Document ID: 32023H2425
Language: ITA

<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td><img/></td><td><p>Gazzetta ufficiale<br/>dell'Unione europea</p></td><td><p>IT</p><p>Serie L</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>2023/2425</p></td><td><p>26.10.2023</p></td></tr></tbody></table>
RACCOMANDAZIONE (EU) 2023/2425 DELLA COMMISSIONE
del 20 ottobre 2023
sul coordinamento delle risposte agli incidenti, in particolare derivanti dalla diffusione di contenuti illegali, in vista della piena entrata in applicazione del regolamento (UE) 2022/2065 del Parlamento europeo e del Consiglio («regolamento sui servizi digitali»)
[notificata con il numero C(2023) 7170]
LA COMMISSIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea, in particolare l’articolo 292,
considerando quanto segue:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(1)</p></td><td><p>Nel mondo si assiste a un periodo senza precedenti di conflitti e instabilit&#224;: la guerra di aggressione della Russia nei confronti dell&#8217;Ucraina e l&#8217;attacco terroristico di Hamas in Israele. Data l&#8217;ampia diffusione dei social media, nell&#8217;Unione la violenza e la guerra si ripercuotono sempre pi&#249; online. Ci&#242; ha comportato un aumento senza precedenti di contenuti illegali e dannosi diffusi online, nonch&#233; di azioni coordinate per diffondere in tutta l&#8217;Unione disinformazione e cattiva informazione in relazione a tali crisi internazionali.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(2)</p></td><td><p>Le piattaforme online, in particolare, svolgono un ruolo importante nella diffusione di informazioni in tutta l&#8217;Unione. Da un lato, le piattaforme online costituiscono canali di comunicazione fondamentali per i cittadini dell&#8217;Unione e possono fornire informazioni significative ai governi e alle autorit&#224; pubbliche. Facilitano il dibattito pubblico e la diffusione di informazioni, opinioni e idee al pubblico; influenzano inoltre il modo in cui i cittadini ottengono e comunicano informazioni online. D&#8217;altro canto, le piattaforme online possono essere utilizzate in modo improprio quale mezzo per diffondere e amplificare contenuti illegali o dannosi online.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(3)</p></td><td><p>L&#8217;Unione, con il regolamento (UE)&#160;2022/2065 del Parlamento europeo e del Consiglio&#160;<a>(<span>1</span>)</a>, ha stabilito norme assolutamente innovative per garantire il suo contesto informativo online, che proteggono le libert&#224; fondamentali di informazione, soprattutto in tempi di conflitto, ma che esigono anche risposte efficaci alla diffusione di contenuti illegali online e alle minacce al dibattito civico, alle elezioni e alla sicurezza pubblica. Tale regolamento contribuisce al corretto funzionamento del mercato interno dei servizi intermediari stabilendo norme armonizzate per un ambiente online sicuro, prevedibile e affidabile che faciliti l&#8217;innovazione e in cui i diritti fondamentali sanciti dalla Carta dei diritti fondamentali dell&#8217;Unione europea siano tutelati in modo effettivo&#160;<a>(<span>2</span>)</a>.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(4)</p></td><td><p>Il regolamento persegue tali fini, in particolare, imponendo specifici obblighi in materia di dovere di diligenza adattati a determinate categorie di prestatori di servizi intermediari e predisponendo una struttura di governance per garantire la cooperazione e il coordinamento tra le autorit&#224; competenti degli Stati membri e la Commissione nel monitoraggio e nell&#8217;applicazione di tali obblighi, compresa la possibilit&#224; di elaborare protocolli di crisi a norma dell&#8217;articolo&#160;48.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(5)</p></td><td><p>Il regolamento (UE)&#160;2022/2065 si applicher&#224; pienamente solo a decorrere dal 17&#160;febbraio 2024, ma si applica gi&#224; ai fornitori di piattaforme online e di motori di ricerca online che la Commissione ha designato, il 25&#160;aprile 2023, quali piattaforme online di dimensioni molto grandi e motori di ricerca online di dimensioni molto grandi a norma dell&#8217;articolo&#160;33, paragrafo 4, di tale regolamento&#160;<a>(<span>3</span>)</a>. Mentre gli Stati membri sono tenuti unicamente a designare i rispettivi coordinatori dei servizi digitali e altre autorit&#224; nazionali competenti responsabili del monitoraggio e dell&#8217;applicazione del regolamento (UE)&#160;2022/2065 entro il 17&#160;febbraio 2024&#160;<a>(<span>4</span>)</a>, la Commissione pu&#242; gi&#224; esercitare i poteri di esecuzione che le sono conferiti a norma del capo IV, sezione 4, di tale regolamento in relazione alle piattaforme online di dimensioni molto grandi e ai motori di ricerca online di dimensioni molto grandi da essa designati il 25&#160;aprile 2023&#160;<a>(<span>5</span>)</a>.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(6)</p></td><td><p>Ai fini del monitoraggio e dell&#8217;applicazione efficaci del regolamento (UE)&#160;2022/2065 da parte della Commissione in relazione a tali piattaforme online di dimensioni molto grandi designate e motori di ricerca online di dimensioni molto grandi designati sono tuttavia necessarie l&#8217;assistenza delle autorit&#224; nazionali degli Stati membri e la cooperazione attiva con tali autorit&#224;. In diversi casi le disposizioni del capo IV, sezione 4, di tale regolamento prescrivono espressamente alla Commissione di cooperare con il comitato europeo per i servizi digitali (&#171;comitato&#187;)&#160;<a>(<span>6</span>)</a>, i coordinatori dei servizi digitali e altre autorit&#224; nazionali competenti cui gli Stati membri prevedono di affidare il monitoraggio e l&#8217;applicazione del suddetto regolamento nel rispettivo territorio.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(7)</p></td><td><p>Il fatto che diversi Stati membri non abbiano ancora designato i rispettivi coordinatori dei servizi digitali e che il comitato non sia stato ancora istituito rende pi&#249; difficile il monitoraggio e l&#8217;applicazione di tale regolamento da parte della Commissione, prima della sua piena entrata in vigore, in relazione alle piattaforme online di dimensioni molto grandi designate e ai motori di ricerca online di dimensioni molto grandi designati cui si applica gi&#224; il regolamento (UE)&#160;2022/2065&#160;<a>(<span>7</span>)</a>. La Commissione si impegna comunque a garantire la piena efficacia del suddetto regolamento in relazione ai prestatori di tali servizi.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(8)</p></td><td><p>Alla data di adozione della presente raccomandazione, meno del 10&#160;% degli Stati membri ha gi&#224; formalmente nominato il proprio coordinatore dei servizi digitali. In molti Stati membri tuttavia sono state individuate in via preliminare autorit&#224; di regolamentazione esistenti destinate ad assumere il ruolo di coordinatore dei servizi digitali e sono stati avviati i processi legislativi nazionali. A tal fine la Commissione esorta gli Stati membri, fino a quando non sar&#224; pienamente operativa la struttura di governance prevista dal regolamento (UE)&#160;2022/2065, a nominare un&#8217;autorit&#224; indipendente affinch&#233; prenda parte a una rete informale di potenziali coordinatori dei servizi digitali, in quanto il loro ruolo &#232; essenziale per individuare e affrontare gli incidenti, in particolare derivanti dalla diffusione di contenuti illegali, che presentano un evidente rischio di intimidazione di gruppi della popolazione e di destabilizzazione delle strutture politiche e sociali nell&#8217;Unione o in parti di essa, compresi quelli che rischiano di comportare una grave minaccia per la sicurezza pubblica o la salute pubblica nell&#8217;Unione o in parti significative di essa. Essi sono incoraggiati a riunirsi periodicamente tra di loro e con la Commissione nell&#8217;ambito di una rete informale per discutere di tali incidenti derivanti dalla diffusione di contenuti illegali sulle piattaforme online di dimensioni molto grandi e sui motori di ricerca online di dimensioni molto grandi, cui si applica gi&#224; tale regolamento. Detti incidenti possono comprendere, in particolare, la diffusione di contenuti illegali in relazione a conflitti internazionali, atti terroristici, emergenze di sanit&#224; pubblica, processi elettorali ecc.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(9)</p></td><td><p>La Commissione promuove inoltre la convocazione di riunioni specifiche in risposta a un incidente per ottenere una risposta agile, coordinata e proporzionata alla luce dell&#8217;applicazione del regolamento (UE)&#160;2022/2065 da parte dei prestatori, concordata anche tra le istituzioni dell&#8217;Unione e gli Stati membri, al fine di razionalizzare la comunicazione in situazioni d&#8217;urgenza e consentire un&#8217;ampia conoscenza situazionale.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(10)</p></td><td><p>Gli Stati membri sono altres&#236; incoraggiati ad assistere la Commissione nel suo compito di monitoraggio e applicazione del regolamento (UE)&#160;2022/2065 in relazione alle piattaforme online di dimensioni molto grandi designate e ai motori di ricerca online di dimensioni molto grandi designati. In tale contesto si invitano gli Stati a raccogliere prove in merito alla diffusione sul loro territorio di contenuti illegali attraverso le piattaforme online di dimensioni molto grandi e i motori di ricerca online di dimensioni molto grandi e a condividere tali prove con la Commissione affinch&#233; essa possa rispondere a tali contenuti in modo rapido e adeguato.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(11)</p></td><td><p>Il regolamento (UE)&#160;2022/2065 non determina se un particolare tipo di contenuto possa qualificarsi come illegale. L&#8217;illiceit&#224; dei contenuti &#232; determinata dalle leggi nazionali o, se armonizzate, dalle norme europee. Diversi atti del diritto dell&#8217;Unione prevedono un quadro giuridico in relazione ad alcune tipologie particolari di contenuti illegali presentati e diffusi online e armonizzano ci&#242; che dovrebbe essere considerato illegale in tutta l&#8217;Unione, In particolare, la direttiva (UE)&#160;2017/541 del Parlamento europeo e del Consiglio&#160;<a>(<span>8</span>)</a> stabilisce norme minime relative alla definizione dei reati e delle sanzioni nell&#8217;ambito dei reati di terrorismo, dei reati riconducibili a un gruppo terroristico e dei reati connessi ad attivit&#224; terroristiche nonch&#233; le misure di protezione, sostegno e assistenza per le vittime del terrorismo.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(12)</p></td><td><p>Inoltre il regolamento (UE)&#160;2021/784 del Parlamento europeo e del Consiglio&#160;<a>(<span>9</span>)</a> definisce in modo specifico quali siano i contenuti terroristici online, vale a dire i materiali che istigano alla commissione di un reato di terrorismo, costituiscono un&#8217;apologia di atti terroristici, incitano a compiere tali reati, sollecitano a commettere o a contribuire ad attivit&#224; connesse a reati di terrorismo o a parteciparvi, impartiscono istruzioni per la fabbricazione di vari tipi di armi a fini terroristici o costituiscono una minaccia di commissione di un reato di terrorismo. Esso fornisce inoltre il quadro giuridico che consente agli Stati membri di inviare ordini di rimozione ai prestatori di servizi di hosting, imponendo la rimozione dei contenuti entro un&#8217;ora. Il regolamento prescrive altres&#236; ai prestatori di servizi di hosting di attuare misure specifiche per impedire l&#8217;utilizzo dei loro servizi in caso di esposizione a contenuti terroristici.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(13)</p></td><td><p>Analogamente, la decisione quadro&#160;2008/913/GAI del Consiglio&#160;<a>(<span>10</span>)</a> impone agli Stati membri di qualificare come reato vari comportamenti intenzionali connessi all&#8217;istigazione pubblica alla violenza o all&#8217;odio nei confronti di un gruppo di persone, o un di un suo membro, definito in riferimento alla razza, al colore, alla religione, all&#8217;ascendenza o all&#8217;origine nazionale o etnica. Essa dispone inoltre che gli Stati membri qualifichino come reato i comportamenti intenzionali volti all&#8217;apologia, alla negazione o alla minimizzazione grossolana dei crimini di genocidio, dei crimini contro l&#8217;umanit&#224;, dei crimini di guerra e dei crimini contro la pace, dirette contro un gruppo di persone, o un membro di tale gruppo, definito in riferimento alla razza, al colore, alla religione, all&#8217;ascendenza o all&#8217;origine nazionale o etnica, quando i comportamenti siano posti in essere in modo atto a istigare alla violenza o all&#8217;odio nei confronti di tale gruppo o di un suo membro.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(14)</p></td><td><p>La Commissione ricorda inoltre che le autorit&#224; nazionali competenti possono gi&#224; emettere ingiunzioni nei confronti dei prestatori di servizi intermediari i cui servizi sono utilizzati per diffondere contenuti illegali online. Nel contesto attuale &#232; di fondamentale importanza che le autorit&#224; nazionali competenti procedano rapidamente all&#8217;individuazione di tali contenuti illegali online e all&#8217;emissione di ordini di rimozione sulla base di quanto disposto dai rispettivi sistemi nazionali. L&#8217;articolo&#160;9 del regolamento (UE)&#160;2022/2065 chiarisce che tali ordini possono essere emessi su base transfrontaliera. In considerazione del rischio di incidenti, &#232; di primaria importanza che le autorit&#224; competenti raccolgano tutte le prove necessarie per consentire l&#8217;adozione di misure efficaci contro l&#8217;amplificazione dei contenuti illegali online riguardanti reati spesso orrendi e che si avvalgano dei poteri loro conferiti dai diversi strumenti del diritto dell&#8217;Unione per contrastare i contenuti illegali.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(15)</p></td><td><p>La pluralit&#224; delle legislazioni nazionali e dell&#8217;Unione e le diverse forme di coordinamento in relazione ai contenuti illegali accrescono la necessit&#224; di garantire il coordinamento tra gli Stati membri nella fase che precede la piena applicazione del regolamento (UE)&#160;2022/2065. Un&#8217;azione rapida e coordinata &#232; di fondamentale importanza per impedire che i contenuti illegali, in particolare i contenuti terroristici e le forme illegali di incitamento all&#8217;odio, circolino online, anche diventando virali. Se le azioni intraprese a livello nazionale per contrastare l&#8217;amplificazione dei contenuti illegali online non sono coordinate, ci&#242; potrebbe comportare un maggiore rischio di frammentazione e incertezza giuridiche, un aumento degli attriti e un prolungamento dei tempi di risposta. Inoltre, come riconosciuto dal regolamento (UE)&#160;2022/2065, la Commissione &#232; in una posizione migliore per applicare detto regolamento in relazione ai fornitori di piattaforme online di dimensioni molto grandi e di motori di ricerca online di dimensioni molto grandi. In quest&#8217;ottica, &#232; auspicabile che gli Stati membri agiscano in modo coordinato a sostegno delle eventuali azioni di esecuzione che la Commissione pu&#242; adottare nell&#8217;esercizio dei suoi poteri di cui al capo IV, sezione 4, del regolamento (UE)&#160;2022/2065.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(16)</p></td><td><p>La Commissione ricorda inoltre che esistono diversi quadri di cooperazione volontaria per contrastare la diffusione di contenuti illegali online.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(17)</p></td><td><p>Un&#8217;azione rapida e coordinata nelle situazioni di crisi &#232; di fondamentale importanza per impedire che i contenuti illegali, in particolare i contenuti terroristici e le forme illegali di incitamento all&#8217;odio, si diffondano online in modo virale. Il protocollo di crisi dell&#8217;UE, elaborato nel 2019 nel contesto del Forum dell&#8217;UE su Internet e aggiornato nel 2023, prevede un meccanismo volontario per una risposta transfrontaliera rapida e coordinata, da parte dei prestatori di servizi online e delle autorit&#224; di contrasto, a una sospetta crisi nello spazio online causata da un atto terroristico o di estremismo violento. Il protocollo di crisi dell&#8217;UE, che si basa sulla cooperazione volontaria tra i membri del Forum dell&#8217;UE su Internet, stabilisce le procedure, i ruoli e le responsabilit&#224; dei soggetti principali, in particolare al fine di evitare ostacoli alle indagini e di garantire l&#8217;acquisizione di prove. Gli Stati membri possono attivare il protocollo, in consultazione con l&#8217;unit&#224; UE addetta alle segnalazioni su Internet (EU IRU) di Europol. L&#8217;EU IRU svolge un ruolo primario nel coordinamento tra le autorit&#224; di contrasto nazionali e i prestatori di servizi online. Anche la conservazione dei contenuti rimossi &#232; fondamentale per consentire il ripristino dei contenuti indebitamente rimossi e garantire la protezione delle libert&#224; fondamentali.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(18)</p></td><td><p>Nel contesto del codice di condotta contro l&#8217;incitamento all&#8217;odio online, le principali piattaforme di social media, alcune delle quali sono state designate come piattaforme online di dimensioni molto grandi a norma del regolamento (UE)&#160;2022/2065, si sono impegnate a esaminare e, se necessario, rimuovere entro 24 ore nella maggior parte dei casi i contenuti di incitamento all&#8217;odio loro notificati; la loro conformit&#224; &#232; valutata da una rete di segnalatori attendibili. La Commissione e i firmatari stanno attualmente riesaminando il codice di condotta, anche nel contesto dell&#8217;entrata in applicazione dell&#8217;articolo&#160;45 del regolamento (UE)&#160;2022/2065, al fine di introdurre impegni che possano contribuire ad attenuare i rischi sistemici e a prevedere le minacce di ondate di incitamento all&#8217;odio prima che i contenuti diventino virali online.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(19)</p></td><td><p>Il regolamento (UE)&#160;2022/2065 prevede meccanismi di coordinamento per reagire alle situazioni di emergenza. Tuttavia, come dimostrano i recenti avvenimenti, prima del 17&#160;febbraio 2024 si stanno gi&#224; verificando circostanze eccezionali che interessano lo spazio digitale europeo. Tali circostanze eccezionali, innescate da specifici incidenti o crisi derivanti dalla diffusione di contenuti illegali, presentano un evidente rischio di intimidazione di gruppi della popolazione e di destabilizzazione delle strutture politiche e sociali nell&#8217;Unione europea o in parti di essa. Questa situazione richiede un&#8217;azione coordinata a livello dell&#8217;Unione sin d&#8217;ora, ben prima della data di applicazione delle pertinenti disposizioni del regolamento (UE)&#160;2022/2065 (ad esempio il 17&#160;febbraio 2024).</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(20)</p></td><td><p>Per quanto riguarda tali minacce impreviste, vi &#232; il rischio che le azioni intraprese a livello nazionale per contrastare l&#8217;amplificazione dei contenuti illegali online possano risultare non coordinate, incrementare la frammentazione e l&#8217;incertezza giuridiche, aumentare gli attriti e prolungare i tempi di risposta. Inoltre, come riconosciuto dal regolamento (UE)&#160;2022/2065, la Commissione &#232; in una posizione migliore per applicare il regolamento per quanto riguarda l&#8217;applicazione sistematica delle norme da parte delle piattaforme online di dimensioni molto grandi e dei motori di ricerca online di dimensioni molto grandi. In quest&#8217;ottica, &#232; opportuno incoraggiare gli Stati membri ad agire in modo coordinato a sostegno delle eventuali azioni di esecuzione che la Commissione pu&#242; adottare nell&#8217;adempimento del suo ruolo di cui al regolamento (UE)&#160;2022/2065.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(21)</p></td><td><p>&#200; importante coinvolgere le autorit&#224; di contrasto nella pianificazione della risposta nazionale volta a contrastare i contenuti illegali, cosicch&#233; le misure adottate o pianificate non interferiscano con la loro attivit&#224;, in particolare in caso di minaccia imminente per la vita.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(22)</p></td><td><p>In considerazione del periodo senza precedenti di conflitti e instabilit&#224; che interessa l&#8217;Unione, la presente raccomandazione stabilisce meccanismi di preparazione, cooperazione e coordinamento tra la Commissione e gli Stati membri in vista della piena applicazione del regolamento (UE)&#160;2022/2065 il 17&#160;febbraio 2024, in uno spirito di leale cooperazione, per consentire una rapida transizione verso l&#8217;applicazione di tale regolamento e garantirne la piena efficacia sin dall&#8217;inizio. La presente raccomandazione non mira a sostituire o a integrare i meccanismi di applicazione n&#233; il quadro degli obblighi di cui al regolamento (UE)&#160;2022/2065.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(23)</p></td><td><p>La Commissione valuter&#224; l&#8217;esperienza acquisita nell&#8217;applicazione della presente raccomandazione alla sua scadenza, ossia quando il regolamento (UE)&#160;2022/2065 entrer&#224; pienamente in applicazione.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(24)</p></td><td><p>La presente raccomandazione dovrebbe applicarsi fino al 17&#160;febbraio 2024,</p></td></tr></tbody></table>
HA ADOTTATO LA PRESENTE RACCOMANDAZIONE:
SCOPO DELLA RACCOMANDAZIONE
La presente raccomandazione incoraggia gli Stati membri a rispondere in modo coordinato e coerente agli incidenti, in particolare derivanti dalla diffusione di contenuti illegali, che presentano un evidente rischio di intimidazione di gruppi della popolazione e di destabilizzazione delle strutture politiche e sociali nell’Unione o in parti di essa, compresi quelli che rischiano di comportare una grave minaccia per la sicurezza pubblica o la salute pubblica nell’Unione o in parti significative di essa, per quanto riguarda le piattaforme online di dimensioni molto grandi designate e i motori di ricerca online di dimensioni molto grandi designati a norma del regolamento (UE) 2022/2065, prima del 17 febbraio 2024.
DEFINIZIONI
Ai fini della presente raccomandazione si applicano le definizioni seguenti:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>a)</p></td><td><p>&#171;coordinatore dei servizi digitali&#187;: il coordinatore dei servizi digitali designato da ciascuno Stato membro a norma dell&#8217;articolo&#160;49 del regolamento (UE)&#160;2022/2065;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>b)</p></td><td><p>&#171;comitato&#187;: il comitato europeo per i servizi digitali istituito a norma dell&#8217;articolo&#160;61 del regolamento (UE)&#160;2022/2065;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>c)</p></td><td><p>&#171;piattaforme online di dimensioni molto grandi&#187; e &#171;motori di ricerca online di dimensioni molto grandi&#187;: le piattaforme online e i motori di ricerca online designati a norma dell&#8217;articolo&#160;33, paragrafo 4, del regolamento (UE)&#160;2022/2065.</p></td></tr></tbody></table>
RACCOMANDAZIONI SPECIFICHE
Rete informale dei potenziali coordinatori dei servizi digitali per la cooperazione e il coordinamento prima del 17 febbraio 2024
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>1.</p></td><td><span>Prima del 17&#160;febbraio 2024 gli Stati membri sono incoraggiati a coordinare, attraverso una rete informale (&#171;rete informale&#187;), le loro azioni in relazione alla diffusione di contenuti illegali sulle piattaforme online di dimensioni molto grandi e sui motori di ricerca online di dimensioni molto grandi che sono gi&#224; stati designati a norma dell&#8217;articolo&#160;33, paragrafo 4, del suddetto regolamento.</span></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>2.</p></td><td><span>Gli Stati membri che hanno gi&#224; nominato, o almeno individuato, il proprio coordinatore dei servizi digitali indipendente a norma dell&#8217;articolo&#160;49 del regolamento (UE)&#160;2025/2065 sono incoraggiati a condividere con la Commissione i recapiti dell&#8217;autorit&#224; competente che &#232; stata o sar&#224; designata. Tutti gli altri Stati membri sono incoraggiati a provvedere in tal senso quanto prima, anche su base ad hoc, per partecipare alla rete dei potenziali coordinatori dei servizi digitali di cui al paragrafo 1.</span></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>3.</p></td><td><span>Gli altri Stati membri sono incoraggiati a nominare un funzionario di alto livello per partecipare alla rete informale e a condividere con la Commissione i recapiti dell&#8217;autorit&#224; che tale funzionario rappresenta, che pu&#242; fungere da punto di contatto fino alla designazione del rispettivo coordinatore dei servizi digitali.</span></td></tr></tbody></table>
Riunioni specifiche per coordinare le risposte
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>4.</p></td><td><span>La Commissione, di propria iniziativa o su raccomandazione di uno o pi&#249; membri della rete informale dei potenziali coordinatori dei servizi digitali, potrebbe convocare la rete informale dei potenziali coordinatori dei servizi digitali. Alla rete informale si raccomanda di cooperare con la Commissione per rispondere, mediante riunioni specifiche, agli incidenti, in particolare derivanti dalla diffusione di contenuti illegali, che presentano un evidente rischio di intimidazione di gruppi della popolazione e di destabilizzazione delle strutture politiche e sociali nell&#8217;Unione o in parti di essa, compresi quelli che rischiano di comportare una grave minaccia per la sicurezza pubblica o la salute pubblica nell&#8217;Unione o in parti significative di essa.</span></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>5.</p></td><td><span>La Commissione incoraggia gli Stati membri a partecipare attivamente alle riunioni della rete informale.</span></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>6.</p></td><td><span>Le risposte coordinate della rete informale potrebbero includere gli strumenti indicati di seguito.</span></td></tr></tbody></table>
Riunioni periodiche sulla risposta agli incidenti
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>7.</p></td><td><span>Nel contesto di tali incidenti, la Commissione raccomanda che la rete informale dei potenziali coordinatori dei servizi digitali si riunisca periodicamente per giungere a una comprensione coordinata dell&#8217;evoluzione delle circostanze eccezionali a livello nazionale e per proporre un quadro per qualsiasi azione di follow-up ritenuta eventualmente necessaria alla luce delle circostanze eccezionali individuate.</span></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>8.</p></td><td><span>Tali riunioni dovrebbero trattare gli aspetti seguenti:</span><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>a)</p></td><td><p>scambio di informazioni, buone pratiche, metodologie, sistemi tecnici e strumenti allo scopo di sostenere gli sforzi di vigilanza riguardanti le piattaforme online di dimensioni molto grandi e i motori di ricerca online di dimensioni molto grandi in un contesto di crisi;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>b)</p></td><td><p>scambio di informazioni raccolte a livello nazionale dalle autorit&#224; nazionali competenti per quanto riguarda l&#8217;individuazione di contenuti illegali online connessi alla situazione di crisi e l&#8217;amplificazione degli stessi da parte delle piattaforme online di dimensioni molto grandi e dei motori di ricerca online di dimensioni molto grandi, comprese, ove disponibili, informazioni sui relativi effetti sull&#8217;opinione pubblica locale.</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table>
Raccolta di informazioni
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>9.</p></td><td><span>La rete informale dei potenziali coordinatori dei servizi digitali dovrebbe, se del caso, fornire informazioni significative riguardo al funzionamento e alla progettazione delle pertinenti piattaforme online di dimensioni molto grandi e dei pertinenti motori di ricerca online di dimensioni molto grandi, raccolte nell&#8217;esercizio dei rispettivi compiti e nell&#8217;ambito delle proprie competenze di cui al regolamento (UE)&#160;2022/2065, o da altre autorit&#224; competenti nel rispettivo Stato membro.</span></td></tr></tbody></table>
Sostegno alla Commissione nel monitoraggio e nell’applicazione del regolamento (UE) 2022/2065
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>10.</p></td><td><span>Prima del 17&#160;febbraio 2024 gli Stati membri sono incoraggiati ad assistere la Commissione nell&#8217;esercizio dei suoi poteri di cui al capo IV, sezione 4, del regolamento (UE)&#160;2022/2065 in relazione ai fornitori delle piattaforme online di dimensioni molto grandi e dei motori di ricerca online di dimensioni molto grandi che sono gi&#224; stati designati a norma dell&#8217;articolo&#160;33, paragrafo 4, di tale regolamento.</span></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>11.</p></td><td><span>Tale assistenza pu&#242; consistere in quanto segue:</span><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>a)</p></td><td><p>assistenza alla Commissione nello svolgimento di audizioni a norma dell&#8217;articolo&#160;68 del regolamento (UE)&#160;2022/2065;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>b)</p></td><td><p>assistenza alla Commissione nello svolgimento di ispezioni nel loro territorio a norma dell&#8217;articolo&#160;69 del regolamento (UE)&#160;2022/2065, conformemente alle leggi e alle procedure nazionali applicabili.</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table>
Incoraggiamento della partecipazione ai quadri di cooperazione volontaria esistenti
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>12.</p></td><td><span>Gli Stati membri sono inoltre incoraggiati a partecipare ai quadri di cooperazione volontaria esistenti per contrastare la diffusione di contenuti illegali online. Tali quadri di cooperazione volontaria comprendono in particolare il protocollo di crisi dell&#8217;UE, che prevede un meccanismo volontario per rispondere a una sospetta crisi nello spazio online causata da un atto terroristico o di estremismo violento. Gli Stati membri sono inoltre incoraggiati a coordinarsi attraverso i consessi internazionali per la lotta al terrorismo, quali la &#171;Christchurch Call&#187; e il &#171;Global Internet Forum to Counter Terrorism&#187;, guidato dall&#8217;industria.</span></td></tr></tbody></table>
Periodo di applicazione
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>13.</p></td><td><span>La presente raccomandazione si applica fino al 17&#160;febbraio 2024.</span></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>14.</p></td><td><span>Gli Stati membri sono destinatari della presente raccomandazione.</span></td></tr></tbody></table>
Fatto a Bruxelles, il 20 ottobre 2023
Per la Commissione
Thierry BRETON
Membro della Commissione
( 1 ) Regolamento (UE) 2022/2065 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 ottobre 2022, relativo a un mercato unico dei servizi digitali e che modifica la direttiva 2000/31/CE (regolamento sui servizi digitali) ( GU L 277 del 27.10.2022, pag. 1 ).
( 2 ) Articolo 1, paragrafo 1, del regolamento (UE) 2022/2065.
( 3 ) L’elenco dei servizi designati è stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea , a norma dell’articolo 33, paragrafo 6, del regolamento (UE) 2065: GU C 249 del 14.7.2023, pag. 2 .
( 4 ) Cfr. l’articolo 49, paragrafo 3, del regolamento (UE) 2022/2065.
( 5 ) A norma dell’articolo 56, paragrafo 2, del regolamento (UE) 2022/2065, la Commissione dispone di poteri esclusivi per il monitoraggio e l’applicazione del capo III, sezione 5, del medesimo regolamento, che prevede obblighi rafforzati in materia di dovere di diligenza applicabili alle piattaforme online di dimensioni molto grandi designate e ai motori di ricerca online di dimensioni molto grandi designati. A norma dell’articolo 56, paragrafo 3, di detto regolamento, la Commissione dispone inoltre di poteri per il monitoraggio e l’applicazione degli obblighi in materia di dovere di diligenza stabiliti nel medesimo regolamento diversi da quelli di cui al capo III, sezione 5, nei confronti di fornitori di piattaforme online di dimensioni molto grandi e di motori di ricerca online di dimensioni molto grandi.
( 6 ) A norma dell’articolo 61 del regolamento (UE) 2022/2065, il comitato è un gruppo consultivo indipendente, composto dai coordinatori dei servizi digitali, per la vigilanza sui prestatori di servizi intermediari.
( 7 ) A norma dell’articolo 63 del regolamento (UE) 2022/2065, il comitato provvede, tra l’altro, a fornire consulenza alla Commissione e ai coordinatori dei servizi digitali in merito alle opportune misure di indagine e di esecuzione, in particolare nei confronti dei fornitori di piattaforme online di dimensioni molto grandi o di motori di ricerca online di dimensioni molto grandi tenendo conto, in particolare, della libertà dei prestatori di servizi intermediari di fornire servizi in tutta l’Unione.
( 8 ) Direttiva (UE) 2017/541 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 marzo 2017, sulla lotta contro il terrorismo e che sostituisce la decisione quadro 2002/475/GAI del Consiglio e che modifica la decisione 2005/671/GAI del Consiglio ( GU L 88 del 31.3.2017, pag. 6 ).
( 9 ) Regolamento (UE) 2021/784 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2021, relativo al contrasto della diffusione di contenuti terroristici online ( GU L 172 del 17.5.2021, pag. 79 ).
( 10 ) Decisione quadro 2008/913/GAI del Consiglio, del 28 novembre 2008, sulla lotta contro talune forme ed espressioni di razzismo e xenofobia mediante il diritto penale ( GU L 328 del 6.12.2008, pag. 55 ).
ELI: http://data.europa.eu/eli/reco/2023/2425/oj
ISSN 1977-0707 (electronic edition)