Document ID: 32022H0901(19)
Language: ITA

<table><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>1.9.2022&#160;&#160;&#160;</p></td><td><p>IT</p></td><td><p>Gazzetta ufficiale dell'Unione europea</p></td><td><p>C 334/154</p></td></tr></tbody></table>
RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
del 12 luglio 2022
sulle politiche economiche dei Paesi Bassi e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità 2022 dei Paesi Bassi
(2022/C 334/19)
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 121, paragrafo 2, e l'articolo 148, paragrafo 4,
visto il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, per il rafforzamento della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle politiche economiche ( 1 ) , in particolare l'articolo 5, paragrafo 2,
visto il regolamento (UE) n. 1176/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 novembre 2011, sulla prevenzione e la correzione degli squilibri macroeconomici ( 2 ) , in particolare l'articolo 6, paragrafo 1,
vista la raccomandazione della Commissione europea,
viste le risoluzioni del Parlamento europeo,
viste le conclusioni del Consiglio europeo,
visto il parere del comitato per l'occupazione,
visto il parere del comitato economico e finanziario,
visto il parere del comitato per la protezione sociale,
visto il parere del comitato di politica economica,
considerando quanto segue:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(1)</p></td><td><p>Il regolamento (UE) 2021/241 del Parlamento europeo e del Consiglio&#160;<a>(<span>3</span>)</a> che ha istituito il dispositivo per la ripresa e la resilienza &#232; entrato in vigore il 19&#160;febbraio&#160;2021. Il&#160;dispositivo per la ripresa e la resilienza fornisce sostegno finanziario per l'attuazione di riforme e investimenti, con uno stimolo di bilancio finanziato dall'Unione. Contribuisce alla ripresa economica e all'attuazione di investimenti e riforme sostenibili e propizi per la crescita, volti in particolare a promuovere le transizioni verde e digitale, e rafforza la resilienza e la crescita potenziale delle economie degli Stati membri. Contribuisce inoltre a promuovere finanze pubbliche sostenibili e a stimolare la crescita e la creazione di posti di lavoro nel medio e lungo periodo. Il&#160;contributo finanziario massimo per ciascuno Stato membro nell'ambito del dispositivo per la ripresa e la resilienza sar&#224; aggiornato nel giugno 2022, a norma dell'articolo 11, paragrafo 2, del regolamento (UE) 2021/241.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(2)</p></td><td><p>Il 24&#160;novembre&#160;2021 la Commissione ha adottato l'analisi annuale della crescita sostenibile, segnando l'inizio del semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche 2022. Ha tenuto debito conto dell'impegno sociale di Porto firmato il 7 maggio 2021 a proseguire l'attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali proclamato dal Parlamento europeo, dal Consiglio e dalla Commissione il 17 novembre 2017. Il 25 marzo 2022 il Consiglio europeo ha approvato le priorit&#224; dell'analisi annuale della crescita sostenibile 2022. Sempre il 24 novembre 2021 la Commissione ha adottato, sulla base del regolamento (UE) n.&#160;1176/2011, la relazione sul meccanismo di allerta, in cui annoverava i Paesi Bassi tra gli Stati membri da sottoporre a esame approfondito. Lo stesso giorno la Commissione ha adottato anche una raccomandazione di raccomandazione del Consiglio relativa alla politica economica della zona euro e la proposta di relazione comune sull'occupazione 2022, che analizza l'attuazione degli orientamenti in materia di occupazione e i principi del pilastro europeo dei diritti sociali. Il Consiglio ha adottato la raccomandazione relativa alla politica economica della zona euro&#160;<a>(<span>4</span>)</a> (&#171;raccomandazione sulla zona euro 2022&#187;) il 5 aprile 2022 e la relazione comune sull'occupazione il 14 marzo 2022.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(3)</p></td><td><p>L'invasione russa dell'Ucraina, di poco successiva alla pandemia mondiale, ha sensibilmente modificato il contesto geopolitico ed economico. Il suo impatto sulle economie degli Stati membri si &#232; manifestato, tra l'altro, con l'aumento dei prezzi dell'energia, dei generi alimentari e delle materie prime, e prospettive di crescita pi&#249; deboli. L'aumento dei prezzi dell'energia grava in modo particolarmente pesante sulle famiglie pi&#249; vulnerabili in condizioni di povert&#224; energetica o che rischiano di cadervi, nonch&#233; sulle imprese pi&#249; vulnerabili agli aumenti dei prezzi dell'energia. L'Unione sta inoltre registrando un afflusso senza precedenti di persone in fuga dall'Ucraina. Gli effetti economici derivanti dalla guerra di aggressione della Russia hanno avuto un impatto asimmetrico sugli Stati membri. In questo contesto il 4 marzo 2022, tramite la decisione di esecuzione (UE) 2022/382 del Consiglio&#160;<a>(<span>5</span>)</a>, &#232; stata attivata per la prima volta la direttiva 2001/55/CE del Consiglio&#160;<a>(<span>6</span>)</a>, che riconosce agli sfollati ucraini il diritto di soggiornare legalmente nell'Unione e d&#224; loro accesso all'istruzione e alla formazione, al mercato del lavoro, all'assistenza sanitaria, agli alloggi e all'assistenza sociale.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(4)</p></td><td><p>Tenuto conto dei rapidi mutamenti della situazione economica e geopolitica, il semestre europeo riprende il suo ampio coordinamento delle politiche economiche e occupazionali nel 2022, seguendo nel contempo un'evoluzione in linea con i requisiti di applicazione del dispositivo per la ripresa e la resilienza, come indicato nell'analisi annuale della crescita sostenibile 2022. L'attuazione dei piani per la ripresa e la resilienza adottati &#232; fondamentale per il conseguimento delle priorit&#224; politiche del semestre europeo; i piani infatti affrontano tutte o un sottoinsieme significativo delle&#160;raccomandazioni specifiche per paese formulate nei cicli del semestre europeo 2019 e 2020. Le&#160;raccomandazioni specifiche per paese 2019 e 2020 sono ugualmente pertinenti per i&#160;piani per la ripresa e la resilienza riveduti, aggiornati o modificati a norma degli articoli 14, 18 e 21 del regolamento (UE)&#160;2021/241, e si aggiungono alle altre eventuali raccomandazioni specifiche per paese formulate entro la data di presentazione di tali piani per la ripresa e la resilienza riveduti, aggiornati o modificati.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(5)</p></td><td><p>La clausola di salvaguardia generale del patto di stabilit&#224; e crescita &#232; attiva sin da marzo 2020. Nella comunicazione del 3 marzo 2021 dal titolo &#171;A un anno dall'insorgere della pandemia di COVID-19: la risposta della politica di bilancio&#187;, la Commissione ha ritenuto che la decisione sulla disattivazione o sul mantenimento della clausola di salvaguardia generale dovrebbe essere presa nel quadro di una valutazione globale dello stato dell'economia, prendendo come criterio quantitativo principale il livello di attivit&#224; economica nell'Unione o nella zona euro rispetto ai livelli precedenti la crisi (fine del 2019). L'accresciuta incertezza e i forti rischi al ribasso per le prospettive economiche nel contesto della guerra in Europa, i rincari dell'energia senza precedenti e il protrarsi di turbative nelle catene di approvvigionamento giustificano il mantenimento della clausola di salvaguardia generale del patto di stabilit&#224; e crescita per tutto il 2023.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(6)</p></td><td><p>Seguendo l'approccio indicato nella raccomandazione del Consiglio del 18 giugno 2021&#160;<a>(<span>7</span>)</a>, che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilit&#224; 2021 dei Paesi Bassi, la misura migliore per valutare l'orientamento generale della politica di bilancio &#232; attualmente la variazione, in relazione alla crescita potenziale a medio termine, della spesa primaria (al netto delle misure discrezionali sul lato delle entrate, escluse le misure temporanee di emergenza connesse alla crisi COVID-19), ma compresa la spesa finanziata dal sostegno non rimborsabile (sovvenzioni) del dispositivo per la ripresa e la resilienza e altri fondi dell'Unione&#160;<a>(<span>8</span>)</a>. Oltre all'orientamento generale della politica di bilancio, al fine di valutare se la politica di bilancio nazionale sia prudente e la sua composizione favorevole a una ripresa sostenibile in linea con le transizioni verde e digitale, &#232; dedicata particolare attenzione anche all'evoluzione della spesa primaria corrente finanziata a livello nazionale (al netto delle misure discrezionali sul lato delle entrate ed escluse le misure temporanee di emergenza connesse alla crisi COVID-19) e degli investimenti finanziati a livello nazionale&#160;<a>(<span>9</span>)</a>.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(7)</p></td><td><p>Il 2&#160;marzo&#160;2022 la Commissione ha adottato una comunicazione che fornisce orientamenti generali per la politica di bilancio nel 2023 (&#171;orientamenti per la politica di bilancio&#187;), con l'obiettivo di sostenere la&#160;preparazione dei programmi di stabilit&#224; e convergenza degli Stati membri e rafforzare in tal modo il coordinamento delle politiche. Sulla base delle prospettive macroeconomiche risultanti dalle previsioni d'inverno 2022 la Commissione ha osservato che nel 2023 sarebbe appropriato operare una transizione da una politica di bilancio aggregata di sostegno nel 2020-2022 a una politica di bilancio aggregata sostanzialmente neutra, mantenendosi pronti a reagire&#160;all'evoluzione della situazione economica, e ha annunciato che &#232; opportuno continuare a differenziare le raccomandazioni di bilancio per il 2023 tra i vari Stati membri e tenere conto di eventuali effetti di ricaduta transfrontalieri. La Commissione ha invitato gli Stati membri a integrare gli orientamenti nei rispettivi programmi di stabilit&#224; e convergenza. La Commissione si &#232; impegnata a monitorare attentamente l'evoluzione delle prospettive economiche e ad aggiornare secondo le necessit&#224; gli orientamenti politici al pi&#249; tardi nel quadro del pacchetto di primavera del semestre europeo di fine maggio 2022.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(8)</p></td><td><p>A fronte degli orientamenti di bilancio, le raccomandazioni in materia di bilancio per il 2023 tengono conto del peggioramento delle prospettive economiche, dell'accresciuta incertezza e degli ulteriori rischi di revisione al ribasso, nonch&#233; dell'inflazione pi&#249; elevata rispetto a quanto prospettato nelle previsioni della Commissione dell'inverno 2022. Alla luce di tali considerazioni, la risposta di bilancio deve aumentare gli investimenti pubblici per le transizioni verde e digitale e la sicurezza energetica, e sostenere il potere d'acquisto delle famiglie pi&#249; vulnerabili in modo da attenuare le ripercussioni dell'impennata dei prezzi dell'energia e contribuire a limitare le pressioni inflazionistiche derivanti dagli effetti di secondo impatto mediante misure mirate e temporanee. La politica di bilancio deve rimanere agile per adeguarsi al rapido evolvere delle circostanze, comprese le sfide derivanti dalla guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina per quanto concerne la difesa e la sicurezza, e differenziare i vari paesi in funzione della loro situazione economica e di bilancio, anche per quanto riguarda la loro esposizione alla crisi e l'afflusso di sfollati dall'Ucraina.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(9)</p></td><td><p>Il 29 aprile 2022 i Paesi Bassi hanno presentato il loro programma di stabilit&#224; 2022, in linea con l'articolo 4 del regolamento (CE) n.&#160;1466/97. I Paesi Bassi non hanno ancora presentato un programma nazionale di riforma, in quanto tale programma sar&#224; integrato nel piano per la ripresa e la resilienza.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(10)</p></td><td><p>La Commissione ha pubblicato la relazione per paese 2022 relativa ai Paesi Bassi il 23 maggio 2022. Ha valutato i progressi compiuti dai Paesi Bassi nel dare seguito alle raccomandazioni specifiche per paese adottate dal Consiglio nel 2019, nel 2020 e nel 2021, nonch&#233; le fide nuove ed emergenti, comprese quelle derivanti dall'invasione russa dell'Ucraina. Ha valutato quindi i progressi compiuti dai Paesi Bassi nell'attuare il pilastro europeo dei diritti sociali e nel conseguire gli obiettivi principali dell'Unione in materia di occupazione, competenze e riduzione della povert&#224; e gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(11)</p></td><td><p>La Commissione ha effettuato un esame approfondito a norma dell'articolo&#160;5 del regolamento (UE) n.&#160;1176/2011 per i Paesi Bassi e ne ha pubblicato i risultati il 23&#160;maggio 2022. La Commissione ha concluso che i Paesi Bassi presentano squilibri macroeconomici. In particolare le vulnerabilit&#224; riguardano un elevato debito privato e un ampio avanzo delle partite correnti, che hanno rilevanza transfrontaliera.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(12)</p></td><td><p>Nella raccomandazione del 20 luglio 2020&#160;<a>(<span>10</span>)</a>, il Consiglio ha raccomandato ai Paesi Bassi di attuare nel 2020 e nel 2021, in linea con la clausola di salvaguardia generale del patto di stabilit&#224; e crescita, tutte le&#160;misure necessarie per affrontare efficacemente la pandemia di COVID-19 e sostenere l'economia e la successiva ripresa. Ha inoltre raccomandato ai Paesi Bassi, quando le condizioni economiche lo consentano, di perseguire politiche di bilancio volte a conseguire posizioni di bilancio a medio termine prudenti e ad assicurare la sostenibilit&#224; del debito, migliorando nel contempo gli investimenti. Secondo i dati convalidati da Eurostat, il disavanzo delle amministrazioni pubbliche dei Paesi Bassi &#232; sceso dal 3,7&#160;% del PIL nel 2020 al 2,5&#160;% nel 2021. La risposta della politica di bilancio dei Paesi Bassi ha sostenuto la ripresa economica nel 2021, mentre le misure temporanee di sostegno connesse all'emergenza sono state pari al 3,3&#160;% del PIL nel 2020 e nel 2021. Nel 2021 i Paesi Bassi hanno adottato misure in linea con la raccomandazione del Consiglio del 20 luglio 2020. Nel 2020 e nel 2021 il governo ha adottato misure di bilancio discrezionali temporanee o accompagnate da misure di compensazione. Secondo i dati convalidati da Eurostat, il debito delle amministrazioni pubbliche &#232; sceso dal 54,3&#160;% del PIL nel 2020 al 52,1&#160;% del PIL nel 2021.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(13)</p></td><td><p>Lo scenario macroeconomico sul quale si fondano le proiezioni di bilancio del programma di stabilit&#224; 2022 &#232; realistico. Il&#160;governo prevede una crescita del PIL reale del 3,6&#160;% nel 2022 e dell'1,7&#160;% nel 2023. Le previsioni di primavera 2022 della Commissione prospettano una crescita del PIL reale del 3,3&#160;% nel 2022 e dell'1,6&#160;% nel 2023. Nel suo programma di stabilit&#224; 2022 il governo prevede che il disavanzo nominale rimanga al 2,5&#160;% del PIL nel 2022 e scenda al 2,3&#160;% nel 2023. Secondo il programma di stabilit&#224; 2022 il rapporto debito pubblico/PIL &#232; destinato a scendere al 53,1&#160;% nel 2022 e al 52,7&#160;% nel 2023.&#160;Sulla base delle misure politiche note alla data limite delle previsioni, le previsioni di primavera 2022 della Commissione prospettano un disavanzo pubblico per il 2022 e il 2023 pari rispettivamente al 2,7&#160;% e al 2,1&#160;% del PIL. Tali dati sono superiori al disavanzo previsto nel programma di stabilit&#224; 2022 per il 2022, principalmente in quanto il programma di stabilit&#224; 2022 comprendeva soltanto in parte misure adottate in risposta agli elevati prezzi dell'energia, e leggermente inferiori per il 2023, principalmente a causa del minore livello di investimenti fissi lordi e di altre spese previsto dalla Commissione. Le previsioni di primavera 2022 della Commissione prospettano un rapporto debito pubblico/PIL inferiore, pari al 51,4&#160;% nel 2022 e al 50,9&#160;% nel 2023. La differenza &#232; dovuta a una diversa previsione del PIL nominale. Secondo le previsioni di primavera 2022 della Commissione, la crescita del prodotto potenziale a medio termine (media su 10&#160;anni) &#232; stimata all'1,5&#160;%.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(14)</p></td><td><p>Nel 2022 il governo ha gradualmente eliminato la maggior parte delle misure adottate in risposta alla crisi COVID-19, cosicch&#233; le misure temporanee di emergenza sono destinate a passare dal 3,4&#160;% del PIL nel 2021 allo 0,9&#160;% nel 2022. Il disavanzo pubblico risente delle misure adottate per contrastare l'impatto economico e sociale dell'aumento dei prezzi dell'energia che, secondo le previsioni di primavera 2022 della Commissione, sono stimate allo 0,7&#160;% del PIL nel 2022 e destinate ad azzerarsi nel 2023&#160;<a>(<span>11</span>)</a>. Tali misure consistono principalmente in trasferimenti sociali alle famiglie pi&#249; povere e tagli alle imposte indirette sul consumo energetico. Le misure sono state presentate come temporanee ma, nel caso in cui i prezzi dell'energia restassero elevati nel 2023, alcune di esse potrebbero essere prorogate. Una di tali misure non &#232; mirata, in particolare la riduzione delle imposte indirette sul consumo di energia. Il disavanzo pubblico risente anche dei costi per offrire protezione temporanea agli sfollati provenienti dall'Ucraina che, secondo le previsioni di primavera 2022 della Commissione, si attestano allo 0,1&#160;% del PIL nel 2022 e nel 2023&#160;<a>(<span>12</span>)</a>, nonch&#233; dell'aumento della spesa per la difesa pari allo 0,1&#160;% del PIL nel 2023.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(15)</p></td><td><p>Nella sua raccomandazione del 18 giugno 2021 il Consiglio ha raccomandato che nel 2022 i Paesi Bassi perseguano un orientamento della politica di bilancio favorevole, anche grazie all'impulso dato dal dispositivo per la ripresa e la resilienza, e preservino gli investimenti finanziati a livello nazionale. Il Consiglio ha inoltre raccomandato ai Paesi Bassi, quando le condizioni economiche lo consentano, di perseguire una politica di bilancio volta a conseguire posizioni di bilancio prudenti e sostenibilit&#224; a medio termine, incrementando nel contempo gli investimenti per stimolare il potenziale di crescita.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(16)</p></td><td><p>Nel 2022, secondo le previsioni di primavera 2022 della Commissione e includendo le informazioni contenute nel programma di stabilit&#224; 2022 dei Paesi Bassi, l'orientamento della politica di bilancio sar&#224; di sostegno all'economia, pari a &#8211;&#160;2,6&#160;% del PIL, come raccomandato dal Consiglio&#160;<a>(<span>13</span>)</a>. Secondo le proiezioni il contributo positivo all'attivit&#224; economica della spesa finanziata mediante le sovvenzioni a norma del dispositivo per la ripresa e la resilienza e altri fondi dell'Unione rimarr&#224; stabile rispetto al 2021&#160;<a>(<span>14</span>)</a>. Le previsioni indicano che gli investimenti finanziati a livello nazionale porteranno un contributo neutro alla politica di bilancio pari a 0,0 punti percentuali nel 2022&#160;<a>(<span>15</span>)</a>. I Paesi Bassi prevedono pertanto di preservare gli investimenti finanziati a livello nazionale, come raccomandato dal Consiglio. Allo stesso tempo, si prevede che nel 2022 la crescita della spesa primaria corrente finanziata a livello nazionale (al netto delle nuove misure in materia di entrate) porter&#224; un contributo espansivo di 2,0 punti percentuali all'orientamento generale della politica di bilancio. Questo significativo contributo espansivo comprende gli effetti supplementari delle misure volte ad affrontare l'impatto economico e sociale dell'aumento dei prezzi dell'energia (0,7&#160;% del PIL), nonch&#233; i costi per offrire una protezione temporanea agli sfollati provenienti dall'Ucraina (0,1&#160;% del PIL), mentre si&#160;prevede che, tra l'altro, ulteriori misure climatiche destinate a ridurre le emissioni di&#160;gas a effetto serra e a promuovere l'energia sostenibile nonch&#233; le misure nel settore dell'istruzione (riqualificazione e formazione degli insegnanti) contribuiscano rispettivamente per lo 0,3&#160;% e lo 0,2&#160;% del PIL alla crescita della spesa corrente netta.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(17)</p></td><td><p>Le previsioni di primavera 2022 della Commissione prospettano per il 2023 un orientamento di bilancio che si attesta a +&#160;0,5&#160;% del PIL nell'ipotesi di politiche invariate&#160;<a>(<span>16</span>)</a>. Secondo le proiezioni il contributo positivo all'attivit&#224; economica della spesa finanziata mediante le sovvenzioni a norma del dispositivo per la ripresa e la resilienza e altri fondi dell'Unione rimarr&#224; invariato rispetto al 2022. Le previsioni indicano che gli investimenti finanziati a livello nazionale porteranno un contributo espansivo alla politica di bilancio pari a 0,1 punti percentuali nel 2023&#160;<a>(<span>17</span>)</a>. Allo stesso tempo, si prevede che nel 2023 la crescita della spesa primaria corrente finanziata a livello nazionale (al netto delle nuove misure in materia di entrate) porter&#224; un contributo restrittivo di 1,0 punti percentuali all'orientamento generale della politica di bilancio. Ci&#242; comprende l'impatto derivante dall'eliminazione graduale delle misure destinate a far fronte all'aumento dei prezzi dell'energia (0,7&#160;% del PIL).</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(18)</p></td><td><p>Secondo il programma di stabilit&#224; 2022, il disavanzo delle amministrazioni pubbliche scender&#224; gradualmente al 2,5&#160;% del PIL nel 2024 per poi aumentare raggiungendo il 2,9&#160;% entro il 2025. Si prevede pertanto che il disavanzo delle amministrazioni pubbliche rimanga al di sotto del 3&#160;% del PIL nel periodo di riferimento del programma di stabilit&#224; 2022. Tali proiezioni presuppongono alcune ulteriori misure di risanamento di bilancio non ancora specificate. Secondo il programma di stabilit&#224; 2022, il rapporto debito pubblico/PIL &#232; destinato ad aumentare entro il 2025, segnatamente a salire al 53,1&#160;% nel 2024 e quindi ulteriormente al 54,4&#160;% nel 2025. Secondo l'analisi della Commissione i rischi per la sostenibilit&#224; del debito appaiono medi nel medio periodo.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(19)</p></td><td><p>Le distorsioni presenti nel mercato degli alloggi contribuiscono al rapido aumento dei&#160;prezzi delle abitazioni e all'elevato indebitamento delle famiglie, il che rende le famiglie vulnerabili agli shock economici. La crescita dei prezzi delle abitazioni &#232; aumentata nel 2021 con un tasso di crescita annuo del 15&#160;% e vi sono crescenti segnali di sopravvalutazione nel mercato degli alloggi, il che aumenta i rischi e le vulnerabilit&#224;. Sebbene la deducibilit&#224; fiscale degli interessi sui mutui ipotecari venga gradualmente ridotta, tale riduzione &#232; solo parziale, mentre lo sgravio fiscale che consente per i pagamenti dei mutui ipotecari rimane generoso. Insieme a limiti relativamente elevati di prestito (rapporto prestito/valore), tale circostanza continua a contribuire a una marcata distorsione a favore del debito delle famiglie. Allo stesso tempo il mercato delle locazioni private rimane esiguo e poco sviluppato. La&#160;mancanza di un segmento medio ben funzionante sul mercato della locazione incoraggia le famiglie ad acquistare anzich&#233; affittare, il che contribuisce a determinare livelli elevati del rapporto debito/reddito e una vulnerabilit&#224; finanziaria. Le rigidit&#224; sul&#160;lato dell'offerta si aggiungono alle distorsioni del mercato degli alloggi. L'offerta relativamente non elastica di abitazioni aumenta il rischio che le politiche destinate a rendere gli alloggi pi&#249; accessibili finiscano per stimolare la domanda e, in ultima analisi, facciano salire ulteriormente i prezzi delle abitazioni, compromettendo in tal modo l'obiettivo originario delle politiche stesse.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(20)</p></td><td><p>Sebbene il sistema pensionistico funzioni bene per quanto concerne l'adeguatezza delle pensioni e la sostenibilit&#224; di bilancio, il sistema delle pensioni aziendali o professionali (secondo pilastro) presenta svantaggi in termini di equit&#224; intergenerazionale, trasparenza dei diritti pensionistici e flessibilit&#224;. I contributi pensionistici del secondo pilastro sono elevati e potrebbero essere necessari importanti aggiustamenti dei contributi per assorbire gli squilibri negli stati patrimoniali dei fondi pensione. Anche i&#160;consistenti risparmi obbligatori contribuiscono all'avanzo delle partite correnti. Una riforma del sistema pensionistico potrebbe rendere i fondi pensione pi&#249; resilienti agli shock. A seguito di un accordo quadro sui principi generali per la riforma delle pensioni nel 2019, nel giugno 2020 il governo e le parti sociali hanno concordato una nuova struttura contrattuale del secondo pilastro. Nel complesso la riforma prevista mira ad affrontare le principali vulnerabilit&#224; del sistema pensionistico. Le misure legislative destinate ad attuare la riforma delle pensioni concordata saranno discusse e adottate dal parlamento dei Paesi Bassi nel corso del 2022. La sfida principale consister&#224; quindi nell'attuare integralmente la riforma, che dovr&#224; essere attentamente monitorata.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(21)</p></td><td><p>I Paesi Bassi hanno presentato i programmi della politica di coesione previsti dal regolamento (UE) 2021/1060 del Parlamento europeo e del Consiglio&#160;<a>(<span>18</span>)</a> il 22 dicembre 2021, il 23 dicembre 2021 e il 22 marzo 2022. Conformemente al regolamento (UE)&#160;2021/1060, i Paesi Bassi devono tenere conto delle pertinenti raccomandazioni specifiche per paese nella programmazione dei fondi della politica di coesione 2021-2027. Si tratta di un prerequisito per aumentare l'efficacia e massimizzare il valore aggiunto del sostegno finanziario ricevuto dai fondi della politica di coesione, e promuovere nel contempo il coordinamento, la complementarit&#224; e la coerenza tra tali fondi della politica di coesione e altri strumenti e fondi dell'Unione. Il successo dell'attuazione dei programmi di politica di coesione dipende anche dalla correzione delle strozzature che ostacolano gli investimenti a sostegno delle transizioni verde e digitale e di uno sviluppo territoriale equilibrato.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(22)</p></td><td><p>La percentuale di posti di lavoro flessibili rimane elevata e rappresenta una quota considerevole del mercato del lavoro nei Paesi Bassi. Ci&#242; indica un rischio crescente di segmentazione del mercato del lavoro. Il ricorso a tali tipi di occupazione &#232; influenzato in larga misura da fattori istituzionali e da scelte politiche nazionali quali le differenze di trattamento fiscale (per i lavoratori autonomi senza dipendenti), la copertura di previdenziale e le norme in materia di protezione del lavoro. Questi diversi fattori, anche istituzionali, creano notevoli (dis)incentivi finanziari, con effetti particolarmente distorsivi ai margini del mercato del lavoro. La pandemia di COVID-19&#160;ha inoltre messo in luce i rischi di un mercato del lavoro segmentato e la situazione occupazionale e sociale sfavorevole di alcuni gruppi, nonch&#233; le notevoli sfide in termini di accesso a un'adeguata protezione sociale per i lavoratori autonomi che sono pi&#249; spesso sottoassicurati in relazione a malattia, disabilit&#224;, disoccupazione e vecchiaia. Inoltre ulteriori misure volte a chiarire il tipo di rapporto di lavoro dei lavoratori autonomi e l'applicazione delle norme applicabili potrebbero contribuire a ridurre il lavoro autonomo fittizio.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(23)</p></td><td><p>Le carenze di manodopera sono ulteriormente aumentate e si sono generalizzate ulteriormente in tutti i settori, in linea con la ripresa economica generale e la ripresa della domanda di lavoro. Le previsioni per il mercato del lavoro suggeriscono che in futuro questo mercato continuer&#224; a essere teso, in particolare per quanto riguarda l'istruzione, l'assistenza sanitaria, i posti di lavoro in ambito tecnico e il settore delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione. Nel breve periodo si registrano carenze molto elevate anche nel settore delle costruzioni. Il mercato del lavoro teso rischia di ostacolare gli ingenti investimenti necessari nel quadro delle transizioni verde e digitale. Allo stesso tempo vi &#232; manodopera non sfruttata o sottoutilizzata, in particolare alla luce del tasso di occupazione pi&#249; basso per le persone provenienti da un contesto migratorio e dell'elevata percentuale di occupazione a tempo parziale. Incentivare un aumento del numero di ore lavorate dai lavoratori a tempo parziale, molti dei quali sono donne (nel 2021 il 62,5&#160;% delle donne occupate lavorava a tempo parziale), potrebbe ridurre ulteriormente le attuali carenze del mercato del lavoro e il divario retributivo e pensionistico medio di genere. L'attivazione e il miglioramento delle competenze o la riqualificazione delle persone inattive (che non lavorano n&#233; cercano lavoro), di coloro che sono disoccupati di lunga durata e di coloro che si trovano ai margini del mercato del lavoro attraverso azioni mirate e personalizzate potrebbero contribuire ad alleviare le carenze di manodopera e di competenze, promuovendo nel contempo le pari opportunit&#224; e l'inclusione attiva.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(24)</p></td><td><p>In risposta al mandato conferito dai capi di Stato o di governo dell'Unione nella dichiarazione di Versailles, la proposta della Commissione per il piano REPowerEU mira ad azzerare gradualmente ma quanto prima la dipendenza dell'Unione dalle importazioni di combustibili fossili dalla Russia. A tale scopo la Commissione intende identificare, nel dialogo con gli Stati membri, i&#160;progetti, gli investimenti e le riforme pi&#249; idonei a livello regionale, nazionale e dell'Unione. Queste misure sono finalizzate a ridurre la dipendenza complessiva dai combustibili fossili e a porre fine alle importazioni dalla Russia.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(25)</p></td><td><p>La dipendenza dai combustibili fossili &#232; molto elevata. Secondo i dati del 2020&#160;<a>(<span>19</span>)</a>, la dipendenza dalla Russia per quanto concerne i combustibili fossili si attesta agli stessi livelli della media dell'Unione per il carbone (54&#160;%) e il petrolio greggio (26&#160;%), mentre &#232; inferiore per il gas naturale (30&#160;% rispetto al 44&#160;%). Le quote nel mix energetico del petrolio (39&#160;% rispetto al 33&#160;%) e del gas naturale (44&#160;% rispetto al 24&#160;%) sono entrambe superiori alla media dell'Unione, mentre la quota del carbone &#232; inferiore (6&#160;%&#160;rispetto&#160;all'11&#160;%). La dipendenza dai combustibili fossili potrebbe essere complessivamente ridotta aumentando gli investimenti nelle energie rinnovabili e nell'elettrificazione, superando le strozzature infrastrutturali e promuovendo l'efficienza energetica. &#200; fondamentale intensificare gli sforzi per conseguire gli obiettivi dell'Unione in materia di energie rinnovabili per il 2030. I Paesi Bassi sono al quintultimo posto tra gli Stati membri per quota di energia rinnovabile nel consumo finale lordo di energia nel 2020 e presentano uno dei divari maggiori tra la quota di energia rinnovabile del 2020 e gli obiettivi dell'Unione per il 2030 in materia di energia rinnovabile. Sono necessari ulteriori investimenti per aumentare la diffusione delle energie rinnovabili e la capacit&#224; di rete necessaria per trasmettere l'energia rinnovabile dai siti di produzione ai siti di consumo. Lo sviluppo della capacit&#224; di rete &#232; particolarmente importante dato che i vincoli di capacit&#224; nella rete dell'energia elettrica hanno continuato ad aumentare nel 2021, con conseguenti ritardi nell'attuazione dei progetti in materia di energie rinnovabili. Le procedure amministrative per la diffusione della capacit&#224; di energia rinnovabile potrebbero essere ulteriormente semplificate e razionalizzate. Si raccomanda che gli investimenti in nuove infrastrutture e reti per il gas siano, ove possibile, adeguati alle esigenze di domani per favorirne la sostenibilit&#224; a lungo termine mediante futuri processi di riconversione verso combustibili sostenibili. Inoltre l'aumento dell'efficienza energetica offre un'opportunit&#224; efficiente sotto il profilo dei costi per ridurre ulteriormente le emissioni di carbonio e la dipendenza dai combustibili fossili, comprese le importazioni dalla Russia. In particolare vi sono margini di miglioramento per quanto riguarda la ristrutturazione degli edifici e la diffusione delle pompe di calore e del teleriscaldamento nel settore edilizio, nonch&#233; attraverso l'elettrificazione e la fornitura di energia pulita per le industrie ad alta intensit&#224; energetica.</p><p>Sar&#224; necessario accrescere ulteriormente l'ambizione relativamente alla riduzione delle&#160;emissioni di gas a effetto serra e all'aumento delle energie rinnovabili e dell'efficienza energetica per allineare i Paesi Bassi agli obiettivi del pacchetto &#171;Pronti per il 55&#160;%&#187;.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(26)</p></td><td><p>Ulteriori investimenti nelle infrastrutture di trasporto potrebbero contribuire a eliminare le strozzature e a sostenere la mobilit&#224; sostenibile. Le infrastrutture ferroviarie e stradali sono congestionate. La rete ferroviaria dei Paesi Bassi &#232; la pi&#249; utilizzata in Europa. I Paesi Bassi stanno attuando il sistema europeo di gestione del traffico ferroviario per sostenere l'aumento della capacit&#224; della propria rete ferroviaria. Si stima che nel 2019 la congestione stradale, sebbene leggermente inferiore alla media dell'Unione, abbia causato costi pari al 4&#160;% del PIL annuo dei Paesi Bassi. Gli&#160;investimenti nelle infrastrutture per la mobilit&#224; sostenibile possono avere ricadute positive sul mercato unico, data l'importanza dei nodi di trasporto dei Paesi Bassi (porto di Rotterdam, aeroporto di Schiphol) e ridurre ulteriormente l'elevata dipendenza del paese dal petrolio (39&#160;% del mix energetico nel 2020).</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(27)</p></td><td><p>I depositi eccessivi di azoto stanno danneggiando l'ambiente e frenano le costruzioni e le attivit&#224; agricole. Il surplus di azoto &#232; quattro volte superiore alla media dell'Unione, mentre le emissioni di ammoniaca per ettaro sono le pi&#249; elevate in Europa. Il deposito di azoto &#232; troppo elevato per conseguire gli obiettivi in materia di biodiversit&#224;, incide sulla qualit&#224; delle acque e fa s&#236; che i Paesi Bassi superino le soglie della direttiva 91/676/CEE del Consiglio&#160;<a>(<span>20</span>)</a> (direttiva sui nitrati). A seguito di una sentenza del Consiglio di Stato del 2019, il governo dei Paesi Bassi deve intervenire per ridurre i depositi di azoto nelle zone Natura&#160;2000. Per&#160;ridurre ulteriormente i depositi di azoto &#232; necessaria una transizione verso un'agricoltura sostenibile, che richiede investimenti significativi. L'agricoltura &#232; responsabile del 45&#160;% dei depositi di azoto, in particolare a causa dell'allevamento intensivo. Ci&#242; rende i Paesi Bassi lo Stato membro con la pi&#249; alta densit&#224; di bestiame nell'Unione.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(28)</p></td><td><p>Anche se l'accelerazione della transizione verso la neutralit&#224; climatica e l'abbandono dei combustibili fossili genereranno notevoli costi di ristrutturazione in diversi settori, i Paesi Bassi possono avvalersi del meccanismo per una transizione giusta nel contesto della politica di coesione per attenuare l'impatto socioeconomico della transizione nelle regioni maggiormente interessate. I Paesi Bassi possono inoltre avvalersi del Fondo sociale europeo Plus, istituito dal regolamento (UE) 2021/1057 del Parlamento europeo e del Consiglio&#160;<a>(<span>21</span>)</a>, per migliorare le opportunit&#224; occupazionali e rafforzare la coesione sociale.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(29)</p></td><td><p>Alla luce della valutazione della Commissione, il Consiglio ha esaminato il programma di stabilit&#224; 2022 e il suo parere&#160;<a>(<span>22</span>)</a> trova riscontro nella raccomandazione di&#160;cui al punto 1.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(30)</p></td><td><p>Date le strette correlazioni tra le economie degli Stati membri della zona euro e il&#160;loro contributo collettivo al funzionamento dell'Unione economica e monetaria, il&#160;Consiglio ha raccomandato a tali Stati membri di prendere provvedimenti per attuare le raccomandazioni di cui alla raccomandazione 2022 relativa alla zona euro. Per quanto riguarda i Paesi Bassi ci&#242; trova riscontro in particolare nelle raccomandazioni di cui ai&#160;punti 1 e 3.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(31)</p></td><td><p>Alla luce dell'esame approfondito della Commissione e della sua valutazione, il Consiglio ha esaminato il programma di stabilit&#224; 2022. Le sue raccomandazioni a norma dell'articolo 6 del regolamento (UE) n.&#160;1176/2011 trovano riscontro nelle raccomandazioni di cui ai punti 1 e 4. La raccomandazione 1 contribuisce anche all'attuazione della raccomandazione 2022 relativa alla zona euro, in particolare la prima raccomandazione per la zona euro. Le politiche di bilancio e le altre politiche di cui alle raccomandazioni 1 e 4 contribuiscono ad affrontare, tra l'altro, gli squilibri legati all'elevato avanzo delle partite correnti. Le politiche di cui alla raccomandazione&#160;1 contribuiscono altres&#236; a correggere gli squilibri legati all'elevato debito privato,</p></td></tr></tbody></table>
RACCOMANDA ai Paesi Bassi di prendere provvedimenti nel 2022 e nel 2023 al fine di:
1. garantire nel 2023 che la crescita della spesa primaria corrente finanziata a livello nazionale sia in linea con un orientamento della politica complessivamente neutro, tenendo conto del costante sostegno temporaneo e mirato alle famiglie e alle imprese più esposte agli aumenti dei prezzi dell'energia, nonché alle persone in fuga dall'Ucraina; essere pronti ad adeguare la spesa corrente all'evoluzione della situazione; aumentare gli investimenti pubblici per le transizioni verde e digitale e per la sicurezza energetica tenendo conto dell'iniziativa REPowerEU, anche avvalendosi del dispositivo per la ripresa e la resilienza e di altri fondi dell'Unione; perseguire, per il periodo successivo al 2023, una politica di bilancio volta a conseguire posizioni di bilancio a medio termine prudenti; ridurre la distorsione a favore del debito delle famiglie e le distorsioni del mercato degli alloggi, anche sostenendo lo sviluppo del settore della locazione privata e adottando misure destinate ad aumentare l'offerta di alloggi; promulgare e attuare la riforma del sistema pensionistico concordata nel 2019 e nel 2020;
2. concludere rapidamente i negoziati con la Commissione sui documenti di programmazione della politica di coesione per il periodo 2021-2027 al fine di avviare l'attuazione dei programmi;
3. promuovere un'adeguata protezione sociale per i lavoratori autonomi senza dipendenti, contrastare il lavoro autonomo fittizio e ridurre gli incentivi a ricorrere a contratti flessibili o temporanei; affrontare le carenze di manodopera e di competenze, in particolare nei settori dell'assistenza sanitaria, dell'istruzione, dei posti di lavoro in ambito digitale e tecnico e dell'edilizia, anche sfruttando il potenziale di manodopera sottoutilizzato derivante dall'elevata percentuale di occupazione a tempo parziale e dal tasso di occupazione più basso delle persone provenienti da un contesto migratorio; rafforzare le opportunità di miglioramento del livello delle competenze e di riqualificazione, in particolare per coloro che si trovano ai margini del mercato del lavoro e per le persone inattive;
4. ridurre la dipendenza complessiva dai combustibili fossili accelerando la diffusione delle energie rinnovabili, in particolare stimolando gli investimenti complementari nelle infrastrutture di rete e semplificando ulteriormente le procedure di autorizzazione, migliorando l'efficienza energetica, in particolare negli edifici, e accelerando gli investimenti nei trasporti sostenibili e nell'agricoltura sostenibile.
Fatto a Bruxelles, il 12 luglio 2022
Per il Consiglio
Il presidente
Z. STANJURA
( 1 ) GU L 209 del 2.8.1997, pag. 1 .
( 2 ) GU L 306 del 23.11.2011, pag. 25 .
( 3 ) Regolamento (UE) 2021/241 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 febbraio 2021, che istituisce il dispositivo per la ripresa e la resilienza ( GU L 57 del 18.2.2021, pag. 17 ).
( 4 ) Raccomandazione del Consiglio, del 5 aprile 2022, sulla politica economica della zona euro ( GU C 153 del 7.4.2022, pag. 1 ).
( 5 ) Decisione di esecuzione (UE) 2022/382 del Consiglio, del 4 marzo 2022, che accerta l'esistenza di un afflusso massiccio di sfollati dall'Ucraina ai sensi dell'articolo 5 della direttiva 2001/55/CE e che ha come effetto l'introduzione di una protezione temporanea
( GU L 71 del 4.3.2022, pag. 1 ).
<note>
( 6 ) Direttiva 2001/55/CE del Consiglio, del 20 luglio 2001, sulle norme minime per la concessione della protezione temporanea in caso di afflusso massiccio di sfollati e sulla promozione dell'equilibrio degli sforzi tra gli Stati membri che ricevono gli sfollati e subiscono le conseguenze dell'accoglienza degli stessi ( GU L 212 del 7.8.2001, pag. 12 ).
( 7 ) Raccomandazione del Consiglio, del 18 giugno 2021, che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità 2021 dei Paesi Bassi ( GU C 304 del 29.7.2021, pag. 88 ).
( 8 ) Nella presente raccomandazione le stime dell'orientamento di bilancio e delle sue componenti sono stime della Commissione basate sulle ipotesi sottese alle previsioni di primavera 2022 della Commissione. Le stime della Commissione relative alla crescita potenziale a medio termine non comprendono l'impatto positivo delle riforme inserite nel piano per la ripresa e la resilienza, che possono dare impulso alla crescita potenziale.
( 9 ) Non finanziati da sovvenzioni a norma del dispositivo per la ripresa e la resilienza o altri fondi dell'Unione.
( 10 ) Raccomandazione del Consiglio, del 20 luglio 2020, sul programma nazionale di riforma 2020 dei Paesi Bassi e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità 2020 dei Paesi Bassi ( GU C 282 del 26.8.2020, pag. 122 ).
( 11 ) Le cifre rappresentano il livello dei costi annuali di bilancio delle misure adottate dall'autunno 2021, comprese le entrate e le spese correnti nonché, se del caso, le misure di spesa in conto capitale.
( 12 ) Si ritiene che il numero totale di sfollati dall'Ucraina nell'Unione raggiungerà gradualmente i 6 milioni entro la fine del 2022 e la loro distribuzione geografica è stimata in base alle dimensioni delle comunità immigrate esistenti, alla relativa popolazione dello Stato membro ospitante e all'effettiva distribuzione degli sfollati provenienti dall'Ucraina in tutta l'Unione a partire da marzo 2022. Per i costi di bilancio pro capite, le stime si basano sul modello Euromod di microsimulazione del Centro comune di ricerca della Commissione, tenendo conto sia dei trasferimenti di denaro cui le persone potrebbero aver diritto che delle prestazioni in natura quali l'istruzione e l'assistenza sanitaria.
( 13 ) Un segno negativo dell'indicatore corrisponde a un eccesso di crescita della spesa primaria rispetto alla crescita economica a medio termine, il che indica una politica di bilancio espansiva.
( 14 ) Si tratta di proiezioni della Commissione basate su un profilo di spesa lineare. La Commissione non ha ancora ricevuto il piano per la ripresa e la resilienza dei Paesi Bassi.
( 15 ) Secondo le proiezioni l'altra spesa in conto capitale finanziata a livello nazionale darà un contributo espansivo di 0,5 punti percentuali di PIL. Ciò è spiegato in parte dai fondi di investimento messi a disposizione dei comuni per l'attuazione della politica in materia di clima, nonché da finanziamenti aggiuntivi a favore dei giovani.
( 16 ) Un segno positivo dell'indicatore corrisponde a un difetto di crescita della spesa primaria rispetto alla crescita economica a medio termine, il che indica una politica di bilancio restrittiva.
( 17 ) Secondo le proiezioni l'altra spesa in conto capitale finanziata a livello nazionale darà un contributo espansivo di 0,4 punti percentuali di PIL. Ciò è spiegato in parte dai fondi di investimento messi a disposizione dei comuni per l'attuazione della politica in materia di clima, nonché da finanziamenti aggiuntivi a favore dei giovani.
( 18 ) Regolamento (UE) 2021/1060 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 giugno 2021, recante le disposizioni comuni applicabili al Fondo europeo di sviluppo regionale, al Fondo sociale europeo Plus, al Fondo di coesione, al Fondo per una transizione giusta, al Fondo europeo per gli affari marittimi, la pesca e l'acquacoltura, e le regole finanziarie applicabili a tali fondi e al Fondo Asilo, migrazione e integrazione, al Fondo Sicurezza interna e allo Strumento di sostegno finanziario per la gestione delle frontiere e la politica dei visti ( GU L 231 del 30.6.2021, pag. 159 ).
( 19 ) Eurostat (2020), quota delle importazioni dalla Russia rispetto al totale delle importazioni di gas naturale e petrolio greggio. Per la media UE a 27, il totale delle importazioni si basa sulle importazioni dall'esterno dell'UE a 27. Per i Paesi Bassi le importazioni totali comprendono gli scambi intra-UE.
( 20 ) Direttiva 91/676/CEE del Consiglio, del 12 dicembre 1991, relativa alla protezione delle acque dall'inquinamento provocato dai nitrati provenienti da fonti agricole ( GU L 375 del 31.12.1991, pag. 1 ).
( 21 ) Regolamento (UE) 2021/1057 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 giugno 2021, che istituisce il Fondo sociale europeo Plus (FSE+) e che abroga il regolamento (UE) n. 1296/2013 ( GU L 231 del 30.6.2021, pag. 21 ).
( 22 ) A norma dell'articolo 5, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1466/97.
</note>