Document ID: 32014A1220(01)
Language: ITA

<table><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>20.12.2014&#160;&#160;&#160;</p></td><td><p>IT</p></td><td><p>Gazzetta ufficiale dell'Unione europea</p></td><td><p>C 461/1</p></td></tr></tbody></table>
PARERE DELLA COMMISSIONE
del 18 dicembre 2014
sulla raccomandazione della Banca centrale europea per un regolamento del Consiglio che modifica il regolamento (CE) n. 2532/98 sul potere della Banca centrale europea di irrogare sanzioni (BCE/2014/19)
(2014/C 461/01)
1. INTRODUZIONE
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>1.</p></td><td><p>L&#8217;11 giugno 2014 la Banca centrale europea (BCE) ha presentato al Consiglio una raccomandazione per un regolamento del Consiglio che modifica il regolamento (CE) n. 2532/98 sul potere della Banca centrale europea di irrogare sanzioni (BCE/2014/19). Il 25 giugno 2014 il Consiglio ha consultato la Commissione europea in merito a tale raccomandazione.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>2.</p></td><td><p>La Commissione si compiace dell&#8217;iniziativa della BCE di raccomandare modifiche del regolamento (CE) n. 2532/98 del Consiglio, del 23 novembre 1998, sull'applicazione dell'obbligo di riserve minime da parte della Banca centrale europea<a>&#160;(<span>1</span>)</a> (&#171;regolamento del Consiglio sulle sanzioni&#187;), che consente al Consiglio di tener conto, nel regolamento sulle sanzioni, dell&#8217;adozione del regolamento (UE) n. 1024/2013 del Consiglio, del 15 ottobre 2013, che attribuisce alla Banca centrale europea compiti specifici in merito alle politiche in materia di vigilanza prudenziale degli enti creditizi<a>&#160;(<span>2</span>)</a> (&#171;regolamento SSM&#187;).</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>3.</p></td><td><p>Il regolamento SSM attribuisce alla BCE il potere di imporre ammende e sanzioni nel settore della vigilanza e all&#8217;articolo 18 fa riferimento al regolamento del Consiglio sulle sanzioni. Poich&#233; quest&#8217;ultimo &#232; stato adottato prima del regolamento SSM e riguarda materie diverse dalla vigilanza, la Commissione &#232; favorevole a una sua modifica al fine di creare un quadro giuridico completo e preciso per l&#8217;irrogazione di sanzioni da parte della BCE nel settore della vigilanza.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>4.</p></td><td><p>La BCE raccomanda in particolare di inserire nel regolamento del Consiglio sulle sanzioni:</p><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(1)</p></td><td><p>un nuovo articolo 1<span>bis</span> inteso a fissare alcuni principi generali relativi alle sanzioni amministrative irrogate dalla BCE nell&#8217;esercizio dei suoi compiti in materia di vigilanza e alle sanzioni imposte nell&#8217;esercizio di compiti diversi, nonch&#233; a precisare l&#8217;ambito di applicazione delle diverse disposizioni applicabili;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(2)</p></td><td><p>nuovi articoli da 4<span>bis</span> a 4<span>quater</span> riguardanti il regime applicabile alle sanzioni amministrative irrogate dalla BCE nell&#8217;esercizio dei suoi compiti in materia di vigilanza. Lo scopo di queste nuove disposizioni &#232; differenziare il regime applicabile all&#8217;irrogazione di sanzioni amministrative da parte della BCE nell&#8217;esercizio dei suoi compiti in materia di vigilanza dalle disposizioni applicabili alle sanzioni che la BCE pu&#242; irrogare nell&#8217;esercizio di compiti diversi, al fine di garantire che a tutte le sanzioni amministrative irrogate dalla BCE nel settore della vigilanza si applichi un unico regime, tenendo altres&#236; conto delle norme stabilite dal regolamento SSM;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(3)</p></td><td><p>ulteriori modifiche intese a garantire che i principi e le procedure per l&#8217;irrogazione delle sanzioni di cui agli articoli da 2 a 4 del regolamento del Consiglio sulle sanzioni siano compatibili con quelli che disciplinano l&#8217;irrogazione di sanzioni amministrative da parte della BCE nell&#8217;esercizio dei suoi compiti in materia di vigilanza a norma del regolamento SSM.</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table>
2. OSSERVAZIONI GENERALI
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>5.</p></td><td><p>Le sanzioni irrogate dalla BCE possono determinare un impatto considerevole sugli operatori di mercato. La decisione di imporre sanzioni pu&#242; anche essere impugnata per via legale. &#200; pertanto opportuno che le norme applicabili siano chiare e coerenti e assicurino la certezza del diritto affinch&#233; gli operatori di mercato siano a conoscenza delle norme procedurali e sostanziali applicabili. La chiarezza, la coerenza e la certezza del diritto sono importanti anche per quanto attiene all&#8217;interazione tra diversi atti giuridici.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>6.</p></td><td><p>Poich&#233; si fonda sull&#8217;articolo 132, paragrafo 3, del TFUE, il regolamento del Consiglio sulle sanzioni pu&#242; disciplinare soltanto le infrazioni di regolamenti e decisioni della BCE e non le infrazioni di (altri) atti del diritto dell&#8217;Unione direttamente applicabili. Pertanto, nel regolamento del Consiglio non pu&#242; essere inserita nessuna delle modifiche raccomandate vertenti su violazioni di atti direttamente applicabili del diritto dell&#8217;Unione diversi dai regolamenti e dalle decisioni della BCE.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>7.</p></td><td><p>&#200; opportuno precisare ulteriormente l&#8217;interazione tra le pertinenti disposizioni del regolamento SSM, del regolamento del Consiglio sulle sanzioni e del regolamento (UE) n. 468/2014 della Banca centrale europea, del 16 aprile 2014, che istituisce il quadro di cooperazione nell&#8217;ambito del Meccanismo di vigilanza unico tra la Banca centrale europea e le autorit&#224; nazionali competenti e con le autorit&#224; nazionali designate<a>&#160;(<span>3</span>)</a> (Regolamento quadro sull&#8217;MVU).</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>8.</p></td><td><p>In tale contesto &#232; anche essenziale evitare che formulazioni diverse in atti diversi sollevino dubbi sull&#8217;interpretazione delle disposizioni. La Commissione esorta inoltre la BCE ad abrogare in tutto o in parte, dopo l&#8217;adozione delle modifiche del regolamento del Consiglio sulle sanzioni, le disposizioni del regolamento quadro sul meccanismo di vigilanza unico che sono (quasi) identiche a quelle contenute nel regolamento del Consiglio sulle sanzioni modificato.</p></td></tr></tbody></table>
3. OSSERVAZIONI SPECIFICHE
Osservazioni sull’articolo 1 bis raccomandato
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>9.</p></td><td><p>L&#8217;articolo 1<span>bis</span>, paragrafo 1, raccomandato definirebbe l&#8217;ambito di applicazione del regolamento del Consiglio sulle sanzioni. L&#8217;articolo dispone che il regolamento si applica all&#8217;irrogazione di sanzioni da parte della BCE nei confronti di imprese per mancato adempimento di obblighi sanciti da decisioni o regolamenti della BCE, salvo espressa contraria disposizione. L&#8217;espressione &#171;<span>salvo espressa contraria disposizione</span>&#187; fa riferimento alle disposizioni che si applicherebbero anche in caso di violazione del diritto dell&#8217;Unione direttamente applicabile. Per i motivi illustrati nel punto 6 la Commissione suggerisce che l&#8217;articolo 1<span>bis</span>, paragrafo 1, sia formulato come segue:</p><p>&#171;Il presente regolamento si applica all&#8217;irrogazione di sanzioni da parte della BCE nei confronti di imprese per mancato adempimento di obblighi sanciti da decisioni o regolamenti della BCE.&#187;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>10.</p></td><td><p>La BCE raccomanda al Consiglio di inserire nel regolamento sulle sanzioni un articolo 1<span>bis</span>, paragrafo 2, con l&#8217;obiettivo di precisare il campo di applicazione delle norme specifiche che derogano alle disposizioni vigenti del regolamento del Consiglio sulle sanzioni. Per le decisioni di irrogare sanzioni che non rientrano nel settore della vigilanza continuerebbero ad applicarsi le vigenti disposizioni del regolamento del Consiglio sulle sanzioni.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>11.</p></td><td><p>Pur condividendo l&#8217;obiettivo della BCE di modificare il regolamento del Consiglio sulle sanzioni per tener conto dell&#8217;adozione del regolamento SSM, la Commissione teme che la disposizione raccomandata dalla BCE comporti ulteriori problemi. In particolare, nella versione attuale l&#8217;articolo 1<span>bis</span>, paragrafo 2, letto in combinato disposto con l&#8217;articolo 4<span>ter</span>, potrebbe essere interpretato nel senso che le vigenti procedure decisionali previste dal regolamento del Consiglio sulle sanzioni si applicherebbero all&#8217;irrogazione da parte della BCE delle sanzioni amministrative pecuniarie per violazione del diritto dell&#8217;Unione direttamente applicabile, il che significa che il comitato esecutivo della BCE sarebbe chiamato a prendere decisioni, peraltro senza il coinvolgimento del consiglio di vigilanza. Ci&#242; sarebbe evitabile se il campo di applicazione delle modifiche al regolamento del Consiglio sulle sanzioni fosse limitato alle infrazioni di regolamenti e decisioni della BCE, limitazione peraltro obbligatoria in considerazione della base giuridica del regolamento del Consiglio sulle sanzioni.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>12.</p></td><td><p>Poich&#233; il regolamento del Consiglio sulle sanzioni si pu&#242; applicare soltanto all&#8217;irrogazione di sanzioni in caso di infrazione di regolamenti e decisioni della BCE e non alle violazioni del diritto dell&#8217;Unione direttamente applicabile, la Commissione suggerisce che l&#8217;articolo 1<span>bis</span>, paragrafo 2, sia formulato come segue:</p><p>&#171;Le norme applicabili all&#8217;irrogazione da parte della BCE, nell&#8217;esercizio dei compiti ad essa conferiti dal regolamento (UE) n. 1024/2013 del Consiglio, di sanzioni per la violazione di regolamenti e decisioni della BCE derogano alle norme di cui agli articoli da 2 a 4 in quanto previsto dagli articoli da 4 bis a 4 quater.&#187;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>13.</p></td><td><p>Per quanto riguarda la pubblicazione delle sanzioni amministrative pecuniarie e delle sanzioni, l&#8217;articolo 1<span>bis</span>, paragrafo 3, raccomandato disporrebbe che la BCE<span>pu&#242; pubblicare</span> qualsiasi decisione relativa all&#8217;irrogazione di sanzioni amministrative pecuniarie per violazione del diritto dell&#8217;Unione direttamente applicabile e di sanzioni per violazione di regolamenti o decisioni della BCE, sia in materia di vigilanza sia in materie diverse.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>14.</p></td><td><p>In considerazione delle basi giuridiche del regolamento del Consiglio sulle sanzioni, il campo di applicazione dell&#8217;articolo sulla pubblicazione dovrebbe essere limitato, in modo da contemplare unicamente l&#8217;infrazione di regolamenti e decisioni della BCE.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>15.</p></td><td><p>L&#8217;approccio della raccomandazione in materia di pubblicazione non &#232; coerente con il regolamento SSM. A norma dell&#8217;articolo 18, paragrafo 6, del regolamento SSM, &#171;la BCE pubblica le sanzioni di cui al paragrafo 1, impugnate o meno, nei casi e alle condizioni di cui al pertinente diritto dell&#8217;Unione.&#187; Tale disposizione si applica alla pubblicazione delle sanzioni in caso di violazione di atti giuridici del diritto dell&#8217;Unione direttamente applicabili (articolo 18, paragrafo 1, del regolamento SSM). Il diritto pertinente dell&#8217;Unione &#232; rappresentato, in particolare, dall&#8217;articolo 68 della direttiva CRD IV.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>16.</p></td><td><p>N&#233; il regolamento SSM n&#233; il regolamento del Consiglio sulle sanzioni contengono disposizioni in merito alla pubblicazione delle sanzioni in caso di violazione di regolamenti e decisioni della BCE sia nel settore della vigilanza che in settori diversi dalla vigilanza. La Commissione &#232; favorevole all&#8217;introduzione di un regime di pubblicazione di tali sanzioni e sarebbe favorevole ad un approccio coerente con il regime previsto dal regolamento SSM per la violazione del diritto dell&#8217;Unione direttamente applicabile. La Commissione suggerisce pertanto di instaurare un regime di pubblicazione delle violazioni di regolamenti e decisioni della BCE identico al regime per le violazioni del diritto dell&#8217;Unione direttamente applicabile.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>17.</p></td><td><p>Al fine di garantire la coerenza e di delineare un quadro completo e preciso per la pubblicazione delle sanzioni in caso di infrazione di regolamenti e decisioni della BCE, l&#8217;articolo 1<span>bis</span>, paragrafo 3, potrebbe essere formulato come segue, tenendo conto sia dell&#8217;articolo 18, paragrafo 6, del regolamento SSM, che dell&#8217;articolo 68 della direttiva CRD IV:</p>&#171;La BCE pubblica sul proprio sito Internet ufficiale, senza indebito ritardo, ogni decisione che imponga ad un&#8217;impresa sanzioni per la violazione di regolamenti o decisioni della BCE, sia in materia di vigilanza sia in materie diverse. La pubblicazione avviene dopo che la decisione &#232; stata notificata all&#8217;impresa interessata e contiene informazioni sul tipo e sulla natura della violazione, nonch&#233; sull&#8217;identit&#224; dell&#8217;impresa interessata, a meno che questa modalit&#224; di pubblicazione:<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>a)</p></td><td><p>sia suscettibile di compromettere la stabilit&#224; dei mercati finanziari o un&#8217;indagine penale in corso; oppure</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>b)</p></td><td><p>sia suscettibile di provocare, nella misura in cui ci&#242; si possa prevedere, danni sproporzionati all&#8217;impresa interessata.</p></td></tr></tbody></table><p>In tali circostanze, dette decisioni sono pubblicate in modo anonimo. In alternativa, se &#232; probabile che tali condizioni vengano meno entro un periodo di tempo ragionevole, la pubblicazione ai sensi del presente paragrafo pu&#242; essere rinviata per il periodo di tempo corrispondente.</p><p>Inoltre, se &#232; pendente un&#8217;impugnazione dinanzi alla Corte di giustizia avverso una decisione, la BCE, senza indebito ritardo, pubblica sul proprio sito Internet ufficiale informazioni sullo stato dell&#8217;impugnazione in questione e sul relativo esito. La BCE assicura che le informazioni pubblicate ai sensi del presente paragrafo restino disponibili sul proprio sito Internet ufficiale per almeno cinque anni.&#187;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>18.</p></td><td><p>Infine, poich&#233; l&#8217;articolo 132 del regolamento quadro sul meccanismo di vigilanza unico contempla un regime completo di pubblicazione per le decisioni di irrogare alle entit&#224; interessate sanzioni amministrative pecuniarie per violazioni del diritto dell&#8217;Unione direttamente applicabile e sanzioni per violazioni di regolamenti o decisioni della BCE nel settore della vigilanza, la Commissione sarebbe favorevole all&#8217;abrogazione di tale articolo nella misura in cui contempla anche le violazioni di regolamenti e decisioni della BCE, in quanto non avrebbe pi&#249; motivo di esistere dopo l&#8217;adozione del succitato articolo.</p></td></tr></tbody></table>
Osservazioni sull’articolo 4 bis raccomandato
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>19.</p></td><td><p>L&#8217;articolo 4<span>bis</span>, paragrafo 1, raccomandato introdurrebbe norme specifiche relative ai limiti massimi delle sanzioni che la BCE pu&#242; imporre in caso di infrazione di regolamenti e decisioni da essa adottati nell&#8217;esercizio dei suoi compiti in materia di vigilanza. Per i compiti diversi dalla vigilanza resterebbero in vigore i limiti massimi previsti dal vigente regolamento del Consiglio sulle sanzioni, mentre in caso di violazione del diritto dell&#8217;Unione direttamente applicabile i limiti massimi sono fissati dall&#8217;articolo 18, paragrafo 1, del regolamento SSM.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>20.</p></td><td><p>La BCE raccomanda che, per le penalit&#224; di mora, il limite massimo sia pari al 5 % del fatturato medio giornaliero per ciascun giorno di infrazione. Per le ammende il limite massimo raccomandato &#232; il 10 % del fatturato complessivo annuo, che coincide con il limite di cui all&#8217;articolo 18, paragrafo 1, del regolamento SSM. Tuttavia, per la percentuale del 5 % non vi &#232; alcun precedente nel regolamento SSM e la raccomandazione della BCE non spiega per quale motivo si dovrebbe optare per una percentuale diversa. Di conseguenza, i motivi di tale scelta dovrebbero almeno essere spiegati nei &#171;considerando&#187; del regolamento del Consiglio.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>21.</p></td><td><p>L&#8217;articolo 4<span>bis</span>, paragrafo 2, raccomandato stabilisce una definizione di fatturato annuo che non corrisponde alle definizioni di cui all&#8217;articolo 18, paragrafo 1, del regolamento SSM e all&#8217;articolo 67, paragrafo 2, lettera e), della direttiva CRD IV che si applicano all&#8217;irrogazione di sanzioni amministrative pecuniarie per la violazione del diritto dell&#8217;Unione direttamente applicabile. Dal momento che tali definizioni divergenti potrebbero portare ad interpretazioni diverse, la Commissione suggerisce che la disposizione sia coerente con il regolamento SSM e con la direttiva CRD IV:</p><p>&#171;Ai fini del paragrafo 1, si intende per: a) &#8220;fatturato complessivo annuo&#8221;, il fatturato netto totale annuo di una persona giuridica, compreso il reddito lordo consistente in interessi o proventi assimilati, proventi su azioni, quote ed altri titoli a reddito variabile o fisso e proventi per commissioni o provvigioni dell&#8217;impresa nell&#8217;esercizio finanziario precedente. Se un&#8217;impresa &#232; una filiazione di un&#8217;impresa madre, il reddito lordo da prendere in considerazione &#232; il reddito lordo dell&#8217;esercizio finanziario precedente risultante nel bilancio consolidato annuale dell&#8217;impresa madre capogruppo nel gruppo oggetto di vigilanza da parte della BCE; b) &#8220;fatturato medio giornaliero&#8221;, il fatturato complessivo annuo come definito ai sensi della lettera a) diviso per 365.&#187;</p></td></tr></tbody></table>
Osservazioni sull’articolo 4 ter raccomandato
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>22.</p></td><td><p>L&#8217;obiettivo dell&#8217;articolo 4<span>ter</span> raccomandato &#232; definire la procedura decisionale nel settore della vigilanza. Poich&#233; essa derogherebbe alle procedure decisionali del vigente regolamento del Consiglio sulle sanzioni, si applicherebbe soltanto alle infrazioni di regolamenti e decisioni della BCE (articolo 18, paragrafo 7, del regolamento SSM) e non alle violazioni del diritto dell&#8217;Unione direttamente applicabile (articolo 18, paragrafo 1, del regolamento SSM).</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>23.</p></td><td><p>Tuttavia, la procedura decisionale per l&#8217;irrogazione, da parte della BCE, di tutte le sanzioni amministrative nel settore della vigilanza &#232; stabilita dal regolamento SSM (in particolare, all&#8217;articolo 26, paragrafo 8, e all&#8217;articolo 24). Per questo motivo, la Commissione non ritiene opportuno introdurre un articolo specifico riguardante le procedure decisionali e suggerisce pertanto che l&#8217;articolo 4<span>ter</span> contenga un mero riferimento dichiarativo al regolamento SSM. L&#8217;articolo potrebbe essere formulato come segue:</p><p>&#171;In deroga all&#8217;articolo 3, paragrafi da 1 a 8, le decisioni della BCE relative alle infrazioni di regolamenti e decisioni della BCE in materia di vigilanza sono adottate secondo le procedure previste dal regolamento (UE) n. 1024/2013.&#187;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>24.</p></td><td><p>Va sottolineato che non &#232; giuridicamente necessaria una formulazione dell&#8217;articolo 4<span>ter</span> o una sua modifica che imponga una separazione tra poteri investigativi e poteri decisionali attraverso la creazione, ad esempio, di un&#8217;unit&#224; investigativa in seno alla BCE. Le decisioni della BCE che irrogano sanzioni per la violazione di regolamenti e decisioni da essa adottati nel settore della vigilanza rientrano nella piena competenza della Corte di giustizia a norma dell&#8217;articolo 261 del TFUE in connessione con l&#8217;articolo 5 del regolamento del Consiglio sulle sanzioni, in quanto l&#8217;articolo 18, paragrafo 7, del regolamento SSM si riferisce a tutto il regolamento del Consiglio sulle sanzioni, compreso l&#8217;articolo 5. La Commissione nutre anche seri dubbi per quanto riguarda il potere del Consiglio di imporre tali obblighi in relazione all&#8217;organizzazione interna della BCE.</p></td></tr></tbody></table>
Osservazioni sull’articolo 4 quater raccomandato
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>25.</p></td><td><p>L&#8217;articolo 4<span>quater</span> raccomandato fissa alcuni limiti temporali per l&#8217;irrogazione di sanzioni amministrative da parte della BCE nell&#8217;esercizio dei suoi compiti in materia di vigilanza. L&#8217;articolo si applicherebbe in caso di violazioni del diritto dell&#8217;Unione direttamente applicabile e di infrazioni di regolamenti e decisioni della BCE. Alla luce delle osservazioni di cui sopra, la Commissione &#232; del parere che tale articolo non debba applicarsi alle violazioni del diritto dell&#8217;Unione direttamente applicabile diverse dalle violazioni di regolamenti e decisioni della BCE. I limiti temporali per le decisioni della BCE relative alle attivit&#224; diverse dalla vigilanza sono fissati all&#8217;articolo 4 del vigente regolamento del Consiglio sulle sanzioni.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>26.</p></td><td><p>La Commissione osserva che le disposizioni raccomandate coincidono in larga misura con gli articoli 130 e 131 del regolamento quadro sul meccanismo di vigilanza unico e che la raccomandazione della BCE non fornisce spiegazioni sull&#8217;interazione tra queste disposizioni e sul motivo per cui disposizioni in gran parte identiche debbano far parte di due strumenti giuridici distinti. Se il Consiglio decidesse di adottare le disposizioni raccomandate, sarebbe importante, secondo la Commissione, abrogare gli articoli 130 e 131 del regolamento quadro sul meccanismo di vigilanza unico nella misura in cui riguardano la violazione di regolamenti e decisioni della BCE.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>27.</p></td><td><p>Per quanto riguarda il merito, l&#8217;articolo 4<span>quater</span> &#232; evidentemente fondato sull&#8217;articolo 25 del regolamento (CE) n. 1/2003 del Consiglio, del 16 dicembre 2002, concernente l'applicazione delle regole di concorrenza di cui agli articoli 81 e 82 del trattato<a>&#160;(<span>4</span>)</a>, ma sarebbe opportuno migliorarne la formulazione in alcuni punti. In primo luogo, al paragrafo 1, il termine &#171;protratta&#187; dovrebbe essere sostituito da &#171;infrazione protratta o reiterata&#187;, anche per evitare discussioni su casi limite. Per tale ragione l&#8217;articolo 4<span>quater</span>, paragrafo 1, dovrebbe essere formulato come segue:</p><p>&#171;In deroga all&#8217;articolo 4, il diritto di assumere una decisione di irrogazione di una sanzione relativa a infrazioni di decisioni e regolamenti adottati dalla BCE nell&#8217;esercizio dei suoi compiti in materia di vigilanza si estingue allo scadere di cinque anni dalla data in cui &#232; stata commessa l&#8217;infrazione ovvero, in caso di infrazione protratta o reiterata, allo scadere di cinque anni dalla cessazione dell&#8217;infrazione.&#187;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>28.</p></td><td><p>In secondo luogo, l&#8217;articolo 4<span>quater</span>, paragrafo 2, collega l&#8217;interruzione della prescrizione a &#171;le azioni&#187; della BCE notificate al soggetto vigilato. La nozione di &#171;azioni&#187; &#232; tuttavia piuttosto imprecisa, poich&#233; sembra che qualsiasi misura adottata nel settore della vigilanza possa essere considerata un&#8217;&#171;azione&#187; ai sensi del paragrafo in questione. Nel regolamento non &#232; neanche definita la nozione di &#171;notifica&#187;, il che potrebbe dar luogo ad un&#8217;ulteriore incertezza giuridica. Secondo la Commissione l&#8217;interruzione del termine di prescrizione dovrebbe essere collegata ad un momento oggettivo chiaramente identificabile, per esempio l&#8217;avvio di una procedura d&#8217;infrazione o la notifica all&#8217;impresa interessata dell&#8217;avvio formale di un&#8217;indagine. Ci&#242; consentirebbe di offrire maggiore certezza del diritto non solo alle imprese, ma anche alla BCE stessa.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>29.</p></td><td><p>L&#8217;obiettivo dell&#8217;articolo 4<span>quater</span>, paragrafo 3, &#232; garantire che, in determinate situazioni, i termini della prescrizione di cui all&#8217;articolo 4<span>quater</span> siano automaticamente prorogati. Tuttavia, una parte della disposizione sembra suggerire che sia necessario adottare una decisione al fine di prorogare i limiti temporali. Occorrerebbe pertanto precisare la formulazione della disposizione.</p><p>&#171;I limiti temporali di cui al paragrafo che precede sono prorogati automaticamente se: a) una decisione della BCE &#232; soggetta a riesame dinanzi alla commissione amministrativa del riesame o a impugnazione dinanzi alla Corte di giustizia dell&#8217;Unione europea; ovvero b) &#232; pendente un procedimento penale nei confronti dell&#8217;impresa interessata in connessione con gli stessi fatti. In tal caso, i limiti temporali di cui ai precedenti paragrafi sono prorogati per il periodo di tempo necessario alla commissione amministrativa del riesame o alla Corte di giustizia per concludere il procedimento o fino alla conclusione del procedimento penale nei confronti dell&#8217;impresa interessata.&#187;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>30.</p></td><td><p>L&#8217;articolo 4<span>quater</span>, paragrafo 4, raccomandato stabilisce i limiti temporali per l&#8217;esecuzione del pagamento o dei termini e delle condizioni del pagamento. Come nell&#8217;articolo 4<span>quater</span>, paragrafo 2, si fa riferimento a &#171;ogni azione&#187; della BCE che comporti l&#8217;interruzione del limite temporale. Al fine di prorogare il termine della prescrizione non &#232; necessaria una notifica all&#8217;impresa interessata. Anche in questo caso l&#8217;interruzione della prescrizione dovrebbe essere collegata a criteri pi&#249; oggettivi che garantiscano la certezza del diritto sia per le imprese che per la BCE.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>31.</p></td><td><p>Inoltre, &#232; opportuno riorganizzare la disposizione al fine di stabilire un ordine logico. Occorrerebbe in primo luogo definire quale sia il termine di prescrizione e da quando esso decorra, per poi stabilire in quale situazione la prescrizione sia interrotta. La Commissione propone pertanto che l&#8217;articolo 4<span>quater</span>, paragrafo 4, sia formulato come segue:</p><p>&#171;Il diritto della BCE di dare esecuzione a una decisione che irroga una sanzione si estingue cinque anni dopo la scadenza del termine per il pagamento della sanzione irrogata. Ogni azione intrapresa dalla BCE volta a dare esecuzione al pagamento o ai termini e alle condizioni del pagamento sulla base della sanzione irrogata determina l&#8217;interruzione del limite temporale per l&#8217;esecuzione della sanzione. Il termine di prescrizione per l&#8217;esecuzione delle sanzioni &#232; sospeso se l&#8217;esecuzione del pagamento &#232; sospesa per effetto di una decisione della BCE o della Corte di giustizia.&#187;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>32.</p></td><td><p>I considerando dovrebbero essere adattati in funzione delle modifiche degli articoli del regolamento raccomandato proposte.</p></td></tr></tbody></table>
4. CONCLUSIONI
La Commissione emette parere favorevole sulle raccomandazioni di modifica del regolamento del Consiglio sulle sanzioni, fatte salve le modifiche di cui ai punti 6, 7, 9, 12, 14, 17, 20, 21, 23, 26, 27, 28, 29, 30, 31 e 32 del presente parere. Nell’allegato al presente parere le modifiche proposte dalla Commissione sono fornite sotto forma di tabella, da leggere congiuntamente al testo del presente parere.
Il presente parere è trasmesso al Parlamento europeo e al Consiglio.
Fatto a Bruxelles, il 18 dicembre 2014
Per la Commissione
Jonathan HILL
Membro della Commissione
( 1 ) GU L 318 del 27.11.1998, pag. 4 .
( 2 ) GU L 287 del 29.10.2013, pag. 63 .
( 3 ) GU L 141 del 14.5.2014, pag. 1 .
( 4 ) GU L 1 del 4.1.2003, pag. 1 .
ALLEGATO
PROPOSTE DI REDAZIONE
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>Articolo</p></td><td><p>Testo raccomandato dalla BCE</p></td><td><p>Modifiche proposte dalla Commissione</p></td></tr><tr><td><p>1<span>bis</span>, paragrafo 1</p></td><td><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>1.</p></td><td><p>Il presente regolamento si applica all&#8217;irrogazione di sanzioni nei confronti di imprese per mancato inadempimento di obblighi sanciti da decisioni o regolamenti della BCE, salvo espressa contraria disposizione.</p></td></tr></tbody></table></td><td><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>1.</p></td><td><p>Il presente regolamento si applica all&#8217;irrogazione di sanzioni da parte della BCE nei confronti di imprese per mancato adempimento di obblighi sanciti da decisioni o regolamenti della BCE.</p></td></tr></tbody></table></td></tr><tr><td><p>1<span>bis</span>, paragrafo 2</p></td><td><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>2.</p></td><td><p>Le norme applicabili all&#8217;irrogazione di sanzioni amministrative pecuniarie da parte della BCE nell&#8217;esercizio dei suoi compiti in materia di vigilanza per violazioni del diritto dell&#8217;Unione direttamente applicabile e di sanzioni per violazioni di regolamenti e decisioni della BCE (di seguito, congiuntamente, &#171;sanzioni amministrative&#187;) derogano alle norme di cui agli articoli da 2 a 4 in quanto previsto dagli articoli da 4<span>bis</span> a 4<span>quater</span>.</p></td></tr></tbody></table></td><td><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>2.</p></td><td><p>Le norme applicabili all&#8217;irrogazione da parte della BCE, nell&#8217;esercizio dei compiti ad essa conferiti dal regolamento (UE) n. 1024/2013 del Consiglio, di sanzioni per la violazione di regolamenti e decisioni della BCE derogano alle norme di cui agli articoli da 2 a 4 in quanto previsto dagli articoli da 4<span>bis</span> a 4<span>quater</span>.</p></td></tr></tbody></table></td></tr><tr><td><p>1<span>bis</span>, paragrafo 3</p></td><td><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>3.</p></td><td><p>La BCE pu&#242; pubblicare le decisioni irroganti sanzioni amministrative pecuniarie nei confronti di un&#8217;impresa per violazioni del diritto dell&#8217;Unione direttamente applicabile e sanzioni per violazioni di regolamenti o decisioni della BCE, sia in materia di vigilanza sia in materie diverse, impugnate o meno. La BCE procede alla pubblicazione conformemente al pertinente diritto dell&#8217;Unione, a prescindere da leggi e regolamenti nazionali e, ove il pertinente diritto dell&#8217;Unione sia costituito da direttive, dalla normativa nazionale di recepimento.</p></td></tr></tbody></table></td><td><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>3.</p></td><td><p>La BCE pubblica sul proprio sito Internet ufficiale, senza indebito ritardo, ogni decisione che imponga ad un&#8217;impresa sanzioni per la violazione di regolamenti o decisioni della BCE, sia in materia di vigilanza sia in materie diverse. La pubblicazione avviene dopo che la decisione &#232; stata notificata all&#8217;impresa interessata e contiene informazioni sul tipo e sulla natura della violazione, nonch&#233; sull&#8217;identit&#224; dell&#8217;impresa interessata, a meno che questa modalit&#224; di pubblicazione:</p><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>a)</p></td><td><p>sia suscettibile di compromettere la stabilit&#224; dei mercati finanziari o un&#8217;indagine penale in corso; oppure</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>b)</p></td><td><p>sia suscettibile di provocare, nella misura in cui ci&#242; si possa prevedere, danni sproporzionati all&#8217;impresa interessata.</p></td></tr></tbody></table><p>In tali circostanze, dette decisioni sono pubblicate in modo anonimo. In alternativa, se &#232; probabile che tali condizioni vengano meno entro un periodo di tempo ragionevole, la pubblicazione ai sensi del presente paragrafo pu&#242; essere rinviata per il periodo di tempo corrispondente.</p><p>Inoltre, se &#232; pendente un&#8217;impugnazione dinanzi alla Corte di giustizia avverso una decisione, la BCE, senza indebito ritardo, pubblica sul proprio sito Internet ufficiale informazioni sullo stato dell&#8217;impugnazione in questione e sul relativo esito. La BCE assicura che le informazioni pubblicate ai sensi del presente paragrafo restino disponibili sul proprio sito Internet ufficiale per almeno cinque anni.</p></td></tr></tbody></table></td></tr><tr><td><p>4<span>bis</span>, paragrafo 2</p></td><td><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>2.</p></td><td><p>Ai fini del paragrafo 1: a) il &#171;fatturato annuo&#187; &#232; il fatturato annuo della persona giuridica, come definito dalla pertinente normativa dell&#8217;Unione, determinato in base al bilancio annuale pi&#249; recente disponibile. Se l&#8217;impresa &#232; una filiazione di un&#8217;impresa madre, il fatturato complessivo annuo da prendere in considerazione &#232; il fatturato complessivo annuo determinato in base al bilancio consolidato annuale pi&#249; recente disponibile dell&#8217;impresa madre capogruppo nell&#8217;ambito del gruppo soggetto a vigilanza della BCE; b) il &#171;fatturato medio giornaliero&#187; &#232; il fatturato annuo, come definito ai sensi della lettera a) diviso per 365.</p></td></tr></tbody></table></td><td><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>2.</p></td><td><p>Ai fini del paragrafo 1, si intende per: a) &#171;fatturato complessivo annuo&#187;, il fatturato netto totale annuo di una persona giuridica, compreso il reddito lordo consistente in interessi o proventi assimilati, proventi su azioni, quote ed altri titoli a reddito variabile o fisso e proventi per commissioni o provvigioni dell&#8217;impresa nell&#8217;esercizio finanziario precedente. Se un&#8217;impresa &#232; una filiazione di un&#8217;impresa madre, il reddito lordo da prendere in considerazione &#232; il reddito lordo dell&#8217;esercizio finanziario precedente risultante nel bilancio consolidato annuale dell&#8217;impresa madre capogruppo nel gruppo oggetto di vigilanza da parte della BCE; b) &#171;fatturato medio giornaliero&#187;, il fatturato complessivo annuo come definito ai sensi della lettera a) diviso per 365.</p></td></tr></tbody></table></td></tr><tr><td><p>4<span>ter</span>, paragrafo 1</p></td><td><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>1.</p></td><td><p>In deroga all&#8217;articolo 3, paragrafi da 1 a 8, le norme dettate nel presente articolo si applicano alle infrazioni relative a decisioni e regolamenti adottati dalla BCE nell&#8217;esercizio dei suoi compiti in materia di vigilanza.</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>2.</p></td><td><p>Una volta conclusa la procedura per infrazione conformemente alle norme dettate dalla BCE ai sensi dell&#8217;articolo 6, paragrafo 2, il Consiglio di vigilanza presenta al Consiglio direttivo un progetto completo di decisione per l&#8217;irrogazione di una sanzione nei confronti dell&#8217;impresa interessata, conformemente alla procedura dettata dall&#8217;articolo 26, paragrafo 8 del Regolamento (UE) n. 1024/2013. La presentazione del progetto completo di decisione al Consiglio direttivo da parte del Consiglio di vigilanza &#232; preceduta dall&#8217;audizione dell&#8217;impresa interessata in merito alla presunta infrazione commessa.</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>3.</p></td><td><p>L&#8217;impresa interessata ha il diritto di richiedere che la decisione assunta dal Consiglio direttivo ai sensi del paragrafo 2 sia riesaminata dalla Commissione amministrativa del riesame secondo la procedura dettata dall&#8217;articolo 24 del Regolamento (UE) n. 1024/2013.</p></td></tr></tbody></table></td><td><p>In deroga all&#8217;articolo 3, paragrafi da 1 a 8, le decisioni della BCE relative alle infrazioni di regolamenti e decisioni della BCE in materia di vigilanza sono adottate secondo le procedure previste dal regolamento (UE) n. 1024/2013.</p></td></tr><tr><td><p>4<span>quater</span>, paragrafo 1</p></td><td><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>1.</p></td><td><p>In deroga all&#8217;articolo 4, il diritto di assumere una decisione di irrogazione di una sanzione amministrativa in relazione a infrazioni relative a pertinenti atti del diritto dell&#8217;Unione direttamente applicabili nonch&#233; a decisioni e regolamenti adottati dalla BCE nell&#8217;esercizio dei suoi compiti in materia di vigilanza si estingue allo scadere di cinque anni dalla data in cui &#232; stata commessa l&#8217;infrazione ovvero, in caso di infrazione protratta, allo scadere di cinque anni dalla cessazione dell&#8217;infrazione.</p></td></tr></tbody></table></td><td><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>1.</p></td><td><p>In deroga all&#8217;articolo 4, il diritto di assumere una decisione di irrogazione di una sanzione relativa a infrazioni di decisioni e regolamenti adottati dalla BCE nell&#8217;esercizio dei suoi compiti in materia di vigilanza si estingue allo scadere di cinque anni dalla data in cui &#232; stata commessa l&#8217;infrazione ovvero, in caso di infrazione protratta o reiterata, allo scadere di cinque anni dalla cessazione dell&#8217;infrazione.</p></td></tr></tbody></table></td></tr><tr><td><p>4<span>quater</span>, paragrafo 3</p></td><td><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>3.</p></td><td><p>I limiti temporali di cui al paragrafo che precede possono essere prorogati se: a) una decisione del Consiglio direttivo &#232; soggetta a riesame dinanzi alla Commissione amministrativa del riesame o a impugnazione dinanzi alla Corte di giustizia dell&#8217;Unione europea; ovvero b) risulta pendente un procedimento penale nei confronti dell&#8217;impresa interessata in connessione con gli stessi fatti. In tal caso, i limiti temporali di cui ai precedenti paragrafi sono prorogati per il periodo di tempo necessario alla Commissione amministrativa del riesame o alla Corte di giustizia per riesaminare la decisione ovvero fino alla conclusione del procedimento penale nei confronti dell&#8217;impresa interessata.</p></td></tr></tbody></table></td><td><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>3.</p></td><td><p>I limiti temporali di cui al paragrafo che precede sono prorogati automaticamente se: a) una decisione della BCE &#232; soggetta a riesame dinanzi alla commissione amministrativa del riesame o a impugnazione dinanzi alla Corte di giustizia dell&#8217;Unione europea; ovvero b) risulta pendente un procedimento penale nei confronti dell&#8217;impresa interessata in connessione con gli stessi fatti. In tal caso, i limiti temporali di cui ai precedenti paragrafi sono prorogati per il periodo di tempo necessario alla commissione amministrativa del riesame o alla Corte di giustizia per concludere il procedimento o fino alla conclusione del procedimento penale nei confronti dell&#8217;impresa interessata.</p></td></tr></tbody></table></td></tr><tr><td><p>4<span>quater</span>, paragrafo 4</p></td><td><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>4.</p></td><td><p>Ogni azione intrapresa dalla BCE volta a dare esecuzione al pagamento o ai termini e alle condizioni del pagamento sulla base della sanzione amministrativa irrogata determina l&#8217;interruzione del limite temporale per l&#8217;esecuzione della sanzione. Il diritto della BCE di dare esecuzione a una decisione che irroga una sanzione amministrativa si estingue allo scadere di cinque anni dall&#8217;adozione della decisione. Il termine di prescrizione per l&#8217;esecuzione delle sanzioni amministrative &#232; sospeso:</p><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>a)</p></td><td><p>fino allo spirare del termine per il pagamento della sanzione amministrativa irrogata;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>b)</p></td><td><p>se l&#8217;esecuzione del pagamento della sanzione amministrativa irrogata &#232; sospeso per effetto di una decisione del Consiglio direttivo o della Corte di giustizia.</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table></td><td><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>4.</p></td><td><p>Il diritto della BCE di dare esecuzione a una decisione che irroga una sanzione si estingue cinque anni dopo la scadenza del termine per il pagamento della sanzione irrogata. Ogni azione intrapresa dalla BCE volta a dare esecuzione al pagamento o ai termini e alle condizioni del pagamento sulla base della sanzione irrogata determina l&#8217;interruzione del limite temporale per l&#8217;esecuzione della sanzione. Il termine di prescrizione per l&#8217;esecuzione delle sanzioni &#232; sospeso se l&#8217;esecuzione del pagamento &#232; sospesa per effetto di una decisione della BCE o della Corte di giustizia.</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table>