Document ID: 32023H0901(10)
Language: ITA

<table><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>1.9.2023&#160;&#160;&#160;</p></td><td><p>IT</p></td><td><p>Gazzetta ufficiale dell'Unione europea</p></td><td><p>C 312/86</p></td></tr></tbody></table>
RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
del 14 luglio 2023
relativa al programma nazionale di riforma 2023 della Francia e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità 2023 della Francia
(2023/C 312/10)
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 121, paragrafo 2, e l'articolo 148, paragrafo 4,
visto il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, per il rafforzamento della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle politiche economiche ( 1 ) , in particolare l'articolo 5, paragrafo 2,
visto il regolamento (UE) n. 1176/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 novembre 2011, sulla prevenzione e la correzione degli squilibri macroeconomici ( 2 ) , in particolare l'articolo 6, paragrafo 1,
vista la raccomandazione della Commissione europea,
viste le risoluzioni del Parlamento europeo,
viste le conclusioni del Consiglio europeo,
visto il parere del comitato per l'occupazione,
visto il parere del comitato economico e finanziario,
visto il parere del comitato per la protezione sociale,
visto il parere del comitato di politica economica,
considerando quanto segue:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(1)</p></td><td><p>Il regolamento (UE) 2021/241 del Parlamento europeo e del Consiglio&#160;<a>(<span>3</span>)</a> che istituisce il dispositivo per la ripresa e la resilienza (&#171;dispositivo&#187;) &#232; entrato in vigore il 19 febbraio 2021. Il dispositivo fornisce sostegno finanziario agli Stati membri per l'attuazione di riforme e investimenti, producendo uno stimolo di bilancio finanziato dall'Unione. In linea con le priorit&#224; del semestre europeo, il dispositivo contribuisce alla ripresa economica e inclusiva e all'attuazione di investimenti e riforme sostenibili e favorevoli alla crescita, in particolare riforme e investimenti volti a promuovere le transizioni verde e digitale e a rendere pi&#249; resilienti le economie degli Stati membri. Contribuisce inoltre a consolidare le finanze pubbliche e a stimolare la crescita e la creazione di posti di lavoro nel medio e lungo periodo, a migliorare la coesione territoriale all'interno dell'Unione e a continuare l'attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali. Il contributo finanziario massimo per ciascuno Stato membro nell'ambito del dispositivo &#232; stato aggiornato il 30 giugno 2022, a norma dell'articolo 11, paragrafo 2, del regolamento (UE) 2021/241.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(2)</p></td><td><p>Il 22 novembre 2022 la Commissione ha adottato l'analisi annuale della crescita sostenibile 2023, segnando l'inizio del semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche 2023. Il 23 marzo 2023 il Consiglio europeo ha approvato le priorit&#224; dell'analisi annuale della crescita sostenibile&#160;2023, incentrate sulle quattro dimensioni della sostenibilit&#224; competitiva. Sempre il 22 novembre 2022 la Commissione ha adottato, sulla base del regolamento (UE) n.&#160;1176/2011, la relazione sul meccanismo di allerta per il 2023, in cui annoverava la Francia tra gli Stati membri che possono presentare squilibri o correre il rischio di presentarli e che devono essere sottoposti a esame approfondito. Lo stesso giorno ha adottato anche un parere sul documento programmatico di bilancio 2023 della Francia. La Commissione ha inoltre adottato una raccomandazione di raccomandazione del Consiglio sulla politica economica della zona euro e una proposta di relazione comune sull'occupazione 2023, che analizza l'attuazione degli orientamenti in materia di occupazione e dei principi del pilastro europeo dei diritti sociali. Il 16 maggio 2023 il Consiglio ha adottato la raccomandazione sulla politica economica della zona euro&#160;<a>(<span>4</span>)</a> (&#171;raccomandazione sulla zona euro del 2023&#187;) e il 13 marzo 2023 la relazione comune sull'occupazione.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(3)</p></td><td><p>Sebbene le economie dell'Unione diano prova di notevole resilienza, il contesto geopolitico continua ad avere un impatto negativo. Nella sua agenda di politica economica e sociale l'Unione, fermamente al fianco dell'Ucraina, mira, nel breve periodo, a ridurre gli effetti negativi degli shock energetici su famiglie e imprese vulnerabili e, nel medio periodo, a proseguire gli sforzi per realizzare le transizioni verde e digitale, favorire una crescita sostenibile e inclusiva, salvaguardare la stabilit&#224; macroeconomica e accrescere la resilienza. L'agenda &#232; fortemente incentrata anche sull'aumento della competitivit&#224; e della produttivit&#224; dell'Unione.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(4)</p></td><td><p>Il 1<span>o</span> febbraio 2023 la Commissione ha pubblicato la comunicazione dal titolo &#171;Un piano industriale del Green Deal per l'era a zero emissioni nette&#187; (&#171;piano industriale del Green Deal&#187;). L'obiettivo del piano industriale del Green Deal &#232; stimolare la competitivit&#224; dell'industria dell'Unione a zero emissioni nette e sostenere la transizione rapida verso la neutralit&#224; climatica. Il piano integra gli sforzi in corso nell'ambito del Green Deal europeo e di REPowerEU. Intende creare un contesto pi&#249; favorevole che consenta di aumentare la capacit&#224; dell'Unione di produrre le tecnologie e i prodotti a zero emissioni nette necessari per conseguire gli ambiziosi obiettivi climatici dell'Unione, nonch&#233; di garantire l'accesso alle materie prime critiche necessarie, anche diversificando l'approvvigionamento, sfruttando adeguatamente le risorse geologiche negli Stati membri e massimizzando il riciclo delle materie prime. Il piano industriale del Green Deal si basa su quattro pilastri: un contesto normativo prevedibile e semplificato, un accesso pi&#249; rapido ai finanziamenti, migliori competenze e l'apertura commerciale per catene di approvvigionamento resilienti. Il 16 marzo 2023 la Commissione ha pubblicato un'ulteriore comunicazione dal titolo &#171;Competitivit&#224; a lungo termine dell'UE: prospettive oltre il 2030&#187;, articolata attorno a nove fattori sinergici, con l'obiettivo di adoperarsi in favore di un quadro normativo propizio alla crescita. La comunicazione definisce le priorit&#224; politiche per provvedere in modo attivo a miglioramenti strutturali, investimenti ben mirati e misure normative per la competitivit&#224; a lungo termine dell'Unione e degli Stati membri. Le raccomandazioni formulate di seguito contribuiscono a rispondere a tali priorit&#224;.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(5)</p></td><td><p>Nel 2023 il semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche continua a evolvere in linea con l'attuazione del dispositivo. La piena attuazione dei piani per la ripresa e la resilienza rimane fondamentale per realizzare le priorit&#224; politiche del semestre europeo; i piani infatti rispondono a tutte le pertinenti raccomandazioni specifiche per paese formulate negli ultimi anni o a un insieme significativo di esse. Le raccomandazioni specifiche per paese 2019, 2020 e 2022 rimangono ugualmente pertinenti per i piani per la ripresa e la resilienza riveduti, aggiornati o modificati a norma degli articoli 14, 18 e 21 del regolamento (UE) 2021/241.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(6)</p></td><td><p>Il regolamento (UE) 2023/435 del Parlamento europeo e del Consiglio&#160;<a>(<span>5</span>)</a> (&#171;regolamento REPowerEU&#187;), adottato il 27 febbraio 2023, mira a una graduale e rapida eliminazione della dipendenza dell'Unione dalle importazioni di combustibili fossili russi. Ci&#242; contribuir&#224; alla sicurezza energetica e alla diversificazione dell'approvvigionamento di energia dell'Unione, aumentando nel contempo la diffusione delle energie rinnovabili, le capacit&#224; di stoccaggio dell'energia e l'efficienza energetica. Il regolamento REPowerEU consente agli Stati membri di aggiungere ai rispettivi piani nazionali per la ripresa e la resilienza un nuovo capitolo dedicato al piano REPowerEU, onde finanziare riforme e investimenti chiave che contribuiranno al conseguimento degli obiettivi di REPowerEU. Tali riforme e investimenti contribuiranno inoltre a stimolare la competitivit&#224; dell'industria dell'Unione a zero emissioni nette, come indicato nel piano industriale del Green Deal, e a dare seguito alle raccomandazioni specifiche per paese in materia di energia rivolte agli Stati membri nel 2022 e, se del caso, nel 2023. Il regolamento REPowerEU introduce una nuova categoria di sostegno finanziario non rimborsabile, messo a disposizione degli Stati membri per finanziare nuove riforme e nuovi investimenti connessi al settore dell'energia nell'ambito dei rispettivi piani per la ripresa e la resilienza.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(7)</p></td><td><p>L'8 marzo 2023 la Commissione ha adottato una comunicazione che fornisce orientamenti di politica di bilancio per il 2024 (&#171;comunicazione dell'8 marzo 2023&#187;). Essi mirano a sostenere la preparazione dei programmi di stabilit&#224; e convergenza degli Stati membri e a rafforzare in tal modo il coordinamento delle politiche. La Commissione ha inoltre ricordato che la clausola di salvaguardia generale del patto di stabilit&#224; e crescita sar&#224; disattivata alla fine del 2023. Per il periodo 2023-2024&#160;ha sollecitato politiche di bilancio che garantiscano la sostenibilit&#224; del debito a medio termine e aumentino la crescita potenziale in modo sostenibile e ha invitato gli Stati membri a precisare nei rispettivi programmi di stabilit&#224; e convergenza per il 2023 le modalit&#224; con cui i loro piani di bilancio garantiranno il rispetto del valore di riferimento del trattato del 3&#160;% del prodotto interno lordo (PIL) e garantiranno la riduzione plausibile e costante del debito, o in che modo intendano mantenere il debito a livelli prudenti a medio termine. La Commissione ha inoltre invitato gli Stati membri a eliminare gradualmente le misure di bilancio nazionali introdotte per proteggere le famiglie e le imprese dallo shock dei prezzi dell'energia, iniziando da quelle meno mirate. Ha precisato che, qualora fosse necessaria una proroga delle misure di sostegno a causa di nuove pressioni imputabili ai prezzi dell'energia, gli Stati membri dovrebbero far s&#236; che dette misure siano molto pi&#249; mirate a favore delle famiglie e delle imprese vulnerabili. La Commissione ha dichiarato che le raccomandazioni di bilancio saranno quantificate e differenziate. Inoltre, come proposto nella comunicazione del 9 novembre 2022 sugli orientamenti per una riforma del quadro di governance economica dell'UE, le raccomandazioni di bilancio saranno formulate sulla base della spesa primaria netta. Ha raccomandato che tutti gli Stati membri continuino a tutelare gli investimenti finanziati a livello nazionale e a garantire l'uso efficace del dispositivo e di altri fondi dell'Unione, soprattutto in considerazione degli obiettivi in materia di transizioni verde e digitale e di resilienza. La Commissione ha inoltre indicato che proporr&#224; al Consiglio di avviare, nella primavera del 2024, le procedure per i disavanzi eccessivi basate sul disavanzo in base ai dati di consuntivo per il 2023, in linea con le disposizioni giuridiche vigenti.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(8)</p></td><td><p>Il 26 aprile 2023 la Commissione ha presentato proposte legislative per attuare una riforma globale delle regole della governance economica dell'Unione. L'obiettivo centrale delle proposte &#232; rafforzare la sostenibilit&#224; del debito pubblico e promuovere una crescita sostenibile e inclusiva in tutti gli Stati membri attraverso riforme e investimenti. Nelle sue proposte la Commissione mira a migliorare la titolarit&#224; nazionale, semplificare il quadro e spostarne il fulcro maggiormente sul medio termine, in combinazione con un'applicazione efficace e pi&#249; coerente. Secondo le conclusioni del Consiglio adottate il 14 marzo 2023 sugli orientamenti per una riforma del quadro di governance economica dell'UE, l'obiettivo &#232; concludere i lavori legislativi nel 2023.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(9)</p></td><td><p>Il 28 aprile 2021 la Francia ha presentato alla Commissione il piano nazionale per la ripresa e la resilienza, conformemente all'articolo 18, paragrafo 1, del regolamento (UE) 2021/241. A norma dell'articolo 19 del medesimo regolamento, la Commissione ha valutato la pertinenza, l'efficacia, l'efficienza e la coerenza del piano, conformemente agli orientamenti per la valutazione di cui all'allegato V del regolamento. Il 13 luglio 2021 il Consiglio ha adottato la decisione di esecuzione relativa all'approvazione della valutazione del piano per la ripresa e la resilienza della Francia&#160;<a>(<span>6</span>)</a>. L'erogazione delle rate &#232; subordinata all'adozione di una decisione della Commissione a norma dell'articolo 24, paragrafo 5, del regolamento (UE) 2021/241, che stabilisca che la Francia ha conseguito in misura soddisfacente i traguardi e gli obiettivi indicati nella decisione di esecuzione del Consiglio. Il conseguimento soddisfacente presuppone che non siano annullati i traguardi e gli obiettivi conseguiti in precedenza.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(10)</p></td><td><p>L'11 maggio 2023 la Francia ha presentato il programma nazionale di riforma 2023 e il programma di stabilit&#224; 2023, in linea con l'articolo 4, paragrafo 1, del regolamento (CE) n.&#160;1466/97. I due programmi sono stati valutati congiuntamente per tener conto delle correlazioni. In conformit&#224; dell'articolo 27 del regolamento (UE) 2021/241, il programma nazionale di riforma 2023 rispecchia anche la relazione semestrale della Francia in merito ai progressi compiuti nella realizzazione del suo piano per la ripresa e la resilienza.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(11)</p></td><td><p>Il 24 maggio 2023 la Commissione ha pubblicato la relazione per paese 2023 relativa alla Francia. La Commissione ha valutato i progressi compiuti dalla Francia nel dar seguito alle pertinenti raccomandazioni specifiche per paese adottate dal Consiglio tra il 2019 e il 2022 e ha fatto il punto dell'attuazione del piano per la ripresa e la resilienza. Sulla scorta di tale analisi la relazione per paese ha individuato lacune rispetto alle sfide non affrontate o solo parzialmente affrontate nel piano per la ripresa e la resilienza, e anche a sfide nuove ed emergenti. Ha valutato quindi i progressi compiuti dalla Francia nell'attuare il pilastro europeo dei diritti sociali, conseguire gli obiettivi principali dell'Unione in materia di occupazione, competenze e riduzione della povert&#224; e gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(12)</p></td><td><p>La Commissione ha effettuato un esame approfondito a norma dell'articolo&#160;5 del regolamento (UE) n.&#160;1176/2011 per la Francia e ne ha pubblicato i risultati il 24&#160;maggio&#160;2023. La Commissione ha concluso che il paese presenta squilibri macroeconomici. In particolare, malgrado segnali di miglioramento, si riscontrano ancora vulnerabilit&#224; connesse all'elevato debito pubblico, alla competitivit&#224; e alla bassa crescita della produttivit&#224;, che hanno rilevanza transfrontaliera. Il debito pubblico, che era aumentato durante la pandemia di COVID-19, &#232; in calo da quando il PIL ha ripreso a crescere nel 2021. Nel 2022 varie misure di bilancio hanno notevolmente attenuato l'impatto della crisi energetica, rallentando tuttavia la riduzione del debito. Secondo le previsioni, il debito continuer&#224; a diminuire nell'anno in corso e durante il prossimo anno, ma in seguito tender&#224; nuovamente ad aumentare in assenza di un'azione strategica e si manterr&#224; elevato e al di sopra dei livelli precedenti la pandemia di COVID-19. Le sfide in materia di sostenibilit&#224; di bilancio a medio termine rimangono elevate. Le misure strategiche adottate negli ultimi anni per rafforzare la crescita potenziale potrebbero contribuire a correggere l'aumento del debito pubblico previsto nel medio periodo. Sono state adottate diverse riforme per migliorare la competitivit&#224; di costo. Si pu&#242; gi&#224; rilevare un lieve effetto positivo sulla competitivit&#224;, e si prevede che l'impatto di tali riforme si manifester&#224; pienamente nei prossimi anni. Analogamente, secondo le previsioni l'effettiva attuazione degli investimenti e delle riforme pianificati apporter&#224; benefici in termini di produttivit&#224; del lavoro. L'economia francese ha dimostrato resilienza nell'ultimo anno, dato che gli aumenti dei prezzi dell'energia hanno influito sulla competitivit&#224; di costo in misura minore rispetto a quanto avvenuto nel resto della zona euro. Le esportazioni stanno migliorando grazie all'ulteriore ripresa del turismo transfrontaliero e dell'industria aeronautica, che erano stati duramente colpiti dalla pandemia di COVID-19. Bench&#233; l'indebitamento del settore privato sia cresciuto durante la fase peggiore della pandemia di COVID-19, l'aumento dei prestiti contratti dalle imprese &#232; andato di pari passo con aumenti di capitale e l'accumulo di riserve di liquidit&#224;. L'aumento dei tassi di interesse pu&#242; rendere pi&#249; difficile la riduzione dell'indebitamento pubblico e privato. La risposta delle politiche si sta dimostrando favorevole, ma permangono sfide relative soprattutto alla gestione delle finanze pubbliche. Un'attuazione efficace delle riforme recentemente adottate rimane fondamentale per ridurre ulteriormente le vulnerabilit&#224;, in particolare la riforma della gestione delle finanze pubbliche e il nuovo meccanismo di valutazione annuale della spesa pubblica. Entrambe le azioni sono fondamentali per continuare a ridurre la spesa e mantenere il debito pubblico su un percorso di costante ribasso. Il governo ha inoltre adottato una riforma del sistema pensionistico pubblico che, secondo le previsioni, contribuir&#224; alla sostenibilit&#224; del debito pubblico.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(13)</p></td><td><p>Secondo i dati convalidati da Eurostat, il disavanzo delle amministrazioni pubbliche della Francia &#232; sceso dal 6,5&#160;% del PIL nel 2021 al 4,7&#160;% nel 2022, mentre il debito delle amministrazioni pubbliche &#232; sceso dal 112,9&#160;% del PIL alla fine del 2021 al 111,6&#160;% alla fine del 2022. Il 24 maggio 2023 la Commissione ha pubblicato una relazione a norma dell'articolo 126, paragrafo 3, del trattato. Tale relazione ha esaminato la situazione di bilancio della Francia, in cui il disavanzo delle amministrazioni pubbliche nel 2022 superava il valore di riferimento del&#160;3&#160;% del PIL stabilito dal trattato e il debito delle amministrazioni pubbliche superava il valore di riferimento del 60&#160;% del PIL previsto dal trattato, senza rispettare il parametro per la riduzione del debito. La relazione ha concluso che i criteri del disavanzo e del debito non sono soddisfatti. Inoltre, in linea con la sua comunicazione dell'8 marzo 2023, la Commissione non ha proposto di avviare nuove procedure per i disavanzi eccessivi nella primavera del 2023. La Commissione ha successivamente dichiarato che proporr&#224; al Consiglio di avviare, nella primavera del 2024, procedure per i disavanzi eccessivi basate sul disavanzo in base ai dati di consuntivo per il 2023. La Francia dovrebbe tenerne conto nell'esecuzione del bilancio 2023 e nella preparazione del documento programmatico di bilancio per il 2024.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(14)</p></td><td><p>Il saldo delle amministrazioni pubbliche ha subito gli effetti delle misure di politica di bilancio adottate per attenuare l'impatto economico e sociale dell'aumento dei prezzi dell'energia. Nel 2022 le misure di politica di bilancio che hanno determinato una diminuzione delle entrate comprendevano provvedimenti quali la riduzione dell'imposta nazionale sul consumo finale di energia elettrica (<span>taxe int&#233;rieure sur le consommation finale d'&#233;lectricit&#233;</span> o TICFE), mentre le misure di politica di bilancio che hanno incrementato la spesa comprendevano misure quali le sovvenzioni dirette per compensare i fornitori di gas ed energia elettrica per il massimale applicato ai prezzi regolamentati del gas e dell'energia elettrica, le sovvenzioni volte a limitare l'aumento dei prezzi al dettaglio dei carburanti per il trasporto, le sovvenzioni alle imprese ad alta intensit&#224; energetica e i trasferimenti a favore delle famiglie a basso reddito. Il costo di tali misure &#232; stato parzialmente compensato da nuove imposte sui proventi straordinari dei produttori e dei fornitori di energia, segnatamente un'imposta eccezionale di solidariet&#224; gravante sulle imprese attive nel settore dei combustibili fossili e della raffinazione e un meccanismo per limitare i proventi inframarginali di mercato derivanti dalla produzione di energia elettrica, nonch&#233; dal gettito delle imposte indirette a carico dei produttori di energia rinnovabile e dalla riduzione delle sovvenzioni a loro favore, a fronte del divario positivo tra il mercato e i prezzi di riferimento dell'energia elettrica. La Commissione stima il costo di bilancio netto di queste misure allo 0,9&#160;% del PIL nel 2022. Nel contempo il costo stimato delle misure temporanee di emergenza connesse alla COVID-19 &#232; sceso dal 2,6&#160;% del PIL nel 2021 allo 0,5&#160;% nel 2022.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(15)</p></td><td><p>Il 18 giugno 2021 il Consiglio ha raccomandato che nel 2022 la Francia&#160;<a>(<span>7</span>)</a> utilizzasse il dispositivo per finanziare ulteriori investimenti a sostegno della ripresa, perseguendo nel contempo una politica di bilancio prudente, e preservasse gli investimenti finanziati a livello nazionale.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(16)</p></td><td><p>Secondo le stime della Commissione, nel 2022&#160;l'orientamento della politica di bilancio&#160;<a>(<span>8</span>)</a> &#232; stato favorevole (&#8211;&#160;2,0&#160;% del PIL). Come raccomandato dal Consiglio, la Francia ha continuato a sostenere la ripresa avvalendosi del dispositivo per finanziare investimenti. La spesa finanziata mediante le sovvenzioni del dispositivo e altri fondi dell'Unione &#232; stata pari allo 0,6&#160;% del PIL nel 2022 (0,7&#160;% nel 2021). La diminuzione marginale della spesa finanziata mediante le sovvenzioni del dispositivo e altri fondi dell'Unione nel 2022 &#232; attribuibile all'attuazione anticipata del piano per la ripresa e la resilienza nei primi due anni. Gli investimenti finanziati a livello nazionale hanno apportato un contributo espansivo di 0,1 punti percentuali all'orientamento della politica di bilancio&#160;<a>(<span>9</span>)</a>. La Francia ha pertanto preservato gli investimenti finanziati a livello nazionale, come raccomandato dal Consiglio. Allo stesso tempo la crescita della spesa primaria corrente finanziata a livello nazionale (al netto delle nuove misure sul lato delle entrate) ha fornito un contributo espansivo di&#160;1,7 punti percentuali all'orientamento della politica di bilancio. Tale significativo contributo espansivo comprendeva gli effetti supplementari delle misure di politica di bilancio volte ad attenuare l'impatto economico e sociale dell'aumento dei prezzi dell'energia (supplemento di costo di bilancio netto pari allo 0,8&#160;% del PIL). Allo stesso tempo, anche l'indicizzazione delle pensioni, delle prestazioni sociali e delle retribuzioni pubbliche ha contribuito (0,4&#160;% del PIL) all'aumento della spesa primaria corrente netta. La Francia non ha pertanto limitato in misura sufficiente l'aumento della spesa corrente finanziata a livello nazionale. Il significativo contributo espansivo della spesa corrente finanziata a livello nazionale &#232; dovuto solo in parte alle misure volte ad affrontare l'impatto economico e sociale dell'aumento dei prezzi dell'energia, nonch&#233; ai costi per offrire protezione temporanea agli sfollati provenienti dall'Ucraina.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(17)</p></td><td><p>Lo scenario macroeconomico su cui si fondano le proiezioni di bilancio del programma di stabilit&#224;&#160;2023 &#232; pi&#249; favorevole rispetto a quello delle previsioni di primavera&#160;2023 della Commissione per il 2023 e dopo questa data. Il governo prevede una crescita del PIL reale dell'1,0&#160;% nel 2023 e dell'1,6&#160;% nel 2024. A titolo di confronto, le previsioni di primavera 2023 della Commissione prospettano una crescita inferiore del PIL reale, pari allo 0,7&#160;% nel 2023 e all'1,4&#160;% nel 2024, principalmente a causa dei minori contributi alla crescita della domanda interna nel 2023, derivanti dagli investimenti fissi lordi e dalle scorte, e della domanda esterna nel 2024.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(18)</p></td><td><p>Nel programma di stabilit&#224; 2023 il governo prevede che il rapporto tra il disavanzo delle amministrazioni pubbliche e il PIL aumenti fino al 4,9&#160;% del PIL nel 2023. L'aumento nel 2023 riflette principalmente il rallentamento dell'attivit&#224; economica e il previsto calo delle entrate. Secondo il programma, il rapporto debito pubblico/PIL dovrebbe diminuire passando dal 111,6&#160;% alla fine del 2022 al 109,6&#160;% alla fine del 2023. Le previsioni di primavera 2023 della Commissione prospettano un disavanzo pubblico del 4,7&#160;% del PIL per il 2023. Si tratta di un disavanzo inferiore a quello previsto nel programma di stabilit&#224; 2023, principalmente a causa della maggiore elasticit&#224; fiscale prevista dalla Commissione, che comporter&#224; un aumento delle entrate. Le previsioni di primavera 2023 della Commissione prospettano un rapporto debito pubblico/PIL analogo, pari al 109,6&#160;% alla fine del 2023.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(19)</p></td><td><p>Stando alle previsioni il saldo generale delle amministrazioni pubbliche nel 2023 continuer&#224; a risentire delle misure di politica di bilancio adottate per attenuare l'impatto economico e sociale dell'aumento dei prezzi dell'energia. Si tratta di misure prorogate dal 2022, in particolare la riduzione della TICFE e le sovvenzioni dirette per compensare i fornitori di gas ed energia elettrica per il massimale applicato ai prezzi regolamentati del gas e dell'energia elettrica, e di nuove misure quali l'erogazione, soggetta a particolari condizioni di reddito, di un buono per l'acquisto di carburanti per il trasporto (<span>ch&#232;que carburant</span>) destinato alle famiglie a basso reddito, in sostituzione della correzione generalizzata dei prezzi applicata nel 2022, e l'assegnazione di sovvenzioni alle microimprese e alle piccole e medie imprese che non beneficiano di tariffe regolamentate per l'energia elettrica, volte a compensare l'aumento della spesa per l'energia fino alla fine del 2023. Il costo di tali misure continua a essere compensato parzialmente dalle imposte sui proventi straordinari dei produttori e dei fornitori di energia, segnatamente un meccanismo per limitare i proventi inframarginali di mercato derivanti dalla produzione di energia elettrica, nonch&#233; dal gettito delle imposte indirette a carico dei produttori di energia rinnovabile e dalla riduzione delle sovvenzioni a loro favore, a fronte del divario positivo tra il mercato e i prezzi di riferimento dell'energia elettrica. Tenendo conto di queste entrate, nelle previsioni di primavera 2023 la Commissione stima il costo di bilancio netto delle misure di sostegno all'1,0&#160;% del PIL nel 2023&#160;<a>(<span>10</span>)</a>. La maggior parte delle misure del 2023 non sembra mirata a sostenere le famiglie o le imprese pi&#249; vulnerabili, n&#233; preserva appieno il segnale di prezzo necessario per ridurre la domanda di energia e accrescere l'efficienza energetica, sebbene i massimali applicati ai prezzi dell'energia elettrica e del gas per le famiglie siano stati aumentati. Di conseguenza nelle previsioni di primavera 2023 la Commissione stima allo 0,2&#160;% del PIL nel 2023 (rispetto allo 0,1&#160;% del PIL nel 2022) l'importo delle misure di sostegno mirate di cui tenere conto nella valutazione della conformit&#224; alla raccomandazione del Consiglio del 12&#160;luglio&#160;2022&#160;<a>(<span>11</span>)</a>. Infine si prevede che il saldo generale delle amministrazioni pubbliche nel 2023 trarr&#224; beneficio dall'eliminazione graduale delle misure temporanee di emergenza connesse alla COVID-19, stimate allo 0,5&#160;% del PIL.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(20)</p></td><td><p>Nella sua raccomandazione del 12 luglio 2022 il Consiglio ha raccomandato alla Francia di assicurare nel 2023 una politica di bilancio prudente, in particolare limitando la crescita della spesa primaria corrente finanziata a livello nazionale al di sotto della crescita del prodotto potenziale a medio termine&#160;<a>(<span>12</span>)</a>, tenendo conto del perdurare del sostegno temporaneo e mirato alle famiglie e alle imprese pi&#249; vulnerabili agli aumenti dei prezzi dell'energia e alle persone in fuga dall'Ucraina. Allo stesso tempo la Francia dovrebbe essere pronta ad adeguare la spesa corrente all'evoluzione della situazione. Alla Francia &#232; stato anche raccomandato di aumentare gli investimenti pubblici per le transizioni verde e digitale e per la sicurezza energetica tenendo conto dell'iniziativa REPowerEU, anche avvalendosi del dispositivo e di altri fondi dell'Unione.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(21)</p></td><td><p>Le previsioni di primavera 2023 della Commissione prospettano per il 2023 un orientamento restrittivo della politica di bilancio (+&#160;0,5&#160;% del PIL), in un contesto di inflazione elevata, a fronte di un orientamento espansivo nel 2022 (&#8210;&#160;2,0&#160;% del PIL). Si prevede inoltre che nel 2023 la crescita della spesa primaria corrente finanziata a livello nazionale (al netto delle misure discrezionali sul lato delle entrate) apporter&#224; all'orientamento della politica di bilancio un contributo restrittivo dello 0,6&#160;% del PIL. Ci&#242; comprende il maggior costo delle misure di sostegno mirate alle famiglie e alle imprese pi&#249; vulnerabili alle impennate dei prezzi dell'energia pari allo 0,1&#160;% del PIL. In sintesi, la crescita prevista della spesa primaria corrente finanziata a livello nazionale &#232; in linea con la raccomandazione del Consiglio del 12 luglio 2022. La spesa finanziata con le sovvenzioni del dispositivo e altri fondi dell'Unione &#232; stata pari allo 0,4&#160;% del PIL nel 2023, mentre gli investimenti finanziati a livello nazionale hanno apportato all'orientamento della politica di bilancio un contributo neutro&#160;<a>(<span>13</span>)</a>. Pertanto la Francia prevede di finanziare ulteriori investimenti attraverso il dispositivo e altri fondi dell'Unione e di preservare gli investimenti finanziati a livello nazionale. Prevede di finanziare investimenti pubblici per le transizioni verde e digitale e per la sicurezza energetica, quali ad esempio investimenti nell'ambito del piano di investimenti France&#160;2030 al fine di promuovere investimenti in attivit&#224; di ricerca e sviluppo all'avanguardia e nei settori digitali, nonch&#233; investimenti nell'impiego di energia rinnovabile nei sistemi di riscaldamento e nella ristrutturazione degli edifici pubblici e privati, misure a sostegno della decarbonizzazione dell'industria e investimenti nei trasporti sostenibili, nella sanit&#224; e nell'istruzione, che sono in parte finanziati dal dispositivo e da altri fondi dell'Unione.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(22)</p></td><td><p>Secondo il programma di stabilit&#224; 2023, il disavanzo delle amministrazioni pubbliche scender&#224; al 4,4&#160;% del PIL nel 2024. Il calo nel 2024 &#232; attribuibile principalmente alla revoca della maggior parte delle misure di sostegno connesse all'energia, unitamente a una maggiore elasticit&#224; fiscale. Secondo il programma di stabilit&#224; 2023, si prevede che il rapporto debito pubblico/PIL rimanga sostanzialmente stabile al 109,5&#160;% alla fine del 2024. Sulla base delle misure politiche note alla data limite delle previsioni, le previsioni di primavera 2023 della Commissione prospettano un disavanzo pubblico del 4,3&#160;% del PIL per il 2024. Si tratta di un disavanzo inferiore a quello previsto nel programma di stabilit&#224; 2023, principalmente a causa di un effetto base derivante dal fatto che la Commissione aveva prospettato un disavanzo inferiore gi&#224; per il 2023. Le previsioni di primavera 2023 della Commissione prospettano un rapporto debito pubblico/PIL analogo, pari al 109,5&#160;% alla fine del 2024.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(23)</p></td><td><p>Il programma di stabilit&#224; 2023 prevede l'eliminazione graduale della maggior parte delle misure di sostegno connesse all'energia nel 2024. La Commissione ipotizza attualmente che nel 2024 il costo netto di dette misure sar&#224; pari allo 0,2&#160;% del PIL. Tali stime si basano sul presupposto che non si registrino nuovi aumenti dei prezzi dell'energia. Le misure di sostegno connesse all'energia che il paese prevede di mantenere in vigore nel 2024 non sembrano mirate al sostegno di famiglie o imprese vulnerabili, n&#233; preservano appieno il segnale di prezzo necessario per ridurre la domanda di energia e accrescere l'efficienza energetica.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(24)</p></td><td><p>Il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio richiede un miglioramento annuo del saldo strutturale di bilancio per conseguire l'obiettivo di bilancio a medio termine, avendo lo 0,5&#160;% del PIL come parametro di riferimento&#160;<a>(<span>14</span>)</a>. Alla luce delle considerazioni relative alla sostenibilit&#224; di bilancio e della necessit&#224; di ridurre il disavanzo al di sotto del valore di riferimento del 3&#160;% del PIL previsto dal trattato, secondo la Commissione sarebbe opportuno migliorare il saldo strutturale di almeno lo 0,7&#160;% del PIL per il 2024. Al fine di conseguire tale miglioramento, e conformemente alla metodologia della Commissione, la crescita della spesa primaria netta finanziata a livello nazionale&#160;<a>(<span>15</span>)</a> nel 2024 non dovrebbe superare il 2,3&#160;%, come indicato nella presente raccomandazione. Allo stesso tempo &#232; opportuno eliminare gradualmente le restanti misure di sostegno connesse all'energia (attualmente stimate dalla Commissione all'1,0&#160;% del PIL nel 2023), se consentito dagli sviluppi del mercato dell'energia e partendo dalle misure meno mirate, e usare i relativi risparmi per ridurre il disavanzo pubblico. Secondo le stime della Commissione, ci&#242; determinerebbe una crescita della spesa primaria netta inferiore al tasso di crescita massimo raccomandato per il 2024.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(25)</p></td><td><p>Nell'ipotesi di politiche invariate, le previsioni di primavera 2023 della Commissione prospettano una crescita della spesa primaria netta finanziata a livello nazionale pari al 3,1&#160;% nel 2024, ossia al di sopra del tasso di crescita raccomandato. L'aggiustamento prospettato nelle previsioni di primavera 2023 della Commissione &#232; inferiore ai risparmi derivanti dalla completa eliminazione delle misure di sostegno connesse all'energia. Ci&#242; &#232; attribuibile all'aumento degli investimenti nell'ambito del programma France&#160;2030 e alla soppressione totale dell'imposta di fabbricazione sul valore aggiunto delle imprese.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(26)</p></td><td><p>Il programma di stabilit&#224; 2023 prevede che tra il 2023 e il 2024 gli investimenti pubblici rimarranno stabili al 3,8&#160;% del PIL. Il programma di stabilit&#224; 2023 fa riferimento a riforme e investimenti da cui si attende un contributo alla sostenibilit&#224; di bilancio e a una crescita sostenibile e inclusiva. Tali riforme e investimenti comprendono una riforma della governance delle finanze pubbliche e un nuovo meccanismo di revisione della spesa, riforme del sistema pensionistico e delle indennit&#224; di disoccupazione, nonch&#233; investimenti volti a promuovere le transizioni verde e digitale, che rientrano anche nel piano per la ripresa e la resilienza. Il programma di stabilit&#224; 2023 delinea un percorso di bilancio a medio termine fino al 2027. Secondo il programma di stabilit&#224; 2023, il disavanzo delle amministrazioni pubbliche scender&#224; gradualmente al 3,7&#160;% del PIL nel 2025, al 3,2&#160;% nel 2026 e al 2,7&#160;% entro il 2027. Di conseguenza le previsioni lo situano al di sotto del 3&#160;% del PIL nel 2027. Sempre in base al programma di stabilit&#224; 2023, il rapporto debito pubblico/PIL dovrebbe diminuire passando dal 109,5&#160;% alla fine del 2024 al 108,3&#160;% entro la fine del 2027.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(27)</p></td><td><p>Conformemente all'articolo 19, paragrafo 3, lettera b), del regolamento (UE) 2021/241 e all'allegato V, criterio 2.2, di tale regolamento, il piano per la ripresa e la resilienza comprende un'ampia gamma di riforme e investimenti che si rafforzano reciprocamente, da attuare entro il 2026. L'attuazione del piano per la ripresa e la resilienza della Francia &#232; in corso. La Francia ha presentato una richiesta di pagamento, corrispondente a 38 traguardi e obiettivi del piano per la ripresa e la resilienza, per un'erogazione complessiva di 7&#160;400&#160;000&#160;EUR. I traguardi riflettono i progressi compiuti nell'attuazione delle riforme nei settori delle finanze pubbliche, delle abitazioni, della mobilit&#224;, dell'occupazione, delle competenze e della sanit&#224;. Diversi obiettivi riflettono importanti investimenti nei settori della ristrutturazione energetica degli edifici, della decarbonizzazione dell'industria, dei veicoli puliti, della ricerca, dell'occupazione giovanile e dell'istruzione. Il 20 aprile 2023 la Francia ha presentato una modifica del suo piano per la ripresa e la resilienza, compreso un capitolo dedicato al piano REPowerEU. La richiesta della Francia di modificare il suo piano per la ripresa e la resilienza si basa sulla necessit&#224; di tenere conto dell'elevata inflazione registrata nel 2022, delle perturbazioni delle catene di approvvigionamento e della revisione al ribasso della dotazione massima assegnata al paese nell'ambito del dispositivo. L'inclusione del nuovo capitolo dedicato al piano REPowerEU nel piano per la ripresa e la resilienza consentir&#224; di finanziare ulteriori riforme e investimenti a sostegno degli obiettivi strategici della Francia in materia di energia e transizione verde. Per l'attuazione efficace del piano per la ripresa e la resilienza e di altre politiche economiche e occupazionali che vanno al di l&#224; di tale piano, per assicurare un'ampia titolarit&#224; dell'agenda politica generale rimane importante il coinvolgimento sistematico ed effettivo delle autorit&#224; locali e regionali, delle parti sociali e degli altri portatori di interessi pertinenti.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(28)</p></td><td><p>La Commissione ha approvato la maggior parte dei documenti di programmazione della politica di coesione della Francia nel 2022, ad eccezione del programma per Saint-Martin, adottato il 20 marzo 2023. Procedere alla rapida attuazione dei programmi della politica di coesione in complementarit&#224; e sinergia con il piano per la ripresa e la resilienza, compreso il capitolo dedicato al piano REPowerEU, &#232; fondamentale per realizzare le transizioni verde e digitale, accrescere la resilienza economica e sociale e conseguire uno sviluppo territoriale equilibrato in Francia.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(29)</p></td><td><p>Oltre alle sfide economiche e sociali affrontate dal piano per la ripresa e la resilienza e dai programmi della politica di coesione, la Francia si trova di fronte a una serie di ulteriori sfide connesse alla carenza di competenze e alle disuguaglianze nel sistema di istruzione, alla politica energetica e alla transizione verde. Affrontare tali sfide potrebbe contribuire a rafforzare le competenze dei lavoratori, aumentare la produttivit&#224; del lavoro, rendere le imprese francesi pi&#249; efficienti sotto il profilo energetico e di conseguenza rendere l'economia francese complessivamente pi&#249; competitiva.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(30)</p></td><td><p>La carenza di manodopera in Francia rimane elevata. Secondo l'indagine del 2023 sul fabbisogno di manodopera (effettuata da<span>P&#244;le Emploi</span>), il 61&#160;% dei datori di lavoro prevede ulteriori difficolt&#224; di assunzione nel 2023, in particolare per quanto riguarda la manodopera qualificata nell'edilizia e nell'industria, due settori fortemente interessati dalle transizioni verde e digitale. Negli ultimi anni la Francia ha stimolato gli investimenti nel miglioramento delle competenze e nella riqualificazione professionale dei lavoratori, investimenti che sono in parte sostenuti dal dispositivo. Dalle valutazioni emerge tuttavia che persistono molteplici ostacoli al miglioramento delle competenze delle persone scarsamente qualificate, che compromettono l'efficacia di programmi mirati come il piano di investimenti nelle competenze. Bench&#233; sia in aumento, la partecipazione dei lavoratori scarsamente qualificati alla formazione rimane molto inferiore a quella degli altri lavoratori e la formazione di cui essi fruiscono tende a portare in misura minore al conseguimento di una qualifica. Ci&#242; suggerisce che l'ulteriore aumento del numero di giovani che entrano nel mercato del lavoro con sufficienti competenze e qualifiche di base dovrebbe rimanere una priorit&#224; del sistema di istruzione.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(31)</p></td><td><p>Nonostante un livello complessivo di spesa pubblica superiore alla media dell'OCSE e i buoni risultati conseguiti, il sistema di istruzione francese &#232; connotato da una quota significativa di studenti con risultati insufficienti e il contesto socioeconomico di provenienza rimane un fattore determinante per prevedere i risultati dei discenti. I risultati insufficienti e le disuguaglianze nelle competenze acquisite in matematica continuano a destare particolare preoccupazione. Secondo le indagini nazionali e internazionali, i risultati medi ottenuti in matematica hanno subito un deterioramento costante negli ultimi 30 anni in Francia. Sono state adottate alcune misure per rafforzare l'acquisizione delle competenze di base, anche potenziando la formazione continua degli insegnanti di matematica e francese, che ha avuto avvio nel 2019, e aggiungendo un modulo di sostegno di un'ora in matematica e francese al primo anno della scuola secondaria a partire dall'anno scolastico 2023/24. Il piano di dimezzare le dimensioni delle classi prime e seconde nelle scuole materne ed elementari pubbliche svantaggiate &#232; stato quasi ultimato e l'impatto a lungo termine sui risultati dell'apprendimento dei 300&#160;000 alunni interessati &#232; in fase di valutazione. Tuttavia una percentuale considerevole di alunni svantaggiati che vivono al di fuori delle zone prioritarie non beneficia di tali cambiamenti. Nonostante gli investimenti e i progressi compiuti, persistono criticit&#224; anche per quanto riguarda l'accesso degli alunni e degli studenti con disabilit&#224; al sistema di istruzione ordinaria.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(32)</p></td><td><p>Nel 2022 la Francia ha continuato a investire nel sistema di apprendistato e in ulteriori possibilit&#224; di apprendimento basato sul lavoro, ad esempio nella riforma della formazione professionale nelle scuole secondarie. Bench&#233; tali misure possano avere esiti positivi, i loro effetti devono ancora manifestarsi e sarebbe necessario coinvolgere maggiormente professionisti e insegnanti nell'elaborazione dei programmi. Nonostante le misure volte a migliorare le condizioni di insegnamento, compreso un aumento delle retribuzioni degli insegnanti, permangono preoccupazioni circa l'attrattiva della professione di insegnante e l'elevata percentuale di personale a contratto, che spesso presenta un livello di qualifiche ed esperienza inferiore a quello del personale strutturato e gode di un accesso insufficiente alle opportunit&#224; di formazione. Nel complesso, il rapporto insegnanti/studenti rimane tra i pi&#249; elevati dell'Unione.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(33)</p></td><td><p>Bench&#233; la Francia dipenda dai combustibili fossili in misura minore rispetto ad altri Stati membri, il mix energetico del paese continua a dipendere dai combustibili fossili importati. Nel periodo tra l'agosto 2022 e il marzo 2023 il consumo di gas naturale della Francia &#232; diminuito del 16&#160;% rispetto al consumo medio di gas registrato per lo stesso periodo nei cinque anni precedenti, superando l'obiettivo di riduzione del 15&#160;% stabilito nel regolamento (UE) 2022/1369&#160;<a>(<span>16</span>)</a>. Il paese potrebbe continuare ad adoperarsi per ridurre temporaneamente la domanda di gas fino al 31 marzo 2024 a norma del regolamento (UE) 2023/706 del Consiglio&#160;<a>(<span>17</span>)</a>. L'attuale situazione geopolitica e i prezzi elevati dell'energia stanno anche facendo crescere l'urgenza per la Francia di intensificare ulteriormente gli sforzi per conseguire gli obiettivi di energia rinnovabile stabiliti nel piano nazionale per l'energia e il clima. Con un consumo finale lordo di energia da fonti rinnovabili pari al 19,1&#160;%, la Francia non ha raggiunto il suo obiettivo di ottenere il 23&#160;% della propria energia da fonti rinnovabili nel 2020. Non &#232; inoltre sulla buona strada per raggiungere il suo obiettivo per il 2030 in materia di energie rinnovabili ed &#232; in ritardo nella diffusione di queste ultime, in particolare per quanto riguarda la produzione di energia elettrica e il riscaldamento. La rapida diffusione di fonti rinnovabili come l'energia solare ed eolica contribuirebbe alla sicurezza energetica e alla diversificazione dell'approvvigionamento della Francia riducendo l'uso di combustibili fossili. Il basso tasso di diffusione delle energie rinnovabili &#232; attribuibile alla lentezza e alla complessit&#224; delle procedure amministrative relative alle concessioni. I ritardi nel rilascio delle concessioni per tutte le tecnologie (eolico onshore e offshore ed energia solare) sono legati alla mancanza di un sostegno politico a favore dei progetti, a una pianificazione inadeguata e a procedure di concessione lunghe e complesse. Sussistono inoltre sfide di natura giuridica e legate all'accettazione da parte dell'opinione pubblica, che sono causa di incertezza per gli investitori e gli sviluppatori. Il processo di concessione potrebbe essere accelerato assegnandovi pi&#249; personale e maggiori risorse finanziarie in seno all'amministrazione centrale a livello regionale, nonch&#233; in seno alle autorit&#224; competenti e ai gestori delle reti. Anche il miglioramento delle procedure di pianificazione territoriale e uno svolgimento pi&#249; rapido delle procedure di appalto sono fondamentali per garantire la realizzazione di progetti in materia di energie rinnovabili.</p><p>Nel 2023 la Francia ha adottato una legge sull'accelerazione della produzione di energia rinnovabile, che riconosce la necessit&#224; di sviluppare in misura considerevole i settori del calore e del gas rinnovabili e di aumentare la quota di energia elettrica ottenuta da fonti rinnovabili per soddisfare il fabbisogno crescente di elettrificazione degli usi. Se attuata correttamente, tale legge potrebbe favorire una pi&#249; rapida diffusione dei progetti in materia di energie rinnovabili, mettendo la Francia sulla giusta strada per il conseguimento degli obiettivi per il 2030.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(34)</p></td><td><p>Affinch&#233; il livello di interconnessione raggiunga l'obiettivo del 10&#160;% per il 2020, un ulteriore sostegno alle interconnessioni elettriche transfrontaliere (in fase di sviluppo o pianificate) rimane di importanza cruciale per l'integrazione di ingenti quote di fonti rinnovabili. L'anticipazione degli investimenti nelle infrastrutture energetiche, a livello sia nazionale che transfrontaliero, contribuir&#224; a ridurre la dipendenza dai combustibili fossili, in particolare dal gas russo. Si raccomanda di fare in modo che gli investimenti in nuove infrastrutture e reti siano, ove possibile, adeguati alle esigenze future, al fine di agevolarne la sostenibilit&#224; sul lungo periodo mediante futuri processi di riconversione verso combustibili sostenibili. Le interconnessioni sono fondamentali per un funzionamento efficiente del mercato interno dell'energia tramite la messa in comune delle risorse per garantire la sicurezza generale dell'approvvigionamento.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(35)</p></td><td><p>Il piano francese per la ripresa e la resilienza prevede grandi progetti di ristrutturazione degli edifici per abitazioni popolari e individuali, nonch&#233; degli edifici pubblici e delle piccole imprese. Per quanto riguarda la ristrutturazione degli edifici residenziali, la maggior parte dei progetti si &#232; concentrata su lavori in un'unica fase, comportando ristrutturazioni limitate. Nel primo semestre del 2022 solo il 27&#160;% dei lavori prevedeva almeno due fasi di ristrutturazione, mentre solo il 5&#160;% riguardava ristrutturazioni totali. Le ristrutturazioni profonde potrebbero avere un notevole impatto sulla riduzione del consumo di energia nell'edilizia. Inoltre il compimento di maggiori sforzi per indirizzare investimenti pubblici e privati verso il sostegno alle famiglie a basso reddito volto alla ristrutturazione degli edifici e verso la ristrutturazione del parco immobiliare con le prestazioni energetiche peggiori potrebbe contribuire a eliminare i 5,2 milioni di abitazioni maggiormente inefficienti sotto il profilo energetico (abitazioni con indice di efficienza energetica F e G) entro il 2030. La legge del 2021 sul clima e la resilienza ha introdotto diverse misure per incentivare la ristrutturazione profonda degli edifici, come il divieto di affittare abitazioni con indice di efficienza energetica G a partire dal 2025, con indice di efficienza energetica F a partire dal 2028 e con indice di efficienza energetica E a partire dal 2034. Per promuovere interventi pi&#249; significativi di miglioramento dell'efficienza energetica si potrebbe migliorare il quadro strategico, onde incentivare le ristrutturazioni profonde e aiutare la Francia ad aumentare ulteriormente l'efficienza energetica del suo parco immobiliare prestando particolare attenzione alle famiglie a basso reddito.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(36)</p></td><td><p>Quasi l'11&#160;% degli investimenti totali di capitale di rischio dell'Unione a favore delle start-up e scale-up nel settore delle tecnologie climatiche proviene dalla Francia. Tuttavia, nonostante l'ampio sostegno pubblico, solo il 29&#160;% delle piccole imprese francesi ha investito pi&#249; dell'1&#160;% del proprio fatturato per rendersi efficiente sotto il profilo delle risorse (40&#160;% in media nell'Unione). I promotori di progetti di produzione di tecnologie pulite sono soggetti a oneri amministrativi gravosi, lunghe procedure e rischi di contenzioso. Per ottenere una licenza edilizia, ricevere un'autorizzazione ambientale e svolgere il processo di indagine pubblica per un progetto industriale occorrono in media 17 mesi. La procedura prevede momenti di arresto in cui il titolare del progetto deve attendere le risposte di diversi organi (tribunale amministrativo, parere dell'autorit&#224; ambientale, relazione del responsabile dell'indagine pubblica). Per i grandi progetti industriali &#232; altres&#236; necessaria una consultazione pubblica. Il processo pu&#242; durare almeno sei mesi, che si aggiungono al tempo necessario per ottenere la licenza edilizia, ricevere l'autorizzazione ambientale e svolgere l'indagine pubblica. I progetti di investimento possono inoltre essere oggetto di contenziosi, che possono durare diversi anni e spesso determinano l'abbandono del progetto. Pur essendo necessarie per salvaguardare interessi pubblici e privati rilevanti, le procedure di concessione relative a progetti di produzione di tecnologie pulite dovrebbero essere semplificate e accelerate. Anche l'avvio di procedure amministrative in parallelo e la proposta di siti industriali pronti all'uso potrebbero contribuire a un risparmio di tempo.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(37)</p></td><td><p>La carenza di manodopera e di competenze nei settori e nelle professioni fondamentali per la transizione verde &#8212; compresi la produzione, la diffusione e la manutenzione delle tecnologie a zero emissioni nette &#8212; sta creando strozzature nella transizione a un'economia a zero emissioni nette. Sistemi di istruzione e formazione di qualit&#224; elevata che rispondano alle mutevoli esigenze del mercato del lavoro e misure mirate per la riqualificazione e il miglioramento del livello delle competenze sono cruciali per ridurre le carenze di competenze e promuovere l'inclusione lavorativa e la riallocazione della forza lavoro. Per sbloccare il potenziale inutilizzato dell'offerta di lavoro, tali misure devono essere accessibili, in particolare per le persone e nei settori e nelle regioni maggiormente interessati dalla transizione verde. Nel 2022 in Francia sono state segnalate carenze di manodopera in relazione a diverse professioni che richiedevano competenze o conoscenze specifiche per la transizione verde, tra cui tecnici dell'ingegneria civile, gestori di impianti di produzione di energia elettrica e professionisti dell'ingegneria.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(38)</p></td><td><p>Alla luce della valutazione della Commissione, il Consiglio ha esaminato il programma di stabilit&#224; 2023 e il suo parere&#160;<a>(<span>18</span>)</a> trova riscontro nella raccomandazione di cui al punto 1.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(39)</p></td><td><p>Date le strette correlazioni tra le economie degli Stati membri della zona euro e il loro contributo collettivo al funzionamento dell'Unione economica e monetaria, il Consiglio ha raccomandato a tali Stati membri di prendere provvedimenti, anche tramite i piani per la ripresa e la resilienza, al fine di i) preservare la sostenibilit&#224; del debito e astenersi da un sostegno generalizzato alla domanda aggregata nel 2023, orientare in modo pi&#249; mirato le misure di bilancio adottate per attenuare l'impatto degli elevati prezzi dell'energia e riflettere su modalit&#224; adeguate per eliminare gradualmente il sostegno con il diminuire delle pressioni causate dai prezzi dell'energia; ii) mantenere un elevato livello di investimenti pubblici e promuovere investimenti privati a sostegno delle transizioni verde e digitale; iii) sostenere dinamiche salariali che attenuino la perdita di potere d'acquisto limitando nel contempo gli effetti di secondo impatto sull'inflazione, migliorare ulteriormente le politiche attive del mercato del lavoro e colmare le carenze di competenze; iv) migliorare il contesto imprenditoriale e garantire che il sostegno per l'energia destinato alle imprese sia efficace sotto il profilo dei costi, temporaneo e mirato alle imprese economicamente sostenibili e che siano mantenuti incentivi per la transizione verde; e v) preservare la stabilit&#224; macrofinanziaria e monitorare i rischi, continuando nel contempo a lavorare al completamento dell'Unione bancaria. Per la Francia le raccomandazioni di cui ai punti 1, 2, 3 e 4 contribuiscono all'attuazione della prima, della seconda, della terza e della quarta raccomandazione di cui alla raccomandazione del 2023 sulla zona euro.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(40)</p></td><td><p>Alla luce dell'esame approfondito della Commissione e della valutazione ivi contenuta, il Consiglio ha esaminato il programma nazionale di riforma 2023 e il programma di stabilit&#224; 2023. Le sue raccomandazioni a norma dell'articolo 6 del regolamento (UE) n. 1176/2011 trovano riscontro nella raccomandazione di cui al punto 1. Le politiche menzionate nella raccomandazione di cui al punto 1 contribuiscono ad affrontare le vulnerabilit&#224; connesse all'elevato debito pubblico, alla scarsa competitivit&#224; e alla bassa crescita della produttivit&#224;. Le raccomandazioni di cui ai punti 2 e 3 contribuiscono a dare seguito alla raccomandazione di cui al punto 1. Le politiche menzionate nella raccomandazione di cui al punto 1 contribuiscono tanto a correggere gli squilibri quanto ad attuare le raccomandazioni di cui alla raccomandazione del 2023 sulla zona euro, in linea con il considerando 39,</p></td></tr></tbody></table>
RACCOMANDA alla Francia di prendere provvedimenti nel 2023 e nel 2024 al fine di:
1. Eliminare gradualmente le vigenti misure di sostegno di emergenza connesse all'energia, usando i relativi risparmi per ridurre il disavanzo pubblico, quanto prima nel 2023 e nel 2024; qualora nuovi aumenti dei prezzi dell'energia dovessero richiedere nuove misure di sostegno o il proseguimento di quelle esistenti, provvedere a che tali misure di sostegno mirino a tutelare le famiglie e le imprese vulnerabili, siano sostenibili a livello di bilancio e preservino gli incentivi al risparmio energetico;
Assicurare una politica di bilancio prudente, in particolare limitando a non più del 2,3 % l'aumento nominale della spesa primaria netta finanziata a livello nazionale nel 2024 ( 19 ) ;
Preservare gli investimenti pubblici finanziati a livello nazionale e provvedere all'assorbimento efficace delle sovvenzioni del dispositivo e di altri fondi dell'Unione, in particolare per promuovere le transizioni verde e digitale;
Per il periodo successivo al 2024, continuare a perseguire una strategia di bilancio a medio termine di risanamento graduale e sostenibile, combinata con investimenti e riforme atti ad aumentare la crescita sostenibile, al fine di conseguire una posizione di bilancio prudente a medio termine;
Migliorare ulteriormente le condizioni quadro al fine di agevolare gli investimenti e l'innovazione;
2. Procedere con l'attuazione costante del piano per la ripresa e la resilienza e, a seguito della recente presentazione dell'addendum, compreso il capitolo dedicato al piano REPowerEU, avviare rapidamente l'attuazione delle misure collegate; procedere alla rapida attuazione dei programmi della politica di coesione in stretta complementarità e sinergia con il piano per la ripresa e la resilienza;
3. Far fronte alla carenza di competenze, in particolare offrendo ulteriori possibilità di apprendimento basato sul lavoro e aumentando la quota di persone con competenze di base; adattare le risorse e i metodi alle esigenze degli studenti e delle scuole svantaggiati, così da rendere il sistema di istruzione e formazione più equo e inclusivo; migliorare le condizioni di lavoro e la formazione iniziale e continua degli insegnanti;
4. Ridurre la dipendenza complessiva dai combustibili fossili; accelerare la diffusione delle energie rinnovabili, concentrandosi in particolare sulle fonti eoliche, solari e geotermiche e sul biogas, anche attraverso la produzione di energia rinnovabile su piccola scala e la promozione dell'autoconsumo collettivo, e favorire le relative tecnologie di stoccaggio attraverso maggiori investimenti pubblici, agevolando gli investimenti privati e facendo fronte alle strozzature del processo di concessione; potenziare ulteriormente le reti di trasmissione e distribuzione dell'energia elettrica e aumentare le interconnessioni elettriche transfrontaliere; migliorare ulteriormente il quadro strategico al fine di incentivare la ristrutturazione profonda degli edifici e la decarbonizzazione dei sistemi di riscaldamento, prestando particolare attenzione alle famiglie a basso reddito e al parco immobiliare con le prestazioni energetiche peggiori; creare un contesto normativo favorevole per aumentare gli investimenti nella produzione di tecnologie pulite, anche semplificando e accelerando il processo di concessione; intensificare le iniziative a livello politico a favore dell'offerta e dell'acquisizione delle abilità e competenze necessarie per la transizione verde.
Fatto a Bruxelles, il 14 luglio 2023
Per il Consiglio
La presidente
N. CALVIÑO SANTAMARÍA
<note>
( 1 ) GU L 209 del 2.8.1997, pag. 1 .
( 2 ) GU L 306 del 23.11.2011, pag. 25 .
( 3 ) Regolamento (UE) 2021/241 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 febbraio 2021, che istituisce il dispositivo per la ripresa e la resilienza ( GU L 57 del 18.2.2021, pag. 17 ).
( 4 ) Raccomandazione del Consiglio, del 16 maggio 2023, sulla politica economica della zona euro ( GU C 180 del 23.5.2023, pag. 1 ).
( 5 ) Regolamento (UE) 2023/435 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 febbraio 2023, che modifica il regolamento (UE) 2021/241 per quanto riguarda l'inserimento di capitoli dedicati al piano REPowerEU nei piani per la ripresa e la resilienza e che modifica i regolamenti (UE) n. 1303/2013, (UE) 2021/1060 e (UE) 2021/1755, e la direttiva 2003/87/CE ( GU L 63 del 28.2.2023, pag. 1 ).
( 6 ) Doc. ST 10162/21 INIT; ST 10162/21 ADD 1.
( 7 ) Raccomandazione del Consiglio, del 18 giugno 2021, che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità 2021 della Francia ( GU C 304 del 29.7.2021, pag. 43 ).
( 8 ) L'orientamento della politica di bilancio è misurato come la variazione, rispetto alla crescita potenziale a medio termine, della spesa primaria (al netto delle misure discrezionali sul lato delle entrate), escluse le misure temporanee di emergenza connesse alla crisi della COVID-19, ma compresa la spesa finanziata dal sostegno non rimborsabile (sovvenzioni) del dispositivo e altri fondi dell'Unione. Per maggiori dettagli cfr. il riquadro 1 nelle tabelle statistiche di bilancio.
( 9 ) Secondo le proiezioni l'altra spesa in conto capitale finanziata a livello nazionale darà un contributo espansivo di 0,3 punti percentuali di PIL, attribuibile principalmente all'impatto dei trasferimenti in conto capitale erogati nell'ambito del piano per la ripresa della Francia ( France Relance ), non finanziati da sovvenzioni del dispositivo.
( 10 ) Tale cifra rappresenta il livello del costo annuale di bilancio delle misure, comprese le entrate e le spese correnti e, se del caso, le misure di spesa in conto capitale.
( 11 ) Raccomandazione del Consiglio, del 12 luglio 2022, sul programma nazionale di riforma 2022 della Francia ( GU C 334 dell'1.9.2022, pag. 79 ).
( 12 ) Stando alle previsioni di primavera 2023 della Commissione, la crescita del prodotto potenziale a medio termine (media su 10 anni) della Francia è stimata al 6,3 % in termini nominali.
( 13 ) Secondo le proiezioni l'altra spesa in conto capitale finanziata a livello nazionale darà un contributo espansivo di 0,3 punti percentuali di PIL, attribuibile principalmente all'impatto dei trasferimenti in conto capitale erogati nell'ambito del piano per la ripresa della Francia ( France Relance ), non finanziati da sovvenzioni del dispositivo, e del piano di investimenti France 2030.
( 14 ) L'articolo 5 del regolamento (CE) n. 1466/97 impone anche un aggiustamento superiore allo 0,5 % del PIL per gli Stati membri con un debito pubblico superiore al 60 % del PIL o che presentano rischi più considerevoli in termini di sostenibilità del debito.
( 15 ) Si definisce spesa primaria netta la spesa finanziata a livello nazionale al netto delle misure discrezionali sul lato delle entrate, ad esclusione della spesa per interessi e della spesa ciclica per la disoccupazione.
( 16 ) Regolamento (UE) 2022/1369 del Consiglio, del 5 agosto 2022, relativo a misure coordinate di riduzione della domanda di gas ( GU L 206 dell'8.8.2022, pag. 1 ).
( 17 ) Regolamento (UE) 2023/706 del Consiglio, del 30 marzo 2023, che modifica il regolamento (UE) 2022/1369 per prorogare il periodo di applicazione delle misure di riduzione della domanda di gas e rafforzare la comunicazione e il monitoraggio della loro attuazione ( GU L 93 del 31.3.2023, pag. 1 ).
( 18 ) A norma dell'articolo 5, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1466/97.
( 19 ) Il che, secondo le stime, corrisponde a un miglioramento annuo del saldo strutturale di bilancio pari almeno allo 0,7 % del PIL per il 2024, come descritto nel considerando 24.
</note>