Document ID: 32018D1220(01)
Language: ITA

<table><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>20.12.2018&#160;&#160;&#160;</p></td><td><p>IT</p></td><td><p>Gazzetta ufficiale dell'Unione europea</p></td><td><p>C 459/24</p></td></tr></tbody></table>
DECISIONE DI ESECUZIONE DELLA COMMISSIONE
dell’11 dicembre 2018
relativa alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea della domanda di approvazione di una modifica non minore del disciplinare di produzione di cui all’articolo 53 del regolamento (UE) n. 1151/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio per la denominazione «Gönci kajszibarack» (IGP)
(2018/C 459/11)
LA COMMISSIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea,
visto il regolamento (UE) n. 1151/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio del 21 novembre 2012 sui regimi di qualità dei prodotti agricoli e alimentari ( 1 ) , in particolare l’articolo 50, paragrafo 2, lettera a), in combinato disposto con l’articolo 53, paragrafo 2,
considerando quanto segue:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(1)</p></td><td><p>L&#8217;Ungheria ha presentato una domanda di approvazione di una modifica non minore del disciplinare di produzione dell&#8217;IGP &#171;G&#246;nci kajszibarack&#187; a norma dell&#8217;articolo 49, paragrafo 4, del regolamento (UE) n. 1151/2012. Le modifiche includono una modifica della denominazione &#171;G&#246;nci kajszibarack&#187; in &#171;G&#246;nci kajszibarack&#187;/&#171;G&#246;nci kajszi&#187;.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(2)</p></td><td><p>A norma dell&#8217;articolo 50 del regolamento (UE) n. 1151/2012 la Commissione ha esaminato la domanda e ha concluso che essa soddisfa le condizioni previste da detto regolamento.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(3)</p></td><td><p>Al fine di consentire la presentazione di notifiche di opposizione a norma dell&#8217;articolo 51 del regolamento (UE) n. 1151/2012, la domanda di approvazione di una modifica non minore del disciplinare di produzione di cui all&#8217;articolo 10, paragrafo 1, primo comma, del regolamento di esecuzione (UE) n. 668/2014 della Commissione&#160;<a>(<span>2</span>)</a>, comprese le modifiche del documento unico e il riferimento alla pubblicazione del pertinente disciplinare di produzione, per la denominazione registrata &#171;G&#246;nci kajszibarack&#187; (IGP) dovrebbe essere pubblicata nella<span>Gazzetta ufficiale dell&#8217;Unione europea</span>,</p></td></tr></tbody></table>
DECIDE:
Articolo unico
La domanda di approvazione di una modifica non minore del disciplinare di produzione di cui all’articolo 10, paragrafo 1, primo comma, del regolamento di esecuzione (UE) n. 668/2014 della Commissione, comprese le modifiche del documento unico e il riferimento alla pubblicazione del pertinente disciplinare di produzione, per la denominazione registrata «Gönci kajszibarack» (IGP) figura nell’allegato della presente decisione.
A norma dell’articolo 51 del regolamento (UE) n. 1151/2012, la pubblicazione della presente decisione conferisce il diritto di opporsi alla modifica di cui al primo comma entro tre mesi dalla data di pubblicazione della presente decisione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea .
Fatto a Bruxelles, l’11 dicembre 2018
Per la Commissione
Phil HOGAN
Membro della Commissione
( 1 ) GU L 343 del 14.12.2012, pag. 1 .
( 2 ) Regolamento di esecuzione (UE) n. 668/2014 della Commissione, del 13 giugno 2014, recante modalità di applicazione del regolamento (UE) n. 1151/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio sui regimi di qualità dei prodotti agricoli e alimentari ( GU L 179 del 19.6.2014, pag. 36 ).
ALLEGATO
DOMANDA DI APPROVAZIONE DI UNA MODIFICA NON MINORE DEL DISCIPLINARE DI PRODUZIONE DI UNA DENOMINAZIONE DI ORIGINE PROTETTA/DI UN’INDICAZIONE GEOGRAFICA PROTETTA
Domanda di approvazione di una modifica ai sensi dell’articolo 53, paragrafo 2, primo comma, del regolamento (UE) n. 1151/2012
«GÖNCI KAJSZIBARACK»
N. UE: PGI-HU-0388-AM01 – 11.4.2017
DOP ( ) IGP ( X )
1. Gruppo richiedente e interesse legittimo
<table><col/><tbody><tr><td><p>Gy&#252;m&#246;lcs&#233;rt Termel&#337;i &#201;rt&#233;kes&#237;t&#337; Kft.</p></td></tr><tr><td><p>K&#252;lter&#252;let 068/8 HRSZ.</p></td></tr><tr><td><p>3885 Boldogk&#337;v&#225;ralja</p></td></tr><tr><td><p>MAGYARORSZ&#193;G/HUNGARY</p></td></tr><tr><td><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>Tel.</p></td><td><p>+36 46587477</p></td></tr><tr><td><p>Fax</p></td><td><p>+36 46587478</p></td></tr><tr><td><p>Indirizzo e-mail:</p></td><td><p>info@gyumolcsert.com</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table>
La cooperativa di Abaúj-Gönc, che ha redatto il disciplinare, è stata messa in liquidazione il 20 marzo 2013. Per tale motivo, l’organismo Gyümölcsért Termelői Értékesítő, che riunisce i principali produttori di albicocche della regione, ha rilevato le mansioni pratiche e amministrative connesse con il prodotto tutelato. Il Gyümölcsért Termelői Értékesítő Kft., che riunisce oltre 70 produttori di albicocche, commercializza ogni anno tra le 1 500 e le 2 000 tonnellate di albicocche provenienti dalla regione di produzione.
2. Stato membro o paese terzo
Ungheria
3. Voce del disciplinare interessata dalla modifica (dalle modifiche)
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>&#9746;</p></td><td><p>Denominazione del prodotto</p></td></tr><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>&#9746;</p></td><td><p>Descrizione del prodotto</p></td></tr><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>&#9744;</p></td><td><p>Zona geografica</p></td></tr><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>&#9746;</p></td><td><p>Prova dell&#8217;origine</p></td></tr><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>&#9746;</p></td><td><p>Metodo di produzione</p></td></tr><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>&#9744;</p></td><td><p>Legame</p></td></tr><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>&#9746;</p></td><td><p>Etichettatura</p></td></tr><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>&#9746;</p></td><td><p>Altro: sistema di controllo, organismo di controllo</p></td></tr></tbody></table>
4. Tipo di modifica (modifiche)
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>&#9746;</p></td><td><p>Modifica a un disciplinare di una DOP o IGP registrata da considerarsi non minore ai sensi dell&#8217;articolo 53, paragrafo 2, terzo comma, del regolamento (UE) n. 1151/2012</p></td></tr><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>&#9744;</p></td><td><p>Modifica a un disciplinare di una DOP o IGP registrata, per cui il documento unico (o documento equivalente) non &#232; stato pubblicato, da considerarsi non minore ai sensi dell&#8217;articolo 53, paragrafo 2, terzo comma, del regolamento (UE) n. 1151/2012</p></td></tr></tbody></table>
5. Modifica (modifiche)
Punto 1 del disciplinare attualmente in vigore
La denominazione «Gönci kajszibarack» è stata completata con la più breve «Gönci kajszi», il cui uso è ugualmente diffuso nel linguaggio corrente. Di conseguenza, tutti i riferimenti alla denominazione «Gönci kajszibarack» nel disciplinare sono completati dalla denominazione «Gönci kajszi».
«Gönci kajszi» è altresì la denominazione riconosciuta e ricercata in commercio per indicare le albicocche provenienti dalla regione di Gönc.
In base alla modifica proposta, il nome indicato al punto 4.1 del sommario ( GU C 247 del 14.9.2010 ) e tutti i riferimenti alla denominazione «Gönci kajszibarack» nel documento unico che lo sostituisce sono completati dalla denominazione «Gönci kajszi».
Punto 2 del disciplinare attualmente in vigore («Descrizione del prodotto») e punto 3.2 del documento unico
Il secondo paragrafo, così formulato:
«L’indicazione geografica protetta (IGP) “Gönci kajszibarack” può essere utilizzata per le seguenti varietà della specie Prunus armeniaca L.: Gönci magyar kajszi, Magyar kajszi C 235, Mandulakajszi, Bergeron, Ceglédi Piroska, Ceglédi bíborkajszi, Ceglédi arany, Ceglédi óriás, Pannónia.»
è modificato come segue:
«L’indicazione geografica protetta (IGP) “Gönci kajszibarack” / “Gönci kajszi” può essere utilizzata per le seguenti varietà della specie Prunus armeniaca L.: Gönci magyar kajszi, Magyar kajszi C 235, Mandulakajszi, Bergeron, Ceglédi Piroska, Ceglédi bíborkajszi, Ceglédi arany, Ceglédi óriás, Pannónia. Essa può essere inoltre utilizzata per tutte le varietà di albicocca coltivate nella zona di produzione le cui principali caratteristiche fisiche, chimiche e organolettiche soddisfano i criteri di qualità delle varietà di albicocca sopra elencate.»
Nel corso dell’ultimo decennio, grazie alla selezione vegetale, varietà più resistenti alle malattie sono state integrate alle colture. Tra queste, era giustificato includere le varietà che presentano le caratteristiche chimiche, fisiche e organolettiche definite nel disciplinare. I risultati delle analisi di laboratorio sulle nuove varietà confermano inoltre che il gusto e l’aroma della «Gönci kajszibarack»/«Gönci kajszi» derivano dal microclima specifico della zona di produzione. Con riguardo al tenore di zuccheri e all’acidità, la maggior parte delle varietà coltivate in questa zona presenta una qualità superiore rispetto alle stesse varietà coltivate in altre zone dell’Ungheria.
Punto 2.1 del disciplinare attualmente in vigore («Principali caratteristiche fisiche, chimiche e organolettiche del prodotto») e punto 3.2 del documento unico
Il secondo paragrafo, così formulato:
«Il calibro è determinato mediante un calibratore utilizzato nel commercio. Il peso medio del frutto espresso in grammi corrisponde approssimativamente al suo diametro in millimetri.»
è modificato come segue:
«Il calibro è determinato misurando il diametro massimo, perpendicolarmente all’asse longitudinale.»
La seconda frase del paragrafo è soppressa. Questa modifica è stata proposta per tener conto delle differenze di dimensioni e peso, talvolta significative, tra le varietà nell’ambito di una stessa gamma di calibri.
La frase così modificata del disciplinare e la frase seguente del disciplinare (punto 4): «Il tenore di zuccheri è determinato unitamente a un’indicazione della percentuale di maturità; le sostanze aromatiche sono determinate nel corso dell’esame organolettico, tenendo conto delle variazioni di acidità per varietà (0,9 – 2,2 % vol.).» sono aggiunte al punto 4.2 del sommario nonché al punto 3.2 del documento unico che lo sostituisce, e che risulta dunque completato come segue:
«Il calibro è determinato misurando il diametro massimo, perpendicolarmente all’asse longitudinale.
Il tenore di zuccheri è determinato unitamente a un’indicazione della percentuale di maturità; le sostanze aromatiche sono determinate nel corso dell’esame organolettico, tenendo conto delle variazioni di acidità per varietà (0,9 - 2,2 % vol.).»
Punto 2.2 del disciplinare attualmente in vigore («Principali requisiti che il prodotto deve rispettare») e punto 3.5 del documento unico
Il secondo paragrafo, così formulato:
«Le categorie di qualità devono soddisfare i requisiti previsti dal regolamento (CE) n. 851/2000 e successive modifiche, con le seguenti tolleranze - più rigorose:»
è modificato come segue:
«Sono ammesse le seguenti categorie di qualità:»
Questa modifica è intesa a sopprimere dal disciplinare il riferimento al regolamento abrogato.
Poiché il punto 2.2 del disciplinare contiene principalmente requisiti relativi all’imballaggio, su richiesta dell’organismo richiedente tale punto è stato inserito al punto 3.5 del documento unico (paragrafi da 2 a 5). I suddetti requisiti non figuravano esplicitamente nel sommario ma erano già presenti nel disciplinare di produzione.
Punto 4 del disciplinare attualmente in vigore («Elementi che dimostrano che il prodotto è originario della zona geografica»)
I paragrafi:
«Il sistema di controllo della qualità dell’intero processo di coltivazione e gestione garantisce l’identificazione e la tracciabilità come pure il controllo finale e la sicurezza del prodotto; le albicocche raccolte a mano sono messe in casse di plastica o di legno, sulle quali è specificamente indicata l’origine del frutto (con il nome) grazie a un’etichetta e a un numero di identificazione apposti sul fondo delle casse.
I produttori sono obbligati a tenere un registro della protezione di origine, per documentare che la produzione è avvenuta nel rispetto delle norme pertinenti. Il registro riporta:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>il nominativo e i dati di identificazione del produttore;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>il luogo di produzione, il numero del registro fondiario, il codice di identificazione della variet&#224;/parcella, il numero di alberi fruttiferi e non ancora fruttiferi;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>il nome e l&#8217;origine della variet&#224; (corredati di un certificato di origine delle piante nuove);</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>il numero di identificazione del registro dei trattamenti di tipo fitosanitario;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>il numero di identificazione del registro di raccolta, la data della raccolta, i quantitativi di frutta raccolti in un dato anno ripartiti per variet&#224;/parcella.</p></td></tr></tbody></table>
Il registro dei trattamenti di tipo fitosanitario, obbligatorio a norma di legge, deve riportare le seguenti informazioni:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>i prodotti chimici utilizzati nella coltivazione;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>i quantitativi di prodotti chimici utilizzati/applicati (ripartiti per data di applicazione);</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>la denominazione delle procedure fitosanitarie utilizzate (e le relative date), ecc.</p></td></tr></tbody></table>
Il registro di raccolta fa riferimento al periodo della raccolta e specifica il numero di piante produttive per varietà/parcella, i giorni della raccolta e i quantitativi giornalieri raccolti.»
sono così modificati:
«Per individuare la zona di produzione, l’organizzazione di produttori (Gyümölcsért Termelői Értékesítő Szervezet) redige un elenco dei produttori e fornitori di “Gönci kajszibarack”/“Gönci kajszi”. Tale elenco identifica le zone di produzione dei soci produttori. I produttori o l’organismo incaricato della commercializzazione devono disporre di un sistema per tracciare la vita del prodotto dalla coltivazione alla vendita.
L’identificazione delle merci avviene al momento della loro accettazione contestualmente all’identificazione del produttore, che deve altresì fornire il registro dei trattamenti fitosanitari per ciascun lotto. La marcatura e la tracciabilità del prodotto sono garantite dal numero di lotto indicato sull’etichetta del codice a barre, che lo accompagna in tutte le fasi del processo di produzione, dalla coltivazione, passando per l’accettazione, il magazzinaggio, la calibratura, l’imballaggio e il trasporto, fino alla vendita. In ciascuna di queste fasi, il numero di lotto deve essere inserito nel registro di produzione. Il numero di lotto del prodotto finito da trasportare deve essere sempre indicato nella bolla di consegna.»
La sezione relativa alla prova dell’origine viene modificata nel disciplinare per riflettere l’attuale possibilità di ricorrere a sistemi moderni di tracciabilità informatica. Il sistema utilizzato garantisce la tracciabilità lungo tutta la filiera, dalla zona di produzione fino al consumatore.
Punto 5.1 del disciplinare attualmente in vigore [Modalità e condizioni di coltura (e di gestione)] Sezione relativa a sementi e piante
La (seconda) frase seguente:
«Al fine di prevenire l’apoplessia, è altresì opportuno innestare le varietà nobili su portainnesti resistenti a questa malattia (ad esempio, piante giovani di albicocco selvatico, piante giovani di mirabolano, portainnesti di susino, ecc.).»
è così modificata:
«Al fine di prevenire l’apoplessia, è altresì opportuno innestare le varietà pregiate su portainnesti meno sensibili a questa malattia (ad esempio portainnesti di albicocco selvatico, pesco o susino).»
Al fine di garantire la sostenibilità delle piantagioni, si raccomanda di adattare i portainnesti di albicocco alle moderne tecniche di moltiplicazione.
Punto 5.1 del disciplinare attualmente in vigore [Modalità e condizioni di coltura (e di gestione)] Sezione relativa alla potatura
La (prima) frase seguente:
«La superficie di coltivazione ottimale per gli albicocchi è di 7 × 4 metri; la cima può assumere una forma di colonna con rami raggruppati, di vaso o di ombrello.»
è così modificata:
«La superficie di coltivazione ottimale per gli albicocchi è 7 × 4,6 metri, de 7 × 4,5 metri o di 7 x 3,5 metri a seconda del tipo di impianto; la cima può assumere una forma di colonna con rami raggruppati, di vaso o di ombrello.»
Al fine di aumentare l’efficienza, nella zona di produzione si è diffusa una distanza di impianto basata su tecniche di coltivazione più intensive: 7 m × 4,6 m, 7 m × 4,5 m o 7 m × 3,5 m. La distanza di impianto non incide sulla qualità del prodotto.
Punto 5.1 del disciplinare attualmente in vigore [Modalità e condizioni di coltura (e di gestione)] Apporto di sostanze nutritive e fertilizzanti
Il secondo paragrafo, così formulato:
«Si raccomanda che le condizioni di gestione delle sostanze nutritive vengano stabilite al momento dell’impianto o prima che le piante divengano produttive. Nel corso degli anni di coltivazione, gli impianti presentano fabbisogni nutritivi elevati; la capacità del suolo di fornire nutrimenti deve essere pertanto mantenuta mediante una lavorazione regolare; l’uso combinato di concimi chimici e organici consente di ottenere un rendimento ottimale delle colture.»
è modificato come segue (con l’aggiunta di una frase):
«Si raccomanda che le condizioni di gestione delle sostanze nutritive vengano stabilite al momento dell’impianto o prima che le piante divengano produttive. Nel corso degli anni di coltivazione, gli impianti presentano fabbisogni nutritivi elevati; la capacità del suolo di fornire nutrimenti deve essere pertanto mantenuta mediante una lavorazione regolare; l’uso combinato di concimi chimici e organici consente di ottenere un rendimento ottimale delle colture. Tenendo conto dei risultati dello studio del suolo e/o dell’analisi delle foglie, il tasso di fertilizzazione può essere determinato in modo ecologicamente razionale.»
Punto 5.1 del disciplinare attualmente in vigore [Modalità e condizioni di coltura (e di gestione)] Sezione relativa al fabbisogno idrico e all’irrigazione
La (prima) frase seguente:
«La maggior parte del fabbisogno idrico delle piantagioni di albicocche è coperto dalle precipitazioni naturali.»
è così modificata:
«Una parte crescente del fabbisogno idrico delle piantagioni di albicocche è coperto dalle precipitazioni naturali nonché dal sistema di irrigazione predisposto.»
Le buone pratiche in materia di fertilizzazione e irrigazione sono state modificate per motivi di tutela ambientale e sostenibilità.
Punto 5.2 del disciplinare attualmente in vigore (Raccolta)
La (prima) frase seguente:
«La raccolta inizia alla metà di giugno e termina verso la fine di agosto.»
è così modificata:
«La raccolta inizia alla metà di giugno e termina verso la fine di agosto (con la possibilità di estendersi fino a settembre in caso di condizioni meteorologiche estreme).»
Scopo di questa modifica è l’adattamento alle pratiche attuali.
L’ultimo trattino della rubrica «Prescrizioni da rispettare al momento della raccolta»:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#171;&#8212;</p></td><td><p>occorre inoltre predisporre scale per la raccolta dei frutti e fare in modo di evitare lo schiacciamento dei frutti raccolti (il regolamento (CE) n. 851/2000 della Commissione e le successive modifiche stabiliscono le norme di qualit&#224; per le albicocche).&#187;</p></td></tr></tbody></table>
è modificato come segue:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#171;&#8212;</p></td><td><p>occorre inoltre predisporre scale per la raccolta dei frutti e fare in modo di evitare lo schiacciamento dei frutti raccolti.&#187;</p></td></tr></tbody></table>
Questa modifica è intesa a sopprimere dal disciplinare il riferimento al regolamento abrogato.
La seconda frase del paragrafo successivo alla rubrica «Prescrizioni da rispettare al momento della raccolta»:
«Le etichette e i numeri di identificazione apposti sul fondo delle casse consentono di determinare con esattezza la zona geografica e la piantagione di origine dei frutti immagazzinati nel deposito frigorifero.»
è così modificata:
«I dati provenienti dal sistema di tracciatura interno consentono di determinare con esattezza la zona geografica e la piantagione di origine dei frutti immagazzinati nel deposito frigorifero.»
Scopo di questa modifica è un allineamento con le modifiche apportate al punto 4 del disciplinare («Elementi che dimostrano che il prodotto è originario della zona geografica»).
Punto 5.3 del disciplinare attualmente in vigore («Magazzinaggio») e punto 3.5 del documento unico
La (prima) frase seguente:
«Una volta che le casse di frutta sono state trasportate nei locali di magazzinaggio, la temperatura di questi ultimi è portata nel giro di poche ore a 4 °C circa (temperatura di magazzinaggio).»
è così modificata:
«Una volta che le casse di frutta sono state trasportate nei locali di magazzinaggio, la temperatura di questi ultimi è portata nel giro di poche ore a 6-8 °C circa (temperatura di magazzinaggio).»
La (terza) frase seguente:
«Dopo la selezione e l’imballaggio finale le casse sono conservate in locali con temperatura compresa tra 4 e 6 °C per un massimo di 30 giorni in funzione delle consegne.»
è così modificata:
«Dopo la selezione e l’imballaggio finale le casse sono conservate in locali con temperatura compresa tra 1 e °C per un massimo di 30 giorni in funzione delle consegne.»
La temperatura di refrigerazione è modificata in base alle esigenze tecnologiche attuali.
Su richiesta dell’organismo richiedente, questa frase è stata inserita al punto 3.5 del documento unico, divenendone il paragrafo 6; essa non figurava esplicitamente nel sommario ma era già presente nel disciplinare.
Punto 5.4 del disciplinare attualmente in vigore («Calibratura e confezionamento») e punto 3.5 del documento unico
Il (primo) paragrafo seguente:
«La calibratura è effettuata a mano utilizzando un calibro manuale. La dimensione del frutto è definita sulla base del diametro massimo della sezione normale all’asse del frutto, come specificato dal regolamento (CE) n. 851/2000 della Commissione e successive modifiche. La calibratura è obbligatoria.»
è modificato come segue:
«La calibratura è effettuata utilizzando una placca di calibratura manuale o un calibro meccanico. Il calibro è determinato dal diametro massimo della sezione normale all’asse del frutto. La calibratura è obbligatoria.»
Questa modifica è volta all’adattamento alle prassi correnti nonché alla soppressione dal disciplinare dei riferimenti al regolamento abrogato. Il paragrafo è stato eliminato dal sommario e non figura nel documento unico che lo sostituisce.
Il (secondo) paragrafo seguente è soppresso:
«L’imballaggio e la presentazione delle “Gönci kajszibarack”/“Gönci kajszi” sono inoltre conformi alle norme del regolamento (CE) n. 851/2000 e alle relative modifiche, e le menzioni da apportarvi sono specificate al punto 8 del disciplinare.»
Questa modifica è intesa a sopprimere dal disciplinare il riferimento al regolamento abrogato.
La seguente seconda frase del (terzo) paragrafo:
«Le esigenze dell’acquirente definiscono la presentazione del prodotto, dalla vaschetta di plastica da 1 kg fino alla cassa da 10 kg. L’unità di imballaggio per il prodotto alla rinfusa è la cassa M10 da 10 kg, accettata a livello internazionale.»
è così modificata:
«Le esigenze dell’acquirente definiscono la presentazione del prodotto: il peso della confezione unitaria è compreso tra 0,3 kg e 10 kg.»
Le modifiche apportate alla sezione «Calibratura e confezionamento» sono volte ad allinearla alle convenzioni di mercato e alle necessità dei consumatori.
Su richiesta dell’organismo richiedente, il terzo paragrafo (che inizia con «I frutti della categoria “Extra”») di questa sezione del disciplinare è stato inserito al punto 3.5 del documento unico (divenendone il paragrafo 7) e il quarto paragrafo (che inizia con «La “Gönci kajszibarack”/“Gönci kajszi” è un frutto sensibile ai danni meccanici») della stessa sezione del disciplinare è stato altresì inserito al punto 3.5 del documento unico (paragrafo 1). I suddetti requisiti non figuravano esplicitamente nel sommario ma erano già presenti nel disciplinare di produzione.
Punto 5.5 del disciplinare attualmente in vigore (Trasporto)
La seguente (seconda) frase del secondo paragrafo:
«La definizione del grado di maturazione avviene principalmente sulla base del colore, ma possono essere ugualmente utili analisi organolettiche riguardanti ad esempio il sapore e la consistenza della polpa.»
è così modificata:
«La definizione del grado di maturazione avviene principalmente sulla base del colore, ma possono essere ugualmente utili analisi organolettiche e test di laboratorio riguardanti ad esempio il sapore e la consistenza della polpa, il tenore di sostanza secca e l’acidità.»
Scopo di questa modifica è l’adattamento alle pratiche attuali.
La seconda frase del paragrafo:
«Sui pallet destinati al trasporto possono e devono essere collocati solo frutti di varietà, qualità e quantità (tipo di imballaggio) identiche, recanti la marcatura della protezione dell’origine.»
è così modificata:
«Sui pallet destinati al trasporto possono e devono essere collocati solo frutti di varietà e apparenza esterna, qualità e quantità (tipo di imballaggio) identiche, al fine di garantire la tracciabilità.»
La modifica è volta a precisare la formulazione e a sopprimere l’espressione inesatta «marcatura della protezione dell’origine».
Punto 6 del disciplinare attualmente in vigore («Legame del prodotto con l’ambiente geografico»)
Il secondo paragrafo, così formulato:
«Da 300-350 anni circa nella regione sono coltivate quasi esclusivamente le varietà di albicocca ungheresi (“ magyar kajszi ”). La varietà più degna di nota, la “Gönci magyar kajszi”, riconosciuta come varietà a pieno titolo a partire dal 1960, è divenuta nel ventesimo secolo la varietà dominante della zona di produzione. Negli ultimi decenni, la gamma varietale caratteristica della regione è stata integrata soprattutto da varietà di albicocca ungheresi e più recenti, derivanti in parte dalle migliori varietà ungheresi locali, in parte da nuove varietà ungheresi ibride, che comprendono circa 25 varianti.»
è modificato come segue:
«Da 300-350 anni circa nella regione sono coltivate in abbondanza le varietà di albicocca ungheresi (“magyar kajszi”). La varietà più degna di nota, la “Gönci magyar kajszi”, riconosciuta come varietà a pieno titolo a partire dal 1960, è divenuta nel ventesimo secolo la varietà dominante della zona di produzione. Negli ultimi decenni, la gamma varietale caratteristica della regione è stata integrata soprattutto da varietà di albicocca più recenti, ungheresi e acclimatate, derivanti in parte dalle migliori varietà ungheresi locali, in parte da nuove varietà ungheresi ibride, che comprendono una quarantina di varianti.»
Questa modifica è giustificata dalla possibilità di estendere la coltivazione a nuove varietà di cui al punto 2 del disciplinare.
Punto 7 del disciplinare attualmente in vigore (Organismo di controllo)
Il nome dell’organismo di controllo pubblico è stato modificato introducendo la menzione dell’organismo di vigilanza competente a norma della regolamentazione vigente.
Punto 8 del disciplinare attualmente in vigore (Etichettatura)
La (seconda) frase seguente:
«Tale etichettatura deve figurare su ciascun imballaggio; facoltativamente può essere indicato il nome del comune in cui le albicocche sono state effettivamente prodotte.
Per esempio:
<table><col/><tbody><tr><td><p>&#8220;G&#246;nci kajszibarack&#8221;</p><p>Indicazione geografica protetta</p><p>Variet&#224;: G&#246;nci magyar kajszi</p><p>Luogo di produzione: Aba&#250;jv&#225;r&#187;</p></td></tr></tbody></table>
è così modificata:
«Tale etichettatura deve figurare su ciascun imballaggio.»
L’esempio fornito dopo la frase è soppresso.
Il riferimento ai comuni in cui le albicocche sono prodotte è soppresso. Le condizioni di coltivazione delle «Gönci kajszibarack»/«Gönci kajszi» sono identiche in tutta la regione di Gönc e consentono di ottenere un prodotto con lo stesso aspetto esterno e gli stessi parametri intrinseci. Il fatto di riportare sull’imballaggio i comuni di provenienza non fornisce informazioni supplementari ai consumatori.
Altro: sistema di controllo
Il disciplinare originale non conteneva informazioni specifiche relative al sistema di controllo. Data la particolare importanza della gestione delle informazioni relative al prodotto tutelato e della protezione dell’origine del prodotto, è stato predisposto un nuovo sistema di controllo.
«Requisiti minimi in materia di controllo delle caratteristiche essenziali e del metodo di ottenimento del prodotto:
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>Caratteristiche essenziali</p></td><td><p>Requisiti minimi</p></td><td><p>Modalit&#224; e frequenza dei controlli</p></td></tr><tr><td><p>Luogo di produzione</p></td><td><p>Coltivato nella zona di produzione</p></td><td><p>Esame annuale dell&#8217;elenco dei fornitori di &#8220;G&#246;nci kajszibarack&#8221; dell&#8217;organismo Gy&#252;m&#246;lcs&#233;rt Termel&#337;i &#201;rt&#233;kes&#237;t&#337;.</p></td></tr><tr><td><p>Coltivazione</p></td><td><p>Rispetto delle condizioni di coltivazione</p></td><td><p>Almeno un controllo in loco all&#8217;anno. Se esiste un registro aziendale, verificarlo almeno una volta all&#8217;anno.</p></td></tr><tr><td><p>Protezione delle colture</p></td><td><p>Conformit&#224; con le tecnologie promosse dall&#8217;organismo Gy&#252;m&#246;lcs&#233;rt Termel&#337;i &#201;rt&#233;kes&#237;t&#337;.</p></td><td><p>Controllo dei registri dei trattamenti fitosanitari prima del trasporto. Prelievo di un campione casuale per l&#8217;analisi dei residui.</p></td></tr><tr><td><p>Raccolta</p></td><td><p>Garantire la tracciabilit&#224;</p></td><td><p>Esame annuale dell&#8217;elenco dei fornitori di &#8220;G&#246;nci kajszibarack&#8221; dell&#8217;organismo Gy&#252;m&#246;lcs&#233;rt Termel&#337;i &#201;rt&#233;kes&#237;t&#337;.</p><p>Controllo annuale della documentazione relativa alla ricezione delle merci.</p></td></tr><tr><td><p>Preparazione del prodotto</p></td><td><p>Garantire la tracciabilit&#224;</p></td><td><p>Controllo annuale per garantire la presenza di un registro di produzione.&#187;</p></td></tr></tbody></table>
DOCUMENTO UNICO
«GÖNCI KAJSZIBARACK»/«GÖNCI KAJSZI»
N. UE: PGI-HU-0388-AM01 – 11.4.2017
DOP ( ) IGP ( X )
1. Denominazione (denominazioni)
«Gönci kajszibarack» / «Gönci kajszi»
2. Stato membro o paese terzo
Ungheria
3. Descrizione del prodotto agricolo o alimentare
3.1. Tipo di prodotto
Classe 1.6: Ortofrutticoli e cereali, freschi o trasformati.
3.2. Descrizione del prodotto a cui si applica la denominazione di cui al punto 1
L’indicazione geografica protetta (IGP) «Gönci kajszibarack» / «Gönci kajszi» può essere utilizzata per le seguenti varietà della specie Prunus armeniaca L.: Gönci magyar kajszi, Magyar kajszi C 235, Mandulakajszi, Bergeron, Ceglédi Piroska, Ceglédi bíborkajszi, Ceglédi arany, Ceglédi óriás, Pannónia. Essa può essere inoltre utilizzata per tutte le varietà di albicocca coltivate nella zona di produzione le cui principali caratteristiche fisiche, chimiche e organolettiche soddisfano i criteri di qualità delle varietà di albicocca sopra elencate.
L’unicità delle «Gönci kajszibarack» / «Gönci kajszi» (albicocche di Gönc) e la loro rinomanza a livello nazionale e internazionale derivano da una combinazione di diversi fattori: condizioni climatiche favorevoli, tradizione della produzione ortofrutticola e rigoroso utilizzo delle tecnologie di produzione, raccolta, magazzinaggio e trasporto.
Principali caratteristiche chimico-fisiche e organolettiche
L’IGP «Gönci kajszibarack» / «Gönci kajszi» può essere usata soltanto per le varietà di albicocca che presentano le caratteristiche seguenti e che, per quanto riguarda le varietà individuali, possiedono le qualità interne ed esterne elencate di seguito.
Gönci magyar kajszi
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>Forma</p></td><td><p>:</p></td><td><p>sferica</p></td></tr><tr><td><p>Dimensioni</p></td><td><p>:</p></td><td><p>medio-grandi, diametro minimo di 40 mm</p></td></tr><tr><td><p>Colore della buccia</p></td><td><p>:</p></td><td><p>arancione vivo; rosso vivo sul lato esposto al sole</p></td></tr><tr><td><p>Colore e qualit&#224; della polpa</p></td><td><p>:</p></td><td><p>giallo oro, delicatamente fibrosa, succulenta e morbida quando il frutto &#232; maturo</p></td></tr><tr><td><p>Sapore e tenore di acido</p></td><td><p>:</p></td><td><p>dolce e acido, aromatico</p></td></tr></tbody></table>
Magyar kajszi c.235
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>Forma</p></td><td><p>:</p></td><td><p>sferica</p></td></tr><tr><td><p>Dimensioni</p></td><td><p>:</p></td><td><p>medio-grandi, diametro minimo di 40 mm</p></td></tr><tr><td><p>Colore della buccia</p></td><td><p>:</p></td><td><p>arancione vivo</p></td></tr><tr><td><p>Colore e qualit&#224; della polpa</p></td><td><p>:</p></td><td><p>gialla, fibrosa, di consistenza medio-dura</p></td></tr><tr><td><p>Sapore e tenore di acido</p></td><td><p>:</p></td><td><p>dolce e acido, aromatico</p></td></tr></tbody></table>
Mandulakajszi
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>Forma</p></td><td><p>:</p></td><td><p>ovoidale, a forma di mandorla, marcatamente appiattita su un lato</p></td></tr><tr><td><p>Dimensioni</p></td><td><p>:</p></td><td><p>grandi, diametro minimo di 50 mm</p></td></tr><tr><td><p>Colore della buccia</p></td><td><p>:</p></td><td><p>arancione chiaro; rosso carminio sul lato esposto al sole</p></td></tr><tr><td><p>Colore e qualit&#224; della polpa</p></td><td><p>:</p></td><td><p>arancione chiaro, di consistenza medio dura, densa, succulenta</p></td></tr><tr><td><p>Sapore e tenore di acido</p></td><td><p>:</p></td><td><p>dolce e acido, aroma piccante</p></td></tr></tbody></table>
Bergeron
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>Forma</p></td><td><p>:</p></td><td><p>leggermente allungata, sfera conica, a forma di uovo</p></td></tr><tr><td><p>Dimensioni</p></td><td><p>:</p></td><td><p>medio-grandi, diametro minimo di 40 mm</p></td></tr><tr><td><p>Colore della buccia</p></td><td><p>:</p></td><td><p>arancione; rosso carminio sul lato esposto al sole</p></td></tr><tr><td><p>Colore e qualit&#224; della polpa</p></td><td><p>:</p></td><td><p>arancione brillante, fibrosa, dura</p></td></tr><tr><td><p>Sapore e tenore di acido</p></td><td><p>:</p></td><td><p>tenore di acido superiore alla media (1,4 %)</p></td></tr></tbody></table>
Pannónia
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>Forma</p></td><td><p>:</p></td><td><p>sferica, regolare o leggermente ovoidale</p></td></tr><tr><td><p>Dimensioni</p></td><td><p>:</p></td><td><p>medio-grandi, diametro minimo di 40 mm</p></td></tr><tr><td><p>Colore della buccia</p></td><td><p>:</p></td><td><p>arancione chiaro; rosso carminio sul lato esposto al sole</p></td></tr><tr><td><p>Colore e qualit&#224; della polpa</p></td><td><p>:</p></td><td><p>arancione chiaro, fibrosa, dura</p></td></tr><tr><td><p>Sapore e tenore di acido</p></td><td><p>:</p></td><td><p>acido, aromatico</p></td></tr></tbody></table>
Ceglédi piroska
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>Forma</p></td><td><p>:</p></td><td><p>sferica</p></td></tr><tr><td><p>Dimensioni</p></td><td><p>:</p></td><td><p>medio-grandi, diametro minimo di 40 mm</p></td></tr><tr><td><p>Colore della buccia</p></td><td><p>:</p></td><td><p>arancione; rosso vivo sul lato esposto al sole</p></td></tr><tr><td><p>Colore e qualit&#224; della polpa</p></td><td><p>:</p></td><td><p>arancione, dura</p></td></tr><tr><td><p>Sapore e tenore di acido</p></td><td><p>:</p></td><td><p>dolce e acido</p></td></tr></tbody></table>
Ceglédi bíborkajszi
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>Forma</p></td><td><p>:</p></td><td><p>ampia, conica, a forma di uovo; leggermente appiattita su un lato</p></td></tr><tr><td><p>Dimensioni</p></td><td><p>:</p></td><td><p>medio-grandi, diametro minimo di 40 mm</p></td></tr><tr><td><p>Colore della buccia</p></td><td><p>:</p></td><td><p>arancione scuro; rosso scuro sul lato esposto al sole</p></td></tr><tr><td><p>Colore e qualit&#224; della polpa</p></td><td><p>:</p></td><td><p>arancione scuro; succosa</p></td></tr><tr><td><p>Sapore e tenore di acido</p></td><td><p>:</p></td><td><p>dolce, aromatico</p></td></tr></tbody></table>
Ceglédi arany
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>Forma</p></td><td><p>:</p></td><td><p>sferica</p></td></tr><tr><td><p>Dimensioni</p></td><td><p>:</p></td><td><p>grandi, diametro minimo di 50 mm</p></td></tr><tr><td><p>Colore della buccia</p></td><td><p>:</p></td><td><p>giallo oro; rosso carminio sul lato esposto al sole</p></td></tr><tr><td><p>Colore e qualit&#224; della polpa</p></td><td><p>:</p></td><td><p>arancione, dura, succulenta</p></td></tr><tr><td><p>Sapore e tenore di acido</p></td><td><p>:</p></td><td><p>dolce e acido</p></td></tr></tbody></table>
Ceglédi óriás
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>Forma</p></td><td><p>:</p></td><td><p>leggermente allungata, a forma di uovo; leggermente appiattita sul lato</p></td></tr><tr><td><p>Dimensioni</p></td><td><p>:</p></td><td><p>grandi, diametro minimo di 50 mm</p></td></tr><tr><td><p>Colore della buccia</p></td><td><p>:</p></td><td><p>arancione chiaro; rosso vivo sul lato esposto al sole</p></td></tr><tr><td><p>Colore e qualit&#224; della polpa</p></td><td><p>:</p></td><td><p>arancione, moderatamente succulenta, morbida</p></td></tr><tr><td><p>Sapore e tenore di acido</p></td><td><p>:</p></td><td><p>dolce e acido, aromatico</p></td></tr></tbody></table>
Il calibro è determinato misurando il diametro massimo, perpendicolarmente all’asse longitudinale.
Il tenore di zuccheri è determinato unitamente a un’indicazione della percentuale di maturità; le sostanze aromatiche sono determinate nel corso dell’esame organolettico, tenendo conto delle variazioni di acidità per varietà (0,9 – 2,2 % vol.).
3.3. Mangimi (solo per i prodotti di origine animale) e materie prime (solo per i prodotti trasformati)
— 3.4. Fasi specifiche della produzione che devono avere luogo nella zona geografica delimitata
Tutte le fasi di produzione si svolgono nella zona geografica delimitata.
3.5. Norme specifiche in materia di affettatura, grattugiatura, confezionamento, ecc. del prodotto cui si riferisce la denominazione registrata
Le «Gönci kajszibarack» / «Gönci kajszi» sono sensibili ai danni meccanici; pertanto devono essere trasportate negli appositi imballaggi per non comprometterne le caratteristiche organolettiche, fisiche e chimiche (diversamente un loro confezionamento in fase successiva potrebbe non essere possibile). Pertanto, per garantire non solo la qualità del prodotto ma anche - trattandosi di un prodotto agricolo non trasformato - il luogo di origine, la tracciabilità e il controllo, il confezionamento deve avvenire nella zona geografica specificata.
Tutte le confezioni unitarie di frutta destinate al consumo certificate come originarie dell’area di produzione delimitata all’interno della zona geografica devono essere omogenee, con frutta della stessa origine, varietà, qualità e - ad eccezione dei lotti confezionati/consegnati in blocco - dello stesso calibro; il limite inferiore del diametro è di 30 mm (35 mm per la qualità «Extra»).
Per i prodotti non rispondenti alle caratteristiche della categoria indicata, sono ammesse tolleranze di qualità e di calibro in ogni imballaggio.
Sono ammesse le seguenti categorie di qualità:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>Categoria &#171;Extra&#187;: il 2,5 % in numero o in peso di albicocche non rispondenti alle caratteristiche della categoria, ma conformi a quelle della categoria I o, eccezionalmente, rientranti nelle tolleranze di questa categoria.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>Categoria I: il 5 % in numero o in peso di albicocche non rispondenti alle caratteristiche della categoria, ma conformi a quelle della categoria II o, eccezionalmente, rientranti nelle tolleranze di questa categoria.</p></td></tr></tbody></table>
I frutti devono essere interi, sani, devono essere stati raccolti con cura, devono essere sufficientemente sviluppati e maturi, puliti e praticamente privi di sostanze estranee visibili; non possono essere affetti da marciume o da altre alterazioni tali da renderli inadatti al consumo; devono inoltre essere praticamente privi di parassiti, di danni dovuti a parassiti, di umidità esterna anormale e di qualsiasi odore e/o sapore estranei.
Dopo la selezione e l’imballaggio finale le casse sono conservate in locali con temperatura compresa tra 1 e 6 °C per un massimo di 30 giorni in funzione delle consegne.
I frutti della categoria «Extra» possono essere immessi sul mercato solo in imballaggi di piccole dimensioni, in uno o più strati separati, disposti in file, mentre i prodotti della classe I possono essere altresì commercializzati alla rinfusa. Le esigenze dell’acquirente definiscono la presentazione del prodotto: il peso della confezione unitaria è compreso tra 0,3 kg e 10 kg.
3.6. Norme specifiche in materia di etichettatura del prodotto cui si riferisce la denominazione registrata
Oltre alle indicazioni prescritte dalla legge l’etichetta deve riportare le seguenti:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>la denominazione &#171;G&#246;nci kajszibarack&#187; o &#171;G&#246;nci kajszi&#187;;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>la menzione &#171;Indicazione geografica protetta&#187; o (IGP) e il relativo simbolo dell&#8217;Unione.</p></td></tr></tbody></table>
Tale etichettatura deve figurare su ciascun imballaggio.
4. Delimitazione concisa della zona geografica
La denominazione di origine geografica è riservata esclusivamente alle albicocche provenienti dalla (coltivate nella) zona amministrativa delle località appartenenti alla contea di Borsod-Abaúj-Zemplén:
Distretto di Abaúj-Hegyköz : Abaújszántó, Abaújvár, Arka, Boldogkőváralja, Gönc, Göncruszka, Hejce, Hernádcéce, Hidasnémeti, Korlát, Tornyosnémeti, Vizsoly, Zsujta.
Distretto di Encs : Abaújkér, Alsógagy, Baktakék, Beret, Detek, Encs, Fancsal, Forró, Fulókércs, Garadna, Ináncs.
Distretto di Szerencs : Bekecs, Golop, Legyesbénye, Megyaszó, Monok, Rátka, Szerencs, Tállya.
Distretto di Szikszó : Alsóvadász, Felsővadász, Hernádkércs, Homrogd, Léh, Nagykinizs, Selyeb, Szentistvánbaksa, Szikszó.
5. Legame con la zona geografica
La «Gönci kajszibarack» / «Gönci kajszi» è un prodotto tipico della regione più settentrionale dell’Ungheria ed è coltivata sulle colline, i terrazzamenti e le piane della zona detta Hegyalja lungo le rive del fiume Hernád e nelle zone collinari di Szerencs e di Cserehát, a un’altitudine di 150-300 metri sul livello del mare.
Da 300-350 anni circa nella regione sono coltivate in abbondanza le varietà di albicocca ungheresi (« magyar kajszi »). La varietà più degna di nota, la «Gönci magyar kajszi», riconosciuta come varietà a pieno titolo a partire dal 1960, è divenuta nel ventesimo secolo la varietà dominante della zona di produzione. Negli ultimi decenni, la gamma varietale caratteristica della regione è stata integrata soprattutto da varietà di albicocca più recenti, ungheresi e acclimatate, derivanti in parte dalle migliori varietà ungheresi locali, in parte da nuove varietà ungheresi ibride, che comprendono una quarantina di varianti.
Le specificità della coltivazione delle albicocche nella regione di Gönc e, più in particolare, le caratteristiche del prodotto possono essere sintetizzate come segue:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>la stessa variet&#224; di albicocche prodotta nella regione di G&#246;nc matura pi&#249; tardi (in media 6-10 giorni dopo) rispetto a quella della regione di Kecskem&#233;t, consentendo di prolungare sia il periodo di consumo a livello nazionale sia quello della trasformazione;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>il mesoclima pi&#249; fresco - alla base della maturazione tardiva - ha un effetto benefico sulla qualit&#224; delle albicocche destinate al consumo: l&#8217;acidit&#224; rinfrescante e gli aromi si decompongono pi&#249; lentamente nel corso della maturazione senza &#171;bruciarsi&#187;. &#171;La qualit&#224; delle albicocche prodotte nella zona di G&#246;nc &#232; eccellente. Qui maturano pi&#249; tardi [&#8230;] e il periodo di maturazione &#232; ulteriormente prolungato dal fatto che le piante si trovano su pendii dall&#8217;esposizione differente.&#187; (Br&#243;zik, Jenser e altri, 1970);</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>la regione di produzione registra inverni uniformemente pi&#249; freddi che nel resto dell&#8217;Ungheria e la primavera vi arriva pi&#249; tardi rispetto a tutte le altre zone adatte alla coltivazione delle albicocche; per questo motivo il rischio principale cui &#232; esposta la produzione di albicocche (ovvero i danni provocati dal gelo alle gemme apertesi a seguito delle prime ondate di caldo alla fine dell&#8217;inverno come pure quelli causati dalle gelate primaverili a gemme, fiori o frutti nella fase iniziale di sviluppo) &#232; qui pi&#249; ridotto.</p></td></tr></tbody></table>
Il nome «kajszi Baraczk» («albicocca») compare per la prima vola nel 1667 in un libro di János Lippay [ Posoni kert (Giardino di Bratislava), vol. 3, «Gyümölcsös kert» (Frutteto), Vienna 1667], ma l’impulso decisivo alla produzione di frutta nelle zone di colline e di montagna venne da un’epidemia di filossera scatenatasi verso il 1880. Molti alberi da frutto sono stati allora piantati nella regione di Gönc in sostituzione dei vigneti distrutti e rivestono da allora le pendici delle colline.
Nella seconda metà del XIX secolo, varie organizzazioni sociali sono state create a livello delle varie contee al fine di promuovere la frutticoltura. La loro cooperazione ha svolto un ruolo importante per consentire alla frutta della contea di Zemplén di vincere una medaglia d’oro all’Esposizione universale di Parigi del 1867. Secondo diversi resoconti e statistiche la regione di Gönc fino a circa il 1850 era nota soprattutto per la coltivazione delle ciliege. Nel 1871 János Korponay menziona per la prima volta il fatto che la regione di Gönc è rinomata per la coltivazione di albicocche, che vi sono prodotte in «notevoli quantità». La produzione di albicocche su larga scala ebbe inizio però soltanto nel 1880/90.
Riferimento alla pubblicazione del disciplinare
(articolo 6, paragrafo 1, secondo comma, del presente regolamento)
http://elelmiszerlanc.kormany.hu/download/5/f6/c1000/17.pdf