Document ID: 32021H0402
Language: ITA

<table><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>8.3.2021&#160;&#160;&#160;</p></td><td><p>IT</p></td><td><p>Gazzetta ufficiale dell&#8217;Unione europea</p></td><td><p>L 80/1</p></td></tr></tbody></table>
RACCOMANDAZIONE (UE) 2021/402 DELLA COMMISSIONE
del 4 marzo 2021
relativa a un sostegno attivo ed efficace all’occupazione (EASE) in seguito alla crisi COVID-19
LA COMMISSIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea, in particolare l’articolo 292,
considerando quanto segue:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(1)</p></td><td><p>La pandemia di COVID-19 e le misure eccezionali necessarie per contenere la diffusione del virus e proteggere le vite umane hanno causato uno shock economico vasto e protratto in tutta l&#8217;Unione europea. Nel terzo trimestre del 2020, il PIL dell&#8217;UE risultato inferiore di quasi il 4,2&#160;% rispetto allo stesso trimestre dell&#8217;anno precedente. A partire dalla seconda met&#224; del 2020 vi &#232; stata una ripresa forte ma non completa, e si prevede che la recrudescenza delle infezioni porter&#224; a una moderata contrazione e rinvier&#224; la ripresa alla seconda met&#224; del&#160;2021&#160;<a>(<span>1</span>)</a>.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(2)</p></td><td><p>La risposta politica alla pandemia di COVID-19, sia a livello nazionale che di UE, &#232; stata determinante per limitarne l&#8217;impatto socioeconomico. Il ricorso a regimi di riduzione dell&#8217;orario lavorativo e a misure analoghe di conservazione dei posti di lavoro ha finora contribuito a contenere l&#8217;aumento della disoccupazione rispetto al calo dell&#8217;attivit&#224; economica. A livello dell&#8217;UE il tasso di disoccupazione &#232; aumentato di meno di un punto percentuale tra il primo e il terzo trimestre del 2020. Le politiche hanno beneficiato di finanziamenti flessibili dai fondi strutturali e di investimento europei nell&#8217;ambito delle iniziative di investimento in risposta al coronavirus (CRII&#160;<a>(<span>2</span>)</a> e CRII Plus&#160;<a>(<span>3</span>)</a>) e dello strumento europeo di sostegno temporaneo per attenuare i rischi di disoccupazione nello stato di emergenza (SURE)&#160;<a>(<span>4</span>)</a>.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(3)</p></td><td><p>Guardando al futuro, i cambiamenti dei modelli di consumo indotti dalla crisi e la duplice transizione ecologica e digitale, affiancati dal Green Deal europeo&#160;<a>(<span>5</span>)</a> e dalla Strategia digitale europea&#160;<a>(<span>6</span>)</a>, trasformeranno le nostre economie. Alcuni settori potrebbero non riprendersi completamente per qualche tempo, o non riprendersi affatto, e alcune imprese potrebbero trovarsi in difficolt&#224; finanziarie in seguito alla crisi&#160;<a>(<span>7</span>)</a>. Se da un lato il Green Deal europeo d&#224; impulso alla nostra strategia di crescita e la transizione verso un&#8217;economia pi&#249; verde dovrebbe creare, entro il 2050, fino a&#160;2&#160;milioni di nuovi posti di lavoro nell&#8217;UE&#160;<a>(<span>8</span>)</a>, in alcuni settori e regioni i posti di lavoro saranno a rischio di delocalizzazione. Questi sviluppi potrebbero portare a un aumento della disoccupazione nel breve periodo, mentre la creazione di nuovi posti di lavoro di qualit&#224; potrebbe richiedere tempo, in funzione delle prospettive economiche e della disponibilit&#224; di forza lavoro qualificata. L&#8217;aumento della disoccupazione e una prolungata inattivit&#224; comporterebbero una perdita di competenze, che potrebbe avere effetti permanenti per le persone interessate e per l&#8217;economia nel suo complesso. In assenza di misure efficaci di sviluppo delle competenze e di riqualificazione professionale, la disoccupazione rischia di divenire duratura.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(4)</p></td><td><p>A pagare il prezzo pi&#249; alto dell&#8217;assenza di un&#8217;adeguata risposta politica saranno probabilmente i giovani. Tra il primo e il terzo trimestre del 2020 il tasso di disoccupazione giovanile &#232; aumentato tre volte pi&#249; del tasso di disoccupazione generale&#160;<a>(<span>9</span>)</a>. Un ingresso ritardato nel mercato del lavoro potrebbe segnare questa generazione per gli anni a venire.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(5)</p></td><td><p>&#200; inoltre probabile che la crisi avr&#224; effetti negativi sulla situazione del mercato del lavoro per i gruppi che in esso sono sottorappresentati o si trovano in una posizione svantaggiata, come le donne, i lavoratori anziani, le persone scarsamente qualificate, con disabilit&#224; o che vivono in zone rurali e remote, le persone LGBTIQ, gli appartenenti al gruppo etnico dei rom e ad altre minoranze etniche o razziali particolarmente a rischio di esclusione o discriminazione e le persone provenienti da un contesto migratorio. In particolare, se da un lato oggi il tasso medio di occupazione delle donne nell&#8217;UE &#232; pi&#249; elevato che mai, dall&#8217;altro molte donne incontrano ancora ostacoli nell&#8217;accedere al mercato del lavoro e a rimanervi, e il loro tasso di occupazione dovrebbe essere migliorato&#160;<a>(<span>10</span>)</a>.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(6)</p></td><td><p>Per passare gradualmente dalle misure di emergenza adottate nel contesto della pandemia a quelle necessarie per agevolare il processo di riallocazione della forza lavoro e dei capitali nella fase di ripresa &#232; necessario un approccio strategico a livello nazionale e dell&#8217;UE. L&#8217;UE e gli Stati membri dovrebbero agire insieme per promuovere una ripresa dinamica, fonte di occupazione e inclusiva, e agevolare la transizione verde e digitale nel mercato europeo del lavoro. Occorre prestare attenzione ai rischi legati al graduale esaurimento delle misure di emergenza senza che siano state poste in essere nuove politiche efficaci a sostegno di lavoratori e imprese durante la ripresa.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(7)</p></td><td><p>Per sostenere le transizioni nel mercato del lavoro nel contesto della ripresa e della duplice transizione &#232; necessario un insieme coerente di politiche attive del mercato del lavoro, che comprenda incentivi temporanei all&#8217;assunzione e alla transizione, politiche in materia di competenze e servizi per l&#8217;impiego migliorati (di seguito &#171;sostegno attivo ed efficace all&#8217;occupazione&#187; o &#171;misure EASE&#187;) e sfrutti appieno i fondi dell&#8217;UE disponibili a tal fine.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(8)</p></td><td><p>Un sostegno all&#8217;occupazione tempestivo e ben concepito pu&#242; andare a vantaggio di lavoratori e imprese, nonch&#233; dell&#8217;economia e della societ&#224; in generale. Con un sostegno rapido e attivo i lavoratori dei settori economici colpiti dalla crisi hanno maggiori probabilit&#224; di trovare un lavoro di qualit&#224; nei settori in espansione, come quelli dell&#8217;ecologia e del digitale, o nei settori con modelli imprenditoriali innovativi, ma anche nell&#8217;economia sociale e in settori che registrano carenza di personale qualificato, come quelli della sanit&#224; e dell&#8217;assistenza.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(9)</p></td><td><p>Gli incentivi temporanei all&#8217;assunzione possono promuovere efficacemente la creazione di posti di lavoro di qualit&#224; in un contesto di crescita economica modesta nelle fasi iniziali della ripresa. &#200; opportuno che tali incentivi siano mirati e concepiti in modo da agevolare le transizioni professionali e la creazione di posti di lavoro che non ci sarebbero stati senza tali incentivi. I destinatari possono essere gruppi vulnerabili e sottorappresentati, compresi i giovani che si accingono a entrare nel mercato del lavoro. In particolare, il sostegno agli apprendistati pu&#242; essere efficace per sviluppare le competenze richieste sul mercato del lavoro e aiutare i giovani a trovare un&#8217;occupazione. Gli incentivi alla transizione, che incoraggiano nuovi datori di lavoro ad assumere lavoratori a rischio di delocalizzazione, possono inoltre contribuire ad agevolare tali transizioni e ad aumentare la disponibilit&#224; di competenze nei settori in espansione. Il sostegno all&#8217;imprenditorialit&#224;, con particolare attenzione ai giovani, alle donne e agli imprenditori sociali, compreso il sostegno per affrontare alcune delle principali sfide per le PMI, quali gli obblighi normativi, i ritardi di pagamento e l&#8217;accesso ai finanziamenti, pu&#242; costituire un&#8217;utile integrazione di queste misure.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(10)</p></td><td><p>La letteratura economica mostra che gli incentivi all&#8217;assunzione possono comportare incrementi medi dell&#8217;occupazione maggiori rispetto ad altri tipi di politiche attive del mercato del lavoro. Hanno infatti, insieme ai programmi di formazione, i maggiori effetti a medio e lungo termine, poich&#233; migliorano l&#8217;occupabilit&#224; dei lavoratori e le loro competenze. Gli incentivi all&#8217;assunzione e alla transizione, abbinati alla formazione sul posto di lavoro, possono essere pi&#249; efficaci rispetto ad altri tipi di formazione nel fornire competenze utili per il mercato del lavoro. Il rischio che tali incentivi possano contribuire a creare posti di lavoro che sarebbero stati creati in ogni caso pu&#242; essere attenuato tramite misure mirate, monitoraggio e prescrizioni volte al mantenimento della forza lavoro. Questo rischio &#232; comunque inferiore in un contesto di crisi, nel quale &#232; pi&#249; probabile che le misure di assunzione e riqualificazione abbiano un effetto positivo&#160;<a>(<span>11</span>)</a>.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(11)</p></td><td><p>Opportunit&#224; di miglioramento del livello delle competenze orientate alle esigenze del mercato del lavoro possono portare vantaggi per tutte le imprese e tutti i lavoratori, in particolare se delocalizzati o a rischio di delocalizzazione, nel contesto di cambiamenti strutturali significativi sul mercato del lavoro. Queste misure dovrebbero basarsi su un&#8217;analisi delle competenze e su un approccio individualizzato, che garantisca ai lavoratori il diritto di accedere a una formazione su misura. Un ruolo importante possono svolgere i corsi di formazione di breve durata, che possono essere certificati tramite microcredenziali, e il sostegno ai partenariati tra portatori di interessi pubblici e privati.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(12)</p></td><td><p>Efficaci politiche che promuovano le transizioni professionali dovrebbero essere accompagnate da servizi per l&#8217;impiego efficienti, con una capacit&#224; istituzionale rafforzata e in grado di fornire un sostegno su misura alle persone in cerca di lavoro tramite un maggiore ricorso agli strumenti digitali.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(13)</p></td><td><p>Il quadro europeo per apprendistati efficaci e di qualit&#224;&#160;<a>(<span>12</span>)</a> e il quadro di qualit&#224; per i tirocini&#160;<a>(<span>13</span>)</a> forniscono orientamenti e migliori pratiche che diventeranno ancora pi&#249; utili nel contesto della ripresa. In particolare le piccole e medie imprese (PMI) dovrebbero ricevere sostegno all&#8217;offerta di tirocini, per esempio tramite bonus temporanei per l&#8217;assunzione o riduzioni del costo del lavoro, a seconda dei casi.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(14)</p></td><td><p>Alle parti sociali spetta il compito fondamentale di contribuire a ricostruire meglio le nostre economie, contribuendo nel contempo ad affrontare, tramite il dialogo, le conseguenze occupazionali e sociali della pandemia e le sfide della duplice transizione. Il quadro UE per la qualit&#224; nell&#8217;anticipazione dei cambiamenti e delle ristrutturazioni promuove, tra l&#8217;altro, il loro coinvolgimento nelle operazioni di ristrutturazione, nell&#8217;anticipazione dei cambiamenti e nell&#8217;individuazione del fabbisogno di competenze.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(15)</p></td><td><p>Nel contesto delle ristrutturazioni aziendali sar&#224; fondamentale agevolare la riallocazione della forza lavoro. La direttiva (UE) 2019/1023 del Parlamento europeo e del Consiglio&#160;<a>(<span>14</span>)</a> garantisce alle imprese sane che sono in difficolt&#224; finanziarie la possibilit&#224; di accedere a strumenti di allerta precoce e a quadri di ristrutturazione preventiva per continuare a operare. Il quadro UE per la qualit&#224; nell&#8217;anticipazione dei cambiamenti e delle ristrutturazioni&#160;<a>(<span>15</span>)</a> descrive le migliori pratiche per l&#8217;anticipazione del fabbisogno di competenze e di formazione nei processi di ristrutturazione aziendale.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(16)</p></td><td><p>La nuova strategia industriale per l&#8217;Europa&#160;<a>(<span>16</span>)</a> si pone l&#8217;obiettivo di costruire un&#8217;industria europea competitiva, a impatto climatico zero, pulita, circolare e digitalizzata. Essa ruota intorno agli ecosistemi industriali europei, che comprendono tutti gli attori che operano in una catena del valore: dalle imprese al mondo accademico, agli enti di ricerca, ai prestatori di servizi e ai loro fornitori. L&#8217;individuazione degli ecosistemi pu&#242; fornire un quadro utile per la mappatura del fabbisogno di competenze.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(17)</p></td><td><p>In base al pilastro europeo dei diritti sociali, ognuno ha diritto a ricevere un sostegno per migliorare le prospettive di occupazione o di attivit&#224; autonoma, compreso il sostegno alla ricerca di un impiego e alla formazione, mentre per le condizioni di lavoro dovrebbero essere rispettati determinati criteri di qualit&#224;&#160;<a>(<span>17</span>)</a>.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(18)</p></td><td><p>Per promuovere l&#8217;inclusivit&#224; sono necessarie pari opportunit&#224; nelle transizioni nel mercato del lavoro, a prescindere da sesso, origine razziale o etnica, religione o convinzioni personali, disabilit&#224;, et&#224; e orientamento sessuale. Gli adulti con bassa qualifica o con un basso livello di competenze e le persone provenienti da un contesto migratorio dovrebbero rimanere al centro dell&#8217;attenzione. Analogamente, nessun territorio dovrebbe essere lasciato indietro, dalle grandi citt&#224; alle zone rurali, costiere o remote in tutta l&#8217;UE, comprese le regioni ultraperiferiche.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(19)</p></td><td><p>Il pacchetto di sostegno all&#8217;occupazione giovanile&#160;<a>(<span>18</span>)</a> &#232; stato adottato in considerazione delle difficolt&#224; incontrate dai giovani nell&#8217;UE, per offrire loro un trampolino di lancio verso una stabile integrazione nel mercato del lavoro. In risposta, gli Stati membri hanno adottato due raccomandazioni del Consiglio volte a rafforzare sia la garanzia per i giovani&#160;<a>(<span>19</span>)</a> che l&#8217;istruzione e la formazione professionale&#160;<a>(<span>20</span>)</a> e stanno ora attuando tali raccomandazioni.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(20)</p></td><td><p>L&#8217;agenda per le competenze per l&#8217;Europa per la competitivit&#224; sostenibile, l&#8217;equit&#224; sociale e la resilienza&#160;<a>(<span>21</span>)</a> delinea un piano globale a sostegno dello sviluppo di maggiori e migliori competenze per agevolare l&#8217;adattamento a un mercato del lavoro in evoluzione. Il patto per le competenze&#160;<a>(<span>22</span>)</a> invita inoltre organizzazioni pubbliche e private a unire le forze e ad adottare misure concrete per il miglioramento del livello delle competenze e la riqualificazione delle persone in Europa.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(21)</p></td><td><p>I pacchetti di misure &#171;EASE&#187; otterranno la massima efficacia se saranno accompagnati dalle giuste condizioni quadro, tra cui moderne istituzioni del mercato del lavoro, eliminazione degli ostacoli agli investimenti, alla costituzione, alla crescita e all&#8217;uscita dal mercato di imprese, sistema fiscale e previdenziale favorevole, pubblica amministrazione efficiente, in un contesto globale di finanze pubbliche sostenibili. L&#8217;attuazione delle relative raccomandazioni specifiche per paese, adottate dal Consiglio nel quadro del semestre europeo, &#232; quanto mai importante per promuovere la ripresa economica e fare in modo che produca effetti duraturi.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(22)</p></td><td><p>Per far fronte alle sfide del mercato del lavoro nel quadro della ripresa e della duplice transizione &#232; necessario dedicare risorse adeguate al finanziamento delle misure EASE. Gli Stati membri sono tenuti ad assicurarsi, come principio orizzontale, che non si verifichi un doppio finanziamento a valere sui programmi e sugli strumenti dell&#8217;Unione e inoltre che dette misure di sostegno siano concepite in modo da rispettare, ove siano da applicarsi, le norme sugli aiuti di Stato.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(23)</p></td><td><p>Le misure di politica attiva del lavoro e le misure volte a potenziare la capacit&#224; dei servizi pubblici per l&#8217;impiego possono essere ammissibili al sostegno a titolo dei fondi strutturali, segnatamente il Fondo sociale europeo Plus (FSE+)&#160;<a>(<span>23</span>)</a> e il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR)&#160;<a>(<span>24</span>)</a>, nonch&#233; del Fondo per una transizione giusta&#160;<a>(<span>25</span>)</a>, del Fondo di adeguamento alla globalizzazione (FEG) per i lavoratori espulsi dal lavoro&#160;<a>(<span>26</span>)</a>, dell&#8217;assistenza alla ripresa per la coesione e i territori d&#8217;Europa (REACT-EU)&#160;<a>(<span>27</span>)</a> e della riserva di adeguamento alla Brexit&#160;<a>(<span>28</span>)</a>. Gli Stati membri possono inoltre beneficiare dello strumento di sostegno tecnico&#160;<a>(<span>29</span>)</a> per l&#8217;elaborazione e l&#8217;attuazione di riforme nei settori delle competenze e delle politiche attive del mercato del lavoro.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(24)</p></td><td><p>Le misure delineate nella presente raccomandazione a sostegno della creazione di posti di lavoro e dell&#8217;occupazione, volte ad affrontare le sfide individuate nelle relative raccomandazioni specifiche per paese, possono essere sostenute dal dispositivo per la ripresa e la resilienza nell&#8217;ambito di coerenti pacchetti di riforme e investimenti. Le misure EASE proposte dagli Stati membri nei loro piani per la ripresa e la resilienza dovrebbero rispettare i criteri di ammissibilit&#224; e di valutazione stabiliti nel regolamento che istituisce il dispositivo&#160;<a>(<span>30</span>)</a>. Di norma, detto dispositivo non pu&#242; finanziare le spese correnti, salvo in casi debitamente motivati; pu&#242; infatti finanziare solo riforme e investimenti che abbiano un impatto duraturo e che determinino un cambiamento strutturale dell&#8217;amministrazione o delle politiche interessate. I finanziamenti a titolo del dispositivo saranno erogati solo a seguito della valutazione positiva della Commissione in merito alle singole misure proposte dagli Stati membri e all&#8217;approvazione dei piani da parte del Consiglio nonch&#233; del conseguimento soddisfacente dei corrispondenti traguardi e obiettivi.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(25)</p></td><td><p>Le conclusioni del Consiglio sul semestre europeo 2021&#160;<a>(<span>31</span>)</a> incoraggiano gli Stati membri a includere nei loro piani per la ripresa e la resilienza riforme e investimenti essenziali nei settori del mercato del lavoro, della politica sociale, dell&#8217;assistenza sanitaria e dell&#8217;istruzione e formazione. Negli orientamenti della Commissione agli Stati membri&#160;<a>(<span>32</span>)</a> si sottolinea che i piani dovrebbero rappresentare l&#8217;occasione per promuovere una forte risposta politica favorendo una transizione nelle politiche occupazionali, dal mantenimento dell&#8217;occupazione alla creazione di posti di lavoro di qualit&#224; fino al sostegno delle transizioni professionali, al fine di agevolare e accelerare i cambiamenti strutturali,</p></td></tr></tbody></table>
HA ADOTTATO LA PRESENTE RACCOMANDAZIONE:
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>1.</p></td><td><span>Alla luce delle sfide del mercato del lavoro derivanti dalla pandemia di COVID-19, dalla transizione in atto dai settori in declino alle attivit&#224; economiche che presentano maggiore potenziale di crescita e valore strategico nel contesto delle transizioni verde e digitale e dai cambiamenti demografici, gli Stati membri dovrebbero promuovere una ripresa fonte di occupazione, incoraggiare lo sviluppo di competenze e sostenere le persone nella transizione verso nuovi posti di lavoro di qualit&#224;, in linea con gli orientamenti che seguono.</span></td></tr></tbody></table>
Pacchetti strategici coerenti a sostegno delle transizioni nel mercato del lavoro
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>2.</p></td><td><span>Gli Stati membri dovrebbero elaborare pacchetti strategici coerenti, che prevedano una combinazione di misure temporanee e permanenti, per affrontare le sfide del mercato del lavoro innescate dalla pandemia e operare con successo le transizioni verde e digitale.</span></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>3.</p></td><td><span>Tali pacchetti strategici dovrebbero essere costituiti dalle tre componenti indicate nella presente raccomandazione: i)&#160;incentivi all&#8217;assunzione e alla transizione e sostegno all&#8217;imprenditorialit&#224;; ii)&#160;opportunit&#224; di miglioramento del livello delle competenze e di riqualificazione e misure di sostegno; iii)&#160;maggiore sostegno dei servizi per l&#8217;impiego alle transizioni professionali. Dette componenti, denominate di seguito le &#171;misure EASE&#187;, dovrebbero in particolare:</span><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>essere integrate dall&#8217;attuazione delle relative raccomandazioni specifiche per paese adottate dal Consiglio nel quadro del semestre europeo;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>basarsi sulla mappatura del fabbisogno di competenze e delle eventuali carenze nei vari settori economici e nelle varie regioni, tra cui gli ecosistemi industriali definiti dalla &#171;Nuova strategia industriale per l&#8217;Europa&#187;, per individuare quali presentano le maggiori potenzialit&#224; per la creazione di posti di lavoro di qualit&#224; e agevolare la transizione verso un&#8217;economia climaticamente neutra, efficiente sotto il profilo delle risorse e circolare, in linea con il Green Deal europeo;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>concentrarsi in modo specifico sulle transizioni verde e digitale, anche basandosi sulle sfide e sulle opportunit&#224; individuate nei piani nazionali per l&#8217;energia e il clima, con particolare attenzione ai gruppi svantaggiati e sottorappresentati sul mercato del lavoro, in particolare i giovani e le donne.</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>4.</p></td><td><span>Gli Stati membri dovrebbero incoraggiare i rappresentanti dei datori di lavoro e dei lavoratori ad anticipare il fabbisogno di capitale umano, anche avvalendosi di diagnosi congiunte, sostegno personalizzato ai lavoratori e partnership esterne per fornire sostegno ai lavoratori, in linea con il quadro UE per la qualit&#224; nell&#8217;anticipazione dei cambiamenti e delle ristrutturazioni.</span></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>5.</p></td><td><span>Gli Stati membri dovrebbero ricorrere al dialogo sociale e coinvolgere le parti sociali nell&#8217;elaborazione, nell&#8217;attuazione e nella valutazione delle politiche da essi definite per affrontare le sfide del mercato del lavoro poste dalla crisi COVID-19.</span></td></tr></tbody></table>
i) Incentivi all’assunzione e alla transizione e sostegno all’imprenditorialità
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>6.</p></td><td><span>Gli Stati membri dovrebbero avvalersi di incentivi all&#8217;assunzione e alla transizione per promuovere la creazione di posti di lavoro di qualit&#224; e sostenere l&#8217;occupabilit&#224; dei lavoratori, accompagnando le transizioni del mercato del lavoro dai settori in declino a quelli in espansione, compresi i settori verde e digitale. I regimi adottati a tale scopo dovrebbero essere mirati, temporanei, prevedere un sostegno che diminuisce gradualmente e includere garanzie adeguate affinch&#233; i posti di lavoro di nuova creazione siano validi e vengano mantenuti anche dopo la scadenza degli incentivi. Dovrebbero inoltre comprendere, quale caratteristica peculiare, una forte componente di formazione attinente al mercato del lavoro e tenere conto, se del caso, della dimensione regionale delle esigenze del mercato del lavoro.</span></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>7.</p></td><td><span>Gli Stati membri dovrebbero introdurre o rafforzare regimi di sostegno per apprendistati e tirocini retribuiti, in particolare nelle micro, piccole e medie imprese e nei settori che maggiormente risentono della carenza di personale qualificato. Detti regimi dovrebbero prevedere una forte componente di formazione ed essere soggetti a monitoraggio e valutazione, offrendo un percorso verso un&#8217;integrazione stabile nel mercato del lavoro. Il sostegno dovrebbe essere collegato ai quadri che promuovono la qualit&#224; del lavoro, come il quadro europeo per apprendistati efficaci e di qualit&#224; o il quadro di qualit&#224; per i tirocini.</span></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>8.</p></td><td><span>Gli Stati membri dovrebbero promuovere l&#8217;imprenditorialit&#224; mediante sovvenzioni, prestiti e fondi di avviamento, che vadano di pari passo con un migliore accesso alla protezione sociale per i lavoratori autonomi. Le misure dovrebbero fornire un sostegno sia finanziario sia non finanziario agli imprenditori, a chi avvia una nuova attivit&#224; e ai potenziali imprenditori. Per chi proviene da gruppi sottorappresentati e svantaggiati, nonch&#233; per i progetti sociali, verdi e digitali, il sostegno previsto dovrebbe essere personalizzato in modo inclusivo.</span></td></tr></tbody></table>
ii) Opportunità di miglioramento del livello delle competenze e di riqualificazione e misure di sostegno
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>9.</p></td><td><span>Gli Stati membri dovrebbero mettere in atto strategie globali in materia di competenze per i diversi settori economici ed ecosistemi, sostenendo a tale scopo la collaborazione fra imprese, parti sociali, istituti di istruzione e formazione, servizi pubblici per l&#8217;impiego e altri portatori di interessi, nell&#8217;ambito degli ecosistemi industriali e delle catene del valore o delle regioni nel loro insieme, in linea con il patto per le competenze e agevolando la mobilit&#224; intersettoriale e geografica, anche al fine di consentire le transizioni verde e digitale.</span></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>10.</p></td><td><span>Gli Stati membri dovrebbero aggiornare l&#8217;analisi del mercato del lavoro e del fabbisogno di competenze, anche a livello regionale, transfrontaliero e settoriale, affinch&#233; i dati confluiscano nei programmi di istruzione e formazione e siano di ausilio ai servizi pubblici per l&#8217;impiego. Le singole persone e i portatori di interessi dovrebbero avere ampio accesso all&#8217;analisi del fabbisogno di competenze.</span></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>11.</p></td><td><span>Gli Stati membri dovrebbero fare in modo che l&#8217;offerta di istruzione e formazione soddisfi le esigenze del mercato del lavoro. In particolare, i programmi di istruzione e formazione professionale (IFP) dovrebbero offrire una combinazione equilibrata di conoscenze e competenze professionali, generando inoltre opportunit&#224; di apprendimento basato sul lavoro e di apprendistati, con particolare attenzione ai giovani. Corsi di breve durata e maggiormente in linea con le esigenze del mondo del lavoro possono agevolare percorsi professionali flessibili, anche per i meno giovani.</span></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>12.</p></td><td><span>Gli Stati membri dovrebbero assicurare a tutte le persone in et&#224; adulta, a prescindere dalla loro attuale posizione sul mercato del lavoro, il diritto a una formazione di qualit&#224; garantita e all&#8217;orientamento professionale, al fine di rispondere alle loro esigenze professionali future. Abbinare questo diritto, ove possibile, a congedi retribuiti a fini di formazione pu&#242; massimizzarne il potenziale.</span></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>13.</p></td><td><span>Gli Stati membri dovrebbero rafforzare le capacit&#224; di riconoscimento e convalida dell&#8217;apprendimento e dell&#8217;esperienza acquisiti al di fuori del settore formale dell&#8217;istruzione e della formazione, per fare s&#236; che i lavoratori possano dare comunicazione delle loro competenze ai potenziali datori di lavoro, promuovendone in tal modo un&#8217;efficiente riallocazione, in linea con la raccomandazione del Consiglio del 2012 sulla convalida dell&#8217;apprendimento non formale e informale e con la sua valutazione del 2020. In tale contesto, le microcredenziali possono agevolare la portabilit&#224; e il riconoscimento dei risultanti dell&#8217;apprendimento acquisiti durante corsi o esperienze di apprendimento di breve durata.</span></td></tr></tbody></table>
iii) Maggiore sostegno dei servizi per l’impiego alle transizioni professionali
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>14.</p></td><td><span>Gli Stati membri dovrebbero fornire alle persone in cerca di lavoro un sostegno personalizzato, che comprenda servizi di consulenza, orientamento e tutoraggio, valutazione e convalida delle competenze, assistenza nella ricerca di un impiego, sostegno all&#8217;imprenditorialit&#224; e, ove necessario, indirizzamento ai servizi sociali. Un&#8217;attenzione specifica dovrebbe essere dedicata ai giovani, in particolare a quelli che entrano nel mercato del lavoro, e alla lotta ai pregiudizi di genere e ad altre forme di discriminazione.</span></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>15.</p></td><td><span>Gli Stati membri dovrebbero offrire sostegno ai lavoratori interessati da ristrutturazioni aziendali, in stretta collaborazione con le imprese in cerca di competenze e forza lavoro supplementari. Detto sostegno potrebbe prevedere percorsi professionali personalizzati e la dotazione delle competenze necessarie per il passaggio a mansioni diverse nell&#8217;ambito della stessa impresa, piani di reinserimento lavorativo oppure una formazione esterna e il ricollocamento in altre imprese, unitamente all&#8217;agevolazione della mobilit&#224; transfrontaliera e alla promozione del riconoscimento o della convalida delle competenze.</span></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>16.</p></td><td><span>Gli Stati membri dovrebbero fare in modo che i servizi pubblici per l&#8217;impiego dispongano delle capacit&#224; operative necessarie per fornire direttamente le diverse forme di sostegno indicate o per contribuire in altro modo ad erogarle. Dovrebbero essere promosse le attivit&#224; di sensibilizzazione svolte dai servizi pubblici per l&#8217;impiego, in collaborazione con i servizi sociali, riservando un&#8217;attenzione particolare ai giovani inattivi o disoccupati di lunga durata difficili da raggiungere.</span></td></tr></tbody></table>
Possibilità di finanziamento, monitoraggio e rendicontazione
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>17.</p></td><td><span>Gli Stati membri dovrebbero destinare risorse adeguate al finanziamento delle misure EASE, garantendo al contempo che non si verifichi un doppio finanziamento delle misure a valere sui programmi e sugli strumenti dell&#8217;Unione. Gli Stati membri dovrebbero assicurarsi che le misure di sostegno siano concepite in modo da rispettare, ove siano da applicarsi, le norme sugli aiuti di Stato.</span></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>18.</p></td><td><span>Gli Stati membri dovrebbero avvalersi appieno del sostegno disponibile a livello dell&#8217;UE a titolo dei fondi strutturali, segnatamente il Fondo sociale europeo Plus (FSE+) e il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), del Fondo per una transizione giusta, del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG), dell&#8217;assistenza alla ripresa per la coesione e i territori d&#8217;Europa (REACT-EU), della riserva di adeguamento alla Brexit e dello strumento di sostegno tecnico (SST) per elaborare e attuare le misure&#160;EASE.</span></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>19.</p></td><td><span>Gli Stati membri dovrebbero includere le misure EASE nei piani per la ripresa e la resilienza trasmessi alla Commissione ai fini del sostegno nell&#8217;ambito del dispositivo per la ripresa e la resilienza. In linea con le condizioni stabilite nel regolamento che istituisce il dispositivo per la ripresa e la resilienza, l&#8217;ammissibilit&#224; di tali misure dipender&#224; da vari criteri, tra cui la coerenza con l&#8217;ambito di applicazione e gli obiettivi del dispositivo, il contributo ad affrontare le sfide individuate nelle relative raccomandazioni specifiche per paese adottate dal Consiglio nel quadro del semestre europeo nonch&#233; la complementarit&#224; e il coordinamento con altri programmi e strumenti dell&#8217;UE, nell&#8217;intento di utilizzare appieno e in modo ottimale il sostegno disponibile.</span></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>20.</p></td><td><span>Gli Stati membri dovrebbero monitorare e valutare le misure EASE, in modo da poter attuare ulteriori politiche e interventi basati su dati concreti, garantendo un uso efficiente delle risorse e una buona redditivit&#224; degli investimenti, e riferire mediante i quadri esistenti in merito all&#8217;esperienza acquisita e ai progressi conseguiti nella promozione dell&#8217;occupazione e nel sostegno alle transizioni professionali.</span></td></tr></tbody></table>
Fatto a Bruxelles, il 4 marzo 2021
Per la Commissione
Nicolas SCHMIT
Membro della Commissione
<note>
( 1 ) Commissione europea (2021): Previsioni economiche per l’Europa — Inverno 2021 (dati provvisori). European Economy, Institutional Paper 144 (febbraio 2021).
( 2 ) Regolamento (UE) 2020/460 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 marzo 2020, che modifica i regolamenti (UE) n. 1301/2013, (UE) n. 1303/2013 e (UE) n. 508/2014 per quanto riguarda misure specifiche volte a mobilitare gli investimenti nei sistemi sanitari degli Stati membri e in altri settori delle loro economie in risposta all’epidemia di COVID-19 (Iniziativa di investimento in risposta al coronavirus) ( GU L 99 del 31.3.2020, pag. 5 ).
( 3 ) Regolamento (UE) 2020/558 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 aprile 2020, che modifica i regolamenti (UE) n. 1301/2013 e (UE) n. 1303/2013 per quanto riguarda misure specifiche volte a fornire flessibilità eccezionale nell’impiego dei fondi strutturali e di investimento europei in risposta all’epidemia di COVID-19 ( GU L 130 del 24.4.2020, pag. 1 ).
( 4 ) Regolamento (UE) 2020/672 del Consiglio, del 19 maggio 2020, che istituisce uno strumento europeo di sostegno temporaneo per attenuare i rischi di disoccupazione nello stato di emergenza (SURE) a seguito dell’epidemia di COVID-19 ( GU L 159 del 20.5.2020, pag. 1 ).
( 5 ) Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni, Il Green Deal europeo [COM(2019) 640 final].
( 6 ) Commissione europea (2020), Strategia dell’UE «Plasmare il futuro digitale dell’Europa».
( 7 ) Secondo un’analisi condotta dalla Banca dei regolamenti internazionali, entro la fine del 2021 è possibile attendersi un netto aumento dei fallimenti aziendali in tutte le economie avanzate. Cfr.: R. Banerjee, G. Cornelli, E. Zakrajšek (2020) « The outlook for business bankruptcies » Bollettino BRI n. 30.
( 8 ) Commissione europea (2019), Employment and Social Developments in Europe 2019.
( 9 ) Tra il primo e il terzo trimestre del 2020 il tasso di disoccupazione nell’UE delle persone di età compresa tra i 15 e i 24 anni è aumentato del 3 % a fronte di un aumento del tasso di disoccupazione complessivo dello 0,8 %. Fonte: Eurostat.
( 10 ) Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni, Un’Unione dell’uguaglianza: la strategia per la parità di genere 2020-2025 [COM(2020) 152 final].
( 11 ) «I programmi per una politica attiva del mercato del lavoro tendono a conseguire un successo maggiore se i partecipanti accedono a un programma durante un periodo di congiuntura negativa e ne escono in una fase di prosperità economica.», D. Card, J. Kluve, A. Weber (2018). What works? A meta-analysis of recent active labor market program evaluations . Journal of the European Economic Association , 16(3), pagg. 894-931, p34.
( 12 ) Raccomandazione del Consiglio, del 15 marzo 2018, relativa a un quadro europeo per apprendistati efficaci e di qualità ( GU C 153 del 2.5.2018, pag. 1 ).
( 13 ) Raccomandazione del Consiglio, del 10 marzo 2014, su un quadro di qualità per i tirocini ( GU C 88 del 27.3.2014, pag. 1 ).
( 14 ) Direttiva (UE) 2019/1023 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 giugno 2019, riguardante i quadri di ristrutturazione preventiva, l’esdebitazione e le interdizioni, e le misure volte ad aumentare l’efficacia delle procedure di ristrutturazione, insolvenza ed esdebitazione, e che modifica la direttiva (UE) 2017/1132 (direttiva sulla ristrutturazione e sull’insolvenza) ( GU L 172 del 26.6.2019, pag. 18 ).
( 15 ) Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni - Quadro UE per la qualità nell’anticipazione dei cambiamenti e delle ristrutturazioni [COM(2013) 882 final].
( 16 ) Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni - Una nuova strategia industriale per l’Europa [COM(2020) 102 final].
( 17 ) Consiglio dell’Unione europea (2017), Proposta di proclamazione interistituzionale sul pilastro europeo dei diritti sociali.
( 18 ) Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni - Sostegno all’occupazione giovanile: un ponte verso il lavoro per la prossima generazione [COM(2020) 276 final].
( 19 ) Raccomandazione del Consiglio, del 30 ottobre 2020, relativa a un ponte verso il lavoro, che rafforza la garanzia per i giovani e sostituisce la raccomandazione del Consiglio del 22 aprile 2013 sull’istituzione di una garanzia per i giovani, 2020/C 372/01 ( GU C 372 del 4.11.2020, pag. 1 ).
( 20 ) Raccomandazione del Consiglio, del 24 novembre 2020, relativa all’istruzione e formazione professionale (IFP) per la competitività sostenibile, l’equità sociale e la resilienza, 2020/C 417/01 ( GU C 417 del 2.12.2020, pag. 1 ).
( 21 ) Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni - Un’agenda per le competenze per l’Europa per la competitività sostenibile, l’equità sociale e la resilienza [COM(2020) 274 final].
( 22 ) Commissione europea (2020), Il patto per le competenze.
( 23 ) Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo al Fondo sociale europeo Plus («FSE+«) [COM(2018) 382 final].
( 24 ) Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo al Fondo europeo di sviluppo regionale e al Fondo di coesione[COM(2018) 372 final).
( 25 ) Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce il Fondo per una transizione giusta [COM(2020) 22 final].
( 26 ) Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sul Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG) [COM (2018) 380 final].
( 27 ) Regolamento (UE) 2020/2221 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 dicembre 2020, che modifica il regolamento (UE) n. 1303/2013 per quanto riguarda le risorse aggiuntive e le modalità di attuazione per fornire assistenza allo scopo di promuovere il superamento degli effetti della crisi nel contesto della pandemia di COVID-19 e delle sue conseguenze sociali e preparare una ripresa verde, digitale e resiliente dell’economia (REACT-EU) ( GU L 437 del 28.12.2020, pag. 30 ).
( 28 ) Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce la riserva di adeguamento alla Brexit [COM(2020) 854 final].
( 29 ) Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce che istituisce uno strumento di sostegno tecnico [COM(2020) 409 final].
( 30 ) Regolamento (UE) 2021/241 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 febbraio 2021, che istituisce il dispositivo per la ripresa e la resilienza ( GU L 57 del 18.2.2021, pag. 17 ).
( 31 ) Conclusioni del Consiglio sul semestre europeo 2021: aspetti occupazionali e sociali della strategia annuale per la crescita sostenibile 2021.
( 32 ) SWD(2021) 12 final, parti 1/2.
</note>