Document ID: 32023H0901(17)
Language: ITA

<table><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>1.9.2023&#160;&#160;&#160;</p></td><td><p>IT</p></td><td><p>Gazzetta ufficiale dell'Unione europea</p></td><td><p>C 312/155</p></td></tr></tbody></table>
RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
del 14 luglio 2023
relativa al programma nazionale di riforma 2023 dell'Ungheria e che formula un parere del Consiglio sul programma di convergenza 2023 dell'Ungheria
(2023/C 312/17)
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 121, paragrafo 2, e l'articolo 148, paragrafo 4,
visto il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, per il rafforzamento della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle politiche economiche ( 1 ) , in particolare l'articolo 9, paragrafo 2,
visto il regolamento (UE) n. 1176/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 novembre 2011, sulla prevenzione e la correzione degli squilibri macroeconomici ( 2 ) , in particolare l'articolo 6, paragrafo 1,
vista la raccomandazione della Commissione europea,
viste le risoluzioni del Parlamento europeo,
viste le conclusioni del Consiglio europeo,
visto il parere del comitato per l'occupazione,
visto il parere del comitato economico e finanziario,
visto il parere del comitato per la protezione sociale,
visto il parere del comitato di politica economica,
considerando quanto segue:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(1)</p></td><td><p>Il regolamento (UE) 2021/241 del Parlamento europeo e del Consiglio&#160;<a>(<span>3</span>)</a> che istituisce il dispositivo per la ripresa e la resilienza (&#171;dispositivo&#187;) &#232; entrato in vigore il&#160;19&#160;febbraio&#160;2021. Il dispositivo fornisce sostegno finanziario agli Stati membri per l'attuazione di riforme e investimenti, producendo uno stimolo di bilancio finanziato dall'Unione. In linea con le priorit&#224; del semestre europeo, il dispositivo contribuisce alla ripresa economica e inclusiva e all'attuazione di investimenti e riforme sostenibili e favorevoli alla crescita, in particolare riforme e investimenti volti a promuovere le transizioni verde e digitale e a rendere pi&#249; resilienti le economie degli Stati membri. Contribuisce inoltre a consolidare le finanze pubbliche e a stimolare la crescita e la creazione di posti di lavoro nel medio e lungo periodo, a migliorare la coesione territoriale all'interno dell'Unione e a continuare l'attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali. Il contributo finanziario massimo per ciascuno Stato membro nell'ambito del dispositivo &#232; stato aggiornato il 30 giugno 2022, a norma dell'articolo 11, paragrafo 2, del regolamento (UE) 2021/241.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(2)</p></td><td><p>Il 22 novembre 2022 la Commissione ha adottato l'analisi annuale della crescita sostenibile&#160;2023, segnando l'inizio del semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche 2023. Il 23 marzo 2023 il Consiglio europeo ha approvato le priorit&#224; dell'analisi annuale della crescita sostenibile 2023, incentrate sulle quattro dimensioni della sostenibilit&#224; competitiva. Sempre il 22 novembre 2022 la Commissione ha adottato, sulla base del regolamento (UE) n.&#160;1176/2011, la relazione sul meccanismo di allerta 2023, in cui annoverava l'Ungheria tra gli Stati membri che possono presentare squilibri o correre il rischio di presentarli. Il paese deve pertanto essere sottoposto a esame approfondito. La Commissione ha inoltre adottato una raccomandazione di raccomandazione del Consiglio sulla politica economica della zona euro e una proposta di relazione comune sull'occupazione 2023, che analizza l'attuazione degli orientamenti in materia di occupazione e dei principi del pilastro europeo dei diritti sociali. Il 16 maggio 2023 il Consiglio ha adottato la raccomandazione sulla politica economica della zona euro&#160;<a>(<span>4</span>)</a> (&#171;raccomandazione sulla zona euro del 2023&#187;) e il 13&#160;marzo&#160;2023 la relazione comune sull'occupazione.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(3)</p></td><td><p>Sebbene le economie dell'Unione diano prova di notevole resilienza, il contesto geopolitico continua ad avere un impatto negativo. Nella sua agenda di politica economica e sociale l'Unione, fermamente al fianco dell'Ucraina, mira, nel breve periodo, a ridurre gli effetti negativi degli shock energetici su famiglie e imprese vulnerabili e, nel medio periodo, a proseguire gli sforzi per realizzare le transizioni verde e digitale, favorire una crescita sostenibile e inclusiva, salvaguardare la stabilit&#224; macroeconomica e accrescere la resilienza. L'agenda &#232; fortemente incentrata anche sull'aumento della competitivit&#224; e della produttivit&#224; dell'Unione.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(4)</p></td><td><p>Il 1<span>o</span>&#160;febbraio&#160;2023 la Commissione ha pubblicato la comunicazione dal titolo &#171;Un piano industriale del Green Deal per l'era a zero emissioni nette&#187; (&#171;piano industriale del Green Deal&#187;). L'obiettivo del piano industriale del Green Deal &#232; stimolare la competitivit&#224; dell'industria dell'Unione a zero emissioni nette e sostenere la transizione rapida verso la neutralit&#224; climatica. Il piano integra gli sforzi in corso nell'ambito del Green Deal europeo e di REPowerEU. Intende creare un contesto pi&#249; favorevole che consenta di aumentare la capacit&#224; dell'Unione di produrre le tecnologie e i prodotti a zero emissioni nette necessari per conseguire gli ambiziosi obiettivi climatici dell'Unione, nonch&#233; di garantire l'accesso alle materie prime critiche necessarie, anche diversificando l'approvvigionamento, sfruttando adeguatamente le risorse geologiche negli Stati membri e massimizzando il riciclo delle materie prime. Il piano industriale del Green Deal si basa su quattro pilastri: un contesto normativo prevedibile e semplificato, un accesso pi&#249; rapido ai finanziamenti, migliori competenze e l'apertura commerciale per catene di approvvigionamento resilienti. Il&#160;16&#160;marzo 2023 la Commissione ha pubblicato un'ulteriore comunicazione dal titolo &#171;Competitivit&#224; a lungo termine dell'UE: prospettive oltre il 2030&#187;, articolata attorno a nove fattori sinergici, con l'obiettivo di adoperarsi in favore di un quadro normativo propizio alla crescita. La comunicazione definisce le priorit&#224; politiche per provvedere in modo attivo a miglioramenti strutturali, investimenti ben mirati e misure normative per la competitivit&#224; a lungo termine dell'Unione e degli Stati membri. Le raccomandazioni formulate di seguito contribuiscono a rispondere a tali priorit&#224;.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(5)</p></td><td><p>Nel 2023 il semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche continua a evolvere in linea con l'attuazione del dispositivo. La piena attuazione dei piani per la ripresa e la resilienza rimane fondamentale per realizzare le priorit&#224; politiche del semestre europeo; i piani infatti rispondono a tutte le pertinenti raccomandazioni specifiche per paese formulate negli ultimi anni o a un insieme significativo di esse. Le raccomandazioni specifiche per paese 2019, 2020 e 2022 rimangono ugualmente pertinenti per i piani per la ripresa e la resilienza riveduti, aggiornati o modificati a norma degli articoli 14, 18 e 21 del regolamento (UE) 2021/241.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(6)</p></td><td><p>Il regolamento (UE) 2023/435 del Parlamento europeo e del Consiglio&#160;<a>(<span>5</span>)</a> (&#171;regolamento REPowerEU&#187;), adottato il 27&#160;febbraio&#160;2023, mira a una graduale e rapida eliminazione della dipendenza dell'Unione dalle importazioni di combustibili fossili russi. Ci&#242; contribuir&#224; alla sicurezza energetica e alla diversificazione dell'approvvigionamento di energia dell'Unione, aumentando nel contempo la diffusione delle energie rinnovabili, le capacit&#224; di stoccaggio dell'energia e l'efficienza energetica. Il regolamento REPowerEU consente agli Stati membri di aggiungere ai rispettivi piani nazionali per la ripresa e la resilienza un nuovo capitolo dedicato al piano REPowerEU, onde finanziare riforme e investimenti chiave che contribuiranno al conseguimento degli obiettivi di REPowerEU. Tali riforme e investimenti contribuiranno inoltre a stimolare la competitivit&#224; dell'industria dell'Unione a zero emissioni nette, come indicato nel piano industriale del Green Deal, e a dare seguito alle raccomandazioni specifiche per paese in materia di energia rivolte agli Stati membri nel&#160;2022 e, se del caso, nel 2023. Il regolamento REPowerEU introduce una nuova categoria di sostegno finanziario non rimborsabile, messo a disposizione degli Stati membri per finanziare nuove riforme e nuovi investimenti connessi al settore dell'energia nell'ambito dei rispettivi piani per la ripresa e la resilienza.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(7)</p></td><td><p>L'8 marzo 2023 la Commissione ha adottato una comunicazione che fornisce orientamenti di politica di bilancio per il 2024 (&#171;comunicazione dell'8 marzo 2023&#187;). Essi mirano a sostenere la preparazione dei programmi di stabilit&#224; e convergenza degli Stati membri e a rafforzare in tal modo il coordinamento delle politiche. La Commissione ha inoltre ricordato che la clausola di salvaguardia generale del patto di stabilit&#224; e crescita sar&#224; disattivata alla fine del&#160;2023. Per il periodo 2023-2024&#160;ha sollecitato politiche di bilancio che garantiscano la sostenibilit&#224; del debito a medio termine e aumentino la crescita potenziale in modo sostenibile e ha invitato gli Stati membri a precisare nei rispettivi programmi di stabilit&#224; e convergenza per il 2023 le modalit&#224; con cui i loro piani di bilancio garantiranno il rispetto del valore di riferimento del trattato del 3&#160;% del prodotto interno lordo (PIL) e garantiranno la riduzione plausibile e costante del debito, o in che modo intendano mantenere il debito a livelli prudenti a medio termine. La Commissione ha inoltre invitato gli Stati membri a eliminare gradualmente le misure di bilancio nazionali introdotte per proteggere le famiglie e le imprese dallo shock dei prezzi dell'energia, iniziando da quelle meno mirate. Ha precisato che, qualora fosse necessaria una proroga delle misure di sostegno a causa di nuove pressioni imputabili ai prezzi dell'energia, gli Stati membri dovrebbero far s&#236; che dette misure siano molto pi&#249; mirate a favore delle famiglie e delle imprese vulnerabili. La Commissione ha dichiarato che le raccomandazioni di bilancio saranno quantificate e differenziate. Inoltre, come proposto nella comunicazione del 9&#160;novembre&#160;2022 sugli orientamenti per una riforma del quadro di governance economica dell'UE, le raccomandazioni di bilancio saranno formulate sulla base della spesa primaria netta. Ha raccomandato che tutti gli Stati membri continuino a tutelare gli investimenti finanziati a livello nazionale e a garantire l'uso efficace del dispositivo e di altri fondi dell'Unione, soprattutto in considerazione degli obiettivi in materia di transizioni verde e digitale e di resilienza. La Commissione ha inoltre indicato che proporr&#224; al Consiglio di avviare, nella primavera del 2024, le procedure per i disavanzi eccessivi basate sul disavanzo in base ai dati di consuntivo per il 2023, in linea con le disposizioni giuridiche vigenti.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(8)</p></td><td><p>Il 26 aprile 2023 la Commissione ha presentato proposte legislative per attuare una riforma globale delle regole della governance economica dell'Unione. L'obiettivo centrale delle proposte &#232; rafforzare la sostenibilit&#224; del debito pubblico e promuovere una crescita sostenibile e inclusiva in tutti gli Stati membri attraverso riforme e investimenti. Nelle sue proposte la Commissione mira a migliorare la titolarit&#224; nazionale, semplificare il quadro e spostarne il fulcro maggiormente sul medio termine, in combinazione con un'applicazione efficace e pi&#249; coerente. Secondo le conclusioni del Consiglio adottate il 14 marzo 2023 sugli orientamenti per una riforma del quadro di governance economica dell'UE, l'obiettivo &#232; concludere i lavori legislativi nel 2023.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(9)</p></td><td><p>L'11 maggio 2021 l'Ungheria ha presentato alla Commissione il piano nazionale per la ripresa e la resilienza, conformemente all'articolo 18, paragrafo 1, del regolamento (UE)&#160;2021/241. A norma dell'articolo 19 del medesimo regolamento, la Commissione ha valutato la pertinenza, l'efficacia, l'efficienza e la coerenza del piano, conformemente agli orientamenti per la valutazione di cui all'allegato V del regolamento. Il 15 dicembre 2022 il Consiglio ha adottato la decisione di esecuzione relativa all'approvazione della valutazione del piano per la ripresa e la resilienza dell'Ungheria&#160;<a>(<span>6</span>)</a>. L'erogazione delle rate &#232; subordinata all'adozione di una decisione della Commissione a norma dell'articolo 24, paragrafo 5, del regolamento (UE)&#160;2021/241, che stabilisca che l'Ungheria ha conseguito in misura soddisfacente i traguardi e gli obiettivi indicati nella decisione di esecuzione del Consiglio. Il conseguimento soddisfacente presuppone che non siano annullati i traguardi e gli obiettivi conseguiti in precedenza.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(10)</p></td><td><p>Il 2 maggio 2023 l'Ungheria ha presentato il programma nazionale di riforma 2023 e il programma di convergenza 2023, in linea con l'articolo 8, paragrafo 1, del regolamento (CE) n.&#160;1466/97. I due programmi sono stati valutati congiuntamente per tener conto delle correlazioni. In conformit&#224; dell'articolo 27 del regolamento (UE) 2021/241, il programma nazionale di riforma 2023 rispecchia anche la relazione semestrale dell'Ungheria in merito ai progressi compiuti nella realizzazione del piano per la ripresa e la resilienza. Il&#160;1<span>o</span>&#160;giugno&#160;2023 &#232; entrata in vigore una nuova legge sul sistema giudiziario.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(11)</p></td><td><p>Il 24 maggio 2023 la Commissione ha pubblicato la relazione per paese 2023 relativa all'Ungheria. La Commissione ha valutato i progressi compiuti dall'Ungheria nel dar seguito alle pertinenti raccomandazioni specifiche per paese adottate dal Consiglio tra il 2019 e il&#160;2022 e ha fatto il punto dell'attuazione del piano per la ripresa e la resilienza. Sulla scorta di tale analisi la relazione per paese ha individuato lacune rispetto alle sfide non affrontate o solo parzialmente affrontate nel piano per la ripresa e la resilienza, e anche a sfide nuove ed emergenti. Ha valutato quindi i progressi compiuti dall'Ungheria nell'attuare il pilastro europeo dei diritti sociali, conseguire gli obiettivi principali dell'Unione in materia di occupazione, competenze e riduzione della povert&#224; e gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(12)</p></td><td><p>La Commissione ha effettuato un esame approfondito a norma dell'articolo 5 del regolamento (UE) n.&#160;1176/2011 per l'Ungheria e ne ha pubblicato i risultati il&#160;24&#160;maggio&#160;2023. La Commissione ha concluso che il paese presenta squilibri macroeconomici. In particolare, le vulnerabilit&#224; connesse alle forti pressioni sui prezzi e al fabbisogno di finanziamento esterno e di finanziamenti pubblici sono aumentate e sono significative. L'inflazione &#232; aumentata in modo significativo e non ha ancora iniziato a mostrare chiari segnali di flessione. Un'inflazione elevata protratta nel tempo comprometterebbe ulteriormente la competitivit&#224; di costo e i costi di finanziamento potrebbero rimanere elevati. L'elevato disavanzo delle partite correnti ha subito un drastico aumento a causa dei rincari dell'energia nel 2022, e il debito estero a breve termine &#232; aumentato. Il miglioramento delle partite correnti del 2023 e del 2024 dipende dall'ulteriore riduzione attesa dei prezzi dell'energia, ma si prevede comunque un disavanzo delle partite correnti non trascurabile nel 2023 e nel 2024. L'elevata intensit&#224; energetica dell'economia rappresenta un aspetto importante nella dinamica delle partite correnti. Il disavanzo pubblico &#232; stato elevato, solo in parte a causa delle risposte politiche alla pandemia e alla crisi energetica, e rappresenta gran parte dell'indebitamento esterno dell'economia. Il rapporto debito pubblico/PIL &#232; diminuito grazie alla crescita robusta del PIL nominale, ma questa tendenza potrebbe essere ostacolata da un rallentamento dell'attivit&#224; e dal persistere di disavanzi elevati. I costi del debito sovrano sono in aumento dal 2021 e il governo si trova ad affrontare un aumento degli oneri per interessi, mentre le scadenze del debito rimangono relativamente brevi. I prezzi delle abitazioni sono raddoppiati nell'arco di cinque anni, ma hanno smesso di aumentare alla fine del 2022. Tuttavia la probabilit&#224; di un sostanziale calo dei prezzi nominali appare limitata considerando il basso indebitamento delle famiglie e anche alla luce dell'attuale contesto di elevata inflazione. Le incoerenze tra le politiche hanno esacerbato le vulnerabilit&#224; individuate. Un coordinamento efficace e una chiara demarcazione delle politiche macroeconomiche, sulla base di un solido quadro politico istituzionale, sono fondamentali per salvaguardare la sostenibilit&#224; esterna e di bilancio e per ancorare le attese. L'attuazione tempestiva e completa delle riforme strutturali incluse nel piano per la ripresa e la resilienza dell'Ungheria dovrebbe contribuire a ridurre le vulnerabilit&#224; macroeconomiche e a sostenere la crescita e l'adeguamento a medio termine.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(13)</p></td><td><p>Secondo i dati convalidati da Eurostat, il disavanzo delle amministrazioni pubbliche dell'Ungheria &#232; sceso dal 7,1&#160;% del PIL nel 2021 al 6,2&#160;% nel 2022, mentre il debito delle amministrazioni pubbliche &#232; sceso dal 76,6&#160;% del PIL alla fine del 2021 al 73,3&#160;% alla fine del 2022. Il 24 maggio 2023 la Commissione ha pubblicato una relazione a norma dell'articolo 126, paragrafo 3, del trattato. Tale relazione ha esaminato la situazione di bilancio dell'Ungheria, in cui il disavanzo delle amministrazioni pubbliche nel 2022 superava il valore di riferimento del 3&#160;% del PIL stabilito dal trattato. Tale relazione ha concluso che il criterio del disavanzo non era soddisfatto. In linea con la sua comunicazione dell'8&#160;marzo&#160;2023, la Commissione non ha proposto di avviare nuove procedure per i disavanzi eccessivi nella primavera del 2023. La Commissione ha successivamente dichiarato che proporr&#224; al Consiglio di avviare, nella primavera del 2024, procedure per i disavanzi eccessivi basate sul disavanzo in base ai dati di consuntivo per il 2023. L'Ungheria dovrebbe tenerne conto nell'esecuzione del bilancio 2023 e nella preparazione del bilancio per il 2024.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(14)</p></td><td><p>Il saldo delle amministrazioni pubbliche ha subito gli effetti delle misure di politica di bilancio adottate per attenuare l'impatto economico e sociale dell'aumento dei prezzi dell'energia. Nel 2022 le misure di politica di bilancio che hanno determinato una diminuzione delle entrate comprendevano una riduzione delle accise sui carburanti, mentre le misure di politica di bilancio che hanno incrementato la spesa comprendevano misure quali sovvenzioni alle imprese di servizi pubblici per le perdite subite a causa dei massimali imposti sui prezzi dell'energia residenziale e regimi di sostegno per le imprese ad alta intensit&#224; energetica. Il costo di tali misure &#232; stato parzialmente compensato da nuove imposte sui proventi straordinari dei produttori e dei fornitori di energia, in particolare un'imposta temporanea sul differenziale tra il petrolio Brent e Urals, un'imposta temporanea sul reddito dei fornitori di energia e un aumento temporaneo del canone minerario. La Commissione stima il costo di bilancio netto di queste misure all'1,0&#160;% del PIL nel 2022. Il saldo delle amministrazioni pubbliche ha risentito anche del costo di bilancio dell'offerta di protezione temporanea agli sfollati provenienti dall'Ucraina, stimato allo 0,1&#160;% del PIL nel&#160;2022. Nel contempo il costo stimato delle misure temporanee di emergenza connesse alla COVID-19 &#232; sceso dall'1,9&#160;% del PIL nel 2021 allo 0,1&#160;% nel 2022.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(15)</p></td><td><p>Il 18 giugno 2021 il Consiglio ha raccomandato che nel 2022&#160;l'Ungheria&#160;<a>(<span>7</span>)</a> mantenesse un orientamento della politica di bilancio a sostegno della ripresa, anche grazie all'impulso dato dal dispositivo, e preservasse gli investimenti finanziati a livello nazionale.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(16)</p></td><td><p>Secondo le stime della Commissione, nel 2022&#160;l'orientamento della politica di bilancio&#160;<a>(<span>8</span>)</a> &#232; stato favorevole (&#8211;&#160;0,4&#160;% del PIL), come raccomandato dal Consiglio. Come raccomandato dal Consiglio, l'Ungheria ha continuato a sostenere la ripresa avvalendosi del dispositivo per finanziare investimenti. La spesa finanziata mediante le sovvenzioni del dispositivo e altri fondi dell'Unione &#232; stata pari all'1,5&#160;% del PIL nel 2022 (2,1&#160;% nel 2021). La diminuzione delle spese finanziate mediante le sovvenzioni del dispositivo e altri fondi dell'Unione nel&#160;2022 &#232; dovuta a un minore assorbimento dei fondi strutturali e di investimento europei. Gli investimenti finanziati a livello nazionale hanno apportato un contributo restrittivo di 0,2 punti percentuali all'orientamento della politica di bilancio&#160;<a>(<span>9</span>)</a>. L'Ungheria non ha pertanto preservato gli investimenti finanziati a livello nazionale, discostandosi dalla raccomandazione del Consiglio. Allo stesso tempo, la crescita della spesa primaria corrente finanziata a livello nazionale (al netto delle nuove misure in materia di entrate) ha fornito un contributo restrittivo di 0,6 punti percentuali all'orientamento della politica di bilancio. L'Ungheria ha pertanto tenuto sufficientemente sotto controllo la crescita della spesa corrente finanziata a livello nazionale.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(17)</p></td><td><p>Lo scenario macroeconomico su cui si fondano le proiezioni di bilancio del programma di convergenza 2023 &#232; pi&#249; favorevole rispetto a quello delle previsioni di primavera&#160;2023 della Commissione per il 2023 e dopo questa data. Il governo prevede una crescita del PIL reale dell'1,5&#160;% nel 2023 e del 4,0&#160;% nel 2024. A titolo di confronto, le previsioni di primavera&#160;2023 della Commissione prospettano una crescita inferiore del PIL reale, pari allo&#160;0,5&#160;% nel 2023 e al 2,8&#160;% nel 2024, principalmente a causa della minore crescita prevista dei consumi privati, trainata da una minore crescita prevista dei salari nominali e da un tasso di disoccupazione leggermente pi&#249; elevato. La Commissione prevede inoltre una minore crescita dei consumi pubblici e delle esportazioni nette. Le previsioni di primavera&#160;2023 della Commissione prospettano una crescita del PIL nominale inferiore nel periodo considerato perch&#233; prevedono una minore crescita del PIL e una riduzione del deflatore del PIL.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(18)</p></td><td><p>Nel programma di convergenza 2023 il governo prevede che il disavanzo delle amministrazioni pubbliche scenda al 3,9&#160;% del PIL nel 2023. Il calo registrato nel 2023 riflette principalmente l'aumento del gettito fiscale, dovuto all'elevata inflazione e a proventi straordinari temporanei e imposte settoriali, stimato all'1,5&#160;% del PIL nel 2023. Secondo il programma, il rapporto debito pubblico/PIL dovrebbe diminuire passando dal 73,3&#160;% alla fine del 2022 al 69,7&#160;% alla fine del 2023. Le previsioni di primavera 2023 della Commissione prospettano un disavanzo pubblico del 4,0&#160;% del PIL per il 2023. Ci&#242; &#232; in linea con il disavanzo previsto nel programma di convergenza 2023. Le previsioni di primavera 2023 della Commissione prospettano un rapporto debito pubblico/PIL pi&#249; elevato, pari al 70,7&#160;% alla fine del 2023. Tale differenza si deve alla minore crescita del PIL e alla riduzione del deflatore del PIL nelle previsioni di primavera&#160;2023 della Commissione.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(19)</p></td><td><p>Stando alle previsioni il saldo generale delle amministrazioni pubbliche nel 2023 continuer&#224; a risentire delle misure di bilancio adottate per attenuare l'impatto economico e sociale dell'aumento dei prezzi dell'energia. Si tratta di misure prorogate dal 2022 fra cui in particolare: sovvenzioni alle imprese di servizi pubblici per le perdite subite a causa dei massimali imposti sui prezzi dell'energia residenziale e regimi di sostegno per le imprese ad alta intensit&#224; energetica. Il costo di tali misure continua a essere compensato parzialmente dalle imposte sui proventi straordinari dei fornitori di energia. Tenendo conto di queste entrate, nelle previsioni di primavera 2023 la Commissione stima il costo di bilancio netto delle misure di sostegno all'1,2&#160;% del PIL nel 2023&#160;<a>(<span>10</span>)</a>. Le misure del 2023 non sembrano mirate a sostenere le famiglie o le imprese pi&#249; vulnerabili e la maggior parte di esse non preserva appieno il segnale di prezzo necessario per ridurre la domanda e accrescere l'efficienza energetica. Di conseguenza nella valutazione della conformit&#224; alla raccomandazione del Consiglio del 12&#160;luglio&#160;2022&#160;<a>(<span>11</span>)</a> non si deve tener conto di alcuna misura di sostegno mirata.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(20)</p></td><td><p>Nella sua raccomandazione del 12&#160;luglio&#160;2022 il Consiglio ha raccomandato all'Ungheria di prendere provvedimenti per garantire nel 2023 che la crescita della spesa primaria corrente finanziata a livello nazionale sia in linea con un orientamento della politica complessivamente neutro&#160;<a>(<span>12</span>)</a>, tenendo conto del perdurare del sostegno temporaneo e mirato alle famiglie e alle imprese pi&#249; vulnerabili agli aumenti dei prezzi dell'energia e alle persone in fuga dall'Ucraina. L'Ungheria dovrebbe essere pronta ad adeguare la spesa corrente all'evoluzione della situazione. All'Ungheria &#232; stato anche raccomandato di aumentare gli investimenti pubblici per le transizioni verde e digitale e per la sicurezza energetica tenendo conto dell'iniziativa REPowerEU, anche avvalendosi del dispositivo e di altri fondi dell'Unione.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(21)</p></td><td><p>Le previsioni di primavera 2023 della Commissione prospettano per il 2023 un orientamento restrittivo della politica di bilancio (+&#160;4,2&#160;% del PIL), in un contesto di inflazione elevata, a fronte di un orientamento espansivo nel 2022 (&#8211;&#160;0,4&#160;% del PIL). Si prevede inoltre che nel&#160;2023 la crescita della spesa primaria corrente finanziata a livello nazionale (al netto delle misure discrezionali sul lato delle entrate) apporter&#224; all'orientamento della politica di bilancio un contributo restrittivo del 2,2&#160;% del PIL. Pertanto la crescita prevista della spesa primaria corrente finanziata a livello nazionale &#232; in linea con la raccomandazione del Consiglio del 12 luglio 2022. Secondo le proiezioni la spesa finanziata con le sovvenzioni del dispositivo e altri fondi dell'Unione ammonter&#224; al 2,3&#160;% del PIL nel 2023, mentre gli investimenti finanziati a livello nazionale apporteranno all'orientamento della politica di bilancio un contributo restrittivo di 0,6 punti percentuali&#160;<a>(<span>13</span>)</a>. Pertanto l'Ungheria prevede di finanziare ulteriori investimenti attraverso il dispositivo e altri fondi dell'Unione, anche se, stando alle previsioni, non preserver&#224; gli investimenti finanziati a livello nazionale. Prevede di finanziare investimenti pubblici per le transizioni verde e digitale e per la sicurezza energetica, come ad esempio lo sviluppo della rete elettrica, la modernizzazione delle ferrovie suburbane, il sostegno all'uso di pannelli solari residenziali, la fornitura di computer portatili agli insegnanti e agli alunni delle scuole secondarie di primo grado e di secondo grado e misure di digitalizzazione nel settore sanitario, che sono finanziati dal dispositivo e da altri fondi dell'Unione.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(22)</p></td><td><p>Secondo il programma di convergenza 2023, il disavanzo delle amministrazioni pubbliche scender&#224; al 2,9&#160;% del PIL nel 2024. Il calo del 2024 riflette principalmente una significativa riduzione della spesa delle amministrazioni pubbliche in percentuale del PIL, in particolare per gli investimenti fissi lordi, i consumi intermedi e i redditi da lavoro dipendente. Secondo il programma di convergenza 2023, si prevede che il rapporto debito pubblico/PIL scenda al&#160;66,7&#160;% alla fine del 2024. Sulla base delle misure politiche note alla data limite delle previsioni, le previsioni di primavera 2023 della Commissione prospettano un disavanzo pubblico del 4,4&#160;% del PIL per il 2024. Ci&#242; &#232; superiore al disavanzo previsto nel programma di convergenza 2023 principalmente a causa della maggiore spesa prevista per gli investimenti fissi lordi, in linea con le recenti tendenze, e dell'aumento dei consumi intermedi dovuto alle persistenti pressioni inflazionistiche. Le previsioni di primavera 2023 della Commissione prospettano un rapporto debito pubblico/PIL pi&#249; elevato, pari al 71,1&#160;% alla fine del 2024.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(23)</p></td><td><p>Il programma di convergenza 2023 prevede l'eliminazione graduale di alcune misure connesse all'energia nel 2024. Attualmente la Commissione ipotizza che il costo netto delle misure di sostegno connesse all'energia ammonti allo 0,4&#160;% del PIL nel 2024, rispetto all'1,2&#160;% del PIL nel 2023. Tali stime si basano sul presupposto che non si registrino nuovi aumenti dei prezzi dell'energia. Le misure di sostegno connesse all'energia che si prevede di mantenere nel 2024 non sembrano mirate a sostenere le famiglie o le imprese vulnerabili e non preservano appieno il segnale di prezzo necessario per ridurre la domanda e accrescere l'efficienza energetica.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(24)</p></td><td><p>Il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio richiede un miglioramento annuo del saldo strutturale di bilancio per conseguire l'obiettivo di bilancio a medio termine, avendo lo 0,5&#160;% del PIL come parametro di riferimento&#160;<a>(<span>14</span>)</a>. Alla luce delle considerazioni relative alla sostenibilit&#224; di bilancio e della necessit&#224; di ridurre il disavanzo al di sotto del valore di riferimento del 3&#160;% del PIL previsto dal trattato, secondo la Commissione sarebbe opportuno migliorare il saldo strutturale di almeno lo 0,5&#160;% del PIL per il 2024. Al fine di conseguire tale miglioramento, e conformemente alla metodologia della Commissione, la crescita della spesa primaria netta finanziata a livello nazionale&#160;<a>(<span>15</span>)</a> nel 2024 non dovrebbe superare il 4,4&#160;%, come indicato nella presente raccomandazione. Ci&#242; contribuir&#224; anche a ridurre l'inflazione di fondo, che &#232; ben al di sopra della media dell'Unione e che, qualora persistesse, potrebbe causare perdite di competitivit&#224;, e a salvaguardare la posizione esterna. Allo stesso tempo &#232; opportuno eliminare gradualmente le restanti misure di sostegno connesse all'energia (attualmente stimate dalla Commissione all'1,2&#160;% del PIL nel 2023), se consentito dagli sviluppi del mercato dell'energia e partendo dalle misure meno mirate, e usare i relativi risparmi per ridurre il disavanzo pubblico. Secondo le stime della Commissione, ci&#242; determinerebbe una crescita della spesa primaria netta inferiore a quella raccomandata per il 2024.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(25)</p></td><td><p>Nell'ipotesi di politiche invariate, le previsioni di primavera 2023 della Commissione prospettano una crescita della spesa primaria netta finanziata a livello nazionale pari al&#160;7,0&#160;% nel 2024, ossia al di sopra del tasso di crescita raccomandato. L'aggiustamento prospettato nelle previsioni di primavera 2023 della Commissione &#232; inferiore ai risparmi derivanti dalla completa graduale eliminazione delle misure di sostegno connesse all'energia, il che &#232; dovuto alla spesa pi&#249; elevata per consumi intermedi e investimenti fissi lordi e alla prevista graduale eliminazione dei proventi straordinari temporanei e delle imposte settoriali.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(26)</p></td><td><p>Il programma di convergenza 2023 prevede una diminuzione degli investimenti pubblici dal&#160;5,1&#160;% del PIL nel 2023 al 3,7&#160;% del PIL nel 2024. Tale diminuzione riflette quella degli investimenti finanziati a livello nazionale e di quelli finanziati dall'Unione.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(27)</p></td><td><p>Il programma di convergenza 2023 delinea un percorso di bilancio a medio termine fino al&#160;2027. Secondo il programma di convergenza 2023, il disavanzo delle amministrazioni pubbliche scender&#224; gradualmente all'1,9&#160;% del PIL nel 2025, all'1,4&#160;% nel 2026 e allo 0,9&#160;% nel 2027. Si prevede pertanto che il disavanzo delle amministrazioni pubbliche rimarr&#224; al di sotto del 3&#160;% del PIL nel periodo di riferimento del programma. Sempre in base al programma di convergenza 2023, il rapporto debito pubblico/PIL dovrebbe diminuire passando dal 66,7&#160;% alla fine del 2024 al 56,3&#160;% entro la fine del 2027.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(28)</p></td><td><p>Le politiche monetarie, di bilancio e di sviluppo economico hanno risposto alle recenti sfide economiche in modo non coordinato, indebolendo l'efficacia della risposta politica complessiva. La politica monetaria ha iniziato a inasprirsi nel 2021, ma l'espansione di bilancio &#232; proseguita fino agli inizi del 2022. Diverse misure politiche temporanee introdotte dal 2021 hanno mirato a preservare il potere d'acquisto delle famiglie in modo non mirato, mediante massimali sui prezzi e sui tassi di interesse e sovvenzioni all'energia gravose per il bilancio. Sono stati introdotti massimali sui prezzi dei carburanti e di taluni prodotti alimentari di base. Sono stati introdotti massimali sui tassi di interesse per i mutui ipotecari a tasso variabile, i prestiti alle piccole e medie imprese, alcuni prestiti agli studenti e i depositi bancari ingenti. Gran parte di tali misure scadr&#224; nel 2023. Il costo di tali misure &#232; stato sostenuto principalmente dalle imprese e dal settore finanziario, in forma di aumento delle imposte indirette, e i relativi effetti distorsivi hanno contribuito a ridurre la produzione interna e a far aumentare i prezzi di prodotti non direttamente interessati dai massimali. Hanno altres&#236; ostacolato l'adeguamento della domanda a un nuovo contesto economico. Le politiche di sviluppo economico si sono basate su regimi di prestiti agevolati per aiutare le imprese ad adattarsi agli shock economici. Nel febbraio 2023 &#232; stato introdotto un ampio regime di prestiti agevolati a tasso fisso per sostenere le imprese che devono far fronte all'aumento dei costi dell'energia. I massimali sui prezzi e sui tassi di interesse e i prestiti agevolati hanno contrastato gli sforzi di politica monetaria volti a ridurre l'inflazione, tra l'altro riducendo l'efficacia degli strumenti della banca centrale. La Banca centrale europea ha constatato che alcune misure regolamentari, tra cui il massimale sui tassi relativi ai depositi bancari, ostacolano la conduzione di una politica monetaria efficace.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(29)</p></td><td><p>Le carenze nella pianificazione e nell'esecuzione del bilancio hanno acuito la distorsione espansiva della politica di bilancio e hanno pertanto contribuito a molte delle attuali sfide macroeconomiche dell'Ungheria. Dal 2016&#160;l'adozione molto precoce dei bilanci annuali ha ridotto la qualit&#224; delle previsioni macroeconomiche e di bilancio. Varie norme in materia di flessibilit&#224; di bilancio e ampie riserve di bilancio hanno consentito un aumento della spesa discrezionale, accentuando la prociclicit&#224; della politica di bilancio. Decisioni di spesa ad hoc sono state spesso adottate alla fine dell'esercizio finanziario o sono state attuate mediante decreti governativi nel corso dell'anno senza un controllo parlamentare e una consultazione pubblica adeguati, il che ha diminuito a sua volta la trasparenza del bilancio. Il quadro di bilancio nazionale non ha impedito la formazione di disavanzi pubblici elevati a causa di carenze nella formulazione delle regole di bilancio nazionali, tra cui una regola del debito con caratteristiche procicliche, di una scarsa applicazione della pianificazione di bilancio a medio termine, ulteriormente erosa dalle disposizioni speciali del regime dello &#171;stato di pericolo&#187;, e del ruolo e delle risorse limitati del consiglio di bilancio nazionale. Le limitazioni del mandato e delle risorse del consiglio di bilancio nazionale ne limitano l'efficacia nell'orientare le discussioni pubbliche sulle questioni di bilancio.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(30)</p></td><td><p>Nell'ultimo decennio i prezzi delle abitazioni in Ungheria sono aumentati notevolmente, mentre l'offerta di alloggi &#232; rimasta limitata. Ai recenti aumenti dei prezzi hanno contribuito altres&#236; regimi di sovvenzioni per l'acquisto di abitazioni scarsamente mirati, cui possono accedere anche famiglie con un reddito elevato che sono gi&#224; in possesso di un'abitazione. Analogamente, anche le sovvenzioni per l'edilizia abitativa, compresi sussidi, prestiti agevolati e aliquote IVA agevolate, non sono mirate.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(31)</p></td><td><p>Conformemente all'articolo 19, paragrafo 3, lettera b), del regolamento (UE)&#160;2021/241 e all'allegato V, criterio 2.2, di tale regolamento, il piano per la ripresa e la resilienza comprende un'ampia gamma di riforme e investimenti che si rafforzano reciprocamente, da attuare entro il 2026. In conformit&#224; dell'articolo 14, paragrafo 6, del regolamento (UE)&#160;2021/241, l'Ungheria ha espresso l'intenzione di richiedere un sostegno supplementare sotto forma di prestito d'importo fino a 6&#160;600&#160;000&#160;000&#160;EUR nell'ambito del dispositivo. Procedere rapidamente all'attuazione del piano per la ripresa e la resilienza &#232; fondamentale data la natura temporanea del dispositivo, in vigore fino al 2026. Altrettanto importante &#232; che l'Ungheria assicuri un'adeguata capacit&#224; amministrativa per rispettare gli impegni del piano per la ripresa e la resilienza. La rapida inclusione del nuovo capitolo dedicato al piano REPowerEU nel piano per la ripresa e la resilienza consentir&#224; di finanziare ulteriori riforme e investimenti a sostegno degli obiettivi strategici dell'Ungheria in materia di energia e transizione verde. Per l'attuazione efficace del piano per la ripresa e la resilienza e di altre politiche economiche e occupazionali che vanno al di l&#224; di tale piano, per assicurare un'ampia titolarit&#224; dell'agenda politica generale rimane importante il coinvolgimento sistematico ed effettivo delle autorit&#224; locali e regionali, delle parti sociali e degli altri portatori di interessi pertinenti. L'attuazione del piano per la ripresa e la resilienza dell'Ungheria ha subito notevoli ritardi a causa dell'adozione tardiva della decisione di esecuzione del Consiglio relativa all'approvazione della valutazione del piano per la ripresa e la resilienza dell'Ungheria nel dicembre 2022. Un'attuazione rapida e costante del piano per la ripresa e la resilienza richiederebbe il conseguimento di 27 traguardi relativi al rafforzamento dell'indipendenza della magistratura e alla tutela degli interessi finanziari dell'Unione. Fino a quando tali traguardi non saranno stati raggiunti in maniera piena e corretta, non sar&#224; possibile procedere ad alcun pagamento nell'ambito del piano per la ripresa e la resilienza. La sovvenzione assegnata all'Ungheria nell'ambito del piano REPowerEU ammonta a 701,6 milioni di EUR. L'Ungheria prevede di utilizzare la sovvenzione REPowerEU e il prestito supplementare per investire nel settore dell'energia.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(32)</p></td><td><p>Nel 2022 la Commissione ha approvato tutti i documenti di programmazione della politica di coesione dell'Ungheria. Procedere alla rapida attuazione dei programmi della politica di coesione in complementarit&#224; e sinergia con il piano per la ripresa e la resilienza, compreso il capitolo dedicato al piano REPowerEU, &#232; fondamentale per realizzare le transizioni verde e digitale, accrescere la resilienza economica e sociale e conseguire uno sviluppo territoriale equilibrato in Ungheria.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(33)</p></td><td><p>Oltre alle sfide economiche e sociali affrontate dal piano per la ripresa e la resilienza e dai programmi della politica di coesione, l'Ungheria si trova di fronte a una serie di ulteriori sfide connesse alla povert&#224;, al mercato del lavoro, alla concorrenza nel settore dei servizi e all'energia.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(34)</p></td><td><p>Bench&#233; gli indicatori generali di povert&#224; abbiano registrato un miglioramento nell'ultimo decennio, la situazione relativa di alcuni gruppi svantaggiati, come le famiglie a basso reddito, i minori, le persone con disabilit&#224;, i Rom e le persone che vivono in insediamenti rurali remoti, ha subito un peggioramento. Il tasso di grave deprivazione materiale e sociale &#232; uno dei pi&#249; alti dell'Unione, con notevoli disparit&#224; tra le regioni. Tale tasso &#232; particolarmente elevato tra i minori e i Rom. I gruppi svantaggiati hanno difficolt&#224; ad accedere ad adeguati servizi di assistenza sociale, istruzione, assistenza sanitaria e ricerca di un'occupazione. Le famiglie senza un reddito stabile devono far fronte a un indebolimento degli ammortizzatori sociali. Il sistema fiscale grava in modo sproporzionato sui lavoratori meno retribuiti. Nell'ultimo decennio le principali fonti di reddito delle famiglie a basso reddito non hanno tenuto il passo con il costo della vita. L'adeguatezza del reddito minimo &#232; una delle pi&#249; basse dell'Unione. I recenti aumenti dei prezzi dell'energia e dei prodotti alimentari gravano in modo sproporzionato sui lavoratori a basso reddito, mentre in generale le misure di sostegno non sono mirate. La recente modifica della normativa in materia di protezione sociale ha ridotto la responsabilit&#224; dello Stato di fornire assistenza sociale.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(35)</p></td><td><p>Il tasso di occupazione complessiva &#232; relativamente elevato, ma alcuni gruppi svantaggiati come i Rom, le persone meno qualificate, le donne con responsabilit&#224; di assistenza e le persone con disabilit&#224; incontrano difficolt&#224; nell'accedere al mercato del lavoro aperto a causa delle carenze dei sistemi di istruzione, di formazione e di assistenza sociale e delle strutture a sostegno delle persone in cerca di lavoro. I divari dei tassi di occupazione dei lavoratori scarsamente qualificati, dei Rom e delle persone con disabilit&#224; rimangono persistentemente elevati. Un quinto delle donne in cerca di un'occupazione retribuita &#232; escluso dal mercato del lavoro a causa delle proprie responsabilit&#224; di assistenza nei confronti dei figli o di persone con disabilit&#224; a carico. Le prestazioni e l'accesso a efficaci misure di politica attiva del mercato del lavoro per i gruppi svantaggiati sono inadeguati. La durata dell'indennit&#224; di disoccupazione &#232; di tre mesi, mentre la durata media della disoccupazione ha raggiunto i 9,4 mesi, secondo i dati dell'indagine sulle forze di lavoro condotta nel 2022. Quattro disoccupati registrati su dieci non beneficiano di alcuna prestazione. Il lungo periodo medio di registrazione &#232; indice di problemi di capacit&#224; del servizio pubblico per l'impiego. La percentuale di persone in cerca di lavoro con scarse competenze di base &#232; pari a pi&#249; del doppio della media nazionale. La percentuale di adulti che partecipano a percorsi di apprendimento rimane bassa, in particolare tra i lavoratori scarsamente qualificati e tra i disoccupati.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(36)</p></td><td><p>Il dialogo sociale rimane tra i pi&#249; deboli dell'Unione e ha recentemente subito un ulteriore deterioramento. Il principale organo tripartito funge primariamente da forum consultivo e per la condivisione di informazioni e non &#232; disciplinato da un quadro giuridico formale n&#233; conduce alcun dialogo significativo, se non per la fissazione del salario minimo. Sebbene la carenza di insegnanti sia un problema sempre pi&#249; acuto, nuove disposizioni giuridiche hanno limitato i diritti di azione collettiva di questa categoria e hanno ampliato la facolt&#224; dei datori di lavoro di licenziare con effetto retroattivo gli insegnanti che partecipano ad azioni di disobbedienza civile per protestare contro le attuali condizioni di lavoro. Le recenti riforme, introdotte senza un dialogo significativo con i sindacati interessati, hanno inciso negativamente sulle condizioni di lavoro e indebolito l'autorappresentanza degli operatori sanitari.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(37)</p></td><td><p>Di recente sono stati registrati casi di ingerenze pubbliche in una serie di mercati, che hanno indebolito la certezza del diritto. Tali interventi erano tesi a scoraggiare o limitare gli investimenti esteri e dell'Unione in determinati mercati, consentendo di fatto l'acquisto di imprese da parte di societ&#224; di propriet&#224; dello Stato o di imprese private con stretti legami con il governo. Gli interventi inficiano inoltre gravemente i principi del mercato unico e dello Stato di diritto, riducendo le opportunit&#224; di crescita economica sostenibile. Specifiche imprese e industrie subiscono ad esempio un trattamento discriminatorio per effetto dell'applicazione di imposte personalizzate, massimali sui prezzi e norme imposte con breve preavviso e senza consultazione preventiva. Dal 2020 il governo si serve inoltre dei poteri straordinari conferitigli a fronte dello &#171;stato di pericolo&#187; per introdurre simili misure. Le entrate di bilancio provenienti da imposte specifiche per singoli settori sono significative. Recentemente il governo ha ad esempio introdotto massimali sui prezzi amministrati e un'imposta del 90&#160;% sugli utili derivanti dalla produzione di cemento e materiali ceramici, settori che vedono un elevato grado di partecipazione di imprese estere. Nel dicembre 2022 il governo ha improvvisamente aumentato l'imposta sulle imprese assicurative e farmaceutiche. Alle banche &#232; stato imposto un massimale sui tassi ipotecari flessibili, che ha inciso sulla loro capacit&#224; di erogare prestiti e sulla loro redditivit&#224;. Alcune imprese, in particolare nei settori del commercio al dettaglio e dei trasporti, hanno subito l'applicazione arbitraria di ispezioni amministrative, sanzioni pecuniarie e mancato rilascio di autorizzazioni allo scopo di esercitare su di esse pressioni indebite. A quanto consta, non sussistono mezzi di ricorso efficaci contro le misure arbitrarie adottate dalle autorit&#224;. Il settore del commercio al dettaglio continua a dover far fronte a regolamentazioni imprevedibili. Le condizioni per ottenere l'autorizzazione ad avviare esercizi commerciali di dimensioni superiori a 400&#160;metri quadrati o ad apportarvi modifiche non appaiono trasparenti e l'esistenza di un controllo giurisdizionale &#232; discutibile. L'imposta sul settore del commercio al dettaglio grava in modo sproporzionato sulle grandi imprese che non hanno sede in Ungheria. Il governo si avvale spesso dei propri poteri per sottrarre operazioni ai meccanismi di controllo delle concentrazioni.</p><p>L'impatto di tali operazioni sull'economia, sulla concorrenza e sul mercato unico non &#232; oggetto di valutazioni. I criteri per le esenzioni non sono definiti in modo trasparente e non esiste alcuna procedura formale per contestare tali criteri o la decisione stessa. A seguito degli interventi, &#232; aumentata la propriet&#224; nazionale dello Stato o di soggetti filogovernativi nei settori delle banche, delle telecomunicazioni, dei servizi pubblici, dei media e delle emittenti televisive e radiofoniche, a scapito della propriet&#224; estera. A fronte degli annunci diffusi dai membri del governo, si possono prevedere operazioni analoghe nei settori delle assicurazioni, del commercio al dettaglio e dei trasporti, in particolare in relazione all'aeroporto di Budapest. La minore presenza di capitali e competenze esteri, in particolare in settori ad alto valore aggiunto come quelli delle banche e delle telecomunicazioni, rischia di ridurre le opportunit&#224; di aumento della produttivit&#224; e di innovazione in Ungheria.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(38)</p></td><td><p>Il mix energetico dell'Ungheria si basa in misura predominante sul petrolio e sul gas, da ciascuno dei quali dipende circa un terzo del consumo energetico complessivo, mentre il nucleare e le fonti energetiche rinnovabili rappresentano rispettivamente il 15&#160;% e il 14&#160;% circa. L'Ungheria continua a dipendere fortemente dalla Russia per i combustibili fossili e l'energia nucleare e i suoi sforzi per ovviare a tale dipendenza sono lenti. Tre quarti del consumo interno di gas dipendono dalle importazioni dalla Russia. Nel 2021&#160;l'Ungheria ha firmato un accordo con Gazprom per la fornitura a lungo termine di gas e nell'aprile&#160;2023 &#232; stata negoziata una modifica, prevedendo la possibilit&#224; di acquistarne quantitativi aggiuntivi. La riduzione della dipendenza dai combustibili fossili russi richieder&#224; ulteriori interventi significativi, volti in particolare a rafforzare la cooperazione con i paesi vicini, anche a livello di infrastrutture se necessario, in modo da garantire l'accesso a fonti alternative di combustibili fossili. L'elettrificazione e gli investimenti previsti nelle industrie ad alta intensit&#224; energetica aumenteranno il fabbisogno di produzione di energia elettrica. Nonostante il notevole aumento della capacit&#224; di produzione di energia solare registrato negli ultimi anni, la quota di capacit&#224; di produzione di energia da fonti rinnovabili &#232; ancora una delle pi&#249; basse dell'Unione. L'installazione di centrali eoliche &#232; stata sospesa e, secondo le previsioni, riprender&#224; quando saranno state eliminate le pertinenti restrizioni giuridiche. L'energia geotermica &#232; sottoutilizzata. Le frequenti modifiche del contesto normativo comportano diverse sfide per lo sviluppo delle energie rinnovabili. Le limitazioni della capacit&#224; della rete elettrica comportano una strozzatura significativa per la connessione delle fonti energetiche rinnovabili alla rete, mentre la mancanza di soluzioni di flessibilit&#224; sul versante della domanda e dell'offerta e la limitata responsabilizzazione dei consumatori ostacolano notevolmente lo sviluppo della produzione di energia elettrica pulita e rinnovabile. L'integrazione non ottimale nel mercato del bilanciamento dell'Unione rappresenta inoltre un'occasione mancata per ottimizzare la rete in modo che possa beneficiare della capacit&#224; supplementare offerta dalle energie rinnovabili.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(39)</p></td><td><p>L'Ungheria ha notevoli potenzialit&#224; nel campo dell'efficienza energetica, in particolare per quanto riguarda gli edifici residenziali. Nel periodo tra agosto 2022 e marzo 2023 il consumo di gas naturale dell'Ungheria &#232; diminuito del 20&#160;% rispetto al consumo medio di gas registrato nello stesso periodo nei cinque anni precedenti, superando cos&#236; l'obiettivo di riduzione del 15&#160;% stabilito nel regolamento (UE)&#160;2022/1369 del Consiglio&#160;<a>(<span>16</span>)</a>, anche per effetto di misure adottate nel settore pubblico e della modifica del sistema di massimali sui prezzi dell'energia applicato alle famiglie. Si incoraggia l'Ungheria a continuare ad adoperarsi per ridurre temporaneamente la domanda di gas fino al 31&#160;marzo&#160;2024 a norma del regolamento (UE)&#160;2023/706 del Consiglio&#160;<a>(<span>17</span>)</a>. Tuttavia, nonostante i recenti cambiamenti, il sistema dei prezzi amministrati dell'energia non consente ancora il corretto funzionamento dei segnali di prezzo e non comporta sufficienti incentivi al risparmio energetico. I massimali sui prezzi sono applicati uniformemente a tutte le famiglie. Anche le famiglie con un reddito elevato beneficiano del prezzo amministrato sovvenzionato, mentre le famiglie a basso reddito vivono spesso in abitazioni meno efficienti dal punto di vista energetico. Regimi mirati per le famiglie a basso reddito sarebbero pi&#249; efficaci sia nel sostenere le famiglie vulnerabili sia nel generare risparmi energetici.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(40)</p></td><td><p>La carenza di manodopera e di competenze nei settori e nelle professioni fondamentali per la transizione verde &#8212; compresi la produzione, la diffusione e la manutenzione delle tecnologie a zero emissioni nette &#8212; sta creando strozzature nella transizione a un'economia a zero emissioni nette. Sistemi di istruzione e formazione di qualit&#224; elevata che rispondano alle mutevoli esigenze del mercato del lavoro e misure mirate per la riqualificazione e il miglioramento del livello delle competenze sono cruciali per ridurre le carenze di competenze e promuovere l'inclusione lavorativa e la riallocazione della forza lavoro. Per sbloccare il potenziale inutilizzato dell'offerta di lavoro, tali misure devono essere accessibili, in particolare per le persone e nei settori e nelle regioni maggiormente interessati dalla transizione verde. Nel 2022 in Ungheria sono state segnalate carenze di manodopera per 31 professioni che richiedono competenze o conoscenze specifiche per la transizione verde. Allo stesso tempo, la partecipazione dei lavoratori alla formazione nelle industrie ad alta intensit&#224; energetica &#232; notevolmente diminuita ed &#232; attualmente inferiore alla media dell'Unione.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(41)</p></td><td><p>Alla luce della valutazione della Commissione, il Consiglio ha esaminato il programma di convergenza 2023 e il suo parere&#160;<a>(<span>18</span>)</a> trova riscontro nella raccomandazione di cui al punto 1.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(42)</p></td><td><p>Alla luce dell'esame approfondito della Commissione e di tale valutazione ivi contenuta, il Consiglio ha esaminato il programma nazionale di riforma 2023 e il programma di convergenza 2023. Le sue raccomandazioni a norma dell'articolo 6 del regolamento (UE) n.&#160;1176/2011 trovano riscontro nella raccomandazione di cui al punto 1. Le politiche menzionate nella raccomandazione di cui al punto 1 contribuiscono ad affrontare le vulnerabilit&#224; connesse alle forti pressioni sui prezzi e al fabbisogno di finanziamento esterno e di finanziamenti pubblici. Le raccomandazioni di cui ai punti 2 e 4 contribuiscono a dare seguito alla raccomandazione di cui al punto 1,</p></td></tr></tbody></table>
RACCOMANDA all'Ungheria di prendere provvedimenti nel 2023 e nel 2024 al fine di:
1. Eliminare gradualmente le vigenti misure di sostegno di emergenza connesse all'energia, usando i relativi risparmi per ridurre il disavanzo pubblico, quanto prima nel 2023 e nel 2024; qualora nuovi aumenti dei prezzi dell'energia dovessero richiedere nuove misure di sostegno o il proseguimento di quelle esistenti, provvedere a che tali misure di sostegno mirino a tutelare le famiglie e le imprese vulnerabili, siano sostenibili a livello di bilancio e preservino gli incentivi al risparmio energetico;
Assicurare una politica di bilancio prudente, in particolare limitando a non più del 4,4 % l'aumento nominale della spesa primaria netta finanziata a livello nazionale nel 2024 ( 19 ) ;
Preservare gli investimenti pubblici finanziati a livello nazionale e provvedere all'assorbimento efficace delle sovvenzioni del dispositivo e di altri fondi dell'Unione, in particolare per promuovere le transizioni verde e digitale;
Per il periodo successivo al 2024, continuare a perseguire una strategia di bilancio a medio termine di risanamento graduale e sostenibile, combinata con investimenti e riforme atti ad aumentare la crescita sostenibile, al fine di conseguire una posizione di bilancio prudente a medio termine;
Perseguire un coordinamento efficace e una chiara demarcazione delle politiche macroeconomiche al fine di garantire la sostenibilità esterna e di bilancio; eliminare gradualmente i massimali sui prezzi e sui tassi di interesse al fine di ridurre gli effetti distorsivi e agevolare la regolare trasmissione della politica monetaria; indirizzare le misure di sostegno nel settore dell'edilizia abitativa a favore delle famiglie a basso reddito; rafforzare il quadro di bilancio a medio termine, allineare la preparazione dei bilanci annuali con l'esercizio finanziario e limitare la discrezionalità nell'esecuzione dei bilanci annuali;
2. Conseguire con urgenza i traguardi e gli obiettivi necessari per quanto riguarda il rafforzamento dell'indipendenza della magistratura e la tutela degli interessi finanziari dell'Unione, così da consentire un'attuazione rapida e costante del piano per la ripresa e la resilienza; perfezionare celermente il capitolo dedicato al piano REPowerEU al fine di avviarne rapidamente l'attuazione; procedere alla rapida attuazione dei programmi della politica di coesione in stretta complementarità e sinergia con il piano per la ripresa e la resilienza;
3. Migliorare l'adeguatezza del sistema di assistenza sociale, anche per quanto riguarda le indennità di disoccupazione; migliorare l'accesso a efficaci misure di politica attiva del mercato del lavoro, in particolare a opportunità di miglioramento del livello delle competenze per i gruppi più svantaggiati, e garantire un dialogo sociale efficace; migliorare il quadro normativo e la concorrenza nel settore dei servizi, evitando interventi amministrativi arbitrari e selettivi e il ricorso a norme personalizzate che apportino vantaggi o svantaggi indebiti a imprese specifiche, esercitando sistematicamente il controllo delle operazioni commerciali sotto il profilo della concorrenza e riducendo a quanto strettamente necessario il ricorso a misure di emergenza, in linea con i principi del mercato unico e dello Stato di diritto;
4. Ridurre la dipendenza complessiva dai combustibili fossili accelerando la diffusione delle energie rinnovabili, tra cui l'energia eolica e geotermica e il biometano sostenibile, in particolare attraverso una razionalizzazione delle procedure di concessione, effettuando nel contempo valutazioni periodiche dell'impatto ambientale e creando un contesto normativo favorevole e prevedibile; eliminare progressivamente le sovvenzioni per i combustibili fossili; riformare le norme che disciplinano il bilanciamento del mercato dell'energia e la fissazione delle tariffe al fine di consentire il recupero dei costi e un uso ottimale della rete; se necessario, potenziare l'infrastruttura elettrica, anche per quanto riguarda le capacità di rete e di stoccaggio; diversificare le importazioni di combustibili fossili al fine di ridurre in modo significativo la dipendenza dalla Russia, anche attraverso il rafforzamento della cooperazione con altri Stati membri, ove necessario anche a livello di infrastrutture; migliorare l'efficienza energetica, in particolare negli edifici, e continuare ad adoperarsi per ridurre il consumo complessivo di gas; adeguare l'attuale sistema di regolamentazione dei prezzi dell'energia al fine di incoraggiare il risparmio energetico, fornendo nel contempo un sostegno mirato alle famiglie a basso reddito; intensificare le iniziative a livello politico a favore dell'offerta e dell'acquisizione delle abilità e competenze necessarie per la transizione verde.
Fatto a Bruxelles, il 14 luglio 2023
Per il Consiglio
La presidente
N. CALVIÑO SANTAMARÍA
<note>
( 1 ) GU L 209 del 2.8.1997, pag. 1 .
( 2 ) GU L 306 del 23.11.2011, pag. 25 .
( 3 ) Regolamento (UE) 2021/241 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 febbraio 2021, che istituisce il dispositivo per la ripresa e la resilienza ( GU L 57 del 18.2.2021, pag. 17 ).
( 4 ) Raccomandazione del Consiglio, del 16 maggio 2023, sulla politica economica della zona euro ( GU C 180 del 23.5.2023, pag. 1 ).
( 5 ) Regolamento (UE) 2023/435 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 febbraio 2023, che modifica il regolamento (UE) 2021/241 per quanto riguarda l'inserimento di capitoli dedicati al piano REPowerEU nei piani per la ripresa e la resilienza e che modifica i regolamenti (UE) n. 1303/2013, (UE) 2021/1060 e (UE) 2021/1755, e la direttiva 2003/87/CE ( GU L 63 del 28.2.2023, pag. 1 ).
( 6 ) ST 15447/22; ST 15447/22 ADD 1.
( 7 ) Raccomandazione del Consiglio, del 18 giugno 2021, che formula un parere del Consiglio sul programma di convergenza 2021 dell'Ungheria ( GU C 304 del 29.7.2021, pag. 78 ).
( 8 ) L'orientamento della politica di bilancio è misurato come la variazione, rispetto alla crescita potenziale a medio termine, della spesa primaria (al netto delle misure discrezionali sul lato delle entrate), escluse le misure temporanee di emergenza connesse alla crisi della COVID-19, ma compresa la spesa finanziata dal sostegno non rimborsabile (sovvenzioni) del dispositivo e altri fondi dell'Unione. Per maggiori dettagli cfr. il riquadro 1 nelle tabelle statistiche di bilancio.
( 9 ) L'altra spesa in conto capitale finanziata a livello nazionale ha fornito un contributo espansivo di 1,7 punti percentuali di PIL, dovuto all'impatto dell'acquisto di scorte di gas da parte di un ente speciale classificato all'interno del settore delle amministrazioni pubbliche.
( 10 ) Tale cifra rappresenta il livello del costo annuale di bilancio delle misure, comprese le entrate e le spese correnti e, se del caso, le misure di spesa in conto capitale.
( 11 ) Raccomandazione del Consiglio, del 12 luglio 2022, sul programma nazionale di riforma dell'Ungheria e che formula un parere del Consiglio sul programma di convergenza 2022 dell'Ungheria ( GU C 334 dell'1.9.2022, pag. 136 ).
( 12 ) Stando alle previsioni di primavera 2023 della Commissione, la crescita del prodotto potenziale a medio termine (media su 10 anni) dell'Ungheria, utilizzata per misurare l'orientamento della politica di bilancio, è stimata al 16,6 % in termini nominali.
( 13 ) Secondo le proiezioni l'altra spesa in conto capitale finanziata a livello nazionale darà un contributo restrittivo di 2,2 punti percentuali di PIL. L'importante calo di altre spese in conto capitale nel 2023 è connesso al forte impatto dell'acquisto di scorte di gas da parte di un ente speciale classificato all'interno del settore delle amministrazioni pubbliche nel 2022.
( 14 ) L'articolo 5 del regolamento (CE) n. 1466/97 impone anche un aggiustamento superiore allo 0,5 % del PIL per gli Stati membri con un debito pubblico superiore al 60 % del PIL o che presentano rischi più considerevoli in termini di sostenibilità del debito.
( 15 ) Si definisce spesa primaria netta la spesa finanziata a livello nazionale al netto delle misure discrezionali sul lato delle entrate, ad esclusione della spesa per interessi e della spesa ciclica per la disoccupazione.
( 16 ) Regolamento (UE) 2022/1369 del Consiglio, del 5 agosto 2022, relativo a misure coordinate di riduzione della domanda di gas ( GU L 206 dell'8.8.2022, pag. 1 ).
( 17 ) Regolamento (UE) 2023/706 del Consiglio, del 30 marzo 2023, che modifica il regolamento (UE) 2022/1369 per prorogare il periodo di applicazione delle misure di riduzione della domanda di gas e rafforzare la comunicazione e il monitoraggio della loro attuazione ( GU L 93 del 31.3.2023, pag. 1 ).
( 18 ) A norma dell'articolo 9, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1466/97.
( 19 ) Il che, secondo le stime, corrisponde a un miglioramento annuo del saldo strutturale di bilancio pari almeno allo 0,5 % del PIL per il 2024, come descritto nel considerando 24.
</note>