Document ID: 32020R0510
Language: ITA

<table><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>8.4.2020&#160;&#160;&#160;</p></td><td><p>IT</p></td><td><p>Gazzetta ufficiale dell&#8217;Unione europea</p></td><td><p>L 113/1</p></td></tr></tbody></table>
REGOLAMENTO DI ESECUZIONE (UE) 2020/510 DEL CONSIGLIO
del 7 aprile 2020
che attua il regolamento (UE) n. 359/2011 concernente misure restrittive nei confronti di determinate persone, entità e organismi in considerazione della situazione in Iran
IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea,
visto il regolamento (UE) n. 359/2011 del Consiglio, del 12 aprile 2011, concernente misure restrittive nei confronti di determinate persone, entità e organismi in considerazione della situazione in Iran ( 1 ) , in particolare l’articolo 12, paragrafo 1,
vista la proposta dell’alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza,
considerando quanto segue:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(1)</p></td><td><p>Il 12 aprile 2011 il Consiglio ha adottato il regolamento (UE) n. 359/2011.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(2)</p></td><td><p>In base a un riesame della decisione 2011/235/PESC del Consiglio&#160;<a>(<span>2</span>)</a>, il Consiglio ha deciso che occorre prorogare le misure restrittive ivi previste fino al 13 aprile 2021.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(3)</p></td><td><p>Il Consiglio ha inoltre concluso che &#232; opportuno aggiornare le voci riguardanti 82 persone figuranti nell&#8217;allegato I del regolamento (UE) n. 359/2011.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(4)</p></td><td><p>&#200; opportuno pertanto modificare di conseguenza l&#8217;allegato I del regolamento (UE) n. 359/2011,</p></td></tr></tbody></table>
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
L’allegato I del regolamento (UE) n. 359/2011 è modificato conformemente all’allegato del presente regolamento.
Articolo 2
Il presente regolamento entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea .
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, il 7 aprile 2020
Per il Consiglio
Il presidente
G. GRLIĆ RADMAN
( 1 ) GU L 100 del 14.4.2011, pag. 1 .
( 2 ) Decisione 2011/235/PESC del Consiglio, del 12 aprile 2011, concernente misure restrittive nei confronti di determinate persone ed entità in considerazione della situazione in Iran ( GU L 100 del 14.4.2011, pag. 51 ).
ALLEGATO
Le voci relative alle persone in appresso, riportate nell’allegato I del regolamento (UE) n. 359/2011, sono sostituite dalle seguenti:
Persone
<table><col/><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#160;</p></td><td><p>Nome</p></td><td><p>Informazioni identificative</p></td><td><p>Motivi</p></td><td><p>Data di inserimento nell&#8217;elenco</p></td></tr><tr><td><p>&#171;1.</p></td><td><p>AHMADI-MOQADDAM Esmail</p></td><td><p>Luogo di nascita: Tehran (Teheran) (Iran)</p><p>Data di nascita: 1961</p><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Ex consigliere di alto livello per la sicurezza presso il capo di Stato maggiore delle forze armate. Capo della polizia nazionale iraniana dal 2005 fino all&#8217;inizio del 2015. Inoltre, capo della polizia Criminalit&#224; informatica iraniana (in elenco) dal gennaio 2011 fino all&#8217;inizio del 2015. Le forze sotto il suo comando hanno condotto brutali attacchi contro pacifiche manifestazioni di protesta e un violento assalto alla Casa dello studente dell&#8217;Universit&#224; di Teheran nella notte del 15 giugno 2009. Attualmente capo del quartier generale iraniano a sostegno del popolo yemenita.</p></td><td><p>12.4.2011</p></td></tr><tr><td><p>2.</p></td><td><p>ALLAHKARAM Hossein</p></td><td><p>Luogo di nascita: Najafabad (Iran)</p><p>Data di nascita: 1945</p><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Capo del consiglio di coordinamento di Ansar-e Hezbollah ed ex generale del Corpo delle guardie rivoluzionarie islamiche (IRGC). Cofondatore di Ansar-e Hezbollah. Questa forza paramilitare si &#232; resa responsabile di estreme violenze durante la repressione attuata nei confronti degli studenti e delle universit&#224; nel 1999, 2002 e 2009.</p><p>Detiene un ruolo di primo piano all&#8217;interno di un&#8217;organizzazione pronta a commettere violazioni dei diritti umani a danno dei cittadini, promuovendo per esempio le aggressioni nei confronti delle donne per le loro scelte in fatto di abbigliamento.</p></td><td><p>12.4.2011</p></td></tr><tr><td><p>3.</p></td><td><p>ARAGHI (ERAGHI) Abdollah</p></td><td><p>Sesso: maschile</p><p>Titolo: generale di brigata</p></td><td><p>Generale di brigata nell&#8217;IRGC. Capo del dipartimento per la sicurezza dello stato maggiore delle forze armate. Ex vicecapo delle forze di terra dell&#8217;IRGC. Ha avuto una responsabilit&#224; diretta e personale nella repressione delle manifestazioni di protesta dell&#8217;intera estate 2009.</p></td><td><p>12.4.2011</p></td></tr><tr><td><p>4.</p></td><td><p>FAZLI Ali</p></td><td><p>Sesso: maschile</p><p>Titolo: generale di brigata</p></td><td><p>Capo del collegio militare Imam Hossein (dal 2018). Ex vice comandante delle forze Basij (2009-2018), capo del corpo Seyyed al-Shohada dell&#8217;IRGC nella provincia di Teheran (fino al febbraio 2010). Il corpo Seyyed al-Shohada &#232; incaricato della sicurezza nella provincia di Teheran e ha svolto un ruolo chiave nella brutale repressione dei manifestanti del 2009.</p></td><td><p>12.4.2011</p></td></tr><tr><td><p>6.</p></td><td><p>JAFARI Mohammad-Ali (alias &#8220;Aziz Jafari&#8221;)</p></td><td><p>Luogo di nascita: Yazd (Iran)</p><p>Data di nascita: 1.9.1957</p><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Direttore della base sociale e culturale Hazrat-e Baqiatollah. Ex comandante dell&#8217;IRGC (settembre 2007 - aprile 2019). L&#8217;IRGC e la Base Sarollah comandata dal Generale Mohammad-Ali (Aziz) Jafari hanno svolto un ruolo chiave nell&#8217;interferenza illegale con le elezioni presidenziali del 2009 attraverso l&#8217;arresto e la detenzione di attivisti politici e gli scontri con i manifestanti nelle strade.</p></td><td><p>12.4.2011</p></td></tr><tr><td><p>7.</p></td><td><p>KHALILI Ali</p></td><td><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Generale dell&#8217;IRGC, con un ruolo di primo piano all&#8217;interno della base Sarollah. Ha firmato una lettera, inviata al ministero della sanit&#224; il 26 giugno 2009, che vietava la consegna di documenti o dossier medici alle persone ferite o ricoverate in ospedale durante gli avvenimenti post elettorali.</p></td><td><p>12.4.2011</p></td></tr><tr><td><p>8.</p></td><td><p>MOTLAGH Bahram Hosseini</p></td><td><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Ex capo dell&#8217;accademia di comando e stato maggiore dell&#8217;esercito (DAFOOS). Ex capo del corpo Seyyed al-Shohada dell&#8217;IRGC nella provincia di Teheran. Il corpo Seyyed al-Shohada ha svolto un ruolo chiave nell&#8217;organizzare la repressione delle manifestazioni di protesta nel 2009.</p></td><td><p>12.4.2011</p></td></tr><tr><td><p>9.</p></td><td><p>NAQDI Mohammad-Reza</p></td><td><p>Luogo di nascita: Najaf (Iraq)</p><p>Data di nascita: all&#8217;incirca 1952</p><p>Sesso: maschile</p><p>Titolo: generale di brigata</p></td><td><p>Vice coordinatore del Corpo delle guardie rivoluzionarie islamiche (IRGC). Ex vicecapo dell&#8217;IRGC per gli affari culturali e sociali. Ex comandante delle forze Basij (2009-2016). In veste di comandante delle forze Basij dell&#8217;IRGC, Naqdi &#232; stato responsabile o complice degli abusi compiuti dalle forze Basij alla fine del 2009, inclusa la violenta reazione alle manifestazioni di protesta della giornata di Ashura nel dicembre 2009, conclusasi con un bilancio di 15 morti e l&#8217;arresto di centinaia di manifestanti. Prima di essere nominato comandante delle forze Basij nell&#8217;ottobre 2009, Naqdi &#232; stato capo dell&#8217;unit&#224; d&#8217;intelligence delle forze Basij responsabile degli interrogatori delle persone arrestate durante la repressione post elettorale.</p></td><td><p>12.4.2011</p></td></tr><tr><td><p>10.</p></td><td><p>RADAN Ahmad-Reza</p></td><td><p>Luogo di nascita: Isfahan (Esfahan) (Iran)</p><p>Data di nascita: 1963</p><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Capo del centro di studi strategici delle forze dell&#8217;ordine iraniane, un organismo collegato alla polizia nazionale. Vicecapo della polizia nazionale iraniana fino a giugno 2014. In qualit&#224; di vicecapo della polizia nazionale dal 2008, Radan si &#232; reso responsabile di pestaggi, omicidi nonch&#233; arresti e detenzioni arbitrari commessi dalle forze di polizia contro i manifestanti. Attualmente comandante dell&#8217;IRGC incaricato di addestrare le forze &#8220;antiterrorismo&#8221; irachene.</p></td><td><p>12.4.2011</p></td></tr><tr><td><p>11.</p></td><td><p>RAJABZADEH Azizollah</p></td><td><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Consigliere del sindaco di Teheran. Ex capo dell&#8217;Organizzazione di Teheran per l&#8217;attenuazione degli effetti delle catastrofi (2010-2013). In qualit&#224; di capo della polizia di Teheran fino al gennaio 2010, si &#232; reso responsabile di attacchi violenti da parte delle forze di polizia contro manifestanti e studenti. In qualit&#224; di comandante delle forze dell&#8217;ordine nella Grande Teheran, Azizollah Rajabzadeh era l&#8217;esponente di grado pi&#249; elevato accusato nei casi di abusi perpetrati nel carcere di Kahrizak nel dicembre 2009.</p></td><td><p>12.4.2011</p></td></tr><tr><td><p>12.</p></td><td><p>SAJEDI-NIA Hossein</p></td><td><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Vicecomandante delle operazioni di polizia. Ex capo della polizia di Teheran, ex vicecapo della polizia nazionale iraniana responsabile delle operazioni di polizia. Ha il compito di coordinare, per il ministero dell&#8217;interno, le operazioni di repressione nella capitale iraniana.</p></td><td><p>12.4.2011</p></td></tr><tr><td><p>13.</p></td><td><p>TAEB Hossein</p></td><td><p>Luogo di nascita: Tehran (Teheran) (Iran)</p><p>Data di nascita: 1963</p><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Capo dell&#8217;organizzazione di intelligence dell&#8217;IRGC dall&#8217;ottobre 2009. Le sue responsabilit&#224; sono state ampliate nel maggio 2019 con l&#8217;accorpamento dell&#8217;ufficio del vicecapo dell&#8217;intelligence strategica dell&#8217;IRGC e dell&#8217;organizzazione di intelligence dell&#8217;IRGC. Comandante delle forze Basij fino all&#8217;ottobre 2009. Le forze sotto il suo comando hanno partecipato a pestaggi di massa, omicidi, detenzioni e torture nei confronti di pacifici manifestanti.</p></td><td><p>12.4.2011</p></td></tr><tr><td><p>14.</p></td><td><p>SHARIATI Seyeed Hassan</p></td><td><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Consigliere e membro della 28<span>a</span> sezione della Corte suprema. Capo della magistratura di Mashhad fino al settembre 2014. I processi sotto la sua supervisione sono stati condotti in maniera sommaria e a porte chiuse, senza rispettare i diritti fondamentali degli imputati e sulla base di confessioni estorte a mezzo di pressioni e torture. Dato che le sentenze di esecuzione sono state emesse in massa, le sentenze capitali sono state inflitte senza la corretta osservanza di eque procedure di audizione.</p></td><td><p>12.4.2011</p></td></tr><tr><td><p>15.</p></td><td><p>DORRI-NADJA-FABADI Ghorban-Ali</p></td><td><p>Luogo di nascita: Najafabad (Iran)</p><p>Data di nascita: 1945</p><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Membro dell&#8217;Assemblea di esperti e rappresentante della Guida suprema nella provincia Markazi (&#8220;Centrale&#8221;) nonch&#233; capo della Corte suprema amministrativa. Procuratore generale dell&#8217;Iran fino al settembre 2009 nonch&#233; ex ministro dell&#8217;intelligence sotto la presidenza Khatami. In qualit&#224; di procuratore generale dell&#8217;Iran, ha ordinato e sovrinteso ai processi farsa seguiti alle prime manifestazioni di protesta post-elettorali, in cui agli imputati sono stati negati i diritti, compresa l&#8217;assistenza legale.</p></td><td><p>12.4.2011</p></td></tr><tr><td><p>16.</p></td><td><p>HADDAD Hassan (alias Hassan ZAREH DEHNAVI)</p></td><td><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Ex viceresponsabile della sicurezza del tribunale rivoluzionario di Teheran. Ex giudice, sezione 26 del tribunale rivoluzionario di Teheran. Incaricato dei casi di detenuti collegati alle crisi post elettorali, ha periodicamente minacciato le famiglie dei detenuti per ridurle al silenzio. Ha svolto un ruolo importante nell&#8217;emissione degli ordini di detenzione nel carcere di Kahrizak nel 2009. Nel novembre 2014 il suo ruolo nella morte di detenuti &#232; stato ufficialmente riconosciuto dalle autorit&#224; iraniane.</p></td><td><p>12.4.2011</p></td></tr><tr><td><p>17.</p></td><td><p>SOLTANI Hodjatoleslam Seyed Mohammad</p></td><td><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Capo dell&#8217;Organizzazione per la propaganda islamica nella provincia di Khorasan-Razavi. Giudice del tribunale rivoluzionario di Mashhad fino al 2013. I processi sotto la sua giurisdizione sono stati condotti in maniera sommaria e a porte chiuse, senza rispettare i diritti fondamentali degli imputati. Dato che le sentenze di esecuzione sono state emesse in massa, le sentenze capitali sono state inflitte senza la corretta osservanza di eque procedure di audizione.</p></td><td><p>12.4.2011</p></td></tr><tr><td><p>18.</p></td><td><p>HEYDARIFAR Ali-Akbar</p></td><td><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Ex giudice, tribunale rivoluzionario di Teheran. Ha partecipato ai processi contro i manifestanti. &#200; stato interrogato dalla magistratura sugli abusi perpetrati a Kahrizak. Ha svolto un ruolo importante nell&#8217;emissione degli ordini di detenzione dei detenuti nel carcere di Kahrizak nel 2009. Nel novembre 2014 il suo ruolo nella morte di detenuti &#232; stato ufficialmente riconosciuto dalle autorit&#224; iraniane.</p></td><td><p>12.4.2011</p></td></tr><tr><td><p>19.</p></td><td><p>JAFARI-DOLA-TABADI Abbas</p></td><td><p>Luogo di nascita: Yazd (Iran)</p><p>Data di nascita: 1953</p><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Ex procuratore generale di Teheran (agosto 2009-aprile 2019). La procura di Dolatabadi ha incriminato un numero elevato di manifestanti, compresi partecipanti alle manifestazioni di protesta della giornata di Ashura nel dicembre 2009. Ha ordinato la chiusura della procura di Karroubi nel settembre 2009 e l&#8217;arresto di diversi esponenti politici riformisti e ha messo al bando due partiti politici riformisti nel giugno 2010. La sua procura ha incriminato i manifestanti con l&#8217;accusa di Muharebeh, o ribellione contro Dio, che comporta la condanna a morte, e negato il giusto processo alle persone esposte alla pena capitale. La sua procura ha inoltre perseguitato e arrestato riformisti, attivisti per i diritti umani ed esponenti dei media nell&#8217;ambito di una vasta repressione dell&#8217;opposizione politica.</p><p>Nell&#8217;ottobre 2018 ha annunciato ai media che quattro attivisti ambientali iraniani detenuti sarebbero stati accusati di &#8220;eminare corruzione sulla terra&#8221;, un&#8217;accusa che comporta la condanna a morte.</p></td><td><p>12.4.2011</p></td></tr><tr><td><p>20.</p></td><td><p>MOGHISSEH Mohammad (alias NASSERIAN)</p></td><td><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Giudice, capo della sezione 28 del tribunale rivoluzionario di Teheran. Ritenuto anche responsabile delle condanne di membri della comunit&#224; bah&#224;i. Si &#232; occupato di casi post-elettorali. Ha inflitto condanne a lunghe pene detentive durante gli ingiusti processi contro attivisti sociali e politici e giornalisti e varie condanne a morte nei confronti di manifestanti e attivisti sociali e politici.</p></td><td><p>12.4.2011</p></td></tr><tr><td><p>21.</p></td><td><p>MOHSENI-EJEI Gholam-Hossein</p></td><td><p>Luogo di nascita: Ejiyeh</p><p>Data di nascita: all&#8217;incirca 1956</p><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Membro del Consiglio per la determinazione delle scelte. Procuratore generale dell&#8217;Iran dal settembre 2009 e vicecapo e portavoce della magistratura. Ex ministro dell&#8217;intelligence durante le elezioni del 2009. Mentre era ministro dell&#8217;intelligence durante le elezioni del 2009, agenti dell&#8217;intelligence sotto il suo comando si sono resi responsabili della detenzione e tortura, nonch&#233; dell&#8217;estorsione di confessioni false a mezzo di pressioni, di centinaia di attivisti, giornalisti, dissidenti ed esponenti politici riformisti. Inoltre, personalit&#224; politiche sono state costrette a rilasciare confessioni false durante interrogatori insopportabili, che hanno incluso torture, maltrattamenti, ricatti e minacce ai familiari.</p></td><td><p>12.4.2011</p></td></tr><tr><td><p>22.</p></td><td><p>MORTAZAVI Said</p></td><td><p>Luogo di nascita: Meybod, Yazd (Iran)</p><p>Data di nascita: 1967</p><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Procuratore generale di Teheran fino all&#8217;agosto 2009. In qualit&#224; di procuratore generale di Teheran, ha emesso un ordine generale di detenzione di centinaia di attivisti, giornalisti e studenti. Nel gennaio 2010 un&#8217;inchiesta parlamentare lo ha ritenuto direttamente responsabile della detenzione di tre prigionieri che in seguito sono morti in prigione. &#200; stato sospeso dall&#8217;incarico nell&#8217;agosto 2010 a seguito di un&#8217;indagine della magistratura iraniana sul suo ruolo nella morte dei tre detenuti su suo ordine dopo le elezioni. Nel novembre 2014 il suo ruolo nella morte di detenuti &#232; stato ufficialmente riconosciuto dalle autorit&#224; iraniane. Il 19 agosto 2015 un tribunale iraniano lo ha assolto da accuse legate alla tortura e alla morte di tre giovani avvenute presso il carcere di Kahrizak nel 2009.</p></td><td><p>12.4.2011</p></td></tr><tr><td><p>23.</p></td><td><p>PIR-ABASSI Abbas</p></td><td><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Magistrato presso una sezione penale. Ex giudice, sezione 26 del tribunale rivoluzionario di Teheran. &#200; stato incaricato di casi post-elettorali. Ha inflitto condanne a lunghe pene detentive durante gli ingiusti processi contro attivisti per i diritti umani e varie condanne a morte nei confronti di manifestanti.</p></td><td><p>12.4.2011</p></td></tr><tr><td><p>24.</p></td><td><p>MORTAZAVI Amir</p></td><td><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Vicecapo dell&#8217;unit&#224; responsabile degli affari sociali e della prevenzione della criminalit&#224; presso la magistratura della provincia di Khorasan-Razavi. Viceprocuratore di Mashhad fino ad almeno il 2015. I processi sotto la sua giurisdizione sono stati condotti in maniera sommaria e a porte chiuse, senza rispettare i diritti fondamentali degli imputati. Dato che le sentenze di esecuzione sono state emesse in massa, le sentenze capitali sono state inflitte senza la corretta osservanza di eque procedure di audizione.</p></td><td><p>12.4.2011</p></td></tr><tr><td><p>25.</p></td><td><p>SALAVATI Abdolghassem</p></td><td><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Giudice, capo della sezione 15 del tribunale rivoluzionario di Teheran. Giudice istruttore presso il tribunale di Teheran. Incaricato dei casi post-elettorali, &#232; stato il giudice che ha presieduto i &#8220;processi farsa&#8221; dell&#8217;estate 2009 e ha condannato a morte due monarchici chiamati a comparire in detti processi farsa. Ha condannato a lunghe pene detentive oltre un centinaio di prigionieri politici, attivisti per i diritti umani e manifestanti.</p><p>Nel 2018 &#232; emerso che ha continuato a infliggere condanne analoghe senza la corretta osservanza di eque procedure di audizione.</p></td><td><p>12.4.2011</p></td></tr><tr><td><p>26.</p></td><td><p>SHARIFI Malek Adjar (alias SHARIFI Malek Ajdar)</p></td><td><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Giudice della Corte suprema a capo della 43<span>a</span> sezione. Ex capo della magistratura dell&#8217;Azerbaigian orientale. Responsabile del processo a Sakineh Mohammadi-Ashtiani.</p></td><td><p>12.4.2011</p></td></tr><tr><td><p>27.</p></td><td><p>ZARGAR Ahmad</p></td><td><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Giudice presso la 2<span>a</span> sezione della Corte speciale per la lotta alla corruzione economica. Capo dell&#8217;&#8220;Organizzazione per la salvaguardia della moralit&#224;&#8221;. Ex giudice, sezione 36 della Corte di appello di Teheran.</p><p>Ha confermato le condanne a lunghe pene detentive e le sentenze capitali contro i manifestanti.</p></td><td><p>12.4.2011</p></td></tr><tr><td><p>28.</p></td><td><p>YASAGHI Ali-Akbar</p></td><td><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Giudice della Corte suprema a capo della 44<span>a</span> sezione. Viceamministratore delegato della fondazione Setad-e Dieh. Presidente del tribunale rivoluzionario di Mashhad (2001-2011). I processi sotto la sua giurisdizione sono stati condotti in maniera sommaria e a porte chiuse, senza rispettare i diritti fondamentali degli imputati. Dato che le sentenze di esecuzione sono state emesse in massa (fino a 550 sentenze tra l&#8217;estate 2009 e l&#8217;estate 2011), le condanne a morte sono state inflitte senza la corretta osservanza di eque procedure di audizione.</p></td><td><p>12.4.2011</p></td></tr><tr><td><p>29.</p></td><td><p>BOZORGNIA Mostafa</p></td><td><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Capo del reparto 350 della prigione di Evin. Ha dato sfogo, in svariate occasioni, a una violenza sproporzionata sui prigionieri.</p></td><td><p>12.4.2011</p></td></tr><tr><td><p>30.</p></td><td><p>ESMAILI Gholam-Hossein</p></td><td><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Portavoce giudiziario dall&#8217;aprile 2019. Ex capo della magistratura di Teheran. Ex capo dell&#8217;organizzazione carceraria dell&#8217;Iran. In tale veste, &#232; stato complice nella detenzione massiccia di manifestanti politici e ha coperto gli abusi perpetrati nel sistema carcerario.</p></td><td><p>12.4.2011</p></td></tr><tr><td><p>31.</p></td><td><p>SEDAQAT (alias Sedaghat) Farajollah</p></td><td><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Vicesegretario dell&#8217;amministrazione carceraria generale a Teheran. Capo della prigione di Evin a Teheran fino all&#8217;ottobre 2010 nel periodo in cui ebbero luogo le torture. &#200; stato direttore e ha minacciato e fatto pressione sui prigionieri in numerose occasioni.</p></td><td><p>12.4.2011</p></td></tr><tr><td><p>32.</p></td><td><p>ZANJIREI Mohammad-Ali</p></td><td><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>In qualit&#224; di consigliere di alto livello del capo, nonch&#233; vicecapo, dell&#8217;organizzazione carceraria dell&#8217;Iran, si &#232; reso responsabile di gravi violazioni dei diritti umani nei confronti dei detenuti. Ha amministrato un sistema in cui i detenuti, costretti a vivere in condizioni deplorevoli, sono stati vittime di abusi, torture e trattamenti disumani/degradanti.</p></td><td><p>12.4.2011</p></td></tr><tr><td><p>33.</p></td><td><p>ABBASZADEH-MESHKINI Mahmoud</p></td><td><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Consigliere presso l&#8217;Alto Consiglio per i diritti umani dell&#8217;Iran. Ex segretario dell&#8217;Alto Consiglio per i diritti umani. Ex governatore della provincia di Ilam. Ex direttore politico del ministero dell&#8217;interno. In qualit&#224; di presidente del Comitato dell&#8217;articolo 10 della legge sulle attivit&#224; dei partiti e dei gruppi politici, era incaricato dell&#8217;autorizzazione delle manifestazioni e di altri eventi pubblici nonch&#233; della registrazione dei partiti politici.</p><p>Nel 2010 ha sospeso le attivit&#224; di due partiti politici riformisti collegati a Mousavi &#8211; il Fronte di partecipazione dell&#8217;Iran islamico e l&#8217;Organizzazione dei Mujahidin della rivoluzione islamica. Dal 2009 in poi ha costantemente e continuamente vietato tutte le riunioni non governative, negando in tal modo il diritto costituzionale alla protesta e causando l&#8217;arresto di molti manifestanti pacifici in violazione del diritto di riunione.</p><p>Nel 2009 ha inoltre negato all&#8217;opposizione l&#8217;autorizzazione a svolgere una cerimonia commemorativa in onore delle vittime delle proteste relative alle elezioni presidenziali.</p></td><td><p>10.10.2011</p></td></tr><tr><td><p>34.</p></td><td><p>AKBARSHAHI Ali-Reza</p></td><td><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Ex direttore generale del quartier generale iraniano di controllo degli stupefacenti (quartier generale di lotta alla droga). Ex comandante della polizia di Teheran. Sotto il suo comando, la forza di polizia si &#232; resa responsabile di violenze sommarie sugli imputati durante l&#8217;arresto e la custodia cautelare. La polizia di Teheran ha partecipato anche alle irruzioni nella Casa dello studente dell&#8217;Universit&#224; di Teheran del giugno 2009, in occasione delle quali, secondo una commissione del Majlis iraniano, la polizia e le forze Basij hanno ferito oltre 100 studenti. Attualmente capo della polizia ferroviaria.</p></td><td><p>10.10.2011</p></td></tr><tr><td><p>35.</p></td><td><p>AKHARIAN Hassan</p></td><td><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Responsabile del reparto 1 della prigione di Radjaishahr, Karadj, fino al luglio 2010. Diversi ex detenuti hanno denunciato che ha fatto ricorso alla tortura e che ha impartito l&#8217;ordine di negare l&#8217;assistenza medica ai detenuti. Secondo la trascrizione di un presunto detenuto della prigione di Radjaishahr, quest&#8217;ultimo era picchiato violentemente da tutti i guardiani e Akharian ne era pienamente informato. Nel periodo in cui Akharian ha ricoperto tale incarico &#232; stato riportato almeno un caso di maltrattamenti e morte di un detenuto, Mohsen Beikvand, deceduto nel settembre 2010. Altri prigionieri, ritenuti credibili, sostengono che sia stato ucciso su ordine di Hassan Akharian.</p></td><td><p>10.10.2011</p></td></tr><tr><td><p>36.</p></td><td><p>AVAEE Seyyed Ali-Reza (alias AVAEE Seyyed Alireza)</p></td><td><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Ministro della giustizia. Ex direttore dell&#8217;ufficio per le indagini speciali. Viceministro dell&#8217;interno e responsabile del registro pubblico fino a luglio 2016. Consulente presso il tribunale disciplinare per i giudici a partire dall&#8217;aprile 2014. Ex presidente della magistratura di Teheran. In tale veste si &#232; reso responsabile di violazioni dei diritti umani, arresti arbitrari, negazione dei diritti dei detenuti e un elevato numero di esecuzioni.</p></td><td><p>10.10.2011</p></td></tr><tr><td><p>37.</p></td><td><p>BANESHI Jaber</p></td><td><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Capo della sezione 22 della Corte di appello di Shiraz dal novembre 2011. Procuratore di Shiraz fino all&#8217;ottobre 2011. Procuratore durante la causa per il bombardamento di Shiraz del 2008, utilizzata dal regime per condannare a morte altre persone non correlate a tale episodio. Ha chiesto la condanna a morte e altre pene severe nei confronti di minoranze, commettendo in tal modo, tra l&#8217;altro, una violazione dei loro diritti umani a un processo equo e alla libert&#224; dalla detenzione arbitraria.</p></td><td><p>10.10.2011</p></td></tr><tr><td><p>38.</p></td><td><p>FIRUZABADI Maj-Gen Dr Seyyed Hasan (alias FIRUZABADI Maj-Gen Dr Seyed Hassan; FIROUZABADI Maj-Gen Dr Seyyed Hasan; FIROUZABADI Maj-Gen Dr Seyed Hassan)</p></td><td><p>Luogo di nascita: Mashhad.</p><p>Data di nascita: 3.2.1951</p><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>In qualit&#224; di capo di Stato maggiore delle Forze armate unite dell&#8217;Iran (dal 1989 al 2016), &#232; stato il comandante militare di grado pi&#249; elevato incaricato di dirigere tutte le divisioni e politiche militari, compreso il Corpo delle guardie rivoluzionarie iraniane (IRGC) e la polizia. Nel 2009 le forze nella sua catena di comando formale hanno attuato una brutale repressione di manifestanti pacifici nonch&#233; detenzioni di massa.</p><p>Attualmente consulente militare della Guida suprema e membro del Consiglio supremo di sicurezza nazionale (SNSC) e del Consiglio per la determinazione delle scelte.</p></td><td><p>10.10.2011</p></td></tr><tr><td><p>39.</p></td><td><p>GANJI Mostafa Barzegar</p></td><td><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Procuratore generale di Qom (2008-2017), attualmente capo della direzione generale delle carceri. Si &#232; reso responsabile della detenzione arbitraria e del maltrattamento di decine di autori di reati a Qom. &#200; stato complice di una grave violazione del diritto al giusto processo, contribuendo all&#8217;uso eccessivo e crescente della pena capitale e a un brusco aumento delle esecuzioni nel 2009/2010.</p></td><td><p>10.10.2011</p></td></tr><tr><td><p>40.</p></td><td><p>HABIBI Mohammad Reza</p></td><td><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Procuratore generale di Esfahan. Ex capo dell&#8217;ufficio del ministero della giustizia a Yazd. Ex viceprocuratore di Esfahan. Complice delle condotte volte a negare agli imputati un processo equo &#8211; come nel caso di Abdollah Fathi, giustiziato nel maggio 2011 dopo che nel processo del marzo 2010 Habibi aveva ignorato il suo diritto a essere ascoltato e i suoi problemi di salute mentale. Si &#232; reso pertanto complice di una grave violazione del diritto al giusto processo, contribuendo a un brusco aumento delle esecuzioni nel 2011.</p></td><td><p>10.10.2011</p></td></tr><tr><td><p>41.</p></td><td><p>HEJAZI Mohammad</p></td><td><p>Luogo di nascita: Ispahan</p><p>Data di nascita: 1956</p><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Generale dell&#8217;IRGC, ha svolto un ruolo chiave nelle attivit&#224; di intimidazione e minaccia contro i &#8220;nemici&#8221; dell&#8217;Iran. Ex capo del corpo Sarollah dell&#8217;IRGC a Teheran ed ex capo delle forze Basij, ha svolto un ruolo chiave nella repressione post-elettorale di manifestanti nel 2009.</p></td><td><p>10.10.2011</p></td></tr><tr><td><p>43.</p></td><td><p>JAVANI Yadollah</p></td><td><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Vice comandante dell&#8217;IRGC per gli affari politici. Ha compiuto numerosi tentativi di reprimere la libert&#224; di espressione e di parola mediante dichiarazioni pubbliche a sostegno dell&#8217;arresto e della pena per manifestanti e dissidenti. &#200; stato uno dei primi alti funzionari a chiedere, nel 2009, l&#8217;arresto di Moussavi, Karroubi e Khatami. Ha sostenuto il ricorso a tecniche che violano i diritti a un processo equo, tra cui le confessioni pubbliche, e ha divulgato il contenuto di interrogatori prima del processo. &#200; emerso altres&#236; che abbia tollerato il ricorso alla violenza nei confronti di manifestanti ed &#232; altamente probabile che, in qualit&#224; di membro a pieno titolo dell&#8217;IRGC, fosse a conoscenza del ricorso a tecniche dure di interrogatorio per estorcere confessioni.</p></td><td><p>10.10.2011</p></td></tr><tr><td><p>44.</p></td><td><p>JAZAYERI Massoud</p></td><td><p>Sesso: maschile</p><p>Titolo: generale di brigata</p></td><td><p>Nello stato maggiore interforze delle forze armate iraniane, il generale di brigata Massoud Jazayeri &#232; stato vicecapo di stato maggiore per gli affari culturali e dei media (QG Pubblicit&#224; della difesa dello Stato). Ha collaborato attivamente alla repressione delle manifestazioni di protesta nel 2009 in qualit&#224; di vicecapo di stato maggiore. Ha annunciato, in un&#8217;intervista a Kayhan, che molti manifestanti all&#8217;interno e all&#8217;esterno dell&#8217;Iran erano stati identificati e che a loro si sarebbe provveduto a tempo debito.</p><p>Ha espressamente invitato alla repressione dei media stranieri e dell&#8217;opposizione iraniana. Nel 2010 ha chiesto al governo di varare leggi pi&#249; severe contro gli iraniani che collaborano con i media stranieri.</p></td><td><p>10.10.2011</p></td></tr><tr><td><p>45.</p></td><td><p>JOKAR Mohammad Saleh</p></td><td><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Delegato agli affari parlamentari delle guardie rivoluzionarie. Dal 2011 al 2016: membro del Parlamento per la provincia di Yazd e membro della commissione parlamentare per la sicurezza nazionale e la politica estera. Ex comandante delle forze Basij studentesche.</p><p>In tale veste ha partecipato attivamente alla repressione delle manifestazioni di protesta e all&#8217;indottrinamento di bambini e giovani allo scopo di proseguire la repressione della libert&#224; di espressione e del dissenso. In qualit&#224; di membro della commissione parlamentare per la sicurezza nazionale e la politica estera, ha appoggiato pubblicamente la repressione dell&#8217;opposizione al governo.</p></td><td><p>10.10.2011</p></td></tr><tr><td><p>46.</p></td><td><p>KAMALIAN Behrouz</p><p>(alias Hackers Brain, Behrooz_Ice)</p></td><td><p>Luogo di nascita: Tehran (Teheran) (Iran)</p><p>Data di nascita: 1983</p><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Capo del cibergruppo &#8220;Ashiyaneh&#8221; legato al regime iraniano. Il team &#8220;Ashiyaneh Digital Security&#8221;, fondato da Behrouz Kamalian, &#232; responsabile di vasti attacchi informatici contro oppositori e riformisti iraniani e istituzioni straniere. L&#8217;operato dell&#8217;organizzazione &#8220;Ashiyaneh&#8221; di Kamalian ha favorito la repressione a opera del regime nei confronti dell&#8217;opposizione, sfociata in numerose violazioni gravi dei diritti umani.</p></td><td><p>10.10.2011</p></td></tr><tr><td><p>47.</p></td><td><p>KHALILOLLAHI Moussa (alias KHALILOLLAHI Mousa, ELAHI Mousa Khalil)</p></td><td><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Procuratore di Tabriz. &#200; stato coinvolto nel caso di Sakineh Mohammadi-Ashtiani e ha partecipato a gravi violazioni del diritto a un processo equo.</p></td><td><p>10.10.2011</p></td></tr><tr><td><p>48.</p></td><td><p>MAHSOULI Sadeq (alias MAHSULI Sadeq)</p></td><td><p>Luogo di nascita: Oroumieh (Iran)</p><p>Data di nascita: 1959/60</p><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Consigliere dell&#8217;ex presidente Mahmoud Ahmadinejad, attuale membro del Consiglio per la determinazione delle scelte e vicecapo del Fronte della perseveranza. Ministro del welfare e della sicurezza sociale tra il 2009 e il 2011. Ministro dell&#8217;interno fino all&#8217;agosto 2009. In tale qualit&#224;, Mahsouli comandava tutte le forze di polizia, gli agenti di sicurezza del ministero dell&#8217;interno e gli agenti in borghese. Le forze sotto il suo comando si sono rese responsabili degli attacchi contro la casa dello studente dell&#8217;universit&#224; di Teheran il 14 giugno 2009 e delle torture inflitte a studenti nei sotterranei del ministero (il tristemente noto sotterraneo 4). Altri manifestanti sono stati pesantemente molestati nel carcere di Kahrizak, gestito dalla polizia sotto il comando di Mahsouli.</p></td><td><p>10.10.2011</p></td></tr><tr><td><p>49.</p></td><td><p>MALEKI Mojtaba</p></td><td><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Vicecapo del ministero della giustizia nella provincia di Khorasan Razavi. Ex procuratore di Kermanshah. Ha svolto un ruolo nell&#8217;elevato numero di pene di morte inflitte in Iran, anche perseguendo i casi di sette detenuti condannati per traffico di droga che sono stati impiccati lo stesso giorno il 3 gennaio 2010 nella prigione centrale di Kermanshah.</p></td><td><p>10.10.2011</p></td></tr><tr><td><p>50.</p></td><td><p>OMIDI Mehrdad (alias Reza; OMIDI Reza)</p></td><td><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Capo della sezione VI della polizia, dipartimento indagini. Ex capo dei servizi di intelligence della polizia iraniana. Ex capo dell&#8217;Unit&#224; criminalit&#224; informatica della polizia iraniana. Responsabile di migliaia di indagini e incriminazioni a carico di riformisti e oppositori politici che utilizzano Internet. Si &#232; reso pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani commesse nell&#8217;ambito della repressione di coloro che rivendicano i propri diritti legittimi, compreso il diritto alla libert&#224; di espressione, durante e dopo il movimento verde del 2009.</p></td><td><p>10.10.2011</p></td></tr><tr><td><p>51.</p></td><td><p>SALARKIA Mahmoud</p></td><td><p>Sesso: maschile</p><p>Ex direttore del &#8220;Persepolis Football Club&#8221; di Teheran.</p></td><td><p>Ex capo della commissione petrolio e trasporti della citt&#224; di Teheran. Viceprocuratore generale di Teheran per gli Affari penitenziari durante la repressione del 2009. In qualit&#224; di viceprocuratore generale di Teheran per gli Affari penitenziari, &#232; stato direttamente responsabile di molti dei mandati d&#8217;arresto emessi nei confronti di manifestanti e attivisti innocenti e pacifici. Secondo quanto riferito da numerosi difensori dei diritti umani, la quasi totalit&#224; delle persone arrestate &#232; stata tenuta in isolamento su suo ordine, senza contatti con legali o familiari e senza alcuna imputazione, per periodi di diversa durata, spesso in condizioni equivalenti a una sparizione forzata. Spesso ai familiari non &#232; stata data notizia dell&#8217;arresto. Attualmente esercita la professione di avvocato.</p></td><td><p>10.10.2011</p></td></tr><tr><td><p>52.</p></td><td><p>KHODAEI SOURI Hojatollah</p></td><td><p>Luogo di nascita: Selseleh (Iran)</p><p>Data di nascita: 1964</p><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Membro della commissione per la sicurezza nazionale e la politica estera. Deputato parlamentare per la provincia di Lorestan. Membro della commissione parlamentare per la politica estera e di sicurezza. Direttore della prigione di Evin fino al 2012. La tortura era prassi corrente nella prigione di Evin quando Souri ne era il direttore. Nella sezione 209 sono stati detenuti numerosi attivisti a causa delle loro pacifiche attivit&#224; di opposizione al governo in carica.</p></td><td><p>10.10.2011</p></td></tr><tr><td><p>53.</p></td><td><p>TALA Hossein (alias TALA Hosseyn)</p></td><td><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Sindaco di Eslamshahr. Ex parlamentare iraniano. Ex Governatore generale (&#8220;Farmandar&#8221;) della provincia di Teheran fino al settembre 2010; si &#232; reso responsabile dell&#8217;intervento delle forze di polizia e pertanto della repressione delle manifestazioni. Nel dicembre 2010 ha ricevuto un premio per il ruolo svolto nella repressione post-elettorale.</p></td><td><p>10.10.2011</p></td></tr><tr><td><p>54.</p></td><td><p>TAMADDON Morteza (alias TAMADON Morteza)</p></td><td><p>Luogo di nascita: Shahr Kord-Isfahan</p><p>Data di nascita: 1959</p><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Ex capo del Consiglio provinciale per la sicurezza pubblica di Teheran. Ex governatore generale dell&#8217;IRGC della provincia di Teheran. In qualit&#224; di governatore e di capo del Consiglio provinciale per la sicurezza pubblica di Teheran, si &#232; reso responsabile in generale di tutte le attivit&#224; di repressione svolte dall&#8217;IRGC nella provincia di Teheran, compresa la repressione delle proteste politiche a partire dal giugno 2009. Attualmente membro del consiglio di amministrazione presso l&#8217;Universit&#224; di tecnologia Khajeh Nasireddin Tusi.</p></td><td><p>10.10.2011</p></td></tr><tr><td><p>55.</p></td><td><p>ZEBHI Hossein</p></td><td><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Primo viceconsigliere della magistratura e giudice della Corte suprema. Vice-procuratore generale dell&#8217;Iran (2007-2015). In tale veste &#232; stato responsabile dei procedimenti giudiziari, promossi a seguito delle manifestazioni di protesta post-elettorali del 2009, che si sono svolti in violazione dei diritti umani. Sempre in tale veste ha tollerato pene eccessive per reati di droga.</p></td><td><p>10.10.2011</p></td></tr><tr><td><p>56.</p></td><td><p>BAHRAMI Mohammad-Kazem</p></td><td><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Capo della corte di giustizia amministrativa. &#200; stato complice della repressione di manifestanti pacifici nel 2009 in veste di capo della sezione giudiziaria delle forze armate.</p></td><td><p>10.10.2011</p></td></tr><tr><td><p>57.</p></td><td><p>HAJMOHAM-MADI Aziz (alias Aziz Hajmohammadi, Noorollah Azizmohammadi)</p></td><td><p>Luogo di nascita: Tehran (Teheran) (Iran)</p><p>Data di nascita: 1948</p><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Giudice presso la Corte penale della provincia di Teheran. In magistratura dal 1971, ha preso parte a vari processi contro manifestanti, tra cui quello contro Abdol-Reza Ghanbari, insegnante arrestato nel gennaio 2010 e condannato a morte per le sue attivit&#224; politiche.</p></td><td><p>10.10.2011</p></td></tr><tr><td><p>58.</p></td><td><p>BAGHERI Mohammad-Bagher</p></td><td><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Giudice della Corte suprema dal dicembre 2015. Ex vicepresidente dell&#8217;amministrazione giudiziaria del Khorasan meridionale, responsabile della prevenzione della criminalit&#224;. Oltre al riconoscimento da parte di quest&#8217;ultimo, nel giugno 2011, di 140 esecuzioni capitali da marzo 2010 a marzo 2011, centinaia di altre esecuzioni avrebbero avuto luogo in segreto durante lo stesso periodo e nella stessa provincia del Khorasan meridionale, senza che i familiari o i legali ne fossero informati. Si &#232; reso pertanto complice di una grave violazione del diritto al giusto processo, contribuendo a un elevato numero di sentenze capitali.</p></td><td><p>10.10.2011</p></td></tr><tr><td><p>59.</p></td><td><p>BAKHTIARI Seyyed Morteza</p></td><td><p>Luogo di nascita: Mashhad (Iran)</p><p>Data di nascita: 1952</p><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Presidente dell&#8217;Imam Khomeini Relief Foundation (dal luglio 2019). Ex vicecustode del santuario dell&#8217;Imam Reza. Ex funzionario del tribunale clericale speciale. Ex ministro della giustizia dal 2009 al 2013. Durante il suo mandato come ministro della giustizia, le condizioni di detenzione in Iran sono scese ben al di sotto degli standard accettati a livello internazionale e vi &#232; stato un impiego diffuso di pratiche di maltrattamento dei detenuti. Inoltre, ha svolto un ruolo chiave nel minacciare e perseguitare la diaspora iraniana annunciando l&#8217;istituzione di un tribunale speciale per occuparsi in modo specifico di Iraniani che vivono al di fuori del paese. Egli ha inoltre supervisionato il forte aumento del numero di esecuzioni in Iran, tra cui esecuzioni segrete non annunciate dal governo ed esecuzioni per reati connessi alla droga.</p></td><td><p>10.10.2011</p></td></tr><tr><td><p>60.</p></td><td><p>HOSSEINI Dr Mohammad (alias HOSSEYNI, Dr Seyyed Mohammad; Seyed, Sayyed and Sayyid)</p></td><td><p>Luogo di nascita: Rafsanjan, Kerman</p><p>Data di nascita: 1961</p><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Consigliere dell&#8217;ex presidente Mahmoud Ahmadinejad e portavoce di YEKTA, una fazione politica intransigente. Ministro della cultura e dell&#8217;orientamento islamico (2009-2013). Ex membro dell&#8217;IRGC, &#232; stato complice della repressione dei giornalisti.</p></td><td><p>10.10.2011</p></td></tr><tr><td><p>61.</p></td><td><p>MOSLEHI Heydar (alias MOSLEHI Heidar; MOSLEHI Haidar)</p></td><td><p>Luogo di nascita: Isfahan (Esfahan) (Iran)</p><p>Data di nascita: 1956</p><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Rappresentante dell&#8217;ufficio ideologico-politico del comandante in capo delle forze armate iraniane (dal 2018). Ex consigliere della suprema giurisprudenza dell&#8217;IRGC. Capo dell&#8217;organizzazione per pubblicazioni sul ruolo del clero in guerra. Ex ministro dell&#8217;intelligence (2009-2013). Sotto la sua leadership, il ministero dell&#8217;intelligence ha continuato le pratiche della detenzione arbitraria diffusa e la persecuzione di manifestanti e dissidenti. Il ministero dell&#8217;intelligence gestisce la sezione 209 dell&#8217;istituto penitenziario di Evin, dove vari attivisti sono stati detenuti per le loro attivit&#224; pacifiche di opposizione al governo in carica. Negli interrogatori del ministero dell&#8217;intelligence i prigionieri della sezione 209 sono stati sottoposti a percosse e abusi mentali e sessuali.</p></td><td><p>10.10.2011</p></td></tr><tr><td><p>62.</p></td><td><p>ZARGHAMI Ezzatollah</p></td><td><p>Luogo di nascita: Dezful (Iran)</p><p>Data di nascita: 22 luglio 1959</p><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Membro del Consiglio supremo per il ciberspazio e del Consiglio della rivoluzione culturale. Ex direttore della Radio Televisione della Repubblica islamica dell&#8217;Iran (IRIB) fino al novembre 2014. Durante il suo mandato presso l&#8217;IRIB &#232; stato responsabile di tutte le decisioni relative ai programmi. L&#8217;IRIB ha trasmesso le confessioni estorte a detenuti e una serie di &#8220;processi spettacolo&#8221; nell&#8217;agosto 2009 e dicembre 2011, in palese violazione delle norme internazionali in materia di equo processo e del diritto a un giusto processo.</p></td><td><p>23.3.2012</p></td></tr><tr><td><p>63.</p></td><td><p>TAGHIPOUR Reza</p></td><td><p>Luogo di nascita: Maragheh (Iran)</p><p>Data di nascita: 1957</p><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Membro del Consiglio supremo per il ciberspazio. Membro del Consiglio comunale di Teheran. Ex ministro dell&#8217;informazione e della comunicazione (2009-2012).</p><p>In qualit&#224; di ministro dell&#8217;informazione, &#232; stato uno degli alti funzionari responsabili della censura e del controllo delle attivit&#224; su Internet, come pure di tutte le forme di comunicazione (in particolare, telefoni cellulari). I dati personali, i messaggi elettronici e le comunicazioni dei prigionieri politici vengono usati durante gli interrogatori. Pi&#249; volte, dalle elezioni presidenziali del 2009 e durante le manifestazioni di piazza, sono state interrotte le linee mobili, compresi i messaggi da telefoni cellulari, sono stati oscurati i canali televisivi satellitari ed &#232; stato sospeso, o quantomeno rallentato, Internet a livello locale.</p></td><td><p>23.3.2012</p></td></tr><tr><td><p>64.</p></td><td><p>KAZEMI Toraj</p></td><td><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Capo della divisione Grande Teheran della polizia Criminalit&#224; informatica designata dall&#8217;UE. In tale veste ha annunciato una campagna di reclutamento di hacker governativi per meglio controllare le informazioni su Internet e nuocere ai siti &#8220;pericolosi&#8221;.</p></td><td><p>23.3.2012</p></td></tr><tr><td><p>65.</p></td><td><p>LARIJANI Sadeq</p></td><td><p>Luogo di nascita: Najaf (Iraq)</p><p>Data di nascita: 1960 o agosto 1961</p><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Nominato capo del Consiglio per la determinazione delle scelte il 29 dicembre 2018. Capo della magistratura dal 2009. Al capo della magistratura spetta autorizzare e approvare tutte le condanne per reati qisas (per i quali &#232; prevista la pena del taglione), hudud (reati contro Dio) e t&#224;zir (reati contro lo Stato). Sono comprese le condanne che comportano la pena di morte, la flagellazione e l&#8217;amputazione. Al riguardo, ha firmato di persona numerose condanne a morte in violazione delle norme internazionali, fra cui condanne per lapidazione, esecuzioni per impiccagione, esecuzione di minori ed esecuzioni in pubblico, durante le quali, per esempio, i prigionieri vengono appesi a un ponte davanti a migliaia di persone. Ha pertanto contribuito a un elevato numero di esecuzioni e ha inoltre autorizzato condanne a pene corporali, quali amputazioni e versamento di acido negli occhi del condannato. Da quando Sadeq Larijani &#232; in carica, si &#232; verificato un netto aumento di arresti arbitrari di prigionieri politici, difensori dei diritti umani e minoranze. Sadeq Larijani &#232; inoltre responsabile della sistematica inosservanza del diritto a un processo equo nei procedimenti giudiziari iraniani.</p></td><td><p>23.3.2012</p></td></tr><tr><td><p>66.</p></td><td><p>MIRHEJAZI Ali</p></td><td><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Appartenente alla cerchia ristretta della Guida suprema, &#232; tra i responsabili dell&#8217;ideazione della repressione delle manifestazioni di protesta in atto dal 2009 e associato ai responsabili della repressione delle manifestazioni di protesta.</p></td><td><p>23.3.2012</p></td></tr><tr><td><p>67.</p></td><td><p>SAEEDI Ali</p></td><td><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Rappresentante della Guida suprema in seno ai Pasdaran dal 1995, dopo una carriera militare trascorsa presso i servizi di intelligence dei Pasdaran. Questo incarico ufficiale ne fa l&#8217;anello di collegamento indispensabile tra gli ordini provenienti dall&#8217;Ufficio della Guida suprema e l&#8217;apparato repressivo dei Pasdaran.</p></td><td><p>23.3.2012</p></td></tr><tr><td><p>68.</p></td><td><p>RAMIN Mohammad-Ali</p></td><td><p>Luogo di nascita: Dezful (Iran) -</p><p>Data di nascita: 1954</p><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Segretario generale della Fondazione mondiale per l&#8217;olocausto, istituita in occasione della conferenza internazionale per la revisione della visione globale dell&#8217;olocausto nel 2006, della cui organizzazione Ramin &#232; stato responsabile per conto del governo iraniano. Principale responsabile della censura in qualit&#224; di vice ministro incaricato della stampa fino al dicembre 2013 e in tale veste direttamente responsabile della chiusura di numerosi organi di stampa riformisti (Etemad, Etemad-e Melli, Shargh ecc.), della chiusura del Sindacato indipendente della stampa e dell&#8217;intimidazione o arresto di giornalisti.</p></td><td><p>23.3.2012</p></td></tr><tr><td><p>69.</p></td><td><p>MORTAZAVI Seyyed Solat</p></td><td><p>Luogo di nascita: Farsan, Tchar Mahal-o-Bakhtiari (Sud) (Iran)</p><p>Data di nascita: 1967</p><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Direttore della succursale di Teheran della fondazione Astan Qods Razavi fino al novembre 2019. Ex sindaco della seconda citt&#224; pi&#249; grande dell&#8217;Iran, Mashhad, dove hanno luogo regolarmente esecuzioni pubbliche. Ex viceministro dell&#8217;interno per gli affari politici, nominato nel 2009. In tale veste si &#232; reso responsabile di aver guidato la repressione di coloro che avevano rivendicato i propri diritti legittimi, compresa la libert&#224; di espressione. Successivamente &#232; stato nominato capo della commissione elettorale iraniana per le elezioni parlamentari del 2012 e per le elezioni presidenziali del 2013.</p></td><td><p>23.3.2012</p></td></tr><tr><td><p>73.</p></td><td><p>FAHRADI Ali</p></td><td><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Vicecapo dell&#8217;ispettorato degli affari legali e dell&#8217;ispezione pubblica del ministero della giustizia di Teheran. Ex procuratore di Karaj. Responsabile di gravi violazioni dei diritti umani, compresa la celebrazione di processi in cui &#232; stata inflitta la pena capitale. Nel periodo in cui ha ricoperto l&#8217;incarico di procuratore si &#232; registrato un elevato numero di esecuzioni nella regione di Karaj.</p></td><td><p>23.3.2012</p></td></tr><tr><td><p>74.</p></td><td><p>REZVANMA-NESH Ali</p></td><td><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Vice procuratore della provincia di Karaj, regione di Alborz. Responsabile di gravi violazioni dei diritti umani, compreso il coinvolgimento nell&#8217;esecuzione di un minorenne.</p></td><td><p>23.3.2012</p></td></tr><tr><td><p>75.</p></td><td><p>RAMEZANI Gholamhossein</p></td><td><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Dal 2011: capo dei servizi di intelligence del ministero della difesa; da novembre 2009 a marzo 2011: comandante dell&#8217;intelligence dei Pasdaran; da marzo 2008 a novembre 2009: vicecomandante dell&#8217;intelligence dei Pasdaran; da aprile 2006 a marzo 2008: capo dei servizi di protezione e intelligence dei Pasdaran. Coinvolto nella repressione della libert&#224; di espressione, anche in associazione con i responsabili dell&#8217;arresto di blogger/giornalisti nel 2004, avrebbe avuto un ruolo nella repressione delle manifestazioni di protesta post-elettorali nel 2009.</p></td><td><p>23.3.2012</p></td></tr><tr><td><p>76.</p></td><td><p>SADEGHI Mohamed</p></td><td><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Colonnello e vicecomandante del reparto tecnico e di cyber intelligence dell&#8217;IRGC e responsabile del centro di analisi e lotta alla criminalit&#224; organizzata all&#8217;interno dei Pasdaran. Responsabile dell&#8217;arresto e della tortura di blogger/giornalisti.</p></td><td><p>23.3.2012</p></td></tr><tr><td><p>77.</p></td><td><p>JAFARI Reza</p></td><td><p>Data di nascita: 1967</p><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Consulente presso il tribunale disciplinare per i giudici a partire dal 2012. Membro della &#8220;Commissione per la determinazione del contenuto web illegale&#8221;, organo competente per la censura di siti web e dei media sociali. Ex capo della procura speciale per la cibercriminalit&#224; tra il 2007 e il 2012. Si &#232; reso responsabile della repressione della libert&#224; di espressione, anche sottoponendo blogger e giornalisti all&#8217;arresto, alla detenzione e a procedimenti penali. Persone arrestate perch&#233; sospettate di reati informatici sono state sottoposte a maltrattamenti e oggetto di procedimenti giudiziari iniqui.</p></td><td><p>23.3.2012</p></td></tr><tr><td><p>78.</p></td><td><p>RESHTE-AHMADI Bahram</p></td><td><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Giudice presso un tribunale ordinario nel nord della provincia di Teheran. Ex sovrintendente della Procura di Teheran. Vice capo dell&#8217;Ufficio per gli affari penitenziari della provincia di Teheran. Ex vice procuratore di Teheran fino al 2013. &#200; stato a capo della procura di Evin. Si &#232; reso responsabile di negare ai difensori dei diritti umani e ai prigionieri politici l&#8217;esercizio di diritti, quali il diritto di visita e altri diritti dei detenuti.</p></td><td><p>23.3.2012</p></td></tr><tr><td><p>79.</p></td><td><p>RASHIDI AGHDAM Ali Ashraf</p></td><td><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Ex capo della prigione di Evin, nominato a met&#224; del 2012. Durante il suo mandato, si &#232; assistito a un deterioramento delle condizioni in carcere ed &#232; stata segnalata una recrudescenza dei maltrattamenti ai danni dei prigionieri. Nell&#8217;ottobre 2012, nove detenute hanno iniziato lo sciopero della fame per protestare contro la violazione dei loro diritti e le violenze subite per mano delle guardie carcerarie.</p></td><td><p>12.3.2013</p></td></tr><tr><td><p>80.</p></td><td><p>KIASATI Morteza</p></td><td><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Giudice del tribunale rivoluzionario di Ahwaz, sezione 4, ha condannato alla pena capitale quattro prigionieri politici arabi, Taha Heidarian, Abbas Heidarian, Abd al-Rahman Heidarian (tre fratelli) e Ali Sharifi. Sono stati arrestati, torturati e impiccati senza giusto processo. Questi casi e l&#8217;assenza di un giusto processo sono stati segnalati dal relatore speciale delle Nazioni Unite sui diritti umani in Iran in una relazione del 13 settembre 2012 e dal segretario generale dell&#8217;ONU nella relazione sull&#8217;Iran del 22 agosto 2012.</p></td><td><p>12.3.2013</p></td></tr><tr><td><p>81.</p></td><td><p>MOUSSAVI Seyed Mohammad Bagher</p></td><td><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Giudice del tribunale rivoluzionario di Ahwaz, sezione 2, ha condannato alla pena capitale cinque arabi di Ahwaz, Mohammad Ali Amouri, Hashem Sh&#224;bani Amouri, Hadi Rashedi, Sayed Jaber Alboshoka, Sayed Mokhtar Alboshoka, in data 17 marzo 2012, per &#8220;attivit&#224; contro la sicurezza pubblica&#8221; e &#8220;ribellione contro Dio&#8221;. Le condanne sono state confermate dalla Corte suprema iraniana il 9 gennaio 2013. I cinque uomini sono stati arrestati senza colpa per oltre un anno, torturati e condannati senza giusto processo.</p></td><td><p>12.3.2013</p></td></tr><tr><td><p>82.</p></td><td><p>SARAFRAZ, Mohammad (Dr.) (alias Haj-agha Sarafraz)</p></td><td><p>Luogo di nascita: Tehran (Teheran)</p><p>Data di nascita: all&#8217;incirca 1963</p><p>Luogo di residenza: Tehran (Teheran)</p><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Ex membro del Consiglio supremo del ciberspazio. Ex presidente della Radio Televisione della Repubblica islamica dell&#8217;Iran (IRIB) (2014&#8208;2016). Ex direttore della sezione World Service e della rete Press TV dell&#8217;IRIB, responsabile di tutte le decisioni relative ai programmi. Strettamente associato all&#8217;apparato di sicurezza dello Stato. Sotto la sua direzione, Press TV, insieme all&#8217;IRIB, ha collaborato con i servizi di sicurezza e i procuratori iraniani per trasmettere confessioni estorte a detenuti, fra cui quella di Maziar Bahari, giornalista e regista irano-canadese, nel programma settimanale &#8220;Iran Today&#8221;. La OFCOM, autorit&#224; regolatrice indipendente per le societ&#224; di comunicazione, ha condannato nel Regno Unito la Press TV a pagare una multa di 100&#160;000  sterline per aver trasmesso la confessione di Bahari nel 2011, filmata in carcere mentre gli veniva estorta con la forza. Sarafraz &#232; pertanto associato alla violazione del diritto a un giusto processo e del diritto a un equo processo.</p></td><td><p>12.3.2013</p></td></tr><tr><td><p>83.</p></td><td><p>JAFARI Asadollah</p></td><td><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>In qualit&#224; di procuratore della provincia di Mazandaran, Jafari ha raccomandato di imporre la pena di morte nei casi da lui perseguiti, che sono sfociati in numerose esecuzioni, anche pubbliche, e in situazioni nelle quali l&#8217;imposizione della pena di morte &#232; contraria ai diritti umani internazionali, tra l&#8217;altro in quanto pena sproporzionata ed eccessiva. Jafari si &#232; reso altres&#236; responsabile di arresti illegali e violazioni dei diritti dei detenuti bah&#224;i, dall&#8217;arresto iniziale fino alla reclusione in celle di isolamento presso il centro di detenzione dei servizi di intelligence.</p></td><td><p>12.3.2013</p></td></tr><tr><td><p>84.</p></td><td><p>EMADI, Hamid Reza (alias Hamidreza Emadi)</p></td><td><p>Luogo di nascita: Hamedan</p><p>Data di nascita: all&#8217;incirca 1973</p><p>Luogo di residenza: Tehran (Teheran)</p><p>Luogo di lavoro: sede centrale della Press TV, Teheran</p><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Capo della redazione di Press TV. Ex produttore principale della Press TV.</p><p>Responsabile della produzione e trasmissione di confessioni estorte a detenuti, fra cui giornalisti, attivisti politici, esponenti di minoranze curde e arabe, in violazione dei diritti a un giusto processo e a un equo processo riconosciuti a livello internazionale. La OFCOM, autorit&#224; regolatrice indipendente per le societ&#224; di comunicazione, ha condannato nel Regno Unito Press TV a pagare una multa di 100&#160;000  GBP per aver trasmesso nel 2011 la confessione del giornalista e regista irano-canadese Maziar Bahari, filmata in carcere mentre gli veniva estorta con la forza. Le ONG hanno segnalato altri casi di confessioni estorte, mandate in onda da Press TV. Emadi &#232; pertanto associato alla violazione del diritto a un giusto processo e del diritto a un equo processo.</p></td><td><p>12.3.2013</p></td></tr><tr><td><p>85.</p></td><td><p>HAMLBAR Rahim</p></td><td><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Giudice del tribunale rivoluzionario di Tabriz, sezione 1. Responsabile di avere inflitto pesanti condanne nei confronti di esponenti della minoranza etnica azera e di attivisti impegnati nella difesa dei diritti dei lavoratori, con l&#8217;accusa di spionaggio, atti contro la sicurezza nazionale, propaganda contro il regime iraniano e insulti al leader dell&#8217;Iran. Uno dei casi pi&#249; eclatanti ha coinvolto venti volontari impegnati in operazioni di assistenza ai terremotati (a seguito del sisma che ha colpito l&#8217;Iran nell&#8217;agosto 2012), condannati alla reclusione per aver tentato di soccorrere le vittime del terremoto. Il tribunale ha ritenuto gli operatori colpevoli di &#8220;associazione e collusione con l&#8217;intento di agire contro la sicurezza nazionale&#8221;.</p></td><td><p>12.3.2013</p></td></tr><tr><td><p>86.</p></td><td><p>MUSAVI-TABAR Seyyed Reza</p></td><td><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Ex capo della procura rivoluzionaria di Shiraz. Responsabile di arresti illegali e maltrattamenti contro attivisti politici, giornalisti, difensori dei diritti umani, esponenti bah&#224;i e prigionieri di coscienza, i quali sono stati perseguitati, torturati e interrogati e ai quali &#232; stato negato l&#8217;accesso all&#8217;assistenza legale e a un giusto processo. Musavi-Tabar ha firmato provvedimenti giudiziari nel famigerato centro di detenzione n. 100 (carcere maschile), compresa l&#8217;ordinanza che dispone la pena a tre anni di reclusione in isolamento per la detenuta bah&#224;i Raha Sabet.</p></td><td><p>12.3.2013</p></td></tr><tr><td><p>87.</p></td><td><p>KHORAMABADI Abdolsamad</p></td><td><p>Capo della &#8220;Commission to Determine the Instances of Criminal Content&#8221;.</p><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Vicedirettore per la vigilanza giudiziaria (dal 13 ottobre 2018). Ex capo della &#8220;Commission to Determine the Instances of Criminal Content&#8221;, organizzazione governativa incaricata della censura e della criminalit&#224; informatica on line. Sotto la sua direzione la Commissione ha definito &#8220;criminalit&#224; informatica&#8221; mediante una serie vaga di categorie che criminalizzano creazione e pubblicazione di contenuti ritenuti inappropriati dal regime. Abdolsamad Khoramabadi &#232; responsabile della repressione e dell&#8217;oscuramento di numerosi siti di opposizione, testate elettroniche, blog, siti di ONG per i diritti umani nonch&#233; di Google e Gmail dal settembre 2012. Insieme con la Commissione ha contribuito attivamente al decesso in carcere del blogger Sattar Beheshti, nel novembre 2012. Pertanto la Commissione che dirige &#232; direttamente responsabile di violazioni sistematiche dei diritti umani, in particolare vietando e filtrando l&#8217;accesso al pubblico di siti web e, saltuariamente, disabilitando l&#8217;accesso a Internet in generale.</p></td><td><p>12.3.2013&#187;".</p></td></tr></tbody></table>