Document ID: 32017D2111
Language: ITA

<table><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>1.12.2017&#160;&#160;&#160;</p></td><td><p>IT</p></td><td><p>Gazzetta ufficiale dell&#8217;Unione europea</p></td><td><p>L 317/1</p></td></tr></tbody></table>
DECISIONE (UE) 2017/2111 DELLA COMMISSIONE
del 5 luglio 2016
relativa alla costituzione e alla capitalizzazione di Airport Handling Spa SA.21420 (2014/C) (ex 2014/NN) cui l’Italia ha dato esecuzione
[notificata con il numero C(2017) 4103]
(Il testo in lingua italiana è il solo facente fede)
(Testo rilevante ai fini del SEE)
LA COMMISSIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea, in particolare l’articolo 108, paragrafo 2, primo comma,
visto l’accordo sullo Spazio economico europeo, in particolare l’articolo 62, paragrafo 1, lettera a),
dopo aver invitato gli interessati a presentare osservazioni conformemente ai detti articoli ( 1 )
considerando quanto segue:
1. PROCEDIMENTO
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(1)</p></td><td><p>In data 23&#160;giugno 2010, a&#160;seguito di formale denuncia la Commissione ha comunicato alle autorit&#224; italiane la propria decisione di avviare il procedimento di indagine formale di cui all&#8217;articolo&#160;108, paragrafo&#160;2, del trattato sul funzionamento dell&#8217;Unione europea TFUE (di seguito, il &#171;Trattato&#187;), in relazione agli aumenti di capitale effettuati tra il 2002 e&#160;il 2010 da SEA SpA (di seguito, &#171;SEA&#187;), il gestore pubblico degli aeroporti di Milano Malpensa e&#160;Milano Linate, in favore della sua controllata, la societ&#224; SEA Handling SpA (di seguito, &#171;SEAH&#187;), erogatrice di servizi di assistenza a&#160;terra (<span>ground handling</span>) presso i&#160;medesimi aeroporti.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(2)</p></td><td><p>In quel periodo, SEA era una societ&#224; quasi interamente a&#160;capitale pubblico, con quote detenute dal Comune di Milano (84,56&#160;%) e&#160;dalla Provincia di Milano (14,56&#160;%), accanto ad altri azionisti minori (0,88&#160;%). Nel dicembre 2011, una quota pari al 29,75&#160;% del capitale di SEA &#232; stata ceduta al fondo privato F2i (<span>Fondi italiani per le infrastrutture</span>). Alla fine del 2012, il fondo privato F2i ha aumentato la propria quota di partecipazione nel capitale SEA al 44,31&#160;%. Alla conclusione del procedimento di indagine formale. con la presente decisione, il capitale di SEA &#232; detenuto per il 54,81&#160;% dal Comune di Milano, per il 44,31&#160;% dal fondo privato F2i e&#160;per lo 0,88&#160;% da altri azionisti.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(3)</p></td><td><p>Il 19&#160;dicembre 2012 la Commissione ha adottato la decisione C(2012) 9448, rettificata dalla decisione C(2013)1668 del 22&#160;marzo 2013 (di seguito, la &#171;decisione di recupero&#187;) relativa all&#8217;aiuto di Stato concesso da SEA alla sua controllata SEAH nel periodo 2002-2010. La Commissione &#232; giunta alla conclusione che tutti gli aumenti di capitale effettuati da SEA a&#160;favore della sua controllata abbiano costituito aiuti di Stato illegali. La Commissione &#232; altres&#236; giunta alla conclusione che, sebbene SEAH potesse essere classificata come impresa in difficolt&#224;, tali aumenti di capitale non potevano essere dichiarati compatibili con il mercato interno conformemente agli orientamenti unionali sugli aiuti di Stato per il salvataggio e&#160;la ristrutturazione di imprese in difficolt&#224;<a>&#160;(<span>2</span>)</a>.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(4)</p></td><td><p>Di conseguenza, l&#8217;Italia &#232; stata condannata ad adottare senza indugio tutte le misure necessarie, conformemente alla legislazione nazionale in vigore, per recuperare presso SEAH gli aiuti di Stato incompatibili, pari approssimativamente a&#160;359,644&#160;milioni di EUR, maggiorati degli interessi per il recupero.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(5)</p></td><td><p>Rispettivamente in data 4&#160;marzo 2013, 15&#160;marzo 2013 e&#160;18&#160;marzo 2013 l&#8217;Italia, SEAH e&#160;il Comune di Milano hanno presentato ricorsi di annullamento avverso la decisione di recupero dinanzi al Tribunale (cause T-125/13, T-152/13 e&#160;T-167/13). Le cause T-125/13, T-152/13 e&#160;T-167/13 sono pendenti.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(6)</p></td><td><p>Il 18&#160;marzo 2013 e&#160;il 21&#160;marzo 2013, SEAH e&#160;il Comune di Milano hanno inoltrato domanda di sospensione dell&#8217;applicazione della decisione di recupero (cause T-152/13 R e&#160;T-167/13 R). Il 21&#160;maggio 2013, il Tribunale amministrativo regionale della Lombardia (&#171;TAR Lombardia&#187;) ha disposto la sospensione dell&#8217;applicazione della decisione di recupero. Il 25&#160;settembre 2013, il Consiglio di Stato (&#171;CdS&#187;) ha annullato l&#8217;ordinanza del TAR Lombardia. La domanda di sospensione presentata dinanzi al Tribunale &#232; stata ritirata nel giugno 2013<a>&#160;(<span>3</span>)</a>.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(7)</p></td><td><p>Il 27&#160;novembre 2013, tramite una procedura informale di pre-notifica, l&#8217;Italia ha consultato la Commissione in merito ai seguenti progetti: anzitutto, il progetto di SEA di liquidare SEAH; in secondo luogo, l&#8217;intenzione di SEA di costituire una nuova controllata, Airport Handling SpA (di seguito, &#171;Airport Handling&#187;), incaricata di fornire i&#160;servizi di assistenza a&#160;terra presso gli aeroporti di Milano, e&#160;di effettuare un conferimento di capitale iniziale a&#160;favore di tale societ&#224;. Nell&#8217;ambito della procedura di pre-notifica, l&#8217;Italia ha chiesto alla Commissione di confermare quanto segue:</p><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>a)</p></td><td><p>la vendita degli attivi di SEAH Handling nell&#8217;ambito della procedura di liquidazione non presentano elementi di continuit&#224; economica con Airport Handling tali da comportare il trasferimento delle passivit&#224;, in particolare l&#8217;obbligo di restituire gli aiuti di Stato illegali e&#160;incompatibili concessi a&#160;SEAH, dalla prima alla seconda;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>b)</p></td><td><p>il conferimento di capitale di SEA a&#160;favore di Airport Handling non costituisce un aiuto di Stato.</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(8)</p></td><td><p>Con lettera del 9&#160;luglio 2014, la Commissione ha informato l&#8217;Italia di aver avviato il procedimento di cui all&#8217;articolo&#160;108, paragrafo&#160;2, del trattato in relazione alla costituzione di Airport Handling da parte di SEA (di seguito, &#171;decisione di avvio del procedimento del 2014&#187;). Con tale procedura, la Commissione ha richiesto all&#8217;Italia di fornire entro il termine di un mese dal ricevimento di detta lettera tutte le informazioni utili a&#160;valutare la questione del trasferimento dell&#8217;obbligo di restituzione da SEAH ad Airport Handling, nonch&#233; dei possibili aiuti relativi all&#8217;aumento di capitale di Airport Handling da parte di SEA.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(9)</p></td><td><p>Il 19&#160;settembre 2014 l&#8217;Italia, SEA e&#160;Airport Handling hanno presentato ricorsi di annullamento avverso la decisione di avvio del procedimento del 2014 dinanzi al Tribunale (cause T-673/14, T-674/14 e&#160;T-688/14). Il Tribunale (Quarta sezione) ha rigettato il ricorso nella causa T-673/14 con ordinanza dell&#8217;8&#160;dicembre 2015; i&#160;ricorsi nelle cause T-674/14 e&#160;T-688/14 sono stati ritirati rispettivamente il 14 e&#160;il 15&#160;luglio 2015.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(10)</p></td><td><p>Il 23&#160;settembre 2014 e&#160;il 25&#160;settembre 2014, SEA e&#160;Airport Handling hanno inoltrato domanda di provvedimenti provvisori finalizzati alla sospensione dell&#8217;applicazione della decisione di avvio del procedimento del 2014 della Commissione (cause T-674/14 R e&#160;T-688/14 R). Il 29&#160;settembre 2014, il presidente del Tribunale ha disposto la sospensione della pubblicazione della decisione di avvio del procedimento del 2014 nella<span>Gazzetta ufficiale dell&#8217;Unione europea</span>. Il 28&#160;novembre 2014, il presidente del Tribunale ha rigettato le domande di provvedimenti provvisori inoltrate da SEA e&#160;Airport Handling e&#160;revocato il provvedimento provvisorio preliminare con la quale ordinava alla Commissione di non pubblicare la decisione di avvio del procedimento del 2014<a>&#160;(<span>4</span>)</a>.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(11)</p></td><td><p>Il 6&#160;febbraio 2015, la decisione di avvio del procedimento del 2014 &#232; stata pubblicata nella<span>Gazzetta ufficiale dell&#8217;Unione europea</span><a>&#160;(<span>5</span>)</a> e&#160;la Commissione ha contestualmente invitato i&#160;soggetti interessati a&#160;presentare le proprie osservazioni in merito alla misura in fase di studio.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(12)</p></td><td><p>L&#8217;Italia ha trasmesso le proprie osservazioni sulla decisione di avvio del procedimento del 2014 con lettera del 9&#160;settembre 2014.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(13)</p></td><td><p>La Commissione ha ricevuto le osservazioni di quattro soggetti interessati. Ha trasmesso tali osservazioni alle autorit&#224; italiane, dando loro la possibilit&#224; di replicare. L&#8217;Italia ha informato la Commissione della sua replica a&#160;tali osservazioni con lettera del 26&#160;maggio 2015.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(14)</p></td><td><p>Con lettera del 20&#160;maggio 2015 la Commissione ha richiesto all&#8217;Italia di fornire informazioni aggiuntive. L&#8217;Italia ha replicato con lettere del 19 e&#160;del 22&#160;giugno 2015 e&#160;del 2&#160;luglio 2015.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(15)</p></td><td><p>Il 30&#160;gennaio 2015, 7&#160;maggio 2015 e&#160;15&#160;settembre 2015 si sono svolte riunioni tra i&#160;servizi della Commissione e&#160;i rappresentanti delle autorit&#224; italiane e&#160;del Milan Airport Handling Trust. Successivamente a&#160;tali riunioni, il Trust ha trasmesso numerose informazioni alla Commissione in data 6&#160;febbraio 2015, 8&#160;giugno 2015, 13&#160;agosto 2015 e&#160;23&#160;settembre 2015, essenzialmente allo scopo di informare la Commissione in merito allo stato di avanzamento della procedura di cessione di una quota di minoranza in Airport Handling. La natura e&#160;i compiti del Trust saranno illustrati nella sezione&#160;2.3 seguente.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(16)</p></td><td><p>Con lettera del 23&#160;ottobre 2015 la Commissione ha richiesto l&#8217;invio di ulteriori informazioni. L&#8217;Italia ha replicato con lettera del 10&#160;novembre 2015.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(17)</p></td><td><p>Il 25&#160;novembre 2015 si &#232; svolta una riunione tra i&#160;servizi della Commissione e&#160;le autorit&#224; italiane, il Milan Airport Handling Trust e&#160;la societ&#224; D&#8217;Nata che si stava preparando ad acquisire una partecipazione al capitale azionario di Airport Handling.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(18)</p></td><td><p>Con lettera del 16&#160;dicembre 2015, l&#8217;Italia ha informato la Commissione di piani volti a&#160;modificare parzialmente la portata delle attivit&#224; economiche di Airport Handling.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(19)</p></td><td><p>Con lettera del 18&#160;dicembre 2015 l&#8217;Italia ha presentato una sintesi dei principali elementi forniti nel corso dei procedimenti. La Commissione ha risposto con lettera del 19&#160;gennaio 2016.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(20)</p></td><td><p>Con lettere del 29&#160;gennaio e&#160;15&#160;febbraio 2016, l&#8217;Italia ha aggiornato la Commissione sul processo di privatizzazione di Airport Handling.</p></td></tr></tbody></table>
2. DESCRIZIONE DELLA MISURA
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(21)</p></td><td><p>Due misure sono in fase di studio: in primo luogo, la costituzione di Airport Handling in associazione alla liquidazione di SEAH. La Commissione ha valutato se tale misura ha determinato la continuit&#224; economica tra le due societ&#224;, portando al trasferimento dell&#8217;obbligo di restituzione da SEAH ad Airport Handling. In secondo luogo, il conferimento di capitale a&#160;Airport Handling da parte della societ&#224; madre pubblica SEA. La Commissione ha valutato se l&#8217;applicazione di tale misura &#232; avvenuta a&#160;condizioni di mercato. Le sezioni seguenti riportano una descrizione delle circostanze che hanno accompagnato tali transazioni.</p></td></tr></tbody></table>
2.1. Accordi con il sindacati e nuovi contratti di lavoro
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(22)</p></td><td><p>Durante il periodo di applicazione delle misure in fase di studio, gruppo SEA (SEA e&#160;SEAH), SEAH e&#160;Airport Handling hanno rispettivamente concluso accordi con le associazioni sindacali che rappresentano i&#160;lavoratori di SEAH, alla luce della liquidazione volontaria di SEAH, avviata da SEA. L&#8217;obiettivo generale di tali accordi era salvaguardare i&#160;posti di lavoro di tutto il personale SEAH e&#160;garantire operazioni di assistenza a&#160;terra sostenibili all&#8217;interno del gruppo SEA. Sono stati raggiunti i&#160;seguenti accordi:</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(23)</p></td><td><p>In seguito alla decisione da parte di SEA di liquidare SEAH in ottemperanza alla decisione di recupero, il gruppo SEA ha stretto un accordo con le organizzazioni sindacali in data 4&#160;novembre 2013 per risolvere la questione dei dipendenti SEAH in esubero. L&#8217;accordo ha previsto un piano volontario di incentivazione all&#8217;esodo per tutti i&#160;dipendenti SEAH, da attuarsi attraverso licenziamenti collettivi e&#160;la costituzione di una nuova societ&#224; interamente controllata da SEA che avrebbe assunto parte della manodopera di SEAH.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(24)</p></td><td><p>L&#8217;accordo prevedeva un &#171;Progetto di transazione&#187; e&#160;sanciva la necessit&#224; di un &#171;Accordo di attuazione&#187; che delineasse le regole per la definizione di nuove condizioni contrattuali e&#160;una nuova struttura lavorativa per i&#160;dipendenti di Airport Handling, in quanto il requisito della discontinuit&#224; richiamato dalla Commissione esigeva la creazione di rapporti di lavoro<span>ex novo</span>. Inoltre, in base all&#8217;accordo reggiunto con il sindacato, la conclusione dell&#8217;accordo di attuazione sarebbe stata possibile solo successivamente alla finalizzazione di &#171;<span>negoziati commerciali tra Airport Handling e&#160;i vettori operativi presso gli aeroporti di Linate e&#160;Malpensa in un regime di libera concorrenza&#187;</span><a>&#160;(<span>6</span>)</a>. In sintesi, l&#8217;accordo di attuazione doveva poggiare sui seguenti principi:</p><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>confermazione dell&#8217;obiettivo di salvaguardare i&#160;posti di lavoro di tutti i&#160;dipendenti SEAH;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>individuazione di criteri chiari per la possibile ricollocazione del personale all&#8217;interno del gruppo SEA;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>sostenibilit&#224; economica delle attivit&#224; di assistenza a&#160;terra;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>definizione di un sistema di relazioni industriali appropriato e&#160;inclusivo;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>proseguimento dell&#8217;applicazione del sistema di welfare aziendale del gruppo SEA.</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(25)</p></td><td><p>Il 22&#160;aprile 2014, SEAH ha avviato il regime di collocamento in mobilit&#224; dei dipendenti, un regime di previdenza sociale introdotto dallo Stato italiano e&#160;la cui finalit&#224; principale consiste nel fornire sostegno ai dipendenti di imprese in difficolt&#224; durante i&#160;periodi di disoccupazione<a>&#160;(<span>7</span>)</a>. A&#160;quell&#8217;epoca, SEAH impiegava 2&#160;214 dipendenti, l&#8217;equivalente di 1&#160;980 dipendenti a&#160;tempo pieno.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(26)</p></td><td><p>Il 31&#160;maggio 2015, Airport Handling impiegava [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> lavoratori ([&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> equivalenti a&#160;tempo pieno (ETP)], di cui [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> ([&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a>) precedentemente alle dipendenze di SEAH.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(27)</p></td><td><p>Il 4&#160;giugno 2014, SEAH e&#160;i sindacati hanno sottoscritto un accordo di attuazione volto a&#160;dare applicazione alle disposizioni del progetto di transazione di cui al precedente considerando 24.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(28)</p></td><td><p>L&#8217;accordo prevedeva che SEA acconsentisse, in primo luogo, al ricollocamento presso Airport Handling del personale SEAH nella misura e&#160;conformemente ai profili professionali richiesti da Airport Handling e, in secondo luogo, all&#8217;inizio dei negoziati con le organizzazioni sindacali relativamente ai criteri di selezione del personale. L&#8217;accordo ha altres&#236; evidenziato che ogni nuovo contratto di lavoro con Airport Handling sarebbe necessariamente stato caratterizzato da una cesura con il contenuto formale e&#160;sostanziale del contratto di lavoro con SEAH.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(29)</p></td><td><p>In base a&#160;tale accordo, SEAH ha espresso la sua disponibilit&#224; a&#160;predisporre un regime di incentivi finanziari a&#160;beneficio di quei lavoratori che non si opponessero alle misure di licenziamento entro il 30&#160;giugno 2014.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(30)</p></td><td><p>Inoltre, il 4&#160;giugno 2014 Airport Handling ha siglato un accordo con le organizzazioni sindacali, che specifica il numero di dipendenti con contratti a&#160;tempo indeterminato richiesti da Airport Handling al 1<span>o</span>&#160;luglio 2014. L&#8217;accordo stabilisce altres&#236; il consenso da parte di Airport Handling a&#160;ricollocare in via prioritaria gli ex dipendenti SEAH.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(31)</p></td><td><p>L&#8217;accordo riporta la domanda presunta di personale di Airport Handling espressa in equivalenti a&#160;tempo pieno (ETP).Al riguardo, l&#8217;accordo sottolinea che le indicazioni in esso contenute possono essere soggette a&#160;cambiamenti in termini di numero totale e/o variabili. Sono state formulate le seguenti stime relative al personale: [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> unit&#224; ETP personale permanente per le operazioni; [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> unit&#224; ETP personale amministrativo; [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> unit&#224; ETP personale a&#160;tempo determinato per le attivit&#224; stagionali. L&#8217;accordo stabilisce che per soddisfare tale domanda la strategia prioritaria di Airport Handling sar&#224; quella del ricorso ai soggetti attualmente alle dipendenze di SEAH. Esso fornisce altres&#236; indicazioni relativamente alla procedura diassunzione, al contenuto giuridico ed economico dei contratti di lavoro, al regime previdenziale e&#160;all&#8217;organizzazione del lavoro. Le disposizioni dell&#8217;accordo implicano che il personale precedentemente impiegato presso SEAH sar&#224; assunto sulla base di nuovi contratti che prevedono condizioni economiche sostanzialmente differenti.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(32)</p></td><td><p>I contratti di lavoro previsti dall&#8217;accordo differiscono da quelli applicati da SEAH ai suoi dipendenti. In particolare:</p><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>ai sensi del contratto collettivo di lavoro per il personale dell&#8217;aviazione civile, Airport Handling avrebbe applicato disposizioni della sezione relativa ai gestori, mentre ai lavoratori precedentemente impiegati presso SEAH si applicavano le disposizioni della sezione relativa agli operatori aeroportuali. Secondo le autorit&#224; italiane, la sezione relativa ai gestori prevede condizioni diverse in materia di congedi (20 anzich&#233; 22 giorni l&#8217;anno), durata del lavoro (giornata lavorativa di 7 ore e&#160;30 minuti anzich&#233; 7 ore e&#160;15 minuti) e&#160;retribuzione e&#160;indennit&#224; (eliminazione di 6 giornate di retribuzione);</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>diversa organizzazione dei diritti retributivi, ad esempio mancata applicazione da parte di Airport Handling di taluni punti del contratto aziendale supplementare che integra il contratto collettivo di lavoro, applicati invece da SEAH nei confronti dei suoi dipendenti;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>diversa organizzazione dei dipendenti (ad esempio, [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a>).</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(33)</p></td><td><p>Di conseguenza, secondo le autorit&#224; italiane:</p><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>il costo totale del lavoro di Airport Handling &#232; sceso del 30&#160;% rispetto al costo totale del lavoro di SEAH;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>l&#8217;incidenza dei costi del contratto aziendale supplementare di Airport Handling &#232; scesa del [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> % rispetto ai costi del contratto aziendale supplementare di SEAH, con tagli retributivi medi su base annua pari a&#160;[&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> volte lo stipendio mensile.</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(34)</p></td><td><p>Il 9&#160;giugno 2014 l&#8217;assemblea straordinaria degli azionisti di SEAH ha deliberato lo scioglimento della societ&#224; e&#160;la sua messa in liquidazione volontaria, indicando il 1<span>o</span>&#160;luglio 2014 come data dell&#8217;effettivo scioglimento<a>&#160;(<span>8</span>)</a>.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(35)</p></td><td><p>Si &#232; provveduto alla nomina di un liquidatore incaricato di vendere il patrimonio della societ&#224;, pagare i&#160;creditori e&#160;redigere il bilancio e&#160;la relazione di liquidazione finali.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(36)</p></td><td><p>Le organizzazioni sindacali avevano posto l&#8217;esito positivo del referendum tra i&#160;dipendenti SEAH quale condizione per l&#8217;entrata in vigore degli accordi del 4&#160;giugno 2014. Il referendum in questione si &#232; tenuto tra l&#8217;11 e&#160;il 13&#160;giugno 2014 e&#160;ha sancito il respingimento dell&#8217;accordo del 4&#160;giugno 2014.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(37)</p></td><td><p>Pertanto, il 1<span>o</span>&#160;luglio 2014, l&#8217;assemblea degli azionisti di SEAH ha deliberato il prolungamento del termine per la cessazione delle attivit&#224; di SEAH al 31&#160;agosto 2014, autorizzando il liquidatore (che aveva assunto tale ruolo il 1<span>o</span>&#160;luglio 2014) a&#160;gestire la societ&#224; in via provvisoria fino a&#160;tale data e, alla scadenza del termine, a&#160;procedere alla cessione dei beni di SEAH e&#160;alla cessazione della sua attivit&#224;.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(38)</p></td><td><p>Per superare l&#8217;esito negativo del referendum del 14&#160;giugno 2014, il 4&#160;luglio 2014 le organizzazioni sindacali hanno proposto alcuni chiarimenti rispetto a&#160;determinati punti dell&#8217;accordo del 4&#160;giugno 2014, precisando ad esempio che i&#160;giorni di lavoro supplementari dovevano essere distribuiti in modo omogeneo lungo tutto l&#8217;anno, che il riferimento all&#8217;effettivit&#224; delle ore lavorative andava interpretata nel senso che era necessario lavorare 7,5 ore al giorno per 5 giorni a&#160;settimana e&#160;che i&#160;dipendenti avrebbero avuto la possibilit&#224; di scegliere tra due modalit&#224; di lavoro durante alcune festivit&#224; che non venivano pi&#249; riconosciute in base al nuovo accordo. Il 7&#160;luglio 2014, Airport Handling ha approvato tali proposte. Il 15&#160;luglio 2014, Airport Handling ha sottoscritto un accordo aggiuntivo che ha confermato la validit&#224; dell&#8217;accordo del 4&#160;giugno 2014 e&#160;incluso i&#160;chiarimenti richiesti dalle organizzazioni sindacali. Il nuovo accordo non ha tuttavia introdotto alcuna modifica significativa rispetto all&#8217;accordo del 4&#160;giugno 2014, precedentemente respinto.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(39)</p></td><td><p>Nell&#8217;agosto 2014, SEAH ha provveduto al licenziamento dell&#8217;intero personale. Al contempo, Airport Handling ha iniziato a&#160;assumere, tra gli ex dipendenti SEAH, i&#160;lavoratori che ha ritenuto indispensabili per lo svolgimento delle sue attivit&#224;. Airport Handling ha altres&#236; contattato Adecco, societ&#224; fornitrice di servizi nel settore del lavoro temporaneo, per l&#8217;assunzione di lavoratori temporanei.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(40)</p></td><td><p>SEAH ha cessato le proprie attivit&#224; in data 1<span>o</span>&#160;settembre 2014. A&#160;decorrere da quella stessa data, Airport Handling ha iniziato le proprie attivit&#224; presso gli aeroporti di Milano. Al 1<span>o</span>&#160;settembre 2014, aveva [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> dipendenti ([&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> ETP) e&#160;impiegava il [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> % dei lavoratori che risultavano alle dipendenze di SEAH in data 22&#160;aprile 2014, data in cui SEAH ha ufficialmente avviato la procedura di licenziamento collettivo dei propri dipendenti. Per Airport Handling lavoravano inoltre [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> lavoratori temporanei ([&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> ETP) [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a>.</p></td></tr></tbody></table>
2.2. Contratto con altri vettori aerei
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(41)</p></td><td><p>Con lettera del 22&#160;aprile 2014, SEAH ha informato vettori aerei, fornitori e&#160;altri soggetti interessati che avrebbe interrotto le sue attivit&#224; dal 1<span>o</span>&#160;luglio 2014 e&#160;che a&#160;decorrere da tale data avrebbe cessato di fornire servizi di assistenza a&#160;terra presso gli aeroporti di Milano.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(42)</p></td><td><p>Successivamente a&#160;tale comunicazione, dieci compagnie aeree hanno deciso di affidare la fornitura di servizi di assistenza a&#160;terra a&#160;fornitori diversi da SEAH e&#160;Airport Handling.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(43)</p></td><td><p>Al contempo, Airport Handling &#232; stata scelta per la fornitura di servizi di assistenza a&#160;terra da 19 compagnie aeree operanti presso gli aeroporti di Milano e&#160;tramite procedure di gara aperta. Altre compagnie aeree hanno selezionato Airport Handling sulla base di procedure del dialogo competitivo. Secondo le autorit&#224; italiane, la selezione della societ&#224; fornitrice avviene di norma sulla base della valutazione di taluni fattori, quali prezzo, solidit&#224; finanziaria del fornitore, disponibilit&#224; di attrezzature efficienti, esistenza di una rete, attivit&#224; comprovata, esperienza e&#160;competenze dell&#8217;operatore.</p></td></tr></tbody></table>
2.3. Costituzione di Airport Handling e trasferimento della partecipazione di SEA a Milan Airport Handling Trust; capitalizzazione di Airport Handling
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(44)</p></td><td><p>Airport Handling &#232; stata costituita in forma di societ&#224; a&#160;responsabilit&#224; limitata con un capitale sociale di 10&#160;000 EUR il 9&#160;settembre 2013.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(45)</p></td><td><p>Il 10&#160;marzo 2014, il consiglio di amministrazione di SEA ha deliberato un aumento di capitale di Airport Handling fino a&#160;2,5&#160;milioni di EUR al fine di consentire ad Airport Handling di soddisfare i&#160;requisiti di certificazione prescritti per i&#160;gestori di servizi di assistenza a&#160;terra dall&#8217;Ente nazionale per l&#8217;aviazione civile (ENAC). In forza alle norme nazionali in vigore, l&#8217;ENAC concede licenze ai fornitori di servizi di assistenza a&#160;terra che soddisfano i&#160;seguenti requisiti<a>&#160;(<span>9</span>)</a>:</p><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>capitale pari almeno ad un quarto del fatturato previsto;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>risorse operative e&#160;capacit&#224; organizzativa adeguate allo svolgimento dei servizi;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>certificato che attesti che siano rispettati tutti gli obblighi in materia di diritto del lavoro e&#160;sicurezza.</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(46)</p></td><td><p>Il 30&#160;giugno 2014, il consiglio di amministrazione di SEA ha deliberato la costituzione del Milan Airport Handling Trust (di seguito, il &#171;Trust&#187;) e&#160;l&#8217;aumento del capitale di Airport Handling a&#160;25&#160;milioni di EUR.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(47)</p></td><td><p>Il Trust &#232; stato costituto in data 30&#160;giugno 2014 e&#160;l&#8217;atto costitutivo del Trust &#232; stato siglato nella stessa data. In base all&#8217;atto costitutivo, il Trust: i) agisce in qualit&#224; di unico azionista di Airport Handling in attesa della cessione di una quota di minoranza nella societ&#224; e&#160;ii) garantisce che Airport Handling opera in condizioni di discontinuit&#224; economica con SEA Handling.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(48)</p></td><td><p>In base all&#8217;atto costitutivo del Trust, questo &#232; stato costituito per perseguire i&#160;seguenti obiettivi specifici:</p><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>confermare e&#160;verificare l&#8217;assenza di continuit&#224; economica tra Airport Handling da un lato e&#160;SEA e&#160;SEAH dall&#8217;altro, circostanza garantita in particolare dalla sua gestione di Airport Handling indipendentemente da SEA;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>permettere l&#8217;ingresso di investitori terzi indipendenti nel capitale sociale di Airport Handling per una quota percentuale non inferiore al 30&#160;%.</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(49)</p></td><td><p>Per permettere di attuare tale missione, l&#8217;atto costitutivo prevede che il Trust abbia la facolt&#224; di esercitare i&#160;seguenti poteri:</p><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>nominare amministratori, componenti del collegio sindacale e&#160;altri organi aziendali, scegliendo tra candidati ammissibili che non abbiano responsabilit&#224; operative o&#160;rapporti di lavoro con SEA o&#160;SEAH;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>richiedere agli amministratori di redigere una relazione sugli eventi di discontinuit&#224; economica verificatisi prima della costituzione del Trust e</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>garantire l&#8217;applicazione di appropriate procedure volte a&#160;impedire che le informazioni commerciali di SEA concedano indebiti vantaggi ad Airport Handling in termini di acquisizione o&#160;mantenimento di contratti con le compagnie aeree rispetto ai concorrenti, nell&#8217;osservanza dei limiti di cui all&#8217;Allegato&#160;A&#160;dell&#8217;atto costitutivo del Trust.</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(50)</p></td><td><p>In particolare, l&#8217;atto costitutivo del Trust prevede l&#8217;obbligo per l&#8217;amministratore del Trust di verificare che dalla costituzione di Airport Handling non siano stati posti in essere atti giuridici che abbiano portato al trasferimento, da parte di SEAH ad Airport Handling, di eventualibeni patrimoniali, mobili o&#160;immobili, contratti con compagnie aeree e/o fornitori di servizi di assistenza a&#160;terra, diritti di propriet&#224; intellettuale o&#160;impegni unilaterali che producano effetti economici (ad esempio, garanzie reali o&#160;personali) diversi da quelli previsti dall&#8217;atto stesso.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(51)</p></td><td><p>In tal senso, l&#8217;atto costitutivo del Trust esclude dall&#8217;ambito dei poteri di controllo dell&#8217;amministratore del Trust:</p><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>il fatto che Airport Handling sia stata costituita e&#160;capitalizzata da SEA;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>il fatto che Airport Handling abbia assunto personale precedentemente impiegato presso SEAH;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>il fatto che Airport Handling prenda in affitto da SEAH beni patrimoniali e&#160;attrezzature per i&#160;servizi di assistenza a&#160;terra nell&#8217;ambito di un contratto di affitto in scadenza il 28&#160;febbraio 2015.</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(52)</p></td><td><p>Inoltre, l&#8217;atto costitutivo del Trust prevede altres&#236; l&#8217;obbligo per l&#8217;amministratore del Trust di verificare quanto segue:</p><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>a eccezione dei poteri concessi a&#160;SEA nell&#8217;ambito dell&#8217;atto costitutivo del Trust, la gestione operativa di Airport Handling &#232; separata da quella di SEA e&#160;rientra sotto il controllo e&#160;la supervisione del consiglio di amministrazione i&#160;cui componenti sono autonomamente nominati dall&#8217;amministratore del Trust;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>prima o&#160;dopo la costituzione del Trust, SEA e&#160;Airport Handling non pongono in essere atti giuridici che portino al trasferimento, da parte di SEA, di eventuali beni patrimoniali, mobili o&#160;immobili, contratti con compagnie aeree e/o fornitori di servizi di assistenza a&#160;terra, diritti di propriet&#224; intellettuale o&#160;impegni unilaterali che producano effetti economici (ad esempio, garanzie reali o&#160;personali) diversi da quelli previsti dall&#8217;atto stesso costitutivo del Trust o&#160;richiesti da SEA quale concessionario degli aeroporti di Milano e</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>Airport Handling pone in essere procedure e&#160;controlli volti a&#160;evitare che possa beneficiare di informazioni commerciali di propriet&#224; di SEA che possano concedere indebiti vantaggi ad Airport Handling in termini di acquisizione o&#160;mantenimento di contratti con le compagnie aeree, ad esempio informazioni sui contratti sottoscritti da SEAH in passato o&#160;sui requisiti posti dalle compagnie aeree a&#160;SEA quale gestore aeroportuale.</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(53)</p></td><td><p>In base all&#8217;atto costitutivo del Trust, non &#232; tuttavia compito dell&#8217;amministratore del Trust verificare o&#160;valutare circostanze in base alle quali:</p><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>rappresentanti di SEA abbiano partecipato a&#160;negoziati con presunti dipendenti di Airport Handling;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>Airport Handling benefici di dipendenti SEA distaccati, e&#160;in particolare del suo direttore generale mantenuto nella funzione per l&#8217;intera durata del Trust;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>taluni servizi centralizzati continuino a&#160;essere forniti da SEA;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>SEA possa verificare i&#160;livelli di qualit&#224; del servizio per assolvere ai propri compiti di gestore aeroportuale presso l&#8217;infrastruttura degli aeroporti di Milano;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>le decisioni sul futuro finanziamento di Airport Handling siano interamente demandate a&#160;SEA, senza pregiudicare i&#160;diritti del consiglio di amministrazione di Airport Handling di prendere decisioni relativamente all&#8217;attuazione del piano industriale.</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(54)</p></td><td><p>Per quanto riguarda l&#8217;ingresso di investitori terzi nel capitale sociale di Airport Handling, l&#8217;atto costitutivo del Trust prevede che la gestione da parte di SEA della fase iniziale della procedura di apertura del capitale sociale di Airport Handling ad &#171;azionisti legittimati&#187; (vale a&#160;dire, persone fisiche o&#160;giuridiche, ovvero enti o&#160;societ&#224; controllati dallo Stato italiano, fatta eccezione per societ&#224; quotate in borsa) e&#160;la finalizzazione di tale ingresso entro il 28&#160;febbraio 2015.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(55)</p></td><td><p>L&#8217;atto costitutivo del Trust prevede che qualora al 1<span>o</span>&#160;marzo 2015 SEA fosse ancora azionista di Airport Handling con una quota superiore al [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> %, l&#8217;amministratore del Trust avrebbe avviato la ricerca di investitori in grado di rispettare le condizioni precedentemente comunicate da SEA a&#160;mezzo atto da notificarsi al legale facente funzioni di custode del Trust e&#160;soggetto a&#160;revisione da parte di SEA in tempo debito. In ogni altro caso, l&#8217;amministratore del Trust non &#232; autorizzato a&#160;cedere la quota di partecipazione in Airport Handling senza il consenso di SEA.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(56)</p></td><td><p>L&#8217;atto costitutivo del Trust prevede altres&#236; che, in seguito alla cessione del [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> % della quota di SEA in Airport Handling, SEA provveda alla ricerca di investitori privati disposti ad acquisire ulteriori partecipazioni al capitale sociale di Airport Handling, tenendo conto di aspetti sociali e&#160;dell&#8217;obbligo, da parte di SEA, di continuare a&#160;garantire i&#160;servizi di assistenza a&#160;terra presso gli aeroporti di Milano.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(57)</p></td><td><p>Il 26&#160;agosto 2014 il consiglio di amministrazione di Airport Handling ha approvato un&#8217;appendice all&#8217;atto costitutivo del Trust. L&#8217;appendice prevedeva l&#8217;emissione, da parte di Airport Handling, di 20&#160;000 strumenti finanziari partecipativi (SFP), ai sensi dell&#8217;articolo&#160;2346, comma 6, del codice civile italiano<a>&#160;(<span>10</span>)</a>, del valore nominale di 1&#160;000&#160;EUR ciascuno, da offrire a&#160;SEA. L&#8217;appendice &#232; stato sottoscritto il giorno seguente.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(58)</p></td><td><p>Il 27&#160;agosto 2014, l&#8217;assemblea degli azionisti<a>&#160;(<span>11</span>)</a> di Airport Handling ha deliberato l&#8217;aumento di capitale di Airport Handling da 1,3&#160;milioni di EUR a&#160;5&#160;milioni di EUR. Tale aumento &#232; stato sottoscritto e&#160;versato da SEA.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(59)</p></td><td><p>Nella stessa data, SEA ha trasferito l&#8217;intera quota di partecipazione in Airport Handling al Trust e&#160;nominato Crowe Horwath Trustee Services (di seguito, l&#8217;&#171;amministratore del Trust&#187;) quale amministratore del Trust incaricato della gestione di Airport Handling.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(60)</p></td><td><p>Il 27&#160;agosto 2014 l&#8217;amministratore del Trust ha nominato un nuovo consiglio di amministrazione di Airport Handling. Dei cinque dirigenti di alto livello di Airport Handling, [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a>. Secondo le autorit&#224; italiane, entrambi svolgono le proprie attivit&#224; nell&#8217;interesse esclusivo di Airport Handling sulla base di un contratto di distacco di personale dalla societ&#224; madre SEA.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(61)</p></td><td><p>Sempre in data 27&#160;agosto 2014, dopo il conferimento della partecipazione di SEA al Trust, l&#8217;assemblea degli azionisti di Airport Handling<a>&#160;(<span>12</span>)</a> ha deliberato la conversione di Airport Handling da societ&#224; a&#160;responsabilit&#224; limitata (<span>S.R.L.)</span> in societ&#224; per azioni (SpA) e&#160;l&#8217;emissione di 20&#160;000 SFP, offerti in sottoscrizione a&#160;SEA al prezzo di 1&#160;000 EUR l&#8217;uno. La sottoscrizione e&#160;il versamento dell&#8217;importo degli SFP da parte di SEA sono avvenuti il giorno seguente e&#160;portando il capitale di Airport Handling a&#160;25&#160;milioni di EUR in totale (5&#160;milioni di EUR di capitale azionario e&#160;20&#160;milioni di EUR sotto forma di SFP).</p></td></tr></tbody></table>
2.4. Tentativo di vendita dei beni patrimoniali di SEAH; contratto di affitto con Airport Handling
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(62)</p></td><td><p>Il 12&#160;novembre 2014, il liquidatore ha pubblicato un avviso per manifestazione di interesse nell&#8217;acquisto dei beni patrimoniali di SEAH; l&#8217;avviso &#232; stato pubblicato nel Supplemento alla<span>Gazzetta ufficiale dell&#8217;Unione europea:</span></p><p><span>&#171;Italia&#160;&#8212; Milano: Vendita del parco attrezzature di propriet&#224; costituito a&#160;titolo informativo, da: cargo loader, transporter, elevatori, transpallet, nastri semoventi/trainati, scale semoventi/trainate/BAE, trattori elettrici/diesel/ibridi, botti, generatori, condizionatori, compressori, carrelli bagagli/merce 2014/S218-385934</span>&#160;&#8212; Avviso per manifestazione di interesse&#187;<a>&#160;(<span>13</span>)</a>. Ai fini dell&#8217;avviso per manifestazione di interesse, i&#160;beni patrimoniali sono state raggruppate in nove lotti.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(63)</p></td><td><p>SEAH ha affidato all&#8217;<span>Istituto del Marchio di Qualit&#224; SpA</span> (&#171;IMQ&#187;) l&#8217;incarico di condurre una valutazione completa dei beni patrimoniali di SEAH e, su tale base, definire il canone di affitto dell&#8217;attrezzatura di assistenza a&#160;terra di SEAH, nonch&#233; il prezzo di vendita dei beni patrimoniali. IMQ ha elaborato due relazioni, una il 25&#160;giugno 2014 relativa al canone di affitto, e&#160;una seconda relazione il 16&#160;ottobre 2014 relativa alla divisione dei beni patrimoniali in lotti di vendita. Secondo IMQ, il valore stimato dei beni patrimoniali va inteso come il valore di mercato probabile che beni analoghi, per caratteristiche tecniche, prestazioni, stato di riparazione e&#160;stoccaggio, utilizzo ed et&#224;, avrebbero in termini monetari.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(64)</p></td><td><p>Il termine ultimo per la presentazione delle offerte relative ai nove lotti di vendita &#232; stato fissato al 26&#160;gennaio 2015.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(65)</p></td><td><p>IMQ ha proposto un canone per l&#8217;affitto dell&#8217;attrezzatura per i&#160;servizi di assistenza a&#160;terra di SEAH di [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> EUR al semestre ([&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> EUR l&#8217;anno).</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(66)</p></td><td><p>Il 1<span>o</span>&#160;settembre 2014, SEAH e&#160;Airport Handling hanno sottoscritto un contratto di affitto in base al quale Airport Handling avrebbe preso in affitto l&#8217;attrezzatura per l&#8217;assistenza a&#160;terra di SEAH a&#160;un canone di [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> EUR [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a>, vale a&#160;dire all&#8217;importo proposto da IMQ. La scadenza del contratto di affitto &#232; stata fissata al 31&#160;agosto 2015.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(67)</p></td><td><p>Per confermare la correttezza della valutazione condotta da IMQ, il 1<span>o</span>&#160;settembre 2014 Airport Handling e&#160;SEAH hanno incaricato un secondo esperto indipendente, la societ&#224; di consulenza finanziaria Ernst &amp; Young Advisors financial-business SpA (&#171;E&amp;Y&#187;) di procedere a&#160;una nuova valutazione del canone di affitto. In tale contesto, SEAH e&#160;Airport Handling avevano concordato contrattualmente che, qualora la seconda valutazione avesse rilevato una differenza di almeno il [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> % dal valore stabilito da IMQ, si sarebbe proceduto a&#160;un corrispondente adeguamento del canone contrattuale con effetto retroattivo.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(68)</p></td><td><p>Il 15&#160;ottobre 2014, E&amp;Y ha trasmesso la propria relazione stabilendo in [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> EUR l&#8217;anno il valore di mercato del canone di affitto per i&#160;beni patrimoniali di SEAH. Il 25&#160;ottobre 2014, Airport Handling e&#160;SEAH hanno concordato sulla necessit&#224; di ampliare l&#8217;analisi condotta da E&amp;Y, incaricando la societ&#224; di consulenza di esaminare le condizioni operative reali e&#160;lo stato materiale dei beni patrimoniali (E&amp;Y aveva inizialmente basato la sua valutazione su un controllo fisico dei beni patrimoniali a&#160;campione). &#200; emerso dall&#8217;analisi che gran parte dei macchinari e&#160;delle attrezzature non erano idonei all&#8217;uso, in considerazione della breve durata del contratto di affitto e&#160;degli elevati costi necessari per le riparazioni, tenuto conto della natura obsoleta di buona parte dell&#8217;attrezzatura. Secondo il Trust, alla data in cui ha trasmesso le sue osservazioni in merito alla decisione di avvio del procedimento del 2014, SEAH e&#160;Airport Handling stavano considerando una soluzione per evitare l&#8217;insorgere di un contenzioso. Di conseguenza, il canone di affitto &#232; stato adeguato con effetto retroattivo a&#160;[&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> EUR l&#8217;anno.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(69)</p></td><td><p>Il 26&#160;novembre 2014, il consiglio di amministrazione di Airport Handling ha deliberato di avviare un&#8217;offerta pubblica per l&#8217;acquisto di nuova attrezzatura sul mercato. L&#8217;11&#160;febbraio 2015, in seguito alla procedura d&#8217;appalto, Airport Handling ha sostituito circa il [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> % della sua attrezzatura con attivit&#224; acquistate sul mercato al costo di circa [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> EUR. Secondo le autorit&#224; italiane, l&#8217;acquisto &#232; stato finanziato da Airport Handling esclusivamente con risorse proprie.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(70)</p></td><td><p>Il 9&#160;febbraio 2015, la procedura di gara per la vendita dei beni patrimoniali di SEAH ha avuto esito negativo, in quanto nessun offerente aveva manifestato il proprio interesse all&#8217;acquisto dei lotti.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(71)</p></td><td><p>Il 26&#160;febbraio 2015, SEAH ha ricevuto un primo avviso da Airport Handling, nel quale quest&#8217;ultima manifestava il proprio interesse all&#8217;acquisto di 6 dei 9 lotti in gara. Il 3&#160;giugno 2015, Airport Handling ha rinnovato la propria manifestazione di interesse. Il 18&#160;settembre 2015, [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> sono stati venduti ad Airport Handling al prezzo indicato nella procedura di gara iniziale di [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> EUR.</p></td></tr></tbody></table>
2.5. Cessione di una quota di minoranza in Airport Handling
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(72)</p></td><td><p>Come stabilito dall&#8217;atto costitutivo del Trust, l&#8217;amministratore del Trust ha avviato la procedura per la vendita di una quota di minoranza del capitale sociale di Airport Handling.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(73)</p></td><td><p>A tale fine, il 27&#160;gennaio 2015 l&#8217;amministratore del Trust ha nominato la filiale italiana di<span>BNP Paribas</span> quale suo consulente finanziario in relazione alla vendita di &#171;almeno il 30&#160;%&#187; del capitale sociale di Airport Handling a&#160;investitori terzi. Le autorit&#224; italiane hanno sottolineato la completa indipendenza di BNP Paribas nel suo ruolo di consulente finanziario nell&#8217;ambito della procedura di vendita. BNP Paribas ha programmato le seguenti fasi per la vendita: 1. Valutazione preliminare; 2. Organizzazione della transazione; 3. Chiusura della transazione.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(74)</p></td><td><p>Cinque investitori interessati hanno presentato offerte non vincolanti per l&#8217;acquisto di una quota di partecipazione al capitale di<span>Airport Handling</span> del [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a>-[&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> %: [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a>, [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a>, [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a>, [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> e&#160;[&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a>.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(75)</p></td><td><p>In base al preliminare di vendita fornito dalle autorit&#224; italiane, al fine di permettere all&#8217;investitore di esercitare il controllo operativo di Airport Handling l&#8217;amministratore del Trust si impegna, per l&#8217;intero periodo sospensivo<a>&#160;(<span>14</span>)</a>, a&#160;concedere all&#8217;investitore il diritto di nominare la maggioranza del consiglio di amministrazione, ovvero tre componenti su cinque, tra i&#160;quali il CEO della societ&#224;, mentre il presidente del consiglio di amministrazione &#232; nominato dall&#8217;assemblea degli azionisti.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(76)</p></td><td><p>Il 21&#160;settembre 2015, l&#8217;amministratore del Trust ha sottoscritto un accordo quadro di investimento con D&#8217;Nata per la cessione del [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> % delle azioni di Airport Handling. L&#8217;accordo prevede quanto segue:</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(77)</p></td><td><p>Investimento iniziale: dopo il via libera all&#8217;acquisizione proposta da parte delle autorit&#224; di controllo delle fusioni, D&#8217;Nata acquisir&#224; il [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> % del capitale sociale di Airport Handling con il diritto di nominare la maggioranza dei componenti del consiglio di amministrazione e&#160;l&#8217;amministratore delegato. L&#8217;obiettivo di questa clausola dell&#8217;accordo &#232; stato di concedere a&#160;D&#8217;Nata, nonostante la societ&#224; fosse azionista di minoranza, la possibilit&#224; di trovarsi realmente nella posizione di un azionista di controllo.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(78)</p></td><td><p>Investimento ulteriore: in base a&#160;un accordo relativo ad un&#8217;opzione di acquisto, D&#8217;Nata ha il diritto di acquisire un&#8217;ulteriore quota di partecipazione del [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> % del capitale di Airport Handling. Un&#8217;apposita opzione di vendita per aiuti di Stato garantisce a&#160;D&#8217;Nata il diritto di rivendere la propria quota di partecipazione del [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> % al prezzo di acquisizione iniziale adeguato in caso di decisione negativa da parte della Commissione, ovvero qualora la procedura relativa all&#8217;aiuto di Stato sia ancora in corso 18 mesi dopo il completamento dell&#8217;investimento iniziale.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(79)</p></td><td><p>L&#8217;8&#160;febbraio 2016, l&#8217;<span>Autorit&#224; Garante della Concorrenza e&#160;del Mercato</span> italiana ha dato il via libera all&#8217;acquisizione del controllo esclusivo di Airport Handling da parte di D&#8217;Nata ai sensi del diritto italiano in materia di controllo delle fusioni. L&#8217;amministratore del Trust ha informato la Commissione che, successivamente al via libera, avrebbe proceduto alla finalizzazione dell&#8217;investimento da parte di D&#8217;Nata l&#8217;8&#160;marzo 2016.</p></td></tr></tbody></table>
2.6. Piano industriale 2014-2017
2.6.1. Piano industriale del 14 novembre 2013
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(80)</p></td><td><p>Durante la fase di indagine preliminare, l&#8217;Italia ha fornito il piano industriale di Airport Handling del 14&#160;novembre 2013 relativo al periodo 2014-2017 (&#171;il piano industriale di novembre 2013&#187;), a&#160;dimostrazione del fatto che l&#8217;investimento di SEA nel capitale di Airport Handling era conforme al principio dell&#8217;investitore operante in un&#8217;economia di mercato. I&#160;principali elementi del piano sono riportati in sintesi qui di seguito:</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(81)</p></td><td><p>Il piano industriale &#232; incentrato sui servizi di assistenza nelle aree rampa<a>&#160;(<span>15</span>)</a> e&#160;passeggeri<a>&#160;(<span>16</span>)</a>, che costituiscono la parte principale delle attivit&#224; di Airport Handling. Il piano prevedeva nel secondo semestre del 2014 una quota di mercato complessiva della societ&#224; presso entrambi gli aeroporti di Malpensa e&#160;Linate rispettivamente del [50-70]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> % e&#160;del [50-70]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> % e&#160;un&#8217;ulteriore crescita di tali quote di mercato rispettivamente al [60-80]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> % e&#160;al [60-80]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> % entro il 2017.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(82)</p></td><td><p>Le previsioni elaborate nel piano indicano un aumento dei ricavi operativi grazie al previsto aumento della quota di mercato. Per le entrate complessive &#232; stato ipotizzato un incremento da [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> EUR nella seconda met&#224; del 2014 a&#160;[&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> EUR nel 2017, sulla base di un aumento annuo previsto del traffico passeggeri nel periodo 2014-2017 compreso tra [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> e&#160;[&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> %.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(83)</p></td><td><p>A seguito dell&#8217;incremento del numero di contratti a&#160;tempo indeterminato, si &#232; previsto l&#8217;aumento da [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> ETP nel 2014 a&#160;[&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> ETP nel 2017 dell&#8217;organico medio. I&#160;costi del lavoro sono stati stimati a&#160;circa il [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> % dei costi operativi complessivi. Nel periodo di riferimento SEA avrebbe aumentato la produttivit&#224; del 12&#160;% facendo leva su tre fattori determinanti:</p><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>miglioramenti in termini di efficienza durante la fase di avviamento di Airport Handling (adeguamento della percentuale di contratti a&#160;tempo determinato e&#160;contratti a&#160;tempo parziale; migliore definizione del programma di lavoro; adeguamento della struttura organizzativa per un utilizzo efficace delle risorse limitando l&#8217;uso di lavoratori stagionali; massimizzazione della capacit&#224; del personale in essere);</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>economie di scala derivanti dall&#8217;incremento di traffico;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>adeguamenti strutturali nell&#8217;ambito dei processi aziendali (migliore pianificazione e&#160;organizzazione del lavoro; investimenti in soluzioni tecnologiche in grado di consentire l&#8217;automazione parziale o&#160;totale di talune attivit&#224;; correlazione tra spesa per la manodopera ed esiti e&#160;risultati aziendali).</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(84)</p></td><td><p>I costi iniziali di avviamento per la rinegoziazione di contratti con fornitori e&#160;clienti, accordi con il personale, assunzioni, redazione di procedure organizzative/amministrative/operative, spese legali, commissioni bancarie, consulenza e&#160;acquisto di beni di minore entit&#224; e&#160;altre spese sono stati stimati a&#160;[&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> EUR [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a>.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(85)</p></td><td><p>I costi operativi di avviamento, ovvero le spese in conto capitale necessarie per garantire l&#8217;operativit&#224; ad Airport Handling sono stati stimati a&#160;[&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> EUR per le nuove attrezzature. Tuttavia, il piano industriale di novembre 2013 aveva previsto l&#8217;acquisto da parte di Airport Handling di attrezzature per le attivit&#224; a&#160;terra usate del valore di [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> EUR.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(86)</p></td><td><p>Per coprire le spese relative a&#160;tutti i&#160;costi stimati per l&#8217;avviamento, il piano industriale evidenzia la necessit&#224; di un aumento di capitale di [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> EUR nel [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a>.</p></td></tr></tbody></table>
2.6.2. Piano industriale del 6 agosto 2014
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(87)</p></td><td><p>Durante il corso dell&#8217;indagine, l&#8217;Italia ha presentato un piano industriale revisionato e&#160;datato 6&#160;agosto 2014 per il periodo 2014-2017 (&#171;il piano industriale di agosto 2014&#187;), approvato dal consiglio di amministrazione di Airport Handling in data 26&#160;agosto 2014. Secondo le informazioni trasmesse dalle autorit&#224; italiane, la revisione era gi&#224; stata ultimata nel mese di luglio 2014. Le ipotesi principali del piano sono riportate in sintesi come segue:</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(88)</p></td><td><p>Quota di mercato: per quanto riguarda i&#160;[&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a>, il piano industriale di agosto 2014 ipotizza una crescita leggermente inferiore rispetto a&#160;quella prevista nel precedente piano industriale, con una quota di mercato del [70-80]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> % nel [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a>, sulla base dei livelli aggiornati di traffico presunto di [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> e [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a>.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(89)</p></td><td><p>Prezzi: i&#160;prezzi unitari (per manovra di aeromobile) sono superiori ai prezzi ipotizzati nel piano industriale di novembre 2013 e&#160;sono costanti in termini nominali lungo l&#8217;intero periodo 2014-2017.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(90)</p></td><td><p>Costi del personale: i&#160;costi stimati per il personale del piano industriale di agosto 2014 sono lievemente superiori a&#160;quelli stimati per il piano industriale di novembre 2013 e&#160;compresi tra il [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> % e&#160;il [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> % dei costi operativi. Tale aumento &#232; dovuto [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a>.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(91)</p></td><td><p>Fra gli altri costi presi in esame figurano costi esterni, ammortamenti e&#160;accantonamenti, che rappresentano insieme circa il [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> % dei costi operativi complessivi, e&#160;costi regolamentati (circa il [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> %) relativi a&#160;servizi forniti da SEA ad Airport Handling per l&#8217;uso di infrastrutture condivise da usare in comune all&#8217;interno dell&#8217;aeroporto (in particolare, [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a>). In base alle stime riportate nel piano industriale di agosto 2014, [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> EUR dovrebbero essere investiti nell&#8217;acquisto di attrezzature. Il [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> % dell&#8217;investimento dovrebbe riguardare l&#8217;acquisto di nuove attrezzature, mentre il [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> % l&#8217;acquisto di veicoli usati sul mercato. Queste cifre si basano sulle offerte sottoposte da potenziali fornitori, ricevute da Airport Handling nel marzo 2014.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(92)</p></td><td><p>Analogamente al piano industriale di novembre 2013, il piano industriale di agosto 2014 prevede una diminuzione dei costi operativi rispetto alla struttura dei costi di SEAH, da conseguire essenzialmente grazie a&#160;un incremento dell&#8217;efficienza e&#160;alla riduzione di personale.</p></td></tr></tbody></table>
2.6.3. Valutazioni economiche del piano industriale
2.6.3.1. La relazione BCG
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(93)</p></td><td><p>Airport Handling ha incaricato il<span>Boston Consulting Group</span> di condurre una valutazione indipendente preliminare del piano industriale 2014-2017 (&#171;Relazione BCG&#187;). BCG ha trasmesso la propria relazione in data 14&#160;ottobre 2014.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(94)</p></td><td><p>La relazione BCG si basa sul piano industriale approvato il 26&#160;agosto 2014, sul piano industriale redatto a&#160;novembre 2013, sull&#8217;esperienza e&#160;il know-how di BCG in ambito industriale e&#160;su dati pubblici relativi agli sviluppi del mercato e&#160;ai principali operatori di handling.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(95)</p></td><td><p>In sintesi, BCG ha valutato le seguenti ipotesi alla base del piano industriale: prospettive finanziarie (in base alle ipotesi sul potenziale di crescita del traffico, della crescita prevista dei volumi gestiti da Airport Handling); costi del personale (sulla base dei costi per ETP; degli aumenti di produttivit&#224; ipotizzati); investimenti previsti (importo complessivo: [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> EUR).</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(96)</p></td><td><p>BCG ha sintetizzato le proprie conclusioni come segue:</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(97)</p></td><td><p>Sostanzialmente, le ipotesi relative ai volumi di traffico a&#160;livello di SEA appaiono sostenibili e&#160;coerenti con le disposizioni delle principali organizzazioni, in particolare<span>IATA</span> ed<span>Eurocontrol</span>. BCG ha tuttavia indicato che l&#8217;aspettativa di conservare un insieme costante di vettori, comprendente vettori a&#160;basso costo (<span>low-cost carrier</span>, LCC) e&#160;cosiddette compagnie aeree tradizionali, non &#232; in linea con l&#8217;evoluzione storica dell&#8217;assortimento di vettori operanti al terminale di Malpensa, presso il quale negli ultimi quattro anni la percentuale di LCC sarebbe aumentata del [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> %. Inoltre, una nuova normativa nazionale (il cosiddetto<span>Decreto Linate</span>) potrebbe indurre alcuni vettori a&#160;lasciare lo scalo di Malpensa per scegliere Linate come loro base operativa.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(98)</p></td><td><p>L&#8217;ipotesi di un possibile sviluppo dei volumi gestiti da Airport Handling appare largamente realizzabile. Ci&#242; &#232; da ricondurre, in primo luogo, agli accordi che risultano sottoscritti alla data in cui BCG ha redatto la relazione, i&#160;quali garantirebbero una quota di mercato del [60-70]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> %; in secondo luogo, l&#8217;obiettivo di una quota di mercato pari al [70-80]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> % da raggiungersi entro il 2017 sarebbe sostenibile alla luce delle attuali dinamiche concorrenziali all&#8217;interno del settore, nonch&#233; della quota di mercato storica di SEAH del [70-80]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> %.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(99)</p></td><td><p>Secondo BCG, le trattative in corso con SEA sembravano avvalorare le ipotesi relative al raggiungimento del livello di entrate derivanti dai servizi erogati al gestore aeroportuale. Tuttavia, BCG non &#232; stata in grado di valutare le entrate attese per l&#8217;ultimo anno del piano industriale (2017) a&#160;causa della ipotizzata durata biennale del contratto.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(100)</p></td><td><p>Le ipotesi relative agli aumenti dei costi medi unitari per il personale dell&#8217;[&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> % l&#8217;anno dal 2014 al 2017 sarebbero ampiamente in linea con l&#8217;accordo sottoscritto tra l&#8217;Associazione Italiana Gestori Aeroporti, Assaeroporti, e&#160;i sindacati a&#160;ottobre 2014.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(101)</p></td><td><p>L&#8217;aumento del [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> % della produttivit&#224; delle risorse sembra essere ampiamente sostenibile, in quanto si era gi&#224; registrato un incremento di produttivit&#224; dell&#8217;[&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> % al momento della redazione della relazione e, in secondo luogo, perch&#233; il restante [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> % appare essere un aumento ragionevole alla luce delle leve organizzative e&#160;della fase tecnica di attuazione attuali.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(102)</p></td><td><p>BCG ha altres&#236; riscontrato che il budget di [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> EUR destinato agli investimenti sembra essere ampiamente in linea con l&#8217;acquisto di una nuova flotta che consiste prevalentemente di nuovi veicoli (95&#160;%), come evidenziato dai valori di acquisto dettagliati indicati nelle offerte ricevute da Airport Handling a&#160;maggio 2014.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(103)</p></td><td><p>BCG ha evidenziato che, in sintesi, il margine di profitto previsto dal piano industriale fino al 2017 ([&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> %,[&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> EUR) sembrerebbe ampiamente in linea con la redditivit&#224; media di un campione significativo di altre societ&#224; europee pubbliche o&#160;private, ovvero leggermente inferiore alla redditivit&#224; media (sulla base di un confronto con<span>Portway</span>,<span>Acciona</span>,<span>Aviapartner</span>,<span>Fraport</span> e&#160;<span>ATA-Handling</span>). Tuttavia, BCG ha sottolineato che l&#8217;effettiva evoluzione del mix di traffico, nonch&#233; i&#160;possibili impatti di una nuova normativa relativa a&#160;Linate (<span>Decreto Linate</span>) pu&#242; portare a&#160;una riduzione del traffico presso lo scalo di Malpensa.</p></td></tr></tbody></table>
2.6.3.2. La relazione Brattle
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(104)</p></td><td><p>SEA ha incaricato il grupp<span>o Brattle</span> di analizzare l&#8217;aumento di capitale di Airport Handling da parte di SEA, verificando in particolare se l&#8217;investimento fosse conforme al principio dell&#8217;investitore operante in un&#8217;economia di mercato. Il gruppo Brattle ha trasmesso la propria relazione in data 30&#160;marzo 2015.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(105)</p></td><td><p>Secondo la relazione Brattle, l&#8217;analisi si basa su informazioni note a&#160;SEA al momento della decisione di investire in Airport Handling, nonch&#233; su dati pubblici concernenti la posizione concorrenziale di SEA. Secondo la relazione Brattle le ipotesi formulate nel piano industriale di novembre 2013 sono le pi&#249; rilevanti ai fini del principio dell&#8217;investitore operante in economia di mercato, in quanto rappresentano i&#160;fattori su cui SEA si &#232; basata per il suo investimento<a>&#160;(<span>17</span>)</a>.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(106)</p></td><td><p>Secondo la relazione Brattle, &#232; possibile dissipare il dubbio espresso dalla Commissione nella decisione di avvio del procedimento del 2014, ovvero il fatto che il piano industriale di Airport Handling fosse troppo ottimistico, se si considera che le ipotesi fondamentali del piano industriale si sono nella pratica concretizzate. In particolare, la quota di mercato di Airport Handling nel 2014 &#232; stata di gran lunga superiore alle previsioni del piano industriale di novembre 2013.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(107)</p></td><td><p>Secondo la relazione Brattle, i&#160;prezzi unitari (ovvero i&#160;prezzi praticati da Airport Handling per ciascuna manovra di aeromobile) indicati nel piano industriale di agosto 2014 si basano su contratti gi&#224; sottoscritti con le compagnie aeree e&#160;sono pari in media a&#160;[&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> EUR, laddove tale valore &#232; superiore al prezzo ipotizzato nel piano industriale di novembre 2013, compreso tra i&#160;[&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> EUR nel 2014 e&#160;i [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> EUR nel 2017. Ci&#242; ha fatto s&#236; che gli esperti giungessero alle seguenti conclusioni: a, i&#160;prezzi di mercato indicati nel piano industriale di agosto 2014 sono pi&#249; in linea con l&#8217;andamento concreatmente realizzatosi, in quanto basati su contratti firmati. In secondo luogo, il piano industriale di novembre 2013, alla base della decisione di investimento di SEA, ha effettivamente sottostimato il prezzo di mercato che Airport Handling poteva applicare. In terzo luogo, ci&#242; conferma che i&#160;prezzi di mercato del piano industriale di novembre 2013 erano non solo ragionevoli, ma in effetti troppo bassi.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(108)</p></td><td><p>Da ultimo, gli esperti hanno sottolineato che i&#160;prezzi di mercato negoziati da Airport Handling con le compagnie aeree erano inferiori ai prezzi realmente applicati da SEAH.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(109)</p></td><td><p>Gli esperti concordano che, come anticipato nel piano industriale di novembre 2013, la quota di mercato iniziale per Airport Handling pu&#242; apparire elevata per un nuovo concorrente. Tuttavia, essi ipotizzano che un investitore privato operante in economia di mercato avrebbe saputo che con il venir meno di SEAH si sarebbe creata una situazione insolita, in cui gran parte dei contratti di handling presso gli aeroporti SEA sarebbero stati &#171;messi in palio&#187;. Gli esperti concludono che Airport Handling avrebbe pertanto tratto vantaggio da questa situazione allo stesso modo in cui avrebbero potuto farlo gli altri operatori presenti presso gli aeroporti di Milano. In base alla relazione, inoltre, la quota di mercato prevista di Airport Handling sarebbe in linea con quelle relative agli aeroporti italiani di grandi dimensioni, nei quali il gestore pi&#249; grande detiene una quota di circa il 70&#160;% del mercato. Gli esperti avevano inoltre concluso che Airport Handling &#232; il solo gestore con attivit&#224; e&#160;attrezzature sufficienti a&#160;garantire un servizio completo 24 ore su 24, circostanza che costituirebbe un vantaggio fondamentale nei confronti dei suoi concorrenti.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(110)</p></td><td><p>Gli esperti hanno altres&#236; riscontrato che la presenza di costi del personale pi&#249; bassi era una delle motivazioni principali per le quali si prevedeva che Airport Handling sarebbe stato redditizio nonostante SEAH fosse stato in perdita. Gli esperti hanno ritenuto ragionevole una tale ipotesi, in quanto Airport Handling stava rinegoziando nuovi contratti di lavoro in base ai quali i&#160;lavoratori acconsentivano a&#160;lavorare 20 giornate in pi&#249; l&#8217;anno rispetto ai precedenti contratti SEAH.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(111)</p></td><td><p>Secondo la relazione Brattle, inoltre, mentre i&#160;costi del lavoro erano stati leggermente sottostimati nel piano industriale di novembre 2013, quello di agosto 2014&#160;ha riportato costi ETP di [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> EUR/ora, [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a>.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(112)</p></td><td><p>Gli esperti ritenevano che, investendo in Airport Handling, un investitore privato operante in una economia di mercato si sarebbe aspettato di guadagnare un tasso interno di rendimento (<span>internal rate of return</span>, IRR) pari o&#160;superiore al costo medio ponderato del capitale (<span>weighted average cost of capital,</span> WACC) in base alla teoria finanziaria standard. In questo caso, i&#160;calcoli hanno confermato che in ogni scenario l&#8217;IRR atteso del progetto &#232; superiore al WACC. Pertanto, un investitore privato si sarebbe aspettato di trarre profitto dall&#8217; investimento in Airport Handling.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(113)</p></td><td><p>Il consulente ha altres&#236; evidenziato che al momento della decisione di SEA di costituire Airport Handling nel 2013, il fondo privato F2i deteneva il 44,31&#160;% del capitale della societ&#224;. F2i nomina due componenti del consiglio di amministrazione di SEA e&#160;secondo la relazione Brattle nessun membro del consiglio di amministrazione aveva votato contro la proposta di investimento in Airport Handling da parte di SEA, il che comproverebbe che si prevedeva che l&#8217;investimento sarebbe stato redditizio e&#160;che pertanto era in linea con il principio dell&#8217;investitore operante in un&#8217;economia di mercato.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(114)</p></td><td><p>Secondo la relazione Brattle, inoltre, un investitore operante in un&#8217;economia di mercato avrebbe considerato relativamente bassa la probabilit&#224; che la Commissione riscontrasse una continuit&#224; economica tra SEAH e&#160;Airport Handling e&#160;chiedesse pertanto ad Airport Handling di rimborsare l&#8217;aiuto ritenuto incompatibile nella decisione di recupero, in quanto SEA aveva posto in essere misure volte a&#160;proteggere Airport Handling e&#160;prevenire la continuit&#224; economica, ad esempio la costituzione del Trust. Secondo la valutazione finanziaria del gruppo Brattle relativa al piano industriale del novembre 2013, qualora la probabilit&#224; dell&#8217;accertamento della continuit&#224; economica fosse stata inferiore al [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> % (sulla base del costo del capitale proposto da SEA) o&#160;inferiore al [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> % (sulla base del costo del capitale proposto da Brattle), l&#8217;investimento di SEA in Airport Handling sarebbe stato compatibile con il principio dell&#8217;investitore operante in un&#8217;economia di mercato. Secondo Brattle, alla luce del contesto e, in particolare, della notifica della Commissione, era ragionevole ritenere che un investitore operante in un&#8217;economia di mercato avrebbe valutato tale probabilit&#224; inferiore al [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> % e&#160;che avrebbe dunque investito in Airport Handling per motivazioni puramente economiche.</p></td></tr></tbody></table>
2.7. Riduzione annunciata della portata delle attività economiche di Airport Handling
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(115)</p></td><td><p>L&#8217;Italia ha proposto di ridurre ulteriormente la portata delle attivit&#224; attualmente svolte da Airport Handling rispetto a&#160;quelle svolte in passato da SEAH. La proposta riguarda, in particolare, [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a>.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(116)</p></td><td><p>Attualmente SEA [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> sulla base di un nuovo e&#160;diverso accordo che scadr&#224; il 31&#160;dicembre 2018.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(117)</p></td><td><p>SEA ha espresso la volont&#224; di porre fine, al pi&#249; tardi il 31&#160;dicembre 2016, all&#8217;accordo relativo al [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> a decorrere dalla stessa data, togliendo il servizio ad Airport Handling, nonch&#233; di assumere circa [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> dipendenti di Airport Handling che svolgono al momento mansioni di [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a>. In seguito a&#160;questo cambiamento, il fatturato di Airport Handling che si aggirava sui [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> EUR nel suo primo anno di attivit&#224;, diminuirebbe di circa [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> EUR.</p></td></tr></tbody></table>
3. MOTIVAZIONI DELL’AVVIO DEL PROCEDIMENTO DI INDAGINE FORMALE
3.1. Sulla continuità economica e sul trasferimento dell’obbligo di restituzione
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(118)</p></td><td><p>Nella decisione di avvio del procedimento del 2014 la Commissione ha espresso l&#8217;opinione preliminare che nella fattispecie risultassero ampiamente soddisfatti i&#160;criteri individuati dalla Corte di giustizia per stabilire se un&#8217;impresa diversa dal beneficiario dell&#8217;aiuto iniziale possa essere ritenuta responsabile della restituzione dell&#8217;aiuto. In particolare:</p><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>anche se il personale sarebbe stato riassunto da Airport Handling, l&#8217;accordo sottoscritto tra SEA, SEAH e&#160;i sindacati il 4&#160;novembre 2013 evidenzia che agli ex dipendenti di SEAH sono stati garantiti tutti i&#160;diritti acquisiti nell&#8217;ambito dei precedenti contratti con SEAH;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>secondo le informazioni disponibili alla Commissione in quella fase, anche prima della scadenza dei principali contratti con le compagnie aeree SEA e&#160;Airport Handling si erano impegnate in attivit&#224; comuni di marketing volte a&#160;rassicurare i&#160;vettori aerei che operano nell&#8217;aeroporto sul fatto che SEA avrebbe continuato l&#8217;attivit&#224; di assistenza a&#160;terra attraverso la sua nuova controllata Airport Handling al termine della procedura di liquidazione di SEAH;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>le attrezzature necessarie all&#8217;espletamento di servizi di assistenza a&#160;terra sarebbero state affittate ad Airport Handling da parte di SEAH in attesa della (eventuale) vendita di tali beni patrimoniali a&#160;terzi nell&#8217;ambito della procedura di gara aperta. La Commissione ha ritenuto che l&#8217;argomentazione delle autorit&#224; italiane secondo cui tali mezzi sarebbero oggetto di un contratto di locazione stipulato a&#160;prezzi di mercato potesse essere accolta, nella misura in cui il valore dei beni in questione fosse determinato da un esperto designato dalla societ&#224; madre SEA e&#160;la vendita di tali beni non fosse certa;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>la nuova attivit&#224; di gestione dei servizi di assistenza a&#160;terra avrebbe fatto capo allo stesso proprietario di SEAH, ovvero SEA. La Commissione ha ritenuto la proposta delle autorit&#224; italiane di aprire a&#160;terzi il 20&#160;% del capitale del nuovo operatore di servizi di assistenza a&#160;terra non sufficiente a&#160;garantire la discontinuit&#224; rispetto a&#160;SEAH in quanto, in primo luogo, la proposta si limitava a&#160;una partecipazione di minoranza e, in secondo luogo, non erano state fornite garanzie in tal senso. Per di pi&#249;, l&#8217;apertura del capitale si sarebbe verificata soltanto dopo l&#8217;ingresso di Airport Handling nel mercato.</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>i tempi&#160;&#8212; successivi all&#8217;adozione della decisione di recupero&#160;&#8212; e&#160;la logica economica della creazione della nuova societ&#224; di servizi di assistenza a&#160;terra indicavano che il piano pre-notificato dall&#8217;Italia costituisse un meccanismo volto ad eludere l&#8217;obbligo di restituzione.</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(119)</p></td><td><p>La Commissione ha pertanto ritenuto in via preliminare che l&#8217;obiettivo e&#160;l&#8217;effetto della costituzione della nuova societ&#224; potessero consistere nell&#8217;elusione dell&#8217;obbligo di restituire gli aiuti e&#160;che Airport Handling fosse il successore di SEAH. Su tali basi, la Commissione ha espresso l&#8217;opinione preliminare secondo cui Airport Handling potesse essere ritenuta obbligata alla restituzione dell&#8217;aiuto concesso a&#160;SEAH in passato e&#160;giudicato incompatibile con il mercato interno nella decisione di recupero del 2012.</p></td></tr></tbody></table>
3.2. Sull’aumento di capitale
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(120)</p></td><td><p>La Commissione ha espresso l&#8217;opinione preliminare secondo cui le decisioni di SEA di costituire Airport Handling e&#160;di effettuare un aumento di capitale nella societ&#224; fossero imputabili allo Stato: anzitutto, la Commissione ha osservato che il Comune di Milano deteneva una quota di partecipazione del 54,81&#160;% in SEA e&#160;che si dovesse pertanto ritenere che lo Stato fosse in grado di influenzare i&#160;processi decisionali di SEA e&#160;fosse partecipe delle decisioni assunte dalla societ&#224;. In secondo luogo, la Commissione ha fatto riferimento a&#160;talune affermazioni fatte da rappresentanti delle autorit&#224; italiane in relazione alla questione, che sembravano indicare che la creazione di Airport Handling fosse stata organizzata dalle autorit&#224; italiane, in particolare per proteggere i&#160;posti di lavoro presso gli aeroporti di Milano.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(121)</p></td><td><p>Inoltre, risultando SEA controllata dalle autorit&#224; italiane, la Commissione &#232; giunta alla conclusione preliminare che l&#8217;aumento di capitale finanziato da SEA riguardasse risorse statali.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(122)</p></td><td><p>La Commissione ha altres&#236; espresso l&#8217;opinione preliminare secondo cui SEA non ha agito come un investitore operante in una economia di mercato nell&#8217;effettuare l&#8217;aumento di capitale a&#160;favore di Airport Handling.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(123)</p></td><td><p>Anzitutto, la Commissione ha espresso dubbi in merito al fatto che un investitore avrebbe effettuato un conferimento di capitale a&#160;favore di Airport Handling nel momento in cui lo ha fatto SEA, in quanto i&#160;servizi della Commissione avevano gi&#224; informato le autorit&#224; italiane del fatto che la costituzione prevista di un nuovo fornitore di servizi di assistenza a&#160;terra avrebbe presumibilmente determinato la continuit&#224; economica e&#160;dunque fatto sorgere l&#8217;obbligo, in capo alla nuova societ&#224;, di rimborsare l&#8217;aiuto ritenuto incompatibile nella decisione di recupero del 2012. Il piano industriale di novembre 2013 non ha, tuttavia, tenuto conto del rischio del trasferimento dell&#8217;obbligo di recupero da SEAH ad Airport Handling.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(124)</p></td><td><p>In secondo luogo, la Commissione ha espresso dubbi in merito al fatto che il piano industriale su cui si basa la decisione di SEA di investire in Airport Handling poggiasse su presupposti validi.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(125)</p></td><td><p>La Commissione ha pertanto ritenuto che l&#8217;investimento di 25&#160;milioni di EUR effettuato da SEA in Airport Handling non risultasse fondato su valutazioni economiche paragonabili a&#160;quelle che, in circostanze pertinenti, avrebbe effettuato un investitore privato razionale in una situazione analoga prima di compiere un tale investimento per determinarne la redditivit&#224; futura. Su tale base, la Commissione ha espresso l&#8217;opinione preliminare secondo cui l&#8217;aumento di capitale di 25&#160;milioni di EUR si configurasse come un aiuto di Stato a&#160;favore di Airport Handling.</p></td></tr></tbody></table>
4. OSSERVAZIONI DELL’ITALIA
4.1. Sulla continuità economica
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(126)</p></td><td><p>L&#8217;Italia ha ricordato che, sulla base di una giurisprudenza consolidata, il recupero di aiuti di Stato illegali e&#160;incompatibili mira a&#160;eliminare la distorsione della concorrenza causata dal vantaggio concorrenziale causato dall&#8217;aiuto illegale. Di conseguenza, l&#8217;aiuto illegale e&#160;incompatibile deve essere recuperato presso le imprese che ne hanno effettivamente tratto vantaggio. L&#8217;obbligo di restituzione pu&#242; essere esteso a&#160;imprese diverse dal beneficiario originario dell&#8217;aiuto solo nel caso in cui siano soddisfatte tutte le seguenti condizioni:</p><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>&#232; stato dimostrato che la societ&#224; continua l&#8217;attivit&#224; dell&#8217;impresa beneficiaria e</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>la societ&#224; conserva il beneficio effettivo derivante dal vantaggio concorrenziale legato l&#8217;aiuto.</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(127)</p></td><td><p>Le autorit&#224; italiane sono dell&#8217;opinione che in questo caso il trasferimento del vantaggio concorrenziale legato all&#8217;aiuto concesso a&#160;SEAH possa escludersi a&#160;priori.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(128)</p></td><td><p>In particolare, l&#8217;Italia rileva che il supposto vantaggio concesso a&#160;SEAH &#232; stato definito dalla Commissione ai considerando 219 e&#160;successivi della sua decisione di recupero come corrispondente al risarcimento per le perdite subite da SEAH nel periodo 2002-2010. Come indicato dalla Commissione, tali perdite erano state generate dagli elevati costi del personale, che rappresentano una quota rilevante della struttura dei costi di un fornitore di servizi di assistenza a&#160;terra. Poich&#233; gli aumenti di capitale qualificati come aiuto di Stato dalla Commissione sono serviti essenzialmente a&#160;coprire perdite risultanti dagli eccessivi costi del personale di SEAH, l&#8217;Italia ritiene che il vantaggio concorrenziale di cui SEAH ha beneficiato sia stato eliminato<span>ipso facto</span> con la sua liquidazione e&#160;uscita dal mercato.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(129)</p></td><td><p>L&#8217;Italia ha altres&#236; osservato che anche se una parte, sebbene esigua, del vantaggio concorrenziale inerente all&#8217;aiuto erogato a&#160;SEAH potesse essere associata ai beni patrimoniali della societ&#224;, ossia ai beni utilizzati da SEAH per svolgere la sua attivit&#224; di assistenza a&#160;terra presso gli aeroporti di Milano, questi beni non sarebbero comunque soggetti al trasferimento da SEAH ad Airport Handling. Esse verrebbero, piuttosto, concessi in affitto da SEAH ad Airport Handling a&#160;condizioni di mercato in attesa della loro vendita sul libero mercato.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(130)</p></td><td><p>L&#8217;Italia ha altres&#236; osservato che, anche se un vantaggio concorrenziale fosse stato effettivamente trasferito da SEAH ad Airport Handling, nel caso in esame non sarebbe possibile stabilire che Airport Handling continui di fatto l&#8217;attivit&#224; economica di SEAH.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(131)</p></td><td><p>Anzitutto, non sarebbe avvenuto alcun trasferimento, di fatto o&#160;di diritto, di contratti di lavoro tra SEAH e&#160;Airport Handling. Secondo le autorit&#224; italiane, Airport Handling aveva solo impiegato, a&#160;condizioni sostanzialmente nuove, il personale strettamente necessario allo svolgimento dell&#8217;attivit&#224; di assistenza a&#160;terra. Inoltre, i&#160;nuovi contratti di lavoro erano disciplinati da un regime diverso (sezione relativa ai gestori anzich&#233; sezione relativa agli operatori aeroportuali del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL)] e&#160;da una diversa associazione professionale di lavoratori (<span>Assohandlers</span> anzich&#233;<span>Assoaeroporti</span>). Su tale base, l&#8217;Italia ha osservato che Airport Handling ha conseguito una riduzione dei costi del personale, con conseguente significativo incremento della produttivit&#224;.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(132)</p></td><td><p>L&#8217;Italia ha inoltre aggiunto che l&#8217;affermazione della Commissione nella decisione di avvio del procedimento del 2014, secondo la quale agli ex dipendenti di SEAH sarebbero stati garantiti i&#160;diritti acquisiti in forza di precedenti contratti con SEAH, non &#232; suffragata da elementi di prova concreti. Secondo l&#8217;Italia, l&#8217;accordo del 4&#160;novembre 2013 non ha fornito alcuna garanzia agli ex dipendenti di SEAH in quanto a&#160;diritti acquisiti e&#160;ha chiaramente espresso la necessit&#224; di nuovi contratti di lavoro basati su nuove condizioni.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(133)</p></td><td><p>Analogamente, non sarebbe avvenuto alcun trasferimento di contratti tra SEAH e&#160;i vettori aerei operanti negli aeroporti di Milano in favore di Airport Handling. Secondo l&#8217;Italia, allo scadere dei contratti tra SEAH e&#160;i vettori aerei Airport Handling ha provveduto a&#160;negoziare<span>ex novo</span> i&#160;contratti con i&#160;vettori aerei operanti negli aeroporti di Milano. Inoltre, secondo l&#8217;Italia SEA e&#160;Airport Handling non si sono impegnate in attivit&#224; comuni di marketing a&#160;tal fine, contrariamente alle osservazioni della Commissione riportate nella decisione di avvio del procedimento del 2014, che l&#8217;Italia ritiene non essere suffragate da elementi concreti di prova. Tale circostanza sarebbe in ogni caso irrilevante ai fini della valutazione della continuit&#224; economica tra SEAH e&#160;Airport Handling. A&#160;tale riguardo, l&#8217;Italia ha ricordato che Airport Handling presenta attualmente un portafoglio clienti diverso da quello di SEAH. Piuttosto, Airport Handling da un lato avrebbe concluso taluni contratti con vettori aerei che non erano clienti SEAH e, dall&#8217;altro, non sarebbe riuscita a&#160;a mantenere alcuni degli ex clienti di SEAH.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(134)</p></td><td><p>Le autorit&#224; italiane hanno affermato che il fatto che un piano industriale di Airport Handling preveda una quota di mercato [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> non pu&#242;, di per s&#233;, essere considerato prova di continuit&#224; economica. Una tale quota di mercato dovrebbe essere valutata alla luce dell&#8217;obiettivo, perseguito da Airport Handling, di raggiungere il profitto nel medio periodo.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(135)</p></td><td><p>L&#8217;Italia ha altres&#236; sostenuto che Airport Handling non &#232; coinvolta nella procedura di vendita dei beni patrimoniali di SEAH e&#160;che pertanto non vi sarebbe alcun trasferimento di beni patrimoniali tra le due societ&#224;. Inoltre, le autorit&#224; italiane ritengono che il semplice fatto che i&#160;beni patrimoniali del beneficiario dell&#8217;aiuto vengano date in affitto a&#160;una terza impresa non pu&#242; costituire prova sufficiente del fatto che quest&#8217;ultima abbia beneficiato del vantaggio concorrenziale connesso all&#8217;aiuto. Le autorit&#224; italiane ritengono che, affinch&#233; ci&#242; possa costituire un&#8217;indicazione di continuit&#224;, l&#8217;affitto di questi beni debba avvenire a&#160;un prezzo inferiore al prezzo di mercato. In questo caso, tuttavia, il prezzo di affitto sarebbe stato determinato da una societ&#224; indipendente (IMQ).</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(136)</p></td><td><p>L&#8217;Italia ha altres&#236; ricordato che l&#8217;assetto azionario di SEA &#232; notevolmente diverso rispetto al periodo in cui &#232; stato concesso il presunto aiuto a&#160;SEAH. Mentre nel periodo 2002-2010 SEA era una societ&#224; interamente a&#160;capitale pubblico, un investitore privato, il fondo F2i, detiene attualmente il 44,31&#160;% del suo capitale.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(137)</p></td><td><p>Inoltre, &#232; opinione dell&#8217;Italia che la costituzione del Trust garantisca ulteriormente l&#8217;assenza di continuit&#224; tra SEAH e&#160;Airport Handling. Effettivamente, come previsto dall&#8217;atto costitutivo del Trust, le attivit&#224; dell&#8217;amministratore del Trust dovrebbero essere strumentali al raggiungimento dei seguenti obiettivi:</p><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>garantire la gestione indipendente della quota di partecipazione di SEA in Airport Handling, assumendo il controllo esclusivo della societ&#224; e&#160;garantendo in tal modo l&#8217;assenza di interessi e/o flusso di informazioni tra Airport Handling e&#160;il gruppo SEA, con particolare riferimento a&#160;SEAH e&#160;alle attivit&#224; di assistenza a&#160;terra precedentemente svolte da SEAH negli aeroporti di Milano;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>consentire l&#8217;ingresso nel capitale sociale di Airport Handling di nuovi investitori privati non legati al gruppo SEA, in una prima fase in percentuale non inferiore al [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> %.</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(138)</p></td><td><p>In seguito al trasferimento del 100&#160;% della quota di partecipazione di SEA in Airport Handling al Trust, l&#8217;amministratore del Trust &#232; stato iscritto nel registro delle imprese in qualit&#224; di azionista unico della societ&#224;. In questa veste, l&#8217;amministratore del Trust esercita un controllo pieno e&#160;sostanziale sulla quota di partecipazione di SEA in Airport Handling.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(139)</p></td><td><p>In qualit&#224; di azionista unico di Airport Handling l&#8217;amministratore del Trust &#232; tenuto, tra l&#8217;altro, a&#160;svolgere le seguenti attivit&#224;:</p><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>esercitare i&#160;diritti di voto sulla nomina degli organi di gestione di Airport Handling in modo indipendente e&#160;senza alcuna interferenza da parte di SEA, e&#160;in modo tale da garantire che i&#160;componenti di tali organi non ricoprano o&#160;abbiano ricoperto, ovvero siano o&#160;siano stati alle dipendenze di SEA o&#160;SEAH. Al momento del trasferimento della quota di partecipazione di SEA al Trust, tutti i&#160;componenti degli organi di gestione di Airport Handling nominati da SEA hanno presentato le loro dimissioni e&#160;sono stati sostituiti da soggetti nominati dall&#8217;amministratore del Trust;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>monitorare la discontinuit&#224; economica tra SEAH e&#160;Airport Handling, richiedendo la redazione, a&#160;intervalli regolari, di relazioni sulla gestione della societ&#224;, la corretta attuazione del piano industriale, la quota di mercato e&#160;le prospettive di sviluppo;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>garantire che siano poste in essere procedure volte a&#160;prevenire che Airport Handling tragga un indebito vantaggio dalle informazioni detenute da SEA nell&#8217;acquisizione o&#160;nel mantenimento di contratti con vettori aerei o&#160;fornitori di beni o&#160;servizi;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>verificare che non vi sia stata alcuna transazione di vendita tra SEAH e&#160;Airport Handling.</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table>
4.2. Sull’aumento di capitale
4.2.1. Sulle risorse statali e sulla possibilità di attribuzione
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(140)</p></td><td><p>L&#8217;Italia ritiene che lo stato di impresa pubblica di SEA non sia sufficiente a&#160;concludere che le sue risorse si configurino come risorse pubbliche ai sensi dell&#8217;articolo&#160;107, paragrafo1, del trattato. A&#160;tale riguardo, l&#8217;Italia ha ricordato che le risorse finanziarie di Airport Handling non sono di propriet&#224; o&#160;sotto il controllo di SEA, essendo la sua quota di partecipazione in Airport Handling gestita da un organo indipendente, il Trust, in totale autonomia da SEA.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(141)</p></td><td><p>SEA non avrebbe pertanto la possibilit&#224; di esercitare i&#160;tipici poteri degli azionisti di maggioranza, ovvero, tra gli altri, il potere di nominare i&#160;componenti degli organi di gestione della societ&#224; controllata e&#160;dunque di partecipare in maniera decisiva alla gestione della societ&#224;.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(142)</p></td><td><p>Secondo l&#8217;Italia, la Commissione non pu&#242; dedurre l&#8217;imputabilit&#224; delle misure contestate allo Stato dal solo fatto che &#232; fortemente improbabile che tali misure siano state assunte senza alcun intervento da parte dello Stato. Secondo l&#8217;Italia, la Commissione &#232; tenuta ad addurre elementi di prova di livello particolarmente elevato. Le misure in esame possono essere considerate imputabili allo Stato solo nella misura in cui l&#8217;azionista pubblico di SEA abbia svolto un ruolo fondamentale nella decisione relativa all&#8217;aumento di capitale a&#160;favore di Airport Handling. In tal senso, l&#8217;Italia ritiene importante osservare che l&#8217;articolo&#160;15 dello statuto di SEA stabilisce che le delibere relative, in particolare, agli aumenti di capitale delle societ&#224; controllate devono essere approvate con il voto favorevole di almeno sei membri su sette, circostanza che presuppone l&#8217;approvazione da parte di amministratori nominati dall&#8217;investitore privato F2i. Ne consegue che, pur detenendo la maggioranza delle azioni di SEA, l&#8217;azionista pubblico non pu&#242; effettivamente deliberare un aumento di capitale senza ricorrere al consenso (o meglio, al voto decisivo) di amministratori nominati dall&#8217;azionista privato.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(143)</p></td><td><p>Inoltre, l&#8217;Italia ha sostenuto che affermazioni quali quelle rese dal ministero delle infrastrutture e&#160;dei trasporti, volte a&#160;rassicurare i&#160;lavoratori, citate dalla Commissione nella sua decisione di avvio del procedimento, sono pienamente in linea con la prassi europea e&#160;italiana e&#160;pertanto non possono essere utilizzate come prova dell&#8217;imputabilit&#224; della misura allo Stato. Le affermazioni in oggetto vanno considerate come dichiarazioni politiche volte a&#160;mitigare le conseguenze negative della disoccupazione.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(144)</p></td><td><p>Su tale base, l&#8217;Italia ritiene che l&#8217;investimento di SEA in Airport Handling non sia imputabile allo Stato, non riguardi risorse statali e&#160;non si configuri come aiuto di Stato ai sensi dell&#8217;articolo&#160;107, paragrafo&#160;1, del trattato.</p></td></tr></tbody></table>
4.2.2. Sull’esistenza di un vantaggio economico
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(145)</p></td><td><p>L&#8217;Italia ha ricordato che l&#8217;azionista privato contribuisce agli aumenti di capitale in proporzione alla quota di capitale detenuta in SEA, che &#232; pari al 44,31&#160;%. Secondo le autorit&#224; italiane, la partecipazione dell&#8217;investitore privato F2i ha un impatto economico reale ed &#232; significativa. A&#160;tale riguardo, l&#8217;Italia ritiene importante evidenziare che in base alla prassi seguita dalla Commissione, un investimento privato pari a&#160;circa un terzo dell&#8217;investimento complessivo &#232; ritenuto significativo. Le autorit&#224; italiane ritengono che ci&#242; sia di per s&#233; sufficiente a&#160;escludere che l&#8217;aumento di capitale si configuri come aiuto di Stato ai sensi dell&#8217;articolo&#160;107, paragrafo&#160;1, del trattato.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(146)</p></td><td><p>In secondo luogo, l&#8217;Italia sostiene che il piano industriale di Airport Handling &#232; stato valutato da un esperto indipendente, che &#232; giunto alla conclusione che l&#8217;investimento di SEA sia giustificato sotto il profilo puramente economico e&#160;che sia pertanto in linea con il principio dell&#8217;investitore operante in un&#8217;economia di mercato.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(147)</p></td><td><p>Su tale base, l&#8217;Italia ritiene che l&#8217;investimento di SEA in Airport Handling sia stato effettuato in circostanze accettabili da parte di un investitore privato operante in normali condizioni di mercato e&#160;che la misura non si configuri pertanto come aiuto di Stato ai sensi dell&#8217;articolo&#160;107, paragrafo&#160;1, del trattato.</p></td></tr></tbody></table>
5. OSSERVAZIONI DEI SOGGETTI INTERESSATI
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(148)</p></td><td><p>Alla Commissione sono pervenute le osservazioni di SEAH (in liquidazione), Milan Airport Handling Trust e&#160;Airport Handling, SEA e&#160;di un soggetto interessato che ha richiesto l&#8217;anonimato.</p></td></tr></tbody></table>
5.1. Osservazioni di Milan Airport Handling Trust e Airport Handling (di seguito, il «Trust»)
5.1.1. Sul trasferimento della manodopera
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(149)</p></td><td><p>Secondo il Trust, sin dall&#8217;inizio della sua attivit&#224; Airport Handling ha strutturato il suo modello aziendale sulla base di una logica economica diversa da quella di SEAH, perseguendo l&#8217;obiettivo di operare sul mercato in maniera indipendente e&#160;raggiungere la redditivit&#224; senza interventi di capitale da parte del suo azionista.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(150)</p></td><td><p>In particolare, Airport Handling aveva sempre ritenuto che il suo modello aziendale si sarebbe dovuto basare su una modulazione della manodopera organizzata secondo criteri di efficienza e&#160;pertinenza. Secondo il Trust, l&#8217;attivit&#224; di assistenza a&#160;terra &#232; caratterizzata da picchi di lavoro in determinati periodi dell&#8217;anno (ad esempio, in estate). Per far fronte a&#160;questi rapidi cambiamenti della domanda, il fornitore di servizi deve rispondere in modo flessibile assumendo personale temporaneo in quei periodi in cui l&#8217;assunzione &#232; giustificata in relazione al volume di attivit&#224; richiesta.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(151)</p></td><td><p>Mentre SEAH ha prevalentemente utilizzato [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> (a [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a>), Airport Handling ha adottato una strategia basata sull&#8217;ampio ricorso [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> (ad esempio, [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a>). Sebbene richieda attivit&#224; di formazione, gestione e&#160;coordinamento pi&#249; complesse, ci&#242; garantisce al contempo maggiore flessibilit&#224; e, di conseguenza, la diminuzione dei costi operativi. Secondo il Trust, tale strategia ha permesso di conseguire [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a>: al 31&#160;dicembre 2014, Airport Handling impiegava [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a>.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(152)</p></td><td><p>Il Trust ha affermato che non vi &#232; stato alcun trasferimento di contratti tra SEAH e&#160;Airport Handling, come dimostrerebbero le seguenti circostanze:</p><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>Airport Handling ha effettuato il reclutamento del proprio personale sulla base di un piano definito in completa autonomia, in base ai volumi di traffico attesi e&#160;alla specifica organizzazione del lavoro, riuscendo a&#160;ottenere una riduzione significativa della manodopera rispetto a&#160;quella impiegata presso SEAH;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>gli ex dipendenti di SEAH sono stati assunti da Airport Handling a&#160;condizioni formalmente e&#160;sostanzialmente differenti, secondo un modello industriale diverso da quello di SEAH.</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(153)</p></td><td><p>Inoltre, il Trust ha ricordato il clima di forte opposizione e&#160;i difficili rapporti con le organizzazioni sindacali 2014. Secondo il Trust &#232; evidente che se, in effetti, Airport Handling avesse riassunto gli ex dipendenti di SEAH alle stesse condizioni, tali dipendenti non avrebbero avuto motivo di reclamare. Al contrario, la forte opposizione dei sindacati all&#8217;accordo di giugno 2014 dimostrerebbe che i&#160;lavoratori erano pienamente consapevoli del peggioramento delle loro condizioni di impiego.</p></td></tr></tbody></table>
5.1.2. Sui contratti con i vettori aerei
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(154)</p></td><td><p>Anzitutto, il Trust ha affermato che i&#160;contratti con i&#160;vettori arei sono per loro natura non trasferibili a&#160;terzi. L&#8217;articolo&#160;3.2 dell&#8217;accordo sui servizi di assistenza a&#160;terra prevede espressamente che, salvo in casi eccezionali da concordarsi con le societ&#224; fornitrici di servizi di assistenza a&#160;terra, in base al contratto il vettore non &#232; autorizzato ad assegnare compiti a&#160;terzi:</p><p><span>Il vettore non pu&#242; incaricare nessun&#8217;altra persona, societ&#224; od organizzazione dei servizi di assistenza a&#160;terra che la societ&#224; ha convenuto di prestare in virt&#249; dell&#8217;accordo, salvo nei casi convenuti tra le parti.</span></p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(155)</p></td><td><p>Il Trust ha fornito numerose dichiarazioni di compagnie aeree che non avevano condotto procedure di gara conformi alle procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici per la selezione di Airport Handling come gestore di servizi di assistenza a&#160;terra. Tali compagnie aeree hanno affermato che Airport Handling era stata comunque selezionata in seguito a&#160;una procedura concorrenziale basata sulla comparazione con altri fornitori di servizi di assistenza a&#160;terra.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(156)</p></td><td><p>Inoltre, il Trust ha ricordato che la durata dell&#8217;accordo di fornitura di assistenza a&#160;terra &#232; definita dal vettore aereo e&#160;spesso prevede la possibilit&#224; di risoluzione per quest&#8217;ultimo con preavviso. Ad esempio, il contratto standard IATA prevede che ciascuna parte possa recedere dal contratto con un preavviso di 60 giorni. Il contratto con il vettore aereo non &#232; pertanto necessariamente un contratto di lungo termine che protegge potenzialmente il gestore dalla concorrenza. In effetti, i&#160;vettori possono recedere dal contratto se ottengono condizioni migliori da altri fornitori di servizi.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(157)</p></td><td><p>Secondo il Trust, quando SEAH &#232; uscita dal mercato e&#160;Airport Handling ha negoziato nuovi contratti con i&#160;vettori aerei, questi hanno proposto ad Airport Handling, come pure ad altri fornitori di servizi, condizioni diverse e&#160;pi&#249; favorevoli di quelle ottenute da SEAH. Sempre secondo il Trust, &#232; abbastanza frequente che un vettore aereo decida di porre fine al contratto quando ottiene condizioni pi&#249; favorevoli da altri gestori concorrenti o&#160;che minacci di recedere dal contratto qualora il gestore attuale non sia disposto a&#160;migliorare la propria offerta rispetto a&#160;quella di altri fornitori.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(158)</p></td><td><p>Airport Handling ha iniziato la sua attivit&#224; presso gli aeroporti di Milano in data 1<span>o</span>&#160;settembre 2014 dopo il trasferimento della quota di SEA al Trust. Sebbene Airport Handling abbia inizialmente notificato a&#160;ENAC e&#160;ai vettori aerei il 1<span>o</span>&#160;luglio 2014 quale data di inizio della sua attivit&#224;, i&#160;ritardi causati dal trasferimento delle azioni al Trust e&#160;le difficolt&#224; con i&#160;sindacati hanno ulteriormente posticipato l&#8217;avvio delle operazioni al 1<span>o</span>&#160;settembre 2014.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(159)</p></td><td><p>Alla data del 28&#160;febbraio 2015, Airport Handling aveva in essere contratti per la fornitura di servizi di assistenza a&#160;terra con [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> compagnie aeree, [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> operanti a&#160;Linate e&#160;[&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> a&#160;Malpensa. Il Trust ha altres&#236; affermato che Airport Handling non ha sottoscritto contratti con tutti i&#160;vettori che intrattenevano rapporti contrattuali con SEAH in passato. Pi&#249; precisamente, [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a>.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(160)</p></td><td><p>Secondo il Trust, i&#160;contratti sottoscritti da Airport Handling con i&#160;vettori aerei sono diversi da quelli sottoscritti con SEAH:</p><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p><span>Dal punto di vista giuridico</span>: Airport Handling ha instaurato un nuovo rapporto contrattuale e&#160;non &#232; subentrata in alcun rapporto contrattuale precedente. Pertanto, Airport Handling non subentra negli obblighi, crediti o&#160;debiti precedentemente assunti da vettori aerei nei confronti di SEAH;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p><span>Dal punto di vista del contenuto</span>:</p><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>Airport Handling ha ricevuto quasi sistematicamente dai vettori (direttamente o&#160;tramite bandi di gara) richieste di [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a>;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>alcuni vettori hanno [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a>;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>alcuni vettori hanno richiesto [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a>.</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(161)</p></td><td><p>Secondo il Trust, in particolare, nell&#8217;ambito della negoziazione del nuovo contratto di assistenza a&#160;terra [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> vettori hanno ottenuto da Airport Handling [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a>. Al contempo, [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> vettori hanno concordato con Airport Handling [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a>.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(162)</p></td><td><p>Il Trust ha altres&#236; informato del fatto che alcuni tra i&#160;pi&#249; importanti contratti con i&#160;vettori aerei ([&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a>) sarebbero giunti a&#160;scadenza alle date seguenti:</p><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>contratto con [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a>: [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a>;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>contratto con [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a>: [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a>;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>contratto con [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a>: [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a>.</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table>
5.1.3. Sulle presunte attività comuni di marketing
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(163)</p></td><td><p>Analogamente alle autorit&#224; italiane, il Trust ritiene che ogni attivit&#224; comune di marketing attuata da SEA/SEAH e&#160;Airport Handling, se tali attivit&#224; possono essere dimostrate, sarebbero irrilevanti ai fini della valutazione della continuit&#224; economica.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(164)</p></td><td><p>Inoltre, il Trust ritiene che il fatto che SEA possa aver dichiarato pubblicamente e/o comunicato ai vettori l&#8217;intenzione del gruppo di continuare le proprie operazioni di assistenza a&#160;terra sia irrilevante ai fini dell&#8217;indagine nella misura in cui la Commissione era a&#160;conoscenza della costituzione e&#160;capitalizzazione di Airport Handling dal 2013.</p></td></tr></tbody></table>
5.1.4. Sulla quota di mercato attesa di Airport Handling
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(165)</p></td><td><p>Secondo il Trust, la possibilit&#224; per Airport Handling di acquisire una presenza significativa sul mercato della fornitura di servizi di assistenza a&#160;terra presso gli aeroporti di Milano non deriva dal trasferimento di beni patrimoniali da SEAH ad Airport Handling, bens&#236; dallo specifico contesto degli aeroporti di Milano e&#160;dal modello aziendale adottato dai diversi operatori.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(166)</p></td><td><p>Il Trust ritiene che il fatto che una societ&#224; uscita dal mercato e&#160;un altro operatore (sia esso un nuovo concorrente o&#160;un operatore preesistente) ottengano quote di mercato simili &#232; un fenomeno a&#160;cui i&#160;mercati assistono frequentemente, nonch&#233; il risultato dell&#8217;elasticit&#224; incrociata di imprese concorrenti. In un&#8217;ipotesi di mercato in cui operino le sole due imprese A&#160;e B, &#232; probabile che in caso di fallimento dell&#8217;impresa A&#160;i suoi clienti e&#160;la sua quota di mercato vengano trasferiti all&#8217;impresa B senza che vi sia un legame giuridico o&#160;fattuale tra le due imprese. Nel caso degli aeroporti di Milano, &#232; vero che sono presenti pi&#249; di due operatori, tuttavia il Trust ritiene che ad oggi solo due di questi operatori hanno incentrato il proprio modello aziendale sugli aeroporti di Milano. &#200; opinione del Trust che le quote di mercato simili possano essere giustificate dal fatto che Airport Handling sia l&#8217;unico fornitore di servizi che ha organizzato la propria attivit&#224; presso gli aeroporti di Milano come<span>hub-provider</span> per soddisfare ampiamente la domanda dei vettori e&#160;fornire servizi di elevata qualit&#224;.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(167)</p></td><td><p>Secondo il Trust, il ragionamento della Commissione &#232; circolare: o&#160;la quota di mercato che Airport Handling prevedeva di raggiungere agli aeroporti di Milano in base al piano industriale non era realistica, e&#160;pertanto l&#8217;aumento di capitale di Airport Handling si configura come aiuto di Stato, oppure la quota di mercato &#232; realistica e&#160;in tal caso il fatto che Airport Handling abbia potuto raggiungerla &#232; pertinente ai fini di accertare la continuit&#224; economica.</p></td></tr></tbody></table>
5.1.5. Sull’utilizzo del patrimonio di SEAH da parte di Airport Handling
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(168)</p></td><td><p>Il Trust sottolinea che la procedura di gara per la vendita dei beni patrimoniali di SEAH ha avuto esito negativo, in quanto nessun offerente aveva manifestato il proprio interesse per l&#8217;acquisto dei lotti in vendita.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(169)</p></td><td><p>Secondo Airport Handling, ci&#242; &#232; dovuto essenzialmente al fatto che i&#160;beni patrimoniali di SEAH sono obsoleti e&#160;che non risultano interessanti per il mercato. Il Trust afferma, in effetti, che delle [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> voci dell&#8217;attivo di maggior valore (ovvero, [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a>), solo [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> erano state acquistate da SEAH dopo il 31&#160;dicembre 2006. Gran parte dei beni patrimoniali ha pi&#249; di 15 anni. Tale circostanza crea notevoli difficolt&#224; nel reperire pezzi di ricambio e&#160;di conseguenza garantire i&#160;livelli di prestazione richiesti.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(170)</p></td><td><p>Il Trust ha altres&#236; ricordato che Airport Handling non ha presentato offerte nell&#8217;ambito della procedura di gara per la vendita dei beni patrimoniali di SEAH. Tuttavia, esso ritiene che l&#8217;acquisizione dei beni patrimoniali da parte sua non costituisca prova di continuit&#224; economica con SEAH.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(171)</p></td><td><p>Il Trust ha altres&#236; affermato che Airport Handling sta attualmente utilizzando i&#160;beni patrimoniali di SEAH nell&#8217;ambito di un accordo bilaterale sottoscritto il 1<span>o</span>&#160;settembre 2014. Secondo il Trust tale accordo era stato negoziato a&#160;condizioni di mercato da SEAH e&#160;dall&#8217;amministratore del Trust nel periodo compreso tra la data di costituzione (30&#160;giugno 2014) e&#160;la data dell&#8217;effettivo trasferimento al Trust della quota di partecipazione di SEA in Airport Handling (27&#160;agosto 2014).</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(172)</p></td><td><p>L&#8217;amministratore del Trust avrebbe apportato cambiamenti significativi, ad esempio:</p><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>verifica del valore di mercato del canone di affitto da parte di un esperto indipendente nominato congiuntamente da Airport Handling e&#160;SEAH, per garantire che Airport Handling pagasse un canone di mercato per l&#8217;utilizzo dei beni patrimoniali di SEAH;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>adeguamento di detto canone in caso di scostamento superiore al 10&#160;% dal canone di affitto indicato dall&#8217;esperto indipendente;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>proroga del contratto al 31&#160;agosto 2015 per allinearlo alla normale prassi commerciale;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>possibilit&#224; di subaffittare l&#8217;attrezzatura a&#160;terzi;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>introduzione di una condizione in base alla quale gli interventi di manutenzione di routine o&#160;per danni sono a&#160;carico di Airport Handling, mentre gli interventi di manutenzione straordinaria restano di responsabilit&#224; di SEAH.</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(173)</p></td><td><p>Il Trust ha ricordato che il canone di affitto era stato fissato sulla base di valutazioni indipendenti condotte da esperti diversi e&#160;rifletteva pertanto il prezzo di mercato.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(174)</p></td><td><p>Il Trust ha altres&#236; affermato che Airport Handling aveva gi&#224; posto in essere procedure per l&#8217;acquisto da parte di terzi di una quota significativa di beni ([&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> %) necessaria allo svolgimento dell&#8217;attivit&#224;, in sostituzione dei beni presi in affitto da SEAH alla scadenza del contratto di affitto. In tal senso:</p><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>il 26&#160;novembre 2014, il consiglio di amministrazione di Airport Handling ha deliberato l&#8217;avvio di una procedura di gara per il rinnovo del contratto di affitto dei beni presi in affitto da SEAH, per un valore complessivo stimato di circa [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> EUR;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>tali gare (tutte tranne una, che al momento in cui sono state trasmesse le osservazioni del Trust in merito alla decisione di avvio del procedimento del 2014 era ancora in fase di avvio) si sono concluse all&#8217;inizio di gennaio 2015 e&#160;in data 11&#160;febbraio 2015 Airport Handling aveva gi&#224; approvato un primo ordine relativo all&#8217;acquisto di circa il [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> % dei beni (compreso il [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a>). Secondo il Trust, un secondo ordine sarebbe stato con probabilit&#224; trasmesso poco dopo, salva la possibilit&#224; di individuare opportune forme alternative di finanziamento o&#160;fornitura, in quanto i&#160;risultati della procedura di selezione avevano evidenziato un considerevole aumento dei costi delle nuove attrezzature.</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table>
5.1.6. Sulla tempistica e la logica dell’operazione
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(175)</p></td><td><p>Secondo il Trust, concludere che l&#8217;obiettivo della costituzione di una nuova societ&#224; di servizi di assistenza a&#160;terra controllata da SEA sia quello di eludere l&#8217;ordine di recupero equivale ad affermare che una decisione negativa in materia di aiuti di Stato impedisca al beneficiario del presunto aiuto di riprendere la propria attivit&#224; a&#160;nuove condizioni.</p></td></tr></tbody></table>
5.1.7. Sulle azioni intraprese dall’amministratore del Trust per garantire la discontinuità economica
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(176)</p></td><td><p>Il Trust osserva che in data 1<span>o</span>&#160;agosto 2014 l&#8217;amministratore del Trust e&#160;SEA hanno sottoscritto un protocollo per permettere all&#8217;amministratore del Trust di iniziare a&#160;svolgere talune funzioni di guida e&#160;controllo delle attivit&#224; di Airport Handling nei mesi di luglio e&#160;agosto 2014.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(177)</p></td><td><p>In questa fase, oltre alle misure adottate di concerto con SEAH relative all&#8217;affitto dei beni patrimoniali di SEAH e&#160;alla relazione degli esperti, l&#8217;amministratore del Trust ha richiesto e&#160;ottenuto da SEA le risorse finanziarie necessarie a&#160;svolgere le proprie attivit&#224; in completa autonomia da SEA. Inoltre, l&#8217;amministratore del Trust ha esortato SEA a&#160;ridefinire i&#160;suoi contratti di servizio con Airport Handling, individuato un nuovo responsabile degli affari legali per Airport Handling e&#160;richiesto di apportare modifiche allo statuto di Airport Handling per garantire la piena autonomia della societ&#224;.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(178)</p></td><td><p>In seguito al trasferimento della quota di partecipazione di SEA al Trust, il 27&#160;agosto 2014 l&#8217;amministratore del Trust ha nominato un nuovo consiglio di amministrazione.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(179)</p></td><td><p>L&#8217;amministratore del Trust ha inoltre fatto in modo che il nuovo consiglio:</p><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>richiedesse ai componenti del consiglio di amministrazione di Airport Handling di elaborare e&#160;presentare una valutazione completa dei beni patrimoniali per assicurare che non fosse stato adottato alcun atto giuridico incompatibile con il requisito della discontinuit&#224; economica;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>richiedesse l&#8217;attuazione di procedure volte a:</p><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>accertare, tra le altre cose, l&#8217;assenza di atti giuridici in essere tra SEAH e&#160;Airport Handling relativi alla fornitura di beni, mobili e/o immobili, contratti con compagnie aeree e/o fornitori di beni e&#160;servizi relativi ad attivit&#224; di assistenza a&#160;terra;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>verificare l&#8217;attuazione da parte di Airport Handling di tutte le procedure e&#160;dei controlli necessari ad evitare che la societ&#224; benefici di indebite informazioni commerciali detenute da SEA e&#160;da cui Airport Handling possa trarre vantaggio rispetto ai concorrenti nell&#8217;acquisizione o&#160;nel mantenimento di contratti con vettori aerei, ovvero che siano pertinenti ai fini del posizionamento di Airport Handling sul mercato dei servizi di assistenza a&#160;terra;</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>prendesse nota dei posti esistenti, integrando le funzioni dirigenziali laddove ritenute insufficienti (essenzialmente nell&#8217;ufficio affari legali e&#160;risorse umane);</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>modificasse la governance di Airport Handling delegando all&#8217; amministratore delegato, membro del Trust, ampi poteri decisionali;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>valutasse e&#160;confermasse in via provvisoria l&#8217;operato del direttore generale;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>deliberasse la creazione del sito Internet di Airport Handling;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>avviasse intense trattative con SEA per un&#8217;approfondita revisione dei contratti di servizio tra Airport Handling e&#160;SEA allo scopo di garantire che tutti i&#160;servizi siano resi alle migliori condizioni possibili e&#160;ottenesse la possibilit&#224; di interrompere il servizio senza penali se e&#160;quando Airport Handling dovesse decidere di ricorrere a&#160;strutture interne o&#160;contattare fornitori diversi e&#160;pi&#249; economici;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>comunicasse a&#160;clienti, fornitori e&#160;all&#8217;autorit&#224; competente (ENAC) eventuali cambiamenti nel controllo della societ&#224;.</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(180)</p></td><td><p>L&#8217;amministratore del Trust ha inoltre intrapreso misure volte a&#160;garantire la discontinuit&#224; economica. In sintesi, tali procedure comprendono:</p><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>elenco delle operazioni ritenute pertinenti per garantire la discontinuit&#224; economica;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>valutazione e&#160;approvazione di tali operazioni;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>flusso di informazioni al consiglio di amministrazione;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>procedure relative alla gestione, alla classificazione e&#160;alla conservazione delle informazioni potenzialmente pertinenti per garantire la discontinuit&#224; economica.</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(181)</p></td><td><p>Secondo il Trust, queste procedure interne sono state spiegate in due sessioni di formazione rivolte al personale direttivo (quadri superiori ed intermedi) di Airport Handling.</p></td></tr></tbody></table>
5.1.8. Sull’imputabilità allo Stato delle misure
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(182)</p></td><td><p>Secondo il Trust, nel periodo compreso tra giugno e&#160;agosto 2014 le autorit&#224; italiane non hanno esercitato alcuna influenza diretta su SEA e&#160;sulla sua decisione di investire in Airport Handling. Non vi sarebbe mai stata alcuna indicazione, diretta o&#160;indiretta, che potesse indurre anche il minimo dubbio che la decisione di costituire e/o capitalizzare Airport Handling sia dipesa dalle autorit&#224; italiane.</p></td></tr></tbody></table>
5.1.9. Sul piano industriale di Airport Handling e la sua conformità al principio dell’investitore operante in un’economia di mercato
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(183)</p></td><td><p>Secondo il Trust, poich&#233; non vi &#232; continuit&#224; tra SEAH e&#160;Airport Handling, un eventuale investitore privato avrebbe ritenuto che la valutazione della Commissione nella decisione di avvio del procedimento del 2014 fosse basata su fragili premesse e&#160;non sarebbe stato influenzato da tale valutazione nella sua decisione di investire in Airport Handling.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(184)</p></td><td><p>Il Trust ha chiarito che il piano industriale di novembre 2013, inizialmente sottoposto alla Commissione, era stato nel frattempo migliorato. Pertanto, il piano industriale su cui si &#232; basata la decisione di capitalizzare Airport Handling era il piano industriale di agosto 2014, adottato dal consiglio di amministrazione di Airport Handling il 26&#160;agosto 2014.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(185)</p></td><td><p>In seguito al trasferimento della quota di partecipazione di SEA al Trust, l&#8217;amministratore del Trust ha proceduto a&#160;verificare l&#8217;attendibilit&#224; del piano industriale di Airport Handling. Secondo il Trust, il consiglio di amministrazione di Airport Handling recentemente nominato ha anzitutto esaminato l&#8217;affidabilit&#224; del piano industriale del 6&#160;agosto 2014, affidando tale compito al Boston Consulting Group (&#171;BCG&#187;).</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(186)</p></td><td><p>BCG ha riferito le proprie conclusioni ad Airport Handling in data 14&#160;ottobre 2014. BCG &#232; giunto alla conclusione che l&#8217;obiettivo del piano industriale di raggiungere nel 2017 un EBIT di [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> EUR con un margine del [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> % fosse ragionevole e&#160;che il livello di scostamento fosse ampiamente in linea o&#160;leggermente al di sotto della redditivit&#224; media di un campione statisticamente significativo di altre societ&#224; europee pubbliche e&#160;private operanti nel settore dei servizi di assistenza a&#160;terra. BCG ha altres&#236; confermato la validit&#224; del piano industriale di novembre 2013.</p></td></tr></tbody></table>
5.1.9.1. Sulla riduzione della manodopera e sui miglioramenti in termini di efficienza previsti
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(187)</p></td><td><p>Secondo il Trust, Airport Handling &#232; fermamente intenzionata a&#160;raggiungere la massima efficienza e&#160;flessibilit&#224; attraverso [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a>. In base al piano industriale del 6&#160;agosto 2014, Airport Handling stima di impiegare [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a>. Tale risultato sar&#224; raggiunto razionalizzando le strutture di coordinamento e&#160;introducendo nuovi ed efficienti sistemi e&#160;strumenti informatici per la gestione del personale che consentano ad Airport Handling di non sostituire il personale in uscita.</p></td></tr></tbody></table>
5.1.9.2. Sui miglioramenti in termini di efficienza connessi a fattori specifici dell’organizzazione del lavoro
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(188)</p></td><td><p>Secondo il Trust, un livello ancora maggiore di efficienza verr&#224; conseguito grazie alle seguenti serie di misure:</p><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>Ottimizzazione della percentuale di contratti a&#160;tempo determinato e&#160;di contratti a&#160;tempo parziale: l&#8217;efficienza dovrebbe aumentare del [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> % gi&#224; nel 2015. Con [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a>, questa dovrebbe aumentare ancora dell&#8217;[&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> % entro il 2017;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>Migliore definizione del programma di lavoro: il contratto di lavoro applicato da Airport Handling prevede [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> rispetto al contratto applicato da SEAH ai suoi dipendenti. Ci&#242; permette di conseguire un risparmio del [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> % rispetto al numero di dipendenti che lavorano. Inoltre, l&#8217;orario lavorativo giornaliero dei dipendenti a&#160;tempo pieno &#232; stato [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a>, con un impatto dell&#8217;[&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> % sul fabbisogno di personale. Con il rinnovo del contratto collettivo, previsto nel corso del 2015, &#232; atteso un ulteriore [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a>. Inoltre, Airport Handling intende ottimizzare l&#8217;uso delle risorse introducendo strumenti, quali il lavoro in turni e&#160;i contratti che prevedono la modulazione delle fasce orarie giornaliere o&#160;settimanali in base alle esigenze reali, in linea con le nuove possibilit&#224; offerte dai contratti collettivi a&#160;livello nazionale. Questi meccanismi permetteranno ad Airport Handling di conseguire un ulteriore incremento dell&#8217;efficienza pari ad almeno lo [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> %;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>Adattamento della struttura organizzativa per un efficace utilizzo delle risorse [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a>: gi&#224; dal 2015 si registrer&#224; un aumento dell&#8217;efficienza a&#160;seguito dell&#8217;aggiornamento stagionale delle matrici in funzione della crescita del traffico e&#160;della ridistribuzione dei congedi su nove periodi, con una conseguente [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a>. I&#160;risparmi stimati saranno pari all&#8217;[&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> %;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>Ottimizzazione delle capacit&#224; del personale esistente: il ricorso progressivo a&#160;[&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> porter&#224; a&#160;un incremento positivo dell&#8217;efficienza produttiva dello 0,5&#160;%. La riduzione dei posti [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a>, in parte gi&#224; svolte ([&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a>) e&#160;in parte in fase di attuazione nel corso del 2015 ([&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a>), contribuir&#224; a&#160;un ulteriore aumento dell&#8217;efficienza.</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>Economie di scala derivanti dall&#8217;aumento del traffico: l&#8217;aumento del traffico dei clienti preesistenti e&#160;la conclusione di contratti con nuovi vettori, anche con vettori che operano in periodi non di punta, consentir&#224; di migliorare i&#160;fattori di saturazione del personale con un conseguente aumento dell&#8217;efficienza produttiva del [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> % nel 2017.</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>Adeguamenti strutturali nell&#8217;ambito dei processi industriali: il Trust ha indicato i&#160;seguenti percorsi concepiti per migliorare l&#8217;efficienza: migliore pianificazione e&#160;organizzazione del lavoro; investimenti in soluzioni tecnologiche in grado di consentire l&#8217;automazione parziale o&#160;totale di talune attivit&#224;; correlazione tra spesa per la manodopera ed esiti e&#160;risultati aziendali. Per quanto riguarda la pianificazione del lavoro, il Trust ha indicato che Airport Handling aveva previsto investimenti in nuovi sistemi informatici per la gestione del personale e&#160;un&#8217;assegnazione dei turni tali da favorire un utilizzo pi&#249; razionale delle risorse con un aumento dell&#8217;efficienza pari allo [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> %. Inoltre, Airport Handling ha avviato la procedura di acquisizione di nuove attrezzature dotate di moderni sistemi di geolocalizzazione. L&#8217;aumento dell&#8217;efficienza per quanto riguarda il personale &#232; stimato pari allo [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> %.</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(189)</p></td><td><p>Secondo il Trust, i&#160;risultati raggiunti da Airport Handling nei suoi primi mesi di attivit&#224; permettono alla Commissione di verificare a&#160;posteriori che le ipotesi formulate nel piano industriale erano fondate. Il Trust ha sottolineato i&#160;risultati dei primi quattro mesi di attivit&#224;, che registrano un EBIT [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> di [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> EUR e&#160;un [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> di [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> EUR rispetto alle previsioni del piano industriale del 6&#160;agosto 2014. Questa tendenza positiva &#232; stata il risultato di un [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> delle entrate ([&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> EUR) e&#160;una [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> dei costi ([&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> EUR).</p></td></tr></tbody></table>
5.2. Osservazioni di SEAH (in liquidazione)
5.2.1. Sui beni patrimoniali di SEAH
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(190)</p></td><td><p>Secondo SEAH le attrezzature per le attivit&#224; a&#160;terra avevano un valore contabile di [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> EUR prima della messa in liquidazione di SEAH. Tali attrezzature risultavano avere un&#8217;et&#224; media [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a>. Delle circa [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> voci dell&#8217;attivo di maggior valore (ovvero, l&#8217;attrezzatura [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a>), solo [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> erano state acquistate da SEAH dopo il 31&#160;dicembre 2006.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(191)</p></td><td><p>Quando SEAH &#232; stata messa in liquidazione, gli unici altri beni patrimoniali della societ&#224; consistevano in capitale circolante associato all&#8217;attivit&#224; che &#232; cessata il 1<span>o</span>&#160;settembre 2014. Vi erano inoltre taluni [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a>. Nel frattempo, queste voci sono state liquidate. Pertanto, secondo SEAH il liquidatore pu&#242; solo contare sulla vendita dell&#8217;attrezzatura per l&#8217;assistenza a&#160;terra per finanziare i&#160;costi della liquidazione e&#160;ogni altro debito residuo.</p></td></tr></tbody></table>
5.2.2. Sulla gara d’appalto per la vendita dei beni patrimoniali di SEAH
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(192)</p></td><td><p>Uno dei principali compiti del liquidatore &#232; consistito nel completare la procedura di gara non discriminatoria, aperta e&#160;pubblica per la cessione dei beni patrimoniali di SEAH, gi&#224; avviata prima che la societ&#224; avviasse le sue procedure di liquidazione.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(193)</p></td><td><p>Secondo SEAH, i&#160;beni patrimoniali sono state raggruppati in nove lotti comprendenti beni complementari di diverso valore, e&#160;provvisti di autonomia funzionale. L&#8217;obiettivo era garantire un&#8217;ampia partecipazione alla gara. La distribuzione dei beni patrimoniali in lotti aveva l&#8217;obiettivo di soddisfare le richieste del mercato, individuate sulla base dell&#8217;attivit&#224; dei principali gestori operanti presso gli aeroporti italiani. Dalle informazioni disponibili si evince che la procedura di vendita era ristretta a&#160;gestori, operatori aeroportuali, vettori aerei, produttori delle tipologie di attrezzature vendute, rivenditori e&#160;societ&#224; di locazione. Sono stati, inoltre, definiti taluni requisiti minimi di solvibilit&#224;, in particolare: i) fatturato minimo di 1 milione di EUR per lotto di beni per il quale si intende presentare un&#8217;offerta; ii) un attivo netto di almeno 1&#160;milioni di EUR o&#160;2&#160;milioni di EUR qualora i&#160;potenziali acquirenti presentino offerte per pi&#249; di un lotto; iii) rapporto tra debito e&#160;attivit&#224; totali non superiore a&#160;3. Il bando di gara non prevedeva criteri di selezione diversi da quelli obbligatori sopra descritti.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(194)</p></td><td><p>SEAH osserva che nessun potenziale acquirente ha manifestato il proprio interesse all&#8217;acquisizione di tali beni patrimoniali. L&#8217;unica richiesta di informazioni sarebbe stata trasmessa al di fuori della procedura da soggetti interessati all&#8217;acquisto solo di determinati beni, e&#160;comunque a&#160;prezzi notevolmente inferiori a&#160;quelli fissati dagli esperti indipendenti. SEAH ha inoltre affermato che Airport Handling aveva manifestato interesse per l&#8217;acquisto dei beni in oggetto, ma non aveva presentato un&#8217;offerta. La Commissione osserva che il 27&#160;novembre 2013, quando hanno consultato la Commissione in merito al progetto di SEA di liquidare SEAH e&#160;di costituire Airport Handling fornendole il capitale necessario, le autorit&#224; italiane avevano gi&#224; dichiarato che Airport Handling non avrebbe partecipato alla procedura di vendita e&#160;che non avrebbe quindi presentato alcuna offerta.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(195)</p></td><td><p>In seguito al tentativo non riuscito di vendere i&#160;beni patrimoniali di SEAH, il liquidatore ha provveduto a&#160;contattare i&#160;principali operatori del settore per discutere la possibilit&#224; di una vendita di tali beni e&#160;le condizioni a&#160;essa applicabili.</p></td></tr></tbody></table>
5.2.3. Sulla valutazione dei beni patrimoniali
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(196)</p></td><td><p>SEAH ha fatto notare che prima della sua messa in liquidazione, il suo consiglio di amministrazione aveva selezionato IMQ quale esperto indipendente incaricato della valutazione dei beni patrimoniali. La valutazione &#232; stata consegnata il 25&#160;giugno 2014 e&#160;ha contemplato la proposta di un canone d&#8217;affitto di [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> EUR l&#8217;anno, valore considerato in linea con le condizioni di mercato. Il 1<span>o</span>&#160;settembre 2014 SEAH ha affidato a&#160;E&amp;Y il compito di condurre una seconda valutazione dei beni patrimoniali. Su richiesta dell&#8217;amministratore del Trust, SEAH e&#160;lo stesso amministratore hanno congiuntamente chiesto a&#160;E&amp;Y una seconda valutazione. E&amp;Y ha allora proposto un canone d&#8217;affitto annuo di 1,4&#160;milioni di EUR.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(197)</p></td><td><p>SEAH ha aggiunto che Airport Handling sta attualmente utilizzando i&#160;beni patrimoniali di SEAH nell&#8217;ambito di un contratto di affitto ed &#232; responsabile della loro manutenzione (sono stati stimati costi di manutenzione pari a&#160;[&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> EUR l&#8217;anno).</p></td></tr></tbody></table>
5.2.4. Sul contratto di affitto
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(198)</p></td><td><p>Secondo SEAH, prima della sua conclusione il contratto di affitto &#232; stato oggetto di intensi negoziati tra le parti senza alcuna interferenza da parte di SEA. Secondo la societ&#224;, la conclusione del contratto di affitto era una condizione obbligatoria per la conservazione del valore dei beni patrimoniali in vista della loro dismissione. In assenza del contratto di affitto con Airport Handling, SEAH avrebbe dovuto rimuovere le attrezzature dalle aree aeroportuali e&#160;sostenere dunque costi di trasporto e&#160;manutenzione elevati.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(199)</p></td><td><p>SEAH ha altres&#236; sostenuto che, data la scadenza del 31&#160;agosto 2015 del contratto di affitto, il liquidatore stava valutando varie opzioni per la dismissione dei beni patrimoniali. SEAH osserva che, una volta fugati i&#160;dubbi della Commissione relativi alla questione della continuit&#224; economica, la cessione dei beni patrimoniali ad Airport Handling consentirebbe a&#160;SEAH di massimizzare il valore di tali beni nell&#8217;ambito della procedura di liquidazione.</p></td></tr></tbody></table>
5.3. Osservazioni di SEA
5.3.1. Sulla continuità economica
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(200)</p></td><td><p>SEA &#232; dell&#8217;opinione che la fattispecie oggetto della giurisprudenza citata nella decisione di avvio del procedimento del 2014 differisca in modo sostanziale dal caso in esame.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(201)</p></td><td><p>Anzitutto, tale giurisprudenza si riferirebbe esclusivamente a&#160;situazioni caratterizzate dalla presenza di un trasferimento patrimoniale dal beneficiario dell&#8217;aiuto a&#160;una societ&#224; di nuova costituzione. La giurisprudenza riguarderebbe essenzialmente casi in cui l&#8217;impresa che aveva beneficiato di aiuti di Stato incompatibili e&#160;non era in grado di rimborsare il vantaggio ricevuto costituiva una nuova impresa alla quale trasferiva poi parte delle sue attivit&#224;. In secondo luogo, in tutti i&#160;casi citati dalla Commissione il trasferimento tra beneficiario e&#160;nuova impresa ha riguardato beni patrimoniali di valore considerevole (strutture, beni immobili, marchi, diritti di propriet&#224; industriale).</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(202)</p></td><td><p>Secondo SEA, le caratteristiche del caso in esame inducono a&#160;concludere che Airport Handling non avrebbe potuto continuare a&#160;godere del vantaggio concorrenziale legato al presunto aiuto ricevuto da SEAH, dal momento che non aveva rilevato beni patrimoniali da SEAH. Piuttosto, il presunto vantaggio concorrenziale concesso a&#160;SEAH sarebbe terminato con la liquidazione della societ&#224; e&#160;sarebbe stato pertanto impossibile trasferirlo.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(203)</p></td><td><p>SEA ricorda che nella decisione di recupero del 2012, la Commissione &#232; giunta alla conclusione che il presunto vantaggio concorrenziale concesso a&#160;SEAH corrispondeva al finanziamento delle perdite subite dalla societ&#224;, causate dagli elevati costi del personale. Nel ricordare che i&#160;costi del personale hanno un impatto significativo sulla struttura dei costi dei fornitori di servizi di assistenza a&#160;terra, compreso tra il 65&#160;% e&#160;l&#8217;80&#160;% dei costi complessivi, SEA osserva che, a&#160;differenza dei casi indicati dalla Commissione, il caso in esame non riguarda un trasferimento di azioni o&#160;beni patrimoniali necessari all&#8217;esercizio (o piuttosto alla prosecuzione) dell&#8217;attivit&#224; di SEAH, n&#233; un&#8217;operazione il cui obiettivo &#232; proteggere il patrimonio del beneficiario e&#160;dunque eludere l&#8217;ordine di recupero.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(204)</p></td><td><p>Secondo SEA, &#232; altres&#236; opportuno osservare il vantaggio derivato dal presunto aiuto di Stato ricevuto da SEAH, essendo stato utilizzato per la copertura di perdite risultanti da costi del lavoro eccessivi, &#232; venuto meno in via definitiva con la liquidazione della societ&#224; e&#160;il licenziamento dei lavoratori. SEA ritiene che il fatto che gli ex dipendenti di SEAH siano stati successivamente assunti da Airport Handling, a&#160;condizioni formalmente e&#160;sostanzialmente diverse, non possa alterare in modo essenziale tale valutazione.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(205)</p></td><td><p>SEA aggiunge che, anche ad ammettere che l&#8217;assenza di un trasferimento di beni patrimoniali da SEAH ad Airport Handling non basta per concludere in modo definitivo che non vi sia continuit&#224; economica, non &#232; possibile ritenere che le circostanze dell&#8217;operazione che ha portato alla costituzione di Airport Handling, considerate nel loro complesso, abbiano avuto l&#8217;effetto di eludere l&#8217;ordine di recupero.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(206)</p></td><td><p>SEA ritiene che la decisione di costituire una nuova societ&#224; per la fornitura di servizi a&#160;terra operante a&#160;condizioni di mercato e&#160;in concorrenza con altri fornitori di servizi poggi su logiche economiche e&#160;sia giustificata da un modello di gestione notevolmente diverso da quello del precedente operatore SEAH ([&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a>) al fine di perseguire un obiettivo di redditivit&#224; sostenibile nel medio-lungo periodo.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(207)</p></td><td><p>SEA afferma che l&#8217;annuncio della cessazione delle attivit&#224; di SEAH presso gli aeroporti di Milano e&#160;la sua messa in liquidazione ha impresso lo slancio necessario a&#160;generare una reale concorrenza sul mercato, grazie al quale i&#160;vettori aerei operativi presso gli aeroporti di Milano hanno potuto scegliere il fornitore di servizi di assistenza a&#160;terra sulla base di un valutazione comparativa delle offerte trasmesse da diversi fornitori.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(208)</p></td><td><p>Secondo SEA, &#232; stato in seguito a&#160;questi sviluppi concorrenziali che Airport Handling ha concluso contratti con i&#160;vettori aerei in completa indipendenza da SEA. In effetti, alcuni vettori, in precedenza clienti di SEAH, hanno deciso di non usufruire dei servizi di Airport Handling, mentre Airport Handling ha a&#160;sua volta sottoscritto accordi con vettori che non erano precedentemente serviti da SEAH.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(209)</p></td><td><p>Inoltre, secondo SEA, ai sensi delle direttive 78/660/CEE del Consiglio<a>&#160;(<span>18</span>)</a> e&#160;83/349/CEE<a>&#160;(<span>19</span>)</a> in materia di bilanci consolidati, recepite nell&#8217;ordinamento italiano dal decreto legislativo n.&#160;127 del 9&#160;aprile 1991, in mancanza di poteri di controllo e&#160;gestione di Airport Handling da parte di SEA in seguito al trasferimento della sua quota di partecipazione al Trust, Airport Handling non &#232; pi&#249; parte del gruppo SEA a&#160;fini contabili e&#160;pertanto il suo bilancio &#232; escluso dal bilancio consolidato di SEA.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(210)</p></td><td><p>Inoltre, per accelerare l&#8217;ingresso di soggetti terzi nel capitale di Airport Handling, il 26&#160;gennaio 2015 SEA e&#160;l&#8217;amministratore del Trust hanno sottoscritto un regolamento di attuazione ai sensi dell&#8217;articolo&#160;20 dell&#8217;atto costitutivo del Trust allo scopo di conferire all&#8217;amministratore del Trust il compito di ricercare un soggetto terzo investitore. L&#8217;amministratore del Trust e&#160;SEA hanno deciso di nominare BNP Paribas consulente indipendente a&#160;tal fine.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(211)</p></td><td><p>BNP Paribas ha assistito Airport Handling nella preparazione dell&#8217;offerta per la vendita delle azioni, preso contatto con numerosi investitori potenzialmente interessati a&#160;entrare nel capitale di Airport Handling e&#160;realizzato incontri con potenziali investitori.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(212)</p></td><td><p>SEA ha aggiunto che una volta che un investitore privato avr&#224; acquisito una quota di almeno il 30&#160;% del capitale di Airport Handling, SEA considerer&#224; la possibilit&#224; di ricercare investitori interessati ad acquisire la maggioranza della societ&#224;.</p></td></tr></tbody></table>
5.3.2. Sulle risorse statali e sull’imputabilità
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(213)</p></td><td><p>SEA ritiene che lo stato di impresa pubblica di Airport Handling non sia sufficiente a&#160;concludere che le sue risorse si configurano come risorse pubbliche ai sensi dell&#8217;articolo&#160;107, paragrafo1, del trattato. Inoltre, in seguito alla costituzione del Trust le risorse finanziarie di Airport Handling sono uscite dal controllo di SEA, e&#160;pertanto non &#232; possibile affermare che si tratti di risorse statali ai sensi dell&#8217;articolo&#160;107, paragrafo&#160;1, del trattato.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(214)</p></td><td><p>A tale riguardo, SEA aggiunge le seguenti considerazioni:</p><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>un primo aumento di capitale pari a&#160;3,7&#160;milioni di EUR &#232; stato approvato dall&#8217;assemblea ordinaria degli azionisti di Airport Handling il 27&#160;agosto 2014. Nella stessa data, l&#8217;intera quota di partecipazione di SEA in SEAH &#232; stata affidata al Trust. Contestualmente, l&#8217;amministratore del Trust &#232; divenuto, a&#160;tutti gli effetti di legge, azionista unico di Airport Handling;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>nella stessa data, l&#8217;amministratore del Trust in qualit&#224; di azionista unico di Airport Handling ha emesso 20&#160;000 SFP per un valore complessivo di 20&#160;milioni di EUR. Gli SFP sono stati sottoscritti e&#160;interamente versati da SEA il 28&#160;agosto 2014.</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(215)</p></td><td><p>SEA sottolinea che dopo il trasferimento le risorse finanziarie di Airport Handling sono sempre rimaste sotto il controllo dell&#8217;amministratore del Trust, azionista unico di Airport Handling.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(216)</p></td><td><p>SEA ritiene che quanto sopra illustrato evidenzi che il suo azionista pubblico (ovvero, il Comune di Milano) non pu&#242;, direttamente o&#160;indirettamente, esercitare alcuna influenza sull&#8217;uso degli strumenti finanziari nei confronti di Airport Handling e&#160;che per tutta la durata del Trust tali risorse resteranno sotto il controllo dell&#8217;amministratore del Trust. In ogni caso, a&#160;seguito della costituzione del Trust, SEA ha perso il diritto di nominare i&#160;membri del consiglio di amministrazione di Airport Handling.</p></td></tr></tbody></table>
5.4. Osservazioni di un soggetto interessato
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(217)</p></td><td><p>La Commissione ha ricevuto le osservazioni di una parte interessata, che ha richiesto di non rivelare a&#160;terzi n&#233; la propria identit&#224;, n&#233; le proprie osservazioni.</p></td></tr></tbody></table>
6. COMMENTI DELL’ITALIA SULLE OSSERVAZIONI DEI SOGGETTI INTERESSATI
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(218)</p></td><td><p>L&#8217;Italia ha inviato i&#160;propri commenti relativi alle osservazioni trasmesse nell&#8217;ambito dell&#8217;indagine da parte del Trust e&#160;di SEA.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(219)</p></td><td><p>L&#8217;Italia ha pienamente sostenuto le osservazioni trasmesse dai soggetti interessati sopra menzionati, sottolineando che tali osservazioni hanno dimostrato, da un lato, l&#8217;assenza di interferenze da parte delle autorit&#224; italiane sull&#8217;attivit&#224; di SEA e&#160;la decisione di SEA di investire in Airport Handling, e, dall&#8217;altro, l&#8217;assenza di continuit&#224; economica tra SEAH e&#160;Airport Handling.</p></td></tr></tbody></table>
7. VALUTAZIONE
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(220)</p></td><td><p>In questo caso, la Commissione ha dovuto valutare due questioni distinte: anzitutto, il possibile trasferimento dell&#8217;obbligo di recupero derivante dalla decisione di recupero da SEA Handling ad Airport Handling; in secondo luogo, il possibile aiuto correlato all&#8217;aumento di capitale da 25&#160;milioni di EUR effettuato da SEA in favore di Airport Handling.</p></td></tr></tbody></table>
7.1. Continuità economica e trasferimento dell’obbligo di restituzione
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(221)</p></td><td><p>In base a&#160;giurisprudenza consolidata, l&#8217;aiuto illegale e&#160;incompatibile deve essere recuperato presso le imprese che ne hanno effettivamente tratto vantaggio<a>&#160;(<span>20</span>)</a>.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(222)</p></td><td><p>Nel caso di beneficiari di aiuti di Stato insolventi, l&#8217;obbligo di restituzione pu&#242; essere assolto attraverso l&#8217;iscrizione del debito relativo al rimborso dell&#8217;aiuto nell&#8217;elenco dei debiti, a&#160;condizione che il beneficiario dell&#8217;aiuto esca dal mercato<a>&#160;(<span>21</span>)</a>. La Corte ha ritenuto che &#171;<span>dato che l&#8217;impresa beneficiaria degli aiuti illegali &#232; fallita ed &#232; stata costituita una nuova societ&#224; al fine di proseguire le attivit&#224; dell&#8217;impresa fallita, la prosecuzione di tale attivit&#224;, senza l&#8217;integrale recupero degli aiuti in questione, &#232; idonea a&#160;protrarre la distorsione della concorrenza causata dal vantaggio concorrenziale di cui detta societ&#224; ha goduto sul mercato rispetto ai suoi concorrenti. Pertanto, una simile societ&#224; di nuova costituzione pu&#242; essere tenuta, ove continui a&#160;godere di detto vantaggio, al rimborso degli aiuti in parola. Cos&#236; &#232;, segnatamente, nel caso in cui si dimostri che tale societ&#224; continua effettivamente a&#160;godere del vantaggio concorrenziale corrispondente al beneficio di detti aiuti, in particolare qualora essa proceda all&#8217;acquisto degli attivi della societ&#224; in liquidazione senza versare in corrispettivo un prezzo conforme alle condizioni del mercato, o&#160;qualora la creazione di una societ&#224; siffatta abbia avuto come effetto l&#8217;elusione dell&#8217;obbligo di restituzione di tali aiuti&#187;</span><a>&#160;(<span>22</span>)</a>.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(223)</p></td><td><p>Nell&#8217;ambito del trasferimento di beni patrimoniali da un beneficiario dell&#8217;aiuto a&#160;un&#8217;altra societ&#224; che continui a&#160;portare avanti le attivit&#224; del primo, la Corte ha confermato che i&#160;seguenti fattori<span>possono essere presi in considerazione</span> ai fini della valutazione della continuit&#224; economica tra due societ&#224;<a>&#160;(<span>23</span>)</a>: l&#8217;oggetto del trasferimento (attivit&#224; e&#160;passivit&#224;, continuit&#224; della manodopera, attivit&#224; aggregate ecc.); il prezzo del trasferimento; l&#8217;identit&#224; degli azionisti e&#160;dei proprietari dell&#8217;impresa acquirente e&#160;di quella originaria, il momento in cui il trasferimento &#232; realizzato (dopo l&#8217;inizio dell&#8217;indagine, l&#8217;avvio del procedimento o&#160;la decisione finale) e, infine, la logica economica dell&#8217;operazione.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(224)</p></td><td><p>Secondo la giurisprudenza, i&#160;fattori sopra descritti possono essere presi in considerazione a&#160;gradi diversi a&#160;seconda dei casi<a>&#160;(<span>24</span>)</a>. Ne consegue che la Commissione non &#232; tenuta a&#160;prendere in considerazione tutti i&#160;fattori in questione, come dimostrato dall&#8217;utilizzo dell&#8217;espressione &#171;<span>possono essere presi in considerazione&#187;</span><a>&#160;(<span>25</span>)</a>.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(225)</p></td><td><p>Per decidere se vi sia continuit&#224; economica tra SEAH e&#160;Airport Handling e&#160;se quest&#8217;ultimo possa essere ritenuto responsabile del rimborso dell&#8217;aiuto incompatibile concesso al primo, la Commissione ha applicato i&#160;suddetti indicatori alle specifiche circostanze del caso in esame.</p></td></tr></tbody></table>
7.1.1. L’oggetto del trasferimento
7.1.1.1. Trasferimento di manodopera e contratti di lavoro
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(226)</p></td><td><p>Successivamente alla messa in liquidazione di SEAH, molti dei suoi precedenti dipendenti sono stati riassunti da Airport Handling e&#160;hanno costituito inizialmente la maggioranza della manodopera di quest&#8217;ultima. &#200; pertanto opportuno verificare se tale situazione non sia indicativa di un tentativo di elusione della decisione di recupero. A&#160;questo scopo, &#232; opportuno valutare se il processo che ha generato questo esito non sia equivalso al mero trasferimento della manodopera di SEAH ad Airport Handling mantenendo al contempo le sue caratteristiche principali. Un tale ipotesi &#232; quanto mai pertinente, in quanto per una societ&#224; che fornisce servizi di assistenza a&#160;terra la manodopera rappresenta la risorsa primaria necessaria a&#160;garantirne l&#8217;operativit&#224;<a>&#160;(<span>26</span>)</a>.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(227)</p></td><td><p>L&#8217;Italia sostiene che non vi &#232; alcuna continuit&#224; di manodopera tra SEAH e&#160;Airport Handling, in quanto i&#160;contratti di lavoro con il personale sono stati risolti da SEAH e&#160;il personale &#232; stato impiegato da Airport Handling sulla base di nuovi contratti che prevedevano condizioni sostanzialmente diverse. Tale opinione &#232; stata confermata sia da Airport Handling, sia da SEA.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(228)</p></td><td><p>L&#8217;Italia ritiene che l&#8217;accordo sottoscritto da SEA, SEAH e&#160;i sindacati il 4&#160;novembre 2013 non debba essere interpretato come inteso a&#160;garantire agli ex dipendenti di SEAH i&#160;diritti acquisiti con i&#160;precedenti contratti con SEAH. L&#8217;accordo sarebbe un documento essenzialmente programmatico, successivamente sostituito dagli accordi del 4&#160;giugno 2014. Alla luce della formulazione di tali accordi, sarebbe evidente che agli ex dipendenti di SEAH non sono stati garantiti i&#160;diritti precedentemente acquisiti e&#160;che tali dipendenti sono stati invece riassunti da Airport Handling a&#160;nuove condizioni.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(229)</p></td><td><p>Sulla base delle informazioni ottenute durante il procedimento di indagine formale, la Commissione ha valutato i) la procedura in base alla quale un numero consistente di dipendenti di SEAH &#232; stato riassunto presso Airport Handling, e&#160;ii) gli accordi con i&#160;sindacati per la riassunzione della manodopera di SEAH.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(230)</p></td><td><p>In primo luogo, per quanto riguarda la procedura occorre notare sin dall&#8217;inizio che non vi &#232; stato alcun trasferimento<span>de jure</span> dei contratti di lavoro da SEAH ad Airport Handling. I&#160;contratti con SEAH sono stati legalmente rescissi e&#160;sono stati conclusi nuovi contratti con Airport Handling. Inoltre, il trasferimento dei contratti di lavoro SEAH ad Airport Handling non &#232; avvenuto n&#233; automaticamente, n&#233; completamente. In realt&#224; non &#232; avvenuto nessun trasferimento di contratti di lavoro. Piuttosto, SEAH ha rescisso i&#160;contratti di lavoro prima della riassunzione, a&#160;condizioni diverse, di parte dei lavoratori ad opera di Airport Handling.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(231)</p></td><td><p>In secondo luogo, per quanto riguarda l&#8217;oggetto del trasferimento &#232; opportuno evidenziare quanto segue: il 22&#160;aprile 2014, quando SEAH ha avviato il regime di collocamento in mobilit&#224; dei dipendenti, la sua manodopera constava di [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> unit&#224;, pari a&#160;[&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> ETP. Dai dati a&#160;disposizione si evince che il 31&#160;maggio 2015, ovvero 9 mesi dopo l&#8217;inizio delle sue attivit&#224;, Airport Handling impiegava [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> dipendenti, di cui [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> precedentemente alle dipendenze di SEAH. Pertanto, Airport Handling aveva, fino a&#160;quella data, assunto circa il [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> % dei dipendenti di SEAH. Il trasferimento non era pertanto completo e&#160;nemmeno &#171;praticamente&#187; completo. Ciononostante, &#232; altres&#236; opportuno evidenziare che la manodopera di Airport Handling consisteva, almeno nella prima fase immediatamente successiva all&#8217;inizio delleattivit&#224;, quasi esclusivamente di ex dipendenti SEAH.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(232)</p></td><td><p>In terzo luogo, per quanto riguarda le condizioni concrete della riassunzione, la Commissione osserva che i&#160;contratti sottoscritti da parte di Airport Handling con i&#160;vecchi dipendenti SEAH differivano, sia da un punto di vista formale, sia sostanziale, dagli altri contratti con SEAH, in particolare per quanto riguarda l&#8217;applicazione di condizioni diverse riguardanti i&#160;seguenti aspetti:</p><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>ai dipendenti di Airport Handling si applica una [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a>;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>Airport Handling non applica [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> che integra il contratto collettivo di lavoro nazionale;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>i cambiamenti sostanziali relativi alle condizioni di lavoro comprendono le seguenti modifiche:</p><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>[&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a>;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>[&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a>, applicati invece da SEAH nei confronti dei suoi dipendenti;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>organizzazione dei dipendenti (ad esempio, [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a>);</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>un risultato misurabile dei cambiamenti sopra elencati &#232; dato dalla riduzione dei costi del lavoro di circa il [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> % rispetto ai costi del lavoro di SEAH, dovuta sia alle modifiche al contratto collettivo di lavoro nazionale applicabile e&#160;al contratto aziendale supplementare. L&#8217;incidenza delle condizioni di quest&#8217;ultimo contratto sui costi del lavoro &#232; stata ridotta del 50&#160;%.</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(233)</p></td><td><p>Da ultimo, anche le circostanze alle quali i&#160;termini dei contratti di lavoro sono stati negoziati e, in ultima analisi, definiti tra le parti testimoniano di un significativo cambiamento delle condizioni di lavoro: SEA, SEAH e&#160;Airport Handling hanno negoziato separatamente con i&#160;sindacati, con i&#160;quali hanno raggiunto accordi diversi. Per Airport Handling e&#160;i sindacati ci sono voluti pi&#249; di otto mesi per raggiungere un accordo sui termini relativi alla procedura di assunzione, al contenuto giuridico e&#160;economico dei contratti di lavoro, al regime previdenziale e&#160;all&#8217;organizzazione del lavoro. Secondo il Trust, i&#160;lavoratori di SEAH si sono inizialmente opposti alle modifiche che i&#160;sindacati dei lavoratori stessi avevano approvato con l&#8217;accordo del giugno 2014 ed hanno respinto tali modifiche nel quadro di un referendum. Secondo i&#160;documenti forniti dal Trust, i&#160;sindacati hanno accettato le nuove condizioni di lavoro solo dopo che Airport Handling ha acconsentito a&#160;introdurre alcuni chiarimenti al suddetto accordo. La Commissione osserva che Airport Handling ha negoziato separatamente con i&#160;sindacati e&#160;che, nonostante alcuni disaccordi iniziali, &#232; tuttavia riuscita ad attuare le modifiche sopra descritte. Come indicato al considerando 38, l&#8217;accordo del 4&#160;giugno 2014 tra Airport Handling e&#160;i sindacati non ha subito modifiche sostanziali in seguito al rigetto deciso dai lavoratori mediante referendum e&#160;la correlativa richiesta di introdurre determinati chiarimenti nell&#8217;accordo.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(234)</p></td><td><p>Alla luce delle precedenti considerazioni, il trasferimento effettivo della manodopera non &#232; stato n&#233; completo, n&#233; ha comportato la replica nella sostanza delle condizioni di impiego previste dai contratti SEAH.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(235)</p></td><td><p>Tale risultanza non &#232; inficiata dagli accordi sulla manodopera conclusi tra SEA, SEAH e&#160;Airport Handling da un lato e&#160;i sindacati dall&#8217;altro. L&#8217;obiettivo degli accordi, in effetti, non prevede che la manodopera venga completamente trasferita da SEAH ad Airport Handling n&#233; che le condizioni previste dai contratti di lavoro di SEAH vengano mantenute in vigore. La Commissione osserva, in particolare, che, in base al progetto iniziale di accordo del 4&#160;novembre 2013 tra SEA e&#160;i sindacati, il successivo accordo di attuazione avrebbe dovuto ispirarsi all&#8217;obiettivo di proteggere i&#160;posti di lavoro di tutto il personale SEAH<a>&#160;(<span>27</span>)</a>. Tale accordo elenca una serie di misure idonee a&#160;raggiungere tale obiettivo, essenzialmente tutti i&#160;meccanismi previsti dalle normative pertinenti che disciplinano l&#8217;occupazione e&#160;la contrattazione collettiva, quali le reti di sicurezza sociale e&#160;le cessazioni volontarie, da adottare anche all&#8217;interno del gruppo SEA, e&#160;soluzioni comprendenti trasferimenti all&#8217;interno del gruppo. In effetti, tale strategia implicava che i&#160;posti di lavoro dovessero essere riattribuiti all&#8217;interno del gruppo SEA nel suo insieme<a>&#160;(<span>28</span>)</a>, ma non solo all&#8217;interno di Airport Handling e&#160;soltanto come una misura tra diverse altre misure. Inoltre, tali accordi non sono stati conclusi con Airport Handling, che ha concluso accordi distinti con il personale. Pertanto, il numero di posti di lavoro riassegnati ad Airport Handling non &#232; stato stabilito a&#160;priori dalle parti, ma definito, sulla base del fabbisogno di personale della societ&#224;, successivamente alla conclusione dei contratti con le compagnie aeree.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(236)</p></td><td><p>La Commissione osserva inoltre che non vi sono indicazioni che dimostrino che Airport Handling sia stata assoggettata, dalle autorit&#224; pubbliche o&#160;dalla societ&#224; madre SEA, all&#8217;obbligo di assumere gli ex dipendenti SEAH.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(237)</p></td><td><p>In conclusione, per quanto la portata del trasferimento della manodopera, la Commissione ritiene che le circostanze evidenzino in prima analisi un elemento rilevante di continuit&#224; economica nella riassunzione di una parte significativa della manodopera di SEAH da parte di Airport Handling. Occorre, tuttavia, tenere in considerazione i&#160;fatti riguardanti la riassunzione, in particolare la rescissione di tutti i&#160;contratti e&#160;la conclusione di nuovi contratti a&#160;nuove condizioni. Pertanto, la Commissione conclude che il trasferimento della manodopera non pu&#242; essere interpretato come un forte indicatore di continuit&#224; economica tra SEAH e&#160;Airport Handling.</p></td></tr></tbody></table>
7.1.1.2. Contratti con i vettori aerei
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(238)</p></td><td><p>Nella sua decisione di avvio del procedimento del 2014 la Commissione ha espresso l&#8217;opinione preliminare secondo cui le quote di mercato di Airport Handling previste nei primi sei mesi di attivit&#224; potevano essere considerate senz&#8217;altro realistiche grazie all&#8217;internalizzazione delle attivit&#224; precedentemente intraprese da SEAH.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(239)</p></td><td><p>Nel corso dell&#8217;indagine, l&#8217;Italia, SEA e&#160;Airport Handling hanno affermato che tali aspettative poggiavano sul piano industriale di agosto 2014 di Airport Handling e&#160;che erano rese possibili da consistenti riduzioni dei costi operativi, ottenute tramite il miglioramento dell&#8217;efficienza e&#160;la riduzione del personale.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(240)</p></td><td><p>Inoltre, Airport Handling ha provveduto alla negoziazione<span>ex novo</span> dei contratti con le compagnie aeree operanti presso gli aeroporti di Milano. Secondo le autorit&#224; italiane, tali contratti non potevano essere legalmente trasferiti da SEAH ad Airport Handling. Era invece necessario che venissero negoziati<span>ex novo</span> nell&#8217;ambito di un sistema di concorrenza con altri fornitori di servizi operanti presso gli aeroporti di Milano.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(241)</p></td><td><p>Effettivamente, come descritto ai considerando 133 e&#160;208, il portafoglio clienti di Airport Handling &#232; diverso da quello di SEAH. Quando SEAH &#232; uscita dal mercato, alcuni suoi clienti hanno deciso di affidare la fornitura di servizi di assistenza a&#160;terra ad operatori diversi da Airport Handling. Per contro, Airport Handling &#232; riuscito ad attrarre clienti precedentemente non serviti da SEAH.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(242)</p></td><td><p>A ulteriore comprova del fatto che i&#160;nuovi contratti conclusi da Airport Handling con i&#160;vettori aerei non sono stati soltanto oggetto di negoziazione<span>ex novo</span>, ma presentano condizioni contrattuali sostanzialmente differenti, l&#8217;Italia ha trasmesso informazioni che dimostrano che talune compagnie aeree precedentemente servite da SEAH (quali, ad esempio, [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a>) sono state in grado di ottenere condizioni di gran lunga pi&#249; favorevoli da Airport Handling rispetto a&#160;quelle proposte da SEAH. In particolare, durante le trattative con Airport Handling, [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> ha richiesto che [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a>. Di conseguenza, [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> ha ottenuto [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a><a>&#160;(<span>29</span>)</a>.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(243)</p></td><td><p>Nel corso dell&#8217;indagine, l&#8217;Italia ha spiegato che SEA non aveva posto, come condizione per la concessione di sconti sulle tariffe aeroportuali, la sottoscrizione di contratti di assistenza a&#160;terra con Airport Handling da parte dei vettori aerei operanti negli aeroporti di Milano. Sulla base delle osservazioni ricevute nel corso dell&#8217;indagine, non vi sono prove documentali che dimostrino l&#8217;effettivo tentativo da parte di SEA di convincere le compagnie aeree operanti negli aeroporti di Milano a&#160;concludere nuovi contratti di assistenza a&#160;terra con Airport Handling.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(244)</p></td><td><p>Nella decisione di avvio del procedimento del 2014 la Commissione ha espresso dubbi in merito al fatto che i&#160;contratti con le compagnie aeree sarebbero stati rinegoziati. In tale contesto, la Commissione ha addotto informazioni in base alle quali risultava che, anche prima della scadenza di tali contratti, SEA e&#160;Airport Handling si fossero gi&#224; impegnate in attivit&#224; comuni di marketing volte a&#160;rassicurare i&#160;vettori aerei che operano nell&#8217;aeroporto sul fatto che SEA avrebbe continuato l&#8217;attivit&#224; di assistenza a&#160;terra. Il procedimento di indagine formale non ha tuttavia prodotto alcun elemento concreto di prova che dimostri che SEA e&#160;Airport Handling avessero organizzato, attraverso attivit&#224; comuni di marketing, un mero cambio di contraente senza lasciare alle compagnie aeree, nella loro veste di committenti, margine per la rinegoziazione dei termini contrattuali. In particolare, la Commissione non ha ricevuto prove del fatto che SEA o&#160;Airport Handling si trovassero in una posizione tale da ostacolare in modo efficace le iniziative di ex clienti SEAH volte ad ottenere condizioni pi&#249; favorevoli da altri fornitori di servizi di assistenza a&#160;terra.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(245)</p></td><td><p>La Commissione ha valutato se Airport Handling, preparandosi ad entrare in attivit&#224;, si trovasse di fatto nella posizione di un nuovo concorrente o&#160;piuttosto beneficiasse della posizione di mercato e&#160;dei contatti con clienti di SEAH, per assicurarsi la continuit&#224; delle operazioni. Nelle specifiche circostanze del caso in esame, l&#8217;uscita dal mercato di SEAH, qualora non avesse offerto ai suoi clienti la possibilit&#224; di negoziare nuovi contratti con fornitori di servizi di assistenza a&#160;terra diversi da Airport Handling, avrebbe potuto essere interpretata come un indizio di elusione della decisione di recupero, in quanto si sarebbe tradotta nel trasferimento di clienti da SEAH ad Airport Handling.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(246)</p></td><td><p>A tale riguardo, le seguenti considerazioni sono di particolare rilievo: il piano industriale di Airport Handling non ha preso in esame scenari alternativi che contemplassero quote di mercato inferiori. Ci&#242; pu&#242; significare che Airport Handling confidava di avere buone probabilit&#224; di rilevare la clientela di SEAH e&#160;si aspettava cos&#236; di beneficiare della posizione di mercato precedente di SEAH e&#160;dei contatti di quest&#8217;ultima per creare il proprio portafoglio clienti e&#160;stipulare i&#160;relativi contratti, senza dover affrontare la concorrenza di altre societ&#224; di assistenza a&#160;terra</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(247)</p></td><td><p>Tuttavia, questa ipotesi &#232; stata smentita da alcuni fattori formali e&#160;sostanziali.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(248)</p></td><td><p>In primo luogo, per quanto riguarda la forma del trasferimento, non vi &#232; stato un trasferimento legale dei contratti di servizio da SEAH ad Airport Handling. Le compagnie aeree sono state pertanto libere di scegliere un fornitore diverso da Airport Handling non appena i&#160;loro contratti con SEAH sono stati rescissi, come indicato al considerando 43 della presente decisione.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(249)</p></td><td><p>In secondo luogo, le informazioni a&#160;disposizione indicano che i&#160;clienti si sono trovati nella posizione di contattare altri fornitori di servizi non appena SEAH ha notificato loro che avrebbe cessato la propria attivit&#224;. La scelta di altri prestatori di servizi da parte di taluni clienti dimostra, in effetti, l&#8217;esistenza di una tale opportunit&#224;. L&#8217;aspetto pi&#249; importante &#232; che SEAH non aveva mezzi giuridici per trasferire unilateralmente i&#160;contratti a&#160;nessun soggetto terzo, salvo in situazioni eccezionali. In base alle informazioni fornite dalle autorit&#224; italiane, la clausola relativa alle situazioni eccezionali non &#232; stata tuttavia mai invocata. Le autorit&#224; italiane hanno trasmesso un elenco della clientela di Airport Handling aggiornato al 14&#160;febbraio 2014 da cui si evince che sui 68 ex clienti di SEAH, [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> avevano cambiato fornitore dei servizi di assistenza a&#160;terra e&#160;che sui [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> clienti di Airport Handling, uno proveniva da un operatore concorrente, tre erano clienti nuovi per l&#8217;aeroporto e&#160;[&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> erano ex clienti di SEAH. [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> di questi ex clienti di SEAH hanno negoziato e&#160;ottenuto contratti pi&#249; vantaggiosi per i&#160;clienti, in termini di prezzi pi&#249; bassi (13 clienti), modifiche del portafoglio servizi ([&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> clienti) o&#160;una combinazione dei due parametri ([&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> clienti). Risulta pertanto che soltanto 20 clienti avevano concluso contratti di servizio che contenevano le stesse condizioni dei contratti precedentemente stipulati con SEAH. Le riduzioni tariffarie sono comprese tra lo [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> % e&#160;il [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> % rispetto alle tariffe precedentemente concordate con SEAH.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(250)</p></td><td><p>Alla luce di tali considerazioni, complessivamente, la Commissione non individua indizi di elusione della decisione di recupero (continuit&#224; economica) nella procedura che ha condotto Airport Handling a&#160;stringere accordi con alcuni ex clienti di SEAH. Di fatto, Airport Handling si &#232; evidentemente esposta a&#160;una concorrenza effettiva quando ha condotto trattative con i&#160;vettori operanti negli aeroporti di Milano e&#160;vi sono indicazioni del fatto che la concorrenza tra i&#160;fornitori di servizio presso detti aeroporti si sia effettivamente aperta nel momento in cui SEAH stava per uscire dal mercato.</p></td></tr></tbody></table>
7.1.1.3. Beni patrimoniali di SEAH
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(251)</p></td><td><p>Quale terzo punto dell&#8217;analisi dell&#8217;oggetto del trasferimento, la Commissione ha valutato l&#8217;oggetto del trasferimento dei beni patrimoniali.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(252)</p></td><td><p>La Commissione osserva che quando ha cominciato le attivit&#224;, Airport Handling ha affittato presso SEAH il 100&#160;% dell&#8217;attrezzatura necessaria per l&#8217;assistenza a&#160;terra. Cinque messi dopo, ha cominciato a&#160;sostituire gradualmente tale attrezzatura con beni acquistati sul mercato per poi acquistare, nel settembre 2015, [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> dei [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> lotti di beni messi in vendita da SEAH.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(253)</p></td><td><p>In particolare, Airport Handling ha avviato la sua attivit&#224; di fornitura di servizi di assistenza a&#160;terra sottoscrivendo con SEAH un contratto di affitto la cui scadenza era prevista per il 31&#160;agosto 2015. Prima della scadenza del contratto di affitto, Airport Handling ha espresso il proprio interesse all&#8217;acquisto di [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> dei [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> lotti messi in vendita, in particolare i&#160;lotti [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a>. Secondo Airport Handling, sebbene realisticamente circa un terzo delle attrezzature per l&#8217;assistenza a&#160;terra di propriet&#224; di SEAH e&#160;affittate ad Airport Handling fosse datato, Airport Handling era intenzionata ad acquisire circa il [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> % di tale attrezzatura (sufficiente ad Airport Handling per svolgere la propria attivit&#224;), considerando che nel frattempo Airport Handling aveva ottenuto sul mercato una quantit&#224; significativa di pezzi di ricambio da utilizzarsi per la sostituzione di alcune parti dell&#8217;attrezzatura pi&#249; obsoleta di SEAH.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(254)</p></td><td><p>I documenti disponibili indicano che i&#160;negoziati di vendita tra Airport Handling e&#160;SEAH hanno preso avvio con la lettera del 3&#160;giugno 2015 con cui Airport Handling ha avanzato le seguenti proposte:</p><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>richiesta di uno sconto del [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> % [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> a&#160;causa innanzitutto dell&#8217;et&#224; e&#160;delle condizioni delle attrezzature e&#160;anche dell&#8217;esito della procedura di gara lanciata da SEA;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>pagamento [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> tra il 31&#160;luglio e&#160;il 31&#160;dicembre 2015;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>risoluzione consensuale del contratto d&#8217;affitto originale il 30&#160;giugno 2015 e&#160;concessione da parte di SEAH in regime di comodato provvisorio e&#160;limitato di circa [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> beni [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a>, al pi&#249; tardi, al 31&#160;dicembre 2015, con spese di assicurazione e&#160;manutenzione a&#160;carico di Airport Handling.</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(255)</p></td><td><p>Lo stesso giorno si &#232; svolta una riunione tra le parti, Con lettera del 10&#160;giugno 2015, il liquidatore ha risposto alle proposte di Airport Handling, puntualizzando quanto segue:</p><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>SEAH era intenzionata ad accettare l&#8217;offerta ma non a&#160;concedere sconti in quanto i&#160;prezzi erano stati fissati da esperti. Il liquidatore ha inoltre segnalato che Airport Handling non avrebbe nemmeno dovuto sostenere alcuna spesa di trasporto;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>SEAH non era disposta ad accettare pagamenti rateali, a&#160;meno che Airport Handling non avesse fornito le necessarie garanzie;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>pur non concedendo sconti, SEAH era disposta a&#160;trasferire l&#8217;attrezzatura il 30&#160;giugno 2015 e&#160;a mettere a&#160;disposizione i&#160;beni specificati, ma soltanto fino al 30 novembre, al pi&#249; tardi.</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(256)</p></td><td><p>Secondo le autorit&#224; italiane, i&#160;negoziati sono continuati fino al settembre 2015, quando SEAH ha acconsentito al pagamento del prezzo di acquisto dei [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> lotti [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a>. Il prezzo d&#8217;acquisto &#232; stato fissato a&#160;[&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> EUR, che corrispondeva al prezzo inizialmente indicato nella procedura di gara andata deserta. In via eccezionale, il contratto d&#8217;affitto originale &#232; stato prorogato fino al [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> per [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> beni dietro pagamento di un canone complessivo di [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> EUR, calcolato sulla base del valore attribuito ai beni nel quadro delle perizie condotte dagli esperti indipendenti. Airport Handling ha restituito i&#160;[&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> beni a&#160;SEAH il [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a>.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(257)</p></td><td><p>Secondo Airport Handling, l&#8217;acquisto era comunque giusitificato sotto il profilo economico, in particolare per i&#160;seguenti motivi:</p><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>il modello aziendale di Airport Handling &#232; essenzialmente caratterizzato dal fatto che lo hub operativo &#232; concentrato in una sola localit&#224;, gli aeroporti di Milano. Il corrispondente modello organizzativo consiste quindi nel fornire risorse economiche e&#160;tecniche idonee a&#160;soddisfare la domanda di servizi caratteristica di una sola localit&#224; (modello<span>hub-provider</span>). A&#160;parere di Airport Handling, tale modello garantisce una migliore efficienza e&#160;margini di redditivit&#224; pi&#249; sicuri. Per questo motivo, l&#8217;et&#224; e&#160;l&#8217;efficienza dell&#8217;attrezzatura rivestono per Airport Handling un&#8217;importanza minore rispetto agli operatori che sono attivi in diversi aeroporti e&#160;che quindi devono garantire una &#171;gestione snella&#187; dell&#8217;attrezzatura;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>sebbene una parte dell&#8217;attrezzatura fosse datata, numerosi beni erano invece relativamente recenti e&#160;potevano essere utilizzati in modo efficiente;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>i beni si trovavano gi&#224; in loco e&#160;non erano quindi necessarie spese di trasporto;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>Airport Handling sperava di ridurre i&#160;costi di manutenzione, in quanto quasi tutti i&#160;beni provenivano dallo stesso produttore ed erano esemplari dello stesso modello;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>cercando di acquistare attrezzatura di seconda mano sui mercati unionali Airport Handling si &#232; resa conto che tali mercati non offrivano quantitativi di attrezzatura di seconda mano sufficienti a&#160;soddisfare le sue esigenze a&#160;prezzi accettabili;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>durante la fase di avvio, si sarebbe usato un assortimento di attrezzature usate e&#160;nuove, soprattutto perch&#233; i&#160;produttori non apparivano in grado di fornire tutte le attrezzature nuove in una sola volta ma anche perch&#233; Airport Handling aveva buoni motivi per ritenere che un improvviso aumento della domanda avrebbe potuto generare un&#8217;impennata dei prezzi. Per questo motivo, Airport Handling intendeva piuttosto eliminare gradualmente i&#160;beni usati e&#160;sostituirli con beni nuovi;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>infine, collaudare la nuova attrezzatura e&#160;formare adeguatamente il personale ad utilizzarla sarebbe stato difficile, in particolare nella fase di avvio.</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(258)</p></td><td><p>Nel frattempo, Airport Handling ha lanciato una procedura di gara, tra il novembre 2014 e&#160;il gennaio 2015, per l&#8217;acquisto di nuove attrezzature sul mercato. Secondo le autorit&#224; italiane, il valore delle attrezzature acquistate nell&#8217;ambito di tale prima gara &#232; stato pari a&#160;circa [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> EUR.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(259)</p></td><td><p>La Commissione ha valutato se il confronto tra il valore e&#160;il numero dei beni patrimoniali di Airport Handling acquistati sul mercato e&#160;il valore e&#160;il numero dei beni prima presi in affitto e&#160;poi acquistati presso SEAH potesse essere un indicatore affidabile di continuit&#224; economica. Per quanto riguarda la comparabilit&#224; delle due categorie dibeni, la Commissione ha concluso che:</p><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>il liquidatore di SEAH aveva costituito i&#160;lotti in modo da associare in ciascuno di essi beni che erano in buone condizioni operative con beni in condizioni meno buone;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>in genere, le attrezzature di SEAH erano datate;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>secondo le autorit&#224; italiane, circa [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> dei [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> beni acquistati da SEAH erano in buone o&#160;soddisfacenti condizioni operative. Circa 1/3 di questi beni avrebbe potuto essere utilizzato, nella migliore delle ipotesi, come fonte di pezzi di ricambio. 700 beni acquistati si sono rilevati privi o&#160;quasi di valore o&#160;di possibilit&#224; di utilizzo mentre 270 sono stati accantonati e&#160;rottamati;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>l&#8217;attrezzatura di Airport Handling &#232; costituita da un ampio insieme composito di beni diversi come scale, camion, elevatori, caricatori e&#160;carrelli;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>non si pu&#242; escludere che anche un solo veicolo nuovo e&#160;moderno utilizzato a&#160;tempo pieno possa risultare pi&#249; efficiente di tutta una serie di veicoli vecchi che richiedono di norma tempi di manutenzione pi&#249; lunghi.</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(260)</p></td><td><p>In base a&#160;quanto precede, la Commissione conclude che il confronto tra il valore e&#160;il numero delle nuove attrezzature e&#160;il valore delle attrezzature prese in affitto e&#160;poi acquistate non pu&#242; essere utilizzato nella fattispecie come indicatore di continuit&#224; economica.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(261)</p></td><td><p>Alla luce di questa situazione, la Commissione ha valutato l&#8217;importanza dei beni patrimoniali (beni strumentali) come fattore produttivo di Airport Handling rispetto alla manodopera come fattore produttivo e&#160;rispetto al fatturato sia di SEAH, sia di Airport Handling.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(262)</p></td><td><p>Per quanto riguarda l&#8217;importanza dei beni patrimoniali in relazione alla manodopera, il valore degli strumenti operativi registrato nell&#8217;ultimo bilancio di SEAH prima della liquidazione era pari a&#160;circa [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> EUR. A&#160;sua volta, nel 2015 Airport Handling deteneva attivit&#224; in conto capitale per un valore di [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> EUR<a>&#160;(<span>30</span>)</a>. Per contro, i&#160;costi del personale di Airport Handling sono risultati pari a&#160;[&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> EUR nell&#8217;anno compreso tra settembre 2014 e&#160;agosto 2015 in base al consuntivo economico di Airport Handling relativo allo stesso periodo<a>&#160;(<span>31</span>)</a>.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(263)</p></td><td><p>Il valore dei beni patrimoniali &#232; altres&#236; inferiore rispetto al fatturato: il consuntivo economico di Airport Handling del periodo settembre 2014&#160;&#8212; agosto 2015 riporta un fatturato pari a&#160;[&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> EUR. Pertanto, i&#160;beni patrimoniali in questione sembrano essere un fattore di produzione di minore importanza rispetto alla manodopera. Anche il loro valore &#232; molto modesto, se paragonato al fatturato generato sia con la manodopera, sia con i&#160;beni patrimoniali. Le informazioni emerse dal procedimento di indagine formale indicano, piuttosto, che sia SEAH, sia Airport Handling hanno applicato un modello aziendale ad alta intensit&#224; di manodopera piuttosto che ad alta intensit&#224; patrimoniale.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(264)</p></td><td><p>La Commissione, pertanto, conclude che, sebbene Airport Handling abbia inizialmente acquisito tutti i&#160;suoi beni patrimoniali da SEAH, questo elemento non pu&#242;, di per s&#233;, essere interpretato come indicativo della continuit&#224; economica, in quanto i&#160;beni patrimoniali rappresentano un fattore produttivo di minore importanza nel settore dell&#8217;assistenza a&#160;terra.</p></td></tr></tbody></table>
7.1.1.4. Sintesi della valutazione dell’oggetto del trasferimento
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(265)</p></td><td><p>La valutazione di quanto la portata del trasferimento sia indicativo della presenza di continuit&#224; economica tra SEAH e&#160;Airport Handling conduce alla seguente indicazione.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(266)</p></td><td><p>Anzitutto, non vi &#232; stato alcun trasferimento del portafoglio clienti da SEAH ad Airport Handling. Piuttosto, con la liquidazione di SEAH sono stati rescissi tutti i&#160;contratti e&#160;Airport Handling ha dovuto concludere nuovi contratti, potendo attrarre alcuni tra i&#160;precedenti clienti di SEAH e&#160;acquisirne di nuovi, e&#160;al contempo perdendo alcuni dei clienti a&#160;vantaggio della concorrenza. Le condizioni contrattuali sono state negoziate indipendentemente dalle condizioni precedenti previste dagli accordi con SEAH. A&#160;tale riguardo, Airport Handling godeva della stessa posizione status che avrebbe avuto ogni altro concorrente o&#160;nuovo concorrente. Secondo la Commissione, la circostanza che non si sia avuto alcun trasferimento del portafoglio clienti rappresenta una chiara indicazione del fatto che non vi sia stata continuit&#224; economica.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(267)</p></td><td><p>In secondo luogo, Airport Handling ha reclutato la sua manodopera iniziale interamente da SEAH, ma con nuovi contratti e&#160;a nuove condizioni contrattuali. Non vi sono stati quindi alcun trasferimento in blocco, alcun trasferimento automatico dei contratti e&#160;alcuna riproduzione automatica dei termini dei contratti di lavoro.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(268)</p></td><td><p>In terzo luogo, sebbene sia vero che Airport Handling abbia inizialmente preso in affitto tutti i&#160;beni patrimoniali di SEAH necessari a&#160;espletare i&#160;servizi di assistenza a&#160;terra, allo scadere del contratto di affitto, alla fine l&#8217;impresa ha rilevato solo parte dei beni patrimoniali di SEAH, in quanto aveva nel frattempo cominciato ad acquistare attrezzature da terzi. Le informazioni a&#160;disposizione suggeriscono, inoltre, che i&#160;beni patrimoniali rappresentano solo una quota minore dei mezzi di produzione nel settore dell&#8217;assistenza a&#160;terra e&#160;che non sono determinanti per la struttura dei costi e&#160;l&#8217;efficienza di Airport Handling.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(269)</p></td><td><p>Complessivamente, prendendo in considerazione la portata del trasferimento, la Commissione ritiene che le circostanze connesse alla costituzione di Airport Handling a&#160;seguito della liquidazione di SEAH, viste complessivamente, non sono tali da indicare che vi sia stata, tra le due imprese, una continuit&#224; economica finalizzata all&#8217;elusione della decisione di recupero.</p></td></tr></tbody></table>
7.1.2. Pagamento del prezzo di mercato
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(270)</p></td><td><p>In base alla giurisprudenza, il trasferimento di beni patrimoniali a&#160;un prezzo inferiore al prezzo di mercato potrebbe essere altres&#236; considerato come un indicatore di continuit&#224; economica tra la societ&#224; in liquidazione tenuta a&#160;rimborsare l&#8217;aiuto di Stato e&#160;la societ&#224; di nuova costituzione.</p></td></tr></tbody></table>
7.1.2.1. Patrimonio SEAH — considerazioni generali
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(271)</p></td><td><p>Nel quadro della procedura fallimentare, l&#8217;elusione di una decisione di aiuto di Stato negativa attraverso il trasferimento di beni patrimoniali pu&#242; avvenire, in particolare, nei seguenti casi:</p><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>vendita, ovvero affitto, dei beni patrimoniali al di sotto del prezzo di mercato (ad esempio, seguendo una procedura di vendita che non sia sufficientemente aperta, trasparente e&#160;non discriminatoria), ovvero</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>azioni da parte del curatore fallimentare finalizzate a&#160;frodare i&#160;creditori e&#160;a diminuire il valore dei beni patrimoniali di una societ&#224; insolvente, ovvero violazione del principio di uguaglianza dei creditori in danno dei creditori pubblici<a>&#160;(<span>32</span>)</a>.</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(272)</p></td><td><p>Al contrario, la Commissione ritiene che il trasferimento o&#160;l&#8217;affitto di beni patrimoniali da una societ&#224; insolvente che ha ricevuto un aiuto incompatibile verso una nuova societ&#224; non sia indicativo della volont&#224; di eludere la decisione di recupero nelle seguenti ipotesi:</p><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>non &#232; stata intrapresa alcuna azione per ridurre il valore dei beni patrimoniali della societ&#224; insolvente a&#160;vantaggio della nuova societ&#224; e&#160;a svantaggio dei creditori (in quanto lo scopo della liquidazione &#232; massimizzare i&#160;proventi dalla vendita dei beni patrimoniali per assicurare ai creditori il massimo della somma rimborsabile);</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>i creditori pubblici (che avanzano la rivendicazione legata all&#8217;incompatibilit&#224; dell&#8217;aiuto) non sono stati indebitamente svantaggiati rispetto agli altri creditori (compresi, potenzialmente, la nuova societ&#224; o&#160;i suoi fondatori) nel contesto delle procedure concorsuali.</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(273)</p></td><td><p>In questo caso:</p><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>il canone di affitto &#232; stato definito sulla base di due valutazioni esterne. &#200; stato adeguato al rialzo in base alla seconda valutazione, che poggia su una verifica esauriente delle attrezzature affittate. Pertanto, non vi &#232; alcuna indicazione del fatto che il prezzo al quale beni patrimoniali di SEAH sono state presi in affitto da Airport Handling fosse in contrasto con le condizioni di mercato;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>non vi &#232; altres&#236; alcuna indicazione del fatto che le transazioni condotte su iniziativa del liquidatore abbiano frodato i&#160;creditori e&#160;possano aver portato a&#160;una diminuzione del valore delle azioni di SEAH. In particolare, come illustrato in dettaglio in seguito, tutte le informazioni a&#160;disposizione evidenziano che sono state indette adeguate procedure di gara per la vendita dei beni patrimoniali di SEAH, offrendo a&#160;tutti gli acquirenti potenzialmente interessati l&#8217;opportunit&#224; di presentare un&#8217;offerta. Il fatto che il prezzo del contratto di affitto sia stato determinato da esperti esterni e&#160;corretto al rialzo dopo una seconda valutazione e&#160;che il liquidatore di SEAH non fosse disposto a&#160;concedere a&#160;Airport Handling uno sconto sul prezzo di acquisto delle attrezzature dimostra che la procedura di cessione organizzata dal liquidatore aveva lo scopo di massimizzare le entrate relative alla vendita dei beni patrimoniali in questione, a&#160;vantaggio dei creditori di SEAH, e&#160;che non ha comportato dunque il trasferimento particolare di un vantaggio economico ad Airport Handling;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>la Commissione osserva altres&#236; che nessun soggetto interessato ha denunciato eventuali violazioni dei diritti dei creditori, la riduzione del valore dei beni patrimoniali di SEAH o&#160;il fatto che tali beni siano state affittati ad Airport Handling a&#160;un canone inferiore ai prezzi di mercato. L&#8217;attrezzatura per l&#8217;assistenza a&#160;terra di SEAH comprendeva circa 4&#160;000 beni. Secondo il piano inizialmente annunciato dall&#8217;Italia, questi beni sarebbero state concessi in affitto da SEAH a&#160;condizioni di mercato in attesa della loro vendita sul libero mercato nell&#8217;ambito della procedura di liquidazione.</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table>
7.1.2.2. Affitto dei beni patrimoniali di SEAH ad Airport Handling — Definizione del canone di affitto
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(274)</p></td><td><p>In seguito all&#8217;esito negativo della procedura di gara, l&#8217;attrezzatura per l&#8217;assistenza a&#160;terra &#232; stata concessa in affitto ad Airport Handling sulla base di un contratto di affitto con scadenza inizialmente prevista al 31&#160;agosto 2015.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(275)</p></td><td><p>In base alla giurisprudenza, il semplice fatto che una societ&#224; prenda in affitto per un determinato periodo tutti i&#160;beni patrimoniali di un societ&#224; insolvente o&#160;parte di esse non significa necessariamente che la nuova societ&#224; abbia goduto del vantaggio concorrenziale connesso a&#160;un aiuto precedentemente concesso al locatore<a>&#160;(<span>33</span>)</a>. La cessione in affitto dei beni patrimoniali da parte del beneficiario dell&#8217;aiuto a&#160;una societ&#224; che svolge un&#8217;attivit&#224; simile non &#232; indicativa di una continuit&#224; economica, se il canone di affitto riflette il prezzo di mercato. Tuttavia, un canone di affitto versato dalla nuova societ&#224; al beneficiario dell&#8217;aiuto inferiore al prezzo di mercato potrebbe essere indicativo di continuit&#224; economica, in quanto si potrebbe affermare che il vantaggio conferito al beneficiario attraverso un aiuto illegale e&#160;incompatibile sia stato trasferito, interamente o&#160;in parte, alla nuova societ&#224; tramite un canone inferiore al valore di mercato.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(276)</p></td><td><p>In base alle informazioni a&#160;disposizione, SEAH e&#160;l&#8217;amministratore del Trust hanno negoziato il contratto di affitto a&#160;condizioni di mercato. Inoltre, il canone di affitto &#232; stato definito sulla base di due valutazione esterne. Per confermare l&#8217;attendibilit&#224; della prima valutazione, che aveva determinato il canone di affitto annuale in [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> EUR, SEAH e&#160;Airport Handling hanno congiuntamente affidato a&#160;E&amp;Y il compito di condurre una nuova valutazione del canone di affitto. Questa seconda valutazione ha inizialmente suggerito di applicare un canone di affitto [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a>, pari a&#160;[&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> EUR. Successivamente, dopo che SEAH e&#160;Airport Handling avevano concordato di ampliare questa seconda valutazione in modo da comprendere le nuove informazioni raccolte nelle relazioni di consegna delle attrezzature, gli esperti hanno riscontrato la inidoneit&#224; all&#8217;uso di alcuni macchinari e&#160;attrezzature ed hanno corretto al ribasso la valutazione iniziale, [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> EUR. Sulla base di questa seconda relazione di valutazione, SEAH e&#160;Airport Handling hanno concordato di ridurre il canone di affitto a&#160;[&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> EUR l&#8217;anno.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(277)</p></td><td><p>In conclusione, le informazioni a&#160;disposizione suggeriscono che SEAH e&#160;Airport Handling hanno negoziato il contratto di affitto a&#160;condizioni di mercato e&#160;fatto affidamento su relazioni di esperti per definire il valore dei beni patrimoniali in questione. Il fatto che la seconda valutazione sia stata rivista su richiesta di entrambe le parti suggerisce che era intenzione di entrambe mantenere il canone di affitto il pi&#249; in linea possibile con le condizioni di mercato per prevenire ogni possibile dubbio di collusione. La Commissione ritiene pertanto che il canone di affitto concordato fosse almeno pari al prezzo di mercato.</p></td></tr></tbody></table>
7.1.2.3. Acquisto di parte dei beni patrimoniali di SEAH ad opera di Airport Handling — Prezzo di acquisto
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(278)</p></td><td><p>Airport Handling ha acquisito i&#160;beni patrimoniali in seguito all&#8217;insuccesso della procedura di gara e&#160;alla scadenza del contratto di affitto. La Commissione ha valutato se tramite tale transazione di acquisto Airport Handling non abbia beneficiato di vantaggi provenienti dagli aiuti illegali precedentemente concessi a&#160;SEAH. La valutazione parte dalla premessa che si pu&#242; escludere qualsiasi vantaggio se il prezzo di acquisto di [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> EUR corrisponde almeno al prezzo di mercato.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(279)</p></td><td><p>L&#8217;invito a&#160;manifestare interesse per i&#160;beni patrimoniali di SEAH &#232; stato pubblicato il 12&#160;novembre 2014 nel supplemento della<span>Gazzetta ufficiale dell&#8217;Unione europea</span>. Alla luce dell&#8217;ampio numero di voci, il liquidatore, assistito dalla societ&#224; di consulenza indipendente IMQ, ha deciso di dividere i&#160;beni patrimoniali in nove lotti. La motivazione di tale scelta &#232; da ricondurre, secondo SEAH, alla volont&#224; di evitare le inefficienze causate da un&#8217;eccessiva frammentazione. Nell&#8217;intento di attrarre il pi&#249; ampio numero di offerenti possibile, ciascun lotto &#232; stato definito come un raggruppamento indipendente di beni complementari e&#160;di valore diverso. Per ciascun lotto, un esperto esterno aveva definito il prezzo minimo.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(280)</p></td><td><p>La vendita era destinata a&#160;gestori, operatori aeroportuali, vettori aerei, produttori delle tipologie di attrezzature vendute, rivenditori e&#160;societ&#224; di locazione in grado di soddisfare taluni criteri minimi di solvibilit&#224;.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(281)</p></td><td><p>Secondo le autorit&#224; italiane, nell&#8217;ambito della procedura di gara non &#232; stata ricevuta nessuna manifestazione formale di interesse. SEAH ha solamente ricevuto comunicazioni informali da parte di soggetti terzi volte a&#160;verificare la possibilit&#224; di acquisire solo determinati beni a&#160;prezzi pi&#249; bassi di quelli indicati nel bando di gara. Tali comunicazioni sono state trasmesse alla Commissione nel corso dell&#8217;indagine.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(282)</p></td><td><p>L&#8217;Italia ha affermato che a&#160;seguito dell&#8217;esito negativo della gara, il liquidatore di SEAH ha provato a&#160;suscitare l&#8217;interesse di potenziali acquirenti dei beni patrimoniali di SEAH contattando taluni operatori attivi nel settore dei servizi di assistenza a&#160;terra, nonch&#233; gli operatori che avevano informalmente espresso il loro interesse durante la procedura di gara, consentendo l&#8217;accesso alla sala dati e&#160;ai beni patrimoniali, al fine di consentire a&#160;ciascun operatore interessato di ispezionare i&#160;beni direttamente in loco.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(283)</p></td><td><p>A questa iniziativa hanno fatto seguito alcune manifestazioni di interesse ad acquisire le attrezzature di SEAH, ma nuovamente a&#160;prezzi pi&#249; bassi rispetto a&#160;quelli indicati nell&#8217;offerta. Alla fine, Airport Handling &#232; risultato essere l&#8217;unico acquirente idoneo che fosse interessato all&#8217;acquisto delle attrezzature di SEAH.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(284)</p></td><td><p>La Commissione ha valutato se la procedura di offerta in questione sia stata effettivamente aperta al mercato e&#160;se il suo insuccesso possa essere interpretato come un&#8217;indicazione del fatto che il mercato non era interessato all&#8217;acquisto dei beni patrimoniali di SEAH. La Commissione presuppone che una procedura di offerta sia effettivamente aperta al mercato e&#160;orientata alla massimizzazione delle entrate se &#232; aperta, trasparente, non discriminatoria e&#160;non soggetta a&#160;condizioni.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(285)</p></td><td><p>Per quanto riguarda la natura aperta della procedura in esame, la Commissione osserva che la vendita &#232; stata pubblicata nel supplemento alla<span>Gazzetta ufficiale dell&#8217;Unione europea</span> e&#160;le &#232; dunque stata data ampia pubblicit&#224;.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(286)</p></td><td><p>La procedura era tuttavia limitata a&#160;talune tipologie di acquirenti, nello specifico gestori, operatori aeroportuali, vettori aerei, produttori, rivenditori e&#160;societ&#224; di leasing che soddisfano determinati criteri di solvibilit&#224; (cfr. considerando 193).</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(287)</p></td><td><p>Inoltre, le autorit&#224; italiane non hanno addotto valide motivazioni per la limitazione a&#160;priori del gruppo dei potenziali acquirenti. Pertanto, la procedura di offerta non &#232; stata pienamente aperta, in quanto taluni criteri di ammissibilit&#224; possono averla limitata in modo tale da non garantire all&#8217;azionista pubblico l&#8217;offerta economicamente pi&#249; favorevole.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(288)</p></td><td><p>In pratica, tuttavia, la Commissione &#232; dell&#8217;opinione che non vi elementi indicanti che l&#8217;offerta avrebbe avuto esito positivo qualora non si fosse limitata agli operatori dell&#8217;assistenza a&#160;terra o&#160;ad imprese a&#160;questi correlate. Tale affermazione &#232; corroborata dal fatto che neanche i&#160;tentativi di attrarre offerenti in modo informale al di fuori dell&#8217;ambito di applicazione della procedura di gara sono riusciti a&#160;generare offerte in linea con i&#160;prezzi richiesti.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(289)</p></td><td><p>Il liquidatore di SEAH ha ricevuto alcune espressioni di interesse all&#8217;acquisto delle attrezzature di SEAH a&#160;prezzi inferiori a&#160;quelli indicati nella procedura di gara. Tale circostanza &#232; un&#8217;indicazione sufficiente del fatto che gli operatori di mercato non rientranti nell&#8217;ambito ristretto degli offerenti considerati ammissibili nella fase iniziale non erano disposti a&#160;corrispondere il prezzo richiesto da SEAH.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(290)</p></td><td><p>Come indicato, gli esiti della procedura di vendita e&#160;dei negoziati tra SEAH in quanto venditore e&#160;Airport Handling in quanto acquirente indicano che il prezzo chiesto all&#8217;inizio era superiore al prezzo che gli operatori del mercato erano disposti a&#160;pagare. In particolare, il liquidatore di SEAH ha negoziato secondo un&#8217;ottica di mercato, cercando di ottenere il massimo beneficio economico dalla vendita dei beni in questione. La documentazione trasmessa dalle autorit&#224; italiane indica che l&#8217;offerta avanzata da Airport Handling era in effetti quella economicamente pi&#249; vantaggiosa tra quelle ricevute da SEAH. Airport Handling, a&#160;sua volta, aveva dei validi motivi economici per acquistare i&#160;beni, nonostante il rifiuto di SEAH di applicare lo sconto o&#160;condizioni di pagamento pi&#249; favorevoli. Il prezzo di vendita pu&#242; essere considerato almeno pari al prezzo di mercato. Non vi &#232; quindi alcuna indicazione del fatto che tramite l&#8217;acquisto dei beni patrimoniali di SEAH Airport Handling abbia ricevuto vantaggi riconducibili ad aiuti illegali precedentemente concessi a&#160;SEAH.</p></td></tr></tbody></table>
7.1.2.4. Conclusione sul prezzo di mercato quale potenziale indicatore di continuità economica
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(291)</p></td><td><p>Alla luce di quanto precede, la Commissione conclude che le circostanze relative al contratto di affitto e&#160;alla successiva vendita portano effettivamente ad escludere qualsiasi trasferimento di un vantaggio economico da SEAH ad Airport Handling. Pertanto, il prezzo del contratto di affitto e&#160;il rezzo di vendita non possono essere considerati un indicatore di continuit&#224; economica.</p></td></tr></tbody></table>
7.1.3. Identità degli azionisti
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(292)</p></td><td><p>Nella decisione di avvio del procedimento del 2014 la Commissione ha osservato che l&#8217;Italia si era impegnata ad affidare la gestione di Airport Handling a&#160;un amministratore di Trust indipendente per un periodo di tre anni<a>&#160;(<span>34</span>)</a>. L&#8217;Italia ha inoltre proposto di aprire agli investitori il 20&#160;% del capitale sociale di Airport Handling. La Commissione ha successivamente riscontrato che, anzitutto, l&#8217;attivit&#224; di assistenza a&#160;terra avrebbe fatto capo alla stessa societ&#224;, SEA, e, in secondo luogo, che la proposta delle autorit&#224; italiane di aprire a&#160;terzi il 20&#160;% del capitale del nuovo operatore di servizi di assistenza a&#160;terra non fosse sufficiente a&#160;garantire la discontinuit&#224; rispetto a&#160;SEAH. Ci&#242; in quanto, in primo luogo, la proposta si limitava a&#160;una partecipazione di minoranza e, in secondo luogo, non erano state fornite garanzie in tal senso. Per di pi&#249;, l&#8217;apertura del capitale sarebbe avvenuta soltanto dopo l&#8217;ingresso di Airport Handling nel mercato.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(293)</p></td><td><p>Nel corso dell&#8217;indagine, l&#8217;Italia ha asserito che la costituzione del Trust avrebbe garantito l&#8217;assenza di continuit&#224; tra SEAH e&#160;Airport Handling. L&#8217;amministratore del Trust avrebbe assicurato la gestione indipendente della quota di partecipazione di SEA in Airport Handling, assumendo il controllo esclusivo della societ&#224; e&#160;garantendo in tal modo l&#8217;assenza di interessi e/o flusso di informazioni tra Airport Handling e&#160;il gruppo SEA,.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(294)</p></td><td><p>La Commissione ha valutato le caratteristiche cronologiche e&#160;sostanziali dell&#187;identit&#224; di propriet&#224; nel caso in esame.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(295)</p></td><td><p>Anzitutto, per quanto riguarda la cronologia la Commissione osserva che SEA ha costituito Airport Handling il 9&#160;settembre 2013. Il Trust &#232; stato costituto in data 30&#160;giugno 2014; l&#8217;atto costitutivo del Trust &#232; stato siglato nella stessa data. La Commissione rileva che il Trust ha assunto la gestione effettiva di Airport Handling solo in seguito, il 27&#160;agosto 2014, quando SEA ha trasferito l&#8217;intera quota di partecipazione in Airport Handling al Trust e&#160;nominato un amministratore. Questi ha, a&#160;sua volta, nominato un nuovo consiglio di amministrazione di Airport Handling. Airport Handling ha iniziato la sua attivit&#224; alcuni giorni dopo, ovvero il 1<span>o</span>&#160;settembre 2014. La Commissione osserva tuttavia che, sulla base delle informazioni disponibili, la societ&#224; aveva gi&#224; svolto attivit&#224; economiche offrendo i&#160;suoi servizi sul mercato prima di tale data, a&#160;quanto si evince gi&#224; nell&#8217;aprile 2014, come dimostrano una serie di contratti di servizio gi&#224; sottoscritti prima [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a><a>&#160;(<span>35</span>)</a>. All&#8217;epoca, tuttavia, Airport Handling era gi&#224; interamente detenuto e&#160;controllato da SEA.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(296)</p></td><td><p>In secondo luogo, per quanto riguarda le caratteristiche sostanziali del passaggio della propriet&#224; e&#160;del controllo al Trust, la Commissione ha valutato se il fatto che Airport Handling sia stato temporaneamente gestito da un amministratore del Trust poco tempo prima dell&#8217;avvio delle sue operazioni potesse costituire un motivo sufficiente a&#160;escludere la possibilit&#224; per SEA di esercitare diritti in merito alla gestione di Airport Handling, ad esempio sotto forma di decisioni commerciali unilateralmente assunte da SEA. A&#160;tale riguardo, la Commissione osserva quanto segue.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(297)</p></td><td><p>Secondo l&#8217;atto costitutivo del Trust, l&#8217;attivit&#224; dell&#8217;amministratore &#232; soggetta a&#160;taluni vincoli sostanziali, in particolare l&#8217;amministratore non &#232; tenuto a&#160;verificare:</p><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>se rappresentanti di SEA abbiano partecipato a&#160;trattative con dipendenti destinati ad essere assunti da Airport Handling;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>se SEA distacchi personale ad Airport Handling, compreso il suo direttore generale;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>se taluni servizi centralizzati, quali i&#160;rapporti con gli investitori e&#160;l&#8217;assistenza clienti, continuino a&#160;essere forniti da SEA;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>se le decisioni in materia di finanziamenti siano lasciate interamente alla discrezione di SEA.</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(298)</p></td><td><p>Inoltre, sebbene l&#8217;atto costitutivo del Trust preveda che Airport Handling e&#160;SEAH abbiano gestioni separate, Airport Handling &#232; gestito dall&#8217;ex-responsabile della direzione Aviation Business Development di SEA.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(299)</p></td><td><p>La Commissione osserva, in effetti, che due dirigenti sono stati distaccati da SEA presso AH. Entrambi ricoprono ora posizioni dirigenziali presso Airport Handling. Secondo le autorit&#224; italiane, non vi sarebbe alcun rapporto gerarchico tra SEA e&#160;i dirigenti in questione, che non svolgerebbero nessuna attivit&#224; a&#160;favore di SEA. Il loro compenso sarebbe inoltre stabilito in modo indipendente da Airport Handling.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(300)</p></td><td><p>Secondo le autorit&#224; italiane, la decisione di SEA di distaccare questi due dirigenti presso Airport Handling &#232; stata presa tenendo conto della proposta dell&#8217;Italia di aprire a&#160;terzi il capitale di Airport Handling. A&#160;tal fine, sarebbe stato necessario garantire, da un lato, che Airport Handling avesse una gestione pienamente qualificata e, dall&#8217;altro, che le condizioni di lavoro dei dirigenti fossero flessibili. L&#8217;Italia ha, di fatto, chiarito che Airport Handling ha sottoscritto contratti di distaccamento con SEA per [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> dipendenti.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(301)</p></td><td><p>In conclusione, la Commissione ritiene che sia la cronologia, sia le condizioni sostanziali dell&#8217;incarico confermano che durante l&#8217;intera fase di avvio e&#160;inizio delle attivit&#224; economiche di Airport Handling, SEA abbia esercitato il controllo sulla societ&#224; in una misura variabile ma comunque tale da garantirle di influenzarne in modo significativo la gestione corrente.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(302)</p></td><td><p>La Commissione ha preso nota del sopraccitato accordo quadro di investimento, sottoscritto il 21&#160;settembre 2015 tra l&#8217;amministratore del Trust e&#160;l&#8217;operatore di mercato privato D&#8217;Nata, relativo alla cessione di una quota del [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> % in Airport Handling, insieme al diritto di nominare la maggioranza dei membri del consiglio di amministrazione nonch&#233; l&#8217;amminstratore delegato di Airport Handling, e&#160;comprendente inoltre l&#8217;opzione di acquisire un&#8217;ulteriore quota di partecipazione del [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> % al capitale di Airport Handling.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(303)</p></td><td><p>D&#8217;Nata eserciter&#224; il controllo effettivo su Airport Handling quando ne avr&#224; nominato la maggioranza dei membri del consiglio di amministrazione nonch&#233; l&#8217;amminstratore delegato. Inoltre, le informazioni disponibili relative alla procedura d&#8217;appalto organizzata in modo indipendente sia da SEA, sia dall&#8217;amministratore del Trust, da parte di una banca privata, confermano che D&#8217;Nata ha acquisito una quota di partecipazione al capitale di Airport Handling a&#160;prezzi di mercato. Infine, le informazioni disponibili confermano che D&#8217;Nata &#232; un soggetto distinto da SEA o&#160;non &#232; in alcun modo legato ad essa.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(304)</p></td><td><p>Ciononostante, il trasferimento del controllo su Airport Handling da SEA e&#160;dall&#8217;amministratore del Trust a&#160;D&#8217;Nata &#232; avvenuto oltre due anni dopo la costituzione di Airport Handling da parte di SEA e&#160;oltre un anno dopo che la societ&#224; aveva avviato le proprie attivit&#224;.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(305)</p></td><td><p>La Commissione non pu&#242; pertanto concludere sulla sola base del criterio dell&#8217;identit&#224; degli azionisti che non vi sia continuit&#224; economica. Per accertare l&#8217;assenza di continuit&#224; economica, &#232; opportuno applicare tale criterio assieme agli altri criteri pertinenti.</p></td></tr></tbody></table>
7.1.4. Tempistica della transazione
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(306)</p></td><td><p>La liquidazione di SEAH del 1<span>o</span>&#160;luglio 2014 e&#160;la costituzione di Airport Handling del 9&#160;settembre 2013 sono avvenute successivamente all&#8217;adozione, da parte della Commissione, della decisione di recupero del 12&#160;dicembre 2012. La societ&#224; in liquidazione ha garantito le operazioni di assistenza a&#160;terra fino all&#8217;avvio dell&#8217;attivit&#224; di Airport Handling, il 1<span>o</span>&#160;settembre 2014.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(307)</p></td><td><p>La tempistica degli eventi potrebbe cos&#236; rappresentare in prima analisi un&#8217;indicazione che l&#8217;operazione culminata nella costituzione di Airport Handling abbia prodotto come effetto l&#8217;elusione della decisione di recupero, che era stata adottata prima che tale operazione avesse luogo. La Commissione ricorda tuttavia che in base alla giurisprudenza la Commissione non &#232; tenuta ad esaminare, in particolare, e&#160;in aggiunta agli altri criteri, il momento in cui ha avuto luogo il trasferimento dei beni, il quale figura tra gli elementi &#171;che possono&#187; essere presi in esame per escludere la continuit&#224; economica tra le due entit&#224; in questione<a>&#160;(<span>36</span>)</a>.</p></td></tr></tbody></table>
7.1.5. Logica economica della transazione
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(308)</p></td><td><p>Le informazioni a&#160;disposizione confermano che Airport Handling continua sostanzialmente lo stesso tipo di attivit&#224; economica di SEAH, che consiste nell&#8217;offerta di servizi di assistenza a&#160;terra presso gli aeroporti di Linate e&#160;Malpensa.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(309)</p></td><td><p>A tale riguardo, la Commissione fa riferimento alla giurisprudenza in base alla quale la semplice circostanza che l&#8217;acquirente stia di fatto continuando l&#8217;attivit&#224; di un&#8217;impresa obbligata a&#160;rimborsare l&#8217;aiuto non significa necessariamente che la prima impresa abbia beneficiato del vantaggio concorrenziale associato all&#8217;aiuto concesso alla seconda<a>&#160;(<span>37</span>)</a>. La Commissione osserva che nella fattispecie, Airport Handling ha preso in affitto e&#160;poi acquistato i&#160;beni di SEAH ad un prezzo che pu&#242; essere considerato almeno pari al prezzo di mercato e&#160;che l&#8217;aiuto illegale che SEAH deve rimborsare &#232; stato concesso nel periodo 2002-2010, ovverosia tre anni prima della costituzione di Airport Handling e&#160;quattro anni prima dell&#8217;inizio delle sue attivit&#224; economiche.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(310)</p></td><td><p>Pi&#249; in particolare, per quanto riguarda la logica economica della transazione, la Commissione osserva quanto segue:</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(311)</p></td><td><p>Come indicato ai punti 2.6.1 e&#160;2.6.2, il piano industriale di Airport Handling differisce da quello di SEAH per una serie di aspetti, in particolare:</p><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>[&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a>;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>[&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a>;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>[&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a>;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>[&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a>;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>[&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a>;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>[&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a>.</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(312)</p></td><td><p>Pertanto, Airport Handling ha gestito le proprie attivit&#224; in condizioni operative diverse rispetto a&#160;SEAH, in base al proprio piano industriale. Inoltre, le autorit&#224; italiane non hanno prescritto a&#160;Airport Handling di seguire un modello aziendale specifico, n&#233; di mantenere un determinato ambito di attivit&#224;, di acquistare particolari attrezzature si SEAH o&#160;di assumere personale di SEAH.</p></td></tr></tbody></table>
7.1.6. Conclusione generale sulla continuità economica tra SEAH e Airport Handling
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(313)</p></td><td><p>&#200; opinione della Commissione che il caso in esame evidenzia sia elementi a&#160;favore della continuit&#224; economica, sia elementi che dimostrano il contrario.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(314)</p></td><td><p>In merito agli elementi a&#160;supporto dell&#8217;esistenza di continuit&#224; economica, la Commissione ha accertato che &#232; stato il precedente proprietario di SEAH a&#160;costituire Airport Handling, una societ&#224; attiva nello stesso settore di SEAH, che ha assunto la manodopera di Airport Handling quasi esclusivamente attingendo a&#160;ex dipendenti SEAH e&#160;rilevando una parte consistente dei relativi beni patrimoniali, dopo la decisione di recupero della Commissione.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(315)</p></td><td><p>Tuttavia, alcuni altri fattori indicano al contrario che Airport Handling non sia stata costituita a&#160;fini di pratiche elusive, bens&#236; come una societ&#224; effettivamente nuova. L&#8217;elemento pi&#249; consistente a&#160;tale riguardo &#232; rappresentato dal fatto che il portafoglio clienti ha dovuto essere creato ex novo, contattando le compagnie aeree con offerte indipendenti dai precedenti contratti di SEAH e&#160;concludendo con loro nuovi accordi a&#160;nuove condizioni. Airport Handling ha pertanto dovuto acquisire nuovi clienti e&#160;guadagnare quote di mercato esattamente allo stesso modo di ogni altro concorrente preesistente o&#160;nuovo. Dato che il portafoglio clienti rappresenta la base per l&#8217;attivit&#224; di assistenza a&#160;terra, la Commissione attribuisce un peso considerevole a&#160;tale elemento.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(316)</p></td><td><p>Per quanto riguarda i&#160;beni patrimoniali di SEAH, Airport Handling ha pagato almeno un prezzo di mercato per il loro affitto e&#160;quando ha acquistato una parte di tali beni, ha pagato un prezzo almeno pari al prezzo di mercato che gli operatori del mercato erano disposti a&#160;pagare.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(317)</p></td><td><p>Inoltre, la manodopera non &#232; stata trasferita in blocco e&#160;Airport Handling ha concluso nuovi contratti a&#160;nuove condizioni. Ogni concorrente esistente o&#160;nuovo avrebbe avuto la stessa possibilit&#224; di assumere ex dipendenti di SEAH e&#160;gli ex lavoratori di SEAH sono risultati in possesso dei profili pi&#249; adeguati per le nuove assunzioni. Inoltre, i&#160;beni patrimoniali, che rappresentano solo una componente minore dei fattori di produzione del servizio di assistenza a&#160;terra, sono stati trasferite soltanto in parte.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(318)</p></td><td><p>Per quanto riguarda la logica economica dell&#8217;operazione, Airport Handling ha gestito le proprie attivit&#224; in condizioni operative diverse rispetto a&#160;SEAH, in base al proprio piano industriale. Inoltre, le autorit&#224; italiane non hanno obbligato Airport Handling a&#160;seguire un modello aziendale specifico, n&#233; a&#160;mantenere un determinato ambito di attivit&#224;, n&#233; ad acquistare particolari attrezzature si SEAH o&#160;ad assumere personale di SEAH.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(319)</p></td><td><p>A fronte di questa situazione, la Commissione ritiene complessivamente che non vi sia continuit&#224; economica tra SEAH e&#160;Airport Handling e&#160;che la costituzione di quest&#8217;ultima non possa essere considerata come un&#8217;elusione dell&#8217;obbligo di recupero. Di conseguenza, Airport Handling non pu&#242; essere ritenuta obbligata al rimborso dell&#8217;aiuto dichiarato incompatibile nella decisione di recupero.</p></td></tr></tbody></table>
7.2. Investimento di SEA in Airport Handling –sussistenza di aiuti di Stato
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(320)</p></td><td><p>Ai sensi dell&#8217;articolo&#160;107, paragrafo&#160;1, del trattato, &#171;gli aiuti concessi dagli Stati membri, ovvero mediante risorse statali, sotto qualsiasi forma che, favorendo talune imprese o&#160;talune produzioni, falsino o&#160;minaccino di falsare la concorrenza sono incompatibili con il mercato interno, nella misura in cui incidano sugli scambi tra Stati membri&#187;.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(321)</p></td><td><p>I criteri stabiliti nell&#8217;articolo&#160;107, paragrafo&#160;1, sono cumulativi. Pertanto, per determinare se le misure costituiscono aiuto ai sensi dell&#8217;articolo&#160;107, paragrafo&#160;1, del trattato, tutte le condizioni suddette devono essere soddisfatte. Segnatamente, il sostegno finanziario deve</p><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>a)</p></td><td><p>essere concesso da uno Stato membro o&#160;mediante risorse statali,</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>b)</p></td><td><p>favorire talune imprese o&#160;talune produzioni,</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>c)</p></td><td><p>falsare o&#160;minacciare di falsare la concorrenza,</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>d)</p></td><td><p>incidere sugli scambi tra Stati membri..</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table>
7.2.1. Vantaggio economico selettivo — principio dell’investitore operante in un’economia di mercato
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(322)</p></td><td><p>L&#8217;Italia ritiene che il conferimento di capitale di SEA a&#160;favore di Airport Handling &#232; avvenuto in conformit&#224; al principio dell&#8217;investitore operante in un&#8217;economia di mercato e&#160;dunque non abbia rappresentato un vantaggio concesso ad Airport Handling, motivo per cui la misura non si configura come aiuto di Stato. Sebbene SEAH avesse sistematicamente registrato perdite fin dal 2000, a&#160;suo parere &#232; legittimo ipotizzare che l&#8217;attivit&#224; di Airport Handling generi un rendimento sufficiente per garantire la redditivit&#224; del capitale, in particolare alla luce delle misure previste dal piano industriale di Airport Handling per il periodo 2014-2017. Decidendo di investire nel capitale di Airport Handling, SEA si sarebbe pertanto comportata come un investitore avveduto operante in un&#8217;economia di mercato.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(323)</p></td><td><p>Ai fini della valutazione del principio dell&#8217;investitore operante in un&#8217;economia di mercato, &#232; pertanto necessario stabilire se, in circostanze analoghe a&#160;quelle che hanno caratterizzato l&#8217;adozione della misura in esame, un ipotetico investitore operante in un&#8217;economia di mercato, guidato da prospettive di redditivit&#224; e&#160;non da obiettivi di natura pubblica, si sarebbe comportato allo stesso modo. Per stabilire se lo Stato abbia adottato o&#160;no il comportamento di un investitore avveduto in un&#8217;economia di mercato, occorre porsi nel contesto dell&#8217;epoca in cui sono state adottate le misure di sostegno finanziario al fine di valutare la razionalit&#224; economica del comportamento dello Stato, astenendosi da qualsiasi valutazione fondata su una situazione successiva<a>&#160;(<span>38</span>)</a>.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(324)</p></td><td><p>Di conseguenza, la logica commerciale dell&#8217;investimento pubblico deve essere valutata tenendo conto delle informazioni a&#160;disposizione e&#160;degli sviluppi prevedibili al momento in cui l&#8217;investimento &#232; stato fatto<a>&#160;(<span>39</span>)</a>.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(325)</p></td><td><p>Nel corso dell&#8217;indagine le autorit&#224; italiane hanno spiegato che la decisione di investire in Airport Handling era basata sul piano industriale del 6&#160;agosto 2014. Tuttavia, la Commissione osserva che la data di tale piano industriale &#232; successiva a&#160;quella della decisione definitiva relativa all&#8217;aumento del capitale della societ&#224; a&#160;25&#160;milioni di EUR del 30&#160;giugno 2014. La Commissione ritiene che la decisione iniziale di costituire Airport Handling e&#160;investire 25&#160;milioni di EUR dovesse essere stata assunta al pi&#249; tardi prima della costituzione della societ&#224;, avvenuta il 9&#160;settembre 2013. Il piano industriale trasmesso alla Commissione temporalmente pi&#249; vicino a&#160;tale data &#232; quello del 14&#160;novembre 2013. La Commissione osserva altres&#236; che tale piano industriale gi&#224; ipotizza l&#8217;investimento di 25&#160;milioni di EUR. Pertanto, la Commissione ritiene che il piano industriale di novembre 2013 sia il piano da tenere in considerazione ai fini della verifica del principio dell&#8217;investitore operante in un&#8217;economia di mercato.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(326)</p></td><td><p>Nella decisione di avvio del procedimento del 2014 la Commissione ha espresso dubbi in merito al fatto che SEA abbia agito secondo il principio dell&#8217;investitore operante in una economia di mercato, in primo luogo in quanto SEA non ha considerato il rischio che, in seguito alla constatazione della presenza di continuit&#224; economica da parte della Commissione, Airport Handling fosse tenuta a&#160;rimborsare l&#8217;aiuto incompatibile precedentemente concesso a&#160;SEAH. In secondo luogo, la Commissione ha espresso dubbi in merito al fatto che il piano industriale su cui si basa la decisione di SEA di investire in Airport Handling poggiasse su presupposti sufficientemente plausibili. In ultima analisi, la Commissione deve valutare se la decisione di investire in Airport Handling sia stata assunta in un&#8217;ottica di mercato. In altri termini, la Commissione deve valutare se l&#8217;investitore si sarebbe potuto attendere un rendimento ragionevole tenendo conto dei rischi prevedibili legati all&#8217;investimento.</p></td></tr></tbody></table>
7.2.2. Misure di mitigazione del rischio intraprese da SEA
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(327)</p></td><td><p>Per quanto riguarda il primo dubbio, la Commissione osserva che SEA era consapevole del rischio dell&#8217;esistenza di continuit&#224; economica e&#160;che non ha assunto opportune misure di mitigazione di questo rischio.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(328)</p></td><td><p>SEA era consapevole di tale rischio, come dimostrano i&#160;documenti trasmessi alla Commissione nel contesto della pre-notifica di novembre 2013. Il rischio di un trasferimento di tale responsabilit&#224; ad Airport Handling a&#160;causa della continuit&#224; economica con SEAH era di natura giuridica. La percezione e&#160;la valutazione del rischio e&#160;l&#8217;adozione di opportune misure di mitigazione dipendono dalle ipotesi giuridiche contemplate al momento dell&#8217;investimento.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(329)</p></td><td><p>Le informazioni a&#160;disposizione evidenziano che SEA aveva preso in considerazione le seguenti misure di mitigazione del rischio legato alla manodopera: Nell&#8217;accordo tra SEA e&#160;i sindacati del 4&#160;novembre 2013 SEA ha dichiarato che<span>un&#8217;importanza fondamentale &#232; stata attribuita al requisito della &#171;discontinuit&#224;&#187;, che deve essere parte integrante di ogni soluzione alternativa al pagamento in denaro, in modo da garantire che non sia possibile estendere a&#160;terzi l&#8217;obbligo relativo al recupero dell&#8217;aiuto</span> Durante le trattative sul trasferimento parziale della manodopera da SEAH ad Airport Handling, la struttura del lavoro e&#160;talune condizioni di impiego sono state modificate nella sostanza, come indicato nel dettaglio ai considerando da 232 a&#160;234. I&#160;principi applicabili sono stati definiti negli accordi di attuazione con i&#160;sindacati del 4&#160;giugno 2014 ed erano gi&#224; stati annunciati nell&#8217;accordo con i&#160;sindacati del 13&#160;novembre 2013, dunque prima di realizzare i&#160;due maggiori aumenti di capitale del 10&#160;marzo e&#160;del 30&#160;giugno 2014 (considerando 45 e&#160;46).</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(330)</p></td><td><p>SEA ha posto in essere le seguenti misure di mitigazione del rischio per garantire la discontinuit&#224; riguardo al trasferimento di beni patrimoniali di SEAH: anzitutto, l&#8217;amministratore del Trust ha escluso Airport Handling dalla procedura pubblica di gara per la vendita dei beni patrimoniali. In secondo luogo, Airport Handling ha preso in affitto i&#160;beni patrimoniali di SEAH a&#160;un canone di mercato, definito sulla base di due relazioni di esperti indipendenti.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(331)</p></td><td><p>SEA ha adottato alcune misure volte a&#160;garantire la discontinuit&#224; tra Airport Handling e&#160;SEAH anche per quanto riguarda la clientela. I&#160;clienti di SEAH sono stati informati in anticipo della liquidazione della societ&#224;. Sono stati sottoscritti nuovi contratti di servizio a&#160;nuove condizioni finanziarie con le compagnie aeree che hanno scelto Airport Handling come fornitore.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(332)</p></td><td><p>Un&#8217;ulteriore misura di mitigazione del rischio adottata da SEA &#232; stata la costituzione del Trust. Come spiegato al punto 2.3 precedente, il Trust ha perseguito l&#8217;obiettivo principale di fungere da azionista unico di Airport Handling e&#160;garantire che Airport Handling operasse in una situazione di discontinuit&#224; economica con SEAH.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(333)</p></td><td><p>La Commissione osserva che il rischio derivante dall&#8217;eventuale futuro obbligo di rimborsare l&#8217;aiuto non viene menzionato nel piano industriale di novembre 2013 di Airport Handling. A&#160;tale riguardo, la Commissione osserva che SEA ha elaborato tale piano industriale per i&#160;propri scopi. In qualit&#224; di societ&#224; madre di un operatore di mercato consolidato nel settore dell&#8217;assistenza a&#160;terra ed evidentemente consapevole dei rischi derivanti da vari elementi di continuit&#224;, SEA poteva adottare decisioni informate senza menzionare esplicitamente tale rischio in quel piano industriale. Inoltre, la decisione definitiva di aumentare il capitale sociale a&#160;25&#160;milioni di EUR &#232; stata presa solo dopo che erano state adottate le misure di mitigazione del rischio. Inoltre, la valutazione esterna del piano industriale del novembre 2013 descritta sopra (considerando 114) conferma che un investitore razionale avrebbe ritenuto che la probabilit&#224; dell&#8217;accertamento della continuit&#224; economica tra le due imprese, e&#160;quindi la probabilit&#224; dell&#8217;accertamento dell&#8217;obbligo al rimborso dell&#8217;aiuto, fosse inferiore al [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> % ed avrebbe quindi considerato l&#8217;investimento in Airport Handling un&#8217;operazione economicamente razionale.</p></td></tr></tbody></table>
7.2.3. Piano industriale di Airport Handling
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(334)</p></td><td><p>Per quanto riguarda il secondo dubbio, ovvero se il piano industriale alla base della decisione di SEA di investire in Airport Handling poggi su ipotesi sufficientemente plausibili, la Commissione ha osserva quanto segue.</p></td></tr></tbody></table>
7.2.3.1. Ipotesi sullo sviluppo del traffico aereo
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(335)</p></td><td><p>Le previsioni relative al traffico aereo negli aeroporti di Milano, insieme alle quote di mercato di Airport Handling, sono un fattore determinante nel piano industriale della societ&#224;. Come confermato dagli esperti indipendenti (BCG) che hanno valutato i&#160;piani industriali di Airport Handling, le previsioni sul traffico della societ&#224; sono in linea con le previsioni di IATA ed Eurocontrol. La Commissione ritiene che tali enti siano fonti affidabili di dati che permettono di elaborare previsioni del traffico nel settore dell&#8217;aviazione. Per quanto riguarda l&#8217;applicazione di tali previsioni all&#8217;aeroporto di Malpensa, la Commissione osserva che in base alla relazione BCG, l&#8217;aspettativa di Airport Handling di mantenere rapporti con un assortimento costante di vettori presso tale aeroporto non &#232; in linea con gli sviluppi storici e&#160;che un nuovo regolamento potrebbe indurre alcuni vettori a&#160;ricollocarsi a&#160;Linate.</p></td></tr></tbody></table>
7.2.3.2. Ipotesi sui costi del personale
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(336)</p></td><td><p>Secondo il piano industriale del 2013, i&#160;costi del personale costituiscono in media il [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> % dei costi operativi del periodo 2014-2017.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(337)</p></td><td><p>La Commissione ha valutato la plausibilit&#224; delle ipotesi relative ad una voce di costo cos&#236; significativa.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(338)</p></td><td><p>In primo luogo, la Commissione osserva che alla luce della relazione Brattle, la percentuale dei costi del personale sul totale dei costi operativi previsti da Airport Handling &#232; ampiamente in linea con la struttura dei costi del settore europeo dei servizi di assistenza a&#160;terra, che evidenzia un&#8217;incidenza dei costi del personale sul totale dei costi operativi compresa tra il 65&#160;% e&#160;l&#8217;80&#160;%. A&#160;tale riguardo, la relazione fa riferimento alle cifre indicate nella valutazione di impatto della Commissione che accompagna la sua proposta di nuovo regolamento in materia di servizi di assistenza a&#160;terra<a>&#160;(<span>40</span>)</a>.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(339)</p></td><td><p>In secondo luogo, sulla base delle informazioni trasmesse dall&#8217;Italia, la Commissione osserva che il costo orario medio del personale per ETP di Airport Handling risulta [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a>. Il costo medio orario del personale indicato nel piano industriale di novembre 2013 &#232; di [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> EUR, ed &#232; [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> EUR nel piano industriale dell&#8217;agosto 2014. Tali cifre sono rispettivamente [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> rispetto al costo medio orario pagato da SEAH nel 2013, pari a&#160;circa[&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> EUR<a>&#160;(<span>41</span>)</a>. La relazione Brattle conferma che Airport Handling &#232; riuscita effettivamente a&#160;conseguire questo costo del personale e&#160;conclude dunque che il piano industriale non era eccessivamente ottimistico.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(340)</p></td><td><p>La Commissione ritiene che la prevista diminuzione del costo del lavoro sia realistica alla luce della struttura dei costi tipica del settore.</p></td></tr></tbody></table>
7.2.3.3. Ipotesi relative alle quote di mercato
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(341)</p></td><td><p>La Commissione ha espresso dubbi in merito alle ipotesi sulle quote di mercato relativamente elevate di Airport Handling, indicate nel piano industriale di novembre 2013. La quota di mercato per i&#160;servizi di rampa &#232; stimata pari al [60-70]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> % nel 2014 e&#160;pari al [70-80]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> % nel 2017. La quota di mercato per i&#160;servizi ai passeggeri &#232; stimata pari al [60-70]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> % nel 2014 con un aumento fino al [60-70]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> % nel 2017.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(342)</p></td><td><p>Nel 2013, la quota di mercato complessiva di SEAH era pari al [70-80]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> %<a>&#160;(<span>42</span>)</a>. La Commissione osserva che la quota di mercato prevista di Airport Handling &#232; inferiore a&#160;quella di SEAH. Di conseguenza, non era previsto che Airport Handling subentrasse in tutti contratti di SEAH. In effetti, per la nuova impresa si prevedeva una certa diminuzione delle quote di mercato.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(343)</p></td><td><p>La strategia di Airport Handling consiste nell&#8217;offrire un livello di disponibilit&#224; maggiore rispetto agli altri gestori operanti presso gli scali di Linate e&#160;Malpensa. L&#8217;impresa offre un servizio 24 ore su 24 tale da assicurare servizi di assistenza a&#160;terra anche in caso di ritardo del velivolo. Ci&#242; rappresenta un vantaggio concorrenziale, che pu&#242; essere particolarmente apprezzato dai vettori aerei che hanno un&#8217;attivit&#224; importante ed elevate frequenze di volo presso gli aeroporti di Milano, quali Alitalia ed EasyJet. Tali vettori aerei possono propendere a&#160;restare con il fornitore in grado di offrire loro questi servizi. Ci&#242; pu&#242; ragionevolmente spiegare perch&#233; Airport Handling prevedeva di raggiungere una quota di mercato relativamente alta fin dall&#8217;inizio delle attivit&#224;.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(344)</p></td><td><p>La Commissione osserva altres&#236; che, come indicato nella relazione Brattle, in base ai dati del 2013 la quota di mercato prevista di Airport Handling era inferiore rispetto a&#160;quella stimata per i&#160;fornitori di servizi di assistenza a&#160;terra di maggiori dimensioni presenti in altri aeroporti italiani: i) Bergamo (78,23&#160;%), ii) Cagliari (75,61&#160;%), iii) Catania (77,18&#160;%), iv) Palermo (75,85&#160;%), v) Torino (68,8&#160;%).</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(345)</p></td><td><p>Inoltre, la Commissione osserva che la quota di mercato raggiunta da Airport Handling nel 2014 &#232; di fatto maggiore rispetto a&#160;quella prevista nel piano industriale del novembre 2013. Una quota di mercato cos&#236; elevata &#232; giustificata essenzialmente dal fatto che Airport Handling sia riuscita a&#160;sottoscrivere contratti con [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a>, che, considerate insieme, rappresentano una quota significativa del traffico presso i&#160;due aeroporti, corrispondente al [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> % del traffico aereo presso l&#8217;aeroporto di Linate e&#160;il [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> % del traffico aereo presso l&#8217;aeroporto di Malpensa.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(346)</p></td><td><p>In conclusione, la Commissione non nutre dubbi sulla plausibilit&#224; delle ipotesi relative alla quota di mercato di Airport Handling. In primo luogo, queste si basano sui vantaggi concorrenziali offerti da Airport Handling. In secondo luogo, tali previsioni appaiono prudenti alla luce delle quote di mercato di un gruppo di analoghe societ&#224; di servizi di assistenza a&#160;terra nel momento in cui il piano industriale &#232; stato elaborato. La Commissione osserva altres&#236; che tali ipotesi si sono concretizzate nella realt&#224;.</p></td></tr></tbody></table>
7.2.3.4. Ipotesi relative alla redditività
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(347)</p></td><td><p>Il piano industriale di novembre 2013 prevede un EBIT [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> e&#160;un profitto al lordo delle imposte [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> gi&#224; a&#160;partire dal secondo anno di attivit&#224;. L&#8217;EBIT e&#160;il profitto al lordo delle imposte [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a>. Il piano industriale di novembre 2013 non fa riferimento ai consueti parametri di redditivit&#224;, quali, ad esempio, il tasso interno di rendimento (<span>internal rate of return</span>, IRR) o&#160;il valore attuale netto (VAN). Tuttavia, la relazione Brattle riporta tali calcoli sulla base delle cifre indicate nel piano industriale.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(348)</p></td><td><p>Per investire in Airport Handling, un investitore privato razionale deve attendersi un rendimento pari o&#160;superiore al costo opportunit&#224; del capitale, che &#232; approssimativamente rappresentato dal costo medio ponderato del capitale (<span>weighted average cost of capital,</span> WACC).</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(349)</p></td><td><p>La relazione Brattle calcola l&#8217;IIR del capitale relativo all&#8217;investimento in Airport Handling e&#160;verifica se sia pari o&#160;superiore al suo WACC. La relazione utilizza due valori alternativi del WACC. Il primo &#232; pari a&#160;[&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> %, che la relazione indica come il WACC<span>unlevered</span> al netto delle imposte utilizzato nel piano industriale<a>&#160;(<span>43</span>)</a>. Il secondo &#232; pari a&#160;[&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> %, calcolato nella relazione come il limite inferiore del costo opportunit&#224; del capitale. In funzione del valore finale dell&#8217;investimento, la relazione Brattle stima che il rendimento previsto dall&#8217;investimento in Airport Handling sia compreso tra il [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> % e&#160;il [&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> %. I&#160;calcoli evidenziano che indipendentemente dagli scenari l&#8217;IRR atteso &#232; superiore al costo opportunit&#224; del capitale e&#160;che l&#8217;investimento &#232; dunque redditizio.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(350)</p></td><td><p>La Commissione osserva che l&#8217;orizzonte temporale del piano industriale (2014-2017) &#232; relativamente breve. Per questo motivo, il piano industriale pu&#242; essere soggetto a&#160;variazioni che possono incidere sulle ipotesi su cui poggia. Tuttavia, tale orizzonte temporale va considerato alla luce dei seguenti fatti. In primo luogo, il piano industriale &#232; stato elaborato per l&#8217;operatore aeroportuale SEA, che per molti anni &#232; stato proprietario di una societ&#224; controllata che svolgeva attivit&#224; di assistenza a&#160;terra. In secondo luogo, la ristrutturazione era gi&#224; in corso ed erano stati gi&#224; conseguiti aumenti di produttivit&#224; significativi all&#8217;interno di SEAH. Non appare pertanto irragionevole restringere la portata del piano industriale al minimo necessario per un investitore esperto come SEA.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(351)</p></td><td><p>La Commissione osserva che alcune delle ipotesi fondamentali su cui poggia il piano industriale di novembre 2013 si sono ampiamente concretizzate, in particolare in termini di redditivit&#224; e&#160;quote di mercato. Airport Handling ha registrato utili gi&#224; nel suo primo anno di attivit&#224;: in base al consuntivo economico relativo al periodo compreso tra settembre 2014 e&#160;agosto 2015, la societ&#224; ha generato un EBIT pari a&#160;[&#8230;]<a>&#160;(<span>*1</span>)</a> EUR.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(352)</p></td><td><p>In conclusione, la Commissione ritiene che, basandosi su ipotesi che non appaiono irragionevoli relativamente all&#8217;evoluzione del costo del lavoro e&#160;alla quota di mercato, il piano industriale evidenzia che l&#8217;aumento di capitale effettuato da SEA di 25&#160;milioni di EUR genera un rendimento sul capitale sufficientemente alto.</p></td></tr></tbody></table>
7.2.4. Conclusione sul vantaggio economico selettivo
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(353)</p></td><td><p>La Commissione conclude che SEA ha adottato misure sufficienti a&#160;limitare il rischio dell&#8217;esistenza di continuit&#224; economica. Il piano industriale si &#232; basato su ipotesi che un investitore privato razionale, che vanti una significativa esperienza nel settore dell&#8217;assistenza a&#160;terra aeroportuale e&#160;sia intenzionato a&#160;ristrutturare la societ&#224;, avrebbe considerato plausibili e&#160;sufficienti a&#160;determinare la redditivit&#224; futura di Airport Handling. L&#8217;investimento di SEA in Airport Handling, pertanto, non rappresenta un vantaggio che Airport Handling non avrebbe potuto ottenere in normali condizioni di mercato.</p></td></tr></tbody></table>
7.2.5. Conclusione sulla presenza di aiuti di Stato nell’investimento di SEA in Airport Handling
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(354)</p></td><td><p>L&#8217;investimento non costituisce un vantaggio che Airport Handling non avrebbe potuto ottenere in normali condizioni di mercato. Pertanto, non risulta soddisfatto uno dei criteri cumulativi di cui all&#8217;articolo&#160;107, paragrafo&#160;1, TFUE. Di conseguenza, l&#8217;investimento non costituisce aiuto di Stato ai sensi dell&#8217;articolo&#160;107, paragrafo&#160;1, TFUE.</p></td></tr></tbody></table>
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
1. Il procedimento che ha condotto alla liquidazione di SEA Handling SpA e alla costituzione di Airport Handling SpA non comporta una continuità economica tra la prima e la seconda impresa.
2. La società Airport Handling non è obbligata al rimborso dell’aiuto di Stato dichiarato incompatibile con il mercato interno nella decisione della Commissione C(2012) 9448 del 19 dicembre 2012, modificata dalla decisione C(2013)1668 del 22 marzo 2013 in materia di aiuti concessi da SEA a favore della sua controllata SEA Handling SpA nel periodo 2002-2010.
Articolo 2
La costituzione e la capitalizzazione di Airport Handling SpA cui l’Italia ha dato esecuzione, del valore di 25 milioni di EUR, non costituisce aiuto ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 1, del trattato sul funzionamento dell’Unione europea.
Articolo 3
La Repubblica italiana è destinataria della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 5 luglio 2016
Per la Commissione
Margrethe VESTAGER
Membro della Commissione
<note>
( 1 ) GU L 44 del 6.2.2015, pag. 30 .
( 2 ) GU C 249, del 31.7.2014, pag. 1.
( 3 ) Cfr. ordinanza del 20 giugno 2013, nella causa T-152/13 R, ECLI:EU:T:2013:337, e ordinanza del 1 o luglio 2013, nella causa T-167/13 R, ECLI:EU:T:2013:331.
( 4 ) Cfr. ordinanza del 28 novembre 2014, nella causa T-688/14 R, ECLI:EU:T:2014:1010. Il presidente del Tribunale ha respinto il ricorso proposto nella causa T-674/14 R con ordinanza del 27 novembre 2014, numero ECLI:EU:T:2014:1009.
( 5 ) GU L 44 del 6.2.2015, pag. 30 .
( 6 ) Punto 5 dell’accordo del 4 novembre 2013.
( 7 ) Legge n. 223 del 23 luglio 1991. Norme in materia di cassa integrazione, mobilità, trattamenti di disoccupazione, attuazione di direttive della Comunità europea, avviamento al lavoro ed altre disposizioni in materia di mercato del lavoro (GURI n. 175 del 27 luglio 1991).
( *1 ) Segreto professionale
( 8 ) La liquidazione volontaria è sostanzialmente analoga alla liquidazione giudiziaria, eccettuato il fatto che la decisione di procedere alla liquidazione, alla nomina dei liquidatori e alla determinazione dei loro poteri è di competenza dell’assemblea generale della società e non del giudice. Solo nel caso in cui non si possa raggiungere la maggioranza dei soci la società deve rivolgersi al giudice affinché venga dichiarata la liquidazione, con la designazione da parte del giudice stesso dei liquidatori secondo l’atto costitutivo della società o secondo la deliberazione dell’assemblea generale, salvo non sia certo che il disaccordo tra i soci impedirà all’assemblea generale di pronunciarsi, nel qual caso il giudice designa un liquidatore giudiziario.
( 9 ) Airport Handling ha presentato domanda per l’ottenimento di una licenza per la fornitura di servizi di assistenza a terra presso gli aeroporti di Linate e Malpensa il 21 gennaio 2014. L’ENAC ha concesso la licenza ad Airport Handling in data 17 aprile 2014.
( 10 ) Essendo strumenti azionari, gli SFP non sono soggetti all’obbligo di rimborso dell’importo conferito da SEA. Essi non conferiscono diritti amministrativi, ma sono simili alle azioni dal punto di vista dei diritti azionari. In particolare, questi strumenti offrono diritti di partecipazione agli utili e alle riserve e diritti ad altre voci di patrimonio, anche in caso di scioglimento della società.
( 11 ) A tale data, SEA risultava essere l’unico azionista di Airport Handling.
( 12 ) In quella data, il Trust era l’unico azionista di Airport Handling.
( 13 ) Bando di gara n. 2014/S218-385934 del 12 novembre 2014 nel supplemento alla GU TED (Tenders Electronic Daily): http://ted.europa.eu/udl?uri=TED:NOTICE:385934-2014:TEXT:EN:HTML&src=0.
( 14 ) Periodo sospensivo di 18 mesi ( Long-stop date ) dall’esecuzione e dallo scambio di tutti i documenti e l’esecuzione e l’attuazione di tutte le obbligazioni derivanti dal contratto di vendita.
( 15 ) Servizi lato volo, compresi imbarco/sbarco dei passeggeri, gestione bagagli e merci, bilanciamento del velivolo e distribuzione dei bagagli.
( 16 ) Servizi erogati lato terra.
( 17 ) Relazione Brattle, pag. 1, paragrafo 1 e pag. 7, paragrafo 34.
( 18 ) Quarta direttiva 78/660/CEE del Consiglio, del 25 luglio 1978, basata sull'articolo 54, paragrafo 3, lettera g), del Trattato e relativa ai conti annuali di taluni tipi di società ( GU L 222 del 14.8.1978, pag. 11 ).
( 19 ) Settima direttiva 83/349/CEE del Consiglio del 13 giugno 1983 basata sull'articolo 54, paragrafo 3, lettera g), del Trattato e relativa ai conti consolidati ( GU L 193 del 18.7.1983, pag. 1 ).
( 20 ) Causa C-303/88 Italia/Commissione ECLI:EU:C:1991:367, punto 57; causa C-277/00, Germania/Commissione («SMI») , ECLI:EU: C:2004:238, punto 75. Restituendo l’aiuto, il beneficiario viene privato del vantaggio di cui aveva precedentemente goduto sul mercato, e viene ripristinata la situazione precedente alla concessione dell’aiuto.
( 21 ) Causa C-454/09, Commissione/Italia («Aiuto a favore della New Interline SpA»), ECLI:EU:C:2011:650, punto 36.
( 22 ) C-610/10 Commissione/Regno di Spagna , ECLI:EU:C:2012:781, punto 106.
( 23 ) Cause riunite C-328/99 e C-399/00 Italia e SIM 2 Multimedia/Commissione («Seleco-Multimedia») ECLI:EU:C:2003:252, paragrafi 69, 77-78. Questa serie di indicatori è stata successivamente confermata nella causa T-123/09 Ryanair/Commissione , ECLI:EU:T:2012:164, punto 155.
( 24 ) Cause riunite T-415/05, T-416/05 e T-423/05 Repubblica ellenica et al./Commissione , ECLI:EU:T:2010:386, punto 135.
( 25 ) Causa T-123/09 Ryanair/Commissione , ECLI:EU:T:2012:164, punto 156.
( 26 ) Cfr. nota a piè di pagina 40.
( 27 ) « continuazione dell’obiettivo di salvaguardare i posti di lavoro di tutti i dipendenti SEAH.» Cfr. punto 6, sottoparagrafo 1, dell’accordo del 4 novembre 2013.
( 28 ) «Ricorso a tutti i meccanismi messi a disposizione dalla legislazione pertinente in materia di occupazione e contrattazione collettiva (essenzialmente, reti di sicurezza sociale e incentivi all’esodo, anche da attuarsi nell’ambito del gruppo SEA, con soluzione di continuità relativamente alla prossima scadenza del 31 dicembre 2013) e soluzioni che prevedono il ricollocamento all’interno del gruppo (sia in linea con nuove opportunità aziendali, sia nel rispetto delle procedure di internalizzazione attuate a seguito degli accordi di impresa avvenuti dopo il de-hubbing, e con il ricorso alla mobilità interna quale soluzione per far fronte alle esigenze organizzative di SEA SpA)»; Ibid..
( 29 ) […] (*).
( 30 ) La Commissione osserva che, in base ai consuntivi e agli inventari completi forniti da Airport Handling, gran parte delle attività di SEAH era datata, fortemente bisognosa di riparazioni e già interamente ammortizzata.
( 31 ) In base alla relazione Brattle sopraccitata, relativa al piano industriale di Airport Handling, i costi del lavoro della società erano […] (*).
( 32 ) Causa C-277/00 Germania/Commissione («SMI»), ECLI:EU:C:2004:238, punto 93.
( 33 ) Causa C-277/00 Germania/Commissione («SMI»), ECLI:EU:C:2004:238, punto 88.
( 34 ) Considerando 16 della decisione di apertura.
( 35 ) Date della firma di un contratto in base a un elenco fornito dalle autorità italiane, ad esempio […] (*).
( 36 ) Causa T-123/09 Ryanair/Commissione , ECLI:EU:T:2012:164, punto 156.
( 37 ) Causa C-277/00 Germania/Commissione («SMI»), ECLI:EU:C:2004:238, punti 86-89.
( 38 ) Causa C-482/99 Francia/Commissione , citata, punto 71.
( 39 ) Causa T-16/96 Cityflyer Express/Commissione [1998] ECR II-757, punto 76.
( 40 ) Allegata alla Valutazione d’impatto che accompagna il documento «Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo ai servizi di assistenza a terra negli aeroporti dell’Unione e che abroga la direttiva 96/67/CE del Consiglio», del 16.1.2012, SEC(2011) 1439 definitiva. A pag. 95 di tale documento, la Commissione osserva che la liberalizzazione dei servizi di assistenza a terra e la fine dei monopolio dei duopoli (vettore aeroportuale/di hub) presso gli aeroporti ha obbligato i fornitori di servizi di assistenza a terra ad adattarsi per poter essere più concorrenziali e operare in una situazione di concorrenza più agguerrita. Le conseguenze più visibili per i lavoratori del settore dell’assistenza a terra è stato l’aumento della produttività e della flessibilità del lavoro. I fornitori di servizi di assistenza a terra spesso affermano che tale aumento della produttività del lavoro è imperativo, in quanto i costi del personale ammontano al 65 %-80 % dei loro costi complessivi, mentre le associazioni dei lavoratori sostengono in genere che le società di assistenza a terra fanno troppa leva sul fattore manodopera per ridurre i costi.
( 41 ) Relazione Brattle paragrafo 48, pag. 11.
( 42 ) Relazione Brattle paragrafo 40, pag. 9.
( 43 ) Secondo la relazione Brattle, il WACC è superiore in quanto tiene conto di rischi specifici di progetto attraverso un aumento del coefficiente equity beta.
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