Document ID: 32020Q0124(01)
Language: ITA

<table><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>24.1.2020&#160;&#160;&#160;</p></td><td><p>IT</p></td><td><p>Gazzetta ufficiale dell&#8217;Unione europea</p></td><td><p>L 20/17</p></td></tr></tbody></table>
CODICE DI CONDOTTA PER I MEMBRI DEL COMITATO EUROPEO DELLE REGIONI
Adottato dall’Assemblea Plenaria il 5 Dicembre 2019
Visto il trattato sull’Unione europea, e in particolare gli articoli 2 e 3,
vista la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea,
visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea (in prosieguo «il TFUE»), e in particolare gli articoli 300, 305, 306 e 307,
visto il Regolamento interno del Comitato europeo delle regioni (in prosieguo «il Comitato»),
considerando che i membri del Comitato sono rappresentanti di enti regionali e locali e che essi devono essere titolari di un mandato elettorale nell’ambito di un ente regionale o locale oppure devono essere politicamente responsabili dinanzi a un’assemblea eletta,
considerando che un membro del Comitato è tale perché detiene un mandato attivo a livello locale o regionale, che essere membro del Comitato non costituisce un’occupazione e dà diritto soltanto alla percezione di indennità forfettarie di viaggio e di riunione, nonché al rimborso delle spese di viaggio,
considerando che i membri del Comitato esercitano le loro funzioni in piena indipendenza, nell’interesse generale dell’Unione europea e dei cittadini europei,
considerando che, fatte salve le disposizioni applicabili del Regolamento interno, è opportuno stabilire in un codice di condotta taluni obblighi derivanti da tali disposizioni,
il Comitato decide di adottare il seguente Codice di condotta per i membri del Comitato, che essi/esse sottoscrivono all’inizio del mandato:
Articolo 1
Ambito di applicazione
Il presente codice di condotta si applica alla condotta dei membri e dei/delle supplenti nell’esercizio delle funzioni loro assegnate dal Comitato. Ogni riferimento ai membri vale anche per i/le supplenti.
Nel caso in cui un membro del personale sia accusato di condotta scorretta nei confronti dei membri, si applicano le norme a cui sono assoggettati i membri del personale ( 1 ) . Il membro interessato informa il segretario generale della presunta condotta scorretta.
Articolo 2
Principi
I membri del Comitato esercitano le loro funzioni con indipendenza, imparzialità, integrità, trasparenza, dignità e nel rispetto della diversità.
Articolo 3
Indipendenza
I membri esercitano le loro funzioni in piena indipendenza, nell’interesse generale dell’Unione, e non sono vincolati da alcun mandato imperativo ai sensi dell’articolo 300, paragrafo 4, del TFUE.
Articolo 4
Imparzialità e conflitti di interesse
1. I membri esercitano le loro funzioni nell’interesse generale e con imparzialità, astenendosi dall’acquisire o dal perseguire vantaggi diretti o indiretti o altre gratifiche.
2. I membri evitano qualsiasi situazione che possa dar luogo a un conflitto di interessi. Si configura un conflitto di interessi qualora il membro abbia un interesse personale che potrebbe influenzare indebitamente l’esercizio delle sue funzioni di membro. Non si configura un conflitto di interessi laddove un membro tragga un vantaggio soltanto in qualità di semplice cittadino/a o di membro di un’ampia categoria di persone. Non sussiste un conflitto d’interessi neanche nel caso in cui un membro svolga un’attività, per esempio la partecipazione agli organi decisionali di società, nel quadro dell’esercizio delle sue funzioni pubbliche.
3. Ove ritenga di avere un conflitto di interessi, il membro adotta senza indugio tutti i provvedimenti del caso per porvi rimedio, in conformità con i principi e le disposizioni del presente Codice di condotta. Se il membro non è in grado di risolvere tale conflitto di interessi, ne informa per iscritto il/la presidente e il/la segretario/a generale.
Articolo 5
Integrità
1. I membri esercitano le loro funzioni nell’interesse generale e con integrità, non sollecitano, accettano o ottengono alcun vantaggio diretto o indiretto o gratifiche di altro tipo, in cambio di un dato comportamento nell’ambito delle loro attività e cercano scrupolosamente di evitare qualsiasi situazione che possa comportare corruzione o influenza indebita.
2. I membri non si impegnano a titolo professionale in attività di lobbying remunerate, direttamente connesse al processo decisionale dell’Unione. La rappresentanza di interessi regionali o locali non è considerata come attività di lobbying.
3. È presunzione costante che i membri, quando partecipano a riunioni degli organi del Comitato, a eventi che si svolgono nei suoi locali, a eventi che si svolgono al di fuori dai suoi locali, ma sono da esso sostenuti in conformità con le sue regole, e a eventi in cui essi/esse rappresentano il Comitato, stiano esercitando le loro funzioni di membri del Comitato.
4. Nell’esercizio delle loro funzioni di membri del Comitato, i membri si astengono dall’accettare doni o benefici analoghi, salvo quelli di valore approssimativo inferiore a 100 EUR, offerti conformemente alle consuetudini di cortesia. I membri possono accettare doni di un valore approssimativo superiore a 100 EUR offerti conformemente alle consuetudini di cortesia, purché tali doni siano consegnati al segretariato generale in occasione della riunione del Comitato successiva al loro ricevimento. Il/La presidente decide se tali doni, come pure i doni dello stesso valore che gli/le sono offerti direttamente, diventano proprietà del Comitato o vengono offerti a un’organizzazione di beneficenza idonea. Il segretariato generale tiene un registro di tali doni. In tutti i casi, i membri devono rispettare le norme nazionali, regionali e locali in materia di accettazione dei doni che sono loro applicabili, comprese quelle che fissano limiti riguardanti il valore massimo dei doni.
5. I membri rispettano le regole finanziarie del Comitato loro applicabili, in particolare quelle relative al rimborso delle spese di viaggio e al pagamento delle indennità forfettarie di viaggio e di riunione.
Articolo 6
Trasparenza e dichiarazione di interessi finanziari
1. Nell’esercizio delle loro funzioni, i membri agiscono in modo trasparente e accettano il legittimo pubblico scrutinio del rispetto da parte loro dei principi stabiliti nel presente Codice di condotta.
2. Nel caso in cui la legislazione a livello nazionale o subnazionale preveda l’obbligo di presentare una dichiarazione pubblica degli interessi finanziari, i membri del Comitato trasmettono al/alla presidente sotto responsabilità personale, entro 60 giorni dall’assunzione delle loro funzioni, un documento in cui dichiarano di aver presentato una dichiarazione pubblica di interessi finanziari alla competente autorità del loro Stato membro, nonché un link a tale dichiarazione pubblica, conformemente alla pertinente legislazione nazionale applicabile a livello nazionale o subnazionale, in relazione al mandato o alla carica con responsabilità politica che rivestono e sulla cui base sono stati/e nominati/e membri. I membri sono personalmente responsabili del fatto che questo link sia corretto e funzionante e informano il presidente di qualsiasi modifica dello stesso entro la fine del mese che segue il verificarsi dell’eventuale modifica.
3. Nel caso in cui la legislazione nazionale o subnazionale non stabilisca l’obbligo di presentare una dichiarazione pubblica di interessi finanziari, i membri trasmettono sotto responsabilità personale al/alla presidente una dichiarazione, utilizzando il modulo allegato al presente Codice di condotta. La dichiarazione deve specificare ogni organismo in cui il membro abbia un interesse finanziario diretto che potrebbe ragionevolmente essere percepito come suscettibile di dare adito a un conflitto di interessi qualora il membro fosse coinvolto in una decisione o in una posizione del Comitato riguardante tale organismo. Si considera che un membro abbia un interesse finanziario diretto in un organismo quando detenga quote specifiche del suo capitale e tali quote diano al membro un’influenza significativa sulla sua gestione.
4. I membri informano il/la presidente di qualsiasi modifica riguardante la dichiarazione presentata a norma del paragrafo 3 del presente articolo entro la fine del mese che segue il verificarsi dell’eventuale modifica.
5. Il Comitato rende disponibili al pubblico, in maniera facilmente accessibile, le informazioni fornite al/alla presidente a norma del presente articolo.
6. Qualora il/la presidente riceva informazioni che lo/la inducono a ritenere che la dichiarazione di interessi finanziari di un membro a norma dei paragrafi 2 o 3 sia sostanzialmente erronea o non aggiornata, può chiedere al membro di correggere la dichiarazione e di informare dell’esito l’Ufficio di presidenza.
7. I relatori forniscono al segretariato generale un elenco di tutte le parti interessate che sono state consultate su questioni concernenti l’oggetto del loro parere. Il segretariato generale conserva una copia di tale elenco, che può essere reso pubblico su richiesta.
Articolo 7
Dignità e rispetto per la diversità
1. Nell’esercizio delle loro funzioni i membri
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>a)</p></td><td><p>agiscono con professionalit&#224; e evitano qualsiasi forma di linguaggio o comportamento offensivo o discriminatorio, conformemente all&#8217;articolo 21 della Carta dei diritti fondamentali dell&#8217;Unione europea;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>b)</p></td><td><p>si comportano nei confronti di chiunque nel Comitato ovvero a uno dei suoi eventi con dignit&#224;, cortesia e rispetto, senza pregiudizi n&#233; discriminazioni;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>c)</p></td><td><p>si astengono dall&#8217;incitare o dall&#8217;incoraggiare, con le loro parole o le loro azioni, i membri del personale o altri membri del Comitato a violare, eludere o ignorare i principi stabiliti nel presente Codice di condotta o da altri atti legislativi in vigore e dal tollerare siffatto comportamento;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>d)</p></td><td><p>si adoperano per garantire, nella misura in cui la loro responsabilit&#224; nel Comitato lo consente e con la dovuta discrezione, che eventuali disaccordi o conflitti nel Comitato o a uno dei suoi eventi siano trattati con rapidit&#224;, equit&#224; ed efficacia, anche reagendo tempestivamente a qualsiasi accusa di molestia (psicologica o sessuale).</p></td></tr></tbody></table>
2. In relazione all’applicazione del presente Codice di condotta, la definizione di molestia è quella stabilita dall’articolo 12 bis dello Statuto dei funzionari, tale come interpretata dalla giurisprudenza della Corte di giustizia dell’Unione europea (in prosieguo «la Corte di giustizia»):
«Per «molestia psicologica» si intende ogni condotta inopportuna che si manifesti in maniera durevole, ripetitiva o sistematica attraverso comportamenti, parole, scritti, gesti e atti intenzionali che ledono la personalità, la dignità o l’integrità fisica o psichica di una persona.»
«Per «molestia sessuale» si intende un comportamento a connotazione sessuale non desiderato dalla persona oggetto del medesimo e avente come scopo o come effetto di lederne la dignità o di creare un’atmosfera intimidatoria, ostile, offensiva o imbarazzante. La molestia sessuale è equiparata a una discriminazione fondata sul sesso.»
Articolo 8
Applicazione del Codice di condotta
1. Il/La presidente e i membri del Comitato si adoperano per il rispetto del presente Codice di condotta e per la sua applicazione in buona fede e nel dovuto rispetto del principio di proporzionalità.
2. Qualora il/la presidente consideri che un membro possa aver violato il Codice di condotta, può esaminare, assistito dal/la segretario/a generale, le circostanze della presunta violazione. Se il/la presidente, dopo aver ascoltato il membro interessato e averlo invitato a presentare le sue osservazioni per iscritto, conclude che sussiste una violazione del Codice di condotta, il/la presidente, dopo avere consultato il primo/la prima vicepresidente, il/la presidente della commissione Affari finanziari e amministrativi e il/la presidente della delegazione nazionale del membro interessato nonché il/la presidente del gruppo politico di detto membro, adotta una decisione motivata che stabilisce una sanzione e notifica tale decisione al membro.
3. Nel caso in cui il membro che si presume abbia violato il Codice di condotta sia il/la presidente, il primo/la prima vicepresidente assume le funzioni assegnate al/la presidente dal paragrafo 2 del presente articolo e un/una vicepresidente appartenente a un gruppo politico e a una delegazione nazionale differenti dal gruppo politico e dalla delegazione nazionale del primo/della prima vicepresidente assumono il ruolo assegnato al primo/alla prima vicepresidente dal medesimo paragrafo.
4. La sanzione può consistere in uno o più dei seguenti provvedimenti:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>a)</p></td><td><p>un&#8217;ammonizione, con o senza pubblicazione;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>b)</p></td><td><p>la sospensione temporanea dalla partecipazione alle attivit&#224; del Comitato per un periodo compreso tra una settimana e sei mesi;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>c)</p></td><td><p>in caso di violazione degli obblighi di riservatezza, limitazione dei diritti di accesso alle informazioni riservate per un periodo massimo di un anno.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>d)</p></td><td><p>divieto di elezione alle cariche del Comitato, di nomina come relatore/relatrice e di partecipazione a una delegazione ufficiale e sua destituzione da tali cariche e incarichi, se il membro li ricopre gi&#224;.</p></td></tr></tbody></table>
5. Le misure di cui al paragrafo 4, lettere b) e c) del presente articolo possono essere raddoppiate in caso di recidiva.
6. Il membro interessato può presentare all’Ufficio di presidenza un ricorso interno entro due settimane dalla notifica della decisione motivata di cui al paragrafo 2 del presente articolo. Tale ricorso ha l’effetto di sospendere l’applicazione della sanzione prevista da tale decisione motivata. Entro quattro mesi dalla presentazione del ricorso, l’Ufficio di presidenza, a maggioranza dei suoi membri, adotta una decisione motivata di annullamento, conferma o modifica della decisione motivata del/della presidente. Se la decisione dell’Ufficio di presidenza conferma la decisione del/della presidente, essa può basarsi sulla motivazione di quest’ultima. Tuttavia se la decisione dell’Ufficio di presidenza annulla o modifica la decisione del/della presidente, essa include le proprie motivazioni. L’Ufficio di presidenza notifica al membro interessato la decisione motivata.
7. Entro due mesi dalla notifica della decisione motivata dell’Ufficio di presidenza, il membro interessato può presentare alla Corte di giustizia un ricorso per annullamento in base all’articolo 263 del TFUE.
Articolo 9
Applicazione del codice di condotta in caso di presunte molestie nei confronti di un membro del personale da parte di un membro del Comitato
1. In deroga all’articolo 8 che precede, il presente articolo si applica ai casi di presunte molestie da parte di un membro del Comitato nei confronti di un membro del personale. Per «membro del personale» si intende un/a funzionario/a, un/a agente temporaneo/a, un/a agente contrattuale, un membro del personale interinale, un/a esperto/a nazionale distaccato/a o un/a tirocinante.
2. Ad ogni nuovo mandato quinquennale viene istituito un comitato consultivo sulle molestie (in prosieguo «comitato consultivo») composto da sei membri. L’Ufficio di presidenza propone il/la presidente e altri due membri del comitato consultivo, scelti tra i membri della commissione affari finanziari e amministrativi. Il/La segretario/a generale propone due membri, scelti tra i membri del personale. Il comitato del personale propone un membro. Il/La presidente del Comitato nomina il/la presidente e i membri del comitato consultivo tenendo conto dell’equilibrio di genere. Qualora un membro del comitato consultivo perda la qualità di membro del Comitato o di membro del personale, viene proposto e nominato il più rapidamente possibile un nuovo membro. Se un membro del comitato consultivo è una delle persone coinvolte nel procedimento, ne sarà sospeso/a per la durata del procedimento e sarà proposto e nominato al più presto un nuovo membro ad interim. Il comitato consultivo adotta le decisioni a maggioranza semplice, a condizione che siano presenti almeno cinque membri; in caso di parità di voti, il voto del/della presidente è decisivo. Il comitato consultivo opera in piena autonomia, indipendenza e riservatezza e i suoi lavori sono segreti. Il comitato consultivo è assistito nei suoi lavori dal segretariato generale del Comitato. Il segretariato generale assiste il comitato consultivo agendo con assoluta riservatezza. Qualsiasi violazione di tale riservatezza è oggetto di indagine da parte del presidente e può comportare debite conseguenze per la persona interessata.
3. Un membro del personale che si consideri vittima di molestie da parte di un membro del Comitato ai sensi dell’articolo 12 bis dello Statuto dei funzionari può presentare una richiesta di assistenza ai sensi dell’articolo 24 di detto Statuto o, per analogia, dell’articolo 11 (primo comma) o dell’articolo 81 del regime applicabile agli altri agenti. I membri del personale interinale, gli/le esperti/e nazionali distaccati/e e i/le tirocinanti possono presentare una richiesta di assistenza ai sensi dell’articolo 31 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea. Prima della presentazione della richiesta, il membro del personale interessato può contattare in via informale l’autorità che ha il potere di nomina, un membro del comitato consultivo o il segretariato generale del Comitato.
4. Dopo aver ricevuto la richiesta di cui al paragrafo 3 del presente articolo, l’autorità che ha il potere di nomina informa il comitato consultivo e incarica il servizio competente del segretariato generale di effettuare un’indagine preliminare sui fatti denunciati, al fine di determinare se vi siano elementi di prova sufficienti delle molestie. Entro 30 giorni lavorativi dal ricevimento della richiesta, il servizio competente sottopone al comitato consultivo e all’autorità che ha il potere di nomina un’indagine preliminare basata sulla richiesta e, se del caso, su eventuali dichiarazioni scritte dei testimoni proposti e su informazioni ottenute dai servizi pertinenti del segretariato generale. Se, secondo l’indagine preliminare, non vi sono elementi di prova sufficienti delle molestie, l’autorità che ha il potere di nomina, di concerto con il comitato consultivo, consulta l’unità Affari giuridici e dà al membro del personale interessato la possibilità di essere ascoltato prima di prendere una decisione sulla base dell’articolo 24 dello Statuto dei funzionari. Se, secondo l’indagine preliminare, esistono elementi di prova sufficienti delle molestie, il caso è deferito al comitato consultivo.
5. Per ogni caso che gli viene deferito, il comitato consultivo svolge un’inchiesta approfondita. Il comitato consultivo invia al membro del Comitato interessato una sintesi delle accuse formulate nei suoi confronti. Il membro del Comitato interessato dispone di un termine ragionevole, non inferiore a 15 giorni lavorativi, per presentare le proprie osservazioni. Trascorso tale termine, il membro del personale interessato riceve una sintesi delle osservazioni del membro del Comitato interessato. Il comitato consultivo valuta se occorra consultare eventuali testimoni o terze persone, e se siano necessarie ulteriori indagini. Il membro del personale e il membro del Comitato interessati ricevono una sintesi delle dichiarazioni degli eventuali testimoni e sono ascoltati separatamente dal comitato consultivo prima dell’adozione della relazione di cui al paragrafo 6 del presente articolo.
6. Sulla base dell’indagine preliminare effettuata dal servizio competente del segretariato generale e della propria inchiesta approfondita, il comitato consultivo adotta una relazione e la trasmette al/alla presidente del Comitato e al membro del personale e al membro del Comitato interessati. Tale relazione contiene: (i) una sintesi delle accuse del membro del personale interessato; (ii) una sintesi dell’inchiesta, comprese le osservazioni del membro del Comitato interessato e degli eventuali testimoni ascoltati; (iii) una valutazione dei fatti e degli elementi di prova, comprese le dichiarazioni dei testimoni; (iv) le conclusioni circa l’esistenza o meno di molestie; (v) ove opportuno, una raccomandazione sulla sanzione da applicare, su un eventuale altro seguito da dare alla vicenda o su entrambi. Se del caso vengono riportati nella relazione eventuali pareri di minoranza.
7. Alla luce della relazione del comitato consultivo e dopo aver sentito il membro del Comitato interessato e consultato il/la primo/a vicepresidente, il/la presidente della commissione Affari finanziari e amministrativi, il/la presidente della delegazione nazionale e il/la presidente del gruppo politico di detto membro, il/la presidente del Comitato adotta una decisione motivata circa l’effettiva sussistenza delle molestie, che può includere una sanzione a norma dell’articolo 8, paragrafo 4. Se la decisione accoglie le conclusioni della relazione del comitato consultivo, essa può basarsi sulla motivazione di quest’ultima. Tuttavia se la decisione si discosta dalle conclusioni della relazione, essa include la propria motivazione. Il/La presidente notifica la decisione motivata al membro del personale e al membro del Comitato interessati e ne informa il comitato consultivo e l’autorità che ha il potere di nomina.
8. Entro due mesi dalla notifica della decisione motivata del/della presidente, il membro interessato può presentare un ricorso per annullamento dinanzi alla Corte di giustizia in base all’articolo 263 del TFUE.
9. Alla luce della decisione motivata del/della presidente e previa consultazione dell’unità Affari giuridici, l’autorità che ha il potere di nomina adotta una decisione definitiva sulla richiesta di assistenza. Se la decisione motivata del/della presidente giunge alla conclusione che si sono verificate molestie, l’autorità che ha il potere di nomina decide le misure da adottare per sostenere la vittima delle molestie. Se la decisione motivata del/della presidente giunge alla conclusione che le molestie non si sono verificate, e l’autorità che ha il potere di nomina intende respingere la richiesta di assistenza, essa offre al membro del personale interessato l’opportunità di essere sentito in anticipo. Qualsiasi richiesta di assistenza intenzionalmente falsa o fuorviante può portare a un procedimento disciplinare nei confronti del membro del personale interessato.
10. Nel caso in cui il membro all’origine delle presunte molestie sia il/la presidente, il primo/la prima vicepresidente assume le funzioni attribuite al/la presidente dai paragrafi 2, 7 e 9 del presente articolo e un/una vicepresidente appartenente a un gruppo politico e a una delegazione nazionale differenti dal gruppo politico e dalla delegazione nazionale del primo/della prima vicepresidente assumono il ruolo assegnato al primo/alla prima vicepresidente dal paragrafo 7.
11. L’autorità che ha il potere di nomina può decidere in qualsiasi momento di adottare misure provvisorie, e può, in particolare, autorizzare il membro del personale interessato a lavorare a domicilio o nei locali del Comitato, ma non a contatto diretto con il membro interessato, oppure concedergli/le un congedo. L’autorità che ha il potere di nomina informa il comitato consultivo delle misure adottate, specificando se sia necessario informare il membro del Comitato interessato.
Articolo 10
Cooperazione con le autorità giudiziarie nazionali
1. Se la presunta infrazione potrebbe costituire reato, il presidente ne informa le competenti autorità nazionali negli Stati membri interessati.
2. Il comitato collabora pienamente con le autorità nazionali competenti.
Articolo 11
Entrata in vigore
Il presente Codice di condotta entra in vigore il 26 gennaio 2020.
( 1 ) I membri del personale sono soggetti principalmente allo statuto dei funzionari, al regime applicabile agli altri agenti dell’Unione europea e alle modalità di applicazione adottate dal Comitato.
ALLEGATO
DICHIARAZIONE PUBBLICA DI INTERESSI FINANZIARI
(da presentare solo in assenza di una dichiarazione pubblica ai sensi della legislazione nazionale o subnazionale)
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>COGNOME:</p></td><td><p>NOME:</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#9744;</p></td><td><p>Non ho un interesse finanziario diretto ai sensi dell&#8217;articolo 6, paragrafo 3, del Codice di condotta.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#9744;</p></td><td><p>Ho un interesse finanziario diretto ai sensi dell&#8217;articolo 6, paragrafo 3, del Codice di condotta, nei seguenti organismi.</p></td></tr></tbody></table>
Dichiaro che le informazioni che precedono sono complete e veritiere.
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>Data:</p></td><td><p>Firma:</p></td></tr></tbody></table>