Document ID: 32022H0901(02)
Language: ITA

<table><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>1.9.2022&#160;&#160;&#160;</p></td><td><p>IT</p></td><td><p>Gazzetta ufficiale dell'Unione europea</p></td><td><p>C 334/11</p></td></tr></tbody></table>
RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
del 12 luglio 2022
sul programma nazionale di riforma 2022 della Bulgaria e che formula un parere del Consiglio sul programma di convergenza 2022 della Bulgaria
(2022/C 334/02)
IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea, in particolare l’articolo 121, paragrafo 2, e l’articolo 148, paragrafo 4,
visto il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, per il rafforzamento della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle politiche economiche ( 1 ) , in particolare l’articolo 9, paragrafo 2,
vista la raccomandazione della Commissione europea,
viste le risoluzioni del Parlamento europeo,
viste le conclusioni del Consiglio europeo,
visto il parere del comitato per l’occupazione,
visto il parere del comitato economico e finanziario,
visto il parere del comitato per la protezione sociale,
visto il parere del comitato di politica economica,
considerando quanto segue:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(1)</p></td><td><p>Il regolamento (UE) 2021/241 del Parlamento europeo e del Consiglio&#160;<a>(<span>2</span>)</a> che ha istituito il dispositivo per la ripresa e la resilienza &#232; entrato in vigore il 19 febbraio 2021. Il dispositivo per la ripresa e la resilienza fornisce sostegno finanziario per l&#8217;attuazione di riforme e investimenti, con uno stimolo di bilancio finanziato dall&#8217;Unione. Contribuisce alla ripresa economica e all&#8217;attuazione di investimenti e riforme sostenibili e propizi per la crescita, volti in particolare a promuovere le transizioni verde e digitale, e rafforza la resilienza e la crescita potenziale delle economie degli Stati membri. Contribuisce inoltre a promuovere finanze pubbliche sostenibili e a stimolare la crescita e la creazione di posti di lavoro nel medio e lungo periodo. Il contributo finanziario massimo per ciascuno Stato membro nell&#8217;ambito del dispositivo per la ripresa e la resilienza sar&#224; aggiornato nel giugno 2022, a norma dell&#8217;articolo 11, paragrafo 2, del regolamento (UE) 2021/241.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(2)</p></td><td><p>Il 24 novembre 2021 la Commissione ha adottato l&#8217;analisi annuale della crescita sostenibile, segnando l&#8217;inizio del semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche 2022. Ha tenuto debito conto dell&#8217;impegno sociale di Porto firmato il 7 maggio 2021 a proseguire l&#8217;attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali proclamato dal Parlamento europeo, dal Consiglio e dalla Commissione il 17 novembre 2017. Il 25 marzo 2022 il Consiglio europeo ha approvato le priorit&#224; dell&#8217;analisi annuale della crescita sostenibile 2022. Sempre il 24 novembre 2021 la Commissione ha adottato, sulla base del regolamento (UE) n. 1176/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio&#160;<a>(<span>3</span>)</a>, la relazione sul meccanismo di allerta, in cui non annoverava la Bulgaria tra gli Stati membri da sottoporre a esame approfondito. Lo stesso giorno la Commissione ha adottato anche la proposta di relazione comune sull&#8217;occupazione 2022, che analizza l&#8217;attuazione degli orientamenti in materia di occupazione e i principi del pilastro europeo dei diritti sociali. Il Consiglio ha adottato la relazione comune sull&#8217;occupazione il 14 marzo 2022.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(3)</p></td><td><p>L&#8217;invasione russa dell&#8217;Ucraina, di poco successiva alla pandemia mondiale, ha sensibilmente modificato il contesto geopolitico ed economico. Il suo impatto sulle economie degli Stati membri si &#232; manifestato, tra l&#8217;altro, con l&#8217;aumento dei prezzi dell&#8217;energia, dei generi alimentari e delle materie prime, e prospettive di crescita pi&#249; deboli. L&#8217;aumento dei prezzi dell&#8217;energia grava in modo particolarmente pesante sulle famiglie pi&#249; vulnerabili in condizioni di povert&#224; energetica o che rischiano di cadervi, nonch&#233; sulle imprese pi&#249; vulnerabili agli aumenti dei prezzi dell&#8217;energia. L&#8217;Unione sta inoltre registrando un afflusso senza precedenti di persone in fuga dall&#8217;Ucraina. Gli effetti economici derivanti dalla guerra di aggressione della Russia hanno avuto un impatto asimmetrico sugli Stati membri. In questo contesto il 4 marzo 2022, tramite la decisione di esecuzione (UE) 2022/382 del Consiglio&#160;<a>(<span>4</span>)</a>, &#232; stata attivata per la prima volta la direttiva 2001/55/CE del Consiglio&#160;<a>(<span>5</span>)</a>, che riconosce agli sfollati ucraini il diritto di soggiornare legalmente nell&#8217;Unione e d&#224; loro accesso all&#8217;istruzione e alla formazione, al mercato del lavoro, all&#8217;assistenza sanitaria, agli alloggi e all&#8217;assistenza sociale. Un sostegno eccezionale &#232; messo a disposizione della Bulgaria nell&#8217;ambito dell&#8217;iniziativa &#171;Azione di coesione a favore dei rifugiati in Europa&#187; (CARE) e attraverso prefinanziamenti aggiuntivi del programma di assistenza alla ripresa per la coesione e i territori d&#8217;Europa (REACT-EU) per rispondere prontamente alle esigenze di accoglienza e integrazione di quanti fuggono dall&#8217;Ucraina.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(4)</p></td><td><p>Tenuto conto dei rapidi mutamenti della situazione economica e geopolitica, il semestre europeo riprende il suo ampio coordinamento delle politiche economiche e occupazionali nel 2022, seguendo nel contempo un&#8217;evoluzione in linea con i requisiti di applicazione del dispositivo per la ripresa e la resilienza, come indicato nell&#8217;analisi annuale della crescita sostenibile 2022. L&#8217;attuazione dei piani per la ripresa e la resilienza adottati &#232; fondamentale per il conseguimento delle priorit&#224; politiche del semestre europeo; i piani infatti affrontano tutte o un sottoinsieme significativo delle raccomandazioni specifiche per paese formulate nei cicli del semestre europeo 2019 e 2020. Le raccomandazioni specifiche per paese 2019 e 2020 sono ugualmente pertinenti per i piani per la ripresa e la resilienza riveduti, aggiornati o modificati a norma degli articoli 14, 18 e 21 del regolamento (UE) 2021/241, e si aggiungono alle altre eventuali raccomandazioni specifiche per paese formulate entro la data di presentazione di tali piani per la ripresa e la resilienza riveduti, aggiornati o modificati.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(5)</p></td><td><p>La clausola di salvaguardia generale del patto di stabilit&#224; e crescita &#232; attiva sin da marzo 2020. Nella comunicazione del 3 marzo 2021&#160;dal titolo &#171;A un anno dall&#8217;insorgere della pandemia di COVID-19: la risposta della politica di bilancio&#187;, la Commissione ha ritenuto che la decisione sulla disattivazione o sul mantenimento della clausola di salvaguardia generale dovrebbe essere presa nel quadro di una valutazione globale dello stato dell&#8217;economia, prendendo come criterio quantitativo principale il livello di attivit&#224; economica nell&#8217;Unione o nella zona euro rispetto ai livelli precedenti la crisi (fine del 2019). L&#8217;accresciuta incertezza e i forti rischi al ribasso per le prospettive economiche nel contesto della guerra in Europa, i rincari dell&#8217;energia senza precedenti e il protrarsi di turbative nelle catene di approvvigionamento giustificano il mantenimento della clausola di salvaguardia generale del patto di stabilit&#224; e crescita per tutto il 2023.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(6)</p></td><td><p>Seguendo l&#8217;approccio indicato nella raccomandazione del Consiglio del 18 giugno 2021&#160;<a>(<span>6</span>)</a>, che formula un parere del Consiglio sul programma di convergenza 2021 della Bulgaria, la misura migliore per valutare l&#8217;orientamento generale della politica di bilancio &#232; attualmente la variazione, in relazione alla crescita potenziale a medio termine, della spesa primaria (al netto delle misure discrezionali sul lato delle entrate, escluse le misure temporanee di emergenza connesse alla crisi COVID-19), ma compresa la spesa finanziata dal sostegno non rimborsabile (sovvenzioni) del dispositivo per la ripresa e la resilienza e altri fondi dell&#8217;Unione&#160;<a>(<span>7</span>)</a>. Oltre all&#8217;orientamento generale della politica di bilancio, al fine di valutare se la politica di bilancio nazionale sia prudente e la sua composizione favorevole a una ripresa sostenibile in linea con le transizioni verde e digitale, &#232; dedicata particolare attenzione anche all&#8217;evoluzione della spesa primaria corrente finanziata a livello nazionale (al netto delle misure discrezionali sul lato delle entrate ed escluse le misure temporanee di emergenza connesse alla crisi COVID-19) e degli investimenti finanziati a livello nazionale&#160;<a>(<span>8</span>)</a>.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(7)</p></td><td><p>Il 2 marzo 2022 la Commissione ha adottato una comunicazione che fornisce orientamenti generali per la politica di bilancio nel 2023 (&#171;orientamenti per la politica di bilancio&#187;), con l&#8217;obiettivo di sostenere la preparazione dei programmi di stabilit&#224; e convergenza degli Stati membri e rafforzare in tal modo il coordinamento delle politiche. Sulla base delle prospettive macroeconomiche risultanti dalle previsioni d&#8217;inverno 2022 la Commissione ha osservato che nel 2023 sarebbe appropriato operare una transizione da una politica di bilancio aggregata di sostegno nel 2020-2022 a una politica di bilancio aggregata sostanzialmente neutra, mantenendosi pronti a reagire all&#8217;evoluzione della situazione economica, e ha annunciato che &#232; opportuno continuare a differenziare le raccomandazioni di bilancio per il 2023 tra i vari Stati membri e tenere conto di eventuali effetti di ricaduta transfrontalieri. La Commissione ha invitato gli Stati membri a integrare gli orientamenti nei rispettivi programmi di stabilit&#224; e convergenza. La Commissione si &#232; impegnata a monitorare attentamente l&#8217;evoluzione delle prospettive economiche e ad aggiornare secondo le necessit&#224; gli orientamenti politici al pi&#249; tardi nel quadro del pacchetto di primavera del semestre europeo di fine maggio 2022.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(8)</p></td><td><p>A fronte degli orientamenti di bilancio, le raccomandazioni in materia di bilancio per il 2023 tengono conto del peggioramento delle prospettive economiche, dell&#8217;accresciuta incertezza e degli ulteriori rischi di revisione al ribasso, nonch&#233; dell&#8217;inflazione pi&#249; elevata rispetto a quanto prospettato nelle previsioni della Commissione dell&#8217;inverno 2022. Alla luce di tali considerazioni, la risposta di bilancio deve aumentare gli investimenti pubblici per le transizioni verde e digitale e la sicurezza energetica, e sostenere il potere d&#8217;acquisto delle famiglie pi&#249; vulnerabili in modo da attenuare le ripercussioni dell&#8217;impennata dei prezzi dell&#8217;energia e contribuire a limitare le pressioni inflazionistiche derivanti dagli effetti di secondo impatto mediante misure mirate e temporanee. La politica di bilancio deve rimanere agile per adeguarsi al rapido evolvere delle circostanze, comprese le sfide derivanti dalla guerra di aggressione della Russia contro l&#8217;Ucraina per quanto concerne la difesa e la sicurezza, e differenziare i vari paesi in funzione della loro situazione economica e di bilancio, anche per quanto riguarda la loro esposizione alla crisi e l&#8217;afflusso di sfollati dall&#8217;Ucraina.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(9)</p></td><td><p>Il 15 ottobre 2021 la Bulgaria ha presentato alla Commissione il piano nazionale per la ripresa e la resilienza, conformemente all&#8217;articolo 18, paragrafo 1, del regolamento (UE) 2021/241. A norma dell&#8217;articolo 19 del medesimo regolamento, la Commissione ha valutato la pertinenza, l&#8217;efficacia, l&#8217;efficienza e la coerenza del piano, conformemente agli orientamenti per la valutazione di cui all&#8217;allegato V del regolamento. Il 4 maggio 2022 il Consiglio ha adottato la decisione di esecuzione relativa all&#8217;approvazione della valutazione del piano per la ripresa e la resilienza della Bulgaria&#160;<a>(<span>9</span>)</a>. L&#8217;erogazione delle rate &#232; subordinata all&#8217;adozione di una decisione della Commissione a norma dell&#8217;articolo 24, paragrafo 5, del regolamento (UE) 2021/241, che stabilisca che la Bulgaria ha conseguito in misura soddisfacente i traguardi e gli obiettivi indicati nella decisione di esecuzione del Consiglio. Il conseguimento soddisfacente presuppone che non sia stato annullato il conseguimento di traguardi e obiettivi precedenti.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(10)</p></td><td><p>Il 29 aprile 2022 la Bulgaria ha presentato il programma nazionale di riforma 2022 e il programma di convergenza 2022, in linea con il termine stabilito all&#8217;articolo 8 del regolamento (CE) n. 1466/97. I due programmi sono stati valutati congiuntamente per tener conto delle correlazioni.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(11)</p></td><td><p>Il 23 maggio 2022 la Commissione ha pubblicato la relazione per paese 2022 relativa alla Bulgaria, nella quale valuta i progressi compiuti dalla Bulgaria nel dar seguito alle pertinenti raccomandazioni specifiche per paese adottate dal Consiglio nel 2019, 2020 e 2021 e fa il punto sul suo piano per la ripresa e la resilienza, sulla base del quadro di valutazione della ripresa e della resilienza. Sulla scorta di tale analisi la relazione per paese ha individuato lacune rispetto alle sfide non affrontate o solo parzialmente affrontate nel piano per la ripresa e la resilienza, e anche a sfide nuove ed emergenti, tra cui quelle derivanti dall&#8217;invasione russa dell&#8217;Ucraina. Ha valutato quindi i progressi compiuti dalla Bulgaria nell&#8217;attuare il pilastro europeo dei diritti sociali e nel conseguire gli obiettivi principali dell&#8217;Unione in materia di occupazione, competenze e riduzione della povert&#224; e gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(12)</p></td><td><p>Il 23 maggio 2022 la Commissione ha pubblicato una relazione a norma dell&#8217;articolo 126, paragrafo 3, del trattato. Tale relazione esamina la situazione di bilancio della Bulgaria, poich&#233; nel 2021 il disavanzo delle amministrazioni pubbliche superava il valore di riferimento del 3&#160;% del prodotto interno lordo (PIL) previsto dal trattato. La relazione conclude che il criterio del disavanzo non era soddisfatto. In linea con la comunicazione del 2 marzo 2022, la Commissione non ha proposto di avviare nuove procedure per i disavanzi eccessivi nella primavera del 2022 e valuter&#224; nuovamente se sia necessario proporre l&#8217;apertura di tali procedure nell&#8217;autunno 2022.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(13)</p></td><td><p>Nella raccomandazione del 20 luglio 2020&#160;<a>(<span>10</span>)</a>, il Consiglio ha raccomandato alla Bulgaria di attuare nel 2020 e nel 2021, in linea con la clausola di salvaguardia generale del patto di stabilit&#224; e crescita, tutte le misure necessarie per affrontare efficacemente la pandemia di COVID-19 e sostenere l&#8217;economia e la successiva ripresa. Ha inoltre raccomandato alla Bulgaria, quando le condizioni economiche lo consentano, di perseguire politiche di bilancio volte a conseguire posizioni di bilancio a medio termine prudenti e ad assicurare la sostenibilit&#224; del debito, migliorando nel contempo gli investimenti. Secondo i dati convalidati da Eurostat, il disavanzo delle amministrazioni pubbliche della Bulgaria &#232; aumentato, passando dal 4,0&#160;% del PIL nel 2020 al 4,1&#160;% nel 2021. La risposta della politica di bilancio della Bulgaria ha sostenuto la ripresa economica nel 2021, mentre le misure temporanee di emergenza sono aumentate, passando da un importo pari al 2,9&#160;% del PIL nel 2020 al 4,3&#160;% nel 2021. Nel 2021 la Bulgaria ha adottato misure in linea con la raccomandazione del Consiglio del 20 luglio 2020. Nel 2020 e nel 2021 il governo ha adottato misure di bilancio discrezionali per lo pi&#249; temporanee o accompagnate da misure di compensazione. Secondo i dati convalidati da Eurostat, il debito delle amministrazioni pubbliche &#232; aumentato, passando dal 24,7&#160;% del PIL nel 2020 al 25,1&#160;% del PIL nel 2021.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(14)</p></td><td><p>Lo scenario macroeconomico su cui si fondano le proiezioni di bilancio del programma di convergenza 2022 &#232; favorevole nel 2022 e realistico negli anni successivi. Il governo prevede una crescita del PIL reale del 2,6&#160;% nel 2022 e del 2,8&#160;% nel 2023. A titolo di paragone, le previsioni di primavera 2022 della Commissione prospettano una crescita del PIL reale inferiore, pari al 2,1&#160;% nel 2022, e una crescita del PIL reale superiore, pari al 3,1&#160;% nel 2023, principalmente a causa delle diverse proiezioni di crescita dell&#8217;occupazione e degli investimenti. Nel suo programma di convergenza 2022 il governo prevede che il disavanzo nominale salir&#224; al 5,3&#160;% del PIL nel 2022, scendendo invece al 2,9&#160;% nel 2023. L&#8217;aumento del disavanzo nel 2022, attutito dalla revoca graduale di alcune delle misure di emergenza relative alla COVID-19, riflette principalmente un forte aumento dei consumi intermedi, del sostegno alle imprese e delle misure energetiche, oltre a modifiche del sistema pensionistico. Secondo il programma di convergenza 2022, il rapporto debito pubblico/PIL &#232; destinato ad aumentare al 25,5&#160;% nel 2022 e al 27,7&#160;% nel 2023. Sulla base delle misure politiche note alla data limite delle previsioni, le previsioni di primavera 2022 della Commissione prospettano un disavanzo pubblico per il 2022 e il 2023 pari rispettivamente al 3,7&#160;% e al 2,4&#160;% del PIL. Si tratta di un valore notevolmente inferiore rispetto al disavanzo previsto dal programma di convergenza 2022 per l&#8217;anno 2022, soprattutto per via di proiezioni macroeconomiche diverse, di una minore crescita dei consumi intermedi e di maggiori entrate derivanti dalle imposte sulla produzione e sulle importazioni nel 2022. Le previsioni di primavera 2022 della Commissione prospettano un rapporto debito pubblico/PIL inferiore, pari al 25,3&#160;% nel 2022 e al 25,6&#160;% nel 2023. La differenza &#232; dovuta ai disavanzi inferiori in entrambi gli anni e alla maggiore crescita economica prevista per il 2023. Secondo le previsioni di primavera 2022 della Commissione, la crescita del prodotto potenziale a medio termine (media su 10 anni) &#232; stimata all&#8217;1,8&#160;%. Tale stima non comprende per&#242; l&#8217;impatto delle riforme inserite nel piano per la ripresa e la resilienza, che possono dare impulso alla crescita potenziale della Bulgaria.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(15)</p></td><td><p>Nel 2022 il governo ha gradualmente eliminato la maggior parte delle misure adottate in risposta alla crisi COVID-19, cosicch&#233; le misure temporanee di emergenza sono destinate a passare dal 4,3&#160;% del PIL nel 2021 all&#8217;1,8&#160;% nel 2022. Il disavanzo pubblico risente delle misure adottate per contrastare l&#8217;impatto economico e sociale dell&#8217;aumento dei prezzi dell&#8217;energia che, secondo le previsioni di primavera 2022 della Commissione, sono stimate allo 0,9&#160;% del PIL nel 2022 e allo 0,0&#160;% del PIL nel 2023&#160;<a>(<span>11</span>)</a>. Tali misure, consistenti principalmente in programmi di sostegno per i servizi pubblici, per i consumatori finali industriali di energia elettrica e per gli utenti domestici di gas, sono state annunciate per lo pi&#249; come temporanee. Nel caso in cui i prezzi dell&#8217;energia restassero elevati nel 2023, alcune di esse potrebbero tuttavia essere prorogate. Non tutte queste misure sono mirate, in particolare la moratoria sui prezzi dell&#8217;energia per i privati. Il disavanzo pubblico risente anche dei costi per offrire protezione temporanea agli sfollati provenienti dall&#8217;Ucraina che, secondo le previsioni di primavera 2022 della Commissione, si attestano allo 0,1&#160;% del PIL nel 2022 e allo 0,2&#160;% del PIL nel 2023&#160;<a>(<span>12</span>)</a>.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(16)</p></td><td><p>Nella sua raccomandazione del 18 giugno 2021 il Consiglio ha raccomandato che nel 2022 la Bulgaria persegua un orientamento della politica di bilancio favorevole, anche grazie all&#8217;impulso dato dal dispositivo per la ripresa e la resilienza, e preservi gli investimenti finanziati a livello nazionale. Il Consiglio ha inoltre raccomandato alla Bulgaria di tenere sotto controllo l&#8217;aumento della spesa corrente finanziata a livello nazionale. Ha infine raccomandato alla Bulgaria, quando le condizioni economiche lo consentano, di perseguire una politica di bilancio volta a conseguire posizioni di bilancio prudenti e sostenibilit&#224; a medio termine, incrementando nel contempo gli investimenti per stimolare il potenziale di crescita.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(17)</p></td><td><p>Nel 2022, secondo le previsioni di primavera 2022 della Commissione e includendo le informazioni contenute nel programma di convergenza 2022 della Bulgaria, l&#8217;orientamento della politica di bilancio sar&#224; di sostegno all&#8217;economia, pari a &#8211;&#160;3,4&#160;% del PIL, come raccomandato dal Consiglio&#160;<a>(<span>13</span>)</a>. La Bulgaria prevede di continuare a sostenere la ripresa avvalendosi del dispositivo per la ripresa e la resilienza per finanziare ulteriori investimenti, come raccomandato dal Consiglio. Secondo le proiezioni il contributo positivo all&#8217;attivit&#224; economica della spesa finanziata mediante le sovvenzioni a norma del dispositivo per la ripresa e la resilienza e altri fondi dell&#8217;Unione aumenter&#224; di 1,1 punti percentuali di PIL rispetto al 2021. Le previsioni indicano che gli investimenti finanziati a livello nazionale porteranno un contributo espansivo all&#8217;orientamento della politica di bilancio pari a 1,1 punti percentuali di PIL nel 2022&#160;<a>(<span>14</span>)</a>. La Bulgaria prevede pertanto di preservare gli investimenti finanziati a livello nazionale, come raccomandato dal Consiglio. Al contempo, si prevede che nel 2022 la crescita della spesa primaria corrente finanziata a livello nazionale (al netto delle nuove misure in materia di entrate) porter&#224; all&#8217;orientamento generale della politica di bilancio un contributo espansivo di 1,4 punti percentuali. Tale significativo contributo espansivo include l&#8217;impatto aggiuntivo delle misure finalizzate a far fronte all&#8217;impatto economico e sociale dell&#8217;aumento dei prezzi dell&#8217;energia (0,2 punti percentuali di PIL), nonch&#233; i costi per offrire protezione temporanea agli sfollati dall&#8217;Ucraina (0,1 punti percentuali di PIL), mentre si prevede che anche le modifiche del sistema pensionistico (0,6&#160;% del PIL) e gli aumenti salariali (0,3&#160;% del PIL) contribuiranno alla crescita della spesa corrente netta. Pertanto, sulla base delle attuali stime della Commissione, nel 2022 la Bulgaria non tiene sufficientemente sotto controllo la crescita della spesa corrente finanziata a livello nazionale.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(18)</p></td><td><p>Le previsioni di primavera 2022 della Commissione prospettano per il 2023 un orientamento di bilancio che si attesta a &#8211;&#160;1,3&#160;% del PIL nell&#8217;ipotesi di politiche invariate&#160;<a>(<span>15</span>)</a>. Si prevede che nel 2023 la Bulgaria continuer&#224; ad avvalersi delle sovvenzioni a norma del dispositivo per la ripresa e la resilienza per finanziare ulteriori investimenti a sostegno della ripresa. Secondo le proiezioni il contributo positivo all&#8217;attivit&#224; economica della spesa finanziata mediante le sovvenzioni a norma del dispositivo per la ripresa e la resilienza e altri fondi dell&#8217;Unione aumenter&#224; di 0,7 punti percentuali di PIL rispetto al 2022. Secondo le proiezioni gli investimenti finanziati a livello nazionale forniranno un contributo espansivo di 0,2 punti percentuali di PIL nel 2023&#160;<a>(<span>16</span>)</a>. Al contempo, si prevede che nel 2023 la crescita della spesa primaria corrente finanziata a livello nazionale (al netto delle nuove misure in materia di entrate) porter&#224; all&#8217;orientamento generale della politica di bilancio un contributo espansivo di 0,5 punti percentuali. Ci&#242; comprende l&#8217;impatto dell&#8217;eliminazione graduale delle misure adottate per fare fronte all&#8217;aumento dei prezzi dell&#8217;energia (0,9&#160;% del PIL), mentre si prevede che l&#8217;aumento dei trasferimenti sociali e dei salari contribuir&#224; alla crescita della spesa corrente netta.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(19)</p></td><td><p>Secondo il programma di convergenza 2022, il disavanzo delle amministrazioni pubbliche scender&#224; gradualmente al 2,8&#160;% del PIL nel 2024 e al 2,4&#160;% entro il 2025. Si prevede pertanto che il disavanzo delle amministrazioni pubbliche rimanga al di sotto del 3&#160;% del PIL nel periodo di riferimento del programma. Tali proiezioni presuppongono un aumento delle entrate dalle imposte dirette e dai contributi sociali, grazie all&#8217;aumento dei redditi privati, e un aumento dei trasferimenti di capitale grazie al dispositivo per la ripresa e la resilienza. Secondo il programma di convergenza 2022, il rapporto debito pubblico/PIL dovrebbe aumentare da qui al 2025, salendo al 29,1&#160;% nel 2024 e al 30,4&#160;% nel 2025. Secondo l&#8217;analisi della Commissione i rischi per la sostenibilit&#224; del debito appaiono medi nel medio periodo.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(20)</p></td><td><p>Conformemente all&#8217;articolo 19, paragrafo 3, lettera b), del regolamento (UE) 2021/241, e al criterio 2.2 dell&#8217;allegato V di tale regolamento, il piano per la ripresa e la resilienza comprende un&#8217;ampia gamma di riforme e investimenti che si rafforzano reciprocamente, da attuare secondo un calendario indicativo per l&#8217;attuazione da completarsi entro il 31 agosto 2026. Questi contribuiscono ad affrontare tutte o un sottoinsieme significativo delle sfide economiche e sociali individuate nelle raccomandazioni specifiche per paese rivolte dal Consiglio alla Bulgaria nei semestri europei 2019 e 2020, oltre che nelle raccomandazioni specifiche per paese formulate entro la data di adozione di un piano per la ripresa e la resilienza. In particolare, il piano per la ripresa e la resilienza d&#224; seguito alle raccomandazioni specifiche per paese in campo sociale con misure per migliorare l&#8217;inclusione sociale, che dovrebbero migliorare l&#8217;adeguatezza e la copertura del regime di reddito minimo, e con misure volte a favorire l&#8217;integrazione dell&#8217;occupazione e dei servizi sociali. Altre misure che rispondono alle raccomandazioni specifiche per paese si concentrano sull&#8217;acquisizione di competenze, in particolare digitali, sul miglioramento dell&#8217;attinenza dei sistemi di istruzione e di apprendimento permanente al mercato del lavoro e sull&#8217;ampliamento dell&#8217;offerta di servizi sanitari in tutta la Bulgaria. Tali misure possono contribuire al conseguimento degli obiettivi e a far compiere ulteriori progressi per quanto riguarda il pilastro europeo dei diritti sociali e il suo piano d&#8217;azione entro il 2030. Il piano per la ripresa e la resilienza risponde inoltre alle raccomandazioni specifiche per paese promuovendo la decarbonizzazione del settore energetico, aumentando l&#8217;efficienza energetica generale e attuando misure sui trasporti sostenibili e sulle infrastrutture e i servizi digitali. Il piano contiene altres&#236; misure di ampia portata per migliorare l&#8217;efficienza della pubblica amministrazione e del sistema giudiziario, prevenire, individuare e correggere la corruzione, migliorare il contesto imprenditoriale, promuovere gli investimenti e migliorare il sistema di ricerca e innovazione. Ci&#242; contribuir&#224; anche ad aiutare la Bulgaria a rispondere alle preoccupazioni e alle osservazioni nell&#8217;ambito del meccanismo per lo Stato di diritto.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(21)</p></td><td><p>L&#8217;attuazione del piano per la ripresa e la resilienza della Bulgaria contribuir&#224; presumibilmente a compiere ulteriori progressi nelle transizioni verde e digitale. Le misure a sostegno degli obiettivi climatici in Bulgaria rappresentano il 58,9&#160;% della dotazione totale del piano per la ripresa e la resilienza, mentre le misure a sostegno degli obiettivi digitali rappresentano il 25,8&#160;% della dotazione. La piena attuazione del piano per la ripresa e la resilienza in linea con i traguardi e gli obiettivi pertinenti aiuter&#224; la Bulgaria a riprendersi rapidamente dalle conseguenze negative della crisi COVID-19, aumentandone la resilienza. Al contempo, ulteriori sforzi per utilizzare appieno i servizi pubblici per l&#8217;impiego e per fornire un&#8217;assistenza sociale e occupazionale integrata contribuiranno ad attenuare l&#8217;impatto del cambiamento demografico previsto e a sostenere una transizione verde e una transizione digitale eque. Il coinvolgimento sistematico delle parti sociali e di altri portatori di interessi pertinenti rimane importante per l&#8217;attuazione efficace del piano per la ripresa e la resilienza e di altre politiche economiche e occupazionali che vanno al di l&#224; del piano per la ripresa e la resilienza, e per assicurare un&#8217;ampia titolarit&#224; dell&#8217;agenda politica generale.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(22)</p></td><td><p>La Bulgaria ha presentato l&#8217;accordo di partenariato previsto dal regolamento (UE) 2021/1060 del Parlamento europeo e del Consiglio&#160;<a>(<span>17</span>)</a> l&#8217;11 maggio 2022, mentre gli altri programmi della politica di coesione non sono ancora stati presentati. Conformemente al regolamento (UE) 2021/1060, la Bulgaria deve tenere conto delle pertinenti raccomandazioni specifiche per paese nella programmazione dei fondi della politica di coesione 2021-2027. Si tratta di un prerequisito per aumentare l&#8217;efficacia e massimizzare il valore aggiunto del sostegno finanziario ricevuto dai fondi della politica di coesione, e promuovere nel contempo il coordinamento, la complementarit&#224; e la coerenza tra tali fondi della politica di coesione e altri strumenti e fondi dell&#8217;Unione. Il successo dell&#8217;attuazione del dispositivo per la ripresa e la resilienza e dei programmi di politica di coesione dipende anche dalla correzione delle strozzature che ostacolano gli investimenti a sostegno delle transizioni verde e digitale e di uno sviluppo territoriale equilibrato.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(23)</p></td><td><p>In risposta al mandato conferito dai capi di Stato o di governo dell&#8217;Unione nella dichiarazione di Versailles, la proposta della Commissione per il piano REPowerEU mira ad azzerare gradualmente ma quanto prima la dipendenza dell&#8217;Unione dalle importazioni di combustibili fossili dalla Russia. A tale scopo la Commissione intende identificare, nel dialogo con gli Stati membri, i progetti, gli investimenti e le riforme pi&#249; idonei a livello regionale, nazionale e dell&#8217;Unione. Nel contesto della crisi energetica e conformemente al mandato conferito dal Consiglio europeo nel marzo 2022, la Commissione e gli Stati membri hanno istituito una piattaforma energetica dell&#8217;UE per l&#8217;acquisto volontario in comune di gas, GNL e idrogeno. Queste misure sono finalizzate a ridurre la dipendenza complessiva dai combustibili fossili e a porre fine alle importazioni dalla Russia.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(24)</p></td><td><p>La Bulgaria ha l&#8217;economia a pi&#249; alta intensit&#224; di carbonio dell&#8217;Unione, con un&#8217;intensit&#224; di gas a effetto serra pi&#249; che quadrupla rispetto alla media dell&#8217;Unione. L&#8217;attuale quota di combustibili fossili nel mix energetico della Bulgaria &#232; del 61,5&#160;%, mentre il nucleare incide per il 24&#160;% e le energie rinnovabili per il 14,5&#160;% (meno quindi della media delle energie rinnovabili dell&#8217;Unione, che &#232; pari al 19&#160;%). Fino all&#8217;aprile 2022 il paese dipendeva fortemente dalla Russia per l&#8217;approvvigionamento di gas naturale&#160;<a>(<span>18</span>)</a>. Nel 2020 &#232; stato importato dalla Russia il 75&#160;% del gas naturale, quando la media dell&#8217;Unione &#232; del 43,2&#160;%. La sua quota nel mix energetico &#232; tuttavia risultata solo del 13,9&#160;%, quindi inferiore alla media dell&#8217;Unione, che &#232; del 24,4&#160;%. L&#8217;industria rimane il maggior consumatore di gas, con una quota del 40&#160;%, compresi gli usi non energetici, mentre la quota del settore elettrico &#232; diminuita, passando dal 30&#160;% del 2010 al 25&#160;% del 2019. Il teleriscaldamento dipende dal gas naturale e presenta uno scarso margine di miglioramento, in quanto i sistemi di teleriscaldamento non possono essere sostituiti da fonti alternative. Mentre il piano per la ripresa e la resilienza esplora il potenziale dell&#8217;energia geotermica per il riscaldamento, si potrebbero prevedere investimenti aggiuntivi a sostegno dell&#8217;installazione di pompe di calore su larga scala. La produzione di energia elettrica a partire dal carbone &#232; completamente coperta dalla produzione nazionale di lignite, e la Bulgaria importa quantitativi limitati di carbone dalla Russia per uso industriale (0,56 milioni di tonnellate, pari all&#8217;85&#160;% delle importazioni totali di carbone). D&#8217;altro canto, la Bulgaria dipende dalla Russia per il petrolio greggio (il 63&#160;% del quale proviene dalla Russia&#160;<a>(<span>19</span>)</a>, una percentuale significativamente pi&#249; alta della media Unione, che &#232; pari al 26&#160;%) e importa dalla Russia il 22&#160;%dei prodotti petroliferi raffinati, percentuale quest&#8217;ultima al di sotto della media dell&#8217;Unione, pari al 35&#160;%. Nel complesso, la quota del petrolio nel mix energetico &#232; risultata nel 2020 pari al 23,9&#160;%, al di sotto della media dell&#8217;Unione, attestatasi sul 32,7&#160;%. Il piano per la ripresa e la resilienza bulgaro prevede l&#8217;adozione di una tabella di marcia verso la neutralit&#224; climatica. Quest&#8217;ultima contempla misure per portare a termine il processo di graduale eliminazione del carbone e della lignite al pi&#249; tardi entro il 2038 e riforme e investimenti cospicui per accelerare la diffusione delle energie rinnovabili, mentre saranno necessari ulteriori sforzi per conseguire gli obiettivi della transizione climatica ed energetica.</p><p>Per quanto riguarda le energie rinnovabili, la Bulgaria si &#232; impegnata ad aggiungere almeno 3&#160;500&#160;MW di nuova capacit&#224; da fonti rinnovabili (eoliche e solari) e a creare le condizioni tecniche per integrare altri 4&#160;500&#160;MW nel sistema elettrico entro il 2026. Il piano prevede inoltre una riforma per rimuovere gli ostacoli principali allo sviluppo di tecnologie e catene del valore dell&#8217;idrogeno rinnovabile, nonch&#233; investimenti a sostegno dello sviluppo di progetti pilota per la produzione di idrogeno rinnovabile e biogas sostenibile. Sono previste anche misure a sostegno dell&#8217;installazione, da parte dei privati, di sistemi solari di riscaldamento dell&#8217;acqua (solare termico) e sistemi solari fotovoltaici. Il piano definir&#224; inoltre la povert&#224; energetica. Occorre rilevare che sar&#224; necessario accrescere ulteriormente l&#8217;ambizione relativamente alla riduzione delle emissioni di gas a effetto serra e all&#8217;aumento delle energie rinnovabili e dell&#8217;efficienza energetica per allineare la Bulgaria agli obiettivi del pacchetto &#171;Pronti per il 55&#160;%&#187;.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(25)</p></td><td><p>Al contempo, il piano bulgaro per la ripresa e la resilienza prevede oltre 1 miliardo di EUR di investimenti in misure di efficienza energetica destinate al parco immobiliare pubblico e privato. Questa iniziativa &#232; sostenuta da riforme volte a eliminare gli ostacoli agli investimenti nell&#8217;efficienza energetica e a ridurre l&#8217;onere amministrativo legato alle ristrutturazioni. La Bulgaria dovrebbe tuttavia puntare a ridurre ulteriormente il consumo energetico e la dipendenza dai combustibili fossili per conseguire i propri obiettivi, in linea con la sua strategia a lungo termine per la ristrutturazione del parco immobiliare. Il fondo nazionale di decarbonizzazione che sar&#224; istituito nel 2023 potrebbe sostenere tale misura. Parallelamente, la Bulgaria deve garantirsi interconnessioni energetiche di capacit&#224; adeguata, anche con i paesi limitrofi. Completando gli investimenti in corso, la Bulgaria pu&#242; sfruttare i vantaggi del mercato unico, garantirsi la sicurezza dell&#8217;approvvigionamento e accelerare la diversificazione delle rotte del gas. Si raccomanda di fare in modo che le nuove infrastrutture relative al gas siano, ove possibile, adeguate alle esigenze future, al fine di agevolarne la sostenibilit&#224; sul lungo periodo mediante futuri processi di riconversione verso combustibili sostenibili.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(26)</p></td><td><p>Anche se l&#8217;accelerazione della transizione verso la neutralit&#224; climatica e l&#8217;abbandono dei combustibili fossili genereranno notevoli costi di ristrutturazione in diversi settori, la Bulgaria pu&#242; avvalersi del meccanismo per una transizione giusta nel contesto della politica di coesione per attenuare l&#8217;impatto socioeconomico della transizione nelle regioni maggiormente interessate. La Bulgaria pu&#242; inoltre avvalersi del Fondo sociale europeo Plus, istituito dal regolamento (UE) 2021/1057 del Parlamento europeo e del Consiglio&#160;<a>(<span>20</span>)</a>, per migliorare le opportunit&#224; occupazionali e rafforzare la coesione sociale.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(27)</p></td><td><p>Alla luce della valutazione della Commissione, il Consiglio ha esaminato il programma di convergenza 2022 e il suo parere&#160;<a>(<span>21</span>)</a> trova riscontro nella raccomandazione di cui al punto 1.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(28)</p></td><td><p>Il 10 luglio 2020 il lev bulgaro &#232; stato incluso nel meccanismo europeo di cambio II (ERM II), un passo preliminare verso l&#8217;adozione dell&#8217;euro. Per preservare la stabilit&#224; economica e finanziaria e raggiungere un alto grado di convergenza economica sostenibile, le autorit&#224; bulgare si sono impegnate ad attuare misure politiche specifiche finalizzate a garantire la sostenibilit&#224; del settore finanziario non bancario e a rafforzare la governance delle imprese statali, nonch&#233; i quadri normativi in materia di insolvenza e antiriciclaggio. I progressi compiuti dalla Bulgaria nel soddisfare i requisiti necessari per adottare l&#8217;euro saranno valutati nelle relazioni della Commissione europea e della Banca centrale europea sulla convergenza per il 2022,</p></td></tr></tbody></table>
RACCOMANDA alla Bulgaria di prendere provvedimenti nel 2022 e nel 2023 al fine di:
1. garantire nel 2023 che la crescita della spesa primaria corrente finanziata a livello nazionale sia in linea con un orientamento della politica complessivamente neutro, tenendo conto del costante sostegno temporaneo e mirato alle famiglie e alle imprese più esposte agli aumenti dei prezzi dell’energia, nonché alle persone in fuga dall’Ucraina; essere pronta ad adeguare la spesa corrente all’evoluzione della situazione; aumentare gli investimenti pubblici per le transizioni verde e digitale e per la sicurezza energetica tenendo conto dell’iniziativa REPowerEU, anche avvalendosi del dispositivo per la ripresa e la resilienza e di altri fondi dell’Unione; per il periodo successivo al 2023, perseguire una politica di bilancio volta a conseguire posizioni di bilancio prudenti a medio termine;
2. procedere con l’attuazione del piano per la ripresa e la resilienza, in linea con i traguardi e gli obiettivi indicati nella decisione di esecuzione del Consiglio del 4 maggio 2022; presentare i documenti di programmazione della politica di coesione per il periodo 2021-2027 al fine di concludere i negoziati con la Commissione e successivamente avviare l’attuazione dei programmi;
3. ridurre la dipendenza complessiva dai combustibili fossili e dalle relative importazioni accelerando lo sviluppo delle energie rinnovabili, nonché diversificare le fonti e le rotte di approvvigionamento del gas aumentando le interconnessioni con i paesi vicini; intensificare gli sforzi per ridurre la domanda di energia migliorando l’efficienza energetica nell’industria e nel parco immobiliare pubblico e privato; promuovere nuove soluzioni sostenibili per quanto riguarda il teleriscaldamento centralizzato.
Fatto a Bruxelles, il 12 luglio 2022
Per il Consiglio
Il presidente
Z. STANJURA
<note>
( 1 ) GU L 209 del 2.8.1997, pag. 1 .
( 2 ) Regolamento (UE) 2021/241 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 febbraio 2021, che istituisce il dispositivo per la ripresa e la resilienza ( GU L 57 del 18.2.2021, pag. 17 ).
( 3 ) Regolamento (UE) n. 1176/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 novembre 2011, sulla prevenzione e la correzione degli squilibri macroeconomici ( GU L 306 del 23.11.2011, pag. 25 ).
( 4 ) Decisione di esecuzione (UE) 2022/382 del Consiglio, del 4 marzo 2022, che accerta l’esistenza di un afflusso massiccio di sfollati dall’Ucraina ai sensi dell’articolo 5 della direttiva 2001/55/CE e che ha come effetto l’introduzione di una protezione temporanea ( GU L 71 del 4.3.2022, pag. 1 ).
( 5 ) Direttiva 2001/55/CE del Consiglio, del 20 luglio 2001, sulle norme minime per la concessione della protezione temporanea in caso di afflusso massiccio di sfollati e sulla promozione dell’equilibrio degli sforzi tra gli Stati membri che ricevono gli sfollati e subiscono le conseguenze dell’accoglienza degli stessi ( GU L 212 del 7.8.2001, pag. 12 ).
( 6 ) Raccomandazione del Consiglio, del 18 giugno 2021, che formula un parere del Consiglio sul programma di convergenza 2021 della Bulgaria ( GU C 304 del 29.7.2021, pag. 6 ).
( 7 ) Nella presente raccomandazione le stime dell’orientamento di bilancio e delle sue componenti sono stime della Commissione basate sulle ipotesi sottese alle previsioni di primavera 2022 della Commissione. Le stime della Commissione relative alla crescita potenziale a medio termine non comprendono l’impatto positivo delle riforme inserite nel piano per la ripresa e la resilienza, che possono dare impulso alla crescita potenziale.
( 8 ) Non finanziati da sovvenzioni a norma del dispositivo per la ripresa e la resilienza o altri fondi dell’Unione.
( 9 ) ST 8091/2022; ST 8091/2022 ADD 1.
( 10 ) Raccomandazione del Consiglio, del 20 luglio 2020, sul programma nazionale di riforma 2020 della Bulgaria e che formula un parere del Consiglio sul programma di convergenza 2020 della Bulgaria ( GU C 282 del 26.8.2020, pag. 8 ).
( 11 ) Le cifre rappresentano il livello dei costi annuali di bilancio delle misure adottate dall’autunno 2021, comprese le entrate e le spese correnti nonché, se del caso, le misure di spesa in conto capitale.
( 12 ) Si ritiene che il numero totale di sfollati dall’Ucraina nell’Unione raggiungerà gradualmente i 6 milioni entro la fine del 2022 e la loro distribuzione geografica è stimata in base alle dimensioni delle comunità immigrate esistenti, alla relativa popolazione dello Stato membro ospitante e all’effettiva distribuzione degli sfollati provenienti dall’Ucraina in tutta l’Unione a partire da marzo 2022. Per i costi di bilancio pro capite, le stime si basano sul modello Euromod di microsimulazione del Centro comune di ricerca della Commissione, tenendo conto sia dei trasferimenti di denaro cui le persone potrebbero aver diritto che delle prestazioni in natura quali l’istruzione e l’assistenza sanitaria.
( 13 ) Un segno negativo dell’indicatore corrisponde a un eccesso di crescita della spesa primaria rispetto alla crescita economica a medio termine, il che indica una politica di bilancio espansiva.
( 14 ) Secondo le proiezioni l’altra spesa in conto capitale finanziata a livello nazionale darà un contributo restrittivo di 0,1 punti percentuali di PIL.
( 15 ) Un segno negativo dell’indicatore corrisponde a un eccesso di crescita della spesa primaria rispetto alla crescita economica a medio termine, il che indica una politica di bilancio espansiva.
( 16 ) Secondo le proiezioni l’altra spesa in conto capitale finanziata a livello nazionale darà un contributo neutro di 0,0 punti percentuali di PIL.
( 17 ) Regolamento (UE) 2021/1060 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 giugno 2021, recante le disposizioni comuni applicabili al Fondo europeo di sviluppo regionale, al Fondo sociale europeo Plus, al Fondo di coesione, al Fondo per una transizione giusta, al Fondo europeo per gli affari marittimi, la pesca e l’acquacoltura, e le regole finanziarie applicabili a tali fondi e al Fondo Asilo, migrazione e integrazione, al Fondo Sicurezza interna e allo Strumento di sostegno finanziario per la gestione delle frontiere e la politica dei visti ( GU L 231 del 30.6.2021, pag. 159 ).
( 18 ) Dall’aprile 2022, a seguito della sospensione unilaterale della fornitura di gas da parte di Gazprom, la Bulgaria non riceve più gas dalla Russia.
( 19 ) Per i dati sulle importazioni della Bulgaria si fa riferimento ai dati Eurostat 2019. I dati sulle importazioni del 2020 non forniscono informazioni utili, in quanto ingenti quantitativi di importazioni di greggio erano stati classificati come provenienti da partner commerciali «non specificati». La media UE si riferisce alla quota delle importazioni dalla Russia sul totale delle importazioni da paesi extra UE a 27, rispettivamente per il petrolio greggio e i prodotti petroliferi raffinati.
( 20 ) Regolamento (UE) 2021/1057 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 giugno 2021, che istituisce il Fondo sociale europeo Plus (FSE+) e che abroga il regolamento (UE) n. 1296/2013 ( GU L 231 del 30.6.2021, pag. 21 ).
( 21 ) A norma dell’articolo 9, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1466/97.
</note>