Document ID: 32021D0736
Language: ITA

<table><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>6.5.2021&#160;&#160;&#160;</p></td><td><p>IT</p></td><td><p>Gazzetta ufficiale dell&#8217;Unione europea</p></td><td><p>L 159/1</p></td></tr></tbody></table>
DECISIONE DI ESECUZIONE (UE) 2021/736 DELLA COMMISSIONE
del 4 maggio 2021
che permette alla Polonia di autorizzare biocidi costituiti da azoto generato in situ per la protezione del patrimonio culturale
[notificata con il numero C(2021) 3014]
(Il testo in lingua polacca è il solo facente fede)
LA COMMISSIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,
visto il regolamento (UE) n. 528/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 maggio 2012, relativo alla messa a disposizione sul mercato e all'uso dei biocidi ( 1 ) , in particolare l'articolo 55, paragrafo 3,
previa consultazione del comitato permanente sui biocidi,
considerando quanto segue:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(1)</p></td><td><p>Nell'allegato I del regolamento (UE) n.&#160;528/2012 sono iscritti i principi attivi che presentano un profilo migliore dal punto di vista dell'ambiente o della salute umana o animale. I prodotti contenenti tali principi attivi possono pertanto essere autorizzati mediante una procedura semplificata. L'azoto &#232; iscritto nell'allegato I del regolamento (UE) n.&#160;528/2012 nel rispetto della restrizione che ne prevede l'utilizzo solo in quantit&#224; limitate in bombolette di gas pronte per l'uso.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(2)</p></td><td><p>A norma dell'articolo&#160;86 del regolamento (UE) n.&#160;528/2012, l'azoto &#232; approvato come principio attivo ai fini del suo uso nei biocidi del tipo di prodotto 18, "insetticidi"&#160;<a>(<span>2</span>)</a>. I biocidi costituiti da azoto approvato sono autorizzati in diversi Stati membri e sono forniti in bombole per gas&#160;<a>(<span>3</span>)</a>.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(3)</p></td><td><p>L'azoto pu&#242; essere generato anche in situ dall'aria ambiente. L'uso dell'azoto generato in situ non &#232; attualmente approvato nell'Unione e il principio attivo non figura nell'allegato I del regolamento (UE) n.&#160;528/2012 n&#233; &#232; inserito nell'elenco di principi attivi inclusi nel programma di riesame dei principi attivi esistenti contenuti nei biocidi di cui all'allegato II del regolamento delegato (UE) n.&#160;1062/2014 della Commissione&#160;<a>(<span>4</span>)</a>.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(4)</p></td><td><p>Il 26&#160;novembre 2020, a norma dell'articolo&#160;55, paragrafo 3, del regolamento (UE) n.&#160;528/2012, la Polonia ha presentato alla Commissione una domanda di deroga all'articolo&#160;19, paragrafo 1, lettera a), del suddetto regolamento chiedendo di poter autorizzare biocidi costituiti da azoto generato in situ dall'aria ambiente per la protezione del patrimonio culturale ("la domanda").</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(5)</p></td><td><p>Il patrimonio culturale pu&#242; essere danneggiato da una vasta gamma di organismi nocivi, dagli insetti ai microorganismi. La presenza di tali organismi non solo pu&#242; causare la perdita del bene culturale stesso, ma comporta anche il rischio che tali organismi nocivi si propaghino ad altri oggetti nelle vicinanze. Senza un trattamento appropriato, gli oggetti potrebbero essere danneggiati irrimediabilmente, il che metterebbe seriamente a rischio il patrimonio culturale.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(6)</p></td><td><p>L'azoto generato in situ &#232; usato per creare un'atmosfera controllata con una bassissima concentrazione di ossigeno (anossia) in tende o camere di trattamento sigillate, permanenti o temporanee, per il controllo degli organismi nocivi in oggetti appartenenti al patrimonio culturale. L'azoto &#232; separato dall'aria ambiente ed &#232; pompato nella tenda o camera di trattamento, dove la concentrazione di azoto nell'atmosfera &#232; portata al 99&#160;% circa, con un'assenza quindi quasi totale di ossigeno residuo. L'umidit&#224; dell'azoto pompato nell'area di trattamento &#232; stabilita in base alle necessit&#224; dell'oggetto da trattare. Gli organismi nocivi non possono sopravvivere alle condizioni create nella tenda o nella camera di trattamento.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(7)</p></td><td><p>Secondo le informazioni trasmesse dalla Polonia, l'uso di azoto generato in situ sembra essere l'unica tecnica efficace per il controllo degli organismi nocivi utilizzabile per tutti i tipi e le combinazioni di materiali presenti nelle istituzioni culturali senza danneggiarli. Oltre a non lasciare residui sugli oggetti, il trattamento pu&#242; essere effettuato a temperatura ambiente e in musei ed edifici storici, senza che sia necessario spostare le collezioni.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(8)</p></td><td><p>Il metodo dell'anossia o dell'atmosfera modificata o controllata figura nella norma EN 16790:2016 "Conservazione dei beni culturali &#8211; Gestione integrata delle specie nocive per la protezione dei beni culturali" e l'azoto &#232; indicato in tale norma come la sostanza pi&#249; usata per generare anossia.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(9)</p></td><td><p>Esistono altre tecniche di controllo degli organismi nocivi, come le tecniche di shock termico (ad alte o basse temperature). A tal fine &#232; possibile usare anche biocidi contenenti altri principi attivi. Tuttavia secondo la Polonia nessuna di queste tecniche &#232; esente da limiti, in quanto alcuni materiali rischiano di essere danneggiati durante il trattamento.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(10)</p></td><td><p>Secondo le informazioni contenute nella domanda, i processi di shock termico (congelamento o trattamenti termici) comportano effetti indesiderati per diversi materiali. I trattamenti a basse temperature non sono adatti a una variet&#224; di oggetti, tra cui i dipinti ad olio e ad acrilico su tela, i primi materiali fotografici (in particolare le lastre fotografiche) e le combinazioni di legno e metallo o vetro. Inoltre, non essendo possibili i trattamenti in situ, gli oggetti devono essere spostati nei congelatori, che potrebbero non essere in grado di contenere gli oggetti di grandi dimensioni.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(11)</p></td><td><p>I trattamenti ad alte temperature non sono adatti a una serie di materiali, tra cui molti polimeri e la cera, e agli oggetti del patrimonio etnografico con parti in pelle.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(12)</p></td><td><p>Come indicato nella domanda, le istituzioni culturali utilizzano raramente altri principi attivi a causa del loro profilo di pericolosit&#224;. Dopo il trattamento con tali sostanze, infatti, i residui presenti sugli oggetti trattati possono essere progressivamente rilasciati nell'ambiente, il che comporta un rischio per la salute umana. Inoltre le sostanze possono reagire con i materiali di cui sono costituiti gli oggetti del patrimonio culturale, provocando alterazioni irreversibili, in particolare sulla loro superficie.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(13)</p></td><td><p>Secondo le informazioni contenute nella domanda, l'uso dell'azoto contenuto in bombole non costituisce un'alternativa appropriata per le istituzioni culturali, in quanto presenta svantaggi pratici. Le quantit&#224; limitate contenute nelle bombole richiedono trasporti frequenti e un magazzino separato. I trattamenti con azoto contenuto in bombole genererebbero inoltre costi elevati per le istituzioni culturali.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(14)</p></td><td><p>Chiedere alle istituzioni culturali di usare diverse tecniche per controllare gli organismi nocivi (ciascuna adatta a materiali e oggetti specifici), invece di usare una sola tecnica gi&#224; impiegata e adatta a tutti i materiali, comporterebbe costi aggiuntivi per le istituzioni culturali, per le quali diventerebbe pertanto pi&#249; complicato conseguire l'obiettivo di abbandonare l'uso di principi attivi pi&#249; pericolosi nella gestione integrata delle specie nocive. Inoltre gli investimenti precedentemente effettuati per l'acquisizione di strutture e attrezzature per i trattamenti anossici con azoto generato in situ andrebbero persi.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(15)</p></td><td><p>In varie riunioni&#160;<a>(<span>5</span>)</a> del gruppo di esperti della Commissione di autorit&#224; competenti per i biocidi tenutesi nel 2019 &#232; stata discussa un'eventuale deroga a norma dell'articolo&#160;55, paragrafo 3, del regolamento (UE) n.&#160;528/2012 per l'azoto generato in situ.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(16)</p></td><td><p>Inoltre, su richiesta della Commissione e a seguito della prima, analoga, domanda di deroga per prodotti a base di azoto generato in situ presentata dall'Austria, l'Agenzia europea per le sostanze chimiche ha condotto una consultazione pubblica sulla domanda, consentendo a tutte le parti interessate di esprimersi. La grande maggioranza delle 1487 osservazioni ricevute era a favore della deroga. Molti di coloro che hanno partecipato alla consultazione hanno evidenziato gli svantaggi delle tecniche alternative disponibili: i trattamenti termici possono danneggiare alcuni materiali; l'uso di altri principi attivi lascia sui manufatti residui tossici che vengono progressivamente rilasciati nell'ambiente; l'uso di azoto contenuto in bombole non consente il controllo, necessario per il trattamento di alcuni materiali, dell'umidit&#224; relativa nell'area di trattamento.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(17)</p></td><td><p>Due organizzazioni internazionali che rappresentano musei e siti del patrimonio culturale, ossia il Consiglio internazionale dei musei e il Consiglio internazionale per i monumenti e i siti, hanno espresso l'intenzione di presentare una domanda di iscrizione dell'azoto generato in situ nell'allegato I del regolamento (UE) n.&#160;528/2012, iscrizione che permetterebbe agli Stati membri di autorizzare i prodotti costituiti da azoto generato in situ senza la necessit&#224; di una deroga a norma dell'articolo&#160;55, paragrafo 3, di tale regolamento. La valutazione di tale richiesta, l'iscrizione della sostanza nell'allegato I del regolamento (UE) n.&#160;528/2012 e l'ottenimento delle autorizzazioni dei prodotti richiedono tuttavia tempo.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(18)</p></td><td><p>Dalla domanda emerge che in Polonia non sono disponibili alternative appropriate, poich&#233; tutte le tecniche alternative attualmente disponibili presentano svantaggi pratici o dovuti alla loro non idoneit&#224; al trattamento di tutti i materiali.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(19)</p></td><td><p>Sulla base di tutti questi argomenti &#232; opportuno concludere che l'azoto generato in situ &#232; essenziale per la protezione del patrimonio culturale in Polonia e che non sono disponibili alternative appropriate. Alla Polonia dovrebbe pertanto essere permesso di autorizzare la messa a disposizione sul mercato e l'uso di biocidi costituiti da azoto generato in situ per la protezione del patrimonio culturale.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(20)</p></td><td><p>L'eventuale iscrizione dell'azoto generato in situ nell'allegato I del regolamento (UE) n.&#160;528/2012 e la successiva autorizzazione da parte degli Stati membri di prodotti costituiti da azoto generato in situ richiede tempo. &#200; pertanto opportuno concedere una deroga per un periodo che consenta il completamento delle relative procedure,</p></td></tr></tbody></table>
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
La Polonia può autorizzare la messa a disposizione sul mercato e l'uso di biocidi costituiti da azoto generato in situ per la protezione del patrimonio culturale fino al 31 dicembre 2024.
Articolo 2
La Repubblica di Polonia è destinataria della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 4 maggio 2021
Per la Commissione
Stella KYRIAKIDES
Membro della Commissione
<note>
( 1 ) GU L 167 del 27.6.2012, pag. 1 .
( 2 ) Direttiva 2009/89/CE della Commissione, del 30 luglio 2009, recante modifica della direttiva 98/8/CE del Parlamento europeo e del Consiglio al fine di iscrivere l'azoto come principio attivo nell'allegato I della direttiva ( GU L 199 del 31.7.2009, pag. 19 ).
( 3 ) L'elenco dei prodotti autorizzati è disponibile all'indirizzo: https://echa.europa.eu/it/information-on-chemicals/biocidal-products.
( 4 ) Regolamento delegato (UE) n. 1062/2014 della Commissione, del 4 agosto 2014, relativo al programma di lavoro per l'esame sistematico di tutti i principi attivi esistenti contenuti nei biocidi di cui al regolamento (UE) n. 528/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio ( GU L 294 del 10.10.2014, pag. 1 ).
( 5 ) 83 a , 84 a , 85 a e 86 a riunione del gruppo di esperti della Commissione di rappresentanti delle autorità competenti degli Stati membri per l'attuazione del regolamento (UE) n. 528/2012, tenutesi rispettivamente a maggio, luglio, settembre e novembre del 2019. I verbali delle riunioni sono consultabili al seguente indirizzo: https://ec.europa.eu/health/biocides/events_en#anchor0.
</note>