Document ID: 02021D1694-20230616
Language: ITA

02021D1694 — IT — 16.06.2023 — 001.001
Il presente testo è un semplice strumento di documentazione e non produce alcun effetto giuridico. Le istituzioni dell’Unione non assumono alcuna responsabilità per i suoi contenuti. Le versioni facenti fede degli atti pertinenti, compresi i loro preamboli, sono quelle pubblicate nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea e disponibili in EUR-Lex. Tali testi ufficiali sono direttamente accessibili attraverso i link inseriti nel presente documento
<table><col/><col/><tr><td><p><a>&#9658;B</a></p></td><td><p>DECISIONE (PESC) 2021/1694 DEL CONSIGLIO</p><p>del 21&#160;settembre 2021</p><p><a>a sostegno dell&#8217;universalizzazione, dell&#8217;attuazione e del rafforzamento della convenzione sulla proibizione o la limitazione dell&#8217;uso di alcune armi convenzionali che possono essere considerate dannose o aventi effetti indiscriminati (CCW)</a></p><p>(GU L 334 del 22.9.2021, pag. 14)</p></td></tr></table>
Modificata da:
<table><col/><col/><col/><col/><col/><tr><td><p>&#160;</p></td><td><p>&#160;</p></td><td><p>Gazzetta ufficiale</p></td></tr><tr><td><p>&#160;&#160;n.</p></td><td><p>pag.</p></td><td><p>data</p></td></tr><tr><td><p><a>&#9658;M1</a></p></td><td><p><a>DECISIONE (PESC) 2023/1181 DEL CONSIGLIO&#160;del 16&#160;giugno&#160;2023</a></p></td><td><p>&#160;&#160;L&#160;156</p></td><td><p>37</p></td><td><p>19.6.2023</p></td></tr></table>
DECISIONE (PESC) 2021/1694 DEL CONSIGLIO
del 21 settembre 2021
a sostegno dell’universalizzazione, dell’attuazione e del rafforzamento della convenzione sulla proibizione o la limitazione dell’uso di alcune armi convenzionali che possono essere considerate dannose o aventi effetti indiscriminati (CCW)
Articolo 1
L’Unione sostiene i progetti seguenti:
1) Preparazione e seguito della sesta conferenza di revisione della CCW;
2) Sostegno all’universalizzazione della CCW;
3) Agevolazione delle discussioni su questioni inesplorate, emergenti e trasversali di rilevanza per la CCW.
Una descrizione dettagliata di tali progetti è riportata nell’allegato della presente decisione.
Articolo 2
1. L’alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza («AR») è responsabile dell’attuazione della presente decisione.
2. L’esecuzione tecnica dei progetti di cui all’articolo 1 è affidata all’Ufficio per gli affari del disarmo delle Nazioni Unite (UNODA).
L’UNODA svolge i suoi compiti sotto la responsabilità dell’AR. A tal fine l’AR stabilisce le necessarie modalità con l’UNODA.
Articolo 3
1. L’importo di riferimento finanziario per l’esecuzione dei progetti di cui all’articolo 1 è pari a 1 603 517,64 EUR.
2. Le spese finanziate con l’importo finanziario di riferimento di cui al paragrafo 1 sono gestite in conformità delle procedure e delle norme applicabili al bilancio dell’Unione.
3. La Commissione vigila sulla corretta gestione delle spese di cui al paragrafo 2. A tal fine, conclude il necessario accordo con l’UNODA. Tale accordo stabilisce che l’UNODA deve assicurare la visibilità del contributo dell’Unione in modo adeguato all’entità di tale contributo.
4. La Commissione si adopera per concludere l’accordo di cui al paragrafo 3 non appena possibile dopo l’entrata in vigore della presente decisione. Essa informa il Consiglio di ogni difficoltà a tal fine e della data di conclusione di tale accordo.
Articolo 4
1. L’AR riferisce al Consiglio in merito all’attuazione della presente decisione sulla base di relazioni periodiche trimestrali preparate dall’UNODA. Su tali relazioni si basa una valutazione che deve essere effettuata dal Consiglio.
2. La Commissione riferisce al Consiglio sugli aspetti finanziari dei progetti di cui all’articolo 1.
Articolo 5
La presente decisione entra in vigore il giorno dell’adozione.
La presente decisione cessa di produrre effetti l’8 maggio 2024.
ALLEGATO
DOCUMENTO DI PROGETTO
Progetto a sostegno dell'universalizzazione, dell'attuazione e del rafforzamento della convenzione sulla proibizione o la limitazione dell'uso di alcune armi convenzionali che possono essere considerate dannose o aventi effetti indiscriminati (CCW) — HR(2021) 124
MOTIVAZIONE E CONTESTO
La convenzione del 1980 sulla proibizione o la limitazione dell'uso di alcune armi convenzionali che possono essere considerate dannose o aventi effetti indiscriminati (CCW), meglio nota come «convenzione su certe armi convenzionali», è entrata in vigore il 2 dicembre 1983. Il segretario generale delle Nazioni Unite è il depositario della convenzione e dei protocolli allegati.
La CCW è uno strumento fondamentale del diritto internazionale umanitario, composto da una convenzione «ombrello» che definisce l'ambito di applicazione generale e le norme di funzionamento e da cinque protocolli allegati, ciascuno dei quali vieta o disciplina un tipo specifico di armi. Ciascun protocollo è anche uno strumento giuridico a sé stante con propri membri aderenti e, in alcuni casi, propri meccanismi di attuazione.
La convenzione si è dimostrata un meccanismo flessibile capace di affrontare un'ampia gamma di sfide emergenti nei mezzi e nei metodi di guerra, contribuendo in tal modo alla codificazione e al progressivo sviluppo del diritto internazionale umanitario (DIU). In particolare, tale flessibilità ha consentito alla convenzione di aggiungere nuovi protocolli — il protocollo IV sulle armi laser accecanti nel 1996 e il protocollo V relativo ai residuati bellici esplosivi nel 2003 — ai tre protocolli originari adottati nel 1980. Nel 2001, inoltre, l'ambito di applicazione della convenzione e dei relativi protocolli è stato ampliato per essere applicato ai conflitti armati non internazionali. Oltre a ciò, in seno a un gruppo di esperti governativi sono state discusse varie questioni non contemplate dai protocolli, fra cui recentemente le tecnologie emergenti nel settore dei sistemi di armi letali autonomi (SALA).
1. PROGETTI
1.1. Progetto 1: preparazione e seguito della sesta conferenza di revisione
1.1.1. Finalità del progetto
La sesta conferenza di revisione della CCW, prevista per dicembre 2021, offre alle alte parti contraenti l'opportunità di effettuare un riesame globale del funzionamento e dello status della convenzione e dei relativi protocolli, nonché di valutare i progressi compiuti nell'attuazione delle decisioni recenti. Le alte parti contraenti dovrebbero inoltre definire le priorità della convenzione per i prossimi anni, come pure le strategie e i meccanismi per tradurre tali priorità in azioni. Molti ritengono che il 2021 sia un momento cruciale per determinare la via da seguire per la CCW.
Il numero limitato di giorni assegnati alla riunione del comitato preparatorio e alla conferenza stessa, l'ampia gamma di questioni inerenti alla convenzione che potrebbero essere affrontate dalla conferenza, unitamente al fatto che la pandemia di COVID-19 ha inciso sulla possibilità di condurre il consueto processo di consultazione in preparazione di una tappa così importante per una conferenza di revisione, sono tutti aspetti che sottolineano la necessità di integrare il processo formale con un sostegno al considerevole lavoro di preparazione della conferenza. Inoltre, la varietà dei settori coinvolti nel garantire il rispetto dell'attuazione della CCW (militare, umanitario, diplomatico, scientifico) rende non solo auspicabili, ma anche necessari ai fini di una conferenza di revisione significativa i dialoghi multilaterali fra i soggetti interessati che apportano le competenze tecniche a livello nazionale e regionale prima della conferenza.
Al fine di mantenere lo slancio per una preparazione sostanziale della sesta conferenza di revisione, il presente pilastro mira, in stretto coordinamento con i funzionari incaricati della CCW a Ginevra, a fare il punto dei lavori intrapresi negli ultimi anni, compresa una valutazione dei progressi compiuti e delle questioni in sospeso. Le attività in questo senso aiuterebbero le alte parti contraenti a: i) acquisire una conoscenza aggiornata degli sviluppi rilevanti per la convenzione e ciascuno dei relativi protocolli; ii) individuare le lacune e le sfide nell'attuazione della CCW e le modalità per affrontarle; iii) definire tempestivamente possibili temi che potrebbero essere presi in considerazione durante la conferenza di revisione; iv) elaborare le relative posizioni nazionali e regionali, nonché eventuali proposte da esaminare in sede di conferenza. L'obiettivo è massimizzare la possibilità di discussioni più informate e approfondite e, di conseguenza, di risultati sostanziali in occasione della sesta conferenza di revisione.
La conferenza di revisione è altresì un'occasione per valutare e sviluppare ulteriormente gli strumenti, le fonti d'informazione e i meccanismi esistenti per l'attuazione della CCW, quali le relazioni annuali nazionali sulla convenzione in generale, sul protocollo II modificato e sul protocollo V. Riconoscendo il valore delle informazioni fornite nelle relazioni sulle politiche e sulle azioni a livello nazionale, nonché sulla cooperazione e l'assistenza internazionali, la quinta conferenza di revisione del 2016 ha incaricato i presidenti delle riunioni annuali delle alte parti contraenti di incoraggiare l'aumento dei tassi di stesura delle relazioni. Tuttavia, i tassi restano generalmente inferiori al 60 %, mentre rimane in sospeso un'analisi sistematica e qualitativa delle relazioni. Un altro esempio è la strategia tesa a promuovere l'assistenza tecnica internazionale e a rafforzare le capacità nazionali di contrasto alle minacce degli ordigni esplosivi improvvisati (IED). Ne fanno parte il questionario volontario del 2015, la cui versione riveduta sarà presentata nel 2021, e la dichiarazione sugli IED del 2016, incentrata su prevenzione, scambio di informazioni, attenuazione delle minacce e educazione ai rischi.
A seguito della conferenza di revisione si terranno discussioni per elaborare, in stretto coordinamento con i funzionari incaricati della CCW, strategie e azioni di follow-up per attuare le decisioni adottate nel corso della conferenza. Tali discussioni cercheranno di sostenere le alte parti contraenti nell'individuazione di modalità pratiche per monitorare gli sforzi di attuazione a livello nazionale e regionale per il periodo di cinque anni fino alla settima conferenza di revisione.
1.1.2. Risultati attesi del progetto
a) Dialoghi multilaterali fra i soggetti interessati al fine di condividere un'ampia gamma di opinioni sul rispetto della CCW.
b) Comune comprensione tra le alte parti contraenti dei settori prioritari per la preparazione della conferenza di revisione.
c) Accresciuta consapevolezza e un maggior numero di contributi degli esperti nazionali della CCW.
d) Maggiore comprensione da parte dei delegati della CCW delle problematiche legate all'attuazione a livello nazionale e regionale e dei modi per affrontare tali difficoltà.
e) Opportunità per le alte parti contraenti di elaborare e chiarire proposte da presentare in occasione della sesta conferenza di revisione.
f) Sostegno ai funzionari incaricati nella preparazione sostanziale della sesta conferenza di revisione e nell'attuazione delle decisioni della conferenza.
1.1.3. Descrizione del progetto
Prima e dopo la sesta conferenza di revisione si terranno fino a quattro riunioni tematiche riguardanti:
i) questioni già discusse nell'ultima conferenza di revisione del 2016 che richiedono ulteriore analisi;
ii) recenti sviluppi rilevanti per gli articoli principali e i cinque protocolli della CCW;
iii) opzioni per aiutare i funzionari incaricati nell'attuazione delle decisioni adottate durante la sesta conferenza.
Il tema principale di ciascuna riunione sarà stabilito tramite consultazioni preliminari tra i funzionari incaricati della CCW e le alte parti contraenti. Le riunioni avranno lo scopo di facilitare il dialogo tra le alte parti contraenti. Includeranno presentazioni di esperti e offriranno ai rappresentanti di diversi settori, tra cui il governo, la società civile e il mondo accademico, l'opportunità di scambiare opinioni. In particolare, le riunioni sulla seconda serie di tematiche aiuteranno le alte parti contraenti a prepararsi al riesame di ciascun articolo e protocollo della convenzione nel corso della conferenza di revisione. Più concretamente, alle alte parti contraenti saranno forniti gli elementi per determinare se un articolo della convenzione o i relativi protocolli possano beneficiare di un riesame più approfondito, di un'azione di follow-up o di una modifica, alla luce delle tendenze e delle sfide attuali. Dopo ogni riunione sarà redatta una sintesi delle discussioni.
Se si dispone di tempo sufficiente, prima della conferenza di revisione saranno organizzati seminari regionali o subregionali per consentire agli operatori nazionali di partecipare a discussioni di follow-up sugli elementi emersi nelle riunioni tematiche in gruppi più piccoli. Il pubblico destinatario sarà costituito da diplomatici, rappresentanti del settore della difesa e agenzie nazionali di azione antimine delle alte parti contraenti. Saranno invitati anche le organizzazioni regionali e gli Stati firmatari. Verrà inoltre presa in considerazione l'idea di una campagna d'informazione specifica rivolta alle alte parti contraenti che non hanno partecipato ai recenti processi della CCW, al fine di massimizzare l'inclusione di posizioni diverse e ottenere una migliore comprensione delle sfide cui fanno fronte tali Stati. I seminari mirano a promuovere intese comuni su questioni fondamentali e a condividere informazioni sugli sforzi intrapresi a livello nazionale e regionale per l'attuazione della CCW: tutto ciò può contribuire alla concettualizzazione di proposte da esaminare in occasione della conferenza di revisione ( 1 ).
Inoltre, i seminari potrebbero aiutare le alte parti contraenti a valutare l'efficienza degli strumenti o delle guide per l'attuazione della CCW esistenti e a determinare la necessità di averne di nuovi per sostenere ulteriormente gli sforzi nazionali in tal senso, come, fra l'altro, uno scambio di informazioni più attivo tra gli Stati. Si possono ad esempio dedicare delle sessioni all'esame degli elementi comuni e delle tendenze evidenziati dalle relazioni annuali nazionali sul rispetto della CCW, del protocollo II modificato e del protocollo V, nonché allo studio di modalità per contribuire all'abbinamento tra gli Stati che necessitano di assistenza tecnica e quelli disposti a fornirla. Inoltre, le sessioni potrebbero esaminare l'efficacia e le eventuali lacune della strategia di contrasto agli IED nel quadro della CCW, sulla base dell'individuazione delle sfide in ambito di regolamentazione, preparazione e capacità di risposta alla minaccia degli IED a livello nazionale e regionale. A tale riguardo, il progetto cercherà di migliorare la sistematizzazione e la digitalizzazione delle informazioni standardizzate fornite nelle relazioni nazionali, il che può aumentare l'accessibilità delle informazioni e la trasparenza, nonché l'analisi e il processo decisionale basati sui dati.
1.2. Progetto 2: sostegno all'universalizzazione
1.2.1. Finalità del progetto
La CCW ha 125 alte parti contraenti e quattro Stati (Egitto, Nigeria, Sudan e Vietnam) che hanno firmato ma non ratificato la convenzione. Nonostante la sua adattabilità e la sua rilevanza per un'ampia serie di pressanti questioni globali, il tasso di universalizzazione della CCW è inferiore al 50 % in alcune regioni, il che limita la portata geografica di adesione alle sue norme e incide sull'inclusività e sulla diversità delle prospettive nelle principali discussioni.
Il piano d'azione per promuovere l'universalità della CCW adottato dalla terza conferenza di revisione è stato sostenuto con successo dall'azione comune 2007/528/PESC dell'UE del 23 luglio 2007, che ha portato all'aumento del numero delle alte parti contraenti della CCW da 100 nel 2006 a 110 nel 2009 ( 2 ). Nel corso della quinta conferenza di revisione del 2016, le alte parti contraenti della CCW hanno riconosciuto che l'universalizzazione è cruciale per il successo della convenzione e hanno chiesto ai funzionari incaricati di prendere in considerazione l'elaborazione di un nuovo piano d'azione (CCW/CONF.V/10). Il progetto mira ad aiutare gli Stati che non sono parti ad acquisire una comprensione più approfondita dello scopo e del funzionamento della convenzione, nonché dei vantaggi derivanti dall'adesione, e a incoraggiarli a partecipare maggiormente alle riunioni della CCW e alle pertinenti attività. Esso intende analizzare le sfide per la promozione dell'universalità della convenzione e assistere i funzionari incaricati e gli Stati nella conduzione di campagne d'informazione in modo coordinato, continuativo e innovativo. Inoltre, il progetto prevede di ampliare e sostenere la rete di esperti e operatori a livello nazionale che continuerà a dialogare con la comunità della CCW al di là del ciclo di progetto. In tal modo potrà fare opera di sensibilizzazione e divulgazione sulla CCW nei consessi regionali e nazionali, sfruttando fra l'altro ogni opportunità di adesione alla convenzione di Stati che non sono alte parti contraenti. A sua volta, tale rete amplierà la rosa di relatori da cui attingere per le riunioni di esperti della CCW.
Dato che al momento di aderire alla convenzione gli Stati debbono acconsentire ad essere vincolati da almeno due dei protocolli e questo fa sì che i membri aderenti a ciascun protocollo siano diversi, il progetto sosterrà anche l'universalizzazione dei protocolli della convenzione ( 3 ).
1.2.2. Risultati attesi del progetto
a) Contributo alla definizione di un approccio strategico all'universalizzazione, coordinato tra i funzionari incaricati e le alte parti contraenti.
b) Maggiore comprensione della CCW da parte delle autorità e degli esperti nazionali competenti.
c) Creazione di una rete di esperti e operatori per proseguire l'impegno nel quadro degli sforzi di universalizzazione e attuazione della CCW a livello nazionale o regionale.
d) Un maggior numero di Stati che non sono alte parti contraenti impegnati ad aderire alla CCW e a partecipare alle sue attività.
e) Adesione alla CCW e ai relativi protocolli più equilibrata dal punto di vista geografico.
f) Sviluppo di elementi da sottoporre all'esame dei funzionari incaricati in vista dell'eventuale elaborazione di un piano d'azione aggiornato sull'universalizzazione.
1.2.3. Descrizione del progetto
Si terranno fino a sei seminari subregionali sull'universalizzazione. Conformemente all'ultimo piano d'azione sull'universalizzazione ( 4 ), saranno considerati prioritari gli Stati che non sono parti colpiti dal problema delle mine e dei residuati bellici esplosivi e le regioni con bassi livelli di adesione, come suggerito di seguito:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p><span>Regione</span></p></td><td><p><span>Subregioni interessate</span></p></td></tr><tr><td><p>Africa</p></td><td><p>Tutte</p></td></tr><tr><td><p>Asia e Pacifico</p></td><td><p>Sud-est asiatico</p><p>Pacifico</p></td></tr><tr><td><p>Europa orientale</p></td><td><p>Caucaso</p></td></tr><tr><td><p>America latina e Caraibi</p></td><td><p>Caraibi</p></td></tr></tbody></table>
La durata e il contenuto dei seminari saranno adattati ai contesti, alle priorità e alle capacità subregionali, compreso l'impatto dei diversi tipi di armi rientranti nell'ambito di competenza della CCW. Il progetto sarà attuato in stretto coordinamento con i tre centri regionali dell'UNODA in Africa, in Asia e nel Pacifico e in America latina e nei Caraibi.
Data l'importanza delle competenze militari e dell'azione umanitaria ai fini dell'attuazione della convenzione, saranno invitati non solo esperti di politica diplomatica, ma anche rappresentanti del settore della difesa e delle agenzie nazionali di sminamento e di lotta agli esplosivi. I seminari cercheranno inoltre di coinvolgere le alte parti contraenti della CCW della rispettiva regione per consentire uno scambio tra pari, nonché rappresentanti delle organizzazioni regionali. Ove possibile, saranno invitati i funzionari incaricati della CCW e i delegati a Ginevra dei corrispondenti Stati non aderenti.
Per gli Stati che non sono alte parti contraenti che si mostrano interessati ad aderire alla CCW durante i seminari subregionali può essere organizzato un dialogo specifico per paese con un gruppo più ampio di soggetti interessati. Tutti i partecipanti ai seminari saranno inoltre ricontattati verso la fine del progetto per ottenere un riscontro ed esaminare i progressi compiuti.
Saranno poi organizzate discussioni in piccoli gruppi tra le alte parti contraenti di un determinato protocollo e le parti che hanno aderito alla convenzione ma non al protocollo in questione, in modo che le prime possano rispondere alle preoccupazioni e alle domande delle seconde in merito all'attuazione e al rispetto del protocollo a livello nazionale. L'obiettivo è promuovere l'universalità non solo della CCW nel suo complesso, ma anche dei protocolli.
Vari materiali educativi e divulgativi sulla CCW saranno raccolti o predisposti nonché resi disponibili sulla pagina dedicata del sito web dell'UNODA. Il progetto muoverà dal successo delle attività di universalizzazione condotte nel quadro dell'azione comune 2007/528/PESC del Consiglio dell'Unione europea del 2007 volta a sostenere la CCW, nonché di iniziative analoghe intraprese da altre convenzioni sul disarmo con sede a Ginevra, e dagli insegnamenti appresi da tali esperienze.
1.3. Progetto 3: agevolazione delle discussioni su questioni inesplorate, emergenti e trasversali di rilevanza per la CCW
1.3.1. Finalità del progetto
Il progetto mira a individuare e discutere, in stretto coordinamento con i funzionari incaricati della CCW, questioni non sufficientemente esplorate, emergenti e trasversali di rilevanza per la convenzione a integrazione del processo formale. Le attività offriranno alle alte parti contraenti della CCW un forum informale, con sede a Ginevra, per esaminare tali questioni attraverso uno scambio multilaterale fra i soggetti interessati che porti a una migliore comprensione dei collegamenti tra le diverse questioni e garantisca la complementarità degli sforzi all'interno dei settori e tra di essi.
1.3.2. Risultati attesi del progetto
a. Dialoghi multilaterali fra soggetti interessati globali e interregionali per dare seguito a questioni non sufficientemente esplorate durante le riunioni della CCW e in altri consessi.
b. Elaborazione di risultati e documenti finali che illustrino le questioni sollevate e discusse e, se del caso, comprendano obiettivi e raccomandazioni per ulteriori azioni al fine di fornire un contributo sostanziale alle riunioni della CCW, in particolare alle riunioni di esperti.
c. Creazione di una rete comprendente esperti, operatori, organizzazioni internazionali e regionali, mondo accademico, società civile, industria e giovani per avviare discussioni sulla CCW.
d. Diffusione di iniziative, eventi e risultati analitici relativi alla CCW e ad essa pertinenti nell'ambito della suddetta rete e tra un pubblico più vasto.
e. Promozione di una maggiore diversità di genere tra gli esperti che partecipano alle riunioni della CCW e alle relative discussioni.
1.3.3. Descrizione del progetto
È già possibile individuare una serie di attività, mentre altre emergeranno a seguito delle decisioni della sesta conferenza di revisione una volta che il progetto sarà stato avviato. Su queste premesse, il progetto individuerà questioni che attualmente sono ancora poco esplorate, ma meritano di essere ulteriormente analizzate e discusse. Sulla base di tale processo, si terrà una serie di tavole rotonde ibride e seminari/webinar animati dal mondo accademico e dall'industria, in cui esperti e operatori potranno discutere al fine di evidenziare ed esaminare ulteriormente tali questioni. Tra i suggerimenti tematici figurano, tra l'altro, l'evoluzione della convenzione, gli approcci innovativi per conseguire la finalità e gli obiettivi della convenzione e dei suoi protocolli, nonché la partecipazione significativa delle donne alle decisioni in materia di disarmo, politica e programmazione. In aggiunta, e nella misura del possibile, saranno organizzati eventi collaterali su tali temi a Ginevra a margine delle riunioni della CCW.
Saranno inoltre individuati gli attori chiave nei governi, nelle organizzazioni internazionali e regionali, nel mondo accademico, nella società civile, nei gruppi giovanili e nell'industria, come pure le loro iniziative esistenti e previste che potrebbero arricchire le deliberazioni sulla CCW, allo scopo di contribuire ai futuri sforzi di attuazione. Su tale base saranno raccolte e diffuse informazioni sui prossimi eventi e iniziative organizzati dagli attori chiave, nonché sui risultati e sulle conclusioni di studi e ricerche pertinenti per la CCW.
I risultati e gli esiti di tutte le attività svolte nell'ambito del progetto saranno raccolti, tradotti — ove possibile e ritenuto utile — e messi a disposizione del pubblico, anche per coinvolgere nuovi soggetti interessati in modo geograficamente e linguisticamente inclusivo. Infine, se possibile e opportuno, saranno progettate attività di follow-up, nel corso delle quali saranno consultati i principali soggetti interessati, quali attuali ed ex funzionari incaricati della CCW.
2. METODOLOGIA
Le attività del presente progetto saranno condotte principalmente online e i materiali saranno predisposti e distribuiti in formato digitale. Eccezioni degne di nota sono le attività per le quali la presenza fisica è possibile e non sostituibile con modalità remote, o per le quali un formato in presenza sarebbe più efficiente in termini di costi rispetto a quello virtuale. Inoltre, le sintesi delle riunioni tematiche e delle discussioni di esperti saranno raccolte e messe a disposizione delle alte parti contraenti della CCW e di altri soggetti interessati sul sito web del progetto.
3. RELAZIONI E VALUTAZIONE
L'UNODA presenterà all'alto rappresentante e alla Commissione una relazione finanziaria e descrittiva finale contenente, tra l'altro, gli insegnamenti tratti, nonché una breve relazione con cadenza semestrale sui progressi compiuti.
4. DURATA
La durata proposta dell'attuazione del progetto è di 24 mesi.
5. VISIBILITÀ DELL'UE
Saranno adottate tutte le misure appropriate per pubblicizzare il fatto che le attività svolte sono state finanziate dall'Unione. Tali misure saranno realizzate in conformità del manuale di comunicazione e visibilità per le azioni esterne dell'UE elaborato e pubblicato dalla Commissione europea. La visibilità del contributo dell'Unione sarà garantita con un'opportuna strategia di marchio e pubblicità che metta in risalto il ruolo dell'Unione, assicuri la trasparenza delle sue azioni e aumenti la consapevolezza quanto ai motivi della presente decisione, nonché la conoscenza del sostegno dell'Unione alla presente decisione e dei risultati di tale sostegno. Sul materiale prodotto dai progetti figurerà in modo evidente la bandiera dell'Unione, conformemente agli orientamenti dell'Unione per l'uso corretto e la riproduzione corretta della bandiera.
6. AGENZIA ESECUTIVA
L'attuazione del presente progetto sarà affidata all'UNODA, conformemente all'accordo di contributo che dovrà essere concluso tra la Commissione europea e l'UNODA.
Il progetto sarà attuato in stretta cooperazione e coordinamento con i tre centri regionali dell'UNODA in Africa, in Asia e nel Pacifico e in America latina e nei Caraibi. Si cercheranno attivamente opportunità di attività congiunte o di follow-up con partner quali l'UNIDIR, il CICR e l'UNMAS e altre organizzazioni, se del caso, al fine di evitare duplicazioni, moltiplicare l'impatto di ogni sforzo e massimizzare la diffusione dei risultati.
<note>
( 1 ) Se le condizioni non consentono l'organizzazione di seminari regionali o subregionali prima della conferenza di revisione, essi saranno presi in considerazione come attività successive alla conferenza per dare seguito all'attuazione delle decisioni della stessa. Le conclusioni e i suggerimenti emersi dalle discussioni regionali saranno condivisi con i delegati a Ginevra per contribuire all'elaborazione da parte loro di un piano a tal fine.
( 2 ) Quattro Stati dell'Africa, due del Medio Oriente e del Mediterraneo, uno dell'Asia centrale, uno dell'America latina e dei Caraibi e due dell'Europa.
( 3 ) Protocollo I relativo alle schegge non individuabili (118 alte parti contraenti), protocollo II modificato sui divieti o le restrizioni all'uso di mine, trappole e altri ordigni, modificato il 3 maggio 1996 (106 alte parti contraenti), protocollo III sul divieto o la limitazione dell'impiego delle armi incendiarie (115 alte parti contraenti), protocollo IV sulle armi laser accecanti (109 alte parti contraenti) e protocollo V relativo ai residuati bellici esplosivi (96 alte parti contraenti). Il protocollo II originario adottato nel 1980 è ancora in vigore con 95 alte parti contraenti, alcune delle quali non hanno aderito alla versione modificata.
( 4 ) Piano d'azione accelerato sull'universalizzazione della convenzione e dei protocolli allegati (CCW/CONF.IV/4/Add.1).
</note>