Document ID: 32016D0423(03)
Language: ITA

<table><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>23.4.2016&#160;&#160;&#160;</p></td><td><p>IT</p></td><td><p>Gazzetta ufficiale dell'Unione europea</p></td><td><p>C 144/14</p></td></tr></tbody></table>
DECISIONE DELLA COMMISSIONE
del 21 aprile 2016
che notifica a un paese terzo la possibilità di essere identificato come paese terzo non cooperante nella lotta contro la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata
(2016/C 144/07)
LA COMMISSIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea,
visto il regolamento (CE) n. 1005/2008 del Consiglio che istituisce un regime comunitario per prevenire, scoraggiare ed eliminare la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata, che modifica i regolamenti (CEE) n. 2847/93, (CE) n. 1936/2001 e (CE) n. 601/2004 e che abroga i regolamenti (CE) n. 1093/94 e (CE) n. 1447/1999 ( 1 ) , in particolare l’articolo 32,
considerando quanto segue:
1. INTRODUZIONE
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(1)</p></td><td><p>Il regolamento (CE) n. 1005/2008 (&#171;regolamento INN&#187;) istituisce un regime dell&#8217;Unione per prevenire, scoraggiare ed eliminare la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata (&#171;pesca INN&#187;).</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(2)</p></td><td><p>Il capo VI del regolamento INN stabilisce la procedura per l&#8217;identificazione dei paesi terzi non cooperanti, i provvedimenti da adottare in relazione a tali paesi, l&#8217;elaborazione di un elenco di tali paesi, la radiazione dallo stesso, la pubblicit&#224; dell&#8217;elenco e le misure di emergenza.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(3)</p></td><td><p>In conformit&#224; dell&#8217;articolo 32 del regolamento INN, la Commissione &#232; tenuta a notificare ai paesi interessati la possibilit&#224; di essere identificati come paesi terzi non cooperanti. Tale notifica, di natura preliminare, deve basarsi sui criteri di cui all&#8217;articolo 31 del regolamento INN. La Commissione &#232; altres&#236; tenuta ad adottare tutti i provvedimenti previsti all&#8217;articolo 32 di detto regolamento nei confronti dei paesi terzi destinatari della notifica. In particolare, la Commissione deve includere nella notifica le informazioni sui fatti essenziali e le considerazioni che motivano l&#8217;identificazione e dare a tali paesi la possibilit&#224; di rispondere fornendo prove atte a confutare l&#8217;identificazione o, se del caso, un piano d&#8217;azione inteso a risanare la situazione, nonch&#233; i provvedimenti correttivi adottati. La Commissione deve accordare ai paesi terzi destinatari della notifica un termine congruo per rispondere alla stessa, nonch&#233; un termine ragionevole per porre rimedio alla situazione.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(4)</p></td><td><p>A norma dell&#8217;articolo 31 del regolamento INN, la Commissione &#232; tenuta a identificare i paesi terzi che considera paesi non cooperanti nella lotta contro la pesca INN. Devono essere identificati come non cooperanti i paesi terzi che non adempiano all&#8217;obbligo ad essi imposto dal diritto internazionale, nella loro qualit&#224; di Stati di bandiera, Stati di approdo, Stati costieri o Stati di commercializzazione, di adottare misure volte a prevenire, scoraggiare e eliminare la pesca INN.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(5)</p></td><td><p>L&#8217;identificazione dei paesi terzi non cooperanti deve basarsi sull&#8217;esame di tutte le informazioni indicate all&#8217;articolo 31, paragrafo 2, del regolamento INN.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(6)</p></td><td><p>A norma dell&#8217;articolo 33 del regolamento INN, il Consiglio deve elaborare un elenco dei paesi terzi non cooperanti. Le misure stabilite, fra l&#8217;altro, all&#8217;articolo 38 del regolamento INN si applicano a tali paesi.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(7)</p></td><td><p>A norma dell&#8217;articolo 20, paragrafo 1, del regolamento INN, l&#8217;accettazione di certificati di cattura convalidati da parte di Stati terzi di bandiera &#232; subordinata alla notifica alla Commissione delle disposizioni in materia di attuazione, controllo ed osservanza delle leggi, dei regolamenti e delle misure di conservazione e di gestione applicabili ai pescherecci dei paesi terzi interessati.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(8)</p></td><td><p>In conformit&#224; dell&#8217;articolo 20, paragrafo 4, del regolamento INN, la Commissione deve cooperare sul piano amministrativo con i paesi terzi su questioni attinenti all&#8217;attuazione di detto regolamento.</p></td></tr></tbody></table>
2. PROCEDURA RELATIVA ALLA REPUBBLICA DI TRINIDAD E TOBAGO
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(9)</p></td><td><p>La Repubblica di Trinidad e Tobago (in seguito denominata &#171;Trinidad e Tobago&#187;) non ha presentato alla Commissione la notifica come Stato di bandiera a norma dell&#8217;articolo 20 del regolamento INN.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(10)</p></td><td><p>Tra il 2014 e il 2016 la Commissione ha cooperato sul piano amministrativo con le autorit&#224; di Trinidad e Tobago su questioni concernenti l&#8217;attuazione, il controllo e l&#8217;osservanza delle leggi, dei regolamenti e delle misure di gestione e di conservazione da parte di tale paese. Nell&#8217;ambito di tale cooperazione sono state scambiate osservazioni scritte e orali e sono state effettuate visite in loco. La Commissione ha cercato e verificato tutte le informazioni ritenute necessarie per quanto riguarda le disposizioni di Trinidad e Tobago in materia di attuazione, controllo e osservanza delle leggi, dei regolamenti e delle misure di conservazione e di gestione che devono essere rispettate dai suoi pescherecci nonch&#233; le misure adottate da tale paese per adempiere ai propri obblighi nella lotta contro la pesca INN.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(11)</p></td><td><p>Trinidad e Tobago &#232; parte contraente della convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (UNCLOS) del 1982, dell&#8217;accordo delle Nazioni Unite ai fini dell&#8217;applicazione delle disposizioni della convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare, del 10 dicembre 1982, relative alla conservazione e alla gestione degli stock ittici transzonali e degli stock ittici altamente migratori (UNFSA) del 1995 e della Commissione internazionale per la conservazione dei tonnidi dell&#8217;Atlantico (ICCAT).</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(12)</p></td><td><p>Per valutare l&#8217;osservanza, da parte di Trinidad e Tobago, dei suoi obblighi internazionali in quanto Stato di bandiera, Stato di approdo, Stato costiero o Stato di commercializzazione, quali sanciti negli accordi internazionali di cui al considerando 11 e stabiliti dalle pertinenti organizzazioni regionali di gestione della pesca (ORGP), la Commissione ha cercato, raccolto e analizzato tutte le informazioni necessarie.</p></td></tr></tbody></table>
3. POSSIBILITÀ, PER LA REPUBBLICA DI TRINIDAD E TOBAGO, DI ESSERE IDENTIFICATA COME PAESE TERZO NON COOPERANTE
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(13)</p></td><td><p>A norma dell&#8217;articolo 31, paragrafo 3, del regolamento INN, la Commissione ha esaminato gli obblighi spettanti a Trinidad e Tobago come Stato di bandiera, Stato di approdo, Stato costiero o Stato di commercializzazione. Ai fini di tale esame la Commissione ha preso in considerazione i criteri elencati all&#8217;articolo 31, paragrafi da 4 a 7, del regolamento INN e la legislazione internazionale applicabile.</p></td></tr></tbody></table>
3.1. Ricorrenza di attività di pesca INN e di flussi commerciali INN (articolo 31, paragrafo 4, del regolamento INN)
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(14)</p></td><td><p>Per le ragioni descritte nel prosieguo e nella sezione 3.2, il quadro giuridico di Trinidad e Tobago in materia di gestione della pesca, essenzialmente basato sulla legge sulla pesca del 1916<a>&#160;(<span>2</span>)</a> e sulla legge relativa alle acque arcipelagiche e alla zona economica esclusiva del 1986<a>&#160;(<span>3</span>)</a>, non sembra istituire misure atte a controllare in modo efficace i pescherecci battenti bandiera di Trinidad e Tobago e i pescherecci di paesi terzi operanti nelle acque e nei porti di Trinidad e Tobago.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(15)</p></td><td><p>Dalle informazioni acquisite dalla Commissione nel corso della visita in loco e da informazioni pubblicamente disponibili emerge con chiarezza che Trinidad e Tobago non &#232; in grado di fornire informazioni sulle caratteristiche delle specie altamente migratorie catturate dalla propria flotta d&#8217;altura o sui prodotti della pesca sbarcati o trasbordati nei propri porti e sui flussi commerciali di tali prodotti.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(16)</p></td><td><p>Tenuto conto dell&#8217;apparente mancanza di un sistema di tracciabilit&#224; e del fatto che le autorit&#224; di Trinidad e Tobago non dispongono di informazioni sul pesce sbarcato o trasbordato dai propri pescherecci o da pescherecci di paesi terzi nei propri porti, &#232; poco probabile che tale paese sia in grado di garantire che i prodotti della pesca commercializzati sul suo territorio non provengano dalla pesca INN.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(17)</p></td><td><p>A tale riguardo, sembra che Trinidad e Tobago non si conformi all&#8217;obbligo imposto allo Stato di approdo di adottare i necessari provvedimenti per promuovere l&#8217;efficacia delle misure internazionali di conservazione e di gestione, in particolare effettuando ispezioni in porto di documenti, attrezzi o catture e vietando gli sbarchi e i trasbordi qualora venga accertato che le catture sono state prelevate in modo da pregiudicare l&#8217;efficacia delle misure internazionali di conservazione e di gestione definite all&#8217;articolo 23 dell&#8217;UNFSA. Sembra inoltre che Trinidad e Tobago non tenga conto delle raccomandazioni di cui al punto 24 del piano d&#8217;azione internazionale della FAO per prevenire, scoraggiare ed eliminare la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata (piano d&#8217;azione internazionale contro la pesca INN), che raccomanda agli Stati di bandiera di assicurare un monitoraggio, un controllo e una sorveglianza esaustivi ed efficaci delle operazioni di pesca, ivi compreso nel luogo di sbarco e di destinazione finale, e di cui al punto 71 del medesimo piano, che invita gli Stati ad adottare opportune disposizioni per migliorare la trasparenza dei loro mercati al fine di assicurare la tracciabilit&#224; del pesce e dei prodotti della pesca. Analogamente, sembra essere stato disatteso l&#8217;articolo 11 del codice di condotta per una pesca responsabile della FAO (codice di condotta della FAO), che definisce buone pratiche per le attivit&#224; successive alla cattura e per un commercio internazionale responsabile.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(18)</p></td><td><p>Considerata la situazione illustrata nella presente sezione e sulla base di tutti gli elementi fattuali raccolti dalla Commissione nonch&#233; delle dichiarazioni rilasciate dal paese, si &#232; potuto stabilire, a norma dell&#8217;articolo 31, paragrafo 3 e dell'articolo 31, paragrafo 4, lettere a) e b), del regolamento INN, che vi sono chiare indicazioni del fatto che Trinidad e Tobago non ha osservato l&#8217;obbligo, ad essa imposto dal diritto internazionale in qualit&#224; di Stato di bandiera e di Stato commercializzazione, di impedire l&#8217;accesso di prodotti ittici provenienti dalla pesca INN al proprio mercato.</p></td></tr></tbody></table>
3.2. Mancata cooperazione e esecuzione (articolo 31, paragrafo 5, del regolamento INN)
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(19)</p></td><td><p>Le autorit&#224; di Trinidad e Tobago si sono dimostrate generalmente disposte a cooperare e a rispondere alle richieste di informazioni; tuttavia l&#8217;affidabilit&#224; e la correttezza delle loro risposte sono inficiate dal quadro giuridico obsoleto, che non sembra conforme agli obblighi spettanti a tale paese nell&#8217;ambito del diritto internazionale, e dalla scarsa trasparenza del sistema di gestione della pesca [come indicato nella sezione 3(1) e descritto nei considerando da 20 a 23]. Le autorit&#224; di Trinidad e Tobago hanno presentato un nuovo progetto di legge sulla gestione della pesca, che per&#242; non &#232; risultato ancora conforme agli obblighi internazionali di tale paese.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(20)</p></td><td><p>Trinidad e Tobago &#232; un importante Stato di approdo della regione caraibica orientale. Nei suoi porti i pescherecci battenti bandiera di paesi terzi effettuano sbarchi e trasbordi di specie transzonali e altamente migratorie. Tuttavia non sembra esistere alcuna forma di cooperazione, formale o informale, con tali paesi terzi. Inoltre le autorit&#224; di Trinidad e Tobago non sono state in grado di precisare quali sono i paesi terzi che partecipano a tali attivit&#224; nei loro porti.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(21)</p></td><td><p>Il quadro giuridico sulla pesca, ormai obsoleto, non include principi generali e misure di conservazione e di gestione delle risorse di pesca, come richiesto dal diritto internazionale applicabile, n&#233; disposizioni volte a disciplinare la pesca INN. A tale riguardo, il quadro giuridico vigente non definisce la nozione di infrazioni gravi e non stabilisce un elenco esaustivo di reati gravi accompagnato da sanzioni severe e proporzionate. L&#8217;entit&#224; delle ammende non &#232; collegata al valore del pesce catturato illegalmente e non consente quindi di privare sistematicamente i trasgressori dei benefici derivanti dalle loro attivit&#224; illecite. Pertanto, nella sua forma attuale il sistema sanzionatorio non &#232; sufficientemente severo ed esaustivo da poter esercitare una funzione dissuasiva.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(22)</p></td><td><p>Il dipartimento per la pesca presso il ministero dell&#8217;agricoltura, del territorio e della pesca non comprende un&#8217;unit&#224; incaricata del controllo, della sorveglianza e dell&#8217;applicazione delle norme nel settore della pesca. Non risulta che vengano svolti controlli sulle attivit&#224; di pesca dei pescherecci battenti bandiera di Trinidad e Tobago, ovunque esse si svolgano, e sulle attivit&#224; svolte da pescherecci battenti bandiera di paesi terzi nelle acque e nei porti di Trinidad e Tobago. Non tutti i pescherecci industriali e semi-industriali (di lunghezza superiore a 24 m) battenti bandiera di Trinidad e Tobago sono dotati di un sistema di controllo VMS e non sussiste l&#8217;obbligo di tenere un giornale di bordo. Non esiste un programma di osservazione. Non esiste neppure un centro operativo di controllo della pesca.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(23)</p></td><td><p>L&#8217;apparente mancanza di un quadro giuridico e di mezzi di controllo adeguati rende altamente improbabile l&#8217;effettiva applicazione delle norme. Sembra che le uniche informazioni ricevute dalle autorit&#224; di Trinidad e Tobago siano i rapporti sulle bordate di pesca compilati e presentati dagli operatori. Nella situazione attuale &#232; risultato impossibile analizzare in modo adeguato la storia, la natura, le circostanze, l&#8217;entit&#224; e la gravit&#224; delle attivit&#224; di pesca INN.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(24)</p></td><td><p>A causa delle carenze descritte nel considerando (20), Trinidad e Tobago non &#232; in grado di conformarsi agli articoli 63, 64 e da 117 a 119 dell&#8217;UNCLOS, che impongono a tutti gli Stati l&#8217;obbligo di cooperare per la conservazione e la gestione delle risorse biologiche marine, compresi gli stock transzonali e le specie altamente migratorie. Tale obbligo di cooperazione &#232; ulteriormente approfondito dagli articoli 7, 8 e 20 dell&#8217;UNFSA, che impongono agli Stati, rispettivamente, di definire misure di conservazione e di gestione compatibili e di garantirne il rispetto e l&#8217;attuazione. Tale aspetto &#232; ulteriormente sviluppato nei punti 28 e 51 del piano d&#8217;azione internazionale contro la pesca INN, che definiscono le modalit&#224; pratiche di cooperazione diretta fra gli Stati, con particolare riguardo allo scambio dei dati o delle informazioni di cui dispongono gli Stati costieri.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(25)</p></td><td><p>Il quadro giuridico e le misure di contrasto di Trinidad e Tobago non sembrano soddisfare i requisiti essenziali stabiliti agli articoli 61, 62 e da 117 a 119 dell&#8217;UNCLOS e agli articoli da 5 a 23 dell&#8217;UNFSA. I fatti descritti nei considerando da 21 a 23 indicano che Trinidad e Tobago non rispetta le condizioni stabilite all&#8217;articolo 94 dell&#8217;UNCLOS, secondo il quale uno Stato di bandiera assume giurisdizione, a norma del suo diritto interno, su ciascuna nave battente la propria bandiera e sul comandante, sugli ufficiali e sull&#8217;equipaggio della stessa. La condotta di Trinidad e Tobago nei confronti delle proprie navi sembra inoltre in contrasto con l&#8217;articolo 18, paragrafo 3, dell&#8217;UNFSA, che definisce le misure che gli Stati devono adottare nei confronti dei pescherecci battenti la loro bandiera. Inoltre Trinidad e Tobago non sembra rispettare i propri obblighi in materia di osservanza e esecuzione stabiliti all&#8217;articolo 19 dell&#8217;UNFSA, poich&#233; non sembra in grado di dimostrare di aver agito e operato in conformit&#224; alle norme dettagliate ivi stabilite. In particolare, il sistema sanzionatorio non sembra conforme all&#8217;articolo 19, paragrafo 2, dell&#8217;UNFSA, il quale stabilisce che le sanzioni applicabili alle violazioni devono essere sufficientemente severe per assicurare il rispetto delle norme e per scoraggiare le violazioni, ovunque esse si verifichino, e privare i trasgressori dei benefici derivanti dalle loro attivit&#224; illecite. Trinidad e Tobago sembra inoltre avere ignorato le raccomandazioni formulate al punto 24 del piano d&#8217;azione internazionale contro la pesca INN, che raccomanda agli Stati di bandiera di assicurare un monitoraggio, un controllo e una sorveglianza esaustivi ed efficaci delle operazioni di pesca, ivi compreso nel luogo di sbarco e di destinazione finale, anche attuando il sistema VMS in conformit&#224; alle pertinenti norme regionali, nazionali e internazionali.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(26)</p></td><td><p>Considerata la situazione illustrata nella presente sezione e sulla base di tutti gli elementi fattuali raccolti dalla Commissione, nonch&#233; delle dichiarazioni rilasciate da Trinidad e Tobago, si &#232; potuto stabilire, a norma dell&#8217;articolo 31, paragrafi 3 e 5, del regolamento INN, che vi sono chiare indicazioni del fatto che Trinidad e Tobago non ha osservato gli obblighi ad essa incombenti a norma del diritto internazionale in qualit&#224; di Stato di bandiera con riguardo agli impegni di cooperazione e di esecuzione.</p></td></tr></tbody></table>
3.3. Mancata applicazione delle norme internazionali (articolo 31, paragrafo 6, del regolamento INN)
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(27)</p></td><td><p>La Commissione ha esaminato le informazioni ritenute rilevanti in relazione allo status di Trinidad e Tobago come parte contraente dell&#8217;UNCLOS, dell&#8217;UNFSA e dell&#8217;ICCAT.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(28)</p></td><td><p>Dal 2011 l&#8217;ICCAT ha ufficialmente notificato alle autorit&#224; di Trinidad e Tobago<a>&#160;(<span>4</span>)</a> l&#8217;assenza di una piena ed efficace conformit&#224; agli obblighi previsti da alcune raccomandazioni dell&#8217;ICCAT (in particolare la raccomandazione 05-09 sul rispetto degli obblighi di segnalazione statistica, le raccomandazioni 06-09 e 12-04 volte a rafforzare ulteriormente il piano di ricostituzione degli stock di marlin azzurro e marlin bianco e la raccomandazione 13-02 per la conservazione del pesce spada dell&#8217;Atlantico settentrionale). L&#8217;ICCAT ha inoltre segnalato, in relazione a Trinidad e Tobago, le carenze di seguito indicate: 1) mancata presentazione dei dati relativi al compito I (caratteristiche della flotta); 2) mancata presentazione dei dati relativi al compito II (taglia delle catture); 3) mancata presentazione delle tabelle di conformit&#224;; 4) mancata presentazione di un piano di sviluppo o di gestione della pesca del pesce spada; 5) mancata risposta alla lettera di richiamo dell&#8217;ICCAT del 2014; 6) elenco delle tonniere adibite alla pesca del tonno obeso/tonno albacora pervenuto dopo la scadenza del termine; 7) trasmissione tardiva della relazione annuale destinata al comitato permanente per la ricerca e le statistiche (SCRS); 8) prelievo eccessivo, continuativo e crescente, di istioforidi. Un significativo e costante sovrasfruttamento degli stock di marlin bianco e marlin azzurro, l&#8217;assenza di misure nazionali di gestione per tali attivit&#224; di pesca, l&#8217;inosservanza degli obblighi concernenti la tenuta di giornali di bordo e il monitoraggio degli scambi hanno indotto l&#8217;ICCAT a inviare una lettera di identificazione nel 2015<a>&#160;(<span>5</span>)</a>.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(29)</p></td><td><p>Come &#232; stato sottolineato dal comitato di conformit&#224; dell&#8217;ICCAT, le suddette carenze (notifiche non effettuate, o effettuate in ritardo o in modo parziale, e la scarsa qualit&#224; dei dati trasmessi) continuano a ostacolare l&#8217;operato del comitato permanente per la ricerca e le statistiche (SCRS), cui spetta il compito di svolgere valutazioni degli stock e di formulare pareri in materia di gestione. Il fatto che le notifiche siano trasmesse in ritardo o in modo parziale fa s&#236; che il segretariato abbia difficolt&#224; a preparare i documenti per la Commissione e i suoi gruppi di esperti e comitati, e riduce l&#8217;efficienza del comitato di conformit&#224;.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(30)</p></td><td><p>Trinidad e Tobago non &#232; parte contraente n&#233; parte non contraente cooperante della Commissione per la conservazione delle risorse biologiche dell&#8217;Antartico (CCAMLR). Tuttavia la CCAMLR ha identificato tale paese, per il periodo 2012-2013, in quanto parte non contraente potenzialmente coinvolta in attivit&#224; di cattura, sbarco e/o commercializzazione di<span>Dissostichus</span> spp., ma che non partecipa al sistema di documentazione delle catture<a>&#160;(<span>6</span>)</a> predisposto nel 2000 per seguire questa specie dal punto di sbarco per tutto il ciclo economico. Tale identificazione &#232; stata mantenuta nel 2014 e nel 2015<a>&#160;(<span>7</span>)</a>.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(31)</p></td><td><p>A motivo dei fatti descritti nei considerando da 28 a 30, Trinidad e Tobago non &#232; in grado di conformarsi ai propri obblighi in materia di cooperazione e conservazione in quanto Stato di bandiera conformemente agli articoli da 117 a 119 dell&#8217;UNCLOS. Trinidad e Tobago sembra inoltre non rispettare l&#8217;articolo 18 dell&#8217;UNFSA, che impone agli Stati i cui pescherecci svolgono attivit&#224; di pesca in alto mare di adottare misure di controllo intese a garantire il rispetto delle norme delle ORGP da parte dei medesimi.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(32)</p></td><td><p>Infine, contrariamente alle raccomandazioni di cui ai punti 25, 26 e 27 del piano d&#8217;azione internazionale contro la pesca INN, Trinidad e Tobago non ha elaborato un piano d&#8217;azione nazionale contro la pesca INN.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(33)</p></td><td><p>Considerata la situazione illustrata nella presente sezione della decisione e sulla base di tutti gli elementi fattuali raccolti dalla Commissione nonch&#233; delle dichiarazioni rilasciate dal paese, si &#232; potuto stabilire, a norma dell&#8217;articolo 31, paragrafi 3 e 6, del regolamento INN, che vi sono chiare indicazioni del fatto che Trinidad e Tobago non si &#232; conformata agli obblighi che ad essa incombono a norma del diritto internazionale con riguardo all&#8217;osservanza di norme, regolamenti e misure di conservazione e di gestione internazionali.</p></td></tr></tbody></table>
3.4. Difficoltà specifiche dei paesi in via di sviluppo
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(34)</p></td><td><p>Secondo l&#8217;indice di sviluppo umano delle Nazioni Unite<a>&#160;(<span>8</span>)</a>, nel 2015 Trinidad e Tobago &#232; stata considerata un paese ad alto sviluppo umano (64<span>o</span> su 188 paesi).</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(35)</p></td><td><p>Tenuto conto della classifica stilata sulla base dell&#8217;indice di sviluppo umano e delle osservazioni formulate nel corso della visita del 2015, nulla lascia supporre che il mancato rispetto, da parte di Trinidad e Tobago, degli obblighi che ad essa incombono a norma del diritto internazionale sia dovuto a bassi livelli di sviluppo. Nessun elemento di prova concreto consente di mettere in correlazione le carenze in termini di monitoraggio, controllo e sorveglianza della pesca e le scarse capacit&#224; e infrastrutture. Trinidad e Tobago non ha mai sostenuto che la sua capacit&#224; di garantire un monitoraggio, un controllo e una sorveglianza rigorosi risenta di ostacoli allo sviluppo.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(36)</p></td><td><p>Alla luce della situazione descritta nella presente sezione e sulla base di tutti gli elementi fattuali raccolti dalla Commissione, nonch&#233; delle dichiarazioni rilasciate dal paese, si &#232; potuto stabilire, a norma dell&#8217;articolo 31, paragrafo 7, del regolamento INN, che lo stato di sviluppo e la condotta generale di Trinidad e Tobago per quanto riguarda la gestione della pesca non sono pregiudicati dal suo livello di sviluppo.</p></td></tr></tbody></table>
4. CONCLUSIONI CONCERNENTI LA POSSIBILE IDENTIFICAZIONE IN QUANTO PAESE TERZO NON COOPERANTE
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(37)</p></td><td><p>Alla luce delle conclusioni tratte riguardo al mancato adempimento, da parte di Trinidad e Tobago, dell&#8217;obbligo ad essa imposto dal diritto internazionale, nella sua qualit&#224; di Stato di bandiera, Stato di approdo, Stato costiero o Stato di commercializzazione, di adottare misure volte a prevenire, scoraggiare ed eliminare la pesca INN, &#232; opportuno notificare a tale paese, a norma dell&#8217;articolo 32 del regolamento INN, la possibilit&#224; di essere identificato dalla Commissione come paese terzo non cooperante nella lotta contro la pesca INN.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(38)</p></td><td><p>Conformemente all&#8217;articolo 32, paragrafo 1, del regolamento INN, &#232; opportuno che la Commissione notifichi a Trinidad e Tobago la possibilit&#224; di essere identificata come paese terzo non cooperante. La Commissione dovrebbe inoltre adottare tutti i provvedimenti previsti all&#8217;articolo 32 del regolamento INN nei confronti di Trinidad e Tobago. Ai fini di una corretta amministrazione &#232; opportuno fissare un termine entro il quale tale paese possa rispondere per iscritto alla notifica e porre rimedio alla situazione.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(39)</p></td><td><p>Inoltre, la notifica a Trinidad e Tobago della possibilit&#224; di essere identificata come un paese che la Commissione considera non cooperante ai fini della presente decisione non esclude n&#233; comporta automaticamente che la Commissione o il Consiglio possano successivamente procedere all&#8217;identificazione e alla compilazione di un elenco di paesi non cooperanti,</p></td></tr></tbody></table>
DECIDE:
Articolo unico
Si notifica alla Repubblica di Trinidad e Tobago la possibilità di essere identificata dalla Commissione come un paese terzo non cooperante nella lotta contro la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata.
Fatto a Bruxelles, il 21 aprile 2016
Per la Commissione
Karmenu VELLA
Membro della Commissione
<note>
( 1 ) GU L 286 del 29.10.2008, pag. 1 .
( 2 ) http://rgd.legalaffairs.gov.tt/laws2/alphabetical_list/lawspdfs/67.51.pdf
( 3 ) http://rgd.legalaffairs.gov.tt/laws2/alphabetical_list/lawspdfs/51.06.pdf
( 4 ) Lettera ICCAT del 18 gennaio 2011, circolare ICCAT n. 151; lettera ICCAT del 21 febbraio 2012, circolare ICCAT n. 641; lettera ICCAT dell’11 febbraio 2013, circolare ICCAT n. 613; lettera ICCAT del 13 febbraio 2014, circolare ICCAT n. 723.
( 5 ) Doc. n. COC-308_Appendice 2, 2015.
( 6 ) CCAMLR-XXXII/BG/08, 24 settembre 2013.
( 7 ) CCAMLR-XXXIV/BG/41, 23 settembre 2015.
( 8 ) Fonte http://hdr.undp.org/en/statistics
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