Document ID: 32023H0523(01)
Language: ITA

<table><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>23.5.2023&#160;&#160;&#160;</p></td><td><p>IT</p></td><td><p>Gazzetta ufficiale dell&#8217;Unione europea</p></td><td><p>C 180/1</p></td></tr></tbody></table>
RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
del 16 maggio 2023
sulla politica economica della zona euro
(2023/C 180/01)
IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea, in particolare l’articolo 136, paragrafo 1, in combinato disposto con l’articolo 121, paragrafo 2,
visto il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, per il rafforzamento della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle politiche economiche ( 1 ) , in particolare l’articolo 5, paragrafo 2,
visto il regolamento (UE) n. 1176/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 novembre 2011, sulla prevenzione e la correzione degli squilibri macroeconomici ( 2 ) , e in particolare l’articolo 6, paragrafo 1,
vista la raccomandazione della Commissione europea,
viste le conclusioni del Consiglio europeo,
previa consultazione del comitato economico e finanziario,
previa consultazione del comitato di politica economica,
considerando quanto segue:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(1)</p></td><td><p>La ripresa economica della zona euro nel periodo successivo alla pandemia di COVID-19 &#232; stata interrotta da una serie di shock esterni. Grazie, in particolare, a una risposta decisiva della politica economica, sia a livello nazionale che dell&#8217;Unione, e alla revoca delle misure di contenimento, la zona euro ha registrato una solida crescita del PIL nel 2021 e nel 2022, ovvero rispettivamente del 5,3&#160;% e del 3,5&#160;%. Anche il mercato del lavoro si &#232; dimostrato resiliente, con un tasso di disoccupazione che ha raggiunto il minimo storico del 6,7&#160;% nel 2022. Tuttavia, l&#8217;aumento dei prezzi dell&#8217;energia a livello mondiale, l&#8217;accresciuta incertezza e le perturbazioni della catena di approvvigionamento indotte dalla guerra di aggressione della Russia contro l&#8217;Ucraina hanno determinato una netta decelerazione dell&#8217;attivit&#224; economica nella seconda met&#224; del 2022. La crisi energetica ha portato a una rivalutazione al ribasso delle previsioni per il 2023. Nel complesso la crescita del PIL nella zona euro dovrebbe calare ad appena lo 0,3&#160;% nel 2023, per poi tornare all&#8217;1,5&#160;% nel 2024. Il mercato dell&#8217;energia e altri mercati di materie prime hanno alimentato l&#8217;inflazione, che nel tempo si &#232; estesa ad altre voci e ha raggiunto l&#8217;8,4&#160;% nel 2022. L&#8217;inflazione dovrebbe rimanere elevata nei prossimi mesi, attestandosi al 6,1&#160;% nel 2023 per poi diminuire nel 2024. I mercati del lavoro dovrebbero rimanere forti, dato che la domanda di lavoro rimane elevata. Con un&#8217;ampia percentuale di imprese che segnalano ancora carenze di manodopera, la disoccupazione dovrebbe aumentare solo moderatamente l&#8217;anno prossimo, per poi ridursi nuovamente nel 2024. Nel contempo, la crescita delle retribuzioni nominali dovrebbe aumentare nel 2023, pur rimanendo al di sotto dell&#8217;inflazione, determinando un calo del potere d&#8217;acquisto delle famiglie.</p><p>In tale contesto, l'avanzo delle partite correnti della zona euro &#232; diminuito, in linea con il forte deterioramento del bilancio energetico e, in futuro, con il deprezzamento nominale dell'euro rispetto al dollaro statunitense e ad alcune altre valute a partire dalla seconda met&#224; del 2021, &#232; probabile che, dati gli elevati costi energetici, il rafforzamento della competitivit&#224; sar&#224; solo modesto.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(2)</p></td><td><p>Il deterioramento delle condizioni macroeconomiche e i forti differenziali di prezzo tra gli Stati membri mettono in discussione la convergenza del reddito e del ciclo economico nella zona euro. Sebbene abbia determinato profonde divergenze, anche se in gran parte transitorie, nelle prestazioni macroeconomiche, la pandemia di COVID-19 ha avuto un impatto limitato e temporaneo sulla sincronizzazione del ciclo economico. La crisi energetica comporta nuovi impatti macroeconomici eterogenei nella zona euro. A causa delle differenze tra paesi nei mix energetici e nelle politiche volte ad attenuare l&#8217;impatto dello shock energetico, nella zona euro sono emerse notevoli differenze tra i tassi di inflazione complessiva e di fondo. L&#8217;aumento dei prezzi dell&#8217;energia e le pressioni lungo la catena di approvvigionamento hanno avuto un impatto disomogeneo sull&#8217;industria manifatturiera e sui servizi negli Stati membri della zona euro e potrebbero determinare un&#8217;evoluzione divergente della competitivit&#224; relativa. Sebbene gli indicatori disponibili suggeriscano che i divari di competitivit&#224; all&#8217;interno della zona euro sono stati finora limitati, le divergenze nei saldi delle partite correnti nella zona euro si sono recentemente ampliate, principalmente a causa del deterioramento dei bilanci energetici.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(3)</p></td><td><p>Per garantire una risposta politica adeguata e coordinata al deterioramento delle prospettive economiche e all&#8217;elevata inflazione &#232; necessario che le politiche monetarie e di bilancio siano adeguatamente calibrate e coerenti. La politica monetaria deve far fronte all&#8217;inflazione elevata. La Banca centrale europea (BCE) &#232; pronta ad affrontare i possibili rischi di dinamiche di mercato ingiustificate e disordinate che rappresentano una grave minaccia per la trasmissione della politica monetaria nella zona euro. Nel contesto attuale un&#8217;espansione di bilancio generalizzata a sostegno della domanda alimenterebbe ulteriormente le pressioni inflazionistiche. Il debito pubblico &#232; elevato in diversi Stati membri della zona euro. Ci&#242; richiede politiche di bilancio adeguatamente differenziate tra gli Stati membri a seconda della loro situazione economica e di bilancio, come raccomandato dal Consiglio nelle sue raccomandazioni del 12&#160;luglio&#160;2022 sui programmi nazionali di riforma e che formulano pareri del Consiglio sui programmi di stabilit&#224; 2022 di ciascuno Stato membro&#160;<a>(<span>3</span>)</a>. &#200; inoltre necessario che siano pronti ad adeguare la spesa corrente primaria finanziata a livello nazionale all&#8217;evolversi della situazione, preservando nel contempo la sostenibilit&#224; del debito. Allo stesso tempo sono necessarie misure di bilancio mirate e temporanee per sostenere le persone e le imprese vulnerabili, anche al fine di mantenere i posti di lavoro e il capitale umano, preservando i segnali di prezzo e fornendo incentivi per ridurre il consumo di energia. Uno stretto coordinamento delle risposte politiche tra gli Stati membri rimane fondamentale. Anche le politiche sociali e del mercato del lavoro sono determinanti per far fronte agli effetti sociali dell&#8217;elevata inflazione. Nel 2022 i salari medi non sono stati al passo con l&#8217;inflazione.</p><p>In futuro l'evoluzione salariale necessita di un attento bilanciamento per tutelare il potere d'acquisto dei lavoratori dipendenti, con particolare attenzione ai lavoratori a basso reddito, evitando nel contempo il rischio che i salari alimentino l'inflazione e aggravino i differenziali di competitivit&#224; emergenti all'interno della zona euro e a livello mondiale. Anche la promozione di un'occupazione di qualit&#224; potrebbe contribuire a sostenere i consumi. Il coinvolgimento attivo delle parti sociali aiuta a individuare le sfide, anche per quanto riguarda quelle specifiche per l'unione monetaria, migliora le soluzioni politiche e garantisce una maggiore titolarit&#224; dell'agenda di politica economica e sociale. Anche le politiche dal lato dell'offerta possono contribuire a ridurre l'inflazione accelerando la creazione di fonti energetiche alternative, rafforzando la concorrenza e l'innovazione, migliorando l'allocazione delle risorse e sostenendo la crescita della produttivit&#224;. Anche i rischi per la stabilit&#224; finanziaria richiedono un monitoraggio continuo.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(4)</p></td><td><p>Il dispositivo per la ripresa e la resilienza istituito dal regolamento (UE)&#160;2021/241 del Parlamento europeo e del Consiglio&#160;<a>(<span>4</span>)</a> (&#171;dispositivo&#187;) e i fondi della politica di coesione sono strumenti fondamentali per rafforzare la resilienza della zona euro e sostenere la convergenza. L&#8217;attuazione del dispositivo negli Stati membri della zona euro &#232; a buon punto, con oltre 136&#160;000&#160;000&#160;000 di EUR versati a titolo di prefinanziamento e dopo il conseguimento dei traguardi e degli obiettivi. Dall&#8217;inizio della pandemia di COVID-19 i programmi della politica di coesione hanno erogato oltre 82&#160;000&#160;000&#160;000 di EUR agli Stati membri della zona euro. Il dispositivo e i fondi della politica di coesione contribuiscono alle priorit&#224; politiche della zona euro attraverso diversi canali, sostenendo l&#8217;attivit&#224; economica attraverso investimenti aggiuntivi e, a pi&#249; lungo termine, le riforme strutturali e gli investimenti pianificati sono destinati a sostenere la transizione verde e digitale, stimolando nel contempo una maggiore crescita della produttivit&#224; e della produzione potenziale nonch&#233; rafforzando la resilienza degli Stati membri. Gran parte degli investimenti e delle riforme realizzati nell&#8217;ambito del dispositivo &#232; pertinente per l&#8217;attuazione delle priorit&#224; politiche della zona euro individuate nelle precedenti raccomandazioni. Di conseguenza, continuare ad attuare le riforme e gli investimenti concordati sulla base del calendario previsto &#232; essenziale per mantenere lo slancio delle riforme.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(5)</p></td><td><p>L&#8217;analisi annuale della crescita sostenibile contenuta nella comunicazione della Commissione del 22&#160;novembre 2022 delinea le principali priorit&#224; politiche e gli orientamenti per l&#8217;anno a venire per garantire una risposta coerente di politica economica a livello dell&#8217;Unione. L&#8217;analisi annuale della crescita sostenibile si fonda sulle quattro dimensioni della sostenibilit&#224; competitiva, ossia la sostenibilit&#224; ambientale, l&#8217;equit&#224;, la produttivit&#224;, la stabilit&#224; macroeconomica, ed &#232; in linea con gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite. Inoltre, la relazione sul meccanismo di allerta del 2023, pubblicata il 22&#160;novembre 2022, fornisce l&#8217;analisi della Commissione sui potenziali squilibri macroeconomici che possono ostacolare il corretto funzionamento delle economie degli Stati membri, dell&#8217;Unione economica e monetaria e dell&#8217;Unione nel suo complesso.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(6)</p></td><td><p>Il repentino aumento dell&#8217;inflazione nell&#8217;ultimo anno ha determinato un rapido adeguamento dell&#8217;orientamento della politica monetaria a livello mondiale. La BCE ha iniziato a normalizzare la politica monetaria per garantire un tempestivo ritorno dell&#8217;inflazione all&#8217;obiettivo a medio termine del 2&#160;%. Ha inoltre affermato che la normalizzazione dei tassi di interesse continuer&#224; tenendo conto degli andamenti dei dati economici. I vincoli dal lato dell&#8217;offerta hanno svolto un ruolo significativo nel recente aumento dell&#8217;inflazione e i differenziali di inflazione rendono pi&#249; difficile la conduzione della politica monetaria. Una trasmissione uniforme dell&#8217;orientamento politico in tutta la zona euro &#232; una condizione preliminare affinch&#233; la politica monetaria possa adempiere al suo mandato.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(7)</p></td><td><p>Secondo la Commissione, l&#8217;orientamento della politica di bilancio della zona euro, misurato come variazione della spesa primaria netta rispetto alla crescita potenziale media, sarebbe stato espansivo nel 2022 e sostanzialmente neutro nel 2023, ma sarebbe divenuto espansivo qualora fossero state adottate ulteriori misure di sostegno connesse all&#8217;energia o qualora le misure attuali fossero state prorogate per tutto il 2023. Nel 2023 la politica di bilancio dovrebbe evitare di amplificare gli effetti inflazionistici degli attuali shock dal lato dell&#8217;offerta e, sia a livello nazionale che per la zona euro nel suo complesso, uno stimolo di bilancio generalizzato all&#8217;economia non &#232; giustificato. La sfida &#232; particolarmente impegnativa per gli Stati membri con un&#8217;inflazione di fondo elevata, anche alla luce delle gravi difficolt&#224; economiche e sociali causate dall&#8217;erosione del potere d&#8217;acquisto dei lavoratori dipendenti, in particolare per i lavoratori a basso reddito. Inoltre, la politica di bilancio dovrebbe rimanere prudente e combinare investimenti pi&#249; elevati con il controllo della crescita della spesa corrente primaria netta. In tale contesto l&#8217;ulteriore aumento previsto dell&#8217;assorbimento del dispositivo e degli investimenti finanziati a livello nazionale in tutti gli Stati membri &#232; coerente con la necessit&#224; di aumentare gli investimenti pubblici e privati per la transizione verde e digitale e per la sicurezza energetica. Allo stesso tempo l&#8217;agilit&#224; della politica di bilancio contribuirebbe a rispondere all&#8217;elevata incertezza e ai forti rischi di revisione al ribasso per le prospettive economiche, senza compromettere gli incentivi alla transizione energetica. La pandemia di COVID-19 ha lasciato il retaggio di un debito molto elevato nella zona euro e, mentre il debito pubblico dovrebbe diminuire, rimarr&#224; ben al di sopra dei livelli precedenti la pandemia. Sebbene i rischi per la sostenibilit&#224; a breve termine siano in gran parte diminuiti, i rischi a medio e lungo termine rimangono elevati in diversi Stati membri e si prevede che l&#8217;aumento dei tassi di interesse alimenter&#224; gradualmente un incremento dell&#8217;onere del debito.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(8)</p></td><td><p>Per rispondere all&#8217;aumento dei prezzi dell&#8217;energia, gli Stati membri della zona euro hanno adottato misure di emergenza che si stima rappresentino l&#8217;1,25&#160;% del PIL nel 2022 e fino all&#8217;1&#160;% nel 2023, con il previsto calo subordinato all&#8217;andamento dei prezzi dell&#8217;energia e alla prevista abrogazione delle relative misure. Sulla base delle previsioni economiche dell&#8217;autunno&#160;2022 dei servizi della Commissione, le misure adottate finora mirano principalmente ad attenuare gli aumenti dei prezzi e in media solo il 20&#160;% riguarda misure mirate in materia di reddito. &#200; necessario limitare i costi di bilancio di tali misure di sostegno, tenendo conto nel contempo del loro effetto distributivo tra fasce di reddito, dell&#8217;effetto sulla domanda di energia e sugli investimenti nella transizione verde, delle possibili distorsioni nel mercato unico e degli effetti di ricaduta negativa tra gli Stati membri. A tal fine &#232; importante concordare un approccio comune. In particolare, si potrebbe prendere in esame un modello di fissazione del prezzo dell&#8217;energia a due livelli ben calibrato, in base al quale i consumatori vulnerabili beneficino di prezzi regolamentati fino a un certo livello di consumo, e altri regimi che conseguano obiettivi analoghi, tenendo conto delle caratteristiche nazionali. Inoltre, si potrebbe riflettere sulle modalit&#224; adeguate per eliminare gradualmente il sostegno, con il diminuire delle pressioni causate dai prezzi dell&#8217;energia. Oltre alle misure temporanee connesse all&#8217;energia, gli investimenti pubblici e privati possono contribuire a rafforzare l&#8217;indipendenza e la sicurezza energetica e la transizione verde. Dall&#8217;inizio della crisi finanziaria mondiale, la zona euro ha risentito di bassi livelli di investimenti pubblici e privati.</p><p>I provvedimenti politici adottati in risposta alla crisi COVID-19, con il sostegno eccezionale di NextGenerationEU, hanno contribuito a mantenere il livello degli investimenti pubblici, con un impatto positivo sulla crescita potenziale, in particolare negli Stati membri con il maggiore onere del debito pubblico. Ulteriori investimenti pubblici e privati, in particolare attraverso l&#8217;attuazione dei piani per la ripresa e la resilienza, dei programmi della politica di coesione e dei piani nazionali per l&#8217;energia e il clima che gli Stati membri dovranno aggiornare entro giugno&#160;2023, sono fondamentali per una crescita sostenibile e coesa e per realizzare la transizione verde e digitale.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(9)</p></td><td><p>Il 9&#160;novembre 2022 la Commissione ha pubblicato una comunicazione sugli orientamenti per una riforma del quadro di governance economica dell&#8217;UE volta a migliorare l&#8217;efficacia della sorveglianza economica e del coordinamento delle politiche nell&#8217;Unione. Tale comunicazione mira a definire un&#8217;architettura pi&#249; semplice e integrata per la sorveglianza macrofinanziaria al fine di garantire la sostenibilit&#224; del debito e promuovere una crescita sostenibile e inclusiva. Gli elementi essenziali di tale comunicazione mirano a semplificare il quadro, migliorare la titolarit&#224; nazionale e rafforzare l&#8217;applicazione delle norme. Tale comunicazione propone che le traiettorie di bilancio siano definite in piani di bilancio strutturali a medio termine proposti dagli Stati membri, nell&#8217;ambito di un quadro comune trasparente &#8217;dell&#8217;Unione. I piani, che sarebbero adottati dal Consiglio, riunirebbero gli impegni di bilancio, di riforma e di investimento a sostegno della sostenibilit&#224; del debito e della crescita sostenibile, rispecchiando le priorit&#224; dell&#8217;Unione e quelle nazionali. Gli impegni di riforma e di investimento contenuti nel piano strutturale nazionale di bilancio a medio termine consentirebbero un periodo di aggiustamento di bilancio pi&#249; lungo.</p><p>Pur mantenendo i valori di riferimento del trattato del 3&#160;% del PIL per il disavanzo e&#160;60&#160;% del PIL per il debito, il quadro si baserebbe su una sorveglianza maggiormente basata sul rischio e incentrata sulla sostenibilit&#224; del debito. Per quanto riguarda la procedura per gli squilibri macroeconomici, &#232; importante continuare ad affrontare gli squilibri macroeconomici in modo coordinato ed equilibrato. La comunicazione della Commissione propone un quadro maggiormente prospettico per poter individuare i rischi emergenti nel momento in cui questi si sviluppano. La valutazione circa l'esistenza di squilibri rimarrebbe basata sui tre criteri di gravit&#224;, evoluzione e risposta politica. Tuttavia, i criteri di evoluzione e di risposta politica dello Stato membro interessato avrebbero un peso maggiore nella valutazione.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(10)</p></td><td><p>Il mercato del lavoro della zona euro ha mostrato una notevole resilienza grazie al sostegno politico fornito durante la crisi COVID-19. Nel primo trimestre del 2022 il totale delle ore lavorate ha superato i livelli pre-pandemia e l&#8217;occupazione ha continuato a crescere durante la prima met&#224; del 2022 a livelli storicamente elevati nel secondo trimestre del 2022, portando il tasso di disoccupazione al 6,8&#160;%, il pi&#249; basso dalla creazione dell&#8217;euro. Rimane comunque un margine di miglioramento per quanto riguarda l&#8217;integrazione nel mercato del lavoro di donne, giovani, anziani, persone con disabilit&#224; e gruppi vulnerabili. In futuro il previsto rallentamento dell&#8217;attivit&#224; economica dovrebbe pesare sulle prospettive occupazionali, con un lieve aumento del tasso di disoccupazione nel 2023. Esistono poche prove del fatto che la crisi COVID-19 abbia portato a un deterioramento strutturale nell&#8217;incontro tra domanda e offerta di lavoro.</p><p>Esistono tuttavia differenze significative tra i mercati del lavoro degli Stati membri e tra i settori. Dal 2019 la creazione di posti di lavoro &#232; stata pi&#249; forte nei settori delle tecnologie dell'informazione e dei servizi professionali, mentre i settori relativi a trasporti, alloggi e prodotti alimentari hanno registrato perdite di posti di lavoro. &#200; probabile che anche i cambiamenti demografici svolgano un ruolo nella contrazione dei mercati del lavoro della zona euro. Investimenti adeguati ed efficaci nell'istruzione e nella formazione di qualit&#224; a tutte le et&#224; saranno fondamentali per attenuare le attuali e future carenze di competenze e sostenere la transizione verde e digitale. Per quanto riguarda la crescita delle retribuzioni &#232; stato registrato un certo incremento nel corso del 2022, che ha determinato un aumento aggregato del costo del lavoro per unit&#224; di prodotto. Nel complesso &#232; tuttavia rimasto moderato e dovrebbe restare ben al di sotto dell'inflazione. Secondo le proiezioni, le retribuzioni reali dei dipendenti si contrarranno del 2,8&#160;% nel 2022 e di un ulteriore 0,9&#160;% nel 2023, prima di recuperare parte della perdita nel 2024. Le aspettative di inflazione ancorate svolgono un ruolo fondamentale nell'attenuare il rischio che il rapido aumento delle rivendicazioni salariali provochi un ulteriore rialzo dell'inflazione.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(11)</p></td><td><p>Le riforme strutturali, comprese quelle realizzate nell&#8217;ambito del Green Deal europeo o le riforme verdi e digitali sostenute dal dispositivo, in particolare a seguito delle modifiche apportate al regolamento (UE)&#160;2021/241 dal regolamento (UE)&#160;2023/435 del Parlamento e del Consiglio&#160;<a>(<span>5</span>)</a> per l&#8217;attuazione del piano REPowerEU contenuto nella comunicazione della Commissione del 18&#160;maggio 2022, sono fondamentali per rafforzare il mercato unico e la resilienza delle economie della zona euro. A tale riguardo &#232; altres&#236; importante attuare le riforme specifiche per paese raccomandate dal Consiglio nel 2022 nel contesto del semestre europeo. L&#8217;ulteriore miglioramento del contesto imprenditoriale, anche riducendo gli ostacoli agli investimenti e alla ridistribuzione dei capitali, la modernizzazione delle pubbliche amministrazioni, l&#8217;accelerazione del rilascio delle autorizzazioni &#8211; pur proteggendo l&#8217;ambiente &#8211; e l&#8217;eliminazione dei quadri normativi restrittivi possono aumentare la produttivit&#224; e la crescita. Le riforme, insieme agli investimenti, sono fondamentali per realizzare la transizione verde e digitale, in particolare per migliorare l&#8217;efficienza energetica, sostenere la transizione verso la neutralit&#224; climatica, aumentare l&#8217;offerta e la diffusione delle energie rinnovabili, nonch&#233; sostenere la riqualificazione e il miglioramento delle competenze. Il rapido e persistente aumento dei prezzi dell&#8217;energia ha messo sotto pressione i modelli aziendali delle industrie ad alta intensit&#224; energetica e delle piccole e medie imprese, con un impatto sull&#8217;occupazione e sul capitale umano. Regimi efficienti in materia di insolvenza possono sostenere la transizione e facilitare la riassegnazione delle risorse. I regimi in materia di insolvenza nella zona euro sono ancora molto diversi e aumentandone l&#8217;efficacia e l&#8217;armonizzazione si favorirebbe l&#8217;adeguamento economico e il mercato unico dei capitali.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(12)</p></td><td><p>Il settore bancario ha mostrato una resilienza complessiva nel 2022. Sebbene il settore bancario della zona euro nel suo complesso sia ben capitalizzato e abbia registrato un miglioramento della redditivit&#224; dal 2021, un brusco deterioramento delle prospettive macroeconomiche, unitamente all&#8217;aumento dei costi in termini di tassi di interesse pi&#249; elevati per i mutuatari, potrebbe tradursi in una minore qualit&#224; degli attivi. In un contesto di condizioni pi&#249; rigide di accesso al credito, il monitoraggio tempestivo dei rischi, l&#8217;impegno proattivo con i debitori e la gestione attiva dei crediti deteriorati sono importanti per mantenere la capacit&#224; delle banche di finanziare l&#8217;economia. La resilienza degli enti creditizi pu&#242; essere ostacolata da fattori strutturali, tra cui la sovraccapacit&#224; e la concorrenza da parte di nuovi fornitori di servizi finanziari. Possono emergere inoltre altri rischi sui mercati finanziari. In particolare, l&#8217;aumento dei premi per il rischio e l&#8217;irrigidimento delle condizioni di liquidit&#224; possono determinare un calo dei prezzi degli attivi. A causa delle richieste di margini, ci&#242; potrebbe causare ulteriori pressioni al di l&#224; dello stress di liquidit&#224; gi&#224; subito da alcune imprese del settore energetico. Anche il modo in cui i mercati immobiliari residenziali e non residenziali reagiscono all&#8217;aumento dei tassi di interesse richiede un attento monitoraggio, in quanto la diminuzione della domanda e il peggioramento della capacit&#224; di servizio del debito possono esercitare pressioni al ribasso sui prezzi degli immobili e accentuare i rischi ciclici, in particolare negli Stati membri della zona euro il cui l&#8217;indebitamento delle famiglie &#232; elevato. Inoltre, i rischi informatici in aumento richiedono maggiore attenzione e il regolamento (UE)&#160;2022/2554 del Parlamento europeo e del Consiglio&#160;<a>(<span>6</span>)</a>, rafforzer&#224; la resilienza delle imprese finanziarie nei confronti dei rischi connessi alle tecnologie dell&#8217;informazione e della comunicazione. Nel settembre 2022 il Comitato europeo per il rischio sistemico ha pubblicato la raccomandazione&#160;CERS/2022/7, che contiene una segnalazione in cui si invitano gli enti del settore privato, i partecipanti al mercato e le autorit&#224; competenti a continuare a prepararsi a scenari di rischio estremi.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(13)</p></td><td><p>Nel giugno&#160;2022 l&#8217;Eurogruppo ha convenuto che, come passo immediato, i lavori sul futuro dell&#8217;Unione bancaria dovrebbero concentrarsi sul rafforzamento del quadro comune per la gestione delle crisi bancarie e dei sistemi nazionali di garanzia dei depositi, per disporre di un quadro adatto a tutti i tipi di banche. L&#8217;Eurogruppo si &#232; impegnato a riesaminare successivamente lo stato dell&#8217;Unione bancaria e a individuare in modo consensuale eventuali misure ulteriori relative agli altri elementi in sospeso per rafforzare e completare l&#8217;Unione bancaria. La Commissione ha annunciato che intende presentare una proposta legislativa sul quadro per la gestione delle crisi e l&#8217;assicurazione dei depositi nel primo semestre del 2023. Le modifiche al quadro per la gestione delle crisi e l&#8217;assicurazione dei depositi possono contribuire a rendere il settore bancario della zona euro pi&#249; resiliente. La Commissione ha inoltre annunciato che nel primo semestre del 2023 presenter&#224; una proposta legislativa che istituir&#224; l&#8217;euro digitale e ne discipliner&#224; gli aspetti principali, soggetta alla decisione dei colegislatori. Una possibile decisione in merito all&#8217;emissione dell&#8217;euro digitale sarebbe adottata dal Consiglio direttivo della BCE una volta completata una fase di realizzazione potenziale. Un euro digitale, complementare al contante, potrebbe comportare diversi vantaggi per l&#8217;economia della zona euro. Sosterrebbe, in particolare, la digitalizzazione dell&#8217;economia e l&#8217;innovazione nei pagamenti, rafforzando nel contempo il ruolo internazionale dell&#8217;euro. Lo sviluppo di un euro digitale potrebbe aumentare, anche nel contesto dell&#8217;attuale situazione geopolitica, l&#8217;autonomia economica e finanziaria della zona euro e dell&#8217;Unione,</p></td></tr></tbody></table>
RACCOMANDA che gli Stati membri della zona euro adottino misure a livello individuale, anche attraverso l’attuazione dei loro piani per la ripresa e la resilienza, e collettivo, in seno all’Eurogruppo, nel periodo 2023-2024 al fine di:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>1)</p></td><td><span>astenersi dal concedere un sostegno generalizzato alla domanda aggregata nel 2023, orientando nel contempo in modo pi&#249; mirato le misure di bilancio volte ad affrontare l&#8217;impatto degli elevati prezzi dell&#8217;energia sulle famiglie vulnerabili e sulle imprese economicamente sostenibili, e mantenendo nel contempo la flessibilit&#224; per adattarsi alla situazione in rapida evoluzione, se necessario; continuare a coordinare le politiche di bilancio nazionali tra gli Stati membri per preservare la sostenibilit&#224; del debito e aumentare il potenziale di crescita in modo sostenibile, facilitando in tal modo anche il compito della politica monetaria di assicurare il tempestivo ritorno dell&#8217;inflazione all&#8217;obiettivo a medio termine della BCE del 2&#160;%; concordare un approccio comune e prendere in considerazione, in particolare, la possibilit&#224; di sostituire le misure generalizzate sui prezzi con un modello di fissazione del prezzo dell&#8217;energia a due livelli, efficiente sotto il profilo dei costi e ben calibrato, che garantisca incentivi al risparmio energetico o altri regimi che conseguano obiettivi analoghi, tenendo conto delle caratteristiche nazionali, nonch&#233; riflettere su modalit&#224; adeguate per eliminare gradualmente il sostegno con il diminuire delle pressioni causate dai prezzi dell&#8217;energia; definire strategie di bilancio a medio termine adeguatamente differenziate, attraverso un consolidamento graduale e sostenibile, nonch&#233; attraverso investimenti e riforme, per conseguire posizioni di bilancio a medio termine prudenti;</span></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>2)</p></td><td><span>sostenere un livello elevato di investimenti pubblici e promuovere investimenti privati, necessari per rafforzare la resilienza economica e sociale e sostenere la transizione verde e digitale, anche per favorire una maggiore efficienza energetica e la transizione verso fonti energetiche rinnovabili; attuare i programmi della politica di coesione e i piani per la ripresa e la resilienza, garantendo la tempestiva realizzazione delle riforme e degli investimenti, e garantire che gli aggiornamenti dei piani siano mirati, tenendo conto della situazione economica in evoluzione, senza rivedere al ribasso l&#8217;ambizione generale; adottare ulteriori provvedimenti, anche attraverso i capitoli REPowerEU dei piani per la ripresa e la resilienza e attraverso i piani nazionali per l&#8217;energia e il clima, per accelerare la transizione energetica e aumentare l&#8217;indipendenza energetica dell&#8217;Unione;</span></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>3)</p></td><td><span>in linea con le prassi nazionali e nel rispetto del ruolo delle parti sociali, sostenere un&#8217;evoluzione salariale che attenui la perdita di potere d&#8217;acquisto dei lavoratori dipendenti, in particolare per i lavoratori a basso reddito, rispecchiando nel contempo l&#8217;evoluzione della produttivit&#224; a medio termine e limitando gli effetti di secondo impatto sull&#8217;inflazione; sviluppare e adattare, ove necessario, sistemi di sostegno sociale per aiutare le famiglie vulnerabili a far fronte allo shock energetico e alla transizione verde e digitale, e affrontare l&#8217;aumento del rischio di povert&#224;; migliorare ulteriormente le politiche attive del mercato del lavoro e adottare misure per affrontare la carenza di competenze e promuovere un&#8217;occupazione di qualit&#224;; garantire la partecipazione effettiva delle parti sociali alla definizione delle politiche e rafforzare il dialogo sociale;</span></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>4)</p></td><td><span>garantire che il sostegno alle imprese, in particolare alle piccole e medie imprese che hanno subito pressioni finanziarie a causa della crisi energetica, sia efficace sotto il profilo dei costi, temporaneo e mirato alle imprese economicamente sostenibili. Il sostegno fornito dovrebbe mantenere gli incentivi per l&#8217;efficienza energetica e per l&#8217;energia rinnovabile e preservare nel contempo condizioni di parit&#224; e l&#8217;integrit&#224; del mercato unico, anche attraverso il quadro temporaneo di crisi per gli aiuti di Stato; migliorare il contesto imprenditoriale, in particolare rafforzando la concorrenza e aumentando l&#8217;efficienza dei quadri normativi in materia di insolvenza per garantire che essi affrontino in modo efficace e tempestivo i casi di fallimento e la ristrutturazione delle imprese; contribuire al conseguimento di progressi per la realizzazione dell&#8217;Unione dei mercati dei capitali;</span></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>5)</p></td><td><span>preservare la stabilit&#224; macrofinanziaria, mantenere i canali di credito per l&#8217;economia ed evitare il rischio di frammentazione finanziaria; monitorare i rischi connessi in particolare alle tensioni nel settore dell&#8217;energia, all&#8217;inasprimento delle condizioni finanziarie, alle attivit&#224; deteriorate, ai livelli di indebitamento privato e all&#8217;evoluzione dei mercati immobiliari; continuare a lavorare al completamento dell&#8217;Unione bancaria, il cui prossimo passo &#232; la riforma dell&#8217;attuale quadro per la gestione delle crisi e l&#8217;assicurazione dei depositi; continuare a impegnarsi attivamente nei lavori preparatori per l&#8217;eventuale introduzione di un euro digitale.</span><p>Ulteriori misure volte all'approfondimento dell'Unione economica e monetaria dovrebbero tenere conto degli insegnamenti tratti dall'elaborazione e dall'attuazione della risposta globale di politica economica dell'Unione alla crisi COVID-19. Il conseguimento di progressi in tempi rapidi per quanto riguarda il riesame della governance economica &#232; una priorit&#224; per rafforzare il coordinamento delle politiche economiche. I progressi relativi all'approfondimento dell'Unione economica e monetaria dovrebbero continuare nel pieno rispetto del mercato interno dell'Unione e in maniera aperta e trasparente nei confronti degli Stati membri non appartenenti alla zona euro.</p></td></tr></tbody></table>
Fatto a Bruxelles, 16 maggio 2023
Per il Consiglio
Il presidente
E. SVANTESSON
<note>
( 1 ) GU L 209 del 2.8.1997, pag. 1 .
( 2 ) GU L 306 del 23.11.2011, pag. 25 .
( 3 ) Raccomandazioni del Consiglio, del 12 luglio 2022, sui programmi nazionali di riforma e che formulano pareri del Consiglio sui programmi di stabilità 2022 ( GU C 334 dell'1.9.2022, pagg. 1 , 35, 44, 52, 60, 70, 96, 104, 112, 120, 128, 146, 154, 162, 181, 197, 205, 213, 221).
( 4 ) Regolamento (UE) 2021/241 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 febbraio 2021, che istituisce il dispositivo per la ripresa e la resilienza ( GU L 57 del 18.2.2021, pag. 17 ).
( 5 ) Regolamento (UE) 2023/435 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 febbraio 2023, che modifica il regolamento (UE) 2021/241 per quanto riguarda l'inserimento di capitoli dedicati al piano REPowerEU nei piani per la ripresa e la resilienza e che modifica i regolamenti (UE) n. 1303/2013, (UE) 2021/1060 e (UE) 2021/1755, e la direttiva 2003/87/CE ( GU L 63 del 28.2.2023, pag.1 ).
( 6 ) Regolamento (UE) 2022/2554 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 dicembre 2022, relativo alla resilienza operativa digitale per il settore finanziario e che modifica i regolamenti (CE) n. 1060/2009, (UE) n. 648/2012, (UE) n. 600/2014, (UE) n. 909/2014 e (UE) 2016/1011 ( GU L 333 del 27.12.2022, pag. 1 ).
</note>