnovabili (in particolare l'eolico) con procedure di concessione brevi e semplici, e dal riconoscimento dell'energia rinnovabile come interesse pubblico prevalente, in linea con gli obiettivi pi&#249; ambiziosi in ambito di energia rinnovabile del pacchetto &#171;Pronti per il 55&#160;%&#187; e del piano REPowerEU. Potrebbero essere prese in considerazione con maggiore attenzione anche altre fonti di energia rinnovabile, come l'energia geotermica.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(38)</p></td><td><p>Nel periodo tra l'agosto 2022 e il marzo 2023 il consumo di gas naturale dell'Austria &#232; diminuito del 19&#160;% rispetto al consumo medio di gas registrato per lo stesso periodo nei cinque anni precedenti, superando l'obiettivo di riduzione del 15&#160;%. Il paese potrebbe continuare ad adoperarsi per ridurre temporaneamente la domanda di gas fino al&#160;31&#160;marzo&#160;2024 in conformit&#224; del regolamento (UE)&#160;2022/1369 del Consiglio&#160;<a>(<span>17</span>)</a>. L'innalzamento del livello di ambizione in materia di efficienza energetica nell'edilizia e nell'industria manifatturiera inoltre ridurrebbe la dipendenza dai combustibili fossili. La strategia di ristrutturazione a lungo termine dell'Austria fissa tappe precise per il 2050 e mira a conseguire una decarbonizzazione dell'80&#160;% del suo parco immobiliare. Il piano per la ripresa e la resilienza mira anche alla graduale eliminazione delle caldaie a combustibili fossili nel settore edile e alla loro sostituzione con tecnologie di riscaldamento da fonti rinnovabili o teleriscaldamento. Gli obiettivi di efficienza energetica dell'Austria per il 2030 tuttavia non sono sufficientemente ambiziosi per rispettare gli obiettivi del pacchetto &#171;Pronti per il 55&#160;%&#187; e il piano REPowerEU. Una nuova legge sull'efficienza energetica, attesa per il&#160;2023 e mirata a ridurre del 18&#160;% il consumo finale di energia entro il 2030, dovrebbe contribuire a risolvere il problema. Nel complesso, per l'Austria sar&#224; essenziale accelerare gli investimenti nella ristrutturazione profonda degli edifici, sostituire i combustibili fossili con le energie rinnovabili per il riscaldamento e migliorare la gestione del consumo energetico attraverso la digitalizzazione delle utenze (ad esempio contatori e termostati intelligenti). Sar&#224; fondamentale anche un'accelerazione dell'attuale ritmo lento con cui procede la ristrutturazione termica degli edifici. L'attuazione tempestiva della &#171;legge sul riscaldamento rinnovabile&#187;, una riforma faro del piano per la ripresa e la resilienza dell'Austria, sar&#224; essenziale per affrontare il problema.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(39)</p></td><td><p>L'avvio della transizione verde comprender&#224; anche la riduzione delle emissioni in diversi settori, in particolare quelle derivanti dai trasporti, poich&#233; si tratta di settori con un potenziale significativo di riduzione delle emissioni. L'Austria attualmente funge da importante paese di transito per il trasporto transalpino di merci su strada. Malgrado una serie di investimenti nel trasporto sostenibile previsti dal piano austriaco per la ripresa e la resilienza, l'ulteriore riduzione delle emissioni connesse ai trasporti, affrontando nel contempo la povert&#224; dei trasporti, sar&#224; essenziale per conseguire la neutralit&#224; climatica. Sar&#224; cruciale, soprattutto nelle zone rurali, anche lo sviluppo di altre soluzioni di trasporto, quali il collegamento dell'&#171;ultimo miglio&#187;, e di alternative all'utilizzo dell'automobile.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(40)</p></td><td><p>La carenza di manodopera e di competenze nei settori e nelle professioni fondamentali per la transizione verde &#8212; compresi la produzione, la diffusione e la manutenzione delle tecnologie a zero emissioni nette &#8212; sta creando strozzature nella transizione a un'economia a zero emissioni nette. Sistemi di istruzione e formazione di qualit&#224; elevata che rispondano alle mutevoli esigenze del mercato del lavoro e misure mirate per la riqualificazione e il miglioramento del livello delle competenze sono cruciali per ridurre le carenze di competenze e promuovere l'inclusione lavorativa e la riallocazione della forza lavoro. Per sbloccare il potenziale inutilizzato dell'offerta di lavoro, tali misure devono essere accessibili, in particolare per le persone e nei settori e nelle regioni maggiormente interessati dalla transizione verde. Nel 2022 in Austria sono state segnalate carenze di manodopera per&#160;17 professioni che richiedono competenze o conoscenze specifiche per la transizione verde, tra cui tecnici di ingegneria civile, costruttori riparatori di tetti e ingegneri meccanici. Nell'ambito del suo piano generale per posti di lavoro verdi l'Austria ha introdotto una piattaforma per i posti di lavoro verdi intesa ad agevolare la corrispondenza tra domanda e offerta di lavoro. L'attuazione di tale piano generale sar&#224; fondamentale per garantire una transizione tempestiva all'economia verde. Nel suo piano d'azione per una transizione giusta in materia di formazione e riqualificazione, l'Austria ha definito misure volte a migliorare l'offerta di manodopera qualificata nel settore delle energie rinnovabili, incentivare il miglioramento del livello delle competenze della forza lavoro e migliorare le norme in materia di istruzione.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(41)</p></td><td><p>Alla luce della valutazione della Commissione, il Consiglio ha esaminato il programma di stabilit&#224; 2023 e il suo parere&#160;<a>(<span>18</span>)</a> trova riscontro nella raccomandazione di cui al punto 1.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(42)</p></td><td><p>Date le strette correlazioni tra le economie degli Stati membri della zona euro e il loro contributo collettivo al funzionamento dell'Unione economica e monetaria, il Consiglio ha raccomandato a tali Stati membri di prendere provvedimenti, anche tramite i piani per la ripresa e la resilienza, al fine di i) preservare la sostenibilit&#224; del debito e astenersi da un sostegno generalizzato alla domanda aggregata nel 2023, orientare in modo pi&#249; mirato le misure di bilancio adottate per attenuare l'impatto degli elevati prezzi dell'energia e riflettere su modalit&#224; adeguate per eliminare gradualmente il sostegno con il diminuire delle pressioni causate dai prezzi dell'energia; ii) mantenere un elevato livello di investimenti pubblici e promuovere investimenti privati a sostegno delle transizioni verde e digitale; iii) sostenere dinamiche salariali che attenuino la perdita di potere d'acquisto limitando nel contempo gli effetti di secondo impatto sull'inflazione, migliorare ulteriormente le politiche attive del mercato del lavoro e colmare le carenze di competenze; iv) migliorare il contesto imprenditoriale e garantire che il sostegno per l'energia destinato alle imprese sia efficace sotto il profilo dei costi, temporaneo e mirato alle imprese economicamente sostenibili e che siano mantenuti incentivi per la transizione verde; e v) preservare la stabilit&#224; macrofinanziaria e monitorare i rischi, continuando nel contempo a lavorare al completamento dell'Unione bancaria. Per l'Austria le raccomandazioni di cui ai punti 1, 2, 3 e 4 contribuiscono all'attuazione della prima, della seconda e della terza raccomandazione di cui alla raccomandazione del 2023 sulla zona euro,</p></td></tr></tbody></table>
RACCOMANDA all'Austria di prendere provvedimenti nel 2023 e nel 2024 al fine di:
1. Eliminare gradualmente le vigenti misure di sostegno di emergenza connesse all'energia, usando i relativi risparmi per ridurre il disavanzo pubblico, quanto prima nel 2023 e nel 2024; qualora nuovi aumenti dei prezzi dell'energia dovessero richiedere nuove misure di sostegno o il proseguimento di quelle esistenti, provvedere a che tali misure di sostegno mirino a tutelare le famiglie e le imprese vulnerabili, siano sostenibili a livello di bilancio e preservino gli incentivi al risparmio energetico;
Assicurare una politica di bilancio prudente, in particolare limitando a non più del 4,6 % l'aumento nominale della spesa primaria netta finanziata a livello nazionale nel 2024 ( 19 ) ;
Preservare gli investimenti pubblici finanziati a livello nazionale e provvedere all'assorbimento efficace delle sovvenzioni del dispositivo e di altri fondi dell'Unione, in particolare per promuovere le transizioni verde e digitale;
Per il periodo successivo al 2024, continuare a perseguire una strategia di bilancio a medio termine di risanamento graduale e sostenibile, combinata con investimenti e riforme atti ad aumentare la crescita sostenibile, al fine di conseguire una posizione di bilancio prudente a medio termine;
Garantire l'adeguatezza e la sostenibilità di bilancio del sistema di assistenza a lungo termine e la sostenibilità di bilancio del sistema di assistenza sanitaria; semplificare e razionalizzare le relazioni e le responsabilità in materia di bilancio tra i vari livelli di governo e allineare le responsabilità di finanziamento e di spesa; migliorare il mix fiscale per sostenere una crescita inclusiva e sostenibile;
2. Proseguire l'attuazione costante del proprio piano per la ripresa e la resilienza e perfezionare celermente il capitolo dedicato al piano REPowerEU al fine di avviarne rapidamente l'attuazione; procedere alla rapida attuazione dei programmi della politica di coesione in stretta complementarità e sinergia con il piano per la ripresa e la resilienza;
3. Promuovere la partecipazione al mercato del lavoro delle donne, anche migliorando la qualità dei servizi di assistenza all'infanzia, e dei lavoratori anziani; migliorare i risultati del mercato del lavoro per i gruppi svantaggiati, come le persone in cerca di occupazione scarsamente qualificate e le persone provenienti da un contesto migratorio, anche innalzando il livello delle loro competenze di base;
4. Ridurre la dipendenza complessiva dai combustibili fossili e diversificare le fonti di approvvigionamento di gas al fine di ridurre in misura significativa la dipendenza dalla Russia; accelerare la diffusione dell'energia rinnovabile e delle necessarie infrastrutture, in particolare semplificando le procedure di concessione e istituendo aree di accelerazione dedicate; migliorare l'efficienza energetica; ridurre le emissioni, in particolare nel settore dei trasporti; intensificare le iniziative a livello politico a favore dell'offerta e dell'acquisizione delle abilità e competenze necessarie per la transizione verde.
Fatto a Bruxelles, il 14 luglio 2023
Per il Consiglio
La presidente
N. CALVIÑO SANTAMARÍA
<note>
( 1 ) GU L 209 del 2.8.1997, pag. 1 .
( 2 ) Regolamento (UE) 2021/241 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 febbraio 2021, che istituisce il dispositivo per la ripresa e la resilienza ( GU L 57 del 18.2.2021, pag. 17 ).
( 3 ) Raccomandazione del Consiglio, del 16 maggio 2023, sulla politica economica della zona euro ( GU C 180 del 23.5.2023, pag. 1 ).
( 4 ) Regolamento (UE) 2023/435 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 febbraio 2023, che modifica il regolamento (UE) 2021/241 per quanto riguarda l'inserimento di capitoli dedicati al piano REPowerEU nei piani per la ripresa e la resilienza e che modifica i regolamenti (UE) n. 1303/2013, (UE) 2021/1060 e (UE) 2021/1755, e la direttiva 2003/87/CE ( GU L 63 del 28.2.2023, pag. 1 ).
( 5 ) ST 10159/2021 INIT; ST 10159/2021 COR 1; ST 10159/2021 ADD 1.
( 6 ) Raccomandazione del Consiglio, del 18 giugno 2021, che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità 2021 dell'Austria ( GU C 304 del 29.7.2021, pag. 93 ).
( 7 ) L'orientamento della politica di bilancio è misurato come la variazione, rispetto alla crescita potenziale a medio termine, della spesa primaria (al netto delle misure discrezionali sul lato delle entrate), escluse le misure temporanee di emergenza connesse alla crisi della COVID-19, ma compresa la spesa finanziata dal sostegno non rimborsabile (sovvenzioni) del dispositivo e altri fondi dell'Unione. Per maggiori dettagli cfr. il riquadro 1 nelle tabelle statistiche di bilancio.
( 8 ) Secondo le proiezioni l'altra spesa in conto capitale finanziata a livello nazionale darà un contributo espansivo di 0,9 punti percentuali di PIL. Tale contributo espansivo è ampiamente determinato dall'acquisto di una riserva strategica di gas pari all'incirca allo 0,8 % del PIL.
( 9 ) Tale cifra rappresenta il livello del costo annuale di bilancio delle misure, comprese le entrate e le spese correnti e, se del caso, le misure di spesa in conto capitale.
( 10 ) Raccomandazione del Consiglio, del 12 luglio 2022, relativa al programma nazionale di riforma dell'Austria e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità 2022 dell'Austria ( GU C 334 dell'1.9.2022, pag. 162 ).
( 11 ) Stando alle previsioni di primavera 2023 della Commissione, la crescita del prodotto potenziale a medio termine (media su 10 anni) dell'Austria, utilizzata per misurare l'orientamento della politica di bilancio, è stimata all'8,6 % in termini nominali.
( 12 ) Secondo le proiezioni l'altra spesa in conto capitale finanziata a livello nazionale darà un contributo restrittivo di 0,9 punti percentuali di PIL. Tale contributo restrittivo è dovuto all'acquisto di una riserva strategica di gas nel 2022.
( 13 ) L'articolo 5 del regolamento (CE) n. 1466/97 impone anche un aggiustamento superiore allo 0,5 % del PIL per gli Stati membri con un debito pubblico superiore al 60 % del PIL o che presentano rischi più considerevoli in termini di sostenibilità del debito.
( 14 ) Si definisce spesa primaria netta la spesa finanziata a livello nazionale al netto delle misure discrezionali sul lato delle entrate, ad esclusione della spesa per interessi e della spesa ciclica per la disoccupazione.
( 15 ) Questa cifra si riferisce al sottosettore 1312 del sistema europeo dei conti (SEC) 2010.
( 16 ) Relazione di monitoraggio del settore dell'istruzione e della formazione 2022 della Commissione europea – Relazione per paese relativa all'Austria.
( 17 ) Regolamento (UE) 2022/1369 del Consiglio, del 5 agosto 2022, relativo a misure coordinate di riduzione della domanda di gas ( GU L 206 dell'8.8.2022, pag. 1 ).
( 18 ) A norma dell'articolo 5, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio.
( 19 ) Il che, secondo le stime, corrisponde a un miglioramento annuo del saldo strutturale di bilancio pari almeno allo 0,3 % del PIL per il 2024, come descritto nel considerando 23.
</note>