Document ID: 32014H0135
Language: ITA

<table><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>14.3.2014&#160;&#160;&#160;</p></td><td><p>IT</p></td><td><p>Gazzetta ufficiale dell'Unione europea</p></td><td><p>L 74/65</p></td></tr></tbody></table>
RACCOMANDAZIONE DELLA COMMISSIONE
del 12 marzo 2014
su un nuovo approccio al fallimento delle imprese e all’insolvenza
(Testo rilevante ai fini del SEE)
(2014/135/UE)
LA COMMISSIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea, in particolare l’articolo 292,
considerando quanto segue:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(1)</p></td><td><p>Obiettivo della presente raccomandazione &#232; garantire alle imprese sane in difficolt&#224; finanziaria, ovunque siano stabilite nell&#8217;Unione, l&#8217;accesso a un quadro nazionale in materia di insolvenza che permetta loro di ristrutturarsi in una fase precoce in modo da evitare l&#8217;insolvenza, massimizzandone pertanto il valore totale per creditori, dipendenti, proprietari e per l&#8217;economia in generale. Un altro obiettivo &#232; dare una seconda opportunit&#224; in tutta l&#8217;Unione agli imprenditori onesti che falliscono.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(2)</p></td><td><p>Le norme nazionali in materia di insolvenza variano notevolmente quanto alla gamma di procedure di cui possono avvalersi i debitori in difficolt&#224; finanziaria per ristrutturare la loro impresa. Alcuni Stati membri prevedono poche procedure e la ristrutturazione &#232; possibile solo in una fase relativamente tardiva, nell&#8217;ambito della procedura formale d&#8217;insolvenza. Altri Stati membri invece permettono la ristrutturazione in una fase precoce ma le procedure a disposizione sono meno efficaci di quanto potrebbero oppure impongono adempimenti in misura variabile, specie per quanto riguarda l&#8217;uso di procedure stragiudiziali.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(3)</p></td><td><p>Analogamente, le norme nazionali che danno una seconda opportunit&#224; agli imprenditori, in particolare ammettendoli al beneficio della liberazione dai debiti contratti nel corso delle attivit&#224;, variano quanto alla durata dei tempi di riabilitazione e alle condizioni del beneficio.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(4)</p></td><td><p>La disparit&#224; tra i quadri nazionali in materia di ristrutturazione e la diversit&#224; delle norme nazionali che danno una seconda opportunit&#224; agli imprenditori onesti sono causa di costi aggiuntivi e fonte di incertezza nella valutazione dei rischi connessi agli investimenti in un altro Stato membro; frammentano le condizioni di accesso al credito e danno luogo a tassi di recupero del credito diversi; impediscono ai gruppi transfrontalieri di imprese di elaborare e adottare piani di ristrutturazione coerenti. Pi&#249; in generale, possono costituire un disincentivo per le imprese che intendono stabilirsi in Stati membri diversi.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(5)</p></td><td><p>Il regolamento (CE) n. 1346/2000 del Consiglio<a>&#160;(<span>1</span>)</a> disciplina esclusivamente questioni relative alla competenza, al riconoscimento, all&#8217;esecuzione, alla legge applicabile e alla cooperazione nelle procedure d&#8217;insolvenza transfrontaliere. La proposta di modifica del regolamento, presentata dalla Commissione<a>&#160;(<span>2</span>)</a>, estende il campo di applicazione del regolamento alle procedure di prevenzione che promuovono il salvataggio del debitore economicamente valido e danno una seconda opportunit&#224; agli imprenditori. Tuttavia, la modifica proposta non affronta le disparit&#224; esistenti tra le procedure nazionali di prevenzione.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(6)</p></td><td><p>Il 15 novembre 2011 il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione<a>&#160;(<span>3</span>)</a> sulle procedure d&#8217;insolvenza, contenente raccomandazioni per l&#8217;armonizzazione di aspetti specifici delle legislazioni nazionali in materia di insolvenza, comprese le condizioni per l&#8217;elaborazione, l&#8217;impatto e i contenuti dei piani di risanamento.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(7)</p></td><td><p>Con la comunicazione &#171;L&#8217;Atto per il mercato unico II<a>&#160;(<span>4</span>)</a>&#187; del 3 ottobre 2012, la Commissione propone l&#8217;azione chiave volta a &#171;modernizzare le norme UE in materia di insolvenza per facilitare la sopravvivenza delle imprese e offrire una seconda possibilit&#224; agli imprenditori&#187;, annunciando a tal fine che esaminer&#224; le modalit&#224; per accrescere l&#8217;efficienza del diritto fallimentare nazionale, in modo da creare condizioni di parit&#224; per le imprese, gli imprenditori e i privati cittadini nell&#8217;ambito del mercato interno.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(8)</p></td><td><p>Nella comunicazione &#171;Un nuovo approccio europeo al fallimento delle imprese e all&#8217;insolvenza<a>&#160;(<span>5</span>)</a>&#187; del 12 dicembre 2012, la Commissione evidenzia i settori in cui le divergenze tra diritti fallimentari nazionali rischiano di ostacolare la creazione di un quadro giuridico efficiente nel mercato interno, e osserva che, ponendo tutti i diritti fallimentari nazionali sullo stesso piano, crescer&#224; la fiducia di societ&#224;, imprenditori e privati negli ordinamenti degli altri Stati membri e migliorer&#224; l&#8217;accesso al credito che a sua volta funger&#224; da incentivo agli investimenti.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(9)</p></td><td><p>Il 9 gennaio 2013 la Commissione ha adottato il piano d&#8217;azione imprenditorialit&#224; 2020<a>&#160;(<span>6</span>)</a> in cui, tra l&#8217;altro, invita gli Stati membri a ridurre nei limiti del possibile il tempo di riabilitazione e di estinzione del debito nel caso di un imprenditore onesto che ha fatto bancarotta, portandolo a un massimo di tre anni entro il 2013, e a offrire servizi di sostegno alle imprese in tema di ristrutturazione precoce, di consulenza per evitare i fallimenti e di sostegno alle PMI per ristrutturarsi e rilanciarsi.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(10)</p></td><td><p>Vari Stati membri stanno rivedendo il proprio diritto fallimentare per migliorare il quadro per il salvataggio delle imprese e la seconda opportunit&#224; per gli imprenditori. Pertanto &#232; opportuno incentivare la coerenza di questa e di eventuali altre future iniziative nazionali cos&#236; da rafforzare il funzionamento del mercato interno.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(11)</p></td><td><p>&#200; necessario incoraggiare una maggiore coerenza tra i quadri nazionali in materia di insolvenza onde ridurre le divergenze e le inefficienze che ostacolano la ristrutturazione precoce di imprese sane in difficolt&#224; finanziaria e promuovere la possibilit&#224; per gli imprenditori onesti di ottenere una seconda opportunit&#224;, riducendo con ci&#242; i costi di ristrutturazione a carico di debitori e creditori. Grazie a una maggiore coerenza ed efficienza delle norme fallimentari nazionali, si massimizzeranno i rendimenti per tutti i tipi di creditori e investitori, e si incoraggeranno gli investimenti transfrontalieri. Una maggiore coerenza faciliter&#224; anche la ristrutturazione di gruppi di imprese, indipendentemente dal luogo dell&#8217;Unione in cui sono situate le imprese del gruppo.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(12)</p></td><td><p>Inoltre, eliminando gli ostacoli all&#8217;efficace ristrutturazione di imprese sane in difficolt&#224; finanziaria si contribuisce alla salvaguardia dei posti di lavoro, con effetti positivi sull&#8217;economia in generale. Essendo pi&#249; facile per gli imprenditori ottenere una seconda opportunit&#224;, aumenter&#224; anche l&#8217;incidenza del lavoro autonomo negli Stati membri. Inoltre, la presenza di quadri efficaci in materia di insolvenza permetter&#224; di valutare meglio i rischi connessi alle decisioni di concessione e assunzione di prestiti e favorir&#224; l&#8217;adeguamento delle imprese eccessivamente indebitate, minimizzando i costi economici e sociali insiti nel processo di riduzione dell&#8217;indebitamento.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(13)</p></td><td><p>A trarre vantaggio da un approccio pi&#249; coerente a livello dell&#8217;Unione saranno anche le piccole e medie imprese, che non dispongono delle risorse necessarie per sostenere gli alti costi di ristrutturazione e beneficiare delle procedure di ristrutturazione pi&#249; efficienti di alcuni Stati membri.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(14)</p></td><td><p>Anche le autorit&#224; fiscali hanno interesse a che esista un quadro efficace in materia di ristrutturazione delle imprese sane. Nell&#8217;attuare la presente raccomandazione, gli Stati membri dovrebbero poter prendere misure adeguate per la raccolta e il recupero del gettito fiscale nel rispetto dei principi generali di equit&#224; fiscale, e adottare misure efficaci nei casi di frode, evasione o altro illecito.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(15)</p></td><td><p>&#200; opportuno escludere dal campo di applicazione della presente raccomandazione le imprese assicuratrici, gli enti creditizi, le imprese di investimento, gli organismi d&#8217;investimento collettivo, le controparti centrali, i depositari centrali di titoli e altri istituti finanziari soggetti a quadri speciali di risanamento e risoluzione delle crisi in cui le autorit&#224; di vigilanza nazionali godono di ampi poteri di intervento. Sebbene la presente raccomandazione non includa nel suo campo di applicazione il sovraindebitamento dei consumatori e il loro fallimento, gli Stati membri sono invitati a valutare la possibilit&#224; di applicarne i principi anche ai consumatori, giacch&#233; alcuni possono essere rilevanti anche per i consumatori.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(16)</p></td><td><p>Un quadro di ristrutturazione dovrebbe permettere ai debitori di far fronte alle difficolt&#224; finanziarie in una fase precoce, evitando cos&#236; l&#8217;insolvenza e proseguendo le attivit&#224;. Tuttavia, onde evitare potenziali rischi di abuso della procedura, &#232; necessario che le difficolt&#224; finanziarie del debitore comportino con tutta probabilit&#224; l&#8217;insolvenza del debitore e che il piano di ristrutturazione sia tale da impedire l&#8217;insolvenza e garantire la redditivit&#224; dell&#8217;impresa.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(17)</p></td><td><p>Per promuovere l&#8217;efficienza e ridurre ritardi e costi, i quadri nazionali di ristrutturazione preventiva dovrebbero contemplare procedure flessibili che limitino l&#8217;intervento del giudice ai casi in cui &#232; necessario e proporzionato per tutelare gli interessi dei creditori e terzi eventuali. Ad esempio, per evitare costi inutili e rispecchiare l&#8217;intervento precoce della procedura, al debitore dovrebbe, in linea di principio, essere lasciato il controllo delle sue attivit&#224;, e la nomina di un Mediatore o un supervisore non dovrebbe essere obbligatoria, bens&#236; decisa caso per caso.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(18)</p></td><td><p>Il debitore dovrebbe poter chiedere al giudice di sospendere le azioni esecutive individuali e la procedura di insolvenza di cui i creditori abbiano chiesto l&#8217;avvio, nei casi in cui tali azioni possano ripercuotersi negativamente sui negoziati e ostacolare le prospettive di ristrutturazione della sua impresa. Tuttavia, per bilanciare i diritti del debitore con quelli dei creditori, e tenuto conto dell&#8217;esperienza maturata con le recenti riforme degli Stati membri, la sospensione dovrebbe essere disposta inizialmente per un periodo non superiore a quattro mesi.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(19)</p></td><td><p>L&#8217;omologazione giudiziaria del piano di ristrutturazione &#232; necessaria per garantire che la limitazione dei diritti dei creditori sia proporzionata ai benefici della ristrutturazione e che i creditori abbiano accesso a un ricorso effettivo, in piena conformit&#224; con la libert&#224; d&#8217;impresa e il diritto di propriet&#224; sanciti dalla Carta dei diritti fondamentali dell&#8217;Unione europea. Pertanto il giudice dovrebbe respingere il piano di ristrutturazione se &#232; probabile che il tentativo di ristrutturazione limiti i diritti dei creditori dissenzienti in misura superiore rispetto a quanto questi potrebbero ragionevolmente prevedere in assenza di ristrutturazione dell&#8217;impresa del debitore.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(20)</p></td><td><p>Gli effetti del fallimento, in particolare la stigmatizzazione sociale, le conseguenze giuridiche e l&#8217;incapacit&#224; di far fronte ai propri debiti sono un forte deterrente per gli imprenditori che intendono avviare un&#8217;attivit&#224; o ottenere una seconda opportunit&#224;, anche se &#232; dimostrato che gli imprenditori dichiarati falliti hanno maggiori probabilit&#224; di avere successo la seconda volta. &#200; opportuno pertanto adoperarsi per ridurre gli effetti negativi del fallimento sugli imprenditori, prevedendo la completa liberazione dai debiti dopo un lasso di tempo massimo,</p></td></tr></tbody></table>
HA ADOTTATO LA PRESENTE RACCOMANDAZIONE:
I. OBIETTIVO E OGGETTO
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>1)</p></td><td><p>La presente raccomandazione ha il duplice obiettivo di incoraggiare gli Stati membri a istituire un quadro giuridico che consenta la ristrutturazione efficace delle imprese sane in difficolt&#224; finanziaria e di dare una seconda opportunit&#224; agli imprenditori onesti, promuovendo l&#8217;imprenditoria, gli investimenti e l&#8217;occupazione e contribuendo a ridurre gli ostacoli al buon funzionamento del mercato interno.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>2)</p></td><td><p>Riducendo tali ostacoli, la raccomandazione mira in particolare a:</p><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>a)</p></td><td><p>diminuire i costi della valutazione dei rischi connessi agli investimenti in un altro Stato membro;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>b)</p></td><td><p>aumentare i tassi di recupero del credito;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>c)</p></td><td><p>eliminare le difficolt&#224; di ristrutturazione dei gruppi transfrontalieri di imprese.</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>3)</p></td><td><p>La presente raccomandazione contempla norme minime in materia di:</p><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>a)</p></td><td><p>quadri di ristrutturazione preventiva, e</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>b)</p></td><td><p>liberazione dai debiti degli imprenditori falliti.</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>4)</p></td><td><p>Nell&#8217;attuare la presente raccomandazione, gli Stati membri dovrebbero poter prendere misure adeguate ed efficaci a garanzia del recupero delle imposte, in particolare nei casi di frode, evasione o altro illecito.</p></td></tr></tbody></table>
II. DEFINIZIONI
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>5)</p></td><td><p>Ai fini della presente raccomandazione, si intende per:</p><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>a)</p></td><td><p>&#171;debitore&#187;, la persona fisica o giuridica che versa in difficolt&#224; finanziaria e per la quale sussiste una probabilit&#224; di insolvenza;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>b)</p></td><td><p>&#171;ristrutturazione&#187;, la modifica della composizione, delle condizioni o della struttura delle attivit&#224; e delle passivit&#224; del debitore, o una combinazione di questi elementi, diretta a consentire la prosecuzione, in tutto o in parte, dell&#8217;attivit&#224; del debitore;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>c)</p></td><td><p>&#171;sospensione delle azioni esecutive individuali&#187;, ordine con cui il giudice sospende il diritto di un creditore di far valere un credito nei confronti del debitore;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>d)</p></td><td><p>&#171;giudice&#187;, l&#8217;organo, anche non giurisdizionale, competente in materia di procedure di prevenzione cui gli Stati membri hanno conferito poteri giurisdizionali e le cui decisioni possono formare oggetto di ricorso o riesame dinanzi a un&#8217;autorit&#224; giudiziaria.</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table>
III. QUADRO DI RISTRUTTURAZIONE PREVENTIVA
A. Disponibilità di un quadro di ristrutturazione preventiva
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>6)</p></td><td><p>Il debitore dovrebbe avere accesso a un quadro che gli consenta di ristrutturare la propria impresa al fine di evitare l&#8217;insolvenza. Tale quadro dovrebbe constare dei seguenti elementi:</p><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>a)</p></td><td><p>il debitore dovrebbe poter procedere alla ristrutturazione in una fase precoce, non appena sia evidente che sussiste probabilit&#224; di insolvenza;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>b)</p></td><td><p>il debitore dovrebbe mantenere il controllo della gestione corrente dell&#8217;impresa;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>c)</p></td><td><p>il debitore dovrebbe poter chiedere la sospensione temporanea delle azioni esecutive individuali;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>d)</p></td><td><p>il piano di ristrutturazione adottato dai creditori che rappresentano la maggioranza prescritta dal diritto nazionale dovrebbe essere vincolante per tutti i creditori, a condizione che sia stato omologato dal giudice;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>e)</p></td><td><p>i nuovi finanziamenti necessari per attuare il piano di ristrutturazione non dovrebbero essere dichiarati nulli, annullabili o inopponibili in quanto atti pregiudizievoli per la massa dei creditori.</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>7)</p></td><td><p>La procedura di ristrutturazione non dovrebbe essere lunga n&#233; costosa e dovrebbe essere flessibile in modo che se ne possano eseguire pi&#249; fasi senza l&#8217;intervento del giudice. Il ricorso al giudice dovrebbe limitarsi ai casi in cui &#232; necessario e proporzionato per tutelare i diritti dei creditori e terzi eventuali.</p></td></tr></tbody></table>
B. Agevolare i negoziati sui piani di ristrutturazione
Nomina di un Mediatore o supervisore
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>8)</p></td><td><p>Il debitore dovrebbe poter avviare il processo di ristrutturazione dell&#8217;impresa senza dover iniziare ufficialmente un&#8217;azione in giudizio.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>9)</p></td><td><p>Il giudice non dovrebbe nominare obbligatoriamente un Mediatore o un supervisore, bens&#236; dovrebbe decidere di volta in volta se tale nomina &#232; necessaria:</p><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>a)</p></td><td><p>nel caso del Mediatore, per assistere il debitore e i creditori nel condurre a buon fine i negoziati sul piano di ristrutturazione;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>b)</p></td><td><p>nel caso del supervisore, per sorvegliare l&#8217;attivit&#224; del debitore e dei creditori e prendere le misure necessarie per tutelare i legittimi interessi di uno o pi&#249; creditori o terzi eventuali.</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table>
Sospensione delle azioni esecutive individuali e della procedura di insolvenza
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>10)</p></td><td><p>Il debitore dovrebbe avere il diritto di chiedere al giudice di disporre la sospensione temporanea delle azioni esecutive individuali (di seguito &#171;sospensione&#187;) proposte dai creditori, anche titolari di un privilegio o di una garanzia, che potrebbero altrimenti ostacolare il piano di ristrutturazione. La sospensione non dovrebbe interferire con l&#8217;esecuzione dei contratti in corso.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>11)</p></td><td><p>Negli Stati membri che subordinano la concessione della sospensione a determinate condizioni, il debitore dovrebbe poter ottenere la sospensione in ogni caso quando:</p><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>a)</p></td><td><p>i creditori che rappresentano una parte significativa dei crediti potenzialmente interessati dal piano di ristrutturazione sono favorevoli ai negoziati per l&#8217;adozione di un piano di ristrutturazione, e</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>b)</p></td><td><p>il piano di ristrutturazione ha ragionevoli prospettive di essere attuato e di impedire l&#8217;insolvenza del debitore.</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>12)</p></td><td><p>Se previsti dal diritto nazionale, dovrebbero essere sospesi per la durata della sospensione anche l&#8217;obbligo del debitore di presentare istanza di fallimento e le domande dei creditori di aprire la procedura di insolvenza contro il debitore, presentate dopo la concessione della sospensione.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>13)</p></td><td><p>La durata della sospensione dovrebbe garantire un giusto equilibrio tra interessi del debitore e dei creditori, in particolare i creditori titolari di una garanzia. La durata della sospensione dovrebbe quindi essere stabilita in funzione della complessit&#224; delle misure di ristrutturazione previste e non dovrebbe essere superiore a quattro mesi. Gli Stati membri possono autorizzare il rinnovo del termine, purch&#233; siano dimostrati i progressi dei negoziati sul piano di ristrutturazione. La durata totale della sospensione non pu&#242; essere superiore a 12 mesi.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>14)</p></td><td><p>Quando non &#232; pi&#249; necessaria per facilitare l&#8217;adozione del piano di ristrutturazione, la sospensione dovrebbe essere revocata.</p></td></tr></tbody></table>
C. Piano di ristrutturazione
Contenuto del piano di ristrutturazione
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>15)</p></td><td><p>Gli Stati membri dovrebbero provvedere affinch&#233; il giudice possa omologare il piano di ristrutturazione senza indugi e, in linea di principio, con procedura scritta. Essi dovrebbero stabilire disposizioni chiare e specifiche sul contenuto del piano di ristrutturazione. Il piano di ristrutturazione dovrebbe a sua volta contenere una descrizione dettagliata dei seguenti elementi:</p><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>a)</p></td><td><p>l&#8217;identificazione chiara e completa dei creditori che saranno interessati dal piano;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>b)</p></td><td><p>gli effetti della ristrutturazione proposta su singoli crediti o categorie di crediti;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>c)</p></td><td><p>la posizione dei creditori interessati in merito al piano di ristrutturazione;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>d)</p></td><td><p>se del caso, le condizioni per i nuovi finanziamenti, e</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>e)</p></td><td><p>la capacit&#224; del piano di impedire l&#8217;insolvenza del debitore e garantire la redditivit&#224; dell&#8217;impresa.</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table>
Adozione del piano di ristrutturazione
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>16)</p></td><td><p>Al fine di aumentare le prospettive di ristrutturazione e quindi il numero di imprese sane oggetto di salvataggio, i creditori interessati dovrebbero poter adottare il piano di ristrutturazione che siano titolari o meno di una garanzia.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>17)</p></td><td><p>Creditori con interessi diversi dovrebbero essere trattati in classi distinte in funzione di tali interessi. Sarebbe quanto meno opportuno distinguere tra classi di creditori titolari di una garanzia e di creditori privi di garanzia.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>18)</p></td><td><p>Ad adottare il piano di ristrutturazione dovrebbero essere i creditori che rappresentano la maggioranza dei crediti di ciascuna classe, prescritta dal diritto nazionale. Qualora le classi di creditori siano pi&#249; di due, gli Stati membri dovrebbero avere facolt&#224; di mantenere o introdurre disposizioni che consentano al giudice di omologare il piano di ristrutturazione sostenuto dalla maggioranza di tali classi, tenuto conto in particolare della consistenza dei crediti di ciascuna.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>19)</p></td><td><p>I creditori dovrebbero godere di condizioni di parit&#224; indipendentemente dal luogo in cui si trovano. Pertanto, qualora il diritto nazionale imponga una procedura di voto formale, i creditori dovrebbero, in linea di principio, essere autorizzati a votare con mezzi di comunicazione a distanza, ad esempio con lettera raccomandata o tecnologie elettroniche sicure.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>20)</p></td><td><p>Per rendere pi&#249; efficace l&#8217;adozione del piano di ristrutturazione, gli Stati membri dovrebbero inoltre garantire che possano adottarlo soltanto determinati creditori o determinati tipi o classi di creditori, a condizione che gli altri creditori non siano coinvolti.</p></td></tr></tbody></table>
Omologazione del piano di ristrutturazione
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>21)</p></td><td><p>Onde evitare che il piano di ristrutturazione abbia ripercussioni indebite sui diritti dei creditori, e nell&#8217;interesse della certezza del diritto, il piano di ristrutturazione che abbia ripercussioni sugli interessi dei creditori dissenzienti o preveda nuovi finanziamenti dovrebbe essere vincolante solo se omologato dal giudice.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>22)</p></td><td><p>Le condizioni di omologazione del piano di ristrutturazione dovrebbero essere chiaramente definite dal diritto degli Stati membri e comportare quanto meno le seguenti garanzie:</p><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>a)</p></td><td><p>il piano di ristrutturazione &#232; stato adottato in condizioni che garantiscano la tutela dei legittimi interessi dei creditori;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>b)</p></td><td><p>il piano di ristrutturazione &#232; stato notificato a tutti i creditori potenzialmente coinvolti;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>c)</p></td><td><p>il piano di ristrutturazione non limita i diritti dei creditori dissenzienti in misura superiore rispetto a quanto questi potrebbero ragionevolmente prevedere in assenza di ristrutturazione, se l&#8217;impresa del debitore fosse liquidata o venduta in regime di continuit&#224; aziendale, a seconda del caso;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>d)</p></td><td><p>qualsiasi nuovo finanziamento previsto dal piano di ristrutturazione &#232; necessario per attuare il piano e non arreca indebito pregiudizio agli interessi dei creditori dissenzienti.</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>23)</p></td><td><p>Gli Stati membri dovrebbero provvedere affinch&#233; il giudice possa respingere il piano di ristrutturazione che manifestamente non ha nessuna prospettiva di impedire l&#8217;insolvenza del debitore n&#233; di garantire la redditivit&#224; dell&#8217;impresa, ad esempio perch&#233; non prevede i nuovi finanziamenti necessari per proseguire le attivit&#224;.</p></td></tr></tbody></table>
Diritti dei creditori
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>24)</p></td><td><p>Tutti i creditori potenzialmente interessati dal piano di ristrutturazione dovrebbero essere informati dei suoi contenuti e godere del diritto di opporsi e proporre ricorso contro il piano di ristrutturazione. Tuttavia, nell&#8217;interesse dei creditori favorevoli al piano, sarebbe opportuno che, in linea di principio, il ricorso non ne sospenda l&#8217;attuazione.</p></td></tr></tbody></table>
Effetti del piano di ristrutturazione
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>25)</p></td><td><p>Il piano di ristrutturazione adottato all&#8217;unanimit&#224; dei creditori interessati dovrebbe essere vincolante per la totalit&#224; di tali creditori.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>26)</p></td><td><p>Il piano di ristrutturazione omologato dal giudice dovrebbe essere vincolante per il singolo creditore interessato e identificato dal piano.</p></td></tr></tbody></table>
D. Tutela dei nuovi finanziamenti
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>27)</p></td><td><p>I nuovi finanziamenti, compresi i nuovi prestiti, la vendita di determinate attivit&#224; a opera del debitore e la conversione in capitale dei debiti, concordati nel piano di ristrutturazione e approvati dal giudice non dovrebbero essere dichiarati nulli, annullabili o inopponibili in quanto atti pregiudizievoli per la massa dei creditori.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>28)</p></td><td><p>I contributori dei nuovi finanziamenti concordati nel piano di ristrutturazione omologato dovrebbero essere esonerati dalla responsabilit&#224; civile e penale relativa al processo di ristrutturazione.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>29)</p></td><td><p>Alle norme sulla tutela dei nuovi finanziamenti dovrebbe potersi derogare in caso di successivo accertamento di frode in relazione ai nuovi finanziamenti.</p></td></tr></tbody></table>
IV. SECONDA OPPORTUNITÀ AGLI IMPRENDITORI
Termini di riabilitazione
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>30)</p></td><td><p>Sarebbe opportuno limitare gli effetti negativi del fallimento sull&#8217;imprenditore per dare a questi una seconda opportunit&#224;. L&#8217;imprenditore dovrebbe essere ammesso al beneficio della liberazione integrale dai debiti oggetto del fallimento dopo massimo tre anni a decorrere:</p><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>a)</p></td><td><p>nel caso di una procedura conclusasi con la liquidazione delle attivit&#224; del debitore, dalla data in cui il giudice ha deciso sulla domanda di apertura della procedura di fallimento;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>b)</p></td><td><p>nel caso di una procedura che comprenda un piano di ammortamento, dalla data in cui &#232; iniziata l&#8217;attuazione di tale piano.</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>31)</p></td><td><p>Alla scadenza del termine di riabilitazione, l&#8217;imprenditore dovrebbe essere liberato dai debiti senza che ci&#242; comporti, in linea di principio, l&#8217;obbligo di rivolgersi nuovamente al giudice.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>32)</p></td><td><p>L&#8217;ammissione al beneficio della liberazione integrale dai debiti dopo poco tempo non &#232; opportuna in tutti i casi. Gli Stati membri dovrebbero pertanto poter mantenere o introdurre disposizioni pi&#249; rigorose se necessario per:</p><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>a)</p></td><td><p>dissuadere gli imprenditori che hanno agito in modo disonesto o in mala fede, prima o dopo l&#8217;apertura della procedura fallimentare;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>b)</p></td><td><p>dissuadere gli imprenditori che non aderiscono al piano di ammortamento o ad altro obbligo giuridico a tutela degli interessi dei creditori, oppure</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>c)</p></td><td><p>tutelare i mezzi di sostentamento dell&#8217;imprenditore e della sua famiglia, consentendo all&#8217;imprenditore di conservare alcune attivit&#224;.</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>33)</p></td><td><p>Gli Stati membri possono escludere dalla liberazione alcune categorie specifiche di debiti, quali quelli derivanti da responsabilit&#224; extracontrattuale.</p></td></tr></tbody></table>
V. CONTROLLO E COMUNICAZIONI
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>34)</p></td><td><p>Gli Stati membri sono invitati ad attuare i principi di cui alla presente raccomandazione entro il 14 marzo 2015.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>35)</p></td><td><p>Gli Stati membri sono invitati a raccogliere statistiche annuali affidabili sul numero di procedure di ristrutturazione preventiva aperte, sulla loro durata, sulle dimensioni dei debitori interessati e sull&#8217;esito delle procedure aperte, e a comunicare tali informazioni alla Commissione su base annuale, per la prima volta entro il 14 marzo 2015.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>36)</p></td><td><p>La Commissione valuter&#224; l&#8217;attuazione della presente raccomandazione negli Stati membri entro il 14 settembre 2015. La Commissione ne valuter&#224; l&#8217;impatto sul salvataggio delle imprese in difficolt&#224; finanziaria e sulla seconda opportunit&#224; conferita agli imprenditori onesti; ne valuter&#224; l&#8217;interazione con altre procedure d&#8217;insolvenza in altri settori, come i termini di riabilitazione delle persone fisiche che non esercitano un&#8217;attivit&#224; commerciale, industriale, artigianale o professionale e l&#8217;impatto sul funzionamento del mercato interno e sulle piccole e medie imprese e sulla competitivit&#224; dell&#8217;economia dell&#8217;Unione. La Commissione valuter&#224; inoltre se sia opportuno proporre ulteriori misure per consolidare e rafforzare l&#8217;approccio cui si informa la presente raccomandazione.</p></td></tr></tbody></table>
Fatto a Bruxelles, il 12 marzo 2014
Per la Commissione
Viviane REDING
Vicepresidente
<note>
( 1 ) Regolamento (CE) n. 1346/2000 del Consiglio, del 29 maggio 2000, relativo alle procedure di insolvenza ( GU L 160 del 30.6.2000, pag. 1 ).
( 2 ) COM(2012) 744 final.
( 3 ) Risoluzione del Parlamento europeo del 15 novembre 2011 sulle raccomandazioni alla Commissione sulle procedure d’insolvenza nel contesto del diritto societario dell’UE [P7_TA (2011) 0484].
( 4 ) COM(2012) 573 final.
( 5 ) COM(2012) 742 final.
( 6 ) COM(2012) 795 final.
</note>