Document ID: 32021R1053
Language: ITA

<table><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>28.6.2021&#160;&#160;&#160;</p></td><td><p>IT</p></td><td><p>Gazzetta ufficiale dell&#8217;Unione europea</p></td><td><p>L 227/35</p></td></tr></tbody></table>
REGOLAMENTO DI ESECUZIONE (UE) 2021/1053 DELLA COMMISSIONE
del 25 giugno 2021
che abroga il dazio antidumping definitivo istituito dal regolamento di esecuzione (UE) 2015/2272 sulle importazioni di determinati tubi senza saldature, di ferro o di acciaio, originari della Repubblica popolare cinese
LA COMMISSIONE EUROPEA,
visto il regolamento (UE) 2016/1036 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’8 giugno 2016, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri dell’Unione europea ( 1 ) , in particolare l’articolo 14, paragrafo 1,
considerando quanto segue:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(1)</p></td><td><p>in seguito a un&#8217;inchiesta antidumping condotta conformemente all&#8217;articolo&#160;5 del regolamento (CE) n.&#160;1225/2009 del Consiglio&#160;<a>(<span>2</span>)</a>, il 6&#160;ottobre 2009 &#232; stato istituito, a norma del regolamento (CE) n.&#160;926/2009 del Consiglio&#160;<a>(<span>3</span>)</a>, un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di determinati tubi senza saldature, di ferro o di acciaio, originari della Repubblica popolare cinese. Le misure hanno assunto la forma di dazi ad valorem con le seguenti aliquote: 17,7&#160;% per la societ&#224; Shandong Luxing Steel Pipe Co. Ltd., 27,2&#160;% per le altre societ&#224; che hanno collaborato e&#160;39,2&#160;% per tutte le altre societ&#224;.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(2)</p></td><td><p>A seguito di un&#8217;inchiesta di riesame in previsione della scadenza condotta conformemente all&#8217;articolo&#160;11, paragrafo 2, del regolamento (CE) n.&#160;1225/2009 del Consiglio, l&#8217;8&#160;dicembre 2015 sono state istituite misure antidumping definitive per altri cinque anni&#160;<a>(<span>4</span>)</a> a norma del regolamento di esecuzione (UE) 2015/2272 della Commissione.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(3)</p></td><td><p>Con la sentenza del 29&#160;gennaio 2014 relativa alla causa T-528/09, il Tribunale ha annullato il regolamento (CE) n.&#160;926/2009 per quanto riguarda le esportazioni di prodotti fabbricati da Hubei Xinyegang Steel Co. Ltd. (&#171;Hubei&#187;)&#160;<a>(<span>5</span>)</a>. Tale sentenza &#232; stata impugnata dal Consiglio.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(4)</p></td><td><p>Con la sentenza del 7&#160;aprile 2016 nelle cause riunite C-186/14 P e C-193/14 P, la Corte di giustizia dell&#8217;Unione europea (&#171;la Corte&#187;) ha confermato le conclusioni del Tribunale e l&#8217;annullamento delle misure per quanto concerneva il produttore esportatore Hubei&#160;<a>(<span>6</span>)</a>.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(5)</p></td><td><p>Le misure antidumping istituite dal regolamento di esecuzione (UE) 2015/2272 sono scadute il 9&#160;dicembre 2020&#160;<a>(<span>7</span>)</a>.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(6)</p></td><td><p>Il 4&#160;febbraio 2021, nella causa C-324/19 avente oggetto una domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal<span>Finanzgericht Hamburg</span> (Tribunale tributario di Amburgo, Germania) ai sensi dell&#8217;articolo&#160;267 TFUE, la Corte ha stabilito che il regolamento (CE) n.&#160;926/2009 &#232; invalido (&#171;la sentenza&#187;)&#160;<a>(<span>8</span>)</a>.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(7)</p></td><td><p>Conformemente all&#8217;articolo&#160;266 del trattato sul funzionamento dell&#8217;Unione europea, le istituzioni dell&#8217;Unione sono tenute a prendere i provvedimenti che l&#8217;esecuzione delle sentenze della Corte di giustizia dell&#8217;Unione europea comporta.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(8)</p></td><td><p>Nella causa C-324/19, la sentenza ha avuto l&#8217;effetto di annullare le misure<span>erga omnes</span> ed<span>ex tunc</span>. In altri termini, la sentenza &#232; applicabile a tutte le parti e il regolamento (CE) n.&#160;926/2009 &#232; considerato invalido dal giorno della sua entrata in vigore.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(9)</p></td><td><p>Inoltre, dato che la misura originaria era stata prorogata nel 2015, la sentenza ha avuto anche un impatto diretto sul regolamento di esecuzione (UE) 2015/2272. Ci&#242; &#232; dovuto al fatto che, secondo la giurisprudenza della Corte, un &#171;regolamento di proroga &#232; invalido nella stessa misura del regolamento definitivo&#187;&#160;<a>(<span>9</span>)</a>. Infine, in ottemperanza alla regola del parallelismo delle forme, le misure antidumping istituite con regolamento di esecuzione (UE) 2015/2272 dovrebbero essere abrogate mediante un regolamento della Commissione&#160;<a>(<span>10</span>)</a>.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(10)</p></td><td><p>A seguito della sentenza che dichiara l&#8217;invalidit&#224; integrale del regolamento (CE) n.&#160;926/2009, &#232; opportuno abrogare<span>ex tunc</span> anche i dazi antidumping istituiti dal regolamento di esecuzione (UE) 2015/2272. Inoltre, si pu&#242; procedere al rimborso o allo sgravio di qualsiasi dazio definitivo versato a norma del regolamento di esecuzione (UE) 2015/2272 conformemente alla normativa doganale applicabile. Ne consegue, in particolare, che l&#8217;operatore che ha versato tali dazi pu&#242;, in linea di principio, chiederne il rimborso solo se e nella misura in cui non sia scaduto il termine di tre anni previsto a tal fine dall&#8217;articolo&#160;121, paragrafo 1, lettera a), del codice doganale dell&#8217;Unione&#160;<a>(<span>11</span>)</a>. Il fatto che il regolamento (CE) n.&#160;926/2009 sia stato dichiarato invalido (anche erga omnes) non costituirebbe un caso fortuito o di forza maggiore tale da consentire una proroga di tale periodo a norma dell&#8217;articolo&#160;121, paragrafo 1, secondo comma, del codice doganale dell&#8217;Unione&#160;<a>(<span>12</span>)</a>.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(11)</p></td><td><p>Le misure di cui al presente regolamento sono conformi al parere del comitato istituito dall&#8217;articolo&#160;15, paragrafo 1, del regolamento di base,</p></td></tr></tbody></table>
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
1. Il dazio antidumping definitivo istituito dal regolamento di esecuzione (UE) 2015/2272 della Commissione sulle importazioni di determinati tubi senza saldature, di ferro o di acciaio, originari della Repubblica popolare cinese è abrogato a decorrere dal 9 dicembre 2015.
2. Si procede al rimborso o allo sgravio di qualsiasi dazio definitivo versato a norma del regolamento di esecuzione (UE) 2015/2272 conformemente alla normativa doganale applicabile.
Articolo 2
Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea .
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, il 25 giugno 2021
Per la Commissione
La presidente
Ursula VON DER LEYEN
<note>
( 1 ) GU L 176 del 30.6.2016, pag. 21 .
( 2 ) Regolamento (CE) n. 1225/2009 del Consiglio, del 30 novembre 2009, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della Comunità europea ( GU L 343 del 22.12.2009, pag. 51 ).
( 3 ) Regolamento (CE) n. 926/2009 del Consiglio, del 24 settembre 2009, che istituisce un dazio antidumping definitivo e dispone la riscossione definitiva del dazio provvisorio istituito sulle importazioni di determinati tubi senza saldatura, di ferro o di acciaio, originari della Repubblica popolare cinese ( GU L 262 del 6.10.2009, pag. 19 ).
( 4 ) Regolamento di esecuzione (UE) 2015/2272 della Commissione, del 7 dicembre 2015, che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di determinati tubi senza saldature, di ferro o di acciaio, originari della Repubblica popolare cinese, a seguito di un riesame in previsione della scadenza a norma dell’articolo 11, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1225/2009 del Consiglio ( GU L 322 dell’8.12.2015, pag. 21 ).
( 5 ) Sentenza del Tribunale del 29 gennaio 2014, Hubei Xinyegang Steel/Consiglio, T-528/09, ECLI:EU:T:2014:35.
( 6 ) Sentenza della Corte del 7 aprile 2016, ArcelorMittal Tubular Products Ostrava a.s. e a./Hubei Xinyegang Steel Co. Ltd e Consiglio dell’Unione europea/Hubei Xinyegang Steel Co. Ltd, cause riunite C-186/14 P e C-193/14 P., ECLI:EU:C:2016:209.
( 7 ) GU C 424 dell’8.12.2020, pag. 32 .
( 8 ) Sentenza della Corte del 4 febbraio 2021, Eurocylinder systems AG/Hauptzollamt Hamburg-Stadt, C-324/19, ECLI:EU:C:2021:94.
( 9 ) Sentenza della Corte del 4 febbraio 2016, C & J Clark International Ltd/The Commissioners for Her Majesty’s Revenue & Customs e Puma SE/Hauptzollamt Nürnberg, cause riunite C-659/13 e C-34/14, ECLI:EU:C:2016:74, punti da 175 a 177.
( 10 ) Sentenza del Tribunale del 18 ottobre 2018, ArcelorMittal Tubular Products Ostrava a.s. e a./Commissione europea, T-364/16, ECLI:EU:T:2018:696.
( 11 ) Regolamento (UE) n. 952/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 ottobre 2013, che istituisce il codice doganale dell’Unione ( GU L 269 del 10.10.2013, pag. 1 ).
( 12 ) Si vedano, in particolare, la sentenza della Corte del 4 febbraio 2016, C & J Clark International Ltd/The Commissioners for Her Majesty’s Revenue & Customs e Puma SE/Hauptzollamt Nürnberg, cause riunite C-659/13 e C-34/14, ECLI:EU:C:2016:74, punti 186-194; la sentenza della Corte del 14 giugno 2012, Compagnie internationale pour la vente à distance (CIVAD) SA/Receveur des douanes de Roubaix e a., C-533/10, ECLI:EU:C:2012:347, punti 16-35; e la sentenza della Corte del 18 gennaio 2017, Wortmann KG Internationale Schuhproduktionen/Hauptzollamt Bielefeld, C-365/15, ECLI:EU:C:2017:19, punto 34.
</note>