Document ID: 32023H0901(27)
Language: ITA

<table><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>1.9.2023&#160;&#160;&#160;</p></td><td><p>IT</p></td><td><p>Gazzetta ufficiale dell'Unione europea</p></td><td><p>C 312/252</p></td></tr></tbody></table>
RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
del 14 luglio 2023
relativa al programma nazionale di riforma 2023 della Svezia e che formula un parere del Consiglio sul programma di convergenza 2023 della Svezia
(2023/C 312/27)
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 121, paragrafo 2, e l'articolo 148, paragrafo 4,
visto il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, per il rafforzamento della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle politiche economiche ( 1 ) , in particolare l'articolo 9, paragrafo 2,
visto il regolamento (UE) n. 1176/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 novembre 2011, sulla prevenzione e la correzione degli squilibri macroeconomici ( 2 ) , in particolare l'articolo 6, paragrafo 1,
vista la raccomandazione della Commissione europea,
viste le risoluzioni del Parlamento europeo,
viste le conclusioni del Consiglio europeo,
visto il parere del comitato per l'occupazione,
visto il parere del comitato economico e finanziario,
visto il parere del comitato per la protezione sociale,
visto il parere del comitato di politica economica,
considerando quanto segue:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(1)</p></td><td><p>Il regolamento (UE) 2021/241 del Parlamento europeo e del Consiglio&#160;<a>(<span>3</span>)</a> che istituisce il dispositivo per la ripresa e la resilienza (&#171;dispositivo&#187;) &#232; entrato in vigore il 19 febbraio 2021. Il dispositivo fornisce sostegno finanziario agli Stati membri per l'attuazione di riforme e investimenti, producendo uno stimolo di bilancio finanziato dall'Unione. In linea con le priorit&#224; del semestre europeo, il dispositivo contribuisce alla ripresa economica e inclusiva e all'attuazione di investimenti e riforme sostenibili e favorevoli alla crescita, in particolare riforme e investimenti volti a promuovere le transizioni verde e digitale e a rendere pi&#249; resilienti le economie degli Stati membri. Contribuisce inoltre a consolidare le finanze pubbliche e a stimolare la crescita e la creazione di posti di lavoro nel medio e lungo periodo, a migliorare la coesione territoriale all'interno dell'Unione e a continuare l'attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali. Il contributo finanziario massimo per ciascuno Stato membro nell'ambito del dispositivo &#232; stato aggiornato il 30 giugno 2022, a norma dell'articolo 11, paragrafo 2, del regolamento (UE) 2021/241.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(2)</p></td><td><p>Il 22 novembre 2022 la Commissione ha adottato l'analisi annuale della crescita sostenibile, segnando l'inizio del semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche 2023. Il 23 marzo 2023 il Consiglio europeo ha approvato le priorit&#224; dell'analisi annuale della crescita sostenibile&#160;2023, incentrate sulle quattro dimensioni della sostenibilit&#224; competitiva. Sempre il 22 novembre 2022 la Commissione ha adottato, sulla base del regolamento (UE) n.&#160;1176/2011, la relazione sul meccanismo di allerta per il 2023, in cui annoverava la Svezia tra gli Stati membri che possono presentare squilibri o correre il rischio di presentarli e che devono essere sottoposti a esame approfondito. La Commissione ha inoltre adottato una raccomandazione di raccomandazione del Consiglio sulla politica economica della zona euro e una proposta di relazione comune sull'occupazione 2023, che analizza l'attuazione degli orientamenti in materia di occupazione e dei principi del pilastro europeo dei diritti sociali. Il 16 maggio 2023 il Consiglio ha adottato la raccomandazione sulla politica economica della zona euro&#160;<a>(<span>4</span>)</a> e il 13 marzo 2023 la relazione comune sull'occupazione.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(3)</p></td><td><p>Sebbene le economie dell'Unione diano prova di notevole resilienza, il contesto geopolitico continua ad avere un impatto negativo. Nella sua agenda di politica economica e sociale l'Unione, fermamente al fianco dell'Ucraina, mira, nel breve periodo, a ridurre gli effetti negativi degli shock energetici su famiglie e imprese vulnerabili e, nel medio periodo, a proseguire gli sforzi per realizzare le transizioni verde e digitale, favorire una crescita sostenibile e inclusiva, salvaguardare la stabilit&#224; macroeconomica e accrescere la resilienza. L'agenda &#232; fortemente incentrata anche sull'aumento della competitivit&#224; e della produttivit&#224; dell'Unione.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(4)</p></td><td><p>Il 1<span>o</span> febbraio 2023 la Commissione ha pubblicato la comunicazione dal titolo &#171;Un piano industriale del Green Deal per l'era a zero emissioni nette&#187; (&#171;piano industriale del Green Deal&#187;). L'obiettivo del piano industriale del Green Deal &#232; stimolare la competitivit&#224; dell'industria dell'Unione a zero emissioni nette e sostenere la transizione rapida verso la neutralit&#224; climatica. Il piano integra gli sforzi in corso nell'ambito del Green Deal europeo e di REPowerEU. Intende creare un contesto pi&#249; favorevole che consenta di aumentare la capacit&#224; dell'Unione di produrre le tecnologie e i prodotti a zero emissioni nette necessari per conseguire gli ambiziosi obiettivi climatici dell'Unione, nonch&#233; di garantire l'accesso alle materie prime critiche necessarie, anche diversificando l'approvvigionamento, sfruttando adeguatamente le risorse geologiche negli Stati membri e massimizzando il riciclo delle materie prime. Il piano industriale del Green Deal si basa su quattro pilastri: un contesto normativo prevedibile e semplificato, un accesso pi&#249; rapido ai finanziamenti, migliori competenze e l'apertura commerciale per catene di approvvigionamento resilienti. Il&#160;16&#160;marzo 2023 la Commissione ha pubblicato un'ulteriore comunicazione dal titolo &#171;Competitivit&#224; a lungo termine dell'UE: prospettive oltre il 2030&#187;, articolata attorno a nove fattori sinergici, con l'obiettivo di adoperarsi in favore di un quadro normativo propizio alla crescita. La comunicazione definisce le priorit&#224; politiche per provvedere in modo attivo a miglioramenti strutturali, investimenti ben mirati e misure normative per la competitivit&#224; a lungo termine dell'Unione e degli Stati membri. Le raccomandazioni formulate di seguito contribuiscono a rispondere a tali priorit&#224;.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(5)</p></td><td><p>Nel 2023 il semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche continua a evolvere in linea con l'attuazione del dispositivo. La piena attuazione dei piani per la ripresa e la resilienza rimane fondamentale per realizzare le priorit&#224; politiche del semestre europeo; i piani infatti rispondono a tutte le pertinenti raccomandazioni specifiche per paese formulate negli ultimi anni o a un insieme significativo di esse. Le raccomandazioni specifiche per paese 2019, 2020 e 2022 rimangono ugualmente pertinenti per i piani per la ripresa e la resilienza riveduti, aggiornati o modificati a norma degli articoli 14, 18 e 21 del regolamento (UE) 2021/241.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(6)</p></td><td><p>Il regolamento (UE) 2023/435 del Parlamento europeo e del Consiglio&#160;<a>(<span>5</span>)</a> (&#171;regolamento REPowerEU&#187;), adottato il 27 febbraio 2023, mira a una graduale e rapida eliminazione della dipendenza dell'Unione dalle importazioni di combustibili fossili russi. Ci&#242; contribuir&#224; alla sicurezza energetica e alla diversificazione dell'approvvigionamento di energia dell'Unione, aumentando nel contempo la diffusione delle energie rinnovabili, le capacit&#224; di stoccaggio dell'energia e l'efficienza energetica. Il regolamento REPowerEU consente agli Stati membri di aggiungere ai rispettivi piani nazionali per la ripresa e la resilienza un nuovo capitolo dedicato al piano REPowerEU, onde finanziare riforme e investimenti chiave che contribuiranno al conseguimento degli obiettivi di REPowerEU. Tali riforme e investimenti contribuiranno inoltre a stimolare la competitivit&#224; dell'industria dell'Unione a zero emissioni nette, come indicato nel piano industriale del Green Deal, e a dare seguito alle raccomandazioni specifiche per paese in materia di energia rivolte agli Stati membri nel 2022 e, se del caso, nel 2023. Il regolamento REPowerEU introduce una nuova categoria di sostegno finanziario non rimborsabile, messo a disposizione degli Stati membri per finanziare nuove riforme e nuovi investimenti connessi al settore dell'energia nell'ambito dei rispettivi piani per la ripresa e la resilienza.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(7)</p></td><td><p>L'8 marzo 2023 la Commissione ha adottato una comunicazione che fornisce orientamenti di politica di bilancio per il 2024 (&#171;comunicazione dell'8 marzo 2023&#187;). Essi mirano a sostenere la preparazione dei programmi di stabilit&#224; e convergenza degli Stati membri e a rafforzare in tal modo il coordinamento delle politiche. La Commissione ha inoltre ricordato che la clausola di salvaguardia generale del patto di stabilit&#224; e crescita sar&#224; disattivata alla fine del 2023. Per il periodo 2023-2024&#160;ha sollecitato politiche di bilancio che garantiscano la sostenibilit&#224; del debito a medio termine e aumentino la crescita potenziale in modo sostenibile e ha invitato gli Stati membri a precisare nei rispettivi programmi di stabilit&#224; e convergenza per il 2023 le modalit&#224; con cui i loro piani di bilancio garantiranno il rispetto del valore di riferimento del trattato del 3&#160;% del prodotto interno lordo (PIL) e garantiranno la riduzione plausibile e costante del debito, o in che modo intendano mantenere il debito a livelli prudenti, a medio termine. La Commissione ha inoltre invitato gli Stati membri a eliminare gradualmente le misure di bilancio nazionali introdotte per proteggere le famiglie e le imprese dallo shock dei prezzi dell'energia, iniziando da quelle meno mirate. Ha precisato che, qualora fosse necessaria una proroga delle misure di sostegno a causa di nuove pressioni nel settore dell'energia, gli Stati membri dovrebbero far s&#236; che dette misure siano molto pi&#249; mirate a favore delle famiglie e delle imprese vulnerabili. La Commissione ha dichiarato che le raccomandazioni di bilancio saranno quantificate e differenziate. Inoltre, come proposto nella comunicazione del 9 novembre 2022 sugli orientamenti per una riforma del quadro di governance economica dell'UE, le raccomandazioni di bilancio saranno formulate sulla base della spesa primaria netta. Ha raccomandato che tutti gli Stati membri continuino a tutelare gli investimenti finanziati a livello nazionale e a garantire l'uso efficace del dispositivo e di altri fondi dell'Unione, soprattutto in considerazione degli obiettivi in materia di transizioni verde e digitale e di resilienza. La Commissione ha inoltre indicato che proporr&#224; al Consiglio di avviare, nella primavera del 2024, le procedure per i disavanzi eccessivi basate sul disavanzo in base ai dati di consuntivo per il 2023, in linea con le disposizioni giuridiche vigenti.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(8)</p></td><td><p>Il 26 aprile 2023 la Commissione ha presentato proposte legislative per attuare una riforma globale delle regole della governance economica dell'Unione. L'obiettivo centrale delle proposte &#232; rafforzare la sostenibilit&#224; del debito pubblico e promuovere una crescita sostenibile e inclusiva in tutti gli Stati membri attraverso riforme e investimenti. Nelle sue proposte la Commissione mira a migliorare la titolarit&#224; nazionale, semplificare il quadro e spostarne il fulcro maggiormente sul medio termine, in combinazione con un'applicazione efficace e pi&#249; coerente. Secondo le conclusioni del Consiglio adottate il 14 marzo 2023 sugli orientamenti per una riforma del quadro di governance economica dell'UE, l'obiettivo &#232; concludere i lavori legislativi nel 2023.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(9)</p></td><td><p>Il 28 maggio 2021 la Svezia ha presentato alla Commissione il piano nazionale per la ripresa e la resilienza, conformemente all'articolo 18, paragrafo 1, del regolamento (UE) 2021/241. A norma dell'articolo 19 del medesimo regolamento, la Commissione ha valutato la pertinenza, l'efficacia, l'efficienza e la coerenza del piano, conformemente agli orientamenti per la valutazione di cui all'allegato V del regolamento. Il 4 maggio 2022 il Consiglio ha adottato la decisione di esecuzione relativa all'approvazione della valutazione del piano per la ripresa e la resilienza della Svezia&#160;<a>(<span>6</span>)</a>. L'erogazione delle rate &#232; subordinata all'adozione di una decisione della Commissione a norma dell'articolo 24, paragrafo 5, del regolamento (UE) 2021/241, che stabilisca che la Svezia ha conseguito in misura soddisfacente i traguardi e gli obiettivi indicati nella decisione di esecuzione del Consiglio. Il&#160;conseguimento soddisfacente presuppone che non siano annullati i traguardi e gli obiettivi conseguiti in precedenza.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(10)</p></td><td><p>Il 28 aprile 2023 la Svezia ha presentato il programma nazionale di riforma 2023 e il programma di convergenza 2023, in linea con l'articolo 8, paragrafo 1, del regolamento (CE) n.&#160;1466/97. I due programmi sono stati valutati congiuntamente per tener conto delle correlazioni. In conformit&#224; dell'articolo 27 del regolamento (UE) 2021/241, il programma nazionale di riforma 2023 rispecchia anche la relazione semestrale della Svezia in merito ai progressi compiuti nella realizzazione del suo piano per la ripresa e la resilienza.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(11)</p></td><td><p>Il 24 maggio 2023 la Commissione ha pubblicato la relazione per paese 2023 relativa alla Svezia. La Commissione ha valutato i progressi compiuti dalla Svezia nel dar seguito alle pertinenti raccomandazioni specifiche per paese adottate dal Consiglio tra il 2019 e il 2022 e ha fatto il punto dell'attuazione del piano per la ripresa e la resilienza. Sulla scorta di tale analisi la relazione per paese ha individuato lacune rispetto alle sfide non affrontate o solo parzialmente affrontate nel piano per la ripresa e la resilienza, e anche a sfide nuove ed emergenti. Ha valutato quindi i progressi compiuti dalla Svezia nell'attuare il pilastro europeo dei diritti sociali, conseguire gli obiettivi principali dell'Unione in materia di occupazione, competenze e riduzione della povert&#224; e gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(12)</p></td><td><p>La Commissione ha effettuato un esame approfondito a norma dell'articolo 5 del regolamento (UE) n. 1176/2011 per la Svezia e ne ha pubblicato i risultati il 24 maggio 2023. Ha concluso che la Svezia presenta squilibri macroeconomici. In particolare persistono vulnerabilit&#224; relative al mercato immobiliare e all'elevato debito privato. I prezzi degli immobili sono alti e sono aumentati fino al recente passato. Gli aumenti dei prezzi delle abitazioni hanno registrato un aumento parallelo alla crescita del debito privato. Nel 2022, nel contesto di un marcato inasprimento delle condizioni monetarie e di finanziamento, i prezzi degli immobili hanno iniziato a diminuire visibilmente in quello che sembra l'inizio del graduale attenuarsi delle vulnerabilit&#224; accumulate. I prezzi rimangono sensibilmente sopravvalutati e si prevede che diminuiscano ancora. Negli ultimi tempi il fatturato del settore immobiliare &#232; notevolmente diminuito; di conseguenza &#232; diminuita pure la domanda degli alloggi di nuova costruzione. L'andamento negativo &#232; rimasto finora limitato ai settori edilizio e immobiliare, che ora registrano un brusco declino dopo anni di elevata crescita. Nel complesso si prevede che l'economia svedese subisca una contrazione nel 2023, poich&#233; il cambiamento delle condizioni monetarie incide sui bilanci delle famiglie e delle imprese commerciali del settore immobiliare, nonch&#233; sulle loro capacit&#224; di consumo e investimento. L'impatto dei tassi d'interesse pi&#249; elevati sui pagamenti dei mutui ipotecari &#232; molto rilevante, a causa della prevalenza di tassi d'interesse variabili e di mutui ipotecari di lunghissima durata. L'impatto delle mutevoli condizioni sul settore finanziario &#232; stato limitato; il settore &#232; robusto e registra coefficienti di patrimonio ponderato per il rischio e margini di profitto elevati, che probabilmente fungono da baluardo contro la propagazione dei problemi del settore immobiliare al resto dell'economia, bench&#233; sia fortemente esposto ai cambiamenti nel settore immobiliare. I progressi in campo politico sono stati limitati. In particolare il sistema fiscale continua a favorire la propriet&#224; delle abitazioni mediante basse imposte ricorrenti sugli immobili, e promuove l'acquisizione di alloggi finanziata mediante debito grazie a una notevole detraibilit&#224; fiscale dei pagamenti degli interessi sui mutui ipotecari. Inoltre nell'inefficiente mercato degli affitti le riforme sono state limitate.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(13)</p></td><td><p>Secondo i dati convalidati da Eurostat il saldo delle amministrazioni pubbliche svedesi &#232; migliorato da una posizione di bilancio in pareggio nel 2021 a un avanzo pari allo 0,7&#160;% nel 2022, mentre il debito delle amministrazioni pubbliche &#232; sceso dal 36,5&#160;% del PIL alla fine del 2021 al 33,0&#160;% alla fine del 2022.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(14)</p></td><td><p>Il saldo delle amministrazioni pubbliche ha subito gli effetti delle misure di politica di bilancio adottate per attenuare l'impatto economico e sociale dell'aumento dei prezzi dell'energia. Nel 2022 le misure di politica di bilancio che hanno determinato una diminuzione delle entrate comprendevano la riduzione dell'imposta sull'energia per il combustibile diesel e la benzina, mentre le misure di politica di bilancio che hanno incrementato la spesa comprendevano la compensazione del costo dell'energia elettrica per le famiglie. La Commissione stima il costo di bilancio netto di queste misure allo 0,2&#160;% del PIL nel 2022&#160;<a>(<span>7</span>)</a>. Il saldo delle amministrazioni pubbliche ha risentito anche del costo di bilancio dell'offerta di protezione temporanea agli sfollati provenienti dall'Ucraina, stimato allo 0,2&#160;% del PIL nel 2022. Nel contempo il costo stimato delle misure temporanee di emergenza connesse alla COVID-19 &#232; sceso dal 2,0&#160;% del PIL nel 2021 all'1,1&#160;% nel 2022.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(15)</p></td><td><p>Il 18 giugno 2021 il Consiglio ha raccomandato che nel 2022 la Svezia&#160;<a>(<span>8</span>)</a> mantenesse un orientamento della politica di bilancio a sostegno della ripresa, anche grazie all'impulso dato dal dispositivo, e preservasse gli investimenti finanziati a livello nazionale.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(16)</p></td><td><p>Secondo le stime della Commissione, l'orientamento della politica di bilancio&#160;<a>(<span>9</span>)</a> nel 2022 &#232; stato restrittivo (+&#160;0,4&#160;% del PIL), appropriato in un contesto di inflazione elevata. Come raccomandato dal Consiglio, la Svezia ha continuato a sostenere la ripresa anche avvalendosi del dispositivo per finanziare investimenti. La spesa finanziata mediante le sovvenzioni del dispositivo e altri fondi dell'Unione &#232; stata pari allo 0,2&#160;% del PIL nel 2022 (0,2&#160;% nel 2021). Gli investimenti finanziati a livello nazionale hanno apportato un contributo espansivo di 0,1 punti percentuali all'orientamento della politica di bilancio&#160;<a>(<span>10</span>)</a>. La&#160;Svezia ha pertanto preservato gli investimenti finanziati a livello nazionale, come raccomandato dal Consiglio. Allo stesso tempo la crescita della spesa primaria corrente finanziata a livello nazionale (al netto delle nuove misure sul lato delle entrate) ha fornito un contributo restrittivo di 0,8 punti percentuali all'orientamento della politica di bilancio. La&#160;Svezia ha pertanto tenuto sufficientemente sotto controllo la crescita della spesa corrente finanziata a livello nazionale.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(17)</p></td><td><p>Lo scenario macroeconomico su cui si fondano le proiezioni di bilancio del programma di convergenza&#160;2023 &#232; prudente nel 2023 e in linea con le previsioni di primavera 2023 della Commissione dopo questa data. Il governo prevede un calo del PIL reale dell'1,0&#160;% nel 2023 e una crescita dell'1,2&#160;% nel 2024. A titolo di confronto, le previsioni di primavera 2023 della Commissione prospettano un calo del PIL reale dello 0,5&#160;% nel 2023 e una crescita dell'1,1&#160;% nel 2024, soprattutto a causa di dati pi&#249; recenti e del fatto che le previsioni della Commissione giudicano relativamente meno dinamici gli investimenti al di fuori del settore edilizio.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(18)</p></td><td><p>Nel programma di convergenza 2023 il governo prevede che l'avanzo delle amministrazioni pubbliche del 2022 si deteriori fino a raggiungere un rapporto disavanzo/PIL dello 0,4&#160;% nel 2023. Il deterioramento nel 2023 rispecchia principalmente la maggiore debolezza dell'economia e il deterioramento delle finanze nel settore delle amministrazioni locali. Secondo il programma, il rapporto debito pubblico/PIL dovrebbe diminuire passando dal 33,0&#160;% alla fine del 2022 al 31,0&#160;% alla fine del 2023. Le previsioni di primavera 2023 della Commissione prospettano un disavanzo pubblico dello 0,9&#160;% del PIL per il 2023. Si tratta di un disavanzo pi&#249; elevato rispetto a quello previsto nel programma di convergenza 2023, dovuto principalmente al fatto che la Commissione prevede maggiori spese pubbliche derivanti, tra l'altro, da trasferimenti sociali in natura e consumi intermedi pi&#249; cospicui nonch&#233; da una spesa per interessi pi&#249; elevata. Le previsioni di primavera 2023 della Commissione prospettano un rapporto debito pubblico/PIL analogo, pari al 31,4&#160;% alla fine del 2023.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(19)</p></td><td><p>Stando alle previsioni il saldo generale delle amministrazioni pubbliche nel 2023 continuer&#224; a risentire delle misure adottate per attenuare l'impatto economico e sociale dell'aumento dei prezzi dell'energia. Si tratta di misure prorogate dal 2022 (in particolare il taglio dell'imposta sull'energia per il combustibile diesel e la benzina) e di misure nuove come la compensazione dei costi dell'energia elettrica per famiglie, imprese e organizzazioni. Il costo di tali misure &#232; compensato soprattutto da entrate derivanti dai diritti di trasmissione nonch&#233;, in misura minore, da imposte sui profitti straordinari dei fornitori di energia. Tenendo conto di queste entrate, nelle previsioni di primavera 2023 la Commissione stima il costo di bilancio netto delle misure di sostegno allo 0,1&#160;% del PIL nel 2023&#160;<a>(<span>11</span>)</a>. La maggior parte delle misure del 2023 non sembra mirata a sostenere le famiglie o le imprese pi&#249; vulnerabili n&#233; preserva appieno il segnale di prezzo necessario per ridurre la domanda di energia e accrescere l'efficienza energetica. Di conseguenza le previsioni di primavera 2023 della Commissione stima allo 0,0&#160;% del PIL nel 2023 (in linea con il 2022) l'importo delle misure di sostegno mirate di cui tenere conto nella valutazione della conformit&#224; alla raccomandazione del Consiglio del 12&#160;luglio&#160;2022&#160;<a>(<span>12</span>)</a>. Secondo le proiezioni il costo di bilancio dell'offerta di protezione temporanea agli sfollati ucraini rimarr&#224; sostanzialmente stabile nel 2023. Infine si prevede che il saldo generale delle amministrazioni pubbliche nel 2023 trarr&#224; beneficio dall'eliminazione graduale delle misure temporanee di emergenza connesse alla COVID-19, stimate all'1,1&#160;% del PIL.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(20)</p></td><td><p>Nella sua raccomandazione del 12 luglio 2022 il Consiglio ha raccomandato alla Svezia di prendere provvedimenti per garantire nel 2023 che la crescita della spesa primaria corrente finanziata a livello nazionale sia in linea con un orientamento della politica complessivamente neutro&#160;<a>(<span>13</span>)</a>, tenendo conto del costante sostegno temporaneo e mirato alle famiglie e alle imprese pi&#249; vulnerabili agli aumenti dei prezzi dell'energia, nonch&#233; alle persone in fuga dall'Ucraina. La Svezia dovrebbe essere pronta ad adeguare la spesa corrente all'evoluzione della situazione. Alla Svezia &#232; stato anche raccomandato di aumentare gli investimenti pubblici per le transizioni verde e digitale e per la sicurezza energetica tenendo conto dell'iniziativa REPowerEU, anche avvalendosi del dispositivo e di altri fondi dell'Unione.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(21)</p></td><td><p>Le previsioni di primavera 2023 della Commissione prospettano per il 2023 un orientamento della politica di bilancio sostanzialmente neutro (&#8211;&#160;0,1&#160;% del PIL), in un contesto di inflazione elevata, a fronte di un orientamento restrittivo nel 2022 (+&#160;0,4&#160;% del PIL). Si prevede inoltre che nel 2023 la crescita della spesa primaria corrente finanziata a livello nazionale (al netto delle misure discrezionali sul lato delle entrate) apporter&#224; all'orientamento della politica di bilancio un contributo sostanzialmente neutro del &#8211;&#160;0,2&#160;% del PIL. In sintesi, la crescita prevista della spesa primaria corrente finanziata a livello nazionale &#232; in linea con la raccomandazione del Consiglio del 12 luglio 2022. Secondo le proiezioni la spesa finanziata con le sovvenzioni del dispositivo e altri fondi dell'Unione ammonter&#224; allo 0,3&#160;% del PIL nel 2023, mentre gli investimenti finanziati a livello nazionale apporteranno all'orientamento della politica di bilancio un contributo sostanzialmente neutro di 0,1 punti percentuali&#160;<a>(<span>14</span>)</a>. Pertanto la Svezia prevede di finanziare ulteriori investimenti attraverso il dispositivo e altri fondi dell'Unione e, stando alle proiezioni, non preserver&#224; gli investimenti finanziati a livello nazionale. La Svezia prevede di finanziare gli investimenti pubblici per le transizioni verde e digitale nonch&#233; per la sicurezza energetica, come gli investimenti nella transizione climatica dell'industria e nell'espansione della banda larga, che sono finanziati dal dispositivo e da altri fondi dell'Unione.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(22)</p></td><td><p>Secondo il programma di convergenza 2023, il disavanzo delle amministrazioni pubbliche aumenter&#224; allo 0,6&#160;% del PIL nel 2024. L'aumento del 2024 rispecchia principalmente la recessione economica. Secondo il programma di convergenza 2023, si prevede che il rapporto debito pubblico/PIL rimanga stabile al 31,0&#160;% alla fine del 2024. Sulla base delle misure politiche note alla data limite delle previsioni, le previsioni di primavera 2023 della Commissione prospettano un disavanzo pubblico dello 0,5&#160;% del PIL per il 2024. Ci&#242; &#232; sostanzialmente in linea con il disavanzo previsto nel programma di convergenza&#160;2023. Le&#160;previsioni di primavera 2023 della Commissione prospettano un rapporto debito pubblico/PIL analogo, pari al 30,7&#160;% alla fine del 2024.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(23)</p></td><td><p>Il programma di convergenza 2023 prevede l'eliminazione graduale nel 2024 della maggior parte delle misure connesse all'energia&#160;<a>(<span>15</span>)</a>. La Commissione stima che nel 2024 il costo netto delle misure di sostegno connesse all'energia sia pari allo 0,1&#160;% del PIL, in linea con il 2023. Tali stime si basano sul presupposto che non si registrino nuovi aumenti dei prezzi dell'energia. Le misure di sostegno connesse all'energia che si prevede, rimarranno in vigore nel 2024 non sembrano mirate a sostenere le famiglie o le imprese vulnerabili. Non preservano il segnale di prezzo necessario per ridurre la domanda di energia e accrescere l'efficienza energetica.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(24)</p></td><td><p>Nel programma di convergenza 2023 la Svezia prevede di conseguire l'obiettivo di bilancio a medio termine &#8212; un saldo strutturale di bilancio pari a &#8211;&#160;1,0&#160;% del PIL &#8212; nel 2023 e nel 2024, e di mantenerlo per il rimanente periodo del programma. Stando alle previsioni di primavera 2023 della Commissione, il saldo strutturale registrer&#224; un avanzo pari allo 0,1&#160;% del PIL nel 2023 e allo 0,7&#160;% del PIL nel 2024, al di sopra dell'obiettivo di bilancio a medio termine.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(25)</p></td><td><p>Nell'ipotesi di politiche invariate, le previsioni di primavera 2023 della Commissione prospettano una crescita della spesa primaria netta finanziata a livello nazionale nel 2024 pari all'1,1&#160;% nel 2024.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(26)</p></td><td><p>Il programma di convergenza 2023 prevede un aumento degli investimenti pubblici dal 4,7&#160;% del PIL nel 2023 al 5,2&#160;% del PIL nel 2024. Tale aumento riflette quello degli investimenti finanziati a livello nazionale e di quelli finanziati dall'Unione, in particolare attraverso il dispositivo. Il programma di convergenza 2023 fa riferimento a riforme e investimenti, come l'innalzamento dei limiti di et&#224; nel sistema pensionistico, da cui si attende un contributo alla sostenibilit&#224; di bilancio e a una crescita sostenibile e inclusiva..</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(27)</p></td><td><p>Il programma di convergenza 2023 delinea un percorso di bilancio a medio termine fino al 2026. Secondo il programma di convergenza&#160;2023, il disavanzo delle amministrazioni pubbliche dovrebbe trasformarsi in un avanzo pari allo 0,2&#160;% del PIL nel 2025 e all'1,4&#160;% entro il 2026. Si prevede pertanto che il saldo delle amministrazioni pubbliche rispetter&#224; il valore di riferimento stabilito dal trattato per tutto il periodo di riferimento del programma. Sempre in base al programma di convergenza&#160;2023, il rapporto debito pubblico/PIL dovrebbe diminuire passando dal 31,0&#160;% alla fine del 2024 al 27,7&#160;% entro la fine del 2026.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(28)</p></td><td><p>L'elevato debito privato e i prezzi degli immobili ancora eccessivi, nonostante alcuni recenti interventi, costituiscono squilibri macroeconomici che continuano a correre il rischio di una correzione disordinata. Per i nuovi arrivati sul mercato degli alloggi la casa rimane un bene difficilmente accessibile in termini economici, mentre il mercato degli affitti offre poche alternative e necessita ancora di riforme volte a ridurre le liste di attesa e a promuovere la costruzione di alloggi in affitto. In Svezia sono state intraprese scarse azioni politiche per contrastare gli squilibri, incentrate su politiche macroprudenziali e misure sul lato dell'offerta per facilitare le procedure delle licenze edilizie e sovvenzionare la costruzione di appartamenti in affitto.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(29)</p></td><td><p>Il carico fiscale complessivo sugli immobili rimane relativamente basso a causa delle generose detrazioni fiscali relative ai pagamenti degli interessi sui mutui ipotecari e delle basse imposte patrimoniali ricorrenti. L'impatto dei cambiamenti politici sui pagamenti dei mutui ipotecari al netto delle imposte &#232; difficile da valutare in assenza di dati sul patrimonio attivo e passivo delle singole famiglie. La disponibilit&#224; di tali dati potrebbe consentire di elaborare le politiche in maniera pi&#249; efficiente, eventualmente abbassando la barriera all'ingresso nel mercato degli alloggi e distribuendo pi&#249; equamente tra la popolazione gli oneri legati agli alloggi. Nel mercato degli affitti, i canoni di locazione regolamentati, inferiori ai prezzi di mercato, apportano benefici a un gruppo limitato di famiglie. Non sussiste alcun nesso tra il canone di locazione regolamentato, inferiore ai prezzi di mercato, e le esigenze o i redditi delle famiglie. Di conseguenza si formano lunghe liste di attesa, soprattutto per gli alloggi in affitto pi&#249; ricercati, e la percentuale di appartamenti vacanti &#232; assai modesta in una prospettiva internazionale. Si otterrebbe maggiore efficienza se i canoni di locazione seguissero pi&#249; strettamente i prezzi di mercato e venisse predisposto un sostegno integrativo per gli affitti basato sul reddito e sul patrimonio netto.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(30)</p></td><td><p>Conformemente all'articolo 19, paragrafo 3, lettera b), del regolamento (UE) 2021/241 e all'allegato V, criterio 2.2, di tale regolamento, il piano per la ripresa e la resilienza comprende un'ampia gamma di riforme e investimenti che si rafforzano reciprocamente, da attuare entro il 2026. Il piano per la ripresa e la resilienza della Svezia &#232; stato adottato soltanto nel 2022, ma il processo di attuazione &#232; ora in corso. Nonostante il lento avvio, l'attuazione &#232; generalmente a buon punto e, in questa fase, i rischi di mancato assorbimento sembrano limitati dati gli stanziamenti finanziari relativamente modesti del piano per la ripresa e la resilienza. Gli accordi operativi tra la Commissione e la Svezia sono stati conclusi nel maggio&#160;2023. La Svezia dovrebbe presentare la prima richiesta di pagamento, che riunisce due rate, nella seconda met&#224; del 2023. I preparativi del capitolo dedicato a REPowerEU e un addendum dovuto alla lieve diminuzione del sostegno non rimborsabile sono in corso. La rapida inclusione del nuovo capitolo dedicato al piano REPowerEU nel piano per la ripresa e la resilienza consentir&#224; di finanziare ulteriori riforme e investimenti a sostegno degli obiettivi strategici della Svezia in materia di energia e transizione verde. Per l'attuazione efficace del piano per la ripresa e la resilienza e di altre politiche economiche e occupazionali che vanno al di l&#224; di tale piano, per assicurare un'ampia titolarit&#224; dell'agenda politica generale rimane importante il coinvolgimento sistematico ed effettivo delle autorit&#224; locali e regionali, delle parti sociali e degli altri portatori di interessi pertinenti.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(31)</p></td><td><p>Nel 2022 la Commissione ha approvato tutti i documenti di programmazione della politica di coesione della Svezia. Procedere alla rapida attuazione dei programmi della politica di coesione in complementarit&#224; e sinergia con il piano per la ripresa e la resilienza, compreso il capitolo dedicato al piano REPowerEU, &#232; fondamentale per realizzare le transizioni verde e digitale, accrescere la resilienza economica e sociale e conseguire uno sviluppo territoriale equilibrato in Svezia.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(32)</p></td><td><p>Oltre alle sfide economiche e sociali affrontate dal piano per la ripresa e la resilienza e dai programmi della politica di coesione, la Svezia si trova di fronte a una serie di ulteriori sfide connesse i) alla disparit&#224; di opportunit&#224; nell'istruzione per gli alunni provenienti da contesti socioeconomici e migratori svantaggiati; ii) all'esigenza di integrare meglio i gruppi svantaggiati nel mercato del lavoro; e iii) alla necessit&#224; di ridurre ulteriormente la dipendenza dai combustibili fossili.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(33)</p></td><td><p>Nonostante i buoni risultati complessivi registrati dal paese, nel sistema di istruzione della Svezia persistono le disuguaglianze. Agli alunni provenienti da contesti socioeconomici e migratori svantaggiati si offrono opportunit&#224; di istruzione limitate, anche per quanto riguarda le opportunit&#224; di sviluppare le competenze necessarie per trovare un lavoro. Le&#160;disuguaglianze nell'istruzione sono in aumento e sono spesso legate all'assenza di opportunit&#224; di scelta della scuola desiderata per gli alunni provenienti da un contesto migratorio, in particolare quelli arrivati di recente nel paese. Le differenze nei sistemi di attribuzione dei voti nelle varie scuole rischiano di compromettere ulteriormente i risultati scolastici. La carenza di insegnanti qualificati rimane problematica e riveste particolare urgenza per gli insegnanti di sostegno, gli insegnanti delle materie previste nell'istruzione obbligatoria e gli insegnanti degli istituti secondari di formazione professionale. Vi sono margini per migliorare l'assetto e la governance del sistema di istruzione, compreso il processo di iscrizione e il sistema di attribuzione dei voti, nonch&#233; l'avanzamento nella carriera degli insegnanti.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(34)</p></td><td><p>La Svezia continua ad affrontare sfide legate all'integrazione nel mercato del lavoro delle persone provenienti da un contesto migratorio e svantaggiato, nonch&#233; alla riduzione dei rimanenti divari di competenze. Si registra un divario crescente nei livelli di istruzione tra le persone nate al di fuori dell'Unione e all'interno dell'Unione, principalmente perch&#233; per queste ultime &#232; migliorato il tasso di completamento del ciclo di istruzione terziaria. Il tasso di abbandono scolastico, sia nell'istruzione che nella formazione, &#232; in aumento soprattutto per gli studenti nati al di fuori dell'Unione. &#200; necessario ampliare la partecipazione alle attivit&#224; di apprendimento per aiutare le persone che provengono da gruppi svantaggiati a sviluppare competenze pertinenti per il mercato del lavoro e migliorarne le opportunit&#224; di trovare un'occupazione.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(35)</p></td><td><p>La Svezia deve intensificare gli sforzi per raggiungere l'obiettivo nazionale di azzerare le emissioni nette di carbonio entro il 2045. Bench&#233; la Svezia rimanga tra gli Stati membri con la quota pi&#249; elevata di energie rinnovabili nel consumo finale di energia, la capacit&#224; della rete elettrica e i limiti di trasmissione potrebbero imporre restrizioni all'ulteriore futura diffusione delle fonti di energia rinnovabile. Nel 2022 tali restrizioni hanno contribuito all'impennata dei prezzi dell'energia per l'industria e le famiglie, limitando altres&#236; l'espansione dell'attivit&#224; economica nelle localit&#224; geografiche remote. Accrescere la capacit&#224; della rete elettrica &#232; essenziale, in quanto si prevede che il consumo finale di energia elettrica della Svezia raddoppi entro il 2045, raggiungendo i 300&#160;TWh, a causa del maggiore fabbisogno di elettrificazione dell'industria e dei trasporti. La costruzione e il potenziamento della rete elettrica subiscono per&#242; ritardi per farraginose procedure di autorizzazione. In&#160;Svezia le procedure amministrative per la diffusione delle fonti di energia rinnovabile, in particolare per i progetti di energia eolica onshore, sono tra le pi&#249; lunghe dell'Unione. Il&#160;governo ha avviato un'indagine per semplificare le valutazioni concernenti le autorizzazioni ambientali nell'ambito del codice ambientale svedese. Al contempo &#232; necessaria un'azione politica concreta al fine di accelerare le procedure amministrative per l'espansione della rete elettrica e la diffusione delle fonti di energia rinnovabile, ad esempio limitando il numero delle autorit&#224; coinvolte e consentendo lo svolgimento parallelo delle procedure. La riduzione del consumo di energia mediante un aumento dell'efficienza energetica &#232; essenziale per ridurre le emissioni di carbonio e i costi sostenuti dalle famiglie e dalle imprese per l'energia. La Svezia, se resta sulla traiettoria di consumo registrata tra il 2005 e il 2020, rischia di non raggiungere l'obiettivo nazionale di un uso dell'energia pi&#249; efficiente del 50&#160;% nel 2030 rispetto al 2005. Con un consumo di energia primaria pari a 43,8 Mtep nel 2021, la Svezia rimane uno degli Stati membri in cui il consumo pro capite &#232; pi&#249; elevato. Nel periodo tra l'agosto 2022 e il marzo 2023 il consumo di gas naturale della Svezia &#232; diminuito del 37&#160;% rispetto al consumo medio di gas registrato per lo stesso periodo nei cinque anni precedenti, superando l'obiettivo di riduzione del 15&#160;%. Il paese potrebbe continuare ad adoperarsi per ridurre temporaneamente la domanda di gas fino al 31&#160;marzo 2024 in conformit&#224; del regolamento (UE)&#160;2022/1369 del Consiglio&#160;<a>(<span>16</span>)</a>.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(36)</p></td><td><p>La carenza di manodopera e di competenze nei settori e nelle professioni fondamentali per la transizione verde &#8212; compresi la produzione, la diffusione e la manutenzione delle tecnologie a zero emissioni nette &#8212; sta creando strozzature nella transizione a un'economia a zero emissioni nette. Sistemi di istruzione e formazione di qualit&#224; elevata che rispondano alle mutevoli esigenze del mercato del lavoro e misure mirate per la riqualificazione e il miglioramento del livello delle competenze sono cruciali per ridurre le carenze di competenze e promuovere l'inclusione lavorativa e la riallocazione della forza lavoro. Per&#160;sbloccare il potenziale inutilizzato dell'offerta di lavoro, tali misure devono essere accessibili, in particolare per le persone e nei settori e nelle regioni maggiormente interessati dalla transizione verde. Negli ultimi anni in Svezia le carenze di manodopera si sono aggravate: nel 2022 sono state segnalate per 16 professioni che richiedono competenze o conoscenze specifiche connesse alla transizione verde.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(37)</p></td><td><p>Alla luce della valutazione della Commissione, il Consiglio ha esaminato il programma di convergenza 2023 e il suo parere&#160;<a>(<span>17</span>)</a> trova riscontro nella raccomandazione di cui al punto 1.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(38)</p></td><td><p>Alla luce dell'esame approfondito della Commissione e della valutazione ivi contenuta, il Consiglio ha esaminato il programma nazionale di riforma 2023 e il programma di convergenza 2023. Le sue raccomandazioni a norma dell'articolo 6 del regolamento (UE) n. 1176/2011 trovano riscontro nella raccomandazione di cui al punto 1. Le politiche menzionate nella raccomandazione di cui al punto 1 contribuiscono a superare le vulnerabilit&#224; legate all'elevato debito privato e agli alti prezzi delle abitazioni,</p></td></tr></tbody></table>
RACCOMANDA alla Svezia di prendere provvedimenti nel 2023 e nel 2024 al fine di:
1. Eliminare gradualmente le vigenti misure di sostegno di emergenza connesse all'energia quanto prima nel 2023 e nel 2024; qualora nuovi aumenti dei prezzi dell'energia dovessero richiedere nuove misure di sostegno o il proseguimento di quelle esistenti, provvedere a che tali misure di sostegno mirino a tutelare le famiglie e le imprese vulnerabili, siano sostenibili a livello di bilancio e preservino gli incentivi al risparmio energetico;
Preservare gli investimenti pubblici finanziati a livello nazionale, mantenendo al contempo una solida posizione di bilancio nel 2024, e provvedere all'assorbimento efficace delle sovvenzioni del dispositivo e di altri fondi dell'Unione, in particolare per promuovere le transizioni verde e digitale;
Per il periodo successivo al 2024, continuare a perseguire investimenti e riforme atti ad aumentare la crescita sostenibile, e preservare una posizione di bilancio prudente a medio termine;
Ridurre i rischi correlati all'elevato debito delle famiglie e agli squilibri del mercato degli alloggi riducendo la detraibilità fiscale dei pagamenti degli interessi sui mutui ipotecari e/o aumentando le imposte patrimoniali ricorrenti, introducendo però strumenti adeguati per valutare e orientare le politiche in maniera più efficiente; stimolare gli investimenti nell'edilizia residenziale per ovviare alle carenze più urgenti, in particolare eliminando gli ostacoli strutturali alla costruzione e garantendo l'offerta di terreni edificabili; migliorare l'efficienza del mercato degli alloggi, anche introducendo riforme del mercato degli affitti;
2. Procedere con l'attuazione costante del piano per la ripresa e la resilienza e perfezionare celermente il capitolo dedicato a REPowerEU al fine di avviarne rapidamente l'attuazione; procedere alla rapida attuazione dei programmi della politica di coesione in stretta complementarità e sinergia con il piano per la ripresa e la resilienza;
3. Migliorare i risultati scolastici per gli alunni provenienti da contesti socioeconomici e migratori svantaggiati, garantendo pari opportunità di accesso al sistema scolastico e facendo fronte alla carenza di insegnanti qualificati; sviluppare le competenze dei gruppi svantaggiati, in particolare delle persone provenienti da un contesto migratorio, adattando le risorse e i metodi alle loro esigenze per favorirne l'integrazione nel mercato del lavoro;
4. Ridurre la dipendenza dai combustibili fossili accelerando la diffusione delle energie rinnovabili, anche ampliando e potenziando le reti di trasmissione dell'energia, introducendo riforme per semplificare e accelerare le procedure amministrative e di autorizzazione, migliorando l'efficienza energetica e intensificando gli sforzi politici volti ad offrire, e ad acquisire, le abilità e le competenze necessarie alla transizione verde.
Fatto a Bruxelles, il 14 luglio 2023
Per il Consiglio
La presidente
N. CALVIÑO SANTAMARÍA
<note>
( 1 ) GU L 209 del 2.8.1997, pag. 1 .
( 2 ) GU L 306 del 23.11.2011, pag. 25 .
( 3 ) Regolamento (UE) 2021/241 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 febbraio 2021, che istituisce il dispositivo per la ripresa e la resilienza ( GU L 57 del 18.2.2021, pag. 17 ).
( 4 ) Raccomandazione del Consiglio, del 16 maggio 2023, sulla politica economica della zona euro ( GU C 180 del 23.5.2023, pag. 1 ).
( 5 ) Regolamento (UE) 2023/435 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 febbraio 2023, che modifica il regolamento (UE) 2021/241 per quanto riguarda l'inserimento di capitoli dedicati al piano REPowerEU nei piani per la ripresa e la resilienza e che modifica i regolamenti (UE) n. 1303/2013, (UE) 2021/1060 e (UE) 2021/1755, e la direttiva 2003/87/CE ( GU L 63 del 28.2.2023, pag. 1 ).
( 6 ) ST 7772/2022 INIT; ST 7772/2022 ADD 1.
( 7 ) Nel 2022 il costo di bilancio lordo delle misure di sostegno connesse all'energia si è avvicinato allo 0,5 % del PIL, ma una significativa fonte compensativa di reddito è giunta dal gestore del sistema di trasmissione Svenska Kraftnät .
( 8 ) Raccomandazione del Consiglio, del 18 giugno 2021, che formula un parere del Consiglio sul programma di convergenza 2021 della Svezia ( GU C 304 del 29.7.2021, pag. 131 ).
( 9 ) L'orientamento della politica di bilancio è misurato come la variazione, rispetto alla crescita potenziale a medio termine, della spesa primaria (al netto delle misure discrezionali sul lato delle entrate), escluse le misure temporanee di emergenza connesse alla crisi della COVID-19, ma compresa la spesa finanziata dal sostegno non rimborsabile (sovvenzioni) del dispositivo e altri fondi dell'Unione. Per maggiori dettagli cfr. il riquadro 1 nelle tabelle statistiche di bilancio.
( 10 ) L'altra spesa in conto capitale finanziata a livello nazionale ha dato un contributo espansivo di 0,2 punti percentuali di PIL.
( 11 ) Tale cifra rappresenta il livello del costo annuale di bilancio delle misure, comprese le entrate e le spese correnti e, se del caso, le misure di spesa in conto capitale.
( 12 ) Raccomandazione del Consiglio, del 12 luglio 2022, sul programma nazionale di riforma 2022 della Svezia e che formula un parere del Consiglio sul programma di convergenza 2022 della Svezia, ( GU C 334 dell'1.9.2022, pag. 221 ).
( 13 ) Stando alle previsioni di primavera 2023 della Commissione, la crescita del prodotto potenziale a medio termine (media su 10 anni) della Svezia, utilizzata per misurare l'orientamento della politica di bilancio, è stimata al 7,7 % in termini nominali.
( 14 ) L'altra spesa in conto capitale finanziata a livello nazionale apporterà, secondo le previsioni, un contributo neutro.
( 15 ) Si prevede che la riduzione dell'imposta sull'energia per il combustibile diesel e la benzina rimanga in vigore dal 2023 al 2025.
( 16 ) Regolamento (UE) 2022/1369 del Consiglio, del 5 agosto 2022, relativo a misure coordinate di riduzione della domanda di gas ( GU L 206 dell'8.8.2022, pag. 1 ).
( 17 ) A norma dell'articolo 9, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1466/97.
</note>