Document ID: 32022H0901(04)
Language: ITA

<table><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>1.9.2022&#160;&#160;&#160;</p></td><td><p>IT</p></td><td><p>Gazzetta ufficiale dell'Unione europea</p></td><td><p>C 334/27</p></td></tr></tbody></table>
RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
del 12 luglio 2022
sul programma nazionale di riforma 2022 della Danimarca e che formula un parere del Consiglio sul programma di convergenza 2022 della Danimarca
(2022/C 334/04)
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 121, paragrafo 2, e l'articolo 148, paragrafo 4,
visto il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, per il rafforzamento della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle politiche economiche ( 1 ) , in particolare l'articolo 9, paragrafo 2,
vista la raccomandazione della Commissione europea,
viste le risoluzioni del Parlamento europeo,
viste le conclusioni del Consiglio europeo,
visto il parere del comitato per l'occupazione,
visto il parere del comitato economico e finanziario,
visto il parere del comitato per la protezione sociale,
visto il parere del comitato di politica economica,
considerando quanto segue:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(1)</p></td><td><p>Il regolamento (UE) 2021/241 del Parlamento europeo e del Consiglio&#160;<a>(<span>2</span>)</a> che ha istituito il dispositivo per la ripresa e la resilienza &#232; entrato in vigore il 19&#160;febbraio&#160;2021. Il&#160;dispositivo per la ripresa e la resilienza fornisce sostegno finanziario per l'attuazione di riforme e investimenti, con uno stimolo di bilancio finanziato dall'Unione. Contribuisce alla ripresa economica e all'attuazione di investimenti e riforme sostenibili e propizi per la crescita, volti in particolare a promuovere le transizioni verde e digitale, e rafforza la resilienza e la crescita potenziale delle economie degli Stati membri. Contribuisce inoltre a promuovere finanze pubbliche sostenibili e a stimolare la crescita e la creazione di posti di lavoro nel medio e lungo periodo. Il&#160;contributo finanziario massimo per ciascuno Stato membro nell'ambito del dispositivo per la ripresa e la resilienza sar&#224; aggiornato nel giugno 2022, a norma dell'articolo 11, paragrafo 2, del regolamento (UE) 2021/241.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(2)</p></td><td><p>Il 24&#160;novembre&#160;2021 la Commissione ha adottato l'analisi annuale della crescita sostenibile, segnando l'inizio del semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche 2022. Ha tenuto debito conto dell'impegno sociale di Porto firmato il 7 maggio 2021 a proseguire l'attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali proclamato dal Parlamento europeo, dal Consiglio e dalla Commissione il 17 novembre 2017. Il 25 marzo 2022 il Consiglio europeo ha approvato le priorit&#224; dell'analisi annuale della crescita sostenibile 2022. Sempre il 24 novembre 2021 la Commissione ha adottato, sulla base del regolamento (UE) n.&#160;1176/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio&#160;<a>(<span>3</span>)</a>, la relazione sul meccanismo di allerta, in cui non annoverava la Danimarca tra gli Stati membri da sottoporre a esame approfondito. Lo stesso giorno la Commissione ha adottato anche la proposta di relazione comune sull'occupazione 2022, che analizza l'attuazione degli orientamenti in materia di occupazione e i principi del pilastro europeo dei diritti sociali. Il Consiglio ha adottato la relazione comune sull'occupazione il 14 marzo 2022.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(3)</p></td><td><p>L'invasione russa dell'Ucraina, di poco successiva alla pandemia mondiale, ha sensibilmente modificato il contesto geopolitico ed economico. Il suo impatto sulle economie degli Stati membri si &#232; manifestato, tra l'altro, con l'aumento dei prezzi dell'energia, dei generi alimentari e delle materie prime, e prospettive di crescita pi&#249; deboli. L'aumento dei prezzi dell'energia grava in modo particolarmente pesante sulle famiglie pi&#249; vulnerabili in condizioni di povert&#224; energetica o che rischiano di cadervi, nonch&#233; sulle imprese pi&#249; vulnerabili agli aumenti dei prezzi dell'energia. L'Unione sta inoltre registrando un afflusso senza precedenti di persone in fuga dall'Ucraina. Gli effetti economici derivanti dalla guerra di aggressione della Russia hanno avuto un impatto asimmetrico sugli Stati membri. In questo contesto il 4 marzo 2022, tramite la decisione di esecuzione (UE) 2022/382 del Consiglio&#160;<a>(<span>4</span>)</a>, &#232; stata attivata per la prima volta la direttiva 2001/55/CE del Consiglio&#160;<a>(<span>5</span>)</a>, che riconosce agli sfollati ucraini il diritto di soggiornare legalmente nell'Unione e d&#224; loro accesso all'istruzione e alla formazione, al mercato del lavoro, all'assistenza sanitaria, agli alloggi e all'assistenza sociale.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(4)</p></td><td><p>Tenuto conto dei rapidi mutamenti della situazione economica e geopolitica, il semestre europeo riprende il suo ampio coordinamento delle politiche economiche e occupazionali nel 2022, seguendo nel contempo un'evoluzione in linea con i requisiti di applicazione del dispositivo per la ripresa e la resilienza, come indicato nell'analisi annuale della crescita sostenibile 2022. L'attuazione dei piani per la ripresa e la resilienza adottati &#232; fondamentale per il conseguimento delle priorit&#224; politiche del semestre europeo; i piani infatti affrontano tutte o un sottoinsieme significativo delle&#160;raccomandazioni specifiche per paese formulate nei cicli del semestre europeo 2019 e 2020. Le&#160;raccomandazioni specifiche per paese 2019 e 2020 sono ugualmente pertinenti per i&#160;piani per la ripresa e la resilienza riveduti, aggiornati o modificati a norma degli articoli 14, 18 e 21 del regolamento (UE)&#160;2021/241, e si aggiungono alle altre eventuali raccomandazioni specifiche per paese formulate entro la data di presentazione di tali piani per la ripresa e la resilienza riveduti, aggiornati o modificati.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(5)</p></td><td><p>La clausola di salvaguardia generale del patto di stabilit&#224; e crescita &#232; attiva sin da marzo 2020. Nella comunicazione del 3 marzo 2021 dal titolo &#171;A un anno dall'insorgere della pandemia di COVID-19: la risposta della politica di bilancio&#187;, la Commissione ha ritenuto che la decisione sulla disattivazione o sul mantenimento della clausola di salvaguardia generale dovrebbe essere presa nel quadro di una valutazione globale dello stato dell'economia, prendendo come criterio quantitativo principale il livello di attivit&#224; economica nell'Unione o nella zona euro rispetto ai livelli precedenti la crisi (fine del 2019). L'accresciuta incertezza e i forti rischi al ribasso per le prospettive economiche nel contesto della guerra in Europa, i rincari dell'energia senza precedenti e il protrarsi di turbative nelle catene di approvvigionamento giustificano il mantenimento della clausola di salvaguardia generale del patto di stabilit&#224; e crescita per tutto il 2023.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(6)</p></td><td><p>Seguendo l'approccio indicato nella raccomandazione del Consiglio del 18 giugno 2021&#160;<a>(<span>6</span>)</a>, che formula un parere del Consiglio sul programma di convergenza 2021 della Danimarca, la misura migliore per valutare l'orientamento generale della politica di bilancio &#232; attualmente la variazione, in relazione alla crescita potenziale a medio termine, della spesa primaria (al netto delle misure discrezionali sul lato delle entrate, escluse le misure temporanee di emergenza connesse alla crisi COVID-19), ma compresa la spesa finanziata dal sostegno non rimborsabile (sovvenzioni) del dispositivo per la ripresa e la resilienza e altri fondi dell'Unione&#160;<a>(<span>7</span>)</a>. Oltre all'orientamento generale della politica di bilancio, al fine di valutare se la politica di bilancio nazionale sia prudente e la sua composizione favorevole a una ripresa sostenibile in linea con le transizioni verde e digitale, &#232; dedicata particolare attenzione anche all'evoluzione della spesa primaria corrente finanziata a livello nazionale (al netto delle misure discrezionali sul lato delle entrate ed escluse le misure temporanee di emergenza connesse alla crisi COVID-19) e degli investimenti finanziati a livello nazionale&#160;<a>(<span>8</span>)</a>.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(7)</p></td><td><p>Il 2&#160;marzo&#160;2022 la Commissione ha adottato una comunicazione che fornisce orientamenti generali per la politica di bilancio nel 2023 (&#171;orientamenti per la politica di bilancio&#187;), con l'obiettivo di sostenere la&#160;preparazione dei programmi di stabilit&#224; e convergenza degli Stati membri e rafforzare in tal modo il coordinamento delle politiche. Sulla base delle prospettive macroeconomiche risultanti dalle previsioni d'inverno 2022 la Commissione ha osservato che nel 2023 sarebbe appropriato operare una transizione da una politica di bilancio aggregata di sostegno nel 2020-2022 a una politica di bilancio aggregata sostanzialmente neutra, mantenendosi pronti a reagire all'evoluzione della situazione economica, e ha annunciato che &#232; opportuno continuare a differenziare le raccomandazioni di bilancio per il 2023 tra i vari Stati membri e tenere conto di eventuali effetti di ricaduta transfrontalieri. La Commissione ha invitato gli Stati membri a integrare gli orientamenti nei rispettivi programmi di stabilit&#224; e convergenza. La Commissione si &#232; impegnata a monitorare attentamente l'evoluzione delle prospettive economiche e ad aggiornare secondo le necessit&#224; gli orientamenti politici al pi&#249; tardi nel quadro del pacchetto di primavera del semestre europeo di fine maggio 2022.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(8)</p></td><td><p>A fronte degli orientamenti di bilancio, le raccomandazioni in materia di bilancio per il 2023 tengono conto del peggioramento delle prospettive economiche, dell'accresciuta incertezza e degli ulteriori rischi di revisione al ribasso, nonch&#233; dell'inflazione pi&#249; elevata rispetto a quanto prospettato nelle previsioni della Commissione dell'inverno 2022. Alla luce di tali considerazioni, la risposta di bilancio deve aumentare gli investimenti pubblici per le transizioni verde e digitale e la sicurezza energetica, e sostenere il potere d'acquisto delle famiglie pi&#249; vulnerabili in modo da attenuare le ripercussioni dell'impennata dei prezzi dell'energia e contribuire a limitare le pressioni inflazionistiche derivanti dagli effetti di secondo impatto mediante misure mirate e temporanee. La politica di bilancio deve rimanere agile per adeguarsi al rapido evolvere delle circostanze, comprese le sfide derivanti dalla guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina per quanto concerne la difesa e la sicurezza, e differenziare i vari paesi in funzione della loro situazione economica e di bilancio, anche per quanto riguarda la loro esposizione alla crisi e l'afflusso di sfollati dall'Ucraina.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(9)</p></td><td><p>Il 30 aprile 2021 la Danimarca ha presentato alla Commissione il piano nazionale per la ripresa e la resilienza, conformemente all'articolo 18, paragrafo 1, del regolamento (UE) 2021/241. A norma dell'articolo 19 del medesimo regolamento, la Commissione ha valutato la pertinenza, l'efficacia, l'efficienza e la coerenza del piano, conformemente agli orientamenti per la valutazione di cui all'allegato&#160;V del regolamento. Il 13&#160;luglio&#160;2021 il Consiglio ha adottato la decisione di esecuzione relativa all'approvazione della valutazione del piano per la ripresa e la resilienza della Danimarca&#160;<a>(<span>9</span>)</a>. L'erogazione delle rate &#232; subordinata all'adozione di una decisione della Commissione a norma dell'articolo 24, paragrafo 5, del regolamento (UE) 2021/241, che stabilisca che la Danimarca ha conseguito in misura soddisfacente i traguardi e gli obiettivi indicati nella decisione di esecuzione del Consiglio. Il conseguimento soddisfacente presuppone che non sia stato annullato il conseguimento di traguardi e obiettivi precedenti.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(10)</p></td><td><p>Il 29 aprile 2022 la Danimarca ha presentato il programma nazionale di riforma 2022 e il 12 maggio 2022 il programma di convergenza 2022, oltre il termine stabilito nell'articolo 8 del regolamento (CE) n.&#160;1466/97. I due programmi sono stati valutati congiuntamente per tener conto delle correlazioni. In conformit&#224; dell'articolo&#160;27 del regolamento (UE) 2021/241, il programma nazionale di riforma 2022 rispecchia anche la relazione semestrale della Danimarca in merito ai progressi compiuti nell'attuazione del suo piano per la ripresa e la resilienza.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(11)</p></td><td><p>Il 23 maggio 2022 la Commissione ha pubblicato la relazione per paese 2022 relativa alla Danimarca nella quale ha valutato i progressi compiuti dalla Danimarca nel dare seguito alle raccomandazioni specifiche per paese adottate dal Consiglio nel 2019, nel 2020 e nel 2021 e ha fatto il punto sull'attuazione del piano per la ripresa e la resilienza da parte della Danimarca, basandosi sul quadro di valutazione della ripresa e della resilienza. Sulla scorta di tale analisi la relazione per paese ha individuato lacune rispetto alle sfide non affrontate o solo parzialmente affrontate nel piano per la ripresa e la resilienza, e anche a sfide nuove ed emergenti, tra cui quelle derivanti dall'invasione russa dell'Ucraina. Ha valutato quindi i progressi compiuti dalla Danimarca nell'attuare il pilastro europeo dei diritti sociali e nel conseguire gli obiettivi principali dell'Unione in materia di occupazione, competenze e riduzione della povert&#224; e gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(12)</p></td><td><p>Nella raccomandazione del 20 luglio 2020&#160;<a>(<span>10</span>)</a>, il Consiglio ha raccomandato alla Danimarca di attuare nel 2020 e nel 2021, in linea con la clausola di salvaguardia generale del patto di stabilit&#224; e crescita, tutte le&#160;misure necessarie per affrontare efficacemente la pandemia di COVID-19 e sostenere l'economia e la successiva ripresa. Ha inoltre raccomandato alla Danimarca, quando le condizioni economiche lo consentano, di perseguire politiche di bilancio volte a conseguire posizioni di bilancio a medio termine prudenti e ad assicurare la sostenibilit&#224; del debito, migliorando nel contempo gli investimenti. Nel 2021, secondo i dati convalidati da Eurostat, il saldo delle amministrazioni pubbliche della Danimarca &#232; migliorato da un disavanzo dello 0,2&#160;% del PIL nel 2020 a un avanzo del 2,3&#160;% nel 2021, grazie al gettito fiscale non ricorrente. La risposta della politica di bilancio della Danimarca ha sostenuto la ripresa economica nel 2021, mentre le misure temporanee di emergenza sono aumentate passando dal 2,6&#160;% del PIL nel 2020 al 4,0&#160;%. Nel 2021 la Danimarca ha adottato misure in linea con la raccomandazione del Consiglio del 20 luglio 2020. Le misure discrezionali di bilancio adottate dal governo nel 2020 e nel 2021 erano per lo pi&#249; temporanee o accompagnate da misure di compensazione. Secondo i dati convalidati da Eurostat, il debito delle amministrazioni pubbliche &#232; sceso dal 42,1&#160;% del PIL nel 2020 al 36,7&#160;% del PIL nel 2021.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(13)</p></td><td><p>Lo scenario macroeconomico su cui si fondano le proiezioni di bilancio del programma di convergenza 2022 &#232; favorevole per il 2022 e realistico per il 2023. Il&#160;governo prevede una crescita del PIL reale del 3,4&#160;% nel 2022 e dell'1,9&#160;% nel 2023. A titolo di confronto, le previsioni di primavera 2022 della Commissione prospettano una crescita inferiore del PIL reale pari al 2,6&#160;% nel 2022 e all'1,8&#160;% nel 2023, principalmente a causa della minore crescita dei consumi privati. Nel programma di convergenza 2022, il governo prevede un calo dell'avanzo nominale allo 0,6&#160;% del PIL nel 2022 e allo 0,2&#160;% nel 2023. Il calo registrato nel 2022 riflette principalmente un rallentamento dell'attivit&#224; economica e la natura non ricorrente di una parte del gettito fiscale. Stando al programma di convergenza 2022, il rapporto debito pubblico/PIL dovrebbe scendere al 33,3&#160;% nel 2022 e al 32,5&#160;% del PIL nel 2023. Sulla base delle misure politiche note alla data limite delle previsioni, le previsioni di primavera 2022 della Commissione prospettano un avanzo delle amministrazioni pubbliche per il 2022 e il 2023 pari rispettivamente allo 0,9&#160;% e allo 0,6&#160;% del PIL, valori leggermente superiori rispetto a quelli previsti nel programma di convergenza 2022. Le previsioni di primavera 2022 della Commissione prospettano un rapporto debito pubblico/PIL pi&#249; elevato, pari al 34,9&#160;% nel 2022 e al 33,9&#160;% nel 2023. La differenza &#232; dovuta a una stima pi&#249; elevata dell'aggiustamento stock/flussi, con particolare riguardo per il sostegno agli alloggi popolari. Secondo le previsioni di primavera 2022 della Commissione, la crescita del prodotto potenziale a medio termine (media su 10&#160;anni) &#232; stimata all'1,9&#160;%. Tale stima non comprende per&#242; l'impatto delle riforme inserite nel piano per la ripresa e la resilienza, che possono dare impulso alla crescita potenziale della Danimarca.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(14)</p></td><td><p>Nel 2022 il governo ha gradualmente eliminato la maggior parte delle misure adottate in risposta alla crisi COVID-19, cosicch&#233; le misure temporanee di emergenza sono destinate a passare dal 4,0&#160;% del PIL nel 2021 allo 0,0&#160;% del PIL nel 2022. Il disavanzo pubblico risente delle misure adottate per contrastare l'impatto economico e sociale dell'aumento dei prezzi dell'energia che, secondo le previsioni di primavera 2022 della Commissione, sono stimate allo 0,1&#160;% del PIL nel 2022 e allo 0,0&#160;% del PIL nel 2023&#160;<a>(<span>11</span>)</a>. Tali misure consistono principalmente in trasferimenti sociali alle famiglie a basso reddito. Le misure sono state presentate come temporanee ma, nel caso in cui i prezzi dell'energia restassero elevati nel 2023, alcune di esse potrebbero essere prorogate. Il disavanzo pubblico risente anche dei costi per offrire protezione temporanea agli sfollati provenienti dall'Ucraina che, secondo le previsioni di primavera 2022 della Commissione, si attestano allo 0,2&#160;% del PIL nel 2022 e nel 2023&#160;<a>(<span>12</span>)</a>.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(15)</p></td><td><p>Nella raccomandazione del 18&#160;giugno&#160;2021 il Consiglio ha raccomandato che nel 2022 la Danimarca mantenga un orientamento della politica di bilancio favorevole, anche grazie all'impulso dato dal dispositivo per la ripresa e la resilienza, e preservi gli investimenti finanziati a livello nazionale. Il Consiglio ha inoltre raccomandato alla Danimarca, quando le condizioni economiche lo consentano, di perseguire una politica di bilancio volta a conseguire posizioni di bilancio prudenti e sostenibilit&#224; a medio termine, incrementando nel contempo gli investimenti per stimolare il potenziale di crescita.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(16)</p></td><td><p>Nel 2022, secondo le previsioni di primavera 2022 della Commissione e includendo le informazioni contenute nel programma di convergenza 2022 della Danimarca, l'orientamento della politica di bilancio dovrebbe essere di sostegno all'economia, pari a &#8211;&#160;1,6&#160;% del PIL, come raccomandato dal Consiglio&#160;<a>(<span>13</span>)</a>. La Danimarca prevede di continuare a sostenere la ripresa avvalendosi del dispositivo per la ripresa e la resilienza per finanziare ulteriori investimenti, come raccomandato dal Consiglio. Secondo le proiezioni il contributo positivo all'attivit&#224; economica della spesa finanziata mediante le sovvenzioni a norma del dispositivo per la ripresa e la resilienza e altri fondi dell'Unione rimarr&#224; stabile rispetto al 2021. Le previsioni indicano che nel 2022 gli investimenti finanziati a livello nazionale porteranno un contributo neutro all'orientamento della politica di bilancio pari a 0,0 punti percentuali del PIL&#160;<a>(<span>14</span>)</a>. La Danimarca prevede pertanto di preservare gli investimenti finanziati a livello nazionale, come raccomandato dal Consiglio. Allo stesso tempo, si prevede che nel 2022 la crescita della spesa primaria corrente finanziata a livello nazionale (al netto delle nuove misure in materia di entrate) porter&#224; un contributo espansivo di 1,6 punti percentuali all'orientamento generale della politica di bilancio. Questo significativo contributo espansivo comprende gli effetti supplementari delle misure volte ad affrontare l'impatto economico e sociale dell'aumento dei prezzi dell'energia (0,1&#160;% del PIL), nonch&#233; i&#160;costi per offrire protezione temporanea agli sfollati provenienti dall'Ucraina (0,2&#160;% del PIL). Altri aumenti di spesa comprendono in particolare i consumi pubblici connessi alla politica di difesa e di sicurezza, nonch&#233; spese supplementari volte ad accelerare la transizione verde e a porre fine alla dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(17)</p></td><td><p>Le previsioni di primavera 2022 della Commissione prospettano per il 2023 un orientamento di bilancio che si attesta a +&#160;1,6&#160;% del PIL nell'ipotesi di politiche invariate&#160;<a>(<span>15</span>)</a>. Si prevede che nel 2023 la Danimarca continuer&#224; ad avvalersi delle sovvenzioni a norma del dispositivo per la ripresa e la resilienza per finanziare ulteriori investimenti a sostegno della ripresa. Secondo le proiezioni il contributo positivo all'attivit&#224; economica della spesa finanziata mediante le sovvenzioni del dispositivo per la ripresa e la resilienza e altri fondi dell'Unione diminuir&#224; di 0,1 punti percentuali di PIL rispetto al 2022, riflettendo il sostegno finanziario anticipato a titolo del dispositivo per la ripresa e la resilienza nel 2021 e nel 2022. Le previsioni indicano che gli investimenti finanziati a livello nazionale porteranno un contributo espansivo all'orientamento della politica di bilancio pari a 0,4 punti percentuali rispetto al 2022&#160;<a>(<span>16</span>)</a>. Allo stesso tempo, si prevede che nel 2023 la crescita della spesa primaria corrente finanziata a livello nazionale (al netto delle nuove misure in materia di entrate) porter&#224; un contributo restrittivo di 1,4 punti percentuali all'orientamento generale della politica di bilancio. Questo comprende l'impatto della graduale eliminazione delle misure volte a far fronte all'aumento dei prezzi dell'energia (0,1&#160;% del PIL), nonch&#233; ai costi supplementari per l'offerta di protezione temporanea agli sfollati dall'Ucraina (0,1&#160;% del PIL). Tra le altre cause figurano la diminuzione della spesa pubblica per il consumo di energia.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(18)</p></td><td><p>Secondo il programma di convergenza 2022, l'avanzo delle amministrazioni pubbliche si stabilizzer&#224; gradualmente allo 0,6&#160;% del PIL nel 2024 e scender&#224; allo 0,4&#160;% del PIL entro il 2025. Stando al programma di convergenza 2022, il rapporto debito pubblico/PIL dovrebbe salire al 34,0&#160;% del PIL nel 2024 e al 33,9&#160;% nel 2025. Secondo l'analisi della Commissione i rischi per la sostenibilit&#224; del debito appaiono bassi nel medio periodo.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(19)</p></td><td><p>In Danimarca le imposte patrimoniali ricorrenti sono attualmente soggette a un massimale e pertanto non aumentano con i prezzi di mercato. Non sono quindi in grado di frenare i cicli dei prezzi delle abitazioni e comportano effetti distributivi negativi. Nel 2017 il Parlamento aveva gi&#224; approvato un nuovo sistema di imposizione sui beni immobili, che per&#242; non &#232; ancora in vigore. L'impennata dei prezzi delle abitazioni e i lunghi tempi di attesa per gli alloggi sociali hanno determinato una carenza di alloggi economicamente accessibili nelle principali aree urbane. Inoltre la quota di mutui ipotecari con un rapporto debito/reddito superiore a 4 e un rapporto prestito/valore superiore al 60&#160;% &#232; aumentata notevolmente nella zona di Copenaghen, rendendo tali mutuatari potenzialmente vulnerabili agli aumenti dei tassi di interesse o a qualsiasi netto calo dei prezzi delle abitazioni. Il Consiglio danese per il rischio sistemico ha formulato raccomandazioni per ridurre i rischi di tali mutui ipotecari, ma le raccomandazioni non sono state attuate.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(20)</p></td><td><p>Conformemente all'articolo&#160;19, paragrafo&#160;3, lettera&#160;b), del regolamento (UE) 2021/241, e al criterio 2.2 dell'allegato&#160;V di tale regolamento, il piano per la ripresa e la resilienza comprende un'ampia gamma di riforme e investimenti che si rafforzano reciprocamente, da attuare secondo un calendario indicativo da completarsi entro il 31 agosto 2026. Questi affrontano tutte o un sottoinsieme significativo delle sfide economiche e sociali individuate nelle raccomandazioni specifiche per paese rivolte dal Consiglio alla Danimarca nei semestri europei 2019 e 2020, oltre che nelle raccomandazioni specifiche per paese formulate entro la data di adozione di un piano per la ripresa e la resilienza. In particolare, il piano per la ripresa e la resilienza si concentra sugli investimenti nelle transizioni verde e digitale, in particolare la produzione e l'uso puliti ed efficienti dell'energia, i trasporti sostenibili e la ricerca e l'innovazione. Le misure dedicate alla ricerca hanno il potenziale per ampliare la base di innovazione e coinvolgere un maggior numero di imprese nelle attivit&#224; di ricerca e innovazione. Al di fuori del piano per la ripresa e la resilienza &#232; stato dato seguito ad alcune raccomandazioni specifiche per paese, ad esempio &#171;incentrare la politica economica in materia di investimenti sull'istruzione e sulle competenze&#187; e sono state poste in essere misure volte a far fronte alla carenza di operatori sanitari e a garantire una vigilanza e un'applicazione efficaci del quadro antiriciclaggio. Le misure relative a questi settori non sono state inserite nel piano per la ripresa e la resilienza.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(21)</p></td><td><p>L'attuazione del piano per la ripresa e la resilienza della Danimarca contribuir&#224; presumibilmente a compiere ulteriori progressi nelle transizioni verde e digitale. Le&#160;misure a sostegno degli obiettivi climatici in Danimarca rappresentano il 59&#160;% della dotazione totale del piano per la ripresa e la resilienza, mentre le misure a sostegno degli obiettivi digitali rappresentano il 25&#160;% della dotazione. La piena attuazione del piano per la ripresa e la resilienza in linea con i traguardi e gli obiettivi pertinenti aiuter&#224; la Danimarca a riprendersi rapidamente dalle conseguenze negative della crisi COVID-19 e continuer&#224; ad aumentarne la resilienza. Il coinvolgimento sistematico delle parti sociali e di altri portatori di interessi pertinenti rimane importante per l'attuazione efficace del piano per la ripresa e la resilienza e di altre politiche economiche e occupazionali che vanno al di l&#224; del piano per la ripresa e la resilienza, e per assicurare un'ampia titolarit&#224; dell'agenda politica generale.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(22)</p></td><td><p>La Commissione ha approvato l'accordo di partenariato della Danimarca, di cui al regolamento (UE) 2021/1060 del Parlamento europeo e del Consiglio&#160;<a>(<span>17</span>)</a>, il 25 maggio 2022. La Danimarca ha presentato i primi programmi della politica di coesione l'11 aprile 2022. Conformemente al regolamento (UE)&#160;2021/1060, la Danimarca deve tenere conto delle pertinenti raccomandazioni specifiche per paese nella programmazione dei fondi della politica di coesione 2021-2027. Si tratta di un prerequisito per aumentare l'efficacia e massimizzare il valore aggiunto del sostegno finanziario ricevuto dai fondi della politica di coesione, e promuovere nel contempo il coordinamento, la complementarit&#224; e la coerenza tra tali fondi della politica di coesione e altri strumenti e fondi dell'Unione. Il successo dell'attuazione del dispositivo per la ripresa e la resilienza e dei programmi di politica di coesione dipende anche dalla correzione delle strozzature che ostacolano gli investimenti a sostegno delle transizioni verde e digitale e di uno sviluppo territoriale equilibrato.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(23)</p></td><td><p>Oltre alle sfide economiche e sociali affrontate nel piano per la ripresa e la resilienza, la Danimarca fa fronte a una serie di sfide aggiuntive volte alla riduzione della dipendenza dai combustibili fossili, al rafforzamento dell'economia circolare per sostenere la transizione verde e all'aumento della resilienza del mercato degli alloggi e delle famiglie indebitate.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(24)</p></td><td><p>Mentre il piano danese per la ripresa e la resilienza destina il 59&#160;% dei fondi alle iniziative verdi, la Danimarca registra risultati insufficienti in alcuni settori dell'economia circolare. I tassi danesi di utilizzo circolare dei materiali sono ben al di sotto della media dell'Unione. Il paese produce attualmente la quantit&#224; pi&#249; elevata di rifiuti urbani pro capite nell'Unione, con 845&#160;kg pro capite all'anno. Se da un lato la Danimarca si colloca appena al di sopra della media dell'Unione per i rifiuti urbani raccolti a fini di riciclaggio (53,9&#160;% nel 2020 rispetto alla media dell'Unione del 47,8&#160;%), dall'altro incenerisce il 45,2&#160;% dei suoi rifiuti urbani, quasi il doppio della media dell'Unione. Gran parte dei rifiuti in Danimarca &#232; incenerita per la produzione di energia, perdendo cos&#236; la possibilit&#224; di migliorare l'efficienza delle risorse. Occorre attuare tempestivamente una nuova strategia in materia di gestione dei rifiuti e di economia circolare, nonch&#233; i relativi programmi e piani nazionali per i rifiuti e l'economia circolare. Le perdite in termini di minore produzione di energia dovute alla riduzione dell'incenerimento dei rifiuti potrebbero essere compensate da metodi pi&#249; rispettosi dell'ambiente, tra cui miglioramenti dell'efficienza energetica e l'uso di pompe di calore elettriche.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(25)</p></td><td><p>In risposta al mandato conferito dai capi di Stato o di governo dell'Unione nella dichiarazione di Versailles, la proposta della Commissione per il piano REPowerEU mira ad azzerare gradualmente ma quanto prima la dipendenza dell'Unione dalle importazioni di combustibili fossili dalla Russia. A tale scopo la Commissione intende identificare, nel dialogo con gli Stati membri, i&#160;progetti, gli investimenti e le riforme pi&#249; idonei a livello regionale, nazionale e dell'Unione. Queste misure sono finalizzate a ridurre la dipendenza complessiva dai combustibili fossili e a porre fine alle importazioni dalla Russia.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(26)</p></td><td><p>La Danimarca si &#232; impegnata a conseguire entro il 2030 un obiettivo di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra del 70&#160;% rispetto ai livelli del 1990 ed entro il 2028 una graduale eliminazione del carbone. Per realizzare questi ambiziosi obiettivi, il piano nazionale danese per l'energia e il clima prevede notevoli investimenti in capacit&#224; di energia rinnovabile supplementari e nell'efficienza energetica. L'accelerazione della diffusione delle energie rinnovabili e dell'idrogeno rinnovabile potrebbe essere promossa snellendo e accelerando le procedure di autorizzazione. Mentre la Danimarca si &#232; impegnata ad aumentare la capacit&#224; di energia rinnovabile prodotta dall'energia eolica offshore, sono necessari ulteriori investimenti nelle reti di trasmissione dell'energia per garantire che la quota crescente di energie rinnovabili possa essere utilizzata in modo efficiente. Gli investimenti nell'interconnessione energetica ed elettrica, compresi i dispositivi ibridi offshore, con i paesi limitrofi aumenterebbero notevolmente la sicurezza dell'approvvigionamento energetico e l'adattabilit&#224; alle differenze regionali, anche nel contesto dell'invasione dell'Ucraina da parte della Russia. La dipendenza energetica complessiva della Danimarca dalle importazioni di combustibili fossili dalla Russia &#232; pari al 21,1&#160;% (24,4&#160;% per la media dell'Unione), tenendo conto delle dipendenze secondarie dalle quali si pu&#242; risalire a tutte le reimportazioni utilizzando le rispettive ipotesi. Nel 2020 la dipendenza dai combustibili fossili della Russia nel mix energetico complessivo della Danimarca era inferiore alla media dell'Unione per il petrolio (12&#160;% rispetto al 36,5&#160;% della media dell'Unione).</p><p>La dipendenza era pi&#249; elevata per il carbone (97&#160;% rispetto al 19,3&#160;% della media dell'Unione), ma la quota di carbone nel mix energetico della Danimarca &#232; bassa (4,3&#160;%). Il gas naturale rappresenta il 12,8&#160;% del mix energetico e, sebbene la Danimarca non importi gas russo direttamente per uso interno, la sua dipendenza attraverso le importazioni tedesche di gas implica una significativa dipendenza secondaria, superiore alla media dell'Unione: il 65&#160;% del consumo interno di gas &#232; importato dalla Russia, rispetto al 41,1&#160;% della media dell'Unione. Anche se, secondo i dati del 2020&#160;<a>(<span>18</span>)</a>, la dipendenza della Danimarca dalle importazioni russe di petrolio e di gas &#232; ancora significativa, tale dipendenza dovrebbe essere eliminata a partire dal 2023, quando sar&#224; ultimata la ristrutturazione di un giacimento esistente nel Mare del Nord e la Danimarca dovrebbe tornare a essere un esportatore netto di gas. Anche accelerare i progetti di interconnessione in corso pu&#242; promuovere la diversificazione dell'approvvigionamento energetico. Si raccomanda che gli investimenti in nuove infrastrutture e reti per il gas siano, ove possibile, adeguati alle esigenze di domani per favorirne la sostenibilit&#224; a lungo termine mediante futuri processi di riconversione verso combustibili sostenibili. Le ambizioni della Danimarca in materia di efficienza energetica potrebbero essere ulteriormente rafforzate mediante corrispondenti investimenti supplementari nella decarbonizzazione dell'industria, dei servizi, delle abitazioni private e dei trasporti. Sar&#224; necessario accrescere ulteriormente l'ambizione relativamente alla riduzione delle&#160;emissioni di gas a effetto serra e all'aumento delle energie rinnovabili e dell'efficienza energetica per allineare la Danimarca agli obiettivi del pacchetto &#171;Pronti per il 55&#160;%&#187;.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(27)</p></td><td><p>Anche se l'accelerazione della transizione verso la neutralit&#224; climatica e l'abbandono dei combustibili fossili genereranno notevoli costi di ristrutturazione in diversi settori, la Danimarca pu&#242; avvalersi del meccanismo per una transizione giusta nel contesto della politica di coesione per attenuare l'impatto socioeconomico della transizione nelle regioni maggiormente interessate. La Danimarca pu&#242; inoltre avvalersi del Fondo sociale europeo Plus, istituito dal regolamento (UE) 2021/1057 del Parlamento europeo e del Consiglio&#160;<a>(<span>19</span>)</a>, per migliorare le opportunit&#224; occupazionali e rafforzare la coesione sociale.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(28)</p></td><td><p>Alla luce della valutazione della Commissione, il Consiglio ha esaminato il programma di convergenza 2022 e il suo parere&#160;<a>(<span>20</span>)</a> trova riscontro nella raccomandazione di&#160;cui al punto 1,</p></td></tr></tbody></table>
RACCOMANDA alla Danimarca di prendere provvedimenti nel 2022 e nel 2023 al fine di:
1. garantire nel 2023 che la crescita della spesa primaria corrente finanziata a livello nazionale sia in linea con un orientamento della politica complessivamente neutro, tenendo conto del costante sostegno temporaneo e mirato alle famiglie e alle imprese più esposte agli aumenti dei prezzi dell'energia, nonché alle persone in fuga dall'Ucraina; essere pronta ad adeguare la spesa corrente all'evoluzione della situazione; aumentare gli investimenti pubblici per le transizioni verde e digitale e per la sicurezza energetica tenendo conto dell'iniziativa REPowerEU, anche avvalendosi del dispositivo per la ripresa e la resilienza e di altri fondi dell'Unione; per il periodo successivo al 2023, perseguire una politica di bilancio volta a conseguire posizioni di bilancio a medio termine prudenti; attuare il nuovo sistema di imposizione sui beni immobili al fine di ripristinare il legame tra i prezzi di mercato e le imposte e garantire una tassazione più equa; stimolare gli investimenti nella costruzione di alloggi economicamente accessibili per alleviare le esigenze più urgenti; aumentare la resilienza finanziaria dei mutuatari fortemente indebitati;
2. procedere con l'attuazione del piano per la ripresa e la resilienza, in linea con i traguardi e gli obiettivi indicati nella decisione di esecuzione del Consiglio del 13 luglio 2021; concludere rapidamente i negoziati con la Commissione sui programmi della politica di coesione per il periodo 2021-2027 e procedere alla loro attuazione;
3. rafforzare l'economia circolare e le politiche di gestione dei rifiuti, anche promuovendo la prevenzione e il riutilizzo dei rifiuti, aumentando il riciclaggio e passando gradualmente dall'incenerimento dei rifiuti urbani a fonti più ecologiche di generazione di calore;
4. ridurre la dipendenza complessiva dai combustibili fossili; diversificare ulteriormente l'approvvigionamento energetico e contribuire alla decarbonizzazione dell'economia accelerando la diffusione delle energie rinnovabili, anche introducendo riforme volte a semplificare e accelerare le procedure amministrative e di autorizzazione, migliorando le reti di trasmissione dell'energia, aumentando le interconnessioni con i paesi limitrofi e migliorando l'efficienza energetica.
Fatto a Bruxelles, il 12 luglio 2022
Per il Consiglio
Il presidente
Z. STANJURA
<note>
( 1 ) GU L 209 del 2.8.1997, pag. 1 .
( 2 ) Regolamento (UE) 2021/241 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 febbraio 2021, che istituisce il dispositivo per la ripresa e la resilienza ( GU L 57 del 18.2.2021, pag. 17 ).
( 3 ) Regolamento (UE) n. 1176/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio,del 16 novembre 2011, sulla prevenzione e la correzione degli squilibri macroeconomici ( GU L 306 del 23.11.2011, pag. 25 ).
( 4 ) Direttiva 2001/55/CE del Consiglio, del 20 luglio 2001, sulle norme minime per la concessione della protezione temporanea in caso di afflusso massiccio di sfollati e sulla promozione dell'equilibrio degli sforzi tra gli Stati membri che ricevono gli sfollati e subiscono le conseguenze dell'accoglienza degli stessi ( GU L 212 del 7.8.2001, pag. 12 ).
( 5 ) Decisione di esecuzione (UE) 2022/382 del Consiglio, del 4 marzo 2022, che accerta l'esistenza di un afflusso massiccio di sfollati dall'Ucraina ai sensi dell'articolo 5 della direttiva 2001/55/CE e che ha come effetto l'introduzione di una protezione temporanea ( GU L 71 del 4.3.2022, pag. 1 ).
( 6 ) Raccomandazione del Consiglio, del 18 giugno 2021, che formula un parere del Consiglio sul programma di convergenza 2021 della Danimarca ( GU C 304 del 29.7.2021, pag. 14 ).
( 7 ) Nella presente raccomandazione le stime dell'orientamento di bilancio e delle sue componenti sono stime della Commissione basate sulle ipotesi sottese alle previsioni di primavera 2022 della Commissione. Le stime della Commissione relative alla crescita potenziale a medio termine non comprendono l'impatto positivo delle riforme inserite nel piano per la ripresa e la resilienza, che possono dare impulso alla crescita potenziale.
( 8 ) Non finanziati da sovvenzioni a norma del dispositivo per la ripresa e la resilienza o altri fondi dell'Unione.
( 9 ) ST 10154/21.
( 10 ) Raccomandazione del Consiglio, del 20 luglio 2020, sul programma nazionale di riforma 2020 della Danimarca e che formula un parere del Consiglio sul programma di convergenza 2020 della Danimarca ( GU C 282 del 26.8.2020, pag. 22 ).
( 11 ) Le cifre rappresentano il livello dei costi annuali di bilancio delle misure adottate dall'autunno 2021, comprese le entrate e le spese correnti nonché, se del caso, le misure di spesa in conto capitale.
( 12 ) Si ritiene che il numero totale di sfollati dall'Ucraina nell'Unione raggiungerà gradualmente i 6 milioni entro la fine del 2022 e la loro distribuzione geografica è stimata in base alle dimensioni delle comunità immigrate esistenti, alla relativa popolazione dello Stato membro ospitante e all'effettiva distribuzione degli sfollati provenienti dall'Ucraina in tutta l'Unione a partire da marzo 2022. Per i costi di bilancio pro capite, le stime si basano sul modello Euromod di microsimulazione del Centro comune di ricerca della Commissione, tenendo conto sia dei trasferimenti di denaro cui le persone potrebbero aver diritto che delle prestazioni in natura quali l'istruzione e l'assistenza sanitaria.
( 13 ) Un segno negativo dell'indicatore corrisponde a un eccesso di crescita della spesa primaria rispetto alla crescita economica a medio termine, il che indica una politica di bilancio espansiva.
( 14 ) Secondo le proiezioni l'altra spesa in conto capitale finanziata a livello nazionale darà un contributo neutro di 0,0 punti percentuali di PIL.
( 15 ) Un segno positivo dell'indicatore corrisponde a un difetto di crescita della spesa primaria rispetto alla crescita economica a medio termine, il che indica una politica di bilancio restrittiva.
( 16 ) Secondo le proiezioni l'altra spesa in conto capitale finanziata a livello nazionale darà un contributo restrittivo di 0,4 punti percentuali di PIL.
( 17 ) Regolamento (UE) 2021/1060 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 giugno 2021, recante le disposizioni comuni applicabili al Fondo europeo di sviluppo regionale, al Fondo sociale europeo Plus, al Fondo di coesione, al Fondo per una transizione giusta, al Fondo europeo per gli affari marittimi, la pesca e l'acquacoltura, e le regole finanziarie applicabili a tali fondi e al Fondo Asilo, migrazione e integrazione, al Fondo Sicurezza interna e allo Strumento di sostegno finanziario per la gestione delle frontiere e la politica dei visti ( GU L 231 del 30.6.2021, pag. 159 ).
( 18 ) Eurostat (2020), quota delle importazioni dalla Russia rispetto al totale delle importazioni di gas naturale, petrolio greggio e carbone fossile. Per la media UE a 27, il totale delle importazioni si basa sulle importazioni dall'esterno dell'UE a 27. Per la Danimarca, le importazioni totali comprendono gli scambi intra-UE. Il petrolio greggio non comprende i prodotti petroliferi raffinati. La Danimarca dipende indirettamente dalle importazioni russe attraverso gli scambi intra-UE. Tenendo conto della dipendenza secondaria dal gas russo attraverso le importazioni interne all'Unione, si stima che la Danimarca dipenda al 65 % dalle importazioni russe di gas.
( 19 ) Regolamento (UE) 2021/1057 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 giugno 2021, che istituisce il Fondo sociale europeo Plus (FSE+) e che abroga il regolamento (UE) n. 1296/2013 ( GU L 231 del 30.6.2021, pag. 21 ).
( 20 ) A norma dell'articolo 9, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1466/97.
</note>