Document ID: 32018R0565
Language: ITA

<table><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>13.4.2018&#160;&#160;&#160;</p></td><td><p>IT</p></td><td><p>Gazzetta ufficiale dell'Unione europea</p></td><td><p>L 95/1</p></td></tr></tbody></table>
REGOLAMENTO DI ESECUZIONE (UE) 2018/565 DEL CONSIGLIO
del 12 aprile 2018
che attua il regolamento (UE) n. 359/2011, concernente misure restrittive nei confronti di determinate persone, entità e organismi in considerazione della situazione in Iran
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,
visto il regolamento (UE) n. 359/2011 del Consiglio, del 12 aprile 2011, concernente misure restrittive nei confronti di determinate persone, entità e organismi in considerazione della situazione in Iran ( 1 ) , in particolare l'articolo 12, paragrafo 1,
vista la proposta dell'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza,
considerando quanto segue:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(1)</p></td><td><p>Il 12&#160;aprile 2011 il Consiglio ha adottato il regolamento (UE) n. 359/2011.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(2)</p></td><td><p>In base a un riesame della decisione&#160;2011/235/PESC del Consiglio<a>&#160;(<span>2</span>)</a>, il Consiglio ha deciso che &#232; opportuno prorogare le misure restrittive ivi previste fino al&#160;13&#160;aprile 2019.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(3)</p></td><td><p>Il Consiglio ha inoltre concluso che &#232; opportuno aggiornare le voci riguardanti 29 persone e un'entit&#224; figuranti nell'allegato I del regolamento (UE) n.&#160;359/2011.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(4)</p></td><td><p>&#200; opportuno modificare di conseguenza l'allegato I del regolamento (UE) n.&#160;359/2011,</p></td></tr></tbody></table>
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
L'allegato I del regolamento (UE) n. 359/2011 è modificato come indicato nell'allegato del presente regolamento.
Articolo 2
Il presente regolamento entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea .
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Lussemburgo, il 12 aprile 2018
Per il Consiglio
Il presidente
T. DONCHEV
( 1 ) GU L 100 del 14.4.2011, pag. 1 .
( 2 ) Decisione 2011/235/PESC del Consiglio, del 12 aprile 2011, concernente misure restrittive nei confronti di determinate persone ed entità in considerazione della situazione in Iran ( GU L 100 del 14.4.2011, pag. 51 ).
ALLEGATO
Le voci seguenti sostituiscono le voci corrispondenti nell'elenco di persone fisiche e giuridiche, entità ed organismi di cui all'allegato I del regolamento (UE) n. 359/2011:
«Persone
<table><col/><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#160;</p></td><td><p>Nome</p></td><td><p>Informazioni identificative</p></td><td><p>Motivi</p></td><td><p>Data di inserimento nell'elenco</p></td></tr><tr><td><p>1.</p></td><td><p>AHMADI- MOQADDAM Esmail</p></td><td><p>Luogo di nascita: Teheran (Iran)</p><p>Data di nascita: 1961</p></td><td><p>Ex consigliere di alto livello per la sicurezza presso il capo di Stato maggiore delle forze armate. Ex capo della polizia nazionale iraniana dal 2005 fino all'inizio del 2015. Le forze sotto il suo comando hanno condotto brutali attacchi contro pacifiche manifestazioni di protesta e un violento assalto alla Casa dello studente dell'Universit&#224; di Teheran nella notte del 15 giugno 2009. Attualmente capo del quartier generale iraniano a sostegno del popolo yemenita.</p></td><td><p>12.4.2011</p></td></tr><tr><td><p>3.</p></td><td><p>ARAGHI (ERAGHI) Abdollah</p></td><td><p>&#160;</p></td><td><p>Ex vicecapo delle forze di terra dell'IRGC. Ha avuto una responsabilit&#224; diretta e personale nella repressione delle manifestazioni di protesta dell'intera estate 2009.</p></td><td><p>12.4.2011</p></td></tr><tr><td><p>9.</p></td><td><p>NAQDI Mohammad-Reza</p></td><td><p>Luogo di nascita: Najaf (Iraq)</p><p>Data di nascita: all'incirca 1952</p></td><td><p>Vicecapo dell'IRGC per gli affari culturali e sociali. Ex comandante delle forze Basij. In veste di comandante delle forze Basij dell'IRGC, Naqdi &#232; stato responsabile o complice degli abusi compiuti dalle forze Basij alla fine del 2009, inclusa la violenta reazione alle manifestazioni di protesta della giornata di Ashura nel dicembre 2009, conclusasi con un bilancio di 15 morti e l'arresto di centinaia di manifestanti. Prima di essere nominato comandante delle forze Basij nell'ottobre&#160;2009, Naqdi &#232; stato capo dell'unit&#224; d'intelligence delle forze Basij responsabile degli interrogatori delle persone arrestate durante la repressione post elettorale.</p></td><td><p>12.4.2011</p></td></tr><tr><td><p>10.</p></td><td><p>RADAN Ahmad-Reza</p></td><td><p>Luogo di nascita: Isfahan (Iran)</p><p>Data di nascita:1963</p></td><td><p>In precedenza responsabile del centro di studi strategici della forza di sicurezza iraniana, un organismo collegato alla polizia nazionale. Ex capo del centro di studi strategici di polizia, ex vicecapo della polizia nazionale iraniana fino al giugno 2014. In veste di vicecapo della polizia nazionale dal 2008, Radan si &#232; reso responsabile di pestaggi, omicidi nonch&#233; arresti e detenzioni arbitrari commessi dalle forze di polizia contro i manifestanti. Attualmente comandante dell'IRGC incaricato di addestrare le forze &#8220;antiterrorismo&#8221; irachene.</p></td><td><p>12.4.2011</p></td></tr><tr><td><p>11.</p></td><td><p>RAJABZADEH Azizollah</p></td><td><p>&#160;</p></td><td><p>Ex capo dell'Organizzazione di Teheran per l'attenuazione degli effetti delle catastrofi (TDMO). Ex capo della polizia di Teheran (fino al gennaio 2010).</p><p>In veste di comandante delle forze dell'ordine nella Grande Teheran, Azizollah Rajabzadeh &#232; l'esponente di grado pi&#249; elevato accusato nei casi di abusi perpetrati nel carcere di Kahrizak.</p></td><td><p>12.4.2011</p></td></tr><tr><td><p>12.</p></td><td><p>SAJEDI-NIA Hossein</p></td><td><p>&#160;</p></td><td><p>Vicecomandante delle operazioni di polizia. Ex capo della polizia di Teheran, ex vicecapo della polizia nazionale iraniana responsabile delle operazioni di polizia. Ha il compito di coordinare, per il ministero dell'interno, le operazioni di repressione nella capitale iraniana.</p></td><td><p>12.4.2011</p></td></tr><tr><td><p>13.</p></td><td><p>TAEB Hossein</p></td><td><p>Luogo di nascita: Teheran</p><p>Data di nascita: 1963</p></td><td><p>Capo dell'intelligence dell'IRGC. Ex vicecomandante dell'IRGC per l'intelligence. Ex comandante delle forze Basij fino all'ottobre 2009. Le forze sotto il suo comando hanno partecipato a pestaggi di massa, omicidi, detenzioni e torture nei confronti di pacifici manifestanti.</p></td><td><p>12.4.2011</p></td></tr><tr><td><p>16.</p></td><td><p>HADDAD Hassan (alias Hassan ZAREH DEHNAVI)</p></td><td><p>&#160;</p></td><td><p>Ex viceresponsabile della sicurezza del tribunale rivoluzionario di Teheran. Ex giudice, sezione 26 del tribunale rivoluzionario di Teheran. Incaricato dei casi di detenuti collegati alle crisi post elettorali, ha regolarmente minacciato le famiglie dei detenuti per ridurle al silenzio. Ha svolto un ruolo importante nell'emissione degli ordini di detenzione nel carcere di Kahrizak. Nel novembre 2014, il suo ruolo nella morte di detenuti &#232; stato ufficialmente riconosciuto dalle autorit&#224; iraniane.</p></td><td><p>12.4.2011</p></td></tr><tr><td><p>21.</p></td><td><p>MOHSENI-EJEI Gholam-Hossein</p></td><td><p>Luogo di nascita: Ejiyeh</p><p>Data di nascita: all'incirca 1956</p></td><td><p>Membro del Consiglio per la determinazione delle scelte. Procuratore generale dell'Iran dal&#160;settembre&#160;2009 e vicecapo e portavoce della magistratura. Ex ministro dell'intelligence durante le elezioni del 2009. Mentre era ministro dell'intelligence durante le elezioni del 2009, agenti dell'intelligence sotto il suo comando si sono resi responsabili della detenzione e tortura, nonch&#233; dell'estorsione di confessioni false a mezzo di pressioni, di centinaia di attivisti, giornalisti, dissidenti ed esponenti politici riformisti. Inoltre, personalit&#224; politiche sono state costrette a rilasciare confessioni false durante interrogatori insopportabili, che hanno incluso torture, maltrattamenti, ricatti e minacce ai familiari.</p></td><td><p>12.4.2011</p></td></tr><tr><td><p>26.</p></td><td><p>SHARIFI Malek Adjar (alias SHARIFI Malek Ajdar)</p></td><td><p>&#160;</p></td><td><p>Giudice della Corte suprema a capo della 43<span>a</span> sezione. Ex capo della magistratura dell'Azerbaigian orientale. Responsabile del processo a Sakineh Mohammadi-Ashtiani.</p></td><td><p>12.4.2011</p></td></tr><tr><td><p>28.</p></td><td><p>YASAGHI Ali-Akbar</p></td><td><p>&#160;</p></td><td><p>Giudice della Corte suprema a capo della 44<span>a</span> sezione. Viceamministratore delegato della fondazione Setad-e Dieh. Ex presidente del tribunale rivoluzionario di Mashhad. I processi sotto la sua giurisdizione sono stati condotti in maniera sommaria e a porte chiuse, senza rispettare i diritti fondamentali degli imputati. Dato che le sentenze di esecuzione sono state emesse in massa, le sentenze capitali sono state inflitte senza la corretta osservanza di eque procedure di audizione.</p></td><td><p>12.4.2011</p></td></tr><tr><td><p>32.</p></td><td><p>ZANJIREI Mohammad-Ali</p></td><td><p>&#160;</p></td><td><p>Consigliere di alto livello del capo, ed ex vicecapo, dell'organizzazione carceraria dell'Iran, responsabile degli abusi e della privazione dei diritti in carcere. Ha ordinato il trasferimento di molti detenuti in celle di isolamento.</p></td><td><p>12.4.2011</p></td></tr><tr><td><p>33.</p></td><td><p>ABBASZADEH- MESHKINI Mahmoud</p></td><td><p>&#160;</p></td><td><p>Consigliere presso il Consiglio per i diritti umani. Ex segretario del Consiglio per i diritti umani. Ex governatore della provincia di Ilam. Ex direttore politico del ministero dell'interno. Quale presidente del Comitato dell'articolo 10 della legge sulle attivit&#224; dei partiti e dei gruppi politici, era incaricato dell'autorizzazione delle manifestazioni e di altri eventi pubblici nonch&#233; della registrazione dei partiti politici.</p><p>Nel 2010 ha sospeso le attivit&#224; di due partiti politici riformisti collegati a Mousavi &#8211; il Fronte di partecipazione dell'Iran islamico e l'Organizzazione dei Mujahidin della rivoluzione islamica.</p><p>Dal 2009 in poi ha costantemente e continuamente vietato tutte le riunioni non governative, negando in tal modo il diritto costituzionale alla protesta e causando l'arresto di molti manifestanti pacifici in violazione del diritto di riunione.</p><p>Nel 2009 ha inoltre negato all'opposizione l'autorizzazione a svolgere una cerimonia commemorativa in onore delle vittime delle proteste relative alle elezioni presidenziali.</p></td><td><p>10.10.2011</p></td></tr><tr><td><p>34.</p></td><td><p>AKBARSHAHI Ali-Reza</p></td><td><p>&#160;</p></td><td><p>Ex direttore generale del quartier generale iraniano di controllo degli stupefacenti (alias quartier generale di lotta alla droga). Ex comandante della polizia di Teheran. Sotto il suo comando, la forza di polizia si &#232; resa responsabile di violenze sommarie sugli imputati durante l'arresto e la custodia cautelare. La polizia di Teheran ha partecipato anche alle irruzioni nella Casa dello studente dell'Universit&#224; di Teheran del giugno 2009, in occasione delle quali, secondo una commissione del Majlis iraniano, la polizia e le forze Basij hanno ferito oltre 100 studenti. Attualmente capo della polizia ferroviaria.</p></td><td><p>10.10.2011</p></td></tr><tr><td><p>36.</p></td><td><p>AVAEE Seyyed Ali-Reza (alias AVAEE Seyyed Alireza)</p></td><td><p>&#160;</p></td><td><p>Ministro della giustizia. Ex direttore dell'ufficio per le indagini speciali. Viceministro dell'interno e responsabile del registro pubblico fino a luglio 2016. Consulente presso il tribunale disciplinare per i giudici a partire dall'aprile 2014. Ex presidente della magistratura di Teheran. In tale veste si &#232; reso responsabile di violazioni dei diritti umani, arresti arbitrari, negazione dei diritti dei detenuti e di un aumento delle esecuzioni.</p></td><td><p>10.10.2011</p></td></tr><tr><td><p>40.</p></td><td><p>HABIBI Mohammad Reza</p></td><td><p>&#160;</p></td><td><p>Capo dell'ufficio del ministero della giustizia a Yazd. Ex viceprocuratore di Isfahan. Complice delle condotte volte a negare agli imputati un processo equo &#8211; come nel caso di Abdollah Fathi, giustiziato nel maggio 2011 dopo che nel processo del marzo 2010 Habibi aveva ignorato il suo diritto ad essere ascoltato e i suoi problemi di salute mentale. &#200; pertanto complice di una grave violazione del diritto al giusto processo contribuendo all'uso eccessivo e crescente della pena capitale e a un brusco aumento delle esecuzioni dall'inizio del 2011.</p></td><td><p>10.10.2011</p></td></tr><tr><td><p>45.</p></td><td><p>JOKAR Mohammad Saleh</p></td><td><p>&#160;</p></td><td><p>Delegato agli affari parlamentari delle guardie rivoluzionarie. Dal 2011 al 2016: membro del Parlamento per la provincia di Yazd e membro della commissione parlamentare per la sicurezza nazionale e la politica estera. Ex comandante delle forze Basij studentesche.</p><p>In veste di comandante delle forze Basij studentesche ha partecipato attivamente alla repressione delle proteste nelle scuole e universit&#224; e alla detenzione extragiudiziale di attivisti e giornalisti.</p></td><td><p>10.10.2011</p></td></tr><tr><td><p>48.</p></td><td><p>MAHSOULI Sadeq (alias MAHSULI Sadeq)</p></td><td><p>Luogo di nascita: Oroumieh (Iran)</p><p>Data di nascita: 1959/60</p></td><td><p>Consigliere dell'ex presidente Mahmoud Ahmadinejad, attuale membro del Consiglio per la determinazione delle scelte e vicecapo del Fronte della perseveranza. Ministro del welfare e della sicurezza sociale tra il 2009 e il 2011. Ministro dell'interno fino all'agosto 2009. In tale qualit&#224;, Mahsouli comandava tutte le forze di polizia, gli agenti di sicurezza del ministero dell'interno e gli agenti in borghese. Le forze sotto il suo comando si sono rese responsabili degli attacchi contro la casa dello studente dell'universit&#224; di Teheran il 14 giugno 2009 e delle torture inflitte a studenti nei sotterranei del ministero (il tristemente noto sotterraneo 4). Altri manifestanti sono stati pesantemente molestati nel carcere di Kahrizak, gestito dalla polizia sotto il comando di Mahsouli.</p></td><td><p>10.10.2011</p></td></tr><tr><td><p>50.</p></td><td><p>OMIDI Mehrdad (alias Reza alias OMIDI Reza)</p></td><td><p>&#160;</p></td><td><p>Capo della sezione VI della polizia, dipartimento indagini. Ex capo dei servizi di intelligence nell'ambito della polizia iraniana. Ex capo dell'Unit&#224; criminalit&#224; informatica della polizia iraniana. Responsabile di migliaia di indagini e incriminazioni a carico di riformisti e oppositori politici che utilizzano Internet. Responsabile pertanto di aver disposto le gravi violazioni dei diritti umani commesse nell'ambito della repressione delle persone che rivendicano i propri diritti legittimi, compreso il diritto alla libert&#224; di espressione.</p></td><td><p>10.10.2011</p></td></tr><tr><td><p>51.</p></td><td><p>SALARKIA Mahmoud</p></td><td><p>Ex direttore del &#8220;Persepolis Football Club&#8221; di Teheran</p></td><td><p>Ex capo della Commissione petrolio e trasporti della citt&#224; di Teheran. Viceprocuratore generale di Teheran per gli Affari penitenziari durante la repressione del&#160;2009.</p><p>In qualit&#224; di viceprocuratore generale di Teheran per gli Affari penitenziari, &#232; stato direttamente responsabile di molti dei mandati d'arresto emessi nei confronti di manifestanti e attivisti innocenti e pacifici. Secondo quanto riferito da numerosi difensori dei diritti umani, la quasi totalit&#224; delle persone arrestate &#232;, su suo ordine, tenuta in isolamento, senza contatti con legali o familiari e senza alcuna imputazione, per periodi di diversa durata, spesso in condizioni equivalenti a una sparizione forzata. Di frequente ai familiari non &#232; data notizia dell'arresto.</p></td><td><p>10.10.2011</p></td></tr><tr><td><p>53.</p></td><td><p>TALA Hossein (alias TALA Hosseyn)</p></td><td><p>&#160;</p></td><td><p>Sindaco di Eslamshahr. Ex parlamentare iraniano. Ex Governatore generale (&#8220;Farmandar&#8221;) della provincia di Teheran fino al settembre 2010; si &#232; reso responsabile dell'intervento delle forze di polizia e pertanto della repressione delle manifestazioni. Nel dicembre 2010 ha ricevuto un premio per il ruolo svolto nella repressione post-elettorale.</p></td><td><p>10.10.2011</p></td></tr><tr><td><p>54.</p></td><td><p>TAMADDON Morteza (alias TAMADON Morteza)</p></td><td><p>Luogo di nascita: Shahr Kord-Esfahan</p><p>Data di nascita: 1959</p></td><td><p>Ex capo del Consiglio provinciale per la sicurezza pubblica di Teheran. Ex Governatore generale dell'IRGC della provincia di Teheran. In qualit&#224; di governatore e di capo del Consiglio provinciale per la sicurezza pubblica di Teheran, &#232; responsabile in generale di tutte le attivit&#224; di repressione svolte dall'IRGC nella provincia di Teheran, compresa la repressione delle proteste politiche a partire dal giugno 2009. Attualmente membro del consiglio di amministrazione presso l'Universit&#224; di tecnologia Khajeh Nasireddin Tusi.</p></td><td><p>10.10.2011</p></td></tr><tr><td><p>55.</p></td><td><p>ZEBHI Hossein</p></td><td><p>&#160;</p></td><td><p>Giudice della Corte suprema. Ex viceprocuratore generale dell'Iran. Responsabile di vari procedimenti giudiziari connessi alle proteste post-elettorali.</p></td><td><p>10.10.2011</p></td></tr><tr><td><p>59.</p></td><td><p>BAKHTIARI Seyyed Morteza</p></td><td><p>Luogo di nascita: Mashad (Iran)</p><p>Data di nascita: 1952</p></td><td><p>Vicecustode del santuario dell'Imam Reza. Ex funzionario del tribunale clericale speciale. Ex ministro della giustizia dal 2009 al 2013. Durante il suo mandato come ministro della giustizia, le condizioni di detenzione in Iran sono scese ben al di sotto degli standard accettati a livello internazionale e vi &#232; stato un impiego diffuso di pratiche di maltrattamento dei detenuti. Inoltre, ha svolto un ruolo chiave nel minacciare e perseguitare la diaspora iraniana annunciando l'istituzione di un tribunale speciale per occuparsi in modo specifico di Iraniani che vivono al di fuori del paese. Egli ha inoltre supervisionato il forte aumento del numero di esecuzioni in Iran, tra cui esecuzioni segrete non annunciate dal governo ed esecuzioni per reati connessi alla droga.</p></td><td><p>10.10.2011</p></td></tr><tr><td><p>60.</p></td><td><p>HOSSEINI Dr Mohammad (alias HOSSEYNI Dr Seyyed Mohammad; Seyed, Sayyed e Sayyid)</p></td><td><p>Luogo di nascita: Rafsanjan, Kerman</p><p>Data di nascita: 1961</p></td><td><p>Consigliere dell'ex presidente Mahmoud Ahmadinejad e portavoce della fazione politica intransigente YEKTA. Ex ministro della cultura e dell'orientamento islamico (2009-2013). Ex dell'IRGC, &#232; stato complice della repressione dei giornalisti.</p></td><td><p>10.10.2011</p></td></tr><tr><td><p>69.</p></td><td><p>MORTAZAVI Seyyed Solat</p></td><td><p>Luogo di nascita: Farsan, Tchar Mahal-o-Bakhtiari (Sud) (Iran)</p><p>Data di nascita: 1967</p></td><td><p>Ex sindaco della seconda citt&#224; pi&#249; grande dell'Iran, Mashad, dove hanno luogo regolarmente esecuzioni pubbliche. Ex viceministro dell'interno per gli affari politici. Era responsabile di dirigere la repressione delle persone che si esprimevano in difesa dei loro diritti legittimi, compresa la libert&#224; di espressione. Successivamente &#232; stato nominato capo della commissione elettorale iraniana per le elezioni parlamentari del 2012 e per le elezioni presidenziali del 2013.</p></td><td><p>23.3.2012</p></td></tr><tr><td><p>73.</p></td><td><p>FAHRADI Ali</p></td><td><p>&#160;</p></td><td><p>Vicecapo dell'ispettorato degli affari legali e dell'ispezione pubblica del ministero della giustizia di Teheran. Ex procuratore di Karaj. Responsabile di gravi violazioni dei diritti umani, compresa la celebrazione di processi in cui &#232; stata inflitta la pena capitale. Durante il suo incarico di procuratore si &#232; registrato un elevato numero di esecuzioni nella regione di Karaj.</p></td><td><p>23.3.2012</p></td></tr><tr><td><p>75.</p></td><td><p>RAMEZANI Gholamhossein</p></td><td><p>&#160;</p></td><td><p>Dal 2011: capo dei servizi di intelligence del ministero della difesa; da novembre 2009 a marzo 2011: comandante dell'intelligence dei Pasdaran; da marzo 2008 a novembre 2009: vicecomandante dell'intelligence dei Pasdaran; da aprile 2006 a marzo 2008: capo dei servizi di protezione e intelligence dei Pasdaran. Coinvolto nella repressione della libert&#224; di espressione, anche in associazione con i responsabili dell'arresto di blogger/giornalisti nel 2004, avrebbe avuto un ruolo nella repressione delle manifestazioni di protesta post-elettorali nel 2009.</p></td><td><p>23.3.2012</p></td></tr><tr><td><p>82.</p></td><td><p>SARAFRAZ Mohammad (Dr) (alias Haj-agha Sarafraz)</p></td><td><p>Luogo di nascita: Teheran</p><p>Data di nascita: all'incirca 1963</p><p>Luogo di residenza: Teheran Luogo di lavoro: sede centrale dell'IRIB e della Press TV, Teheran</p></td><td><p>Ex membro del Consiglio supremo del ciberspazio. Ex presidente della Radio Televisione della Repubblica islamica dell'Iran (IRIB). Ex direttore della sezione World Service e della rete Press TV dell'IRIB, responsabile di tutte le decisioni relative ai programmi. Strettamente associato all'apparato di sicurezza dello Stato. Sotto la sua direzione, Press TV, insieme all'IRIB, ha collaborato con i servizi di sicurezza e i procuratori iraniani per trasmettere confessioni estorte a detenuti, fra cui quella di Maziar Bahari, giornalista e regista irano-canadese, nel programma settimanale &#8220;Iran Today&#8221;. La OFCOM, autorit&#224; regolatrice indipendente per le societ&#224; di comunicazione, ha condannato nel Regno Unito la Press TV a pagare una multa di 100&#160;000  sterline per aver trasmesso la confessione di Bahari nel 2011, filmata in carcere mentre gli veniva estorta con la forza. Sarafraz &#232; pertanto associato alla violazione del diritto a un giusto processo e del diritto a un equo processo.</p></td><td><p>12.3.2013</p></td></tr></tbody></table>
Entità
<table><col/><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#160;</p></td><td><p>Nome</p></td><td><p>Informazioni identificative</p></td><td><p>Motivi</p></td><td><p>Data di inserimento nell'elenco</p></td></tr><tr><td><p>1.</p></td><td><p>Polizia Criminalit&#224; informatica</p></td><td><p>Luogo: Teheran, Iran</p><p>sito web: http://www.cyberpolice.ir</p></td><td><p>La polizia Criminalit&#224; informatica iraniana, fondata nel gennaio 2011, &#232; un'unit&#224; della polizia della Repubblica islamica dell'Iran che &#232; stata diretta fino all'inizio del 2015 da Esmail Ahmadi-Moqaddam (in elenco). Ahmadi-Moqaddam ha sottolineato che quest'unit&#224; perseguir&#224; gruppi dissidenti e antirivoluzionari che hanno usato le reti sociali basate su Internet per scatenare, nel 2009, la protesta contro la rielezione del presidente Mahmoud Ahmadinejad. Nel gennaio 2012 quest'unit&#224; di polizia ha emesso nuove direttive per gli Internet caf&#233;, che impongono agli utenti di fornire dati personali, che saranno conservati per sei mesi dai proprietari degli esercizi, nonch&#233; una registrazione dei siti web visitati. Queste disposizioni impongono inoltre ai proprietari degli esercizi di installare telecamere a circuito chiuso, conservandone le registrazioni per sei mesi. In base a queste nuove disposizioni &#232; possibile creare un registro che le autorit&#224; potranno usare per intercettare attivisti o chiunque sia ritenuto una minaccia per la sicurezza nazionale.</p><p>Nel giugno 2012 i media iraniani hanno riferito che la Polizia criminalit&#224; informatica starebbe mettendo in atto una repressione delle reti virtuali private (VPN). Il 30 ottobre 2012 la stessa unit&#224; di polizia ha arrestato il blogger Sattar Beheshti senza un mandato per &#8220;atti contro la sicurezza nazionale sulle reti sociali e su Facebook&#8221;. Beheshti aveva criticato il governo iraniano nel suo blog. Beheshti &#232; stato trovato morto nella sua cella il 3 novembre 2012 e si ritiene che sia stato torturato a morte da membri della polizia Criminalit&#224; informatica.</p></td><td><p>12.3.2013&#187;</p></td></tr></tbody></table>