Document ID: 32023R0500
Language: ITA

<table><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>7.3.2023&#160;&#160;&#160;</p></td><td><p>IT</p></td><td><p>Gazzetta ufficiale dell&#8217;Unione europea</p></td><td><p>LI 69/1</p></td></tr></tbody></table>
REGOLAMENTO DI ESECUZIONE (UE) 2023/500 DEL CONSIGLIO
del 7 marzo 2023
che attua il regolamento (UE) 2020/1998 relativo a misure restrittive contro gravi violazioni e abusi dei diritti umani
IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea,
visto il regolamento (UE) 2020/1998 del Consiglio, del 7 dicembre 2020, relativo a misure restrittive contro gravi violazioni e abusi dei diritti umani ( 1 ) , in particolare l’articolo 14, paragrafo 1,
vista la proposta dell’alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza,
considerando quanto segue:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(1)</p></td><td><p>Il 7&#160;dicembre 2020 il Consiglio ha adottato il regolamento (UE)&#160;2020/1998.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(2)</p></td><td><p>L&#8217;8&#160;dicembre 2020 nella dichiarazione dell&#8217;alto rappresentante dell&#8217;Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, a nome dell&#8217;Unione europea, relativa al regime globale di sanzioni dell&#8217;UE in materia di diritti umani, l&#8217;Unione e i suoi Stati membri hanno ribadito il loro forte impegno a favore della promozione e protezione dei diritti umani in tutto il mondo. Il regime globale di sanzioni dell&#8217;UE in materia di diritti umani sottolinea la determinazione dell&#8217;Unione a rafforzare il proprio ruolo nella lotta contro gravi violazioni e abusi dei diritti umani in tutto il mondo. Far s&#236; che tutti possano godere dei propri diritti umani &#232; un obiettivo strategico dell&#8217;Unione. Il rispetto della dignit&#224; umana, della libert&#224;, della democrazia, dell&#8217;uguaglianza, dello Stato di diritto e dei diritti umani &#232; un valore fondamentale dell&#8217;Unione e della sua politica estera e di sicurezza comune.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(3)</p></td><td><p>Nelle conclusioni del 14&#160;novembre 2022, il Consiglio ha espresso preoccupazione per l&#8217;effetto sproporzionato che i conflitti armati continuano ad avere sulle donne e sulle ragazze in tutto il mondo, nonch&#233; per la prevalenza della violenza sessuale e di genere, ivi compresa la violenza sessuale connessa ai conflitti, offline e online. Il Consiglio si &#232; impegnato a intensificare gli sforzi per contrastare tale violenza al fine di garantire la piena assunzione di responsabilit&#224; e combattere l&#8217;impunit&#224;. Inoltre, nelle sue conclusioni di giugno&#160;2014, il Consiglio ha sottolineato che per combattere ed eliminare tutte le forme di violenza contro le donne sono necessarie politiche coordinate a tutti i livelli pertinenti e un approccio globale che punti alle questioni chiave della prevenzione, dello scarso numero di segnalazioni, della protezione, del sostegno alle vittime nonch&#233; al perseguimento degli autori di violenze e ad altri interventi. L&#8217;uso strategico di misure restrittive rafforza tale approccio mediante l&#8217;accrescimento della pressione al fine di prevenire ulteriori violazioni e abusi e, in coordinamento con altri strumenti di cui dispone l&#8217;Unione in materia di diritti umani, attira l&#8217;attenzione su tali violazioni e i relativi responsabili.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(4)</p></td><td><p>In tale contesto, nove persone e tre entit&#224; dovrebbero essere inserite nell&#8217;elenco delle persone fisiche e giuridiche, delle entit&#224; e degli organismi oggetto di misure restrittive che figura nell&#8217;allegato I del regolamento (UE)&#160;2020/1998.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(5)</p></td><td><p>&#200; opportuno, pertanto, modificare di conseguenza l&#8217;allegato I del regolamento (UE)&#160;2020/1998,</p></td></tr></tbody></table>
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
L’allegato I del regolamento (UE) 2020/1998 è modificato conformemente all’allegato del presente regolamento.
Articolo 2
Il presente regolamento entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea .
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, il 7 marzo 2023
Per il Consiglio
Il presidente
L. EDHOLM
( 1 ) GU L 410 I del 7.12.2020, pag. 1 .
ALLEGATO
Nell’elenco delle persone fisiche e giuridiche, delle entità e degli organismi che figura nell’allegato I del regolamento (UE) 2020/1998, alla sezione A («Persone fisiche») sono aggiunte le voci seguenti:
<table><col/><col/><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#160;</p></td><td><p>Nomi</p><p>(traslitterazione in caratteri latini)</p></td><td><p>Nomi</p></td><td><p>Informazioni identificative</p></td><td><p>Motivi</p></td><td><p>Data di inserimento nell&#8217;elenco</p></td></tr><tr><td><p>&#171;27.</p></td><td><p>Neda Mohammad NADEEM</p></td><td><p>&#1606;&#1583;&#1575;&#1569; &#1605;&#1581;&#1605;&#1583; &#1606;&#1583;&#1740;&#1605;</p><p>(grafia pashto)</p></td><td><p>Carica: ministro talebano dell&#8217;Istruzione superiore facente funzione</p><p>Cittadinanza: afghana</p><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Neda Mohammed Nadeem &#232; il ministro talebano dell&#8217;Istruzione superiore facente funzione dal 22&#160;ottobre 2022.</p><p>Da quando riveste questa carica, i talebani hanno pubblicato decreti che vietano alle donne di accedere all&#8217;istruzione superiore in tutto il paese. Tali decreti privano le donne del loro diritto all&#8217;istruzione e della parit&#224; di accesso all&#8217;istruzione, violando cos&#236; il principio della parit&#224; di trattamento tra uomini e donne.</p><p>In qualit&#224; di ministro talebano dell&#8217;Istruzione superiore facente funzione, Neda Mohammed Nadeem &#232; pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Afghanistan, in particolare la diffusa violazione del diritto delle donne all&#8217;istruzione e del diritto alla parit&#224; di trattamento tra uomini e donne nel settore dell&#8217;istruzione.</p></td><td><p>7.3.2023</p></td></tr><tr><td><p>28.</p></td><td><p>Sheikh Muhammad Khalid HANAFI</p></td><td><p>&#1588;&#1740;&#1582; &#1605;&#1581;&#1605;&#1583; &#1582;&#1575;&#1604;&#1583;</p><p>(grafia pashto)</p></td><td><p>Carica: ministro talebano della Promozione della virt&#249; e della prevenzione del vizio facente funzione</p><p>Data di nascita: attorno al 1970</p><p>Luogo di nascita: villaggio di Kolam Shaheed, distretto di Doabi, provincia di Nurestan, Afghanistan</p><p>Cittadinanza: afgana</p><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Sheikh Muhammad Khalid Hanafi &#232; il ministro talebano della Promozione della virt&#249; e della prevenzione del vizio facente funzione, in sostituzione della ministra della Condizione femminile.</p><p>Da quando riveste questa carica, i talebani hanno pubblicato decreti che limitano la libert&#224; e la dignit&#224; delle donne e delle ragazze in tutto il paese, riducono la loro libert&#224; di parola e di espressione e infliggono punizioni e violenze severe a coloro che non rispettano gli editti dei talebani.</p><p>In particolare, durante il suo mandato sono stati pubblicati decreti sull&#8217;hijab, come pure orari diversificati in base al genere per l&#8217;utilizzo degli spazi pubblici.</p><p>In qualit&#224; di ministro talebano della Promozione della virt&#249; e della prevenzione del vizio facente funzione, Sheikh Muhammad Khalid Hanafi &#232; responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Afghanistan, in particolare la diffusa violazione dei diritti delle donne, come la loro libert&#224; di espressione, nonch&#233; del diritto alla parit&#224; di trattamento tra uomini e donne.</p></td><td><p>7.3.2023</p></td></tr><tr><td><p>29.</p></td><td><p>Alexander Georgievich FEDORINOV</p></td><td><p>&#1040;&#1083;&#1077;&#1082;&#1089;&#1072;&#1085;&#1076;&#1088; &#1043;&#1077;&#1086;&#1088;&#1075;&#1080;&#1077;&#1074;&#1080;&#1095; &#1060;&#1045;&#1044;&#1054;&#1056;&#1048;&#1053;&#1054;&#1042;</p><p>(grafia russa)</p></td><td><p>Carica: ufficiale di comando della stazione di polizia di Mosca</p><p>Grado: Tenente Colonnello</p><p>Cittadinanza: russa</p><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Il Tenente Colonnello Alexander Georgievich Fedorinov &#232; un ufficiale di comando della stazione di polizia di Mosca.</p><p>In qualit&#224; di capo facente funzione della stazione di polizia, nel marzo 2022&#160;ha autorizzato l&#8217;arresto e la detenzione arbitrari, nonch&#233; la successiva tortura, di donne che manifestavano contro la guerra.</p><p>Alexander Georgievich Fedorinov &#232; pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Russia, in particolare torture e altri trattamenti o pene crudeli, inumani o degradanti, arresti o detenzioni arbitrari, nonch&#233; sistematiche violenze sessuali e di genere.</p></td><td><p>7.3.2023</p></td></tr><tr><td><p>30.</p></td><td><p>Ivan RYABOV</p></td><td><p>&#1048;&#1074;&#1072;&#1085; &#1056;&#1071;&#1041;&#1054;&#1042;</p><p>(grafia russa)</p></td><td><p>Carica: funzionario di polizia della stazione di polizia di Mosca</p><p>Cittadinanza: russa</p><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Ivan Ryabov &#232; un funzionario di polizia della stazione di polizia di Mosca.</p><p>Su ordine del Tenente Colonnello Alexander Georgievich Fedorinov, nel marzo 2022&#160;ha arbitrariamente detenuto e torturato donne che manifestavano contro la guerra. Le vittime riferiscono di essere state picchiate, soffocate con sacchetti di plastica e abusate fisicamente e verbalmente da Ryabov per sei ore.</p><p>Ivan Ryabov &#232; pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Russia, in particolare torture e altri trattamenti o pene crudeli, inumani o degradanti, arresti o detenzioni arbitrari, nonch&#233; sistematiche violenze sessuali e di genere.</p></td><td><p>7.3.2023</p></td></tr><tr><td><p>31.</p></td><td><p>Nikolay Anatolevich KUZNETSOV</p><p>alias Nikolaj Anatolevich Kuznetsov, Nikolaj Kuznetsov, Nikolay Kuznetsov</p></td><td><p>&#1053;&#1080;&#1082;&#1086;&#1083;&#1072;&#1081; &#1040;&#1085;&#1072;&#1090;&#1086;&#1083;&#1100;&#1077;&#1074;&#1080;&#1095; &#1050;&#1091;&#1079;&#1085;&#1077;&#1094;&#1086;&#1074;</p><p>(grafia russa)</p></td><td><p>Carica: membro delle forze armate della Federazione russa, comandante dell&#8217;unit&#224; delle forze speciali della divisione Dzerzhinsky della Rosgvardia (servizio federale delle truppe della guardia nazionale della Federazione russa)</p><p>Grado: Maggiore Generale</p><p>Data di nascita: 13.4.1978</p><p>Cittadinanza: russa</p><p>Sesso: maschile</p><p>Codice di identificazione fiscale: 645407737871</p></td><td><p>Il Maggiore Generale Nikolay Anatolevich Kuznetsov &#232; un membro delle forze armate della Federazione russa e comandante dell&#8217;unit&#224; delle forze speciali della divisione Dzerzhinsky della Rosgvardia (servizio federale delle truppe della guardia nazionale della Federazione russa).</p><p>L&#8217;unit&#224; di Kuznetsov ha partecipato all&#8217;invasione illegale dell&#8217;Ucraina da parte della Russia e membri della sua unit&#224; hanno sistematicamente preso parte ad atti di violenza sessuale e stupro in Ucraina nel&#160;marzo/aprile 2022.</p><p>La portata e la gravit&#224; degli atti di violenza sessuale e di genere che si verificano nelle zone ucraine occupate dalla Russia indicano una &#171;pianificazione a un livello pi&#249; sistematico&#187; e che i comandanti russi sono a conoscenza delle violenze sessuali perpetrate dal personale militare in Ucraina e in alcuni casi &#171;le hanno incoraggiate o addirittura ordinate&#187;.</p><p>In qualit&#224; di comandante dell&#8217;unit&#224;, Kuznetsov &#232; responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Ucraina, tra cui sistematiche violenze sessuali e di genere.</p></td><td><p>7.3.2023</p></td></tr><tr><td><p>32.</p></td><td><p>Ramil Rakhmatulovich IBATULLIN</p></td><td><p>&#1056;&#1072;&#1084;&#1080;&#1083;&#1100; &#1056;&#1072;&#1093;&#1084;&#1072;&#1090;&#1091;&#1083;&#1083;&#1086;&#1074;&#1080;&#1095; &#1048;&#1073;&#1072;&#1090;&#1091;&#1083;&#1083;&#1080;&#1085;</p><p>(grafia russa)</p></td><td><p>Carica: membro delle forze armate della Federazione russa, ex comandante della 90<span>a</span> divisione carri armati della Guardia</p><p>Grado: Colonnello</p><p>Data di nascita: 22.10.1976</p><p>Cittadinanza: russa</p><p>Sesso: maschile</p><p>Codice di identificazione fiscale: 631409144707</p><p>Numero di matricola delle forze armate russe: U-927425</p></td><td><p>Il Colonnello Ramil Rakhmatulovich Ibatullin ha prestato servizio nelle truppe di occupazione russe nella regione del Donbas (2014-2017) e ha partecipato all&#8217;invasione illegale dell&#8217;Ucraina da parte della Russia in qualit&#224; di comandante della 90<span>a</span> divisione carri armati della Guardia.</p><p>Nel marzo 2022 la divisione sotto il suo comando ha partecipato all&#8217;offensiva contro Chernihiv e Kiev. Durante tale offensiva i membri della sua divisione hanno commesso atti di violenza sessuale e di genere contro la popolazione civile ucraina.</p><p>Dopo che questi fatti sono divenuti di pubblico dominio, il ministero russo della Difesa ha promosso Ibatullin al rango di Colonnello.</p><p>Le autorit&#224; ucraine hanno formulato nei confronti di vari membri della 90<span>a</span> divisione carri armati della Guardia accuse di violenza sessuale e di genere, tra cui lo stupro di una donna incinta nei pressi di Kiev, l&#8217;omicidio di un civile dopo averne ripetutamente stuprato la moglie alla presenza di un bambino in giovane et&#224;, nonch&#233; la partecipazione di membri di tale divisione a stupri di gruppo.</p><p>La portata e la gravit&#224; degli atti di violenza sessuale e di genere che si verificano nelle zone ucraine occupate dalla Russia indicano una &#171;pianificazione a un livello pi&#249; sistematico&#187; e che i comandanti russi sono a conoscenza delle violenze sessuali perpetrate dal personale militare in Ucraina e in alcuni casi &#171;le hanno incoraggiate o addirittura ordinate&#187;.</p><p>Ibatullin &#232; pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Ucraina, tra cui sistematiche violenze sessuali e di genere.</p></td><td><p>7.3.2023</p></td></tr><tr><td><p>33.</p></td><td><p>Gatluak Nyang HOTH</p></td><td><p>&#160;</p></td><td><p>Carica: commissario della contea di Mayiandit</p><p>Cittadinanza: sud sudanese</p><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Gatluak Nyang Hoth &#232; il commissario della contea di Mayiandit (Stato dell&#8217;Unit&#224;, Sud Sudan) dal febbraio 2021.</p><p>In tale veste, tra febbraio e maggio 2022&#160;ha guidato milizie allineate al governo per compiere attacchi nella parte meridionale dello Stato dell&#8217;Unit&#224;. Durante tale periodo le truppe sotto il suo comando hanno fatto ricorso in modo diffuso e sistematico alla violenza sessuale come tattica bellica, strumentalizzandola inoltre come ricompensa e diritto per gli uomini che partecipano al conflitto.</p><p>In qualit&#224; di commissario della contea, Hoth &#232; pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani nel Sud Sudan, tra cui diffuse e sistematiche violenze sessuali e di genere.</p></td><td><p>7.3.2023</p></td></tr><tr><td><p>34.</p></td><td><p>Gordon Koang BIEL</p><p>alias Gordon Koang Char BIEL, Koang Biel CHAR, Koang NYALUALGO</p></td><td><p>&#160;</p></td><td><p>Carica: commissario della contea di Koch</p><p>Luogo di nascita: Sud Sudan</p><p>Cittadinanza: sud sudanese</p><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Gordon Koang Biel &#232; il commissario della contea di Koch (Stato dell&#8217;Unit&#224;, Sud Sudan) dal febbraio 2021.</p><p>In tale veste, tra febbraio e maggio 2022&#160;ha guidato milizie allineate al governo per compiere attacchi nella parte meridionale dello Stato dell&#8217;Unit&#224;. Durante tale periodo le truppe sotto il suo comando hanno fatto ricorso in modo diffuso e sistematico alla violenza sessuale come tattica bellica, strumentalizzandola inoltre come ricompensa e diritto per gli uomini che partecipano al conflitto.</p><p>In qualit&#224; di commissario della contea, Biel &#232; pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani nel Sud Sudan, tra cui diffuse e sistematiche violenze sessuali e di genere.</p></td><td><p>7.3.2023</p></td></tr><tr><td><p>35.</p></td><td><p>Toe UI</p></td><td><p>&#160;</p></td><td><p>Carica: ufficiale aggiunto del ministero degli interni (OCMSA)</p><p>Grado: Maggiore Generale</p><p>Cittadinanza: Myanmar/Birmania</p><p>Sesso: maschile</p></td><td><p>Il Maggiore Generale Toe Ui &#232; stato nominato viceministro dell&#8217;Interno il 3&#160;febbraio 2023. &#200; l&#8217;ex vicecomandante dell&#8217;Ufficio del capo degli affari di sicurezza militare (OCMSA). L&#8217;OCMSA &#232; responsabile della gestione dei centri di detenzione e per interrogatori in&#160;Myanmar/Birmania nonch&#233; della raccolta di intelligence.</p><p>Il personale dell&#8217;OCMSA sotto l&#8217;autorit&#224; di Ui usa nudit&#224; forzata, stupri, elettroshock, bruciatura degli organi genitali e violenza eccessiva durante la detenzione arbitraria e gli interrogatori di uomini, donne e membri della comunit&#224; LGBTIQ.</p><p>In qualit&#224; di vicecomandante, il Maggiore Generale Toe Ui &#232; responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in&#160;Myanmar/Birmania, tra cui detenzioni arbitrarie e torture, nonch&#233; diffuse e sistematiche violenze sessuali e di genere.</p></td><td><p>7.3.2023&#187;.</p></td></tr></tbody></table>
Nell’elenco delle persone fisiche e giuridiche, delle entità e degli organismi che figura nell’allegato I del regolamento (UE) 2020/1998, alla sezione B. («Persone giuridiche, entità e organismi») sono aggiunte le voci seguenti:
<table><col/><col/><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#160;</p></td><td><p>Nomi</p><p>(traslitterazione in caratteri latini)</p></td><td><p>Nomi</p></td><td><p>Informazioni identificative</p></td><td><p>Motivi dell&#8217;inserimento nell&#8217;elenco</p></td><td><p>Data di inserimento nell&#8217;elenco</p></td></tr><tr><td><p>&#171;13.</p></td><td><p>Qarchak Prison</p><p>alias Gharchak Prison, Zend&#226;n-e-Qarchak, Qarchak Women&#8217;s Prison, Shahr-e Rey Prison</p></td><td><p>&#1586;&#1606;&#1583;&#1575;&#1606; &#1602;&#1585;&#1670;&#1705;</p><p>(grafia persiana)</p></td><td><p>Luogo di registrazione: Contea di Varamin, provincia di Teheran, Iran</p><p>Data di registrazione: 2010</p></td><td><p>Qarchak Prison (carcere di Qarchak) &#232; uno dei centri di detenzione femminile del regime iraniano nella contea di Varamin (provincia di Teheran).</p><p>Le detenute comprendono prigioniere politiche e partecipanti a proteste pacifiche a favore della democrazia, nonch&#233; donne incinte e madri con figli. Le condizioni di vita nel carcere di Qarchak sono deplorevoli e inumane.</p><p>Le donne detenute nel carcere di Qarchak subiscono torture, stupri e altre forme di violenza sessuale. Sono tenute in celle sovraffollate, senza accesso ad acqua potabile pulita, cibo e assistenza medica, il che equivale a un trattamento crudele, inumano o degradante. Le detenute rilasciate denunciano casi di abusi sessuali da parte delle guardie carcerarie e del personale addetto alla sicurezza. Le manifestanti inviate nel carcere di Qarchak sono spesso minacciate di stupro per estorcere loro confessioni.</p><p>Il carcere di Qarchak &#232; pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Iran, tra cui torture e altri trattamenti crudeli, inumani o degradanti nonch&#233; sistematiche violenze sessuali e di genere.</p></td><td><p>7.3.2023</p></td></tr><tr><td><p>14.</p></td><td><p>Syrian Republican Guard</p></td><td><p>&#160;</p></td><td><p>Luogo di registrazione: Siria</p><p>Persone associate: Maggiore Generale Shoaeb Suleiman (comandante),</p><p>Brigadier Generale Mohamed Qasem (vicecomandante),</p><p>Generale Malik Aliaa (comandante supremo),</p><p>Maggiore Generale Issam Zahreddine, Mohammad Nayouf, Rukin Mohamed Kaddor (comandanti),</p><p>presidente Bashar Al-Assad</p></td><td><p>Syrian Republican Guard (Guardia repubblicana siriana) &#232; un&#8217;entit&#224; responsabile della sicurezza dei funzionari e fa parte delle forze di sicurezza siriane.</p><p>Tra i suoi ranghi, la violenza sessuale e di genere sulle donne &#232; diffusa, in particolare durante il conflitto siriano in corso. Le vittime hanno denunciato stupri violenti e torture a seguito di arresti arbitrari e durante la detenzione arbitraria.</p><p>La Guardia repubblicana siriana fa parte di un approccio sistematico del regime siriano che consiste nel ricorrere alla violenza sessuale e di genere per reprimere e intimidire il popolo siriano, in particolare le donne e le ragazze.</p><p>La Guardia repubblicana siriana &#232; pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Siria, tra cui torture e altri trattamenti o pene crudeli, inumani o degradanti, arresti o detenzioni arbitrari, nonch&#233; sistematiche violenze sessuali e di genere.</p></td><td><p>7.3.2023</p></td></tr><tr><td><p>15.</p></td><td><p>Office of the Chief of Military Security Affairs (OCMSA)</p></td><td><p>&#160;</p></td><td><p>Luogo di registrazione: Naypyitaw, Myanmar/Birmania</p></td><td><p>Office of the Chief of Military Security Affairs (Ufficio del capo degli affari di sicurezza militare, OCMSA) &#232; responsabile della gestione dei centri di detenzione e per interrogatori in&#160;Myanmar/Birmania nonch&#233; della raccolta di intelligence.</p><p>Il personale dell&#8217;OCMSA usa nudit&#224; forzata, stupri, elettroshock, bruciatura degli organi genitali e violenza eccessiva durante la detenzione arbitraria e gli interrogatori di uomini, donne e membri della comunit&#224; LGBTIQ.</p><p>Pertanto, l&#8217;OCMSA &#232; responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in&#160;Myanmar/Birmania, tra cui detenzioni arbitrarie e torture, nonch&#233; diffuse e sistematiche violenze sessuali e di genere.</p></td><td><p>7.3.2023&#187;.</p></td></tr></tbody></table>