Document ID: 32017A0928(02)
Language: ITA

<table><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>28.9.2017&#160;&#160;&#160;</p></td><td><p>IT</p></td><td><p>Gazzetta ufficiale dell'Unione europea</p></td><td><p>C 321/3</p></td></tr></tbody></table>
PARERE DELLA COMMISSIONE
del 27 settembre 2017
relativo al piano di smaltimento di residui radioattivi provenienti dal deposito nazionale di Radiana ubicato nelle adiacenze del sito della centrale nucleare di Kozloduy in Bulgaria
(Il testo in lingua bulgara è il solo facente fede)
(2017/C 321/02)
La valutazione che segue è stata effettuata conformemente alle disposizioni del trattato Euratom e non pregiudica eventuali valutazioni supplementari effettuate ai sensi del trattato sul funzionamento dell’Unione europea né gli obblighi imposti dal trattato e dal diritto derivato ( 1 ) .
Il 6 aprile 2017, a norma dell’articolo 37 del trattato Euratom, la Commissione europea ha ricevuto dal governo della Bulgaria i dati generali del piano di smaltimento di residui radioattivi ( 2 ) provenienti dal deposito nazionale di Radiana.
Sulla base di tali dati e di ulteriori informazioni richieste dalla Commissione il 22 maggio 2017 e fornite dalle autorità bulgare il 21 giugno 2017, dopo aver consultato il gruppo di esperti la Commissione ha formulato il seguente parere:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>1.</p></td><td><p>la distanza tra il deposito e il punto pi&#249; vicino situato nel territorio di un altro Stato membro, nella fattispecie la Romania, &#232; di 5 km;</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>2.</p></td><td><p>durante il periodo di operativit&#224; del deposito:</p><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>i residui radioattivi vi saranno collocati senza l&#8217;intenzione di recuperarli;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>il deposito non &#232; oggetto di un&#8217;autorizzazione di scarico per gli effluenti radioattivi aeriformi e liquidi; in condizioni normali di funzionamento, il deposito non rilascer&#224; effluenti radioattivi aeriformi n&#233; liquidi;</p></td></tr></tbody></table><table><col/><col/><tbody><tr><td><p>&#8212;</p></td><td><p>in caso di rilasci non programmati di effluenti radioattivi, a seguito di incidenti del tipo e della portata contemplati nei dati generali, le dosi cui le popolazioni di un altro Stato membro potrebbero essere esposte non sarebbero rilevanti sotto il profilo sanitario, tenuto conto dei livelli di riferimento stabiliti nelle direttive sulle norme fondamentali di sicurezza<a>&#160;(<span>3</span>)</a>;</p></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>3.</p></td><td><p>dopo il periodo di operativit&#224; del deposito:</p><p>le misure previste per la chiusura definitiva del deposito, descritte nei dati generali, offrono l&#8217;assicurazione che le conclusioni di cui al punto 2 supra resteranno valide nel lungo termine.</p></td></tr></tbody></table>
In conclusione, la Commissione è del parere che l’attuazione del piano di smaltimento dei residui radioattivi, sotto qualsiasi forma, provenienti dal deposito nazionale di Radiana ubicato nelle adiacenze del sito della centrale nucleare di Kozloduy in Bulgaria, non sia tale da comportare, né durante la sua normale vita operativa né dopo la sua chiusura definitiva e nemmeno in caso di incidente del tipo e della portata contemplati nei dati generali, una contaminazione radioattiva rilevante sotto il profilo sanitario, delle acque, del suolo o dello spazio aereo di un altro Stato membro, tenuto conto delle disposizioni stabilite nelle direttive sulle norme fondamentali di sicurezza.
Fatto a Bruxelles, il 27 settembre 2017
Per la Commissione
Miguel ARIAS CAÑETE
Membro della Commissione
<note>
( 1 ) Ad esempio, ai sensi del trattato sul funzionamento dell’Unione europea, gli aspetti ambientali devono essere ulteriormente esaminati. A titolo indicativo, la Commissione richiama l’attenzione sulle disposizioni della direttiva 2011/92/UE concernente la valutazione dell’impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati, come modificata dalla direttiva 2014/52/UE, della direttiva 2001/42/CE concernente la valutazione degli effetti di determinati piani e programmi sull’ambiente, della direttiva 92/43/CEE relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche e della direttiva 2000/60/CE che istituisce un quadro per l’azione comunitaria in materia di acque.
( 2 ) Smaltimento di residui radioattivi ai sensi del punto 1 della raccomandazione 2010/635/Euratom della Commissione, dell’11 ottobre 2010, sull’applicazione dell’articolo 37 del trattato Euratom ( GU L 279 del 23.10.2010, pag. 36 ).
( 3 ) Direttiva 96/29/Euratom del Consiglio, del 13 maggio 1996, che stabilisce le norme fondamentali di sicurezza relative alla protezione sanitaria della popolazione e dei lavoratori contro i pericoli derivanti dalle radiazioni ionizzanti ( GU L 159 del 29.6.1996, pag. 1 ) e direttiva 2013/59/Euratom del Consiglio, del 5 dicembre 2013, che stabilisce norme fondamentali di sicurezza relative alla protezione contro i pericoli derivanti dall’esposizione alle radiazioni ionizzanti, e che abroga le direttive 89/618/Euratom, 90/641/Euratom, 96/29/Euratom, 97/43/Euratom e 2003/122/Euratom a decorrere dal 6 febbraio 2018 ( GU L 13 del 17.1.2014, pag. 1 ).
</note>