Document ID: 32017D2117
Language: ITA

<table><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>7.12.2017&#160;&#160;&#160;</p></td><td><p>IT</p></td><td><p>Gazzetta ufficiale dell'Unione europea</p></td><td><p>L 323/1</p></td></tr></tbody></table>
DECISIONE DI ESECUZIONE (UE) 2017/2117 DELLA COMMISSIONE
del 21 novembre 2017
che stabilisce le conclusioni sulle migliori tecniche disponibili (BAT), a norma della direttiva 2010/75/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, per la fabbricazione di prodotti chimici organici in grandi volumi
[notificata con il numero C(2017) 7469]
(Testo rilevante ai fini del SEE)
LA COMMISSIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,
vista la direttiva 2010/75/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 novembre 2010, relativa alle emissioni industriali (prevenzione e riduzione integrate dell'inquinamento) ( 1 ) , in particolare l'articolo 13, paragrafo 5,
considerando quanto segue:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(1)</p></td><td><p>Le conclusioni sulle migliori tecniche disponibili (<span>best available techniques</span> &#8211; BAT) fungono da riferimento per stabilire le condizioni di autorizzazione per le installazioni di cui al capo II della direttiva 2010/75/UE e le autorit&#224; competenti dovrebbero fissare valori limite di emissione tali da garantire che, in condizioni di esercizio normali, non si superino i livelli di emissione associati alle migliori tecniche disponibili indicati nelle conclusioni sulle BAT.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(2)</p></td><td><p>Il forum istituito con decisione della Commissione del 16 maggio 2011<a>&#160;(<span>2</span>)</a> e composto da rappresentanti degli Stati membri, dei settori industriali interessati e delle organizzazioni non governative che promuovono la protezione dell'ambiente ha trasmesso alla Commissione, il 5 aprile 2017, il proprio parere in merito al contenuto proposto del documento di riferimento sulle BAT per la fabbricazione di prodotti chimici organici in grandi volumi. Il parere &#232; accessibile al pubblico.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(3)</p></td><td><p>Le conclusioni sulle BAT di cui all'allegato della presente decisione costituiscono il nucleo del suddetto documento di riferimento sulle BAT.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(4)</p></td><td><p>Le misure di cui alla presente decisione sono conformi al parere del comitato istituito a norma dell'articolo 75, paragrafo 1, della direttiva 2010/75/UE,</p></td></tr></tbody></table>
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
Sono adottate le conclusioni sulle migliori tecniche disponibili (BAT) per la fabbricazione di prodotti chimici organici in grandi volumi riportate in allegato.
Articolo 2
Gli Stati membri sono destinatari della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 21 novembre 2017
Per la Commissione
Karmenu VELLA
Membro della Commissione
( 1 ) GU L 334 del 17.12.2010, pag. 17 .
( 2 ) Decisione della Commissione, del 16 maggio 2011, che istituisce un forum per lo scambio di informazioni ai sensi dell'articolo 13 della direttiva 2010/75/UE in materia di emissioni industriali ( GU C 146 del 17.5.2011, pag. 3 ).
ALLEGATO
CONCLUSIONI SULLE MIGLIORI TECNICHE DISPONIBILI (BAT – BEST AVAILABLE TECHNIQUES) PER LA FABBRICAZIONE DI PRODOTTI CHIMICI ORGANICI IN GRANDI VOLUMI
AMBITO DI APPLICAZIONE
Le presenti conclusioni relative alle migliori tecniche disponibili (BAT - Best Available Techniques ) si riferiscono alla fabbricazione dei prodotti chimici organici seguenti, di cui all'allegato I, sezione 4.1, della direttiva 2010/75/UE:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>a)</p></td><td><p>idrocarburi semplici (lineari o anulari, saturi o insaturi, alifatici o aromatici);</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>b)</p></td><td><p>idrocarburi ossigenati, segnatamente alcoli, aldeidi, chetoni, acidi carbossilici, esteri e miscele di esteri, acetati, eteri, perossidi e resine epossidiche;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>c)</p></td><td><p>idrocarburi solforati;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>d)</p></td><td><p>idrocarburi azotati, segnatamente ammine, ammidi, composti nitrosi, nitrati o nitrici, nitrili, cianati, isocianati;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>e)</p></td><td><p>idrocarburi fosforosi;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>f)</p></td><td><p>idrocarburi alogenati;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>g)</p></td><td><p>composti organometallici;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>k)</p></td><td><p>tensioattivi e agenti di superficie.</p></td></tr></tbody></table>
Le presenti conclusioni sulle BAT si riferiscono anche alla fabbricazione di perossido di idrogeno, di cui all'allegato I, sezione 4.2, lettera e), della direttiva 2010/75/UE.
Le presenti conclusioni sulle BAT contemplano la combustione dei combustibili nei forni/riscaldatori di processo, se inclusa nelle suddette attività.
Le presenti conclusioni sulle BAT si riferiscono alla fabbricazione dei prodotti chimici summenzionati in processi a ciclo continuo con capacità totale di produzione superiore a 20 kt/anno.
Le presenti conclusioni sulle BAT non riguardano le seguenti attività:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>combustione di combustibili diversa da quella che avviene in un forno/riscaldatore di processo o in un ossidatore termico/catalitico, contemplata nelle conclusioni sulle BAT per i grandi impianti di combustione (<span>Large Combustion Plants</span> &#8211; LCP),</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>incenerimento dei rifiuti, contemplato nelle conclusioni sulle BAT per l'incenerimento dei rifiuti (<span>Waste Incineration</span> &#8211; WI),</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>fabbricazione di etanolo che si svolge in un'installazione che ricade nell'attivit&#224; di cui all'allegato I, sezione 6.4, lettera b), punto ii), della direttiva 2010/75/UE o che corrisponde a un'attivit&#224; accessoria di tale installazione, contemplata dalle conclusioni sulle BAT per le industrie degli alimenti, delle bevande e del latte (<span>Food, Drink and Milk Industries</span> &#8211; FDM).</p></td></tr></tbody></table>
Tra le conclusioni sulle BAT che sono complementari alle attività contemplate dalle presenti conclusioni rientrano:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>sistemi comuni di trattamento/gestione delle acque reflue e dei gas di scarico nell'industria chimica (<span>Common Waste Water/Waste Gas Treatment/Management Systems in the Chemical Sector</span> &#8211; CWW),</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>trattamento comune dei gas di scarico nell'industria chimica (<span>Common Waste Gas Treatment in the Chemical Sector</span> &#8211; WGC).</p></td></tr></tbody></table>
Altre conclusioni e documenti di riferimento sulle BAT che potrebbero rivestire interesse ai fini delle attività contemplate dalle presenti conclusioni sulle BAT sono:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>effetti economici e effetti incrociati (<span>Economic and Cross-MEDIA Effects</span> &#8211; ECM),</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>emissioni prodotte dallo stoccaggio (<span>Emissions from storage</span> &#8211; EFS),</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>efficienza energetica (<span>Energy Efficiency</span> &#8211; ENE),</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>sistemi di raffreddamento industriali (<span>Industrial Cooling Systems</span> &#8211; ICS),</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>grandi impianti di combustione (LCP),</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>raffinazione di petrolio e di gas (<span>Refining of Mineral Oil and Gas</span> &#8211; REF),</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>monitoraggio delle emissioni in atmosfera e nell'acqua da installazioni soggette alla direttiva sulle emissioni industriali (<span>Monitoring of Emissions to Air and Water from IED installations</span> &#8211; ROM),</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>incenerimento dei rifiuti (<span>Waste Incineration</span> &#8211; WI),</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>trattamento dei rifiuti (<span>Waste Treatment</span> &#8211; WT).</p></td></tr></tbody></table>
CONSIDERAZIONI GENERALI
Migliori tecniche disponibili
Le tecniche elencate e descritte nelle presenti conclusioni sulle BAT non sono prescrittive né esaustive. È possibile utilizzare altre tecniche che garantiscano un livello quanto meno equivalente di protezione dell'ambiente.
Salvo diversa indicazione, le presenti conclusioni sulle BAT sono generalmente applicabili.
Periodi di calcolo dei valori medi delle emissioni nell'atmosfera e condizioni di riferimento
Salvo diversa indicazione, i livelli di emissioni in atmosfera associati alle migliori tecniche disponibili (BAT-AEL) indicati nelle presenti conclusioni sulle BAT si riferiscono alla concentrazione espressa, in mg/Nm 3 , come massa della sostanza emessa per volume di scarico gassoso alle condizioni standard (gas secco a una temperatura di 273,15 K e una pressione di 101,3 kPa).
Salvo indicazione diversa, i periodi di calcolo dei valori medi relativi ai BAT-AEL per le emissioni nell'atmosfera sono definiti come segue.
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>Tipo di misurazione</p></td><td><p>Periodo di calcolo della media</p></td><td><p>Definizione</p></td></tr><tr><td><p>In continuo</p></td><td><p>MEDIA giornaliera</p></td><td><p>MEDIA su un periodo di 1 giorno dei valori medi validi orari o semiorari</p></td></tr><tr><td><p>Periodica</p></td><td><p>MEDIA del periodo di campionamento</p></td><td><p>Valore medio di tre misurazioni consecutive di almeno 30 minuti ciascuna<a>&#160;(<span>1</span>)</a><a>&#160;(<span>2</span>)</a></p></td></tr></tbody></table>
Se i BAT-AEL si riferiscono a carichi specifici di emissioni, espressi come carico della sostanza emessa per unità di produzione, i carichi specifici medi di emissioni l s sono calcolati con l'equazione 1.
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>Equazione 1:</p></td><td><p><img/></p></td></tr></tbody></table>
dove:
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p><span>n</span></p></td><td><p>=</p></td><td><p>numero di periodi di misurazione;</p></td></tr><tr><td><p><span>c<span>i</span></span></p></td><td><p>=</p></td><td><p>concentrazione media della sostanza durante il periodo di misurazione<span>i</span>;</p></td></tr><tr><td><p><span>q<span>i</span></span></p></td><td><p>=</p></td><td><p>portata media durante il periodo di misurazione<span>i</span>;</p></td></tr><tr><td><p><span>p<span>i</span></span></p></td><td><p>=</p></td><td><p>produzione durante il periodo di misurazione<span>i</span>.</p></td></tr></tbody></table>
Livello di ossigeno di riferimento
Per i forni/riscaldatori di processo, il livello di ossigeno di riferimento degli scarichi gassosi ( O R ) è 3 % in volume.
Conversione nel livello di ossigeno di riferimento
La concentrazione delle emissioni al livello di ossigeno di riferimento è calcolata con l'equazione 2.
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>Equazione 2:</p></td><td><p><img/></p></td></tr></tbody></table>
dove:
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p><span>E<span>R</span></span></p></td><td><p>=</p></td><td><p>concentrazione delle emissioni al livello di ossigeno di riferimento<span>O<span>R</span></span>;</p></td></tr><tr><td><p><span>O<span>R</span></span></p></td><td><p>=</p></td><td><p>livello di ossigeno di riferimento in percentuale in volume (%);</p></td></tr><tr><td><p><span>E<span>M</span></span></p></td><td><p>=</p></td><td><p>concentrazione misurata delle emissioni</p></td></tr><tr><td><p><span>O<span>M</span></span></p></td><td><p>=</p></td><td><p>livello misurato di ossigeno in percentuale in volume (%).</p></td></tr></tbody></table>
Periodi di calcolo della media per le emissioni nell'acqua
Salvo indicazione diversa, i periodi di calcolo della media relativi ai livelli di prestazioni ambientali associati alle BAT (BAT-AEPL) per le emissioni nell'acqua espresse in concentrazioni sono definiti come segue.
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>Periodo di calcolo della media</p></td><td><p>Definizione</p></td></tr><tr><td><p>MEDIA dei valori ottenuti in un mese</p></td><td><p>Valore medio ponderato rispetto alla portata di campioni compositi proporzionali al flusso prelevati su 24 ore durante 1 mese in condizioni d'esercizio normali<a>&#160;(<span>3</span>)</a></p></td></tr><tr><td><p>MEDIA dei valori ottenuti in un anno</p></td><td><p>Valore medio ponderato rispetto alla portata di campioni compositi proporzionali al flusso prelevati su 24 ore durante 1 anno in condizioni d'esercizio normali<a>&#160;(<span>3</span>)</a></p></td></tr></tbody></table>
Le concentrazioni medie ponderate rispetto alla portata del parametro ( c w ) sono calcolate con l'equazione 3.
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>Equazione 3:</p></td><td><p><img/></p></td></tr></tbody></table>
dove:
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p><span>n</span></p></td><td><p>=</p></td><td><p>numero di periodi di misurazione;</p></td></tr><tr><td><p><span>c<span>i</span></span></p></td><td><p>=</p></td><td><p>concentrazione media del parametro durante il periodo di misurazione<span>i</span>;</p></td></tr><tr><td><p><span>q<span>i</span></span></p></td><td><p>=</p></td><td><p>portata media durante il periodo di misurazione<span>i</span>;</p></td></tr></tbody></table>
Se i BAT-AEPL si riferiscono a carichi specifici di emissioni, espressi come carico della sostanza emessa per unità di produzione, i carichi specifici medi di emissioni sono calcolati con l'equazione 1.
Acronimi e definizioni
Ai fini delle presenti conclusioni sulle BAT, si applicano gli acronimi e le definizioni riportati di seguito.
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>Termine</p></td><td><p>Definizione</p></td></tr><tr><td><p>BAT-AEPL</p></td><td><p>Livello di prestazioni ambientali associato alla BAT, di cui alla decisione di esecuzione 2012/119/UE della Commissione<a>&#160;(<span>4</span>)</a>. I BAT-AEPL includono i livelli di emissione associati alle migliori tecniche disponibili (BAT-AEL) di cui all'articolo 3, punto 13, della direttiva 2010/75/UE</p></td></tr><tr><td><p>BTX</p></td><td><p>Termine collettivo per benzene, toluene e orto-/meta-/para-xilene o loro miscele</p></td></tr><tr><td><p>CO</p></td><td><p>Monossido di carbonio</p></td></tr><tr><td><p>Unit&#224; di combustione</p></td><td><p>Qualsiasi dispositivo tecnico in cui sono ossidati combustibili al fine di utilizzare il calore cos&#236; prodotto. Tra le unit&#224; di combustione rientrano le caldaie, i motori, le turbine e i forni/riscaldatori di processo, ma non le unit&#224; di trattamento degli scarichi gassosi (ad esempio, gli ossidatori termici/catalitici usati per l'abbattimento dei composti organici)</p></td></tr><tr><td><p>Misurazione in continuo</p></td><td><p>Misurazione realizzata con un sistema di misurazione automatico installato in loco in modo permanente</p></td></tr><tr><td><p>Processo continuo</p></td><td><p>Processo in cui il reattore &#232; alimentato continuativamente con le materie prime e i prodotti della reazione alimentano a loro volta le unit&#224; di separazione e/o recupero a valle del reattore e ad esso collegate</p></td></tr><tr><td><p>Rame</p></td><td><p>Somma del rame e suoi composti, in forma disciolta o di particolato, espressa come Cu</p></td></tr><tr><td><p>DNT</p></td><td><p>Dinitrotoluene</p></td></tr><tr><td><p>EB</p></td><td><p>Etilbenzene</p></td></tr><tr><td><p>EDC</p></td><td><p>Etilene dicloruro</p></td></tr><tr><td><p>EG</p></td><td><p>Etilenglicoli</p></td></tr><tr><td><p>OE</p></td><td><p>Ossido di etilene</p></td></tr><tr><td><p>Etanolammine</p></td><td><p>Termine collettivo per la monoetanolammina, la dietanolammina, la trietanolammina o loro miscele</p></td></tr><tr><td><p>Etilenglicoli</p></td><td><p>Termine collettivo per l'etilenglicole, il dietilenglicole e il trietilenglicole o loro miscele</p></td></tr><tr><td><p>Impianto esistente</p></td><td><p>Impianto che non &#232; un impianto nuovo</p></td></tr><tr><td><p>Unit&#224; esistente</p></td><td><p>Unit&#224; di combustione che non &#232; un'unita nuova</p></td></tr><tr><td><p>Effluente gassoso</p></td><td><p>Gas di scarico emesso da un'unit&#224; di combustione</p></td></tr><tr><td><p>I-TEQ</p></td><td><p>Equivalenza di tossicit&#224; internazionale, ricavata applicando i fattori di equivalenza tossica internazionali definiti all'allegato VI, parte 2, della direttiva 2010/75/UE</p></td></tr><tr><td><p>Olefine leggere</p></td><td><p>Termine collettivo per l'etilene, il propilene, il butilene e il butadiene, o relative miscele</p></td></tr><tr><td><p>Modifica sostanziale dell'impianto</p></td><td><p>Cambiamento sostanziale nella progettazione o nella tecnologia di un impianto, con adeguamenti o sostituzioni sostanziali delle unit&#224; di processo e/o di abbattimento e delle attrezzature connesse</p></td></tr><tr><td><p>MDA</p></td><td><p>Metilendianilina</p></td></tr><tr><td><p>MDI</p></td><td><p>Diisocianato di metilendifenile</p></td></tr><tr><td><p>Impianto di produzione di MDI</p></td><td><p>Impianto di produzione di MDI a partire da MDA per fosgenazione</p></td></tr><tr><td><p>Impianto nuovo</p></td><td><p>Impianto autorizzato per la prima volta sul sito dell'installazione dopo la pubblicazione delle presenti conclusioni sulle BAT o sostituzione integrale di un impianto dopo la pubblicazione delle presenti conclusioni sulle BAT</p></td></tr><tr><td><p>Unit&#224; nuova</p></td><td><p>Unit&#224; autorizzata per la prima volta dopo la pubblicazione delle presenti conclusioni sulle BAT o sostituzione integrale di un'unit&#224; dopo la pubblicazione delle presenti conclusioni sulle BAT</p></td></tr><tr><td><p>Precursori dei NO<span>X</span></p></td><td><p>Composti azotati (ad esempio, ammoniaca, gas nitrosi e composti organici azotati) nella carica di un trattamento termico che rilascia emissioni di NO<span>X</span>. Non &#232; incluso l'azoto elementare</p></td></tr><tr><td><p>PCDD/F</p></td><td><p>Dibenzo-diossine e dibenzo-furani policlorurati</p></td></tr><tr><td><p>Misurazione periodica</p></td><td><p>Misurazione eseguita, con metodi manuali o automatici, a determinati intervalli temporali</p></td></tr><tr><td><p>Forno/riscaldatore di processo</p></td><td><p>I forni o i riscaldatori di processo sono:</p><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>unit&#224; di combustione i cui effluenti gassosi sono usati per il trattamento termico di oggetti o materie prime per contatto diretto, ad esempio in processi di essiccazione o reattori chimici, oppure</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>unit&#224; di combustione il cui calore radiante e/o di conduzione &#232; trasferito agli oggetti o alle materie prime mediante parete solida senza l'ausilio di un fluido termovettore (ad esempio, forni o reattori usati per scaldare un flusso di processo nell'industria (petrol)chimica, come i forni da steam cracking).</p></td></tr></tbody></table><p>Si noti che laddove si applicano le buone prassi di recupero di energia, alcuni forni/riscaldatori di processo possono essere associati a un sistema di generazione di vapore/energia elettrica. Si tratta di una caratteristica insita nella progettazione del forno/riscaldatore di processo che non pu&#242; essere considerata un sistema a s&#233; stante.</p></td></tr><tr><td><p>Gas di processo</p></td><td><p>Gas generato da un processo che &#232; raccolto e trattato a fini di recupero e/o abbattimento</p></td></tr><tr><td><p>NO<span>X</span></p></td><td><p>Somma del monossido di azoto (NO) e del diossido di azoto (NO<span>2</span>), espressa come NO<span>2</span></p></td></tr><tr><td><p>Residui</p></td><td><p>Sostanze o oggetti generati dalle attivit&#224; che rientrano nel campo di applicazione del presente documento, come i rifiuti o i sottoprodotti</p></td></tr><tr><td><p>RTO</p></td><td><p>Ossidatore termico rigenerativo</p></td></tr><tr><td><p>SCR</p></td><td><p>Riduzione catalitica selettiva</p></td></tr><tr><td><p>SMPO</p></td><td><p>Stirene monomero e ossido di propilene</p></td></tr><tr><td><p>SNCR</p></td><td><p>Riduzione non catalitica selettiva</p></td></tr><tr><td><p>SRU</p></td><td><p>Unit&#224; di recupero dello zolfo</p></td></tr><tr><td><p>TDA</p></td><td><p>Toluendiammina</p></td></tr><tr><td><p>TDI</p></td><td><p>Diisocianato di toluene</p></td></tr><tr><td><p>Impianto di produzione di TDI</p></td><td><p>Impianto di produzione di TDI a partire da TDA per fosgenazione</p></td></tr><tr><td><p>TOC</p></td><td><p>Carbonio organico totale, espresso come C; comprende tutti i composti organici (in acqua)</p></td></tr><tr><td><p>Solidi sospesi totali (TSS)</p></td><td><p>Concentrazione massica di tutti i solidi sospesi, misurata per filtrazione con l'ausilio di filtri in fibra di vetro e gravimetria</p></td></tr><tr><td><p>TCOV</p></td><td><p>Carbonio organico volatile totale; composti organici volatili totali misurati con un rivelatore a ionizzazione di fiamma (FID) ed espressi come carbonio totale</p></td></tr><tr><td><p>Unit&#224;</p></td><td><p>Segmento o parte, nuovo o esistente, di un impianto in cui si svolge un processo specifico o un'operazione specifica (ad esempio, reattore, scrubber, colonna di distillazione).</p></td></tr><tr><td><p>MEDIA valida oraria o semioraria</p></td><td><p>Una media oraria o semioraria &#232; ritenuta valida in assenza di manutenzione o disfunzioni del sistema di misurazione automatico.</p></td></tr><tr><td><p>VCM</p></td><td><p>Cloruro di vinile monomero</p></td></tr><tr><td><p>COV</p></td><td><p>Composti organici volatili di cui all'articolo 3, punto 45, della direttiva 2010/75/UE</p></td></tr></tbody></table>
1. CONCLUSIONI GENERALI SULLE BAT
Le conclusioni sulle BAT specifiche per settore illustrate nelle sezioni da 2 a 11 si applicano in aggiunta alle conclusioni generali sulle BAT illustrate nella presente sezione.
1.1. Monitoraggio delle emissioni nell'atmosfera
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>BAT 1:</p></td><td><p>la BAT consiste nel monitorare le emissioni convogliate nell'atmosfera provenienti da forni/riscaldatori di processo in conformit&#224; con le norme EN e almeno alla frequenza indicata nella tabella sottostante. Se non sono disponibili norme EN, la BAT consiste nell'applicare le norme ISO, le norme nazionali o altre norme internazionali che assicurino di ottenere dati di qualit&#224; scientifica equivalente.</p><table><col/><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>Sostanza/Parametro</p></td><td><p>Norma/e<a>&#160;(<span>5</span>)</a></p></td><td><p>Potenza termica nominale totale (MW<span>th</span>)<a>&#160;(<span>6</span>)</a></p></td><td><p>Frequenza minima di monitoraggio<a>&#160;(<span>7</span>)</a></p></td><td><p>Monitoraggio associato a</p></td></tr><tr><td><p>CO</p></td><td><p>Norme EN generiche</p></td><td><p>&#8805; 50</p></td><td><p>In continuo</p></td><td><p>Tabella 2.1,</p><p>Tabella 10.1</p></td></tr><tr><td><p>EN 15058</p></td><td><p>da 10 a &lt; 50</p></td><td><p>Una volta ogni 3 mesi<a>&#160;(<span>8</span>)</a></p></td></tr><tr><td><p>Polveri<a>&#160;(<span>9</span>)</a></p></td><td><p>Norme EN generiche e EN 13284-2</p></td><td><p>&#8805; 50</p></td><td><p>In continuo</p></td><td><p>BAT 5</p></td></tr><tr><td><p>EN 13284-1</p></td><td><p>da 10 a &lt; 50</p></td><td><p>Una volta ogni 3 mesi<a>&#160;(<span>8</span>)</a></p></td></tr><tr><td><p>NH<span>3</span><a>&#160;(<span>10</span>)</a></p></td><td><p>Norme EN generiche</p></td><td><p>&#8805; 50</p></td><td><p>In continuo</p></td><td><p>BAT 7</p><p>Tabella 2.1</p></td></tr><tr><td><p>Nessuna norma EN disponibile</p></td><td><p>da 10 a &lt; 50</p></td><td><p>Una volta ogni 3 mesi<a>&#160;(<span>8</span>)</a></p></td></tr><tr><td><p>NO<span>X</span></p></td><td><p>Norme EN generiche</p></td><td><p>&#8805; 50</p></td><td><p>In continuo</p></td><td><p>BAT 4</p><p>Tabella 2.1,</p><p>Tabella 10.1</p></td></tr><tr><td><p>EN 14792</p></td><td><p>da 10 a &lt; 50</p></td><td><p>Una volta ogni 3 mesi<a>&#160;(<span>8</span>)</a></p></td></tr><tr><td><p>SO<span>2</span><a>&#160;(<span>11</span>)</a></p></td><td><p>Norme EN generiche</p></td><td><p>&#8805; 50</p></td><td><p>In continuo</p></td><td><p>BAT 6</p></td></tr><tr><td><p>EN 14791</p></td><td><p>da 10 a &lt; 50</p></td><td><p>Una volta ogni 3 mesi<a>&#160;(<span>8</span>)</a></p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>BAT 2:</p></td><td><p>la BAT consiste nel monitorare le emissioni convogliate nell'atmosfera non provenienti da forni/riscaldatori di processo in conformit&#224; con le norme EN e almeno alla frequenza indicata nella tabella sottostante. Se non sono disponibili norme EN, la BAT consiste nell'applicare le norme ISO, le norme nazionali o altre norme internazionali che assicurino di ottenere dati di qualit&#224; scientifica equivalente.</p><table><col/><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>Sostanza/Parametro</p></td><td><p>Processi/Fonti</p></td><td><p>Norma/e</p></td><td><p>Frequenza minima di monitoraggio</p></td><td><p>Monitoraggio associato a</p></td></tr><tr><td><p>Benzene</p></td><td><p>Scarichi gassosi provenienti dall'unit&#224; di ossidazione del cumene nella fabbricazione di fenolo<a>&#160;(<span>12</span>)</a></p></td><td><p>Nessuna norma EN disponibile</p></td><td><p>Una volta al mese<a>&#160;(<span>13</span>)</a></p></td><td><p>BAT 57</p></td></tr><tr><td><p>Tutti gli altri processi/fonti<a>&#160;(<span>14</span>)</a></p></td><td><p>BAT 10</p></td></tr><tr><td><p>Cl<span>2</span></p></td><td><p>TDI/MDI<a>&#160;(<span>12</span>)</a></p></td><td><p>Nessuna norma EN disponibile</p></td><td><p>Una volta al mese<a>&#160;(<span>13</span>)</a></p></td><td><p>BAT 66</p></td></tr><tr><td><p>EDC/VCM</p></td><td><p>BAT 76</p></td></tr><tr><td><p>CO</p></td><td><p>Ossidatore termico</p></td><td><p>EN 15058</p></td><td><p>Una volta al mese<a>&#160;(<span>13</span>)</a></p></td><td><p>BAT 13</p></td></tr><tr><td><p>Olefine leggere (rimozione del coke o &#171;decoking&#187;)</p></td><td><p>Nessuna norma EN disponibile<a>&#160;(<span>15</span>)</a></p></td><td><p>Una volta all'anno o una volta durante la rimozione del coke, se effettuata con minore frequenza</p></td><td><p>BAT 20</p></td></tr><tr><td><p>EDC/VCM (rimozione del coke)</p></td><td><p>BAT 78</p></td></tr><tr><td><p>Polveri</p></td><td><p>Olefine leggere (rimozione del coke)</p></td><td><p>Nessuna norma EN disponibile<a>&#160;(<span>16</span>)</a></p></td><td><p>Una volta all'anno o una volta durante l'rimozione del coke, se effettuata con minore frequenza</p></td><td><p>BAT 20</p></td></tr><tr><td><p>EDC/VCM (rimozione del coke)</p></td><td><p>BAT 78</p></td></tr><tr><td><p>Tutti gli altri processi/fonti<a>&#160;(<span>14</span>)</a></p></td><td><p>EN 13284-1</p></td><td><p>Una volta al mese<a>&#160;(<span>13</span>)</a></p></td><td><p>BAT 11</p></td></tr><tr><td><p>EDC</p></td><td><p>EDC/VCM</p></td><td><p>Nessuna norma EN disponibile</p></td><td><p>Una volta al mese<a>&#160;(<span>13</span>)</a></p></td><td><p>BAT 76</p></td></tr><tr><td><p>Ossido di etilene</p></td><td><p>Ossido di etilene e glicoli etilenici</p></td><td><p>Nessuna norma EN disponibile</p></td><td><p>Una volta al mese<a>&#160;(<span>13</span>)</a></p></td><td><p>BAT 52</p></td></tr><tr><td><p>Formaldeide</p></td><td><p>Formaldeide</p></td><td><p>Nessuna norma EN disponibile</p></td><td><p>Una volta al mese<a>&#160;(<span>13</span>)</a></p></td><td><p>BAT 45</p></td></tr><tr><td><p>Cloruri gassosi espressi come HCl</p></td><td><p>TDI/MDI<a>&#160;(<span>12</span>)</a></p></td><td><p>EN 1911</p></td><td><p>Una volta al mese<a>&#160;(<span>13</span>)</a></p></td><td><p>BAT 66</p></td></tr><tr><td><p>EDC/VCM</p></td><td><p>BAT 76</p></td></tr><tr><td><p>Tutti gli altri processi/fonti<a>&#160;(<span>14</span>)</a></p></td><td><p>BAT 12</p></td></tr><tr><td><p>NH<span>3</span></p></td><td><p>Uso dell'SCR o dell'SNCR</p></td><td><p>Nessuna norma EN disponibile</p></td><td><p>Una volta al mese<a>&#160;(<span>13</span>)</a></p></td><td><p>BAT 7</p></td></tr><tr><td><p>NO<span>X</span></p></td><td><p>Ossidatore termico</p></td><td><p>EN 14792</p></td><td><p>Una volta al mese<a>&#160;(<span>13</span>)</a></p></td><td><p>BAT 13</p></td></tr><tr><td><p>PCDD/F</p></td><td><p>TDI/MDI<a>&#160;(<span>17</span>)</a></p></td><td><p>EN 1948-1, -2, e -3</p></td><td><p>Una volta ogni 6 mesi<a>&#160;(<span>13</span>)</a></p></td><td><p>BAT 67</p></td></tr><tr><td><p>PCDD/F</p></td><td><p>EDC/VCM</p></td><td><p>BAT 77</p></td></tr><tr><td><p>SO<span>2</span></p></td><td><p>Tutti i processi/fonti<a>&#160;(<span>14</span>)</a></p></td><td><p>EN 14791</p></td><td><p>Una volta al mese<a>&#160;(<span>13</span>)</a></p></td><td><p>BAT 12</p></td></tr><tr><td><p>Tetraclorometano</p></td><td><p>TDI/MDI<a>&#160;(<span>12</span>)</a></p></td><td><p>Nessuna norma EN disponibile</p></td><td><p>Una volta al mese<a>&#160;(<span>13</span>)</a></p></td><td><p>BAT 66</p></td></tr><tr><td><p>TCOV</p></td><td><p>TDI/MDI</p></td><td><p>EN 12619</p></td><td><p>Una volta al mese<a>&#160;(<span>13</span>)</a></p></td><td><p>BAT 66</p></td></tr><tr><td><p>EO (desorbimento di CO<span>2 dal</span> liquido di lavaggio)</p></td><td><p>Una volta ogni 6 mesi<a>&#160;(<span>13</span>)</a></p></td><td><p>BAT 51</p></td></tr><tr><td><p>Formaldeide</p></td><td><p>Una volta al mese<a>&#160;(<span>13</span>)</a></p></td><td><p>BAT 45</p></td></tr><tr><td><p>Scarichi gassosi dall'unit&#224; di ossidazione del cumene nella fabbricazione di fenolo</p></td><td><p>EN 12619</p></td><td><p>Una volta al mese<a>&#160;(<span>13</span>)</a></p></td><td><p>BAT 57</p></td></tr><tr><td><p>Scarichi gassosi da altre fonti nella fabbricazione di fenolo quando non combinati con altri flussi di scarichi gassosi</p></td><td><p>Una volta all'anno</p></td></tr><tr><td><p>Scarichi gassosi dall'unit&#224; di ossidazione nella fabbricazione di perossido di idrogeno</p></td><td><p>Una volta al mese<a>&#160;(<span>13</span>)</a></p></td><td><p>BAT 86</p></td></tr><tr><td><p>EDC/VCM</p></td><td><p>Una volta al mese<a>&#160;(<span>13</span>)</a></p></td><td><p>BAT 76</p></td></tr><tr><td><p>Tutti gli altri processi/fonti<a>&#160;(<span>14</span>)</a></p></td><td><p>Una volta al mese<a>&#160;(<span>13</span>)</a></p></td><td><p>BAT 10</p></td></tr><tr><td><p>VCM</p></td><td><p>EDC/VCM</p></td><td><p>Nessuna norma EN disponibile</p></td><td><p>Una volta al mese<a>&#160;(<span>13</span>)</a></p></td><td><p>BAT 76</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table>
1.2. Emissioni nell'atmosfera
1.2.1. Emissioni nell'atmosfera provenienti da forni/riscaldatori di processo
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>BAT 3:</p></td><td><p>al fine di ridurre le emissioni nell'atmosfera di CO e delle sostanze incombuste provenienti dai forni/riscaldatori di processo, la BAT consiste nell'ottimizzare la combustione.</p><p>L'ottimizzazione della combustione si ottiene con una buona progettazione e un corretto funzionamento delle apparecchiature, ad esempio ottimizzando la temperatura e i tempi di permanenza nella zona di combustione, miscelando combustibile e aria di combustione nel modo pi&#249; efficiente e controllando la combustione. Il controllo della combustione si basa sul monitoraggio continuo e sul controllo automatico dei parametri (ad esempio, O<span>2</span>, CO, rapporto combustibile/aria, sostanze incombuste).</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>BAT 4:</p></td><td><p>al fine di ridurre le emissioni nell'atmosfera di NO<span>X</span> provenienti dai forni/riscaldatori di processo, la BAT consiste nell'utilizzare una o una combinazione delle tecniche indicate di seguito.</p><table><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>Tecnica</p></td><td><p>Descrizione</p></td><td><p>Applicabilit&#224;</p></td></tr><tr><td><p>a.</p></td><td><p>Scelta del combustibile</p></td><td><p>Cfr. la sezione 12.3. Consiste ad esempio nel sostituire i combustibili liquidi con combustibili gassosi, tenendo conto del bilancio complessivo degli idrocarburi</p></td><td><p>La sostituzione dei combustibili liquidi con quelli gassosi &#232; subordinata, negli impianti esistenti, alle caratteristiche di progettazione dei bruciatori</p></td></tr><tr><td><p>b.</p></td><td><p>Combustione a stadi</p></td><td><p>La combustione a stadi, che consiste nell'immettere per gradi l'aria o il combustibile nella zona in prossimit&#224; del bruciatore, rilascia meno emissioni di NO<span>X</span> Il frazionamento del combustibile o dell'aria riduce la concentrazione d'ossigeno nella zona di combustione primaria del bruciatore, abbassando in tal modo la temperatura di picco della fiamma e riducendo la formazione di NO<span>X</span> termici</p></td><td><p>L'applicabilit&#224; &#232; subordinata alla disponibilit&#224; di spazio nei forni di processo di piccole dimensioni, che talvolta non si possono dotare di sistemi di combustione a stadi (<span>fuel/air staging</span>) senza ridurne la capacit&#224;.</p><p>Per i forni di cracking di EDC esistenti, l'applicabilit&#224; &#232; subordinata alle caratteristiche di progettazione del forno di processo</p></td></tr><tr><td><p>c.</p></td><td><p>Ricircolo (esterno) degli effluenti gassosi</p></td><td><p>Rimessa in circolo di parte degli effluenti gassosi dirigendola nella camera di combustione per sostituire parte dell'aria fresca di combustione, con l'effetto di ridurre il tenore di ossigeno e di conseguenza abbassare la temperatura della fiamma</p></td><td><p>Per i forni/riscaldatori di processo esistenti, l'applicabilit&#224; &#232; subordinata alle caratteristiche di progettazione.</p><p>Non applicabile ai forni di cracking di EDC esistenti</p></td></tr><tr><td><p>d.</p></td><td><p>Ricircolo (interno) degli effluenti gassosi</p></td><td><p>Rimessa in circolo di parte degli effluenti gassosi all'interno della camera di combustione per sostituire parte dell'aria fresca di combustione, con l'effetto di ridurre il tenore di ossigeno e di conseguenza abbassare la temperatura della fiamma</p></td><td><p>Per i forni/riscaldatori di processo esistenti, l'applicabilit&#224; &#232; subordinata alle caratteristiche di progettazione.</p></td></tr><tr><td><p>e.</p></td><td><p>Bruciatori a emissioni basse (LNB) o ultra basse (ULNB) di NO<span>X</span></p></td><td><p>Cfr. la sezione 12.3</p></td><td><p>Per i forni/riscaldatori di processo esistenti, l'applicabilit&#224; &#232; subordinata alle caratteristiche di progettazione.</p></td></tr><tr><td><p>f.</p></td><td><p>Uso di diluenti inerti</p></td><td><p>Uso di diluenti &#171;inerti&#187;, come il vapore, l'acqua o l'azoto (miscelati al combustibile prima della combustione o iniettati direttamente nella camera di combustione), per abbassare la temperatura della fiamma. L'iniezione di vapore pu&#242; aumentare le emissioni di CO</p></td><td><p>Generalmente applicabile</p></td></tr><tr><td><p>g.</p></td><td><p>Riduzione catalitica selettiva (SCR)</p></td><td><p>Cfr. la sezione 12.1</p></td><td><p>L'applicabilit&#224; ai forni/riscaldatori di processo &#232; subordinata alla disponibilit&#224; di spazio</p></td></tr><tr><td><p>h.</p></td><td><p>Riduzione non catalitica selettiva (SNCR)</p></td><td><p>Cfr. la sezione 12.1</p></td><td><p>L'applicabilit&#224; ai forni/riscaldatori di&#160;processo esistenti &#232; subordinata alla&#160;finestra di temperatura (900&#8211;1&#160;050  &#176;C) e ai tempi di permanenza necessari per la reazione.</p><p>Non applicabile ai forni di cracking di EDC</p></td></tr></tbody></table><p>Livelli di emissioni associati alla BAT (BAT-AEL): cfr. Tabella 2.1 e Tabella 10.1.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>BAT 5:</p></td><td><p>al fine di prevenire o ridurre le emissioni nell'atmosfera delle polveri provenienti dai forni/riscaldatori di processo, la BAT consiste nell'utilizzare una o una combinazione delle tecniche indicate di seguito.</p><table><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>Tecnica</p></td><td><p>Descrizione</p></td><td><p>Applicabilit&#224;</p></td></tr><tr><td><p>a.</p></td><td><p>Scelta del combustibile</p></td><td><p>Cfr. la sezione 12.3. Consiste ad esempio nel sostituire i combustibili liquidi con combustibili gassosi, tenendo conto del bilancio complessivo degli idrocarburi</p></td><td><p>La sostituzione dei combustibili liquidi con quelli gassosi &#232; subordinata, negli impianti esistenti, alle caratteristiche di progettazione dei bruciatori</p></td></tr><tr><td><p>b</p></td><td><p>Atomizzazione dei combustibili liquidi</p></td><td><p>Uso di una pressione elevata per ridurre le dimensioni delle goccioline di combustibile liquido. Attualmente i migliori bruciatori sono in genere progettati con atomizzazione a vapore</p></td><td><p>Generalmente applicabile</p></td></tr><tr><td><p>c.</p></td><td><p>Filtro in tessuto, ceramica o metallo</p></td><td><p>Cfr. la sezione 12.1</p></td><td><p>Non applicabile alla combustione di soli combustibili gassosi</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>BAT 6:</p></td><td><p>al fine di prevenire o ridurre le emissioni nell'atmosfera di SO<span>2</span> provenienti dai forni/riscaldatori di processo, la BAT consiste nell'utilizzare una o entrambe le tecniche indicate di seguito.</p><table><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>Tecnica</p></td><td><p>Descrizione</p></td><td><p>Applicabilit&#224;</p></td></tr><tr><td><p>a.</p></td><td><p>Scelta del combustibile</p></td><td><p>Cfr. la sezione 12.3. Consiste ad esempio nel sostituire i combustibili liquidi con combustibili gassosi, tenendo conto del bilancio complessivo degli idrocarburi</p></td><td><p>La sostituzione dei combustibili liquidi con quelli gassosi &#232; subordinata, negli impianti esistenti, alle caratteristiche di progettazione dei bruciatori</p></td></tr><tr><td><p>b.</p></td><td><p>Lavaggio caustico</p></td><td><p>Cfr. la sezione 12.1</p></td><td><p>L'applicabilit&#224; &#232; subordinata alla disponibilit&#224; di spazio</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table>
1.2.2. Emissioni nell'atmosfera dovute all'SCR o all'SNCR
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>BAT 7:</p></td><td><p>al fine di ridurre le emissioni nell'atmosfera dell'ammoniaca utilizzata nella riduzione catalitica selettiva (SCR) o nella riduzione non catalitica selettiva (SNCR) per abbattere le emissioni di NO<span>X</span>, la BAT consiste nell'ottimizzare la configurazione e/o il funzionamento dell'SCR o SNCR (tramite, ad esempio, un rapporto ottimale reagente/NO<span>X</span>, una distribuzione omogenea del reagente e una calibrazione ottimale delle gocce di reagente).</p><p>Livelli di emissioni associati alla BAT (BAT-AEL) per le emissioni provenienti da un forno di cracking per la fabbricazione di olefine leggere con uso di SCR o SNCR: Tabella 2.1.</p></td></tr></tbody></table>
1.2.3. Emissioni nell'atmosfera derivanti da altri processi/fonti
1.2.3.1. Tecniche per ridurre le emissioni derivanti da altri processi/fonti
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>BAT 8:</p></td><td><p>al fine di ridurre il carico degli inquinanti negli scarichi gassosi da sottoporre a trattamento finale e aumentare l'efficienza delle risorse, la BAT consiste nell'utilizzare un'adeguata combinazione di tecniche tra quelle indicate di seguito per trattare i flussi di gas di processo.</p><table><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>Tecnica</p></td><td><p>Descrizione</p></td><td><p>Applicabilit&#224;</p></td></tr><tr><td><p>a.</p></td><td><p>Recupero e uso dell'idrogeno in eccesso o prodotto dalla reazione</p></td><td><p>Recupero e uso dell'idrogeno in eccesso o prodotto da reazioni chimiche (ad esempio, reazioni di idrogenazione). &#200; possibile utilizzare tecniche di recupero come l'adsorbimento per inversione di pressione o la separazione su membrana per aumentare il tenore di idrogeno</p></td><td><p>L'applicabilit&#224; &#232; subordinata all'energia necessaria per il recupero, che pu&#242; essere eccessiva a causa del basso tenore di idrogeno o in assenza di domanda di idrogeno</p></td></tr><tr><td><p>b.</p></td><td><p>Recupero e uso di solventi organici e materie prime organiche non reagite</p></td><td><p>Uso di tecniche di recupero quali la compressione, la condensazione, la condensazione criogenica, la separazione su membrana e l'adsorbimento. La scelta della tecnica pu&#242; essere determinata da considerazioni di sicurezza, ad esempio la presenza di altre sostanze o contaminanti</p></td><td><p>L'applicabilit&#224; &#232; subordinata all'energia necessaria per il recupero, che pu&#242; essere eccessiva a causa del basso tenore di materia organica</p></td></tr><tr><td><p>c.</p></td><td><p>Uso dell'aria esausta</p></td><td><p>L'aria esausta generata in grande quantit&#224; dalle reazioni di ossidazione &#232; trattata e usata come azoto di scarsa purezza</p></td><td><p>Applicabile unicamente se vi &#232; un uso cui destinare l'azoto di scarsa purezza senza compromettere la sicurezza dei processi</p></td></tr><tr><td><p>d.</p></td><td><p>Recupero di HCl con lavaggio a umido (wet scrubbing) per ulteriore uso</p></td><td><p>L'HCl in forma gassosa &#232; assorbito in acqua mediante lavaggio a umido, eventualmente seguito da purificazione (ad esempio, per adsorbimento) e/o concentrazione (ad esempio, per distillazione) (per la descrizione delle tecniche cfr. la sezione 12.1). L'HCl cos&#236; recuperato &#232; successivamente utilizzato (come acido o per produrre cloro, ad esempio)</p></td><td><p>L'applicabilit&#224; &#232; subordinata all'entit&#224; del carico di HCl, che non deve essere troppo modesta.</p></td></tr><tr><td><p>e.</p></td><td><p>Recupero di H<span>2</span>S con lavaggio (scrubbing) con ammine con rigenerazione dei solventi per ulteriore uso</p></td><td><p>Si utilizza il lavaggio con ammine con rigenerazione dei solventi per recuperare l'H<span>2</span>S dai flussi di gas di processo e dai gas acidi di scarico delle unit&#224; di strippaggio (stripping) dell'acqua acida. L'H<span>2</span>S &#232; in genere successivamente convertito in zolfo elementare nell'unit&#224; di recupero dello zolfo della raffinerie (reazione di Claus).</p></td><td><p>Applicabile unicamente se vi &#232; una raffineria nelle vicinanze.</p></td></tr><tr><td><p>f.</p></td><td><p>Tecniche per ridurre il trascinamento di solidi e/o liquidi</p></td><td><p>Cfr. la sezione 12.1</p></td><td><p>Generalmente applicabile</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>BAT 9:</p></td><td><p>al fine di ridurre il carico degli inquinanti degli scarichi gassosi da sottoporre a trattamento finale e aumentare l'efficienza energetica, la BAT consiste nell'inviare i flussi di gas di processo che possiedono un potere calorifico sufficiente a un'unit&#224; di combustione. Le BAT 8a e 8b hanno tuttavia priorit&#224; sull'invio dei gas di processo a un'unit&#224; di combustione.</p><p><span>Applicabilit&#224;</span></p><p>L'invio dei flussi di gas generati dai processi a un'unit&#224; di combustione pu&#242; essere condizionato dalla presenza di contaminanti o da considerazioni di sicurezza.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>BAT 10:</p></td><td><p>al fine di ridurre le emissioni convogliate di composti organici nell'atmosfera, la BAT consiste nell'utilizzare una o una combinazione delle tecniche indicate di seguito.</p><table><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>Tecnica</p></td><td><p>Descrizione</p></td><td><p>Applicabilit&#224;</p></td></tr><tr><td><p>a.</p></td><td><p>Condensazione</p></td><td><p>Cfr. la sezione 12.1. Questa tecnica &#232; in genere utilizzata in combinazione con altre tecniche di abbattimento</p></td><td><p>Generalmente applicabile</p></td></tr><tr><td><p>b.</p></td><td><p>Adsorbimento</p></td><td><p>Cfr. la sezione 12.1</p></td><td><p>Generalmente applicabile</p></td></tr><tr><td><p>c.</p></td><td><p>Lavaggio a umido (wet scrubbing)</p></td><td><p>Cfr. la sezione 12.1</p></td><td><p>Applicabile solo ai COV che possono essere assorbiti in soluzioni acquose</p></td></tr><tr><td><p>d.</p></td><td><p>Ossidatore catalitico</p></td><td><p>Cfr. la sezione 12.1</p></td><td><p>L'applicabilit&#224; &#232; subordinata alla presenza di veleni del catalizzatore</p></td></tr><tr><td><p>e.</p></td><td><p>Ossidatore termico</p></td><td><p>Cfr. la sezione 12.1. Anzich&#233; un ossidatore termico, &#232; possibile usare un inceneritore per il trattamento combinato di rifiuti liquidi e scarichi gassosi</p></td><td><p>Generalmente applicabile</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>BAT 11:</p></td><td><p>al fine di ridurre le emissioni convogliate di polveri nell'atmosfera, la BAT consiste nell'utilizzare una o una combinazione delle tecniche indicate di seguito.</p><table><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>Tecnica</p></td><td><p>Descrizione</p></td><td><p>Applicabilit&#224;</p></td></tr><tr><td><p>a.</p></td><td><p>Ciclone</p></td><td><p>Cfr. la sezione 12.1. Questa tecnica &#232; utilizzata in combinazione con altre tecniche di abbattimento</p></td><td><p>Generalmente applicabile</p></td></tr><tr><td><p>b.</p></td><td><p>Precipitatore elettrostatico</p></td><td><p>Cfr. la sezione 12.1</p></td><td><p>Per le unit&#224; esistenti, l'applicabilit&#224; &#232; subordinata alla disponibilit&#224; di spazio o a considerazioni di sicurezza</p></td></tr><tr><td><p>c.</p></td><td><p>Filtro a tessuto</p></td><td><p>Cfr. la sezione 12.1</p></td><td><p>Generalmente applicabile</p></td></tr><tr><td><p>d.</p></td><td><p>Filtro per polveri a due stadi</p></td><td><p>Cfr. la sezione 12.1</p></td></tr><tr><td><p>e.</p></td><td><p>Filtro metallico/ceramico</p></td><td><p>Cfr. la sezione 12.1</p></td></tr><tr><td><p>f.</p></td><td><p>Abbattimento a umido delle polveri</p></td><td><p>Cfr. la sezione 12.1</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>BAT 12:</p></td><td><p>al fine di ridurre le emissioni nell'atmosfera di biossido di zolfo e altri gas acidi (ad esempio, HCl), la BAT consiste nell'utilizzare il lavaggio a umido (wet scrubbing).</p><p><span>Descrizione</span></p><p>Per la descrizione del lavaggio a umido, cfr. la sezione 12.1</p></td></tr></tbody></table>
1.2.3.2. Tecniche per ridurre le emissioni provenienti da un ossidatore termico
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>BAT 13:</p></td><td><p>al fine di ridurre le emissioni nell'atmosfera di NO<span>X</span>, CO, e SO<span>2</span> provenienti da un ossidatore termico, la BAT consiste nell'utilizzare un'adeguata combinazione di tecniche tra quelle indicate di seguito.</p><table><col/><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>Tecnica</p></td><td><p>Descrizione</p></td><td><p>Inquinante principale</p></td><td><p>Applicabilit&#224;</p></td></tr><tr><td><p>a.</p></td><td><p>Eliminazione di grandi quantit&#224; di precursori di NO<span>X</span> dai flussi di gas di processo</p></td><td><p>Eliminare (se possibile, per il riutilizzo) grandi quantit&#224; di precursori di NO<span>X</span> prima del trattamento termico, ad esempio mediante lavaggio (scrubbing), condensazione o adsorbimento</p></td><td><p>NO<span>X</span></p></td><td><p>Generalmente applicabile</p></td></tr><tr><td><p>b.</p></td><td><p>Scelta del combustibile ausiliario</p></td><td><p>Cfr. la sezione 12.3</p></td><td><p>NO<span>X</span>, SO<span>2</span></p></td><td><p>Generalmente applicabile</p></td></tr><tr><td><p>c.</p></td><td><p>Bruciatore a basse emissioni di NO<span>X</span> (LNB)</p></td><td><p>Cfr. la sezione 12.1</p></td><td><p>NO<span>X</span></p></td><td><p>L'applicabilit&#224; alle unit&#224; esistenti &#232; subordinata alle caratteristiche di progettazione e/o a vincoli operativi</p></td></tr><tr><td><p>d.</p></td><td><p>Ossidatore termico rigenerativo (RTO)</p></td><td><p>Cfr. la sezione 12.1</p></td><td><p>NO<span>X</span></p></td><td><p>L'applicabilit&#224; alle unit&#224; esistenti &#232; subordinata alle caratteristiche di progettazione e/o a vincoli operativi</p></td></tr><tr><td><p>e.</p></td><td><p>Ottimizzazione della combustione</p></td><td><p>Uso di tecniche di progettazione e operative che massimizzano l'eliminazione dei composti organici riducendo il pi&#249; possibile le emissioni di CO and NO<span>X</span> nell'atmosfera (ad esempio, regolando i parametri di combustione, quali temperatura e tempi di permanenza)</p></td><td><p>CO, NO<span>X</span></p></td><td><p>Generalmente applicabile</p></td></tr><tr><td><p>f.</p></td><td><p>Riduzione catalitica selettiva (SCR)</p></td><td><p>Cfr. la sezione 12.1</p></td><td><p>NO<span>X</span></p></td><td><p>L'applicabilit&#224; alle unit&#224; esistenti &#232; subordinata alla disponibilit&#224; di spazio</p></td></tr><tr><td><p>g.</p></td><td><p>Riduzione non catalitica selettiva (SNCR)</p></td><td><p>Cfr. la sezione 12.1</p></td><td><p>NO<span>X</span></p></td><td><p>L'applicabilit&#224; alle unit&#224; esistenti &#232; subordinata ai tempi di permanenza necessari per la reazione</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table>
1.3. Emissioni nell'acqua
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>BAT 14:</p></td><td><p>al fine di ridurre il volume delle acque reflue, i carichi inquinanti da sottoporre a un idoneo trattamento finale (di norma trattamento biologico) e le emissioni nell'acqua, la BAT consiste nell'applicare una strategia integrata di gestione e trattamento delle acque reflue che comprenda un'adeguata combinazione di tecniche integrate nei processi, tecniche di recupero degli inquinanti alla fonte e tecniche di pretrattamento, sulla base delle informazioni fornite dall'inventario dei flussi di acque reflue di cui alle conclusioni sulle BAT sui sistemi comuni di trattamento/gestione delle acque reflue e dei gas di scarico nell'industria chimica.</p></td></tr></tbody></table>
1.4. Efficienza delle risorse
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>BAT 15:</p></td><td><p>al fine di aumentare l'efficienza delle risorse quando si utilizzano catalizzatori, la BAT consiste nell'applicare una combinazione delle tecniche indicate di seguito.</p><table><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>Tecnica</p></td><td><p>Descrizione</p></td></tr><tr><td><p>a.</p></td><td><p>Scelta del catalizzatore</p></td><td><p>Scegliere il catalizzatore che consenta di conseguire un equilibrio ottimale tra i seguenti fattori:</p><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>attivit&#224; catalitica;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>selettivit&#224; catalitica;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>vita utile del catalizzatore (ad esempio, vulnerabilit&#224; ai veleni);</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>uso minimo di metalli tossici.</p></td></tr></tbody></table></td></tr><tr><td><p>b.</p></td><td><p>Protezione del catalizzatore</p></td><td><p>Tecniche utilizzate a monte del catalizzatore per proteggerlo da veleni (ad esempio, pretrattamento delle materie prime)</p></td></tr><tr><td><p>c.</p></td><td><p>Ottimizzazione del processo</p></td><td><p>Regolazione delle condizioni del reattore (ad esempio, temperatura, pressione) in modo da conseguire l'equilibrio ottimale tra efficienza di conversione e vita utile del catalizzatore</p></td></tr><tr><td><p>d.</p></td><td><p>Monitoraggio delle prestazioni del catalizzatore</p></td><td><p>Monitoraggio dell'efficienza di conversione per rilevare l'inizio dell'esaurimento del catalizzatore utilizzando parametri adeguati (ad esempio, il calore di reazione e la formazione di CO<span>2</span> nel caso di reazioni di ossidazione parziale)</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>BAT 16:</p></td><td><p>al fine di aumentare l'efficienza delle risorse, la BAT consiste nel recuperare e riutilizzare i solventi organici.</p><p><span>Descrizione</span></p><p>I solventi organici impiegati nei processi (ad esempio, nelle reazioni chimiche) o nelle operazioni (ad esempio, nell'estrazione) sono recuperati mediante tecniche adeguate (ad esempio, distillazione o separazione dalla fase liquida), purificati, se necessario (ad esempio, per mezzo di distillazione, adsorbimento, strippaggio o filtrazione) e reimmessi nel processo o nell'operazione. La quantit&#224; di solvente recuperata e riutilizzata dipende dal processo.</p></td></tr></tbody></table>
1.5. Residui
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>BAT 17:</p></td><td><p>al fine di prevenire la produzione di rifiuti da smaltire o, se ci&#242; non &#232; praticabile, ridurne la quantit&#224;, la BAT consiste nell'utilizzare un'adeguata combinazione di tecniche tra quelle indicate di seguito.</p><table><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>Tecnica</p></td><td><p>Descrizione</p></td><td><p>Applicabilit&#224;</p></td></tr><tr><td><p><span><span>Tecniche per prevenire o ridurre la produzione di rifiuti</span></span></p></td></tr><tr/><tr><td><p>a.</p></td><td><p>Aggiunta di inibitori nei sistemi di distillazione</p></td><td><p>Scelta (e ottimizzazione del dosaggio) di inibitori della polimerizzazione che prevengono o riducono la produzione di residui (ad esempio, materie gommose o catramose). Per ottimizzare il dosaggio occorre tener conto del possibile aumento del tenore di azoto e/o zolfo nei residui, che pu&#242; interferire con il loro uso come combustibili</p></td><td><p>Generalmente applicabile</p></td></tr><tr><td><p>b.</p></td><td><p>Riduzione al minimo della formazione di residui altobollenti nei sistemi di distillazione</p></td><td><p>Tecniche che riducono le temperature e i tempi di permanenza (ad esempio, colonne a corpi di riempimento anzich&#233; a piatti per ridurre la caduta di pressione e di conseguenza la temperatura; il vuoto anzich&#233; la pressione atmosferica per ridurre la temperatura)</p></td><td><p>Applicabile unicamente alle unit&#224; di distillazione nuove o in sede di modifiche sostanziali</p></td></tr><tr><td><p><span><span>Tecniche per recuperare materie a fini di riutilizzo o riciclaggio</span></span></p></td></tr><tr/><tr><td><p>c.</p></td><td><p>Recupero di materie (ad esempio, per distillazione, cracking)</p></td><td><p>Le materie (materie prime, prodotti e sottoprodotti) sono recuperate dai residui per isolamento (ad esempio, tramite distillazione) o conversione (ad esempio, tramite cracking termico/catalitico, gassificazione, idrogenazione)</p></td><td><p>Applicabile unicamente se vi &#232; un uso cui destinare le materie recuperate</p></td></tr><tr><td><p>d.</p></td><td><p>Rigenerazione dei catalizzatori e degli adsorbenti</p></td><td><p>Rigenerazione dei catalizzatori e degli adsorbenti, ad esempio per mezzo di un trattamento termico o chimico</p></td><td><p>L'applicabilit&#224; &#232; subordinata all'entit&#224; degli effetti incrociati dovuti alla rigenerazione</p></td></tr><tr><td><p><span><span>Tecniche per recuperare energia</span></span></p></td></tr><tr/><tr><td><p>e.</p></td><td><p>Uso dei residui come combustibile</p></td><td><p>Alcuni residui organici, come il catrame, possono essere utilizzati come combustibile nelle unit&#224; di combustione</p></td><td><p>L'applicabilit&#224; &#232; subordinata alla presenza nei residui di determinate sostanze che li rende inadatti all'uso in un'unit&#224; di combustione e ne fa residui da smaltire</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table>
1.6. Condizioni di esercizio diverse da quelle normali
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>BAT 18:</p></td><td><p>al fine di prevenire o ridurre le emissioni dovute a cattivo funzionamento delle apparecchiature, la BAT consiste nell'utilizzare tutte le tecniche indicate di seguito.</p><table><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>Tecnica</p></td><td><p>Descrizione</p></td><td><p>Applicabilit&#224;</p></td></tr><tr><td><p>a.</p></td><td><p>Individuazione delle apparecchiature critiche</p></td><td><p>Le apparecchiature critiche per la tutela dell'ambiente (&#171;apparecchiature critiche&#187;) sono individuate sulla base di una valutazione dei rischi (ad esempio, mediante l'analisi delle modalit&#224; e degli effetti dei guasti - analisi FMEA)</p></td><td><p>Generalmente applicabile</p></td></tr><tr><td><p>b.</p></td><td><p>Programma di affidabilit&#224; delle apparecchiature critiche</p></td><td><p>Programma articolato per massimizzare la disponibilit&#224; e le prestazioni delle apparecchiature, che include procedure operative standard, manutenzione preventiva (ad esempio, contro la corrosione), monitoraggio, registrazione degli incidenti e modifiche impiantistiche continue</p></td><td><p>Generalmente applicabile</p></td></tr><tr><td><p>c.</p></td><td><p>Sistemi di riserva per le apparecchiature essenziali</p></td><td><p>Creazione e manutenzione di sistemi di riserva, ad esempio sistemi di sfiato, unit&#224; di abbattimento</p></td><td><p>Non applicabile se la disponibilit&#224; di apparecchiature adeguate pu&#242; essere dimostrata utilizzando la tecnica b.</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>BAT 19:</p></td><td><p>al fine di prevenire o ridurre le emissioni nell'atmosfera e nell'acqua durante condizioni di esercizio diverse da quelle normali, la BAT consiste nell'attuare misure commisurate alla rilevanza dei potenziali rilasci di inquinanti per:</p><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>i)</p></td><td><p>operazioni di avvio e di arresto</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>ii)</p></td><td><p>altre circostanze (ad esempio, lavori di manutenzione regolare e straordinaria e operazioni di pulizia delle unit&#224; e/o del sistema di trattamento degli scarichi gassosi), comprese quelle che potrebbero incidere sul corretto funzionamento dell'installazione.</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table>
2. CONCLUSIONI SULLE BAT PER LA FABBRICAZIONE DI OLEFINE LEGGERE
Le conclusioni sulle BAT della presente sezione si applicano alla fabbricazione di olefine leggere con processi di cracking con vapore ( steam cracking ), e si applicano in aggiunta alle conclusioni generali sulle BAT di cui alla sezione 1.
2.1. Emissioni nell'atmosfera
2.1.1. BAT-AEL per le emissioni nell'atmosfera provenienti da forni di cracking per la fabbricazione di olefine leggere
Tabella 2.1
BAT-AEL per le emissioni nell'atmosfera di NO X e NH 3 provenienti da forni di cracking per la fabbricazione di olefine leggere
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>Parametro</p></td><td><p>BAT-AEL<a>&#160;(<span>18</span>)</a><a>&#160;(<span>19</span>)</a><a>&#160;(<span>20</span>)</a></p><p>(media giornaliera o media del periodo di campionamento)</p><p>(mg/Nm<span>3</span>, con O<span>2</span> a 3 % in volume)</p></td></tr><tr><td><p>Forno nuovo</p></td><td><p>Forno esistente</p></td></tr><tr><td><p>NO<span>X</span></p></td><td><p>60&#8211;100</p></td><td><p>70&#8211;200</p></td></tr><tr><td><p>NH<span>3</span></p></td><td><p>&lt; 5&#8211;15<a>&#160;(<span>21</span>)</a></p></td></tr></tbody></table>
Per il monitoraggio si veda la BAT 1.
2.1.2. Tecniche per ridurre le emissioni dovute alla rimozione del coke (decoking)
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>BAT 20:</p></td><td><p>al fine di ridurre le emissioni nell'atmosfera di polveri e CO risultanti dalla rimozione del coke dai tubi del forno di cracking, la BAT consiste nell'utilizzare una combinazione adeguata di tecniche di riduzione della frequenza del decoking e una o pi&#249; tecniche di abbattimento, tra quelle indicate di seguito.</p><table><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>Tecnica</p></td><td><p>Descrizione</p></td><td><p>Applicabilit&#224;</p></td></tr><tr><td><p><span><span>Tecniche per ridurre la frequenza della rimozione del coke</span></span></p></td></tr><tr/><tr><td><p>a.</p></td><td><p>Tubi in materiale che ritarda la formazione di coke</p></td><td><p>Il nichel presente sulla superficie dei tubi catalizza la formazione di coke. L'impiego di materiali con basso tenore di nichel o il rivestimento della superficie interna dei tubi con materiale inerte pu&#242; pertanto rallentare l'accumulo di coke</p></td><td><p>Applicabile unicamente alle unit&#224; nuove o in sede di modifiche sostanziali dell'impianto</p></td></tr><tr><td><p>b.</p></td><td><p>Aggiunta di composti dello zolfo alle materie prime</p></td><td><p>Poich&#233; i solfuri di nichel non catalizzano la formazione di coke, l'aggiunta di composti di zolfo alla carica che non li contenga gi&#224; al livello desiderato pu&#242; contribuire a ritardare l'accumulo di coke favorendo la passivazione della superficie dei tubi</p></td><td><p>Generalmente applicabile</p></td></tr><tr><td><p>c.</p></td><td><p>Ottimizzazione della rimozione termica del coke</p></td><td><p>Ottimizzazione delle condizioni d'esercizio, ossia portata d'aria, temperatura e tenore di vapore durante il ciclo di decoking, per massimizzare la rimozione del coke</p></td><td><p>Generalmente applicabile</p></td></tr><tr><td><p><span><span>Tecniche di abbattimento</span></span></p></td></tr><tr/><tr><td><p>d.</p></td><td><p>Abbattimento delle polveri a umido</p></td><td><p>Cfr. la sezione 12.1</p></td><td><p>Generalmente applicabile</p></td></tr><tr><td><p>e.</p></td><td><p>Ciclone a secco</p></td><td><p>Cfr. la sezione 12.1</p></td><td><p>Generalmente applicabile</p></td></tr><tr><td><p>f.</p></td><td><p>Combustione nel forno/riscaldatore di processo degli scarichi gassosi risultanti dalla rimozione del coke</p></td><td><p>Durante il decoking, il flusso degli scarichi gassosi che risulta da quest'operazione &#232; inviato al forno/riscaldatore di processo, dove le particelle di coke (e il CO) sono nuovamente bruciate</p></td><td><p>L'applicabilit&#224; agli impianti esistenti &#232; subordinata alle caratteristiche di progettazione delle tubature o alle restrizioni antincendio</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table>
2.2. Emissioni nell'acqua
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>BAT 21:</p></td><td><p>al fine di prevenire lo scarico di composti organici e acque reflue da sottoporre a trattamento o ridurne l'entit&#224;, la BAT consiste nell'ottimizzare il recupero di idrocarburi dall'acqua di raffreddamento della prima fase del frazionamento e nel riutilizzare l'acqua di raffreddamento nel sistema di produzione del vapore di diluizione.</p><p><span>Descrizione</span></p><p>La tecnica consiste nel garantire un'effettiva separazione della fase organica da quella acquosa. Gli idrocarburi recuperati sono riciclati nel cracking o utilizzati come materia prima per altri processi chimici. Il recupero della materia organica pu&#242; essere potenziato, ad esempio per mezzo dello strippaggio (stripping) con vapore o gas o l'uso di un ribollitore. L'acqua di raffreddamento trattata &#232; riutilizzata nel sistema di produzione del vapore di diluizione. Un flusso di spurgo delle acque di raffreddamento &#232; inviato al trattamento finale delle acque reflue a valle al fine di prevenire l'accumulo di sali nel sistema.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>BAT 22:</p></td><td><p>al fine di ridurre il carico organico delle acque reflue da sottoporre a trattamento risultanti dal lavaggio caustico dei gas di cracking per eliminare l'H<span>2</span>S, la BAT consiste nell'utilizzare lo strippaggio (stripping).</p><p><span>Descrizione</span></p><p>Per la descrizione dello strippaggio, cfr. la sezione 12.2. Lo strippaggio del liquido di lavaggio &#232; eseguito utilizzando un flusso gassoso, che &#232; successivamente bruciato (ad esempio, nel forno di cracking).</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>BAT 23:</p></td><td><p>al fine di prevenire o ridurre la quantit&#224; di solfuri nelle acque reflue, da sottoporre a trattamento, risultanti dal lavaggio caustico dei gas di cracking per eliminare i gas acidi, la BAT consiste nell'utilizzare una o una combinazione delle tecniche indicate di seguito.</p><table><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>Tecnica</p></td><td><p>Descrizione</p></td><td><p>Applicabilit&#224;</p></td></tr><tr><td><p>a.</p></td><td><p>Uso di materie prime a basso tenore di zolfo in carica all'impianto di cracking</p></td><td><p>Uso di materie prime a basso tenore di zolfo o desolforate</p></td><td><p>L'applicabilit&#224; &#232; subordinata alla necessit&#224; di aggiungere zolfo per ridurre l'accumulo di coke</p></td></tr><tr><td><p>b.</p></td><td><p>Massimizzare l'impiego del lavaggio (scrubbing) con ammine per eliminare i gas acidi</p></td><td><p>Il lavaggio dei gas di cracking con un solvente rigenerativo (amminico) per eliminare i gas acidi, in particolare l'H<span>2</span>S, riduce il carico sulla colonna di lavaggio caustico a valle</p></td><td><p>Non applicabile se l'impianto di cracking per la fabbricazione di olefine leggere &#232; ubicato a distanza da un'unit&#224; di recupero dello zolfo. L'applicabilit&#224; agli impianti esistenti &#232; subordinata alle capacit&#224; della SRU</p></td></tr><tr><td><p>c.</p></td><td><p>Ossidazione</p></td><td><p>Ossidazione in solfati dei solfuri presenti nel liquido di lavaggio esausto utilizzando, ad esempio, aria a pressione e temperatura elevate (ossidazione per via umida) o un agente ossidante, come il perossido d'idrogeno</p></td><td><p>Generalmente applicabile</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table>
3. CONCLUSIONI SULLE BAT PER LA FABBRICAZIONE DI AROMATICI
Le conclusioni sulle BAT della presente sezione si applicano alla fabbricazione di benzene, toluene, orto-, meta- e para-xilene (comunemente noti come aromatici BTX) e cicloesano a partire dal pygas, prodotto dagli impianti di steam cracking, e da nafta/prodotti di reforming catalitico. Esse si applicano in aggiunta alle conclusioni generali sulle BAT di cui alla sezione1.
3.1. Emissioni nell'atmosfera
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>BAT 24:</p></td><td><p>al fine di ridurre il carico organico dei gas di processo da sottoporre a trattamento finale e al fine di aumentare l'efficienza delle risorse, la BAT consiste nel recuperare le materie organiche utilizzando la BAT 8b, se praticabile, oppure nel recuperare energia dai gas di processo (cfr. anche BAT 9).</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>BAT 25:</p></td><td><p>al fine di ridurre le emissioni nell'atmosfera delle polveri e dei composti organici dovute alla rigenerazione del catalizzatore di idrogenazione, la BAT consiste nel sottoporre il gas di processo della rigenerazione del catalizzatore a un trattamento adeguato.</p><p><span>Descrizione</span></p><p>Il gas di processo &#232; inviato dapprima a dispositivi di abbattimento delle polveri a umido o a secco e successivamente a un'unit&#224; di combustione o a un ossidatore termico per eliminare i composti organici, allo scopo di evitare l'emissione diretta nell'atmosfera o la combustione in torcia. Il solo uso dei tamburi di decoking non &#232; sufficiente.</p></td></tr></tbody></table>
3.2. Emissioni nell'acqua
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>BAT 26:</p></td><td><p>al fine di ridurre i composti organici e le acque reflue da sottoporre a trattamento provenienti dalle unit&#224; di estrazione degli aromatici, la BAT consiste nell'utilizzare solventi secchi oppure, quando si utilizzano solventi umidi, predisporre un sistema chiuso per recuperare e riutilizzare l'acqua.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>BAT 27:</p></td><td><p>al fine di ridurre il carico organico e il volume delle acque reflue da sottoporre a trattamento, la BAT consiste nell'utilizzare un'adeguata combinazione di tecniche tra quelle indicate di seguito.</p><table><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>Tecnica</p></td><td><p>Descrizione</p></td><td><p>Applicabilit&#224;</p></td></tr><tr><td><p>a.</p></td><td><p>Creazione del vuoto senza uso di acqua</p></td><td><p>Uso di sistemi di pompaggio meccanico in una procedura a circuito chiuso, che scaricano solo una piccola quantit&#224; di acqua di spurgo, o uso di pompe a secco. In alcuni casi &#232; possibile creare il vuoto senza produrre acque reflue utilizzando il prodotto come barriera liquida in una pompa meccanica a vuoto, o utilizzando un flusso di gas del processo di fabbricazione</p></td><td><p>Generalmente applicabile</p></td></tr><tr><td><p>b.</p></td><td><p>Separazione degli effluenti acquosi alla fonte</p></td><td><p>Gli effluenti acquosi degli impianti di produzione degli aromatici sono separati dalle acque reflue provenienti da altre fonti per favorire il recupero di materie prime o prodotti</p></td><td><p>L'applicabilit&#224; agli impianti esistenti &#232; subordinata al tipo di sistema di drenaggio in uso</p></td></tr><tr><td><p>c.</p></td><td><p>Separazione della fase liquida con recupero di idrocarburi</p></td><td><p>Separazione della fase organica da quella liquida in condizioni adeguate di progettazione ed esercizio (ad esempio, tempi di permanenza sufficienti, rilevamento e controllo dei limiti di fase) per prevenire l'eventuale trascinamento della materia organica non disciolta</p></td><td><p>Generalmente applicabile</p></td></tr><tr><td><p>d</p></td><td><p>Strippaggio (stripping) con recupero di idrocarburi</p></td><td><p>Cfr. la sezione 12.2. Lo strippaggio (stripping) pu&#242; essere applicato a flussi singoli o combinati</p></td><td><p>L'applicabilit&#224; pu&#242; essere condizionata dalla concentrazione di idrocarburi, che non pu&#242; essere troppo bassa</p></td></tr><tr><td><p>e.</p></td><td><p>Riutilizzo dell'acqua</p></td><td><p>Previo trattamento di determinati flussi di acque reflue, l'acqua risultante dallo strippaggio (stripping) pu&#242; essere utilizzata nel processo o come acqua di alimento di caldaia, sostituendo cos&#236; altre fonti idriche</p></td><td><p>Generalmente applicabile</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table>
3.3. Uso efficiente delle risorse
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>BAT 28:</p></td><td><p>al fine di utilizzare le risorse in modo efficiente, la BAT consiste nell'ottimizzare l'uso dell'idrogeno coprodotto, ad esempio da reazioni di dealchilazione, come reagente chimico o combustibile applicando la BAT 8a o, se ci&#242; non &#232; praticabile, nel recuperare l'energia da questi sfiati di processo (cfr. BAT 9).</p></td></tr></tbody></table>
3.4. Efficienza energetica
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>BAT 29:</p></td><td><p>al fine di utilizzare l'energia in modo efficiente nei processi di distillazione, la BAT consiste nell'applicare una o una combinazione delle tecniche indicate di seguito.</p><table><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>Tecnica</p></td><td><p>Descrizione</p></td><td><p>Applicabilit&#224;</p></td></tr><tr><td><p>a.</p></td><td><p>Ottimizzazione della distillazione</p></td><td><p>Si ottimizzano, per ciascuna colonna di distillazione, il numero dei piatti, la percentuale di reflusso, il punto di alimentazione e, nella distillazione estrattiva, il rapporto solventi/carica</p></td><td><p>L'applicabilit&#224; alle unit&#224; esistenti &#232; subordinata alle caratteristiche di progettazione, alla disponibilit&#224; di spazio e/o a vincoli operativi</p></td></tr><tr><td><p>b.</p></td><td><p>Recupero del calore dal flusso di gas di testa</p></td><td><p>Riutilizzo del calore di condensazione proveniente dalla colonna di distillazione del toluene e dello xilene per fornire calore ad altre parti dell'installazione</p></td></tr><tr><td><p>c.</p></td><td><p>Distillazione estrattiva in un'unica colonna</p></td><td><p>In un sistema classico di distillazione estrattiva la separazione avviene in due fasi successive (nella colonna principale di distillazione e nella colonna ausiliaria o di strippaggio (stripping)]. Nella distillazione estrattiva in un'unica colonna la separazione del solvente avviene in una colonna di distillazione pi&#249; piccola incorporata nel fasciame della prima colonna</p></td><td><p>Applicabile unicamente agli impianti nuovi o in sede di modifiche sostanziali.</p><p>Per le unit&#224; a capacit&#224; pi&#249; ridotta l'applicabilit&#224; &#232; subordinata ai vincoli operativi dovuti alla necessit&#224; di raggruppare una serie di operazioni in un'unica apparecchiatura</p></td></tr><tr><td><p>d.</p></td><td><p>Colonna di distillazione con parete divisoria</p></td><td><p>In un sistema di distillazione classico la separazione in frazioni pure di una miscela con tre componenti avviene, in sequenza diretta, in almeno due colonne di distillazione (o in colonne principali con colonne ausiliarie). Con una colonna munita di parete divisoria, la separazione pu&#242; essere eseguita in un'unica apparecchiatura</p></td></tr><tr><td><p>e.</p></td><td><p>Distillazione con accoppiamento termico</p></td><td><p>Se la distillazione &#232; eseguita in due colonne i flussi di energia che scorrono in ciascuna di esse possono essere accoppiati. Il vapore che si accumula nella sommit&#224; della prima colonna &#232; immesso in uno scambiatore di calore alla base della seconda colonna.</p></td><td><p>Applicabile unicamente agli impianti nuovi o in sede di modifiche sostanziali.</p><p>L'applicabilit&#224; dipende dalla configurazione delle colonne di distillazione e dalle condizioni di processo, ad esempio la pressione di esercizio</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table>
3.5. Residui
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>BAT 30:</p></td><td><p>al fine di prevenire la produzione di argilla esausta da smaltire o al fine di ridurne la quantit&#224;, la BAT consiste nell'utilizzare una o entrambe le tecniche indicate di seguito.</p><table><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>Tecnica</p></td><td><p>Descrizione</p></td><td><p>Applicabilit&#224;</p></td></tr><tr><td><p>a.</p></td><td><p>Idrogenazione selettiva dei prodotti di reforming o del pygas</p></td><td><p>Riduzione del tenore di olefine nei prodotti di reforming o nel pygas mediante idrogenazione. L'uso di materie prime completamente idrogenate consente di prolungare i cicli operativi delle apparecchiature di trattamento con argilla</p></td><td><p>Applicabile unicamente agli impianti che utilizzano materie prime ad alto tenore di olefine</p></td></tr><tr><td><p>b.</p></td><td><p>Scelta dell'argilla</p></td><td><p>Uso del tipo di argilla pi&#249; resistente rispetto alle condizioni date (ossia, avente propriet&#224; superficiali/strutturali che aumentano la durata del ciclo operativo) o uso di materia sintetica avente la stessa funzione dell'argilla ma rigenerabile</p></td><td><p>Generalmente applicabile</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table>
4. CONCLUSIONI SULLE BAT PER LA FABBRICAZIONE DI ETILBENZENE E STIRENE MONOMERO
Le conclusioni sulle BAT della presente sezione si applicano alla fabbricazione di etilbenzene mediante un processo di alchilazione catalizzata da zeolite o AlCl 3 e alla fabbricazione di stirene monomero mediante deidrogenazione dell'etilbenzene o coproduzione con ossido di propilene. Esse si applicano in aggiunta alle conclusioni generali sulle BAT di cui alla sezione 1.
4.1. Scelta del processo
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>BAT 31:</p></td><td><p>al fine di prevenire o ridurre le emissioni nell'atmosfera di composti organici e gas acidi, la produzione di acque reflue e di rifiuti da smaltire risultanti dall'alchilazione di benzene con etilene, la BAT per gli impianti nuovi e gli impianti sottoposti a modifiche sostanziali consiste nell'utilizzare un catalizzatore zeolitico.</p></td></tr></tbody></table>
4.2. Emissioni nell'atmosfera
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>BAT 32:</p></td><td><p>al fine di ridurre il carico di HCl negli scarichi gassosi da sottoporre a trattamento finale provenienti dall'unit&#224; di alchilazione nel processo di fabbricazione di etilbenzene catalizzato da AlCl<span>3</span>, la BAT consiste nell'utilizzare il lavaggio caustico.</p><p><span>Descrizione</span></p><p>Per la descrizione del lavaggio caustico, cfr. la sezione 12.1</p><p><span>Applicabilit&#224;</span></p><p>Applicabile unicamente agli impianti esistenti che utilizzano AlCl<span>3</span> come catalizzatore nel processo di fabbricazione dell'etilbenzene.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>BAT 33:</p></td><td><p>al fine di ridurre il carico di polveri e di HCl negli scarichi gassosi da sottoporre a trattamento finale risultanti dalle operazioni di sostituzione del catalizzatore nel processo di fabbricazione di etilbenzene catalizzato da AlCl<span>3</span>, la BAT consiste nell'eseguire il lavaggio a umido (wet scrubbing) e successivamente utilizzare l'acqua di lavaggio esausta nella sezione di lavaggio del reattore post alchilazione</p><p><span>Descrizione</span></p><p>Per la descrizione del lavaggio a umido, cfr. la sezione 12.1.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>BAT 34:</p></td><td><p>al fine di ridurre il carico organico degli scarichi gassosi da sottoporre a trattamento finale provenienti dall'unit&#224; di ossidazione nel processo di fabbricazione di SMPO, la BAT consiste nell'utilizzare una o una combinazione delle tecniche indicate di seguito.</p><table><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>Tecnica</p></td><td><p>Descrizione</p></td><td><p>Applicabilit&#224;</p></td></tr><tr><td><p>a.</p></td><td><p>Tecniche per ridurre il trascinamento di liquidi</p></td><td><p>Cfr. la sezione 12.1</p></td><td><p>Generalmente applicabile</p></td></tr><tr><td><p>b.</p></td><td><p>Condensazione</p></td><td><p>Cfr. la sezione 12.1</p></td><td><p>Generalmente applicabile</p></td></tr><tr><td><p>c.</p></td><td><p>Adsorbimento</p></td><td><p>Cfr. la sezione 12.1</p></td><td><p>Generalmente applicabile</p></td></tr><tr><td><p>d.</p></td><td><p>Lavaggio a umido (wet scrubbing)</p></td><td><p>Cfr. la sezione 12.1. Il lavaggio a umido &#232; eseguito con un solvente adatto (ad esempio, l'etilbenzene raffreddato reimmesso in circolo) ad assorbire l'etilbenzene, che viene successivamente riciclato nel reattore</p></td><td><p>Per gli impianti esistenti il riutilizzo del flusso di etilbenzene &#232; subordinato alle caratteristiche di progettazione dell'impianto</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>BAT 35:</p></td><td><p>al fine di ridurre le emissioni nell'atmosfera dei composti organici provenienti dall'unit&#224; di idrogenazione dell'acetofenone nel processo di fabbricazione di SMPO, durante condizioni di esercizio diverse da quelle normali (come i periodi di avvio), la BAT consiste nel sottoporre i gas di processo a un trattamento adeguato.</p></td></tr></tbody></table>
4.3. Emissioni nell'acqua
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>BAT 36:</p></td><td><p>al fine di ridurre le acque reflue risultanti dalla deidrogenazione dell'etilbenzene e massimizzare il recupero dei composti organici, la BAT consiste nell'utilizzare un'adeguata combinazione di tecniche tra quelle indicate di seguito.</p><table><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>Tecnica</p></td><td><p>Descrizione</p></td><td><p>Applicabilit&#224;</p></td></tr><tr><td><p>a.</p></td><td><p>Ottimizzazione della separazione della fase liquida</p></td><td><p>Separazione della fase organica da quella liquida in condizioni adeguate di progettazione ed esercizio (ad esempio, tempi di permanenza sufficienti, rilevamento e controllo dei limiti di fase) per prevenire l'eventuale trascinamento della materia organica non disciolta</p></td><td><p>Generalmente applicabile</p></td></tr><tr><td><p>b.</p></td><td><p>Strippaggio (stripping) con vapore</p></td><td><p>Cfr. la sezione 12.2</p></td><td><p>Generalmente applicabile</p></td></tr><tr><td><p>c.</p></td><td><p>Adsorbimento</p></td><td><p>Cfr. la sezione 12.2</p></td><td><p>Generalmente applicabile</p></td></tr><tr><td><p>d.</p></td><td><p>Riutilizzo dell'acqua</p></td><td><p>Il condensato della reazione pu&#242; essere riutilizzato come acqua di processo o come acqua di alimento di una caldaia dopo lo strippaggio (stripping) con vapore (cfr. tecnica b.) e l'adsorbimento (cfr. tecnica c.)</p></td><td><p>Generalmente applicabile</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>BAT 37:</p></td><td><p>al fine di ridurre le emissioni nell'acqua di perossidi organici provenienti dall'unit&#224; di ossidazione nel processo di fabbricazione di SMPO e proteggere l'impianto di trattamento biologico delle acque reflue a valle, la BAT consiste nel pretrattare le acque reflue contenenti perossidi organici mediante idrolisi prima che confluiscano nelle acque reflue da sottoporre al trattamento biologico finale.</p><p><span>Descrizione</span></p><p>Per la descrizione dell'idrolisi cfr. la sezione 12.2.</p></td></tr></tbody></table>
4.4. Uso efficiente delle risorse
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>BAT 38:</p></td><td><p>al fine di recuperare i composti organici risultanti dalla deidrogenazione dell'etilbenzene prima del recupero dell'idrogeno (cfr. BAT 39), la BAT consiste nell'utilizzare una o entrambe le tecniche indicate di seguito.</p><table><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>Tecnica</p></td><td><p>Descrizione</p></td><td><p>Applicabilit&#224;</p></td></tr><tr><td><p>a.</p></td><td><p>Condensazione</p></td><td><p>Cfr. la sezione 12.1</p></td><td><p>Generalmente applicabile</p></td></tr><tr><td><p>b.</p></td><td><p>Lavaggio (scrubbing)</p></td><td><p>Cfr. la sezione 12.1. L'assorbente consiste in solventi organici in commercio (o catrame proveniente dagli impianti di produzione di etilbenzene) (cfr. BAT 42b). I COV sono recuperati mediante strippaggio (stripping) dell'acqua di lavaggio</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>BAT 39:</p></td><td><p>al fine di aumentare l'efficienza delle risorse, la BAT consiste nel recuperare l'idrogeno coprodotto dalla deidrogenazione dell'etilbenzene per utilizzarlo come reagente chimico o come combustibile per la combustione degli scarichi gassosi della deidrogenazione (ad esempio in un surriscaldatore).</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>BAT 40:</p></td><td><p>al fine di aumentare l'efficienza delle risorse dell'unit&#224; di idrogenazione dell'acetofenone nel processo di fabbricazione di SMPO, la BAT consiste nel ridurre al minimo l'idrogeno in eccesso o nel riciclare l'idrogeno utilizzando la BAT 8a. Se quest'ultima non &#232; applicabile, la BAT consiste nel recuperare energia (cfr. BAT 9).</p></td></tr></tbody></table>
4.5. Residui
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>BAT 41:</p></td><td><p>al fine di ridurre la quantit&#224; dei rifiuti da smaltire risultanti dalla neutralizzazione del catalizzatore esausto nel processo di fabbricazione di etilbenzene catalizzato da AlCl<span>3</span>, la BAT consiste nel recuperare mediante strippaggio (stripping) i composti organici residui e concentrare la fase acquosa per ottenere un sottoprodotto AlCl<span>3</span> utilizzabile.</p><p><span>Descrizione</span></p><p>Si esegue dapprima lo strippaggio con vapore per rimuovere i COV, per poi concentrare mediante evaporazione la soluzione del catalizzatore esausto AlCl<span>3</span> e ottenere un sottoprodotto utilizzabile. La fase vapore &#232; condensata per ottenere una soluzione di HCl che &#232; riciclata nel processo.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>BAT 42:</p></td><td><p>al fine di prevenire la produzione di rifiuti catramosi da smaltire, o ridurne la quantit&#224;, provenienti dall'unit&#224; di distillazione nella fabbricazione di etilbenzene, la BAT consiste nell'utilizzare una o una combinazione delle tecniche indicate di seguito.</p><table><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>Tecnica</p></td><td><p>Descrizione</p></td><td><p>Applicabilit&#224;</p></td></tr><tr><td><p>a.</p></td><td><p>Recupero di materie (ad esempio, per distillazione, cracking)</p></td><td><p>Cfr. BAT 17c</p></td><td><p>Applicabile unicamente se vi &#232; un uso cui destinare le materie recuperate</p></td></tr><tr><td><p>b.</p></td><td><p>Uso del catrame come assorbente per il lavaggio (scrubbing)</p></td><td><p>Cfr. la sezione 12.1. Uso del catrame, anzich&#233; dei solventi organici in commercio, come assorbente di lavaggio nella fabbricazione di stirene monomero per deidrogenazione dell'etilbenzene (cfr. BAT 38b). Quest'uso dipende dalla capacit&#224; dei depuratori</p></td><td><p>Generalmente applicabile</p></td></tr><tr><td><p>c.</p></td><td><p>Uso del catrame come combustibile</p></td><td><p>Cfr. BAT 17e</p></td><td><p>Generalmente applicabile</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>BAT 43:</p></td><td><p>al fine di ridurre la formazione di coke (che &#232; sia un veleno del catalizzatore sia un rifiuto) nelle unit&#224; di produzione di stirene mediante deidrogenazione dell'etilbenzene, la BAT consiste nel regolare la pressione al livello pi&#249; basso possibile senza pregiudicare la sicurezza.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>BAT 44:</p></td><td><p>al fine di ridurre la quantit&#224; di residui organici da smaltire risultanti dalla fabbricazione di stirene monomero, anche dalla coproduzione con ossido di propilene, la BAT consiste nell'utilizzare una o una combinazione delle tecniche indicate di seguito.</p><table><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>Tecnica</p></td><td><p>Descrizione</p></td><td><p>Applicabilit&#224;</p></td></tr><tr><td><p>a.</p></td><td><p>Aggiunta di inibitori nei sistemi di distillazione</p></td><td><p>Cfr. BAT 17a</p></td><td><p>Generalmente applicabile</p></td></tr><tr><td><p>b.</p></td><td><p>Riduzione al minimo della formazione di residui altobollenti nei sistemi di distillazione</p></td><td><p>Cfr. BAT 17b</p></td><td><p>Applicabile unicamente alle unit&#224; di distillazione nuove o in sede di modifiche sostanziali dell'impianto</p></td></tr><tr><td><p>c.</p></td><td><p>Uso dei residui come combustibile</p></td><td><p>Cfr. BAT 17e</p></td><td><p>Generalmente applicabile</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table>
5. CONCLUSIONI SULLE BAT PER LA FABBRICAZIONE DI FORMALDEIDE
Le conclusioni sulle BAT nella presente sezione si applicano in aggiunta alle conclusioni generali sulle BAT illustrate nella sezione 1.
5.1. Emissioni nell'atmosfera
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>BAT 45:</p></td><td><p>al fine di ridurre le emissioni nell'atmosfera dei composti organici risultanti dalla fabbricazione di formaldeide e utilizzare l'energia in modo efficiente, la BAT consiste nell'applicare una delle tecniche indicate di seguito.</p><table><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>Tecnica</p></td><td><p>Descrizione</p></td><td><p>Applicabilit&#224;</p></td></tr><tr><td><p>a.</p></td><td><p>Invio del flusso degli scarichi gassosi a un'unit&#224; di combustione</p></td><td><p>Cfr. BAT 9</p></td><td><p>Applicabile unicamente al processo con argento</p></td></tr><tr><td><p>b.</p></td><td><p>Ossidatore catalitico con recupero di energia</p></td><td><p>Cfr. la sezione 12.1. Energia recuperata sotto forma di vapore</p></td><td><p>Applicabile unicamente al processo con ossidi metallici. La capacit&#224; di recuperare energia pu&#242; essere limitata negli impianti autonomi di piccole dimensioni</p></td></tr><tr><td><p>c.</p></td><td><p>Ossidatore termico con recupero di energia</p></td><td><p>Cfr. la sezione 12.1. Energia recuperata sotto forma di vapore</p></td><td><p>Applicabile unicamente al processo con argento</p></td></tr></tbody></table><p><br/></p><p><span>Tabella 5.1</span></p><p><span>BAT-AEL per le emissioni nell'atmosfera di TCOV e formaldeide risultanti dalla fabbricazione di formaldeide</span></p><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>Parametro</p></td><td><p>BAT-AEL</p><p>(media giornaliera o media del periodo di campionamento)</p><p>(mg/Nm<span>3</span>, senza correzione per il tenore di ossigeno)</p></td></tr><tr><td><p>TCOV</p></td><td><p>&lt; 5&#8211;30<a>&#160;(<span>22</span>)</a></p></td></tr><tr><td><p>Formaldeide</p></td><td><p>2&#8211;5</p></td></tr></tbody></table><p>Per il monitoraggio si veda la BAT 2.</p></td></tr></tbody></table>
5.2. Emissioni nell'acqua
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>BAT 46:</p></td><td><p>al fine di prevenire o ridurre la formazione di acque reflue (ad esempio, risultanti dalle operazioni di pulizia, dagli spillamenti e dalla condensazione) e il carico organico nelle acque reflue da sottoporre a successivo trattamento, la BAT consiste nell'utilizzare una o entrambe le tecniche indicate di seguito.</p><table><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>Tecnica</p></td><td><p>Descrizione</p></td><td><p>Applicabilit&#224;</p></td></tr><tr><td><p>a.</p></td><td><p>Riutilizzo dell'acqua</p></td><td><p>I flussi acquosi (risultanti, ad esempio, dalle operazioni di pulizia, dagli spillamenti e dalla condensazione) sono reimmessi nel processo principalmente per regolare la concentrazione della formaldeide. Il riutilizzo di questi flussi dipende dalla concentrazione di formaldeide che s'intende ottenere</p></td><td><p>Generalmente applicabile</p></td></tr><tr><td><p>b.</p></td><td><p>Pretrattamento chimico</p></td><td><p>Conversione della formaldeide in altre sostanze meno tossiche, ad esempio mediante aggiunta di solfuro di sodio o per ossidazione</p></td><td><p>Applicabile unicamente agli effluenti che, a causa del tenore di formaldeide, potrebbero avere effetti negativi sul trattamento biologico delle acque reflue a valle</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table>
5.3. Residui
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>BAT 47:</p></td><td><p>al fine di ridurre la quantit&#224; di rifiuti contenenti paraformaldeide da smaltire, la BAT consiste nell'utilizzare una o una combinazione delle tecniche indicate di seguito</p><table><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>Tecnica</p></td><td><p>Descrizione</p></td><td><p>Applicabilit&#224;</p></td></tr><tr><td><p>a.</p></td><td><p>Riduzione al minimo della formazione di paraformaldeide</p></td><td><p>La formazione di paraformaldeide &#232; ridotta al minimo migliorando le tecniche di riscaldamento, isolamento e circolazione dei flussi</p></td><td><p>Generalmente applicabile</p></td></tr><tr><td><p>b.</p></td><td><p>Recupero di materie</p></td><td><p>La paraformaldeide &#232; recuperata per dissoluzione in acqua calda, dove per idrolisi e depolimerizzazione d&#224; luogo a una soluzione di formaldeide, oppure &#232; direttamente riutilizzata in altri processi</p></td><td><p>Non applicabile se la paraformaldeide recuperata non pu&#242; essere utilizzata perch&#233; contaminata</p></td></tr><tr><td><p>c.</p></td><td><p>Uso dei residui come combustibile</p></td><td><p>La paraformaldeide &#232; recuperata e utilizzata come combustibile</p></td><td><p>Applicabile unicamente quando non &#232; possibile applicare la tecnica b</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table>
6. CONCLUSIONI SULLE BAT PER LA FABBRICAZIONE DI OSSIDO DI ETILENE E GLICOLI ETILENICI
Le conclusioni sulle BAT nella presente sezione si applicano in aggiunta alle conclusioni generali sulle BAT illustrate nella sezione 1.
6.1. Scelta del processo
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>BAT 48:</p></td><td><p>al fine di ridurre il consumo di etilene e le emissioni nell'atmosfera di composti organici e di CO<span>2</span>, la BAT per gli impianti nuovi e per gli impianti sottoposti a modifiche sostanziali consiste nell'utilizzare ossigeno anzich&#233; aria per l'ossidazione diretta dell'etilene in ossido di etilene.</p></td></tr></tbody></table>
6.2. Emissioni nell'atmosfera
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>BAT 49:</p></td><td><p>al fine di recuperare etilene ed energia e ridurre le emissioni nell'atmosfera di composti organici provenienti dall'impianto di produzione dell'ossido di etilene (OE), la BAT consiste nell'utilizzare entrambe le tecniche indicate di seguito.</p><table><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>Tecnica</p></td><td><p>Descrizione</p></td><td><p>Applicabilit&#224;</p></td></tr><tr><td><p><span><span>Tecniche per recuperare materia organica a fini di riutilizzo o riciclaggio</span></span></p></td></tr><tr/><tr><td><p>a.</p></td><td><p>Uso dell'adsorbimento per inversione di pressione o della separazione su membrana per recuperare l'etilene dallo spurgo dei gas inerti</p></td><td><p>Con la tecnica dell'adsorbimento per inversione di pressione, le molecole del gas che s'intende recuperare (in questo caso l'etilene) sono adsorbite su un solido (ad esempio, un setaccio molecolare) ad alta pressione, per poi essere desorbite in una forma pi&#249; concentrata a una pressione inferiore ai fini del riutilizzo o riciclaggio.</p><p>Per la separazione su membrana, cfr. la sezione 12.1</p></td><td><p>L'applicabilit&#224; &#232; subordinata al fabbisogno di energia, che pu&#242; essere eccessivo a causa della bassa portata massica dell'etilene</p></td></tr><tr><td><p><span><span>Tecniche di recupero di energia</span></span></p></td></tr><tr/><tr><td><p>b.</p></td><td><p>Invio del flusso dei gas inerti di spurgo in un'unit&#224; di combustione</p></td><td><p>Cfr. BAT 9</p></td><td><p>Generalmente applicabile</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>BAT 50:</p></td><td><p>al fine di ridurre il consumo di etilene e ossigeno e le emissioni nell'atmosfera di CO<span>2</span> provenienti dall'unit&#224; di produzione dell'OE, la BAT consiste nell'utilizzare una combinazione delle tecniche indicate alla BAT 15 e nell'utilizzare inibitori.</p><p><span>Descrizione</span></p><p>Aggiunta di piccole quantit&#224; di inibitore organoclorurato (etilcloruro o dicloroetano) alla carica del reattore per ridurre la percentuale di etilene completamente ossidato in diossido di carbonio. Tra i parametri adatti a monitorare le prestazioni del catalizzatore figurano il calore della reazione e la formazione di CO<span>2</span> per tonnellata di carica di etilene.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>BAT 51:</p></td><td><p>al fine di ridurre le emissioni nell'atmosfera dei composti organici risultanti dal desorbimento di CO<span>2&#160;dal</span> mezzo di lavaggio (scrubbing) impiegato nell'impianto di produzione dell'OE, la BAT consiste nell'utilizzare una combinazione delle tecniche indicate di seguito.</p><table><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>Tecnica</p></td><td><p>Descrizione</p></td><td><p>Applicabilit&#224;</p></td></tr><tr><td><p><span><span>Tecniche integrate nel processo</span></span></p></td></tr><tr/><tr><td><p>a.</p></td><td><p>Desorbimento a stadi di CO<span>2</span></p></td><td><p>La tecnica consiste nell'eseguire la depressurizzazione necessaria a liberare il diossido di carbonio dal mezzo di assorbimento in due fasi anzich&#233; una. Ci&#242; consente di isolare un primo flusso ricco di idrocarburi da reimmettere eventualmente in circolo, ottenendo un flusso di diossido di carbonio relativamente pulito da sottoporre a ulteriore trattamento.</p></td><td><p>Applicabile unicamente agli impianti nuovi o in sede di modifiche sostanziali</p></td></tr><tr><td><p><span><span>Tecniche di abbattimento</span></span></p></td></tr><tr/><tr><td><p>b.</p></td><td><p>Ossidatore catalitico</p></td><td><p>Cfr. la sezione 12.1.</p></td><td><p>Generalmente applicabile</p></td></tr><tr><td><p>c.</p></td><td><p>Ossidatore termico</p></td><td><p>Cfr. la sezione 12.1.</p></td><td><p>Generalmente applicabile</p></td></tr></tbody></table><p><br/></p><p><span>Tabella 6.1</span></p><p><span>BAT-AEL per le emissioni nell'atmosfera di composti organici risultanti dal desorbimento di CO<span>2</span> dal mezzo di lavaggio (scrubbing) impiegato nell'impianto di produzione di OE</span></p><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>Parametro</p></td><td><p>BAT-AEL</p></td></tr><tr><td><p>TCOV</p></td><td><p>1&#8211;10 g/t di OE prodotto<a>&#160;(<span>23</span>)</a><a>&#160;(<span>24</span>)</a><a>&#160;(<span>25</span>)</a></p></td></tr></tbody></table><p>Per il monitoraggio si veda la BAT 2.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>BAT 52:</p></td><td><p>al fine di ridurre le emissioni nell'atmosfera di OE, la BAT consiste nell'eseguire il lavaggio a umido (wet scrubbing) per i flussi di scarichi gassosi contenenti OE.</p><p><span>Descrizione</span></p><p>Per la descrizione del lavaggio a umido, cfr. la sezione 12.1. Lavaggio con acqua per eliminare l'OE dai flussi di scarichi gassosi prima dell'emissione diretta o di un ulteriore abbattimento dei composti organici.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>BAT 53:</p></td><td><p>al fine di prevenire o ridurre le emissioni nell'atmosfera dei composti organici risultanti dal raffreddamento dell'assorbente dell'OE nell'unit&#224; di recupero di OE, la BAT consiste nell'utilizzare una delle tecniche indicate di seguito.</p><table><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>Tecnica</p></td><td><p>Descrizione</p></td><td><p>Applicabilit&#224;</p></td></tr><tr><td><p>a.</p></td><td><p>Raffreddamento indiretto</p></td><td><p>Uso di sistemi di raffreddamento indiretto (con scambiatori di calore) anzich&#233; di sistemi di raffreddamento aperti</p></td><td><p>Applicabile unicamente agli impianti nuovi o in sede di modifiche sostanziali</p></td></tr><tr><td><p>b.</p></td><td><p>Eliminazione completa dell'OE per strippaggio (stripping)</p></td><td><p>Mantenimento di condizioni d'esercizio adeguate e monitoraggio online dell'unit&#224; di strippaggio per garantire l'eliminazione completa dell'OE; ricorso a sistemi di protezione adeguati per evitare emissioni di OE durante condizioni di esercizio diverse da quelle normali</p></td><td><p>Applicabile unicamente quando non &#232; possibile applicare la tecnica a)</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table>
6.3. Emissioni nell'acqua
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>BAT 54:</p></td><td><p>al fine di ridurre il volume delle acque reflue e il carico organico delle acque reflue risultanti dalla purificazione del prodotto da sottoporre a trattamento finale, la BAT consiste nell'utilizzare una o entrambe le tecniche indicate di seguito.</p><table><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>Tecnica</p></td><td><p>Descrizione</p></td><td><p>Applicabilit&#224;</p></td></tr><tr><td><p>a.</p></td><td><p>Uso delle acque di spurgo dell'impianto di produzione di OE nell'impianto di produzione di EG</p></td><td><p>I flussi di spurgo dell'impianto di produzione di OE sono inviati al processo di EG e non scaricati come acque reflue. Il riutilizzo di questi flussi nel processo dell'EG dipende da considerazioni qualitative in merito all'EG che s'intende produrre</p></td><td><p>Generalmente applicabile</p></td></tr><tr><td><p>b.</p></td><td><p>Distillazione</p></td><td><p>La distillazione &#232; una tecnica utilizzata per separare i composti con punti di ebollizione diversi mediante evaporazione parziale e ricondensazione.</p><p>Questa tecnica &#232; utilizzata negli impianti di produzione di OE ed EG per concentrare i flussi acquosi e recuperare i glicoli o smaltirli (ad esempio, per incenerimento, anzich&#233; evacuarli come acque reflue) e permettere il riutilizzo/riciclaggio parziale dell'acqua.</p></td><td><p>Applicabile unicamente agli impianti nuovi o in sede di modifiche sostanziali</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table>
6.4. Residui
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>BAT 55:</p></td><td><p>al fine di ridurre la quantit&#224; di rifiuti organici da smaltire provenienti dall'impianto di produzione di OE ed EG, la BAT consiste nell'utilizzare una combinazione delle tecniche indicate di seguito.</p><table><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>Tecnica</p></td><td><p>Descrizione</p></td><td><p>Applicabilit&#224;</p></td></tr><tr><td><p>a.</p></td><td><p>Ottimizzazione delle reazioni di idrolisi</p></td><td><p>Ottimizzazione del rapporto acqua/OE sia per ridurre la coproduzione dei glicoli pi&#249; pesanti sia per evitare un fabbisogno eccessivo di energia per la disidratazione dei glicoli. Il rapporto ottimale dipende dalla produzione voluta di di- e trietilenglicoli</p></td><td><p>Generalmente applicabile</p></td></tr><tr><td><p>b.</p></td><td><p>Isolamento dei sottoprodotti negli impianti di produzione di OE a fini di utilizzo</p></td><td><p>Negli impianti di produzione di OE, la frazione organica concentrata ottenuta dalla disidratazione dell'effluente liquido risultante dal recupero di OE &#232; distillata per ottenere glicoli a catena corta di elevato valore e un residuo pi&#249; pesante</p></td><td><p>Applicabile unicamente agli impianti nuovi o in sede di modifiche sostanziali</p></td></tr><tr><td><p>c.</p></td><td><p>Isolamento dei sottoprodotti negli impianti di produzione di EG a fini di utilizzo</p></td><td><p>Negli impianti di produzione di EG, la frazione dei glicoli a catena lunga pu&#242; essere utilizzata come tale o ulteriormente frazionata per ottenere glicoli di elevato valore</p></td><td><p>Generalmente applicabile</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table>
7. CONCLUSIONI SULLE BAT PER LA FABBRICAZIONE DI FENOLO
Le conclusioni sulle BAT della presente sezione si applicano, in aggiunta alle conclusioni generali sulle BAT di cui alla sezione 1, alla fabbricazione di fenolo a partire dal cumene.
7.1. Emissioni nell'atmosfera
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>BAT 56:</p></td><td><p>al fine di recuperare materie prime e ridurre il carico organico degli scarichi gassosi da sottoporre a trattamento finale provenienti dall'unit&#224; di ossidazione del cumene, la BAT consiste nell'utilizzare una combinazione delle tecniche indicate di seguito.</p><table><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>Tecnica</p></td><td><p>Descrizione</p></td><td><p>Applicabilit&#224;</p></td></tr><tr><td><p><span><span>Tecniche integrate nel processo</span></span></p></td></tr><tr/><tr><td><p>a.</p></td><td><p>Tecniche per ridurre il trascinamento di liquidi</p></td><td><p>Cfr. la sezione 12.1</p></td><td><p>Generalmente applicabile</p></td></tr><tr><td><p><span><span>Tecniche per recuperare materia organica a fini di riutilizzo</span></span></p></td></tr><tr/><tr><td><p>b.</p></td><td><p>Condensazione</p></td><td><p>Cfr. la sezione 12.1</p></td><td><p>Generalmente applicabile</p></td></tr><tr><td><p>c.</p></td><td><p>Adsorbimento (rigenerativo)</p></td><td><p>Cfr. la sezione 12.1</p></td><td><p>Generalmente applicabile</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>BAT 57:</p></td><td><p>al fine di ridurre le emissioni di composti organici nell'atmosfera, la BAT consiste nell'applicare la tecnica indicata di seguito agli scarichi gassosi provenienti dall'unit&#224; di ossidazione del cumene. Per qualsiasi altro flusso gassoso, singolo o combinato, la BAT consiste nell'applicare una combinazione delle tecniche indicate di seguito.</p><table><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>Tecnica</p></td><td><p>Descrizione</p></td><td><p>Applicabilit&#224;</p></td></tr><tr><td><p>a.</p></td><td><p>Invio del flusso degli scarichi gassosi a un'unit&#224; di combustione</p></td><td><p>Cfr. BAT 9</p></td><td><p>Applicabile unicamente se si pu&#242; far uso degli scarichi gassosi come combustibile gassoso</p></td></tr><tr><td><p>b.</p></td><td><p>Adsorbimento</p></td><td><p>Cfr. la sezione 12.1</p></td><td><p>Generalmente applicabile</p></td></tr><tr><td><p>c.</p></td><td><p>Ossidatore termico</p></td><td><p>Cfr. la sezione 12.1</p></td><td><p>Generalmente applicabile</p></td></tr><tr><td><p>d.</p></td><td><p>Ossidatore termico rigenerativo (RTO)</p></td><td><p>Cfr. la sezione 12.1</p></td><td><p>Generalmente applicabile</p></td></tr></tbody></table><p><br/></p><p><span>Tabella 7.1</span></p><p><span>BAT-AEL per le emissioni nell'atmosfera di TCOV e benzene risultanti dalla fabbricazione di fenolo</span></p><table><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>Parametro</p></td><td><p>Fonte</p></td><td><p>BAT-AEL</p><p>(media giornaliera o media del periodo di campionamento)</p><p>(mg/Nm<span>3</span>, senza correzione per il tenore di ossigeno)</p></td><td><p>Condizioni</p></td></tr><tr><td><p>Benzene</p></td><td><p>Unit&#224; di ossidazione del cumene</p></td><td><p>&lt; 1</p></td><td><p>Il BAT-AEL si applica se le emissioni superano 1 g/ora.</p></td></tr><tr><td><p>TCOV</p></td><td><p>5&#8211;30</p></td><td><p>&#8212;</p></td></tr></tbody></table><p>Per il monitoraggio si veda la BAT 2.</p></td></tr></tbody></table>
7.2. Emissioni nell'acqua
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>BAT 58:</p></td><td><p>al fine di ridurre le emissioni nell'acqua di perossidi organici provenienti dall'unit&#224; di ossidazione e, se necessario, proteggere l'impianto di trattamento biologico delle acque reflue a valle, la BAT consiste nel pretrattare le acque reflue contenenti perossidi organici mediante idrolisi prima che confluiscano nelle acque reflue da sottoporre al trattamento biologico finale.</p><p><span>Descrizione</span></p><p>Per la descrizione dell'idrolisi, cfr. la sezione 12.2. Le acque reflue (provenienti principalmente dai condensatori e dalla rigenerazione dell'adsorbente, dopo separazione delle fasi) sono sottoposte a trattamento termico (a temperature superiori a 100&#160;&#176;C e pH elevato) o catalitico per scindere i perossidi organici in composti non tossici per l'ambiente e pi&#249; facilmente biodegradabili.</p><p><span>Tabella 7.2</span></p><p><span>BAT-AEPL per i perossidi organici in uscita dall'unit&#224; di scissione dei perossidi</span></p><table><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>Parametro</p></td><td><p>BAT-AEPL</p><p>(valore medio di almeno tre campioni istantanei prelevati a intervalli di almeno mezz'ora)</p></td><td><p>Monitoraggio associato</p></td></tr><tr><td><p>Perossidi organici totali, espressi come idroperossido di cumene</p></td><td><p>&lt; 100 mg/l</p></td><td><p>Nessuna norma EN disponibile. La frequenza minima del monitoraggio &#232; di una volta al giorno e pu&#242; limitarsi a quattro volte all'anno se si comprova che l'idrolisi avviene correttamente controllando i parametri di processo (ad esempio, pH, temperatura e tempi di permanenza)</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>BAT 59:</p></td><td><p>al fine di ridurre il carico organico delle acque reflue da sottoporre a successivo trattamento evacuate dall'unit&#224; di dissociazione e dall'unit&#224; di distillazione, la BAT consiste nel recuperare il fenolo e altri composti organici (ad esempio, acetone) mediante estrazione seguita da strippaggio (stripping).</p><p><span>Descrizione</span></p><p>Recupero di fenolo dai flussi di acque reflue che ne contengono, mediante regolazione del pH a &lt;&#160;7 seguita da estrazione per mezzo di solvente idoneo e strippaggio delle acque reflue per eliminare i residui di solvente e di altri composti basso bollenti (ad esempio, acetone). Per la descrizione delle tecniche, cfr. la sezione 12.2.</p></td></tr></tbody></table>
7.3. Residui
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>BAT 60:</p></td><td><p>al fine di prevenire la formazione di catrame da smaltire o al fine di ridurne la quantit&#224;, la BAT consiste nell'utilizzare una o entrambe le tecniche indicate di seguito.</p><table><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>Tecnica</p></td><td><p>Descrizione</p></td><td><p>Applicabilit&#224;</p></td></tr><tr><td><p>a.</p></td><td><p>Recupero di materie</p><p>(ad esempio, per distillazione, cracking)</p></td><td><p>Cfr. BAT 17c. Uso della distillazione per recuperare cumene, &#945;-metilstirene, fenolo ecc.</p></td><td><p>Generalmente applicabile</p></td></tr><tr><td><p>b.</p></td><td><p>Uso del catrame come combustibile</p></td><td><p>Cfr. BAT 17e.</p></td><td><p>Generalmente applicabile</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table>
8. CONCLUSIONI SULLE BAT PER LA FABBRICAZIONE DI ETANOLAMMINE
Le conclusioni sulle BAT nella presente sezione si applicano in aggiunta alle conclusioni generali sulle BAT illustrate nella sezione 1.
8.1. Emissioni nell'atmosfera
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>BAT 61:</p></td><td><p>al fine di ridurre le emissioni di ammoniaca nell'atmosfera e ridurre il consumo di ammoniaca nel processo acquoso di fabbricazione di etanolammine, la BAT consiste nell'utilizzare un sistema di lavaggio a umido (wet scrubbing) multistadio.</p><p><span>Descrizione</span></p><p>Per la descrizione del lavaggio a umido, cfr. la sezione 12.1. L'ammoniaca non reagita &#232; recuperata sia dagli scarichi gassosi dell'unit&#224; di strippaggio (stripping) dell'ammoniaca sia dall'unit&#224; di evaporazione mediante lavaggio a umido in almeno due stadi, seguiti dal riciclaggio dell'ammoniaca nel processo.</p></td></tr></tbody></table>
8.2. Emissioni nell'acqua
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>BAT 62:</p></td><td><p>al fine di prevenire o ridurre le emissioni nell'atmosfera dei composti organici e le emissioni nell'acqua delle sostanze organiche provenienti dai sistemi da vuoto, la BAT consiste nell'utilizzare una o una combinazione delle tecniche indicate di seguito.</p><table><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>Tecnica</p></td><td><p>Descrizione</p></td><td><p>Applicabilit&#224;</p></td></tr><tr><td><p>a.</p></td><td><p>Creazione del vuoto senza uso di acqua</p></td><td><p>Uso di pompe a secco, ad esempio pompe volumetriche</p></td><td><p>L'applicabilit&#224; agli impianti esistenti &#232; subordinata alle caratteristiche di progettazione e/o a vincoli operativi</p></td></tr><tr><td><p>b.</p></td><td><p>Uso di pompe da vuoto ad anello liquido con ricircolo dell'acqua dell'anello</p></td><td><p>L'acqua utilizzata come liquido sigillante della pompa &#232; rimessa in circolo nel corpo della pompa attraverso un circuito chiuso da cui fuoriesce in quantit&#224; ridotte, cosicch&#233; la produzione di acque reflue &#232; minima</p></td><td><p>Applicabile unicamente quando non &#232; possibile applicare la tecnica a.</p><p>Non applicabile alla distillazione di trietanolammina</p></td></tr><tr><td><p>c.</p></td><td><p>Riutilizzo nel processo dei flussi acquosi provenienti dai sistemi da vuoto</p></td><td><p>Reimmissione nel processo dei flussi acquosi provenienti dalle pompe ad anello o dagli eiettori a vapore per recuperare materia organica e riutilizzare l'acqua Il riutilizzo dell'acqua nel processo dipende dal fabbisogno d'acqua di quest'ultimo</p></td><td><p>Applicabile unicamente quando non &#232; possibile applicare la tecnica a.</p></td></tr><tr><td><p>d.</p></td><td><p>Condensazione dei composti organici (ammine) a monte dei sistemi da vuoto</p></td><td><p>Cfr. la sezione 12.1</p></td><td><p>Generalmente applicabile</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table>
8.3. Consumo di materie prime
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>BAT 63:</p></td><td><p>al fine di utilizzare l'ossido di etilene in modo efficiente, la BAT consiste nell'utilizzare una combinazione delle tecniche indicate di seguito.</p><table><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>Tecnica</p></td><td><p>Descrizione</p></td><td><p>Applicabilit&#224;</p></td></tr><tr><td><p>a.</p></td><td><p>Uso di ammoniaca in eccesso</p></td><td><p>Una concentrazione di ammoniaca mantenuta elevata nella miscela di reazione assicura che tutto l'ossido di etilene si converta in prodotti</p></td><td><p>Generalmente applicabile</p></td></tr><tr><td><p>b.</p></td><td><p>Ottimizzazione del volume d'acqua utilizzata nella reazione</p></td><td><p>L'acqua &#232; utilizzata per accelerare le reazioni principali senza alterare la distribuzione del prodotto e senza innescare reazioni secondarie significative che trasformano l'ossido di etilene in glicoli</p></td><td><p>Applicabile unicamente al processo acquoso</p></td></tr><tr><td><p>c.</p></td><td><p>Ottimizzazione delle condizioni di esercizio del processo</p></td><td><p>Determinazione e mantenimento delle condizioni di esercizio ottimali (ad esempio, temperatura, pressione, tempi di permanenza) per massimizzare la conversione dell'ossido di etilene nella miscela desiderata di mono-, di- e trietanolammina</p></td><td><p>Generalmente applicabile</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table>
9. CONCLUSIONI SULLE BAT PER LA FABBRICAZIONE DI DIISOCIANATO DI TOLUENE (TDI) E DIISOCIANATO DI METILENDIFENILE (MDI)
Le conclusioni sulle BAT della presente sezione riguardano la fabbricazione di:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>dinitrotoluene (DNT) a partire dal toluene,</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>toluendiammina (TDA) a partire dal DNT,</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>TDI a partire dal TDA,</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>metilendianilina (MDA) a partire dall'anilina,</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>MDI a partire dall'MDA.</p></td></tr></tbody></table>
Esse si applicano in aggiunta alle conclusioni generali sulle BAT di cui alla sezione 1.
9.1. Emissioni nell'atmosfera
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>BAT 64:</p></td><td><p>al fine di ridurre il carico di composti organici, NO<span>X</span>, precursori dei NO<span>X</span> e SO<span>X</span> negli scarichi gassosi da sottoporre a trattamento finale (cfr. BAT 66) provenienti dagli impianti di produzione di DNT, TDA e MDA, la BAT consiste nell'utilizzare una combinazione delle tecniche indicate di seguito.</p><table><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>Tecnica</p></td><td><p>Descrizione</p></td><td><p>Applicabilit&#224;</p></td></tr><tr><td><p>a.</p></td><td><p>Condensazione</p></td><td><p>Cfr. la sezione 12.1</p></td><td><p>Generalmente applicabile</p></td></tr><tr><td><p>b.</p></td><td><p>Lavaggio a umido (wet scrubbing)</p></td><td><p>Cfr. la sezione 12.1. In molti casi, l'efficienza del lavaggio &#232; potenziata dalla reazione chimica dell'inquinante assorbito (ossidazione parziale di NO<span>X</span> con recupero di acido nitrico, eliminazione degli acidi con soluzione caustica, eliminazione delle ammine con soluzioni acide, reazione dell'anilina con formaldeide in soluzione caustica)</p></td></tr><tr><td><p>c.</p></td><td><p>Riduzione termica</p></td><td><p>Cfr. la sezione 12.1</p></td><td><p>L'applicabilit&#224; alle unit&#224; esistenti &#232; subordinata alla disponibilit&#224; di spazio</p></td></tr><tr><td><p>d.</p></td><td><p>Riduzione catalitica</p></td><td><p>Cfr. la sezione 12.1</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>BAT 65:</p></td><td><p>al fine di ridurre il carico di HCl e fosgene negli scarichi gassosi da sottoporre a trattamento finale e al fine di aumentare l'efficienza delle risorse, la BAT consiste nel recuperare l'HCl e il fosgene dai flussi di gas di processo degli impianti di produzione di TDI e/o MDI utilizzando una combinazione adeguata di tecniche tra quelle indicate di seguito.</p><table><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>Tecnica</p></td><td><p>Descrizione</p></td><td><p>Applicabilit&#224;</p></td></tr><tr><td><p>a.</p></td><td><p>Assorbimento di HCl mediante lavaggio a umido (wet scrubbing)</p></td><td><p>Cfr. BAT 8d.</p></td><td><p>Generalmente applicabile</p></td></tr><tr><td><p>b.</p></td><td><p>Assorbimento di fosgene mediante lavaggio (scrubbing)</p></td><td><p>Cfr. la sezione 12.1. Il fosgene in eccesso &#232; assorbito con l'ausilio di un solvente organico e reimmesso nel processo</p></td><td><p>Generalmente applicabile</p></td></tr><tr><td><p>c.</p></td><td><p>Condensazione dell'HCl/del fosgene</p></td><td><p>Cfr. la sezione 12.1</p></td><td><p>Generalmente applicabile</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>BAT 66:</p></td><td><p>al fine di ridurre le emissioni nell'atmosfera di composti organici (tra cui gli idrocarburi clorurati), HCl e cloro, la BAT consiste nel trattare i flussi combinati degli scarichi gassosi con ossidazione termica seguita da lavaggio caustico.</p><p><span>Descrizione</span></p><p>I singoli flussi di scarichi gassosi degli impianti di produzione di DNT, TDA, TDI, MDA e MDI sono fatti confluire in uno o pi&#249; flussi da sottoporre a trattamento (cfr. la sezione 12.1 per la descrizione dell'ossidatore termico e del lavaggio (scrubbing)]. Anzich&#233; un ossidatore termico, &#232; possibile usare un inceneritore per il trattamento combinato dei rifiuti liquidi e degli scarichi gassosi. Il lavaggio caustico consiste in un lavaggio a umido con l'aggiunta di un agente caustico che potenzia l'efficienza di eliminazione dell'HCl e del cloro.</p><p><span>Tabella 9.1</span></p><p><span>BAT-AEL per le emissioni nell'atmosfera di TCOV, tetraclorometano, Cl<span>2</span>, HCl e PCDD/F risultanti dal processo di fabbricazione di TDI/MDI</span></p><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>Parametro</p></td><td><p>BAT-AEL</p><p>(mg/Nm<span>3</span>, senza correzione per il tenore di ossigeno)</p></td></tr><tr><td><p>TCOV</p></td><td><p>1&#8211;5<a>&#160;(<span>26</span>)</a><a>&#160;(<span>27</span>)</a></p></td></tr><tr><td><p>Tetraclorometano</p></td><td><p>&#8804; 0,5 g/t MDI prodotto<a>&#160;(<span>28</span>)</a></p><p>&#8804; 0,7 g/t TDI prodotto<a>&#160;(<span>28</span>)</a></p></td></tr><tr><td><p>Cl<span>2</span></p></td><td><p>&lt; 1<a>&#160;(<span>27</span>)</a><a>&#160;(<span>29</span>)</a></p></td></tr><tr><td><p>HCl</p></td><td><p>2&#8211;10<a>&#160;(<span>27</span>)</a></p></td></tr><tr><td><p>PCDD/F</p></td><td><p>0,025&#8211;0,08 ng I-TEQ/Nm<span>3</span><a>&#160;(<span>27</span>)</a></p></td></tr></tbody></table><p>Per il monitoraggio si veda la BAT 2.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>BAT 67:</p></td><td><p>al fine di ridurre le emissioni nell'atmosfera di PCDD/F provenienti da un ossidatore termico (cfr. sezione 12.1) che tratta flussi di gas di processo contenenti cloro e/o composti clorurati, la BAT consiste nell'applicare la tecnica a., seguita, se necessario, dalla tecnica b. indicate di seguito.</p><table><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>Tecnica</p></td><td><p>Descrizione</p></td><td><p>Applicabilit&#224;</p></td></tr><tr><td><p>a.</p></td><td><p>Raffreddamento (quenching) rapido</p></td><td><p>Raffreddamento rapido dei gas di combustione per evitare una nuova formazione di PCDD/F</p></td><td><p>Generalmente applicabile</p></td></tr><tr><td><p>b.</p></td><td><p>Iniezione di carbone attivo</p></td><td><p>Eliminazione delle PCDD/dei PCDF per adsorbimento su carboni attivi immessi nel gas di combustione, seguita dall'abbattimento delle polveri</p></td></tr></tbody></table><p>Livelli di emissioni associati alla BAT (BAT-AEL): cfr. Tabella 9.1.</p></td></tr></tbody></table>
9.2. Emissioni nell'acqua
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>BAT 68:</p></td><td><p>la BAT consiste nel monitorare le emissioni nell'acqua almeno alla frequenza indicata di seguito e in conformit&#224; con le norme EN. Se non sono disponibili norme EN, la BAT consiste nell'applicare le norme ISO, le norme nazionali o altre norme internazionali che assicurino di ottenere dati di qualit&#224; scientifica equivalente.</p><table><col/><col/><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>Sostanza/Parametro</p></td><td><p>Impianto</p></td><td><p>Punto di campionamento</p></td><td><p>Norma/e</p></td><td><p>Frequenza minima di monitoraggio</p></td><td><p>Monitoraggio associato a</p></td></tr><tr><td><p>TOC</p></td><td><p>Impianto di produzione di DNT</p></td><td><p>Uscita dall'unit&#224; di pretrattamento</p></td><td><p>EN 1484</p></td><td><p>Una volta alla settimana<a>&#160;(<span>30</span>)</a></p></td><td><p>BAT 70</p></td></tr><tr><td><p>Impianto di produzione di MDI e/o TDI</p></td><td><p>Uscita dall'impianto</p></td><td><p>Una volta al mese</p></td><td><p>BAT 72</p></td></tr><tr><td><p>Anilina</p></td><td><p>Impianto di produzione di MDA</p></td><td><p>Uscita dall'impianto di trattamento finale delle acque reflue</p></td><td><p>Nessuna norma EN disponibile</p></td><td><p>Una volta al mese</p></td><td><p>BAT 14</p></td></tr><tr><td><p>Solventi clorurati</p></td><td><p>Impianto di produzione di MDI e/o TDI</p></td><td><p>Diverse norme EN disponibili (ad esempio, EN ISO 15680)</p></td><td><p>BAT 14</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>BAT 69:</p></td><td><p>al fine di ridurre il carico di nitriti, nitrati e composti organici nelle acque reflue da sottoporre a trattamento provenienti dall'impianto di produzione di DNT, la BAT consiste nel recuperare le materie prime, ridurre il volume delle acque reflue e riutilizzare l'acqua mediante una combinazione adeguata di tecniche tra quelle indicate di seguito.</p><table><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>Tecnica</p></td><td><p>Descrizione</p></td><td><p>Applicabilit&#224;</p></td></tr><tr><td><p>a.</p></td><td><p>Uso di acido nitrico molto concentrato</p></td><td><p>Uso di HNO<span>3</span> molto concentrato (ad esempio, circa 99 %) per una maggiore efficienza del processo e per ridurre il volume delle acque reflue e il carico di inquinanti</p></td><td><p>L'applicabilit&#224; alle unit&#224; esistenti &#232; subordinata alle caratteristiche di progettazione e/o a vincoli operativi</p></td></tr><tr><td><p>b.</p></td><td><p>Ottimizzazione della rigenerazione e del recupero dell'acido esaurito</p></td><td><p>Rigenerazione dell'acido esaurito della reazione di nitrazione in modo da recuperare, a fini di riutilizzo, anche l'acqua e la materia organica mediante un'adeguata combinazione&#160;di&#160;evaporazione/distillazione,&#160;strippaggio (stripping) e condensazione</p></td><td><p>L'applicabilit&#224; alle unit&#224; esistenti &#232; subordinata alle caratteristiche di progettazione e/o a vincoli operativi</p></td></tr><tr><td><p>c.</p></td><td><p>Riutilizzo dell'acqua di processo per il lavaggio del DNT</p></td><td><p>Lavaggio del DNT riutilizzando l'acqua di processo proveniente dall'unit&#224; di recupero dell'acido esaurito e dall'unit&#224; di nitrazione</p></td><td><p>L'applicabilit&#224; alle unit&#224; esistenti &#232; subordinata alle caratteristiche di progettazione e/o a vincoli operativi</p></td></tr><tr><td><p>d.</p></td><td><p>Reimmissione in circolo dell'acqua utilizzata nella prima fase del processo</p></td><td><p>L'acqua acidificata risultante dall'estrazione dell'acido nitrico e solforico dalla fase organica &#232; reimmessa nel processo per un suo riutilizzo diretto o per recuperare materia previo ulteriore trattamento.</p></td><td><p>Generalmente applicabile</p></td></tr><tr><td><p>e.</p></td><td><p>Pluri riutilizzo e ricircolo dell'acqua</p></td><td><p>Riutilizzo dell'acqua di lavaggio, risciacquo e pulizia delle apparecchiature, ad esempio nel lavaggio multistadio in controcorrente della fase organica</p></td><td><p>Generalmente applicabile</p></td></tr></tbody></table><p>Volume delle acque reflue associato alla BAT: cfr. Tabella 9.2.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>BAT 70:</p></td><td><p>al fine di ridurre il carico di composti organici scarsamente biodegradabili nelle acque reflue, da sottoporre a successivo trattamento, scaricate dall'impianto di produzione di DNT, la BAT consiste nel preriscaldare le acque reflue utilizzando una o entrambe le tecniche indicate di seguito.</p><table><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>Tecnica</p></td><td><p>Descrizione</p></td><td><p>Applicabilit&#224;</p></td></tr><tr><td><p>a.</p></td><td><p>Estrazione</p></td><td><p>Cfr. la sezione 12.2</p></td><td><p>Generalmente applicabile</p></td></tr><tr><td><p>b.</p></td><td><p>Ossidazione chimica</p></td><td><p>Cfr. la sezione 12.2</p></td></tr></tbody></table><p><br/></p><p><span>Tabella 9.2</span></p><p><span>BAT-AEPL per le acque reflue da sottoporre a successivo trattamento scaricate dall'impianto di produzione di DNT all'uscita dall'unit&#224; di pretrattamento delle acque reflue</span></p><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>Parametro</p></td><td><p>BAT-AEPL</p><p>(media dei valori ottenuti in un mese)</p></td></tr><tr><td><p>TOC</p></td><td><p>&lt; 1 kg/t DNT prodotto</p></td></tr><tr><td><p>Volume specifico delle acque reflue</p></td><td><p>&lt; 1 m<span>3</span>/t DNT prodotto</p></td></tr></tbody></table><p>Per il monitoraggio del TOC si veda la BAT 68.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>BAT 71:</p></td><td><p>al fine di ridurre la produzione di acque reflue e il carico organico delle acque reflue, da sottoporre a trattamento, scaricate dall'impianto di produzione di TDA, la BAT consiste nell'utilizzare dapprima una combinazione delle tecniche a., b. e c. e successivamente la tecnica d., indicate di seguito.</p><table><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>Tecnica</p></td><td><p>Descrizione</p></td><td><p>Applicabilit&#224;</p></td></tr><tr><td><p>a.</p></td><td><p>Evaporazione</p></td><td><p>Cfr. la sezione 12.2</p></td><td><p>Generalmente applicabile</p></td></tr><tr><td><p>b.</p></td><td><p>Strippaggio (stripping)</p></td><td><p>Cfr. la sezione 12.2</p></td></tr><tr><td><p>c.</p></td><td><p>Estrazione</p></td><td><p>Cfr. la sezione 12.2</p></td></tr><tr><td><p>d.</p></td><td><p>Riutilizzo dell'acqua</p></td><td><p>Riutilizzo dell'acqua (risultante, ad esempio, dal condensato o dal lavaggio (scrubbing) nel processo stesso o in altri processi (ad esempio, in un impianto di produzione di DNT). Il riutilizzo dell'acqua negli impianti esistenti &#232; subordinato alla presenza di vincoli tecnici.</p></td><td><p>Generalmente applicabile</p></td></tr></tbody></table><p><br/></p><p><span>Tabella 9.3</span></p><p><span>BAT-AEPL per le acque reflue da sottoporre a trattamento scaricate dall'impianto di produzione di TDA</span></p><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>Parametro</p></td><td><p>BAT-AEPL</p><p>(media dei valori ottenuti in un mese)</p></td></tr><tr><td><p>Volume specifico delle acque reflue</p></td><td><p>&lt; 1 m<span>3</span>/t TDA prodotta</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>BAT 72:</p></td><td><p>al fine di prevenire o ridurre il carico organico delle acque reflue, da sottoporre a trattamento finale, scaricate dagli impianti di produzione di TDI e/o MDI, la BAT consiste nel recuperare i solventi e riutilizzare l'acqua ottimizzando le caratteristiche di progettazione ed esercizio dell'impianto.</p><p><span>Tabella 9.4</span></p><p><span>BAT-AEPL per le acque reflue da sottoporre a trattamento scaricate dall'impianto di produzione di TDI o MDI</span></p><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>Parametro</p></td><td><p>BAT-AEPL</p><p>(media dei valori ottenuti in un anno)</p></td></tr><tr><td><p>TOC</p></td><td><p>&lt; 0,5 kg/t prodotto (TDI o MDI)<a>&#160;(<span>31</span>)</a></p></td></tr></tbody></table><p>Per il monitoraggio si veda la BAT 68.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>BAT 73:</p></td><td><p>al fine di ridurre il carico organico delle acque, reflue da sottoporre a successivo trattamento, scaricate dall'impianto di produzione di MDA, la BAT consiste nel recuperare la materia organica utilizzando una o una combinazione delle tecniche indicate di seguito.</p><table><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>Tecnica</p></td><td><p>Descrizione</p></td><td><p>Applicabilit&#224;</p></td></tr><tr><td><p>a.</p></td><td><p>Evaporazione</p></td><td><p>Cfr. la sezione 12.2. Utilizzata per facilitare l'estrazione (cfr. tecnica b.)</p></td><td><p>Generalmente applicabile</p></td></tr><tr><td><p>b.</p></td><td><p>Estrazione</p></td><td><p>Cfr. la sezione 12.2. Utilizzata per recuperare/eliminare MDA</p></td><td><p>Generalmente applicabile</p></td></tr><tr><td><p>c.</p></td><td><p>Strippaggio (stripping con vapore</p></td><td><p>Cfr. la sezione 12.2. Utilizzata per recuperare/eliminare anilina e metanolo</p></td><td><p>Per il metanolo, l'applicabilit&#224; dipende dalla valutazione delle opzioni possibili nell'ambito della strategia di gestione e trattamento delle acque reflue</p></td></tr><tr><td><p>d.</p></td><td><p>Distillazione</p></td><td><p>Cfr. la sezione 12.2. Utilizzata per recuperare/eliminare anilina e metanolo</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table>
9.3. Residui
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>BAT 74:</p></td><td><p>al fine di ridurre la quantit&#224; di residui organici da smaltire provenienti dall'impianto di produzione di TDI, la BAT consiste nell'utilizzare una combinazione delle tecniche indicate di seguito.</p><table><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>Tecnica</p></td><td><p>Descrizione</p></td><td><p>Applicabilit&#224;</p></td></tr><tr><td><p><span><span>Tecniche per prevenire o ridurre la produzione di rifiuti</span></span></p></td></tr><tr/><tr><td><p>a.</p></td><td><p>Riduzione al minimo della formazione di residui altobollenti nei sistemi di distillazione</p></td><td><p>Cfr. BAT 17b.</p></td><td><p>Applicabile unicamente alle unit&#224; di distillazione nuove o in sede di modifiche sostanziali dell'impianto</p></td></tr><tr><td><p><span><span>Tecniche per recuperare materia organica a fini di riutilizzo o riciclaggio</span></span></p></td></tr><tr/><tr><td><p>b.</p></td><td><p>Maggior recupero di TDI per evaporazione o ulteriore distillazione</p></td><td><p>I residui della distillazione sono sottoposti a ulteriore trattamento per recuperare la massima quantit&#224; di TDI ivi contenuta, ad esempio per mezzo di un evaporatore a film sottile o altre unit&#224; di distillazione molecolare, ed essiccatore.</p></td><td><p>Applicabile unicamente alle unit&#224; di distillazione nuove o in sede di modifiche sostanziali dell'impianto</p></td></tr><tr><td><p>c.</p></td><td><p>Recupero di TDA per reazione chimica</p></td><td><p>Trattamento dei catrami per recuperare TDA mediante reazione chimica (ad esempio, idrolisi)</p></td><td><p>Applicabile unicamente agli impianti nuovi o in sede di modifiche sostanziali</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table>
10. CONCLUSIONI SULLE BAT PER LA FABBRICAZIONE DI DICLORURO DI ETILENE (EDC) E CLORURO DI VINILE MONOMERO (VCM)
Le conclusioni sulle BAT nella presente sezione si applicano in aggiunta alle conclusioni generali sulle BAT illustrate nella sezione 1.
10.1. Emissioni nell'atmosfera
10.1.1. BAT-AEL per le emissioni nell'atmosfera provenienti da forni di cracking per la fabbricazione di EDC
Tabella 10.1
BAT-AEL per le emissioni nell'atmosfera di NO X provenienti da forni di cracking per la fabbricazione di EDC
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>Parametro</p></td><td><p>BAT-AEL<a>&#160;(<span>32</span>)</a><a>&#160;(<span>33</span>)</a><a>&#160;(<span>34</span>)</a></p><p>(media giornaliera o media del periodo di campionamento)</p><p>(mg/Nm<span>3</span>, con O<span>2</span> a 3 % in volume)</p></td></tr><tr><td><p>NO<span>x</span></p></td><td><p>50&#8211;100</p></td></tr></tbody></table>
Per il monitoraggio si veda la BAT 1.
10.1.2. Tecniche e BAT-AEL per le emissioni nell'atmosfera da altre fonti
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>BAT 75:</p></td><td><p>al fine di ridurre il carico organico degli scarichi gassosi da sottoporre a trattamento finale e ridurre il consumo di materie prime, la BAT consiste nell'utilizzare tutte le tecniche indicate di seguito.</p><table><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>Tecnica</p></td><td><p>Descrizione</p></td><td><p>Applicabilit&#224;</p></td></tr><tr><td><p><span><span>Tecniche integrate nel processo</span></span></p></td></tr><tr/><tr><td><p>a.</p></td><td><p>Controllo della qualit&#224; della carica</p></td><td><p>Controllo della qualit&#224; della carica per ridurre al minimo la formazione di residui (ad esempio, il tenore di propano e acetilene dell'etilene; il tenore di bromo del cloro; il tenore di acetilene del cloruro di idrogeno)</p></td><td><p>Generalmente applicabile</p></td></tr><tr><td><p>b.</p></td><td><p>Uso di ossigeno anzich&#233; aria nell'ossiclorurazione</p></td><td><p>Applicabile unicamente agli impianti di ossiclorurazione nuovi o in sede di modifiche sostanziali di tali impianti</p></td></tr><tr><td><p><span><span>Tecniche per recuperare materia organica</span></span></p></td></tr><tr/><tr><td><p>c.</p></td><td><p>Condensazione a mezzo di acqua refrigerata o refrigeranti</p></td><td><p>Condensazione (cfr. sezione 12.1) con uso di acqua refrigerata o refrigeranti quali ammoniaca o propilene per recuperare i composti organici nei singoli flussi di gas di sfiato prima di sottoporli a trattamento finale</p></td><td><p>Generalmente applicabile</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>BAT 76:</p></td><td><p>al fine di ridurre le emissioni nell'atmosfera di composti organici (tra cui i composti alogenati), HCl e Cl<span>2</span>, la BAT consiste nel trattare i flussi combinati degli scarichi gassosi risultanti dalla fabbricazione di EDC e/o VCM con ossidazione termica seguita da lavaggio a umido (wet scrubbing) a due stadi.</p><p><span>Descrizione</span></p><p>Per la descrizione dell'ossidatore termico, del lavaggio a umido e del lavaggio caustico, cfr. la sezione 12.1. L'ossidazione termica pu&#242; essere eseguita in un impianto di incenerimento dei rifiuti liquidi, nel qual caso, essendo la temperatura di ossidazione superiore a 1&#160;100&#160;&#176;C con tempo minimo di permanenza di 2 secondi, i gas di combustione devono poi essere raffreddati rapidamente per evitare una nuova formazione di PCDD/F.</p><p>Il lavaggio &#232; eseguito in due fasi: lavaggio a umido con acqua e, di norma, recupero dell'acido cloridrico, seguiti da lavaggio caustico.</p><p><span>Tabella 10.2</span></p><p><span>BAT-AEL per le emissioni nell'atmosfera di TCOV, somma di EDC e VCM, Cl<span>2</span>, HCl e PCDD/F risultanti dalla fabbricazione di EDC/VCM</span></p><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>Parametro</p></td><td><p>BAT-AEL</p><p>(media giornaliera o media del periodo di campionamento)</p><p>(mg/Nm<span>3</span>, con O<span>2</span> a 11 % in volume)</p></td></tr><tr><td><p>TCOV</p></td><td><p>0,5&#8211;5</p></td></tr><tr><td><p>Somma di EDC e VCM</p></td><td><p>&lt; 1</p></td></tr><tr><td><p>Cl<span>2</span></p></td><td><p>&lt; 1&#8211;4</p></td></tr><tr><td><p>HCl</p></td><td><p>2-10</p></td></tr><tr><td><p>PCDD/F</p></td><td><p>0,025&#8211;0,08 ng I-TEQ/Nm<span>3</span></p></td></tr></tbody></table><p>Per il monitoraggio si veda la BAT 2.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>BAT 77:</p></td><td><p>al fine di ridurre le emissioni nell'atmosfera di PCDD/F provenienti da un ossidatore termico (cfr. sezione 12.1) che tratta flussi di gas di processo contenenti cloro e/o composti clorurati, la BAT consiste nell'applicare la tecnica a., seguita, se necessario, dalla tecnica b. indicate di seguito.</p><table><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>Tecnica</p></td><td><p>Descrizione</p></td><td><p>Applicabilit&#224;</p></td></tr><tr><td><p>a.</p></td><td><p>Raffreddamento (quenching) rapido</p></td><td><p>Raffreddamento rapido dei gas di combustione per evitare una nuova formazione di PCDD/F</p></td><td><p>Generalmente applicabile</p></td></tr><tr><td><p>b.</p></td><td><p>Iniezione di carbone attivo</p></td><td><p>Eliminazione delle PCDD/dei PCDF per adsorbimento su carboni attivi immessi nel gas di combustione, seguita dall'abbattimento delle polveri</p></td></tr></tbody></table><p>Livelli di emissioni associati alla BAT (BAT-AEL): cfr. Tabella 10.2.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>BAT 78:</p></td><td><p>al fine di ridurre le emissioni nell'atmosfera di polveri e CO risultanti dalla rimozione del coke dai tubi del forno di cracking, la BAT consiste nell'utilizzare una delle tecniche per ridurre la frequenza del decoking e una o una combinazione delle tecniche indicate di seguito.</p><table><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>Tecnica</p></td><td><p>Descrizione</p></td><td><p>Applicabilit&#224;</p></td></tr><tr><td><p><span><span>Tecniche per ridurre la frequenza dell'rimozione del coke</span></span></p></td></tr><tr/><tr><td><p>a.</p></td><td><p>Ottimizzazione della rimozione termica del coke</p></td><td><p>Ottimizzazione delle condizioni d'esercizio, ossia portata d'aria, temperatura e tenore di vapore durante il ciclo di decoking, per massimizzare la rimozione del coke</p></td><td><p>Generalmente applicabile</p></td></tr><tr><td><p>b.</p></td><td><p>Ottimizzazione della rimozione meccanica del coke</p></td><td><p>Ottimizzazione della rimozione meccanica del coke (ad esempio iniezione di sabbia) per eliminare una quantit&#224; massima delle polveri di coke</p></td><td><p>Generalmente applicabile</p></td></tr><tr><td><p><span><span>Tecniche di abbattimento</span></span></p></td></tr><tr/><tr><td><p>c.</p></td><td><p>Abbattimento delle polveri a umido</p></td><td><p>Cfr. la sezione 12.1</p></td><td><p>Applicabile unicamente alla rimozione termica del coke</p></td></tr><tr><td><p>d.</p></td><td><p>Ciclone</p></td><td><p>Cfr. la sezione 12.1</p></td><td><p>Generalmente applicabile</p></td></tr><tr><td><p>e.</p></td><td><p>Filtro a tessuto</p></td><td><p>Cfr. la sezione 12.1</p></td><td><p>Generalmente applicabile</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table>
10.2. Emissioni nell'acqua
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>BAT 79:</p></td><td><p>la BAT consiste nel monitorare le emissioni nell'acqua almeno alla frequenza indicata di seguito e in conformit&#224; con le norme EN. Se non sono disponibili norme EN, la BAT consiste nell'applicare le norme ISO, le norme nazionali o altre norme internazionali che assicurino di ottenere dati di qualit&#224; scientifica equivalente.</p><table><col/><col/><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>Sostanza/Parametro</p></td><td><p>Impianto</p></td><td><p>Punto di campionamento</p></td><td><p>Norma/e</p></td><td><p>Frequenza minima di monitoraggio</p></td><td><p>Monitoraggio associato a</p></td></tr><tr><td><p>EDC</p></td><td><p>Tutti gli impianti</p></td><td><p>Uscita dell'unit&#224; di strippaggio (stripping) delle acque reflue</p></td><td><p>EN ISO 10301</p></td><td><p>Una volta al giorno</p></td><td><p>BAT 80</p></td></tr><tr><td><p>VCM</p></td></tr><tr><td><p>Rame</p></td><td><p>Impianto di ossiclorurazione con reattore a letto fluidizzato</p></td><td><p>Uscita dell'unit&#224; di pretrattamento per l'eliminazione dei solidi</p></td><td><p>Diverse norme EN disponibili (ad esempio, EN ISO 11885, EN ISO 15586, EN ISO 17294-2)</p></td><td><p>Una volta al giorno<a>&#160;(<span>35</span>)</a></p></td><td><p>BAT 81</p></td></tr><tr><td><p>PCDD/F</p></td><td><p>Nessuna norma EN disponibile</p></td><td><p>Una volta ogni 3 mesi</p></td></tr><tr><td><p>Solidi sospesi totali (TSS)</p></td><td><p>EN 872</p></td><td><p>Una volta al giorno<a>&#160;(<span>35</span>)</a></p></td></tr><tr><td><p>Rame</p></td><td><p>Impianto di ossiclorurazione con reattore a letto fluidizzato</p></td><td><p>Uscita dall'impianto di trattamento finale delle acque reflue</p></td><td><p>Diverse norme EN disponibili (ad esempio, EN ISO 11885, EN ISO 15586, EN ISO 17294-2)</p></td><td><p>Una volta al mese</p></td><td><p>BAT 14 e BAT 81</p></td></tr><tr><td><p>EDC</p></td><td><p>Tutti gli impianti</p></td><td><p>EN ISO 10301</p></td><td><p>Una volta al mese</p></td><td><p>BAT 14 e BAT 80</p></td></tr><tr><td><p>PCDD/F</p></td><td><p>Nessuna norma EN disponibile</p></td><td><p>Una volta ogni 3 mesi</p></td><td><p>BAT 14 e BAT 81</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>BAT 80:</p></td><td><p>al fine di ridurre il carico di composti clorurati nelle acque reflue da sottoporre a successivo trattamento e al fine di ridurre le emissioni nell'atmosfera provenienti dal sistema di raccolta e trattamento delle acque reflue, la BAT consiste nell'eseguire l'idrolisi e lo strippaggio (stripping) il pi&#249; vicino possibile alla fonte.</p><p><span>Descrizione</span></p><p>Per la descrizione dell'idrolisi e dello strippaggio, cfr. la sezione 12.2. L'idrolisi &#232; effettuata a pH alcalino per decomporre il cloralio idrato dal processo di ossiclorurazione. Il risultato &#232; la formazione di cloroformio, successivamente eliminato mediante stripping insieme all'EDC e al VCM.</p><p>Livelli di prestazioni ambientali associati alla BAT (BAT-AEPL): cfr. Tabella 10.3.</p><p>Livelli di emissioni associati alla BAT (BAT-AEL) per le emissioni dirette in un corpo idrico ricevente all'uscita del sistema di trattamento finale: cfr. Tabella 10.5.</p><p><span>Tabella 10.3</span></p><p><span>BAT-AEPL per gli idrocarburi clorurati presenti nelle acque reflue all'uscita dell'unit&#224; di strippaggio (stripping) delle acque reflue</span></p><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>Parametro</p></td><td><p>BAT-AEPL</p><p>(media dei valori ottenuti in un mese)<a>&#160;(<span>36</span>)</a></p></td></tr><tr><td><p>EDC</p></td><td><p>0,1&#8211;0,4 mg/l</p></td></tr><tr><td><p>VCM</p></td><td><p>&lt; 0,05 mg/l</p></td></tr></tbody></table><p>Per il monitoraggio si veda la BAT 79.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>BAT 81:</p></td><td><p>al fine di ridurre le emissioni nell'acqua di PCDD/F e rame risultanti dal processo di ossiclorurazione, la BAT consiste nell'utilizzare la tecnica a. o b. con un'adeguata combinazione delle tecniche c., d. ed e. indicate di seguito.</p><table><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>Tecnica</p></td><td><p>Descrizione</p></td><td><p>Applicabilit&#224;</p></td></tr><tr><td><p><span><span>Tecniche integrate nel processo</span></span></p></td></tr><tr/><tr><td><p>a.</p></td><td><p>Ossiclorurazione con tecnologia di reazione a letto fisso</p></td><td><p>Tecnologia di reazione dell'ossiclorurazione: nel reattore a letto fisso, le particelle di catalizzatore trascinate nel flusso di gas in testa sono ridotte</p></td><td><p>Non applicabile agli impianti esistenti che utilizzano la tecnologia a letto fluidizzato</p></td></tr><tr><td><p>b.</p></td><td><p>Ciclone o sistema di filtrazione catalitica a secco</p></td><td><p>Un ciclone o un sistema di filtrazione catalitica a secco riduce le perdite di catalizzatore dal reattore e, di conseguenza, la quantit&#224; di catalizzatore nelle acque reflue</p></td><td><p>Applicabile unicamente agli impianti che utilizzano la tecnologia a letto fluidizzato</p></td></tr><tr><td><p><span><span>Pretrattamento delle acque reflue</span></span></p></td></tr><tr/><tr><td><p>c.</p></td><td><p>Precipitazione chimica</p></td><td><p>Cfr. la sezione 12.2. La precipitazione chimica &#232; usata per eliminare il rame disciolto</p></td><td><p>Applicabile unicamente agli impianti che utilizzano la tecnologia a letto fluidizzato</p></td></tr><tr><td><p>d.</p></td><td><p>Coagulazione e flocculazione</p></td><td><p>Cfr. la sezione 12.2</p></td><td><p>Applicabile unicamente agli impianti che utilizzano la tecnologia a letto fluidizzato</p></td></tr><tr><td><p>e.</p></td><td><p>Filtrazione su membrana</p></td><td><p>Cfr. la sezione 12.2</p></td><td><p>Applicabile unicamente agli impianti che utilizzano la tecnologia a letto fluidizzato</p></td></tr></tbody></table><p><br/></p><p><span>Tabella 10.4</span></p><p><span>BAT-AEPL per le emissioni in acqua risultanti dalla fabbricazione di EDC per ossiclorurazione all'uscita dell'unit&#224; di pretrattamento per la rimozione dei solidi negli impianti che utilizzano la tecnologia a letto fluidizzato</span></p><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>Parametro</p></td><td><p>BAT-AEPL</p><p>(media dei valori ottenuti in un anno)</p></td></tr><tr><td><p>Rame</p></td><td><p>0,4&#8211;0,6 mg/l</p></td></tr><tr><td><p>PCDD/F</p></td><td><p>&lt; 0,8 ng I-TEQ/l</p></td></tr><tr><td><p>Solidi sospesi totali (TSS)</p></td><td><p>10-30 mg/l</p></td></tr></tbody></table><p>Per il monitoraggio si veda la BAT 79.</p><p><span>Tabella 10.5</span></p><p><span>BAT-AEL per le emissioni dirette di rame, EDC e PCDD/F in un corpo idrico ricevente risultanti dalla fabbricazione di EDC</span></p><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>Parametro</p></td><td><p>BAT-AEL</p><p>(media dei valori ottenuti in un anno)</p></td></tr><tr><td><p>Rame</p></td><td><p>0,04&#8211;0,2 g/t EDC prodotto per ossiclorurazione<a>&#160;(<span>37</span>)</a></p></td></tr><tr><td><p>EDC</p></td><td><p>0,01&#8211;0,05 g/t EDC purificato<a>&#160;(<span>38</span>)</a><a>&#160;(<span>39</span>)</a></p></td></tr><tr><td><p>PCDD/F</p></td><td><p>0,1&#8211; 0,3 &#956;g I-TEQ/t EDC prodotto per ossiclorurazione</p></td></tr></tbody></table><p>Per il monitoraggio si veda la BAT 79.</p></td></tr></tbody></table>
10.3. Efficienza energetica
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>BAT 82:</p></td><td><p>al fine di utilizzare l'energia in modo efficiente, la BAT consiste nell'utilizzare un reattore ad alta temperatura per la clorurazione diretta dell'etilene</p><p><span>Descrizione</span></p><p>La reazione al di sopra del punto di bolla per la clorurazione diretta dell'etilene &#232; in genere condotta a una temperatura compresa tra meno di 85&#160;&#176;C e 200&#160;&#176;C. A differenza del processo a bassa temperatura, questa tecnica consente di recuperare e riutilizzare il calore della reazione (ad esempio, per la distillazione dell'EDC).</p><p><span>Applicabilit&#224;</span></p><p>Applicabile unicamente agli impianti nuovi di clorurazione diretta.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>BAT 83:</p></td><td><p>al fine di ridurre il consumo di energia dei forni di cracking dell'EDC, la BAT consiste nell'utilizzare promotori della conversione chimica.</p><p><span>Descrizione</span></p><p>Si utilizzano promotori, come il cloro o altre specie generatrici di radicali, per potenziare la reazione di cracking e ridurre la temperatura di reazione, riducendo di conseguenza il fabbisogno termico. I promotori possono essere generati dal processo stesso o aggiunti.</p></td></tr></tbody></table>
10.4. Residui
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>BAT 84:</p></td><td><p>al fine di ridurre la quantit&#224; di coke da smaltire proveniente dagli impianti di produzione di VCM, la BAT consiste nell'utilizzare una combinazione delle tecniche indicate di seguito.</p><table><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>Tecnica</p></td><td><p>Descrizione</p></td><td><p>Applicabilit&#224;</p></td></tr><tr><td><p>a.</p></td><td><p>Uso di promotori nel cracking</p></td><td><p>Cfr. BAT 83</p></td><td><p>Generalmente applicabile</p></td></tr><tr><td><p>b.</p></td><td><p>Raffreddamento rapido del flusso di gas risultante dal cracking dell'EDC</p></td><td><p>Il flusso di gas risultante dal cracking dell'EDC &#232; raffreddato per contatto diretto con EDC freddo in una torre per ridurre la formazione di coke. In alcuni casi il flusso &#232; raffreddato per scambio di calore con EDC liquido freddo caricato prima del raffreddamento</p></td><td><p>Generalmente applicabile</p></td></tr><tr><td><p>c.</p></td><td><p>Pre-evaporazione della carica di EDC</p></td><td><p>La formazione di coke &#232; ridotta facendo evaporare l'EDC a monte del reattore per eliminare i precursori del coke altobollenti</p></td><td><p>Applicabile unicamente agli impianti nuovi o in sede di modifiche sostanziali</p></td></tr><tr><td><p>d.</p></td><td><p>Bruciatori a fiamma piatta</p></td><td><p>Tipo di bruciatori installati nel forno che riducono i punti caldi sulle pareti dei tubi del forno di cracking</p></td><td><p>Applicabile unicamente ai forni nuovi o in sede di modifiche sostanziali dell'impianto</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>BAT 85:</p></td><td><p>al fine di ridurre la quantit&#224; di rifiuti pericolosi da smaltire e al fine di aumentare l'efficienza delle risorse, la BAT consiste nell'utilizzare tutte le tecniche indicate di seguito.</p><table><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>Tecnica</p></td><td><p>Descrizione</p></td><td><p>Applicabilit&#224;</p></td></tr><tr><td><p>a.</p></td><td><p>Idrogenazione dell'acetilene</p></td><td><p>Dalla reazione di cracking dell'EDC si forma HCl, che &#232; recuperato per distillazione</p><p>L'acetilene presente nel flusso di HCl &#232; sottoposto a idrogenazione per ridurre la formazione di composti indesiderati durante l'ossiclorurazione. Si raccomandano valori di acetilene inferiori a 50 ppmv all'uscita dell'unit&#224; di idrogenazione</p></td><td><p>Applicabile unicamente agli impianti nuovi o in sede di modifiche sostanziali</p></td></tr><tr><td><p>b.</p></td><td><p>Recupero e riutilizzo dell'HCl risultante dall'incenerimento dei rifiuti liquidi</p></td><td><p>L'HCl &#232; recuperato dai gas di processo dell'inceneritore mediante lavaggio (scrubbing) con acqua o con HCl diluito (cfr. sezione 12.1) e riutilizzato (ad esempio, nell'impianto di ossiclorurazione)</p></td><td><p>Generalmente applicabile</p></td></tr><tr><td><p>c.</p></td><td><p>Isolamento dei composti clorurati a fini di loro uso</p></td><td><p>Isolamento e, se necessario, purificazione dei sottoprodotti a fini di un loro uso (ad esempio, monocloroetano e/o 1,1,2-tricloroetano, quest'ultimo per la fabbricazione di 1,1-dicloroetilene)</p></td><td><p>Applicabile unicamente alle nuove unit&#224; di distillazione o in sede di modifiche sostanziali dell'impianto.</p><p>L'applicabilit&#224; &#232; subordinata all'esistenza di un uso cui destinare questi composti</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table>
11. CONCLUSIONI SULLE BAT PER LA FABBRICAZIONE DI PEROSSIDO D'IDROGENO
Le conclusioni sulle BAT nella presente sezione si applicano in aggiunta alle conclusioni generali sulle BAT illustrate nella sezione 1.
11.1. Emissioni nell'atmosfera
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>BAT 86:</p></td><td><p>al fine di recuperare i solventi e ridurre le emissioni nell'atmosfera dei composti organici provenienti da tutte le unit&#224; eccetto quella di idrogenazione, la BAT consiste nell'utilizzare una combinazione adeguata di tecniche tra quelle indicate di seguito: in caso di uso d'aria nell'unit&#224; di ossidazione occorre includere almeno la tecnica d.; in caso di uso d'ossigeno puro nell'unit&#224; di ossidazione occorre includere almeno la tecnica b. con acqua refrigerata.</p><table><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>Tecnica</p></td><td><p>Descrizione</p></td><td><p>Applicabilit&#224;</p></td></tr><tr><td><p><span><span>Tecniche integrate nel processo</span></span></p></td></tr><tr/><tr><td><p>a.</p></td><td><p>Ottimizzazione del processo di ossidazione</p></td><td><p>L'ottimizzazione del processo consiste nell'innalzare la pressione di ossidazione e diminuire la temperatura di ossidazione per ridurre la concentrazione del vapore del solvente nei gas di processo</p></td><td><p>Applicabile unicamente alle unit&#224; di ossidazione nuove o in sede di modifiche sostanziali dell'impianto</p></td></tr><tr><td><p>b.</p></td><td><p>Tecniche per ridurre il trascinamento di solidi e/o liquidi</p></td><td><p>Cfr. la sezione 12.1</p></td><td><p>Generalmente applicabile</p></td></tr><tr><td><p><span><span>Tecniche per recuperare solvente a fini di riutilizzo</span></span></p></td></tr><tr/><tr><td><p>c.</p></td><td><p>Condensazione</p></td><td><p>Cfr. la sezione 12.1</p></td><td><p>Generalmente applicabile</p></td></tr><tr><td><p>d.</p></td><td><p>Adsorbimento (rigenerativo)</p></td><td><p>Cfr. la sezione 12.1</p></td><td><p>Non applicabile ai gas di processo risultanti dall'ossidazione con ossigeno puro.</p></td></tr></tbody></table><p><br/></p><p><span>Tabella 11.1</span></p><p><span>BAT-AEL per le emissioni nell'atmosfera di TCOV provenienti dall'unit&#224; di ossidazione</span></p><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>Parametro</p></td><td><p>BAT-AEL<a>&#160;(<span>40</span>)</a></p><p>(media giornaliera o media del periodo di campionamento)<a>&#160;(<span>41</span>)</a></p><p>(senza correzione per il tenore di ossigeno)</p></td></tr><tr><td><p>TCOV</p></td><td><p>5&#8211;25 mg/Nm<span>3</span><a>&#160;(<span>42</span>)</a></p></td></tr></tbody></table><p>Per il monitoraggio si veda la BAT 2.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>BAT 87:</p></td><td><p>al fine di ridurre le emissioni nell'atmosfera dei composti organici provenienti dall'unit&#224; di idrogenazione durante le operazioni di avvio, la BAT consiste nell'utilizzare la condensazione e/o l'adsorbimento.</p><p><span>Descrizione</span></p><p>Per la descrizione della condensazione e dell'adsorbimento, cfr. sezione 12.1</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>BAT 88:</p></td><td><p>al fine di prevenire le emissioni di benzene nell'atmosfera e nell'acqua, la BAT consiste nel non utilizzare benzene nella soluzione di processo.</p></td></tr></tbody></table>
11.2. Emissioni nell'acqua
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>BAT 89:</p></td><td><p>al fine di ridurre il volume delle acque reflue e il carico organico delle acque reflue da sottoporre a trattamento, la BAT consiste nell'utilizzare entrambe le tecniche indicate di seguito.</p><table><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>Tecnica</p></td><td><p>Descrizione</p></td><td><p>Applicabilit&#224;</p></td></tr><tr><td><p>a.</p></td><td><p>Ottimizzazione della separazione della fase liquida</p></td><td><p>Separazione della fase organica da quella liquida con adeguata progettazione ed esercizio (ad esempio, tempi di permanenza sufficienti, rilevamento e controllo dei limiti di fase) per prevenire l'eventuale trascinamento della materia organica non disciolta</p></td><td><p>Generalmente applicabile</p></td></tr><tr><td><p>b.</p></td><td><p>Riutilizzo dell'acqua</p></td><td><p>Riutilizzo dell'acqua, ad esempio quella di pulizia o della separazione della fase liquida. Il riutilizzo dell'acqua nel processo dipende da considerazioni qualitative</p></td><td><p>Generalmente applicabile</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>BAT 90:</p></td><td><p>al fine di prevenire o ridurre le emissioni nell'acqua dovute a composti organici scarsamente bioeliminabili, la BAT consiste nell'utilizzare una delle tecniche indicate di seguito.</p><table><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>Tecnica</p></td><td><p>Descrizione</p></td></tr><tr><td><p>a.</p></td><td><p>Adsorbimento</p></td><td><p>Cfr. la sezione 12.2. L'adsorbimento &#232; condotto prima di sottoporre i flussi di acque reflue al trattamento biologico finale</p></td></tr><tr><td><p>b.</p></td><td><p>Incenerimento delle acque reflue</p></td><td><p>Cfr. la sezione 12.2</p></td></tr></tbody></table><p><span>Applicabilit&#224;</span></p><p>Applicabile solo ai flussi di acque reflue contenenti il carico organico principale dell'impianto di produzione di perossido d'idrogeno e quando il trattamento biologico delle acque reflue dell'impianto di perossido di idrogeno determina una riduzione del carico di TOC inferiore al 90&#160;%.</p></td></tr></tbody></table>
12. DESCRIZIONE DELLE TECNICHE
12.1. Tecniche di trattamento degli scarichi gassosi e dei gas di processo
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>Tecnica</p></td><td><p>Descrizione</p></td></tr><tr><td><p>Adsorbimento</p></td><td><p>Tecnica per eliminare i composti da un flusso di gas di processo o di scarichi gassosi mediante ritenzione su una superficie solida (in genere carbone attivo). Pu&#242; essere rigenerativo o non rigenerativo (cfr. sotto)</p></td></tr><tr><td><p>Adsorbimento (non rigenerativo)</p></td><td><p>Adsorbimento in cui l'adsorbente esaurito non viene rigenerato ma smaltito.</p></td></tr><tr><td><p>Adsorbimento (rigenerativo)</p></td><td><p>Adsorbimento in cui l'adsorbato &#232; successivamente desorbito, ad esempio mediante vapore (spesso in loco) per essere riutilizzato o smaltito, e l'adsorbente &#232; riutilizzato. Nel caso di esercizio in continuo, in genere si utilizzano in parallelo pi&#249; di due adsorbenti, uno dei quali in modo desorbente.</p></td></tr><tr><td><p>Ossidatore catalitico</p></td><td><p>Apparecchiatura di abbattimento delle emissioni che ossida i composti combustibili presenti nel flusso di gas di processo o di scarichi gassosi per mezzo di aria od ossigeno in un letto catalitico. Il catalizzatore consente di eseguire l'ossidazione a basse temperature e in apparecchiature pi&#249; piccole rispetto all'ossidatore termico.</p></td></tr><tr><td><p>Riduzione catalitica</p></td><td><p>Riduzione dei NOx in presenza di un catalizzatore e di un gas riducente. A differenza dell'SCR, non richiede l'aggiunta di ammoniaca e/o urea.</p></td></tr><tr><td><p>Lavaggio caustico</p></td><td><p>Eliminazione degli inquinanti acidi da un flusso gassoso mediante lavaggio con soluzione alcalina.</p></td></tr><tr><td><p>Filtro metallico/ceramico</p></td><td><p>Materiale filtrante in ceramica. Per l'eliminazione di composti acidi quali HCl, NO<span>X</span>, SO<span>X</span> e diossine il materiale filtrante &#232; dotato di catalizzatori e pu&#242; rendersi necessaria l'iniezione di reagenti.</p><p>Nei filtri metallici, la filtrazione superficiale avviene per mezzo di elementi porosi in metallo sinterizzato.</p></td></tr><tr><td><p>Condensazione</p></td><td><p>Tecnica per eliminare i vapori dei composti organici e inorganici da un flusso di gas di processo o di scarichi gassosi abbassando la temperatura del flusso al di sotto del punto di rugiada in modo da liquefare i vapori. In funzione dell'intervallo di temperatura di esercizio richiesto, la condensazione pu&#242; essere ottenuta in vari modi: con acqua di raffreddamento, acqua refrigerata (di norma a temperatura intorno a 5 &#176;C) o refrigeranti come l'ammoniaca o il propene.</p></td></tr><tr><td><p>Ciclone (secco o umido)</p></td><td><p>Apparecchiatura per l'eliminazione delle polveri da un flusso di gas di processo o di scarichi gassosi sottoponendolo a forze centrifughe, di norma all'interno di una camera conica.</p></td></tr><tr><td><p>Precipitatore elettrostatico (secco o umido)</p></td><td><p>Dispositivo di abbattimento del particolato che utilizza le forze elettriche per catturare su piastre di raccolta le particelle trascinate in un flusso di gas di processo o di scarichi gassosi. Le particelle disperse si elettrizzano quando attraversano una corona in cui circolano gli ioni gassosi. Gli elettrodi posti al centro del corridoio di scorrimento del gas sono tenuti ad alta tensione per generare il campo elettrico che spinge le particelle sulle pareti delle piastre.</p></td></tr><tr><td><p>Filtro a tessuto</p></td><td><p>Tessuto poroso o feltrato attraverso il quale si fanno passare i gas allo scopo di rimuovere le particelle con l'ausilio di un setaccio o altro meccanismo. I filtri a tessuto si presentano sotto forma di pannelli, cartucce o maniche che raggruppano una serie di singole unit&#224; filtranti.</p></td></tr><tr><td><p>Separazione su membrana</p></td><td><p>Lo scarico gassoso viene compresso e fatto transitare per una membrana che funziona in base alla permeabilit&#224; selettiva dei vapori organici. Il permeato arricchito pu&#242; essere recuperato con metodi come la condensazione o l'adsorbimento, oppure pu&#242; essere rimosso, ad esempio, per ossidazione catalitica. Questo processo si presta in particolare per i vapori pi&#249; concentrati. Nella maggior parte dei casi &#232; necessario un trattamento supplementare per ottenere livelli di concentrazione bassi a sufficienza da consentire l'evacuazione.</p></td></tr><tr><td><p>Filtro snebbiatore</p></td><td><p>Comunemente, filtro a griglia (ad esempio, separatore di gocce, demister) di norma costituito di un monofilo metallico o sintetico, tessuto o a maglia, in una configurazione casuale o specifica. &#200; utilizzato nella filtrazione in profondit&#224;, ossia sull'intera profondit&#224; del letto filtrante. Il filtro trattiene le particelle solide finch&#233; si satura e necessita di essere lavato. Nello snebbiatore utilizzato per catturare goccioline e/o aerosol la pulizia del filtro avviene grazie alla loro coalescenza e precipitazione per gravit&#224;. Funziona a impatto meccanico e dipende dalla velocit&#224;. Si utilizzano comunemente come filtri snebbiatori anche i separatori a forma di &#171;S&#187;.</p></td></tr><tr><td><p>Ossidatore termico rigenerativo (RTO)</p></td><td><p>Tipo specifico di ossidatore termico (cfr. sotto) in cui il flusso di scarichi gassosi in ingresso, prima di entrare nella camera di combustione, si riscalda transitando per un letto di materiale ceramico. I gas purificati in uscita ad alta temperatura dalla camera di combustione vengono inviati a uno o pi&#249; letti ceramici (raffreddati da flusso di scarichi gassosi in ingresso in un precedente ciclo di combustione). Questo o questi letti nuovamente riscaldati iniziano quindi un nuovo ciclo di combustione preriscaldando un nuovo flusso di scarichi gassosi in ingresso. La temperatura tipica di combustione &#232; compresa tra 800 &#176;C e 1&#160;000  &#176;C.</p></td></tr><tr><td><p>Lavaggio (scrubbing)</p></td><td><p>Il lavaggio o l'assorbimento consiste nell'eliminazione degli inquinanti da un flusso gassoso per contatto con un solvente liquido, spesso l'acqua (cfr. Lavaggio a umido). Pu&#242; comportare una reazione chimica (cfr. Lavaggio caustico). In alcuni casi i composti possono essere recuperati dal solvente.</p></td></tr><tr><td><p>Riduzione catalitica selettiva (SCR)</p></td><td><p>Riduzione dei NO<span>X</span> in azoto su un letto catalitico mediante reazione con ammoniaca (in genere sotto forma di soluzione acquosa) a una temperatura di esercizio ottimale di circa 300 &#176;C &#8211; 450 &#176;C. Possono essere applicati pi&#249; strati di catalizzatore.</p></td></tr><tr><td><p>Riduzione non catalitica selettiva (SNCR)</p></td><td><p>Riduzione dei NO<span>x</span> in azoto per reazione ad alta temperatura con ammoniaca o urea. L'intervallo di temperatura di esercizio deve essere mantenuto fra 900 &#176;C e 1&#160;050  &#176;C.</p></td></tr><tr><td><p>Tecniche per ridurre il trascinamento di solidi e/o liquidi</p></td><td><p>Tecniche che riducono la presenza residuale di goccioline o particelle nei flussi gassosi (provenienti da processi chimici, condensatori, colonne di distillazione) per mezzo di dispositivi meccanici, come camere di sedimentazione, filtri snebbiatori, cicloni e separatori liquido-gas (KOD).</p></td></tr><tr><td><p>Ossidatore termico</p></td><td><p>Apparecchiatura di abbattimento delle emissioni che ossida i composti combustibili presenti in un flusso di gas di processo o di scarichi gassosi riscaldando il flusso con aria o ossigeno al di sopra del suo punto di autoaccensione, in una camera di combustione, e mantenendolo ad un'alta temperatura per il tempo sufficiente a completare la sua combustione in biossido di carbonio e acqua.</p></td></tr><tr><td><p>Riduzione termica</p></td><td><p>Riduzione dei NO<span>X</span> ad alta temperatura in presenza di un gas riducente in una camera di combustione ausiliaria in cui avviene un processo di ossidazione ma in ambiente ipo-ossigenato. A differenza dell'SNCR, non richiede l'aggiunta di ammoniaca e/o urea.</p></td></tr><tr><td><p>Filtro per polveri a due stadi</p></td><td><p>Dispositivo di filtrazione su rete metallica. Nel primo stadio ha luogo l'accumulo dei residui nel filtro e la filtrazione vera e propria avviene nel secondo stadio. Il sistema passa da uno stadio all'altro in funzione della caduta di pressione nel filtro. Un meccanismo di rimozione delle polveri filtrate &#232; integrato nel sistema.</p></td></tr><tr><td><p>Lavaggio a umido (wet scrubbing)</p></td><td><p>Cfr. Lavaggio. Lavaggio con uso di acqua o soluzione acquosa come solvente, ad esempio lavaggio caustico per abbattere le emissioni di HCl. Cfr. anche Depolverazione a umido</p></td></tr><tr><td><p>Abbattimento a umido delle polveri (wet dust scrubbing)</p></td><td><p>Cfr. Lavaggio a umido. L'abbattimento a umido delle polveri consiste nella separazione delle polveri mediante vigorosa miscelazione del gas in ingresso con acqua, generalmente associata alla rimozione delle particelle grossolane per mezzo della forza centrifuga. Per la riuscita dell'operazione il gas &#232; iniettato tangenzialmente. Le polveri solide eliminate sono raccolte sul fondo del depolveratore.</p></td></tr></tbody></table>
12.2. Tecniche di trattamento delle acque reflue
Tutte le tecniche elencate di seguito possono essere utilizzate anche per depurare i flussi d'acqua a fini di riutilizzo/riciclaggio. La maggior parte di esse sono utilizzate anche per recuperare i composti organici dai flussi delle acque di processo.
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>Tecnica</p></td><td><p>Descrizione</p></td></tr><tr><td><p>Adsorbimento</p></td><td><p>Metodo di separazione in cui i composti (ossia gli inquinanti) presenti in un fluido (nella fattispecie le acque reflue) sono trattenuti su una superficie solida (in genere carbone attivo).</p></td></tr><tr><td><p>Ossidazione chimica</p></td><td><p>Ossidazione dei composti organici con ozono e perossido d'idrogeno, con l'uso facoltativo di catalizzatori o raggi UV per potenziare l'azione ossidante, per ottenere dei composti meno nocivi e pi&#249; facilmente biodegradabili.</p></td></tr><tr><td><p>Coagulazione e flocculazione</p></td><td><p>Tecniche utilizzate per separare i solidi in sospensione nelle acque reflue e spesso eseguite in fasi successive. La coagulazione si effettua aggiungendo coagulanti con carica opposta a quella dei solidi in sospensione. La flocculazione si effettua aggiungendo polimeri affinch&#233; le collisioni tra particelle di microflocculi ne provochino l'aggregazione per ottenere flocculi di dimensioni superiori.</p></td></tr><tr><td><p>Distillazione</p></td><td><p>Tecnica utilizzata per separare i composti con punti di ebollizione diversi mediante evaporazione parziale e ricondensazione.</p><p>La distillazione delle acque reflue consiste nell'eliminare i contaminanti bassobollenti dalle acque reflue trasferendoli nella fase vapore. La distillazione &#232; effettuata in colonne, dotate di piastre o materiale di riempimento, e in un condensatore a valle.</p></td></tr><tr><td><p>Estrazione</p></td><td><p>Trasferimento degli inquinanti disciolti nelle acque reflue dalla fase liquida a un solvente organico, ad esempio in colonne in contro corrente o in miscelatori-separatori. Dopo la separazione delle fasi, il solvente &#232; purificato, ad esempio, per distillazione, e sottoposto nuovamente a estrazione. L'estratto contenente gli inquinanti viene smaltito o reintrodotto nel processo. Le perdite di solvente nelle acque reflue sono controllate a valle con ulteriore trattamento appropriato (ad esempio, strippaggio).</p></td></tr><tr><td><p>Evaporazione</p></td><td><p>Uso della distillazione (cfr. sopra) per concentrare le soluzioni acquose di sostanze altobollenti a fini di riutilizzo, trattamento o smaltimento (ad esempio, incenerimento delle acque reflue) mediante trasferimento della fase acquosa alla fase vapore. Operazione in genere condotta in unit&#224; multistadio progressivamente sottovuoto, per ridurre il fabbisogno di energia. Il vapore acqueo &#232; condensato a fini di riutilizzo o smaltimento come acqua reflua.</p></td></tr><tr><td><p>Filtrazione</p></td><td><p>Separazione dei solidi presenti nelle acque reflue mediante passaggio attraverso un mezzo poroso. Comprende diversi tipi di tecniche, ad esempio filtrazione a sabbia, microfiltrazione e ultrafiltrazione.</p></td></tr><tr><td><p>Flottazione</p></td><td><p>Separazione delle particelle solide o liquide presenti nelle acque reflue mediante adesione a piccole bolle di gas, solitamente aria. Le particelle galleggiano e si accumulano sulla superficie dell'acqua dove vengono raccolte con una schiumarola.</p></td></tr><tr><td><p>Idrolisi</p></td><td><p>Reazione chimica in cui i composti organici o inorganici reagiscono con l'acqua, in genere utilizzata per convertire i composti non biodegradabili in biodegradabili o i composti tossici in non tossici. Per favorire o potenziare la reazione l'idrolisi &#232; condotta ad alta temperatura e, eventualmente, alta pressione (termolisi), o con l'aggiunta di alcali o acidi forti o con l'ausilio di un catalizzatore.</p></td></tr><tr><td><p>Precipitazione</p></td><td><p>Trasformazione degli inquinanti disciolti (ad esempio, ioni metallici) in composti insolubili per reazione con i precipitanti aggiunti. I precipitati solidi formatisi vengono poi separati per sedimentazione, flottazione o filtrazione.</p></td></tr><tr><td><p>Sedimentazione</p></td><td><p>Separazione delle particelle e della materia in sospensione mediante sedimentazione per gravit&#224;.</p></td></tr><tr><td><p>Strippaggio (stripping)</p></td><td><p>Eliminazione dei composti volatili dalla fase acquosa per contatto con una fase gassosa (ad esempio, vapore, azoto o aria) e successivo recupero (ad esempio, per condensazione) a fini di riutilizzo o smaltimento. L'efficienza di questa tecnica pu&#242; essere potenziata aumentando la temperatura o riducendo la pressione.</p></td></tr><tr><td><p>Incenerimento delle acque reflue</p></td><td><p>Ossidazione degli inquinanti organici e inorganici con aria ed evaporazione simultanea dell'acqua a pressione normale e temperatura compresa tra 730 &#176;C e 1&#160;200  &#176;C. L'incenerimento delle acque reflue &#232; in genere autotermico a livelli di COD superiori a 50 g/l. In caso di acque reflue a basso carico organico, occorre un combustibile ausiliario.</p></td></tr></tbody></table>
12.3. Tecniche per ridurre le emissioni nell'atmosfera risultanti dalla rimozione del coke
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>Tecnica</p></td><td><p>Descrizione</p></td></tr><tr><td><p>Scelta del combustibile (ausiliario)</p></td><td><p>Uso di combustibile (compreso il combustibile ausiliario) a basso tenore di composti potenzialmente inquinanti (ad esempio, a basso tenore di zolfo, ceneri, azoto, mercurio, fluoro o cloro).</p></td></tr><tr><td><p>Bruciatori a emissioni basse (LNB) o ultra basse (ULNB) di NO<span>X</span></p></td><td><p>La tecnica si basa sui principi di: riduzione delle temperature di picco delle fiamme, combustione ritardata ma completa e aumento del trasferimento di calore (maggiore emissivit&#224; della fiamma). La tecnica pu&#242; essere associata alla modifica delle caratteristiche di progettazione della camera di combustione del forno. Tra le caratteristiche dei bruciatori a emissioni ultra basse di NO<span>X</span> (ULNB) vi &#232; l'immissione per stadi di aria o combustibile (<span>air/fuel staging</span>) e il ricircolo degli effluenti gassosi.</p></td></tr></tbody></table>
<note>
( 1 ) Per i parametri che, per limitazioni di campionamento o di analisi, non si prestano a campionamenti di 30 minuti, si applica un periodo di campionamento adatto.
( 2 ) Per le PCDD e i PCDF si applica un periodo di campionamento compreso tra 6 e 8 ore.
( 3 ) Si possono utilizzare campioni compositi proporzionali al tempo purché sia dimostrata una sufficiente stabilità della portata.
( 4 ) Decisione di esecuzione 2012/119/UE della Commissione, del 10 febbraio 2012, che stabilisce le regole relative alle linee guida concernenti la raccolta di dati e l'elaborazione di documenti di riferimento sulle BAT e l'assicurazione della loro qualità di cui alla direttiva 2010/75/UE del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alle emissioni industriali ( GU L 63 del 2.3.2012, pag. 1 ).
( 5 ) Le norme EN generiche per le misurazioni in continuo sono EN 15267-1, EN 15267-2, EN 15267-3 e EN 14181. Le norme EN per la misurazione periodica sono indicate nella tabella.
( 6 ) Si riferisce alla potenza termica nominale totale di tutti i forni/riscaldatori di processo collegati al camino da cui provengono le emissioni.
( 7 ) Nel caso di forni/riscaldatori di processo di potenza termica nominale totale inferiore a 100 MW th in esercizio per meno di 500 ore all'anno, la frequenza minima del monitoraggio può essere di una volta all'anno.
( 8 ) La frequenza minima del monitoraggio per le misurazioni periodiche può essere di una volta ogni sei mesi se i livelli di emissione si sono dimostrati sufficientemente stabili.
( 9 ) Il monitoraggio delle polveri non si applica quando si impiegano solo combustibili gassosi.
( 10 ) Il monitoraggio di NH 3 si applica solo se si utilizza l'SCR o l'SNCR.
( 11 ) Nel caso di forni/riscaldatori di processo che bruciano combustibili gassosi e/o liquidi con un tenore di zolfo noto e in cui gli effluenti gassosi non sono sottoposti a desolforazione, il monitoraggio continuo può essere sostituito dal monitoraggio periodico, con frequenza minima trimestrale, o da un calcolo che assicuri di ottenere dati di qualità scientifica equivalente.
( 12 ) Il monitoraggio si applica se l'inquinante è presente nello scarico gassoso in base all'inventario dei flussi degli scarichi gassosi di cui alle conclusioni sulle BAT sui sistemi comuni di trattamento/gestione delle acque reflue e dei gas di scarico nell'industria chimica.
( 13 ) Il monitoraggio può essere eseguito a cadenza minima annuale se si dimostra che i livelli di emissione sono sufficientemente stabili.
( 14 ) Tutti (gli altri) processi/fonti in cui l'inquinante è presente nello scarico gassoso in base all'inventario dei flussi degli scarichi gassosi di cui alle conclusioni sulle BAT sui sistemi comuni di trattamento/gestione delle acque reflue e dei gas di scarico nell'industria chimica.
( 15 ) EN 15058 e il periodo di campionamento devono essere adattati affinché i valori misurati siano rappresentativi dell'intero ciclo di rimozione del coke.
( 16 ) EN 13284-1 e il periodo di campionamento devono essere adattati affinché i valori misurati siano rappresentativi dell'intero ciclo di rimozione del coke.
( 17 ) Il monitoraggio si applica se il cloro e/o i composti clorurati sono presenti nello scarico gassoso ed è applicato il trattamento termico
( 18 ) Se gli effluenti gassosi di due o più forni sono emessi da un camino comune, il BAT-AEL si applica all'insieme degli effluenti emessi dal camino.
( 19 ) I BAT-AEL non si applicano durante le operazioni di rimozione del coke.
( 20 ) Non si applicano BAT-AEL per il CO. A titolo indicativo, il livello di emissioni di CO è in genere 10–50 mg/Nm 3 espresso come media giornaliera o come media del periodo di campionamento.
( 21 ) Il BAT-AEL si applica solo se si utilizza l'SCR o l'SNCR.
( 22 ) Il limite inferiore dell'intervallo si ottiene quando si utilizza un ossidatore termico nel processo con argento.
( 23 ) Il BAT-AEL è espresso come media dei valori ottenuti in un anno.
( 24 ) Nel caso di emissioni con tenore significativo di metano, il metano monitorato secondo la norma EN ISO 25140 o EN ISO 25139 è sottratto dal risultato.
( 25 ) L'OE prodotto è definito come somma di OE destinato alla vendita e OE intermedio.
( 26 ) Il BAT-AEL si applica unicamente ai flussi combinati degli scarichi gassosi con portata > 1 000 Nm 3 /ora.
( 27 ) Il BAT-AEL è espresso come media giornaliera o media del periodo di campionamento.
( 28 ) Il BAT-AEL è espresso come media dei valori ottenuti in un anno. Con «TDI prodotto» e «MDI prodotto» s'intende il prodotto senza residui, nel senso usato per definire la capacità dell'impianto.
( 29 ) Per valori di NO X superiori a 100 mg/Nm 3 nel campione, il BAT-AEL può essere innalzato fino a 3 mg/Nm 3 per le interferenze analitiche.
( 30 ) In caso di scarichi discontinui di acque reflue, la frequenza minima del monitoraggio è una volta per scarico.
( 31 ) Il BAT-AEPL si riferisce al prodotto senza residui, nel senso usato per definire la capacità dell'impianto.
( 32 ) Se gli effluenti gassosi di due o più forni sono emessi da un camino comune, il BAT-AEL si applica all'insieme degli effluenti emessi dal camino.
( 33 ) I BAT-AEL non si applicano durante le operazioni di rimozione del coke.
( 34 ) Non si applicano BAT-AEL per il CO. A titolo indicativo, il livello di emissioni di CO è in genere 5-35 mg/Nm 3 espresso come media giornaliera o come media del periodo di campionamento.
( 35 ) La frequenza minima del monitoraggio può limitarsi a una volta al mese se si controlla che la rimozione dei solidi e del rame avviene correttamente monitorando con frequenza altri parametri (ad esempio, mediante misurazione continua della torbidità).
( 36 ) La media dei valori ottenuti in un mese è calcolata a partire dalle medie dei valori giornalieri (almeno tre campioni istantanei prelevati a intervalli minimi di mezz'ora).
( 37 ) Il limite inferiore dell'intervallo di norma si ottiene quando si utilizza la tecnologia a letto fisso.
( 38 ) La media dei valori ottenuti in un anno è calcolata a partire dalle medie dei valori giornalieri (almeno tre campioni istantanei prelevati a intervalli minimi di mezz'ora).
( 39 ) L'EDC purificato è pari alla somma dell'EDC prodotto per ossiclorurazione e/o per clorurazione diretta e dell'EDC non convertito durante la fabbricazione di VCM sottoposto a purificazione.
( 40 ) Il BAT-AEL non si applica alle emissioni inferiori a 150 g/ora.
( 41 ) Il periodo di campionamento per l'adsorbimento è rappresentativo di un ciclo completo di adsorbimento.
( 42 ) Nel caso di emissioni con tenore significativo di metano, il metano monitorato secondo la norma EN ISO 25140 o EN ISO 25139 è sottratto dal risultato.
</note>