Document ID: 32020R2176
Language: ITA

<table><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>22.12.2020&#160;&#160;&#160;</p></td><td><p>IT</p></td><td><p>Gazzetta ufficiale dell&#8217;Unione europea</p></td><td><p>L 433/27</p></td></tr></tbody></table>
REGOLAMENTO DELEGATO (UE) 2020/2176 DELLA COMMISSIONE
del 12 novembre 2020
che modifica il regolamento delegato (UE) n. 241/2014 per quanto riguarda la deduzione delle attività sotto forma di software dagli elementi del capitale primario di classe 1
(Testo rilevante ai fini del SEE)
LA COMMISSIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea,
visto il regolamento (UE) n. 575/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 giugno 2013, relativo ai requisiti prudenziali per gli enti creditizi e le imprese di investimento e che modifica il regolamento (UE) n. 648/2012 ( 1 ) , in particolare l’articolo 36, paragrafo 4, terzo comma,
considerando quanto segue:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(1)</p></td><td><p>Le disposizioni relative al trattamento delle attivit&#224; sotto forma di software valutate prudentemente, sul cui valore la risoluzione, l&#8217;insolvenza o la liquidazione dell&#8217;ente non incide in maniera significativa, sono state modificate dal regolamento (UE) 2019/876 del Parlamento europeo e del Consiglio&#160;<a>(<span>2</span>)</a> per sostenere ulteriormente la transizione verso un settore bancario pi&#249; digitalizzato. Il regolamento (UE) 2019/876 ha inoltre introdotto l&#8217;articolo 36, paragrafo 4, nel regolamento (UE) n. 575/2013, che impone all&#8217;Autorit&#224; bancaria europea (&#171;ABE&#187;) di elaborare progetti di norme tecniche di regolamentazione per specificare l&#8217;applicazione delle deduzioni connesse alle attivit&#224; sotto forma di software dagli elementi del capitale primario di classe 1. Al fine di garantire la coerenza delle disposizioni riguardanti i fondi propri e per agevolarne l&#8217;applicazione, &#232; opportuno incorporare tali norme tecniche di regolamentazione nel regolamento delegato (UE) n. 241/2014 della Commissione&#160;<a>(<span>3</span>)</a>, che raggruppa tutte le norme tecniche in materia di fondi propri.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(2)</p></td><td><p>Alle autorit&#224; competenti non &#232; precluso di esaminare caso per caso le attivit&#224; sotto forma di software che l&#8217;ente include nel capitale n&#233; di esercitare i propri poteri di vigilanza ai sensi dell&#8217;articolo 64 della direttiva 2013/36/UE del Parlamento europeo e del Consiglio&#160;<a>(<span>4</span>)</a>, in particolare laddove lo stock di investimenti in software potrebbe comportare un vantaggio prudenziale indesiderato o qualora si sospetti che l&#8217;ente si avvalga del grado di giudizio derivante dalla disciplina contabile applicabile per eludere il presente regolamento.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(3)</p></td><td><p>Data la diversit&#224; dei software utilizzati dagli enti, &#232; difficile sia valutare in termini generali quali attivit&#224; sotto forma di software potrebbero avere un valore recuperabile in caso di risoluzione, insolvenza o liquidazione e, in tal caso, in quale misura, sia individuare una specifica categoria di software che preserverebbe il proprio valore anche in tale scenario.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(4)</p></td><td><p>Inoltre una valutazione dell&#8217;ABE di casi specifici di operazioni passate suggerisce che tutte le attivit&#224; sotto forma di software, senza alcuna distinzione in base a categorie specifiche, presentano la stessa probabilit&#224; di essere cancellate contabilmente. Anche nei casi in cui il valore delle attivit&#224; sotto forma di software sia preservato almeno in parte, la vita utile di tali software &#232; generalmente oggetto di revisione per tener conto del fatto che il software sar&#224; mantenuto in uso dall&#8217;acquirente dell&#8217;ente solo fino al termine del processo di migrazione. Un processo di migrazione di tale genere, come dimostrano gli elementi di prova raccolti, dura generalmente da uno a tre anni. Questo elemento dovrebbe essere preso in considerazione nel trattamento prudenziale delle attivit&#224; sotto forma di software.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(5)</p></td><td><p>Dato il valore limitato che le attivit&#224; sotto forma di software appaiono avere in caso di risoluzione, insolvenza o liquidazione di un ente, &#232; essenziale che il trattamento prudenziale di tali attivit&#224; trovi il giusto equilibrio tra le preoccupazioni sotto il profilo prudenziale, da un lato, e il valore di tali attivit&#224; da un punto di vista commerciale ed economico, dall&#8217;altro. &#200; pertanto opportuno che il trattamento prudenziale delle attivit&#224; sotto forma di software richieda un certo margine di cautela rispetto all&#8217;alleggerimento dei requisiti di capitale primario di classe 1.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(6)</p></td><td><p>Inoltre, al fine di evitare l&#8217;introduzione di ulteriori oneri operativi a carico degli enti e di agevolare la vigilanza da parte delle autorit&#224; competenti, il trattamento prudenziale delle attivit&#224; sotto forma di software dovrebbe essere di facile attuazione e applicabile a tutti gli enti in maniera standardizzata. &#200; opportuno che il trattamento prudenziale standardizzato non impedisca all&#8217;ente di continuare a dedurre integralmente le sue attivit&#224; sotto forma di software dagli elementi del capitale primario di classe 1.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(7)</p></td><td><p>Data la rapidit&#224; dei cambiamenti tecnologici, gli enti investono spesso nella manutenzione, nel miglioramento o nell&#8217;aggiornamento del loro software. Per attenuare il rischio di arbitraggio regolamentare, tali investimenti dovrebbero essere ammortizzati separatamente dal software oggetto di manutenzione, miglioramento o aggiornamento, a condizione che gli stessi investimenti siano rilevati nello stato patrimoniale dell&#8217;ente come attivit&#224; immateriali conformemente alla disciplina contabile applicabile.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(8)</p></td><td><p>&#200; pertanto opportuno modificare di conseguenza il regolamento delegato (UE) n. 241/2014.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(9)</p></td><td><p>Il presente regolamento si basa sui progetti di norme tecniche di regolamentazione che l&#8217;ABE ha presentato alla Commissione.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(10)</p></td><td><p>L&#8217;ABE ha svolto consultazioni pubbliche aperte sui progetti di norme tecniche di regolamentazione su cui si basa il presente regolamento, ne ha analizzato i potenziali costi e benefici e ha richiesto il parere del gruppo delle parti interessate nel settore bancario, istituito dall&#8217;articolo 37 del regolamento (UE) n. 1093/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio&#160;<a>(<span>5</span>)</a>.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(11)</p></td><td><p>A fronte dell&#8217;accelerazione della diffusione dei servizi digitali come conseguenza della pandemia di COVID-19, &#232; opportuno che il presente regolamento entri in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella<span>Gazzetta ufficiale dell&#8217;Unione europea</span>,</p></td></tr></tbody></table>
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
Modifiche del regolamento delegato (UE) n. 241/2014
Il regolamento delegato (UE) n. 241/2014 è così modificato:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(1)</p></td><td><p>all&#8217;articolo 1, la lettera f) &#232; sostituita dalla seguente:</p><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#171;f)</p></td><td><p>l&#8217;applicazione delle deduzioni dagli elementi del capitale primario di classe 1 e di altre deduzioni per il capitale primario di classe 1, il capitale aggiuntivo di classe 1 e il capitale di classe 2 ai sensi dell&#8217;articolo 36, paragrafi 2 e 4, del regolamento (UE) n. 575/2013;&#187;</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(2)</p></td><td><p>&#232; inserito il seguente articolo 13<span>bis</span>:</p><div><p>&#171;<span>Articolo 13 bis</span></p><p>Deduzione delle attivit&#224; sotto forma di software che sono classificate come attivit&#224; immateriali a fini contabili ai fini dell&#8217;articolo 36, paragrafo 1, lettera b), del regolamento (UE) n. 575/2013</p><div><p>1.&#160;&#160;&#160;Le attivit&#224; sotto forma di software che sono attivit&#224; immateriali ai sensi dell&#8217;articolo 4, paragrafo 1, punto 115, del regolamento (UE) n. 575/2013 sono dedotte dagli elementi del capitale primario di classe 1 in conformit&#224; dei paragrafi da 5 a 8 del presente articolo. L&#8217;importo da dedurre &#232; determinato sulla base dell&#8217;ammortamento accumulato prudenziale calcolato in conformit&#224; dei paragrafi 2, 3 e 4 del presente articolo.</p></div><div><p>2.&#160;&#160;&#160;Gli enti calcolano l&#8217;importo dell&#8217;ammortamento accumulato prudenziale delle attivit&#224; sotto forma di software di cui al paragrafo 1 moltiplicando l&#8217;importo ottenuto dal calcolo di cui alla lettera a) per il numero di giorni di cui alla lettera b):</p><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>a)</p></td><td><p>l&#8217;importo al quale l&#8217;attivit&#224; sotto forma di software &#232; stata inizialmente rilevata nello stato patrimoniale dell&#8217;ente conformemente alla disciplina contabile applicabile, diviso per il valore inferiore tra:</p><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>i)</p></td><td><p>il numero dei giorni di vita utile dell&#8217;attivit&#224; sotto forma di software, quale stimato a fini contabili;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>ii)</p></td><td><p>un periodo di tre anni, espresso in giorni, a decorrere dalla data di cui al paragrafo 3;</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>b)</p></td><td><p>il numero dei giorni trascorsi dalla data di cui al paragrafo 3, purch&#233; tale numero non ecceda il periodo di cui alla lettera a) del presente paragrafo.</p></td></tr></tbody></table></div><div><p>3.&#160;&#160;&#160;L&#8217;ammortamento accumulato prudenziale di cui al paragrafo 1 &#232; calcolato a decorrere dalla data in cui l&#8217;attivit&#224; sotto forma di software &#232; utilizzabile e inizia a essere ammortizzata a fini contabili.</p></div><div><p>4.&#160;&#160;&#160;In deroga al paragrafo 3, qualora l&#8217;attivit&#224; sotto forma di software sia stata acquisita da qualsiasi impresa, ivi incluso un soggetto del settore non finanziario, che appartenga allo stesso gruppo dell&#8217;ente, l&#8217;ammortamento accumulato prudenziale di cui al paragrafo 1 &#232; calcolato a decorrere dalla data in cui l&#8217;attivit&#224; sotto forma di software ha iniziato a essere ammortizzata nello stato patrimoniale di tale impresa conformemente alla disciplina contabile applicabile.</p></div><div><p>5.&#160;&#160;&#160;Gli enti deducono dagli elementi del capitale primario di classe 1 l&#8217;importo risultante dalla differenza, se positiva, tra l&#8217;importo di cui alla lettera a) e l&#8217;importo di cui alla lettera b):</p><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>a)</p></td><td><p>l&#8217;ammortamento accumulato prudenziale dell&#8217;attivit&#224; sotto forma di software calcolato in conformit&#224; dei paragrafi 2, 3 e 4;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>b)</p></td><td><p>la somma dell&#8217;ammortamento accumulato e di ogni perdita per riduzione di valore accumulata in relazione a tale attivit&#224; sotto forma di software rilevati nello stato patrimoniale dell&#8217;ente conformemente alla disciplina contabile applicabile.</p></td></tr></tbody></table></div><div><p>6.&#160;&#160;&#160;In deroga al paragrafo 5, fino alla data in cui l&#8217;attivit&#224; sotto forma di software &#232; utilizzabile e inizia a essere ammortizzata a fini contabili, gli enti deducono dagli elementi del capitale primario di classe 1 l&#8217;intero importo al quale l&#8217;attivit&#224; &#232; rilevata nello stato patrimoniale dell&#8217;ente conformemente alla disciplina contabile applicabile.</p></div><div><p>7.&#160;&#160;&#160;Gli ammortamenti prudenziali e le deduzioni stabiliti nel presente articolo sono effettuati separatamente per ciascuna attivit&#224; sotto forma di software.</p></div><div><p>8.&#160;&#160;&#160;Gli investimenti dell&#8217;ente nella manutenzione, nel miglioramento o nell&#8217;aggiornamento di attivit&#224; sotto forma di software esistenti sono trattati come attivit&#224; diverse dalle relative attivit&#224; sotto forma di software, a condizione che tali investimenti siano rilevati come attivit&#224; immateriali nello stato patrimoniale di tale ente conformemente alla disciplina contabile applicabile.</p><p>Fatto salvo il paragrafo 6, l&#8217;ammortamento accumulato prudenziale di tali investimenti nella manutenzione, nel miglioramento o nell&#8217;aggiornamento di attivit&#224; sotto forma di software esistenti &#232; calcolato a decorrere dalla data in cui essi iniziano a essere ammortizzati conformemente alla disciplina contabile applicabile.</p><p>L&#8217;ammortamento accumulato prudenziale delle relative attivit&#224; sotto forma di software esistenti continua a essere calcolato a decorrere dalla data del loro ammortamento iniziale a fini contabili e fino alla fine del periodo di ammortamento prudenziale determinato in conformit&#224; del paragrafo 2, lettera a).&#187;.</p></div></div></td></tr></tbody></table>
Articolo 2
Entrata in vigore
Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea .
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, il 12 novembre 2020
Per la Commissione
La presidente
Ursula VON DER LEYEN
<note>
( 1 ) GU L 176 del 27.6.2013, pag. 1 .
( 2 ) Regolamento (UE) 2019/876 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 maggio 2019, che modifica il regolamento (UE) n. 575/2013 per quanto riguarda il coefficiente di leva finanziaria, il coefficiente netto di finanziamento stabile, i requisiti di fondi propri e passività ammissibili, il rischio di controparte, il rischio di mercato, le esposizioni verso controparti centrali, le esposizioni verso organismi di investimento collettivo, le grandi esposizioni, gli obblighi di segnalazione e informativa e il regolamento (UE) n. 648/2012 ( GU L 150 del 7.6.2019, pag. 1 ).
( 3 ) Regolamento delegato (UE) n. 241/2014 della Commissione, del 7 gennaio 2014, che integra il regolamento (UE) n. 575/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda le norme tecniche di regolamentazione sui requisiti di fondi propri per gli enti ( GU L 74 del 14.3.2014, pag. 8 ).
( 4 ) Direttiva 2013/36/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 giugno 2013, sull’accesso all’attività degli enti creditizi e sulla vigilanza prudenziale sugli enti creditizi e sulle imprese di investimento, che modifica la direttiva 2002/87/CE e abroga le direttive 2006/48/CE e 2006/49/CE ( GU L 176 del 27.6.2013, pag. 338 ).
( 5 ) Regolamento (UE) n. 1093/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 novembre 2010, che istituisce l’Autorità europea di vigilanza (Autorità bancaria europea), modifica la decisione n. 716/2009/CE e abroga la decisione 2009/78/CE della Commissione ( GU L 331 del 15.12.2010, pag. 12 ).
</note>