Document ID: 32023H0901(15)
Language: ITA

<table><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>1.9.2023&#160;&#160;&#160;</p></td><td><p>IT</p></td><td><p>Gazzetta ufficiale dell'Unione europea</p></td><td><p>C 312/135</p></td></tr></tbody></table>
RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
del 14 luglio 2023
relativa al programma nazionale di riforma 2023 della Lituania e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità 2023 della Lituania
(2023/C 312/15)
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 121, paragrafo 2, e l'articolo 148, paragrafo 4,
visto il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, per il rafforzamento della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle politiche economiche ( 1 ) , in particolare l'articolo 5, paragrafo 2,
visto il regolamento (UE) n. 1176/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 novembre 2011, sulla prevenzione e la correzione degli squilibri macroeconomici ( 2 ) , in particolare l'articolo 6, paragrafo 1,
vista la raccomandazione della Commissione europea,
viste le risoluzioni del Parlamento europeo,
viste le conclusioni del Consiglio europeo,
visto il parere del comitato per l'occupazione,
visto il parere del comitato economico e finanziario,
visto il parere del comitato per la protezione sociale,
visto il parere del comitato di politica economica,
considerando quanto segue:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(1)</p></td><td><p>Il regolamento (UE) 2021/241 del Parlamento europeo e del Consiglio&#160;<a>(<span>3</span>)</a> che istituisce il dispositivo per la ripresa e la resilienza (&#171;dispositivo&#187;) &#232; entrato in vigore il&#160;19&#160;febbraio&#160;2021. Il dispositivo fornisce sostegno finanziario agli Stati membri per l'attuazione di riforme e investimenti, producendo uno stimolo di bilancio finanziato dall'Unione. In linea con le priorit&#224; del semestre europeo, il dispositivo contribuisce alla ripresa economica e inclusiva e all'attuazione di investimenti e riforme sostenibili e favorevoli alla crescita, in particolare riforme e investimenti volti a promuovere le transizioni verde e digitale e a rendere pi&#249; resilienti le economie degli Stati membri. Contribuisce inoltre a consolidare le finanze pubbliche e a stimolare la crescita e la creazione di posti di lavoro nel medio e lungo periodo, a migliorare la coesione territoriale all'interno dell'Unione e a continuare l'attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali. Il contributo finanziario massimo per ciascuno Stato membro nell'ambito del dispositivo &#232; stato aggiornato il 30 giugno 2022, a norma dell'articolo 11, paragrafo 2, del regolamento (UE) 2021/241.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(2)</p></td><td><p>Il 22 novembre 2022 la Commissione ha adottato l'analisi annuale della crescita sostenibile&#160;2023, segnando l'inizio del semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche 2023. Il 23 marzo 2023 il Consiglio europeo ha approvato le priorit&#224; dell'analisi annuale della crescita sostenibile 2023, incentrate sulle quattro dimensioni della sostenibilit&#224; competitiva. Sempre il 22 novembre 2022 la Commissione ha adottato, sulla base del regolamento (UE) n.&#160;1176/2011, la relazione sul meccanismo di allerta per il 2023, in cui annoverava la Lituania tra gli Stati membri che possono presentare squilibri o correre il rischio di presentarli e che devono essere sottoposti a esame approfondito. Lo stesso giorno ha adottato anche un parere sul documento programmatico di bilancio 2023 della Lituania. La Commissione ha inoltre adottato una raccomandazione di raccomandazione del Consiglio sulla politica economica della zona euro e una proposta di relazione comune sull'occupazione 2023, che analizza l'attuazione degli orientamenti in materia di occupazione e dei principi del pilastro europeo dei diritti sociali. Il 16 maggio 2023 il Consiglio ha adottato la raccomandazione sulla politica economica della zona euro&#160;<a>(<span>4</span>)</a> (&#171;raccomandazione sulla zona euro del 2023&#187;) e il 13 marzo 2023 la relazione comune sull'occupazione.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(3)</p></td><td><p>Sebbene le economie dell'Unione diano prova di notevole resilienza, il contesto geopolitico continua ad avere un impatto negativo. Nella sua agenda di politica economica e sociale l'Unione, fermamente al fianco dell'Ucraina, mira, nel breve periodo, a ridurre gli effetti negativi degli shock energetici su famiglie e imprese vulnerabili e, nel medio periodo, a proseguire gli sforzi per realizzare le transizioni verde e digitale, favorire una crescita sostenibile e inclusiva, salvaguardare la stabilit&#224; macroeconomica e accrescere la resilienza. L'agenda &#232; fortemente incentrata anche sull'aumento della competitivit&#224; e della produttivit&#224; dell'Unione.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(4)</p></td><td><p>Il 1<span>o</span> febbraio 2023 la Commissione ha pubblicato la comunicazione dal titolo &#171;Un piano industriale del Green Deal per l'era a zero emissioni nette&#187; (&#171;piano industriale del Green Deal&#187;). L'obiettivo del piano industriale del Green Deal &#232; stimolare la competitivit&#224; dell'industria dell'Unione a zero emissioni nette e sostenere la transizione rapida verso la neutralit&#224; climatica. Il piano integra gli sforzi in corso nell'ambito del Green Deal europeo e di REPowerEU. Intende creare un contesto pi&#249; favorevole che consenta di aumentare la capacit&#224; dell'Unione di produrre le tecnologie e i prodotti a zero emissioni nette necessari per conseguire gli ambiziosi obiettivi climatici dell'Unione, nonch&#233; di garantire l'accesso alle materie prime critiche necessarie, anche diversificando l'approvvigionamento, sfruttando adeguatamente le risorse geologiche negli Stati membri e massimizzando il riciclo delle materie prime. Il piano industriale del Green Deal si basa su quattro pilastri: un contesto normativo prevedibile e semplificato, un accesso pi&#249; rapido ai finanziamenti, migliori competenze e l'apertura commerciale per catene di approvvigionamento resilienti. Il&#160;16&#160;marzo 2023 la Commissione ha pubblicato un'ulteriore comunicazione dal titolo &#171;Competitivit&#224; a lungo termine dell'UE: prospettive oltre il 2030&#187;, articolata attorno a nove fattori sinergici, con l'obiettivo di adoperarsi in favore di un quadro normativo propizio alla crescita. La comunicazione definisce le priorit&#224; politiche per provvedere in modo attivo a miglioramenti strutturali, investimenti ben mirati e misure normative per la competitivit&#224; a lungo termine dell'Unione e degli Stati membri. Le raccomandazioni formulate di seguito contribuiscono a rispondere a tali priorit&#224;.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(5)</p></td><td><p>Nel 2023 il semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche continua a evolvere in linea con l'attuazione del dispositivo. La piena attuazione dei piani per la ripresa e la resilienza rimane fondamentale per realizzare le priorit&#224; politiche del semestre europeo; i piani infatti rispondono a tutte le pertinenti raccomandazioni specifiche per paese formulate negli ultimi anni o a un insieme significativo di esse. Le raccomandazioni specifiche per paese 2019, 2020 e 2022 rimangono ugualmente pertinenti per i piani per la ripresa e la resilienza riveduti, aggiornati o modificati a norma degli articoli 14, 18 e 21 del regolamento (UE) 2021/241.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(6)</p></td><td><p>Il regolamento (UE) 2023/435 del Parlamento europeo e del Consiglio&#160;<a>(<span>5</span>)</a> (&#171;regolamento REPowerEU&#187;), adottato il 27 febbraio 2023, mira a una graduale e rapida eliminazione della dipendenza dell'Unione dalle importazioni di combustibili fossili russi. Ci&#242; contribuir&#224; alla sicurezza energetica e alla diversificazione dell'approvvigionamento di energia dell'Unione, aumentando nel contempo la diffusione delle energie rinnovabili, le capacit&#224; di stoccaggio dell'energia e l'efficienza energetica. Il regolamento REPowerEU consente agli Stati membri di aggiungere ai rispettivi piani nazionali per la ripresa e la resilienza un nuovo capitolo dedicato al piano REPowerEU, onde finanziare riforme e investimenti chiave che contribuiranno al conseguimento degli obiettivi di REPowerEU. Tali riforme e investimenti contribuiranno inoltre a stimolare la competitivit&#224; dell'industria dell'Unione a zero emissioni nette, come indicato nel piano industriale del Green Deal, e a dare seguito alle raccomandazioni specifiche per paese in materia di energia rivolte agli Stati membri nel&#160;2022 e, se del caso, nel 2023. Il regolamento REPowerEU introduce una nuova categoria di sostegno finanziario non rimborsabile, messo a disposizione degli Stati membri per finanziare nuove riforme e nuovi investimenti connessi al settore dell'energia nell'ambito dei rispettivi piani per la ripresa e la resilienza.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(7)</p></td><td><p>L'8 marzo 2023 la Commissione ha adottato una comunicazione che fornisce orientamenti di politica di bilancio per il 2024 (&#171;comunicazione dell'8 marzo 2023&#187;). Essi mirano a sostenere la preparazione dei programmi di stabilit&#224; e convergenza degli Stati membri e a rafforzare in tal modo il coordinamento delle politiche. La Commissione ha inoltre ricordato che la clausola di salvaguardia generale del patto di stabilit&#224; e crescita sar&#224; disattivata alla fine del&#160;2023. Per il periodo 2023-2024&#160;ha sollecitato politiche di bilancio che garantiscano la sostenibilit&#224; del debito a medio termine e aumentino la crescita potenziale in modo sostenibile e ha invitato gli Stati membri a precisare nei rispettivi programmi di stabilit&#224; e convergenza per il 2023 le modalit&#224; con cui i loro piani di bilancio garantiranno il rispetto del valore di riferimento del trattato del 3&#160;% del prodotto interno lordo (PIL) e garantiranno la riduzione plausibile e costante del debito, o in che modo intendano mantenere il debito a livelli prudenti a medio termine. La Commissione ha inoltre invitato gli Stati membri a eliminare gradualmente le misure di bilancio nazionali introdotte per proteggere le famiglie e le imprese dallo shock dei prezzi dell'energia, iniziando da quelle meno mirate. Ha precisato che, qualora fosse necessaria una proroga delle misure di sostegno a causa di nuove pressioni imputabili ai prezzi dell'energia, gli Stati membri dovrebbero far s&#236; che dette misure siano molto pi&#249; mirate a favore delle famiglie e delle imprese vulnerabili. La Commissione ha dichiarato che le raccomandazioni di bilancio saranno quantificate e differenziate. Inoltre, come proposto nella comunicazione del 9 novembre 2022 sugli orientamenti per una riforma del quadro di governance economica dell'UE, le raccomandazioni di bilancio saranno formulate sulla base della spesa primaria netta. Ha raccomandato che tutti gli Stati membri continuino a tutelare gli investimenti finanziati a livello nazionale e a garantire l'uso efficace del dispositivo e di altri fondi dell'Unione, soprattutto in considerazione degli obiettivi in materia di transizioni verde e digitale e di resilienza. La Commissione ha inoltre indicato che proporr&#224; al Consiglio di avviare, nella primavera del 2024, le procedure per i disavanzi eccessivi basate sul disavanzo in base ai dati di consuntivo per il 2023, in linea con le disposizioni giuridiche vigenti.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(8)</p></td><td><p>Il 26 aprile 2023 la Commissione ha presentato proposte legislative per attuare una riforma globale delle regole della governance economica dell'Unione. L'obiettivo centrale delle proposte &#232; rafforzare la sostenibilit&#224; del debito pubblico e promuovere una crescita sostenibile e inclusiva in tutti gli Stati membri attraverso riforme e investimenti. Nelle sue proposte la Commissione mira a migliorare la titolarit&#224; nazionale, semplificare il quadro e spostarne il fulcro maggiormente sul medio termine, in combinazione con un'applicazione efficace e pi&#249; coerente. Secondo le conclusioni del Consiglio adottate il 14 marzo 2023 sugli orientamenti per una riforma del quadro di governance economica dell'UE, l'obiettivo &#232; concludere i lavori legislativi nel 2023.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(9)</p></td><td><p>Il 14 maggio 2021 la Lituania ha presentato alla Commissione il piano nazionale per la ripresa e la resilienza, conformemente all'articolo 18, paragrafo 1, del regolamento (UE)&#160;2021/241. A norma dell'articolo 19 del medesimo regolamento, la Commissione ha valutato la pertinenza, l'efficacia, l'efficienza e la coerenza del piano, conformemente agli orientamenti per la valutazione di cui all'allegato V del regolamento. Il 20 luglio 2021 il Consiglio ha adottato la decisione di esecuzione relativa all'approvazione della valutazione del piano per la ripresa e la resilienza della Lituania&#160;<a>(<span>6</span>)</a>. L'erogazione delle rate &#232; subordinata all'adozione di una decisione della Commissione a norma dell'articolo 24, paragrafo 5, del regolamento (UE) 2021/241, che stabilisca che la Lituania ha conseguito in misura soddisfacente i traguardi e gli obiettivi indicati nella decisione di esecuzione del Consiglio. Il conseguimento soddisfacente presuppone che non siano annullati i traguardi e gli obiettivi conseguiti in precedenza.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(10)</p></td><td><p>Il 27 aprile 2023 la Lituania ha presentato il programma nazionale di riforma 2023 e il 28 dello stesso mese il programma di stabilit&#224; 2023, in linea con l'articolo 4, paragrafo 1, del regolamento (CE) n.&#160;1466/97. I due programmi sono stati valutati congiuntamente per tener conto delle correlazioni. In conformit&#224; dell'articolo 27 del regolamento (UE) 2021/241, il programma nazionale di riforma 2023 rispecchia anche la relazione semestrale della Lituania in merito ai progressi compiuti nella realizzazione del suo piano per la ripresa e la resilienza.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(11)</p></td><td><p>Il 24 maggio 2023 la Commissione ha pubblicato la relazione per paese 2023 relativa alla Lituania. La Commissione ha valutato i progressi compiuti dalla Lituania nel dar seguito alle pertinenti raccomandazioni specifiche per paese adottate dal Consiglio tra il 2019 e il 2022 e ha fatto il punto dell'attuazione del piano per la ripresa e la resilienza. Sulla scorta di tale analisi la relazione per paese ha individuato lacune rispetto alle sfide non affrontate o solo parzialmente affrontate nel piano per la ripresa e la resilienza, e anche a sfide nuove ed emergenti. Ha valutato quindi i progressi compiuti dalla Lituania nell'attuare il pilastro europeo dei diritti sociali, conseguire gli obiettivi principali dell'Unione in materia di occupazione, competenze e riduzione della povert&#224; e gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(12)</p></td><td><p>La Commissione ha effettuato un esame approfondito a norma dell'articolo 5 del regolamento (UE) n. 1176/2011 per la Lituania e ne ha pubblicato i risultati il&#160;24&#160;maggio&#160;2023. La Commissione ha concluso che il paese non presenta squilibri macroeconomici. In particolare le vulnerabilit&#224; connesse alla competitivit&#224; dei prezzi, ai saldi con l'estero e all'andamento dei prezzi delle abitazioni sono di recente aumentate ma attualmente sembrano complessivamente contenute. L'economia ha risentito fortemente dello shock dei prezzi dell'energia, in un contesto di rapido aumento dell'inflazione; tuttavia in base alle proiezioni la Lituania recuperer&#224; gradualmente la propria competitivit&#224; con il diminuire dei prezzi dell'energia. Nel 2022 le partite correnti hanno mostrato un netto peggioramento, dovuto all'aumento dei prezzi delle importazioni di energia ma, stando alle previsioni, quest'anno si avvicineranno al pareggio. In futuro i modesti disavanzi delle partite correnti non comprometteranno la sostenibilit&#224; esterna grazie alla solidit&#224; delle consistenze. Tuttavia le pressioni inflazionistiche e salariali, se persistenti, rischiano di ridurre la competitivit&#224; della Lituania, in particolare perch&#233; l'inflazione di fondo &#232; ben al di sopra della media della zona euro. Bench&#233; prezzi delle abitazioni siano notevolmente aumentati dall'inizio della pandemia, non vi sono elementi che dimostrino una sopravvalutazione e i prezzi sono attualmente in calo per via degli aumenti dei tassi di interesse e della recessione economica in corso. Inoltre il debito delle famiglie &#232; basso e il settore bancario &#232; ben capitalizzato e altamente redditizio e registra un basso livello di crediti deteriorati. Il contesto delle politiche &#232; nel complesso favorevole, anche se alcune politiche potrebbero contribuire ad affrontare i rischi derivanti dalle vulnerabilit&#224; individuate. A tale riguardo sarebbe importante mantenere politiche di bilancio e macroprudenziali anticicliche, rafforzandole ove necessario. Nel contempo porre un maggiore accento sulla promozione della concorrenza nel mercato interno e su politiche volte ad aumentare la qualit&#224; e la quantit&#224; dell'offerta di lavoro potrebbe contribuire a gestire le pressioni sui prezzi e sul costo del lavoro per unit&#224; di prodotto.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(13)</p></td><td><p>Secondo i dati convalidati da Eurostat, il disavanzo delle amministrazioni pubbliche della Lituania &#232; sceso dall'1,2&#160;% del PIL nel 2021 allo 0,6&#160;% nel 2022, mentre il debito delle amministrazioni pubbliche &#232; sceso dal 43,7&#160;% del PIL alla fine del 2021 al 38,4&#160;% alla fine del 2022.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(14)</p></td><td><p>Il saldo delle amministrazioni pubbliche ha subito gli effetti delle misure di politica di bilancio adottate per attenuare l'impatto economico e sociale dell'aumento dei prezzi dell'energia. Nel 2022 le misure di politica di bilancio che hanno determinato una diminuzione delle entrate comprendevano le compensazioni dell'imposta sul valore aggiunto (IVA) per il teleriscaldamento per le famiglie, mentre le misure di politica di bilancio che hanno incrementato la spesa comprendevano misure quali i massimali sui prezzi dell'energia elettrica per le utenze domestiche e non domestiche e sui prezzi del gas naturale per le utenze domestiche, nonch&#233; le sovvenzioni concesse a imprese che operano in settori colpiti dai prezzi elevati dell'energia. La Commissione stima il costo di bilancio netto di queste misure all'1,3&#160;% del PIL nel 2022. Il saldo delle amministrazioni pubbliche ha risentito anche del costo di bilancio dell'offerta di protezione temporanea agli sfollati provenienti dall'Ucraina, stimato allo 0,3&#160;% del PIL nel 2022. Nel contempo il costo stimato delle misure temporanee di emergenza connesse alla COVID-19 &#232; sceso dallo 0,6&#160;% del PIL nel 2021 allo 0,4&#160;% nel 2022.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(15)</p></td><td><p>Il 18 giugno 2021 il Consiglio ha raccomandato che nel 2022 la Lituania&#160;<a>(<span>7</span>)</a> mantenesse un orientamento di bilancio a sostegno della ripresa, segnatamente grazie all'impulso impresso dal dispositivo per la ripresa e la resilienza, e preservasse gli investimenti finanziati a livello nazionale. Il Consiglio ha inoltre raccomandato alla Lituania di tenere sotto controllo l'aumento della spesa corrente finanziata a livello nazionale.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(16)</p></td><td><p>Secondo le stime della Commissione, nel 2022&#160;l'orientamento della politica di bilancio&#160;<a>(<span>8</span>)</a> &#232; stato restrittivo (0,9&#160;% del PIL), appropriato in un contesto di inflazione elevata. Come raccomandato dal Consiglio, la Lituania ha continuato a sostenere la ripresa avvalendosi del dispositivo per finanziare investimenti. La spesa finanziata mediante le sovvenzioni del dispositivo e altri fondi dell'Unione &#232; stata pari all'1,1&#160;% del PIL nel 2022 (1,3&#160;% nel 2021). Gli investimenti finanziati a livello nazionale hanno apportato un contributo neutro all'orientamento della politica di bilancio&#160;<a>(<span>9</span>)</a>. La Lituania ha pertanto preservato gli investimenti finanziati a livello nazionale, come raccomandato dal Consiglio. Allo stesso tempo la crescita della spesa primaria corrente finanziata a livello nazionale (al netto delle nuove misure sul lato delle entrate) ha fornito un contributo restrittivo di 0,9 punti percentuali all'orientamento della politica di bilancio. La Lituania ha pertanto tenuto sufficientemente sotto controllo la crescita della spesa corrente finanziata a livello nazionale.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(17)</p></td><td><p>Lo scenario macroeconomico su cui si fondano le proiezioni di bilancio del programma di stabilit&#224; 2023 &#232; in linea con le previsioni di primavera 2023 della Commissione per il 2023 e dopo questa data. Il governo prevede una crescita del PIL reale dello 0,5&#160;% nel 2023 e del&#160;3,0&#160;% nel 2024. A titolo di confronto, le previsioni di primavera 2023 della Commissione prospettano la stessa crescita del PIL reale, pari allo 0,5&#160;% nel 2023, e una crescita inferiore del PIL reale, pari al 2,7&#160;%, nel 2024, principalmente perch&#233; si prevede una crescita dei consumi e degli investimenti relativamente pi&#249; lenta nel 2024.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(18)</p></td><td><p>Nel programma di stabilit&#224; 2023 il governo prevede che il disavanzo delle amministrazioni pubbliche salga al 2,2&#160;% del PIL nel 2023. L'aumento nel 2023 &#232; dovuto principalmente alle misure volte a incrementare la spesa che mirano a sostenere le famiglie a basso reddito (ad esempio aumenti delle prestazioni sociali e delle pensioni), nonch&#233; al calo stimato del gettito fiscale e delle entrate provenienti dai contributi previdenziali (in percentuale del PIL). Secondo il programma, il rapporto debito pubblico/PIL dovrebbe diminuire passando dal&#160;38,4&#160;% alla fine del 2022 al 37,8&#160;% alla fine del 2023. Le previsioni di primavera 2023 della Commissione prospettano un disavanzo pubblico dell'1,7&#160;% del PIL per il 2023. Si tratta di un disavanzo inferiore a quello previsto nel programma di stabilit&#224; 2023, principalmente perch&#233; si prevedono maggiori entrate provenienti dai contributi previdenziali e un leggero calo della spesa pubblica per i consumi intermedi e gli investimenti. Le previsioni di primavera 2023 della Commissione prospettano un rapporto debito pubblico/PIL inferiore, pari al 37,1&#160;% alla fine del 2023. La differenza &#232; dovuta al minore disavanzo pubblico previsto.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(19)</p></td><td><p>Stando alle previsioni il saldo generale delle amministrazioni pubbliche nel 2023 continuer&#224; a risentire delle misure adottate per attenuare l'impatto economico e sociale dell'aumento dei prezzi dell'energia. Si tratta di misure prorogate dal 2022, in particolare massimali sui prezzi dell'energia elettrica e del gas naturale per le utenze domestiche e non domestiche. Nelle previsioni di primavera 2023 la Commissione stima il costo di bilancio netto delle misure di sostegno allo 0,7&#160;% del PIL nel 2023&#160;<a>(<span>10</span>)</a>. Le misure del 2023 non sembrano mirate a sostenere le famiglie o le imprese pi&#249; vulnerabili n&#233; preservano il segnale di prezzo necessario per ridurre la domanda e accrescere l'efficienza energetica. Di conseguenza nella valutazione della conformit&#224; alla raccomandazione del Consiglio del 12&#160;luglio&#160;2022&#160;<a>(<span>11</span>)</a> non si deve tener conto di alcuna misura di sostegno mirata. Secondo le proiezioni il costo di bilancio della protezione temporanea agli sfollati ucraini rimarr&#224; stabile nel 2023, attestandosi allo 0,3&#160;% del PIL.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(20)</p></td><td><p>Nella sua raccomandazione del 12 luglio 2022 il Consiglio ha raccomandato alla Lituania di prendere provvedimenti per garantire, nel 2023, che la crescita della spesa primaria corrente finanziata a livello nazionale fosse in linea con un orientamento della politica complessivamente neutro&#160;<a>(<span>12</span>)</a>, tenendo conto del perdurare del sostegno temporaneo e mirato alle famiglie e alle imprese pi&#249; vulnerabili agli aumenti dei prezzi dell'energia e alle persone in fuga dall'Ucraina. Allo stesso tempo la Lituania dovrebbe essere pronta ad adeguare la spesa corrente all'evoluzione della situazione. Alla Lituania &#232; stato anche raccomandato di aumentare gli investimenti pubblici per le transizioni verde e digitale e per la sicurezza energetica tenendo conto dell'iniziativa REPowerEU, anche avvalendosi del dispositivo e di altri fondi dell'Unione.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(21)</p></td><td><p>Le previsioni di primavera 2023 della Commissione prospettano per il 2023 un orientamento espansivo della politica di bilancio (&#8211;&#160;0,8&#160;% del PIL), in un contesto di inflazione elevata, a fronte di un orientamento restrittivo nel 2022 (+&#160;0,9&#160;% del PIL). Si prevede inoltre che nel&#160;2023 la crescita della spesa primaria corrente finanziata a livello nazionale (al netto delle misure discrezionali sul lato delle entrate) apporter&#224; all'orientamento della politica di bilancio un contributo restrittivo dello 0,4&#160;% del PIL. In sintesi, la crescita prevista della spesa primaria corrente finanziata a livello nazionale &#232; in linea con la raccomandazione del Consiglio del 12 luglio 2022. Secondo le proiezioni la spesa finanziata con le sovvenzioni del dispositivo e altri fondi dell'Unione ammonter&#224; al 2,0&#160;% del PIL nel 2023, mentre gli investimenti finanziati a livello nazionale apporteranno all'orientamento della politica di bilancio un contributo espansivo di 0,1 punti percentuali&#160;<a>(<span>13</span>)</a>. Pertanto la Lituania prevede di finanziare ulteriori investimenti attraverso il dispositivo e altri fondi dell'Unione e, stando alle proiezioni, preserver&#224; gli investimenti finanziati a livello nazionale. Prevede di finanziare investimenti pubblici per le transizioni verde e digitale e per la sicurezza energetica, ad esempio investimenti nello sviluppo di fonti energetiche rinnovabili locali e l'installazione dell'infrastruttura di stoccaggio dell'energia elettrica, che agevoler&#224; gli sforzi compiuti dal paese per disconnettersi dalla rete elettrica, che opera in modo sincronizzato con i sistemi russo e bielorusso. Tali progetti di investimento sono in parte finanziati dal dispositivo e da altri fondi dell'Unione.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(22)</p></td><td><p>Secondo il programma di stabilit&#224; 2023, il disavanzo delle amministrazioni pubbliche scender&#224; all'1,7&#160;% del PIL nel 2024. Il calo del 2024 riflette principalmente l'eliminazione graduale delle misure adottate per attenuare l'impatto economico e sociale dell'aumento dei prezzi dell'energia. Secondo il programma di stabilit&#224; 2023, si prevede che il rapporto debito pubblico/PIL scenda al 37,7&#160;% alla fine del 2024. Sulla base delle misure politiche note alla data limite delle previsioni, le previsioni di primavera 2023 della Commissione prospettano un disavanzo pubblico dell'1,4&#160;% del PIL per il 2024. Si tratta di un disavanzo inferiore a quello previsto nel programma di stabilit&#224;&#160;2023, principalmente a causa della minore spesa pubblica per i consumi intermedi e del rafforzamento del PIL nominale. Le previsioni di primavera 2023 della Commissione prospettano un rapporto debito pubblico/PIL inferiore, pari al 36,6&#160;% alla fine del 2024.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(23)</p></td><td><p>Il programma di stabilit&#224; 2023 prevede l'eliminazione graduale della maggior parte delle misure di sostegno connesse all'energia nel 2024. Anche la Commissione presuppone l'eliminazione graduale di quasi tutte le misure di sostegno connesse all'energia (costo netto dello 0,1&#160;% del PIL nel 2024). Tali stime si basano sul presupposto che non si registrino nuovi aumenti dei prezzi dell'energia.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(24)</p></td><td><p>Nel programma la Lituania prevede di conseguire l'obiettivo di bilancio a medio termine (un saldo strutturale di bilancio del &#8211;&#160;1,0&#160;% del PIL&#160;<a>(<span>14</span>)</a>) nel 2023 e di mantenerlo per il rimanente periodo del programma. Stando alle previsioni di primavera 2023 della Commissione, il saldo strutturale dovrebbe attestarsi a &#8211;&#160;0,6&#160;% del PIL nel 2023 e a &#8211;&#160;0,3&#160;% del PIL nel 2024, al di sopra dell'obiettivo di bilancio a medio termine. Una politica di bilancio prudente nel&#160;2024 contribuir&#224; inoltre a ridurre l'inflazione di fondo, che &#232; ben al di sopra della media della zona euro e che, qualora perduri, potrebbe determinare perdite di competitivit&#224;.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(25)</p></td><td><p>Nell'ipotesi di politiche invariate, le previsioni di primavera 2023 della Commissione prospettano una crescita della spesa primaria netta finanziata a livello nazionale pari al&#160;2,7&#160;% nel 2024.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(26)</p></td><td><p>Il programma di stabilit&#224; 2023 prevede una diminuzione degli investimenti pubblici dal&#160;4,0&#160;% del PIL nel 2023 al 3,9&#160;% del PIL nel 2024. Tale diminuzione riflette quella degli investimenti finanziati a livello nazionale e di quelli finanziati dall'Unione.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(27)</p></td><td><p>Il programma di stabilit&#224; 2023 delinea un percorso di bilancio a medio termine fino al 2026. Secondo il programma di stabilit&#224; 2023, il disavanzo delle amministrazioni pubbliche scender&#224; all'1,4&#160;% del PIL nel 2025 e allo 0,9&#160;% entro il 2026. Si prevede pertanto che il disavanzo delle amministrazioni pubbliche rimarr&#224; al di sotto del 3&#160;% del PIL nel periodo di riferimento del programma. Sempre in base al programma di stabilit&#224; 2023, il rapporto debito pubblico/PIL dovrebbe aumentare passando dal 37,7&#160;% alla fine del 2024 al 38,6&#160;% entro la fine del 2026.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(28)</p></td><td><p>Il gettito fiscale della Lituania in percentuale del PIL &#232; notevolmente inferiore alla media dell'Unione, il che limita i finanziamenti disponibili per la spesa pubblica nei settori dell'assistenza sanitaria, della protezione sociale e dei servizi pubblici generali. Il divario dell'imposta sul valore aggiunto (IVA) (ossia la differenza tra le entrate IVA previste e l'importo riscosso) &#232; ancora uno dei pi&#249; elevati dell'Unione, anche se le stime preliminari indicano che tale divario potrebbe essere stato ridotto in modo significativo nel 2021. Nel&#160;2021 le entrate derivanti dalle imposte sulla propriet&#224;, che sono tra quelle meno penalizzanti per la crescita, sono state pari soltanto allo 0,3&#160;% del PIL, un valore circa sette volte inferiore alla media dell'Unione. Per quanto riguarda le imposte sul reddito delle societ&#224;, la Lituania ha riscosso importi pari alla met&#224; della media dell'Unione (in percentuale del PIL), ha applicato alcune delle imposte sui trasporti pi&#249; basse nell'Unione ed &#232; uno dei pochi Stati membri a non applicare un'imposta annuale sulle autovetture. La spesa pubblica per la protezione sociale &#232; aumentata nel periodo 2015-2021, ma &#232; comunque notevolmente inferiore rispetto alla media dell'Unione. Ci&#242; si traduce in livelli relativamente bassi e in una copertura limitata delle prestazioni sociali, con le pensioni di vecchiaia tra le pi&#249; basse dell'Unione rispetto ai redditi da lavoro. La spesa per i servizi pubblici generali &#232; particolarmente esigua e riceve quasi met&#224; dei finanziamenti (in percentuale del PIL) rispetto alla media dell'Unione. Risorse finanziarie inadeguate per l'assistenza sanitaria comportano tempi di attesa lunghi e un livello elevato di esigenze insoddisfatte in termini di assistenza medica, costi elevati non rimborsati per i pazienti e l'incapacit&#224; di offrire retribuzioni concorrenziali agli operatori sanitari. Nel periodo 2021-2023 la Lituania ha introdotto significative misure di spesa permanenti (quali aumenti delle retribuzioni nel settore pubblico, delle pensioni e di altre prestazioni sociali) non sufficientemente assortite di misure di finanziamento corrispondenti, con un possibile rischio a lungo termine per la sostenibilit&#224; di bilancio del paese.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(29)</p></td><td><p>Conformemente all'articolo 19, paragrafo 3, lettera b), del regolamento (UE)&#160;2021/241 e all'allegato V, criterio 2.2, di tale regolamento, il piano per la ripresa e la resilienza comprende un'ampia gamma di riforme e investimenti che si rafforzano reciprocamente, da attuare entro il 2026. L'attuazione del piano per la ripresa e la resilienza lituano &#232; ben avviata. Il 30 novembre 2022 la Lituania ha presentato una prima richiesta di pagamento e la Commissione ha adottato una valutazione positiva per 31 dei 33 traguardi relativi a sei delle sette componenti del piano, mentre ha giudicato insufficiente la realizzazione di due traguardi relativi alle riforme fiscali. La Commissione ha pertanto attivato la procedura di &#171;sospensione dei pagamenti&#187; che concede alla Lituania un periodo di tempo supplementare per conseguire tali traguardi, ricevendo nel contempo un pagamento parziale di 542,3 milioni di EUR (al netto del prefinanziamento) per i traguardi realizzati in maniera soddisfacente. In ragione di circostanze oggettive dovute agli aumenti dei prezzi dell'energia e dei materiali da costruzione e ai vincoli delle catene di approvvigionamento riconducibili all'aggressione della Russia nei confronti dell'Ucraina, la Lituania intende presentare modifiche al piano, nonch&#233; un capitolo dedicato al piano REPowerEU per accelerare la decarbonizzazione dell'economia e ridurre la dipendenza dai combustibili fossili. In conformit&#224; dell'articolo 14, paragrafo 6, del regolamento (UE)&#160;2021/241, il 30&#160;marzo&#160;2023 la Lituania ha espresso l'intenzione di richiedere un sostegno supplementare sotto forma di prestito pari a 1&#160;800&#160;000&#160;000&#160;EUR nell'ambito del dispositivo. La rapida inclusione del nuovo capitolo dedicato al piano REPowerEU nel piano per la ripresa e la resilienza consentir&#224; di finanziare ulteriori riforme e investimenti a sostegno degli obiettivi strategici della Lituania in materia di energia e transizione verde. Per l'attuazione efficace del piano per la ripresa e la resilienza e di altre politiche economiche e occupazionali che vanno al di l&#224; di tale piano, per assicurare un'ampia titolarit&#224; dell'agenda politica generale rimane importante il coinvolgimento sistematico ed effettivo delle autorit&#224; locali e regionali, delle parti sociali e degli altri portatori di interessi pertinenti.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(30)</p></td><td><p>Nel 2022 la Commissione ha approvato tutti i documenti di programmazione della politica di coesione della Lituania. Procedere alla rapida attuazione dei programmi della politica di coesione in complementarit&#224; e sinergia con il piano per la ripresa e la resilienza, compreso il capitolo dedicato al piano REPowerEU, &#232; fondamentale per realizzare le transizioni verde e digitale, accrescere la resilienza economica e sociale e conseguire uno sviluppo territoriale equilibrato in Lituania.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(31)</p></td><td><p>Oltre ai problemi economici e sociali affrontati dal piano per la ripresa e la resilienza e dai programmi della politica di coesione, la Lituania si trova di fronte a una serie di ulteriori sfide connesse al sistema sanitario, ai servizi e all'edilizia sociali, all'energia e alla transizione verde.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(32)</p></td><td><p>Per quanto riguarda la salute, in Lituania si registra una delle aspettative di vita pi&#249; basse dell'Unione. In Lituania i livelli di mortalit&#224; imputabile a malattie curabili e prevenibili rimangono elevati rispetto alla media dell'Unione. La Lituania presenta un livello elevato di ricoveri ospedalieri evitabili e il tasso pi&#249; elevato di mortalit&#224; per suicidio nell'Unione. Tali dati evidenziano la necessit&#224; di migliorare l'efficacia dell'assistenza sanitaria e di adottare maggiori misure preventive nel contesto dell'approccio sanitario lituano. I problemi del settore sanitario sono aggravati dalla carenza di manodopera, dagli squilibri tra domanda e offerta di competenze e da una distribuzione disomogenea degli operatori sanitari, aspetti questi che limitano l'accesso all'assistenza sanitaria di base e la sua erogazione. Il piano per la ripresa e la resilienza della Lituania comprende misure significative quali una riforma che trasformer&#224; la rete ospedaliera e i servizi medici di emergenza, nonch&#233; investimenti nella modernizzazione delle strutture sanitarie e nella costruzione di infrastrutture per i centri cluster per le malattie infettive. Una volta attuate, si prevede che tali misure contribuiranno ad affrontare alcuni dei principali problemi. Tuttavia, al di l&#224; delle misure incluse nel piano per la ripresa e la resilienza, sono necessari ulteriori sforzi per migliorare ulteriormente l'assistenza di base e incrementare la prevenzione, anche per rendere il sistema sanitario pi&#249; resiliente.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(33)</p></td><td><p>La pianificazione e l'erogazione di servizi sociali sono ostacolate dall'insufficiente coinvolgimento delle organizzazioni non governative da parte dei comuni e l'integrazione dell'assistenza sociale e delle misure di formazione nelle politiche attive del mercato del lavoro, in particolare per i disoccupati, &#232; ancora insufficiente. La Lituania ha compiuto alcuni progressi completando, in determinati comuni, progetti pilota per l'erogazione di servizi integrati a favore dei disoccupati e ha raccomandato a tutti i comuni di applicare ai loro programmi di promozione dell'occupazione a partire dal 2023 la metodologia alla base di tali progetti. Sebbene si tratti di un passo nella giusta direzione, il suo impatto non si &#232; ancora manifestato e saranno necessari ulteriori interventi. Il piano per la ripresa e la resilienza comprende misure significative quali una riforma del regime di reddito minimo e del sistema fiscale e previdenziale, unitamente all'aumento della copertura dell'assicurazione di disoccupazione. Una volta attuate, tali misure dovrebbero contribuire ad affrontare alcuni dei principali problemi in materia di protezione sociale. Tuttavia, al di l&#224; delle misure incluse nel piano, sono necessari ulteriori sforzi per migliorare la pianificazione e l'erogazione di servizi sociali.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(34)</p></td><td><p>In Lituania l'accesso all'edilizia sociale &#232; limitato. Alla fine del 2022 erano circa 9&#160;700 le famiglie (quasi 19&#160;000 persone) in attesa di un alloggio sociale, con un tempo medio di attesa di 5,85 anni. La qualit&#224; complessiva degli alloggi sociali rimane bassa. Sebbene la Lituania abbia adottato alcune misure di riforma in materia di edilizia sociale, tra cui l'introduzione del diritto delle famiglie monoparentali di avere la priorit&#224;, l'aumento dei limiti di reddito e di patrimonio in sede di valutazione dell'ammissibilit&#224; e l'aggiunta di disposizioni speciali in caso di emergenza o quarantena nazionale, attualmente si registra l'assenza di una strategia globale sulle modalit&#224; per affrontare tali carenze croniche e migliorare la qualit&#224; degli alloggi sociali.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(35)</p></td><td><p>A seguito dell'invasione dell'Ucraina da parte della Russia, la Lituania &#232; riuscita ad abbandonare senza conseguenze le importazioni di gas, petrolio, energia elettrica e carbone dalla Russia, riorientando le proprie importazioni di energia attraverso il terminale per il gas naturale liquefatto (GNL) di Klaip&#279;da, il terminale petrolifero di B&#363;ting&#279;, la nuova interconnessione per il gas con la Polonia, il miglioramento dell'interconnessione con la Lettonia e le interconnessioni esistenti per l'energia elettrica con Polonia, Lettonia e Svezia. Nel periodo tra l'agosto 2022 e il marzo 2023 il consumo di gas naturale della Lituania &#232; diminuito del 41&#160;% rispetto al consumo medio di gas registrato per lo stesso periodo nei cinque anni precedenti, superando l'obiettivo di riduzione del 15&#160;% stabilito nel regolamento (UE) 2022/1369&#160;<a>(<span>15</span>)</a>, principalmente in ragione del calo della domanda di gas da parte dell'industria chimica dovuto all'impennata dei prezzi dell'energia. Il paese potrebbe continuare ad adoperarsi per ridurre temporaneamente la domanda di gas fino al&#160;31&#160;marzo&#160;2024 a norma del regolamento (UE) 2023/706 del Consiglio&#160;<a>(<span>16</span>)</a>. Tuttavia, per il suo approvvigionamento energetico, il paese rimane fortemente dipendente dalle importazioni. La Lituania importa infatti circa due terzi del suo fabbisogno lordo di energia elettrica e pressoch&#233; la totalit&#224; del proprio petrolio e del proprio gas. Inoltre il petrolio e il gas rappresentano i tre quarti del mix energetico del paese.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(36)</p></td><td><p>La domanda elevata di energia &#232; sospinta da un grande e vetusto parco trasporti, con un sottoutilizzo dei trasporti pubblici e ferroviari, un gran numero di edifici inefficienti sotto il profilo energetico e industrie ad alta intensit&#224; energetica. Prima della crisi energetica l'industria rappresentava il 58&#160;% del consumo totale di gas della Lituania. Ulteriori sforzi tesi a ridurre l'intensit&#224; energetica in tali settori, favorendo la trasformazione industriale, compresi processi di produzione innovativi, e promuovendo ulteriormente l'uso di fonti di energia rinnovabili, ridurrebbero la dipendenza della Lituania dalle importazioni di energia. Gli incentivi a scegliere veicoli meno inquinanti rimangono deboli in Lituania, mentre il sistema dei trasporti pubblici &#232; frammentato e soffre di una mancanza di coordinamento. Di conseguenza la promozione di mezzi di trasporto meno inquinanti rimane una priorit&#224;. Allo stesso tempo i tassi di ristrutturazione per i condomini rimangono troppo bassi per conseguire gli obiettivi di neutralit&#224; climatica nel settore entro il 2050. Tale circostanza evidenzia la necessit&#224; di migliorare le procedure e gli incentivi per la ristrutturazione e di sostenere la capacit&#224; del settore privato di realizzare progetti di ristrutturazione. La Lituania rimane tra i paesi con i peggiori risultati dell'Unione in termini di povert&#224; energetica, una situazione questa che potrebbe aggravarsi ulteriormente nel caso in cui si verifichi un ulteriore e marcato aumento dei prezzi dell'energia e perduri la lentezza degli interventi di ristrutturazione.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(37)</p></td><td><p>La rete elettrica lituana, come quella di altri Stati membri baltici, rimane esposta, in quanto sincronizzata con la rete elettrica BRELL (tra Russia, Bielorussia e paesi baltici). La sincronizzazione regionale della rete elettrica con il resto dell'Unione, pur avendo evidenziato progressi, non &#232; stata tuttora completata (se ne prevede il completamento entro il&#160;2025). A tal fine &#232; necessaria una cooperazione con la Lettonia e l'Estonia. La Lituania sta aumentando la produzione interna di energia; ha adottato misure per snellire le procedure di concessione e promuovere la produzione di energia elettrica da fonti energetiche rinnovabili che si sono tradotte in notevoli aumenti della capacit&#224; di produzione di energia solare ed eolica tra il 2020 e il 2021. Tuttavia, per essere in linea con gli obiettivi del pacchetto &#171;Pronti per il 55&#160;%&#187;, &#232; necessario che la Lituania punti a livelli pi&#249; ambiziosi di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra e a obiettivi pi&#249; ambiziosi in materia di energie rinnovabili ed efficienza energetica.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(38)</p></td><td><p>La carenza di manodopera e di competenze nei settori e nelle professioni fondamentali per la transizione verde &#8212; compresi la produzione, la diffusione e la manutenzione delle tecnologie a zero emissioni nette &#8212; sta creando strozzature nella transizione a un'economia a zero emissioni nette. Sistemi di istruzione e formazione di qualit&#224; elevata che rispondano alle mutevoli esigenze del mercato del lavoro e misure mirate per la riqualificazione e il miglioramento del livello delle competenze sono cruciali per ridurre le carenze di competenze e promuovere l'inclusione lavorativa e la riallocazione della forza lavoro. Per sbloccare il potenziale inutilizzato dell'offerta di lavoro, tali misure devono essere accessibili, in particolare per le persone e nei settori e nelle regioni maggiormente interessati dalla transizione verde. Dal 2015 il tasso di posti di lavoro vacanti &#232; aumentato nella maggior parte dei settori chiave, quali l'edilizia (passando dallo 0,8&#160;% all'1,5&#160;% nel 2021) e l'industria manifatturiera (dall'1,4&#160;% all'1,8&#160;% nel 2021). Tuttavia nel 2021 tale tasso &#232; risultato comunque inferiore alla media dell'Unione, pari rispettivamente al 3,6&#160;% e all'1,9&#160;%. Negli ultimi anni in Lituania sono state segnalate carenze di manodopera per 28 professioni che richiedono competenze o conoscenze specifiche per la transizione verde. In particolare le carenze di manodopera sono state segnalate come un fattore che ha limitato la produzione nell'industria e nelle costruzioni nel 2022.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(39)</p></td><td><p>Alla luce della valutazione della Commissione, il Consiglio ha esaminato il programma di stabilit&#224; 2023 e il suo parere&#160;<a>(<span>17</span>)</a> trova riscontro nella raccomandazione di cui al punto 1.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(40)</p></td><td><p>Date le strette correlazioni tra le economie degli Stati membri della zona euro e il loro contributo collettivo al funzionamento dell'Unione economica e monetaria, il Consiglio ha raccomandato a tali Stati membri di prendere provvedimenti, anche tramite i piani per la ripresa e la resilienza, al fine di i) preservare la sostenibilit&#224; del debito e astenersi da un sostegno generalizzato alla domanda aggregata nel 2023, orientare in modo pi&#249; mirato le misure di bilancio adottate per attenuare l'impatto degli elevati prezzi dell'energia e riflettere su modalit&#224; adeguate per eliminare gradualmente il sostegno con il diminuire delle pressioni causate dai prezzi dell'energia; ii) mantenere un elevato livello di investimenti pubblici e promuovere investimenti privati a sostegno delle transizioni verde e digitale; iii) sostenere dinamiche salariali che attenuino la perdita di potere d'acquisto limitando nel contempo gli effetti di secondo impatto sull'inflazione, migliorare ulteriormente le politiche attive del mercato del lavoro e colmare le carenze di competenze; iv) migliorare il contesto imprenditoriale e garantire che il sostegno per l'energia destinato alle imprese sia efficace sotto il profilo dei costi, temporaneo e mirato alle imprese economicamente sostenibili e che siano mantenuti incentivi per la transizione verde; e v) preservare la stabilit&#224; macrofinanziaria e monitorare i rischi, continuando nel contempo a lavorare al completamento dell'Unione bancaria. Per la Lituania le raccomandazioni di cui ai punti&#160;1,&#160;2,&#160;3 e 4 contribuiscono all'attuazione della prima, della seconda e della terza raccomandazione di cui alla raccomandazione del 2023 sulla zona euro,</p></td></tr></tbody></table>
RACCOMANDA alla Lituania di prendere provvedimenti nel 2023 e nel 2024 al fine di:
1. Eliminare gradualmente le vigenti misure di sostegno di emergenza connesse all'energia, usando i relativi risparmi per ridurre il disavanzo pubblico, quanto prima nel 2023 e nel 2024; qualora nuovi aumenti dei prezzi dell'energia dovessero richiedere nuove misure di sostegno o il proseguimento di quelle esistenti, provvedere a che tali misure di sostegno mirino a tutelare le famiglie e le imprese vulnerabili, siano sostenibili a livello di bilancio e preservino gli incentivi al risparmio energetico;
Preservare gli investimenti pubblici finanziati a livello nazionale, mantenendo al contempo una solida posizione di bilancio nel 2024, e provvedere all'assorbimento efficace delle sovvenzioni del dispositivo e di altri fondi dell'Unione, in particolare per promuovere le transizioni verde e digitale;
Per il periodo successivo al 2024, continuare a realizzare investimenti e riforme atti ad aumentare la crescita sostenibile e preservare una posizione di bilancio prudente a medio termine;
Rafforzare l'adeguatezza dell'assistenza sanitaria e della protezione sociale e migliorare i servizi pubblici generali;
2. Proseguire l'attuazione costante del piano per la ripresa e la resilienza e perfezionare celermente il capitolo dedicato al piano REPowerEU al fine di avviarne rapidamente l'attuazione; procedere alla rapida attuazione dei programmi della politica di coesione in stretta complementarità e sinergia con il piano per la ripresa e la resilienza;
3. Rafforzare l'assistenza sanitaria di base e ampliare la prevenzione, al fine, tra l'altro, di rendere il sistema sanitario più resiliente; migliorare la pianificazione e l'erogazione di servizi sociali; migliorare l'accesso all'edilizia sociale e la qualità di quest'ultima;
4. Ridurre ulteriormente la dipendenza dai combustibili fossili e dall'energia importata, accelerando la diffusione delle energie rinnovabili, in particolare garantendo una capacità di rete e un accesso alla rete sufficienti, assicurando la trasformazione e la decarbonizzazione della produzione industriale e aumentando la diffusione dei trasporti pubblici e sostenibili, nonché rendendo gli edifici più efficienti sotto il profilo energetico al fine, tra l'altro, di ridurre la povertà energetica; garantire una capacità sufficiente delle interconnessioni per l'energia elettrica al fine di aumentare la sicurezza dell'approvvigionamento, proseguendo la sincronizzazione tempestiva con la rete elettrica dell'Unione; intensificare le iniziative a livello politico a favore dell'offerta e dell'acquisizione delle abilità e competenze necessarie per la transizione verde.
Fatto a Bruxelles, il 14 luglio 2023
Per il Consiglio
La presidente
N. CALVIÑO SANTAMARÍA
<note>
( 1 ) GU L 209 del 2.8.1997, pag. 1 .
( 2 ) GU L 306 del 23.11.2011, pag. 25 .
( 3 ) Regolamento (UE) 2021/241 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 febbraio 2021, che istituisce il dispositivo per la ripresa e la resilienza ( GU L 57 del 18.2.2021, pag. 17 ).
( 4 ) Raccomandazione del Consiglio, del 16 maggio 2023, sulla politica economica della zona euro ( GU C 180 del 23.5.2023, pag. 1 ).
( 5 ) Regolamento (UE) 2023/435 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 febbraio 2023, che modifica il regolamento (UE) 2021/241 per quanto riguarda l'inserimento di capitoli dedicati al piano REPowerEU nei piani per la ripresa e la resilienza e che modifica i regolamenti (UE) n. 1303/2013, (UE) 2021/1060 e (UE) 2021/1755, e la direttiva 2003/87/CE ( GU L 63 del 28.2.2023, pag. 1 ).
( 6 ) ST 10477/2021 INIT; ST 10477/2021 ADD 1.
( 7 ) Raccomandazione del Consiglio, del 18 giugno 2021, che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità 2021 della Lituania ( GU C 304 del 29.7.2021, pag. 68 ).
( 8 ) L'orientamento della politica di bilancio è misurato come la variazione, rispetto alla crescita potenziale a medio termine, della spesa primaria (al netto delle misure discrezionali sul lato delle entrate), escluse le misure temporanee di emergenza connesse alla crisi della COVID-19, ma compresa la spesa finanziata dal sostegno non rimborsabile (sovvenzioni) del dispositivo e altri fondi dell'Unione. Per maggiori dettagli cfr. il riquadro 1 nelle tabelle statistiche di bilancio.
( 9 ) L'altra spesa in conto capitale finanziata a livello nazionale ha dato un contributo espansivo di 0,2 punti percentuali di PIL.
( 10 ) Tale cifra rappresenta il livello del costo annuale di bilancio delle misure, comprese le entrate e le spese correnti e, se del caso, le misure di spesa in conto capitale.
( 11 ) Raccomandazione del Consiglio, del 12 luglio 2022, sul programma nazionale di riforma 2022 della Lituania e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità 2022 della Lituania ( GU C 334 dell'1.9.2022, pag. 120 ).
( 12 ) Stando alle previsioni di primavera 2023 della Commissione, la crescita del prodotto potenziale a medio termine (media su 10 anni) della Lituania, utilizzata per misurare l'orientamento della politica di bilancio, è stimata al 14,0 % in termini nominali.
( 13 ) Secondo le proiezioni l'altra spesa in conto capitale finanziata a livello nazionale darà un contributo espansivo di 0,2 punti percentuali di PIL.
( 14 ) Il saldo strutturale (saldo corretto per il ciclo al netto delle misure temporanee e una tantum) ricalcolato dalla Commissione secondo la metodologia concordata indica un disavanzo strutturale dello 0,6 % del PIL nel 2023 e dello 0,2 % nel 2024.
( 15 ) Regolamento (UE) 2022/1369 del Consiglio, del 5 agosto 2022, relativo a misure coordinate di riduzione della domanda di gas ( GU L 206 dell'8.8.2022, pag. 1 ).
( 16 ) Regolamento (UE) 2023/706 del Consiglio, del 30 marzo 2023, che modifica il regolamento (UE) 2022/1369 per prorogare il periodo di applicazione delle misure di riduzione della domanda di gas e rafforzare la comunicazione e il monitoraggio della loro attuazione ( GU L 93 del 31.3.2023, pag. 1 ).
( 17 ) A norma dell'articolo 5, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1466/97.
</note>