Document ID: 32018D0699
Language: ITA

<table><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>8.5.2018&#160;&#160;&#160;</p></td><td><p>IT</p></td><td><p>Gazzetta ufficiale dell'Unione europea</p></td><td><p>LI 117/3</p></td></tr></tbody></table>
DECISIONE DI ESECUZIONE (PESC) 2018/699 DEL CONSIGLIO
dell'8 maggio 2018
che attua la decisione 2013/798/PESC concernente misure restrittive nei confronti della Repubblica centrafricana
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sull'Unione europea, in particolare l'articolo 31, paragrafo 2,
vista la decisione 2013/798/PESC del Consiglio, del 23 dicembre 2013, concernente misure restrittive nei confronti della Repubblica centrafricana ( 1 ) , in particolare l'articolo 2 quater ,
vista la proposta dell'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza,
considerando quanto segue:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(1)</p></td><td><p>Il 23&#160;dicembre 2013 il Consiglio ha adottato la decisione 2013/798/PESC.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(2)</p></td><td><p>Il 26&#160;aprile 2018 il comitato del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite (&#171;UNSC&#187;) istituito a norma della risoluzione UNSC 2127 (2013) ha aggiornato le informazioni relative a una persona soggetta a misure restrittive.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(3)</p></td><td><p>&#200; opportuno pertanto modificare di conseguenza l'allegato della decisione 2013/798/PESC,</p></td></tr></tbody></table>
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
L'allegato della decisione 2013/798/PESC è modificato come indicato nell'allegato della presente decisione.
Articolo 2
La presente decisione entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.
Fatto a Bruxelles, l'8 maggio 2018
Per il Consiglio
La presidente
E. ZAHARIEVA
( 1 ) GU L 352 del 24.12.2013, pag. 51 .
ALLEGATO
La voce relativa alla persona elencata in appresso è sostituita dalla seguente:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#171;8.</p></td><td><p><span>Eug&#232;ne BARRET NGA&#207;KOSSET</span> (alias: a) Eugene Ngaikosset; b) Eugene Ngaikoisset; c) Eugene Ngakosset; d) Eugene Barret Ngaikosse; e) Eugene Ngaikouesset; f) &#8220;The Butcher of Paoua&#8221;; g) Ngakosset)</p><p>Designazione: a) ex-capitano, Guardia presidenziale della Repubblica centrafricana, b) ex capitano, Forze navali della Repubblica centrafricana</p><p>Data di nascita: 8&#160;ottobre 1967</p><p>Numero di identificazione nazionale: Forze armate della Repubblica centrafricana (FACA) &#8212; numero di identificazione militare: 911-10-77</p><p>Indirizzo: Bangui, Repubblica centrafricana</p><p>Data della designazione ONU: 17&#160;dicembre 2015</p><p><span>Altre informazioni:</span> il capitano Eug&#232;ne Barret Nga&#239;kosset &#232; un ex membro della Guardia presidenziale dell'ex presidente Fran&#231;ois Boziz&#233; ed &#232; associato al movimento anti-balaka. &#200; evaso dal carcere il 17&#160;maggio 2015 dopo l'estradizione da Brazzaville e ha costituito una fazione anti-balaka composta da ex combattenti delle FACA. Link all'avviso speciale INTERPOL-Consiglio di sicurezza dell'ONU: https://www.interpol.int/en/notice/search/un/6217455</p><p><span>Informazioni tratte dalla sintesi dei motivi dell'inserimento nell'elenco forniti dal comitato delle sanzioni:</span></p><p>Eug&#232;ne Barret Nga&#239;kosset &#232; stato inserito nell'elenco il 17&#160;dicembre 2015 ai sensi del punto 11 e del punto 12, lettere b) e f) della risoluzione 2196 (2015) in quanto tra coloro che &#8220;intraprendono o sostengono atti che minacciano la pace, la stabilit&#224; o la sicurezza della Repubblica centrafricana&#8221; e in quanto &#8220;implicato nel pianificare, dirigere o compiere atti che violano il diritto internazionale dei diritti umani o il diritto internazionale umanitario applicabili, o che costituiscono abusi o violazioni dei diritti umani, nella Repubblica centrafricana, compresi atti che comportano violenza sessuale, attacchi alla popolazione civile, attacchi di matrice etnica o religiosa, attacchi a scuole e ospedali e sequestri e trasferimenti forzati;&#8221; e &#8220;implicato nel pianificare, dirigere, fiancheggiare, o condurre attacchi contro missioni dell'ONU o forze di sicurezza internazionali, compresa MINUSCA, le missioni dell'Unione europea e le operazioni francesi che le sostengono.&#8221;</p><p><span><span>Informazioni supplementari:</span></span></p><p>Nga&#239;kosset &#232; uno dei principali responsabili delle violenze scoppiate a Bangui a fine settembre 2015. Nga&#239;kosset e altri elementi anti-balaka si sono uniti a membri marginali dell'ex-Seleka nel tentativo di destabilizzare il governo transitorio della Repubblica centrafricana. Nella notte tra il 27 e il 28&#160;settembre 2015 Nga&#239;kosset e altri hanno tentato senza successo di assaltare il campo della gendarmeria &#8220;Izamo&#8221; per rubare armi e munizioni. Il 28 settembre il gruppo ha circondato gli uffici della radio nazionale della Repubblica centrafricana.</p><p>Il 1<span>o</span> ottobre 2015 Nga&#239;kosset ha incontrato nel quartiere PK5 Haroun Gaye, uno dei leader del<span>Front Populaire pour la Renaissance de Centrafrique</span> (FPRC), con l'obiettivo di pianificare un attacco congiunto a Bangui sabato 3 ottobre.</p><p>L'8&#160;ottobre 2015 il ministro della Giustizia della Repubblica centrafricana ha annunciato l'intenzione di indagare su Nga&#239;kosset e altre persone per il ruolo da loro svolto nelle violenze commesse nel settembre 2015 a Bangui. Ngaikosset e gli altri sono sospettati di coinvolgimento in &#8220;comportamenti gravi che costituiscono una violazione della sicurezza interna dello Stato, cospirazione, istigazione alla guerra civile, disobbedienza civile, odio e complicit&#224;.&#8221; Le autorit&#224; giudiziarie della Repubblica centrafricana sono state incaricate di avviare un'indagine per ricercare e arrestare gli autori di tali reati e i loro complici.</p><p>L'11&#160;ottobre 2015 Nga&#239;kosset avrebbe chiesto alle milizie anti-balaka sotto il suo comando di effettuare sequestri di persona, in particolare di cittadini francesi ma anche di esponenti politici della Repubblica centrafricana e funzionari dell'ONU, con l'obiettivo di ottenere l'abbandono di Catherine Samba-Panza della carica di presidenza transitoria.&#187;</p></td></tr></tbody></table>