Document ID: 32016H0022
Language: ITA

<table><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>9.1.2016&#160;&#160;&#160;</p></td><td><p>IT</p></td><td><p>Gazzetta ufficiale dell'Unione europea</p></td><td><p>L 6/8</p></td></tr></tbody></table>
RACCOMANDAZIONE (UE) 2016/22 DELLA COMMISSIONE
del 7 gennaio 2016
sulla prevenzione e sulla riduzione della contaminazione da carbammato di etile nelle acquaviti di frutta a nocciolo e nelle acquaviti di residui di frutta a nocciolo, che abroga la raccomandazione 2010/133/UE
(Testo rilevante ai fini del SEE)
LA COMMISSIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 292,
considerando quanto segue:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(1)</p></td><td><p>Il 20 settembre 2007 il gruppo di esperti scientifici sui contaminanti nella catena alimentare dell'Autorit&#224; europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha adottato un parere scientifico sul carbammato di etile e sull'acido cianidrico negli alimenti e nelle bevande<a>&#160;(<span>1</span>)</a>. Il gruppo ha concluso che il carbammato di etile nelle bevande alcoliche costituisce un rischio per la salute, in particolare per quanto concerne le acquaviti di frutta a nocciolo, e ha raccomandato di adottare provvedimenti volti a ridurre i livelli di carbammato di etile in dette bevande. Essendo l'acido cianidrico un importante precursore della formazione di carbammato di etile nelle acquaviti di frutta a nocciolo e nelle acquaviti di residui di frutta a nocciolo, il gruppo ha concluso che tali provvedimenti debbano includere anche la problematica relativa all'acido cianidrico e ad altri precursori del carbammato di etile, al fine di prevenire la formazione di carbammato di etile per la durata di conservazione di tali prodotti.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(2)</p></td><td><p>I tenori massimi di acido cianidrico nelle acquaviti di frutta a nocciolo e nelle acquaviti di residui di frutta a nocciolo sono stati fissati dal regolamento (CE) n. 110/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio<a>&#160;(<span>2</span>)</a>. Detto regolamento stabilisce un tenore massimo di acido cianidrico di 7 grammi per ettolitro di alcole a 100 % vol. (70&#160;mg/l) nelle acquaviti di frutta a nocciolo e nelle acquaviti di residui di frutta a nocciolo.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(3)</p></td><td><p>Il regolamento (CE) n. 1334/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio<a>&#160;(<span>3</span>)</a> stabilisce un tenore massimo di acido cianidrico di 35&#160;mg/kg nelle bevande alcoliche. Detto tenore massimo si applica fatto salvo il regolamento (CE) n. 110/2008.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(4)</p></td><td><p>La raccomandazione 2010/133/UE della Commissione<a>&#160;(<span>4</span>)</a> istituisce un Codice di prassi sulla prevenzione e sulla riduzione della contaminazione da carbammato di etile nelle acquaviti di frutta a nocciolo e acquaviti di residui di frutta a nocciolo e ha raccomandato agli Stati membri di adottare le misure necessarie per garantire che detto Codice sia attuato da tutti gli operatori del settore alimentare. Al fine di rispettare l'obiettivo di 1&#160;mg/l &#232; stato inoltre necessario garantire che venissero adottati tutti i provvedimenti appropriati per ottenere livelli il pi&#249; possibile bassi di carbammato di etile nelle acquaviti di frutta a nocciolo e nelle acquaviti di residui di frutta a nocciolo. &#200; stato infine raccomandato inoltre di monitorare i livelli di carbammato di etile nelle acquaviti di frutta a nocciolo e nelle acquaviti di residui di frutta a nocciolo negli anni 2010, 2011 e 2012 al fine di valutare gli effetti del Codice.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(5)</p></td><td><p>I risultati del monitoraggio sono riportati nella relazione tecnica dell'EFSA &#171;Evaluation of monitoring data on levels of ethyl carbamate in the years 2010-2012<a>&#160;(<span>5</span>)</a>&#187; (Valutazione dei dati di monitoraggio sui livelli di carbammato di etile negli anni 2010-2012), adottata il 28 marzo 2014. La relazione fornisce una panoramica dei livelli di carbammato di etile nelle &#171;acquaviti di frutta a nocciolo&#187; e nelle &#171;acquaviti di frutta diversa da frutta a nocciolo&#187; nei tre anni di campionamento 2010-2012. In generale, la serie di dati relativi al carbammato di etile nel periodo 2010-2012&#160;ha rivelato che oltre l'80 % dei risultati analitici in &#171;acquaviti di frutta a nocciolo&#187; e oltre il 95 % dei risultati analitici in &#171;acquaviti di frutta diversa da frutta a nocciolo&#187; si sono attestati al di sotto del valore obiettivo di 1&#160;mg/l. La presenza media negli stessi gruppi alimentari si &#232; dimostrata anch'essa al di sotto del target (all'incirca due terzi del target per &#171;acquaviti di frutta a nocciolo&#187; e un terzo del target per &#171;acquaviti di frutta diversa da frutta a nocciolo&#187;).</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(6)</p></td><td><p>&#200; opportuno mantenere il Codice di prassi, con un valore obiettivo di carbammato di etile di 1&#160;mg/l e aggiornare il Codice in base alle esperienze acquisite, allineandolo su taluni aspetti con il Codice di prassi del Codex sulla contaminazione da carbammato di etile nei distillati di frutta a nocciolo, adottato nel 2011 (CAC/RCP 70-2011),</p></td></tr></tbody></table>
HA ADOTTATO LA PRESENTE RACCOMANDAZIONE
Si raccomanda agli Stati membri di:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>1.</p></td><td><p>adottare i provvedimenti necessari a garantire che il &#171;Codice di prassi sulla prevenzione e sulla riduzione della contaminazione da carbammato di etile nelle acquaviti di frutta a nocciolo e nelle acquaviti di residui di frutta a nocciolo&#187; descritto nell'allegato alla presente raccomandazione venga applicato da tutti gli operatori partecipanti alla fabbricazione, all'imballaggio, al trasporto, alla conservazione e allo stoccaggio di acquaviti di frutta a nocciolo e acquaviti di residui di frutta a nocciolo;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>2.</p></td><td><p>garantire che vengano adottati tutti i provvedimenti appropriati per ottenere livelli il pi&#249; possibile bassi di carbammato di etile nelle acquaviti di frutta a nocciolo e nelle acquaviti di residui di frutta a nocciolo, al fine di rispettare l'obiettivo di 1&#160;mg/l.</p></td></tr></tbody></table>
La raccomandazione 2010/133/CE è abrogata.
Fatto a Bruxelles, il 7 gennaio 2016
Per la Commissione
Vytenis ANDRIUKAITIS
Membro della Commissione
( 1 ) Parere del gruppo di esperti scientifici sui contaminanti nella catena alimentare sul carbammato di etile e sull'acido cianidrico nei cibi e nelle bevande espresso su richiesta dalla Commissione europea The EFSA Journal (2007), n. 551, pag. 1-44. http://www.efsa.europa.eu/en/scdocs/doc/Contam_ej551_ethyl_carbamate_en_rev.1,3.pdf
( 2 ) Regolamento (CE) n. 110/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 gennaio 2008, relativo alla definizione, alla designazione, alla presentazione, all'etichettatura e alla protezione delle indicazioni geografiche delle bevande spiritose e che abroga il regolamento (CEE) n. 1576/89 del Consiglio ( GU L 39 del 13.2.2008, pag. 16 ).
( 3 ) Regolamento (CE) n. 1334/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2008, relativo agli aromi e ad alcuni ingredienti alimentari con proprietà aromatizzanti destinati a essere utilizzati negli e sugli alimenti e che modifica il regolamento (CEE) n. 1601/91 del Consiglio, i regolamenti (CE) n. 2232/96 e (CE) n. 110/2008 e la direttiva 2000/13/CE ( GU L 354 del 31.12.2008, pag. 34 ).
( 4 ) Raccomandazione 2010/133/UE della Commissione, del 2 marzo 2010, sulla prevenzione e sulla riduzione della contaminazione da carbammato di etile nelle acquaviti di frutta con nocciolo e nelle acquaviti di residui di frutta con nocciolo nonché sul monitoraggio dei livelli di carbammato di etile nelle suddette bevande ( GU L 52 del 3.3.2010, pag. 53 ).
( 5 ) Autorità europea per la sicurezza alimentare, 2014; Evaluation of monitoring data on levels of ethyl carbamate in the years 2010-2012. Pubblicazione di supporto dell'EFSA 2014:EN-578. 22 pag. Disponibile all'indirizzo: http://www.efsa.europa.eu/en/supporting/doc/578e.pdf
ALLEGATO
INTRODUZIONE
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>1.</p></td><td><p>Il carbammato di etile &#232; un composto che si forma naturalmente nei cibi e nelle bevande alcoliche fermentati come pane, yogurt, salsa di soia, vino, birra e in particolare nelle acquaviti di frutta a nocciolo e nelle acquaviti di residui di frutta a nocciolo, prevalentemente in quelle a base di ciliegie, prugne, mirabelle e albicocche.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>2.</p></td><td><p>Il carbammato di etile si pu&#242; formare da varie sostanze presenti nei cibi e nelle bevande, tra cui il cianuro di idrogeno (o acido cianidrico), l'urea, la citrullina ed altri composti di N-carbamile. Nella maggior parte dei casi il cianato &#232; probabilmente il precursore finale, che reagisce con l'etanolo per formare il carbammato di etile.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>3.</p></td><td><p>Nei distillati di frutta a nocciolo (acquaviti di frutta a nocciolo e acquaviti di residui di frutta a nocciolo) il carbammato di etile si pu&#242; formare a partire dai glicosidi cianogenici, che sono costituenti naturali dei noccioli. Quando la frutta viene ridotta in poltiglia, i noccioli si possono rompere e i glicosidi cianogenici in essi contenuti possono venire a contatto con gli enzimi della poltiglia di frutta. I glicosidi cianogenici vengono poi degradati in acidi cianidrici/cianuri. L'acido cianidrico pu&#242; anche essere rilasciato da noccioli intatti che restano per un periodo pi&#249; lungo nel fermentato. Durante il processo di distillazione l'acido cianidrico pu&#242; essere arricchito in tutte le frazioni. Sotto l'effetto della luce il cianuro si ossida in cianato e reagisce con l'etanolo formando il carbammato di etile. Quando la reazione &#232; avviata, &#232; impossibile fermarla. Talune condizioni ambientali, quali l'esposizione alla luce, temperature elevate e la presenza di ioni rameici, promuovono la formazione di carbammato di etile nel distillato.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>4.</p></td><td><p>Una notevole riduzione della concentrazione di carbammato di etile pu&#242; essere ottenuta applicando due metodi diversi:<span>in primis</span>, riducendo la concentrazione delle principali sostanze precursori; in secondo luogo, riducendo la tendenza di tali sostanze a reagire formando cianato. I principali fattori d'influenza sono la concentrazione di precursori (ad esempio di acido cianidrico e di cianuri) e le condizioni di stoccaggio, come l'esposizione alla luce e la temperatura.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>5.</p></td><td><p>Sebbene finora non sia stata accertata una stretta correlazione tra il livello di acido cianidrico e quello di carbammato di etile, &#232; evidente che in determinate condizioni alte concentrazioni di acido cianidrico inducono livelli pi&#249; elevati di carbammato di etile. Un potenziale aumento della formazione di carbammato di etile &#232; stato associato a livelli uguali o superiori a 1&#160;mg/l di acido cianidrico nel distillato finito<a>&#160;(<span>1</span>)</a><a>&#160;(<span>2</span>)</a>. Sulla base dell'esperienza pratica, &#232; possibile ipotizzare che a partire da 1&#160;mg di acido cianidrico, si possono formare fino a 0,4&#160;mg di carbammato di etile in un rapporto non equimolare.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>6.</p></td><td><p>La parte I contiene informazioni dettagliate sul processo di produzione. La parte II contiene raccomandazioni specifiche basate sulle buone prassi di fabbricazione (GMP).</p></td></tr></tbody></table>
I. DESCRIZIONE DEL PROCESSO DI PRODUZIONE
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>7.</p></td><td><p>Per le acquaviti di frutta a nocciolo e le acquaviti di residui di frutta a nocciolo, il processo di produzione implica la riduzione in poltiglia e la fermentazione dei frutti interi, seguite dalla distillazione. Il processo, di norma, si suddivide nelle fasi seguenti:</p><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>schiacciare i frutti interi maturi;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>far fermentare la poltiglia cos&#236; ottenuta in recipienti di acciaio inossidabile o altri contenitori adatti alla fermentazione;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>trasferire il fermentato nell'impianto di distillazione, spesso costituito da un recipiente in rame;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>riscaldare il fermentato secondo un metodo adeguato, in modo da estrarre l'alcole lentamente attraverso la bollitura;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>raffreddare il vapore contenente alcole in un'apposita colonna (ad esempio d'acciaio inossidabile) in modo da farlo condensare e poter raccogliere l'alcole;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>separare le tre diverse frazioni di alcole: &#171;testa&#187;, &#171;cuore&#187;, &#171;coda&#187;;</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>8.</p></td><td><p>Durante la distillazione, la &#171;testa&#187; &#232; la prima frazione che si ottiene. La si pu&#242; solitamente riconoscere dal suo aroma di solvente o di lacca. Tale frazione generalmente &#232; inadatta al consumo e va immediatamente eliminata.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>9.</p></td><td><p>Durante la fase centrale del processo di distillazione si ottiene la frazione denominata &#171;cuore&#187;, il principale alcole contenuto in tutte le bevande alcoliche, ovvero alcole etilico (etanolo). Questa parte viene sempre raccolta ed &#232; quella in cui si trovano il pi&#249; basso contenuto di elementi volatili diversi dall'etanolo e gli aromi di frutta pi&#249; puri.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>10.</p></td><td><p>La frazione denominata &#171;coda&#187; contiene acido acetico e oli di flemma, spesso identificati dallo sgradevole aroma di aceto e di sostanze vegetali. Anche questa frazione viene eliminata, ma pu&#242; essere ridistillata, dato che comprende sempre una determinata quantit&#224; di etanolo.</p></td></tr></tbody></table>
II. PRATICHE RACCOMANDATE BASATE SULLE BUONE PRASSI DI FABBRICAZIONE (GMP)
Materie prime e preparazione del fermentato di frutta
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>11.</p></td><td><p>Le materie prime e la preparazione del fermentato di frutta devono essere tali da evitare il rilascio di acido cianidrico, un precursore del carbammato di etile.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>12.</p></td><td><p>I frutti a nocciolo devono essere di qualit&#224; elevata e non devono aver subito danni meccanici o contaminazioni microbiologiche, in quanto frutti danneggiati e contaminati possono contenere cianuro libero in quantit&#224; maggiori.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>13.</p></td><td><p>Essi devono essere di preferenza snocciolati.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>14.</p></td><td><p>Se i frutti non sono snocciolati, devono essere ridotti in poltiglia con attenzione, in modo da non rompere i noccioli. Se possibile, rimuovere i noccioli dalla poltiglia.</p></td></tr></tbody></table>
Fermentazione
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>15.</p></td><td><p>Alla poltiglia di frutta vanno aggiunti lieviti dei tipi adatti alla produzione di alcole, seguendo le istruzioni d'uso.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>16.</p></td><td><p>La poltiglia di frutti fermentati deve essere trattata rispettando le pi&#249; rigorose norme igieniche e va ridotta al minimo l'esposizione alla luce. La poltiglia di frutti fermentati contenente noccioli va immagazzinata il pi&#249; brevemente possibile prima della distillazione, dato che i noccioli interi possono rilasciare acido cianidrico durante un periodo pi&#249; esteso di permanenza nel mosto.</p></td></tr></tbody></table>
Impianto di distillazione
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>17.</p></td><td><p>L'impianto e il processo di distillazione devono essere tali da garantire che l'acido cianidrico non venga trasferito al distillato.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>18.</p></td><td><p>L'impianto di distillazione deve comprendere dispositivi automatici per il risciacquo e convertitori catalitici in rame. I dispositivi automatici per il risciacquo devono tenere puliti gli alambicchi, mentre i convertitori catalitici in rame hanno la funzione di legare l'acido cianidrico prima che passi nel distillato.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>19.</p></td><td><p>I dispositivi automatici di risciacquo non sono necessari qualora si opti per la distillazione discontinua. L'impianto di distillazione deve essere pulito in modo sistematico e accurato.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>20.</p></td><td><p>In taluni casi, se non vengono impiegati convertitori catalitici in rame o altri separatori di cianuro, prima della distillazione vanno aggiunti al fermentato composti di rame. Essi hanno la funzione di legare l'acido cianidrico. I&#160;composti di rame vengono venduti da negozi specializzati e vanno usati con estrema cautela rispettando le istruzioni del fabbricante. Tali preparati contengono ioni rameici&#160;(I) che legano l'acido cianidrico. Gli ioni rameici&#160;(II) sono senza effetto e non dovrebbero essere utilizzati.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>21.</p></td><td><p>Mentre gli ioni rameici possono inibire la formazione di precursori di carbammato di etile nel mosto e nell'alambicco, gli stessi possono promuovere la formazione di carbammato di etile nel distillato. L'uso di un condensatore in acciaio inossidabile all'estremit&#224; del dispositivo di distillazione in luogo di un dispositivo in rame limiter&#224; pertanto la presenza di rame nel distillato e ridurr&#224; il tasso di formazione di carbammato di etile.</p></td></tr></tbody></table>
Processo di distillazione
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>22.</p></td><td><p>I noccioli contenuti nel fermentato non vanno pompati nell'impianto di distillazione.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>23.</p></td><td><p>La distillazione va effettuata in modo da estrarre l'alcole lentamente (ad esempio con l'uso del vapore anzich&#233; di una fiamma diretta quale fonte di calore).</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>24.</p></td><td><p>Le prime frazioni del distillato, denominate &#171;testa&#187;, vanno separate con cautela.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>25.</p></td><td><p>La frazione centrale, denominata &#171;cuore&#187;, va raccolta e tenuta al buio. Quando il contenuto alcolico raggiunge il&#160;50 % vol. nel ricevitore, la raccolta va spostata alla &#171;coda&#187;, in modo che il carbammato di etile che si &#232; eventualmente formato venga separato nella frazione di coda.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>26.</p></td><td><p>Le frazioni di coda separate, che possono contenere carbammato di etile, vanno raccolte e, se destinate alla ridistillazione, ridistillate separatamente. Ai fini della riduzione della concentrazione di carbammato di etile &#232; tuttavia preferibile eliminare la coda.</p></td></tr></tbody></table>
Controlli del distillato, ridistillazione e stoccaggio
Acido cianidrico:
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>27.</p></td><td><p>I distillati vanno controllati regolarmente per stabilirne il tenore di acido cianidrico. La determinazione del tenore di acido cianidrico va effettuata attraverso test adeguati o usando kit per il test rapido oppure, in alternativa, rivolgendosi ad un laboratorio specializzato.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>28.</p></td><td><p>Se il tenore di acido cianidrico nel distillato eccede il livello di 1&#160;mg/l, si raccomanda eventualmente la ridistillazione con convertitori catalitici o composti di rame (cfr. punti 18 e 20).</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>29.</p></td><td><p>I distillati il cui tenore di acido cianidrico &#232; prossimo ad 1&#160;mg/l dovrebbero idealmente essere anch'essi ridistillati oppure, se questo non &#232; possibile, stoccati in contenitori che li proteggano dalla luce per un periodo il pi&#249; possibile breve e a temperature non pi&#249; alte, per evitare che durante lo stoccaggio si formi carbammato di etile.</p></td></tr></tbody></table>
Carbammato di etile:
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>30.</p></td><td><p>I test per stabilire il tenore di carbammato di etile sono raccomandati per i distillati in cui il composto pu&#242; gi&#224; essersi formato (ad esempio quelli il cui processo di fabbricazione non &#232; noto, con elevati livelli di cianuro, stoccati alla luce o ad alte temperature). Il livello di carbammato di etile pu&#242; essere individuato unicamente da un laboratorio specializzato.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>31.</p></td><td><p>Se il distillato ha un tenore di carbammato di etile superiore al livello di 1&#160;mg/l, va eventualmente sottoposto a ridistillazione.</p></td></tr></tbody></table>
<note>
( 1 ) Christoph, N., Bauer-Christoph C., Maßnahmen zur Reduzierung des Ethylcarbamatgehaltes bei der Herstellung von Steinobstbränden (Misure di riduzione del contenuto di carbammato di etile nella produzione di acquaviti di frutta a nocciolo) (I), Kleinbrennerei 1998; 11: 9-13.
( 2 ) Christoph, N., Bauer-Christoph C., Maßnahmen zur Reduzierung des Ethylcarbamatgehaltes bei der Herstellung von Steinobstbränden (Misure di riduzione del contenuto di carbammato di etile nella produzione di acquaviti di frutta a nocciolo) (II), Kleinbrennerei 1999; 1: 5-13.
</note>