Document ID: 32017H0809(19)
Language: ITA

<table><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>9.8.2017&#160;&#160;&#160;</p></td><td><p>IT</p></td><td><p>Gazzetta ufficiale dell&#8217;Unione europea</p></td><td><p>C 261/83</p></td></tr></tbody></table>
RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
dell'11 luglio 2017
sul programma nazionale di riforma 2017 dell’Austria e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità 2017 dell’Austria
(2017/C 261/19)
IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea, in particolare l’articolo 121, paragrafo 2, e l’articolo 148, paragrafo 4,
visto il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, per il rafforzamento della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle politiche economiche ( 1 ) , in particolare l’articolo 5, paragrafo 2,
vista la raccomandazione della Commissione europea,
viste le risoluzioni del Parlamento europeo,
viste le conclusioni del Consiglio europeo,
visto il parere del comitato per l’occupazione,
visto il parere del comitato economico e finanziario,
visto il parere del comitato per la protezione sociale,
visto il parere del comitato di politica economica,
considerando quanto segue:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(1)</p></td><td><p>Il 16&#160;novembre 2016 la Commissione ha adottato l&#8217;analisi annuale della crescita, segnando l&#8217;inizio del semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche 2017. Il Consiglio europeo del 9 e 10&#160;marzo 2017&#160;ha approvato le priorit&#224; indicate nell&#8217;analisi annuale della crescita. Il 16&#160;novembre 2016 la Commissione ha adottato, sulla base del regolamento (UE) n.&#160;1176/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio<a>&#160;(<span>2</span>)</a>, la relazione sul meccanismo di allerta, in cui l&#8217;Austria non &#232; stata annoverata tra gli Stati membri da sottoporre a esame approfondito. Lo stesso giorno la Commissione ha anche adottato una raccomandazione di raccomandazione del Consiglio sulla politica economica della zona euro, che &#232; stata approvata dal Consiglio europeo del 9-10&#160;marzo 2017. Il 21&#160;marzo 2017 il Consiglio ha adottato la raccomandazione sulla politica economica della zona euro (&#171;raccomandazione per la zona euro&#187;)<a>&#160;(<span>3</span>)</a>.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(2)</p></td><td><p>In quanto Stato membro la cui moneta &#232; l&#8217;euro e considerate le strette correlazioni fra le economie nell&#8217;Unione economica e monetaria, l&#8217;Austria dovrebbe assicurare l&#8217;attuazione piena e tempestiva della raccomandazione per la zona euro, come riflessa nella raccomandazione di cui al punto 1.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(3)</p></td><td><p>Il 22&#160;febbraio 2017 &#232; stata pubblicata la relazione per paese relativa all&#8217;Austria 2017. Nella relazione sono stati valutati i progressi compiuti dall&#8217;Austria nel dar seguito alle raccomandazioni specifiche per paese adottate dal Consiglio il 12&#160;luglio 2016, il seguito dato alle raccomandazioni specifiche per paese adottate negli anni precedenti e i progressi compiuti nel conseguimento degli obiettivi nazionali di Europa 2020.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(4)</p></td><td><p>L&#8217;Austria ha presentato il programma nazionale di riforma 2017 il 21&#160;aprile 2017 e il programma di stabilit&#224; 2017 il 2&#160;maggio 2017. I due programmi sono stati valutati contemporaneamente onde tener conto delle relative correlazioni.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(5)</p></td><td><p>La programmazione dei fondi strutturali e d&#8217;investimento europei (fondi SIE) per il periodo 2014-2020&#160;ha tenuto conto delle pertinenti raccomandazioni specifiche per paese. Come previsto dall&#8217;articolo&#160;23 del regolamento (UE) n.&#160;1303/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio<a>&#160;(<span>4</span>)</a>, ove necessario per sostenere l&#8217;attuazione delle pertinenti raccomandazioni del Consiglio, la Commissione pu&#242; chiedere allo Stato membro di rivedere e proporre di modificare il suo contratto di partenariato e i programmi rilevanti. La Commissione ha precisato i modi in cui conta di valersi di tale possibilit&#224; negli orientamenti sull&#8217;applicazione delle misure per collegare l&#8217;efficacia dei fondi SIE a una sana gestione economica.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(6)</p></td><td><p>L&#8217;Austria &#232; attualmente nel braccio preventivo del patto di stabilit&#224; e crescita ed &#232; soggetta alla regola del debito. Nel suo programma di stabilit&#224; 2017, il governo austriaco prevede di migliorare il disavanzo nominale che passer&#224; all&#8217;1,0&#160;% del PIL nel 2017, per giungere allo 0,3&#160;% del PIL nel 2021. L&#8217;obiettivo di bilancio a medio termine&#160;&#8212; un disavanzo strutturale dello 0,45&#160;% del PIL fino al 2016 e dello 0,5&#160;% del PIL successivamente&#160;&#8212; dovrebbe essere conseguito nel 2019. Secondo il programma di stabilit&#224;, il rapporto debito pubblico/PIL dovrebbe diminuire progressivamente fino a scendere al 71,0&#160;% nel 2021 rispetto all&#8217;84,6&#160;% nel 2016. Lo scenario macroeconomico su cui si fondano tali proiezioni di bilancio &#232; favorevole e parte dall&#8217;ipotesi di una forte crescita delle esportazioni e degli investimenti nel 2017 e nel 2018.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(7)</p></td><td><p>Il programma di stabilit&#224; indica che l&#8217;afflusso eccezionale di rifugiati e le misure correlate alla sicurezza hanno un impatto significativo sul bilancio e fornisce elementi di prova sufficienti della portata e della natura di tali costi di bilancio supplementari. Secondo la Commissione, le spese aggiuntive ammissibili ammontano nel 2016 allo 0,25&#160;% del PIL per l&#8217;afflusso eccezionale di rifugiati e allo 0,04&#160;% del PIL per le misure correlate alla sicurezza. L&#8217;impatto supplementare delle misure connesse alla sicurezza nel 2017 rispetto al 2016 &#232; attualmente stimato allo 0,01&#160;% del PIL. Questa spesa aggiuntiva rientra nell&#8217;ambito di applicazione delle disposizioni di cui all&#8217;articolo&#160;5, paragrafo&#160;1, e all&#8217;articolo&#160;6, paragrafo&#160;3, del regolamento (CE) n.&#160;1466/97, dato che l&#8217;afflusso di rifugiati e la gravit&#224; della minaccia terroristica sono eventi inconsueti che hanno rilevanti ripercussioni sulle finanze pubbliche austriache e visto che la sostenibilit&#224; non sarebbe compromessa se si consentisse una deviazione temporanea dal percorso di aggiustamento verso l&#8217;obiettivo di bilancio a medio termine. Pertanto, per il 2016 l&#8217;aggiustamento richiesto verso l&#8217;obiettivo di bilancio a medio termine &#232; stato ridotto per tener conto dei costi aggiuntivi per i rifugiati e per la sicurezza. Per quanto riguarda il 2017, la valutazione finale, che verter&#224; anche sugli importi ammissibili, sar&#224; effettuata nella primavera del 2018 sulla base dei dati osservati forniti dalle autorit&#224; austriache.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(8)</p></td><td><p>Il 12&#160;luglio 2016 il Consiglio ha raccomandato all&#8217;Austria di assicurare che lo scostamento dall&#8217;obiettivo di bilancio a medio termine sia limitato all&#8217;importo ammissibile legato all&#8217;impatto sul bilancio dell&#8217;eccezionale afflusso di rifugiati<a>&#160;(<span>5</span>)</a> e, pertanto, di realizzare un aggiustamento annuo di bilancio pari allo 0,3&#160;% del PIL nel 2017, a meno che l&#8217;obiettivo di bilancio a medio termine sia rispettato con uno sforzo minore. Sulla base delle previsioni di primavera 2017 della Commissione e tenendo conto degli importi ammissibili accordati, il saldo strutturale deve rimanere stabile nel 2017. Le previsioni della Commissione indicano il rischio di una certa deviazione da questo requisito nel 2017. Nel 2018, sulla base delle previsioni di primavera 2017 della Commissione, l&#8217;Austria dovrebbe assicurare che il tasso di crescita nominale della spesa pubblica primaria netta<a>&#160;(<span>6</span>)</a> non superi il 2,2&#160;%, il che corrisponde a un miglioramento del saldo strutturale dello 0,3&#160;% del PIL<a>&#160;(<span>7</span>)</a>. A politiche invariate, l&#8217;Austria sarebbe a rischio di una qualche deviazione da questo requisito nel 2018. Allo stesso tempo, si prevede che l&#8217;Austria rispetter&#224; la regola del debito nel 2017 e nel 2018. Nel complesso, il Consiglio &#232; del parere che l&#8217;Austria debba essere pronta ad adottare misure supplementari per garantire la conformit&#224; nel 2017 e nel 2018.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(9)</p></td><td><p>La spesa per le pensioni e l&#8217;assistenza sanitaria presenta un rischio medio per la sostenibilit&#224; delle finanze pubbliche a medio e lungo termine a causa del rapido invecchiamento della popolazione. La spesa pubblica per le pensioni in Austria &#232; relativamente alta rispetto agli altri Stati membri e dovrebbe aumentare di 0,5 punti percentuali del PIL entro il 2060, mentre nello stesso periodo la media dell&#8217;Unione dovrebbe diminuire di 0,2 punti percentuali del PIL. L&#8217;et&#224; pensionabile effettiva rimane bassa nonostante le recenti riforme e rappresenta una delle principali cause dell&#8217;aumento delle spese pensionistiche. Espressa in termini di et&#224; media di uscita dal mercato del lavoro, essa corrisponde attualmente a 62 anni e 6 mesi per gli uomini e a 61 anni per le donne, al di sotto della media dell&#8217;Unione, ossia 63 anni e 7 mesi per gli uomini e 62 anni e 7 mesi per le donne (2014). Inoltre, l&#8217;et&#224; pensionabile prevista per legge di 60 anni per le donne &#232; fra le pi&#249; basse dell&#8217;Unione e comincer&#224; a essere armonizzata con quella degli uomini solo nel 2024. Collegare l&#8217;et&#224; pensionabile prevista per legge all&#8217;andamento della speranza di vita aiuterebbe a garantire la sostenibilit&#224; del sistema pensionistico in un contesto di invecchiamento demografico, anche contribuendo a innalzare l&#8217;et&#224; pensionabile effettiva.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(10)</p></td><td><p>Nel settore dell&#8217;assistenza sanitaria, la spesa pubblica, gi&#224; elevata, dovrebbe crescere significativamente a medio e lungo termine in quanto entro il 2060 si prevede un aumento di 1,3 punti percentuali del PIL, a fronte di una media dell&#8217;Unione di 0,9 punti percentuali. L&#8217;elevato livello della spesa sanitaria &#232; principalmente imputabile all&#8217;importante settore ospedaliero, mentre le meno costose cure ambulatoriali sono sottoutilizzate. L&#8217;incidenza della spesa ospedaliera sull&#8217;insieme dei costi sanitari &#232; una delle pi&#249; elevate dell&#8217;Unione. Le recenti iniziative volte a rafforzare l&#8217;offerta di assistenza primaria devono pertanto essere pienamente attuate, anche incoraggiando la conclusione di nuovi accordi finanziari tra i prestatori di assistenza sanitaria e i fondi di previdenza sociale. Inoltre, il settore ospedaliero austriaco ricorre in maniera insufficiente a procedure di appalti pubblici efficaci, come le gare d&#8217;appalto a livello dell&#8217;Unione (0,23&#160;% del PIL rispetto allo 0,62&#160;% della media dell&#8217;Unione), l&#8217;aggregazione degli appalti pubblici e i criteri di aggiudicazione non basati sul prezzo.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(11)</p></td><td><p>La legge di perequazione finanziaria del 2017&#160;ha contribuito a semplificare le relazioni finanziarie tra i diversi livelli di governo in Austria. Il quadro di bilancio in Austria resta tuttavia eccessivamente complesso in termini di competenze e disposizioni finanziarie e soffre ancora dei disallineamenti tra poteri di imposizione fiscale limitati e le pi&#249; ampie competenze di spesa degli enti locali e degli Stati federati.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(12)</p></td><td><p>La riforma fiscale del 2016&#160;ha ridotto il cuneo fiscale dal 49,5&#160;% al 46,7&#160;%, che per&#242; resta relativamente elevato rispetto alla media dell&#8217;Unione del 40,6&#160;% (le cifre si riferiscono a un percettore di reddito medio, non coniugato e senza figli). In mancanza di un&#8217;indicizzazione degli scaglioni fiscali in base all&#8217;inflazione, il cuneo fiscale torner&#224; ad aumentare progressivamente per effetto del drenaggio fiscale annuale. Per contro, fonti di entrate pi&#249; propizie alla crescita, quali le imposte patrimoniali ricorrenti, sono sottoutilizzate, soprattutto perch&#233; la base imponibile &#232; obsoleta. Il gettito delle imposte patrimoniali ricorrenti in Austria &#232; molto basso, pari allo 0,2&#160;% del PIL, rispetto alla media dell&#8217;Unione dell&#8217;1,6&#160;% del PIL nel 2014. Analogamente, l&#8217;aliquota fiscale implicita sull&#8217;energia in Austria &#232; piuttosto bassa, il che &#232; indice di un potenziale non sfruttato in materia di imposte ambientali, ivi inclusi gli incentivi comportamentali positivi.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(13)</p></td><td><p>Sebbene il mercato del lavoro registri risultati migliori in Austria rispetto alla maggior parte degli Stati membri, permangono alcune sfide. In particolare, il potenziale delle donne sul mercato del lavoro &#232; attualmente sottoutilizzato, come dimostra l&#8217;elevato divario retributivo di genere, derivante tra l&#8217;altro da un alto tasso di lavoro a tempo parziale. Nel 2015 il divario retributivo di genere &#232; stato del 21,7&#160;%, rispetto ad una media dell&#8217;Unione del 16,3&#160;%. L&#8217;elevato tasso, superiore alla media, di donne che lavorano a tempo parziale &#232; in gran parte dovuto alle responsabilit&#224; che esse assumono nell&#8217;assistenza ai bambini e agli anziani. Nel 2015 il numero di posti nelle strutture per la prima infanzia per bambini al di sotto dei 3 anni era del 25,5&#160;%, ancora nettamente inferiore all&#8217;obiettivo di Barcellona del 33&#160;%.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(14)</p></td><td><p>L&#8217;Austria ha gi&#224; superato i suoi obiettivi nazionali di Europa 2020 per quanto riguarda l&#8217;istruzione. La riuscita scolastica dipende tuttavia in misura considerevole dal contesto socioeconomico, come confermato dai risultati dell&#8217;indagine OCSE Programme for International Student Assessment (PISA) nel 2015. Inoltre, i risultati scolastici degli alunni provenienti da un contesto migratorio sono nettamente peggiori di quelli degli altri alunni. Nel 2016 la probabilit&#224; di abbandonare gli studi prima di aver completato l&#8217;istruzione secondaria superiore era 2,7 volte maggiore per uno studente nato all&#8217;estero. Il problema dell&#8217;integrazione colpisce anche i figli nati in Austria degli immigrati. L&#8217;Austria deve inoltre affrontare la sfida di integrare nel suo sistema d&#8217;istruzione un gran numero di richiedenti asilo e di rifugiati.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(15)</p></td><td><p>L&#8217;evoluzione del settore bancario va nella direzione di un costante bench&#233; lento miglioramento. La capitalizzazione delle banche austriache resta inferiore a quella di banche analoghe dell&#8217;Unione e la capacit&#224; degli istituti di credito di generare profitti sul mercato interno &#232; sotto pressione. Per quanto riguarda le attivit&#224; internazionali, la qualit&#224; degli attivi e la redditivit&#224; hanno continuato a migliorare in diversi mercati dell&#8217;Europa centrale, orientale e sudorientale, ma rimangono sacche di vulnerabilit&#224;. Nel frattempo, l&#8217;aumento dei prezzi degli immobili e la ripresa dei prestiti ipotecari evidenziano l&#8217;importanza di misure macroprudenziali.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(16)</p></td><td><p>Gli investimenti sono tornati a crescere in Austria nel 2016, anche se persistono carenze negli investimenti operati dalle PMI e nel settore dei servizi. L&#8217;Austria ha riconosciuto il ruolo che la creazione di imprese e la crescita delle imprese riveste per i nuovi investimenti (ovvero quelli che vanno oltre gli investimenti di sostituzione) e per la corrispondente creazione di posti di lavoro. Il paese si &#232; quindi prefissato obiettivi ambiziosi per facilitare la trasformazione digitale e combattere i tassi tradizionalmente bassi di creazione di imprese (7,4&#160;% rispetto al 10,8&#160;% della media dell&#8217;Unione) e di crescita delle imprese (una percentuale del 7,3&#160;% di imprese a forte crescita rispetto al 9,2&#160;% della media dell&#8217;Unione). Sono gi&#224; state annunciate alcune misure specifiche che combinano la riduzione degli ostacoli agli investimenti con migliori condizioni quadro per il finanziamento di capitale proprio, la promozione dell&#8217;imprenditorialit&#224; e incentivi fiscali.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(17)</p></td><td><p>Il settore dei servizi alle imprese e delle professioni regolamentate continua a registrare notevoli ostacoli normativi con un livello di restrizione superiore alla media dell&#8217;Unione, in particolare per gli architetti e gli ingegneri. Inoltre, per queste professioni, come anche per gli avvocati, i contabili/consulenti fiscali, i consulenti in materia di brevetti, gli agenti immobiliari e le guide turistiche, il tasso di abbandono &#232; assai inferiore alla media dell&#8217;Unione, il che sembra indicare una concorrenza e un dinamismo relativamente scarsi nel settore dei servizi professionali in Austria. Tra gli ostacoli figurano: 1) restrizioni riguardanti la partecipazione e la forma societaria per architetti, ingegneri e consulenti in materia di brevetti; 2) restrizioni multidisciplinari per architetti e ingegneri; 3) attivit&#224; riservate in molti ambiti per architetti, ingegneri e guide turistiche. La riduzione di questi ostacoli potrebbe rafforzare la concorrenza e favorire l&#8217;entrata sul mercato di un maggior numero di imprese, generando benefici per i consumatori in termini di prezzi pi&#249; bassi. Alcune raccomandazioni per affrontare il problema sono state espresse nel gennaio 2017 in una comunicazione della Commissione che rientra in un pacchetto di misure intese a rimuovere gli ostacoli nei mercati dei servizi.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(18)</p></td><td><p>L&#8217;Austria ha compiuto notevoli sforzi per accogliere i richiedenti asilo e integrare i rifugiati e gli altri immigrati. L&#8217;integrazione nel mercato del lavoro delle persone provenienti da un contesto migratorio, in particolare le donne nate al di fuori dell&#8217;Unione e i rifugiati in cerca di lavoro, rimane tuttavia una sfida.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(19)</p></td><td><p>Nell&#8217;ambito del semestre europeo 2017, la Commissione ha effettuato un&#8217;analisi completa della politica economica dell&#8217;Austria, che ha pubblicato nella relazione per paese 2017. Ha altres&#236; valutato il programma di stabilit&#224; 2017, il programma nazionale di riforma 2017, nonch&#233; il seguito dato alle raccomandazioni rivolte all&#8217;Austria negli anni precedenti. La Commissione ha tenuto conto non soltanto della loro pertinenza ai fini della sostenibilit&#224; della politica di bilancio e della politica socioeconomica dell&#8217;Austria, ma anche della loro conformit&#224; alle norme e agli orientamenti dell&#8217;Unione, alla luce della necessit&#224; di rafforzare la governance economica dell&#8217;Unione nel suo insieme offrendo un contributo a livello dell&#8217;Unione per le future decisioni nazionali.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(20)</p></td><td><p>Alla luce della valutazione di cui sopra, il Consiglio ha esaminato il programma di stabilit&#224; 2017 e il suo parere<a>&#160;(<span>8</span>)</a> trova riscontro, in particolare, nella raccomandazione di cui al punto 1,</p></td></tr></tbody></table>
RACCOMANDA che l’Austria adotti provvedimenti nel 2017 e nel 2018 al fine di:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>1.</p></td><td><p>attuare la sua politica di bilancio in linea con i requisiti del braccio preventivo del patto di stabilit&#224; e crescita, il che implica il conseguimento dell&#8217;obiettivo di bilancio a medio termine nel 2018, tenuto conto degli importi ammissibili legati ad eventi inconsueti; garantire la sostenibilit&#224; del sistema di assistenza sanitaria e del sistema pensionistico; razionalizzare e riorganizzare le competenze tra i vari livelli di governo e allineare le competenze di finanziamento e di spesa;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>2.</p></td><td><p>migliorare la partecipazione delle donne al mercato del lavoro anche offrendo servizi di assistenza a tempo pieno; migliorare il livello di istruzione dei giovani svantaggiati, in particolare quelli provenienti da un contesto migratorio; promuovere gli investimenti nel settore dei servizi riducendo le barriere amministrative e regolamentari e facilitando l&#8217;ingresso sul mercato e la crescita delle imprese.</p></td></tr></tbody></table>
Fatto a Bruxelles, l'11 luglio 2017
Per il Consiglio
Il presidente
T. TÕNISTE
<note>
( 1 ) GU L 209 del 2.8.1997, pag. 1 .
( 2 ) Regolamento (UE) n. 1176/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 novembre 2011, sulla prevenzione e la correzione degli squilibri macroeconomici ( GU L 306 del 23.11.2011, pag. 25 ).
( 3 ) GU C 92 del 24.3.2017, pag. 1 .
( 4 ) Regolamento (UE) n. 1303/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, recante disposizioni comuni sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione, sul Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca e disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca, e che abroga il regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio ( GU L 347 del 20.12.2013, pag. 320 ).
( 5 ) L’Austria è autorizzata a discostarsi dal suo obiettivo di bilancio a medio termine fino al 2017 e al 2018 in misura corrispondente all’impatto di bilancio supplementare connesso all’eccezionale afflusso di rifugiati e alle misure connesse alla sicurezza, sostenuto rispettivamente nel 2015 e 2016, poiché le deviazioni temporanee sono riportate in ciascun caso per un periodo complessivo di tre anni.
( 6 ) La spesa pubblica netta si compone della spesa pubblica totale al netto della spesa per interessi, della spesa relativa a programmi dell’Unione interamente coperta da entrate provenienti da fondi dell’Unione e delle modifiche non discrezionali nella spesa per le indennità di disoccupazione. Gli investimenti fissi lordi finanziati a livello nazionale sono spalmati su un periodo di 4 anni. Rientrano nel calcolo le misure discrezionali in materia di entrate o gli aumenti delle entrate obbligatori per legge, mentre sono escluse le misure una tantum sia per quanto riguarda le entrate che per quanto riguarda la spesa.
( 7 ) Il suo requisito di aggiustamento dell’Austria nel 2018 tiene conto degli importi ammissibili concessi per gli eventi inconsueti nel 2016 poiché le deviazioni temporanee sono riportate per un periodo di tre anni.
( 8 ) A norma dell’articolo 5, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1466/97.
</note>