Document ID: 32021C1206(03)
Language: ITA

<table><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>6.12.2021&#160;&#160;&#160;</p></td><td><p>IT</p></td><td><p>Gazzetta ufficiale dell&#8217;Unione europea</p></td><td><p>C 488/6</p></td></tr></tbody></table>
Dichiarazioni relative al regolamento (UE) 2021/2117 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 2 dicembre 2021, che modifica i regolamenti (UE) n. 1308/2013 recante organizzazione comune dei mercati dei prodotti agricoli, (UE) n. 1151/2012 sui regimi di qualità dei prodotti agricoli e alimentari, (UE) n. 251/2014 concernente la definizione, la designazione, la presentazione, l'etichettatura e la protezione delle indicazioni geografiche dei prodotti vitivinicoli aromatizzati e (UE) n. 228/2013 recante misure specifiche nel settore dell'agricoltura a favore delle regioni ultraperiferiche dell'Unione ( 1 )
(2021/C 488/03)
Dichiarazione congiunta del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione su un impegno proattivo a livello multilaterale riguardo all’applicazione delle norme sanitarie e ambientali dell’UE ai prodotti agricoli importati
Il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione riconoscono la necessità di ricercare una maggiore coerenza tra le norme sanitarie e ambientali che si applicano ai prodotti agricoli nell’Unione europea e quelle che si applicano ai prodotti agricoli importati, conformemente alle norme commerciali internazionali. Per affrontare le questioni dello sviluppo sostenibile, in particolare i cambiamenti climatici e la perdita di biodiversità, che sono problematiche di portata globale, e per rispondere alle aspettative dei cittadini in materia di alimenti di migliore qualità e più sostenibili, l’Unione europea ha costantemente innalzato tali norme per molti anni. Il Green Deal europeo e le sue strategie settoriali, compresa la comunicazione della Commissione dal titolo «Dal produttore al consumatore», si adoperano per conseguire tale obiettivo e si tradurranno in un ulteriore innalzamento di tali norme applicate all’interno dell’UE, anche, se del caso, per i prodotti importati.
Il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione riconoscono la necessità di impegnarsi proattivamente a livello multilaterale per aumentare l’ambizione in materia di obiettivi ambientali internazionali in sede di applicazione e miglioramento delle norme commerciali internazionali. Come indicato nella comunicazione della Commissione sul riesame della politica commerciale, è altresì opportuno che l’Unione europea, in determinate circostanze definite dalle regole dell’OMC, imponga che i prodotti agricoli importati rispettino determinati requisiti di produzione, in modo da garantire l’efficacia delle norme sanitarie, di benessere degli animali e ambientali che si applicano ai prodotti agricoli nell’Unione europea, e contribuire alla piena realizzazione delle comunicazioni sul Green Deal europeo e sulla strategia «Dal produttore al consumatore». Data l’importanza del suo mercato nel commercio internazionale, l’Unione europea può sfruttare la sua capacità di leva per innalzare le norme sanitarie e ambientali a livello mondiale e contribuire in tal modo al conseguimento degli obiettivi ambientali internazionali, come quelli dell’accordo di Parigi.
Il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione accolgono con favore l’approccio più ampio proposto nel riesame della politica commerciale per quanto riguarda la necessità di un maggiore impegno a livello multilaterale per affrontare questioni chiave quali gli stock strategici, in particolare perché il cibo è un bene essenziale. Migliorare la sicurezza alimentare globale significa ridurre l’instabilità dei mercati agricoli grazie a una maggiore cooperazione a livello multilaterale che vada oltre la riduzione delle distorsioni del mercato, un fattore necessario ma non sufficiente nella stabilizzazione dei mercati internazionali.
Dichiarazione comune del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione sulle disposizioni dell’OCM relative al settore dello zucchero dell’UE
Il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione riconoscono le difficoltà che il settore saccarifero deve affrontare dopo l’abolizione delle quote zucchero a ottobre 2017, caratterizzate da instabilità sui mercati internazionali, stagnazione del consumo e calo della produzione di barbabietola da zucchero e di zucchero. Tale situazione è fonte di preoccupazione per il settore dello zucchero dell’UE.
Lo stato attuale del settore e le sue strategie di adattamento saranno oggetto di una valutazione approfondita nel quadro di uno studio che sarà presentato in autunno 2021. Lo studio analizzerà gli strumenti politici europei e nazionali disponibili per il settore saccarifero, i rispettivi ruoli del settore privato e delle istituzioni pubbliche nel rispondere ai principali rischi che gravano sul settore e individuerà possibili strategie per migliorare la resilienza del settore saccarifero europeo.
Il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione esamineranno gli eventuali adeguati sviluppi politici futuri alla luce delle principali conclusioni e dei risultati ottenuti nel contesto del presente studio. Tali sviluppi politici futuri potrebbero comprendere tutte le pertinenti iniziative normative e non normative relative agli strumenti di gestione del mercato e delle crisi, alla trasparenza del mercato nella catena di approvvigionamento dello zucchero, alle relazioni contrattuali tra coltivatori e produttori di zucchero, al commercio internazionale e all’evoluzione della bioeconomia.
Dichiarazione congiunta del Parlamento europeo e del Consiglio sull’applicazione delle norme sanitarie e ambientali dell’UE ai prodotti agricoli importati
Il Parlamento europeo e il Consiglio invitano la Commissione a presentare, al più tardi nel giugno 2022, una relazione contenente una valutazione della logica e della fattibilità giuridica dell’applicazione delle norme sanitarie e ambientali dell’UE (comprese le norme in materia di benessere degli animali nonché i processi e i metodi di produzione) ai prodotti agricoli e agroalimentari importati, nonché a individuare iniziative concrete per garantire una migliore coerenza nella loro applicazione, conformemente alle norme dell’OMC. Tale relazione dovrebbe riguardare tutti i pertinenti settori di intervento pubblico, tra cui, ma non solo, la politica agricola comune, la politica in materia di salute e sicurezza alimentare, la politica ambientale e la politica commerciale comune.
Dichiarazione della Commissione sul riesame delle tolleranze all'importazione e dei limiti massimi di residui del Codex (CXL)
La Commissione europea continuerà a garantire che, a seguito di una valutazione approfondita delle informazioni scientifiche disponibili sulle sostanze attive nel contesto delle procedure previste dal regolamento (CE) n. 1107/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio ( 2 ) o dal regolamento (CE) n. 396/2005 del Parlamento europeo e del Consiglio ( 3 ) e in conformità alle norme dell'Organizzazione mondiale del commercio (OMC), le tolleranze all'importazione e i limiti massimi di residui del Codex (CXL) siano valutati e riesaminati per le sostanze attive che non sono, o non sono più, approvate nell'UE, in modo che eventuali residui negli alimenti o nei mangimi non presentino alcun rischio per i consumatori. Oltre agli aspetti concernenti la salute e le buone pratiche agricole attualmente oggetto di esame, nel valutare le domande di tolleranza all'importazione o nel riesaminare la tolleranza all'importazione delle sostanze attive non più approvate nell'UE la Commissione terrà conto, conformemente alle norme dell'OMC, anche delle preoccupazioni ambientali di natura globale. La presentazione da parte della Commissione della proposta relativa a un quadro legislativo per sistemi alimentari sostenibili costituirà un ulteriore passo fondamentale verso il pieno conseguimento di tale ambiziosa finalità, in linea con gli obiettivi del Green Deal.
Dichiarazione della Commissione sull'etichettatura nutrizionale e l'indicazione degli ingredienti del vino e dei prodotti vitivinicoli aromatizzati
La Commissione ritiene che i prodotti con un titolo alcolometrico inferiore o pari all'1,2 % debbano continuare a essere disciplinati dal regolamento relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti (regolamento FIC), e si riserva il diritto di ritornare al quadro giuridico per l'etichettatura dei vini in occasione della prossima iniziativa per l'etichettatura di tutte le bevande alcoliche nell'ambito del piano dell'UE per la lotta contro il cancro.
La Commissione ritiene inoltre che l'attuale compromesso sull'etichettatura del vino e dei prodotti vitivinicoli aromatizzati per quanto riguarda l'elenco degli ingredienti e la dichiarazione nutrizionale non possa essere considerato un precedente per future proposte legislative e negoziati e si riserva il diritto di allineare i requisiti di etichettatura per tutti i vini al piano dell'UE per la lotta contro il cancro.
<note>
( 1 ) GU L 435 del 6.12.2021, pag. 262 .
( 2 ) Regolamento (CE) n. 1107/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 ottobre 2009, relativo all’immissione sul mercato dei prodotti fitosanitari e che abroga le direttive del Consiglio 79/117/CEE e 91/414/CEE ( GU L 309 del 24.11.2009, pag. 1 ).
( 3 ) Regolamento (CE) n. 396/2005 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 febbraio 2005, concernente i livelli massimi di residui di antiparassitari nei o sui prodotti alimentari e mangimi di origine vegetale e animale e che modifica la direttiva 91/414/CEE del Consiglio ( GU L 70 del 16.3.2005, pag. 1 ).
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