Document ID: 32019D0129(01)
Language: ITA

<table><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>29.1.2019&#160;&#160;&#160;</p></td><td><p>IT</p></td><td><p>Gazzetta ufficiale dell'Unione europea</p></td><td><p>C 36/5</p></td></tr></tbody></table>
DECISIONE DI ESECUZIONE DELLA COMMISSIONE
del 21 gennaio 2019
relativa alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea della domanda di approvazione di una modifica non minore del disciplinare di produzione di cui all’articolo 53 del regolamento (UE) n. 1151/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio per la denominazione «Pruneaux d’Agen»/«Pruneaux d’Agen mi-cuits» (IGP)
(2019/C 36/06)
LA COMMISSIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea,
visto il regolamento (UE) n. 1151/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio del 21 novembre 2019 sui regimi di qualità dei prodotti agricoli e alimentari ( 1 ) , in particolare l’articolo 50, paragrafo 2, lettera a), in combinato disposto con l’articolo 53, paragrafo 2,
considerando quanto segue:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(1)</p></td><td><p>La Francia ha presentato una domanda di approvazione di una modifica non minore del disciplinare di produzione dell&#8217;IGP &#171;Pruneaux d&#8217;Agen&#187;/&#171;Pruneaux d&#8217;Agen mi-cuits&#187; a norma dell&#8217;articolo 49, paragrafo 4, del regolamento (UE) n. 1151/2012. Le modifiche includono un cambiamento della denominazione da &#171;Pruneaux d&#8217;Agen&#187;/&#171;Pruneaux d&#8217;Agen mi-cuits&#187; a &#171;Pruneaux d&#8217;Agen&#187;.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(2)</p></td><td><p>A norma dell&#8217;articolo 50 del regolamento (UE) n. 1151/2012 la Commissione ha esaminato la domanda e ha concluso che soddisfa le condizioni stabilite nel suddetto regolamento.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(3)</p></td><td><p>Al fine di consentire la presentazione di notifiche di opposizione a norma dell&#8217;articolo 51 del regolamento (UE) n. 1151/2012, la domanda di approvazione di una modifica non minore del disciplinare di produzione di cui all&#8217;articolo 10, paragrafo 1, primo comma, del regolamento di esecuzione (UE) n. 668/2014 della Commissione&#160;<a>(<span>2</span>)</a>, comprese le modifiche del documento unico e il riferimento alla pubblicazione del pertinente disciplinare di produzione, per la denominazione registrata &#171;Pruneaux d&#8217;Agen&#187;/&#171;Pruneaux d&#8217;Agen mi-cuits&#187; (IGP) dovrebbe essere pubblicata nella<span>Gazzetta ufficiale dell&#8217;Unione europea</span>,</p></td></tr></tbody></table>
DECIDE:
Articolo unico
La domanda di approvazione di una modifica non minore del disciplinare di produzione di cui all’articolo 10, paragrafo 1, primo comma, del regolamento di esecuzione (UE) n. 668/2014 della Commissione, comprese le modifiche del documento unico e il riferimento alla pubblicazione del pertinente disciplinare di produzione, per la denominazione registrata «Pruneaux d’Agen»/«Pruneaux d’Agen mi-cuits» (IGP) figura nell’allegato della presente decisione.
A norma dell’articolo 51 del regolamento (UE) n. 1151/2012, la pubblicazione della presente decisione conferisce il diritto di opporsi alla modifica di cui al primo comma entro tre mesi dalla data di pubblicazione della presente decisione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea .
Fatto a Bruxelles, il 21 gennaio 2019
Per la Commissione
Phil HOGAN
Membro della Commissione
( 1 ) GU L 343 del 14.12.2012, pag. 1 .
( 2 ) Regolamento di esecuzione (UE) n. 668/2014 della Commissione, del 13 giugno 2014, recante modalità di applicazione del regolamento (UE) n. 1151/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio sui regimi di qualità dei prodotti agricoli e alimentari ( GU L 179 del 19.6.2014, pag. 36 ).
ALLEGATO
DOMANDA DI APPROVAZIONE DI UNA MODIFICA NON MINORE DEL DISCIPLINARE DI PRODUZIONE DI UNA DENOMINAZIONE DI ORIGINE PROTETTA/DI UN’INDICAZIONE GEOGRAFICA PROTETTA
Domanda di approvazione di una modifica ai sensi dell’articolo 53, paragrafo 2, primo comma, del regolamento (UE) n. 1151/2012
«PRUNEAUX D’AGEN»/«PRUNEAUX D’AGEN MI-CUITS»
n. UE: PGI-FR-0149-AM01 — 18.5.2017
DOP ( ) IGP ( X )
1. Gruppo richiedente e interesse legittimo
<table><col/><tbody><tr><td><p>SYNDICAT DU PRUNEAU D&#8217;AGEN</p></td></tr><tr><td><p>2 rue des Magnolias &#8212; BP 130</p></td></tr><tr><td><p>47303 Villeneuve sur Lot</p></td></tr><tr><td><p>Tel. +33 5.53.41.55.55</p></td></tr><tr><td><p>Fax +33 553402936</p></td></tr><tr><td><p>Email: contact@pruneau.fr</p></td></tr></tbody></table>
Composizione e interesse legittimo: il sindacato riunisce i produttori di prugne e gli essiccatori in un comitato a monte e le imprese che preparano le prugne o i trasformatori in un comitato a valle. Ha quindi un interesse legittimo a presentare domanda di modifica del disciplinare.
2. Stato membro o paese terzo
Francia
3. Voce del disciplinare interessata dalla modifica
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>&#9746;</p></td><td><p>Denominazione del prodotto</p></td></tr><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>&#9746;</p></td><td><p>Descrizione del prodotto</p></td></tr><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>&#9744;</p></td><td><p>Zona geografica</p></td></tr><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>&#9746;</p></td><td><p>Prova dell&#8217;origine</p></td></tr><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>&#9746;</p></td><td><p>Metodo di produzione</p></td></tr><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>&#9744;</p></td><td><p>Legame</p></td></tr><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>&#9746;</p></td><td><p>Etichettatura</p></td></tr><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>&#9746;</p></td><td><p>Altro: aggiornamento dei recapiti, tipo di prodotto, zona geografica, modifiche redazionali del legame con l&#8217;origine, strutture di controllo, requisiti nazionali.</p></td></tr></tbody></table>
4. Tipo di modifica
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>&#9746;</p></td><td><p>Modifica a un disciplinare di una DOP o IGP registrata da considerarsi non minore ai sensi dell&#8217;articolo 53, paragrafo 2, terzo comma, del regolamento (UE) n. 1151/2012.</p></td></tr><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>&#9744;</p></td><td><p>Modifica a un disciplinare di una DOP o IGP registrata, per cui il documento unico (o documento equivalente) non &#232; stato pubblicato, da considerarsi non minore ai sensi dell&#8217;articolo 53, paragrafo 2, terzo comma, del regolamento (UE) n. 1151/2012.</p></td></tr></tbody></table>
5. Modifica (modifiche)
5.1. Sezione «Denominazione del prodotto»
La denominazione «Pruneaux d’Agen/Pruneaux d’Agen mi-cuits» è sostituita da «Pruneaux d’Agen» in quanto l’espressione «mi-cuits» (semisecche) corrisponde a «Pruneaux d’Agen» caratterizzate esclusivamente da un grado di essiccazione minore e senza reidratazione. L’espressione «mi-cuits» (semisecche) diventa una dicitura di etichettatura.
5.2. Sezione «Descrizione del prodotto»
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>Viene aggiunto che le prugne d&#8217;Ente utilizzate per la produzione delle &#171;Pruneaux d&#8217;Agen&#187; sono &#171;raccolte al raggiungimento del grado di maturazione ottimale&#187;. Si tratta di una precisazione gi&#224; presente nella parte di disciplinare relativa al metodo di ottenimento.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>Viene specificato che le &#171;Pruneaux d&#8217;Agen&#187; sono ottenute &#171;senza aggiunta di dolcificanti&#187; in quanto nel disciplinare questa condizione era solo implicita. Questa precisazione non incide sul prodotto, il cui metodo di ottenimento &#232; rimasto invariato.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>Per quanto riguarda le &#171;Pruneaux d&#8217;Agen&#187; commercializzate con la dicitura<span>&#171;mi-cuits&#187;</span> (semisecche), viene aggiunto che sono ottenute &#171;senza successiva reidratazione&#187;. La prassi dei produttori viene cos&#236; codificata dalla modifica in questione, pur non essendo stata precisata nel disciplinare registrato. La reidratazione non &#232; necessaria in quanto queste prugne non sono interamente essiccate.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>Viene fatta una distinzione tra &#171;Pruneaux d&#8217;Agen&#187;&#171;da consumo&#187; e &#171;Pruneaux d&#8217;Agen&#187;&#171;destinate a una trasformazione agroalimentare successiva&#187;. Questa modifica intende chiarire le due categorie di prugne: quelle destinate direttamente alla vendita ai consumatori e quelle destinate alla trasformazione.</p></td></tr></tbody></table>
Per quanto riguarda le prugne da consumo destinate alla vendita ai consumatori, nella descrizione viene precisato il «calibro massimo di 66 frutti per 500 grammi con un tasso di umidità al 35 %». Questo calibro sostituisce quello massimo di 77 frutti stabilito nella parte relativa al metodo di ottenimento del disciplinare registrato. Il calibro minimo delle «Pruneaux d’Agen»«da consumo», ovvero destinate alla vendita ai consumatori, viene modificato e passa da 77 a 66 frutti per 500 grammi; in altri termini diminuisce il loro numero ogni 500 grammi e aumentano quindi le dimensioni dei frutti.
Nel caso delle prugne snocciolate, il calibro viene valutato prima della rimozione del nocciolo, e viene aggiunto che possono essere vendute «intere o snocciolate». Queste modifiche hanno, da un lato, l’obiettivo di consentire la vendita di prugne di dimensioni maggiori e, dall’altro, quello di tenere conto della vendita di prugne snocciolate. Esse non mettono tuttavia in discussione le specificità del prodotto, né il suo legame con l’origine.
Le «Pruneaux d’Agen» destinate alla trasformazione sono identificate in modo chiaro nel seguente paragrafo:
«Le «Pruneaux d’Agen» destinate a una trasformazione agroalimentare successiva presentano un calibro massimo, in condizioni non reidratate, di 98 frutti per 500 grammi con un tasso di umidità al 21 %.
Non presentano alcun difetto molto grave e sono almeno parzialmente intatte. Prima di essere spedite a un’altra impresa di trasformazione agroalimentare, sono sottoposte a destrutturazione; in tal caso non sono destinate alla vendita al consumatore finale».
Quest’aggiunta risponde a una duplice esigenza: da un lato, identificare le prugne che presentano le specificità delle «Pruneaux d’Agen» ma che sono scartate dalla commercializzazione come prugne da consumo e destinate alla trasformazione agroalimentare e, dall’altro, evitare che esse rientrino nel circuito delle prugne da consumo. Il calibro di queste prugne è espresso in un massimo, in condizioni non reidratate, di 98 frutti per 500 grammi con un tasso di umidità al 21 %. Questo calibro non reidratato corrisponde a un calibro, reidratato al 35 % di umidità, di massimo 77 frutti per 500 grammi al 35 % di umidità richiesto dal disciplinare registrato per le prugne da consumo.
Inoltre le «Pruneaux d’Agen» destinate alla trasformazione agroalimentare, ma che non sono trasformate nell’impresa di produzione delle prugne, sono soggette a un’operazione di destrutturazione. In tal modo vengono preservate le specificità delle «Pruneaux d’Agen».
Alcune espressioni sono eliminate in quanto non costituiscono più disposizioni vincolanti, nella fattispecie: «l’essiccazione al sole non viene praticata in Francia», «ai giorni nostri, le prugne d’Agen vengono raramente vendute al consumatore allo stato grezzo», «la gamma dei prodotti finiti a base di prugne d’Agen è ampia e in costante crescita», «le prugne d’Agen hanno un pH di circa 4», «alcuni valori medi sono di seguito presentati a titolo indicativo».
La parte relativa alla presentazione del prodotto viene eliminata in quanto rientra nella normativa generale.
5.3. Sezione «Prova dell’origine»
Gli obblighi dichiarativi e la tenuta dei registri sono riuniti in un paragrafo al quale viene aggiunta una dichiarazione identificativa di ciascun operatore che interviene nella produzione, nell’essiccazione, nella trasformazione, nella snocciolatura e nel confezionamento delle «Pruneaux d’Agen». Questa dichiarazione consente di identificare gli operatori ai fini dell’esecuzione dei controlli.
In relazione alla parte sulla descrizione del metodo di ottenimento, nel registro colturale viene aggiunto il riferimento al numero di passaggi della raccolta per controllare che le prugne siano effettivamente raccolte in più passaggi.
La definizione del lotto viene completata per avere una definizione del lotto in tutte le fasi della trasformazione. Sono aggiunte le seguenti precisazioni:
«Per lotto s’intende:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>fino alla fase di calibratura, un insieme di prugne dello stesso anno di raccolta consegnato da uno stesso produttore a uno stesso trasformatore, salvo suddivisione in pi&#249; sottoinsiemi secondo criteri come la qualit&#224; o la variet&#224;, oppure con raggruppamento dei lotti autorizzati di diversi produttori in una propriet&#224; collettiva (<span>&#171;mise &#224; la masse&#187;</span>);</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>dalla fase di calibratura all&#8217;ingresso in produzione, un insieme di prugne con caratteristiche comuni definite dal trasformatore. Durante questo processo, un lotto pu&#242; essere suddiviso in pi&#249; nuovi lotti;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>dall&#8217;ingresso in produzione fino al confezionamento compreso, un insieme omogeneo di frutti trattati contemporaneamente in base allo stesso processo per essere confezionati in imballi identici recanti lo stesso numero di lotto&#187;.</p></td></tr></tbody></table>
Per quanto riguarda la tracciabilità, vengono inserite le seguenti precisazioni:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>l&#8217;indicazione dell&#8217;anno di raccolta sul buono di consegna destinato al trasformatore da parte del singolo essiccatore che essicca solo la propria produzione;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>l&#8217;indicazione dell&#8217;ammissibilit&#224; o meno come IGP sulle etichette figuranti sulle casse-pallet al momento dello stoccaggio delle materie prime calibrate;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>l&#8217;indicazione del peso sull&#8217;etichetta dei contenitori, in caso di snocciolatura effettuata fuori dal centro di trasformazione.</p></td></tr></tbody></table>
Queste modifiche sono destinate a rafforzare il controllo del prodotto.
Il riepilogo delle produzioni, delle spedizioni e dello stock di prodotti finiti viene ormai richiesto solo una volta all’anno, il 31 agosto, invece di 4 volte all’anno (31 marzo, 30 giugno, 31 agosto e 31 dicembre). Questa sostituzione mira a ridurre una frequenza troppo vincolante e inutile; la data del 31 agosto è stata scelta perché corrisponde alla fine della campagna precedente ed è sufficiente a garantire la tracciabilità a livello dei trasformatori.
5.4. Sezione «Metodo di produzione»
Viene inserito un diagramma di lavorazione del prodotto per chiarire le varie fasi del metodo di ottenimento a seconda che le «Pruneaux d’Agen» siano semisecche o meno, che siano prugne da consumo o destinate alla trasformazione agroalimentare.
— Requisiti di arboricoltura
Varietà
Il paragrafo «L’unica varietà ammessa alla produzione di prugne d’Agen è la prugna d’Ente, compreso il clone Spurdente-Ferco, mentre sono escluse le varietà Primacotes, Tardicotes e Lorida. Le varietà Stanley, Impériale épineuse e altre susine sono escluse dall’IGP.»
è sostituito dal paragrafo:
«Sono ammesse alla produzione di “Pruneaux d’Agen” solo le cultivar della varietà “prugna d’Ente” in senso stretto, escludendo gli ibridi che combinano ogni altra varietà.».
Questa formulazione è destinata a semplificare il paragrafo in questione senza mettere in discussione il principio di una produzione ottenuta esclusivamente da prugne d’Ente e da materiale vegetale certificato.
Livello di maturazione dei frutti alla raccolta
L’indicazione che i frutti sono raccolti al raggiungimento del grado di maturazione ottimale, che la maturazione è distribuita nel tempo, anche albero per albero, e che la raccolta è quindi effettuata da raccoglitori o macchine in più passaggi viene completata dalle seguenti disposizioni:
«I produttori verificano regolarmente con un rifrattometro il grado Brix di alcune prugne per seguire l’andamento della maturazione, frutteto per frutteto, e iniziare la raccolta al momento opportuno.
Ogni anno il gruppo, o l’organismo da questo appositamente designato, stabilisce per le cultivar più diffuse e, ove necessario, per grandi zone geografiche, le date di inizio raccolta. Il gruppo o l’organismo designato trasmette questa informazione a tutti i produttori.
L’eventuale anticipazione di queste date deve essere giustificata in particolare dalla concordanza delle misure rifrattometriche effettuate, che in tal caso devono essere annotate giornalmente nel registro colturale.».
Quest’aggiunta mira a definire con esattezza la data di inizio raccolta, ovvero il punto più prossimo al livello di maturazione del frutto, tenendo conto della diversità di situazioni degli operatori. La determinazione della data di inizio raccolta si basa infatti sulla constatazione empirica che esiste un termine fisso di 145 giorni tra la piena fioritura e l’inizio della raccolta.
Tuttavia, sebbene questa constatazione copra la maggior parte delle situazioni, le date di effettiva maturazione possono variare leggermente in base alla sottovarietà, all’esposizione del frutteto, al tipo di suolo, alle cure apportate agli alberi e anche, seppur raramente, alle condizioni dell’anno.
Quindi il produttore che decida di iniziare la raccolta prima della data pubblicata dal gruppo deve conservare la prova delle misure rifrattometriche effettuate quotidianamente per motivare la propria decisione.
— Requisiti di essiccazione
Le disposizioni relative al rispetto delle norme di igiene generale vengono eliminate in quanto rimandano alle «prescrizioni del Codice di consumo» e quindi a disposizioni regolamentari generali.
La disposizione relativa alla durata di stoccaggio delle prugne dopo la raccolta viene modificata nel seguente modo: il termine delle «72 ore in anni normali» è sostituito da un termine che non «supera il 2 o giorno dalla raccolta (G+2)». Lo stoccaggio a freddo positivo resta un’alternativa che consente di derogare a questa regola.
Questa modifica mira ad agevolare i controlli: elimina ogni interpretazione della nozione di «anno normale» e determina una durata di stoccaggio più precisa rispetto al termine delle 72 ore, il cui punto di partenza non era chiaro.
Per quanto riguarda l’essiccazione, la frase del disciplinare registrato «il tasso di umidità residua non supera il 23 %» viene sostituita dalla formulazione «un tasso di umidità inferiore o uguale al 35 % e che permetta una conservazione di lunga durata in base alle attrezzature utilizzate». Viene invece eliminata la seguente frase: «Tuttavia, in via eccezionale, il prodotto detto «Pruneau d’Agen mi-cuit» viene ottenuto riportando il tasso di umidità residua tra il 30 e il 35 % mediante semplice essiccazione».
Questa formulazione mira a stabilire un solo limite superiore del tasso di umidità residua, indipendentemente dalla categoria di prugna. Infatti il tasso di umidità, stabilito al 23 % nel disciplinare registrato, è stato definito per consentire una conservazione delle prugne all’aria ambiente. Orbene, le condizioni di conservazione a freddo negativo permettono di limitare il tasso di essiccazione al 35 % di umidità.
— Requisiti di trasformazione
Il disciplinare registrato si limita ad alcuni elementi relativi alla descrizione del prodotto (numero di frutti inferiore o uguale a 77 per 500 grammi e tasso di umidità massimo del 35 %) e a riportare alcuni riferimenti a normative generali (decreto interministeriale del 28 agosto 1972, norma CEE/ONU DF-07, legislazione alimentare).
Questa parte è dunque interamente sostituita da alcune modifiche che consistono nel descrivere con maggiore precisione i requisiti in fase di trasformazione. Queste modifiche codificano le prassi e le competenze degli operatori.
Ad esempio, per quanto riguarda la calibratura, viene precisato che essa ha luogo dopo l’essiccazione. Le prugne più piccole sono escluse dall’IGP, mentre le altre sono destinate, a seconda del calibro, a diventare prugne da consumo o alla trasformazione agroalimentare. Il paragrafo viene così formulato:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#171;&#8212;</p></td><td><p>Calibratura</p></td></tr></tbody></table>
Dopo l’essiccazione, i lotti vengono sottoposti a calibratura. La categoria della cassa-pallet che esce dalla calibratura viene definita misurando a campione il numero medio di frutti ogni 500 grammi espresso di 2 in 2 (ad esempio 40, 42, 44 ecc.).
Per le “Pruneaux d’Agen” destinate alla trasformazione agroalimentare, il limite dei calibri utilizzabili è di massimo 98 frutti per 500 grammi al 21 % di umidità in base alla misurazione di 2 in 2. Le prugne più piccole sono escluse dall’IGP.».
Viene inoltre aggiunto un paragrafo relativo all’operazione che consiste nel mischiare i calibri, che è uno degli elementi più tecnici del processo di trasformazione delle «Pruneaux d’Agen». Quest’operazione mira ad anticipare gli effetti di una reidratazione sul calibro delle prugne e a rispettare la regola dell’omogeneità dei calibri definita a livello di confezionamento. Il paragrafo in questione è così redatto:
«Per le “Pruneaux d’Agen” da consumo, prima di effettuare la reidratazione, vengono mischiati vari calibri prelevati dallo stock di materia prima. Quest’operazione mira ad anticipare gli effetti di una reidratazione al 35 % di umidità sul calibro delle prugne e a rispettare la regola dell’omogeneità dei calibri definita nel paragrafo sul confezionamento. Il calibro ricercato è il calibro commerciale basato su una scala di 5 in 5 per 500 grammi di frutti al 35 % di umidità fino al calibro 33 (i più grandi), poi di 11 in 11 fino al calibro 66 (i più piccoli ammessi come IGP).».
Per quanto riguarda la cernita delle prugne, gli elementi relativi ai difetti sono riuniti in questo paragrafo e distinti per tipologia: difetti molto gravi, difetti gravi e difetti d’aspetto. Il disciplinare presenta questa disposizione nel seguente modo:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#171;&#8212;</p></td><td><p>Cernita:</p></td></tr></tbody></table>
Tutte le prugne con difetti molto gravi sono escluse dall’IGP. Sono considerati difetti molto gravi:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>la presenza di muffe, marciume, insetti vivi o morti, acari vivi, sostanze estranee;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>i frutti con difetti di maturazione o nutrizionali (&#8220;non maturi&#8221;) o imbrattati, completamente schiacciati, caramellati o affetti da Monilia.</p></td></tr></tbody></table>
Le “Pruneaux d’Agen” da consumo, intere o snocciolate, possono presentare al massimo il 5 % di difetti gravi.
Sono considerati in particolare “difetti gravi” le alterazioni della polpa provocate da parassiti o da fermentazioni e le alterazioni sostanziali dell’epicarpo (che possono o meno incidere sulla polpa) aventi una superficie superiore a un sedicesimo della superficie visibile della prugna.
Le “Pruneaux d’Agen” destinate alla trasformazione agroalimentare possono presentare difetti d’aspetto che non incidono sulla qualità della polpa e sono almeno parzialmente intatte.».
Per quanto riguarda la reidratazione, viene inserito un paragrafo per questa fase imprescindibile della lavorazione delle prugne che precisa il limite di reidratazione delle prugne oltre il quale esse perdono tale denominazione. Si tratta della seguente disposizione:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#171;&#8212;</p></td><td><p>Reidratazione</p></td></tr></tbody></table>
Ad eccezione delle prugne semisecche ed eventualmente delle prugne destrutturate, le “Pruneaux d’Agen” sono reidratate con acqua o vapore.
Dopo la reidratazione, il limite di calibro dei lotti di “Pruneaux d’Agen”, intere o snocciolate, è fissato a un massimo di 66 frutti per 500 grammi al 35 % di umidità. Il tasso di umidità non supera il 35 %.».
Le disposizioni relative alla snocciolatura, alla tolleranza di noccioli o frammenti di noccioli, contenute nella norma CEE-ONU citata nel disciplinare, sono così formulate:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#171;&#8212;</p></td><td><p>Snocciolatura</p></td></tr></tbody></table>
Si tratta di un’operazione facoltativa che consiste nel rimuovere il nocciolo con mezzi meccanici o manuali.
La snocciolatura può essere effettuata dal trasformatore nei suoi stessi impianti oppure da uno o più subfornitori individuati dal gruppo. In caso di subfornitura, il capitolo 4.2 prevede norme specifiche di tracciabilità.
Le tolleranze in termini di noccioli o frammenti di noccioli sono limitate al 2 % in peso della quantità contenuta in uno stesso imballo.».
Il paragrafo sullo stoccaggio delle prugne semisecche è così formulato:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#171;&#8212;</p></td><td><p>Stoccaggio delle prugne semisecche</p></td></tr></tbody></table>
Le prugne semisecche possono essere conservate a freddo negativo.
Per preservare al meglio le qualità organolettiche del prodotto, il ritorno alla temperatura positiva viene effettuato senza ricorrere a procedimenti di accelerazione del riscaldamento.».
Questo paragrafo mira a estendere la commercializzazione delle prugne semisecche attraverso l’introduzione di una fase di conservazione a freddo negativo.
Viene aggiunta una disposizione relativa alla destrutturazione delle prugne. Quest’operazione mira a garantire che le prugne riservate all’industria di trasformazione agroalimentare non finiscano sul mercato delle prugne da consumo, effettuando un’alterazione in modo che queste prugne non siano più direttamente presentabili al consumatore. Questa disposizione è così formulata:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#171;&#8212;</p></td><td><p>Destrutturazione</p></td></tr></tbody></table>
Prima di essere spedite a un’altra impresa di trasformazione agroalimentare, le “Pruneaux d’Agen” destinate alla trasformazione agroalimentare sono sottoposte a destrutturazione.
La destrutturazione è un’operazione fisica, praticata sui frutti di un lotto di prugne destinate alla trasformazione, che ha lo scopo di impedire la loro presentazione al consumatore finale. Quest’operazione determina una modifica irreversibile della forma del frutto, della sua consistenza o della sua struttura».
Per quanto riguarda il confezionamento, la regola dell’omogeneità dei calibri è così definita:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#171;&#8212;</p></td><td><p>Confezionamento delle &#8220;Pruneaux d&#8217;Agen&#8221; da consumo</p></td></tr></tbody></table>
Il contenuto di un imballo o di un lotto di imballi di “Pruneaux d’Agen” da consumo aventi la stessa designazione deve essere omogeneo, soprattutto in termini di qualità, aspetto e calibro.
Omogeneità di calibro:
Le prugne confezionate devono essere di grandezza sostanzialmente uniforme. La differenza di calibro media tra le casse-pallet di materia prima immesse nella produzione di uno stesso lotto non può essere superiore a 16 punti. Esempio: forbice tra 44 e 60 compreso, o da 46 a 62 ecc.
Qualità e aspetto:
Le “Pruneaux d’Agen”, intere o snocciolate, sono carnose e presentano un epicarpo grinzoso privo di rotture e screpolature, tranne per i fori di snocciolatura, e senza caramellizzazione.
Viene tollerato un massimo del 10 % di frutti non conformi a tutte le disposizioni precedentemente riportate. La percentuale di frutti con difetti gravi non deve tuttavia superare il 5 %. Non sono ammesse tolleranze per i difetti molto gravi.».
Viene inserito un paragrafo sulla stabilizzazione, in quanto fase indispensabile per la conservazione delle prugne reidratate. Questo paragrafo è così formulato:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#171;&#8212;</p></td><td><p>Stabilizzazione</p></td></tr></tbody></table>
Una volta reidratate, le prugne perdono la loro attitudine alla conservazione e devono essere stabilizzate. La stabilizzazione dei prodotti finiti può essere ottenuta con l’aggiunta di un conservante prima del confezionamento o con la pastorizzazione del prodotto confezionato».
Tutte le modifiche sono tali da garantire il mantenimento delle caratteristiche dell’IGP.
5.5. Sezione «Etichettatura»
Il paragrafo «Le definizioni riportate sull’imballo sono: “Pruneaux d’Agen” o “Pruneaux d’Agen mi-cuits”. L’etichettatura deve inoltre rispettare le prescrizioni della normativa vigente.» è sostituito dal paragrafo:
«Le diciture riportate sull’imballo sono:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>&#8220;Pruneaux d&#8217;Agen&#8221;, se del caso con l&#8217;aggiunta della dicitura<span>&#171;mi-cuits&#187;</span> (semisecche);</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>diciture integrative rispetto a quelle regolamentari:</p><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8220;&#8212;</p></td><td><p><span>Solo per le prugne da consumo</span></p><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>Calibro espresso dall&#8217;apposita designazione, accompagnata o meno dal numero minimo e massimo di frutti per 500 grammi, indicato come: &#8216;x/y frutti per 500 grammi&#8217;:</p><table><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>:</p></td><td><p>&#8216;Supergiganti&#8217;</p></td><td><p>:</p></td><td><p>numero, per 500 grammi, inferiore o uguale a 33</p></td></tr><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>:</p></td><td><p>&#8216;Giganti&#8217;</p></td><td><p>:</p></td><td><p>tra 33 e 44</p></td></tr><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>:</p></td><td><p>&#8216;Molto grandi&#8217;</p></td><td><p>:</p></td><td><p>tra 44 e 55</p></td></tr><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>:</p></td><td><p>&#8216;Grandi&#8217;</p></td><td><p>:</p></td><td><p>tra 55 e 66</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>Tasso di umidit&#224; massimo espresso in percentuale</p><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>o con una delle seguenti diciture:</p><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>&#8216;Umidit&#224; massima 26 %&#8217; (tenore d&#8217;acqua inferiore o uguale al 26 %)</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>&#8216;Umidit&#224; massima 29 %&#8217; (tenore d&#8217;acqua tra il 26 e il 29 % massimo)</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>&#8216;Umidit&#224; massima 35 %&#8217; (tenore d&#8217;acqua compreso tra il 29 e il 35 % massimo)</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>o con l&#8217;indicazione dell&#8217;esatto tenore d&#8217;acqua al momento del confezionamento.&#8221;.</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8220;&#8212;</p></td><td><p><span>Per tutte le &#8220;Pruneaux d&#8217;Agen&#8221;</span></p><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>Chiara identificazione di un venditore stabilito nell&#8217;Unione europea e, ove quest&#8217;ultimo non sia il trasformatore, del codice che consenta l&#8217;identificazione diretta dell&#8217;impresa di trasformazione che ha effettuato il confezionamento finale del prodotto destinato alla vendita;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>Se il nome del trasformatore non figura chiaramente sull&#8217;imballo, viene indicato:</p><p>Conforme al disciplinare dell&#8217;IGP &#8220;Pruneaux d&#8217;Agen&#8221;</p><p>BP 130 &#8212; 47303 Villeneuve sur Lot CEDEX</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>Numero del lotto di produzione</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>Le &#8220;Pruneaux d&#8217;Agen&#8221; non possono essere proposte al pubblico, spedite, messe in vendita o vendute senza che la denominazione &#8220;Pruneaux d&#8217;Agen&#8221; venga riportata su annunci, prospetti, etichette, fatture e contenitori d&#8217;ogni tipo.</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>I documenti relativi alle prugne destinate alla trasformazione agroalimentare devono riportare chiaramente la dicitura &#8220;destrutturate&#8221; a fianco di &#8220;Pruneaux d&#8217;Agen&#8221; quando accompagnano la spedizione verso un&#8217;altra impresa di trasformazione agroalimentare&#8221;.&#187;</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table>
Queste modifiche mirano a garantire una migliore informazione del consumatore sulle caratteristiche delle «Pruneaux d’Agen» commercializzate e ad agevolare la tracciabilità ascendente in caso di reclamo.
5.6. Sezione «Altro»
— Lievi correzioni formali del disciplinare
Il disciplinare è interessato da numerose modifiche formali (spostamento, raggruppamento di paragrafi, riscrittura del legame con l’origine finalizzata a distinguere le specificità della zona geografica, le specificità del prodotto e il legame causale, eliminazione degli allegati che non costituiscono disposizioni vincolanti) che non incidono sulle disposizioni vigenti del disciplinare.
— Servizio competente dello Stato membro
Vengono aggiunti i recapiti dell’ Institut national de la qualité et de l’origine (INAO) in quanto servizio competente dello Stato membro, conformemente al regolamento (UE) n. 1151/2012.
— Gruppo richiedente
I recapiti del gruppo richiedente sono cambiati e vengono quindi aggiornati.
— Tipo di prodotto
Il riferimento alla classe di prodotto è stato modificato in conformità con l’allegato XI del regolamento di esecuzione (UE) n. 668/2014.
— Zona geografica
La delimitazione della zona geografica è rimasta invariata. Le modifiche che possono figurare sono di carattere formale: la cartina e l’elenco dei cantoni sono stati sostituiti dall’elenco dei comuni corrispondenti, più precisi.
L’obbligo di confezionamento nella zona geografica era già esplicitamente indicato nel disciplinare registrato; è stato aggiunto che anche gli impianti di snocciolatura devono essere situati nella zona geografica. Si tratta soltanto di una precisazione, dal momento che tutte le operazioni fino al confezionamento hanno luogo nella zona geografica. Il confezionamento nella zona geografica è limitato alle prugne da consumo e non è esteso alle prugne destinate alla trasformazione agroalimentare. Il disciplinare è stato inoltre completato con elementi giustificativi necessari. Questa disposizione risulta pertanto formulata nel seguente modo:
«Il confezionamento nella zona geografica è indispensabile ai fini del mantenimento delle qualità delle “Pruneaux d’Agen” da consumo. Infatti, una volta reidratate o semplicemente essiccate nel caso di quelle semisecche, le prugne perdono la loro attitudine alla conservazione e devono essere stabilizzate. Vengono pertanto, in successione, confezionate e poi pastorizzate nel loro imballo finale. Queste operazioni si susseguono e fanno parte integrante del processo di lavorazione delle “Pruneaux d’Agen”. La pastorizzazione, trattamento più diffuso in materia di stabilizzazione dei prodotti finiti, può quindi essere realizzata solo su imballi definitivi, ermeticamente chiusi. Inoltre alcune operazioni sostanziali della presentazione dei prodotti rendono inscindibile la preparazione dei lotti dal loro confezionamento. Questa considerazione riguarda, ad esempio, la regola dell’omogeneità dei calibri, il cui rispetto richiede una specifica preparazione del prodotto prima della reidratazione e durante il confezionamento. Inoltre il confezionamento nella zona geografica facilita la tracciabilità e il controllo dei prodotti.».
Struttura di controllo
I recapiti relativi all’organismo di controllo sono sostituiti da quelli dell’autorità di controllo competente. Con questa modifica si intende evitare di modificare il disciplinare in caso di variazione dell’organismo di controllo.
Requisiti nazionali
I «Requisiti nazionali» sono presentati sotto forma di tabella riassuntiva contenente i principali punti del disciplinare da controllare e il metodo di valutazione corrispondente. Quest’aggiunta è finalizzata a una semplificazione dei controlli.
DOCUMENTO UNICO
« Pruneaux d’Agen »
n. UE: PGI-FR-0149-AM01 — 18.5.2017
DOP ( ) IGP ( X )
1. Denominazione (denominazioni)
«Pruneaux d’Agen»
2. Stato membro o Paese terzo
Francia
3. Descrizione del prodotto agricolo o alimentare
3.1. Tipo di prodotto
Classe 1.6 Ortofrutticoli e cereali, freschi o trasformati
3.2. Descrizione del prodotto a cui si applica la denominazione di cui al punto 1
Le «Pruneaux d’Agen» sono ottenute dall’essiccazione (seguita o meno da reidratazione) delle prugne d’Ente raccolte al raggiungimento del grado di maturazione ottimale, senza aggiunta di dolcificanti. Di aspetto brillante, le «Pruneaux d’Agen» hanno forma ovoidale e un colore tra il marrone scuro e il nero. Presentano una consistenza morbida e una polpa di colore dal giallo-bruno al giallo dorato senza caramellizzazione.
Le «Pruneaux d’Agen» che si ottengono arrestando l’essiccazione quando il tasso di umidità del frutto è sceso tra il 30 e il 35 %, senza successiva reidratazione, possono essere commercializzate con la dicitura «mi-cuits» (semisecche).
Le «Pruneaux d’Agen» possono essere vendute intere, snocciolate o destrutturate.
Le «Pruneaux d’Agen» da consumo sono vendute intere o snocciolate e presentano un calibro massimo di 66 frutti per 500 grammi con un tasso di umidità al 35 %. Nel caso delle prugne snocciolate, il calibro viene valutato prima della rimozione del nocciolo.
Le «Pruneaux d’Agen» sono suddivise per calibri omogenei. Sono carnose e presentano un epicarpo grinzoso privo di rotture e screpolature (tranne per i fori di snocciolatura). Meno del 10 % (in peso) delle prugne presenta difetti, di cui meno del 5 % difetti gravi e nessuna ha difetti molto gravi.
Le «Pruneaux d’Agen» destinate a una trasformazione agroalimentare successiva presentano un calibro massimo, in condizioni non reidratate, di 98 frutti per 500 grammi con un tasso di umidità al 21 %. Non presentano alcun difetto molto grave e sono almeno parzialmente intatte. Prima di essere spedite a un’altra impresa di trasformazione agroalimentare sono soggette a destrutturazione; in tal caso non sono destinate alla vendita al consumatore finale.
Sono considerati difetti molto gravi:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>la presenza di muffe, marciume, insetti vivi o morti, acari vivi, sostanze estranee;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>i frutti con difetti di maturazione o nutrizionali (&#171;non maturi&#187;) o imbrattati, completamente schiacciati, caramellati o affetti da Monilia.</p></td></tr></tbody></table>
Le «Pruneaux d’Agen» non vengono mai mischiate con prugne di altre origini o varietà.
3.3. Mangimi (solo per i prodotti di origine animale) e materie prime (solo per i prodotti trasformati)
Le «Pruneaux d’Agen» sono ricavate dalle prugne d’Ente, prodotte e raccolte nella zona geografica le cui condizioni pedoclimatiche sono favorevoli alla produzione di prugne grandi e molto dolci.
Il prugno di Ente trova in questa zona un clima adatto che conferisce alle prugne un equilibrio particolare tra dolce e acidulo e un epicarpo sottile e morbido.
3.4. Fasi specifiche della produzione che devono avere luogo nella zona geografica delimitata
La produzione e l’essiccazione delle prugne, così come la trasformazione e la snocciolatura devono avere luogo nella zona geografica dell’IGP.
3.5. Norme specifiche in materia di affettatura, grattugiatura, confezionamento ecc. del prodotto cui si riferisce la denominazione registrata
Il confezionamento nella zona geografica è indispensabile ai fini del mantenimento delle qualità delle «Pruneaux d’Agen» da consumo. Infatti, una volta reidratate o semplicemente essiccate nel caso di quelle semisecche, le prugne perdono la loro attitudine alla conservazione e devono essere stabilizzate. Vengono pertanto, in successione, confezionate e poi pastorizzate nel loro imballo finale ermeticamente chiuso. Queste operazioni si susseguono e fanno parte integrante del processo di lavorazione, il che facilita anche la tracciabilità e il controllo dei prodotti.
Inoltre alcune operazioni sostanziali della presentazione dei prodotti rendono inscindibile la preparazione dei lotti dal loro confezionamento. Questa considerazione riguarda, ad esempio, la regola dell’omogeneità dei calibri, il cui rispetto richiede una specifica preparazione del prodotto prima della reidratazione e durante il confezionamento.
Le «Pruneaux d’Agen» destinate a una trasformazione successiva non sono soggette all’obbligo di confezionamento nella zona geografica.
3.6. Norme specifiche in materia di etichettatura del prodotto cui si riferisce la denominazione registrata
Le diciture riportate sull’imballo sono:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>&#171;Pruneaux d&#8217;Agen&#187;, se del caso con l&#8217;aggiunta della dicitura<span>&#171;mi-cuits&#187;</span> (semisecche)</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p><span>Solo per le prugne da consumo</span></p><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>Calibro espresso dall&#8217;apposita designazione, accompagnata o meno dal numero minimo e massimo di frutti per 500 grammi, indicato come: &#171;x/y frutti per 500 grammi&#187;:</p><table><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>:</p></td><td><p>&#171;Supergiganti&#187;</p></td><td><p>:</p></td><td><p>numero, per 500 grammi, inferiore o uguale a 33</p></td></tr><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>:</p></td><td><p>&#171;Giganti&#187;</p></td><td><p>:</p></td><td><p>numero, per 500 grammi, compreso tra 33 e 44</p></td></tr><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>:</p></td><td><p>&#171;Molto grandi&#187;</p></td><td><p>:</p></td><td><p>numero, per 500 grammi, compreso tra 44 e 55</p></td></tr><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>:</p></td><td><p>&#171;Grandi&#187;</p></td><td><p>:</p></td><td><p>numero, per 500 grammi, compreso tra 55 e 66</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>Tasso di umidit&#224; massimo espresso in percentuale</p><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>o con una delle seguenti diciture:</p><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>&#171;Umidit&#224; massima 26 %&#187; (tenore d&#8217;acqua inferiore o uguale al 26 %)</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>&#171;Umidit&#224; massima 29 %&#187; (tenore d&#8217;acqua tra il 26 e il 29 % massimo)</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>&#171;Umidit&#224; massima 35 %&#187; (tenore d&#8217;acqua compreso tra il 29 e il 35 % massimo)</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>o con l&#8217;indicazione dell&#8217;esatto tenore d&#8217;acqua al momento del confezionamento.</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p><span>Per tutte le &#171;Pruneaux d&#8217;Agen&#187;</span></p><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>Chiara identificazione di un venditore stabilito nell&#8217;Unione europea e, ove quest&#8217;ultimo non sia il trasformatore, del codice che consenta l&#8217;identificazione diretta dell&#8217;impresa di trasformazione che ha effettuato il confezionamento finale del prodotto destinato alla vendita</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>Se il nome del trasformatore non figura chiaramente sull&#8217;imballo, viene indicato:</p><p>Conforme al disciplinare dell&#8217;IGP &#171;Pruneaux d&#8217;Agen&#187;</p><p>BP 130 &#8212; 47303 Villeneuve sur Lot CEDEX</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>Numero del lotto di produzione</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>Le &#171;Pruneaux d&#8217;Agen&#187; non possono essere proposte al pubblico, spedite, messe in vendita o vendute senza che la denominazione &#171;Pruneaux d&#8217;Agen&#187; venga riportata su annunci, prospetti, etichette, fatture e contenitori d&#8217;ogni tipo.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>I documenti relativi alle prugne destinate alla trasformazione agroalimentare devono riportare chiaramente la dicitura &#171;destrutturate&#187; a fianco di &#171;Pruneaux d&#8217;Agen&#187; quando accompagnano la spedizione verso un&#8217;altra impresa di trasformazione agroalimentare.</p></td></tr></tbody></table>
4. Delimitazione concisa della zona geografica
La zona geografica dell’IGP «Pruneaux d’Agen» comprende tutti i comuni appartenenti ai seguenti cantoni:
Dipartimento della DORDOGNE: Beaumont, Belvès, Bergerac, Domme, Eymet, Issigeac, La Force, Le Bugue, Le Buisson-de-Cadouin, Monpazier, Montpon Ménestérol, Sigoulès, Velines, Villefranche-de-Lonchat, Villefranche-du-Périgord.
Dipartimento del GERS: Condom, Eauze, Fleurance, Jegun, Lectoure, Mauvezin, Miradoux, Montréal, Saint-Clar, Valence-sur-Baïse, Vic-Fezensac.
Dipartimento della GIRONDE: Auros, Branne, Carbon-Blanc, Castillon-La-Bataille, Cenon, Créon, La Réole, Lussac, Monségur, Pellegrue, Pujols, Sauveterre-de-Guyenne, Sainte-Foy-La-Grande.
Dipartimento del LOT: Bretenoux, Castelnau-Montratier, Catus, Cazals, Figeac, Gourdon, Lacapelle Marival, Lalbenque, Livernon, Luzech, Montcuq, Puy l’Evêque, Saint-Céré, Saint-Germain-du-Bel-Air, Salviac.
Dipartimento di LOT-ET-GARONNE: l’intero dipartimento, ad eccezione del cantone di Houeillès.
Dipartimento di TARN-ET-GARONNE: l’intero dipartimento, ad eccezione dei cantoni di Caylus, Saint-Antonin-Noble-Val e Villebrumier.
5. Legame con la zona geografica
Specificità della zona geografica
Situata nel settore sud-occidentale della Francia, la zona geografica dell’IGP «Pruneaux d’Agen» si estende nei pressi della città di Agen: sin dal XVIII secolo, porto d’imbarco delle prugne prodotte nelle vicinanze e da cui prende il nome questa produzione.
La zona geografica corrisponde all’area tradizionale di produzione della varietà «prugna d’Ente», i cui frutteti sono principalmente distribuiti sulle colline di questa zona di alta pianura solcata da fiumi che convergono verso la Garonna. Questo settore presenta suoli prevalentemente argilloso-calcarei: il prugno teme infatti i fondi umidi e preferisce le terre permeabili e fresche.
La zona di produzione sorge in un’area di transizione climatica tra l’influsso mediterraneo e quello oceanico ed è caratterizzata da precipitazioni ripartite durante tutto l’arco dell’anno. Quanto alle temperature, gli inverni sono freddi e le primavere piuttosto calde e con scarse gelate, mentre le estati sono calde con notti rinfrescate da rovesci temporaleschi.
La produzione delle «Pruneaux d’Agen» conosce un vero e proprio sviluppo nel XVIII secolo: da un lato, i frutteti di prugne d’Ente si diffondono nelle zone collinari dove, grazie alla sua straordinaria attitudine all’essiccazione, questa varietà finisce col soppiantare le altre varietà; dall’altro, la tecnica alternata di essiccazione al sole/essiccazione nel forno da pane diventa pratica corrente per completare l’essiccazione delle prugne.
Infine, grazie alle loro qualità nutritive, alla loro facilità di conservazione e di trasporto, le «Pruneaux d’Agen» diventano presto oggetto di un esteso commercio. In alcuni borghi della regione compaiono le prime regolamentazioni del mercato della prugna, segno dell’importanza di questa produzione per l’economia regionale.
La coltivazione del prugno si sviluppa durante tutto il XIX secolo, così come l’utilizzo di apposite stufe per l’essiccazione delle prugne. Parallelamente, le «Pruneaux d’Agen» diventano famose in tutto il mondo, come testimonia l’opera di Lev Tolstoj «La morte di Ivan Il’ič» , 1886, capitolo X:
«Se gli venivano in mente le prugne cotte che gli portavano da mangiare in quel momento, Ivan Il’ič si ricordava delle prugne di Agen della sua infanzia, secche e grinzose, crude, del loro sapore particolare, della saliva che si formava in bocca quando si arrivava al nocciolo» .
Nel 1894, nel solo dipartimento di Lot-et-Garonne, si contavano cinque milioni di prugni in produzione e un milione di giovani alberi. La produzione era presente anche nei dipartimenti limitrofi di Gers, Tarn-et-Garonne, Lot, Dordogne e Gironde.
Nella prima metà del XX secolo, la concorrenza di nuovi paesi produttori e le conseguenze della Prima guerra mondiale sulla popolazione agricola determinano un forte declino della produzione di «Pruneaux d’Agen».
All’indomani della seconda guerra mondiale, la ripresa della produzione francese è trainata dalla messa a dimora di frutteti moderni con nuove selezioni varietali all’interno della famiglia «prugna d’Ente». Anche le attrezzature tecniche evolvono, grazie ad esempio all’introduzione di tunnel per l’essiccazione. In questa produzione restano tuttavia primordiali i fattori legati alla competenza: perfetta gestione delle dimensioni, raccolta al raggiungimento del grado di maturazione ottimale e controllo dell’essiccazione della prugna per ottenere il tasso di umidità finale richiesto, senza bruciare i frutti.
Per ottenere frutti di bell’aspetto, i prugni vengono potati ogni anno (potatura di fruttificazione). La potatura permette al sole di penetrare meglio tra i rami garantendo al contempo la maturazione dei frutti e buone condizioni di salute. Riduce inoltre il numero di frutti e favorisce una produzione più omogenea, di qualità migliore (frutti di grosso calibro) e un migliore rendimento.
La raccolta viene effettuata quando la prugna raggiunge la piena maturazione e i frutti cadono naturalmente o quando la caduta è provocata da un leggero scuotimento dell’albero. Per stabilire il momento migliore per la raccolta, viene oggi utilizzata anche un’altra tecnica che consiste nel raccogliere alcune gocce di succo in uno strumento chiamato rifrattometro che permette di determinare il tasso di zucchero contenuto nella prugna.
Parallelamente i trasformatori sviluppano tecniche di reidratazione e di conservazione per presentare il prodotto «pronto per il consumo», anche se le «Pruneaux d’Agen» sono ancora tradizionalmente vendute «secche» ai consumatori che poi provvedono a reidratarle a livello domestico. L’obiettivo è rendere la polpa della prugna più tenera, pur evitando di «diluirne» i sapori. Il metodo, la durata e la temperatura sono altrettanti fattori che consentono ai trasformatori di produrre una prugna capace di conservare tutti i suoi aromi, pur migliorando la morbidezza della polpa.
Infine, a partire dalle «Pruneaux d’Agen», l’artigianato agroalimentare locale realizza dolciumi o preparati alimentari che contribuiscono all’immagine del prodotto e che costituiscono uno sbocco per i frutti più piccoli e per quelli che, presentando qualche difetto d’aspetto, difficilmente possono essere commercializzati come prugne da consumo.
Specificità del prodotto
Le «Pruneaux d’Agen» sono caratterizzate da una consistenza morbida, da una polpa di colore dal giallo-bruno al giallo dorato senza caramellizzazione e da un aspetto brillante e non appiccicoso.
Le «Pruneaux d’Agen» da consumo si distinguono anche per il calibro.
Queste prugne godono di una reputazione che ha origini lontane.
Legame causale
Il legame causale si fonda sulla qualità e sulla reputazione delle «Pruneaux d’Agen».
Le condizioni pedoclimatiche della zona sono propizie alla produzione di prugne grandi e molto dolci da cui si ricavano le «Pruneaux d’Agen».
Il prugno d’Ente ha trovato in questa zona la sua terra elettiva, sviluppandosi in modo ottimale su suoli argilloso-calcarei che influiscono favorevolmente sulla crescita vegetativa dell’albero. Esso gode inoltre di un clima idoneo, sufficientemente freddo d’inverno e con un minimo di gelate in primavera al momento della fruttificazione, mentre d’estate si alternano giornate calde e notti fresche. Questo clima conferisce alle prugne un equilibrio particolare tra dolce e acidulo e un epicarpo sottile e morbido.
Queste condizioni naturali, unite alle competenze dei produttori, soprattutto nella potatura degli alberi e nel grado di maturazione dei frutti alla raccolta, consentono di ottenere prugne di grosso calibro e molto dolci, caratteristiche delle «Pruneaux d’Agen».
L’essiccazione costituisce poi un elemento determinante per la qualità delle «Pruneaux d’Agen», che fa leva su competenze specifiche degli essiccatori che devono padroneggiare l’arte dell’essiccazione tenendo conto della qualità delle prugne fresche per ottenere il tasso di umidità desiderato. Si ottengono in questo modo prugne con una polpa dal giallo-bruno al giallo dorato senza caramellizzazione.
Infine i trasformatori hanno sviluppato tecniche di reidratazione che permettono di proporre una prugna dalla consistenza morbida e dall’aspetto brillante e non appiccicoso.
Inoltre, grazie alle loro qualità nutritive e alla facilità di conservazione e di trasporto, le «Pruneaux d’Agen» beneficiano di una grandissima fama internazionale sin dalla fine del XVIII secolo.
Diverse manifestazioni locali ne sostengono la commercializzazione, contribuendo in tal modo alla fama delle «Pruneaux d’Agen». Si ricordi in particolare il Pruneau Show ad Agen o la fiera di Saint-Aubin (47), nel cuore della zona di produzione, che permettono di materializzare il legame del prodotto con il territorio.
Riferimento alla pubblicazione del disciplinare
(Articolo 6, paragrafo 1, secondo comma, del presente regolamento)
https://extranet.inao.gouv.fr/fichier/3-20171106CDCIGPPruneauxdAgenrevu-nelleversion.pdf