Document ID: 32018R0150
Language: ITA

<table><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>31.1.2018&#160;&#160;&#160;</p></td><td><p>IT</p></td><td><p>Gazzetta ufficiale dell'Unione europea</p></td><td><p>L 26/14</p></td></tr></tbody></table>
REGOLAMENTO DI ESECUZIONE (UE) 2018/150 DELLA COMMISSIONE
del 30 gennaio 2018
che modifica il regolamento di esecuzione (UE) 2016/1240 per quanto riguarda i metodi di analisi e la valutazione qualitativa del latte e dei prodotti lattiero-caseari ammissibili all'intervento pubblico e all'aiuto all'ammasso privato
LA COMMISSIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,
visto il regolamento (UE) n. 1306/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, sul finanziamento, sulla gestione e sul monitoraggio della politica agricola comune e che abroga i regolamenti (CEE) n. 352/78, (CE) n. 165/94, (CE) n. 2799/98, (CE) n. 814/2000, (CE) n. 1290/2005 e (CE) n. 485/2008 del Consiglio ( 1 ) , in particolare l'articolo 62, paragrafo 2, lettera i),
considerando quanto segue:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(1)</p></td><td><p>Il regolamento delegato (UE) 2016/1238 della Commissione<a>&#160;(<span>2</span>)</a> e il regolamento di esecuzione (UE) 2016/1240 della Commissione<a>&#160;(<span>3</span>)</a> stabiliscono le norme in materia di intervento pubblico e di aiuto all'ammasso privato.&#160;Il regolamento (CE) n.&#160;273/2008 della Commissione<a>&#160;(<span>4</span>)</a> stabilisce i metodi applicabili per determinare se il latte e i prodotti lattiero-caseari soddisfano i requisiti di ammissibilit&#224; previsti nei suddetti regolamenti per l'intervento pubblico e l'aiuto all'ammasso privato.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(2)</p></td><td><p>Gli sviluppi tecnici realizzati nella metodologia impiegata per l'analisi e la valutazione qualitativa del latte e dei prodotti lattiero-caseari rendono opportuno introdurre alcune modifiche sostanziali a fini di semplificazione e per fornire riferimenti aggiornati alle norme ISO. A fini di chiarezza e razionalit&#224;, e vista la portata e la natura tecnica delle modifiche alle disposizioni del regolamento (CE) n.&#160;273/2008, le disposizioni pertinenti di tale regolamento dovrebbero essere incorporate nel regolamento (UE) 2016/1240.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(3)</p></td><td><p>Al fine di assicurare la conformit&#224; con le nuove norme e i nuovi metodi in tutti gli Stati membri, i laboratori dovrebbero poter disporre di un periodo di tempo sufficiente per rivedere le procedure e applicare i metodi aggiornati.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(4)</p></td><td><p>&#200; pertanto opportuno modificare di conseguenza il regolamento di esecuzione (UE) 2016/1240.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(5)</p></td><td><p>Ai fini della certezza del diritto &#232; opportuno abrogare il regolamento (CE) n. 273/2008.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(6)</p></td><td><p>Le misure di cui al presente regolamento sono conformi al parere del Comitato per l'organizzazione comune dei mercati agricoli,</p></td></tr></tbody></table>
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
Il regolamento di esecuzione (UE) 2016/1240 è così modificato:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>1)</p></td><td><p>L'articolo 4 &#232; cos&#236; modificato:</p><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>a)</p></td><td><p>il paragrafo 1 &#232; cos&#236; modificato:</p><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>i)</p></td><td><p>la lettera d) &#232; sostituita dalla seguente:</p><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#171;d)</p></td><td><p>per il burro: nell'allegato IV, parti I e I<span>bis</span>, del presente regolamento;&#187;</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>ii)</p></td><td><p>la lettera e) &#232; sostituita dalla seguente:</p><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#171;e)</p></td><td><p>per il latte scremato in polvere: nell'allegato V, parti I e I<span>bis</span>, del presente regolamento.&#187;;</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>b)</p></td><td><p>il paragrafo 2 &#232; sostituito dal seguente:</p><p>&#171;2.&#160;&#160;&#160;I metodi per determinare la qualit&#224; dei cereali, del burro e del latte scremato in polvere ammissibili all'intervento pubblico di cui agli allegati I, IV e V rispettivamente, sono definiti nell'ultima versione delle pertinenti norme europee o internazionali, secondo il caso, in vigore almeno 6 mesi prima del primo giorno del periodo d'intervento pubblico quale definito all'articolo&#160;12 del regolamento (UE) n.&#160;1308/2013.&#187;;</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>2)</p></td><td><p>&#232; inserito il seguente articolo 60<span>bis</span>:</p><p>&#171;Articolo 60&#160;<span>bis</span></p><p>Disposizioni specifiche sui controlli relativi all'intervento pubblico e all'aiuto all'ammasso privato per il latte e i prodotti lattiero-caseari</p><p>1.&#160;&#160;&#160;L'ammissibilit&#224; del burro, del latte scremato in polvere e del formaggio al beneficio degli aiuti all'ammasso privato &#232; stabilita secondo i metodi previsti negli allegati VI, VII e VIII rispettivamente.</p><p>Tali metodi sono stabiliti facendo riferimento all'ultima versione delle pertinenti norme europee o internazionali, secondo il caso, in vigore almeno 6 mesi prima del primo giorno del periodo d'intervento pubblico quale definito all'articolo&#160;12 del regolamento (UE) n.&#160;1308/2013.</p><p>2.&#160;&#160;&#160;I risultati dei controlli effettuati applicando i metodi stabiliti nel presente regolamento sono valutati conformemente all'allegato IX.&#187;;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>3)</p></td><td><p>gli allegati sono modificati conformemente all'allegato del presente regolamento.</p></td></tr></tbody></table>
Articolo 2
Il regolamento (CE) n. 273/2008 è abrogato.
Articolo 3
Il presente regolamento entra in vigore il settimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea .
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, il 30 gennaio 2018
Per la Commissione
Il presidente
Jean-Claude JUNCKER
( 1 ) GU L 347 del 20.12.2013, pag. 549 .
( 2 ) Regolamento delegato (UE) 2016/1238 della Commissione, del 18 maggio 2016, che integra il regolamento (UE) n. 1308/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda l'intervento pubblico e l'aiuto all'ammasso privato ( GU L 206 del 30.7.2016, pag. 15 ).
( 3 ) Regolamento di esecuzione (UE) 2016/1240 della Commissione, del 18 maggio 2016, recante modalità di applicazione del regolamento (UE) n. 1308/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda l'intervento pubblico e l'aiuto all'ammasso privato ( GU L 206 del 30.7.2016, pag. 71 ).
( 4 ) Regolamento (CE) n. 273/2008 della Commissione, del 5 marzo 2008, che stabilisce modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 1255/1999 del Consiglio per quanto riguarda i metodi di analisi e la valutazione qualitativa del latte e dei prodotti lattiero-caseari ( GU L 88 del 29.3.2008, pag. 1 ).
ALLEGATO
Gli allegati del regolamento di esecuzione (UE) 2016/1240 sono così modificati:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>1)</p></td><td><p>l'allegato IV &#232; cos&#236; modificato:</p><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>a)</p></td><td><p>nella parte I, punto 2, il secondo comma &#232; sostituito dal seguente:</p><p>&#171;Ciascun campione deve essere valutato singolarmente. Non sono ammesse ripetizioni del campionamento e della valutazione.&#187;;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>b)</p></td><td><p>&#232; aggiunta la seguente parte I<span>bis</span>:</p><p>&#171;PARTE I<span>bis</span></p><p><span>Metodi di analisi del burro non salato destinato all'intervento pubblico</span></p><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>Parametro</p></td><td><p>Metodo</p></td></tr><tr><td><p>Grasso<a>&#160;(<span>1</span>)</a></p></td><td><p>ISO 17189 o ISO 3727 parte 3</p></td></tr><tr><td><p>Acqua</p></td><td><p>ISO 3727 parte 1</p></td></tr><tr><td><p>Materie secche non grasse</p></td><td><p>ISO 3727 parte 2</p></td></tr><tr><td><p>Acidit&#224; delle materie grasse</p></td><td><p>ISO 1740</p></td></tr><tr><td><p>Indice di perossidi</p></td><td><p>ISO 3976</p></td></tr><tr><td><p>Grassi diversi da quelli del latte</p></td><td><p>ISO 17678</p></td></tr><tr><td><p>Caratteristiche organolettiche</p></td><td><p>ISO 22935 parti 2 e 3 e tabella di punteggio di seguito riportata.</p></td></tr></tbody></table><p><span>Tabella di punteggio</span></p><table><col/><col/><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>Aspetto</p></td><td><p>Consistenza</p></td><td><p>Gusto e aroma</p></td></tr><tr><td><p>Punti</p></td><td><p>Osservazioni</p></td><td><p>Punti</p></td><td><p>Osservazioni</p></td><td><p>Punti</p></td><td><p>Osservazioni</p></td></tr><tr><td><p>5</p></td><td><p><span>Molto buono</span></p><p>tipo ideale</p><p>massima qualit&#224;</p><p>(uniformemente asciutto)</p></td><td><p>5</p></td><td><p><span>Molto buono</span></p><p>tipo ideale</p><p>massima qualit&#224;</p><p>(ben spalmabile)</p></td><td><p>5</p></td><td><p><span>Molto buono</span></p><p>tipo ideale</p><p>massima qualit&#224;</p><p>(aroma finissimo assolutamente puro)</p></td></tr><tr><td><p>4</p></td><td><p><span>Buono</span></p><p>(nessun difetto evidente)</p></td><td><p>4</p></td><td><p><span>Buono</span></p><p>(nessun difetto evidente)</p></td><td><p>4</p></td><td><p><span>Buono</span></p><p>(nessun difetto evidente)</p></td></tr><tr><td><p>1, 2 o 3</p></td><td><p>Qualunque difetto</p></td><td><p>1, 2 o 3</p></td><td><p>Qualunque difetto</p></td><td><p>1, 2 o 3</p></td><td><p>Qualunque difetto&#187;</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>2)</p></td><td><p>all'allegato V &#232; aggiunta la seguente parte I&#160;<span>bis</span>:</p><p>&#171;PARTE I<span>bis</span></p><p><span>Metodi di analisi del latte scremato in polvere destinato all'intervento pubblico</span></p><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>Parametro</p></td><td><p>Metodo</p></td></tr><tr><td><p>Proteine</p></td><td><p>ISO 8968 parte 1</p></td></tr><tr><td><p>Grasso</p></td><td><p>ISO 1736</p></td></tr><tr><td><p>Acqua</p></td><td><p>ISO 5537</p></td></tr><tr><td><p>Acidit&#224;</p></td><td><p>ISO 6091</p></td></tr><tr><td><p>Lattati</p></td><td><p>ISO 8069</p></td></tr><tr><td><p>Prova di fosfatasi</p></td><td><p>ISO 11816 parte 1</p></td></tr><tr><td><p>Indice di insolubilit&#224;</p></td><td><p>ISO 8156</p></td></tr><tr><td><p>Particelle combuste<a>&#160;(<span>2</span>)</a></p></td><td><p>ADPI</p></td></tr><tr><td><p>Microrganismi</p></td><td><p>ISO 4833 parte 1</p></td></tr><tr><td><p>Latticello</p></td><td><p>Appendice I</p></td></tr><tr><td><p>Siero di latte presamico<a>&#160;(<span>3</span>)</a></p></td><td><p>Appendici II e III</p></td></tr><tr><td><p>Siero di latte acido<a>&#160;(<span>4</span>)</a></p></td><td><p>ISO 8069 o controlli in loco</p></td></tr><tr><td><p>Controlli organolettici<a>&#160;(<span>5</span>)</a></p></td><td><p>ISO 22935 parti 2 e 3</p></td></tr></tbody></table><div><p>Appendice I</p><p><span>LATTE SCREMATO IN POLVERE: DETERMINAZIONE DELLA QUANTIT&#192; DI FOSFATIDILSERINA E FOSFATIDILETANOLAMINA</span></p><p><span><span>Metodo: HPLC in fase inversa</span></span></p><p>1.&#160;&#160;&#160;OGGETTO E CAMPO DI APPLICAZIONE</p><p>Il metodo descrive una procedura per la determinazione quantitativa della fosfatidilserina (PS) e della fosfatidiletanolamina (PE) nel latte scremato in polvere (LSP) ed &#232; adatto per rivelare particelle solide di latticello nel LSP.</p><p>2.&#160;&#160;&#160;DEFINIZIONE</p><p><span>Contenuto di PS + PE</span>: la frazione in massa di sostanza determinata utilizzando la procedura qui specificata. Il risultato &#232; espresso in milligrammi di dipalmitoilfosfatidiletanolamina (PEDP) per 100&#160;g di polvere.</p><p>3.&#160;&#160;&#160;PRINCIPIO DEL METODO</p><p>Estrazione degli amminofosfolipidi mediante metanolo da latte in polvere ricostituito.&#160;Determinazione di PS e PE come derivati della dialdeide o-ftalica (OPA) mediante HPLC in fase inversa (RP) e rivelazione per fluorescenza. Quantificazione del contenuto di PS e PE nel campione d'analisi per riferimento ad un campione standard contenente una quantit&#224; nota di PEDP.</p><p>4.&#160;&#160;&#160;REAGENTI</p><p>Tutti i reagenti devono essere di purezza analitica riconosciuta. L'acqua deve essere distillata o di purezza almeno equivalente, salvo diversamente specificato.</p><p>4.1.&#160;&#160;&#160;<span>Materiale standard: PEDP, purezza 99&#160;% minimo</span></p><p><span>Nota:</span> Il materiale standard deve essere conservato a &#8211; 18 &#176;C.</p><p>4.2.&#160;&#160;&#160;<span>Reagenti per le preparazioni del campione standard e del campione d'analisi</span></p><p>4.2.1.&#160;&#160;&#160;<span>Metanolo per HPLC</span></p><p>4.2.2.&#160;&#160;&#160;<span>Cloroformio per HPLC</span></p><p>4.2.3.&#160;&#160;&#160;<span>Triptamina monocloridrato</span></p><p>4.3.&#160;&#160;&#160;<span>Reagenti per la derivatizzazione con dialdeide o-ftalica</span></p><p>4.3.1.&#160;&#160;&#160;<span>Idrossido di sodio, soluzione acquosa 12M</span></p><p>4.3.2.&#160;&#160;&#160;<span>Acido borico, soluzione acquosa 0,4M regolata a pH 10,0 con idrossido di sodio (4.3.1)</span></p><p>4.3.3.&#160;&#160;&#160;<span>2-mercaptoetanolo</span></p><p>4.3.4.&#160;&#160;&#160;<span>Dialdeide o-ftalica (OPA)</span></p><p>4.4.&#160;&#160;&#160;<span>Solventi per l'eluizione HPLC</span></p><p>4.4.1.&#160;&#160;&#160;<span>I solventi di eluizione devono essere preparati utilizzando reagenti per HPLC</span></p><p>4.4.2.&#160;&#160;&#160;<span>Acqua per HPLC</span></p><p>4.4.3.&#160;&#160;&#160;<span>Metanolo di purezza fluorimetrica controllata</span></p><p>4.4.4.&#160;&#160;&#160;<span>Tetraidrofurano</span></p><p>4.4.5.&#160;&#160;&#160;<span>Diidrogenofosfato di sodio</span></p><p>4.4.6.&#160;&#160;&#160;<span>Acetato di sodio</span></p><p>4.4.7.&#160;&#160;&#160;<span>Acido acetico</span></p><p>5.&#160;&#160;&#160;APPARECCHIATURA</p><p>5.1.&#160;&#160;&#160;<span>Bilancia analitica, in grado di pesare con l'approssimazione di 1&#160;mg e con risoluzione di 0,1&#160;mg</span></p><p>5.2.&#160;&#160;&#160;<span>Becher da 25 e&#160;100&#160;ml</span></p><p>5.3.&#160;&#160;&#160;<span>Pipette da 1 e&#160;10&#160;ml</span></p><p>5.4.&#160;&#160;&#160;<span>Agitatore magnetico</span></p><p>5.5.&#160;&#160;&#160;<span>Pipette graduate da 0,2, 0,5 e&#160;5&#160;ml</span></p><p>5.6.&#160;&#160;&#160;<span>Matracci tarati da 10, 50 e&#160;100&#160;ml</span></p><p>5.7.&#160;&#160;&#160;<span>Siringhe da 20 e&#160;100&#160;&#956;l</span></p><p>5.8.&#160;&#160;&#160;<span>Bagno ad ultrasuoni</span></p><p>5.9.&#160;&#160;&#160;<span>Centrifuga a 27&#160;000&#160;&#215;&#160;g</span></p><p>5.10.&#160;&#160;&#160;<span>Flaconi di vetro della capacit&#224; di circa 5&#160;ml</span></p><p>5.11.&#160;&#160;&#160;<span>Cilindro graduato da 25&#160;ml</span></p><p>5.12.&#160;&#160;&#160;<span>pH-metro, con l'approssimazione di 0,1&#160;unit&#224; di pH</span></p><p>5.13.&#160;&#160;&#160;<span>Apparecchiatura HPLC</span></p><p>5.13.1.&#160;&#160;&#160;<span>Sistema di pompaggio a gradiente in grado di funzionare a 1,0&#160;ml/min a 200&#160;bar</span></p><p>5.13.2.&#160;&#160;&#160;<span>Autocampionatore con possibilit&#224; di derivatizzazione</span></p><p>5.13.3.&#160;&#160;&#160;<span>Riscaldatore di colonna termostatato a 30 &#176;C &#177; 1 &#176;C</span></p><p>5.13.4.&#160;&#160;&#160;<span>Rivelatore a fluorescenza regolato alla lunghezza d'onda di eccitazione di 330&#160;nm e alla lunghezza d'onda di emissione di 440&#160;nm</span></p><p>5.13.5.&#160;&#160;&#160;<span>Integratore o software di elaborazione dati in grado di misurare l'area dei picchi</span></p><p>5.13.6.&#160;&#160;&#160;<span>Una colonna LiChrosphere&#174; &#8212; 100&#160;(250&#160;&#215;&#160;4,6&#160;mm) o una colonna equivalente riempita con ottadecilsilano (C 18), granulometria 5&#160;&#956;m.</span></p><p>6.&#160;&#160;&#160;CAMPIONAMENTO</p><p>Il campionamento deve essere eseguito secondo la norma ISO 707.</p><p>7.&#160;&#160;&#160;PROCEDIMENTO</p><p>7.1.&#160;&#160;&#160;<span>Preparazione della soluzione dello standard interno</span></p><p>7.1.1.&#160;&#160;&#160;<span>Pesare 30,0&#160;&#177;&#160;0,1&#160;mg di triptamina monocloridrato (4.2.3) in un matraccio tarato da 100&#160;ml (5.6) e portare alla tacca con metanolo (4.2.1).</span></p><p>7.1.2.&#160;&#160;&#160;<span>Pipettare 1&#160;ml (5.3) di questa soluzione in un matraccio tarato da 10&#160;ml (5.6) e integrare alla tacca con metanolo (4.2.1) in modo da ottenere una concentrazione di triptamina pari a 0,15&#160;mM.</span></p><p>7.2.&#160;&#160;&#160;<span>Preparazione della soluzione campione d'analisi</span></p><p>7.2.1.&#160;&#160;&#160;<span>Pesare 1,000&#160;&#177;&#160;0,001&#160;g del campione di LSP in un becher da 25&#160;ml (5.2). Aggiungere 10&#160;ml di acqua distillata a 40 &#176;C&#160;&#177;&#160;1 &#176;C mediante una pipetta (5.3) e agitare con l'agitatore magnetico (5.4) per 30 minuti per sciogliere eventuali grumi.</span></p><p>7.2.2.&#160;&#160;&#160;<span>Pipettare 0,2&#160;ml (5.5) del latte ricostituito in un matraccio tarato da 10&#160;ml (5.6), aggiungere 100&#160;&#956;l della soluzione di triptamina 0,15&#160;mM (7.1) con una siringa (5.7) e portare a volume con metanolo (4.2.1). Miscelare accuratamente capovolgendo il matraccio e sottoponendolo a bagno ultrasonico (5.8) per 15 minuti.</span></p><p>7.2.3.&#160;&#160;&#160;<span>Centrifugare (5.9) a 27&#160;000 g per 10 minuti e raccogliere il surnatante in un flacone di vetro (5.10).</span></p><p><span>Nota:</span> La soluzione campione deve essere conservata a 4 &#176;C fino al momento dell'esecuzione dell'analisi HPLC.</p><p>7.3.&#160;&#160;&#160;<span>Preparazione della soluzione dello standard esterno</span></p><p>7.3.1.&#160;&#160;&#160;<span>Pesare 55,4&#160;mg di PEDP (4.1) in un matraccio tarato da 50&#160;ml (5.6) e aggiungere circa 25&#160;ml di cloroformio (4.2.2) mediante un cilindro graduato (5.11). Riscaldare il matraccio tappato a 50 &#176;C&#160;&#177;&#160;1 &#176;C e miscelare accuratamente fino a quando il PEDP si scioglie. Raffreddare il matraccio a 20 &#176;C, portare a volume con metanolo (4.2.1) e miscelare capovolgendolo.</span></p><p>7.3.2.&#160;&#160;&#160;<span>Pipettare 1&#160;ml (5.3) di questa soluzione in un matraccio tarato da 100&#160;ml (5.6) e portare a volume con metanolo (4.2.1). Pipettare 1&#160;ml (5.3) di questa soluzione in un matraccio tarato da 10&#160;ml (5.6), aggiungere 100&#160;&#956;l (5.7) di soluzione di triptamina 0,15 mM (7.1) e portare a volume con metanolo (4.2.1). Miscelare mediante capovolgimento.</span></p><p><span>Nota:</span> La soluzione del campione deve essere conservata a 4 &#176;C fino al momento dell'esecuzione dell'analisi HPLC.</p><p>7.4.&#160;&#160;&#160;<span>Preparazione del reagente di derivatizzazione</span></p><p><span>Pesare 25,0&#160;&#177;&#160;0,1&#160;mg di OPA (4.3.4) in un matraccio tarato da 10&#160;ml (5.6), aggiungere 0,5&#160;ml (5.5) di metanolo (4.2.1) e miscelare accuratamente per sciogliere l'OPA. Portare alla tacca con soluzione di acido borico (4.3.2) e aggiungere 20&#160;&#956;l di 2-mercaptoetanolo (4.3.3) con una siringa (5.7).</span></p><p><span>Nota:</span> Il reagente di derivatizzazione deve essere conservato a 4 &#176;C in un flacone scuro; in tal modo rimane stabile per una settimana.</p><p>7.5.&#160;&#160;&#160;<span>Determinazione HPLC</span></p><p>7.5.1.&#160;&#160;&#160;<span>Solventi di eluizione (4.4)</span></p><p>Solvente A: soluzione di diidrogenofosfato di sodio 0,3 mM e di acetato di sodio 3 mM (regolata a pH 6,5 &#177; 0,1 con acido acetico): metanolo: tetraidrofurano =&#160;558:440:2 (v/v/v)</p><p>Solvente B: metanolo</p><p>7.5.2.&#160;&#160;&#160;<span>Gradiente di eluizione consigliato:</span></p><table><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>Durata (min)</p></td><td><p>Solvente A (%)</p></td><td><p>Solvente B (%)</p></td><td><p>Portata (ml/min)</p></td></tr><tr><td><p>Iniziale</p></td><td><p>40</p></td><td><p>60</p></td><td><p>0</p></td></tr><tr><td><p>0,1</p></td><td><p>40</p></td><td><p>60</p></td><td><p>0,1</p></td></tr><tr><td><p>5,0</p></td><td><p>40</p></td><td><p>60</p></td><td><p>0,1</p></td></tr><tr><td><p>6,0</p></td><td><p>40</p></td><td><p>60</p></td><td><p>1,0</p></td></tr><tr><td><p>6,5</p></td><td><p>40</p></td><td><p>60</p></td><td><p>1,0</p></td></tr><tr><td><p>9,0</p></td><td><p>36</p></td><td><p>64</p></td><td><p>1,0</p></td></tr><tr><td><p>10,0</p></td><td><p>20</p></td><td><p>80</p></td><td><p>1,0</p></td></tr><tr><td><p>11,5</p></td><td><p>16</p></td><td><p>84</p></td><td><p>1,0</p></td></tr><tr><td><p>12,0</p></td><td><p>16</p></td><td><p>84</p></td><td><p>1,0</p></td></tr><tr><td><p>16,0</p></td><td><p>10</p></td><td><p>90</p></td><td><p>1,0</p></td></tr><tr><td><p>19,0</p></td><td><p>0</p></td><td><p>100</p></td><td><p>1,0</p></td></tr><tr><td><p>20,0</p></td><td><p>0</p></td><td><p>100</p></td><td><p>1,0</p></td></tr><tr><td><p>21,0</p></td><td><p>40</p></td><td><p>60</p></td><td><p>1,0</p></td></tr><tr><td><p>29,0</p></td><td><p>40</p></td><td><p>60</p></td><td><p>1,0</p></td></tr><tr><td><p>30,0</p></td><td><p>40</p></td><td><p>60</p></td><td><p>0</p></td></tr></tbody></table><p><span>Nota:</span> Il gradiente di eluizione pu&#242; richiedere leggere modifiche per ottenere la risoluzione mostrata in figura 1.</p><p>Temperatura della colonna: 30 &#176;C.</p><p>7.5.3.&#160;&#160;&#160;<span>Volume di iniezione: 50 &#956;l di reagente di derivatizzazione e 50 &#956;l di soluzione campione.</span></p><p>7.5.4.&#160;&#160;&#160;<span>Equilibratura della colonna</span></p><p>Tutti i giorni, all'avviamento del sistema flussare la colonna con solvente B al 100&#160;% per 15&#160;minuti, regolarla poi su A:B =&#160;40:60 ed equilibrarla a 1&#160;ml/min per 15 minuti. Eseguire una prova in bianco iniettando metanolo (4.2.1).</p><p><span>Nota</span>: Se si prevede di non usare la colonna per un tempo prolungato, flussarla con metanolo: cloroformio =&#160;80:20 (v/v) per 30 minuti.</p><p>7.5.5.&#160;&#160;&#160;<span>Determinazione del contenuto di PS + PE nel campione d'analisi</span></p><p>7.5.6.&#160;&#160;&#160;<span>Eseguire la sequenza delle analisi cromatografiche mantenendo costante il tempo da una prova all'altra allo scopo di ottenere tempi di ritenzione costanti. Iniettare la soluzione dello standard esterno (7.3) ogni 5-10 soluzioni del campione d'analisi per calcolare il coefficiente di risposta.</span></p><p><span>Nota:</span> La colonna deve essere pulita mediante flussaggio con solvente B al 100&#160;% (7.5.1) per almeno 30 minuti ogni 20-25 prove.</p><p>7.6.&#160;&#160;&#160;<span>Modalit&#224; di integrazione</span></p><p>7.6.1.&#160;&#160;&#160;<span>Picco PEDP</span></p><p>Il PEDP viene eluito come picco singolo.&#160;Determinare l'area del picco mediante integrazione da valle a valle.</p><p>7.6.2.&#160;&#160;&#160;<span>Picco della triptamina</span></p><p>La triptamina viene eluita come picco singolo (figura 1). Determinare l'area del picco mediante integrazione da valle a valle.</p><p>7.6.3.&#160;&#160;&#160;<span>Gruppo dei picchi PS e PE</span></p><p>Nelle condizioni descritte (figura 1), la PS eluisce nella forma di due picchi principali parzialmente non risolti preceduti da un picco minore; la PE eluisce nella forma di tre picchi principali parzialmente non risolti. Determinare l'area totale di ciascun gruppo di picchi fissando la linea di base come indicato nella figura 1.</p><p>8.&#160;&#160;&#160;CALCOLO ED ESPRESSIONE DEI RISULTATI</p><p>Calcolare il contenuto di PS e PE nel campione d'analisi con la formula seguente:</p><p>C = 55,36 &#215; [(A<span>2</span>)/(A<span>1</span>)] &#215; [(T<span>1</span>)/(T<span>2</span>)]</p><p>dove:</p><table><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>C</p></td><td><p>=</p></td><td><p>contenuto di PS o PE (mg/100&#160;g di polvere) nel campione d'analisi;</p></td></tr><tr><td><p>A<span>1</span></p></td><td><p>=</p></td><td><p>area del picco della PEDP della soluzione campione standard (7.3);</p></td></tr><tr><td><p>A<span>2</span></p></td><td><p>=</p></td><td><p>area del picco PS o PE della soluzione campione d'analisi (7.3);</p></td></tr><tr><td><p>T<span>1</span></p></td><td><p>=</p></td><td><p>area del picco della triptamina della soluzione campione standard (7.3);</p></td></tr><tr><td><p>T<span>2</span></p></td><td><p>=</p></td><td><p>area del picco della triptamina della soluzione campione d'analisi (7.2).</p></td></tr></tbody></table><p>9.&#160;&#160;&#160;PRECISIONE DEL METODO</p><p><span>Nota:</span> I valori della ripetibilit&#224; sono stati calcolati secondo la norma internazionale FIL (*).</p><p>9.1.&#160;&#160;&#160;<span>Ripetibilit&#224;</span></p><p>La deviazione standard relativa della ripetibilit&#224; (che esprime la variabilit&#224; di risultati analitici indipendenti ottenuti dallo stesso operatore utilizzando la stessa apparecchiatura nelle stesse condizioni sullo stesso campione d'analisi e a breve distanza di tempo) non deve superare il&#160;2&#160;% in valore relativo.&#160;La differenza relativa tra i risultati di due determinazioni ottenute in queste condizioni non deve essere superiore al 6&#160;% della media aritmetica dei risultati.</p><p>9.2.&#160;&#160;&#160;<span>Riproducibilit&#224;</span></p><p>La differenza relativa tra i risultati di due determinazioni ottenute da operatori di differenti laboratori utilizzando apparecchiature differenti in differenti condizioni per l'analisi dello stesso campione non deve essere maggiore dell'11&#160;% della media aritmetica dei risultati.</p><p>10.&#160;&#160;&#160;BIBLIOGRAFIA</p><p>10.1.&#160;&#160;&#160;<span>Resmini P., Pellegrino L., Hogenboom J.A., Sadini V., Rampilli M., &#8220;Detection of buttermilk&#160;solids in skimmilk&#160;powder by HPLC quantification of aminophospholipids.&#8221; Sci. Tecn. Latt.-Cas., 39,395 (1988).</span></p><p><span>Figura 1</span></p><p><span>Diagramma HPLC di derivati OPA della fosfatidilserina (PS) e della fosfatidiletanolammina (PE) in estratto metanolico di latte scremato in polvere ricostituito.&#160;&#200; riportato il modo di integrazione dei picchi di PS, PE e triptamina (standard interno)</span></p><p><img/></p></div><div><p>Appendice II</p><p><span>RICERCA DEL LATTOSIERO PRESAMICO NEL LATTE SCREMATO IN POLVERE DESTINATO ALL'AMMASSO PUBBLICO ATTRAVERSO IL DOSAGGIO DEI CASEINOMACROPEPTIDI MEDIANTE IL METODO PER CROMATOGRAFIA LIQUIDA AD ALTA PRESTAZIONE (HPLC)</span></p><p>1.&#160;&#160;&#160;OGGETTO E CAMPO DI APPLICAZIONE</p><p>Questo metodo permette di evidenziare la presenza di lattosiero presamico nel latte scremato in polvere destinato all'ammasso pubblico attraverso il dosaggio dei caseinomacropeptidi.</p><p>2.&#160;&#160;&#160;RIFERIMENTO</p><p>Norma internazionale ISO 707 - Latte e prodotti lattieri &#8211; Orientamenti in materia di campionamento.</p><p>3.&#160;&#160;&#160;DEFINIZIONE</p><p>Il contenuto di siero di latte presamico in polvere &#232; espresso come percentuale di massa, determinato mediante il contenuto di caseinomacropeptidi secondo il metodo in appresso descritto.</p><p>4.&#160;&#160;&#160;PRINCIPIO</p><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>Ricostituzione del latte scremato in polvere in acqua calda, eliminazione dei grassi e delle proteine con acido tricloroacetico, centrifugazione o filtrazione.</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>Determinazione della quantit&#224; di caseinomacropeptidi (CMP) presente nel surnatante mediante cromatografia liquida ad alta prestazione (HPLC).</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>Valutazione del risultato ottenuto in confronto con campioni di riferimento costituiti da latte scremato in polvere esente o addizionato di una percentuale nota di lattosiero in polvere.</p></td></tr></tbody></table><p>5.&#160;&#160;&#160;REAGENTI</p><p>Tutti i reagenti devono essere di purezza analitica riconosciuta. L'acqua da impiegare deve essere acqua distillata o acqua di purezza almeno equivalente.</p><p>5.1.&#160;&#160;&#160;<span>Soluzione di acido tricloracetico</span></p><p>Sciogliere in acqua 240&#160;g di acido tricloroacetico (CCl<span>3</span>COOH) e portare a 1&#160;000&#160;ml. La soluzione deve essere chiara e incolore.</p><p>5.2.&#160;&#160;&#160;<span>Soluzione eluente a pH 6,0</span></p><p>Sciogliere 1,74&#160;g di fosfato dipotassico (K<span>2</span>HPO<span>4</span>), 12,37&#160;g di fosfato monopotassico (KH<span>2</span>PO<span>4</span>) e&#160;21,41&#160;g di solfato di sodio (Na<span>2</span>SO<span>4</span>) in 700&#160;ml d'acqua circa. Se necessario, regolare a pH 6,0 mediante una soluzione di acido fosforico o di idrossido di potassio.</p><p>Portare a 1&#160;000&#160;ml con acqua e miscelare.</p><p><span>Nota:</span> La composizione dell'eluente pu&#242; essere aggiornata per rispettare il certificato delle norme o le raccomandazioni del fabbricante del materiale di confezione della colonna.</p><p>Prima dell'impiego, filtrare la soluzione eluente su membrana filtrante con pori del diametro di 0,45&#160;&#956;m.</p><p>5.3.&#160;&#160;&#160;<span>Soluzione di lavaggio</span></p><p>Mescolare 1 volume di acetonitrile (CH<span>3</span>CN) con 9 volumi d'acqua. Prima dell'utilizzazione, filtrare la miscela su membrana filtrante con pori del diametro di 0,45&#160;&#956;m.</p><p><span>Nota:</span> Pu&#242; essere impiegata qualsiasi altra soluzione di lavaggio dotata di effetto battericida e tale da non alterare l'efficacia di risoluzione delle colonne.</p><p>5.4.&#160;&#160;&#160;<span>Campioni di riferimento</span></p><p>5.4.1.&#160;&#160;&#160;<span>Latte scremato in polvere rispondente alle esigenze del presente regolamento, indicato in seguito con [0].</span></p><p>5.4.2.&#160;&#160;&#160;<span>Lo stesso latte, sofisticato al 5&#160;% (m/m) con lattosiero in polvere di tipo presamico di composizione media, indicato in seguito con [5].</span></p><p>6.&#160;&#160;&#160;APPARECCHIATURA</p><p>6.1.&#160;&#160;&#160;<span>Bilancia analitica</span></p><p>6.2.&#160;&#160;&#160;<span>Centrifuga (facoltativa) capace di raggiungere 2&#160;200 g e fornita di provette a tappo della capacit&#224; di 50&#160;ml circa</span></p><p>6.3.&#160;&#160;&#160;<span>Agitatore meccanico</span></p><p>6.4.&#160;&#160;&#160;<span>Agitatore magnetico</span></p><p>6.5.&#160;&#160;&#160;<span>Imbuti in vetro del diametro di 7&#160;cm circa</span></p><p>6.6.&#160;&#160;&#160;<span>Dischi di carta da filtro (porosit&#224; media) del diametro di 12,5&#160;cm circa</span></p><p>6.7.&#160;&#160;&#160;<span>Dispositivo di filtrazione in vetro provvisto di membrana filtrante con pori del diametro di 0,45&#160;&#956;m</span></p><p>6.8.&#160;&#160;&#160;<span>Pipette graduate capaci di erogare 10&#160;ml (norma ISO 648, classe A o ISO/R 835) oppure un sistema capace di erogare 10,0&#160;ml in due minuti</span></p><p>6.9.&#160;&#160;&#160;<span>Sistema erogatore capace di erogare 20,0&#160;ml di acqua a ca. 50 &#176;C</span></p><p>6.10.&#160;&#160;&#160;<span>Bagnomaria, termostatato a 25&#160;&#177;&#160;0,5 &#176;C</span></p><p>6.11.&#160;&#160;&#160;<span>Apparecchiatura HPLC comprendente:</span></p><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>6.11.1.</p></td><td><p><span>pompa;</span></p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>6.11.2.</p></td><td><p><span>iniettore, manuale o automatico, da 15 a 30&#160;&#956;l di capacit&#224;;</span></p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>6.11.3.</p></td><td><p><span>due colonne in serie TSK 2&#160;000-SW (lunghezza 30&#160;cm, diametro interno 0,75&#160;cm) o colonne di pari efficacia (es.&#160;colonna singola TSK 2&#160;000-SWxl, colonna singola Agilent Technologies Zorbax GF 250) ed una precolonna a monte (3&#160;cm&#160;&#215;&#160;0,3&#160;cm), caricata con I 125 o con un materiale di pari efficacia;</span></p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>6.11.4.</p></td><td><p><span>forno a colonna, termostatato a 35&#160;&#177;&#160;1 &#176;C;</span></p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>6.11.5.</p></td><td><p><span>rivelatore UV a lunghezza d'onda variabile, capace di effettuare misure a 205&#160;nm con la sensibilit&#224; di 0,008 &#197;;</span></p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>6.11.6.</p></td><td><p><span>integratore capace di misurare l'altezza dei picchi da valle a valle.</span></p><p><span>Nota:</span> Si pu&#242; lavorare mantenendo le colonne a temperatura ambiente, ma il potere di risoluzione risulta leggermente pi&#249; basso.&#160;In questo caso, le variazioni di temperatura nel corso di una stessa serie di analisi devono essere inferiori a &#177;&#160;5 &#176;C.</p></td></tr></tbody></table><p>7.&#160;&#160;&#160;CAMPIONAMENTO</p><p>7.1.&#160;&#160;&#160;Il prelievo dei campioni si effettua in base alla procedura prevista dalla norma internazionale ISO 707. Gli Stati membri possono tuttavia impiegare un altro metodo di campionamento purch&#233; conforme ai principi della succitata norma.</p><p>7.2.&#160;&#160;&#160;Conservare il campione in condizioni tali da non consentire alcun deterioramento o modifica di composizione.</p><p>8.&#160;&#160;&#160;PROCEDIMENTO</p><p>8.1.&#160;&#160;&#160;<span>Preparazione del campione da analizzare</span></p><p>Travasare la polvere in un recipiente di capacit&#224; all'incirca doppia del volume della polvere, provvisto di un coperchio impermeabile all'aria. Chiudere immediatamente il recipiente. Mescolare bene il latte in polvere capovolgendo pi&#249; volte il recipiente.</p><p>8.2.&#160;&#160;&#160;<span>Aliquota da analizzare</span></p><p>In una provetta da centrifuga (6.2) o in una bottiglia chiusa idonea (50&#160;ml) pesare 2,000&#160;g del campione con l'approssimazione di 0,001&#160;g.</p><p>8.3.&#160;&#160;&#160;<span>Eliminazione dei grassi e delle proteine</span></p><p>8.3.1.&#160;&#160;&#160;<span>Aggiungere all'aliquota da analizzare 20,0&#160;ml di acqua calda (50 &#176;C). Sciogliere la polvere agitando per 5 minuti con l'agitatore (6.3). Mettere la provetta a bagnomaria (6.10) fino a raggiungere i 25 &#176;C.</span></p><p>8.3.2.&#160;&#160;&#160;<span>Lavorando sotto agitazione magnetica (6.4), aggiungere 10,0&#160;ml della soluzione di acido tricloroacetico (5.1) a ca. 25 &#176;C in 2 minuti. Collocare la provetta nel bagnomaria (6.10) e mantenervela per 60 minuti.</span></p><p>8.3.3.&#160;&#160;&#160;<span>Centrifugare (6.2) a 2&#160;200 g per 10 minuti, oppure filtrare su carta (6.6), eliminando i primi 5&#160;ml di filtrato.</span></p><p>8.4.&#160;&#160;&#160;<span>Determinazione cromatografica</span></p><p>8.4.1.&#160;&#160;&#160;<span>Iniettare nell'apparecchio HPLC (6.11) da 15 a 30&#160;&#956;l del surnatante o del filtrato (8.3.3), misurati esattamente, mantenendo la velocit&#224; di flusso della soluzione eluente (5.2) sul valore di 1,0&#160;ml/minuto.</span></p><p><span>Nota 1:</span> Si pu&#242; usare un'altra velocit&#224; di flusso in funzione del diametro interno delle colonne usate o delle istruzioni del fabbricante della colonna.</p><p><span>Nota 2:</span> Al momento di ogni interruzione, risciacquare le colonne con acqua. Non lasciarle mai sotto la soluzione eluente (5.2).</p><p>Prima di ogni interruzione superiore a 24 ore, risciacquare le colonne con acqua, poi lavarle con la soluzione (5.3) per almeno 3 ore, alla velocit&#224; di 0,2&#160;ml/minuto.</p><p>8.4.2.&#160;&#160;&#160;<span>I risultati dell'analisi cromatografica del campione in esame [E] sono ottenuti sotto forma di cromatogramma in cui ogni picco &#232; identificato dal suo tempo di ritenzione RT, vale a dire:</span></p><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>Picco II:</p></td><td><p>secondo picco del cromatogramma, con RT uguale a 12,5 minuti circa.</p></td></tr><tr><td><p>Picco III:</p></td><td><p>terzo picco del cromatogramma, corrispondente ai CMP, con RT uguale a 15,5 minuti.</p></td></tr></tbody></table><p>La scelta delle colonne pu&#242; influire notevolmente sui tempi di ritenzione dei vari picchi.</p><p>L'integratore (6.11.6) calcola automaticamente la superficie A di ogni picco:</p><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>A<span>II</span>:</p></td><td><p>superficie del picco II</p></td></tr><tr><td><p>A<span>III</span>:</p></td><td><p>superficie del picco III</p></td></tr></tbody></table><p>Per rilevare le eventuali anomalie dovute a un cattivo funzionamento dell'apparecchiatura o delle colonne, oppure all'origine e alla natura del campione analizzato, &#232; necessario osservare l'aspetto di ogni cromatogramma prima di qualsiasi interpretazione quantitativa.</p><p>In caso di dubbio, ripetere l'analisi.</p><p>8.5.&#160;&#160;&#160;<span>Taratura</span></p><p>8.5.1.&#160;&#160;&#160;<span>Applicare esattamente ai campioni di riferimento (5.4) il modo di operare descritto dal punto&#160;8.2&#160;al punto&#160;8.4.2.</span></p><p>Utilizzare soluzioni preparate di recente, in quanto, in presenza di tricloroacetico all'8&#160;%, i CMP si degradano (alla temperatura di 30 &#176;C, difatti, la loro concentrazione diminuisce dello 0,2&#160;% circa ogni ora).</p><p>8.5.2.&#160;&#160;&#160;<span>Prima di procedere a qualsiasi determinazione cromatografica sui campioni, condizionare le colonne iniettando ripetutamente la soluzione (8.5.1) del campione di riferimento (5.4.2), finch&#233; la superficie e il tempo di ritenzione del picco corrispondente ai CMP risultino costanti.</span></p><p>8.5.3.&#160;&#160;&#160;<span>Determinare i coefficienti di risposta R iniettando volumi di filtrati (8.5.1) uguali a quelli utilizzati per i campioni.</span></p><p>9.&#160;&#160;&#160;ESPRESSIONE DEI RISULTATI</p><p>9.1.&#160;&#160;&#160;<span>Metodo di calcolo e formule</span></p><p>9.1.1.&#160;&#160;&#160;<span>Calcolo dei coefficienti di risposta R:</span></p><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>Picco II:</p></td><td><p>R<span>II</span> = 100/(A<span>II</span>[0])</p></td></tr></tbody></table><p>dove:</p><table><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>R<span>II</span></p></td><td><p>=</p></td><td><p>coefficiente di risposta del picco II,</p></td></tr><tr><td><p>A<span>II</span> [0]</p></td><td><p>=</p></td><td><p>le superfici dei picchi II del campione di riferimento [0] ottenute in&#160;8.5.3.</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>Picco III:</p></td><td><p>R<span>III</span> = W/(A<span>III</span>[5] &#8211; A<span>III</span>[0])</p></td></tr></tbody></table><p>dove:</p><table><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>R<span>III</span></p></td><td><p>=</p></td><td><p>coefficiente di risposta del picco III,</p></td></tr><tr><td><p>A<span>III</span> [0] and A<span>III</span> [5]</p></td><td><p>=</p></td><td><p>le superfici del picco III nei campioni di riferimento [0] e [5] rispettivamente ottenute in 8.5.3,</p></td></tr><tr><td><p>W</p></td><td><p>=</p></td><td><p>quantit&#224; di lattosiero presente nel campione di riferimento [5], cio&#232;&#160;5.</p></td></tr></tbody></table><p>9.1.2.&#160;&#160;&#160;<span>Calcolo della superficie relativa dei picchi del campione [E]:</span></p><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#160;</p></td><td><p>S<span>II</span>[E] = R<span>II</span> &#215; A<span>II</span>[E]</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#160;</p></td><td><p>S<span>III</span>[E] = R<span>III</span> &#215; A<span>III</span>[E]</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#160;</p></td><td><p>S<span>IV</span>[E] = R<span>IV</span> &#215; A<span>IV</span>[E]</p></td></tr></tbody></table><p>dove:</p><table><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>S<span>II</span> [E], S<span>III</span> [E], S<span>IV</span> [E]</p></td><td><p>=</p></td><td><p>superfici relative, rispettivamente dei picchi II, III e&#160;IV nel campione [E],</p></td></tr><tr><td><p>A<span>II</span> [E], A<span>III</span> [E]</p></td><td><p>=</p></td><td><p>superfici rispettivamente dei picchi II e&#160;III nel campione [E], ottenute in 8.4.2,</p></td></tr><tr><td><p>R<span>II</span>, R<span>III</span></p></td><td><p>=</p></td><td><p>coefficienti di risposta calcolati in 9.1.1.</p></td></tr></tbody></table><p>9.1.3.&#160;&#160;&#160;<span>Calcolo del tempo di ritenzione relativo del picco III del campione [E]:</span></p><p>RRT<span>III</span>[E] = (RT<span>III</span>[E])/(RT<span>III</span>[5])</p><p>dove:</p><table><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>RRT<span>III</span> [E]</p></td><td><p>=</p></td><td><p>tempo di ritenzione relativo del picco III del campione [E],</p></td></tr><tr><td><p>RT<span>III</span> [E]</p></td><td><p>=</p></td><td><p>tempo di ritenzione del picco III del campione [E] ottenuto in 8.4.2,</p></td></tr><tr><td><p>RT<span>III</span> [5]</p></td><td><p>=</p></td><td><p>tempo di ritenzione del picco III del campione di controllo [5] ottenuto in 8.5.3.</p></td></tr></tbody></table><p>9.1.4.&#160;&#160;&#160;<span>&#200; stata sperimentalmente dimostrata l'esistenza di una relazione lineare fra il tempo di ritenzione relativo del picco III, cio&#232; RRT<span>III</span> [E], e la percentuale di lattosiero in polvere aggiunto fino al 10&#160;%:</span></p><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>RRT<span>III</span> [E] &#232; &lt; 1,000 se il contenuto di lattosiero &#232; &gt;&#160;5&#160;%,</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>RRT<span>III</span> [E] &#232; &#8805;&#160;1,000 se il contenuto di lattosiero &#232; &#8804; 5&#160;%.</p></td></tr></tbody></table><p>L'incertezza ammessa per i valori di RRT<span>III</span> &#232; &#177;&#160;0,002.</p><p>Di norma il valore di RRT<span>III</span> [0] &#232; poco diverso da 1,034. Secondo lo stato delle colonne, esso pu&#242; avvicinarsi a 1,000, restando tuttavia sempre superiore.</p><p>9.2.&#160;&#160;&#160;<span>Calcolo della percentuale di lattosiero presamico in polvere contenuto nel campione:</span></p><p>W = S<span>III</span>[E] &#8211; [1, 3 + (S<span>III</span>[0] &#8211; 0, 9)]</p><p>dove:</p><table><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>W</p></td><td><p>=</p></td><td><p>percentuale m/m di lattosiero presamico contenuto nel campione [E],</p></td></tr><tr><td><p>S<span>III</span> [E]</p></td><td><p>=</p></td><td><p>superficie relativa del picco III del campione da analizzare [E] ottenuto in 9.1.2,</p></td></tr><tr><td><p>1,3</p></td><td><p>=</p></td><td><p>superficie relativa media del picco III, espressa in grammi di lattosiero presamico per 100&#160;g determinato in latte scremato in polvere non sofisticato di diversa origine. Questa cifra &#232; stata ottenuta sperimentalmente,</p></td></tr><tr><td><p>S<span>III</span> [0]</p></td><td><p>=</p></td><td><p>superficie relativa del picco III, che &#232; uguale a R<span>III</span>&#160;&#215;&#160;A<span>III</span> [0]. Tali valori sono ottenuti rispettivamente nei punti&#160;9.1.1 e&#160;8.5.3,</p></td></tr><tr><td><p>(S<span>III</span> [0]&#160;&#8211;&#160;0,9)</p></td><td><p>=</p></td><td><p>correzione da apportare alla superficie relativa media 1,3 quando il valore S<span>III</span> [0] &#232; diverso da 0,9. Sperimentalmente la superficie relativa media del picco III del campione di controllo [0] &#232; di 0,9.</p></td></tr></tbody></table><p>9.3.&#160;&#160;&#160;<span>Precisione del metodo</span></p><p>9.3.1.&#160;&#160;&#160;<span>Ripetibilit&#224;</span></p><p>La differenza fra i risultati di due determinazioni effettuate simultaneamente o a breve distanza di tempo dallo stesso analista, impiegando la stessa apparecchiatura e sulla stessa aliquota di campione non deve superare lo 0,2&#160;% m/m.</p><p>9.3.2.&#160;&#160;&#160;<span>Riproducibilit&#224;</span></p><p>La differenza tra due risultati individuali ed indipendenti ottenuti in due laboratori diversi sulla stessa aliquota di campione, non deve superare lo 0,4&#160;% m/m.</p><p>9.4.&#160;&#160;&#160;<span>Interpretazione</span></p><p>9.4.1.&#160;&#160;&#160;<span>&#200; possibile concludere per l'assenza di lattosiero se la superficie relativa del picco III, S<span>III</span> [E], espressa in g di lattosiero presamico per 100&#160;g di prodotto, &#232; &#8804; 2,0 + (S<span>III</span>[0] &#8211; 0,9)</span></p><p>dove:</p><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>2,0</p></td><td><p>&#232; il valore massimo ammesso per la superficie relativa del picco III, che tiene conto della superficie media relativa del picco III, ossia 1,3, dell'incertezza dovuta alle variazioni di composizione del latte scremato in polvere e della riproducibilit&#224; del metodo (9.3.2),</p></td></tr><tr><td><p>(S<span>III</span> [0] &#8212; 0,9)</p></td><td><p>&#232; la correzione da apportare quando il valore S<span>III</span> [0] &#232; diverso da 0,9 (cfr. punto 9.2).</p></td></tr></tbody></table><p>9.4.2.&#160;&#160;&#160;<span>Se la superficie relativa del picco III, S<span>III</span> [E] &#232; &gt; 2,0 + (S<span>III</span>[0] &#8211; 0,9) e la superficie relativa del picco II, S<span>II</span> [E], &#232; &#8804;&#160;160, determinare il tenore di lattosiero presamico presente nel modo indicato al punto&#160;9.2.</span></p><p>9.4.3.&#160;&#160;&#160;<span>Se la superficie relativa del picco III, S<span>III</span> [E] &#232; &gt; di 2,0 + (S<span>III</span>[0] &#8211; 0,9) e la superficie relativa del picco II, S<span>II</span> [E], &#232; &#8804; 160, determinare il tenore di proteine totale (P&#160;%); in seguito esaminare i grafici 1 e 2.</span></p><p>9.4.3.1.&#160;&#160;&#160;<span>I dati ottenuti dall'analisi di campioni di latte scremato in polvere non sofisticato che presentano un tenore elevato di proteine totale sono riportati nei grafici 1 e&#160;2.</span></p><p>La retta continua rappresenta la retta di regressione lineare i cui coefficienti sono calcolati con il metodo dei minimi quadrati.</p><p>La retta tratteggiata indica il limite superiore della superficie relativa del picco III, con una probabilit&#224; del 90&#160;% di non essere superata.</p><p>Le equazioni delle rette tratteggiate dei grafici 1 e&#160;2 sono, rispettivamente, uguali a:</p><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>S<span>III</span> = 0,376 P % &#8211; 10,7</p></td><td><p>(grafico 1)</p></td></tr><tr><td><p>S<span>III</span> = 0,0123 S<span>II</span> [E] + 0,93</p></td><td><p>(grafico 2)</p></td></tr></tbody></table><p>dove:</p><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>S<span>III</span></p></td><td><p>&#232; la superficie relativa del picco III, calcolata in base al tenore di proteine totali o in base alla superficie relativa del picco S<span>II</span> [E],</p></td></tr><tr><td><p>P&#160;%</p></td><td><p>&#232; il tenore di proteine totali espresso in percentuale in peso,</p></td></tr><tr><td><p>S<span>II</span> [E]</p></td><td><p>&#232; la superficie relativa del campione, calcolata come indicato nel punto&#160;9.1.2.</p></td></tr></tbody></table><p>Queste equazioni sono equivalenti a 1,3, valore menzionato al punto&#160;9.2.</p><p>Lo scarto (T<span>1</span> e T<span>2</span>) tra la superficie relativa S<span>III</span> [E] osservata e la superficie relativa S<span>III</span> si ricava dalle seguenti relazioni: T<span>1</span> = S<span>III</span>[E] &#8211; [(0,376 P&#160;% &#8211; 10,7) + (S<span>III</span>[0] &#8211; 0,9)]T<span>2</span> = S<span>III</span>[E] &#8211; [(0,0123 S<span>II</span>[E] + 0,93) + (S<span>III</span>[0] &#8211; 0,9)]</p><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>Se T<span>1</span> e/o T<span>2</span></p></td><td><p>sono inferiori o uguali a zero, non si pu&#242; concludere che &#232; presente lattosiero presamico.</p></td></tr><tr><td><p>Se T<span>1</span> e T<span>2</span></p></td><td><p>sono superiori a zero, si pu&#242; concludere che &#232; presente lattosiero presamico.</p></td></tr></tbody></table><p>Il tenore di lattosiero presente &#232; calcolato utilizzando la formula seguente: W = T<span>2</span> + 0,91</p><p>dove:</p><p>0,91 rappresenta lo scarto sull'asse verticale tra la retta continua e la retta tratteggiata.</p><p><img/></p></div><div><p>Appendice III</p><p><span>DETERMINAZIONE DEL LATTOSIERO PRESAMICO IN POLVERE NEL LATTE SCREMATO IN POLVERE</span></p><p>1.&#160;&#160;&#160;OGGETTO: RICERCA DELL'AGGIUNTA DI SIERO DI LATTE PRESAMICO IN POLVERE AL LATTE SCREMATO IN POLVERE</p><p>2.&#160;&#160;&#160;RIFERIMENTI: NORMA INTERNAZIONALE ISO 707</p><p>3.&#160;&#160;&#160;DEFINIZIONE</p><p>Il contenuto di siero di latte presamico in polvere &#232; espresso come percentuale di massa, determinato mediante il contenuto di caseinomacropeptidi secondo il metodo in appresso descritto.</p><p>4.&#160;&#160;&#160;PRINCIPIO</p><p>I campioni sono analizzati ai fini della ricerca del caseinomacropeptide A mediante il metodo per cromatografia liquida ad alta prestazione (HPLC) in fase inversa. Valutazione del risultato ottenuto in confronto con campioni di riferimento costituiti da latte scremato in polvere esente o addizionato di una percentuale nota di siero di latte in polvere. I risultati superiori all'1&#160;% (m/m) mostrano la presenza di polvere di siero di latte presamico.</p><p>5.&#160;&#160;&#160;REAGENTI</p><p>Tutti i reagenti devono essere di purezza analitica riconosciuta. L'acqua da impiegare deve essere acqua distillata o acqua di purezza almeno equivalente. L'acetonitrile deve essere di qualit&#224; spettroscopica o HPLC.</p><p>5.1.&#160;&#160;&#160;<span>Soluzione di acido tricloracetico</span></p><p>Sciogliere in acqua 240&#160;g di acido tricloroacetico (CCl<span>3</span>COOH) e portare a 1&#160;000&#160;ml.</p><p>5.2.&#160;&#160;&#160;<span>Eluenti A e B</span></p><p>Eluente A: in un pallone da 1&#160;000&#160;ml porre 150&#160;ml di acetonitrile (CH<span>3</span>CN), 20&#160;ml di isopropanolo (CH<span>3</span>CHOHCH<span>3</span>) e&#160;1,00&#160;ml di acido trifluoroacetico (TFA, CF<span>3</span>COOH) e portare al volume di 1&#160;000&#160;ml con acqua.</p><p>Eluente B: in un pallone da 1&#160;000&#160;ml porre 550&#160;ml di acetonitrile, 20&#160;ml di isopropanolo e&#160;1,00&#160;ml di TFA e portare al volume di 1&#160;000&#160;ml con acqua. Prima dell'impiego, filtrare la soluzione eluente su membrana filtrante con pori del diametro di 0,45&#160;&#956;m.</p><p>5.3.&#160;&#160;&#160;<span>Conservazione della colonna</span></p><p>Dopo le analisi la colonna viene lavata con l'eluente B (con gradiente) e successivamente con acetonitrile (con gradiente per 30 minuti). La colonna &#232; conservata in acetonitrile.</p><p>5.4.&#160;&#160;&#160;<span>Campioni di riferimento</span></p><p>5.4.1.&#160;&#160;&#160;<span>Latte scremato in polvere rispondente ai requisiti previsti per l'ammasso pubblico, indicato in appresso con [0].</span></p><p>5.4.2.&#160;&#160;&#160;<span>Lo stesso latte, sofisticato al 5&#160;% (m/m) con lattosiero in polvere di tipo presamico di composizione media, indicato in seguito con [5].</span></p><p>5.4.3.&#160;&#160;&#160;<span>Lo stesso latte, sofisticato al 50&#160;% (m/m) con lattosiero in polvere di tipo presamico di composizione media, indicato in seguito con [50].</span></p><p>6.&#160;&#160;&#160;APPARECCHIATURA</p><p>6.1.&#160;&#160;&#160;<span>Bilancia analitica</span></p><p>6.2.&#160;&#160;&#160;<span>Centrifuga (facoltativa) capace di raggiungere 2&#160;200 g e fornita di provette a tappo della capacit&#224; di 50&#160;ml circa</span></p><p>6.3.&#160;&#160;&#160;<span>Agitatore meccanico</span></p><p>6.4.&#160;&#160;&#160;<span>Agitatore magnetico</span></p><p>6.5.&#160;&#160;&#160;<span>Imbuti in vetro del diametro di 7&#160;cm circa</span></p><p>6.6.&#160;&#160;&#160;<span>Dischi di carta da filtro (porosit&#224; media) del diametro di 12,5&#160;cm circa</span></p><p>6.7.&#160;&#160;&#160;<span>Dispositivo di filtrazione in vetro provvisto di membrana filtrante con pori del diametro di 0,45&#160;&#956;m</span></p><p>6.8.&#160;&#160;&#160;<span>Pipette graduate capaci di erogare 10&#160;ml (norma ISO 648, classe A o ISO/R 835) oppure un sistema capace di erogare 10,0&#160;ml in due minuti</span></p><p>6.9.&#160;&#160;&#160;<span>Sistema erogatore capace di erogare 20,0&#160;ml di acqua a ca. 50 &#176;C</span></p><p>6.10.&#160;&#160;&#160;<span>Bagnomaria, termostatato a 25&#160;&#177;&#160;0,5 &#176;C</span></p><p>6.11.&#160;&#160;&#160;<span>Apparecchiatura HPLC comprendente:</span></p><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>6.11.1.</p></td><td><p><span>sistema di pompaggio a gradiente binario;</span></p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>6.11.2.</p></td><td><p><span>iniettore manuale o automatico da 100&#160;&#956;l di capacit&#224;;</span></p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>6.11.3.</p></td><td><p><span>colonna Agilent Technologies Zorbax 300 SB-C3 (lunghezza 25&#160;cm &#215; diametro interno&#160;0,46&#160;cm) o una colonna equivalente per fase inversa a base di silice a pori larghi;</span></p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>6.11.4.</p></td><td><p><span>forno a colonna, termostatato a 35&#160;&#177;&#160;1 &#176;C;</span></p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>6.11.5.</p></td><td><p><span>rilevatore UV a lunghezza d'onda variabile, capace di effettuare misure fino a&#160;210&#160;nm (se necessario si pu&#242; utilizzare una lunghezza d'onda superiore, fino a&#160;220&#160;nm), con la sensibilit&#224; di 0,02&#160;&#197;;</span></p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>6.11.6.</p></td><td><p><span>integratore capace di impostare l'integrazione o sulla linea di base o da valle a valle.</span></p><p><span>Nota</span>: &#200; possibile far funzionare la colonna a temperatura ambiente purch&#233; tale temperatura non abbia fluttuazioni superiori ad 1 &#176;C, altrimenti il tempo di ritenzione del CMP<span>A</span> sarebbe soggetto a variazioni troppo grandi.</p></td></tr></tbody></table><p>7.&#160;&#160;&#160;CAMPIONAMENTO</p><p>7.1.&#160;&#160;&#160;<span>Il prelievo dei campioni si effettua in base alla procedura prevista dalla norma internazionale ISO 707. Gli Stati membri possono tuttavia impiegare un altro metodo di campionamento purch&#233; conforme ai principi della succitata norma.</span></p><p>7.2.&#160;&#160;&#160;<span>Conservare il campione in condizioni tali da non consentire alcun deterioramento o modifica di composizione.</span></p><p>8.&#160;&#160;&#160;PROCEDIMENTO</p><p>8.1.&#160;&#160;&#160;<span>Preparazione del campione da analizzare</span></p><p>Travasare la polvere in un recipiente di capacit&#224; all'incirca doppia del volume della polvere, provvisto di un coperchio impermeabile all'aria. Chiudere immediatamente il recipiente. Mescolare bene il latte in polvere capovolgendo pi&#249; volte il recipiente.</p><p>8.2.&#160;&#160;&#160;<span>Aliquota da analizzare</span></p><p>In una provetta da centrifuga (6.2) o in una bottiglia chiusa idonea (50&#160;ml) pesare 2,00&#160;g del campione con l'approssimazione di 0,001&#160;g.</p><p>Nota: Nel caso delle miscele, pesare una porzione dell'aliquota da analizzare in modo che la porzione sgrassata del campione corrisponda a 2,00&#160;g.</p><p>8.3.&#160;&#160;&#160;<span>Eliminazione dei grassi e delle proteine</span></p><p>8.3.1.&#160;&#160;&#160;<span>Aggiungere all'aliquota da analizzare 20,0&#160;ml di acqua calda (50 &#176;C). Sciogliere la polvere agitando per 5 minuti con l'agitatore meccanico (6.3). Mettere la provetta a bagnomaria (6.10) fino a raggiungere i 25 &#176;C.</span></p><p>8.3.2.&#160;&#160;&#160;<span>Aggiungere 10,0&#160;ml di soluzione di acido tricloroacetico a ca. 25 &#176;C (5.1) senza interruzione per 2 minuti, agitando vigorosamente con l'agitatore magnetico (6.4). Collocare la provetta nel bagnomaria (6.10) e mantenervela per 60 minuti.</span></p><p>8.3.3.&#160;&#160;&#160;<span>Centrifugare a 2&#160;200 g (6.2) per 10 minuti oppure filtrare su carta (6.6), eliminando i primi 5&#160;ml di filtrato.</span></p><p>8.4.&#160;&#160;&#160;<span>Determinazione cromatografica</span></p><p>8.4.1.&#160;&#160;&#160;<span>Il metodo HPLC in fase inversa esclude la possibilit&#224; d falsi positivi a causa della presenza di latticello acido in polvere.</span></p><p>8.4.2.&#160;&#160;&#160;<span>Prima di eseguire l'analisi HPLC in fase inversa andranno ottimizzate le condizioni del gradiente. Un tempo di ritenzione di 26 minuti&#160;&#177;&#160;2 minuti per il CMP<span>&#913;</span> &#232; ottimale per i sistemi a gradiente con un volume morto di circa 6&#160;ml (volume dal punto in cui i solventi confluiscono sino al volume del circuito dell'iniettore compreso). Per i sistemi a gradiente con un volume morto inferiore (ad esempio 2&#160;ml) si deve utilizzare come tempo ottimale di ritenzione un tempo di 22 minuti.</span></p><p>Prendere soluzioni dei campioni di riferimento (5.4) con e senza lattosiero presamico al 50&#160;%.</p><p>Iniettare 100&#160;&#956;l del surnatante o del filtrato (8.3.3) nell'apparecchiatura HPLC operante alle condizioni di gradiente di esplorazione date nella tabella 1.</p><p><span>Tabella 1</span></p><p><span>Condizioni del gradiente di esplorazione per l'ottimizzazione della cromatografia</span></p><table><col/><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>Tempo</p><p>(min)</p></td><td><p>Flusso</p><p>(ml/min)</p></td><td><p>% A</p></td><td><p>% B</p></td><td><p>Curva</p></td></tr><tr><td><p>Iniziale</p></td><td><p>1,0</p></td><td><p>90</p></td><td><p>10</p></td><td><p>*</p></td></tr><tr><td><p>27</p></td><td><p>1,0</p></td><td><p>60</p></td><td><p>40</p></td><td><p>lin</p></td></tr><tr><td><p>32</p></td><td><p>1,0</p></td><td><p>10</p></td><td><p>90</p></td><td><p>lin</p></td></tr><tr><td><p>37</p></td><td><p>1,0</p></td><td><p>10</p></td><td><p>90</p></td><td><p>lin</p></td></tr><tr><td><p>42</p></td><td><p>1,0</p></td><td><p>90</p></td><td><p>10</p></td><td><p>lin</p></td></tr></tbody></table><p>Confrontando i due cromatogrammi si dovrebbe individuare il picco del CMP<span>&#913;</span>.</p><p>Utilizzando la formula che segue si pu&#242; calcolare la composizione del solvente iniziale da utilizzare per il gradiente normale (secondo 8.4.3):% B =&#160;10 &#8211; 2,5 + (13,5 + (RT<span>cmpA</span> &#8211; 26) / 6) * 30 / 27&#160;% B =&#160;7,5 + (13,5 + (RT<span>cmpA</span> &#8211; 26) / 6) * 1,11</p><p>dove:</p><table><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>RT<span>cmpA</span></p></td><td><p>:</p></td><td><p>tempo di ritenzione del CMP<span>&#913;</span> nel gradiente di esplorazione</p></td></tr><tr><td><p>10</p></td><td><p>:</p></td><td><p>la&#160;% B iniziale del gradiente di esplorazione</p></td></tr><tr><td><p>2,5</p></td><td><p>:</p></td><td><p>la&#160;% B al punto intermedio meno la&#160;% B al punto iniziale nel gradiente normale</p></td></tr><tr><td><p>13,5</p></td><td><p>:</p></td><td><p>tempo del punto intermedio del gradiente di esplorazione</p></td></tr><tr><td><p>26</p></td><td><p>:</p></td><td><p>tempo di ritenzione necessario del CMP<span>&#913;</span></p></td></tr><tr><td><p>6</p></td><td><p>:</p></td><td><p>rapporto dei coefficienti di direzione del gradiente di esplorazione e del gradiente normale</p></td></tr><tr><td><p>30</p></td><td><p>:</p></td><td><p>la&#160;% B al punto iniziale meno la&#160;% B a 27 minuti nel gradiente di esplorazione</p></td></tr><tr><td><p>27</p></td><td><p>:</p></td><td><p>tempo di operazione del gradiente di esplorazione</p></td></tr></tbody></table><p>8.4.3.&#160;&#160;&#160;<span>Prendere soluzioni dei campioni da analizzare</span></p><p>Iniettare nell'apparecchio HPLC 100&#160;&#956;l del surnatante o del filtrato (8.3.3) misurati esattamente, mantenendo la velocit&#224; di flusso della soluzione eluente (5.2) sul valore di 1,0&#160;ml/minuto.</p><p>La composizione dell'eluente all'inizio dell'analisi si ottiene da 8.4.2. Normalmente essa &#232; prossima ad A: B =&#160;76:24&#160;(5.2). Subito dopo l'iniezione viene avviato un gradiente lineare che dopo 27 minuti porta ad una percentuale di B maggiore del 5&#160;%. Successivamente viene avviato un gradiente lineare che in 5 minuti porta la composizione dell'eluente a 90&#160;% B. Questa composizione viene mantenuta per 5 minuti, dopo di che con un gradiente lineare la composizione cambia e torna in 5 minuti a quella iniziale. Sulla base del volume interno del sistema di pompaggio l'iniezione successiva pu&#242; essere effettuata 15 minuti dopo aver raggiunto le condizioni iniziali.</p><p><span>Nota 1</span>: Il tempo di ritenzione del CMP<span>A</span> deve essere di 26 minuti &#177;&#160;2 minuti. Esso pu&#242; essere ottenuto variando le condizioni iniziali e finali del primo gradiente. Tuttavia la differenza nella % B per quanto riguarda le condizioni iniziali e finali del primo gradiente deve rimanere del 5&#160;% B.</p><p><span>Nota 2</span>: Gli eluenti devono essere adeguatamente degassati e restare tali. Ci&#242; &#232; essenziale per il corretto funzionamento del sistema di pompaggio del gradiente. La deviazione standard per il tempo di ritenzione del picco CMP<span>A</span> deve essere inferiore a 0,1&#160;minuto (n&#160;=&#160;10).</p><p><span>Nota 3</span>: Ogni 5 campioni &#232; necessario iniettare il campione di riferimento [5] da utilizzare per calcolare un nuovo coefficiente di risposta R (9.1.1).</p><p>8.4.4.&#160;&#160;&#160;<span>I risultati dell'analisi cromatografica del campione da analizzare [E] sono ottenuti sotto forma di un cromatogramma in cui il picco CMP<span>A</span> &#232; identificato dal suo tempo di ritenzione che &#232; di circa 26 minuti.</span></p><p>L'integratore (6.11.6) calcola automaticamente l'altezza di picco H del picco CMP<span>A</span>. In ogni cromatogramma si deve controllare la posizione della linea di base. Se la linea di base non &#232; correttamente localizzata occorre ripetere l'analisi o l'integrazione.</p><p><span>Nota:</span> Se il picco CMP<span>A</span> &#232; separato sufficientemente dagli altri picchi occorre usare il metodo dell'integrazione attraverso l'assegnazione della linea di base da valle a valle; altrimenti tracciare linee perpendicolari ad una linea di base comune, il cui punto di partenza deve essere vicino al picco CMP<span>A</span> (ma non a t&#160;=&#160;0&#160;min!). Usare lo stesso tipo di integratore per lo standard di riferimento e&#160;i campioni e, nel caso di una linea di base comune, verificarne la coerenza per i campioni e lo standard di riferimento.</p><p>Prima di procedere all'interpretazione quantitativa &#232; necessario esaminare l'aspetto di ciascun cromatogramma al fine di individuare anomalie dovute al cattivo funzionamento dell'apparecchio o della colonna, oppure all'origine e alla natura del campione analizzato.&#160;In caso di dubbio, ripetere l'analisi.</p><p>8.5.&#160;&#160;&#160;<span>Taratura</span></p><p>8.5.1.&#160;&#160;&#160;<span>Applicare esattamente ai campioni di riferimento (5.4.1-5.4.2) il modo di operare descritto dal punto&#160;8.2&#160;al punto&#160;8.4.4. Utilizzare soluzioni preparate di recente, in quanto a temperatura ambiente il CMP si degrada in ambiente tricloroacetico all'8&#160;%. A 4 &#176;C la soluzione rimane stabile per 24 ore. Nel caso si debba procedere a lunghe serie di analisi &#232; opportuno l'impiego, nell'iniettore automatico, di una vaschetta raffreddata per il campione.</span></p><p><span>Nota:</span> 8.4.2. pu&#242; essere omesso se la&#160;% B alle condizioni iniziali &#232; nota da analisi precedenti.</p><p>Il cromatogramma del campione di riferimento [5] dovrebbe essere analogo alla figura 1. In questa figura il picco CMP<span>A</span> &#232; preceduto da due piccoli picchi. &#200; essenziale ottenere una separazione analoga.</p><p>8.5.2.&#160;&#160;&#160;<span>Prima di procedere alla determinazione cromatografica dei campioni iniettare 100&#160;&#956;l del campione di riferimento senza lattosiero presamico [0] (5.4.1).</span></p><p>Nel cromatogramma non si deve vedere un picco al tempo di ritenzione del picco CMP<span>A</span>.</p><p>8.5.3.&#160;&#160;&#160;<span>Determinare i coefficienti di risposta R iniettando un volume di filtrato (8.5.1) pari a quello utilizzato per i campioni.</span></p><p>9.&#160;&#160;&#160;ESPRESSIONE DEI RISULTATI</p><p>9.1.&#160;&#160;&#160;<span>Metodo di calcolo e formule</span></p><p>9.1.1.&#160;&#160;&#160;<span>Calcolo del coefficiente di risposta R:</span></p><p>Picco CMP<span>A</span>: R = W/H</p><p>dove:</p><table><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>R</p></td><td><p>=</p></td><td><p>coefficiente di risposta del picco CMP<span>A</span></p></td></tr><tr><td><p>H</p></td><td><p>=</p></td><td><p>altezza del picco CMP<span>A</span></p></td></tr><tr><td><p>W</p></td><td><p>=</p></td><td><p>quantit&#224; di lattosiero presente nel campione di riferimento [5]</p></td></tr></tbody></table><p>9.2.&#160;&#160;&#160;<span>Calcolo della percentuale di lattosiero presamico in polvere contenuto nel campione:</span></p><p>W(E) = R &#215; H(E)</p><p>dove:</p><table><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>W (E)</p></td><td><p>=</p></td><td><p>percentuale m/m di lattosiero presamico contenuto nel campione [E]</p></td></tr><tr><td><p>R</p></td><td><p>=</p></td><td><p>coefficiente di risposta del picco CMP<span>A</span> (9.1.1)</p></td></tr><tr><td><p>H(E)</p></td><td><p>=</p></td><td><p>altezza del picco CMP<span>A</span> del campione [E]</p></td></tr></tbody></table><p>Se W[E] &#232; maggiore dell'1&#160;% e la differenza fra il tempo di ritenzione e quello del campione di riferimento [5] &#232; inferiore a 0,2 minuti, &#232; presente lattosiero presamico in polvere.</p><p>9.3.&#160;&#160;&#160;<span>Precisione del metodo</span></p><p>9.3.1.&#160;&#160;&#160;<span>Ripetibilit&#224;</span></p><p>La differenza fra i risultati di due determinazioni effettuate simultaneamente o a breve distanza di tempo dallo stesso analista, impiegando la stessa apparecchiatura e sulla stessa aliquota di campione non deve superare lo 0,2&#160;% m/m.</p><p>9.3.2.&#160;&#160;&#160;<span>Riproducibilit&#224;</span></p><p>Non determinata.</p><p>9.3.3.&#160;&#160;&#160;<span>Linearit&#224;</span></p><p>Dallo 0 al 16&#160;% di lattosiero presamico si deve ottenere una relazione lineare con un coefficiente di correlazione &gt;&#160;0,99.</p><p>9.4.&#160;&#160;&#160;<span>Interpretazione</span></p><p>Il limite del 1&#160;% tiene conto dell'incertezza dovuta alla riproducibilit&#224;.</p><p><span>Figura 1</span></p><p><span>Ni&#8212;4.6 standard</span></p><p><img/></p></div><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(*)</p></td><td><p>Norma internazionale FIL 135B/1991. Latte e prodotti lattiero-caseari. Caratteristiche di precisione dei metodi di analisi. Descrizione di un metodo di studio in collaborazione.&#187;;</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>3)</p></td><td><p>sono aggiunti i seguenti allegati:</p><p>&#171;</p><div><p>ALLEGATO&#160;VI</p><p><span>Metodi di analisi del burro conferito all'ammasso privato</span></p><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>Parametro</p></td><td><p>Metodo</p></td></tr><tr><td><p>Grasso<a>&#160;(<span>6</span>)</a></p></td><td><p>ISO 17189 o ISO 3727 parte 3</p></td></tr><tr><td><p>Acqua</p></td><td><p>ISO 3727 parte 1</p></td></tr><tr><td><p>Materie secche non grasse (escluso il sale)</p></td><td><p>ISO 3727 parte 2</p></td></tr><tr><td><p>Sale</p></td><td><p>ISO 15648</p></td></tr></tbody></table></div><div><p>ALLEGATO&#160;VII</p><p><span>Metodi di analisi del latte scremato in polvere conferito all'ammasso privato</span></p><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>Parametro</p></td><td><p>Metodo</p></td></tr><tr><td><p>Grasso</p></td><td><p>ISO 1736</p></td></tr><tr><td><p>Proteine</p></td><td><p>ISO 8968 parte 1</p></td></tr><tr><td><p>Acqua</p></td><td><p>ISO 5537</p></td></tr></tbody></table></div><div><p>ALLEGATO&#160;VIII</p><p><span>Metodi di analisi dei formaggi conferiti all'ammasso privato</span></p><table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>1.</p></td><td><p>Per verificare che i formaggi che devono essere prodotti esclusivamente con latte di pecora, con latte di capra o con latte di bufala oppure con miscele di latte di pecora, capra o bufala non contengano caseina di latte vaccino si applica il metodo d'analisi descritto nell'appendice.</p><p>La caseina di latte vaccino si considera presente se il contenuto di caseina di latte vaccino nel campione analizzato &#232; pari o superiore a quello del campione di riferimento contenente l'1&#160;% di latte vaccino descritto nell'appendice.</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>2.</p></td><td><p>I metodi per individuare la presenza di caseina di latte vaccino nei formaggi di cui al paragrafo&#160;1 possono essere applicati alle seguenti condizioni:</p><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>a)</p></td><td><p>il limite di individuazione non deve essere superiore allo 0,5&#160;%;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>b)</p></td><td><p>non si devono ottenere risultati falsamente positivi; e</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>c)</p></td><td><p>la caseina di latte vaccino &#232; individuabile con la sensibilit&#224; richiesta anche dopo i lunghi periodi di maturazione consueti in commercio.</p></td></tr></tbody></table><p>In caso di mancato rispetto di una delle condizioni sopra elencate si ricorre al metodo descritto nell'appendice.</p></td></tr></tbody></table></div><div><p>Appendice</p><p><span>METODO PER LA RIVELAZIONE DI CASEINATO E DI LATTE VACCINI IN FORMAGGI PRODOTTI CON LATTE DI PECORA, DI CAPRA O DI BUFALA O CON MISCELE DI LATTI DI PECORA, DI CAPRA E DI BUFALA</span></p><p>1.&#160;&#160;&#160;OGGETTO</p><p>Rivelazione di caseinato e latte vaccini in formaggi di latte di pecora, di capra o di bufala o di miscele di latti di pecora, capra e bufala mediante focalizzazione isoelettrica delle &#947;-caseine dopo plasminolisi.</p><p>2.&#160;&#160;&#160;CAMPO D'APPLICAZIONE</p><p>Il metodo &#232; idoneo per una rivelazione sensibile e specifica di latte vaccino crudo o trattato termicamente e di caseinato in formaggi freschi e stagionati di latte di pecora, di capra o di bufala o di miscele di latti di pecora, capra e bufala. Il metodo non &#232; adatto per la rivelazione dell'adulterazione di latte e formaggi mediante concentrati di proteine del siero di latte vaccino trattate termicamente.</p><p>3.&#160;&#160;&#160;PRINCIPIO DEL METODO</p><p>3.1.&#160;&#160;&#160;<span>Isolamento delle caseine dal formaggio e dagli standard di riferimento.</span></p><p>3.2.&#160;&#160;&#160;<span>Solubilizzazione delle caseine isolate ed azione plasminica sulle stesse (EC.3.4.21.7).</span></p><p>3.3.&#160;&#160;&#160;<span>Focalizzazione isoelettrica delle caseine trattate con plasmina in presenza di urea e colorazione delle proteine.</span></p><p>3.4.&#160;&#160;&#160;<span>Valutazione dei profili di &#947;<span>3</span>- e &#947;<span>2</span>-caseina (prova della presenza di latte vaccino) per confronto del profilo del campione con quelli ottenuti sullo stesso gel da standard di riferimento contenenti lo 0&#160;% e l'1&#160;% di latte vaccino.</span></p><p>4.&#160;&#160;&#160;REAGENTI</p><p>Salvo dove diversamente indicato, utilizzare solo reagenti chimici per analisi. L'acqua deve essere bidistillata o di purezza equivalente.</p><p><span>Nota</span>: Le indicazioni che seguono valgono per gel di poliacrilammide preparati in laboratorio, contenenti urea, delle dimensioni di 265&#160;&#215;&#160;125&#160;&#215;&#160;0,25&#160;mm. Nel caso vengano utilizzati gel di differenti dimensioni o differente tipo, pu&#242; rendersi necessario modificare le condizioni di separazione.</p><p><span><span>Focalizzazione isoelettrica</span></span></p><p>4.1.&#160;&#160;&#160;<span>Reagenti per la produzione di gel di poliacrilammide contenenti urea</span></p><p>4.1.1.&#160;&#160;&#160;<span>Soluzione madre di gel</span></p><p>Sciogliere in acqua:</p><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#160;</p></td><td><p>4,85&#160;g di acrilammide</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#160;</p></td><td><p>0,15&#160;g N, N&#8242;-metilen-bis-acrilammide (BIS)</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#160;</p></td><td><p>48,05&#160;g di urea</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#160;</p></td><td><p>15,00&#160;g di glicerolo (87&#160;% p/p),</p></td></tr></tbody></table><p>e portare a 100&#160;ml. Conservare in frigorifero in un flacone di vetro scuro.</p><p><span>Nota:</span> &#200; preferibile utilizzare una soluzione premiscelata di acrilammide/BIS, disponibile in commercio, invece dei pesi prestabiliti delle acrilammidi neurotossiche. Se una tale soluzione contiene il 30&#160;% p/v di acrilammide e lo 0,8&#160;% p/v di BIS, utilizzare per la formulazione un volume di 16,2&#160;ml invece del peso prestabilito.&#160;La soluzione madre pu&#242; venire conservata per un massimo di 10 giorni; se la sua conducibilit&#224; &#232; superiore a 5 &#956;S, deionizzarla agitandola per 30 minuti con 2 g di Amberlite MB-3, poi filtrare attraverso una membrana da 0,45 &#956;m.</p><p>4.1.2.&#160;&#160;&#160;<span>Soluzione di gel</span></p><p>Preparare una soluzione di gel miscelando additivi e anfoliti (*) con la soluzione madre di gel (4.1.1).</p><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#160;</p></td><td><p>9,0&#160;ml di soluzione madre</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#160;</p></td><td><p>24&#160;mg di &#946;-alanina</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#160;</p></td><td><p>500&#160;&#956;l di anfolita pH 3,5-9,5</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#160;</p></td><td><p>250&#160;&#956;l di anfolita pH 5-7</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#160;</p></td><td><p>250&#160;&#956;l di anfolita pH 6-8</p></td></tr></tbody></table><p>Miscelare la soluzione di gel e degassarla per due o tre minuti in un bagno a ultrasuoni o sotto vuoto.</p><p><span>Nota:</span> La soluzione di gel va preparata appena prima dell'uso (cfr. 6.2).</p><p>4.1.3.&#160;&#160;&#160;<span>Soluzioni dei catalizzatori</span></p><p>4.1.3.1&#160;&#160;&#160;N, N, N&#8242; N&#8242; &#8212; tetrametiletilendiammina (Temed)</p><p>4.1.3.2&#160;&#160;&#160;Persolfato d'ammonio (PER) al 40&#160;% p/v:</p><p>Sciogliere 800&#160;mg di PER in acqua e portare a 2&#160;ml.</p><p><span>Nota</span>: Usare sempre soluzioni di PER appena preparate.</p><p>4.2.&#160;&#160;&#160;<span>Fluido di contatto</span></p><p>Cherosene o paraffina liquida</p><p>4.3.&#160;&#160;&#160;<span>Soluzione anodica</span></p><p>Sciogliere 5,77&#160;g di acido fosforico (85&#160;% p/p) in acqua e portare a 100&#160;ml.</p><p>4.4.&#160;&#160;&#160;<span>Soluzione catodica</span></p><p>Sciogliere 2&#160;g&#160;di idrossido di sodio in acqua e portare a 100&#160;ml con acqua.</p><p><span><span>Preparazione del campione</span></span></p><p>4.5.&#160;&#160;&#160;<span>Reagenti per l'isolamento delle proteine</span></p><p>4.5.1.&#160;&#160;&#160;<span>Acido acetico diluito (25&#160;ml di acido acetico glaciale portati a 100&#160;ml con acqua).</span></p><p>4.5.2.&#160;&#160;&#160;<span>Diclorometano</span></p><p>4.5.3.&#160;&#160;&#160;<span>Acetone</span></p><p>4.6.&#160;&#160;&#160;<span>Tampone per la solubilizzazione delle proteine</span></p><p>Sciogliere in acqua:</p><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#160;</p></td><td><p>5,75&#160;g di glicerolo (87&#160;% p/p),</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#160;</p></td><td><p>24,03&#160;g di urea</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#160;</p></td><td><p>250&#160;mg di ditiotreitolo</p></td></tr></tbody></table><p>e portare al volume di 50&#160;ml.</p><p><span>Nota:</span> Conservare in frigorifero, per una settimana al massimo.</p><p>4.7.&#160;&#160;&#160;<span>Reagenti per la scissione plasmidica delle caseine</span></p><p>4.7.1.&#160;&#160;&#160;<span>Tampone di carbonato di ammonio</span></p><p>Titolare una soluzione di idrogenocarbonato d'ammonio a 0,2&#160;mol/l (1,58&#160;g/100&#160;ml di acqua) contenente 0,05&#160;mol/l di acido etilendiamminotetraacetico (EDTA, 1,46&#160;g/100&#160;ml), con una soluzione di carbonato d'ammonio a 0,2&#160;mol/l (1,92&#160;g/100&#160;ml di acqua) contenente 0,05&#160;mol/l EDTA a pH 8.</p><p>4.7.2.&#160;&#160;&#160;<span>Plasmina bovina (EC. 3.4.21.7), attivit&#224; non minore di 5&#160;U/ml</span></p><p>4.7.3.&#160;&#160;&#160;<span>Soluzione di acido &#949;-amminocapronico per l'inibizione dell'enzima</span></p><p>Sciogliere 2,624&#160;g di acido &#949;-amminocapronico (acido 6-ammino-n-esanoico) in 100&#160;ml di etanolo al 40&#160;% (v/v).</p><p>4.8.&#160;&#160;&#160;<span>Standard</span></p><p>4.8.1.&#160;&#160;&#160;<span>Standard di riferimento certificati di una miscela di coagulo presamico a partire da latte scremato di pecora e capra contenenti lo 0&#160;% e l'1&#160;% di latte vaccino possono essere richiesti all'Istituito dei materiali e delle misure di riferimento della Commissione (Institute for Reference Materials and Measurements), B-2440 Geel, Belgio</span></p><p>4.8.2.&#160;&#160;&#160;<span>Preparazione di standard di laboratorio provvisori di coagulo presamico di latte di bufala contenenti lo 0&#160;% e l'1&#160;% di latte vaccino</span></p><p>Il latte scremato viene preparato mediante centrifugazione di latte crudo di bufala o di vacca, a 37 &#176;C, a 500 g per 20 minuti. Dopo aver raffreddato rapidamente a 6-8 &#176;C la provetta e il contenuto, lo strato superiore di grasso viene completamente rimosso.&#160;Per la preparazione dello standard all'1&#160;%, aggiungere 5&#160;ml di latte vaccino scremato a 495&#160;ml di latte scremato di bufala in un becher da 1&#160;litro, regolare il pH a 6,4 aggiungendo acido lattico diluito (10&#160;% p/v). Regolare la temperatura su 35 &#176;C e aggiungere 100 &#956;l di caglio di vitello (attivit&#224; 1: 10&#160;000, c. 3&#160;000 U/ml), agitare per 1 minuto e poi lasciare a riposo il becher coperto con un foglio di alluminio a 35 &#176;C per 1 ora per permettere la formazione della cagliata. Dopo la formazione della cagliata, liofilizzare l'intero latte coagulato, senza preventiva omogeneizzazione n&#233; drenaggio del siero.&#160;Dopo la liofilizzazione, macinare finemente fino ad ottenere una polvere omogenea. Per la preparazione dello standard allo 0&#160;%, eseguire la stessa procedura usando latte scremato di bufala puro.&#160;Conservare gli standard a &#8211; 20 &#176;C.</p><p><span>Nota:</span> &#200; consigliabile controllare la purezza del latte di bufala mediante focalizzazione isoelettrica delle caseine trattate con plasmina prima della preparazione degli standard.</p><p><span><span>Reagenti per la colorazione delle proteine</span></span></p><p>4.9.&#160;&#160;&#160;<span>Fissativo</span></p><p>Sciogliere 150&#160;g di acido tricloroacetico in acqua e portare a 1&#160;000&#160;ml.</p><p>4.10.&#160;&#160;&#160;<span>Soluzione decolorante</span></p><p>Portare 500&#160;ml di metanolo e&#160;200&#160;ml di acido acetico glaciale a 2&#160;000&#160;ml con acqua distillata.</p><p><span>Nota:</span> Preparare la soluzione decolorante ogni giorno; per la preparazione si possono utilizzare soluzioni madre di metanolo al 50&#160;% (v/v) e acido acetico glaciale al 20&#160;% (v/v), da miscelare in volumi uguali.</p><p>4.11.&#160;&#160;&#160;<span>Soluzioni coloranti</span></p><p>4.11.1.&#160;&#160;&#160;<span>Soluzioni di colorante (soluzione madre 1)</span></p><p>Sciogliere 3,0&#160;g di blu brillante Coomassie G 250 (C.I. 42655) in 1&#160;000&#160;ml di metanolo al 90&#160;% (v/v) con un agitatore magnetico (circa 45 minuti), filtrare attraverso due filtri a pieghe, a velocit&#224; media.</p><p>4.11.2.&#160;&#160;&#160;<span>Soluzioni di colorante (soluzione madre 2)</span></p><p>Sciogliere 5&#160;g di solfato di rame pentaidrato in 1&#160;000&#160;ml di acido acetico al 20&#160;% (v/v).</p><p>4.11.3.&#160;&#160;&#160;<span>Soluzioni di colorante (soluzione di lavoro)</span></p><p>Miscelare 125&#160;ml di ciascuna delle soluzioni madre (4.11.1, 4.11.2) appena prima della colorazione.</p><p><span>Nota:</span> La soluzione colorante deve essere preparata il giorno stesso in cui viene usata.</p><p>5.&#160;&#160;&#160;APPARECCHIATURA</p><p>5.1.&#160;&#160;&#160;<span>Lastre di vetro (265 x 125 x 4 mm); rullo di gomma (larghezza 15 cm); tavolo con piano regolabile</span></p><p>5.2.&#160;&#160;&#160;<span>Foglio di supporto del gel (265 &#215; 125&#160;mm)</span></p><p>5.3.&#160;&#160;&#160;<span>Foglio di copertura (280&#160;&#215;&#160;125&#160;mm). Applicare una striscia di nastro adesivo (280&#160;&#215;&#160;6&#160;&#215;&#160;0,25&#160;mm) a ciascun bordo lungo (cfr. figura 1).</span></p><p>5.4.&#160;&#160;&#160;<span>Camera di elettrofocalizzazione con piastra di raffreddamento (per esempio 265&#160;&#215;&#160;125&#160;mm) e alimentazione elettrica adatta (&#8805;&#160;2,5&#160;kV) o dispositivo per elettroforesi automatica</span></p><p>5.5.&#160;&#160;&#160;<span>Criostato a circolazione, con regolazione termostatica su 12&#160;&#177;&#160;0,5 &#176;C</span></p><p>5.6.&#160;&#160;&#160;<span>Centrifuga regolabile su 3&#160;000 g</span></p><p>5.7.&#160;&#160;&#160;<span>Strisce elettrodiche (lunghezza &#8805;&#160;265&#160;mm)</span></p><p>5.8.&#160;&#160;&#160;<span>Flaconi contagocce per le soluzioni anodica e catodica</span></p><p>5.9.&#160;&#160;&#160;<span>Applicatori per campioni (10&#160;&#215;&#160;5&#160;mm, viscosa o carta da filtro a scarso assorbimento di proteine)</span></p><p>5.10.&#160;&#160;&#160;<span>Vaschette di colorazione e decolorazione in acciaio inossidabile o vetro (per esempio vassoi portastrumenti da 280&#160;&#215;&#160;150&#160;mm)</span></p><p>5.12.&#160;&#160;&#160;<span>Omogeneizzatore ad asta regolabile (diametro 10&#160;mm), velocit&#224; 8&#160;000-20&#160;000 g al minuto</span></p><p>5.13.&#160;&#160;&#160;<span>Agitatore magnetico</span></p><p>5.14.&#160;&#160;&#160;<span>Bagno ad ultrasuoni</span></p><p>5.15.&#160;&#160;&#160;<span>Saldatore per pellicola</span></p><p>5.16.&#160;&#160;&#160;<span>Micropipette da 25&#160;&#956;l</span></p><p>5.17.&#160;&#160;&#160;<span>Concentratore sotto vuoto o liofilizzatore</span></p><p>5.18.&#160;&#160;&#160;<span>Bagnomaria a controllo termostatico regolabile su 35 e&#160;40&#160;&#177;&#160;1 &#176;C con agitatore</span></p><p>5.19.&#160;&#160;&#160;<span>Densitometro con lettura a &#955;&#160;=&#160;634&#160;nm</span></p><p>6.&#160;&#160;&#160;PROCEDIMENTO</p><p>6.1.&#160;&#160;&#160;<span>Preparazione del campione</span></p><p>6.1.1.&#160;&#160;&#160;<span>Isolamento delle caseine</span></p><p>Pesare una quantit&#224; equivalente a 5&#160;g di sostanza secca di formaggio o degli standard di riferimento in una provetta da centrifuga da 100&#160;ml, aggiungere 60&#160;ml di acqua distillata e omogeneizzare con un omogeneizzatore ad asta (8&#160;000-10&#160;000 rpm). Regolare di pH 4,6 con acido acetico diluito (4.5.1) e centrifugare (5&#160;min, 3&#160;000&#160;g). Decantare il grasso e il siero, omogeneizzare il residuo a 20&#160;000&#160;rpm in 40&#160;ml di acqua distillata portata a pH 4,5 con acido acetico diluito (4.5.1), aggiungere 20&#160;ml di diclorometano (4.5.2), omogeneizzare di nuovo e centrifugare (5&#160;min, 3&#160;000&#160;g). Recuperare con una spatola lo strato di caseina disposto tra la fase acquosa e la fase organica (cfr. figura 2) e separare le due fasi per decantazione. Riomogeneizzare la caseina in 40&#160;ml di acqua distillata (cfr. sopra) e&#160;20&#160;ml di diclorometano (4.5.2) e centrifugare. Ripetere questo procedimento fino a quando le due fasi di estrazione diventano incolori (2 o 3&#160;volte). Omogeneizzare il residuo proteico con 50&#160;ml di acetone (4.5.3) e filtrare attraverso carta da filtro a pieghe di media velocit&#224;. Lavare il residuo sul filtro con due aliquote separate di acetone di 25&#160;ml ciascuna e far essiccare all'aria o in corrente d'azoto, quindi polverizzare finemente nel mortaio.</p><p><span>Nota:</span> Gli isolati di caseina secchi devono essere conservati a &#8211; 20 &#176;C.</p><p>6.1.2.&#160;&#160;&#160;<span>Scissione plasminica delle &#946;-caseine per intensificare le bande di &#947;-caseine</span></p><p>Disperdere 25&#160;mg di caseine isolate (6.1.1) in 0,5&#160;ml di tampone di carbonato d'ammonio (4.7.1) e omogeneizzare per 20 minuti, ad esempio utilizzando un trattamento ad ultrasuoni. Riscaldare a 40 &#176;C e aggiungere 10&#160;&#956;l di plasmina (4.7.2), miscelare e incubare per 1&#160;ora a 40 &#176;C agitando in continuazione. Per inibire l'enzima, aggiungere 20&#160;&#956;l di soluzione di acido &#949;-amminocapronico (4.7.3), poi aggiungere 200&#160;mg di urea solida e&#160;2&#160;mg di ditiotreitolo.</p><p><span>Nota:</span> Per ottenere una maggiore simmetria nelle bande di caseina focalizzate, &#232; consigliabile liofilizzare la soluzione dopo aver aggiunto l'acido &#949;-amminocapronico e disciolto poi i residui in 0,5&#160;ml di tampone di solubilizzazione delle proteine (4.6).</p><p>6.2.&#160;&#160;&#160;<span>Preparazione di gel di poliacrilammide contenenti urea</span></p><p>Con qualche goccia d'acqua e col rullo stendere il foglio di supporto del gel (5.2) su una lastra di vetro (5.1) rimuovendo l'acqua in eccesso con carta assorbente o con un panno.&#160;Con il rullo, stendere il foglio di copertura (5.3) con distanziatori (0,25&#160;mm) su un'altra lastra di vetro nello stesso modo.&#160;Posare la lastra orizzontalmente su un piano a livello regolabile.</p><p>Aggiungere 10&#160;&#956;l di Temed (4.1.3.1) alla soluzione di gel preparata e disaerata (4.1.2), agitare e aggiungere 10&#160;&#956;l di soluzione di PER (4.1.3.2), miscelare accuratamente e versare immediatamente in modo regolare sul centro del foglio di copertura. Posizionare un bordo della lastra di supporto del gel (con il lato del foglio in basso) sulla lastra del foglio di copertura e abbassarla lentamente in modo che tra i fogli si formi una pellicola di gel uniforme e senza bolle (figura 3). Abbassare completamente la lastra di supporto del gel con attenzione usando una spatola sottile e porre altre tre lastre di vetro su di essa come pesi. Dopo il completamento della polimerizzazione (circa 60 minuti), rimuovere il gel polimerizzato sul foglio di supporto insieme con il foglio di copertura scostando le lastre di vetro.&#160;Pulire accuratamente il rovescio della lastra di supporto per rimuovere residui di gel e urea. Saldare il &#8220;sandwich di gel&#8221; in una pellicola tubolare e conservare in frigorifero (massimo 6 settimane).</p><p><span>Nota:</span> Il foglio di copertura con i distanziatori pu&#242; essere riutilizzato.&#160;Il gel di poliacrilammide pu&#242; essere tagliato in porzioni pi&#249; piccole, cosa raccomandata quando i campioni sono pochi o si utilizza un dispositivo automatico per elettroforesi (2 gel, dimensioni 4,5&#160;&#215;&#160;5&#160;cm).</p><p>6.3.&#160;&#160;&#160;<span>Focalizzazione isoelettrica</span></p><p>Regolare il termostato di raffreddamento su 12 &#176;C. Detergere il rovescio del foglio di supporto del gel con cherosene, poi far cadere qualche goccia di cherosene (4.2) sul centro del blocco di raffreddamento.&#160;Far ruotare su di esso il sandwich di gel con il lato del supporto verso il basso, facendo attenzione che non rimangano bolle. Detergere l'eccesso di cherosene e rimuovere il foglio di copertura. Bagnare le strisce elettrodiche con le soluzioni elettrodiche (4.3, 4.4), tagliarle nel senso della lunghezza del gel e posizionarle nei punti previsti (distanza tra gli elettrodi 9,5&#160;cm).</p><p><span><span>Condizioni della focalizzazione isoelettrica</span></span></p><p>6.3.1.&#160;&#160;&#160;<span>Dimensioni del gel: 265&#160;&#215;&#160;125&#160;&#215;&#160;0,25&#160;mm</span></p><table><col/><col/><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>Operazione</p></td><td><p>Tempo</p><p>(min.)</p></td><td><p>Tensione</p><p>(V)</p></td><td><p>Corrente</p><p>(mA)</p></td><td><p>Potenza</p><p>(W)</p></td><td><p>Volt/ora</p><p>(Vh)</p></td></tr><tr><td><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>1.</p></td><td><p>Prefocalizzazione</p></td></tr></tbody></table></td><td><p>30</p></td><td><p>massimo</p><p>2&#160;500</p></td><td><p>massimo</p><p>15</p></td><td><p>cost. 4</p></td><td><p>c. 300</p></td></tr><tr><td><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>2.</p></td><td><p>Focalizzazione campione<a>&#160;(<span>7</span>)</a></p></td></tr></tbody></table></td><td><p>60</p></td><td><p>massimo</p><p>2&#160;500</p></td><td><p>massimo</p><p>15</p></td><td><p>cost. 4</p></td><td><p>c. 1&#160;000</p></td></tr><tr><td><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>3.</p></td><td><p>Focalizzazione finale</p></td></tr></tbody></table></td><td><p>60</p></td><td><p>massimo</p><p>2&#160;500</p></td><td><p>massimo</p><p>5</p></td><td><p>massimo</p><p>20</p></td><td><p>c. 3&#160;000</p></td></tr><tr><td><p>&#160;</p></td><td><p>40</p></td><td><p>massimo</p><p>2&#160;500</p></td><td><p>massimo</p><p>6</p></td><td><p>massimo</p><p>20</p></td><td><p>c. 3&#160;000</p></td></tr><tr><td><p>&#160;</p></td><td><p>30</p></td><td><p>massimo</p><p>2&#160;500</p></td><td><p>massimo</p><p>7</p></td><td><p>massimo</p><p>25</p></td><td><p>c. 3&#160;000</p></td></tr></tbody></table><p><span>Nota:</span> Se lo spessore o la larghezza del gel vengono modificati, i valori di corrente e potenza devono essere regolati di conseguenza (per esempio raddoppiare i valori della corrente elettrica e della potenza se si utilizza un gel a 265&#160;&#215;&#160;125&#160;&#215;&#160;0,5&#160;mm).</p><p>6.3.2.&#160;&#160;&#160;<span>Esempio di un programma di tensione per un dispositivo per elettroforesi automatica (2 gel da 5,0 &#215; 4,5&#160;cm), elettrodi senza strisce applicate direttamente al gel</span></p><table><col/><col/><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>Operazione</p></td><td><p>Tensione</p></td><td><p>Corrente</p></td><td><p>Potenza</p></td><td><p>Temp.</p></td><td><p>Volt/ora</p></td></tr><tr><td><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>1.</p></td><td><p>Prefocalizzazione</p></td></tr></tbody></table></td><td><p>1&#160;000  V</p></td><td><p>10,0 mA</p></td><td><p>3,5 W</p></td><td><p>8&#176;C</p></td><td><p>85 Vh</p></td></tr><tr><td><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>2.</p></td><td><p>Focalizzazione campione</p></td></tr></tbody></table></td><td><p>250 V</p></td><td><p>5,0 mA</p></td><td><p>2,5 W</p></td><td><p>8&#176;C</p></td><td><p>30 Vh</p></td></tr><tr><td><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>3.</p></td><td><p>Focalizzazione</p></td></tr></tbody></table></td><td><p>1&#160;200  V</p></td><td><p>10,0 mA</p></td><td><p>3,5 W</p></td><td><p>8&#176;C</p></td><td><p>80 Vh</p></td></tr><tr><td><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>4.</p></td><td><p>Focalizzazione</p></td></tr></tbody></table></td><td><p>1&#160;500  V</p></td><td><p>5,0 mA</p></td><td><p>7,0 W</p></td><td><p>8&#176;C</p></td><td><p>570 Vh</p></td></tr></tbody></table><p>Posizionare l'applicatore del campione nella fase 2 a 0 Vh</p><p>Rimuovere l'applicatore del campione nella fase 2 a 30 Vh</p><p>6.4.&#160;&#160;&#160;<span>Colorazione delle proteine</span></p><p>6.4.1.&#160;&#160;&#160;<span>Fissaggio delle proteine</span></p><p>Rimuovere le strisce elettrodiche immediatamente dopo aver interrotto l'alimentazione elettrica e porre il gel immediatamente in una bacinella di colorazione/decolorazione con 200 ml di fissativo (4.9). Lasciare per 15 minuti agitando continuamente.</p><p>6.4.2.&#160;&#160;&#160;<span>Lavaggio e colorazione della lastra di gel</span></p><p>Eliminare accuratamente il fissativo e lavare la lastra di gel due volte per 30 secondi, ogni volta con 100&#160;ml di soluzione decolorante (4.10). Eliminare la soluzione decolorante e riempire la bacinella con 250 ml di soluzione colorante (4.11.3); lasciar colorare per 45 minuti agitando delicatamente.</p><p>6.4.3.&#160;&#160;&#160;<span>Decolorazione della lastra di gel</span></p><p>Eliminare la soluzione colorante, lavare due volte la lastra di gel con 100&#160;ml di soluzione decolorante (4.10) ogni volta; agitare con 200&#160;ml di soluzione di decolorazione per 15 minuti e ripetere l'operazione almeno due o tre volte fino a quando il fondo &#232; chiaro e incolore. Risciacquare poi la lastra di gel con acqua distillata (2 &#215; 2&#160;min) e asciugare all'aria per 2 o 3&#160;ore o con un asciugacapelli per 10-15 minuti.</p><p><span>Nota 1:</span> Eseguire il fissaggio, il lavaggio, la colorazione e la decolorazione a 20 &#176;C. Non usare temperature elevate.</p><p><span>Nota 2:</span> Se si preferisce una colorazione pi&#249; sensibile con argento (per esempio Silver Staining Kit, Protein, Pharmacia Biotech, codice n.&#160;17-1150-01) i campioni di caseina trattata con plasmina devono essere diluiti a 5&#160;mg/ml.</p><p>7.&#160;&#160;&#160;VALUTAZIONE</p><p>La valutazione &#232; eseguita confrontando i profili proteici del campione sconosciuto con quello dello standard di riferimento sullo stesso gel. La presenza di latte vaccino nei formaggi di latte di pecora, di capra o di bufala e di miscele di latti di pecora, capra e bufala, viene rivelata attraverso le &#947;<span>3</span>- e &#947;<span>2</span>-caseine, i cui punti isoelettrici sono compresi tra pH 6,5 e pH 7,5 (figure&#160;4a, 4b e&#160;5). Il limite di rivelazione &#232; inferiore allo 0,5&#160;%.</p><p>7.1.&#160;&#160;&#160;<span>Stima visiva</span></p><p>Per una valutazione visiva della quantit&#224; di latte vaccino, &#232; consigliabile regolare le concentrazioni dei campioni e degli standard in modo da ottenere lo stesso livello di intensit&#224; delle &#947;<span>2</span>- and &#947;<span>3</span>-caseine ovine, caprine e/o di bufala (cfr. &#8220;&#947;<span>2</span> E,G,B&#8221; e &#8220;&#947;<span>3</span> E,G,B&#8221; nelle figure 4a, 4b e&#160;5). Dopo di ci&#242;, la quantit&#224; di latte vaccino (minore, uguale o maggiore dell'1&#160;%) nel campione in esame pu&#242; venire valutata direttamente confrontando l'intensit&#224; delle &#947;<span>3</span>- e &#947;<span>2</span>-caseine vaccine (cfr. &#8220;&#947;<span>3</span> C&#8221; e &#8220;&#947;<span>2</span> C&#8221; nelle figure 4a, 4b e&#160;5) con quella degli standard di riferimento allo 0&#160;% e all'1&#160;% (pecora, capra) o con gli standard provvisori di laboratorio (bufala).</p><p>7.2.&#160;&#160;&#160;<span>Stima densitometrica</span></p><p>Se disponibile, ricorrere alla densitometria (5.19) per la determinazione del rapporto tra le aree dei picchi delle &#947;<span>2</span>- e &#947;<span>3</span>-caseine vaccine sulle &#947;<span>2</span>- e &#947;<span>3</span>-caseine ovine, caprine e/o di bufala (cfr. figura 5). Confrontare questo valore con il rapporto di area dei picchi delle &#947;<span>2</span>- e &#947;<span>3</span>-caseine dello standard di riferimento all'1&#160;% (pecora, capra) o dello standard provvisorio di laboratorio (bufala) analizzati sullo stesso gel.</p><p><span>Nota:</span> Il metodo &#232; soddisfacente nel caso di un chiaro segnale positivo per le &#947;<span>2</span>- e &#947;<span>3</span>-caseine vaccine nello standard di riferimento all'1&#160;%, ma non nello standard di riferimento allo 0&#160;%. In caso contrario, ottimizzare la procedura seguendo con estrema precisione i dettagli del metodo.</p><p>Un campione &#232; considerato positivo se entrambe le &#947;<span>2</span>- e &#947;<span>3</span>-caseine vaccine, o i corrispondenti rapporti di area dei picchi, sono uguali o maggiori del livello dello standard di riferimento all'1&#160;%.</p><p>8.&#160;&#160;&#160;BIBLIOGRAFIA</p><p><span>Addeo F., Moio L., Chianese L., Stingo C., Resmini P., Berner I, Krause I., Di Luccia A., Bocca A.: Use of plasmin to increase the sensitivity of the detection of bovine milk&#160;in ovine and/or caprine cheese by gel isoelectric focusing of &#947;<span>2</span>-caseins.&#160;Milchwissenschaft 45, 708-711 (1990).</span></p><p><span>Addeo F., Nicolai M.A., Chianese L., Moio L., Spagna Musso S., Bocca A., Del Giovine L.: A control method to detect bovine milk&#160;in ewe and water buffalo cheese using immunoblotting. Milchwissenschaft 50, 83-85 (1995).</span></p><p><span>Krause I., Berner I, Klostermeyer H.: Sensitive detection of cow milk&#160;in ewe and goat milk&#160;and cheese by carrier ampholyte &#8212; and carrier ampholyte/immobilized pH gradient &#8212; isoelectric focusing of &#947;-caseins using plasmin as signal amplifier. in: Electrophoresis-Forum 89 (B. J. Radola, ed.) pp 389-393, Bode-Verlag, M&#252;nchen (1989).</span></p><p><span>Krause &#921;., Belitz H.-D., Kaiser K.-P.: Nachweis von Kuhmilch in Schaf and Ziegenmilch bzw. -k&#228;se durch isoelektrische Fokussierung in harnstoffhaltigen Polyacrylamidgelen. Z. Lebensm. Unters.&#160;Forsch. 174, 195-199 (1982).</span></p><p><span>Radola B.J.: Ultrathin-layer isoelectric focusing in 50-100&#160;&#956;m polyacrylamide gels on silanised glass plates or polyester films.&#160;Electrophoresis 1, 43-56 (1980).</span></p><p><span>Figura 1</span></p><p><span>Disegno schematico del foglio di copertura</span></p><p><img/></p><p><span>Figura 2</span></p><p><span>Strato di caseina sospeso tra la fase acquosa e la fase organica dopo centrifugazione</span></p><p><img/></p><p><span>Figura 3</span></p><p><span>Tecnica per la colata di gel poliacrilammide ultrasottile</span></p><p><img/></p><p>a = nastro distanziatore (0,25 mm); b = foglio di copertura (5.3); c, e = lastre di vetro (5.1); d = soluzione di gel (4.1.2); f = foglio di supporto del gel (5.2).</p><p><span>Figura 4a</span></p><p><span>Focalizzazione isoelettrica di caseine di formaggio di latte di pecora e capra contenente varie quantit&#224; di latte vaccino trattate con plasmina</span></p><p><img/></p><p>% CM&#160;=&#160;percentuali di latte vaccino, C&#160;= vacca, E = pecora, G = capra</p><p>&#200; mostrata la met&#224; superiore del gel IEF</p><p><span>Figura 4b</span></p><p><span>Focalizzazione isoelettrica di caseine, trattate con plasmina, di formaggio di miscele di latte di pecora, capra e bufala contenenti varie quantit&#224; di latte vaccino</span></p><p><img/></p><p>% CM = percentuali di latte vaccino; 1 + = campione contenente l'1&#160;% di latte vaccino con aggiunta di caseina vaccina pura al centro della traccia; C&#160;=&#160;vacca, E&#160;=&#160;pecora, G&#160;=&#160;capra, B&#160;=&#160;bufala.</p><p>&#200; mostrata la distanza totale di separazione del gel IEF.</p><p><span>Figura 5</span></p><p><span>Sovrapposizione dei densitogrammi di standard (STD) e di campioni di formaggio prodotto con miscele di latte di pecora e capra dopo focalizzazione isoelettrica</span></p><p><img/></p><p>a,b = standard contenenti lo 0 e l'1&#160;% di latte vaccino; c-g = campioni di formaggio contenenti lo 0, 1, 2, 3 e 7&#160;% di latte vaccino.&#160;C&#160;=&#160;vacca, E&#160;=&#160;pecora, G&#160;=&#160;capra.</p><p>&#200; stata analizzata la met&#224; superiore del gel IEF a &#955;&#160;=&#160;634&#160;nm.</p></div><div><p>ALLEGATO&#160;IX</p><p><span>Valutazione delle analisi</span></p><p>1.&#160;&#160;&#160;<span>Assicurazione qualit&#224;</span></p><p>Le analisi sono eseguite da laboratori designati a norma dell'articolo&#160;12 del regolamento (CE) n.&#160;882/2004&#160;(**) o designati dalle autorit&#224; competenti dello Stato membro.</p><p>2.&#160;&#160;&#160;<span>Campionamento e contestazione dei risultati analitici</span></p><table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>1.</p></td><td><p>Si procede al campionamento in conformit&#224; alla normativa pertinente per il prodotto trattato.&#160;Se non sono espressamente previste disposizioni in materia di campionamento, si applicano le disposizioni della norma ISO 707: Latte e prodotti lattiero-caseari &#8212; Metodi di campionamento.</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>2.</p></td><td><p>Nella relazione di laboratorio sui risultati dell'analisi figurano gli elementi atti a consentire una valutazione dei risultati conformemente all'appendice.</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>3.</p></td><td><p>Per l'esecuzione delle analisi previste dalla normativa dell'Unione si procede al prelievo di campioni in doppio.</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>4.</p></td><td><p>In caso di controversia sui risultati, l'organismo pagatore sottopone nuovamente il prodotto in questione alle analisi necessarie e le relative spese sono a carico della parte soccombente.</p><p>Le suddette analisi sono effettuate a condizione che siano disponibili campioni del prodotto prelevati in doppio, sigillati e conservati in modo appropriato presso l'autorit&#224; competente. Il fabbricante presenta all'organismo pagatore la richiesta di effettuare l'analisi entro 7 giorni lavorativi dalla comunicazione dei risultati della prima analisi. L'analisi &#232; realizzata entro 21 giorni lavorativi dal ricevimento della richiesta.</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>5.</p></td><td><p>Il risultato di questa analisi &#232; definitivo.</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><col/><tbody><tr><td/><td><p>6.</p></td><td><p>Se entro cinque giorni lavorativi dal campionamento il fabbricante dimostra che la procedura di campionamento non &#232; stata correttamente eseguita, occorre, se possibile, ripetere il campionamento.&#160;Se non &#232; possibile procedere a un nuovo campionamento, la partita &#232; accettata.</p></td></tr></tbody></table></div><div><p>Appendice</p><p><span>Valutazione del rispetto dei limiti regolamentari di una data partita</span></p><p>1.&#160;&#160;&#160;<span>Principio</span></p><p>Se la normativa in materia di intervento pubblico e di ammasso privato prevede procedure dettagliate di campionamento, si osservano tali procedure. Negli altri casi si utilizza un campione, composto di almeno 3 unit&#224; di campione, prelevato casualmente dalla partita presentata al controllo.&#160;Si pu&#242; preparare un campione composito.&#160;Il risultato ottenuto si raffronta con i limiti regolamentari calcolando un intervallo di fiducia del 95&#160;% pari al doppio della deviazione standard, dove la deviazione standard dipende da queste due ipotesi: 1) se il metodo &#232; validato nell'ambito della cooperazione internazionale con valori definiti di &#963;<span>r</span> e &#963;<span>R</span> oppure 2) in caso di validazione interna, se &#232; stato calcolato un valore di riproducibilit&#224; interna. L'intervallo di fiducia viene quindi comparato con l'incertezza di misurazione del risultato.</p><p>2.&#160;&#160;&#160;<span>Metodo convalidato nell'ambito della collaborazione internazionale</span></p><p>In questo caso sono state stabilite la deviazione standard di ripetibilit&#224; &#963;<span>r</span> e la deviazione standard di riproducibilit&#224; &#963;<span>R</span> e il laboratorio &#232; in grado di dimostrare l'osservanza delle caratteristiche di esecuzione del metodo validato.</p><p>Calcolare la media aritmetica<img/> del numero<span>n</span> di misurazioni ripetute.</p><p>Calcolare l'incertezza ampliata (<span>k</span> =&#160;2)<img/> di come segue:</p><p><img/></p><p>Se il risultato finale<span>x</span> della misurazione &#232; calcolato utilizzando una formula del tipo<span>x</span> =<span>y</span><span>1</span> +<span>y</span><span>2</span>,<span>x</span> =<span>y</span><span>1</span> &#8211;<span>y</span><span>2</span>,<span>x</span> =<span>y</span><span>1</span> &#903;<span>y</span><span>2</span> o<span>x</span> =<span>y</span><span>1</span>/<span>y</span><span>2</span> si seguono le procedure di combinazione delle deviazioni standard abituali in tali casi.</p><p>Si ritiene che la partita non rispetti il limite regolamentare superiore UL se</p><p><img/>;</p><p>altrimenti si ritiene che la partita rispetti il limite superiore UL.</p><p>Si ritiene che la partita non rispetti il limite regolamentare inferiore LL se</p><p><img/>;</p><p>altrimenti si ritiene che la partita rispetti il limite inferiore LL.</p><p>3.&#160;&#160;&#160;<span>Validazione interna mediante calcolo della deviazione standard di riproducibilit&#224; interna</span></p><p>Se si utilizzano metodi non previsti dal presente regolamento e se non sono state stabilite le misure della precisione &#232; necessario procedere ad una validazione all'interno del laboratorio.&#160;Nella formula di calcolo dell'incertezza ampliata<span>U</span>, anzich&#233; &#963;<span>r</span> e rispettivamente &#963;<span><span>R</span></span>, occorre utilizzare la deviazione standard di ripetibilit&#224; interna s<span>ir</span> e la deviazione standard di riproducibilit&#224; interna s<span>i</span><span><span>R</span></span>.</p><p>Le norme da seguire per determinare la conformit&#224; con il limite di legge sono quelle indicate al punto 1. Tuttavia, se si ritiene che la partita non rispetti il limite regolamentare occorre ripetere le misurazioni utilizzando il metodo specificato nel presente regolamento e il risultato deve essere valutato conformemente al punto&#160;1.</p></div><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(*)</p></td><td><p>Per ottenere la separazione richiesta delle &#947;-caseine, si sono dimostrati particolarmente validi i prodotti Ampholine&#174; pH 3,5-9,5 (Pharmacia) e Resolyte&#174; pH 5-7 e pH 6-8 (BDH, Merck).</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>(**)</p></td><td><p>Regolamento (CE) n.&#160;882/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29&#160;aprile 2004, relativo ai controlli ufficiali intesi a verificare la conformit&#224; alla normativa in materia di mangimi e di alimenti e alle norme sulla salute e sul benessere degli animali (<a>GU&#160;L&#160;165 del&#160;30.4.2004, pag.&#160;1</a>).</p></td></tr></tbody></table><p>&#187;</p></td></tr></tbody></table>
<note>
( 1 ) Il metodo da applicare è riconosciuto dall'organismo pagatore.
( 2 ) L'analisi delle particelle combuste può essere effettuata sistematicamente. Tuttavia, tale analisi deve essere effettuata in ogni caso se non vengono effettuati controlli organolettici.
( 3 ) Il metodo da applicare è riconosciuto dall'organismo pagatore (uno o entrambi i metodi).
( 4 ) Il metodo da applicare è riconosciuto dall'organismo pagatore.
( 5 ) I controlli organolettici sono effettuati se ritenuti necessari previa un'analisi del rischio riconosciuta dall'organismo pagatore.
( 6 ) Il metodo da applicare è riconosciuto dall'organismo pagatore.
( 7 ) Applicazione del campione: dopo la prefocalizzazione (fase 1), pipettare 18 μl di soluzioni campione e standard sugli applicatori del campione (10 × 5 mm), posizionarli sul gel a distanze di 1 mm uno dall'altro e a 5 mm di distanza in senso longitudinale dall'anodo e premere leggermente. Eseguire la focalizzazione nelle condizioni suddette rimuovendo con attenzione gli applicatori dei campioni dopo 60 minuti di focalizzazione.
</note>