Document ID: 32016H0818(20)
Language: ITA

<table><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>18.8.2016&#160;&#160;&#160;</p></td><td><p>IT</p></td><td><p>Gazzetta ufficiale dell'Unione europea</p></td><td><p>C 299/83</p></td></tr></tbody></table>
RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
del 12 luglio 2016
sul programma nazionale di riforma 2016 della Lettonia e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità 2016 della Lettonia
(2016/C 299/20)
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 121, paragrafo 2, e l'articolo 148, paragrafo 4,
visto il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, per il rafforzamento della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle politiche economiche ( 1 ) , in particolare l'articolo 5, paragrafo 2,
vista la raccomandazione della Commissione europea,
viste le risoluzioni del Parlamento europeo,
viste le conclusioni del Consiglio europeo,
visto il parere del comitato per l'occupazione,
visto il parere del comitato economico e finanziario,
visto il parere del comitato per la protezione sociale,
visto il parere del comitato di politica economica,
considerando quanto segue:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(1)</p></td><td><p>Il 26 novembre 2015 la Commissione ha adottato l'analisi annuale della crescita, segnando l'inizio del semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche 2016. Il Consiglio europeo del 17 e 18 marzo 2016&#160;ha approvato le priorit&#224; indicate nell'analisi annuale della crescita. Il 26 novembre 2015 la Commissione ha adottato, sulla base del regolamento (UE) n. 1176/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio<a>&#160;(<span>2</span>)</a>, la relazione sul meccanismo di allerta, in cui la Lettonia non &#232; stata annoverata tra gli Stati membri da sottoporre a esame approfondito. Lo stesso giorno la Commissione ha adottato anche la raccomandazione di raccomandazione del Consiglio sulla politica economica della zona euro, che &#232; stata approvata dal Consiglio europeo del 18 e 19 febbraio 2016 e adottata dal Consiglio l'8 marzo 2016<a>&#160;(<span>3</span>)</a>. In quanto paese la cui moneta &#232; l'euro e considerate le strette correlazioni tra le economie dell'Unione economica e monetaria, la Lettonia dovrebbe assicurare l'attuazione piena e tempestiva di tale raccomandazione.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(2)</p></td><td><p>Il 26 febbraio 2016 &#232; stata pubblicata la relazione per paese relativa alla Lettonia 2016, nella quale sono valutati i progressi compiuti dalla Lettonia, sia nel dar seguito alle raccomandazioni specifiche per paese adottate dal Consiglio il 14 luglio 2015, sia verso il conseguimento degli obiettivi nazionali di Europa 2020.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(3)</p></td><td><p>Il 14 aprile 2016 la Lettonia ha presentato il suo programma nazionale di riforma 2016 e il suo programma di stabilit&#224; 2016. I due programmi sono stati valutati contemporaneamente onde tener conto delle loro correlazioni.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(4)</p></td><td><p>La programmazione dei fondi strutturali e d'investimento europei per il periodo 2014-2020&#160;ha tenuto conto delle pertinenti raccomandazioni specifiche per paese. In applicazione dell'articolo 23 del regolamento (UE) n. 1303/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio<a>&#160;(<span>4</span>)</a>, ove necessario per sostenere l'attuazione delle raccomandazioni pertinenti del Consiglio la Commissione pu&#242; chiedere ad uno Stato membro di rivedere e proporre di modificare il suo contratto di partenariato e i programmi rilevanti. La Commissione ha precisato i modi in cui conta di avvalersi di tale possibilit&#224; negli orientamenti sull'applicazione delle misure per collegare l'efficacia dei fondi strutturali e d'investimento europei a una sana gestione economica.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(5)</p></td><td><p>Nel programma di stabilit&#224; 2016 la Lettonia ha chiesto una deviazione temporanea dello 0,5 % del PIL rispetto al percorso di aggiustamento verso l'obiettivo di bilancio a medio termine nel 2017, onde tenere conto di significative riforme strutturali con ricadute positive sulla sostenibilit&#224; a lungo termine delle finanze pubbliche, in particolare per quanto riguarda la riforma sanitaria in corso basata sulla strategia sanitaria per il periodo 2014-2020. I dettagli della riforma sono sintetizzati nel programma di stabilit&#224;. L'obiettivo &#232; incrementare i finanziamenti per il settore sanitario al 4 % del PIL entro il 2020 rispetto al 3 % del PIL nel 2015. La piena attuazione della riforma dovrebbe innalzare il tasso di occupazione dello 0,6 % e il livello del PIL del 2,2 % entro il 2023, con un'incidenza positiva sulla sostenibilit&#224; delle finanze pubbliche a lungo termine. L'impatto positivo sulla crescita e sulla sostenibilit&#224; a lungo termine delle finanze pubbliche &#232; ritenuto plausibile. Si ritiene che la Lettonia abbia i requisiti per beneficiare della deviazione temporanea richiesta nel 2017 a condizione che dia adeguata attuazione alle riforme concordate, aspetto che sar&#224; monitorato nell'ambito del semestre europeo. L'entit&#224; della deviazione temporanea consentita &#232; tuttavia subordinata al rispetto del parametro minimo di riferimento (ossia un disavanzo strutturale dell'1,7 % del PIL). Di conseguenza, le previsioni di primavera 2016 della Commissione indicano che esiste un margine per un'ulteriore deviazione temporanea dello 0,1 % del PIL nel 2017.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(6)</p></td><td><p>La Lettonia &#232; attualmente sottoposta al braccio preventivo del patto di stabilit&#224; e crescita. Nel programma di stabilit&#224; 2016 il governo prevede un graduale miglioramento del saldo nominale fino a raggiungere lo 0,5 % del PIL nel 2019. Il percorso di aggiustamento previsto verso l'obiettivo di bilancio a medio termine &#8212; ossia un disavanzo dell'1 % del PIL in termini strutturali &#8212; tiene conto delle deviazioni richieste in connessione con la riforma sistemica delle pensioni nel 2017 e nel 2018 e con le grandi riforme strutturali nel settore sanitario nel periodo 2017-2019. Secondo il programma di stabilit&#224;, il rapporto debito pubblico/PIL dovrebbe salire al 40 % nel 2016, per poi scendere al 38 % nel 2018. Lo scenario macroeconomico su cui si fondano le proiezioni di bilancio del programma &#232; plausibile. Tuttavia, le misure necessarie per sostenere gli obiettivi di disavanzo pianificati a partire dal 2017 non sono state illustrate in modo sufficientemente dettagliato. Stando alle previsioni di primavera 2016 della Commissione, la valutazione complessiva indica il rischio di una certa deviazione nel 2016 e, a politiche invariate, congiuntamente nel 2016 e nel 2017. Nel complesso, in base alla valutazione del programma di stabilit&#224; e tenuto conto delle previsioni di primavera 2016 della Commissione, il Consiglio &#232; del parere che la Lettonia dovrebbe sostanzialmente rispettare le disposizioni del patto di stabilit&#224; e crescita. Saranno tuttavia necessari altri interventi per garantire la conformit&#224; nel 2016.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(7)</p></td><td><p>L'offerta di lavoro &#232; compromessa da un calo della popolazione in et&#224; lavorativa mentre la crescita salariale &#232; superiore alla produttivit&#224;, minacciando la competitivit&#224; di costo. Per sostenere la competitivit&#224; sono quindi necessarie misure atte ad aumentare l'occupabilit&#224; e a migliorare il capitale umano.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(8)</p></td><td><p>Il tasso di rischio di povert&#224; e di esclusione sociale della Lettonia &#232; tra i pi&#249; elevati dell'UE. Sono in corso lavori preparatori per l'introduzione di un reddito minimo, ma la sua attuazione &#232; ancora incerta e la sua applicazione universale procrastinata a causa di costi per le finanze pubbliche. Inoltre, la congruit&#224; delle prestazioni di assistenza sociale non &#232; stata migliorata dal 2009, rendendo difficile una reale riduzione della povert&#224;. La riforma dell'importo di reddito minimo dovrebbe ridurre l'attuale frammentazione dell'assistenza sociale e costituire un incentivo per l'occupazione.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(9)</p></td><td><p>La copertura delle misure di attivazione rimane bassa, in particolare per i disoccupati di lunga durata. Unitamente a servizi di assistenza sanitaria carenti e a servizi sociali insufficienti, questa situazione ostacola il reinserimento sul mercato del lavoro. Un maggior ricorso a misure di attivazione porterebbe ad un aumento dell'occupazione.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(10)</p></td><td><p>I bisogni di gran parte della popolazione in termini di assistenza sanitaria rimangono insoddisfatti a causa dello scarso finanziamento pubblico nel settore, di carenze strutturali intrinseche, dei costi elevati delle prestazioni non rimborsabili e di un rapporto non ottimale tra costo ed efficacia. Se i casi medici critici hanno ottenuto priorit&#224; di accesso all'assistenza sanitaria, vincoli finanziari limitano in generale la prestazione dei servizi.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(11)</p></td><td><p>La Lettonia ha compiuto progressi nella riforma del sistema d'istruzione superiore, soprattutto grazie a incentivi che premiano la qualit&#224; e alla creazione di un sistema indipendente di accreditamento; occorre tuttavia migliorare l'istruzione e la formazione professionale, in particolare procedendo alla riforma dei curricoli di apprendimento e istituendo un quadro normativo per l'apprendimento basato sul lavoro di cui vanno migliorate la qualit&#224; e la disponibilit&#224;; le parti sociali possono svolgere un ruolo importante nello sviluppo di tali programmi, come menzionato nella legge sulla formazione professionale.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(12)</p></td><td><p>Gli investimenti sono ostacolati da carenze nell'innovazione e nell'ambiente imprenditoriale oltre che dalla contrazione della forza lavoro. Scarsi impulsi all'innovazione e una base di ricerca frammentata impediscono una transizione rapida ed effettiva della Lettonia verso attivit&#224; con valore aggiunto e intensit&#224; di conoscenza maggiori. Costituiscono inoltre un freno agli investimenti anche la carente protezione degli investitori offerta dal sistema di insolvenza e le inefficienze della pubblica amministrazione.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(13)</p></td><td><p>Il governo ha preso provvedimenti per ridurre l'attuale frammentazione della base della ricerca pubblica, migliorarne la qualit&#224; e accrescere la capacit&#224; innovativa delle imprese del settore. Sebbene si registrino progressi, gli investimenti pubblici e privati in ricerca e innovazione rimangono a livelli molto bassi rispetto alla media dell'UE. Occorre proseguire il consolidamento della base di ricerca e aumentare in parallelo il numero dei ricercatori e la qualit&#224; della ricerca. La piena attuazione delle riforme basate sulle strategie di specializzazione intelligente e il pieno uso di tutti gli strumenti di politica esistenti incentiverebbero gli investimenti privati nell'innovazione.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(14)</p></td><td><p>Il regime di insolvenza &#232; percepito dalle imprese come un ostacolo agli investimenti, dato che i tassi di recupero delle attivit&#224; sono bassi e i curatori fallimentari scarsamente vigilati.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(15)</p></td><td><p>La Lettonia ha adottato diverse iniziative di successo per migliorare l'efficienza e la qualit&#224; del sistema giudiziario. Per quanto esauriente, la disciplina per la prevenzione dei conflitti di interessi per i funzionari pubblici &#232; tuttavia complessa e rigida e privilegia l'osservanza formale rispetto al merito individuale. Inoltre, l'Ufficio per il contrasto e la prevenzione della corruzione risulta indebolito da tensioni interne che lo destabilizzano e minano la fiducia dell'opinione pubblica nelle sue operazioni mettendone in dubbio la volont&#224; di trattare prioritariamente casi di corruzione di alto profilo.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(16)</p></td><td><p>Le inefficienze generali della pubblica amministrazione &#8212; dovute soprattutto a un avvicendamento relativamente forte del personale, ritardi nella riforma del servizio pubblico e una gestione debole dei progetti &#8212; non contribuiscono a un clima favorevole agli investimenti. Le retribuzioni del settore pubblico non sono correlate in modo adeguato alle responsabilit&#224;.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(17)</p></td><td><p>Nell'ambito del semestre europeo la Commissione ha effettuato un'analisi completa della politica economica della Lettonia che ha pubblicato nella relazione per paese 2016. Ha altres&#236; valutato il programma di stabilit&#224; e il programma nazionale di riforma, nonch&#233; il seguito dato alle raccomandazioni rivolte alla Lettonia negli anni precedenti. La Commissione ha tenuto conto non soltanto della loro pertinenza ai fini della sostenibilit&#224; della politica di bilancio e della politica socioeconomica della Lettonia, ma anche della loro conformit&#224; alle norme e agli orientamenti dell'UE, alla luce della necessit&#224; di rafforzare la governance economica dell'Unione nel suo insieme offrendo un contributo a livello UE per le future decisioni nazionali. Le raccomandazioni nell'ambito del semestre europeo trovano riscontro nelle raccomandazioni di cui ai punti da 1 a 3.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(18)</p></td><td><p>Alla luce di tale valutazione, il Consiglio ha esaminato il programma di stabilit&#224; e il suo parere<a>&#160;(<span>5</span>)</a> trova riscontro, in particolare, nella raccomandazione di cui al punto 1,</p></td></tr></tbody></table>
RACCOMANDA che la Lettonia adotti provvedimenti nel 2016 e nel 2017 al fine di:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>1.</p></td><td><p>garantire che la deviazione dal percorso di avvicinamento all'obiettivo di bilancio a medio termine nel 2016 e nel 2017 sia limitata ai contributi collegati alla riforma sistemica delle pensioni e all'importante riforma strutturale nel settore sanitario; ridurre il cuneo fiscale per i lavoratori a basso reddito trasferendo l'imposizione fiscale favorevole alla crescita verso le imposte ambientali e patrimoniali e migliorando il rispetto dell'obbligo tributario;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>2.</p></td><td><p>rendere pi&#249; adeguate le prestazioni di assistenza sociale e potenziare le misure a sostegno dei beneficiari per trovare e conservare un lavoro, anche attraverso una maggiore copertura delle misure di attivazione; accelerare la riforma dei curricoli di apprendimento della formazione professionale, stabilire &#8212; con il coinvolgimento delle parti sociali &#8212; un quadro normativo per l'apprendimento basato sul lavoro e aumentarne l'offerta; migliorare l'accessibilit&#224;, la qualit&#224; e l'efficacia in termini di costi del sistema sanitario;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>3.</p></td><td><p>proseguire il consolidamento degli enti di ricerca e incentivare gli investimenti privati nell'innovazione; rafforzare il sistema di prevenzione dei conflitti di interessi e istituire un quadro giuridico comune per tutti i dipendenti pubblici; aumentare gli obblighi di rendicontazione e il controllo pubblico dei curatori fallimentari.</p></td></tr></tbody></table>
Fatto a Bruxelles, il 12 luglio 2016
Per il Consiglio
Il presidente
P. KAŽIMÍR
<note>
( 1 ) GU L 209 del 2.8.1997, pag. 1 .
( 2 ) Regolamento (UE) n. 1176/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 novembre 2011, sulla prevenzione e la correzione degli squilibri macroeconomici ( GU L 306 del 23.11.2011, pag. 25 ).
( 3 ) GU C 96 dell'11.3.2016, pag. 1 .
( 4 ) Regolamento (UE) n. 1303/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, recante disposizioni comuni sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione, sul Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca e disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca, e che abroga il regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio ( GU L 347 del 20.12.2013, pag. 320 ).
( 5 ) A norma dell'articolo 5, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1466/97.
</note>