Document ID: 32019H0905(05)
Language: ITA

<table><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>5.9.2019&#160;&#160;&#160;</p></td><td><p>IT</p></td><td><p>Gazzetta ufficiale dell'Unione europea</p></td><td><p>C 301/24</p></td></tr></tbody></table>
RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
del 9 luglio 2019
sul programma nazionale di riforma 2019 della Germania e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità 2019 della Germania
(2019/C 301/05)
Il CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea, in particolare l’articolo 121, paragrafo 2, e l’articolo 148, paragrafo 4,
visto il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, per il rafforzamento della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle politiche economiche ( 1 ) , in particolare l’articolo 5, paragrafo 2,
visto il regolamento (UE) n. 1176/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 novembre 2011, sulla prevenzione e la correzione degli squilibri macroeconomici ( 2 ) , in particolare l’articolo 6, paragrafo 1,
vista la raccomandazione della Commissione europea,
viste le risoluzioni del Parlamento europeo,
viste le conclusioni del Consiglio europeo,
visto il parere del comitato per l’occupazione,
visto il parere del comitato economico e finanziario,
visto il parere del comitato per la protezione sociale,
visto il parere del comitato di politica economica,
considerando quanto segue:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(1)</p></td><td><p>Il 21 novembre 2018 la Commissione ha adottato l&#8217;analisi annuale della crescita, segnando l&#8217;inizio del semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche 2019. Essa ha tenuto debitamente conto del pilastro europeo dei diritti sociali, proclamato dal Parlamento europeo, dal Consiglio e dalla Commissione il 17 novembre 2017. Il Consiglio europeo del 21 marzo 2019&#160;ha approvato le priorit&#224; indicate nell&#8217;analisi annuale della crescita. Il 21 novembre 2018 la Commissione ha anche adottato, sulla base del regolamento (UE) n. 1176/2011, la relazione sul meccanismo di allerta, in cui la Germania &#232; stata annoverata tra gli Stati membri da sottoporre a esame approfondito. Lo stesso giorno la Commissione ha altres&#236; adottato una raccomandazione di raccomandazione del Consiglio sulla politica economica della zona euro, che &#232; stata approvata dal Consiglio europeo del 21 marzo 2019. Il 9 aprile 2019 il Consiglio ha adottato la raccomandazione sulla politica economica della zona euro&#160;<a>(<span>3</span>)</a> (&#171;raccomandazione del 2019 per la zona euro&#187;), che formula cinque raccomandazioni per la zona euro (&#171;raccomandazioni per la zona euro&#187;).</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(2)</p></td><td><p>In quanto Stato membro la cui moneta &#232; l&#8217;euro e considerate le strette correlazioni fra le economie nell&#8217;Unione economica e monetaria, la Germania dovrebbe assicurare l&#8217;attuazione piena e tempestiva della raccomandazione del 2019 per la zona euro, come riflessa nelle raccomandazioni di cui ai punti 1 e 2. In particolare, le misure di investimento e il sostegno alla crescita delle retribuzioni contribuiranno a dare seguito alla prima raccomandazione per la zona euro per quanto riguarda il riequilibrio della zona euro mentre lo spostamento della pressione fiscale dal lavoro contribuir&#224; a dare seguito alla terza raccomandazione della zona euro per quanto riguarda il funzionamento del mercato del lavoro.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(3)</p></td><td><p>Il 27 febbraio 2019 &#232; stata pubblicata la relazione per paese relativa alla Germania 2019, nella quale sono valutati i progressi compiuti dal paese nel dar seguito alle raccomandazioni specifiche per paese adottate dal Consiglio il 13 luglio 2018&#160;<a>(<span>4</span>)</a>, il seguito dato alle raccomandazioni specifiche per paese adottate negli anni precedenti e i progressi verso il conseguimento degli obiettivi nazionali di Europa 2020. La relazione per paese comprende altres&#236; l&#8217;esame approfondito a norma dell&#8217;articolo 5 del regolamento (UE) n. 1176/2011, i cui risultati sono stati pubblicati anch&#8217;essi il 27 febbraio 2019. L&#8217;analisi ha portato la Commissione a concludere che la Germania presenta squilibri macroeconomici. In particolare, l&#8217;avanzo delle partite correnti, in lenta diminuzione, rimane elevato e ha una rilevanza transfrontaliera. L&#8217;avanzo si &#232; di poco ridotto nel 2018 contestualmente alla ripresa della domanda interna, ed &#232; previsto che continui a ridursi gradualmente nei prossimi anni, pur restando al di sopra della soglia stabilita nell&#8217;ambito della procedura per gli squilibri macroeconomici. L&#8217;avanzo rispecchia il modesto livello di investimenti interni rispetto ai risparmi, sia nel settore privato che nel settore pubblico. Sono state adottate misure per stimolare gli investimenti pubblici e privati, che sono notevolmente aumentati. Ci&#242; ha contribuito a una crescita che &#232; pi&#249; stimolata dalla domanda interna rispetto al passato. In considerazione delle condizioni favorevoli di finanziamento, della carenza di investimenti pubblici, soprattutto a livello comunale, e del margine di bilancio disponibile, sarebbe stato tuttavia possibile attendersi un crescita pi&#249; forte di una quota del prodotto interno lordo (PIL), degli investimenti e dei consumi. La crescita salariale &#232; lievemente aumentata in seguito alla crescente tensione del mercato del lavoro, ma la crescita dei salari reali rimane modesta.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(4)</p></td><td><p>La Germania ha presentato il programma nazionale di riforma 2019 il 16 aprile 2019 e il programma di stabilit&#224; 2019 il 17 aprile 2019. I due programmi sono stati valutati contemporaneamente onde tener conto delle loro correlazioni.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(5)</p></td><td><p>La programmazione dei fondi strutturali e d&#8217;investimento europei (&#171;fondi SIE&#187;) per il periodo 2014-2020&#160;ha tenuto conto delle pertinenti raccomandazioni specifiche per paese. Come previsto dall&#8217;articolo 23 del regolamento (UE) n. 1303/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio&#160;<a>(<span>5</span>)</a>, ove necessario per sostenere l&#8217;attuazione delle raccomandazioni pertinenti del Consiglio la Commissione pu&#242; chiedere allo Stato membro di rivedere e proporre di modificare il suo accordo di partenariato e i programmi rilevanti. La Commissione ha precisato i modi in cui conta di valersi di tale possibilit&#224; negli orientamenti sull&#8217;applicazione delle misure per collegare l&#8217;efficacia dei fondi SIE a una sana governance economica.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(6)</p></td><td><p>La Germania &#232; attualmente nel braccio preventivo del patto di stabilit&#224; e crescita. Nel suo programma di stabilit&#224; 2019 il governo prevede un avanzo di bilancio tra &#189; e &#190;&#160;% del PIL per il periodo 2019-2023. In base al saldo strutturale ricalcolato&#160;<a>(<span>6</span>)</a>, l&#8217;obiettivo di bilancio a medio termine, ovvero un disavanzo strutturale pari allo 0,5&#160;% del PIL, continuer&#224; a essere superato durante l&#8217;intero periodo di riferimento del programma. Il programma di stabilit&#224; 2019 prevede che, nel 2019, il rapporto debito pubblico/PIL si riduca al di sotto del valore di riferimento del 60&#160;% del PIL sancito dal trattato, per poi diminuire gradualmente fino a raggiungere il 51&#188;&#160;% nel 2023. Lo scenario macroeconomico su cui si fondano tali proiezioni di bilancio &#232; favorevole. Le previsioni di primavera 2019 della Commissione indicano che il saldo strutturale di bilancio registrer&#224; un avanzo pari all&#8217;1,1&#160;% del PIL nel 2019 e allo 0,8&#160;% del PIL nel 2020, al di sopra dell&#8217;obiettivo di bilancio a medio termine. Si prevede che il debito pubblico continui a registrare una decisa tendenza al ribasso. Nel complesso, il Consiglio &#232; del parere che la Germania rispetter&#224; le disposizioni del patto di stabilit&#224; e crescita nel 2019 e nel 2020. Allo stesso tempo, nel rispetto dell&#8217;obiettivo di bilancio a medio termine, rimane importante utilizzare le politiche strutturali e di bilancio al fine di conseguire una sostenuta tendenza all&#8217;aumento degli investimenti pubblici e privati, specialmente ai livelli regionale e locale.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(7)</p></td><td><p>Gli investimenti pubblici e privati sono fortemente aumentati nel 2018, ma il rapporto investimenti/PIL rimane al di sotto della media della zona euro. Gli investimenti pubblici nel 2018 sono cresciuti del 7,7&#160;% in termini nominali e del 3,8&#160;% in termini reali, ma sono ancora necessari maggiori sforzi per compensare la forte carenza di investimenti, in particolare per quanto riguarda gli investimenti nelle infrastrutture e nell&#8217;istruzione. La crescita reale degli investimenti pubblici &#232; stata positiva negli ultimi tre anni, dopo un periodo di tassi di crescita negativi. Gli investimenti nominali a livello comunale sono cresciuti di quasi un quinto nel solo 2018. Ci&#242; rispecchia gli sforzi compiuti dal governo per stimolare gli investimenti. Tuttavia gli investimenti a livello comunale sono rimasti inferiori agli ammortamenti. Secondo l&#8217;edizione 2019 dell&#8217;indagine Municipal Panel condotta da KfW, il ritardo percepito negli investimenti accumulatosi fino al 2018 &#232; pari al 4&#160;% del PIL. Insieme alla favorevole situazione di bilancio, ci&#242; indica che esiste un margine per aumentare gli investimenti a tutti i livelli di governo e in particolare a quello regionale e comunale. Gli investimenti nelle infrastrutture pubbliche sono tuttora frenati dai vincoli di capacit&#224; e pianificazione a livello comunale. Per ovviare a questi vincoli sono state adottate misure che per&#242; non hanno ancora prodotto risultati tangibili. Vi &#232; inoltre margine per migliorare sia i servizi pubblici digitali che gli appalti pubblici. Gli investimenti privati sono aumentati notevolmente, ma non in tutti i tipi di attivit&#224;. Gli investimenti in macchinari sono fortemente cresciuti in risposta a un utilizzo record della capacit&#224; produttiva. Gli investimenti nel settore immobiliare continuano a registrare una forte espansione. Tuttavia il settore dell&#8217;edilizia registra ora limitazioni di capacit&#224; e prezzi in aumento. L&#8217;edilizia non residenziale &#232; aumentata a rilento in termini reali, lasciando intendere che le infrastrutture essenziali potrebbero non aver tenuto il passo con le esigenze dell&#8217;economia.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(8)</p></td><td><p>Nel 2017 la spesa pubblica per l&#8217;istruzione si &#232; attestata al 4,1&#160;% del PIL, al di sotto della media dell&#8217;Unione pari al 4,6&#160;%. Il 9,3&#160;% della spesa pubblica complessiva &#232; stato devoluto all&#8217;istruzione, un tasso anch&#8217;esso inferiore alla media dell&#8217;Unione pari al 10,2&#160;%. Nello stesso anno la spesa per l&#8217;istruzione e la ricerca si &#232; attestata al 9&#160;% del PIL e quindi al di sotto dell&#8217;obiettivo nazionale del 10&#160;%. Sebbene la spesa per l&#8217;istruzione sia aumentata in termini reali, il notevole ritardo negli investimenti si &#232; ulteriormente rafforzato a causa degli sviluppi demografici. Le modifiche legislative che consentono investimenti diretti nell&#8217;istruzione digitale da parte del governo federale, che vanno ad aggiungersi alle risorse stanziate dai L&#228;nder (<span>Digitalpakt</span>), sono promettenti, ma non hanno ancora dato frutti. Sfide quali l&#8217;aumento del numero di studenti, la carenza di insegnanti, la digitalizzazione e l&#8217;ulteriore espansione dell&#8217;educazione e cura della prima infanzia richiedono adeguati finanziamenti pubblici. Spese supplementari in materia di istruzione, ricerca e innovazione sono essenziali per la crescita potenziale della Germania e l&#8217;adeguamento ai cambiamenti tecnologici.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(9)</p></td><td><p>Negli ultimi anni la Germania ha compiuto progressi per quanto riguarda il rafforzamento della sua intensit&#224; di ricerca e sviluppo (R&amp;S), soprattutto da quando le grandi imprese - specialmente nei settori manifatturieri a medio e alto contenuto tecnologico e in particolare in quello automobilistico - hanno aumentato la spesa per le attivit&#224; di R&amp;S. L&#8217;intensit&#224; di R&amp;S delle piccole e medie imprese (&#171;PMI&#187;) &#232; notevolmente inferiore alla media dell&#8217;Unione e continua a perdere terreno. Le PMI tendono a trarre benefici minori dalla cooperazione con gli istituti di ricerca pubblici rispetto alle grandi imprese. Questi due fattori incidono negativamente sull&#8217;innovazione nelle imprese, che registra una tendenza al ribasso a lungo termine. Investimenti supplementari in R&amp;S sono essenziali non solo per aumentare la capacit&#224; di innovazione nell&#8217;insieme dell&#8217;economia e stimolare la produttivit&#224;, ma anche per facilitare la transizione verso un&#8217;economia circolare e a basse emissioni di carbonio, in particolare per quanto riguarda i trasporti sostenibili, le tecnologie verdi per l&#8217;energia, l&#8217;ecoinnovazione e il riciclaggio nonch&#233; per migliorare ulteriormente le prestazioni del settore della ricerca pubblica e il suo contributo a tali obiettivi.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(10)</p></td><td><p>La digitalizzazione dell&#8217;economia tedesca procede a rilento e le PMI stanno passando solo lentamente alle tecnologie digitali. La Germania &#232; in ritardo nell&#8217;utilizzo della banda larga ad altissima capacit&#224; (a velocit&#224; gigabit) a livello nazionale, in particolare nelle zone rurali, dove investimenti pi&#249; sostanziali potrebbero migliorare la crescita della produttivit&#224;. In Germania solo il 9&#160;% dei nuclei familiari (a met&#224; 2018) usufruisce di reti di accesso in fibra ottica ad alta prestazione, rispetto a una media dell&#8217;Unione pari al 30&#160;%. Per contro, il potenziamento delle attuali reti in rame (vectoring) continua ad essere la soluzione tecnologica preferita dall&#8217;operatore storico. Sebbene la connettivit&#224; ad altissima velocit&#224; sia fondamentale per molti servizi, 23&#160;700 zone industriali non erano collegate a una rete in fibra ottica nel 2017 e il 28&#160;% di tutte le imprese non aveva accesso a reti di almeno 50 megabit. La carenza di questo tipo di connettivit&#224; frena gli investimenti, in particolare quelli delle PMI, molte delle quali sono situate in zone rurali e semirurali. L&#8217;intervento pubblico per l&#8217;introduzione di infrastrutture a banda larga ultrarapida (&#8805;&#160;100&#160;Mbps) nelle zone rurali rimane fondamentale ed &#232; opportuno esplorare differenti opzioni oltre alle sovvenzioni. Le prestazioni offerte da servizi pubblici digitali e dalla sanit&#224; elettronica (e-Health) sono ben al di sotto della media dell&#8217;Unione. Nel 2018 solo il 43&#160;% degli utenti Internet tedeschi ha utilizzato i servizi amministrativi online (e-government), rispetto a una media dell&#8217;Unione pari al 64&#160;%. Per quanto riguarda la sanit&#224; elettronica, il 7&#160;% dei tedeschi ha utilizzato servizi sanitari e di assistenza online (rispetto a una media dell&#8217;Unione pari al 18&#160;%). Le prescrizioni elettroniche sono utilizzate dal 19&#160;% dei medici generici (rispetto a una media dell&#8217;Unione pari al 50&#160;%).</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(11)</p></td><td><p>In Germania sono necessari maggiori investimenti nelle infrastrutture di trasporto e nelle soluzioni di mobilit&#224; pulita per far fronte alle sfide della mobilit&#224; e della qualit&#224; dell&#8217;aria, nonch&#233; per sostenere la mitigazione dei cambiamenti climatici e l&#8217;adattamento agli stessi. Negli ultimi cinque anni sono aumentate le emissioni di gas a effetto serra prodotte dai trasporti su strada. La qualit&#224; dell&#8217;aria in Germania desta gravi preoccupazioni, in particolare nelle aree urbane in cui il traffico &#232; responsabile di circa il 60&#160;% delle emissioni nocive di NO<span>x</span>. Il trasporto merci potrebbe trarre vantaggio da soluzioni di intermodalit&#224; pi&#249; sviluppate. Le autovetture rimangono di gran lunga i mezzi di trasporto pi&#249; comunemente utilizzati per il pendolarismo giornaliero e il tempo medio trascorso negli ingorghi &#232; di circa 30 ore all&#8217;anno. I costi della congestione e della ricerca di posti auto sono stati stimati a 110 miliardi di euro all&#8217;anno, pari a circa il 4&#160;% del PIL tedesco. Sebbene i veicoli alimentati con combustibili alternativi abbiano registrato l&#8217;aumento pi&#249; marcato tra le nuove immatricolazioni, i numeri rimangono bassi. Il car sharing e il ridesharing sono ancora fortemente sottoutilizzati. Importanti investimenti pubblici e privati saranno necessari anche per le nuove catene di approvvigionamento delle materie prime essenziali e per le pile.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(12)</p></td><td><p>Le reti elettriche tedesche stanno lentamente adattandosi alla produzione rinnovabile e restano necessari notevoli investimenti nelle reti di trasmissione e distribuzione. Notevoli ritardi nella realizzazione di molti progetti hanno comportato costi elevati per le reti elettriche e i mercati dell&#8217;energia elettrica tedeschi ed europei. Dei 1&#160;800&#160;km relativi a progetti di rete previsti dalla legge di espansione della rete energetica del 2009, solo circa 800&#160;km sono stati attuati entro il secondo trimestre del 2018, in parte a causa dell&#8217;opposizione dall&#8217;opinione pubblica. I ritardi nell&#8217;estensione della rete comporteranno costi di congestione pi&#249; elevati e maggiori distorsioni del funzionamento del mercato, sia all&#8217;interno della Germania che a livello transfrontaliero. Gli investimenti nelle reti energetiche che promuovono l&#8217;integrazione settoriale, la diversificazione e un&#8217;adeguata infrastruttura di rete sono fondamentali per assicurare la flessibilit&#224; del sistema energetico e una migliore integrazione tra i diversi settori dell&#8217;economia, in vista del conseguimento degli obiettivi in materia di energia e clima.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(13)</p></td><td><p>Gli alloggi in Germania sono diventati meno accessibili. Dal 2015 sia gli affitti che i prezzi delle abitazioni sono aumentati pi&#249; rapidamente di quanto previsto dalle medie a lungo termine, in particolare nelle grandi citt&#224;. Nel 2017 il 20&#160;% delle persone di et&#224; pari o superiore a 65 anni in Germania ha dovuto affrontare un onere eccessivo per gli alloggi (vale a dire il costo totale dell&#8217;alloggio rappresentava pi&#249; del 40&#160;% del reddito disponibile), rispetto al 10&#160;% dei cittadini europei di et&#224; pari o superiore ai 65 anni. Per la popolazione con il reddito pi&#249; basso, il tasso di onerosit&#224; eccessiva dei costi abitativi era di 10 punti percentuali al di sopra della media dell&#8217;Unione pari al 35,3&#160;%. Il governo ha reagito con alcune misure, tra cui un &#171;freno dei prezzi&#187; per limitare l&#8217;aumento degli affitti (<span>Mietpreisbremse</span>), un regime di sostegno per l&#8217;acquisto di una nuova casa (<span>Baukindergeld</span>), nonch&#233; una modifica della normativa di base per consentire al livello federale di sostenere finanziariamente la costruzione di alloggi sociali. Tuttavia, la realizzazione di nuove abitazioni rimane notevolmente inferiore alla domanda e ben al di sotto dell&#8217;obiettivo del governo di 375&#160;000&#160;unit&#224; all&#8217;anno. Occorrer&#224; prevedere ulteriori misure, quali l&#8217;accelerazione della costruzione di alloggi sociali, il miglioramento delle opzioni di trasporto e la riforma della regolamentazione relativa all&#8217;uso dei terreni e all&#8217;edilizia.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(14)</p></td><td><p>La Germania ha tratto particolare vantaggio dall&#8217;integrazione nel mercato interno, per il cui sviluppo svolge un ruolo importante. Tuttavia, gli ostacoli alla concorrenza nel settore dei servizi alle imprese in Germania restano elevati rispetto ad altri Stati membri. Ci&#242; riguarda vari settori, tra cui alcune professioni regolamentate come quelle dei settori dell&#8217;architettura, dell&#8217;ingegneria e dei servizi legali, in cui le restrizioni normative, quali i requisiti per riservare l&#8217;esercizio dell&#8217;attivit&#224; professionale e la regolamentazione in materia di prezzi e commissioni, ostacolano la concorrenza. Tuttavia, anche per i servizi alle imprese non regolamentati sussistono restrizioni maggiori rispetto al altri Stati membri, legate al contesto generale in cui operano le imprese. Possibili cambiamenti della regolamentazione dei servizi alle imprese, realizzati al fine di aumentare la concorrenza, migliorerebbero l&#8217;efficienza e l&#8217;efficacia degli investimenti e dell&#8217;attivit&#224; economica.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(15)</p></td><td><p>Dopo alcuni miglioramenti negli anni precedenti, negli ultimi anni si sono registrati pochi progressi nella riforma del sistema fiscale tedesco al fine di promuovere gli investimenti privati e la crescita interna. Il sistema fiscale rimane complesso, distorce il processo decisionale, ad esempio per quanto riguarda la partecipazione al mercato del lavoro, gli investimenti e il finanziamento, e potrebbe fornire incentivi pi&#249; efficaci per gli investimenti e i consumi. La maggior parte dei progressi &#232; stata registrata nell&#8217;ambito della tassazione del lavoro, ma ci&#242; non si riflette ancora nei dati. Vi &#232; tuttora potenziale per ridurre la distorsione nella tassazione del lavoro attraverso uno spostamento del carico fiscale dal lavoro a fonti di reddito pi&#249; favorevoli a una crescita inclusiva e sostenibile. La tassazione dei redditi da lavoro del 2018 (cuneo fiscale) &#232; rimasta tra le pi&#249; elevate dell&#8217;Unione, sia per i lavoratori a medio che per quelli a basso reddito. I contributi previdenziali dei lavoratori dipendenti sono particolarmente elevati rispetto ad altri paesi, con i contributi sociali che costituiscono circa i due terzi del cuneo fiscale, mentre le imposte sul reddito rappresentano un terzo. Per contro, il gettito fiscale derivante dalle imposte ambientali in percentuale del PIL &#232; tra i pi&#249; bassi dell&#8217;Unione. Il costo del capitale e l&#8217;aliquota media effettiva dell&#8217;imposta sul reddito delle societ&#224;, che differiscono tra le regioni, sono tra i pi&#249; elevati dell&#8217;Unione. L&#8217;aliquota fiscale media effettiva &#232; stata pari al 28,8&#160;% (aggregato nazionale) rispetto a una media dell&#8217;Unione pari al 20&#160;%. A causa dell&#8217;interazione tra l&#8217;imposta sul reddito delle societ&#224;, l&#8217;imposta locale sul commercio e la sovrattassa di solidariet&#224;, il sistema di tassazione delle imprese &#232; complesso, con elevati costi di amministrazione fiscale e distorce il livello e la localizzazione degli investimenti. Inoltre, secondo i dati del 2017, l&#8217;imposta sul reddito delle societ&#224; distorce le decisioni di finanziamento, con una tendenza a favore del finanziamento mediante il debito, che secondo le stime &#232; la terza pi&#249; alta dell&#8217;Unione. Una riduzione dei costi del capitale proprio potrebbe favorire gli investimenti privati e rafforzare il mercato dei capitali di rischio, che rimane relativamente poco sviluppato.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(16)</p></td><td><p>Il mercato del lavoro rimane forte, mentre il potenziale del mercato del lavoro di determinati gruppi &#232; sottoutilizzato. Nel quarto trimestre del 2018 il tasso di occupazione per la fascia di et&#224; dai 20 e ai 64 anni ha raggiunto il 79,9&#160;%, uno dei valori pi&#249; elevati dell&#8217;Unione. All&#8217;inizio del 2019 il tasso di disoccupazione ha raggiunto un minimo storico del 3,2&#160;%. L&#8217;elevato tasso di posti vacanti e le carenze di manodopera stanno diventando sempre pi&#249; evidenti e limitano notevolmente la produzione in alcune regioni e in alcuni settori. Tuttavia, il potenziale del mercato del lavoro di alcuni gruppi, come le donne e le persone provenienti da un contesto migratorio, &#232; sottoutilizzato. Attestatasi al 46,7&#160;%, la percentuale di donne che lavora a tempo parziale in Germania &#232; molto alta. In Germania le imposte sul lavoro rimangono relativamente elevate, anche per i lavoratori a basso reddito. Le norme particolari che disciplinano la tassazione congiunta dei redditi delle coppie sposate (<span>Ehegattensplitting</span>) disincentivano le persone che costituiscono la seconda fonte di reddito familiare dal lavorare pi&#249; ore. Le persone provenienti da un contesto migratorio hanno un tasso di occupazione notevolmente inferiore rispetto a quanti sono originari del paese, con un divario particolarmente elevato tra le donne. Sono state adottate misure a sostegno dell&#8217;integrazione dei rifugiati nel mercato del lavoro, ma permangono sfide, tra cui la mancanza di competenze nella lingua tedesca, qualifiche inesistenti o non trasferibili, responsabilit&#224; di assistenza nei confronti di figli e parenti e mancanza di esperienza con le norme informali del mercato del lavoro tedesco.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(17)</p></td><td><p>Il pensionamento della generazione del &#171;baby boom&#187; sta interessando la Germania pi&#249; di altri Stati membri. A lungo termine, questo cambiamento demografico peser&#224; sulle finanze pubbliche tedesche e potrebbe compromettere l&#8217;adeguatezza delle pensioni e indurre un aumento della percentuale ancora contenuta della popolazione pi&#249; anziana (65 anni e oltre) a rischio di povert&#224; o inclusione sociale. Secondo le previsioni della relazione 2018 sull&#8217;invecchiamento demografico (Commissione europea, 2018d), entro il 2040 il paese dovr&#224; far fronte a uno dei maggiori aumenti della spesa per le pensioni pubbliche rispetto al PIL nell&#8217;Unione (fino a 1,9 punti percentuali del PIL), mentre il coefficiente delle prestazioni pensionistiche pubbliche &#232; dato in diminuzione di 4,4 punti percentuali, fino a raggiungere il 37,6&#160;%. Le recenti riforme delle pensioni hanno aumentato i livelli di benefici per alcuni gruppi, ma non &#232; chiaro se i benefici sociali conseguiti siano commisurati al loro considerevole costo di bilancio. Il governo ha inoltre posto due &#171;linee di arresto&#187; (<span>doppelte Haltelinie</span>): un tasso massimo di partecipazione al regime pensionistico del 20&#160;% e un tasso minimo di sostituzione del reddito del 48&#160;% fino al 2025. Si prevede che il mantenimento di questi limiti richieder&#224; trasferimenti di bilancio significativi, aumentando ulteriormente l&#8217;onere per le generazioni pi&#249; giovani. Inoltre, l&#8217;adeguatezza del reddito pensionistico dei lavoratori a basso reddito rimane un problema.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(18)</p></td><td><p>Nonostante le crescenti carenze di manodopera, la crescita dei salari reali rimane modesta, mentre le retribuzioni nominali sono aumentate del 3,1&#160;% nel 2018. La concentrazione della crescita dell&#8217;occupazione nei lavori a tempo pieno retribuiti meglio e la riduzione della quota del lavoro marginale a tempo parziale sull&#8217;occupazione totale hanno altres&#236; contribuito a una crescita salariale complessiva nel 2018, anch&#8217;essa leggermente al di sopra della crescita della produttivit&#224;. La copertura della contrattazione collettiva ha continuato a diminuire (di 2 punti percentuali tra il 2016 e il 2017), raggiungendo il 49&#160;% a ovest e il 34&#160;% a est. Vi sono grandi differenze nella copertura della contrattazione collettiva tra i diversi settori: migliore per il settore pubblico e l&#8217;industria, molto pi&#249; bassa per il settore dei servizi. In generale i lavoratori a bassa retribuzione hanno beneficiato del salario minimo introdotto dal 2015. Le retribuzioni orarie della parte inferiore della distribuzione salariale, in particolare i due decili salariali pi&#249; bassi, sono notevolmente aumentate. Tuttavia, la percentuale di lavoratori a bassa retribuzione, al 22,5&#160;% nel 2017, rimane nettamente al di sopra della media dell&#8217;Unione. Il numero di occupati solo nei mini-job &#232; diminuito del 6,8&#160;% negli anni 2010-2018 e l&#8217;occupazione &#232; aumentata di circa il 18,1&#160;% nello stesso periodo. Un rafforzamento delle condizioni per promuovere la crescita dei salari sosterrebbe la domanda interna e contribuirebbe al riequilibrio della zona euro.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(19)</p></td><td><p>La promozione sociale attraverso l&#8217;istruzione &#232; bassa in Germania. Le fonti nazionali confermano progressi limitati nel ridurre l&#8217;influenza del contesto socioeconomico sui risultati dell&#8217;istruzione. La Germania vanta una buona esperienza di integrazione nel sistema di istruzione e formazione dei migranti e dei rifugiati arrivati di recente. Tuttavia, le persone provenienti da un contesto migratorio di solito si trovano di fronte a sfide pi&#249; grandi rispetto a chi &#232; originario del paese (ad esempio, in termini di tassi di abbandono scolastico precoce e difficolt&#224; a trovare posti di apprendistato). Classi scolastiche sempre pi&#249; eterogenee richiedono un impegno maggiore per rafforzare il settore dell&#8217;insegnamento, in un momento in cui si registra gi&#224; una notevole carenza di insegnanti. La partecipazione dei dipendenti all&#8217;apprendimento degli adulti costituisce motivo di preoccupazione per le prestazioni future del mercato del lavoro, in particolare per quanto concerne la popolazione adulta di 6,2 milioni di persone scarsamente qualificate che non hanno competenze di base in lettura e scrittura.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(20)</p></td><td><p>Sebbene il numero di persone a rischio di povert&#224; o di esclusione sociale sia diminuito dopo il picco raggiunto nel 2014, permangono sfide in termini di pari opportunit&#224;. In particolare, nel 2017 il rischio di povert&#224; o di esclusione sociale &#232; stato superiore di 67 punti percentuali per i figli di genitori poco qualificati rispetto ai figli di genitori altamente qualificati. Tale divario &#232; notevolmente pi&#249; elevato del divario medio nell&#8217;Unione (53,9 punti percentuali).</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(21)</p></td><td><p>La programmazione dei fondi dell&#8217;Unione per il periodo 2021-2027 potrebbe contribuire a colmare alcune delle lacune individuate nelle raccomandazioni, in particolare nei settori di cui all&#8217;allegato D della relazione per paese del 2019, consentendo alla Germania di impiegare al meglio tali fondi per i settori individuati, tenendo conto delle disparit&#224; regionali.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(22)</p></td><td><p>Nell&#8217;ambito del semestre europeo 2019 la Commissione ha effettuato un&#8217;analisi completa della politica economica della Germania, che ha pubblicato nella relazione per paese 2019. Ha altres&#236; valutato il programma di stabilit&#224; 2019, il programma nazionale di riforma 2019 e il seguito dato alle raccomandazioni rivolte alla Germania negli anni precedenti. La Commissione ha tenuto conto non soltanto della loro pertinenza ai fini della sostenibilit&#224; della politica di bilancio e della politica socioeconomica della Germania, ma anche della loro conformit&#224; alle norme e agli orientamenti dell&#8217;Unione, data la necessit&#224; di rafforzare la governance economica dell&#8217;Unione nel suo insieme offrendo un contributo a livello dell&#8217;Unione per le future decisioni nazionali.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(23)</p></td><td><p>Alla luce di tale valutazione, il Consiglio ha esaminato il programma di stabilit&#224; 2019 ed &#232; del parere&#160;<a>(<span>7</span>)</a> che la Germania rispetter&#224; il patto di stabilit&#224; e crescita.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(24)</p></td><td><p>Alla luce dell&#8217;esame approfondito della Commissione e della citata valutazione, il Consiglio ha esaminato il programma nazionale di riforma 2019 e il programma di stabilit&#224; 2019. Le sue raccomandazioni a norma dell&#8217;articolo 6 del regolamento (UE) n. 1176/2011 trovano riscontro nelle raccomandazioni di cui ai punti 1 e 2. Tali raccomandazioni contribuiscono anche all&#8217;attuazione della raccomandazione del 2019 per la zona euro, in particolare la prima raccomandazione per la zona euro. Le politiche di bilancio cui si fa riferimento nella raccomandazione 1 contribuiscono tra l&#8217;altro a correggere gli squilibri legati all&#8217;avanzo delle partite correnti,</p></td></tr></tbody></table>
RACCOMANDA che la Germania adotti provvedimenti nel 2019 e nel 2020 al fine di:
1. nel rispetto dell’obiettivo di bilancio a medio termine, utilizzare le politiche strutturali e di bilancio al fine di conseguire una sostenuta tendenza all’aumento degli investimenti pubblici e privati, in particolare ai livelli regionale e locale; incentrare la politica economica connessa agli investimenti nei seguenti ambiti: istruzione, ricerca e innovazione, digitalizzazione e banda larga ad altissima capacità, trasporti sostenibili, reti energetiche e alloggi a prezzi accessibili, tenendo conto delle disparità regionali; spostare la pressione fiscale dal lavoro verso altre fonti meno penalizzanti per la crescita inclusiva e sostenibile; rafforzare la concorrenza nei settori dei servizi alle imprese e delle professioni regolamentate;
2. ridurre i disincentivi a lavorare più ore, tra cui l’elevato cuneo fiscale, soprattutto per le fasce retributive basse e per le persone che costituiscono la seconda fonte di reddito familiare; adottare misure per salvaguardare la sostenibilità a lungo termine del sistema pensionistico, preservandone nel contempo l’adeguatezza; migliorare le condizioni che sostengono una maggiore crescita dei salari nel rispetto del ruolo delle parti sociali; migliorare i risultati scolastici e il livello delle competenze dei gruppi svantaggiati.
Fatto a Bruxelles, il 9 luglio 2019
Per il Consiglio
Il presidente
M. LINTILÄ
<note>
( 1 ) GU L 209 del 2.8.1997, pag. 1 .
( 2 ) GU L 306 del 23.11.2011, pag. 25 .
( 3 ) GU C 136 del 12.4.2019, pag. 1 .
( 4 ) GU C 320 del 10.9.2018, pag. 19 .
( 5 ) Regolamento (UE) n. 1303/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, recante disposizioni comuni sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione, sul Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca e disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca, e che abroga il regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio ( GU L 347 del 20.12.2013, pag. 320 ).
( 6 ) Saldo corretto per il ciclo al netto delle misure una tantum e temporanee, ricalcolato dalla Commissione utilizzando la metodologia concordata.
( 7 ) A norma dell’articolo 5, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1466/97.
</note>