Document ID: 32023H0901(05)
Language: ITA

<table><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>1.9.2023&#160;&#160;&#160;</p></td><td><p>IT</p></td><td><p>Gazzetta ufficiale dell'Unione europea</p></td><td><p>C 312/38</p></td></tr></tbody></table>
RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
del 14 luglio 2023
relativa al programma nazionale di riforma 2023 della Germania e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità 2023 della Germania
(2023/C 312/05)
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 121, paragrafo 2, e l'articolo 148, paragrafo 4,
visto il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, per il rafforzamento della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle politiche economiche ( 1 ) , in particolare l'articolo 5, paragrafo 2,
visto il regolamento (UE) n. 1176/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 novembre 2011, sulla prevenzione e la correzione degli squilibri macroeconomici ( 2 ) , in particolare l'articolo 6, paragrafo 1,
vista la raccomandazione della Commissione europea,
viste le risoluzioni del Parlamento europeo,
viste le conclusioni del Consiglio europeo,
visto il parere del comitato per l'occupazione,
visto il parere del comitato economico e finanziario,
visto il parere del comitato per la protezione sociale,
visto il parere del comitato di politica economica,
considerando quanto segue:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(1)</p></td><td><p>Il regolamento (UE) 2021/241 del Parlamento europeo e del Consiglio&#160;<a>(<span>3</span>)</a> che istituisce il dispositivo per la ripresa e la resilienza (&#171;dispositivo&#187;) &#232; entrato in vigore il 19 febbraio 2021. Il dispositivo fornisce sostegno finanziario agli Stati membri per l'attuazione di riforme e investimenti, producendo uno stimolo di bilancio finanziato dall'Unione. In linea con le priorit&#224; del semestre europeo, il dispositivo contribuisce alla ripresa economica e inclusiva e all'attuazione di investimenti e riforme sostenibili e favorevoli alla crescita, in particolare riforme e investimenti volti a promuovere le transizioni verde e digitale e a rendere pi&#249; resilienti le economie degli Stati membri. Contribuisce inoltre a consolidare le finanze pubbliche e a stimolare la crescita e la creazione di posti di lavoro nel medio e lungo periodo, a migliorare la coesione territoriale all'interno dell'Unione e a continuare l'attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali. Il contributo finanziario massimo per ciascuno Stato membro nell'ambito del dispositivo &#232; stato aggiornato il 30 giugno 2022, a norma dell'articolo 11, paragrafo 2, del regolamento (UE) 2021/241.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(2)</p></td><td><p>Il 22 novembre 2022 la Commissione ha adottato l'analisi annuale della crescita sostenibile 2023, segnando l'inizio del semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche 2023. Il 23 marzo 2023 il Consiglio europeo ha approvato le priorit&#224; dell'analisi annuale della crescita sostenibile&#160;2023, incentrate sulle quattro dimensioni della sostenibilit&#224; competitiva. Sempre il 22 novembre 2022 la Commissione ha adottato, sulla base del regolamento (UE) n.&#160;1176/2011, la relazione sul meccanismo di allerta per il 2023, in cui annoverava la Germania tra gli Stati membri che possono presentare squilibri o correre il rischio di presentarli e che devono essere sottoposti a esame approfondito. Lo stesso giorno ha adottato anche un parere sul documento programmatico di bilancio 2023 della Germania. La Commissione ha inoltre adottato una raccomandazione di raccomandazione del Consiglio sulla politica economica della zona euro e una proposta di relazione comune sull'occupazione 2023, che analizza l'attuazione degli orientamenti in materia di occupazione e dei principi del pilastro europeo dei diritti sociali. Il 16 maggio 2023 il Consiglio ha adottato la raccomandazione sulla politica economica della zona euro&#160;<a>(<span>4</span>)</a> (&#171;raccomandazione sulla zona euro del 2023&#187;) e il 13 marzo 2023 la relazione comune sull'occupazione.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(3)</p></td><td><p>Sebbene le economie dell'Unione diano prova di notevole resilienza, il contesto geopolitico continua ad avere un impatto negativo. Nella sua agenda di politica economica e sociale l'Unione, fermamente al fianco dell'Ucraina, mira, nel breve periodo, a ridurre gli effetti negativi degli shock energetici su famiglie e imprese vulnerabili e, nel medio periodo, a proseguire gli sforzi per realizzare le transizioni verde e digitale, favorire una crescita sostenibile e inclusiva, salvaguardare la stabilit&#224; macroeconomica e accrescere la resilienza. L'agenda &#232; fortemente incentrata anche sull'aumento della competitivit&#224; e della produttivit&#224; dell'Unione.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(4)</p></td><td><p>Il 1<span>o</span> febbraio 2023 la Commissione ha pubblicato la comunicazione dal titolo &#171;Un piano industriale del Green Deal per l'era a zero emissioni nette&#187; (&#171;piano industriale del Green Deal&#187;). L'obiettivo del piano industriale del Green Deal &#232; stimolare la competitivit&#224; dell'industria dell'Unione a zero emissioni nette e sostenere la transizione rapida verso la neutralit&#224; climatica. Il piano integra gli sforzi in corso nell'ambito del Green Deal europeo e di REPowerEU. Intende creare un contesto pi&#249; favorevole che consenta di aumentare la capacit&#224; dell'Unione di produrre le tecnologie e i prodotti a zero emissioni nette necessari per conseguire gli ambiziosi obiettivi climatici dell'Unione, nonch&#233; di garantire l'accesso alle materie prime critiche necessarie, anche diversificando l'approvvigionamento, sfruttando adeguatamente le risorse geologiche negli Stati membri e massimizzando il riciclo delle materie prime. Il piano industriale del Green Deal si basa su quattro pilastri: un contesto normativo prevedibile e semplificato, un accesso pi&#249; rapido ai finanziamenti, migliori competenze e l'apertura commerciale per catene di approvvigionamento resilienti. Il&#160;16&#160;marzo 2023 la Commissione ha pubblicato un'ulteriore comunicazione dal titolo &#171;Competitivit&#224; a lungo termine dell'UE: prospettive oltre il 2030&#187;, articolata attorno a nove fattori sinergici, con l'obiettivo di adoperarsi in favore di un quadro normativo propizio alla crescita. La comunicazione definisce le priorit&#224; politiche per provvedere in modo attivo a miglioramenti strutturali, investimenti ben mirati e misure normative per la competitivit&#224; a lungo termine dell'Unione e degli Stati membri. Le raccomandazioni formulate di seguito contribuiscono a rispondere a tali priorit&#224;.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(5)</p></td><td><p>Nel 2023 il semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche continua a evolvere in linea con l'attuazione del dispositivo. La piena attuazione dei piani per la ripresa e la resilienza rimane fondamentale per realizzare le priorit&#224; politiche del semestre europeo; i piani infatti rispondono a tutte le pertinenti raccomandazioni specifiche per paese formulate negli ultimi anni o a un insieme significativo di esse. Le raccomandazioni specifiche per paese 2019, 2020 e 2022 rimangono ugualmente pertinenti per i piani per la ripresa e la resilienza riveduti, aggiornati o modificati a norma degli articoli 14, 18 e 21 del regolamento (UE) 2021/241.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(6)</p></td><td><p>Il regolamento (UE) 2023/435 del Parlamento europeo e del Consiglio&#160;<a>(<span>5</span>)</a> (&#171;regolamento REPowerEU&#187;), adottato il 27 febbraio 2023, mira a una graduale e rapida eliminazione della dipendenza dell'Unione dalle importazioni di combustibili fossili russi. Ci&#242; contribuir&#224; alla sicurezza energetica e alla diversificazione dell'approvvigionamento di energia dell'Unione, aumentando nel contempo la diffusione delle energie rinnovabili, le capacit&#224; di stoccaggio dell'energia e l'efficienza energetica. Il regolamento REPowerEU consente agli Stati membri di aggiungere ai rispettivi piani nazionali per la ripresa e la resilienza un nuovo capitolo dedicato al piano REPowerEU, onde finanziare riforme e investimenti chiave che contribuiranno al conseguimento degli obiettivi di REPowerEU. Tali riforme e investimenti contribuiranno inoltre a stimolare la competitivit&#224; dell'industria dell'Unione a zero emissioni nette, come indicato nel piano industriale del Green Deal, e a dare seguito alle raccomandazioni specifiche per paese in materia di energia rivolte agli Stati membri nel 2022 e, se del caso, nel 2023. Il regolamento REPowerEU introduce una nuova categoria di sostegno finanziario non rimborsabile, messo a disposizione degli Stati membri per finanziare nuove riforme e nuovi investimenti connessi al settore dell'energia nell'ambito dei rispettivi piani per la ripresa e la resilienza.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(7)</p></td><td><p>L'8 marzo 2023 la Commissione ha adottato una comunicazione che fornisce orientamenti di politica di bilancio per il 2024 (&#171;comunicazione dell'8 marzo 2023&#187;). Essi mirano a sostenere la preparazione dei programmi di stabilit&#224; e convergenza degli Stati membri e a rafforzare in tal modo il coordinamento delle politiche. La Commissione ha inoltre ricordato che la clausola di salvaguardia generale del patto di stabilit&#224; e crescita sar&#224; disattivata alla fine del 2023. Per il periodo 2023-2024&#160;ha sollecitato politiche di bilancio che garantiscano la sostenibilit&#224; del debito a medio termine e aumentino la crescita potenziale in modo sostenibile e ha invitato gli Stati membri a precisare nei rispettivi programmi di stabilit&#224; e convergenza per il 2023 le modalit&#224; con cui i loro piani di bilancio garantiranno il rispetto del valore di riferimento del trattato del 3&#160;% del prodotto interno lordo (PIL) e garantiranno la riduzione plausibile e costante del debito, o in che modo intendano mantenere il debito a livelli prudenti, a medio termine. La Commissione ha inoltre invitato gli Stati membri a eliminare gradualmente le misure di bilancio nazionali introdotte per proteggere le famiglie e le imprese dallo shock dei prezzi dell'energia, iniziando da quelle meno mirate. Ha&#160;precisato che, qualora fosse necessaria una proroga delle misure di sostegno a causa di nuove pressioni imputabili ai prezzi dell'energia, gli Stati membri dovrebbero far s&#236; che dette misure siano molto pi&#249; mirate a favore delle famiglie e delle imprese vulnerabili. La&#160;Commissione ha dichiarato che le raccomandazioni di bilancio saranno quantificate e differenziate. Inoltre, come proposto nella comunicazione del 9 novembre 2022 sugli orientamenti per una riforma del quadro di governance economica dell'UE, le raccomandazioni di bilancio saranno formulate sulla base della spesa primaria netta. Ha&#160;raccomandato che tutti gli Stati membri continuino a tutelare gli investimenti finanziati a livello nazionale e a garantire l'uso efficace del dispositivo e di altri fondi dell'Unione, soprattutto in considerazione degli obiettivi in materia di transizioni verde e digitale e di resilienza. La Commissione ha inoltre indicato che proporr&#224; al Consiglio di avviare, nella primavera del 2024, le procedure per i disavanzi eccessivi basate sul disavanzo in base ai dati di consuntivo per il 2023, in linea con le disposizioni giuridiche vigenti.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(8)</p></td><td><p>Il 26 aprile 2023 la Commissione ha presentato proposte legislative per attuare una riforma globale delle regole della governance economica dell'Unione. L'obiettivo centrale delle proposte &#232; rafforzare la sostenibilit&#224; del debito pubblico e promuovere una crescita sostenibile e inclusiva in tutti gli Stati membri attraverso riforme e investimenti. Nelle sue proposte la Commissione mira a migliorare la titolarit&#224; nazionale, semplificare il quadro e spostarne il fulcro maggiormente sul medio termine, in combinazione con un'applicazione efficace e pi&#249; coerente. Secondo le conclusioni del Consiglio adottate il 14 marzo 2023 sugli orientamenti per una riforma del quadro di governance economica dell'UE, l'obiettivo &#232; concludere i lavori legislativi nel 2023.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(9)</p></td><td><p>Il 28 aprile 2021 la Germania ha presentato alla Commissione il piano nazionale per la ripresa e la resilienza, conformemente all'articolo 18, paragrafo 1, del regolamento (UE) 2021/241. A norma dell'articolo 19 del medesimo regolamento, la Commissione ha valutato la pertinenza, l'efficacia, l'efficienza e la coerenza del piano, conformemente agli orientamenti per la valutazione di cui all'allegato V del regolamento. Il 13 luglio 2021 il Consiglio ha adottato la decisione di esecuzione relativa all'approvazione della valutazione del piano per la ripresa e la resilienza della Germania&#160;<a>(<span>6</span>)</a>. L'erogazione delle rate &#232; subordinata all'adozione di una decisione della Commissione a norma dell'articolo 24, paragrafo 5, del regolamento (UE) 2021/241, che stabilisca che la Germania ha conseguito in misura soddisfacente i traguardi e gli obiettivi indicati nella decisione di esecuzione del Consiglio. Il conseguimento soddisfacente presuppone che non siano annullati i traguardi e gli obiettivi conseguiti in precedenza.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(10)</p></td><td><p>Il 24 aprile 2023 la Germania ha presentato il programma nazionale di riforma 2023 e il 26 aprile 2023 il programma di stabilit&#224; 2023, in linea con l'articolo 4, paragrafo 1, del regolamento (CE) n.&#160;1466/97. I due programmi sono stati valutati congiuntamente per tener conto delle correlazioni. In conformit&#224; dell'articolo 27 del regolamento (UE) 2021/241, il programma nazionale di riforma 2023 rispecchia anche la relazione semestrale della Germania in merito ai progressi compiuti nella realizzazione del suo piano per la ripresa e la resilienza.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(11)</p></td><td><p>Il 24 maggio 2023 la Commissione ha pubblicato la relazione per paese 2023 relativa alla Germania. La Commissione ha valutato i progressi compiuti dalla Germania nel dar seguito alle pertinenti raccomandazioni specifiche per paese adottate dal Consiglio tra il 2019 e il 2022 e ha fatto il punto dell'attuazione del piano per la ripresa e la resilienza. Sulla scorta di tale analisi la relazione per paese ha individuato lacune rispetto alle sfide non affrontate o solo parzialmente affrontate nel piano per la ripresa e la resilienza, e anche a sfide nuove ed emergenti. Ha valutato quindi i progressi compiuti dalla Germania nell'attuare il pilastro europeo dei diritti sociali, conseguire gli obiettivi principali dell'Unione in materia di occupazione, competenze e riduzione della povert&#224; e gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(12)</p></td><td><p>La Commissione ha effettuato un esame approfondito a norma dell'articolo 5 del regolamento (UE) n.&#160;1176/2011 per la Germania e ne ha pubblicato i risultati il 24 maggio 2023. La Commissione ha concluso che il paese presenta squilibri macroeconomici. In particolare, il persistere di un ampio avanzo delle partite correnti, che riflette anche investimenti modesti rispetto al risparmio e ha rilevanza transfrontaliera, &#232; stato gradualmente ridotto, pi&#249; di recente nel contesto della crisi energetica, ma dovrebbe aumentare considerevolmente. L'avanzo delle partite correnti &#232; diminuito lentamente fino al 2019, con un rapporto tra investimenti e PIL nazionale in lieve aumento e un saldo della bilancia commerciale in diminuzione, e da allora &#232; stato caratterizzato da circostanze economiche inconsuete. Ha registrato una netta riduzione nel 2022, sulla scia dell'aumento dei prezzi dell'energia di importazione, contestualmente a una contrazione dell'avanzo commerciale non energetico e a una ripresa delle importazioni legate al turismo. Nel 2022&#160;l'avanzo &#232; rimasto al di sopra dei livelli suggeriti dai fondamentali del paese e dovrebbe registrare una netta ripresa nel 2023, rimanendo pressoch&#233; invariato nel 2024, nonch&#233; restare al di sotto della soglia fissata per la procedura per gli squilibri macroeconomici. Si prevede un forte aumento dei salari, a sostegno della domanda interna, mentre i costi nominali del lavoro per unit&#224; di prodotto potrebbero crescere pi&#249; velocemente che nel resto della zona euro. Tuttavia i consumi e gli investimenti sono temporaneamente frenati dall'elevata inflazione. Negli ultimi anni i prezzi delle abitazioni hanno registrato forti aumenti, anche se dalla met&#224; del 2022 sono leggermente scesi. L'offerta di alloggi non riesce a soddisfare la domanda a fronte di scarsi investimenti residenziali, fattore che pu&#242; accentuare il permanere di rischi di sopravvalutazione. Un'ulteriore riduzione delle vulnerabilit&#224; trarrebbe beneficio dall'attuazione tempestiva ed efficace delle iniziative di investimento pubblico e dall'eliminazione degli ostacoli agli investimenti.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(13)</p></td><td><p>Secondo i dati convalidati da Eurostat, il disavanzo delle amministrazioni pubbliche della Germania &#232; sceso dal 3,7&#160;% del PIL nel 2021 al 2,6&#160;% nel 2022, mentre il debito delle amministrazioni pubbliche &#232; sceso dal 69,3&#160;% del PIL alla fine del 2021 al 66,3&#160;% alla fine del 2022. Il 24 maggio 2023 la Commissione ha pubblicato una relazione a norma dell'articolo 126, paragrafo 3, del trattato. Tale relazione ha esaminato la situazione di bilancio della Germania, il cui disavanzo nel 2023 dovrebbe superare il 3&#160;% del PIL. La relazione conclude che il criterio del disavanzo non &#232; soddisfatto. In linea con la sua comunicazione dell'8 marzo 2023, la Commissione non ha proposto di avviare nuove procedure per i disavanzi eccessivi nella primavera del 2023. La Commissione ha successivamente dichiarato che proporr&#224; al Consiglio di avviare, nella primavera del 2024, procedure per i disavanzi eccessivi basate sul disavanzo in base ai dati di consuntivo per il 2023. La Germania dovrebbe tenerne conto nell'esecuzione del bilancio 2023 e nella preparazione del documento programmatico di bilancio per il 2024.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(14)</p></td><td><p>Il saldo delle amministrazioni pubbliche ha subito gli effetti delle misure di politica di bilancio adottate per attenuare l'impatto economico e sociale dell'aumento dei prezzi dell'energia. Nel 2022 le misure di politica di bilancio che hanno determinato una diminuzione delle entrate comprendevano misure quali una riduzione dell'imposta energetica sui carburanti e una riduzione dell'imposta sul valore aggiunto sul gas e sul teleriscaldamento, mentre le misure di politica di bilancio che hanno incrementato la spesa comprendevano misure quali un bonus forfettario sull'energia e l'acquisizione della bolletta di dicembre per i consumatori privati di gas. La Commissione stima il costo di bilancio netto di queste misure all'1,2&#160;% del PIL nel 2022. Il saldo delle amministrazioni pubbliche ha risentito anche del costo di bilancio dell'offerta di protezione temporanea agli sfollati provenienti dall'Ucraina, stimato allo 0,1&#160;% del PIL nel 2022. Nel contempo il costo stimato delle misure temporanee di emergenza connesse alla COVID-19 &#232; sceso dal 4,2&#160;% del PIL nel 2021 allo 0,8&#160;% nel 2022.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(15)</p></td><td><p>Il 18 giugno 2021 il Consiglio ha raccomandato che nel 2022 la Germania&#160;<a>(<span>7</span>)</a> mantenesse un orientamento della politica di bilancio a sostegno della ripresa, anche grazie all'impulso impresso dal dispositivo per la ripresa e la resilienza, e preservasse gli investimenti finanziati a livello nazionale.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(16)</p></td><td><p>Secondo le stime della Commissione, nel 2022&#160;l'orientamento della politica di bilancio&#160;<a>(<span>8</span>)</a> &#232; stato favorevole (&#8210;&#160;2,7&#160;% del PIL), come raccomandato dal Consiglio. Come raccomandato dal Consiglio, la Germania ha continuato a sostenere la ripresa avvalendosi del dispositivo per finanziare investimenti. La spesa finanziata mediante le sovvenzioni del dispositivo e altri fondi dell'Unione &#232; stata pari allo 0,2&#160;% del PIL nel 2022 (0,3&#160;% nel 2021). Gli investimenti finanziati a livello nazionale hanno apportato un contributo neutro all'orientamento della politica di bilancio&#160;<a>(<span>9</span>)</a>. La Germania ha pertanto preservato gli investimenti finanziati a livello nazionale, come raccomandato dal Consiglio. Allo stesso tempo la crescita della spesa primaria corrente finanziata a livello nazionale (al netto delle nuove misure sul lato delle entrate) ha fornito un contributo espansivo di 2,4 punti percentuali all'orientamento della politica di bilancio. Tale significativo contributo espansivo comprendeva gli effetti supplementari delle misure di politica di bilancio volte ad attenuare l'impatto economico e sociale dell'aumento dei prezzi dell'energia (supplemento di costo di bilancio netto pari all'1,2&#160;% del PIL), e i costi per offrire protezione temporanea agli sfollati provenienti dall'Ucraina (0,1&#160;% del PIL). Nel contempo gli sgravi fiscali sull'imposta sul reddito hanno determinato una riduzione delle entrate pubbliche e hanno anche contribuito (0,1&#160;% del PIL) alla crescita della spesa primaria corrente netta. Il significativo contributo espansivo della spesa corrente finanziata a livello nazionale &#232; dovuto solo in parte alle misure volte ad affrontare l'impatto economico e sociale dell'aumento dei prezzi dell'energia, nonch&#233; ai costi per offrire protezione temporanea agli sfollati provenienti dall'Ucraina. La&#160;Germania non ha pertanto tenuto sufficientemente sotto controllo la crescita della spesa corrente finanziata a livello nazionale.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(17)</p></td><td><p>Lo scenario macroeconomico su cui si fondano le proiezioni di bilancio del programma di stabilit&#224; 2023 &#232; in linea con le previsioni di primavera 2023 della Commissione. Il governo prevede una crescita del PIL reale dello 0,2&#160;% nel 2023 e dell'1,8&#160;% nel 2024. A titolo di confronto, le previsioni di primavera 2023 della Commissione prospettano una crescita del PIL reale simile, pari allo 0,2&#160;% nel 2023 e all'1,4&#160;% nel 2024.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(18)</p></td><td><p>Nel programma di stabilit&#224; 2023 il governo prevede che il disavanzo delle amministrazioni pubbliche salga al 4&#188;&#160;% del PIL nel 2023. L'aumento previsto nel 2023 riflette principalmente la spesa aggiuntiva per il tetto ai prezzi dell'energia per gas ed elettricit&#224;. Secondo il programma, il rapporto debito pubblico/PIL dovrebbe aumentare passando dal 66,3&#160;% alla fine del 2022 al 67&#190;&#160;% alla fine del 2023. Le previsioni di primavera 2023 della Commissione prospettano un disavanzo pubblico del 2,3&#160;% del PIL per il 2023. Si tratta di un disavanzo inferiore a quello previsto nel programma di stabilit&#224; 2023, principalmente a causa di una spesa presunta inferiore per il tetto ai prezzi dell'energia. Le previsioni di primavera 2023 della Commissione prospettano un rapporto debito pubblico/PIL inferiore, pari al 65,2&#160;% alla fine del 2023. La differenza &#232; dovuta a un disavanzo inferiore.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(19)</p></td><td><p>Stando alle previsioni il saldo generale delle amministrazioni pubbliche nel 2023 continuer&#224; a risentire delle misure di bilancio adottate per attenuare l'impatto economico e sociale dell'aumento dei prezzi dell'energia. Si tratta di misure nuove rispetto al 2022, in particolare il tetto ai prezzi dell'energia per gas ed elettricit&#224;. Il costo di tali misure &#232; stato parzialmente compensato da imposte sui proventi straordinari dei fornitori di energia. Tenendo conto di queste entrate, nelle previsioni di primavera 2023 la Commissione stima il costo di bilancio netto delle misure di sostegno al 2,0&#160;% del PIL nel 2023&#160;<a>(<span>10</span>)</a>. La maggior parte delle misure nel 2023 non sembra mirata a sostenere le famiglie o le imprese pi&#249; vulnerabili; tuttavia molte di esse preservano il segnale di prezzo necessario per ridurre la domanda di energia e accrescere l'efficienza energetica. Di conseguenza nelle previsioni di primavera 2023 la Commissione stima allo 0,5&#160;% del PIL nel 2023 (rispetto allo 0,3&#160;% del PIL nel 2022) l'importo delle misure di sostegno mirate di cui tenere conto nella valutazione della conformit&#224; alla raccomandazione del Consiglio del 12 luglio 2022&#160;<a>(<span>11</span>)</a>. Secondo le proiezioni, il costo di bilancio della protezione temporanea offerta agli sfollati ucraini rimarr&#224; stabile rispetto al 2022. Infine si prevede che il saldo generale delle amministrazioni pubbliche nel 2023 trarr&#224; beneficio dall'eliminazione graduale delle misure temporanee di emergenza connesse alla COVID-19, stimate allo 0,8&#160;% del PIL.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(20)</p></td><td><p>Nella sua raccomandazione del 12 luglio 2022 il Consiglio ha raccomandato alla Germania di prendere provvedimenti per garantire nel 2023 che la crescita della spesa primaria corrente finanziata a livello nazionale sia in linea con un orientamento della politica complessivamente neutro&#160;<a>(<span>12</span>)</a>, tenendo conto del perdurare del sostegno temporaneo e mirato alle famiglie e alle imprese pi&#249; vulnerabili agli aumenti dei prezzi dell'energia e alle persone in fuga dall'Ucraina. Allo stesso tempo la Germania dovrebbe essere pronta ad adeguare la spesa corrente all'evoluzione della situazione. Alla Germania &#232; stato anche raccomandato di aumentare gli investimenti pubblici per le transizioni verde e digitale e per la sicurezza energetica tenendo conto dell'iniziativa REPowerEU, anche avvalendosi del dispositivo e di altri fondi dell'Unione.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(21)</p></td><td><p>Le previsioni di primavera 2023 della Commissione prospettano per il 2023 un orientamento restrittivo della politica di bilancio (+&#160;0,5&#160;% del PIL), in un contesto di inflazione elevata, a fronte di un orientamento espansivo nel 2022 (&#8210;&#160;2,7&#160;% del PIL). Si prevede inoltre che nel 2023 la crescita della spesa primaria corrente finanziata a livello nazionale (al netto delle misure discrezionali sul lato delle entrate) apporter&#224; all'orientamento della politica di bilancio un contributo restrittivo dello 0,3&#160;% del PIL. Ci&#242; comprende l'aumento del costo delle misure di sostegno mirate alle famiglie e alle imprese pi&#249; vulnerabili alle impennate dei prezzi dell'energia, pari allo 0,2&#160;% del PIL. In sintesi, la crescita prevista della spesa primaria corrente finanziata a livello nazionale &#232; in linea con la raccomandazione del Consiglio del 12 luglio 2022. Secondo le proiezioni la spesa finanziata con le sovvenzioni del dispositivo e altri fondi dell'Unione ammonter&#224; allo 0,2&#160;% del PIL nel 2023, mentre gli investimenti finanziati a livello nazionale apporteranno all'orientamento della politica di bilancio un contributo neutro&#160;<a>(<span>13</span>)</a>. Pertanto la Germania prevede di finanziare ulteriori investimenti attraverso il dispositivo e altri fondi dell'Unione e, stando alle proiezioni, preserver&#224; gli investimenti finanziati a livello nazionale. Prevede di finanziare investimenti pubblici per le transizioni verde e digitale e per la sicurezza energetica, quali la ristrutturazione energetica degli edifici, il miglioramento delle infrastrutture di ricarica per le auto elettriche e la fornitura alle scuole di attrezzature per l'era digitale, che sono in parte finanziati dal dispositivo e da altri fondi dell'Unione.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(22)</p></td><td><p>Secondo il programma di stabilit&#224; 2023, il disavanzo delle amministrazioni pubbliche scender&#224; all'1&#190;&#160;% del PIL nel 2024. Il calo del 2024 riflette principalmente la graduale eliminazione del tetto al prezzo dell'energia. Secondo il programma di stabilit&#224; 2023, si prevede che il rapporto debito pubblico/PIL scenda al 66&#189;&#160;% alla fine del 2024. Sulla base delle misure politiche note alla data limite delle previsioni, le previsioni di primavera 2023 della Commissione prospettano un disavanzo pubblico dell'1,2&#160;% del PIL per il 2024. Si tratta di un valore inferiore al disavanzo previsto nel programma di stabilit&#224; 2023, dovuto principalmente a stime pi&#249; basse per le misure di sostegno connesse all'energia. Le&#160;previsioni di primavera 2023 della Commissione prospettano un rapporto debito pubblico/PIL inferiore, pari al 64,1&#160;% alla fine del 2024, dovuto principalmente a un disavanzo inferiore.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(23)</p></td><td><p>Il programma di stabilit&#224; 2023 prevede l'eliminazione graduale della maggior parte delle misure di sostegno connesse all'energia nel 2024. La Commissione ipotizza attualmente che nel 2024 il costo netto di dette misure sar&#224; pari allo 0,3&#160;% del PIL. Tali stime si basano sul presupposto che non si registrino nuovi aumenti dei prezzi dell'energia. La maggior parte delle misure di sostegno connesse all'energia che secondo le previsioni attuali dovrebbero restare in vigore nel 2024 non sembra rivolta alle famiglie o alle imprese vulnerabili. La&#160;maggior parte mantiene il segnale del prezzo per ridurre la domanda di energia e accrescere l'efficienza energetica.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(24)</p></td><td><p>Il regolamento (CE) n.&#160;1466/97 del Consiglio richiede un miglioramento annuo del saldo strutturale di bilancio per conseguire l'obiettivo di bilancio a medio termine, avendo lo 0,5&#160;% del PIL come parametro di riferimento&#160;<a>(<span>14</span>)</a>. Alla luce delle considerazioni relative alla sostenibilit&#224; di bilancio, secondo la Commissione sarebbe opportuno migliorare il saldo strutturale di almeno lo 0,3&#160;% del PIL per il 2024. Al fine di conseguire tale miglioramento, e conformemente alla metodologia della Commissione, la crescita della spesa primaria netta finanziata a livello nazionale&#160;<a>(<span>15</span>)</a> nel 2024 non dovrebbe superare il 2,5&#160;%, come indicato nella presente raccomandazione. Allo stesso tempo &#232; opportuno eliminare gradualmente le restanti misure di sostegno connesse all'energia (attualmente stimate dalla Commissione al 2,0&#160;% del PIL nel 2023), se consentito dagli sviluppi del mercato dell'energia e partendo dalle misure meno mirate, e usare i relativi risparmi per ridurre il disavanzo pubblico. Secondo le stime della Commissione, ci&#242; determinerebbe una crescita della spesa primaria netta inferiore al tasso di crescita massimo raccomandato per il 2024.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(25)</p></td><td><p>Nell'ipotesi di politiche invariate, le previsioni di primavera 2023 della Commissione prospettano una crescita della spesa primaria netta finanziata a livello nazionale pari al 2,4&#160;% nel 2024, ossia al di sotto del tasso di crescita raccomandato. L'aggiustamento prospettato nelle previsioni di primavera 2023 della Commissione &#232; inferiore ai risparmi derivanti dalla completa eliminazione di misure di sostegno connesse all'energia, a causa della permanenza in vigore nel 2024 di alcune di tali misure e di misure discrezionali di diminuzione delle entrate quali varie riduzioni delle imposte sul reddito.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(26)</p></td><td><p>Secondo il programma di stabilit&#224; 2023, gli investimenti pubblici dovrebbero rimanere stabili al 2&#189;&#160;% del PIL nel 2023 e nel 2024. Il programma di stabilit&#224; 2023 fa riferimento a riforme e investimenti da cui si attende un contributo alla sostenibilit&#224; di bilancio e a una crescita sostenibile e inclusiva. Sono comprese in questo contesto varie riforme del sistema di imposizione basato sul reddito.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(27)</p></td><td><p>Il programma di stabilit&#224; 2023 delinea un percorso di bilancio a medio termine fino al 2026. Secondo il programma di stabilit&#224; 2023, il disavanzo delle amministrazioni pubbliche scender&#224; gradualmente allo 0,75&#160;% del PIL nel 2025 e nel 2026. Di conseguenza le previsioni lo situano al di sotto del 3&#160;% del PIL nel 2024. Sempre in base al programma di stabilit&#224; 2023, il rapporto debito pubblico/PIL dovrebbe diminuire passando dal 66&#189;&#160;% alla fine del 2024 al 65&#189;&#160;% entro la fine del 2026.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(28)</p></td><td><p>Sebbene i risultati in materia di occupazione rimangano nel complesso positivi, in un contesto di rapido invecchiamento della popolazione si prevede un ulteriore aumento della carenza di manodopera e di competenze. Negli anni 2020 la popolazione in et&#224; lavorativa dovrebbe diminuire di 3,7 milioni a causa del pensionamento della generazione dei &#171;baby boomer&#187;, fattore che far&#224; aumentare significativamente le esigenze di finanziamento del regime pensionistico a ripartizione (primo pilastro pensionistico) e potrebbe mettere in discussione l'adeguatezza delle pensioni. Sarebbe necessario un saldo migratorio netto di circa 400&#160;000 persone l'anno per compensare un livello decrescente di forza lavoro potenziale. L'et&#224; pensionabile legale salir&#224; gradualmente a 67 anni nel 2031. Sebbene il tasso di occupazione dei lavoratori di et&#224; compresa tra i 55 e i 64 anni sia tra i pi&#249; elevati dell'Unione, negli ultimi anni l'aumento dell'et&#224; pensionabile effettiva &#232; rallentato e l'occupazione nella fascia di et&#224; superiore ai 65 anni &#232; inferiore rispetto ai paesi dell'Unione con i risultati migliori. Ci&#242; &#232; dovuto anche alle possibilit&#224; di prepensionamento, che accrescono ulteriormente la pressione sulla sostenibilit&#224; del sistema pensionistico. Le persone che hanno lavorato per almeno 35 anni possono andare in pensione anticipatamente, con una riduzione relativamente modesta delle prestazioni pensionistiche. Coloro che hanno lavorato per almeno 45 anni lavorativi possono andare in pensione senza perdere i diritti pensionistici (<span>Rente nach 45 Beitragsjahren</span>). I regimi pensionistici privati sovvenzionati dallo Stato (regimi pensionistici individuali del terzo pilastro &#8212;<span>Riester Rente</span>) finora sono stati sottoutilizzati. Nonostante gli sforzi compiuti per aumentare il ricorso alle pensioni aziendali e professionali (secondo pilastro), la copertura rimane pari a circa il 56&#160;%.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(29)</p></td><td><p>In Germania il mix fiscale continua a basarsi in larga misura sul gettito fiscale del lavoro, mentre le basi imponibili che possono sostenere una crescita inclusiva e sostenibile restano sottoutilizzate. Il cuneo fiscale sul lavoro &#232; uno dei pi&#249; alti dell'Unione e l'interazione tra il sistema fiscale e quello dei trasferimenti si traduce in scarsi incentivi ad aumentare le ore lavorate per i percettori di salari bassi e per le persone che costituiscono la seconda fonte di reddito familiare, spesso donne. Ci&#242; incide sull'offerta di manodopera e ne aggrava le carenze. La quota delle imposte ambientali della Germania &#232; inferiore alla media dell'Unione per quanto riguarda la tassazione sia dell'energia che dei trasporti. La tassazione dei veicoli non incoraggia trasporti pi&#249; rispettosi dell'ambiente. Le sovvenzioni dannose per l'ambiente, come quelle per i combustibili fossili (comprese le esenzioni fiscali e le riduzioni fiscali), rimangono sostanziali, ostacolando la transizione verde.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(30)</p></td><td><p>Conformemente all'articolo 19, paragrafo 3, lettera b), del regolamento (UE) 2021/241 e all'allegato V, criterio 2.2, di tale regolamento, il piano per la ripresa e la resilienza comprende un'ampia gamma di riforme e investimenti che si rafforzano reciprocamente, da attuare entro il 2026. Procedere rapidamente all'attuazione del piano &#232; fondamentale data la natura temporanea del dispositivo, in vigore fino al 2026. Eppure, sebbene l'attuazione del piano per la ripresa e la resilienza della Germania stia progredendo, si registrano ritardi significativi. Le limitate risorse assegnate all'attuazione del piano e l'insufficiente definizione delle priorit&#224; hanno determinato un ritardo della Germania nel processo di attuazione. Il paese deve ancora firmare gli accordi operativi e presentare la prima richiesta di pagamento. Il piano per la ripresa e la resilienza della Germania &#232; stato gi&#224; rivisto una volta il 14 febbraio 2023, adeguando due misure di investimento che non &#232; stato possibile completare integralmente a causa di circostanze oggettive&#160;<a>(<span>16</span>)</a>. &#200; prevista un'ulteriore revisione del piano nel 2023, con un altro addendum volto a coprire il capitolo dedicato al piano REPowerEU e a tener conto dell'aumento del sostegno non rimborsabile. Sono, tuttavia, in corso negoziati relativi al capitolo REPowerEU e per tener conto dell'aumento del sostegno non rimborsabile. La rapida inclusione del nuovo capitolo dedicato al piano REPowerEU nel piano per la ripresa e la resilienza consentir&#224; di finanziare ulteriori riforme e investimenti a sostegno degli obiettivi strategici della Germania in materia di energia e transizione verde. Per l'attuazione efficace del piano per la ripresa e la resilienza e di altre politiche economiche e occupazionali che vanno al di l&#224; di tale piano, per assicurare un'ampia titolarit&#224; dell'agenda politica generale rimane importante il coinvolgimento sistematico ed effettivo delle autorit&#224; locali e regionali, delle parti sociali e degli altri portatori di interessi pertinenti.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(31)</p></td><td><p>Nel 2022 la Commissione ha approvato tutti i documenti di programmazione della politica di coesione della Germania. Procedere alla rapida attuazione dei programmi della politica di coesione in complementarit&#224; e sinergia con il piano per la ripresa e la resilienza, compreso il capitolo dedicato al piano REPowerEU, &#232; fondamentale per realizzare le transizioni verde e digitale, accrescere la resilienza economica e sociale e conseguire uno sviluppo territoriale equilibrato in Germania.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(32)</p></td><td><p>Oltre alle sfide economiche e sociali affrontate dal piano per la ripresa e la resilienza e dai programmi della politica di coesione, la Germania si trova di fronte a una serie di ulteriori sfide connesse alla digitalizzazione, alla politica energetica e alla transizione verde.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(33)</p></td><td><p>Sebbene la Germania abbia compiuto sforzi per migliorare la digitalizzazione dei servizi pubblici, la messa in atto rimane lenta. Solo alcuni degli obiettivi della legge sull'accesso online, che rende obbligatoria la digitalizzazione continua del<span>front-end</span> di tutti i servizi amministrativi, sono stati raggiunti entro la data prevista (fine del 2022). Dall'analisi comparativa della Commissione in materia di e-government emerge che il paese registra risultati insoddisfacenti anche per quanto riguarda la digitalizzazione del back-office, che &#232; fondamentale per l'erogazione di servizi efficaci al di l&#224; dell'ambito di applicazione della legge sull'accesso online. A tale proposito &#232; stata dichiarata prioritaria la modernizzazione dei registri nell'ambito della legge in materia, al fine di attuare il principio &#171;una tantum&#187; dell'Unione, secondo cui i cittadini e le imprese dovrebbero essere chiamati a fornire informazioni standard alla pubblica amministrazione una volta sola. Tuttavia i progressi sono stati scarsi dall'entrata in vigore della legge, nel 2021. Inoltre si registra un modesto utilizzo dei servizi che sono stati digitalizzati: la Germania si colloca al di sotto della media dell'Unione in termini di percentuale di persone che utilizzano servizi di e-government. Il&#160;paese registra risultati inferiori alla media dell'Unione anche per diversi altri aspetti degli indicatori di riferimento dell'e-government, quali la trasparenza, l'esistenza dei presupposti essenziali e l'accessibilit&#224; dei servizi pubblici digitali dall'estero. Il Consiglio nazionale per il controllo normativo ritiene inadeguata l'attuazione della legge sull'accesso online e ha individuato nelle previste carenze di manodopera un rischio fondamentale in assenza della maggiore efficienza data dalla digitalizzazione. Le strozzature individuate nella digitalizzazione dei servizi pubblici si applicano anche alle corrispondenti misure del piano per la ripresa e la resilienza della Germania.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(34)</p></td><td><p>Lo sviluppo delle competenze digitali &#232; fondamentale per consentire alla transizione digitale di rispondere al fabbisogno di lavoratori qualificati e aumentare la produttivit&#224;. Con il 49&#160;% registrato nel 2021, la Germania si colloca al di sotto della media dell'Unione del 54&#160;% della popolazione di et&#224; compresa tra i 16 e i 74 anni che dispone almeno delle competenze digitali di base, elemento che ostacola la transizione digitale. Di tutti i giovani di et&#224; compresa tra i 16 e i 19 anni, nel 2021 solo il 50&#160;% possedeva almeno competenze digitali di base, ossia 19 punti percentuali in meno rispetto alla media dell'Unione. Sebbene i risultati della Germania siano migliori rispetto alla media dell'Unione per quanto riguarda la percentuale di esperti informatici occupati e corrispondano alla media dell'Unione per gli esperti informatici di sesso femminile, il numero dei posti vacanti resta elevato e che rispecchia ulteriori fabbisogni. Per migliorare le competenze digitali sarebbe fondamentale compiere altri sforzi al fine di contrastare la penuria di insegnanti e fornire al corpo docente una formazione migliore in materia di digitalizzazione a tutti i livelli dell'istruzione. L'integrazione della tecnologia digitale nelle attivit&#224; imprenditoriali si avvicina appena alla media dell'Unione, compresa la quota di piccole e medie imprese con almeno un livello base di intensit&#224; digitale e l'adozione da parte delle imprese di tecnologie avanzate come il cloud, i megadati e l'intelligenza artificiale. Il piano per la ripresa e la resilienza della Germania comprende diverse misure a sostegno delle competenze digitali, e in particolare dell'istruzione digitale, come gli investimenti in dispositivi digitali per gli insegnanti, una piattaforma per la formazione e centri di eccellenza nel campo dell'istruzione. Inoltre la Germania sta attuando misure per contribuire allo sviluppo delle competenze e alla riqualificazione della forza lavoro; tra queste figura l'attenzione alla digitalizzazione delle imprese (ad esempio i poli europei dell'innovazione digitale o il regime di sostegno agli investimenti a favore della digitalizzazione (<span>Digital Jetzt</span>)).</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(35)</p></td><td><p>Nel complesso solo il 19,3&#160;% delle famiglie ha accesso a una connessione a banda larga in fibra ottica, dato che colloca la Germania tra gli Stati membri con la copertura in fibra pi&#249; bassa (al penultimo posto nell'Unione, mentre i primi cinque paesi dell'Unione hanno una copertura di almeno l'85&#160;%). La mancanza di connessioni in fibra ottica e di reti ad altissima capacit&#224; in generale &#232; particolarmente pronunciata nelle zone rurali. Ci&#242; ostacola la crescita della produttivit&#224;, specie presso le piccole e medie imprese. L'obiettivo di collegare il 50&#160;% delle famiglie e delle imprese alla rete attraverso la fibra ottica entro il 2025 (e il 100&#160;% entro il 2030) potrebbe non essere conseguito in tempo. Misure corrispondenti sono state incluse nella strategia Gigabit del luglio 2022. Migliorare le condizioni quadro, ad esempio aumentando la capacit&#224; di pianificazione e attuazione nel settore pubblico, &#232; fondamentale per accelerare la copertura in fibra ottica. Il conseguimento degli obiettivi di rete richieder&#224; inoltre miglioramenti nelle procedure amministrative di domanda e di rilascio delle autorizzazioni, nonch&#233; la standardizzazione delle tecniche di installazione alternative, meno dispendiose in termini di tempo.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(36)</p></td><td><p>La Germania &#232; riuscita a ridurre efficacemente la sua elevata dipendenza dal gas e dal petrolio russi nel 2022 rispetto al 2021 (dal 65&#160;% a quasi zero per il gas e dal 34,12&#160;% a meno del 25&#160;% per il petrolio&#160;<a>(<span>17</span>)</a>). Ha pianificato e iniziato a realizzare infrastrutture per il gas naturale che sostituiranno completamente le importazioni di gas russo nel medio periodo. Lo&#160;scorso inverno la Germania ha rispettato gli obblighi di stoccaggio del gas, raggiungendo il 99,2&#160;% entro il 1<span>o</span> novembre 2022. Grazie all'interconnessione dei mercati del gas, il gas naturale liquefatto (GNL) importato dalla Germania potrebbe contribuire alla sicurezza dell'approvvigionamento dell'Unione, a condizione che le relative infrastrutture siano realizzate senza ulteriori ritardi. Nel contempo il paese &#232; ancora dipendente dalle importazioni di combustibili fossili. Nel periodo tra l'agosto 2022 e il marzo 2023 il consumo di gas naturale della Germania &#232; diminuito del 16&#160;% rispetto al consumo medio di gas registrato per lo stesso periodo nei cinque anni precedenti, superando l'obiettivo di riduzione del 15&#160;% stabilito nel regolamento (UE) 2022/1369&#160;<a>(<span>18</span>)</a>. La Germania &#232; incoraggiata a continuare ad adoperarsi per ridurre temporaneamente la domanda di gas fino al 31 marzo 2024 a norma del regolamento (UE) 2023/706 del Consiglio&#160;<a>(<span>19</span>)</a>.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(37)</p></td><td><p>L'energia elettrica da fonti rinnovabili &#232; essenziale per l'efficace attuazione dei piani di transizione verde della Germania, tra cui per la produzione di idrogeno rinnovabile, per i veicoli elettrici e le pompe di calore, nonch&#233; per conseguire la sicurezza energetica nel medio periodo. Per conseguire gli obiettivi nazionali sarebbe, tuttavia, necessario triplicare l'accelerazione della distribuzione delle energie rinnovabili (da +&#160;67&#160;% negli ultimi otto anni a +&#160;196&#160;% nei prossimi otto anni). Procedure di concessione lunghe e complesse hanno frenato la diffusione delle fonti energetiche rinnovabili e di ulteriori tecnologie a zero emissioni nette, mentre la legislazione recentemente adottata per migliorare i processi deve ancora essere attuata. Al di l&#224; delle problematiche indicate sopra, le concessioni sono ostacolate anche dalla mancanza di digitalizzazione e delle competenze necessarie, nonch&#233; dalla carenza di personale presso le amministrazioni pubbliche, tribunali compresi. Permangono strozzature per quanto riguarda la flessibilit&#224; della rete, compreso lo stoccaggio, e l'espansione delle reti di trasmissione ad alta tensione, tra cui l'attuazione di progetti di interesse comune. Inoltre le reti di distribuzione tedesche non sono state sufficientemente digitalizzate e aggiornate per tener conto dei molti nuovi produttori e utilizzatori di veicoli elettrici, sistemi solari fotovoltaici e pompe di calore, mentre lo stoccaggio di energia elettrica potrebbe essere ampliato. Gli sforzi in materia di efficienza energetica, anche nei settori dei trasporti, del riscaldamento domestico e dell'industria, e la diffusione di pompe di calore a prezzi accessibili devono rispondere a sfide in termini di espansione e attuazione tempestiva per consentire alla Germania di conseguire gli obiettivi climatici ed energetici, ridurre la dipendenza dai combustibili fossili e stimolare la competitivit&#224; e la creazione di posti di lavoro, anche nel settore della produzione di tecnologie pulite. Il conseguimento degli obiettivi climatici richiede ulteriori azioni per decarbonizzare i settori dei trasporti e dell'edilizia, nei quali non sono stati raggiunti gli obiettivi nazionali di riduzione delle emissioni previsti per il 2022, nonostante l'introduzione di apposite misure (ad esempio un prezzo nazionale per la CO<span>2</span>). Dal 2016 in Germania si assiste a un calo dell'assorbimento naturale dell'anidride carbonica e pertanto occorrono interventi per ripristinare le foreste e le torbiere. Maggiori sforzi in materia di adattamento ai cambiamenti climatici, economia circolare e protezione dell'ambiente consentono di ridurre i rischi derivanti dalle sfide globali, aumentare la resilienza ai cambiamenti climatici e la tutela delle risorse naturali e contenere la dipendenza dell'industria dalle materie prime critiche.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(38)</p></td><td><p>La carenza di manodopera e di competenze nei settori e nelle professioni fondamentali per la transizione verde &#8212; compresi la produzione, la diffusione e la manutenzione delle tecnologie a zero emissioni nette &#8212; sta creando strozzature nella transizione a un'economia a zero emissioni nette. Sistemi di istruzione e formazione di qualit&#224; elevata che rispondano alle mutevoli esigenze del mercato del lavoro e misure mirate per la riqualificazione e il miglioramento del livello delle competenze sono cruciali per ridurre le carenze di competenze e promuovere l'inclusione lavorativa e la riallocazione della forza lavoro. Per sbloccare il potenziale inutilizzato dell'offerta di lavoro, tali misure devono essere accessibili, in particolare per le persone e nei settori e nelle regioni maggiormente interessati dalla transizione verde. Migliorando i risultati scolastici dei gruppi svantaggiati si creano i presupposti per il proseguimento degli studi. L'apprendimento degli adulti &#232; essenziale per fronteggiare le persistenti carenze di qualifiche. Tuttavia, negli ultimi 10 anni il tasso degli adulti che hanno partecipato per quattro settimane ad attivit&#224; didattiche &#232; rimasto pressoch&#233; stabile e inferiore alla media dell'Unione (8,1&#160;% nel 2022; media dell'Unione 11,9&#160;%), mentre per i lavoratori scarsamente qualificati si &#232; attestato solo al 4&#160;%. Inoltre, nelle industrie ad alta intensit&#224; energetica la partecipazione dei lavoratori a corsi di istruzione e formazione &#232; diminuita, passando dal 9,8&#160;% nel 2015 al 7,6&#160;% nel 2021, ed &#232; al di sotto della media dell'Unione (8,9&#160;%). La promozione della partecipazione a programmi di istruzione e formazione professionale iniziale e permanente a sostegno della transizione verde sarebbe in linea con l'obiettivo della Germania di far partecipare annualmente il 65&#160;% degli adulti ad attivit&#224; di apprendimento entro il 2030.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(39)</p></td><td><p>Alla luce della valutazione della Commissione, il Consiglio ha esaminato il programma di stabilit&#224; 2023 e il suo parere&#160;<a>(<span>20</span>)</a> trova riscontro nella raccomandazione di cui al punto 1.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(40)</p></td><td><p>Date le strette correlazioni tra le economie degli Stati membri della zona euro e il loro contributo collettivo al funzionamento dell'Unione economica e monetaria, il Consiglio ha raccomandato a tali Stati membri di prendere provvedimenti, anche tramite i piani per la ripresa e la resilienza, al fine di i) preservare la sostenibilit&#224; del debito e astenersi da un sostegno generalizzato alla domanda aggregata nel 2023, orientare in modo pi&#249; mirato le misure di bilancio adottate per attenuare l'impatto degli elevati prezzi dell'energia e riflettere su modalit&#224; adeguate per eliminare gradualmente il sostegno con il diminuire delle pressioni causate dai prezzi dell'energia; ii) mantenere un elevato livello di investimenti pubblici e promuovere investimenti privati a sostegno delle transizioni verde e digitale; iii) sostenere dinamiche salariali che attenuino la perdita di potere d'acquisto limitando nel contempo gli effetti di secondo impatto sull'inflazione, migliorare ulteriormente le politiche attive del mercato del lavoro e colmare le carenze di competenze; iv) migliorare il contesto imprenditoriale e garantire che il sostegno per l'energia destinato alle imprese sia efficace sotto il profilo dei costi, temporaneo e mirato alle imprese economicamente sostenibili e che siano mantenuti incentivi per la transizione verde; e v) preservare la stabilit&#224; macrofinanziaria e monitorare i rischi, continuando nel contempo a lavorare al completamento dell'Unione bancaria. Per la Germania le raccomandazioni di cui ai punti 1, 2, 3 e 4 contribuiscono all'attuazione della prima, della seconda e della terza raccomandazione di cui alla raccomandazione del 2023 sulla zona euro.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(41)</p></td><td><p>Alla luce dell'esame approfondito della Commissione e della valutazione ivi contenuta, il Consiglio ha esaminato il programma nazionale di riforma 2023 e il programma di stabilit&#224; 2023. Le sue raccomandazioni a norma dell'articolo 6 del regolamento (UE) n. 1176/2011 trovano riscontro nella raccomandazione di cui al punto 1. Le politiche menzionate nella raccomandazione di cui al punto 1 contribuiscono ad affrontare le vulnerabilit&#224; connesse al persistere di un ampio avanzo delle partite correnti. Le raccomandazioni di cui ai punti 2, 3 e 4 contribuiscono a dare seguito alla raccomandazione di cui al punto 1 per quanto riguarda gli investimenti pi&#249; elevati. Le politiche menzionate nella raccomandazione di cui al punto 1 contribuiscono tanto a correggere gli squilibri quanto ad attuare le raccomandazioni di cui alla raccomandazione del 2023 sulla zona euro, in linea con il considerando 40,</p></td></tr></tbody></table>
RACCOMANDA alla Germania di prendere provvedimenti nel 2023 e nel 2024 al fine di:
1. eliminare gradualmente le vigenti misure di sostegno di emergenza connesse all'energia, usando i relativi risparmi per ridurre il disavanzo pubblico, quanto prima nel 2023 e nel 2024; qualora nuovi aumenti dei prezzi dell'energia dovessero richiedere nuove misure di sostegno o il proseguimento di quelle esistenti, provvedere a che tali misure di sostegno mirino a tutelare le famiglie e le imprese vulnerabili, siano sostenibili a livello di bilancio e preservino gli incentivi al risparmio energetico;
assicurare una politica di bilancio prudente, in particolare limitando a non più del 2,5 % l'aumento nominale della spesa primaria netta finanziata a livello nazionale nel 2024 ( 21 ) ;
preservare gli investimenti pubblici finanziati a livello nazionale e provvedere all'assorbimento efficace delle sovvenzioni del dispositivo e di altri fondi dell'Unione, in particolare per promuovere le transizioni verde e digitale; attuare iniziative di investimenti pubblici come previsto;
per il periodo successivo al 2024, continuare a perseguire una strategia di bilancio a medio termine di risanamento graduale e sostenibile, combinata con investimenti e riforme atti ad aumentare la crescita sostenibile, al fine di conseguire una posizione di bilancio prudente a medio termine;
migliorare il mix fiscale per conseguire una crescita più inclusiva e sostenibile, in particolare migliorando gli incentivi fiscali per aumentare le ore lavorate; salvaguardare la sostenibilità a lungo termine del sistema pensionistico;
2. accelerare in modo significativo l'attuazione del piano per la ripresa e la resilienza riveduto, anche garantendo risorse sufficienti, e mettere a punto speditamente l'addendum e il capitolo dedicato al piano REPowerEU al fine di avviarne rapidamente l'attuazione; procedere alla rapida attuazione dei programmi della politica di coesione in stretta complementarità e sinergia con il piano per la ripresa e la resilienza;
3. accelerare la digitalizzazione dell'intera catena dei servizi pubblici e migliorare le competenze digitali delle persone; eliminare gli ostacoli agli investimenti e stimolare gli investimenti nelle reti di comunicazione digitale ad altissima capacità;
4. aumentare gli sforzi volti a ridurre ulteriormente la dipendenza complessiva dai combustibili fossili, stimolando gli investimenti nelle reti elettriche e nelle energie rinnovabili e accelerandone la diffusione, attraverso il miglioramento della capacità amministrativa e lo snellimento dei processi, comprese le procedure di concessione; intensificare gli sforzi in materia di efficienza energetica nei settori dei trasporti, dell'edilizia e dell'industria, anche attraverso investimenti in sistemi di riscaldamento e ulteriori misure strategiche volte all'offerta e all'acquisizione delle abilità e competenze necessarie per la transizione verde.
Fatto a Bruxelles, il 14 luglio 2023
Per il Consiglio
La presidente
N. CALVIÑO SANTAMARÍA
<note>
( 1 ) GU L 209 del 2.8.1997, pag. 1 .
( 2 ) GU L 306 del 23.11.2011, pag. 25 .
( 3 ) Regolamento (UE) 2021/241 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 febbraio 2021, che istituisce il dispositivo per la ripresa e la resilienza ( GU L 57 del 18.2.2021, pag. 17 ).
( 4 ) Raccomandazione del Consiglio, del 16 maggio 2023, sulla politica economica della zona euro ( GU C 180 del 23.5.2023, pag. 1 ).
( 5 ) Regolamento (UE) 2023/435 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 febbraio 2023, che modifica il regolamento (UE) 2021/241 per quanto riguarda l'inserimento di capitoli dedicati al piano REPowerEU nei piani per la ripresa e la resilienza e che modifica i regolamenti (UE) n. 1303/2013, (UE) 2021/1060 e (UE) 2021/1755, e la direttiva 2003/87/CE ( GU L 63 del 28.2.2023, pag. 1 ).
( 6 ) ST 10158/2021 INIT; ST 10158/2021 ADD 1.
( 7 ) Raccomandazione del Consiglio, del 18 giugno 2021, che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità 2021 della Germania ( GU C 304 del 29.7.2021, pag. 18 ).
( 8 ) L'orientamento della politica di bilancio è misurato come la variazione, rispetto alla crescita potenziale a medio termine, della spesa primaria (al netto delle misure discrezionali sul lato delle entrate), escluse le misure temporanee di emergenza connesse alla crisi della COVID-19, ma compresa la spesa finanziata dal sostegno non rimborsabile (sovvenzioni) del dispositivo e altri fondi dell'Unione. Per maggiori dettagli cfr. il riquadro 1 nelle tabelle statistiche di bilancio.
( 9 ) L'altra spesa in conto capitale finanziata a livello nazionale ha dato un contributo espansivo di 0,4 punti percentuali di PIL. Tale contributo è connesso principalmente alla nazionalizzazione e alla ricapitalizzazione dei fornitori di gas all'ingrosso in Germania per garantire la sicurezza energetica.
( 10 ) Tale cifra rappresenta il livello del costo annuale di bilancio delle misure, comprese le entrate e le spese correnti e, se del caso, le misure di spesa in conto capitale.
( 11 ) Raccomandazione del Consiglio, del 12 luglio 2022, sul programma nazionale di riforma 2022 della Germania e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità 2022 della Germania ( GU C 334 dell'1.9.2022, pag. 35 ).
( 12 ) Stando alle previsioni di primavera 2023 della Commissione, la crescita del prodotto potenziale a medio termine (media su 10 anni) della Germania, utilizzata per misurare l'orientamento della politica di bilancio, è stimata al 7,1 % in termini nominali.
( 13 ) Secondo le proiezioni l'altra spesa in conto capitale finanziata a livello nazionale darà un contributo restrittivo di 0,3 punti percentuali di PIL. Tale contributo è connesso principalmente alla cessazione delle misure di nazionalizzazione e ricapitalizzazione dei fornitori di gas all'ingrosso adottate l'anno precedente in Germania al fine garantire la sicurezza energetica.
( 14 ) L'articolo 5 del regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio impone anche un aggiustamento superiore allo 0,5 % del PIL per gli Stati membri con un debito pubblico superiore al 60 % del PIL o che presentano rischi più considerevoli in termini di sostenibilità del debito.
( 15 ) Si definisce spesa primaria netta la spesa finanziata a livello nazionale al netto delle misure discrezionali sul lato delle entrate, ad esclusione della spesa per interessi e della spesa ciclica per la disoccupazione.
( 16 ) Decisione di esecuzione del Consiglio, del 14 febbraio 2023, che modifica la decisione di esecuzione del Consiglio del 13 luglio 2021 relativa all'approvazione della valutazione del piano per la ripresa e la resilienza della Germania (ST 5536/2023).
( 17 ) La Germania non importa gas russo dall'agosto 2022 e petrolio dal febbraio 2023.
( 18 ) Regolamento (UE) 2022/1369 del Consiglio, del 5 agosto 2022, relativo a misure coordinate di riduzione della domanda di gas ( GU L 206 dell'8.8.2022, pag. 1 ).
( 19 ) Regolamento (UE) 2023/706 del Consiglio, del 30 marzo 2023, che modifica il regolamento (UE) 2022/1369 per prorogare il periodo di applicazione delle misure di riduzione della domanda di gas e rafforzare la comunicazione e il monitoraggio della loro attuazione ( GU L 93 del 31.3.2023, pag. 1 ).
( 20 ) A norma dell'articolo 5, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1466/97.
( 21 ) Il che, secondo le stime, corrisponde a un miglioramento annuo del saldo strutturale di bilancio pari almeno allo 0,3 % del PIL per il 2024, come descritto nel considerando 24.
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