Document ID: 32015A0421(01)
Language: ITA

<table><col/><col/><col/><col/><tbody><tr><td><p>21.4.2015&#160;&#160;&#160;</p></td><td><p>IT</p></td><td><p>Gazzetta ufficiale dell'Unione europea</p></td><td><p>C 128/1</p></td></tr></tbody></table>
PARERE DELLA COMMISSIONE
del 17 aprile 2015
relativo al piano di smaltimento dei rifiuti radioattivi derivanti dalla disattivazione e dallo smantellamento della centrale nucleare ISAR KKI-1
(Il testo in lingua tedesca è il solo facente fede)
(2015/C 128/01)
La valutazione che segue è stata svolta conformemente alle disposizioni del trattato Euratom e non pregiudica eventuali valutazioni supplementari svolte ai sensi del trattato sul funzionamento dell’Unione europea, né gli obblighi che derivano da detto trattato e dal diritto derivato ( 1 ) .
Il 19 agosto 2014 la Commissione europea ha ricevuto dal governo tedesco, conformemente all’articolo 37 del trattato Euratom, i dati generali riguardanti il piano di smaltimento di rifiuti radioattivi derivanti dalla disattivazione e dallo smantellamento della centrale nucleare ISAR KKI-1.
Sulla base di tali dati e di ulteriori informazioni richieste dalla Commissione in data 18 settembre 2014 e fornite dalle autorità tedesche il 21 novembre 2014 e dopo aver consultato il gruppo di esperti, la Commissione ha formulato il seguente parere:
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>1.</p></td><td><p>La distanza tra il sito e il confine pi&#249; vicino con un altro Stato membro, nella fattispecie l&#8217;Austria, &#232; di 62 km. La Repubblica ceca &#232; situata a 89 km di distanza e l&#8217;Italia a 169 km.</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>2.</p></td><td><p>Durante le normali operazioni di smantellamento, gli scarichi di effluenti radioattivi liquidi e gassosi non comportano un&#8217;esposizione rilevante sotto il profilo sanitario per la popolazione di un altro Stato membro, tenuto conto dei limiti di dose stabiliti dalle norme fondamentali di sicurezza (direttiva 96/29/Euratom<a>&#160;(<span>2</span>)</a>).</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>3.</p></td><td><p>I rifiuti radioattivi solidi sono temporaneamente immagazzinati sul posto in attesa di essere trasferiti in centri di trattamento o in impianti di stoccaggio temporanei autorizzati situati in Germania.</p><p>I rifiuti solidi non radioattivi e i materiali di risulta che soddisfano i livelli di autorizzativi saranno rilasciati dal controllo regolamentare per lo smaltimento come rifiuti convenzionali o per il loro reimpiego o riciclo. Ci&#242; avverr&#224; nel rispetto dei criteri enunciati nella direttiva sulle norme fondamentali di sicurezza (direttiva 96/29/Euratom).</p></td></tr></tbody></table>
<table><col/><col/><tbody><tr><td><p>4.</p></td><td><p>In caso di rilasci non programmati di effluenti radioattivi, a seguito di incidenti del tipo e dell&#8217;entit&#224; previsti nei dati generali, le dosi cui le popolazioni di altri Stati membri potrebbero essere esposte non sarebbero significative sotto il profilo sanitario.</p></td></tr></tbody></table>
In conclusione, la Commissione è del parere che l’attuazione del piano di smaltimento dei rifiuti radioattivi, sotto qualsiasi forma, derivanti dalla disattivazione e dallo smantellamento della centrale nucleare ISAR KKI-1, situata nella Bassa Baviera in Germania, non è tale da comportare, né in normali condizioni operative, né in caso di incidenti del tipo e della portata di cui ai dati generali, una contaminazione radioattiva significativa sotto il profilo sanitario, delle acque, del suolo o dell’aria di un altro Stato membro.
Fatto a Bruxelles, il 17 aprile 2015
Per la Commissione
Miguel ARIAS CAÑETE
Membro della Commissione
<note>
( 1 ) Ad esempio, ai sensi del trattato sul funzionamento dell’Unione europea, gli aspetti ambientali andrebbero ulteriormente esaminati. A titolo indicativo, la Commissione desidera richiamare l’attenzione sulle disposizioni della direttiva 2011/92/UE concernente la valutazione dell’impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati, della direttiva 2001/42/CE concernente la valutazione degli effetti di determinati piani e programmi sull’ambiente, nonché della direttiva 92/43/CEE relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche e della direttiva 2000/60/CE che istituisce un quadro per l’azione comunitaria in materia di acque.
( 2 ) Direttiva 96/29/Euratom del Consiglio del 13 maggio 1996 che stabilisce le norme fondamentali di sicurezza relative alla protezione sanitaria della popolazione e dei lavoratori contro i pericoli derivanti dalle radiazioni ionizzanti ( GU L 159 del 29.6.1996, pag. 1 ).
</note>