Document ID: 32023H0901(16)
Language: ITA

<table><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>1.9.2023&#160;&#160;&#160;</p></td><td><p>IT</p></td><td><p>Gazzetta ufficiale dell'Unione europea</p></td><td><p>C 312/145</p></td></tr></tbody></table>
RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
del 14 luglio 2023
relativa al programma nazionale di riforma 2023 del Lussemburgo e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità 2023 del Lussemburgo
(2023/C 312/16)
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 121, paragrafo 2, e l'articolo 148, paragrafo 4,
visto il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, per il rafforzamento della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle politiche economiche ( 1 ) , in particolare l'articolo 5, paragrafo 2,
visto il regolamento (UE) n. 1176/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 novembre 2011, sulla prevenzione e la correzione degli squilibri macroeconomici ( 2 ) , in particolare l'articolo 6, paragrafo 1,
vista la raccomandazione della Commissione europea,
viste le risoluzioni del Parlamento europeo,
viste le conclusioni del Consiglio europeo,
visto il parere del comitato per l'occupazione,
visto il parere del comitato economico e finanziario,
visto il parere del comitato per la protezione sociale,
visto il parere del comitato di politica economica,
considerando quanto segue:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(1)</p></td><td><p>Il regolamento (UE) 2021/241 del Parlamento europeo e del Consiglio&#160;<a>(<span>3</span>)</a> che istituisce il dispositivo per la ripresa e la resilienza (&#171;dispositivo&#187;) &#232; entrato in vigore il 19 febbraio 2021. Il dispositivo fornisce sostegno finanziario agli Stati membri per l'attuazione di riforme e investimenti, producendo uno stimolo di bilancio finanziato dall'Unione. In linea con le priorit&#224; del semestre europeo, il dispositivo contribuisce alla ripresa economica e inclusiva e all'attuazione di investimenti e riforme sostenibili e favorevoli alla crescita, in particolare riforme e investimenti volti a promuovere le transizioni verde e digitale e a rendere pi&#249; resilienti le economie degli Stati membri. Contribuisce inoltre a consolidare le finanze pubbliche e a stimolare la crescita e la creazione di posti di lavoro nel medio e lungo periodo, a migliorare la coesione territoriale all'interno dell'Unione e a continuare l'attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali. Il contributo finanziario massimo per ciascuno Stato membro nell'ambito del dispositivo &#232; stato aggiornato il 30 giugno 2022, a norma dell'articolo 11, paragrafo 2, del regolamento (UE) 2021/241.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(2)</p></td><td><p>Il 22 novembre 2022 la Commissione ha adottato l'analisi annuale della crescita sostenibile 2023, segnando l'inizio del semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche 2023. Il 23 marzo 2023 il Consiglio europeo ha approvato le priorit&#224; dell'analisi annuale della crescita sostenibile&#160;2023, incentrate sulle quattro dimensioni della sostenibilit&#224; competitiva. Sempre il 22 novembre 2022 la Commissione ha adottato, sulla base del regolamento (UE) n.&#160;1176/2011, la relazione sul meccanismo di allerta per il 2023, in cui annoverava il Lussemburgo tra gli Stati membri che possono presentare squilibri o correre il rischio di presentarli e che devono essere sottoposti a esame approfondito. Lo stesso giorno ha adottato anche un parere sul documento programmatico di bilancio 2023 del Lussemburgo. La Commissione ha inoltre adottato una raccomandazione di raccomandazione del Consiglio sulla politica economica della zona euro e una proposta di relazione comune sull'occupazione 2023, che analizza l'attuazione degli orientamenti in materia di occupazione e dei principi del pilastro europeo dei diritti sociali. Il 16 maggio 2023 il Consiglio ha adottato la raccomandazione sulla politica economica della zona euro&#160;<a>(<span>4</span>)</a> (&#171;raccomandazione sulla zona euro del 2023&#187;) e il 13 marzo 2023 la relazione comune sull'occupazione.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(3)</p></td><td><p>Sebbene le economie dell'Unione diano prova di notevole resilienza, il contesto geopolitico continua ad avere un impatto negativo. Nella sua agenda di politica economica e sociale l'Unione, fermamente al fianco dell'Ucraina, mira, nel breve periodo, a ridurre gli effetti negativi degli shock energetici su famiglie e imprese vulnerabili e, nel medio periodo, a proseguire gli sforzi per realizzare le transizioni verde e digitale, favorire una crescita sostenibile e inclusiva, salvaguardare la stabilit&#224; macroeconomica e accrescere la resilienza. L'agenda &#232; fortemente incentrata anche sull'aumento della competitivit&#224; e della produttivit&#224; dell'Unione.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(4)</p></td><td><p>Il 1<span>o</span> febbraio 2023 la Commissione ha pubblicato la comunicazione dal titolo &#171;Un piano industriale del Green Deal per l'era a zero emissioni nette&#187; (&#171;piano industriale del Green Deal&#187;). L'obiettivo del piano industriale del Green Deal &#232; stimolare la competitivit&#224; dell'industria dell'Unione a zero emissioni nette e sostenere la transizione rapida verso la neutralit&#224; climatica. Il piano integra gli sforzi in corso nell'ambito del Green Deal europeo e di REPowerEU. Intende creare un contesto pi&#249; favorevole che consenta di aumentare la capacit&#224; dell'Unione di produrre le tecnologie e i prodotti a zero emissioni nette necessari per conseguire gli ambiziosi obiettivi climatici dell'Unione, nonch&#233; di garantire l'accesso alle materie prime critiche necessarie, anche diversificando l'approvvigionamento, sfruttando adeguatamente le risorse geologiche negli Stati membri e massimizzando il riciclo delle materie prime. Il piano industriale del Green Deal si basa su quattro pilastri: un contesto normativo prevedibile e semplificato, un accesso pi&#249; rapido ai finanziamenti, migliori competenze e l'apertura commerciale per catene di approvvigionamento resilienti. Il 16 marzo 2023 la Commissione ha pubblicato un'ulteriore comunicazione dal titolo &#171;Competitivit&#224; a lungo termine dell'UE: prospettive oltre il 2030&#187;, articolata attorno a nove fattori sinergici, con l'obiettivo di adoperarsi in favore di un quadro normativo propizio alla crescita. La comunicazione definisce le priorit&#224; politiche per provvedere in modo attivo a miglioramenti strutturali, investimenti ben mirati e misure normative per la competitivit&#224; a lungo termine dell'Unione e degli Stati membri. Le raccomandazioni formulate di seguito contribuiscono a rispondere a tali priorit&#224;.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(5)</p></td><td><p>Nel 2023 il semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche continua a evolvere in linea con l'attuazione del dispositivo. La piena attuazione dei piani per la ripresa e la resilienza rimane fondamentale per realizzare le priorit&#224; politiche del semestre europeo; i piani infatti rispondono a tutte le pertinenti raccomandazioni specifiche per paese formulate negli ultimi anni o a un insieme significativo di esse. Le raccomandazioni specifiche per paese 2019, 2020 e 2022 rimangono ugualmente pertinenti per i piani per la ripresa e la resilienza riveduti, aggiornati o modificati a norma degli articoli 14, 18 e 21 del regolamento (UE) 2021/241.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(6)</p></td><td><p>Il regolamento (UE) 2023/435 del Parlamento europeo e del Consiglio&#160;<a>(<span>5</span>)</a> (&#171;regolamento REPowerEU&#187;), adottato il 27 febbraio 2023, mira a una graduale e rapida eliminazione della dipendenza dell'Unione dalle importazioni di combustibili fossili russi. Ci&#242; contribuir&#224; alla sicurezza energetica e alla diversificazione dell'approvvigionamento di energia dell'Unione, aumentando nel contempo la diffusione delle energie rinnovabili, le capacit&#224; di stoccaggio dell'energia e l'efficienza energetica. Il regolamento REPowerEU consente agli Stati membri di aggiungere ai rispettivi piani nazionali per la ripresa e la resilienza un nuovo capitolo dedicato al piano REPowerEU, onde finanziare riforme e investimenti chiave che contribuiranno al conseguimento degli obiettivi di REPowerEU. Tali riforme e investimenti contribuiranno inoltre a stimolare la competitivit&#224; dell'industria dell'Unione a zero emissioni nette, come indicato nel piano industriale del Green Deal, e a dare seguito alle raccomandazioni specifiche per paese in materia di energia rivolte agli Stati membri nel 2022 e, se del caso, nel 2023. Il regolamento REPowerEU introduce una nuova categoria di sostegno finanziario non rimborsabile, messo a disposizione degli Stati membri per finanziare nuove riforme e nuovi investimenti connessi al settore dell'energia nell'ambito dei rispettivi piani per la ripresa e la resilienza.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(7)</p></td><td><p>L'8 marzo 2023 la Commissione ha adottato una comunicazione che fornisce orientamenti di politica di bilancio per il 2024 (&#171;comunicazione dell'8 marzo 2023&#187;). Essi mirano a sostenere la preparazione dei programmi di stabilit&#224; e convergenza degli Stati membri e a rafforzare in tal modo il coordinamento delle politiche. La Commissione ha inoltre ricordato che la clausola di salvaguardia generale del patto di stabilit&#224; e crescita sar&#224; disattivata alla fine del 2023. Per il periodo 2023-2024&#160;ha sollecitato politiche di bilancio che garantiscano la sostenibilit&#224; del debito a medio termine e aumentino la crescita potenziale in modo sostenibile e ha invitato gli Stati membri a precisare nei rispettivi programmi di stabilit&#224; e convergenza per il 2023 le modalit&#224; con cui i loro piani di bilancio garantiranno il rispetto del valore di riferimento del trattato del 3&#160;% del prodotto interno lordo (PIL) e garantiranno la riduzione plausibile e costante del debito, o in che modo intendano mantenere il debito a livelli prudenti a medio termine. La Commissione ha inoltre invitato gli Stati membri a eliminare gradualmente le misure di bilancio nazionali introdotte per proteggere le famiglie e le imprese dallo shock dei prezzi dell'energia, iniziando da quelle meno mirate. Ha precisato che, qualora fosse necessaria una proroga delle misure di sostegno a causa di nuove pressioni imputabili ai prezzi dell'energia, gli Stati membri dovrebbero far s&#236; che dette misure siano molto pi&#249; mirate a favore delle famiglie e delle imprese vulnerabili. La Commissione ha dichiarato che le raccomandazioni di bilancio saranno quantificate e differenziate. Inoltre, come proposto nella comunicazione del 9 novembre 2022 sugli orientamenti per una riforma del quadro di governance economica dell'UE, le raccomandazioni di bilancio saranno formulate sulla base della spesa primaria netta. Ha raccomandato che tutti gli Stati membri continuino a tutelare gli investimenti finanziati a livello nazionale e a garantire l'uso efficace del dispositivo e di altri fondi dell'Unione, soprattutto in considerazione degli obiettivi in materia di transizioni verde e digitale e di resilienza. La Commissione ha inoltre indicato che proporr&#224; al Consiglio di avviare, nella primavera del 2024, le procedure per i disavanzi eccessivi basate sul disavanzo in base ai dati di consuntivo per il 2023, in linea con le disposizioni giuridiche vigenti.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(8)</p></td><td><p>Il 26 aprile 2023 la Commissione ha presentato proposte legislative per attuare una riforma globale delle regole della governance economica dell'Unione. L'obiettivo centrale delle proposte &#232; rafforzare la sostenibilit&#224; del debito pubblico e promuovere una crescita sostenibile e inclusiva in tutti gli Stati membri attraverso riforme e investimenti. Nelle sue proposte la Commissione mira a migliorare la titolarit&#224; nazionale, semplificare il quadro e spostarne il fulcro maggiormente sul medio termine, in combinazione con un'applicazione efficace e pi&#249; coerente. Secondo le conclusioni del Consiglio adottate il 14 marzo 2023 sugli orientamenti per una riforma del quadro di governance economica dell'UE, l'obiettivo &#232; concludere i lavori legislativi nel 2023.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(9)</p></td><td><p>Il 21 aprile 2021 il Lussemburgo ha presentato alla Commissione il piano nazionale per la ripresa e la resilienza, conformemente all'articolo 18, paragrafo 1, del regolamento (UE) 2021/241. A norma dell'articolo 19 del medesimo regolamento, la Commissione ha valutato la pertinenza, l'efficacia, l'efficienza e la coerenza del piano, conformemente agli orientamenti per la valutazione di cui all'allegato V del regolamento. Il 13 luglio 2021 il Consiglio ha adottato la decisione di esecuzione relativa all'approvazione della valutazione del piano per la ripresa e la resilienza del Lussemburgo&#160;<a>(<span>6</span>)</a>. L'erogazione delle rate &#232; subordinata all'adozione di una decisione della Commissione a norma dell'articolo 24, paragrafo 5, del regolamento (UE) 2021/241, che stabilisca che il Lussemburgo ha conseguito in misura soddisfacente i traguardi e gli obiettivi indicati nella decisione di esecuzione del Consiglio. Il conseguimento soddisfacente presuppone che non siano annullati i traguardi e gli obiettivi conseguiti in precedenza.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(10)</p></td><td><p>Il 28 aprile 2023 il Lussemburgo ha presentato il programma nazionale di riforma 2023 e il 27 aprile 2023 il programma di stabilit&#224; 2023, in linea con l'articolo 4, paragrafo&#160;1, del regolamento (CE) n.&#160;1466/97. I due programmi sono stati valutati congiuntamente per tener conto delle correlazioni. In conformit&#224; dell'articolo 27 del regolamento (UE) 2021/241, il programma nazionale di riforma 2023 rispecchia anche la relazione semestrale del Lussemburgo in merito ai progressi compiuti nella realizzazione del suo piano per la ripresa e la resilienza.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(11)</p></td><td><p>Il 24 maggio 2023 la Commissione ha pubblicato la relazione per paese 2023 relativa al Lussemburgo. La Commissione ha valutato i progressi compiuti dal Lussemburgo nel dar seguito alle pertinenti raccomandazioni specifiche per paese adottate dal Consiglio tra il 2019 e il 2022 e ha fatto il punto dell'attuazione del piano per la ripresa e la resilienza. Sulla scorta di tale analisi la relazione per paese ha individuato lacune rispetto alle sfide non affrontate o solo parzialmente affrontate nel piano per la ripresa e la resilienza, e anche a sfide nuove ed emergenti. Ha valutato quindi i progressi compiuti dal Lussemburgo nell'attuare il pilastro europeo dei diritti sociali, conseguire gli obiettivi principali dell'Unione in materia di occupazione, competenze e riduzione della povert&#224; e gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(12)</p></td><td><p>La Commissione ha effettuato un esame approfondito a norma dell'articolo 5 del regolamento (UE) n. 1176/2011 per il Lussemburgo e ne ha pubblicato i risultati il 24 maggio 2023. La Commissione ha concluso che il paese non presenta squilibri macroeconomici. In particolare, le vulnerabilit&#224; connesse ai prezzi elevati delle abitazioni e all'elevato debito delle famiglie sono recentemente aumentate, ma nel complesso sembrano essere finora contenute e si prevede che si ridurranno nel medio periodo. La forte crescita demografica e l'aumento del credito ipotecario, incentivato dal sostegno di bilancio, hanno stimolato la domanda di alloggi, mentre l'offerta &#232; stata frenata dalla limitata disponibilit&#224; di terreni edificabili e dall'accaparramento di terreni. Il crescente divario tra la domanda e l'offerta di alloggi ha determinato forti rincari delle abitazioni, con rischi crescenti di sopravvalutazione dei prezzi e di deterioramento dell'accessibilit&#224; economica. I prezzi delle abitazioni sono nettamente diminuiti verso la fine del 2022 e il numero di transazioni immobiliari &#232; calato bruscamente a causa della svolta nel mercato indotta dall'aumento dei tassi di interesse. Non si prevede tuttavia una brusca correzione dei prezzi, in quanto i redditi stanno tenendo bene ed &#232; prevedibile che la carenza di offerta persista. Il debito delle famiglie &#232; molto elevato in termini di reddito disponibile ed &#232; aumentato, mentre i finanziamenti hanno registrato un lieve rallentamento alla fine del 2022. Anche le attivit&#224; finanziarie delle famiglie sono considerevoli, l'indebitamento sta gradualmente coinvolgendo i livelli pi&#249; elevati di reddito e ricchezza e il settore bancario &#232; solido, il che nel complesso attenua i rischi macrofinanziari. Ulteriori sforzi politici, ad esempio intensificare e mettere in cima alle priorit&#224; l'adozione e l'attuazione di misure recenti, tra cui imposte ricorrenti volte ad aumentare l'offerta di terreni edificabili, unitamente alla riforma in corso della pianificazione del territorio, potrebbero contribuire a incrementare l'offerta abitativa, segnatamente attraverso l'offerta di alloggi sociali e a prezzi accessibili destinati alle persone pi&#249; bisognose. Anche l'efficienza del mercato delle locazioni potrebbe essere migliorata. Inoltre la riduzione della deducibilit&#224; degli interessi sui mutui ipotecari, che di recente era stata notevolmente aumentata, ridurrebbe gli incentivi di bilancio alla contrazione di prestiti che favoriscono gli elevati prezzi delle abitazioni.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(13)</p></td><td><p>Secondo i dati convalidati da Eurostat, l'avanzo delle amministrazioni pubbliche del Lussemburgo &#232; sceso dallo 0,7&#160;% del PIL nel 2021 allo 0,2&#160;% nel 2022, mentre il debito delle amministrazioni pubbliche &#232; leggermente aumentato dal 24,5&#160;% del PIL alla fine del 2021 al 24,6&#160;% alla fine del 2022.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(14)</p></td><td><p>Il saldo delle amministrazioni pubbliche ha subito gli effetti delle misure di politica di bilancio adottate per attenuare l'impatto economico e sociale dell'aumento dei prezzi dell'energia. Nel 2022 le misure di politica di bilancio che hanno determinato una diminuzione delle entrate comprendevano la riduzione delle imposte sui prodotti per abbassare i prezzi al consumo della benzina, del gasolio e del gasolio da riscaldamento di 7,5 centesimi al litro, mentre le misure di politica di bilancio che hanno incrementato la spesa comprendevano l'introduzione di un credito d'imposta sull'energia&#160;<a>(<span>7</span>)</a>, gli aiuti alle imprese colpite dall'aumento dei prezzi dell'energia e la limitazione degli aumenti dei prezzi del gas. La Commissione stima il costo di bilancio netto di queste misure allo 0,5&#160;% del PIL nel 2022. Il saldo delle amministrazioni pubbliche ha risentito anche del costo di bilancio dell'offerta di protezione temporanea agli sfollati provenienti dall'Ucraina, stimato allo 0,1&#160;% del PIL nel 2022. Nel contempo il costo stimato delle misure temporanee di emergenza connesse alla COVID-19 &#232; sceso dall'1,0&#160;% del PIL nel 2021 allo 0,2&#160;% nel 2022.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(15)</p></td><td><p>Il 18 giugno 2021 il Consiglio ha raccomandato che nel 2022 il Lussemburgo&#160;<a>(<span>8</span>)</a> perseguisse un orientamento della politica di bilancio a sostegno della ripresa, anche grazie all'impulso dato dal dispositivo, e preservasse gli investimenti finanziati a livello nazionale.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(16)</p></td><td><p>Secondo le stime della Commissione, nel 2022&#160;l'orientamento della politica di bilancio&#160;<a>(<span>9</span>)</a> &#232; stato favorevole (&#8211;&#160;0,9% del PIL), come raccomandato dal Consiglio. Come raccomandato dal Consiglio, il Lussemburgo ha continuato a sostenere la ripresa avvalendosi del dispositivo per finanziare investimenti. La spesa finanziata mediante le sovvenzioni del dispositivo e altri fondi dell'Unione &#232; stata pari allo 0,1&#160;% del PIL nel 2022 (0,1&#160;% nel 2021). Gli investimenti finanziati a livello nazionale hanno apportato un contributo neutro all'orientamento della politica di bilancio&#160;<a>(<span>10</span>)</a>. Il Lussemburgo ha pertanto preservato gli investimenti finanziati a livello nazionale, come raccomandato dal Consiglio. Allo stesso tempo la crescita della spesa primaria corrente finanziata a livello nazionale (al netto delle nuove misure sul lato delle entrate) ha fornito un contributo espansivo di 1,3 punti percentuali all'orientamento della politica di bilancio. Tale significativo contributo espansivo comprendeva gli effetti supplementari delle misure volte ad attenuare l'impatto economico e sociale dell'aumento dei prezzi dell'energia (supplemento di costo di bilancio netto pari allo 0,5&#160;% del PIL), e i costi per offrire protezione temporanea agli sfollati provenienti dall'Ucraina (0,1&#160;% del PIL). Allo stesso tempo, anche le sovvenzioni, l'altra spesa corrente e i consumi intermedi hanno contribuito (0,3&#160;% del PIL) alla crescita della spesa primaria corrente netta. Il Lussemburgo non ha pertanto tenuto sufficientemente sotto controllo la crescita della spesa corrente finanziata a livello nazionale. Il significativo contributo espansivo della spesa corrente finanziata a livello nazionale &#232; dovuto solo in parte alle misure volte ad affrontare l'impatto economico e sociale dell'aumento dei prezzi dell'energia, nonch&#233; ai costi per offrire protezione temporanea agli sfollati provenienti dall'Ucraina.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(17)</p></td><td><p>Lo scenario macroeconomico su cui si fondano le proiezioni di bilancio del programma di stabilit&#224;&#160;2023 &#232; pi&#249; favorevole rispetto a quello delle previsioni di primavera&#160;2023 della Commissione per il 2023 e dopo questa data. Il governo prevede una crescita del PIL reale del 2,4&#160;% nel 2023 e del 3,8&#160;% nel 2024. A titolo di confronto, le previsioni di primavera 2023 della Commissione prospettano una crescita inferiore del PIL reale, pari all'1,6&#160;% nel 2023 e al 2,4&#160;% nel 2024, principalmente a causa dei minori contributi alla crescita provenienti dalle esportazioni nette nel 2023 e dalla domanda interna nel 2024&#160;<a>(<span>11</span>)</a>.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(18)</p></td><td><p>Nel programma di stabilit&#224; 2023 il governo prevede che il saldo delle amministrazioni pubbliche si deteriori, divenendo un disavanzo pari all'1,5&#160;% del PIL nel 2023. Il deterioramento registrato nel 2023 riflette principalmente le misure supplementari a sostegno dei redditi delle famiglie e delle imprese a seguito degli elevati prezzi dell'energia e dell'inflazione. Secondo il programma, il rapporto debito pubblico/PIL dovrebbe aumentare passando dal 24,6&#160;% alla fine del 2022 al 26,1&#160;% alla fine del 2023. Le previsioni di primavera 2023 della Commissione prospettano un disavanzo pubblico dell'1,7&#160;% del PIL per il 2023. Si tratta di un disavanzo leggermente superiore a quello previsto nel programma di stabilit&#224;&#160;2023, principalmente a causa del gettito fiscale leggermente inferiore secondo le previsioni di primavera&#160;2023 della Commissione. Le previsioni di primavera 2023 della Commissione prospettano un rapporto debito pubblico/PIL leggermente inferiore, pari al 25,9&#160;% alla fine del 2023. Tale differenza si deve alla maggiore crescita del PIL nominale nel 2023 secondo le previsioni di primavera 2023 della Commissione.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(19)</p></td><td><p>Stando alle previsioni il saldo generale delle amministrazioni pubbliche nel 2023 continuer&#224; a risentire delle misure adottate per attenuare l'impatto economico e sociale dell'aumento dei prezzi dell'energia. Si tratta di misure prorogate dal 2022 &#8212; in particolare la limitazione degli aumenti dei prezzi del gas sovvenzionando i costi energetici delle famiglie e gli oneri di rete, la stabilizzazione dei prezzi dell'energia elettrica attraverso sovvenzioni alle famiglie e misure di sostegno alle imprese &#8212; e di nuove misure. Nelle previsioni di primavera 2023 la Commissione stima il costo di bilancio netto delle misure di sostegno all'1,1&#160;% del PIL nel 2023&#160;<a>(<span>12</span>)</a>. Alcune misure del 2023 sono mirate a sostenere le famiglie o le imprese pi&#249; vulnerabili; tuttavia la maggior parte di esse non preserva il segnale di prezzo necessario per ridurre la domanda e accrescere l'efficienza energetica. Di conseguenza nelle previsioni di primavera 2023 la Commissione stima allo 0,6&#160;% del PIL nel 2023 (rispetto allo 0,4&#160;% del PIL nel 2022) l'importo delle misure di sostegno mirate di cui tenere conto nella valutazione della conformit&#224; alla raccomandazione del Consiglio del 12 luglio 2022&#160;<a>(<span>13</span>)</a>.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(20)</p></td><td><p>Nella sua raccomandazione del 12 luglio 2022 il Consiglio ha raccomandato al Lussemburgo di prendere provvedimenti per garantire nel 2023 che la crescita della spesa primaria corrente finanziata a livello nazionale sia in linea con un orientamento della politica complessivamente neutro&#160;<a>(<span>14</span>)</a>, tenendo conto del perdurare del sostegno temporaneo e mirato alle famiglie e alle imprese pi&#249; vulnerabili agli aumenti dei prezzi dell'energia e alle persone in fuga dall'Ucraina. Il Lussemburgo dovrebbe essere pronto ad adeguare la spesa corrente all'evoluzione della situazione. Al Lussemburgo &#232; stato anche raccomandato di aumentare gli investimenti pubblici per le transizioni verde e digitale e per la sicurezza energetica tenendo conto dell'iniziativa REPowerEU, anche avvalendosi del dispositivo e di altri fondi dell'Unione.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(21)</p></td><td><p>Le previsioni di primavera 2023 della Commissione prospettano per il 2023 un orientamento espansivo della politica di bilancio (&#8211;&#160;1,5&#160;% del PIL), in un contesto di inflazione elevata, a seguito di un orientamento sempre espansivo nel 2022 (&#8211;&#160;0,9&#160;% del PIL). Si prevede inoltre che nel 2023 la crescita della spesa primaria corrente finanziata a livello nazionale (al netto delle misure discrezionali sul lato delle entrate) apporter&#224; all'orientamento della politica di bilancio un contributo espansivo di 1,3 punti percentuali. Ci&#242; comprende l'aumento del costo delle misure di sostegno mirate alle famiglie e alle imprese pi&#249; vulnerabili agli aumenti dei prezzi dell'energia, pari allo 0,3&#160;% del PIL. Pertanto il contributo espansivo di tale spesa si deve solo in parte al sostegno mirato alle famiglie e alle imprese pi&#249; vulnerabili agli aumenti dei prezzi dell'energia. La crescita espansiva della spesa primaria corrente finanziata a livello nazionale (al netto delle misure discrezionali sul lato delle entrate) &#232; determinata, fra l'altro, anche da prestazioni sociali diverse da quelle in natura, sovvenzioni connesse a misure energetiche non mirate, aumenti permanenti delle retribuzioni del settore pubblico, un contributo una tantum al bilancio dell'Unione e una riduzione delle aliquote IVA. In sintesi, la crescita prevista della spesa primaria corrente finanziata a livello nazionale non &#232; in linea con la raccomandazione del Consiglio del 12 luglio 2022. Secondo le proiezioni la spesa finanziata con le sovvenzioni del dispositivo e altri fondi dell'Unione ammonter&#224; allo 0,2&#160;% del PIL nel 2023, mentre gli investimenti finanziati a livello nazionale apporteranno all'orientamento della politica di bilancio un contributo espansivo di 0,1 punti percentuali. Pertanto il Lussemburgo prevede di finanziare ulteriori investimenti attraverso il dispositivo e altri fondi dell'Unione e, stando alle proiezioni, preserver&#224; gli investimenti finanziati a livello nazionale&#160;<a>(<span>15</span>)</a>. Prevede di finanziare investimenti pubblici per le transizioni verde e digitale e per la sicurezza energetica, incluso per elettrificazione dei trasporti pubblici, rafforzamento della rete tranviaria e ferroviaria, un fondo per il clima e l'energia per sostenere l'acquisizione di pannelli fotovoltaici, digitalizzazione dei servizi pubblici e sicurezza delle comunicazioni digitali (tecnologia quantistica), che sono in parte finanziati dal dispositivo e da altri fondi dell'Unione.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(22)</p></td><td><p>Secondo il programma di stabilit&#224; 2023, il disavanzo delle amministrazioni pubbliche salir&#224; all'1,7&#160;% del PIL nel 2024. L'aumento del 2024 riflette principalmente l'estensione delle misure di sostegno per ammortizzare gli effetti dell'impennata inflazionistica sui redditi delle famiglie e delle imprese. Secondo il programma di stabilit&#224; 2023, si prevede che il rapporto debito pubblico/PIL aumenti al 27,5&#160;% alla fine del 2024. Sulla base delle misure politiche note alla data limite delle previsioni, le previsioni di primavera 2023 della Commissione prospettano un disavanzo pubblico dell'1,5&#160;% del PIL per il 2024. Si tratta di un disavanzo leggermente inferiore a quello previsto nel programma di stabilit&#224; 2023, principalmente a causa di un aumento pi&#249; contenuto dei redditi da lavoro dipendente e dei trasferimenti sociali, secondo le previsioni di primavera&#160;2023 della Commissione. Le previsioni di primavera 2023 della Commissione prospettano un rapporto debito pubblico/PIL inferiore, pari al 27,0&#160;% alla fine del 2024.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(23)</p></td><td><p>Il programma di stabilit&#224;&#160;2023 prevede la proroga delle misure di sostegno connesse all'energia fino alla fine del 2024. Attualmente la Commissione ipotizza un costo netto delle misure di sostegno connesse all'energia pari allo 0,5&#160;% del PIL nel 2024&#160;<a>(<span>16</span>)</a>, rispetto all'1,1&#160;% nel 2023. Tali stime si basano sul presupposto che non si registrino nuovi aumenti dei prezzi dell'energia. Le misure di sostegno connesse all'energia che si prevede resteranno in vigore nel 2024 non sembrano mirate alle famiglie o alle imprese vulnerabili. La maggior parte di esse non preserva appieno il segnale di prezzo necessario per ridurre la domanda e accrescere l'efficienza energetica.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(24)</p></td><td><p>Il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio richiede un miglioramento annuo del saldo strutturale di bilancio per conseguire l'obiettivo di bilancio a medio termine, avendo lo 0,5&#160;% del PIL come parametro di riferimento&#160;<a>(<span>17</span>)</a>. Alla luce delle considerazioni relative alla sostenibilit&#224; di bilancio, secondo la Commissione sarebbe opportuno migliorare il saldo strutturale di almeno lo 0,3&#160;% del PIL per il 2024. Al fine di conseguire tale miglioramento, e conformemente alla metodologia della Commissione, la crescita della spesa primaria netta finanziata a livello nazionale&#160;<a>(<span>18</span>)</a> nel 2024 non dovrebbe superare il 4,8&#160;%, come indicato nella presente raccomandazione. Allo stesso tempo, nel&#160;2023 &#232; opportuno eliminare gradualmente le restanti misure di sostegno connesse all'energia (attualmente stimate dalla Commissione all'1,1&#160;% del PIL nel 2023), se consentito dagli sviluppi del mercato dell'energia e partendo dalle misure meno mirate, e usare i relativi risparmi per ridurre il disavanzo pubblico. Secondo le stime della Commissione, ci&#242; determinerebbe una crescita della spesa primaria netta inferiore al tasso di crescita massimo raccomandato per il 2024. Tuttavia, secondo le previsioni di primavera 2023 della Commissione la crescita della spesa primaria corrente netta finanziata a livello nazionale nel 2023 non &#232; in linea con la raccomandazione del Consiglio del 12&#160;luglio&#160;2022. Se ci&#242; fosse confermato, sarebbe opportuno ridurre la crescita della spesa primaria netta nel 2024.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(25)</p></td><td><p>Nell'ipotesi di politiche invariate, le previsioni di primavera 2023 della Commissione prospettano una crescita della spesa primaria netta finanziata a livello nazionale pari al 2,9&#160;% nel 2024, ossia al di sotto del tasso di crescita raccomandato.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(26)</p></td><td><p>Secondo il programma di stabilit&#224; 2023, gli investimenti pubblici dovrebbero rimanere stabili al 4,5&#160;% del PIL nel 2023 e nel 2024. Il programma di stabilit&#224; 2023 fa riferimento a riforme e investimenti da cui si attende un contributo a una crescita sostenibile e inclusiva. Tali riforme e investimenti comprendono gli investimenti volti a promuovere la transizione energetica e digitale, che fanno anche parte del piano per la ripresa e la resilienza.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(27)</p></td><td><p>Il programma di stabilit&#224; 2023 delinea un percorso di bilancio a medio termine fino al 2027. Secondo il programma di stabilit&#224;&#160;2023, il disavanzo delle amministrazioni pubbliche scender&#224; gradualmente all'1,0&#160;% del PIL nel 2025 e allo 0,8&#160;% entro il 2026, prima di segnare un lieve aumento allo 0,9&#160;% nel 2027. Si prevede pertanto che il disavanzo delle amministrazioni pubbliche rimarr&#224; al di sotto del 3&#160;% del PIL nel periodo di riferimento del programma. Sempre in base al programma di stabilit&#224; 2023, il rapporto debito pubblico/PIL dovrebbe salire passando dal 27,5&#160;% alla fine del 2024 al 29,0&#160;% entro la fine del 2027.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(28)</p></td><td><p>L'impatto delle tendenze demografiche sulla spesa pubblica si acuir&#224; nei prossimi decenni, in quanto il numero di pensionati per lavoratore aumenter&#224; costantemente a causa dell'invecchiamento della popolazione e del rallentamento dei flussi migratori netti. Se le politiche rimarranno invariate, il Lussemburgo dovr&#224; far fronte a uno dei maggiori aumenti nell'Unione della spesa pensionistica in rapporto al PIL, che si prevede raddoppier&#224; fino a raggiungere circa il 18&#160;% del PIL entro il 2070, il dato pi&#249; elevato dell'Unione. Ci&#242; comporter&#224; un aumento significativo del debito pubblico, mettendo a rischio la sostenibilit&#224; delle finanze pubbliche. Il piano per la ripresa e la resilienza non affronta la questione della sostenibilit&#224; a lungo termine del sistema pensionistico. In particolare il piano non affronta gli effetti negativi dei regimi di pensionamento anticipato e degli incentivi finanziari a lasciare precocemente il mercato del lavoro, che contribuiscono al basso tasso di occupazione dei lavoratori pi&#249; anziani. L'innalzamento dell'et&#224; pensionabile effettiva avrebbe un impatto macroeconomico positivo e potrebbe ridurre la spesa per le pensioni, dato che un tasso pi&#249; elevato di lavoratori pi&#249; anziani occupati sosterrebbe la crescita economica. La lotta contro la pianificazione fiscale aggressiva nell'Unione &#232; essenziale per: i) impedire distorsioni della concorrenza tra le imprese; ii) garantire un trattamento equo dei contribuenti; e iii) salvaguardare le finanze pubbliche. Il Lussemburgo &#232; una piccola economia aperta, con un ampio settore finanziario internazionale, il che spiega in gran parte gli ingenti flussi finanziari. Tali ingenti flussi riflettono tuttavia anche la presenza nel paese di societ&#224; di propriet&#224; straniera, coinvolte in attivit&#224; di tesoreria infragruppo. Un aspetto particolarmente preoccupante &#232; l'assenza di ritenute alla fonte o di misure equivalenti sui pagamenti di interessi e canoni effettuati verso paesi a tasso di imposizione basso o nullo diversi dai paesi inclusi nella lista UE delle giurisdizioni non cooperative&#160;<a>(<span>19</span>)</a>. I pagamenti in uscita di interessi e canoni da parte di societ&#224; con sede in Lussemburgo verso paesi terzi potrebbero essere soggetti a imposte esigue o nulle se tali pagamenti non sono soggetti a imposizione o sono soggetti a un livello basso di imposizione nel paese di destinazione. Il Lussemburgo ha adottato alcune misure per combattere la pianificazione fiscale aggressiva. Tuttavia sinora tali misure sono risultate essere insufficienti per affrontare tali caratteristiche del sistema tributario, che potrebbero essere sfruttate dalle multinazionali per attuare una pianificazione fiscale aggressiva.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(29)</p></td><td><p>Conformemente all'articolo 19, paragrafo 3, lettera b), del regolamento (UE) 2021/241 e all'allegato V, criterio 2.2, di tale regolamento, il piano per la ripresa e la resilienza comprende un'ampia gamma di riforme e investimenti che si rafforzano reciprocamente, da attuare entro il 2026. L'attuazione del piano per la ripresa e la resilienza lussemburghese &#232; in corso. Il Lussemburgo ha presentato la sua prima richiesta di pagamento il 28 dicembre 2022, corrispondente a 26 traguardi e obiettivi nella decisione di esecuzione del Consiglio, per l'erogazione di 20 milioni di EUR nell'ambito del dispositivo. La Commissione ha pubblicato la propria valutazione preliminare positiva il 28&#160;aprile&#160;2023. La richiesta di pagamento &#232; attualmente oggetto di discussione in sede di Consiglio. I traguardi e gli obiettivi in questione comprendono l'entrata in vigore della riforma &#171;Patto per gli alloggi 2.0&#187;, destinata ad aumentare l'offerta di alloggi in affitto a prezzi accessibili offerti dai comuni, investimenti per la digitalizzazione del settore pubblico e per lo sviluppo di comunicazioni ultrasicure, il miglioramento delle competenze della forza lavoro con l'avvio del programma &#171;FutureSkills&#187;, nonch&#233; una riforma sugli appalti per veicoli puliti. L'11 novembre 2022 il Lussemburgo ha presentato una modifica del proprio piano per la ripresa e la resilienza, che &#232; stata approvata dal Consiglio il 17 gennaio 2023. Si prevede che il Lussemburgo presenti un capitolo dedicato al piano REPowerEU e ha gi&#224; deciso di trasferire 128,5&#160;milioni di EUR dalla riserva di adeguamento alla Brexit al dispositivo al fine di finanziarne l'attuazione. La rapida inclusione del nuovo capitolo dedicato al piano REPowerEU nel piano per la ripresa e la resilienza consentir&#224; di finanziare ulteriori riforme e investimenti a sostegno degli obiettivi strategici del Lussemburgo in materia di energia e transizione verde. Per l'attuazione efficace del piano per la ripresa e la resilienza e di altre politiche economiche e occupazionali che vanno al di l&#224; di tale piano, per assicurare un'ampia titolarit&#224; dell'agenda politica generale rimane importante il coinvolgimento sistematico ed effettivo delle autorit&#224; locali e regionali, delle parti sociali e degli altri portatori di interessi pertinenti.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(30)</p></td><td><p>Nel 2022 la Commissione ha approvato tutti i documenti di programmazione della politica di coesione del Lussemburgo. Procedere alla rapida attuazione dei programmi della politica di coesione in complementarit&#224; e sinergia con il piano per la ripresa e la resilienza, compreso il capitolo dedicato al piano REPowerEU, &#232; fondamentale per realizzare le transizioni verde e digitale, accrescere la resilienza economica e sociale e conseguire uno sviluppo territoriale equilibrato nel Lussemburgo.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(31)</p></td><td><p>Oltre alle sfide economiche e sociali affrontate dal piano per la ripresa e la resilienza e dei programmi della politica di coesione, il Lussemburgo di fronte a una serie di ulteriori sfide, in particolare quelle relative alla sostenibilit&#224; a lungo termine delle finanze pubbliche derivante principalmente dal sistema pensionistico, alle lacune giuridiche che potrebbero essere sfruttate dalle multinazionali che attuano una pianificazione fiscale aggressiva, alle vulnerabilit&#224; connesse agli elevati prezzi delle abitazioni e al debito delle famiglie, alle carenze del sistema di istruzione che aggravano le disuguaglianze nonch&#233; alle questioni relative alla politica energetica e alla transizione verde, compresi i potenziali ostacoli alla transizione dai combustibili fossili e le questioni relative alla rete dei trasporti.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(32)</p></td><td><p>Le competenze di base e i risultati complessivi degli alunni dipendono in larga misura dal loro contesto socioeconomico e linguistico. I livelli medi di conoscenze e competenze chiave all'et&#224; di 15 anni, misurati dal programma dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economici (OCSE) per la valutazione internazionale degli studenti, sono notevolmente inferiori in Lussemburgo rispetto alla media dell'Unione. Il divario tra gli studenti avvantaggiati e i loro coetanei svantaggiati &#232; maggiore in Lussemburgo rispetto a qualsiasi altro paese dell'Unione. Il sistema di istruzione non fornisce a tutti gli alunni le competenze di base necessarie per soddisfare le esigenze del mercato del lavoro del paese. La lingua parlata nel sistema scolastico nazionale a livello primario &#232; il lussemburghese, mentre gli alunni imparano a leggere e scrivere in tedesco. Tutte le materie (ad eccezione del francese) sono insegnate in tedesco. Ci&#242; costituisce una domanda molto elevata di competenze linguistiche in un paese nel quale soltanto uno studente su tre parla il lussemburghese come prima lingua. La percentuale di giovani di et&#224; compresa tra i 18 e i 24 anni che hanno abbandonato l'istruzione e la formazione senza completare l'istruzione secondaria superiore &#232; aumentata dal 6,3&#160;% nel 2018 all'8,2&#160;% nel 2022. Nel settembre del 2022 il Lussemburgo ha avviato un progetto pilota in quattro scuole primarie, nel contesto del quale gli alunni iniziano a studiare dapprima in francese e poi in tedesco. Se esteso a un numero maggiore di scuole, questo approccio potrebbe contribuire a migliorare i risultati degli alunni la cui prima lingua non &#232; il francese. Il Lussemburgo ha inoltre aumentato l'offerta di scuole internazionali pubbliche: a partire dal 2022/2023, il 4&#160;% degli alunni del livello prescolastico e primario sono iscritti in tali scuole, dove possono scegliere tra l'inglese, il francese o il tedesco come lingua di insegnamento. Se questa opzione di insegnamento attraverso una lingua principale fosse estesa a una parte pi&#249; ampia della popolazione scolastica, potrebbe migliorare notevolmente le possibilit&#224; degli alunni di ottenere risultati migliori di apprendimento.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(33)</p></td><td><p>Il sistema energetico del Lussemburgo &#232; caratterizzato da un'elevata dipendenza dalle importazioni e dai combustibili fossili. Il paese &#232; un grande importatore netto di energia. Il paese dipende quasi interamente dalle importazioni di energia primaria, con un tasso di dipendenza del 92&#160;% nel 2021. Nel 2022 il petrolio ha costituito il 69&#160;% del mix energetico del Lussemburgo e il gas naturale il 18&#160;%, mentre il 12&#160;% &#232; giunto da fonti energetiche rinnovabili, che hanno raggiunto una capacit&#224; di 572&#160;MW. Il Lussemburgo non importa petrolio dalla Russia. Per quanto concerne il gas, la dipendenza dalla Russia &#232; limitata, in quanto quasi il 100&#160;% del gas consumato dal Lussemburgo &#232; stato importato mediante gasdotti dal Belgio e dalla Germania, proveniente dalla Norvegia e dai Paesi Bassi. Nel periodo tra l'agosto 2022 e il marzo 2023 il consumo di gas naturale del Lussemburgo &#232; diminuito del 26&#160;% rispetto al consumo medio di gas registrato per lo stesso periodo nei cinque anni precedenti, superando l'obiettivo di riduzione del 15&#160;% stabilito nel regolamento (UE)&#160;2022/1369&#160;<a>(<span>20</span>)</a>. Il paese potrebbe continuare ad adoperarsi per ridurre temporaneamente la domanda di gas fino al 31 marzo 2024 a norma del regolamento (UE) 2023/706 del Consiglio&#160;<a>(<span>21</span>)</a>.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(34)</p></td><td><p>Sebbene il Lussemburgo sia altamente interconnesso in termini tanto di energia elettrica quanto di gas, saranno necessari ulteriori investimenti in previsione della crescita della produzione e della domanda di energia da fonti rinnovabili. Il Lussemburgo deve affrontare la sfida dell'offerta insufficiente di alloggi, conseguendo nel contempo i suoi obiettivi in materia di energia e clima. &#200; inoltre necessario ristrutturare il parco immobiliare esistente. Con il 20,8&#160;% del potenziale totale di risparmio energetico (in termini di GWh), il settore dell'edilizia residenziale e delle ristrutturazioni rappresenta la seconda fonte principale di potenziale di risparmio energetico cumulativo entro il 2030. Circa l'89&#160;% del parco immobiliare residenziale utilizza sistemi di riscaldamento basati su combustibili fossili (gasolio da riscaldamento e gas naturale). I comuni svolgeranno un ruolo fondamentale a tale riguardo. La congestione del traffico stradale incide sull'economia e sulla sostenibilit&#224; ambientale. I trasporti sono responsabili di una quota significativa del consumo di petrolio e del 59&#160;% delle emissioni totali di gas a effetto serra, a fronte di una media dell'Unione del 24&#160;% nel 2019. Sebbene il Lussemburgo abbia adottato alcune misure pertinenti destinate a migliorare i trasporti sostenibili, ulteriori interventi pi&#249; mirati contribuirebbero in modo sostanziale a ridurre la dipendenza dal petrolio e le emissioni di gas a effetto serra. Ci&#242; si riflette nel piano nazionale per l'energia e il clima (PNEC) del Lussemburgo nel quale &#232; fissato come obiettivo il raggiungimento di una quota di veicoli elettrici e ricaricabili pari al 40&#160;% del suo parco veicoli entro il&#160;2030. Il Lussemburgo si &#232; prefisso l'obiettivo di raggiungere la neutralit&#224; climatica entro il 2050. Negli ultimi anni ha compiuto notevoli progressi in materia di energie rinnovabili, ma rimane uno degli Stati membri con la quota pi&#249; bassa di energie rinnovabili. Sar&#224; necessaria una maggiore ambizione nel ridurre le emissioni di gas a effetto serra e aumentare le energie rinnovabili e l'efficienza energetica per consentire al Lussemburgo di raggiungere i suoi obiettivi in materia di energia per il 2030, ossia ottenere il 25&#160;% dell'energia da fonti rinnovabili e ridurre il consumo di energia finale del 40&#160;%-44&#160;% rispetto al 2007.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(35)</p></td><td><p>La carenza di manodopera e di competenze nei settori e nelle professioni fondamentali per la transizione verde &#8212; compresi la produzione, la diffusione e la manutenzione delle tecnologie a zero emissioni nette &#8212; sta creando strozzature nella transizione a un'economia a zero emissioni nette. Sistemi di istruzione e formazione di qualit&#224; elevata che rispondano alle mutevoli esigenze del mercato del lavoro e misure mirate per la riqualificazione e il miglioramento del livello delle competenze sono cruciali per ridurre le carenze di competenze e promuovere l'inclusione lavorativa e la riallocazione della forza lavoro. Per sbloccare il potenziale inutilizzato dell'offerta di lavoro, tali misure devono essere accessibili, in particolare per le persone e nei settori e nelle regioni maggiormente interessati dalla transizione verde. Sebbene il Lussemburgo abbia intensificato gli sforzi per migliorare le competenze e riqualificare i lavoratori nei settori in declino e in trasformazione, persistono carenze di manodopera nel contesto di alcune professioni, tra cui i responsabili delle politiche e della pianificazione. Tali carenze di manodopera potrebbero creare una strozzatura nella transizione verde e nell'attuazione di REPowerEU.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(36)</p></td><td><p>Alla luce della valutazione della Commissione, il Consiglio ha esaminato il programma di stabilit&#224; 2023 e il suo parere&#160;<a>(<span>22</span>)</a> trova riscontro nella raccomandazione di cui al punto 1.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(37)</p></td><td><p>Date le strette correlazioni tra le economie degli Stati membri della zona euro e il loro contributo collettivo al funzionamento dell'Unione economica e monetaria, il Consiglio ha raccomandato a tali Stati membri di prendere provvedimenti, anche tramite i piani per la ripresa e la resilienza, al fine di i) preservare la sostenibilit&#224; del debito e astenersi da un sostegno generalizzato alla domanda aggregata nel 2023, orientare in modo pi&#249; mirato le misure di bilancio adottate per attenuare l'impatto degli elevati prezzi dell'energia e riflettere su modalit&#224; adeguate per eliminare gradualmente il sostegno con il diminuire delle pressioni causate dai prezzi dell'energia; ii) mantenere un elevato livello di investimenti pubblici e promuovere investimenti privati a sostegno delle transizioni verde e digitale; iii) sostenere dinamiche salariali che attenuino la perdita di potere d'acquisto limitando nel contempo gli effetti di secondo impatto sull'inflazione, migliorare ulteriormente le politiche attive del mercato del lavoro e colmare le carenze di competenze; iv) migliorare il contesto imprenditoriale e garantire che il sostegno per l'energia destinato alle imprese sia efficace sotto il profilo dei costi, temporaneo e mirato alle imprese economicamente sostenibili e che siano mantenuti incentivi per la transizione verde; e v) preservare la stabilit&#224; macrofinanziaria e monitorare i rischi, continuando nel contempo a lavorare al completamento dell'Unione bancaria. Per il Lussemburgo le raccomandazioni di cui ai punti 1, 2 e 4 contribuiscono all'attuazione della prima, della seconda, della terza, della quarta e della quinta raccomandazione di cui alla raccomandazione del 2023 sulla zona euro,</p></td></tr></tbody></table>
RACCOMANDA al Lussemburgo di prendere provvedimenti nel 2023 e nel 2024 al fine di:
1. Eliminare gradualmente le vigenti misure di sostegno di emergenza connesse all'energia, usando i relativi risparmi per ridurre il disavanzo pubblico, quanto prima nel 2023 e nel 2024; qualora nuovi aumenti dei prezzi dell'energia dovessero richiedere nuove misure di sostegno o il proseguimento di quelle esistenti, provvedere a che tali misure di sostegno mirino a tutelare le famiglie e le imprese vulnerabili, siano sostenibili a livello di bilancio e preservino gli incentivi al risparmio energetico;
Assicurare una politica di bilancio prudente, in particolare limitando a non più del 4,8 % l'aumento nominale della spesa primaria netta finanziata a livello nazionale nel 2024 ( 23 ) ;
Preservare gli investimenti pubblici finanziati a livello nazionale e provvedere all'assorbimento efficace delle sovvenzioni del dispositivo e di altri fondi dell'Unione, in particolare per promuovere le transizioni verde e digitale;
Per il periodo successivo al 2024, continuare a perseguire una strategia di bilancio a medio termine di risanamento graduale e sostenibile, combinata con investimenti e riforme atti ad aumentare la crescita sostenibile, al fine di conseguire una posizione di bilancio prudente a medio termine;
Ridurre i rischi connessi al mercato immobiliare, in particolare riducendo la deducibilità degli interessi sui mutui ipotecari e adottando misure volte ad aumentare l'offerta di terreni edificabili; affrontare la questione della sostenibilità a lungo termine del sistema pensionistico, in particolare limitando le opzioni di pensionamento anticipato e aumentando il tasso di occupazione dei lavoratori più anziani; aumentare le misure per contrastare efficacemente la pianificazione fiscale aggressiva, in particolare assoggettando a un livello sufficiente di imposizione fiscale i pagamenti in uscita di interessi e canoni verso paesi a tasso di imposizione basso/nullo;
2. Procedere alla costante attuazione del proprio piano per la ripresa e la resilienza riveduto e perfezionare celermente il capitolo dedicato al piano REPowerEU al fine di avviarne rapidamente l'attuazione; procedere alla rapida attuazione dei programmi della politica di coesione in stretta complementarità e sinergia con il piano per la ripresa e la resilienza;
3. Migliorare le prestazioni del sistema di istruzione scolastica e promuovere pari opportunità per tutti gli studenti, in particolare adattando l'insegnamento alle esigenze degli studenti svantaggiati e di quelli provenienti da contesti linguistici diversi;
4. Ridurre la dipendenza dai combustibili fossili accelerando la diffusione delle energie rinnovabili, incrementando le capacità di trasmissione dell'energia elettrica, semplificando le procedure di concessione e investendo nell'efficienza energetica sia nel settore residenziale che in quello non residenziale; sostenere i comuni nell'elaborazione di piani locali dettagliati riguardanti la diffusione delle energie rinnovabili, comprese l'energia eolica e l'energia fotovoltaica, e i sistemi di teleriscaldamento e teleraffreddamento; promuovere ulteriormente l'elettrificazione dei trasporti e investire nelle reti e nelle infrastrutture di trasporto pubblico; intensificare le iniziative a livello politico a favore dell'offerta e dell'acquisizione delle abilità e competenze necessarie per la transizione verde.
Fatto a Bruxelles, il 14 luglio 2023
Per il Consiglio
La presidente
N. CALVIÑO SANTAMARÍA
<note>
( 1 ) GU L 209 del 2.8.1997, pag. 1 .
( 2 ) GU L 306 del 23.11.2011, pag. 25 .
( 3 ) Regolamento (UE) 2021/241 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 febbraio 2021, che istituisce il dispositivo per la ripresa e la resilienza ( GU L 57 del 18.2.2021, pag. 17 ).
( 4 ) Raccomandazione del Consiglio, del 16 maggio 2023, sulla politica economica della zona euro ( GU C 180 del 23.5.2023, pag. 1 ).
( 5 ) Regolamento (UE) 2023/435 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 febbraio 2023, che modifica il regolamento (UE) 2021/241 per quanto riguarda l'inserimento di capitoli dedicati al piano REPowerEU nei piani per la ripresa e la resilienza e che modifica i regolamenti (UE) n. 1303/2013, (UE) 2021/1060 e (UE) 2021/1755, e la direttiva 2003/87/CE ( GU L 63 del 28.2.2023, pag. 1 ).
( 6 ) ST 10155/21 INIT; ST 10155/21 ADD 1.
( 7 ) I crediti d'imposta pagabili possono superare il debito d'imposta e riguardare sia i non contribuenti che i contribuenti; sono pertanto classificati come spesa nei conti nazionali (SEC 2010, articoli 20.167 e 20.168).
( 8 ) Raccomandazione del Consiglio, del 18 giugno 2021, che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità 2021 del Lussemburgo ( GU C 304 del 29.7.2021, pag. 73 ).
( 9 ) L'orientamento della politica di bilancio è misurato come la variazione, rispetto alla crescita potenziale a medio termine, della spesa primaria (al netto delle misure discrezionali sul lato delle entrate), escluse le misure temporanee di emergenza connesse alla crisi della COVID-19, ma compresa la spesa finanziata dal sostegno non rimborsabile (sovvenzioni) del dispositivo e altri fondi dell'Unione. Per maggiori dettagli cfr. il riquadro 1 nelle tabelle statistiche di bilancio.
( 10 ) L'altra spesa in conto capitale finanziata a livello nazionale ha dato un contributo restrittivo di 0,4 punti percentuali di PIL, attribuibile al calo degli "Altri trasferimenti in conto capitale", principalmente connesso all'eliminazione graduale del sostegno alle imprese e dell'assistenza alla ripresa nel contesto della pandemia di COVID-19 (fondo per la ripresa e la solidarietà per le imprese).
( 11 ) Per il PIL nominale il quadro è leggermente diverso; il programma di stabilità 2023 prevede tassi di crescita del PIL nominale pari al 4,7 % nel 2023 e al 6,0 % nel 2024, mentre le previsioni di primavera 2023 della Commissione prospettano un tasso più elevato pari al 7,1 % nel 2023 e un tasso comparabile pari al 5,9 % nel 2024.
( 12 ) Tale cifra rappresenta il livello del costo annuale di bilancio delle misure, comprese le entrate e le spese correnti e, se del caso, le misure di spesa in conto capitale.
( 13 ) Raccomandazione del Consiglio, del 12 luglio 2022, sul programma nazionale di riforma del Lussemburgo e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità 2022 del Lussemburgo ( GU C 334 dell'1.9.2022, pag. 128 ).
( 14 ) Stando alle previsioni di primavera 2023 della Commissione, la crescita del prodotto potenziale a medio termine (media su 10 anni) del Lussemburgo, utilizzata per misurare l'orientamento della politica di bilancio, è stimata al 7,8 % in termini nominali.
( 15 ) Secondo le proiezioni l'altra spesa in conto capitale finanziata a livello nazionale darà un contributo neutro al PIL.
( 16 ) La definizione di misure connesse all'energia fornita dalla Commissione comprende solo le misure di politica di bilancio che incidono direttamente sui prezzi dell'energia o che forniscono un sostegno temporaneo al reddito per il consumo di energia. Le misure generali di sostegno connesse all'inflazione non sono classificate come misure connesse all'energia, il che spiega la differenza nel costo di bilancio stimato delle misure di sostegno connesse all'energia tra il programma di stabilità 2023 e le previsioni di primavera 2023 della Commissione.
( 17 ) L'articolo 5 del regolamento (CE) n. 1466/97 impone anche un aggiustamento superiore allo 0,5 % del PIL per gli Stati membri con un debito pubblico superiore al 60 % del PIL o che presentano rischi più considerevoli in termini di sostenibilità del debito.
( 18 ) Si definisce spesa primaria netta la spesa finanziata a livello nazionale al netto delle misure discrezionali sul lato delle entrate, ad esclusione della spesa per interessi e della spesa ciclica per la disoccupazione.
( 19 ) Conclusioni del Consiglio sulla lista UE riveduta delle giurisdizioni non cooperative a fini fiscali ( GU C 64 del 21.2.2023, pag. 17 ).
( 20 ) Regolamento (UE) 2022/1369 del Consiglio, del 5 agosto 2022, relativo a misure coordinate di riduzione della domanda di gas ( GU L 206 dell'8.8.2022, pag. 1 ).
( 21 ) Regolamento (UE) 2023/706 del Consiglio, del 30 marzo 2023, che modifica il regolamento (UE) 2022/1369 per prorogare il periodo di applicazione delle misure di riduzione della domanda di gas e rafforzare la comunicazione e il monitoraggio della loro attuazione ( GU L 93 del 31.3.2023, pag. 1 ).
( 22 ) A norma dell'articolo 5, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1466/97.
( 23 ) Il che, secondo le stime, corrisponde a un miglioramento annuo del saldo strutturale di bilancio pari almeno allo 0,3 % del PIL per il 2024, come descritto nel considerando 24.
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