Document ID: 32016A0702(01)
Language: ITA

<table><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>2.7.2016&#160;&#160;&#160;</p></td><td><p>IT</p></td><td><p>Gazzetta ufficiale dell'Unione europea</p></td><td><p>C 242/1</p></td></tr></tbody></table>
PARERE DELLA COMMISSIONE
del 22 giugno 2016
relativo al piano di smaltimento dei rifiuti radioattivi provenienti dalla disattivazione delle unità 3 e 4 della centrale nucleare di Kozloduy situata in Bulgaria
(Il testo in lingua bulgara è il solo facente fede)
(2016/C 242/01)
La valutazione che segue è stata svolta conformemente alle disposizioni del trattato Euratom e non pregiudica eventuali valutazioni supplementari svolte ai sensi del trattato sul funzionamento dell’Unione europea, né gli obblighi che derivano da detto trattato e dal diritto derivato ( 1 ) .
Il 19 novembre 2015 la Commissione europea ha ricevuto dal governo bulgaro, in conformità dell’articolo 37 del trattato Euratom, i dati generali riguardanti il progetto per lo smaltimento dei rifiuti radioattivi provenienti dalla disattivazione delle unità 3 e 4 della centrale nucleare di Kozloduy.
Sulla base di questi dati e di ulteriori informazioni, chieste dalla Commissione il 14 gennaio 2016 e il 22 febbraio 2016 e trasmesse dalle autorità bulgare il 12 febbraio 2016 e il 4 aprile 2016, dopo aver consultato il gruppo di esperti la Commissione ha formulato il parere qui di seguito riportato:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>1.</p></td><td><p>La distanza tra il sito e il confine pi&#249; vicino con un altro Stato membro, nella fattispecie la Romania, &#232; di 4 km.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>2.</p></td><td><p>Durante le normali operazioni di disattivazione, gli scarichi di effluenti radioattivi liquidi e gassosi non comportano un&#8217;esposizione rilevante sotto il profilo sanitario per la popolazione di un altro Stato membro, tenuto conto dei limiti di dose stabiliti dalle nuove norme fondamentali di sicurezza (direttiva 2013/59/Euratom).</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>3.</p></td><td><p>I rifiuti radioattivi solidi saranno depositati in loco, in attesa della disponibilit&#224; di un deposito nazionale.</p><p>I rifiuti solidi non radioattivi e i materiali residui che soddisfano i livelli di esenzione saranno esonerati dal controllo regolamentare e destinati allo smaltimento come rifiuti convenzionali o al reimpiego o riciclo. Ci&#242; avverr&#224; nel rispetto dei criteri stabiliti dalle nuove norme fondamentali di sicurezza (direttiva 2013/59/Euratom).</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>4.</p></td><td><p>In caso di rilasci non programmati di effluenti radioattivi, a seguito di incidenti del tipo e dell&#8217;entit&#224; previsti nei dati generali, le dosi cui le popolazioni di altri Stati membri potrebbero essere esposte non sarebbero rilevanti sotto il profilo sanitario, tenuto conto dei livelli di riferimento stabiliti dalle nuove norme fondamentali di sicurezza (direttiva 2013/59/Euratom).</p></td></tr></tbody></table>
In conclusione, la Commissione è del parere che l’attuazione del piano di smaltimento dei rifiuti radioattivi, sotto qualsiasi forma, provenienti dalla disattivazione delle unità 3 e 4 della centrale nucleare di Kozloduy situata in Bulgaria, non è tale da comportare, né durante le normali operazioni di disattivazione, né in caso di incidente del tipo e dell’entità previsti nei dati generali, una contaminazione radioattiva rilevante sotto il profilo sanitario, delle acque, del suolo o dell’aria di un altro Stato membro, tenuto conto delle disposizioni stabilite dalle nuove norme fondamentali di sicurezza (direttiva 2013/59/Euratom).
Fatto a Bruxelles, il 22 giugno 2016
Per la Commissione
Miguel ARIAS CAÑETE
Membro della Commissione
<note>
( 1 ) Ad esempio, ai sensi del trattato sul funzionamento dell’Unione europea, gli aspetti ambientali andrebbero ulteriormente esaminati. A titolo indicativo, la Commissione desidera richiamare l’attenzione sulle disposizioni della direttiva 2011/92/UE concernente la valutazione dell’impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati, della direttiva 2001/42/CE concernente la valutazione degli effetti di determinati piani e programmi sull’ambiente, della direttiva 92/43/CEE relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche e della direttiva 2000/60/CE che istituisce un quadro per l’azione comunitaria in materia di acque.
</note>