Document ID: 32018D1946
Language: ITA

<table><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>11.12.2018&#160;&#160;&#160;</p></td><td><p>IT</p></td><td><p>Gazzetta ufficiale dell'Unione europea</p></td><td><p>L 314/62</p></td></tr></tbody></table>
DECISIONE DI ESECUZIONE (PESC) 2018/1946 DEL CONSIGLIO
del 10 dicembre 2018
che attua la decisione (PESC) 2015/740 concernente misure restrittive in considerazione della situazione nel Sud Sudan
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato dell'Unione europea, in particolare l'articolo 31, paragrafo 2,
vista la decisione (PESC) 2015/740 del Consiglio, del 7 maggio 2015, concernente misure restrittive in considerazione della situazione nel Sud Sudan e che abroga la decisione 2014/449/PESC ( 1 ) , in particolare l'articolo 9,
vista la proposta dell'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza,
considerando quanto segue:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(1)</p></td><td><p>Il 7&#160;maggio 2015 il Consiglio ha adottato la decisione (PESC)&#160;2015/740.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(2)</p></td><td><p>Il 21&#160;novembre 2018 il comitato del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite istituito a norma della risoluzione 2206 (2015) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha aggiornato le informazioni relative a una persona soggetta a misure restrittive.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(3)</p></td><td><p>&#200; opportuno pertanto modificare di conseguenza l'allegato I della decisione (PESC)&#160;2015/740,</p></td></tr></tbody></table>
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
L'allegato I della decisione (PESC) 2015/740 è modificato come indicato nell'allegato della presente decisione.
Articolo 2
La presente decisione entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea .
Fatto a Bruxelles, il 10 dicembre 2018
Per il Consiglio
La presidente
F. MOGHERINI
( 1 ) GU L 117 dell'8.5.2015, pag. 52 .
ALLEGATO
La voce relativa alla persona elencata in appresso è sostituita dalla seguente:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#171;1.</p></td><td><span>Gabriel JOK RIAK MAKOL [alias: a) Gabriel Jok b) Jok Riak c) Jock Riak]</span><p>Titolo: Tenente generale</p><p>Designazione: a) ex comandante del settore uno dell'Esercito di liberazione del popolo sudanese (SPLA); b) Capo delle forze di difesa</p><p>Data di nascita: 1<span>o</span> gennaio 1966</p><p>Luogo di nascita: Bor, Sudan/Sud Sudan</p><p>Cittadinanza: Sud Sudan</p><p>Passaporto n.: D00008623, Sud Sudan</p><p>Numero di identificazione nazionale: M6600000258472</p><p>Indirizzo: a) Stato dell'Unit&#224;, Sud Sudan b) Wau, Bahr El Ghazal Occidentale, Sud Sudan</p><p>Data della designazione ONU: 1<span>o</span> luglio 2015</p><p><span>Altre informazioni:</span> nominato Capo delle forze di difesa il&#160;2&#160;maggio&#160;2018. Comandante del settore uno dell'SPLA, operante principalmente nello Stato dell'Unit&#224;, dal gennaio&#160;2013. In quanto comandante del settore uno dell'SPLA, ha esteso o prolungato il conflitto in Sud Sudan violando l'accordo sulla cessazione delle ostilit&#224;. L'SPLA, entit&#224; militare sud-sudanese, ha condotto attivit&#224; che hanno prolungato il conflitto in Sud Sudan, comprese le violazioni dell'accordo sulla cessazione delle ostilit&#224; del gennaio&#160;2014 e dell'accordo per una soluzione della crisi in Sud Sudan del 9&#160;maggio&#160;2014, che rappresentava un impegno rinnovato al rispetto dell'accordo sulla cessazione delle ostilit&#224;, e ha ostacolato le attivit&#224; del meccanismo di monitoraggio e verifica dell'IGAD. Link all'avviso speciale INTERPOL-Consiglio di sicurezza dell'ONU: https://www.interpol.int/en/notice/search/un/5879060</p><p><span>Informazioni tratte dalla sintesi dei motivi dell'inserimento nell'elenco forniti dal comitato delle sanzioni:</span></p><p>Gabriel Jok Riak &#232; stato inserito nell'elenco il 1<span>o</span>&#160;luglio&#160;2015 a norma del punto&#160;7, lettere&#160;a) e f), e del punto&#160;8 della risoluzione&#160;2206 (2015) per i seguenti motivi: &#8220;attivit&#224; o politiche aventi lo scopo o l'effetto di estendere o prolungare il conflitto in Sud Sudan o ostacolare la riconciliazione, i colloqui o i processi di pace, comprese le violazioni dell'accordo sulla cessazione delle ostilit&#224;&#8221;; &#8220;ostacolo alle attivit&#224; delle missioni internazionali di mantenimento della pace, diplomatiche o umanitarie in Sud Sudan, comprese quelle del meccanismo di monitoraggio e verifica dell'IGAD, ovvero alla fornitura o alla distribuzione dell'aiuto umanitario, o all'accesso allo stesso&#8221;; nonch&#233; in quanto responsabile &#8220;di entit&#224;, compresi governo sud-sudanese, partito di opposizione, milizia o altro gruppo, che hanno commesso, o i cui membri hanno commesso, le attivit&#224; descritte ai punti&#160;6&#160;e&#160;7&#8221;.</p><p>Gabriel Jok Riak &#232; il comandante del settore uno dell'Esercito di liberazione del popolo sudanese (SPLA), entit&#224; militare sud-sudanese che ha condotto attivit&#224; che hanno prolungato il conflitto in Sud Sudan, comprese le violazioni dell'accordo sulla cessazione delle ostilit&#224; del gennaio&#160;2014 e dell'accordo per una soluzione della crisi in Sud Sudan del 9&#160;maggio&#160;2014 (accordo di maggio), che rappresentava un impegno rinnovato al rispetto dell'accordo sulla cessazione delle ostilit&#224;.</p><p>Jok Riak &#232; stato comandante del settore uno dell'SPLA, operante principalmente nello Stato dell'Unit&#224;, dal gennaio&#160;2013. La terza, quarta e quinta divisione dell'SPLA fanno capo al settore uno e al comandante dello stesso, Jok Riak.</p><p>Jok Riak e le forze dei settori uno e tre sotto il suo comando generale hanno condotto una serie di attivit&#224;, precisate in appresso, in violazione degli impegni assunti nel gennaio&#160;2014 nel quadro dell'accordo sulla cessazione delle ostilit&#224;, di porre fine a ogni azione militare diretta contro le forze di opposizione nonch&#233; ad altre azioni provocatorie, di bloccare le forze nelle loro attuali posizioni e di astenersi da attivit&#224; quali movimento delle forze o rifornimento di munizioni che potrebbero portare a un confronto militare.</p><p>Le forze dell'SPLA sotto il comando generale di Jok Riak hanno violato varie volte l'accordo sulla cessazione delle ostilit&#224; con veri e propri atti di ostilit&#224;.</p><p>Il 10&#160;gennaio&#160;2014, una forza dell'SPLA sotto il comando generale del comandante del settore uno, Jok Riak, ha conquistato Bentiu, precedentemente sotto il controllo dell'Esercito di liberazione del popolo sudanese all'opposizione (SPLM-IO) dal 20&#160;dicembre&#160;2013. La terza divisione dell'SPLA ha teso un agguato e bombardato combattenti dell'SPLM-IO nei pressi di Leer poco dopo la firma dell'accordo sulla cessazione delle ostilit&#224; del gennaio&#160;2014 e ha conquistato Mayom a met&#224; aprile&#160;2014, uccidendo pi&#249; di 300 uomini dell'SPLM-IO.</p><p>Il 4&#160;maggio&#160;2014, una forza dell'SPLA sotto il comando di Jok Riak ha riconquistato Bentiu. Un portavoce dell'SPLA annunciava alla televisione di Stato a Juba che le forze governative sotto il comando di Jok Riak avevano riconquistato Bentiu alle quattro del pomeriggio, aggiungendo che avevano partecipato all'operazione la terza divisione e una task force speciale dell'SPLA. Ad alcune ore dall'annuncio dell'accordo di maggio, le forze della terza e quarta divisione dell'SPLA attaccavano e respingevano i combattenti dell'opposizione, che avevano precedentemente attaccato posizioni dell'SPLA nei pressi di Bentiu e nelle regioni petrolifere settentrionali del Sud Sudan.</p><p>Inoltre, dopo la firma dell'accordo di maggio, truppe della terza divisione dell'SPLA hanno riconquistato Wang Kai e il comandante della divisione, Santino Deng Wol, ha autorizzato le sue forze a uccidere chiunque fosse armato o si nascondesse nelle case, ordinando loro di incendiare le case in cui si trovavano forze dell'opposizione.</p><p>Alla fine di aprile e nel maggio&#160;2015 le forze del settore uno dell'SPLA comandate da Jok Riak hanno condotto un'offensiva militare su vasta scala contro le forze dell'opposizione nello Stato dell'Unit&#224; dallo Stato dei Laghi.</p><p>In violazione dei termini dell'accordo sulla cessazione delle ostilit&#224; illustrato sopra, Jok Riak avrebbe cercato di far riparare e adattare carri armati per utilizzarli contro le forze dell'opposizione all'inizio di settembre&#160;2014. Alla fine di ottobre&#160;2014, almeno 7&#160;000&#160;uomini e armi pesanti della terza e della quinta divisione dell'SPLA sono stati riassegnati per rafforzare la quarta divisione vittima di un attacco dell'opposizione nei pressi di Bentiu. Nel novembre&#160;2014 l'SPLA ha posto sotto la responsabilit&#224; del settore uno armi e materiale militare nuovi, compresi veicoli corazzati da trasporto truppa, elicotteri, pezzi di artiglieria e munizioni, probabilmente per prepararsi a combattere contro l'opposizione. All'inizio di febbraio&#160;2015 Jok Riak avrebbe ordinato di inviare a Bentiu veicoli corazzati da trasporto truppa, probabilmente per rispondere a recenti agguati dell'opposizione.</p><p>Successivamente all'offensiva di aprile e maggio&#160;2015 nello Stato dell'Unit&#224;, il settore uno dell'SPLA ha negato le richieste del team di monitoraggio e verifica dell'Autorit&#224; intergovernativa per lo sviluppo (IGAD-MVM) a Bentiu di indagare su tale violazione dell'accordo sulla cessazione delle ostilit&#224;, negando cos&#236; all'IGAD-MVM la libert&#224; di movimento per svolgere il suo mandato.</p><p>Inoltre, nell'aprile&#160;2014 Jok Riak ha prolungato il conflitto in Sud Sudan in quanto avrebbe aiutato ad armare e mobilitare ben 1&#160;000&#160;giovani di etnia Dinka ad integrazione delle forze tradizionali dell'SPLA.&#187;</p></td></tr></tbody></table>