Document ID: 32015D0285
Language: ITA

<table><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>21.2.2015&#160;&#160;&#160;</p></td><td><p>IT</p></td><td><p>Gazzetta ufficiale dell'Unione europea</p></td><td><p>L 50/13</p></td></tr></tbody></table>
DECISIONE (UE) 2015/285 DEL CONSIGLIO
del 17 febbraio 2015
relativa alla posizione che l'Unione europea deve adottare in sede di Comitato misto SEE, istituito dall'accordo sullo Spazio economico europeo, in merito alla sostituzione del protocollo 4 di detto accordo (Norme di origine) con un nuovo protocollo conforme alla convenzione regionale sulle norme di origine preferenziali paneuromediterranee
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 207, in combinato disposto con l'articolo 218, paragrafo 9,
visto il regolamento (CE) n. 2894/94 del Consiglio, del 28 novembre 1994, relativo ad alcune modalità di applicazione dell'accordo sullo Spazio economico europeo ( 1 ) , in particolare l'articolo 1, paragrafo 3,
vista la proposta della Commissione europea,
considerando quanto segue:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(1)</p></td><td><p>Il protocollo 4 dell'accordo sullo Spazio economico europeo<a>&#160;(<span>2</span>)</a> (&#171;accordo SEE&#187;) riguarda norme di origine.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(2)</p></td><td><p>La convenzione regionale sulle norme di origine preferenziali paneuromediterranee<a>&#160;(<span>3</span>)</a> (&#171;convenzione&#187;) stabilisce disposizioni sull'origine delle merci scambiate nell'ambito dei pertinenti accordi conclusi tra le parti contraenti.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(3)</p></td><td><p>L'Unione europea, la Norvegia e il Liechtenstein hanno firmato la convenzione il 15&#160;giugno 2011 e l'Islanda ha firmato la convenzione il 30&#160;giugno 2011.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(4)</p></td><td><p>L'Unione europea, la Norvegia, l'Islanda e il Liechtenstein hanno depositato i propri strumenti di accettazione presso il depositario della convenzione rispettivamente il 26&#160;marzo 2012, il 9&#160;novembre 2011, il 12&#160;marzo 2012 e il 28&#160;novembre 2011. Di conseguenza, in applicazione del suo articolo&#160;10, paragrafo&#160;3, la convenzione &#232; entrata in vigore per l'Unione europea e per l'Islanda il 1<span>o</span>&#160;maggio 2012 e per la Norvegia e il Liechtenstein il 1<span>o</span>&#160;gennaio 2012.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(5)</p></td><td><p>L'articolo 6 della convenzione prevede che ciascuna parte contraente adotti misure appropriate per garantire un'efficace applicazione della convenzione stessa. Di conseguenza, &#232; opportuno sostituire il protocollo&#160;4 dell'accordo SEE relativo alle norme di origine con un nuovo protocollo che sia in linea con la convenzione e che vi faccia quanto pi&#249; possibile riferimento.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(6)</p></td><td><p>&#200; pertanto opportuno che la posizione dell'Unione europea in sede di Comitato misto SEE si basi sull'allegato progetto di decisione,</p></td></tr></tbody></table>
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
La posizione che l'Unione europea deve adottare in sede di Comitato misto SEE, istituito dall'accordo sullo Spazio economico europeo, in merito alla sostituzione del protocollo 4 (Norme di origine) di detto accordo con un nuovo protocollo che sia conforme alla convenzione regionale sulle norme di origine preferenziali paneuromediterranee si basi sul progetto di decisione del Comitato misto SEE allegato alla presente decisione.
I rappresentanti dell'Unione nel Comitato misto SEE possono concordare modifiche di carattere tecnico del progetto di decisione del Comitato misto SEE senza un'ulteriore decisione del Consiglio.
Articolo 2
La presente decisione entra in vigore il giorno dell'adozione.
Fatto a Bruxelles, il 17 febbraio 2015
Per il Consiglio
Il presidente
J. REIRS
( 1 ) GU L 305 del 30.11.1994, pag. 6 .
( 2 ) GU L 1 del 3.1.1994, pag. 3 .
( 3 ) GU L 54 del 26.2.2013, pag. 4 .
PROGETTO
DECISIONE DEL COMITATO MISTO SEE N. …/2015
che sostituisce il protocollo 4, relativo alle norme di origine, dell'accordo sullo Spazio economico europeo con un nuovo protocollo allineato alla convenzione regionale sulle norme di origine preferenziali paneuromediterranee
IL COMITATO MISTO SEE,
visto l'accordo sullo Spazio economico europeo («accordo SEE»), in particolare l'articolo 98,
considerando quanto segue:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(1)</p></td><td><p>L'articolo 9 dell'accordo SEE fa riferimento al protocollo 4 che stabilisce le norme di origine e prevede il cumulo dell'origine tra l'Unione, la Svizzera (compreso il Liechtenstein), l'Islanda, la Norvegia, la Turchia, le Isole F&#230;r &#216;er e i partecipanti al processo di Barcellona<a>&#160;(<span>1</span>)</a>.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(2)</p></td><td><p>La convenzione regionale sulle norme di origine preferenziali paneuromediterranee<a>&#160;(<span>2</span>)</a> (&#171;convenzione&#187;) stabilisce disposizioni sull'origine delle merci scambiate nell'ambito dei pertinenti accordi conclusi tra le parti contraenti.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(3)</p></td><td><p>L'Unione europea, la Norvegia e il Liechtenstein hanno firmato la convenzione il 15&#160;giugno 2011 e l'Islanda ha firmato la convenzione il 30&#160;giugno 2011.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(4)</p></td><td><p>L'Unione europea, la Norvegia, l'Islanda e il Liechtenstein hanno depositato i propri strumenti di accettazione presso il depositario della convenzione rispettivamente il 26&#160;marzo 2012, il 9&#160;novembre 2011, il 12&#160;marzo 2012 e il 28&#160;novembre 2011. Di conseguenza, in applicazione del suo articolo&#160;10, paragrafo&#160;3, la convenzione &#232; entrata in vigore per l'Unione europea e per l'Islanda il 1<span>o</span>&#160;maggio 2012 e per la Norvegia e il Liechtenstein il 1<span>o</span>&#160;gennaio 2012.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(5)</p></td><td><p>La convenzione comprende i partecipanti al processo di stabilizzazione e di associazione nella zona paneuromediterranea di cumulo dell'origine.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(6)</p></td><td><p>Laddove non avvenga simultaneamente per tutte le parti contraenti all'interno della zona paneuromediterranea di cumulo, la transizione verso la convenzione non dovrebbe condurre a una situazione meno favorevole rispetto a quella esistente in precedenza nel quadro del protocollo&#160;4.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(7)</p></td><td><p>L'articolo 6 della convenzione prevede che ciascuna parte contraente adotti misure appropriate per garantire un'efficace applicazione della convenzione stessa. Di conseguenza, nell'accordo, il protocollo 4 relativo alle norme di origine dovrebbe essere sostituito con un nuovo protocollo allineato alla convenzione.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(8)</p></td><td><p>La decisione del Comitato misto SEE n. XX/2015 che modifica il protocollo&#160;4 (Norme di origine) dell'accordo SEE<a>&#160;(<span>3</span>)</a><a>&#160;(<span>4</span>)</a> prevede disposizioni transitorie per la Croazia in merito all'applicazione delle norme di origine di cui al protocollo&#160;4. Tali norme dovrebbero rimanere in vigore fino al 1<span>o</span>&#160;gennaio 2017,</p></td></tr></tbody></table>
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
1. Il protocollo 4 dell'accordo SEE è sostituito dal testo di cui all'allegato della presente decisione.
2. In deroga al paragrafo 1 del presente articolo, l'articolo 41 del protocollo 4, modificato dalla decisione del Comitato misto SEE n. XX/2015 ( 5 ) , continua ad applicarsi fino al 1 o gennaio 2017.
Articolo 2
La presente decisione entra in vigore il giorno successivo alla sua adozione, a condizione che tutte le notifiche previste dall'articolo 103, paragrafo 1, dell'accordo SEE siano pervenute al Comitato misto SEE ( 6 ) .
Essa si applica a decorrere dal…
Articolo 3
La presente decisione è pubblicata nella sezione SEE e nel supplemento SEE della Gazzetta ufficiale dell'Unione europea .
Fatto a Bruxelles, il […]
Per il Comitato misto SEE
Il presidente
I segretari
del Comitato misto SEE
( 1 ) Algeria, Egitto, Israele, Giordania, Libano, Marocco, Palestina, Siria e Tunisia.
( 2 ) GU L 54 del 26.2.2013, pag. 4 .
( 3 ) Decisione del Comitato misto SEE n. …/2015 del … che modifica il protocollo 4 (Norme di origine) dell'accordo SEE (GU…).
( 4 ) GU: inserire nel testo il numero della decisione del Comitato misto SEE di cui all'allegato al documento st 16970/14.
( 5 ) GU: inserire nel testo il numero della decisione del Comitato misto SEE di cui all'allegato del documento st 16970/14 e completare la nota precedente
( 6 ) [Non è stata comunicata l'esistenza di obblighi costituzionali.] [Comunicata l'esistenza di obblighi costituzionali.]
ALLEGATO
della decisione del Comitato misto SEE n.
« PROTOCOLLO 4
relativo alle norme di origine
INDICE
TITOLO I
DISPOSIZIONI GENERALI
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>Articolo 1</p></td><td>Definizioni</td><td/></tr></tbody></table>
TITOLO II
DEFINIZIONE DELLA NOZIONE DI “PRODOTTI ORIGINARI”
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>Articolo 2</p></td><td>Prescrizioni generali</td><td/></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>Articolo 3</p></td><td>Cumulo diagonale dell'origine</td><td/></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>Articolo 4</p></td><td>Prodotti interamente ottenuti</td><td/></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>Articolo 5</p></td><td>Prodotti sufficientemente lavorati o trasformati</td><td/></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>Articolo 6</p></td><td>Lavorazioni o trasformazioni insufficienti</td><td/></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>Articolo 7</p></td><td>Unit&#224; di riferimento</td><td/></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>Articolo 8</p></td><td>Accessori, pezzi di ricambio e utensili</td><td/></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>Articolo 9</p></td><td>Assortimenti</td><td/></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>Articolo 10</p></td><td>Elementi neutri</td><td/></tr></tbody></table>
TITOLO III
REQUISITI TERRITORIALI
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>Articolo 11</p></td><td>Principio di territorialit&#224;</td><td/></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>Articolo 12</p></td><td>Trasporto diretto</td><td/></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>Articolo 13</p></td><td>Esposizioni</td><td/></tr></tbody></table>
TITOLO IV
RESTITUZIONE O ESENZIONE
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>Articolo 14</p></td><td>Divieto di restituzione dei dazi doganali o di esenzione da tali dazi</td><td/></tr></tbody></table>
TITOLO V
PROVA DELL'ORIGINE
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>Articolo 15</p></td><td>Prescrizioni generali</td><td/></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>Articolo 16</p></td><td>Procedura di rilascio dei certificati di circolazione delle merci EUR.1 o EUR-MED</td><td/></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>Articolo 17</p></td><td>Rilascio a posteriori dei certificati di circolazione delle merci EUR.1 o EUR-MED</td><td/></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>Articolo 18</p></td><td>Rilascio di un duplicato del certificato di circolazione delle merci EUR.1 o EUR-MED</td><td/></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>Articolo 19</p></td><td>Rilascio dei certificati di circolazione delle merci EUR.1 o EUR-MED sulla base di una prova dell'origine rilasciata o compilata in precedenza</td><td/></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>Articolo 20</p></td><td>Separazione contabile</td><td/></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>Articolo 21</p></td><td>Condizioni per la compilazione di una dichiarazione di origine o di una dichiarazione di origine EUR-MED</td><td/></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>Articolo 22</p></td><td>Esportatore autorizzato</td><td/></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>Articolo 23</p></td><td>Validit&#224; della prova dell'origine</td><td/></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>Articolo 24</p></td><td>Presentazione della prova dell'origine</td><td/></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>Articolo 25</p></td><td>Importazioni con spedizioni scaglionate</td><td/></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>Articolo 26</p></td><td>Esonero dalla prova dell'origine</td><td/></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>Articolo 27</p></td><td>Dichiarazione del fornitore</td><td/></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>Articolo 28</p></td><td>Documenti giustificativi</td><td/></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>Articolo 29</p></td><td>Conservazione delle prove dell'origine, delle dichiarazioni del fornitore e dei documenti giustificativi</td><td/></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>Articolo 30</p></td><td>Discordanze ed errori formali</td><td/></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>Articolo 31</p></td><td>Importi espressi in euro</td><td/></tr></tbody></table>
TITOLO VI
METODI DI COOPERAZIONE AMMINISTRATIVA
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>Articolo 32</p></td><td>Cooperazione amministrativa</td><td/></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>Articolo 33</p></td><td>Verifica delle prove dell'origine</td><td/></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>Articolo 34</p></td><td>Verifica delle dichiarazioni del fornitore</td><td/></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>Articolo 35</p></td><td>Composizione delle controversie</td><td/></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>Articolo 36</p></td><td>Sanzioni</td><td/></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>Articolo 37</p></td><td>Zone franche</td><td/></tr></tbody></table>
TITOLO VII
CEUTA E MELILLA
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>Articolo 38</p></td><td>Applicazione del protocollo</td><td/></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>Articolo 39</p></td><td>Condizioni speciali</td><td/></tr></tbody></table>
ELENCO DEGLI ALLEGATI
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>Allegato I:</p></td><td>Note introduttive all'elenco dell'allegato II</td><td/></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>Allegato II:</p></td><td>Elenco delle lavorazioni o trasformazioni a cui devono essere sottoposti i materiali non originari affinch&#233; il prodotto trasformato possa avere il carattere di prodotto originario</td><td/></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>Allegato IIIa:</p></td><td>Modello del certificato di circolazione delle merci EUR.1 e della domanda di certificato di circolazione delle merci EUR.1</td><td/></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>Allegato IIIb:</p></td><td>Modello del certificato di circolazione delle merci EUR-MED e della domanda di certificato di circolazione delle merci EUR-MED</td><td/></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>Allegato IVa:</p></td><td>Testo della dichiarazione di origine</td><td/></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>Allegato IVb:</p></td><td>Testo della dichiarazione di origine EUR-MED</td><td/></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>Allegato V:</p></td><td>Facsimile della dichiarazione del fornitore</td><td/></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>Allegato VI:</p></td><td>Facsimile della dichiarazione a lungo termine del fornitore</td><td/></tr></tbody></table>
DICHIARAZIONI COMUNI
Dichiarazione comune relativa all'accettazione delle prove dell'origine rilasciate nel contesto degli accordi di cui all'articolo 3 del protocollo 4 per prodotti originari dell'Unione europea, dell'Islanda o della Norvegia
Dichiarazione comune relativa al Principato di Andorra
Dichiarazione comune relativa alla Repubblica di San Marino
Dichiarazione comune relativa al recesso di una parte contraente dalla convenzione regionale sulle norme di origine preferenziali paneuromediterranee
TITOLO I
DISPOSIZIONI GENERALI
Articolo 1
Definizioni
Ai fini del presente protocollo si intende per:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>a)</p></td><td><p>&#8220;fabbricazione&#8221;, qualsiasi tipo di lavorazione o trasformazione, compresi il montaggio e le operazioni specifiche;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>b)</p></td><td><p>&#8220;materiale&#8221;, qualsiasi ingrediente, materia prima, componente o parte ecc., impiegati nella fabbricazione del prodotto;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>c)</p></td><td><p>&#8220;prodotto&#8221;, il prodotto che viene fabbricato, anche se esso &#232; destinato ad essere successivamente impiegato in un'altra operazione di fabbricazione;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>d)</p></td><td><p>&#8220;merci&#8221;, sia i materiali che i prodotti;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>e)</p></td><td><p>&#8220;valore in dogana&#8221;, il valore determinato conformemente all'accordo del&#160;1994 relativo all'applicazione dell'articolo&#160;VII dell'Accordo generale sulle tariffe doganali e sul commercio (accordo OMC sul valore in dogana);</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>f)</p></td><td><p>&#8220;prezzo franco fabbrica&#8221;, il prezzo franco fabbrica pagato nel SEE per il prodotto al fabbricante nel cui stabilimento &#232; stata effettuata l'ultima lavorazione o trasformazione, a condizione che esso comprenda il valore di tutti i materiali utilizzati, previa detrazione di eventuali imposte interne che siano o possano essere rimborsate al momento dell'esportazione del prodotto ottenuto;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>g)</p></td><td><p>&#8220;valore dei materiali&#8221;, il valore in dogana al momento dell'importazione dei materiali non originari impiegati o, qualora tale valore non sia noto n&#233; verificabile, il primo prezzo verificabile pagato per detti materiali nel SEE;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>h)</p></td><td><p>&#8220;valore dei materiali originari&#8221;, il valore di detti materiali definito, mutatis mutandis, alla lettera&#160;g);</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>i)</p></td><td><p>&#8220;valore aggiunto&#8221;, la differenza tra il prezzo franco fabbrica e il valore in dogana di ciascuno dei materiali utilizzati originari degli altri paesi di cui all'articolo&#160;3 con cui si applica il cumulo oppure, se il valore in dogana non &#232; noto o non pu&#242; essere stabilito, il primo prezzo verificabile corrisposto per i materiali nel SEE;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>j)</p></td><td><p>&#8220;capitoli&#8221; e &#8220;voci&#8221;, i capitoli e le voci (codici a quattro cifre) utilizzati nella nomenclatura che costituisce il sistema armonizzato di designazione e di codificazione delle merci, denominato nel presente protocollo &#8220;sistema armonizzato&#8221; o&#160;&#8220;SA&#8221;;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>k)</p></td><td><p>&#8220;classificato&#8221;, il riferimento alla classificazione di un prodotto o di un materiale in una determinata voce;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>l)</p></td><td><p>&#8220;spedizione&#8221;, i prodotti spediti contemporaneamente da un esportatore a un destinatario ovvero accompagnati da un unico titolo di trasporto che copra il loro invio dall'esportatore al destinatario o, in mancanza di tale documento, da un'unica fattura;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>m)</p></td><td><p>&#8220;territori&#8221;, comprensivi delle acque territoriali.</p></td></tr></tbody></table>
TITOLO II
DEFINIZIONE DELLA NOZIONE DI “PRODOTTI ORIGINARI”
Articolo 2
Prescrizioni generali
1. Ai fini dell'applicazione dell'accordo, si considerano prodotti originari del SEE:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>a)</p></td><td><p>i prodotti interamente ottenuti nel SEE ai sensi dell'articolo 4;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>b)</p></td><td><p>i prodotti ottenuti nel SEE utilizzando materiali non interamente ottenuti sul suo territorio, a condizione che detti materiali siano stati oggetto nel SEE di lavorazioni o trasformazioni sufficienti ai sensi dell'articolo&#160;5.</p></td></tr></tbody></table>
A tal fine, i territori delle parti contraenti alle quali si applica l'accordo vengono considerati come un unico territorio.
2. Fatto salvo il paragrafo 1, il territorio del Principato del Liechtenstein viene escluso da quello del SEE al fine di determinare l'origine dei prodotti di cui alle tabelle I e II del protocollo 3. Tali prodotti vengono considerati come originari del SEE soltanto se sono stati ottenuti interamente o lavorati in maniera sufficiente nei territori delle altre parti contraenti.
Articolo 3
Cumulo diagonale dell'origine
1. Fatto salvo l'articolo 2, sono considerati originari del SEE i prodotti fabbricati al suo interno utilizzando materiali originari della Svizzera (compreso il Liechtenstein) ( 1 ) , dell'Islanda, della Norvegia, delle Isole Fær Øer, della Turchia, dell'Unione europea o di qualsiasi paese coinvolto nel processo di stabilizzazione e di associazione dell'Unione europea ( 2 ) , a condizione che tali materiali siano stati sottoposti ad altre lavorazioni o trasformazioni, oltre a quelle di cui all'articolo 6, all'interno del SEE. Non è necessario a tal fine che tali materiali siano stati oggetto di lavorazioni o trasformazioni sufficienti.
2. Fatto salvo l'articolo 2, sono considerati originari del SEE i prodotti fabbricati al suo interno utilizzando materiali originari di un qualsiasi paese del partenariato euromediterraneo in base alla dichiarazione di Barcellona adottata in occasione della conferenza euromediterranea del 27 e 28 novembre 1995, esclusa la Turchia ( 3 ) , a condizione che tali materiali siano stati sottoposti ad altre operazioni, oltre a quelle di cui all'articolo 6, all'interno del SEE. Non è necessario a tal fine che tali materiali siano stati oggetto di lavorazioni o trasformazioni sufficienti.
3. Quando le lavorazioni o le trasformazioni effettuate all'interno del SEE non vanno oltre le operazioni di cui all'articolo 6, il prodotto ottenuto è considerato originario del SEE soltanto se il valore aggiunto è superiore al valore dei materiali utilizzati originari di uno degli altri paesi di cui ai paragrafi 1 e 2. In caso contrario, il prodotto ottenuto è considerato originario del paese che ha conferito il maggior valore di materiali originari utilizzati in occasione della fabbricazione nel SEE.
4. I prodotti originari di uno dei paesi di cui ai paragrafi 1 e 2 che non sono sottoposti ad alcuna lavorazione o trasformazione nel SEE conservano la loro origine quando vengono esportati in uno di questi paesi.
5. Il cumulo di cui al presente articolo può essere applicato soltanto a condizione che:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>a)</p></td><td><p>un accordo commerciale preferenziale ai sensi dell'articolo&#160;XXIV dell'Accordo generale sulle tariffe doganali e sul commercio (GATT) sia in vigore tra i paesi coinvolti nell'acquisizione del carattere originario e il paese di destinazione;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>b)</p></td><td><p>i materiali e i prodotti abbiano acquisito il carattere originario con l'applicazione di norme di origine identiche a quelle previste dal presente protocollo;</p><p>e</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>c)</p></td><td><p>siano stati pubblicati nella<span>Gazzetta ufficiale dell'Unione europea</span> (serie&#160;C) e nelle altre parti contraenti, secondo le loro procedure, avvisi da cui risulti che sono soddisfatti i requisiti necessari per l'applicazione del cumulo.</p></td></tr></tbody></table>
Il cumulo di cui al presente articolo si applica dalla data indicata nell'avviso pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie C).
L'Unione europea fornisce alle altre parti contraenti, per il tramite della Commissione europea, informazioni dettagliate sugli accordi, comprese le date di entrata in vigore, e sulle norme di origine corrispondenti, applicati agli altri paesi di cui ai paragrafi 1 e 2.
Articolo 4
Prodotti interamente ottenuti
1. Si considerano “interamente ottenuti” nel SEE:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>a)</p></td><td><p>i prodotti minerari estratti dal suo suolo o dal suo fondo marino;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>b)</p></td><td><p>i prodotti del regno vegetale ivi raccolti;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>c)</p></td><td><p>gli animali vivi, ivi nati e allevati;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>d)</p></td><td><p>i prodotti ottenuti da animali vivi ivi allevati;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>e)</p></td><td><p>i prodotti della caccia o della pesca ivi praticate;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>f)</p></td><td><p>i prodotti della pesca marittima e altri prodotti estratti dal mare, al di fuori delle acque territoriali delle parti contraenti, dalle loro navi;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>g)</p></td><td><p>i prodotti ottenuti a bordo delle loro navi officina, esclusivamente a partire dai prodotti di cui alla lettera&#160;f);</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>h)</p></td><td><p>gli articoli usati, a condizione che siano ivi raccolti e possano servire soltanto al recupero delle materie prime, compresi gli pneumatici usati che possono servire solo per la rigenerazione o essere utilizzati come cascami;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>i)</p></td><td><p>gli scarti e i residui provenienti da operazioni di produzione ivi effettuate;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>j)</p></td><td><p>i prodotti estratti dal suolo o dal sottosuolo marino al di fuori delle loro acque territoriali, purch&#233; abbiano diritti esclusivi per lo sfruttamento di detto suolo o sottosuolo;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>k)</p></td><td><p>le merci ivi ottenute esclusivamente a partire dai prodotti di cui alle lettere da a) a j).</p></td></tr></tbody></table>
2. Le espressioni “loro navi” e “loro navi officina” di cui al paragrafo 1, lettere f) e g), si applicano soltanto nei confronti delle navi e delle navi officina:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>a)</p></td><td><p>che sono immatricolate o registrate in uno Stato membro dell'Unione europea o in uno Stato EFTA;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>b)</p></td><td><p>che battono bandiera di uno Stato membro dell'Unione europea o di uno Stato EFTA;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>c)</p></td><td><p>che appartengono, in misura non inferiore al 50 %, a cittadini di Stati membri dell'Unione europea o di Stati EFTA, o ad una societ&#224; la cui sede principale &#232; situata in uno di tali Stati, di cui il dirigente o i dirigenti, il presidente del consiglio di amministrazione o di vigilanza e la maggioranza dei membri di tali consigli sono cittadini di Stati membri dell'Unione europea o di Stati EFTA e di cui, inoltre, per quanto riguarda le societ&#224; di persone o le societ&#224; a responsabilit&#224; limitata, almeno met&#224; del capitale appartiene a tali Stati o a enti pubblici o cittadini di detti Stati;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>d)</p></td><td><p>il cui comandante e i cui ufficiali sono cittadini di Stati membri dell'Unione europea o di Stati EFTA;</p><p>e</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>e)</p></td><td><p>il cui equipaggio &#232; composto, almeno per il 75 %, da cittadini di Stati membri dell'Unione europea o di Stati EFTA.</p></td></tr></tbody></table>
Articolo 5
Prodotti sufficientemente lavorati o trasformati
1. Ai fini dell'articolo 2, i prodotti che non sono interamente ottenuti si considerano sufficientemente lavorati o trasformati quando sono soddisfatte le condizioni stabilite nell'elenco dell'allegato II.
Dette condizioni stabiliscono, per tutti i prodotti contemplati dal presente accordo, la lavorazione o la trasformazione cui devono essere sottoposti i materiali non originari impiegati nella fabbricazione, e si applicano solo a detti materiali. Ne consegue pertanto che, se un prodotto che ha acquisito il carattere originario perché soddisfa le condizioni indicate nell'elenco è impiegato nella fabbricazione di un altro prodotto, le condizioni applicabili al prodotto in cui esso è incorporato non gli si applicano e non si tiene alcun conto dei materiali non originari eventualmente impiegati nella sua fabbricazione.
2. In deroga al paragrafo 1, i materiali non originari che, in base alle condizioni indicate nell'elenco dell'allegato II, non dovrebbero essere utilizzati nella fabbricazione di un prodotto possono essere ugualmente utilizzati purché:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>a)</p></td><td><p>il loro valore totale non superi il 10 % del prezzo franco fabbrica del prodotto;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>b)</p></td><td><p>in virt&#249; del presente paragrafo non si superi alcuna delle percentuali indicate nell'elenco relativo al valore massimo dei materiali non originari.</p></td></tr></tbody></table>
Il presente paragrafo non si applica ai prodotti contemplati dai capitoli da 50 a 63 del sistema armonizzato.
3. I paragrafi 1 e 2 si applicano fatte salve le disposizioni dell'articolo 6.
Articolo 6
Lavorazioni o trasformazioni insufficienti
1. Fatto salvo il disposto del paragrafo 2, si considerano insufficienti a conferire il carattere originario, indipendentemente dal rispetto dei requisiti dell'articolo 5, le seguenti lavorazioni o trasformazioni:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>a)</p></td><td><p>le operazioni di conservazione destinate ad assicurare che i prodotti si conservino in buone condizioni durante il trasporto e il magazzinaggio;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>b)</p></td><td><p>la suddivisione e la riunione di imballaggi;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>c)</p></td><td><p>il lavaggio, la pulitura; la rimozione di polvere, ossido, olio, pittura o altri rivestimenti;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>d)</p></td><td><p>la stiratura o la pressatura di prodotti tessili;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>e)</p></td><td><p>semplici operazioni di pittura e lucidatura;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>f)</p></td><td><p>la mondatura, l'imbianchimento parziale o totale, la pulitura e la brillatura di cereali e riso;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>g)</p></td><td><p>le operazioni per colorare lo zucchero o formare zollette di zucchero;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>h)</p></td><td><p>la sbucciatura, lo snocciolatura e la sgusciatura di frutta, frutta a guscio e verdura;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>i)</p></td><td><p>l'affilatura, la semplice frantumazione o il semplice taglio;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>j)</p></td><td><p>il vaglio, la cernita, la selezione, la classificazione, la gradazione, l'assortimento (ivi compresa la costituzione di assortimenti di articoli);</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>k)</p></td><td><p>semplici operazioni di inserimento in bottiglie, lattine, boccette, borse, casse o scatole, o di fissaggio a supporti di cartone o su tavolette, e ogni altra semplice operazione di condizionamento;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>l)</p></td><td><p>l'apposizione o la stampa di marchi, etichette, logo o altri analoghi segni distintivi sui prodotti o sui loro imballaggi;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>m)</p></td><td><p>la semplice miscela di prodotti anche di specie diverse;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>n)</p></td><td><p>la miscela dello zucchero con qualsiasi sostanza;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>o)</p></td><td><p>il semplice assemblaggio di parti di articoli allo scopo di formare un articolo completo o lo smontaggio di prodotti in parti;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>p)</p></td><td><p>il cumulo di due o pi&#249; operazioni di cui alle lettere da a) a o);</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>q)</p></td><td><p>la macellazione di animali.</p></td></tr></tbody></table>
2. Nel determinare se la lavorazione o trasformazione cui è stato sottoposto un determinato prodotto debba essere considerata insufficiente ai sensi del paragrafo 1, si tiene complessivamente conto di tutte le operazioni eseguite nel SEE su quel prodotto.
Articolo 7
Unità di riferimento
1. L'unità di riferimento per l'applicazione delle disposizioni del presente protocollo è lo specifico prodotto adottato come unità di base per determinare la classificazione secondo la nomenclatura del sistema armonizzato.
Ne consegue che:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>a)</p></td><td><p>quando un prodotto composto da un gruppo o da un insieme di articoli &#232; classificato, secondo il sistema armonizzato, in un'unica voce, l'intero complesso costituisce l'unit&#224; di riferimento;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>b)</p></td><td><p>quando una spedizione consiste in un certo numero di prodotti fra loro identici, classificati nella medesima voce del sistema armonizzato, ogni prodotto va considerato singolarmente nell'applicare le disposizioni del presente protocollo.</p></td></tr></tbody></table>
2. Ogniqualvolta, conformemente alla regola generale 5 del sistema armonizzato, si considera che l'imballaggio formi un tutto unico con il prodotto ai fini della classificazione, detto imballaggio viene preso in considerazione anche per la determinazione dell'origine.
Articolo 8
Accessori, pezzi di ricambio e utensili
Gli accessori, i pezzi di ricambio e gli utensili che vengono consegnati con un'attrezzatura, una macchina, un apparecchio o un veicolo, che fanno parte del suo normale equipaggiamento e il cui prezzo è compreso nel prezzo di questi ultimi o che non sono fatturati separatamente, si considerano un tutto unico con l'attrezzatura, la macchina, l'apparecchio o il veicolo in questione.
Articolo 9
Assortimenti
Gli assortimenti, definiti ai sensi della regola generale 3 del sistema armonizzato, si considerano originari a condizione che tutti i prodotti che li compongono siano originari. Tuttavia, un assortimento composto di prodotti originari e non originari è considerato originario nel suo insieme a condizione che il valore dei prodotti non originari non superi il 15 % del prezzo franco fabbrica dell'assortimento.
Articolo 10
Elementi neutri
Per determinare se un prodotto è originario, non occorre determinare l'origine dei seguenti elementi eventualmente utilizzati per la sua fabbricazione:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>a)</p></td><td><p>energia e combustibili;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>b)</p></td><td><p>impianti e attrezzature;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>c)</p></td><td><p>macchine e utensili;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>d)</p></td><td><p>merci che non entrano, n&#233; sono destinate a entrare, nella composizione finale dello stesso.</p></td></tr></tbody></table>
TITOLO III
REQUISITI TERRITORIALI
Articolo 11
Principio di territorialità
1. Le condizioni enunciate al titolo II relative all'acquisizione del carattere di prodotto originario devono essere rispettate senza interruzione nel SEE, fatto salvo il disposto dell'articolo 3 e del paragrafo 3 del presente articolo.
2. Fatto salvo l'articolo 3, le merci originarie esportate dal SEE verso un altro paese e successivamente reimportate nel SEE devono essere considerate non originarie, a meno che non si fornisca alle autorità doganali la prova soddisfacente:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>a)</p></td><td><p>che le merci reimportate sono le stesse merci che erano state esportate;</p><p>e</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>b)</p></td><td><p>che esse non sono state sottoposte ad alcuna operazione oltre a quelle necessarie per conservarle in buono stato durante la loro permanenza nel paese in questione o nel corso dell'esportazione.</p></td></tr></tbody></table>
3. L'acquisizione del carattere di prodotto originario alle condizioni enunciate al titolo II non è condizionata da una lavorazione o trasformazione effettuata al di fuori del SEE sui materiali esportati dal SEE e successivamente reimportati, purché:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>a)</p></td><td><p>i suddetti materiali siano interamente ottenuti nel SEE o siano stati sottoposti a lavorazioni o trasformazioni che vanno oltre le operazioni di cui all'articolo&#160;6 prima della loro esportazione;</p><p>e</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>b)</p></td><td><p>si possa dimostrare alle autorit&#224; doganali che:</p><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>i)</p></td><td><p>le merci reimportate derivano dalla lavorazione o dalla trasformazione dei materiali esportati;</p><p>e</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>ii)</p></td><td><p>il valore aggiunto totale acquisito al di fuori del SEE in conseguenza dell'applicazione del presente articolo non supera il&#160;10 % del prezzo franco fabbrica del prodotto finale per il quale si chiede il riconoscimento del carattere originario.</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table>
4. Ai fini dell'applicazione del paragrafo 3, le condizioni necessarie per acquisire il carattere di prodotto originario enunciate al titolo II non si applicano alle lavorazioni o trasformazioni effettuate al di fuori del SEE. Tuttavia, se all'elenco dell'allegato II si applica una norma che fissa il valore massimo di tutti i materiali non originari utilizzati per la determinazione del carattere originario del prodotto finale, il valore totale dei materiali non originari utilizzati nel territorio della parte interessata e il valore aggiunto totale acquisito al di fuori del SEE in applicazione del presente articolo non superano la percentuale indicata.
5. Ai fini dell'applicazione dei paragrafi 3 e 4, per “valore aggiunto totale” si intendono tutti i costi accumulati al di fuori del SEE, compreso il valore dei materiali aggiunti.
6. I paragrafi 3 e 4 non si applicano ai prodotti che non soddisfano le condizioni enunciate nell'elenco dell'allegato II e che si possono considerare sufficientemente lavorati o trasformati soltanto in applicazione della tolleranza generale di cui all'articolo 5, paragrafo 2.
7. I paragrafi 3 e 4 non si applicano ai prodotti di cui ai capitoli da 50 a 63 del sistema armonizzato.
8. Le lavorazioni o trasformazioni di cui al presente articolo effettuate al di fuori del SEE sono realizzate in regime di perfezionamento passivo o nell'ambito di un sistema analogo.
Articolo 12
Trasporto diretto
1. Il trattamento preferenziale previsto dall'accordo si applica unicamente ai prodotti che soddisfano i requisiti del presente protocollo trasportati direttamente all'interno del SEE o attraverso i territori dei paesi di cui all'articolo 3 con cui è applicabile il cumulo. Tuttavia, il trasporto dei prodotti in una sola spedizione non frazionata può effettuarsi con attraversamento di altri territori, all'occorrenza con trasbordo o deposito temporaneo in tali territori, a condizione che i prodotti rimangano sotto la sorveglianza delle autorità doganali dello Stato di transito o di deposito e non vi subiscano altre operazioni a parte lo scarico e il ricarico o le operazioni destinate a garantirne la conservazione in buono stato.
I prodotti originari possono essere trasportati mediante tubazioni attraverso territori diversi da quelli del SEE.
2. La prova che sono state soddisfatte le condizioni di cui al paragrafo 1 è fornita alle autorità doganali del paese importatore presentando:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>a)</p></td><td><p>un titolo di trasporto unico per il passaggio dal paese di esportazione fino all'uscita dal paese di transito; oppure</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>b)</p></td><td><p>un certificato rilasciato dalle autorit&#224; doganali del paese di transito contenente:</p><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>i)</p></td><td><p>un'esatta descrizione dei prodotti;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>ii)</p></td><td><p>la data di scarico e ricarico dei prodotti e, se del caso, il nome delle navi o degli altri mezzi di trasporto utilizzati;</p><p>e</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>iii)</p></td><td><p>la certificazione delle condizioni in cui &#232; avvenuta la sosta delle merci nel paese di transito, oppure</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>c)</p></td><td><p>in mancanza di questi documenti, qualsiasi documento giustificativo.</p></td></tr></tbody></table>
Articolo 13
Esposizioni
1. I prodotti originari spediti per un'esposizione in un paese diverso da quelli di cui all'articolo 3 con cui è applicabile il cumulo e venduti, dopo l'esposizione, per essere importati nel SEE beneficiano, all'importazione, delle disposizioni dell'accordo, purché sia fornita alle autorità doganali la prova soddisfacente che:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>a)</p></td><td><p>un esportatore ha spedito detti prodotti da una delle parti contraenti nel paese dell'esposizione e ve li ha esposti;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>b)</p></td><td><p>l'esportatore ha venduto o ceduto i prodotti a una persona in un'altra parte contraente;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>c)</p></td><td><p>i prodotti sono stati spediti nel corso dell'esposizione o subito dopo, nello stato in cui erano stati inviati per l'esposizione;</p><p>e</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>d)</p></td><td><p>dal momento in cui sono stati spediti per l'esposizione, i prodotti non sono stati utilizzati per scopi diversi dalla presentazione all'esposizione stessa.</p></td></tr></tbody></table>
2. Alle autorità doganali del paese d'importazione viene presentata, secondo le normali procedure, una prova dell'origine rilasciata o compilata conformemente alle disposizioni del titolo V, con l'indicazione della denominazione e dell'indirizzo dell'esposizione. All'occorrenza, può essere richiesta un'ulteriore prova documentale delle condizioni in cui sono stati esposti i prodotti.
3. Il paragrafo 1 si applica a tutte le esposizioni, fiere o manifestazioni pubbliche analoghe di natura commerciale, industriale, agricola o artigianale, diverse da quelle organizzate a fini privati in negozi o locali commerciali per la vendita di prodotti stranieri, durante le quali i prodotti rimangono sotto il controllo della dogana.
TITOLO IV
RESTITUZIONE O ESENZIONE
Articolo 14
Divieto di restituzione dei dazi doganali o di esenzione da tali dazi
1. I materiali non originari utilizzati nella fabbricazione di prodotti originari del SEE o di uno dei paesi di cui all'articolo 3, per i quali viene rilasciata o compilata una prova dell'origine conformemente alle disposizioni del titolo V, non sono soggetti, in nessuna delle parti contraenti, ad alcun tipo di restituzione dei dazi doganali o di esenzione da tali dazi.
2. Il divieto di cui al paragrafo 1 si applica a tutti gli accordi relativi a rimborsi, sgravi o mancati pagamenti, parziali o totali, di dazi doganali od oneri di effetto equivalente applicabili in una qualsiasi delle parti contraenti ai materiali utilizzati nella fabbricazione, qualora tali rimborsi, sgravi o mancati pagamenti si applichino, espressamente o di fatto, quando i prodotti ottenuti da detti materiali sono esportati, ma non quando sono destinati al consumo interno.
3. L'esportatore di prodotti coperti da una prova dell'origine è pronto a presentare in qualsiasi momento, su richiesta dell'autorità doganale, tutti i documenti atti a comprovare che non è stata ottenuta alcuna restituzione per quanto riguarda i materiali non originari utilizzati nella fabbricazione dei prodotti in questione e che tutti i dazi doganali o gli oneri di effetto equivalente applicabili a tali materiali sono stati effettivamente pagati.
4. Le disposizioni dei paragrafi da 1 a 3 si applicano anche agli imballaggi definiti a norma dell'articolo 7, paragrafo 2, agli accessori, ai pezzi di ricambio e agli utensili definiti a norma dell'articolo 8 e ai prodotti degli assortimenti definiti a norma dell'articolo 9, se tali articoli sono non originari.
5. Le disposizioni dei paragrafi da 1 a 4 si applicano unicamente ai materiali dei tipi cui si applica l'accordo. Inoltre, esse non escludono l'applicazione di un sistema di rimborso all'esportazione per quanto riguarda i prodotti agricoli, applicabile all'esportazione conformemente alle disposizioni dell'accordo.
TITOLO V
PROVA DELL'ORIGINE
Articolo 15
Prescrizioni generali
1. I prodotti originari, all'importazione in una delle parti contraenti, beneficiano delle disposizioni dell'accordo su presentazione di una delle seguenti prove dell'origine:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>a)</p></td><td><p>un certificato di circolazione delle merci EUR.1, il cui modello figura nell'allegato&#160;IIIa;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>b)</p></td><td><p>un certificato di circolazione delle merci EUR-MED, il cui modello figura nell'allegato&#160;IIIb;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>c)</p></td><td><p>nei casi di cui all'articolo 21, paragrafo 1, una dichiarazione (di seguito &#8220;dichiarazione di origine&#8221; o &#8220;dichiarazione di origine EUR-MED&#8221;), rilasciata dall'esportatore su una fattura, una bolla di consegna o qualsiasi altro documento commerciale che descriva i prodotti in questione in maniera sufficientemente dettagliata da consentirne l'identificazione; il testo delle dichiarazioni di origine &#232; riportato negli allegati&#160;IVa e&#160;IVb.</p></td></tr></tbody></table>
2. In deroga al paragrafo 1, nei casi di cui all'articolo 26 i prodotti originari ai sensi del presente protocollo beneficiano delle disposizioni dell'accordo senza che sia necessario presentare alcuna delle prove dell'origine di cui al paragrafo 1.
Articolo 16
Procedura di rilascio dei certificati di circolazione delle merci EUR.1 o EUR-MED
1. Il certificato di circolazione delle merci EUR.1 o EUR-MED è rilasciato dalle autorità doganali del paese esportatore su richiesta scritta compilata dall'esportatore o, sotto la responsabilità di quest'ultimo, dal suo rappresentante autorizzato.
2. A tale scopo, l'esportatore o il suo rappresentante autorizzato compila il certificato di circolazione delle merci EUR.1 o EUR-MED e il formulario di domanda, i cui modelli figurano negli allegati IIIa e IIIb. Detti formulari sono compilati in una delle lingue in cui è redatto l'accordo e conformemente alle disposizioni di diritto interno del paese d'esportazione. Se i formulari vengono compilati a mano, sono scritti con inchiostro e in stampatello. La descrizione dei prodotti è redatta nell'apposita casella senza spaziature tra le righe. Qualora lo spazio della casella non sia completamente utilizzato, si traccia una linea orizzontale sotto l'ultima riga e si sbarra la parte non riempita.
3. L'esportatore che richiede il rilascio di un certificato di circolazione delle merci EUR.1 o EUR-MED è pronto a presentare in qualsiasi momento, su richiesta delle autorità doganali del paese di esportazione in cui viene rilasciato il certificato di circolazione delle merci EUR.1 o EUR-MED, tutti i documenti atti a comprovare il carattere originario dei prodotti in questione e l'adempimento degli altri obblighi di cui al presente protocollo.
4. Fatto salvo il paragrafo 5, le autorità doganali di una parte contraente rilasciano un certificato di circolazione delle merci EUR.1 nei seguenti casi:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>se i prodotti in questione possono essere considerati prodotti originari del SEE o di uno dei paesi di cui all'articolo&#160;3, paragrafo&#160;1, con cui &#232; applicabile il cumulo, senza applicazione del cumulo con i materiali originari di uno dei paesi di cui all'articolo&#160;3, paragrafo&#160;2, e soddisfano gli altri requisiti del presente protocollo;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>se i prodotti in questione possono essere considerati prodotti originari di uno dei paesi di cui all'articolo&#160;3, paragrafo&#160;2, con cui &#232; applicabile il cumulo, senza applicazione del cumulo con i materiali originari di uno dei paesi di cui all'articolo&#160;3, e soddisfano gli altri requisiti del presente protocollo, purch&#233; nel paese di origine sia stato rilasciato un certificato EUR-MED o una dichiarazione di origine EUR-MED.</p></td></tr></tbody></table>
5. Il certificato di circolazione delle merci EUR-MED è rilasciato dalle autorità doganali di una parte contraente, se i prodotti in questione possono essere considerati prodotti originari del SEE o di uno dei paesi di cui all'articolo 3 con i quali è applicabile il cumulo, soddisfano i requisiti del presente protocollo ed:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>il cumulo &#232; stato applicato con materiali originari di uno dei paesi di cui all'articolo&#160;3, paragrafo&#160;2; oppure</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>i prodotti possono essere utilizzati come materiali nell'ambito del cumulo per la fabbricazione di prodotti da esportare in uno dei paesi di cui all'articolo&#160;3, paragrafo&#160;2; oppure</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>i prodotti possono essere riesportati dal paese di destinazione in uno dei paesi di cui all'articolo&#160;3, paragrafo&#160;2.</p></td></tr></tbody></table>
6. Nella casella 7 dei certificati di circolazione delle merci EUR-MED figura una delle seguenti dichiarazioni in inglese:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>se il carattere originario &#232; stato ottenuto applicando il cumulo con materiali originari di uno o pi&#249; paesi di cui all'articolo&#160;3:</p><p>&#8220;CUMULATION APPLIED WITH (nome del paese/dei paesi)&#8221;,</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>se il carattere originario &#232; stato ottenuto senza applicare il cumulo con materiali originari di uno o pi&#249; paesi di cui all'articolo&#160;3:</p><p>&#8220;NO CUMULATION APPLIED&#8221;.</p></td></tr></tbody></table>
7. Le autorità doganali che rilasciano i certificati di circolazione delle merci EUR.1 o EUR-MED prendono tutte le misure necessarie per verificare il carattere originario dei prodotti e l'osservanza degli altri requisiti del presente protocollo. A tal fine esse hanno la facoltà di richiedere qualsiasi prova e di procedere a qualsiasi ispezione dei conti dell'esportatore nonché a tutti gli altri controlli che ritengano opportuni. Si accertano inoltre che i formulari di cui al paragrafo 2 siano debitamente compilati, verificando in particolare che la parte riservata alla descrizione dei prodotti sia stata compilata in modo da rendere impossibile qualsiasi aggiunta fraudolenta.
8. La data di rilascio del certificato di circolazione delle merci EUR.1 o EUR-MED è indicata nella casella 11 del certificato.
9. Il certificato di circolazione delle merci EUR.1 o EUR-MED è rilasciato dalle autorità doganali e tenuto a disposizione dell'esportatore dal momento in cui l'esportazione ha effettivamente luogo o è assicurata.
Articolo 17
Rilascio a posteriori dei certificati di circolazione delle merci EUR.1 o EUR-MED
1. In deroga all'articolo 16, paragrafo 9, il certificato di circolazione delle merci EUR.1 o EUR-MED può essere rilasciato, in via eccezionale, dopo l'esportazione dei prodotti cui si riferisce se:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>a)</p></td><td><p>non &#232; stato rilasciato al momento dell'esportazione a causa di errori, omissioni involontarie o circostanze particolari;</p><p>oppure</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>b)</p></td><td><p>viene fornita alle autorit&#224; doganali la prova soddisfacente che un certificato di circolazione delle merci EUR.1 o EUR-MED &#232; stato rilasciato, ma non &#232; stato accettato all'importazione per motivi tecnici.</p></td></tr></tbody></table>
2. In deroga all'articolo 16, paragrafo 9, il certificato di circolazione delle merci EUR-MED può essere rilasciato dopo l'esportazione dei prodotti cui si riferisce e per i quali al momento dell'esportazione è stato rilasciato un certificato di circolazione delle merci EUR.1, purché si possa dimostrare alle autorità doganali che sono soddisfatti i requisiti di cui all'articolo 16, paragrafo 5.
3. Ai fini dell'applicazione dei paragrafi 1 e 2, l'esportatore indica nella sua domanda il luogo e la data di esportazione dei prodotti cui si riferisce il certificato di circolazione delle merci EUR.1 o EUR-MED nonché i motivi della sua richiesta.
4. Le autorità doganali possono rilasciare a posteriori un certificato di circolazione delle merci EUR.1 o EUR-MED solo dopo aver verificato che le indicazioni contenute nella domanda dell'esportatore sono conformi a quelle della pratica corrispondente.
5. I certificati di circolazione delle merci EUR.1 o EUR-MED rilasciati a posteriori recano la seguente dicitura in inglese:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#160;</p></td><td><p>&#8220;ISSUED RETROSPECTIVELY&#8221;.</p></td></tr></tbody></table>
I certificati di circolazione delle merci EUR-MED rilasciati a posteriori in applicazione del paragrafo 2 recano la seguente dicitura in inglese:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#160;</p></td><td><p>&#8220;ISSUED RETROSPECTIVELY (Original EUR.1 No ) (data e luogo del rilascio)&#8221;.</p></td></tr></tbody></table>
6. Le diciture di cui al paragrafo 5 sono apposte nella casella 7 del certificato di circolazione delle merci EUR.1 o EUR-MED.
Articolo 18
Rilascio di un duplicato del certificato di circolazione delle merci EUR.1 o EUR-MED
1. In caso di furto, perdita o distruzione di un certificato di circolazione delle merci EUR.1 o EUR-MED, l'esportatore può richiedere alle autorità doganali che l'hanno rilasciato un duplicato, compilato sulla base dei documenti d'esportazione in loro possesso.
2. Il duplicato così rilasciato reca la seguente dicitura in inglese:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#160;</p></td><td><p>&#8220;DUPLICATE&#8221;.</p></td></tr></tbody></table>
3. La dicitura di cui al paragrafo 2 è apposta nella casella 7 del duplicato del certificato di circolazione delle merci EUR.1 o EUR-MED.
4. Il duplicato, sul quale figura la data di rilascio del certificato di circolazione delle merci EUR.1 o EUR-MED originale, è valido a decorrere da tale data.
Articolo 19
Rilascio dei certificati di circolazione delle merci EUR.1 o EUR-MED sulla base di una prova dell'origine rilasciata o compilata in precedenza
Se i prodotti originari sono posti sotto il controllo di un ufficio doganale nelle parti contraenti, si può sostituire l'originale della prova dell'origine con uno o più certificati di circolazione delle merci EUR.1 o EUR-MED, al fine di inviare tutti i prodotti in questione, o alcuni di essi, altrove nel SEE. I certificati di circolazione delle merci EUR.1 o EUR-MED sostitutivi sono rilasciati dall'ufficio doganale sotto il cui controllo sono posti i prodotti.
Articolo 20
Separazione contabile
1. Se la detenzione di scorte separate di materiali originari e non originari identici e intercambiabili comporta costi notevoli o difficoltà pratiche, su richiesta scritta degli interessati le autorità doganali possono autorizzare per la gestione di tali scorte l'uso del cosiddetto metodo della “separazione contabile” (di seguito “metodo”).
2. Il metodo deve poter garantire che, su un determinato periodo di riferimento, il numero di prodotti ottenuti che possono essere considerati “originari” coincida con il numero che si sarebbe ottenuto se vi fosse stata una separazione fisica delle scorte.
3. Le autorità doganali possono subordinare la concessione dell'autorizzazione di cui al paragrafo 1 alle condizioni che giudicano appropriate.
4. Il metodo è applicato e l'applicazione è registrata conformemente ai principi contabili generali in vigore nel paese in cui il prodotto è stato fabbricato.
5. Il beneficiario del metodo può emettere prove dell'origine o farne richiesta, a seconda del caso, per la quantità di prodotti che possono essere considerati originari. Su richiesta delle autorità doganali, il beneficiario fornisce una dichiarazione relativa al modo in cui i quantitativi sono stati gestiti.
6. Le autorità doganali controllano il modo in cui l'autorizzazione viene utilizzata e possono ritirarla qualora il beneficiario ne faccia un qualunque uso improprio o non rispetti qualunque altra condizione fissata nel presente protocollo.
Articolo 21
Condizioni per la compilazione di una dichiarazione di origine o di una dichiarazione di origine EUR-MED
1. Le dichiarazioni di origine e le dichiarazioni di origine EUR-MED di cui all'articolo 15, paragrafo 1, lettera c), possono essere compilate:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>a)</p></td><td><p>da un esportatore autorizzato ai sensi dell'articolo 22;</p><p>oppure</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>b)</p></td><td><p>da qualsiasi esportatore per qualsiasi spedizione consistente in uno o pi&#249; colli contenenti prodotti originari il cui valore totale non superi 6&#160;000 EUR.</p></td></tr></tbody></table>
2. Fatto salvo il paragrafo 3, una dichiarazione di origine può essere compilata nei seguenti casi:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>se i prodotti in questione possono essere considerati prodotti originari del SEE o di uno dei paesi di cui all'articolo&#160;3, paragrafo&#160;1, con cui &#232; applicabile il cumulo, senza applicazione del cumulo con i materiali originari di uno dei paesi di cui all'articolo&#160;3, paragrafo&#160;2, e soddisfano gli altri requisiti del presente protocollo;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>se i prodotti in questione possono essere considerati prodotti originari di uno dei paesi di cui all'articolo&#160;3, paragrafo&#160;2, con cui &#232; applicabile il cumulo, senza applicazione del cumulo con i materiali originari di uno dei paesi di cui all'articolo&#160;3, e soddisfano gli altri requisiti del presente protocollo, purch&#233; nel paese di origine sia stato rilasciato un certificato EUR-MED o una dichiarazione di origine EUR-MED.</p></td></tr></tbody></table>
3. La dichiarazione di origine EUR-MED può essere compilata se i prodotti in questione possono essere considerati prodotti originari del SEE o di uno dei paesi di cui all'articolo 3 con cui è applicabile il cumulo, soddisfano i requisiti del presente protocollo e:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>il cumulo &#232; stato applicato con materiali originari di uno dei paesi di cui all'articolo&#160;3, paragrafo&#160;2; oppure</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>i prodotti possono essere utilizzati come materiali nell'ambito del cumulo per la fabbricazione di prodotti da esportare in uno dei paesi di cui all'articolo&#160;3, paragrafo&#160;2;</p><p>oppure</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>i prodotti possono essere riesportati dal paese di destinazione in uno dei paesi di cui all'articolo&#160;3, paragrafo&#160;2.</p></td></tr></tbody></table>
4. Le dichiarazioni di origine EUR-MED contengono una delle seguenti dichiarazioni in inglese:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>se il carattere originario &#232; stato ottenuto applicando il cumulo con materiali originari di uno o pi&#249; paesi di cui all'articolo 3:</p><p>&#8220;CUMULATION APPLIED WITH (nome del paese/dei paesi)&#8221;,</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>se il carattere originario &#232; stato ottenuto senza applicare il cumulo con materiali originari di uno o pi&#249; paesi di cui all'articolo 3:</p><p>&#8220;NO CUMULATION APPLIED&#8221;.</p></td></tr></tbody></table>
5. L'esportatore che compila una dichiarazione di origine o una dichiarazione di origine EUR-MED è pronto a presentare in qualsiasi momento, su richiesta dell'autorità doganale del paese d'esportazione, tutti i documenti atti a comprovare il carattere originario dei prodotti in questione e l'osservanza degli altri requisiti del presente protocollo.
6. La dichiarazione di origine o la dichiarazione di origine EUR-MED è dattiloscritta dall'esportatore, stampigliando o stampando sulla fattura, sulla bolla di consegna o su altro documento commerciale la dichiarazione i cui testi figurano negli allegati IVa e IVb, utilizzando una delle versioni linguistiche stabilite in tali allegati e conformemente alle disposizioni di diritto interno del paese d'esportazione. Se compilata a mano, la dichiarazione è scritta con inchiostro e in stampatello.
7. Le dichiarazioni di origine e le dichiarazioni di origine EUR-MED recano la firma manoscritta originale dell'esportatore. Un esportatore autorizzato ai sensi dell'articolo 22, tuttavia, non è tenuto a firmare tali dichiarazioni, purché consegni all'autorità doganale del paese d'esportazione un impegno scritto in cui accetta la piena responsabilità di qualsiasi dichiarazione di origine che lo identifichi come se questa recasse effettivamente la sua firma manoscritta.
8. La dichiarazione di origine o la dichiarazione di origine EUR-MED può essere compilata dall'esportatore al momento dell'esportazione dei prodotti cui si riferisce o successivamente, purché sia presentata nel paese d'importazione entro due anni dall'importazione dei prodotti cui si riferisce.
Articolo 22
Esportatore autorizzato
1. Le autorità doganali del paese d'esportazione possono autorizzare qualsiasi esportatore (di seguito “esportatore autorizzato”), che effettui frequenti spedizioni di prodotti a norma dell'accordo, a compilare dichiarazioni di origine o dichiarazioni di origine EUR-MED indipendentemente dal valore dei prodotti in questione. L'esportatore che richiede tale autorizzazione offre alle autorità doganali soddisfacenti garanzie per l'accertamento del carattere originario dei prodotti e per quanto riguarda l'osservanza degli altri requisiti del presente protocollo.
2. Le autorità doganali possono conferire lo status di esportatore autorizzato alle condizioni che considerano appropriate.
3. Le autorità doganali attribuiscono all'esportatore autorizzato un numero di autorizzazione doganale da riportare sulla dichiarazione di origine o sulla dichiarazione di origine EUR-MED.
4. Le autorità doganali controllano l'uso dell'autorizzazione da parte dell'esportatore autorizzato.
5. Le autorità doganali possono ritirare l'autorizzazione in qualsiasi momento. Esse lo fanno se l'esportatore autorizzato non offre più le garanzie di cui al paragrafo 1, non soddisfa più le condizioni di cui al paragrafo 2 o fa comunque un uso scorretto dell'autorizzazione.
Articolo 23
Validità della prova dell'origine
1. La prova dell'origine ha una validità di quattro mesi dalla data di rilascio nel paese di esportazione ed è presentata entro detto termine alle autorità doganali del paese d'importazione.
2. Le prove dell'origine presentate alle autorità doganali del paese d'importazione dopo la scadenza del termine di presentazione di cui al paragrafo 1 possono essere accettate, ai fini dell'applicazione del trattamento preferenziale, quando l'inosservanza del termine è dovuta a circostanze eccezionali.
3. Negli altri casi di presentazione tardiva, le autorità doganali del paese d'importazione possono accettare le prove dell'origine se i prodotti sono stati presentati prima della scadenza di detto termine.
Articolo 24
Presentazione della prova dell'origine
Le prove dell'origine sono presentate alle autorità doganali del paese d'importazione conformemente alle procedure applicabili in tale paese. Dette autorità possono chiedere che la prova dell'origine sia tradotta e che la dichiarazione di importazione sia accompagnata da una dichiarazione dell'importatore secondo la quale i prodotti soddisfano le condizioni previste per l'applicazione dell'accordo.
Articolo 25
Importazioni con spedizioni scaglionate
Quando, su richiesta dell'importatore e alle condizioni stabilite dalle autorità doganali del paese d'importazione, vengono importati con spedizioni scaglionate prodotti smontati o non assemblati ai sensi della regola generale 2, lettera a), del sistema armonizzato, di cui alle sezioni XVI e XVII o alle voci 7308 e 9406 del sistema armonizzato, per tali prodotti viene presentata alle autorità doganali un'unica prova dell'origine al momento dell'importazione della prima spedizione parziale.
Articolo 26
Esonero dalla prova dell'origine
1. Sono ammessi come prodotti originari, senza che occorra presentare una prova dell'origine, i prodotti oggetto di piccole spedizioni da privati a privati o contenuti nei bagagli personali dei viaggiatori, purché si tratti di importazioni prive di qualsiasi carattere commerciale e i prodotti siano stati dichiarati rispondenti ai requisiti del presente protocollo e laddove non sussistano dubbi circa la veridicità di tale dichiarazione. Nel caso di prodotti spediti per posta, detta dichiarazione può essere effettuata sulla dichiarazione in dogana CN22/CN23 o su un foglio ad essa allegato.
2. Si considerano prive di qualsiasi carattere commerciale le importazioni che presentano un carattere occasionale e consistono esclusivamente di prodotti riservati all'uso personale dei destinatari, dei viaggiatori o dei loro familiari quando, per loro natura e quantità, consentano di escludere ogni fine commerciale.
3. Inoltre, il valore complessivo dei prodotti non deve superare 500 EUR, se si tratta di piccole spedizioni, oppure 1 200 EUR, se si tratta del contenuto dei bagagli personali dei viaggiatori.
Articolo 27
Dichiarazione del fornitore
1. Quando viene rilasciato un certificato di circolazione delle merci EUR.1 o viene compilata una dichiarazione di origine in una delle parti contraenti per prodotti originari nella cui fabbricazione sono state impiegate merci provenienti da altre parti contraenti, che sono state sottoposte a lavorazione o trasformazione nel SEE senza avere acquisito il carattere originario a titolo preferenziale, si prende in considerazione la dichiarazione del fornitore compilata per dette merci conformemente al presente articolo.
2. La dichiarazione del fornitore di cui al paragrafo 1 costituisce la prova della lavorazione o trasformazione a cui le merci in questione sono state sottoposte nel SEE, al fine di stabilire se i prodotti, nella cui produzione sono state utilizzate dette merci, si possano considerare originari del SEE e soddisfino gli altri requisiti del presente protocollo.
3. Il fornitore compila, tranne nei casi di cui al paragrafo 4, una dichiarazione del fornitore distinta per ciascuna spedizione di merci, nella forma specificata all'allegato V, su un foglio di carta allegato alla fattura, alla bolla di consegna o a qualsiasi altro documento commerciale che descriva le merci in questione in maniera abbastanza particolareggiata da consentirne l'identificazione.
4. Quando un fornitore rifornisce regolarmente un particolare cliente di merci per le quali si prevede che la lavorazione o la trasformazione subita nel SEE rimanga costante per lunghi periodi di tempo, egli può presentare un'unica dichiarazione del fornitore (di seguito “dichiarazione a lungo termine del fornitore”) valida anche per le successive spedizioni.
Di norma, la dichiarazione a lungo termine del fornitore può essere valida per un periodo massimo di un anno dalla data in cui è stata compilata. Le autorità doganali del paese in cui viene compilata la dichiarazione stabiliscono le condizioni necessarie per accettare periodi più lunghi.
La dichiarazione a lungo termine del fornitore è compilata dal fornitore stesso nella forma stabilita nell'allegato VI e descrive le merci in modo sufficientemente dettagliato da consentirne l'identificazione. Essa viene fornita al cliente anteriormente o contestualmente alla prima spedizione delle merci coperte da detta dichiarazione.
Il fornitore informa immediatamente il suo cliente, qualora la dichiarazione a lungo termine del fornitore non sia più applicabile alle merci fornite.
5. La dichiarazione del fornitore di cui ai paragrafi 3 e 4 è dattiloscritta o stampata in una delle lingue in cui è redatto l'accordo, conformemente alle disposizioni di diritto interno del paese in cui è compilata, e reca la firma originale manoscritta del fornitore. La dichiarazione può anche essere manoscritta; in tal caso è redatta con inchiostro e in stampatello.
6. Il fornitore che compila una dichiarazione è pronto a presentare in qualsiasi momento, su richiesta delle autorità doganali del paese in cui viene compilata la dichiarazione, tutti i documenti atti a comprovare l'esattezza delle informazioni fornite in detta dichiarazione.
Articolo 28
Documenti giustificativi
I documenti di cui all'articolo 16, paragrafo 3, all'articolo 21, paragrafo 5, e all'articolo 27, paragrafo 6, utilizzati per dimostrare che i prodotti coperti da un certificato di circolazione delle merci EUR.1 o EUR-MED, da una dichiarazione di origine o da una dichiarazione di origine EUR-MED possono essere considerati prodotti originari del SEE o di uno dei paesi di cui all'articolo 3 e soddisfano gli altri requisiti del presente protocollo, possono consistere, tra l'altro, in:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>a)</p></td><td><p>una prova diretta dei processi eseguiti dall'esportatore o dal fornitore per ottenere le merci in questione, contenuta per esempio nella sua contabilit&#224; interna;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>b)</p></td><td><p>documenti comprovanti il carattere originario dei materiali utilizzati, rilasciati o compilati nella parte contraente in cui tali documenti sono utilizzati conformemente al diritto interno;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>c)</p></td><td><p>documenti comprovanti la lavorazione o la trasformazione di cui sono stati oggetto i materiali nel SEE, rilasciati o compilati nella parte contraente in cui tali documenti sono utilizzati conformemente al diritto interno;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>d)</p></td><td><p>certificati di circolazione delle merci EUR.1 o EUR-MED, dichiarazioni di origine o dichiarazioni di origine EUR-MED comprovanti il carattere originario dei materiali utilizzati, rilasciati o compilati nella parte contraente in conformit&#224; del presente protocollo, o in uno dei paesi di cui all'articolo&#160;3, secondo norme di origine identiche alle norme del presente protocollo;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>e)</p></td><td><p>dichiarazioni del fornitore comprovanti la lavorazione o la trasformazione di cui sono stati oggetto nel SEE i materiali utilizzati, compilate nelle parti contraenti a norma del presente protocollo;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>f)</p></td><td><p>prove sufficienti relative alla lavorazione o alla trasformazione effettuata al di fuori del SEE in applicazione dell'articolo&#160;11 da cui risulti che sono stati soddisfatti i requisiti di tale articolo.</p></td></tr></tbody></table>
Articolo 29
Conservazione delle prove dell'origine, delle dichiarazioni del fornitore e dei documenti giustificativi
1. L'esportatore che richiede il rilascio di un certificato di circolazione delle merci EUR.1 o EUR-MED conserva per almeno tre anni i documenti di cui all'articolo 16, paragrafo 3.
2. L'esportatore che compila una dichiarazione di origine o una dichiarazione di origine EUR-MED conserva per almeno tre anni una copia di tale dichiarazione su fattura e i documenti di cui all'articolo 21, paragrafo 5.
3. Il fornitore che compila una dichiarazione del fornitore conserva per almeno tre anni una copia di tale dichiarazione, della fattura, delle bolle di consegna e di qualsiasi altro documento commerciale a cui è acclusa la dichiarazione, nonché dei documenti di cui all'articolo 27, paragrafo 6.
Il fornitore che compila una dichiarazione a lungo termine del fornitore conserva per almeno tre anni una copia di tale dichiarazione, della fattura, delle bolle di consegna e di qualsiasi altro documento commerciale relativo alle merci coperte dalla dichiarazione e inviato al cliente in questione, nonché i documenti di cui all'articolo 27, paragrafo 6. Detto periodo ha inizio alla data di scadenza della dichiarazione a lungo termine del fornitore.
4. Le autorità doganali del paese d'esportazione che rilasciano un certificato di circolazione delle merci EUR.1 o EUR-MED conservano per almeno tre anni il formulario di domanda di cui all'articolo 16, paragrafo 2.
5. Le autorità doganali del paese d'importazione conservano per almeno tre anni i certificati di circolazione delle merci EUR.1 e EUR-MED, le dichiarazioni di origine e le dichiarazioni di origine EUR-MED loro presentati.
Articolo 30
Discordanze ed errori formali
1. La constatazione di lievi discordanze tra le diciture che figurano sulla prova dell'origine e quelle contenute nei documenti presentati all'ufficio doganale per l'espletamento delle formalità d'importazione dei prodotti non comporta di per sé l'invalidità della prova dell'origine se è regolarmente accertato che tale documento corrisponde ai prodotti presentati.
2. In caso di errori formali evidenti, come errori di battitura, sulla prova dell'origine, il documento non viene respinto, se detti errori non sono tali da destare dubbi sull'esattezza delle indicazioni in esso riportate.
Articolo 31
Importi espressi in euro
1. Per l'applicazione delle disposizioni dell'articolo 21, paragrafo 1, lettera b), e dell'articolo 26, paragrafo 3, qualora i prodotti siano fatturati in una valuta diversa dall'euro, gli importi espressi nella valuta nazionale degli Stati membri dell'Unione europea e dei paesi di cui all'articolo 3, equivalenti a quelli espressi in euro, sono fissati annualmente da ciascuno dei paesi interessati.
2. Una spedizione beneficia delle disposizioni dell'articolo 21, paragrafo 1, lettera b), o dell'articolo 26, paragrafo 3, in base alla valuta utilizzata nella fattura, secondo l'importo fissato dal paese in questione.
3. Gli importi da utilizzare in una determinata valuta nazionale sono il controvalore in questa valuta nazionale degli importi espressi in euro al primo giorno lavorativo del mese di ottobre di ogni anno. Questi importi sono comunicati alla Commissione europea entro il 15 ottobre e si applicano dal 1 o gennaio dell'anno successivo. La Commissione europea notifica gli importi pertinenti a tutti i paesi interessati.
4. Un paese può arrotondare per eccesso o per difetto l'importo risultante dalla conversione nella valuta nazionale di un importo espresso in euro. L'importo arrotondato non può differire di più del 5 % dal risultato della conversione. Un paese può lasciare invariato il controvalore nella valuta nazionale di un importo espresso in euro purché, all'atto dell'adeguamento annuale di cui al paragrafo 3, la conversione dell'importo, prima di qualsiasi arrotondamento, si traduca in un aumento inferiore al 15 % del controvalore in valuta nazionale. Il controvalore in valuta nazionale può restare invariato se la conversione dà luogo a una diminuzione del controvalore stesso.
5. Gli importi espressi in euro vengono riveduti dal Comitato misto SEE su richiesta delle parti contraenti. Nel procedere a detta revisione, il Comitato misto SEE tiene conto dell'opportunità di preservare in termini reali gli effetti dei valori limite stabiliti. A tal fine esso può decidere di modificare gli importi espressi in euro.
TITOLO VI
METODI DI COOPERAZIONE AMMINISTRATIVA
Articolo 32
Cooperazione amministrativa
1. Le autorità doganali delle parti contraenti si forniscono a vicenda, tramite la Commissione europea, il facsimile dell'impronta dei timbri utilizzati nei loro uffici doganali per il rilascio dei certificati di circolazione delle merci EUR.1 ed EUR-MED e l'indirizzo delle autorità doganali competenti per il controllo di detti certificati, delle dichiarazioni di origine e delle dichiarazioni di origine EUR-MED e delle dichiarazioni del fornitore.
2. Al fine di garantire la corretta applicazione del presente protocollo, le parti contraenti si prestano reciproca assistenza, mediante le amministrazioni doganali competenti, nel controllo dell'autenticità dei certificati di circolazione delle merci EUR.1 ed EUR-MED, delle dichiarazioni di origine e delle dichiarazioni di origine EUR-MED o delle dichiarazioni del fornitore e dell'esattezza delle informazioni riportate in tali documenti.
Articolo 33
Verifica delle prove dell'origine
1. La verifica a posteriori delle prove dell'origine è effettuata per sondaggio o ogniqualvolta le autorità doganali del paese di importazione abbiano ragionevole motivo di dubitare dell'autenticità dei documenti, del carattere originario dei prodotti in questione o dell'osservanza degli altri requisiti del presente protocollo.
2. Ai fini dell'applicazione del paragrafo 1, le autorità doganali del paese d'importazione rispediscono alle autorità doganali del paese di esportazione il certificato di circolazione delle merci EUR.1 o EUR-MED e la fattura, se è stata presentata, la dichiarazione di origine o la dichiarazione di origine EUR-MED, ovvero una copia di questi documenti, indicando, se del caso, i motivi che giustificano una richiesta di verifica. A corredo della richiesta di verifica, sono inviati tutti i documenti e le informazioni ottenute che facciano sospettare la presenza di inesattezze nelle informazioni relative alla prova dell'origine.
3. La verifica viene effettuata dalle autorità doganali del paese di esportazione. A tal fine esse hanno la facoltà di richiedere qualsiasi prova e di procedere a qualsiasi ispezione dei conti dell'esportatore nonché a tutti gli altri controlli che ritengano opportuni.
4. Qualora le autorità doganali del paese d'importazione decidano di sospendere la concessione del trattamento preferenziale ai prodotti in questione in attesa dei risultati della verifica, esse offrono all'importatore la possibilità di svincolare i prodotti, riservandosi di applicare le misure cautelari ritenute necessarie.
5. I risultati della verifica sono comunicati al più presto alle autorità doganali che l'hanno richiesta. Essi indicano chiaramente se i documenti sono autentici, se i prodotti in questione possono essere considerati originari del SEE o di uno dei paesi di cui all'articolo 3 e se soddisfano gli altri requisiti del presente protocollo.
6. Qualora, in caso di ragionevole dubbio, non sia pervenuta alcuna risposta entro dieci mesi dalla data della richiesta di verifica o qualora la risposta non contenga informazioni sufficienti per determinare l'autenticità del documento in questione o l'effettiva origine dei prodotti, le autorità doganali che hanno richiesto il controllo li escludono dal trattamento preferenziale, salvo circostanze eccezionali.
Articolo 34
Verifica delle dichiarazioni del fornitore
1. La verifica a posteriori delle dichiarazioni del fornitore, comprese le dichiarazioni a lungo termine del fornitore, può essere effettuata per sondaggio oppure ogniqualvolta le autorità doganali del paese in cui dette dichiarazioni sono state prese in considerazione ai fini del rilascio del certificato di circolazione delle merci EUR.1 o EUR-MED, o della compilazione della dichiarazione di origine o della dichiarazione di origine EUR-MED, nutrano ragionevoli dubbi sull'autenticità del documento o sull'esattezza delle informazioni ivi riportate.
2. Ai fini dell'applicazione del paragrafo 1, le autorità doganali del paese di cui al paragrafo 1 rispediscono la dichiarazione del fornitore, la/e fattura/e, la/e bolla/e di consegna e gli altri documenti commerciali riguardanti le merci coperte dalla dichiarazione alle autorità doganali del paese in cui è stata rilasciata la dichiarazione, indicando, se del caso, i motivi di sostanza o di forma che giustificano una richiesta di verifica.
A corredo della richiesta di verifica a posteriori le autorità doganali inviano tutti i documenti e le informazioni ottenute che facciano sospettare la presenza di inesattezze nella dichiarazione del fornitore.
3. La verifica viene effettuata dalle autorità doganali del paese in cui è stata rilasciata la dichiarazione del fornitore. A tale scopo, esse hanno il diritto di richiedere qualsiasi elemento di prova e di procedere a qualsiasi ispezione dei conti dell'esportatore o ad ogni altro controllo che ritengano utile.
4. I risultati della verifica sono comunicati al più presto alle autorità doganali che l'hanno richiesta. Essi indicano chiaramente se le informazioni che figurano nella dichiarazione del fornitore sono esatte e consentono loro di stabilire se e in quale misura detta dichiarazione possa essere presa in considerazione per rilasciare un certificato di circolazione delle merci EUR.1 o EUR-MED o per compilare una dichiarazione di origine o una dichiarazione di origine EUR-MED.
Articolo 35
Composizione delle controversie
Le controversie riguardanti le procedure di verifica di cui agli articoli 33 e 34 che non sia possibile dirimere tra le autorità doganali che richiedono la verifica e le autorità doganali incaricate di effettuarla, nonché i problemi di interpretazione del presente protocollo, vengono sottoposti al Comitato misto SEE.
La composizione delle controversie tra l'importatore e le autorità doganali del paese d'importazione ha comunque luogo secondo la legislazione di tale paese.
Articolo 36
Sanzioni
Chiunque compili o faccia compilare un documento contenente dati non rispondenti a verità, allo scopo di ottenere un trattamento preferenziale per i prodotti, è assoggettato a sanzioni.
Articolo 37
Zone franche
1. Le parti contraenti adottano tutte le misure necessarie per evitare che i prodotti scambiati muniti di una prova dell'origine, che sostano durante il trasporto in una zona franca situata nel loro territorio, siano oggetto di sostituzioni o di trasformazioni diverse dalle normali operazioni destinate ad evitarne il deterioramento.
2. In deroga al paragrafo 1, qualora prodotti originari del SEE importati in una zona franca muniti di una prova dell'origine siano oggetto di lavorazioni o trasformazioni, le autorità competenti rilasciano, su richiesta dell'esportatore, un nuovo certificato di circolazione delle merci EUR.1 o EUR-MED se la lavorazione o la trasformazione subita è conforme alle disposizioni del presente protocollo.
TITOLO VII
CEUTA E MELILLA
Articolo 38
Applicazione del protocollo
1. L'espressione “SEE” utilizzata nel presente protocollo non comprende Ceuta e Melilla. L'espressione “prodotti originari del SEE” non comprende i prodotti originari di Ceuta e Melilla.
2. Ai fini dell'applicazione del protocollo 49 per quanto riguarda i prodotti originari di Ceuta e Melilla, il presente protocollo si applica mutatis mutandis, fatte salve le condizioni particolari di cui all'articolo 39.
Articolo 39
Condizioni speciali
1. Purché siano stati trasportati direttamente conformemente all'articolo 12, si considerano:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>1.</p></td><td><p>prodotti originari di Ceuta e Melilla:</p><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>a)</p></td><td><p>i prodotti interamente ottenuti a Ceuta e Melilla;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>b)</p></td><td><p>i prodotti ottenuti a Ceuta e Melilla nella cui produzione si utilizzano prodotti diversi da quelli di cui alla lettera a), a condizione:</p><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>i)</p></td><td><p>che tali prodotti siano stati oggetto di lavorazioni o trasformazioni sufficienti ai sensi dell'articolo&#160;5;</p><p>oppure</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>ii)</p></td><td><p>che tali prodotti siano originari del SEE, purch&#233; siano stati oggetto di lavorazioni o trasformazioni che vanno oltre le operazioni di cui all'articolo&#160;6;</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>2.</p></td><td><p>prodotti originari del SEE:</p><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>a)</p></td><td><p>i prodotti interamente ottenuti nel SEE;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>b)</p></td><td><p>i prodotti ottenuti nel SEE nella cui fabbricazione si utilizzano prodotti diversi da quelli di cui alla lettera a), a condizione:</p><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>i)</p></td><td><p>che tali prodotti siano stati oggetto di lavorazioni o trasformazioni sufficienti ai sensi dell'articolo&#160;5;</p><p>oppure</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>ii)</p></td><td><p>che tali prodotti siano originari di Ceuta e Melilla o del SEE, purch&#233; siano stati oggetto di lavorazioni o trasformazioni che vanno oltre le operazioni di cui all'articolo&#160;6.</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table>
2. Ceuta e Melilla sono considerate un unico territorio.
3. L'esportatore o il suo rappresentante autorizzato appone le diciture “SEE” e “Ceuta e Melilla” nella casella 2 dei certificati di circolazione delle merci EUR.1 o EUR-MED, sulle dichiarazioni di origine o sulle dichiarazioni di origine EUR-MED. Nel caso dei prodotti originari di Ceuta e Melilla, inoltre, tale indicazione va riportata nella casella 4 dei certificati di circolazione delle merci EUR.1 o EUR-MED, sulle dichiarazioni di origine o sulle dichiarazioni di origine EUR-MED.
4. Le autorità doganali spagnole sono responsabili dell'applicazione del presente protocollo a Ceuta e Melilla.
ALLEGATO I
Note introduttive all'elenco dell'allegato ii
Si veda l'allegato I dell'appendice I della convenzione regionale sulle norme di origine preferenziali paneuromediterranee
Qualsiasi riferimento alla “presente appendice” nelle note 1 e 3.1. dell'allegato I dell'appendice I della convenzione regionale sulle norme di origine preferenziali paneuromediterranee va letto come un riferimento al “presente protocollo”.
ALLEGATO II
Elenco delle lavorazioni o trasformazioni a cui devono essere sottoposti i materiali non originari affinché il prodotto trasformato possa avere il carattere di prodotto originario
Si veda l'allegato II dell'appendice I della convenzione regionale sulle norme di origine preferenziali paneuromediterranee
ALLEGATO IIIa
Modello del certificato di circolazione delle merci EUR.1 e della domanda di certificato di circolazione delle merci EUR.1
Si veda l'allegato IIIa dell'appendice I della convenzione regionale sulle norme di origine preferenziali paneuromediterranee
ALLEGATO IIIb
Modello del certificato di circolazione delle merci EUR-MED e della domanda di certificato di circolazione delle merci EUR-MED
Si veda l'allegato IIIb dell'appendice I della convenzione regionale sulle norme di origine preferenziali paneuromediterranee
ALLEGATO IVa
Testo della dichiarazione di origine
Si veda l'allegato IVa dell'appendice I della convenzione regionale sulle norme di origine preferenziali paneuromediterranee
ALLEGATO IVb
Testo della dichiarazione di origine EUR-MED
Si veda l'allegato IVb dell'appendice I della convenzione regionale sulle norme di origine preferenziali paneuromediterranee
ALLEGATO V
Dichiarazione del fornitore
La dichiarazione del fornitore, il cui testo è riprodotto qui di seguito, deve essere compilata secondo quanto contenuto nelle note. Queste ultime, tuttavia, non vanno riprodotte.
ALLEGATO VI
Dichiarazione a lungo termine del fornitore
La dichiarazione a lungo termine del fornitore, il cui testo è riprodotto qui di seguito, deve essere compilata secondo quanto contenuto nelle note. Queste ultime, tuttavia, non vanno riprodotte.
DICHIARAZIONE COMUNE
relativa all'accettazione delle prove dell'origine rilasciate nel quadro degli accordi di cui all'articolo 3 del protocollo 4 per prodotti originari dell'Unione europea, dell'Islanda o della Norvegia
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>1.</p></td><td><p>Le prove dell'origine rilasciate nel contesto degli accordi di cui all'articolo&#160;3 del protocollo&#160;4 per prodotti originari dell'Unione europea, dell'Islanda o della Norvegia sono accettate ai fini della concessione del trattamento preferenziale previsto dall'accordo SEE.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>2.</p></td><td><p>Quando sono incorporati in un prodotto ottenuto nel SEE, detti prodotti sono considerati materiali originari del SEE. Non &#232; necessario a tal fine che tali materiali siano stati oggetto di lavorazioni o trasformazioni sufficienti.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>3.</p></td><td><p>Se i suddetti prodotti sono contemplati dall'accordo SEE, inoltre, essi si considerano originari del SEE in caso di riesportazione verso un'altra parte contraente dell'accordo SEE.</p></td></tr></tbody></table>
DICHIARAZIONE COMUNE
relativa al Principato di Andorra
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>1.</p></td><td><p>L'Islanda, il Liechtenstein e la Norvegia accettano come prodotti originari dell'Unione europea secondo la definizione dell'accordo i prodotti originari del Principato di Andorra contemplati ai capitoli da&#160;25 a&#160;97 del sistema armonizzato.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>2.</p></td><td><p>Il protocollo 4 si applica, mutatis mutandis, ai fini della definizione del carattere originario dei prodotti summenzionati.</p></td></tr></tbody></table>
DICHIARAZIONE COMUNE
relativa alla Repubblica di San Marino
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>1.</p></td><td><p>L'Islanda, il Liechtenstein e la Norvegia accettano come prodotti originari dell'Unione europea secondo la definizione del presente accordo i prodotti originari della Repubblica di San Marino.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>2.</p></td><td><p>Il protocollo 4 si applica, mutatis mutandis, ai fini della definizione del carattere originario dei prodotti summenzionati.</p></td></tr></tbody></table>
DICHIARAZIONE COMUNE
relativa al recesso di una parte contraente dalla convenzione regionale sulle norme di origine preferenziali paneuromediterranee
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>1.</p></td><td><p>Qualora una parte contraente del SEE notifichi per iscritto al depositario della convenzione regionale sulle norme di origine preferenziali paneuromediterranee la propria intenzione di recedere dalla convenzione ai sensi dell'articolo&#160;9 della stessa, la parte contraente che recede avvia immediatamente i negoziati sulle norme di origine con tutte le altre parti contraenti del SEE ai fini dell'applicazione del presente accordo.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>2.</p></td><td><p>Fino all'entrata in vigore delle norme di origine nuovamente negoziate, le norme di origine contenute nell'appendice&#160;I e, se del caso, le pertinenti disposizioni dell'appendice&#160;II della convenzione regionale sulle norme di origine preferenziali paneuromediterranee, applicabili al momento del recesso, continuano ad applicarsi mutatis mutandis tra la parte contraente che recede e le altre parti contraenti del SEE. Tuttavia, a decorrere dal momento del recesso, le norme di origine contenute nell'appendice&#160;I e, se del caso, le pertinenti disposizioni dell'appendice&#160;II della convenzione sono interpretate in modo da consentire il cumulo bilaterale unicamente tra la parte contraente e le altre parti contraenti del&#160;SEE.</p></td></tr></tbody></table>
» ( 1 ) Il Principato del Liechtenstein ha un'unione doganale con la Svizzera ed è una delle parti contraenti dell'accordo sullo Spazio economico europeo.
<note>
( 2 ) Albania, Bosnia-Erzegovina, ex Repubblica iugoslava di Macedonia, Montenegro, Serbia e Kosovo ai sensi della risoluzione UNSCR 1244/99.
( 3 ) Egitto, Israele, Giordania, Libano, Marocco, Siria, Tunisia, Palestina (*Tale designazione non va interpretata come un riconoscimento dello Stato palestinese e non pregiudica le singole posizioni degli Stati membri su questo punto).
</note>