Datasets:
fanpage

Task Categories: summarization
Languages: it
Multilinguality: monolingual
Size Categories: 10K<n<100k
Licenses: unknown
Source Datasets: original
Dataset Preview Go to dataset viewer
source (string)target (string)
Manca ancora un pò all’uscita di “The Raven”, il nuovo film di James McTeigue (“V per Vendetta”, 2005, e “Ninja Assassin”, 2009), ma in rete giorno dopo giorno, escono le prime foto di John Cusack nei panni del famoso poeta/scrittore Edgan Allan Poe. La pellicola è molto attesa, anche perché l’omonima poesia da cui è tratta (“The Raven”, “Il Corvo”), è molto amata dagli amanti della letteratura, così come tutti gli scritti del famoso poeta americano. Le foto sono state accompagnate anche dalla rivelazione del plot, totalmente inventato ma davvero molto intrigante: Edgar Allan Poe (John Cusack) si unisce al giovane detective Emmett Fileds (Luke Evans) nel dare la caccia ad un folle serial killer che usa gli scritti di Poe come idee di base per i suoi omicidi. La cosa si complica quando l’assassino rapisce la fidanzata dello stesso scrittore (Alice Eve), quindi i due si lanciano in una corsa contro il tempo per cercare di fermare le efferatezze. Come non essere curiosi dopo aver letto ciò? D’altronde Edgar Allan Poe è l’inventore del racconto poliziesco, della letteratura horror e del giallo piscologico. I suoi romanzi del terrore hanno già ispirato tantissime pellicole in passato: “La Casa degli Usher” di James L. Conway (1981), “Due occhi diabolici” di Dario Argento (1990), “Sepolto vivo” di Franck Darabont (1990), “Il gatto nero” di Stuart Gordon (2007) e tantissimi altri. Per l’attore John Cusack, attualmente al cinema con la commedia “Un tuffo nel passato”, è un’occasione molto ghiotta che aggiungerà sicuramente qualche stella in più alla sua fantastica, e quasi trentennale, carriera.
Grande attesa per il nuovo film di James McTeigue sulle avventure di fantasia del famoso poeta americano Edgar Allan Poe.
Arrivano nuovi dettagli sull'attacco hacker a danno di Sony Pictures Entertainment, dopo la notizia diffusa da Re/Code secondo la quale dopo il danno da oltre 100 milioni di dollari, la compagnia giapponese sarebbe ora passata al contro attacco per bloccare la diffusione dei file messi in rete all’interno di diversi siti di torrent. Tra i numerosi file sottratti dagli hacker a Sony Pictures ci sarebbero anche copie di film non ancora usciti nelle sale cinematografiche, dati riservati di dipendenti ed attori di Hollywood e la sceneggiatura di Spectre, film la cui uscita al cinema è prevista per novembre 2015.
Arrivano nuovi dettagli sull’attacco hacker a danno di Sony Pictures Entertainment, dopo la notizia diffusa sul possibile contro attacco per bloccare la diffusione dei file messi in rete all’interno di diversi siti di torrent arriva una email sospetta.
"Non abbiate paura, l'Emirato Islamico vuole solo che voi collaboriate", sono queste alcune delle parole pronunciate in diretta tv sul canale Afghan TV's Peace Studio durante il programma Pardaz, dal giornalista che legge un comunicato dei Talebani. Intorno a lui ci sono diversi uomini armati con i kalashnikov imbracciati e puntati a terra. Poco dopo lo stesso reporter si avvicina a un Talebano e inizia un'intervista. Un'immagine dall'impatto visivo fortissimo e che si discosta dal messaggio che i Talebani vogliono veicolare chiedendo di non avere paura e soprattutto parlando di stampa libera.
Un giornalista afghano legge in diretta tv un comunicato dei Talebani che chiedono di “non avere paura e di collaborare”. Dietro di lui c’è un gruppo di otto militanti dell’Emirato Islamico, tutti armati di kalashnikov. Si tratta di un video condiviso dal giornalista della BBC Kian Sharifi che sottolinea il paradosso dei Talebani che parlano di libertà e chiedono di non avere paura e lo fanno mentre puntano un’arma contro il giornalista.
La seconda settimana nella casa del ‘Grande Fratello Vip‘ ha creato un vero e proprio ciclone mediatico. All'interno di quelle mura, infatti, sono state fatte delle dichiarazioni che hanno avuto ripercussioni anche piuttosto serie, all'esterno. A contrassegnare gli ultimi sette giorni, sono state le parole di Stefano Bettarini che, incurante delle telecamere, avrebbe elencato le donne con le quali ha tradito Simona Ventura. Inutile dire che la presentatrice ha deciso di ricorrere alle vie legali, non solo contro l'ex marito, ma anche contro Clemente Russo che durante la conversazione, avrebbe apostrofato in malo modo la Ventura, commentando un presunto tradimento della stessa. La baraonda mediatica ha visto intervenire anche il Ministero della Giustizia, che ha promesso verifiche sulla condotta di Clemente Russo. I lettori di Fanpage.it sono stati chiamati a scegliere chi eliminare tra i nominati: Alessia Macari, Mariana Rodriguez e Clemente Russo. Il pugile è stato il più votato, con il 59% delle preferenze. Si è fermata al 22%, la ciociara del minimondo di ‘Avanti un altro', Alessia Macari. Mentre ha chiuso con il 18%, la venezuelana Mariana Rodriguez, che nel corso della settimana è stata protagonista di un acceso scontro con Valeria Marini. Insomma, gli spettatori avevano già dimostrato di fare fatica a perdonare la battuta scomoda di Russo all'indirizzo di Bosco Cobos e sembrano non essere affatto intenzionati a passare sopra l'osservazione che avrebbe fatto su Simona Ventura. Non resta che attendere la puntata di stasera, lunedì 3 ottobre, per scoprire se questi dati verranno confermati.
I lettori di Fanpage.it non hanno dubbi. Tra i tre nominati, Clemente Russo sarà il concorrente del ‘Grande Fratello Vip’ che lascerà la casa, nel corso della diretta di lunedì 3 ottobre.
Gianluca Zito e Leonia Coccia sono due ex concorrenti del Grande Fratello 9, scomparsi da un pò di tempo dalle scene televisive forse per trovare una collocazione idonea alle loro capacità artistiche. A quanto pare uno spazio per loro ancora non è stato trovato e allora hanno pensato bene di coltivare la loro vita privata, progettando chi un matrimonio e chi un figlio. Gianluca, fidanzato da poco con la scrittrice Vanessa Contini, le ha fatto una dichiarazione d'amore nel corso di un'intervista con Alex Achille di Radiochat.it: "Fra un anno ti sposo e Alex sarà l’invitato principale al matrimonio", mattendola un pò in imbarazzo, tanto che lei ha prontamente replicato "Gianluca ha tanti pregi ma anche un grosso difetto, quello che dice la sera non vale la mattina, se parla seriamente accetto la sua proposta". Stessa prontezza quella di Leonia che dopo soli due mesi di fidanzamento è rimasta incinta del suo Stefano Sammarco, noto produttore e attore romano, con il quale sta vivendo una bellissima storia d'amore. Auguri a entrambi!
Gianluca Zito ha chiesto alla sua compagna di sposarlo e Leonia Coccia aspetta un bambino dal suo fidanzato Stefano.
La carenza di Vitamina D potrebbe rappresentare un fattore di rischio per la COVID-19, l'infezione causata dal nuovo coronavirus emerso in Cina (SARS-CoV-2). A ipotizzarlo due scienziati dell'Università degli Studi di Torino, il professor Giancarlo Isaia, docente di Geriatria e Presidente dell’Accademia di Medicina di Torino, e il professor Enzo Medico, docente di Istologia presso l'ateneo piemontese. I due ricercatori hanno elaborato un documento – che potete leggere a questo link – nel quale viene sottolineata l'importanza di adeguati livelli plasmatici di Vitamina D nella prevenzione di “numerose patologie croniche che possono ridurre l’aspettativa di vita nelle persone anziane”, un beneficio dimostrato da “numerose evidenze scientifiche e considerazioni epidemiologiche”. Secondo i due studiosi, la Vitamina D potrebbe determinare anche “una maggiore resistenza all’infezione COVID-19”. Ma perché si sostiene che la Vitamina D possa aiutarci a proteggerci dal coronavirus? In prima istanza, Isaia e Medico sottolineano che questa vitamina gioca un ruolo attivo nella “modulazione del sistema immune”, ed è noto quanto sia importante una risposta immunitaria adeguata nell'evoluzione della COVID-19. Studi sui danni provocati dal coronavirus hanno evidenziato che i pazienti più gravi vengono colpiti da una severa polmonite bilaterale interstiziale, con versamento di liquido infiammatorio nei polmoni legato alla reazione spropositata del sistema immunitario, che cerca di difendere l'organismo dall'invasione del patogeno. I due scienziati hanno inoltre ricordato il ruolo della Vitamina D “nella riduzione del rischio di infezioni respiratorie di origine virale, incluse quelle da coronavirus”, oltre alla capacità di questo composto “di contrastare il danno polmonare da iperinfiammazione”. Queste considerazioni si associano al dato sibillino dei primi studi preliminari sui pazienti ricoverati a Torino per la COVID-19, nei quali è stata osservata una “elevatissima prevalenza di Ipovitaminosi D”. In tanti, in pratica, manifestano carenza di Vitamina D, un problema molto diffuso nella popolazione anziana in Italia. Alla luce di ciò i ricercatori suggeriscono a tutti di esporsi in modo adeguato alla luce solare, anche da “balconi e terrazzi”, poiché com'è noto la radiazione solare rappresenta la principale fonte di approvvigionamento di Vitamina D. In aggiunta si raccomanda una dieta con cibi ricchi del composto: tra quelli indicati nel documento vi sono il pesce (sgombri, aringhe, spigole, alici e triglie), i funghi, la crescenza e le uova. Laddove necessario e in accordo col proprio medico, è possibile anche integrare la Vitamina D con appositi preparati.
Due scienziati dell’Università degli Studi di Torino hanno determinato che la carenza di Vitamina D potrebbe rappresentare un fattore di rischio per la COVID-19, l’infezione scatenata dal coronavirus. Studi preliminari hanno rilevato che tra i pazienti ricoverati a Torino c’è un’elevatissima prevalenza di ipovitaminosi D. Ecco come e perché potremmo beneficiare da questa vitamina.
Alla sua 12esima edizione, X Factor è uno dei programmi italiani più celebri e amati della TV, in onda dal 25 ottobre 2018 su Sky Uno. Amazon è sponsor di X Factor 2018 e accompagna la vita dei concorrenti dello show arredando il magnifico Loft del programma con una serie di prodotti disponibili su Amazon.it. I clienti della più celebre azienda di commercio elettronico che sono appassionati di X Factor possono infine acquistare i prodotti visti nel Loft del programma grazie al nuovo X Factor 2018 Loft Store. Il Loft di X Factor 2018 è stato arredato da Benji e Fede, i conduttori del daily, con i prodotti disponibili su Amazon.it, gli stessi che tutti gli amanti del noto show possono acquistare grazie al nuovo X Factor 2018 Loft Store. Per rendere ancora più entusiasmanti le fasi finali dello show, gli artisti vengono invitati a vivere una vera e propria shopping experience attraverso la scelta dei complementi di arredo disponibili su Amazon.it. Intanto i concorrenti (Renza Castelli, Matteo Costanzo, Naomi Rivieccio, Anastasio, Leo Gassmann, Emanuele Bertelli, Sherol Dos Santos Da Veiga, Luna Melis, Martina Attili, i BowLand, i Red Bricks Foundation e i Seveso Casino Palace) si lasciano divertire dall’unboxing dei prodotti scelti per loro da Benji e Fede, e, dopo aver spacchettato i pacchi di Amazon.it, hanno arredato il Loft di X Factor 2018. I Live Show di X Factor Italia 2018 sono ormai vicini e per tutta la durata dei Live, durante i daily, i concorrenti ricevono le consegne attraverso l'Amazon Locker, l’innovativo punto di ritiro self-service di Amazon brandizzato X Factor. Mentre agli appassionati dello show che desiderano avere a casa propria i prodotti visti nel Loft di X Factor 2018, Amazon.it dà la possibilità di acquistare gli arredi, gli accessori e il merchandising ufficiale del programma nell'X-Factor Loft Store. Ecco una selezione di elementi disponibili su Amazon.it. In una casa gli sgabelli sono un elemento di arredo sempre più flessibile e funzionale. Di poco ingombro, gli sgabelli possono avere molteplici usi ed è per questo che sono sempre più apprezzati nelle case contemporanee, sia che vengano considerati come pratiche sedute che come punti d’appoggio da affiancare al divano o al letto. Nel Loft di X Factor 2018 sono presenti alcuni degli sgabelli più iconici della Kartell, come i Prince AHA, progettati dal famoso designer francese Philippe Starck, disponibili per tutti all'acquisto sul nuovo X Factor 2018 Loft Store. Lo sgabello Prince AHA è immaginato come gioco di costruzioni con due coni uniti la cui forma ricorda quella di una clessidra. Grazie alla grande varietà di colori pastelli in cui lo sgabello Prince AHA è declinato (arancio, bianco, grigio, piccione, verde finocchio), al suo design e alla morbidezza del materiale in plastica utilizzato, questo sgabello si adatta ad ogni tipo di abitazione. I tavolini sono elementi necessari in ogni soggiorno della casa. Gli appassionati di X Factor avranno sicuramente notato nel Loft del famoso programma televisivo un arredo utile ed originale. Si tratta dei tavolini dell'azienda Haku Möbel, che grazie alle linee pulite ed il design originale, si possono adattare ad ogni tipo di arredamento. Sul nuovo X Factor 2018 Loft Store è possibile comprare il tavolino d'appoggio Haku Möbel in bianco realizzato in ABS laccato lucido; oppure il tavolino di Haku Möbel dal design spigoloso e costruito in legno e disponibile nei colori del rovere chiaro o mirtillo perlato; nel loft di X Factor 2018 sono presenti anche il tavolino d' appoggio di Haku Möbel in nero laccato lucido e i tavolini bassi in plastica color rosa e menta. In una casa di un programma televisivo sulla musica non può di certo mancare un giradischi. Nel Loft di X Factor 2018 gli appassionati dello show e i clienti di Amazon.it potranno ammirare il giradischi Vinyl Transport della ION Audio che si presenta come un giradischi in stile classico, simile ai famosi giradischi portatili del passato. Vinyl Transport ha una custodia robusta con una maniglia per poterla portare ovunque, Stile "Valigetta". Riproduce tutti i 33 record 33 1/3, 45 e 78 RPM e viene fornito con un adattatore a 45 giri e dispone di altoparlanti stereo integrati per un comodo ascolto senza dover collegare altoparlanti esterni. Il Vinyl Transport della ION Audio è disponibile nel nuovo X Factor 2018 Loft Store nei colori rosso, nero e blu. Non c'è loft o casa moderna che si rispetti senza almeno una poltrona a sacco. Progettata per la prima volta nel 1968 dai designer italiani Piero Gatti, Cesare Paolini e Franco Teodoro, la poltrona a sacco rappresenta uno dei prodotti di disegno industriale più rilevanti del XX secolo. Elemento di convivialità e relax, la poltrona a sacco anatomica è uno degli esempi più evidenti di come l'industria del design può cambiare le abitudini delle persone in casa e negli spazi vivibile. Nel Loft di X Factor 2018, e acquistabile su Amazon.it, è presente la comoda e funzionale poltrona a sacco di 13Casa nei colori viola, rosso, bianco, nero e giallo. Per creare un po' di atmosfera in casa e profumare le stanze della propria abitazione le candele sono il giusto accessorio d'arredo. Ne esistono di ogni forma, dimensione, fragranza e colore. Nel Loft di X Factor 2018 i concorrenti possono godere delle profumazioni offerte dalle Yankee Candle, caratterizzate da un design tradizionale delle giare che riflette un senso dello stile caldo e rilassato, perfetto per qualsiasi casa. Le Yankee Candle sono disponibili in Pink Grapefruit, Mulberry & Fig Delight, Coconut Splash, Delicious Guava, Mango Peach Salsa, e acquistabili nel nuovo X Factor 2018 Loft Store. Una volta accese offrono da 65 a 90 ore di piacevole profumazione.
Amazon arricchisce il Loft dei concorrenti di X Factor 2018 con una serie dei suoi prodotti che tutti i clienti di Amazon.it appassionati di quello che è uno dei programmi italiani più celebri e amati della TV potranno acquistare grazie al nuovo X Factor 2018 Loft Store portando un po’ di X Factor a casa propria.
Un'esplosione si è verificata nella centrale nucleare di Fukushima causando la distruzione della gabbia del reattore centrale e il crollo di uno degli edifici della struttura. La più pericolosa conseguenza del terremoto in Giappone che ieri ha causato oltre mille morti e un'allerta Tsunami in tutto l'oceano Pacifico è la fuoriuscita di vapori radioattivi da una delle centrali nucleari che si trovano nell'area colpita dal sisma. I funzionari rassicurano l'opinione pubblica sulla sicurezza della struttura, ma alla popolazione viene consigliato di pulirsi spesso mani e faccia con salviette umide per evitare la contaminazione. La televisione nipponica riferisce di valori di radioattività 20 volte superiori alla norma, ancorai ignote le cause dell'esplosione che ha causato il ferimento di alcuni dipendenti dell'impianto. La centrale nucleare di Fukushima si trova a soli 250 km da Tokyo e si teme il pericolo contaminazione di suolo e acqua. Il collasso di tutti i generatori causato dal terribile sisma di ieri ha fatto saltare il sistema di raffreddamento del nucleo centrale, che ora sembra essere impossibile da controllare. La barre di Uranio potrebbero fondere e far colare il materiale radioattivo dalla centrale. La diretta live delle televisioni giapponesi 100 mila persone sono già state fatte sgomberare dalla prefettura di Fukushima, perché anche se il livello di radiazioni è ancora basso, un'esposizione prolungata potrebbe causare danni ingentissimi al corpo umano. Off-limits la zona distante 10 km dalle due centrali nucleari presenti in zona. Il terrore è che possa ripetersi ciò che accadde a Chernobyl. Il governo del Giappone ha dichiarato lo stato di emergenza nucleare anche per i cinque reattori nucleari e le due centrali elettriche presenti nell'area colpita dal terremoto di ieri. La Tokyo Electric Power Co. Riferisce di aver perso la capacità di raffreddamento anche di un secondo reattore nell'impianto di Fukushima Daini. AGGIORNAMENTO: Resta altissima la tensione nella zona della centrale nucleare, con i tecnici che temono seriamente il rischio di nuove esplosioni. Il Governo giapponese ha pochi minuti fa rilasciato una nota in cui si ammette la criticità della situazione, ma ha sottolineato come l'evacuazione della popolazione in un raggio di 20 km al momento garantisca la sicurezza delle persone.
Livelli di radiazioni 20 volte superiori alla norma, il sistema di raffreddamento nucleare fuori controllo e l’incuo Chernobyl torna a far paura al mondo dopo lo spaventoso terremoto in Giappone. I danni dello Tsunami rendono incontrollabile la centrale di Fukushima.
Il regista Jon Chu (“Step Up 2”, “Step Up 3D”) dirige quest’attesissimo sequel di “G.I. Joe – La nascita dei Cobra”, del 2009, e riporta sullo le avventure dei celebri giocattoli della Hasbro e dei fumetti Marvel, editi dal 1982 al 1994. Dopo alcuni problemi relativi alla distribuzione (il film doveva uscire addirittura a maggio 2012), finalmente potremmo vedere in azione Bruce Willis, Dwayne Johnson e Channing Tatum, nei rispettivi panni del Generale Joseph B. Colton, del mitragliere Roadbloack e del Capitano Duke Hauser che dovranno vedersela ancora con i Cobra, più agguerriti che mai. “G.I. Joe: La vendetta” uscirà il 28 marzo e per l’occasione la Hasbro ha fatto sapere che distribuirà sul mercato una nuova linea di giocattoli. Successo assicurato. L’organizzazione internazionale di terroristi nota con il nome di Cobra è finalmente stata smembrata, ma i membri del gruppo speciale G.I. Joe devono vedersela con il terribile Comandante dei Cobra, probabilmente evaso, Zartan, esperto di travestimenti, che utilizza a suo piacimento il governo per metterli in difficoltà. Sotto le mentite spoglie del Presidente degli Stati Uniti, Zartan accusa i G.I. Joe di essere dei traditori, attirandoli in una trappola che mira ad eliminarli uno per uno. Ben presto il gruppo capisce che dietro tutto questo c’è ancora una parte dell’Associazione Cobra ed in loro soccorso arriva il primo militare ad entrare nel programma segreto da cui sarebbe poi nata la loro squadra speciale, il Generale Joseph B. Colton.
Bruce Willis, Channing Tatum e Dwayne Johnson sono i protagonisti di quest’attesissimo sequel che riporta in sala le avventure dei celebri fumetti Marvel e dei giocattoli della Hasbro.
Era il 19 agosto del 1883 quando venne al mondo Gabrielle Bonheur Chanel, nacque in un ospizio dei poveri a Saumur e nel corso della sua infanzia passata tra orfanotrofi e aziende agricole non avrebbe mai pensato che un giorno sarebbe diventata un'icona della moda, meglio conosciuta come la mitica Coco Chanel. Il 19 agosto del 2020 avrebbe compiuto 137 anni ma, nonostante il tempo passato dalla sua scomparsa, continua a essere un punto di riferimento quando si parla di eleganza, di classe, di femminilità. Oltre a essere stata tra le prime donne indipendenti e fuori dagli schemi della storia, Coco ha anche rivoluzionato in modo drastico il fashion design e la cultura popolare del ventesimo secolo, imponendo capi e accessori ancora oggi considerati degli intramontabili must-have. Buon compleanno, dunque, alla creatrice di moda che ha cambiato per sempre il concetto di raffinatezza, alla prima vera donna moderna della storia. Donna indipendente e fuori dagli schemi, la dimostrazione materiale del fatto che la moda passa ma lo stile resta: Coco Chanel non è stata solo la fondatrice della storica Maison fashion, è passata alla storia come la prima creatrice di moda che ha vestito una donna moderna, una donna dinamica, che lavora, che non vuole dipendere dal partner, che non vuole essere schiava dell'abbigliamento costrittivo della Belle Époque, che vuole sentirsi a suo agio negli indumenti indossati. È proprio con lei che negli anni successivi alla Prima Guerra Mondiale è nato il prototipo della garçonne, ovvero una donna che, a partire da materiali umili e da modelli ispirati all'armadio maschile e alla vita lavorativa, riusciva a incantare tutti con la sua eleganza. Coco ha avuto il merito di liberare le rappresentanti del sesso femminile da corsetti e impalcature, donandogli abiti semplici, comodi, perfetti per la quotidianità dinamica.
Era il 19 agosto del 1883 quando venne al mondo Gabrielle Bonheur Chanel, meglio conosciuta come Coco Chanel, e da allora il mondo della moda è cambiato. È stata una delle prime donne moderne della storia, ha stravolto il concetto di femminilità, interpretando con eleganza e classe le reali esigenze delle donne.
Tra i primi a ricordare ed omaggiare Paolo Limiti, morto a 77 anni dopo una battaglia di circa un anno contro il cancro, c'è l'ex moglie Justine Mattera, che ha postato su Instagram la foto di una copertina di "Tv Sorrisi e Canzoni" che li ritraeva abbracciati e felici, con un commento denso di nostalgia e gratitudine: "Sembra ieri. A te che mi hai creato una carriera. Che hai creduto in me. Che mi hai amato. Love you". E in effetti Limiti, oltre che un grande amore, è stato per la show-girl americana una sorta di pigmalione, che, rimanendo colpito dalla sua somiglianza con Marylin Monroe, nel 1996 la fece esordire al suo fianco nel programma Rai "Ci vediamo in tv", a cui la Mattera ha partecipato fino al 2003. I due, inoltre, sono stati sposati dal 2000 al 2002. In un'intervista del 2013 al settimanale "È Donna", Justine ha rivelato, dopo più di 10 anni, il motivo della loro separazione: È finita perché non voleva avere dei figli ed io invece volevo essere mamma. […] I miei figli mi riempiono la vita, ogni istante della giornata è dedicato a loro. E in effetti, successivamente, l'artista ha coronato il suo sogno di avere una famiglia con l'imprenditore Fabrizio Cassata, sposato nel 2009, da cui ha avuto due figli: Vincent (10 anni) e Vivienne Rose (8 anni). Nella stessa intervista, però, espresse anche la sua gratitudine, la sua grande stima ed il suo affetto per l'ex marito: Paolo Limiti mi ha inventato un lavoro. Gli voglio un bene dell’anima. È una persona speciale, per la sua intelligenza, il suo senso dell’umorismo, la sua cultura, il suo cuore. Che tra loro corresse buon sangue e non ci fossero rancori, insomma, non era un mistero. Nel 2012, inoltre, i due tornarono anche fianco a fianco in tv, nella trasmissione di Rai 1 "E state con noi in tv", che sostituì nella fascia pre-pranzo "La prova del cuoco" di Antonella Clerici nel periodo estivo. Lo stile della loro conduzione fu lo stesso di "Ci vediamo in tv": familiare e vicina allo spettatore. E come nella trasmissione che li ha uniti, al loro fianco c'era Floradora, la cagnolina di pezza lanciata in tv nel 1996, a cui dà la voce Antonio Capranzano. Sembra ieri. A te che mi hai creato una carriera. Che hai creduto in me. Che mi hai amato. Love you.
La showgirl americana, lanciata proprio dal conduttore ed ex-marito Paolo Limiti con la trasmissione “Ci vediamo in tv”, ha voluto ricordarlo su Instagram nel giorno della sua scomparsa, con un post denso di affetto e gratitudine.
E dopo l'inchiesta aperta dalla Procura di Milano, per il caos del bagarinaggio online, che ha portato alle perquisizioni nelle sedi di Live Nation e Vivo Concerti, a Milano, oltre che alle indagini per truffa a carico di Roberto De Luca, amministratore delegato di Live Nation Italia, e Corrado Rizzotto, ex numero uno di Vivo Concerti e attualmente ad di Indipendente Concerti, torna alla carica anche il Codacons che ieri ha lanciato una class action a tutela degli utenti danneggiati dal fenomeno del bagarinaggio online: "Dopo l'apertura dell'inchiesta da parte della Procura di Milano abbiamo deciso di avviare una azione risarcitoria collettiva in favore di tutti i fan e appassionati di musica che, per partecipare a concerti e spettacoli, hanno dovuto pagare biglietti a prezzi più elevati rispetto i listini ufficiali – spiega il presidente Carlo Rienzi -. È evidente infatti che se le accuse per cui procede la magistratura dovessero trovare conferma, vi sarebbe una lesione dei diritti dei consumatori, attraverso una artificiosa alterazione del mercato dei concerti con conseguente rincaro dei prezzi al pubblico. Ciò configurerebbe il diritto al risarcimento per tutti coloro che hanno acquistato biglietti sui siti secondari a prezzi maggiorati". Per aderire all'azione basta riempire il modulo pubblicato sul sito dell'associazione che, appena scoppiò il caos, a seguito della messa in vendita dei biglietti per il doppio concerto milanese dei Coldplay del prossimo luglio, si mobilitò per cercare di fare chiarezza. Nel frattempo la situazione è precipitata, grazie a un'inchiesta delle Iene che ha svelato rapporti tra grosse aziende di organizzazione dei concerti e i siti di bagarinaggio, scoperchiando una situazione di cui spesso si parlava, ma sottovoce, a causa della mancanza di quelle carte che hanno messo nei guai una società come Live Nation, il cui Ad, durante la trasmissione, parlò della volontà di alcuni artisti (stranieri, come sottolineato successivamente) di passare per i siti di secondary ticketing così da ottenere ricavi maggiori. Una dichiarazione che portò l'abbandono di Vasco Rossi e la presa di distanza di artisti come Ferro, Mengoni e Giorgia, tra gli altri.
Dopo l’inchiesta della Procura che sta indagando il caos bagarinaggio online, il Codacons torna all’attacco con una class action per coloro che si sono sentiti truffati a causa del secondary ticketing.
Difficile negare che la birra irlandese sia una delle migliori al mondo e che quando si parla di pub inevitabilmente la mente rimanda ad immagini da San Patrick Day, fiumi di alcool e uomini in festa al bancone di un bar. Avere però un ottimo pub irlandese vicino a casa, a meno che non si viva in Irlanda, non è possibile in tutte le città. Da oggi però c'è un modo originale per portare l'esperienza del pub irlandese ovunque si desidera: Paddy Wagon è il primo pub gonfiabile che può ospitare fino ad ottanta persone per bere dell'ottima birra irlandese anche nel cortile di casa propria. L'idea è nata a Boston, dove c'è una delle comunità irlandesi più numerose d'America. Per la comunità irlandese il pub è il luogo dove gli amici e i vicini di casa si riuniscono per della buona conversazione, ascoltare della musica dal vivo, assaggiare piatti tradizionali e vivere l'esperienza irlandese del sentirsi in famiglia. Quest'esperienza da oggi è possibile ottenerla ovunque si desidera, anche se per ora l'azienda distribuisce solo a Boston. Se fuori fa freddo, e si ha voglia di una birra tra amici, colleghi o parenti, di mangiare graffette irlandesi fatti in casa, patatine al curry e spezzatino di manzo, tipici piatti irlandesi, Paddy Wagon è il luogo ideale in cui trascorrere un'esperienza unica. Il Paddy wagon è infatti un pub irlandese gonfiabile che può essere montato ovunque si vuole.
La migliore birra irlandese a casa vostra: Paddy Wagon è un modo nuovo e innovativo per portare l’esperienza del pub ovunque si desidera.
Una statua d'oro alta sei metri dedicata alla razza canina più amata dal presidente del Turkmenistan, paese nell’Asia centrale con una popolazione di 5.6 milioni di abitanti. È quella che il capo dello Stato Gurbanguly Berdymukhamedov ha inaugurato qualche giorno fa nella capitale Ashgabat, pochi anni dopo un'altra statua che lo vedeva in sella al cavallo Akhal-teke, alta sei metri e ricoperta d’oro a 24 carati. Alla cerimonia per l’inaugurazione della statua del cane, che si è tenuta tra musiche e danze, ha partecipato lo stesso Berdymukhamedov, innamorato dei pastori alabai, già inseriti nella lista dei patrimoni nazionali insieme ai tappeti fatti a mano e alla razza di cavallo da corsa, Akhal teke. Secondo quanto riportato dai media, il monumento gigante del cane d’oro è stato eretto al centro di una rotonda in una zona residenziale della capitale, costruita per alloggiare le famiglie dei dipendenti pubblici, un centro commerciale, dei cinema e impianti sportivi. È stato installato anche uno schermo che mostra video di Alabai reali. Le immagini della cerimonia di inaugurazione dell’opera – i costi della statua sono sconosciuti – stanno facendo il giro della rete. Immagini che hanno scatenato anche tanti commenti ironici e talora sarcastici vista la povertà in cui versa il Paese.
Una statua d’oro alta sei metri dedicata alla razza canina più amata dal presidente del Turkmenistan è stata inaugurata nella capitale. Alla cerimonia ha partecipato lo stesso capo di Stato, Gurbanguly Berdymukhamedov, innamorato dei cani pastori alabai. Il video della cerimonia e sta facendo il giro dei social e non mancano commenti sarcastici.
Il governo sta pensando a una sterilizzazione degli aumenti dei pedaggi autostradali previsti per il 2019. Secondo quanto hanno riferito fonti del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti al quotidiano La Repubblica, il blocco degli aumenti è ormai quasi certo: "Si respira aria di ottimismo per una sterilizzazione ormai giudicata certa degli aumenti delle tariffe su gran parte della rete autostradale". Le stesse fonti hanno inoltre riferito che "il blocco riguarderà anche Aspi e Strada dei Parchi (A24-A25)" e che per alcune concessionarie "si arriverà invece a ritocchi minimi e i gestori hanno comunque assicurato che sarà d'ora in poi valutato in modo più puntuale (sul singolo anno anziché ogni cinque anni) il rapporto tra tariffe, andamento dei prezzi e investimenti". Proprio nei giorni scorsi ha iniziato a circolare la notizia relativa ai classici rincari di inizio anno per i pedaggi autostradali e secondo la relazione fatta dal ministero dei Trasporti sugli “Adeguamenti delle tariffe di pedaggio autostradali per l’anno 2019”, gli aumenti sarebbero già pronti. Tre i criteri seguiti: “qualità”, “investimenti” e “inflazione programmata”. Il ministero dei Trasporti, però, sta pensando di concedere aumenti inferiori rispetto a quelli richiesti dai concessionari.
Secondo quanto riferiscono fonti del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, è pronto il provvedimento che andrà a sterilizzare gli ormai certi aumenti ai pedaggi autostradali, già annunciati nei giorni scorsi proprio in concomitanza con l’inizio dell’esodo invernale di fine anno. Il Mit punta a concedere aumenti inferiori rispetto a quelli richiesti dai gestori della rete.
Esattamente il 22 marzo del 1978, usciva nelle sale italiane “Piedone l’Africano”, terzo capitolo della tetralogia dedicata al famoso commissario interpretato da Bud Spencer e diretto sempre da Steno. La pellicola vede il commissario impegnato in una missione in Sudafrica, dopo la morte di un suo collega che lo informava di un traffico di diamanti e droga. Una volta lì, incontrerà l’ex brigadiere Caputo (Enzo Cannavale) ora cameriere, e il piccolo Bodo (Baldwin Dakile), figlio del poliziotto ucciso e già orfano di madre. A Johannesburg, Piedone riuscirà ad infiltrarsi nell’associazione a delinquere, scontrandosi con i delinquenti Smollett (Jow Stewardson) e Spiros (Werner Pochath) per evitare che i diamanti siano utilizzati per acquistare la droga da mandare in Europa. Questo terzo film segue a ruota “Piedone lo sbirro”(1973) e “Piedone ad Hong Kong”(1975), ambientati rispettivamente negli Stati Uniti e in Cina. Stavolta, invece le riprese partono da Napoli e si spostano in Namibia, all’epoca paese non ancora indipendente e controllato dal Sudafrica con un successo clamoroso in tanti paesi del mondo, che surclassò di gran lunga i primi due capitoli. Steno affidò la sceneggiatura a Giovanni Simonelli, Adriano Bolzoni, Franco Verucci e Ranier Brandt ed è molto più dettagliata, soprattutto nella costruzione della dinamica della storia e dell’indagine, mescolando elementi poliziotteschi, d’avventura e comici. Anche le ambientazioni, naturalmente, favoriscono un maggior coinvolgimento dello spettatore che non è, quindi, solo attratto e divertito dalle sempreverdi scazzottate di Spencer (che qui abbondano) ma anche dagli inseguimenti infiniti ed improbabili e da alcune scene totalmente fuori da ogni schema. Impareggiabile ed insostituibile più che mai è il ruolo di Enzo Cannavale, uno dei più grandi caratteristi italiani, scomparso nel 2011. Caputo è una spalla comica fondamentale per Piedone e, in questo terzo capitolo, la sua comicità raggiunge un livello decisamente superiore, muovendosi al fianco di Bud Spencer quasi come Don Chisciotte e Sancho Panza, in un crescendo di risate e divertimento. La novità è rappresentata dalla presenza del piccolo Baldwin Dakile, alla sua prima e ultima esperienza sul grande schermo. Il giovanissimo attore sbalordì subito il regista e i protagonisti principali per la sua spontaneità sul set e si dice anche che proprio Bud Spencer lo avesse, in seguito, adottato a distanza, consentendogli di studiare. Oggi Dakile è un uomo di quasi 50 anni e svolge la professione di avvocato in Sud Africa.
Il 22 marzo 1978 usciva il terzo capitolo della tetralogia di Steno sulle avventure del famoso commissario interpretato dal grande Bud Spencer che, stavolta, sposta le sue indagini in Sudafrica. Lì incontrerà Caputo (Enzo Cannavale) e il piccolo Bodo e dovrà risolvere un intricato caso di traffico di diamanti e droga. Un cult assoluto, con un enorme seguito in tutto il mondo, da rivedere milioni di volte.
Aldo, Giovanni e Giacomo, il trio più amato della televisione, del teatro e del cinema, sta per approdare nuovamente nelle nostre sale. I comici sono, infatti, i protagonisti e i registi – con Morgan Bertacca – di “Fuga da Reuma Park”, sgangherata commedia che sbarcherà al cinema dal prossimo 15 dicembre. Il film è ambientato nel futuro, esattamente tra 30 anni, e ritroviamo i tre amici al Reuma Park, una casa di ricovero che sembra un vero e proprio carcere, con tanto di cecchini e un’infermiera russa a fare la guardia. Gli amici tenteranno la fuga proprio durante la notte di Natale, con l’intento di imboccare i Navigli di Milano per raggiungere Rio de Janeiro. Ovviamente, aspettiamoci di vederne delle belle. Lo script è stato scritto dal trio, con Bertacca e Valerio Bariletti mentre nel cast figurano anche Ficarra e Picone, Giorgio Centamore, Silvana Fallisi e Carlotta Natoli. Le musiche sono di Mauro Pagani e, a distribuirlo nelle sale sarà Medusa Film. I fan del trio sono avvisati. Non ci troviamo sul pianeta Terra al giorno d'oggi, ma su quello Aldo Giovanni e Giacomo tra 30 anni: qui tutto può accadere. E non è nemmeno un giorno qualsiasi: è la Vigilia di Natale, il giorno (e la notte) più magici di tutto l'anno. Il trio si ritrova al Reuma Park, una casa di ricovero costruita in un vecchio luna park in cui le attrazioni sono ancora funzionanti e a disposizione degli ospiti. Qui però c'è poco da divertirsi: il Reuma Park somiglia piuttosto a un carcere di massima sicurezza con tanto di cecchini che sorvegliano l'uscita: se provi a scappare ti sparano. E come in ogni carcere che si rispetti, anche qui non manca l'aguzzino: Ludmilla, la temibile infermiera russa taglia XXL. Giacomo passa le sue giornate in sedia a rotelle, attaccato a flebo di Barbera, gira con una pistola giocattolo e odia tutti; Giovanni ha la memoria che fa cilecca e parla con i piccioni e i pesci rossi (ma non ha perso la passione per le procaci infermiere); Aldo, dopo un lunghissimo viaggio in auto dalla Sicilia, viene abbandonato lì dai figli proprio la mattina di Natale. Arresi? Perduti? Tutt'altro: la notte di Natale, mentre al Reuma Park si fa festa con ospiti a sorpresa, musica, tombolata e panettone, il trio ricomposto mette in atto una rocambolesca fuga a suon di petardi, lanciarazzi e fuochi d'artificio. Verso dove? Giacomo ha un sogno, Giovanni ha una barca e Aldo ha il solito travolgente entusiasmo. La notte di Natale tutto può accadere, anche imboccare i Navigli di Milano per raggiungere Rio de Janeiro. Il cast completo è formato da: Aldo Sbaglio (Aldo), Giovanni Storti (Giovanni), Giacomo Poretti (Giacomo), Silvana Fallisi (Ludmilla), Salvatore Ficarra (Salvatore), Valentino Picone (Valentino), Giorgio Centamore (infermiere), Luciano Storti (Prof. Barbisa), Andrea Ramilli (Babbo Natale), Alessandro Maida (giocoliere), Marco Boffo (Renna), Onorina Giannuzzi (paziente), Francesca Albanesi (i Biker), Simonluca Polimeni, Massimiliano Campolo, Dennis Angelo Pugni, Carlotta Natoli (la voce dell’altoparlante). 1. “Fuga da Reuma Park”, come dichiarato proprio dall’esilarante trio, è il loro film più surreale, dato che è ambientato in un mondo fantastico e visionario. 2. Quest’anno, Aldo, Giovanni e Giacomo festeggiano il loro 25° anniversario di carriera e l’hanno festeggiato con un tour ne palazzetti dello sport con lo spettacolo sold-out “The Best of Aldo, Giovanni e Giacomo – Live 2016”, con il libro “Tre uomini e una gamba (uscito l’8 novembre) e, naturalmente, con la pellicola “Fuga da Reuma Park”.
Aldo, Giovanni e Giacomo tornano al cinema con questa commedia, ambientata nel futuro, esattamente tra 30 anni. Li ritroviamo al Reuma Park, una casa di ricovero che sembra un vero e proprio carcere, da dove tenteranno la fuga proprio durante la notte di Natale, con l’intenzione di imboccare i Navigli di Milano per raggiungere Rio de Janeiro.
La richiesta di aiuto è arrivata intorno alle ore 15 di ieri da via di Casal Bertone, nel quadrante est della capitale, a pochi passi dal cimitero del Verano. Un uomo di 30 anni è stato colpito da un'arma da taglio. L'aggressore sarebbe suo padre, 57 anni, arrestato dagli agenti della Polizia di Stato. Il giovane è stato trasportato all'Ospedale Sandro Pertini: la prognosi è di 15 giorni. Sono in corso le indagini per accertare la dinamica dell'accaduto.
Gli agenti del Commissariato San Lorenzo sono intervenuti alle 15.35 di ieri. Un 30enne era sanguinante in via di Casal Bertone. Agli agenti ha dichiarato di essere stato accoltellato dal padre. L’uomo è stato rintracciato e arrestato poco dopo. Il giovane ha riportato una ferita lieve ed è stato dimesso dal Pertini con una prognosi di 15 giorni.
Credevate che i Royal Babies inglesi fossero gli unici principini adorabili d'Europa? La verità è ben diversa, a fargli concorrenza ci sono i gemellini di Monaco. Jacques e Gabriella, i figli del principe Alberto e di Charlene, a dicembre compiranno 6 anni ma sono già delle piccole star, tanto che ogni volta che appaiono in pubblico riescono ad attirare le attenzioni dei media internazionali. A condividere una nuova e dolcissima foto degli eredi al trono è stata la mamma, che immortalato un loro tenero abbraccio, lasciando senza parole i followers. Charlene di Monaco non è solo una delle principesse più eleganti al mondo, è anche una mamma amorevole e ne ha dato prova nelle ultime ore, condividendo una dolcissima foto dei figli. I due appaiono tra le mura casalinghe in una versione tenerissima: Jacques guarda dritto in camera mentre abbraccia la sorellina e sembra essere un "piccolo lord" con indosso una giacca nera e una camicia bianca con il collo alla coreana, Gabrielle si lascia coccolare dal fratello mentre sfoggia un look da diva. ❤️ A post shared by HSH Princess Charlene (@hshprincesscharlene) on Oct 17, 2020 at 11:30am PDT
Charlene di Monaco è una mamma amorevole e orgogliosa e lo ha dimostrato condividendo sui social una nuova dolcissima foto dei figli. Jacques e Gabriella sono stati immortalati mentre si abbracciano e, con indosso giacca e pelliccia, sono decisamente elegantissimi.
L'oroscopo di oggi 4 agosto saluta la Luna calante con una bella Luna in Acquario che parla della possibilità di abbandonare con successo e anche facilità le cattive abitudini. Infatti dopo la Luna piena di ieri sera, da oggi iniziano i 14 giorni in cui piano piano, di giorno in giorno, si oscurerà un pezzettino del nostro satellite fino ad arrivare alla prossima Luna nuova, quando sarà completamente nera. Lo sapete che gli antichi chiamavano la Luna nuova anche "Luna morta"? Questo perché sembrava proprio che il satellite non ci fosse più. Nei giorni di Luna calante invece ogni attività di pulizia, sia del corpo che dello spazio che ci circonda, sarà decisamente più facile e avrà migliori risultati. Da oggi iniziamo a salutare velocemente due transiti che abbiamo seguito molto nei giorni scorsi: si tratta di Mercurio in opposizione a Saturno che ha reso difficile comunicare e soprattutto dire quello che pensiamo davvero e anche la quadratura tra sole e Urano che ha portato molto spesso ad un'espressione dell'ego. Andiamo verso l'allontanamento di questi due aspetti che quindi perdono sempre più potenza. Quali cattive abitudini potreste iniziare a pensare di ripulire dalla vostra vita? Un po’ indeciso oggi. La Luna probabilmente ti porta a valutare anche altre scelte e fai fatica a limitarti nelle tue possibilità. Segui quindi l’istinto e, nel frattempo, lasci gli altri un po’ nel dubbio. La tua indecisione fa un po’ Antonella Elia al falò di confronto. Ma alla fine: il tuo ex lo lasci o no?! Amore: ancora qualche giorno di incontri focosi. Lavoro: mentre ti parlano e ti chiedono risultati, guardi l’orologio e ti chiedi quanto manca al weekend. Salute: il buon Marte aiuta e rimpolpa la tua riserva di energie. Il consiglio del giorno: usa l’autoironia per cercare di dire quello che pensi, ti aiuterebbe a smorzare il tuo tono un po’ tagliente. Voto 8 e mezzo Quando hai fatto il test per capire quale personaggio Disney sei durante la giornata dell’amicizia sono certa che ti è uscito Paperoga. Una Luna quadrata come questa non fa che renderti teneramente maldestro, Torone. Non temere comunque: sei pieno di amici e persone speciali che vogliono coccolarti anche in queste giornate un po' stonate! Amore: si progetta già la prossima gita fuori porta. Lavoro: affrettati a consegnare gli ultimi dettagli del tuo progetto! Salute: ti senti un po’ triste, non buttarti giù! Il consiglio del giorno: compra un libro di barzellette in libreria e leggine qualcuna a caso ai tuoi amici sotto l’ombrellone! Voto 6 e mezzo Idee geniali che scalano la classifica. Questa Luna vi dà dei colpi di genio che risultano quasi inarrivabili, un po’ come quelli di Achille Lauro che arriva in vetta alle vendite col suo nuovo album che riprende le hit degli anni ’90 e fa leva sulla voglia di ballare di tutti! Seguite l’istinto e questa Venere che vi dà così tanta voglia di condividere! Amore: continua la saga delle vostre avventure sentimentali. Lavoro: rivedete per l’ennesima volta le clausole di un contratto che faticate ad inviare. Salute: esplosivi! Il consiglio del giorno: oggi vestitevi con delle piume da qualche parte. Se nel vestito non ve la sentite vanno bene anche sulla borsa o sul cappello… Ma non potete rischiare di passare inosservati! Voto 8+ Sfortunatamente questo Marte quadrato, oltre a succhiarti energie, ha anche un effetto inibente sul tuo charme erotico. Più o meno ha lo stesso effetto che hanno i baffi appena accennati su Fedez che relegano il suo livello di sc*pabilità a ZERO (cit. “Chiara Ferragni”). Opta per qualcosa di più romantico e coccoloso per oggi e attendi qualche giorno per sfoggiare le tue doti amatorie. Amore: amore da dolce stilnovo. Lavoro: sguardi languidi anche al portapenne. Salute: rilassati e goditi un succo di frutta ghiacciato. Il consiglio del giorno: ricordati di aggiungere una maschera purificante per il viso alla tua lista della spesa. Voto 7 Sei un po’ deluso, Leone. Come quel bambino che si avvicina al baracchino sulla spiaggia chiedendo il gelato che tanto amava e gli viene risposto che non viene più prodotto! È così oggi, con questa Luna opposta che ti rende un po’ triste. Non rimuginare e buttati in acqua con gli amichetti per dare fondo alle energie che ti regala Marte! Amore: dividi la merenda con chi ti fa battere il cuore. Lavoro: svolgi meccanicamente i compiti senza alcun entusiasmo. Salute: talmente energico che potresti farti una lunga maratona e non sudare nemmeno un po’. Il consiglio del giorno: fai qualcosa di poco impegnativo e che ti possa risollevare il morale. Un ordine su JustEat mi sembra perfetto. Voto 6+ È il momento giusto per rilasciare il tuo nuovo singolo come ha fatto Carla Bruni con la sua nuova “Quelque chose”. Questa Venere sta finalmente per lasciare la tua quadratura e, complice la Luna di oggi, trovi un modo alternativo per parlare dei tuoi sentimenti, fosse anche con una canzone in francese mezza sussurrata con fare languido. Non l'avevi da un pezzo il fare languido. Amore: arrivano spiragli di comprensione. Lavoro: le attese iniziano a farti spazientire! Salute: in netta ripresa. Il consiglio del giorno: hai assoluto bisogno di nuove energie e di prepararti ad un prossimo periodo pieno di stimoli: corri subito a prenotare un massaggio energizzante! Voto 8+ (voglio esagerare!)
Nell’oroscopo di oggi, martedì 4 agosto, la Luna si trova ancora nel segno dell’Acquario, proprio dove era anche ieri quando, in serata, è stata Luna piena. La Luna piena, quando è esattamente opposta al Sole e quindi interamente illuminata, porta ad una esplosione delle emozioni, per quanto riguarda la sua azione sul nostro subconscio, che diventano così incontenibili.
L'epidemia di ebola, il "disastro biologico" sottovalutato secondo una recente dichiarazione dell'Oms, ha portato la comunità scientifica ad un'intensa attività di ricerca da cui sono nate ZMapp e un vaccino capace di immunizzare un gruppo di primati, precisamente i macachi, per almeno dieci mesi. Gli studiosi hanno utilizzato una soluzione a base di Chad3, un adenovirus che all'essere umano causa raffreddore e febbre. Uno studio di cinque anni ha portato alla creazione del Chad3Ebola-Zaire, un vaccino contro l'ebola di tipo Zaire (quello all'origine dell'epidemia attuale in Africa) che si è mostrato efficace sui macachi. Nel momento in cui l'epidemia si è diffusa attirando l'attenzione anche dei governi occidentali, Chad3Ebola-Zaire rappresentava la risposta più avanzata al problema ed è per questo motivo che costituisce il motivo di maggiore speranza, con Zmapp, per arginare e sconfiggere il virus.
Testato sui macachi, il vaccino è riuscito ad immunizzare il gruppo per 10 mesi. L’antivirus è stato sviluppato dopo 5 anni di studio da un’azienda che ha sede a Napoli e Pomezia (Roma).
Torna il bel tempo su Napoli e la Campania, con sole e temperature in aumento in tutta la regione. Merito di alcune calde masse d'aria di origine africana, che stanno arrivando in queste ore sulle regioni italiane, portando ad un ulteriore aumento della temperatura che invece con le perturbazioni dei giorni scorsi aveva visto un graduale ribasso. Ed invece nei prossimi giorni si assisterà ad un graduale ma costante aumento dei valori massimi che torneranno anche sopra i 30 gradi nelle ore più calde. Perturbazioni pressoché assenti, con le ultime nubi spazzate via in queste ore.
Cielo sereno e temperature di nuovo attorno ai 30 gradi su tutta la regione. Un improvviso ed inatteso arrivo di masse d’aria calda provenienti dal nord Africa porteranno uno scampolo d’estate fuori programma, con temperature sopra i 30 gradi nelle ore più calde e la nuvolosità praticamente azzerata.
L'Olanda è eliminata da Euro 2020: a condannare la nazionale di De Boer è stata la Repubblica Ceca che ha vinto l'ottavo di finale 2-0. I gol sono arrivati nella ripresa grazie alle reti di Holes e Schick. Sullo 0-0, nel secondo tempo, espulsione di de Ligt per fallo di mano. Adesso a sfidare la Danimarca saranno i cechi ai quarti di finale Olanda-Repubblica Ceca è un ottavo di finale che sulla carta non ha storia con gli orange di De Boer nettamente favoriti sui cechi, tra le migliori rivelazioni del torneo nella prima fase a gironi. Ma con la gara secca dentro-fuori ogni vantaggio è annullato e anche i piccoli sanno che possono fare male ai giganti. Ne è stata riprova Italia-Austria con gli azzurri costretti ai supplementari. L'Olanda, dunque, prova a partire col piede giusto, cercando di sorprendere gli avversari con de Ligt che al 10′ sfiora il gol: bel cross per il centrale difensivo versione attaccante, ma il suo colpo di testa non inquadra la porta ceca. Il primo tempo si dipana tra due formazioni che sentono il peso della posta in gioco: le reali occasioni da gol latitano con grande equilibrio in campo anche se quasi al 40′ è la Repubblica Ceca a provare ad accendere la luce, con Antonin Barak: il suo tiro in corsa, in area di rigore, viene bloccato da un difensore avversario con una sorprendente scivolata, sventando il pericolo e trovano un corner. L'ultimo acuto arriva però nei minuti di recupero con Delay che spreca tutto calciando altissimo. Primo tempo scevro di emozioni forti, ripresa che regala spettacolo e sorprese: dopo 10 minuti accade l'episodio chiave che mette in ginocchio l'Olanda. Dopo l'ennesima occasione d'oro sprecata da Malen, gli olandesi restano in 10 uomini con il rosso diretto (rivisto col VAR) a Mathias de Ligt da parte dell'arbitro Harasev che punisce il giocatore per un fallo di mano. In dieci contro undici, la Repubblica Ceca prova a crederci e a mettere pressione agli orange che accusano il colpo. De Boer prova a cambiare assetto, senza cercare di perdere il baricentro offensivo, ma tutto è inutile. Al 60′ il VAR salva l'Olanda dal calcio di rigore per un presunto tocco di mano di Denzel Dumfries ma qualche istante dopo a punire la nazionale di De Boer è Tomas Holes.
La Repubblica Ceca compie la prodezza e manda a casa i favoriti olandesi di de Boer. 2-0 il verdetto dell’ottavo di finale che ha visto andare a segno nella ripresa prima Holes e poi Schick. Sullo 0-0 è stato espulso de Ligt per fallo di mano. Brutta Olanda, mai realmente pericolosa. A sfidare la Danimarca ai quarti sarà dunque la Repubblica Ceca.
Nei giorni scorsi si è molto discusso, in ambito musicale e non solo, della proposta di legge presentata dal Presidente della commissione Trasporti e telecomunicazioni della Camera Alessandro Morelli, ex direttore di Radio Padania, che propone che un terzo della programmazione radiofonica italiana sia di musica italiana, cantata e prodotta in Italia (sic). Una proposta che ha scatenato un dibattito e molte critiche per un progetto che vorrebbe imporre quindi quali canzoni dovrebbero trasmettere le radio. Di quali sarebbero le complessità e del perché, visti i numeri, oggi la proposta sarebbe inutile, oltre che cercare di spiegare che la legge francese nasceva in un altro ambito e altri obiettivi, l'abbiamo spiegato in questo articolo in cui scrivevamo che la realtà dice che siamo già al 50% delle canzoni italiane trasmesse, stando ai dati EarOne che prende in considerazione le canzoni in heavy rotation. Intervistato da Rtl 102.5, però, anche Matteo Salvini è intervenuto sulla querelle, prendendo una posizione critica nei confronti della proposta e spiegando che "non sarà il Parlamento a decidere che musica va in onda in radio" nonostante, stando alle parole del Ministro, siano tanti gli artisti a chiederlo (alcuni, come Al Bano lo fanno, però, citando numeri a caso, quindi, immaginiamo, con poca conoscenza della realtà che ci circonda). Salvini spiega anche che non ha voglia di mettere bocca dopo le critiche a cui è stato sottoposto nei giorni immediatamente successivi alla fine del Festival di Sanremo, quando aveva espresso perplessità per la vincita di Mahmood: "Ogni radio fa il suo palinsesto, la musica è quanto di più soggettivo… mi hanno rotto le scatole per una settimana perché non sono riuscito a dire che mi piaceva la canzone di Mahmood che ha vinto il Festival e preferisco Il Volo o Vasco Rossi. È un invito, ma vale anche per i ragazzini che giocano a calcio nelle giovanili, il Governo non può imporlo per legge ma se – come negli altri Paesi europei – ci fosse più apertura per gli artisti italiani, per i musicisti italiani, per i calciatori italiani, sarebbe un bene per la nostra cultura e lavoro in più. Detto questo ogni radio si fa i suoi palinsesti e ognuno ascolta la musica che crede". Sulla possibilità di imporlo alla Rai, almeno, azienda pubblica, il Vicepremier prende le distanze anche se cita le quote francesi: "In alcuni Paesi come la Francia ci sono delle quote per legge, a me piace che venisse su spontaneamente come quando dico che anche fare la spesa è un atto politico e comprare e mangiare prodotti italiani – ovviamente non lo puoi imporre per legge – fa bene alla salute perché i nostri prodotti sono controllati e tutela il nostro lavoro. La musica è bella perché è varia e ognuno ascolta quello che ritiene però se ci fosse più spazio per i nostri ragazzi sicuramente sarebbe un bene per tutti" dice Salvini che non tocca le complessità di quelle quote e le problematiche che si sono sviluppate in questi anni.
Matteo Salvini, intervistato da Rtl 102.5 è intervenuto sulla querelle dei giorni scorsi, quando una proposta di legge chiedeva alla Politica di intervenire per obbligare le emittenti radiofoniche a passare almeno un terzo di musica italiana nella programmazione quotidiana. Il Ministro si dice contro, anche se auspica che possa avvenire in maniera naturale.
Dopo che un’impietosa macchina della verità smentisce Angelica riguardo la sua storia con Ferdinando, Domenica Cinque riserva un’esclusiva imperdibile: Guendalina Tavassi torna a farsi sentire, e sembra più agguerrita che mai. Di fronte ad un’Angelica già provata, che ormai si aspetta il peggio anche dalla sua rivale nel gioco, vien lanciato l'atteso videomessaggio di Guendalina. Le sue parole hanno due destinatari precisi, due tra i candidati alla vittoria finale, stando ai sondaggi o alle dichiarazioni di Edoardo Tavassi, informato, pare, da una talpa del Gf11: i destinatari sono Rosa Baiano e Ferdinando Giordano. Guendalina esordisce dicendo che in questi giorni di isolamento ha avuto il tempo per pensare a quanto accaduto in casa, ma non è riuscita a trovare le risposte che cercava. In particolare l’ultima eliminata del Grande Fratello 11 si chiede come possa riscuotere tanto successo un ragazzo (Ferdinando) che passa le giornate dormendo, o alla meglio raccogliendo i bicchieri lasciati dagli altri concorrenti in giro per la casa. Si esprime anche riguardo la relazione che l’ha legato ad Angelica, definita “molto creata”, perfettamente in linea con l’esito della macchina della verità. Poi passa all’attacco di Rosa Baiano, secondo Guendalina “sempre umile e dolce finchè non s’è montata la testa”. Si riferisce alla parabola evolutiva di Rosa Baiano, cresciuta in popolarità grazie alle sonore batoste d’amore subite da Davide Baroncini, e resa via via più sicura grazie al calore crescente del pubblico. Guendalina Tavassi sembra essere rimasta una concorrente, immersa ancora in una mentalità da sfida perenne: “Non è giusto io sia fuori rispetto a loro. I conti prima o poi dovranno tornare”.
Guendalina Tavassi, dopo l’eliminazione dal Grande Fratello 11, ritorna a farsi sentire in video a Domenica Cinque: non si spiega come mai la gente voti Ferdinando e Rosa, il primo eterno dormiente, e la seconda passata dall’umiltà iniziale ad atteggiamenti eccessivamente spavaldi.
Sanremo 2010 sarà nel segno dell’attualità, sfruttando appieno il significato universale della musica. Questo il senso del provvedimento, preso dal direttore artistico Gianmarco Mazzi, che consente la partecipazione alla kermesse di cantanti e autori stranieri, purché i brani siano in lingua italiana. L’annuncio di Mazzi arriva dopo qualche giorno dalla decisione, che ha già suscitato approvazioni e polemiche, di aprire le porte anche a canzoni in dialetto. Il Festival della Canzone Italiana è ormai giunto alla 60esima edizione e ha bisogno di adeguarsi ai tempi, per non rischiare di passare inosservato. Largo allora a una serie di novità, a cominciare dalla serata del giovedì, dedicata alle “leggende” del Festival: gli ospiti italiani e stranieri si cimenteranno in interpretazioni inedite di brani che hanno fatto la storia del Teatro Ariston – un’idea che è piaciuta anche alla conduttrice Antonella Clerici. Il cambiamento più interessante riguarda però “Sanremo Nuova Generazione”, il nuovo nome scelto per la categoria delle nuove leve. Gli aspiranti possono inviare il proprio pezzo – su cd e dvd con relativo video – entro il 15 dicembre. Già dal 3 però, il brano sarà messo in rete e i candidati avranno anche la possibilità di promuoverlo in radio, ma non in televisione. Pubblico ed esperti del settore potranno esprimere commenti e pareri. Dal 18 gennaio, inoltre, le canzoni selezionate saranno disponibili in streaming, sul sito Internet di Sanremo, e potranno anche essere messe in vendita. Il pubblico, insomma, potrà familiarizzare in anticipo con i giovani concorrenti e le loro creazioni. Un Festival che si preannuncia allora ricco di sorprese, favorendo le culture locali del Bel Paese – e i dialetti che hanno dato vita all’italiano –, ma aprendosi anche alla nuova realtà multietnica con la quale ci confrontiamo ogni giorno e al mondo di Internet, prediletto dalle nuove generazioni.
Saranno ammessi al 60esimo Festival della Canzone Italiana anche interpreti e autori stranieri. Altre importanti novità riguardano i giovani.
La storia d'amore tra Cecilia Rodriguez e Ignazio Moser al Grande Fratello Vip sta avendo un'eco mediatica eccezionale, decisamente positiva per il successo del reality targato Canale 5. Dalla tv al web, la scandalosa liason che ha portato alla rottura in diretta tra Cecilia e Francesco Monte (seguita da quasi 5 milioni di spettatori) continua a far discutere, portando anche a scontri a distanza. Vedi il caso di Karina Cascella, intervenuta pesantemente contro Chechu e Ignazio nell'ormai tradizionale dibattito sullo show consumatosi a Domenica Live. A difendere la coppia, ci pensa nientemeno che Belen Rodriguez, che minaccia addirittura "provvedimenti" (legali?) contro l'opinionista. Andiamo, però, con ordine. Il tutto, come si diceva, parte dall'infuocato talk all'inizio della puntata odierna di Domenica Live (che più tardi vedrà anche una lunga ospitata di Francesco Monte), nel quale tutti sembrano schierati contro la coppia Moser-Rodriguez. In particolare, l'attacco più duro viene proprio dalla Cascella: Si sono chiusi dietro la tenda del confessionale come due bestie che non aspettavano altro che di accoppiarsi. Queste cose le voglio dire in diretta perché la gente sappia lo schifo che stanno facendo Ignazio e Cecilia dentro la Casa. Karina ha accusato anche Aida Yespica per il suo avvicinamento a Jeremias nonostante sia fidanzata con Giuseppe Lama. Per completare l'opera, l'opinionista ha definito lei e Cecilia "due donnette". Nelle ore successive alle dichiarazioni della Cascella, tantissimi commenti si sono riversati sulla pagina Instagram di Belen. Sono i fan della famiglia Rodriguez (benché non manchino anche molti haters), che continuano a sostenere Cecilia giudicandola libera di compiere le sue scelte. A chi la invita a rispondere ai pesanti attacchi della Cascella, Belen si limita a commentare con "Ma di chi stiamo parlando?", ricordando probabilmente passate frecciatine (pensiamo allo sketch anti-Belen con protagonista la bambina di Karina) e, in risposta a chi parla di vera e propria diffamazione, annuncia misure drastiche: "Non vi preoccupate prenderò provvedimenti, ma non mi abbasso a certi livelli". Scatterà la querela? Se a Domenica Live l'unica a difendere Ignazio e Cecilia sembra essere stata Carmen Di Pietro, a condannarli sono intervenuti persino altri gieffini come Simona Izzo e Marco Predolin. Quest'ultimo, in particolare, ha denunciato la disparità di trattamento da parte della produzione: "Io sono stato buttato fuori per un mannaggia… questi fanno sesso in televisione. Dove sono ora i moralisti?". Vi anticipo solo questo!……. noi avevamo chiesto durante la pausa di portarci il dolce! 😂😂😂 🎂🎂🎂 #benebene @tusiquevales_it #disastro
Duro attacco dell’opinionista di Domenica Live contro la coppia Moser-Rodriguez, ma la sorella di lei, Belen, risponde per le rime e annuncia possibili misure legali.
Utilizzare il drone per fare foto o video è ormai pratica consueta, soprattutto tra i professionisti del settore. Reuben Wu, fotografo, regista e produttore musicale, si è affidato all'uso del drone per un obiettivo mai raggiunto prima. Per il suo progetto Aeroglyphs, il fotografo inglese ha adoperato un drone LED in grado di illuminare anche i luoghi più remoti della Terra. Nelle foto di Reuben Wu il drone LED crea percorsi di luce e forme geometriche simili ad aloni sospesi sul paesaggio che servono ad illuminare altipiani, deserti e valli della Bolivia ma anche della California e in giro per il mondo. Nata a Liverpool nel 1975, Reuben Wu usa per la prima volta un drone LED in fotografia per illuminare i paesaggi più remoti della terra e creare scenografie di luce sempre diverse che sembrano set alieni: "Quando ho iniziato ad usare le luci dei droni nella mia fotografia, lo facevo solo per riprendere i panorami di notte e avevo bisogno di qualcosa per illuminare la scena", spiega il fotografo e produttore musicale inglese, "Non avevo considerato i percorsi di luce reali. Ma poi ho notato come le diverse forme create dalla luce interagivano con il paesaggio e ho deciso di mantenerle nell'immagine finale. Ora lo vedo come un modo per coinvolgermi con il paesaggio, come il segno personale che aggiungo a uno scenario specifico". Aeroglyphs è la serie fotografica di Wu che crea grandi geometrie temporanee tracciate dalla luce che trasportano i droni nello spazio.
Deserti, altipiani e valli della Bolivia, ma non solo, oggi hanno un fascino maggiore grazie ai lavori di Reuben Wu, fotografo, regista e produttore musicale inglese, che ha realizzato il suo progetto fotografico Aeroglyphs utilizzando un drone LED in grado di illuminare anche i luoghi più remoti della Terra.
Uomini e donne sono due mondi completamente opposti ma, nonostante ciò, si attraggono come vere e proprie calamite. A dispetto di quanto si potrebbe pensare, però, non sono le 20enni quelle capaci di attirare maggiormente l'attenzione del sesso maschile ma le over 30. Rispetto al passato, infatti, sono moltissime le donne che sono felici di arrivare single ai 30 anni, visto che si ritrovano a vivere un periodo davvero meraviglioso della loro vita. Sono carismatiche, sicure di loro, vantano un corpo sodo e soprattutto sanno cosa vogliono: ecco quali sono le qualità che le rendono super affascinanti agli occhi degli uomini. 1. Hanno carisma – Le donne che hanno superato i 30 anni sono decisamente più carismatiche delle 20enni, sanno perfettamente come provocare il partner e come servirsi del loro fascino per arrivare a ciò che vogliono. Sono arrivate a un punto in cui hanno capito che la bellezza non è tutto e che basta lavorare di intelligenza per realizzare i loro obiettivi. Per un uomo non c'è nulla di meglio di una donna che crede in se stessa. 2. Non si perdono in convenevoli – Se tra le 20enne è più facile incontrare una ragazza che vuole solo lasciarsi corteggiare e lusingare, magari facendosi offrire anche qualche cena in più, a 30 anni una donna sa cosa vuole e non perde tempo in convenevoli. Piuttosto che farsi inseguire da una persona che non le interessa davvero, preferisce stare da sola e godersi a pieno il suo tempo libero. 3. Sanno come valorizzarsi – Chi meglio di una donna over 30 può conoscere alla perfezione i suoi pregi e i suo difetti? A quell'età sono ormai lontane le sperimentazioni di stile tipiche dell'adolescenza, anche quando si parla di look si è raggiunta una certa maturità e si indosseranno solo capi che valorizzeranno il proprio corpo, mascherando i difetti. La cosa fa letteralmente impazzire gli uomini che non possono fare a meno di perdere la testa di fronte a una donna vestita bene. 4. Hanno senso dell'ironia – Una volta superati i 30 anni una donna deve aver ormai accettato i suoi difetti e le sue piccole imperfezioni, tanto che nella maggior parte dei casi è capace di fare autoironia. Questa qualità è particolarmente apprezzata dagli uomini, denota infatti una profonda sicurezza in se stesse e una immensa forza. Cosa si potrebbe chiedere di più in una partner? 5. Sono mature – Superare i 30 anni significa raggiungere una certa maturità mentale che permette di affrontare ogni tipo di situazione con forza, determinazione e serenità. Gli uomini amano le donne che vantano un atteggiamento così "deciso" nella loro vita ed è per questo che, quando conoscono una over 30, dimenticano le ragazzine ventenni decisamente troppo infantili. 6. Si prendono cura del proprio corpo – E' inutile negarlo, agli uomini piacciono le donne che si prendono cura di loro stesse e che appaiono sempre al top ogni volta che escono di casa. Capelli in piega perfetta, pelle liscia, make-up impeccabile, sono tutte cose a cui solo una donna che ha superato i 30 fa estremamente attenzione. Del resto, che figura farebbe se fosse sciatta e trasandata proprio come un'adolescente? 7. Sanno ciò che vogliono – A 30 anni una donna ha la testa sulle spalle e soprattutto ha abbandonato tutti i sogni irrealizzabili che aveva durante l'adolescenza, diventando più concreta e realista. A dispetto di quanto si potrebbe pensare, una rappresentante del sesso femminile che sa precisamente cosa vuole dalla vita non fa paura ai maschietti ma li attrae in modo incredibile. Avere una con lei è infatti molto stimolante.
Raggiungere i 30 anni per una donna significa entrare in una fase meravigliosa della sua vita in cui vanta carisma, fascino e bellezza da vendere. Gli uomini lo sanno bene ed è proprio per questo che spesso perdono la testa per le over 30: ecco quali sono le qualità che amano delle rappresentati del sesso femminile di questa età.
Il nuovo album di Leonard Cohen, previsto per il 2012, sembra finalmente in procinto di vedere la luce. Dopo Dear Heather, uscito nel 2004, infatti, il grande artista di Montréal non ha più creato alcun album in studio preferendo dedicarsi ad un tour mondiale che, tra problemi di natura fisica e grande affluenza di pubblico, lo ha portato ad esibirsi per i suoi fan dal vivo. La creazione e soprattutto l'uscita di questo nuovo album di Leonard Cohen rimangono avvolte in un fitto mistero ma in questi giorni è stato rivelato che il grande cantautore avrebbe chiesto l'aiuto di un collaboratore d'eccezione: si tratta di Adam Cohen, figlio dello stesso Leonard e come il padre musicista di talento. Stando alle rivelazioni di Adam Cohen, la collaborazione padre-figlio è intesa soltanto ad un livello di produzione dell'album dal momento che per ora non sono previsti duetti o brani che vedano i due esibirsi insieme. Come riferito dallo stesso Adam, infatti, lui e il padre hanno avuto modo di esibirsi insieme più volte ma sempre in maniera privata, preferendo seguire in pubblico due strade differenti.
Leonard Cohen ha deciso di rivolgersi ad un collaboratore d’eccezione per il suo nuovo album in uscita nel 2012: si tratta di Adam Cohen, figlio del grande artista e a sua volta cantautore di grande talento.
Sylvester Stallone e i suoi scagnozzi – un manipolo di grandi e famosissime star dei vostri action movie preferiti – stanno per tornare al cinema. “I Mercenari 2 – The Expendables”, diretto da Simon West (“Con Air”, “La figlia del generale”, "Professione assassino”) e sceneggiato dallo stesso Stallone, è il sequel del primo film, rivelatosi un ottimo succeso al botteghino e vincitore di vari riconoscimenti. Per girare la pellicola è stato messo a diposizione un budget di 100 milioni di dollari e le riprese si sono svolte in varie zone della Bulgaria e della Cina. Dal frenetico trailer potete capire perfettamente quale sia l’atmosfera del film: combattimenti corpo a corpo, spaventose esplosioni, rocamboleschi inseguimenti con le leggende di questo genere, unite con l’unico scopo di vendicare la morte di uno di loro. Il film uscirà nelle nostre sale, in contemporanea con gli Stati Uniti, il prossimo 17 agosto. Durante una pericolosa missione nell'Europa dell'Est voluta da Mr. Church, Tool viene assassinato da un gruppo di sanguinari combattenti, alle dipendenze di un terrorista disposto a cambiare l'assetto geopolitico del mondo intero con sei chili di plutonio per uso militare pronto ad esplodere. I suoi compagni, i mercenari al servizio della CIA guidati da Brendan Ross, a cui si sono aggiunti i due nuovi membri Yimmons e Maggie, giurano di vendicarsi un giorno dell'omicidio e lavorano affinché ogni minimo dettaglio sia ben pianificato. La rivalsa per i mercenari arriverà dopo una lunga scia di distruzione tra le fila delle forze nemiche. Oltre al grande Sylvester Stallone, nei panni di Barney Ross, la squadra è composta da: Jason Statham (Lee Christmas) visto recentemente al cinema in “Killer Elite”; Jet Li (Yin Yang); l’indimenticato Dolph Lundgren (Gunnar Jensen), che tutti voi ricorderete nel ruolo del pugile russo Ivan Drago in “Rocky IV”; il leggendario Chuck Norris (Booker); Terry Crews (Hale Caesar); Randy Couture (Toll Road); la nuova leva Liam Hemsworth (Billy “the Kid” Timmons), uno dei protagonisti del nuovo cult movie dei giovani, “Hunger Games”; il redivivo Jean-Claude Van Damme (Jean Vilain); Bruce Willis (Mr Church); Arnold Schwarzenegger (Trench Mouse); Charisma Carpenter (Lacy); Scott Adkins (Hector); Nan Yu (Maggie); Amanda Ooms (Pilar); Nikolette Noel (Sophia) e il tennista Novak Djokovic, nei panni di sé stesso. Iniziamo subito dicendo che chi va a vedere “I Mercenari 2” non deve aspettarsi trattati di filosofia o un film di Spielberg. Il clamoroso successo del primo capitolo, che ha incassato circa 280 milioni di dollari a fronte di un costo di 80, ha semplicemente spinto quei furboni della Millenium Films a riunire nuovamente tutte le nostre amate icone degli anni ’80 – ’90 in un unico calderone esplosivo. Purtroppo il protagonista principale e co-sceneggiatore, Sylvester Stallone, non ha potuto godersi appieno la promozione di questo secondo episodio, dato che, proprio durante il tour con gli altri attori, ha ricevuto la terribile notizie della morte di suo figlio Sage. Ad ogni modo, la campagna virale, partita quasi un anno fa, sta dando già i suoi frutti e i fans di Van Damme, Chuck Norris, Statham, Bruce Willis & Co. stanno già fremendo. La regia è passata da Stallone a Simon West e, ad onor del vero, il cambiamento è palese. Col primo capitolo, Sly ha costruito un giocattolone sparatutto, pieno di violenza, autoironico ma non troppo, ricco di azione e adrenalina alle stelle. West invece ha tirato il freno a mano per quanto riguarda l’azione, abbattendo pericolosamente la quarta parete e costruendo una pellicola quasi esclusivamente autocelebrativa degli attori principali. Ovviamente, le sequenze action sono sempre spettacolari (soprattutto la prima e l’ultima!) ma non ne abbiamo contate più di 4-5, condite tra l’altro da effetti speciali (vedi il sangue “digitale” che sgorga dalle ferite) molto discutibili. E i nostri idoli? L’icona Chuck Norris entra in scena al rallentatore sulle note de “Il buono, il brutto e il cattivo” di Morricone, citando una delle sue famose e laconiche battute; Arnold Schwarzenegger piomba sulle scena gridando un minaccioso “Sono tornato!”; Bruce Willis sembra sul set di una commedia; Jason Statham è spettacolare nella scena in cui è vestito da prete. Jean-Claude Van Damme è l’unico che si prende sul serio nella parte di un credibile villain che da vita ad uno scontro “storico” con Stallone; Jet Li, Lundgren e Scott Adkins sono ampiamente messi in secondo piano. I due nuovi personaggi Billy the Kid (Liam Hemsworth) e Maggie (Yu Nan)stonano un po’ con i loro dialoghi romantici, sono forzati e statici. Assodato che lo script, gli effetti speciali, alcune scene inutili e l’autoreferenzialità assoluta delle battute fanno piombare la pellicola nel limbo dei “B-movie”, alla fine si esce dalla sala tremendamente e “stupidamente” divertiti e soddisfatti. Non possiamo non dare la sufficienza a questo “baraccone” cinematografico tanto incasinato quanto ipnotico.
Gli Expendables tornano sul grande schermo per un sequel che, già dal trailer, si preannuncia molto più rocambolesco e adrenalinico del primo capitolo.
Alla fine si è risolta con una sconfitta dei manifestanti la vicenda dell'app HKmap.live, un software per smartphone utilizzato dai cittadini di Hong Kong per coordinare le proteste in atto ormai da settimane nell'ex colonia britannica. Apple — che nei giorni scorsi aveva accolto l'app all'interno del proprio store digitale — ha deciso in queste ore di rimuoverla, spiegando che il suo utilizzo può rappresentare una minaccia per le forze dell'ordine e i residenti locali. HKmap.live in realtà esiste da tempo online e sui telefoni Android: si tratta di una sorta di Waze — una mappa digitale sulla quale gli utenti segnalano la presenza di posti di blocco e attività di polizia — pensata però per aggirare i potenziali ostacoli nei quali potrebbero imbattersi i manifestanti nel corso delle proteste. Da qualche tempo gli sviluppatori hanno iniziato a realizzarne una versione per iOS, che è stata terminata pochi giorni fa e sottoposta al processo di revisione del team Apple che regola l'ammissione dei software indipendenti all'interno del proprio App Store. Dopo un primo periodo nel quale sembrava che HKmap.live fosse destinata a non varcare mai le soglie dello store digitale della casa di Cupertino, la società ha invece deciso di ammettere l'app rendendola disponibile alle centinaia di migliaia di utenti iPhone della zona. Il responso ha provocato la reazione del Partito Comunista e di diversi organi di stampa cinese, che nell'evoluzione della protesta hanno interessi innegabili e che hanno accusato l'azienda di interferire in una vicenda politica fornendo supporto a una rivolta popolare; Apple ha però proseguito per la sua strada, almeno fino a poco fa.
Il software era stato sottoposto all’approvazione dei revisori dell’App Store pochi giorni fa e poi ammesso nel negozio digitale, ma in breve tempo la società ha ribaltato la propria decisione al riguardo. Stando ad Apple l’app mette in pericolo le forze dell’ordine locali e i residenti della città.
Negli Stati Uniti lo chiamano ormai il "puppetmaster". Come un Mangiafuoco collodiano, Tom Cruise controllava Katie Holmes come una marionetta, "come un robot". Come ha dichiarato la stessa attrice ai suoi colleghi di uno dei suoi ultimi grandi film, Batman Begins, prima di sacrificare scritture, contratti, carriera e tacchi alti per suo marito. L'esclusiva la rilanca il sito di gossip americano, Tmz, raccontando che ogni decisione, piccola o grande che sia, su vita personale e professionale veniva pianificata da Tom Cruise. Il divorzio tra i due è apparsa agli occhi della stampa a stelle e strisce una cosa inevitabile. "E' una vergogna!". Questo il commento dell'attore Morgan Freeman quando accade qualcosa di increscioso durante le riprese del primo dei tre film sul pipistrello di Gotham City, l'ultimo in uscita a fine agosto. La produzione organizzava dei voli charter per tutto il cast, per facilitare gli spostamenti a tutti gli attori, mentre Tom Cruise lasciava volare sua moglie da sola con un volo privato a sue spese. Ma c'è di più: in Thank you for Smoking del 2005 pretese dalla produzione di eliminare ogni foto promozionale che potesse mostrare un bacio tra Katie ed il protagonista maschile Aaron Eckhart. E fu proprio in quell'occasione che la Holmes rivelò il suo malumore ad una delle costumiste di scena: "Tom treated me like a robot!".
Tom Cruise ha preso per sette anni dalle piccole alle grandi decisioni per Katie Holmes, condizionandole vita privata e carriera. Adesso per la Joey di Dawson’s Creek è venuto il momento di riprendere il tempo perduto.
Tra i 14 concorrenti big di Sanremo 2011 c'è anche Roberto Vecchioni. Il cantautore 67enne al Festival sarà in gara con il brano ‘Chiamami ancora amore‘ e nella serata dei duetti (il 18 febbraio) salirà sul palco del Teatro Ariston con la Premiata Forneria Marconi (PFM). La collaborazione sanremese con il noto gruppo progessive italiana sarà la prima di una lunga serie di progetti che li vedrà insieme anche in futuro, stando al comunicato diramato. Proprio del futuro, Vecchioni ha parlato al sito Avvenire, rivelando che ha in serbo di pubblicare un album che "conterrà tutti brani d’amore. Tre inediti nuovi, più uno del 1963, ‘Il bene di luglio' e otto miei canzoni d’amore poco conosciute come ‘Love song' Le ho rifatte tutte," dice il cantante, che a proposito del brano sanremese, commenta: "Questa era l’unica canzone che potevo portare a Sanremo. Una frustata d’energia che invitasse, soprattutto i ragazzi, a continuare a sperare. Volevo una canzone che comunicasse emozione, fiducia e positività."
La collaborazione sanremese sarà la prima di una lunga serie di progetti che vedrà Vecchioni e PFM insieme anche in futuro.
Il governo e il vicepresidente del Consiglio, Matteo Salvini, promettono il taglio delle accise sulla benzina da mesi. Doveva essere il primo provvedimento in Consiglio dei ministri. Così non è stato. Ora l’obiettivo è arrivare al taglio entro la fine dell’anno, probabilmente con un decreto collegato alla legge di bilancio. Ma il principio da cui parte il governo è sacrosanto: in Italia le accise sulla benzina sono troppo alte. Nessuno stato membro dell’Unione europea, fatta eccezione per i Paesi Bassi, paga accise più alte sul carburante. L’ovvia conseguenza è che a costare di più è anche la benzina. I dati diffusi da Cargopedia e riportati dal Sole 24 Ore, relativi a circa un anno fa, mostrano come solo in Danimarca e nei Paesi Bassi si paghi di più la benzina rispetto all’Italia, che si attesta al terzo posto alla pari con la Grecia. E a influire non è tanto il costo del carburante (in media con il resto dell’Ue), quanto, proprio, l’incidenza delle accise e dell’Iva. In Italia si pagano quasi venti centesimi in più al litro rispetto a paesi come Francia, Germania, Gran Bretagna. Trenta centesimi in più rispetto alla Spagna. L’accisa è una imposta indiretta applicata sulla fabbricazione o sulla vendita di alcuni prodotti, tra cui rientra il carburante. L’Unione europea si è dotata di una regolamentazione su tutti i prodotti energetici e ha stabilito, con la Energy taxation directive, quali sono le accise minime che ogni stato membro deve applicare per disincentivare l’uso delle auto. Per quanto riguarda i carburanti, il minimo si attesta a 359 euro ogni mille litri di benzina. Ovvero 0,359 euro per ogni litro. Per il diesel il minimo è di 0,33 centesimi e per il gpl 0,125. Ogni stato membro può decidere di applicare la direttiva imponendo diverse accise, partendo dal minimo imposto dall’Ue. Così si passa da un costo di 362 euro ogni mille litri, a uno di 778. Valutando il prezzo sul singolo litro, vuol dire che ci sono paesi in cui le accise valgono 0,362 centesimi e altri in cui arrivano a incidere sul costo complessivo per 0,778 centesimi. Andiamo quindi a vedere quanto costano le accise in ogni stato membro, dividendo per fasce di prezzo e partendo da quella in cui si paga meno. Il Paese in cui le accise incidono meno sul costo della benzina è la Bulgaria (362 euro ogni mille litri con l’Iva al 20%). A seguire troviamo l’Ungheria (tra i 390 e i 406 euro), la Polonia (tra i 387 e i 449), la Romania (431), la Lituania (434) e la Spagna (tra 424 e 456 euro), unico paese tra quelli dell’ovest dell’Europa in cui l’impatto delle accise è mediamente inferiore ai 450 euro ogni mille litri. Salendo di fascia, si pagano accise leggermente più care in Lussemburgo (464 euro ogni mille litri ma con l'Iva solamente al 17%), Lettonia (476), Cipro (479), Repubblica Ceca (493), Austria (tra i 482 e i 515), Croazia (515), Slovacchia (tra i 515 e i 554), Malta (549), Estonia (563), Slovenia (576) e Irlanda (588). Sopra i 600 euro per ogni mille litri troviamo invece gran parte dei paesi occidentali dell’Ue. A partire dal Belgio, con 614 euro e l’Iva al 21%. Poi la Danimarca (619 e 25% di Iva), la Gran Bretagna (655 euro), il Portogallo (659), la Germania (tra i 654 e i 670 euro) e la Francia (683). Tutte le economie europee che fanno parte del G7, quindi, rientrano in questa fascia tra i 650 e i 683 euro ogni mille litri. Ovvero, meno di 0,70 centesimi al litro.
Il taglio delle accise sulla benzina promesso dal governo ancora non è arrivato, ma il principio su cui si basa l’esecutivo è che le accise sui carburanti in Italia sono troppo alte. E, in effetti, confrontando il dato italiano con quello degli altri stati membri dell’Ue, la conclusione è chiara: l’Italia è il Paese con le accise più care d’Europa dopo i Paesi Bassi.
Le ultime parole pubbliche di Milva risuonano nella settimana in cui il settimanale "Oggi" ripubblica la sua ultima intervista. Un'esclusiva prevista per il numero in edicola questa settimana in cui la cantante si racconta, mettendo in fila la sua straordinaria carriera e soprattutto i suoi rimpianti, uno su tutti la rottura con il produttore Maurizio Corgnati, padre di sua figlia Martina: "Quando incontrai Mario Piave in me esplose la passione. Ero sposata, avevo una figlia e volevo molto bene a mio marito Maurizio, ma l’attrazione per Mario era un’altra cosa, sesso puro. Non mi perdonerò mai di aver lasciato mio marito, è una croce che porterò addosso per tutta la vita»". Il grande dolore di Milva per aver lasciato suo marito è arrivato quando anche lei venne lasciata da Massimo Gallerani: "Solo allora compresi quanto dolore avevo procurato a Maurizio". Il rimpianto è forte anche per la figlia Martina: "Non chiederò mai abbastanza perdono a mia figlia per quanto sono stata assente e l’ho trascurata quando era piccola. Certo, le portavo sempre bellissimi regali, ma non le ho mai dato abbastanza amore. E non le ho mai parlato davvero di quando ho lasciato suo padre per Piave".
Le ultime parole pubbliche di Milva in una lunga intervista che “Oggi” pubblica nel numero in edicola questa settimana. Al centro di tutto, il rimpianto per la rottura con Maurizio Corgnati, il produttore e padre di sua figlia Martina: “Non chiederò mai abbastanza perdono a mia figlia per quanto dolore ho procurato”.
Il cinema francese piange una scomparsa pesante, è morto ieri sera, all'età di 87 anni, il regista francese Georges Lautner, famoso in Italia soprattutto per aver diretto Ugo Tognazzi nel film del 1985 "Matrimonio col vizietto". La morte è sopraggiunta dopo una lunga malattia, così come ha spiegato l'amico attore e stuntman Remy Julienne, che per molti anni ha collaborato con il regista.
SI è spento dopo una lunga malattia il regista Georges Lautner. Famoso in Italia per alcune pellicole come “Quando il sole scotta” e “Poliziotto o canaglia”, nel 1985 lavorò con il grande attore italiano.
Durante l’ultima puntata del Chiambretti Night Piero ha avuto come ospite Boy George, il famoso cantante e disc jockey britannico. L’intervista, però, non è andata nel migliore dei modi, tanto che l’artista anglosassone ha più volte ripreso il padrone di casa sia per le domande tendenziose sia per la poca preparazione circa la sua vita privata. “Ma sono scomparso forse dalla sua vita, ma sono rimasto nella vita di tante altre persone. Il fatto di non essere in tv non significa essere in coma per tutti questi anni. Ho fatto altre cose”, così Boy George ha commentato la prima domanda dell’intervista, e ha poi aggiunto “ma perché parla di queste cose, se non vuole parlare di prigione?”. Piero, nonostante le esternazioni del disc jockey, ha continuato a insistere sul suo periodo in prigione, citando ad alta voce una frase dell’intervista del suo ospite: “Sono gay in carcere mi ammazzeranno. Ci hanno provato?”. Boy George ha, però, smentito di aver mai affermato qualcosa del genere e, a quel punto, Piero Chiambretti ha dato del bugiardo al cantante: “Non fare il pinocchio”. Non ancora contento il padrone di casa ha poi spostato l’attenzione su un altro episodio imbarazzante della vita privata dell’artista: quando cioè ammanettò a casa sua un gigolò e Boy George, visibilmente esasperato, ha così risposto: “Ascoltate, io sono già andato in tribunale, io non ci ritornerà in tribunale. Questa non è una giuria, è un pubblico. Quindi non fate questa cosa con me, perché non mi va”. L’ultima puntata della seguitissima trasmissione televisiva si è quindi conclusa con un pò tensione, mentre andò diversamente quando Belen Rodriguez e Cecilia furono ospiti al Chiambretti Night.
Boy George, durante l’intervista al Chiambretti Night, ha più volte criticato le domande di Piero.
Decreto del Presidente della Repubblica del 12 dicembre 2012 Approvazione dello Statuto dell'Istituto per la vigilanza sulle Assicurazioni – IVASS. in G. U. n. 303 del 31 dicembre 2012 IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Visto il decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, recante disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini nonche' misure di rafforzamento patrimoniale delle imprese del settore bancario, ed in particolare l'art. 13 recante istituzione dell'Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni – IVASS; Vista la delibera del direttorio della banca d'Italia del 31 ottobre 2012, n. 709;
Sulla Gazzetta Ufficiale del 31.12.2012 è stato pubblicato lo statuto dell’Ivass (Istituto vigilanza delle assicurazioni).
Un giorno di tregua, poi sono tornate le bombe: un ordigno è esploso nella tarda serata di ieri, 13 maggio, nel quartiere di Ponticelli, a Napoli Est. È il terzo in tre giorni, sempre con le stesse modalità: nessuna operazione "chirurgica", ma bombe lanciate in aree pubbliche e vicino ai palazzi che solo per un caso fortuito si sono limitate a distruggere qualche automobile senza ferire nessuno. La bomba è scoppiata poco dopo le 23 nei pressi in via Guido Della Valle, nei pressi di via Camillo De Meis. In seguito alle diverse segnalazioni dei cittadini sono intervenute quattro volanti dell'Ufficio Prevenzione Generale della Questura di Napoli ma non risultano danni né feriti e non sono state trovate tracce di materiale esplosivo. A poca distanza si trova via Lombardi Vera, teatro del primo episodio, avvenuto nella notte tra lunedì e martedì: in quella strada lo scoppio fu preceduto da tredici proiettili, sparati verso il cielo, come in una stesa. Ventiquattro ore dopo, nella notte tra l'11 e il 12 maggio, la seconda esplosione, a ridosso del rione Incis di Ponticelli: la bomba è stata lanciata da un cavalcavia verso i palazzi, la potenza dell'esplosione ha schiantato i vetri di otto automobili parcheggiate. Gente che abita nei paraggi e che non risulta avere legami con la criminalità, con l'unica colpa di avere lasciato la vettura in una zona che è diventata terreno di scontro tra due clan rivali. A fronteggiarsi, secondo gli inquirenti, sarebbero l'alleanza composta dai De Luca Bossa – Minichini – Schisa, a cui è vicino anche il gruppo Casella, e i De Martino, il clan senza nome, quello che per "taggare" i muri del quartiere usa la sigla XX. Il motivo, manco a dirlo, è il controllo del mercato della droga nel quartiere: eredi dei De Micco, gli XX starebbero cercando di prendere possesso delle piazze di spaccio che oggi sono controllate dai rivali.
Una bomba è esplosa nella tarda serata di ieri, 13 maggio, in via Camillo De Meis, a Ponticelli, Napoli Est. È il terzo ordigno scoppiato nel quartiere in quattro giorni. Sarebbe anche questo riconducibile alla faida di camorra in corso tra i De Martino, noti come “gli XX”, e l’alleanza guidata dal clan De Luca Bossa e a cui sarebbe legato il gruppo Casella.
Ospite della seconda serata del Festival di Sanremo 2016 è Ezio Bosso, pianista, direttore d’orchestra e compositore italiano. La sua partecipazione è stata fortemente voluta dal conduttore Carlo Conti, che lo ha accolto sul palco andando lui stesso a prenderlo dietro le quinte. Ezio si è detto molto emozionato di poter essere presente al Festival, ma è riuscito a stemperare il nervosismo con una battuta, pronunciata in concomitanza con gli applausi arrivati dal pubblico dell’Ariston: Già sono emozionato, così parlo ancora peggio! Quando inizio i concerti dico ‘Ciao', è una parola bellissima. Tutti i giorni andavo al Conservatorio e la signora mi diceva “Andrai a Sanremo” e io le rispondevo “No signora, io non canto”. La musica siamo noi. È una fortuna che condividiamo. Ci è arrivata e ce la cerchiamo. Mettiamo le mani ma ci insegna la cosa più importante che esista, ascoltare. La musica mi ha dato il dono dell'ubiquità: la musica che ho scritto è a Londra e la fa un bravo direttore, e io sono qui. La musica è una fortuna, e sopratutto come diceva il maestro Claudio Abbado, è la nostra vera terra. Il 2011 è stato un anno che ha richiesto grande coraggio a Ezio Bosso. Prima si è dovuto sottoporre ad un intervento al cervello, poi ha scoperto di soffrire una malattia neurodegenerativa. Un periodo che lui stesso definì "buio". In un'intervista rilasciata nel 2013 a La Stampa dichiarò: "A un certo punto avevo perso tutto, il linguaggio, la musica: la ricordavo, ma non la capivo. Suonavo e piangevo, per mesi non sono riuscito a far nulla. La musica non faceva parte della mia vita, era lontana, non riuscivo ad afferrarla. Ho scoperto così che potevo farne a meno. E non è stato brutto. È stato diverso, è stata un’altra esperienza. Ho imparato che la musica è parte di me, ma non è me. Al massimo, io sono al servizio della musica". La malattia di Bosso non ha fermato il processo creativo. Con fatica e sacrificio è riuscito a recuperare la coordinazione tra corpo e mente ed è tornato a comporre le sue melodie: "Ora parlo a fatica, non posso più correre, ma riesco ancora a suonare. E nel momento in cui metto le mani sulla tastiera volo lontano da ogni problema. Se prima provavo per dieci ore al giorno adesso dopo due mi devo fermare (saranno contenti i miei vicini di casa)". Dopo i primi mesi di paura, è riuscito ad accettare la malattia e oggi non lo spaventa più. All'Ansa, infatti, ha spiegato: "La malattia ha cambiato i miei ritmi, la mia vita. Ogni tanto ‘evaporo'. Ma non ho paura che mi tolga la musica, perché lo ha già fatto. La cosa peggiore che possa fare è tenermi fermo. Ogni giorno che c'è, c'è. E il passato va lasciato a qualcun altro". La sclerosi laterale amiotrofica è una malattia neurodegenerativa che colpisce i motoneuroni, ossia le cellule nervose cerebrali e del midollo spinale che permettono i movimenti della muscolatura volontaria. Così, gradualmente gli arti perdono forza, si fa fatica a deglutire e respirare. Il più delle volte, la mente resta vigile e ciò porta alla drammatica sensazione di essere intrappolati nel proprio corpo. Solo in alcuni casi subentrano anche delle alterazioni cognitive, che possono essere di lieve entità o condurre alla demenza fronto-temporale. Progressivamente, le funzioni vitali vengono compromesse fino al decesso. Per il momento non esistono cure per guarire dalla SLA. L'unica risorsa di coloro che ne soffrono risiede nei farmaci in grado di ridurne i sintomi. C'è, infine, il Riluzolo, che sembrerebbe efficace nel rallentare la progressione della malattia. È uscito ad ottobre del 2015 il doppio cd di Ezio Bosso. Il primo contiene 12 brani e il secondo una sonata di 45 minuti. Il titolo dell'album richiama l'antica teoria secondo la quale, la vita sarebbe composta di 12 stanze. Non ricordiamo la prima, quella della nascita, perché non siamo mai stati in grado di vederla. Una volta arrivati all'ultima, però, la vedremo e avremo modo di ricominciare. Ecco come il compositore ha raccontato il suo album: "Questi brani, come sempre nelle mie scelte, rappresentano un piccolo percorso meta-narrativo. C’è una teoria antica che dice che la vita sia composta da dodici stanze, nessuno può ricordare la prima stanza perché quando nasciamo non vediamo, ma pare che questo accada nell’ultima che raggiungeremo. E quindi si può tornare alla prima. E ricominciare. Stanza è una parola importante nella vita degli uomini, ma spesso è data per scontata. Eppure nel linguaggio vuol dire tanto, vuol dire poesia, canzone, libertà, affermarsi. Vuol dire persino costruire".
Ezio Bosso è il pianista e compositore ospite della seconda serata del Festival di Sanremo 2016. Soffre di una malattia neurodegenerativa che non ha influito, però, sulla sua capacità di suonare.
Come in Italia, dove il Green pass sarà esteso a milioni di lavoratori, anche gli Stati Uniti hanno tracciato un percorso che obbliga i dipendenti federali e il personale delle aziende con più di 100 addetti alla vaccinazione. Per poter lavorare, nel caso dei privati, i cittadini americani potranno scegliere se vaccinarsi o, in alternativa, fare un tampone alla settimana. Nel caso dei federali non ci sarà invece possibilità di scelta: chi rifiuterà il vaccino andrà incontro a provvedimenti disciplinari. Il cambio di strategia dell’amministrazione Biden mira ad arginare l’ondata di infezioni e riportare il Paese a una situazione di “normalità” nel lungo termine, ora che è ormai chiaro che gli Usa non possono sperare di porre fine alla pandemia con circa il 37% di americani che non ha ricevuto neppure una singola dose. Il numero di contagi giornalieri supera i 150mila casi al giorno, e ogni 24 ore si registrano circa 1.500 morti, la stragrande maggioranza dei quali nei non vaccinati. L’effetto dell’obbligatorietà, avvertono però gli esperti, non sarà immediato. Per assistere a un rallentamento della curva epidemica “serviranno diverse settimane” riassume il New York Times, sebbene l’obbligo finirà per tradursi nella protezione di milioni di persone in più, in particolare dalle forme gravi di Covid, e in un alleggerimento della pressione sul sistema sanitario. “Costituisce anche un precedente per altre organizzazioni che prendono decisioni simili” ha affermato Natalie Dean, biostatistica della Emory University di Atlanta. Ad ogni modo, l’obbligo di vaccinazione, che interesserà anche gli operatori sanitari, sarà “un passo importante per uscire dalla pandemia – ha commentato Nahid Bhadelia, direttore del Center for Emerging Infectious Diseases Policy and Research dell'Università di Boston – . Le stesse persone che si prendono cura dei più vulnerabili che entrano in ospedale devono essere la nostra prima linea di difesa”. D’altra parte, dato il tempo necessario affinché i vaccini conferiscano protezione e le settimane richieste per completare il ciclo a due dosi “è improbabile che l’effetto dell’obbligo vaccinale sia apprezzabile per molte settimane” ha spiegato al quotidiano newyorkese Bill Hanage, epidemiologo dell’Università di Harvard, scettico sul fatto che l’obbligo in sé possa spingere milioni di persone in più a vaccinarsi.
Dato il tempo necessario affinché i vaccini anti Covid conferiscano protezione e le settimane richieste per completare il ciclo a due dosi, gli esperti Usa ritengono che l’introduzione dell’obbligo vaccinale non si traduca in un immediato rallentamento dell’ondata pandemica: “Improbabile che l’effetto sia apprezzabile per molte settimane”.
RAW Rainbow è l'installazione di arte pubblica creata dall'architetto Andrew Morris dello Studio Curiosity con il supporto di Bow Arts Trust e Notting Hill Genesis che trasforma una passerella davanti al Royal Albert Wharf in un arcobaleno gigante. Il nuoo ponte colorato rappresenta già un punto di riferimento simbolico di speranza per Newham, a est di Londra, durante questo periodo incerto. Il progetto ha riunito i residenti che hanno contribuito alla realizzazione dell'opera, nel rispetto dei consigli del governo britannico sull'allontanamento sociale, e ha contribuito ad alleviare le pressioni di molti esasperati durante questi tempi senza precedenti. This evening is the 10th & possibly last ‘clap for carers’ so timely we have just finished the #RAWrainbow project! Over the last month we have been working with @bowarts & @wearenhgsales to produce a community driven public art installation to collectively show our gratitude to the key workers & NHS staff across the country. Over 50 local residents have participated (from a safe social distance) and we have collected donations of essential items for Newham’s @trusselltrust food bank. A huge thank you to everyone involved! Please share & tag #RAWrainbow #clapforourcarers #artandarchitecture A post shared by Andrew Morris (@studiocuriosity_uk) on May 28, 2020 at 11:36am PDT Completato in tempo per celebrare il decimo "Clap for our careers" e rimasto per il recente 72esimo anniversario del NHS, Raw Rainbow è una nuova opera di arte pubblica. Il ponte color arcobaleno è stato completato da oltre 50 residenti locali in quattro fine settimana e rimosso da due persone in poco meno di un'ora. "Adesso sembrava il momento giusto per concludere l'installazione. Grazie a tutti coloro che hanno preso parte e a tutti i residenti che sono diventati custodi dell'installazione.", dichiarano Andrew Morris dello Studio Curiosity, Bow Arts Trust e Notting Hill Genesis che hanno partecipato al progetto di trasformazione di una passerella davanti al Royal Albert Wharf in un arcobaleno gigante. L'installazione è stata realizzata con un nastro colorato fatto di materiale sostenibile.
A Londra è stata inaugurata una nuova installazione di arte pubblica che ha trasformato una passerella davanti al Royal Albert Wharf in un arcobaleno gigante. Si chiama RAW Rainbow ed è un nuovo punto di riferimento simbolico di speranza per Newham, a est di Londra, durante questo periodo incerto.
Luciana Littizzetto sale sul palco con un primo abito nero con corpetto e gonna in velo trasparente. L'abito è elegante, originale e perfetto per il fisico della conduttrice. Voto 9 La conduttrice poi appare con un nuovo modello black, forse meno azzeccato del precedente, risultano un po' eccessive le maniche con maxi ruches. Voto 5 e 1/2 Si riprende decisamente con il terzo look, un abito della collezione a/i 2013 di Gucci, con top trasparente che mette in mostra il décolleté, decorato da applicazioni gold. Bellissima e sensuale. Voto 10 Arisa riesce ancora una volta a conquistare un posto tra i cantanti meglio vestiti del festival. Sono lontani in tempi del brutto anatroccolo, oggi la cantante appare meravigliosa sul palco con abito longuette di Jil Sander abbinato a décolleté di Casadei. Voto 9 Elegantissimo come in ogni serata di questa edizione Francesco Renga, perfetto nel suo abito blu di Roberto Cavalli, indossato con gilet e camicia bianca. Voto 9 Giuliano Palma migliora, e di molto, il suo look. Finalmente sale sul palco con un bellissimo abito nero. Voto 8 Divertente ed originale il look di Renzo Rubino, che si è esibito con un total look di Jil Sander, composto da completo blu, camicia nera e cravatta verde metallic. Voto 7 e 1/2 Francesco Sarcina sceglie per la finale un outfit particolare di Roberto Cavalli, con giacca in velluto nero senza revers, indossata su camicia bianca annodata in gola. Voto 7
Durante la finale del Festival di Sanremo ne abbiamo viste di tutti i colori: look da strega, abiti già indossati da altri ma anche eleganti outfit che non dimenticheremo. Ecco il bilancio finale e i voti ai look della finale.
Cara Delevingne, mircoblading e make up: cosa hanno in comune? Ovviamente le sopracciglia, protagoniste del mondo beauty degli ultimi anni. Folte, naturali e piene: ma vi ricordate com'erano prima? Sembra passata un'era e in effetti è come se lo fosse, anche se in realtà sono passati sì e no 30 anni: prima di tutto questo le sopracciglia erano sottili, finissime, spesso senza una forma precisa. Poi c'è stata, grazie a Dio aggiungerei, la rivoluzione che ha portato la sopracciglia a come la conosciamo oggi, ma sembra proprio che ci sia aria di cambiamento e che l'arcata sopracciliare XS degli anni '90 stia per fare di nuovo capolino. Avete capito bene: pare che il ritorno alla sopracciglia sottile sia nell'aria da quando Rihanna è apparsa sulla copertina di Vogue Uk con un'arcata sopracciliare estremamente fine. Ma prima di parlare di "nuovo" trend, facciamo un passo indietro. Se negli anni '80 Madonna era la paladina delle sopracciglia folte, naturali e quasi disordinate, negli anni '90 cambia qualcosa: la pinzetta viene riscoperta e ammettiamolo, fa anche dei gran danni. Le sopracciglia si assottigliano, a volte decisamente troppo, e la forma ad ala di gabbiano spesso diventa una forma arrotondata senza proporzioni (vedi ad esempio Drew Barrymore). Sono gli anni in cui la forma delle sopracciglia trae ispirazione da quella che indossavano le dive degli anni '20 e '30 come Jean Harlow e Luisa Ferida: finissime, spesso depilate completamente e poi ridisegnate addirittura con una matita. E se chiedete alle vostre mamme sono sicura che penseranno a questo dettaglio con terrore: dalla depilazione compulsiva non si torna indietro. Chi negli anni'90 ha abusato della pinzetta nella maggior parte dei casi oggi si ritrova a ricorrere al tatuaggio o ad essere "schiava" del make up per dare una definizione alle sopracciglia. Rihanna Rules. @badgalriri covers the September issue of @britishvogue, styled by @edward_enninful and shot by @nick_knight, on newsstands Friday August 3. @badgalriri wears a @prada dress and gloves and @savagexfenty lace body. Hair by @yusefhairnyc, make-up by @isamayaffrench using @fentybeauty, floral artistry by @azumamakoto, nails by @jennynails and set design by @tomotattle A post shared by British Vogue (@britishvogue) on Jul 31, 2018 at 8:57am PDT Ed è proprio questo che dovrebbe "spaventare" se le sopracciglia sottili tornassero davvero di moda: quando la depilazione viene effettuata nel modo sbagliato o troppo frequentemente, le sopracciglia non crescono più. La conseguenza sono buchi tra i peletti e imprecisioni o nella peggiore delle ipotesi, la mancanza di una forma vera e propria. Qualche giorno fa, Rosie Huntington-Whiteley attrice e imprenditrice beauty che ha fondato la Rosie Inc, ha rivelato a Who What Wear di essere spaventata da questo trend: "Ieri sera mi sono ritrovata a guardare vecchie foto delle supermodelle e le sopracciglia sottili mi sono apparse piuttosto sexy", spiega Rosie. "Ma ora senti così tante donne che le hanno portate sottili per anni dire che non riescono a farle ricrescere quindi quindi è una scelta a lungo termine!". Dopo gli anni '90 dovremmo aver imparato che la forma delle sopracciglia non deve seguire la tendenza del momento, ma essere proporzionata al tipo di viso e alla forma dell'occhio per mettere in risalto lo sguardo e valorizzare al meglio il volto di ogni donna. Per questo sentire parlare del ritorno delle sopracciglia sottili incute un po' (tanto) timore. Il consiglio è di tenere a bada la pinzetta, così come la ceretta, il filo arabo e qualunque forma di depilazione che si possa utilizzare sulla sopracciglia, e di pensare bene a quello che si, magari affidandosi ad un brow specialist che sappia esattamente cosa fare per regalarvi un'arcata sopracciliare al top.
Tremate tremate, le sopracciglia sottili sono tornate (forse). Nell’aria c’è il sentore di un ritorno agli anni ’90 con le sopracciglia ultra slim, ad ala di gabbiano come le portava Angelina Jolie o peggio ancora arrotondate come quelle di Drew Barrymore. Il “nuovo” trend dovrebbe spaventare, perchè dalla depilazione compulsiva non si torna indietro: ecco perchè scegliere di stravolgere la propria arcata per avere le sopracciglia sottili non sarà una buona idea.
Un male incurabile ha spento ieri mattina a soli quarantasei anni il sorriso di Elsa Moro, una donna di Santa Maria di Sala (Venezia) che per anni e fino alla fine ha lottato con coraggio per sconfiggere il cancro. La donna è mancata in quello che doveva essere il primo giorno di scuola del suo unico figlio, un ragazzo di tredici anni. A riportare la storia di questa mamma coraggio, descrivendo una comunità in lutto, è il quotidiano Il Gazzettino. Residente in via Aquileia, nel capoluogo, da alcuni anni Elsa era malata ma ha sempre combattuto con tenacia fino a quando è stata costretta ad arrendersi e lasciare i suoi cari.
Lutto a Santa Maria di Sala (Venezia). Elsa Moro aveva quarantasei anni e per tanto tempo ha lottato con tenacia contro un male incurabile che purtroppo ieri l’ha strappata all’affetto dei suoi cari tra cui il suo unico figlio di tredici anni.
Per la prima volta nella storia è stata osservata una peculiare emissione di luce da parte dell'antimateria, una pietra miliare della fisica che potrebbe aiutarci a comprendere meglio questa sfuggente componente dell'Universo. Tecnicamente, gli scienziati dell'Organizzazione europea per la ricerca nucleare, meglio nota con l'acronimo di CERN, hanno osservato una transizione Lyman-alfa in antiparticelle di anti-idrogeno, che sono opposte alle comuni particelle di idrogeno. Per capire cosa hanno effettivamente fatto gli scienziati del progetto ALPHA, un team di fisici del CERN specializzato negli studi dell'antimateria, è doveroso soffermarsi sul concetto di antimateria e su cos'è questa particolare transizione. Quando il nostro Universo si è formato, esso era costituito in parti quasi uguali da materia e antimateria, che è un tipo di materia (composta da antiparticelle) con la stessa massa delle particelle comuni ma con caratteristiche opposte, come ad esempio la carica. La materia classica ha dato vita a galassie, stelle, pianeti e a noi, mentre l'antimateria è misteriosamente ‘sparita'. È possibile calcolarne solo piccole quantità, e non si sa che fine abbia fatto tutto il resto. Potrebbe persino essersi annidata in qualche oscuro recesso dell'Universo e aver dato vita ad anti-galassie e anti-pianeti, una prospettiva inquietante e affascinante. Studiare le antiparticelle in laboratorio, dunque, potrebbe aiutarci a comprendere proprio che fine ha fatto. Per quanto concerne la transizione di Lyman-alfa, così chiamata poiché scoperta dal fisico Theodore Lyman, si tratta dell'emissione di un fotone ultravioletto che avviene a una specifica frequenza, che è di 121,6 nanometri. Ciò avviene quando un elettrone eccitato passa da un basso livello di energia (S1) a uno più elevato (2P) e ritorna a quello di S1. Si tratta di una “transizione speciale”, come indicato sul comunicato stampa del CERN, perché aiuta gli scienziati a studiare il mezzo che si trova tra le galassie e a testare i modelli cosmologici. Riuscire a dimostrare l'esistenza della transizione Lyman-alfa anche per le antiparticelle potrebbe aiutarci a capire meglio come l'antimateria si relaziona a luce e gravità, inoltre una discrepanza nel valore ottenuto potrebbe farci capire perché l'Universo è composto da materia e non antimateria. Ebbene, gli scienziati del team ALPHA sono riusciti proprio a osservare questo tipo di transizione con emissione di luce con antiparticelle di anti-idrogeno, ottenendo dei valori “in buon accordo” con quelli della stessa transizione nelle particelle di idrogeno. “Siamo davvero entusiasti di questo risultato”, ha dichiarato il professor Jeffrey Hangst, portavoce dell'esperimento ALPHA. “La transizione Lyman-alfa è notoriamente difficile da sondare, anche nell'idrogeno ‘normale', ma sfruttando la nostra capacità di intrappolare e trattenere un gran numero di atomi di anti-idrogeno per diverse ore e utilizzando una sorgente pulsata di luce laser alfa Lyman, siamo stati in grado di osservare questa transizione. Il prossimo obiettivo è il raffreddamento laser, che sarà un punto di svolta per la spettroscopia di precisione e le misure gravitazionali”, ha concluso lo studioso.
Un team di fisici del CERN è riuscito a osservare per la prima volta l’emissione di una specifica luce dall’antimateria, una cosiddetta “transizione Lyman-alfa” in antiparticelle di anti-idrogeno. La scoperta migliora la nostra comprensione di questa sfuggente forma della materia e presto potrebbe farci scoprire il suo misterioso destino nell’Universo.
Non è una novità che l'applicazione per smartphone Android e iOS di Facebook influisce pesantemente sulla durata della batteria dei nostri dispositivi mobile. Già da diverso tempo numerose testate giornalistiche e siti specializzati in smartphone e tablet hanno pubblicato numerose guide e consigli per aumentare l'autonomia degli smartphone come ad esempio due funzionalità che l'applicazione per smartphone del social network di Mark Zuckerberg mantiene sempre attive e che quindi collaborano a far scaricare più velocemente la batteria dei device: i Servizi di localizzazione e l'Aggiornamento app in background. Tra i siti specializzati che negli ultimi mesi hanno puntato il dito contro l'app di Facebook anche Android Central che da qualche settimana ha pubblicato un articolo in cui la redazione ha tentato di quantificare il consumo di batteria legato alla piattaforma blu. Da qualche giorno sull'argomento è tornato anche il Guardian che ha svolto alcuni test per approfondire la questione. Stando ai risultati riportati dalla redazione del noto quotidiano, cancellando l'app Facebook per iOS e Android si può arrivare a guadagnare fino al 15-20% di autonomia, percentuale che può essere migliorata se si disinstalla anche l'applicazione di messaggistica istantanea Facebook Messenger.
La redazione del Guardian ha pubblicato un articolo in cui afferma che cancellando l’app Facebook per iOS e Android si può arrivare a guadagnare fino al 15-20% di autonomia, percentuale che può essere migliorata se si disinstalla anche l’applicazione di messaggistica istantanea Facebook Messenger.
Cambiano le regole, cambiano i colori. Da oggi, lunedì 15 marzo, la cartina dell'Italia si tinge inevitabilmente di colori più scuri rispetto a quanto siamo stati abituati negli ultimi mesi. La circolazione delle varianti non accenna a rallentare e in troppe Regioni gli indicatori sono tornati a livelli più che allarmanti. Dopo giorni di trattative nel governo Draghi, il nuovo decreto prevede la sostanziale eliminazione della zona gialla, con tutte le Regioni che passano minimo in zona arancione, tranne la Sardegna che resta bianca. Inoltre, le ordinanze firmate sabato dal ministro della Salute Speranza riorganizzano il quadro dei colori nella maggior parte dell'Italia. E con il nuovo criterio dei 250 casi su 100mila abitanti in sette giorni per cui si passa direttamente in zona rossa, diverse Regioni che da oggi sono in zona arancione, già rischiano un ulteriore passaggio di fascia. Da oggi passano in zona rossa Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Puglia, Marche, Piemonte, Veneto e la Provincia autonoma di Trento, e si vanno ad aggiungere a Campania e Molise. La Basilicata resta rossa solo per oggi, da domani 16 marzo sarà arancione. In queste Regioni non si può uscire di casa se non per comprovate esigenze lavorative, di necessità o salute. Le regole della zona rossa sono chiare: in ogni caso è necessaria l'autocertificazione. Sono chiusi bar e ristoranti, ma anche i negozi di commercio al dettaglio. Restano aperte solo le attività essenziali, come supermercati e farmacie. Chiudono anche tutte le scuole, dagli asili nido ai licei. Non si può più andare a trovare parenti e amici, la deroga inserita qualche mese fa è stata infatti eliminata dal governo Draghi, ma verrà ristabilita dal 3 al 5 aprile, nei giorni di Pasqua.
La cartina dell’Italia si tinge di rosso e arancione: dieci Regioni e la Provincia di Trento in zona rossa; otto Regioni e la Provincia di Bolzano in zona arancione; solo la Sardegna in zona bianca. Le ordinanze firmate dal ministro della Salute Roberto Speranza entrano in vigore da oggi, tranne che per la Basilicata che domani tornerà arancione. Ecco tutte le nuove regole da rispettare.
Negli ultimi giorni, soprattutto nella Stardust House, un suono utilizzato nei video pubblicati dai creator su TikTok sembra aver rapito tutti: il ratatatata del brano russo "Ратата". Il singolo, prodotto dal rapper Konfuz, è diventato il nuovo trend su TikTok Italia e lo dimostrano i video di Brisida e Patrizio Morellato, che hanno utilizzato il ritornello del brano nella loro registrazioni, mimando l'utilizzo di una pistola o di una mitragliatrice. Video che fino a ora hanno raccolto oltre 500mila visualizzazioni, numeri che sommati ai già 320mila video realizzati con il brano in sottofondo, potrebbero aver decretato la nascita di un nuovo trend. Negli ultimi giorni la "ratatatata challenge" sembra aver invaso TikTok Italia con il brano "Ратата", prodotto dal rapper russo Konfuz. Una canzone pubblicata il 29 gennaio scorso e che attualmente ha raccolto più di quattro milioni di stream su Spotify e quasi nove milioni di visualizzazioni su Youtube. Il ritornello del brano però era stato anticipato dallo stesso rapper, settimane prima, sul suo profilo Instagram, in cui in un video presentava 20 secondi del brano, mimando l'uso di una pistola. Non è però la versione originale del brano ad aver attecchito sulla piattaforma, ma una modificata, con un semitono maggiore. Nei video viene preso in considerazione il ritornello del brano, che tradotto, recita: "Gra-ta-ta-ta-ta-ta, sparo – pa-pa-pa, scappando da me, mi stai guardando negli occhi, gra-ta-ta-ta-ta-ta-ta, sparo – pa-pa-pa, scappando da me, mi stai guardando negli occhi, gra-ta-ta-ta-ta-ta-ta". Il primo video della challenge, diventato poi un trend su TikTok, è stato fatto proprio qualche ora dopo l'anticipazione del rapper Konfuz sul proprio profilo Instagram. Si deve tutto alla giovane creator russa Youth778, che oltre a inventare i passi che poi diventeranno quelli utilizzati universalmente per la challenge, velocizza e alza di un semitono il brano principale, che da allora è diventato l'audio ufficiale, o almeno il più riconosciuto dalla piattaforma con oltre 320mila video realizzati. Per la versione ufficiale, invece i numeri, per adesso, si fermano ai 150mila. 🔫 ♬ оригинальный звук – 🌚🥀Юнøçτь🌚🥀
La “Ratatatata challenge” sta invadendo negli ultimi giorni TikTok Italia, con la Stardust House intera che si è prodigata negli scorsi giorni a pubblicare contenuti con in sottofondo il brano “Ратата” del rapper russo Konfuz. Il ritornello del brano, pubblicato sui social a metà gennaio, è diventato un trend quando una creator russa ha accelerato il singolo, alzandolo anche di un semitono.
Gli Uffizi di Firenze, con i suoi due milioni di visitatori all'anno, è riconosciuto universalmente come uno dei musei più belli e importanti del mondo. In concomitanza con l'uscita nelle sale cinematografiche del film Sky "Firenze ed Uffizi in 3D e K4" torna nel museo fiorentino il San Benedetto, ovvero la parte mancante del trittico di Antonello da Messina che, dopo anni, si ricongiunge alla Madonna col Bambino e al San Giovanni Evangelista. L'acquisto di questi ultimi due capolavori da parte del Polo Museale Fiorentino ottemperava alla volontà di Ugo Bandini, figlio del famoso antiquario Stefano Bandini che, alla sua morte, nominò erede universale lo Stato Italiano con la precisa richiesta che con questa venissero acquistate una o due opere d'arte da destinare al museo degli Uffizi o del Bargello. L'opera di Antonello da Messina trovò così la sua dimora permanente nelle meravigliose sale del museo fiorentino, tuttavia mutilata poiché, le due tavole giunte a Firenze, altro non erano che le parti di un trittico che includeva anche il San Benedetto, di proprietà della Regione Lombardia.
Il San Benedetto di Antonello da Messina arriva agli Uffizi, per ricongiungersi con la Madonna col Bambino e al San Giovanni Evangelista, le altre due parti del Trittico del pittore già esposte nel meraviglioso museo fiorentino.
«Catturata» grazie a degli scatti fotografici, lasciando a bocca aperta i ricercatori che mai si erano ritrovati davanti a questa meraviglia della natura dal pelo nero e dallo sguardo saggio: pochissime, infatti, le immagini che si hanno a disposizione di Presbytis hosei canicrus, ed una sola descrizione ricavata da alcuni esemplari da museo. Un primate estremamente raro, al punto che già a partire dal 2004, considerata l'impossibilità di avvistarne alcuno nelle foreste indonesiane, si ipotizzava che si fosse estinto. La perdita del territorio a causa di incendi e deforestazione, dal 1950 ad oggi più della metà dell'originaria rigogliosa vegetazione del Borneo è scomparsa, unita ad i cacciatori di frodo, ha reso estremamente vulnerabile non solo questa scimmia ma anche numerose altre specie che abitano il Sud Est Asiatico, come il leopardo nebuloso e l'orso malese, mettendo in serio pericolo la biodiversità di quella parte di mondo così ricca di risorse ambientali preziosissime. Pesanti vuoti normativi nella legislazione dei diversi stati non garantiscono per questi animali l'adeguata protezione contro il selvaggio disboscamento ed il rischio onnipresente dei bracconieri. Proprio nel nord est del Borneo, dove fino a poco fa si credeva che fossero diffusi gli ultimi Presbytis hosei canicrus, l'impatto umano ha avuto degli effetti devastanti portando tutti a dubitare fortemente sulla possibilità che il primate fosse ancora esistente; da sempre ritenuto diffuso su un territorio estremamente ristretto, infatti, il declino della sua popolazione era ormai ritenuto un dato inappellabile e senza speranza. Doppia sorpresa, dunque, per i ricercatori di diversa nazionalità giunti nei 38 000 ettari di foresta pluviale Wehea, in un'area orientale dell'isola asiatica, dove hanno posizionato macchine fotografiche per rubare immagini di gibboni, leopardi ed oranghi: gli obiettivi hanno immortalato una scimmia che si credeva non esistesse più e per di più in un territorio diverso dal suo. Gli esperti hanno così verificato che, non solo Presbytis hosei canicrus non si è estinta, ma anche che il suo habitat è assai più ampio di quanto fino ad ora generalmente pensato, evidenziando in questo modo come sia difficile progettare e mettere in atto strategie conservative per specie minacciate di cui non si conoscono bene neanche alcuni dati fondamentali come l'estensione delle zone in cui vivono. Due spedizioni, una del 2004 ed una del 2008 avevano ufficialmente messo in luce come il primate fosse sparito: ora, casualmente, sappiamo che aveva solo fatto perdere le proprie tracce.
Da qualche anno gli scienziati temevano che Presbytis hosei canicrus, rara scimmia arboricola, si fosse estinta e che tra le foreste indonesiane non fosse più possibile incontrarne un solo esemplare. E invece, inaspettatamente, una recente spedizione è riuscita a scovarla.
L’estate è alle porte e presto le giornate diventeranno letteralmente “bollenti”. Anche se è la stagione preferita di molti, porta con sé una serie di piccoli “problemini”, come ad esempio l’arrivo degli insetti. Per cacciarli solitamente si usano zampironi, spray, polveri o prodotti chimici ma in pochi sanno che possono essere utilizzati anche dei rimedi fai da te. Ecco quali sono le erbe aromatiche capaci di cacciare mosche, zanzare, falene e pulci. 1. Basilico – Il basilico ha un odore molto forte e riesce a mandar via mosche e zanzare. Per facilitare la cosa, è possibile creare in casa uno spray repellente con quattro cucchiai di acqua bollente, delle foglie di basilico da lasciare in infusione per qualche ora, a cui aggiungere quattro bicchieri di vodka. Attenzione però a tenere la soluzione lontana da occhi, naso e bocca. 2. Lavanda – La lavanda è invece il rimedio naturale ideale per respinge falene, pulci, mosche e zanzare. Basta mettere dei mazzi di questi fiori sparsi per la casa per far scappare gli insetti, che non sopportano affatto il suo aroma. 3. Citronella – E’ risaputo che la citronella riesce a far allontanare le zanzare. Per evitare di dover acquistare ogni anno le classiche candele, l’ideale è far crescere naturalmente questa pianta nel proprio giardino. E’ capace di raggiungere enormi dimensioni. 4. Timo limone – Il timo limone respinge le zanzare ed è perfetta per ogni tipo di clima e suolo. Per far sì che abbia effetto, è necessario tagliare le foglie e strofinarle tra le mani. 5. Menta – La menta riesce a tenere lontane le zanzare e ad allontanare anche gli altri insetti dalle piante del giardino. I suoi oli aromatici possono essere estratti e combinati con aceto di sidro di mele e vodka, così da creare uno spray repellente.
L’estate si avvicina e presto ci ritroveremo i giardini e le case infestate dagli insetti. Ecco quali sono le piante aromatiche da utilizzare per mandarli via.
L'assenza di Steve Jobs adesso comincia a farsi sentire davvero. A mancare non è solo l'istrionico personaggio che in passato ha tenuto a battesimo gioielli dell'innovazione come l'iPhone o l'iPad durante i suoi celebri keynote; ciò che sembra essere scomparso con lui è la genialità, l'innovazione. Apple sembra non essere più in grado di inventare nuovi mondi, nuovi modi di percepire e vivere la tecnologia, preferisce vivere di rendita, cercando di cavalcare l'onda lunga di un successo legato però a doppio filo con lo storico fondatore. Che la scomparsa dell'ex CEO avesse segnato un punto di svolta per Apple era prevedibile, più che scontato a fronte dell'enorme influenza che Jobs aveva nei confronti della sua creatura ma molti hanno sostenuto fin da subito che il colosso della Mela fosse ormai una realtà autonoma, capace di sopravvivere anche a colui che ne è stato l'anima e il genio. I risultati, almeno per il momento, segnano invece un trend del tutto differente. Un primo assaggio, già di per sè emblematico, si era avuto con il lancio dell'ultimo iPhone 4S, un semplice upgrade del modello precedente (l'ultimo dell'era Jobs) privo di quelle novità che un brand come Apple ha sempre garantito. Il successo del terminale è stato scontato, per via sopratutto del carattere "trendy" del melafonino, anche se a Cupertino le vendite non hanno convinto fino in fondo gli investitori. A penalizzarlo, oltre alla forte concorrenza di Android, è stata di sicuro la mancanza di un elemento di innovazione che lo facesse emergere dal resto dei terminali disponibili sul mercato, anche a fronte di un prezzo ritenuto da molti ingiustificato. Il "nuovo iPad" sembra ripercorrere la stessa strada, già a partire dal nome vago (i più quotati erano iPad 3 e iPad HD) e finendo ad una strumentazione non certo rivoluzionaria. Sarà che da Apple ci si aspetta sempre qualche novità interessante, sarà il silenzio di casa madre che alimenta rumors ed aspettative, fatto sta che il nuovo iPad conferma tutte le informazioni circolate fino a ieri e non stupisce per nulla nè il mercato nè la rete. Basti pensare che, nonostante le attese, a metà del keynote l'argomento non era più neanche topic trend su Twitter, superato persino dal blocco di Facebook di oggi. Dettagli tecnici del nuovo iPad. L'elemento di punta è sicuramente lo schermo, un Retina Display con una risoluzione di 2048 x 1536 a 264 ppi (rispetto ai deludenti 1024 x 768 dell’iPad 2). Confermata la presenza del processore A5x con grafica quad core, evoluzione di quello montato nel modello precedente e in grado di sviluppare – secondo Apple – una potenza pari a 4 volte quella del Tegra 3, una delle cpu più utilizzate per i terminali con OS Android. Anche per la memoria interna, i "tagli" scelti da Cupertino (16, 32 e 64Gb) non introducono alcuna novità nel settore. Per quello che riguarda la fotocamera invece, si registra un obiettivo 5Megapixel con autofocus e facetracking per filmati fino a 1080p e la grave assenza di flash. Unica nota positiva è l'introduzione del modulo LTE 4G per navigare fino a 42mbps e di Siri (come sempre la lingua italiana non è ancora supportata) oltre alla disponibilità sul tablet di iPhoto, il software per editare le immagini. Prezzi e disponibilità in Italia. Nessuna novità riguardo al costo del nuovo iPad che mantiene gli stessi prezzi dell'iPad 2 (quest'ultimo disponibile ora con uno sconto di 100 dollari). Il nuovo iPad sarà in vendita negli Usa dal 16 marzo, in Italia dal 23 marzo e fonti vicine ad Apple hanno fatto sapere che questa volta non dovrebbe verificarsi il canonico problema delle scorte esaurite in poche ore. Nuovo sistema operativo iOS 5.1. Il Keynote è stata anche l'occasione per presentare alla stampa l'aggiornamento del sistema operativo iOS, giunto alla verisone 5.1.
Confermate quasi tutte le (basse) aspettative dei rumors degli scorsi mesi. Apple tradisce di nuovo le attese dopo il mezzo flop dell’iPhone 4S mentre sono in molti a chiedersi se con la scomparsa di Steve Jobs Cupertino abbia ormai perso quella sua aura rivoluzionaria. Resi noti anche i prezzi e la disponibilità in Italia. Novità con l’aggiornamento di iOS alla versione 5.1.
Non avrebbe ordito nessun piano per uccidere la ex moglie Ilenia Fabbri, ma avrebbe pagato Pierluigi Barbieri solo per spaventare la donna: per questo gli avrebbe consegnato le chiavi di casa della 46enne oltre a 2mila euro. È questo quanto emerso dall'interrogatorio di garanzia tenutosi quest'oggi a Claudio Nanni, il 53enne ex marito di Ilenia Fabbri uccisa a Faenza lo scorso 6 febbraio: l'uomo è accusato di essere il mandante dell'omicidio della donna ritrovata senza vita nel suo appartamento e uccisa da un taglio alla gola. A procurarglielo è stato Pierluigi Barbieri che questa mattina ha confessato l'omicidio davanti al giudice per le indagini preliminari. Barbieri è stato condotto in tribunale a Ravenna questa mattina per essere sottoposto all'interrogatorio di garanzia: l'uomo ha risposto a tutte le domande, ammettendo completamente i fatti. Sarebbe stato lui dunque a introdursi quella mattina nell'appartamento di Ilenia Fabbri con l'intenzione di ucciderla così come commissionato da Claudio Nanni che per questo gli avrebbe. promesso 20mila euro e un'auto. Versione che però è stata smentita del 53enne che ha invece ha ammesso di aver dato la chiave della casa della ex moglie Ilenia Fabbri a Pierluigi Barbieri, ma solo affinché l'uomo le "desse una lezione". Secondo il racconto di Nanni infatti la ex moglie chiedeva sempre soldi e per questo la presenza di un estraneo in casa avrebbe dovuto spaventarla e farla così desistere dall'avanzare nuove richieste economiche. Barbieri però ha raccontato un'altra versione. Secondo l'uomo, che deve rispondere dell'accusa di omicidio volontario in concorso aggravato dalla premeditazione, Nanni gli avrebbe fatto una richiesta esplicita: non uscire dalla casa senza avere prima ucciso la 46enne, per poi simulare un furto finito in tragedia. In merito ai soldi sequestrati nel suo appartamento il giorno dell'arresto, circa 2.200 euro in contanti, questi non avrebbero alcuna relazione con il delitto: la ricompensa che avrebbe dovuto ottenere sarebbe arrivata dopo e sarebbe stata molto più importante di quella cifra, ben 20mila euro. L'accusa per Nanni e Barbieri è la stessa: omicidio volontario in concorso. Le aggravanti sono invece diverse: per entrambi le indagini hanno confermato la premeditazioni, ma sul resto Nanni dovrà rispondere dei motivi abbietti per l'omicidio commissionato. Di fatto Barbieri è stato indicato come esecutore materiale, mentre a Nanni si imputa il ruolo di mandante-basista e cooperatore materiali.
Nessun omicidio su commissione: Claudio Nanni dinanzi ai giudici del tribunale di Ravenna ha negato di aver pagato Pierluigi Barbieri per uccidere la ex moglie Ilenia Fabbri, così come raccontato dall’uomo questa mattina. Il 53enne si è difeso dalle accuse spigando di aver chiesto al 56enne di Reggio Emilia di spaventare la donna sgozzata nel suo appartamento di Faenza all’alba del 6 febbraio scorso. Per questo Nanni gli avrebbe consegnato le chiavi di casa della 46enne oltre a 2mila euro. Entrambi sono accusa di omicidio volontario in concorso.
Ultima tappa per "Emma 3.0", il tour che Emma Marrone ha portato nei principali palazzetti italiani a novembre. Una serie di appuntamenti sempre pieni che questa sera toccheranno l'apice con l'atteso concerto di Milano al MediolanumForum. A Milano la cantante pugliese troverà il pubblico delle grandi occasioni visti i numeri di biglietti venduti: sono 11 mila, infatti, i tagliandi andati a ruba e segnano un sold out che corona una serie di appuntamenti che ha visto Emma protagonista ancora una volta dopo il tour estivo "Emma Limited Edition". Anche quello, infatti, fu un piccolo successo con 6 concerti colmi di gente e di ospiti in alcune tra le location più suggestive del Paese, antipasti di questo che è stato il terzo tour diverso dell'anno per l'autrice di "Schiena". Anche questa sera la cantante proporrà successi e brani meno suonati durante i suoi live e sarà accompagnata da Davide Di Gregorio (sax, percussioni, effetti elettronici), Max Corona (chitarra), Heggy Vezzano (chitarra), Marco Mariniello (basso), Leif Searcy (batteria), Max Greco (tastiere) e Arianna Mereu (cori). Ma dopo un anno e mezzo vissuto a mille tra l'uscita dell'album "Schiena" dell'edizione speciale "Schiena Vs Schiena", l'EuroVision Song Contest e i live la cantante non ha intenzione di fermarsi. Fra due giorni, infatti, la cantante partirà per una serie di presentazioni alla Feltrinelli dove incontrerà i fan per parlare di “E Live” cd+dvd che comprende i brani interpretati sul palco dell’Arena di Verona oltre a dei contenuti speciali.
Chiusura col botto per Emma Marrone che chiude il suo tour novembrino “Emma 3.0” con un tutto esaurito al MediolanumForum di Milano dove saranno presenti 11 mila persone.
Finalmente Aldo Palmeri ha scelto la donna della sua vita: a "Uomini e Donne", nonostante le innumerevoli polemiche e presunti scandali scoppiati prima della puntata conclusiva del suo trono, il ragazzo catanese ha baciato Alessia Cammarota con la quale spera di poter passare il resto della sua vita. La scelta era stata registrata il 25 Febbraio e proprio per questo erano saltate fuori fin da subito le anticipazioni; solo ora, però, è stata trasmessa la parte conclusiva, quella a lieto fine. I due, dunque, stanno vivendo momenti di grande serenità, di coccole e tanto amore. Il 6 Marzo Alessia ha festeggiato con i parenti il suo compleanno ma a spegnere le candeline con lei c'era anche Aldo Palmeri, come conferma la foto d'apertura.
Alessia Cammarota ha festeggiato il suo compleanno con i parenti e con l’uomo della sua vita, Aldo Palmeri, il tronista di “Uomini e Donne” che l’ha scelta qualche giorno fa.
Chad Stahelski e David Leitch sono i registi di “John Wick”, il thriller-action, uscito nel 2014, con l’amatissimo Keanu Reeves. L’attore è nei panni di un ex-sicario in pensione, uno dei più crudeli e letali di sempre, che torna su piazza per vendicare un meschino torto subito dal figlio del suo ex-Boss, e nessuno riuscirà a fermarlo. La pellicola è piena di azione, adrenalina, sparatorie, ambientata in una New York sotterranea fatta di boss e scagnozzi ed è piaciuto tantissimo agli amanti del genere e ai fan dell’attore. In attesa del secondo capitolo, ci sono ancora 10 curiosità che non sapevate. Il regista Chad Stahelski è stato lo stunt di Keanu Reeves in tutti I film della saga di “Matrix”. I registi hanno dichiarato che, nella scena di lotta al night club, Keanu Reeves aveva l’influenza, con febbre quasi a 40. L’attore Michael Nyqvist si è procurato una vistosa ferita alla testa, durante una scena con uno stuntman, Gli furono applicati, addirittura, 80 punti di sutura e alcune scene dovettero essere rigirate per nascondere la cicatrice. Il cucciolo che la moglie regala a Wick è un beagle, di nome Andy, e all’epoca delle riprese aveva solo 8 settimane. La pistola che John Wick usa, soprattutto, all’inizio del film è una primarily used in the beginning of the Heckler & Koch P30L con un soppressore/compensatore customizzato. Il tatuaggio che Wick mostra durante la scena della doccia è la scritta Latina “Fortis Fortuna Adiuvat”, cioè, “La Fortuna aiuta gli audaci”, che è anche un motto di varie unità militari in giro per il mondo. Per prepararsi al ruolo, Keanu Reeves ha dovuto imparare a maneggiare diverse armi e si è sottoposto ad un training di arti marziali per 8 ore al giorni per 4 mesi consecutivi. Nel film, il 90% degli stunt sono effettuati dall’attore, senza controfigure.
Keanu Reeves è tornato alla ribalta, nel 2014, con questo thriller-action in cui è nei panni di ex-sicario in pensione, uno dei più crudeli e letali di sempre, che torna su piazza per vendicare un meschino torto subito dal figlio del suo ex-Boss, e nessuno riuscirà a fermarlo. Ma siete sicuri di sapere proprio tutto?
E' arrivata soltanto in tarda serata, ma meglio tardi che mai, la smentita ufficiale da parte dei Muse, sulla dichiarazione di Matt Bellamy rilasciata al tabloid britannico "The Sun". L'artista e frontaman della band aveva dichiarato che, in occasione del concerto di Roma, "abbiamo dovuto corrompere gente con migliaia di euro", per poter utilizzare le ciminiere lanciafiamme durante lo show. La smentita è stata diffusa dal promoter italiano del gruppo, Vivo Concerti, in una nota rilasciata a mezzo stampa: Non c'è stato alcun tentativo di corruzione in riferimento ai loro concerti in Italia. Sono state pagate le tasse previste per il lavoro fatto da tecnici e ingegneri esterni, per ottenere i necessari permessi dalle autorità locali. Questo riguarda anche i fuochi di artificio e i certificati di sicurezza in linea con gli standard adottati per tutti i gruppi che si esibiscono in Italia, in aggiunta ai certificati già approvati dalle autorita’ negli altri Paesi europei dove i Muse si sono esibiti quest’estate
Il gruppo inglese smentisce le dichiarazioni di Matt Bellamy riportate dal “The Sun”, ma la Procura di Roma, intanto, ha avviato una serie di accertamenti. Chiesta l’intervista per intero e tutti i documenti relativi ai permessi richiesti per la serata del 6 luglio allo Stadio Olimpico di Roma.
I colori della bandiera italiana sono il verde, il bianco e il rosso. Eppure, gli atleti che la rappresentano indossano il colore azzurro. Siamo talmente abituati a vedere i nostri sportivi vestire questo colore, che diamo per scontato che questo rappresenti il nostro Paese, anche se non è presente sulla nostra bandiera e, apparentemente, sembra non avere alcun legame con l'Italia. La "contraddizione" ha fondamenti storici ma, anche se da moltissimo tempo è così, la maglia della Nazionale italiana di calcio non è sempre stata azzurra. Nel tempo, c'è stata qualche eccezione, ma, soprattutto, nella prima partita della sua storia, l'Italia non indossava una divisa di questo colore. Innanzitutto, la maglia azzurra, che oggi accomuna quasi tutte le compagni sportive rappresentanti l'Italia nel mondo, è stata adottata per la prima volta dalla Nazionale di calcio. Non all'esordio, però, in quanto nel suo primo match, quello vinto 6-2 contro la Francia il 15 maggio 1910, l'Italia ha utilizzato una divisa di colore bianco, con polsini e colletto inamidati e nastro tricolore a campeggiare sulla maglia. Pare che la scelta sia stata quella di indossare una divisa dello stesso colore della società italiana più forte dell'epoca, ovvero la Pro Vercelli. Fonti storiche, invece, raccontano di come si sia scelto un colore neutro, in quanto non si era ancora arrivati a un accordo sulla scelta del colore che avrebbe dovuto rappresentare l'Italia nel calcio. La maglia bianca è stata utilizzata anche nella partita successiva, mentre l'esordio dell'azzurro è arrivato solo alla terza gara. Il 6 gennaio 1911, nella sfida contro l'Ungheria, debutta la maglia azzurra, quella che tuttora caratterizza la nostra Nazionale, accompagnata da calzoncini bianchi e calzettoni neri, mentre quella bianca non è stata accantonata completamente, rimanendo come seconda. Nel tempo sono state fatte diverse congetture sulla decisione di abbandonare il bianco a favore dell'azzurro. Si è pensato che derivasse dal colore della divisa della nazionale francese, che si riferisse ai nostri mari o che fosse stato scelto casualmente al posto del consueto bianco, per evitare la confusione che si sarebbe verificata in campo, a causa della neve e della nebbia che avevano caratterizzato la sfida contro l'Ungheria. La motivazione, in realtà, è storica. Il colore azzurro, infatti, è stato scelto per onorare Casa Savoia, ovvero la dinastia regnante in Italia fino al 1946. Il colore del casato, fin dal 1360, era, infatti, il blu Savoia, anche definito azzurro Savoia, divenuto colore nazionale a seguito dell'Unità d'Italia e definibile come una gradazione tra il blu e l'azzurro intenso. Questo rappresentava un atto di devozione nei confronti della Vergine Maria, a cui Casa Savoia era devota, che veniva sempre raffigurata con manti di quella tonalità. Fino all'addio alla monarchia, avvenuto con il referendum del 1946, la Nazionale ha mantenuto la croce sabauda, simbolo della casata, sul lato sinistro della maglia azzurra. Questo è stato poi sostituito dallo scudetto tricolore, mentre la maglia azzurra, pur rappresentando Casa Savoia, è stata mantenuta perché ormai caratteristica dell'Italia e riconosciuta da appassionati e tifosi. Anche se poche, nei 110 anni di storia della divisa azzurra, ci sono state anche delle eccezioni. In particolare, negli anni '30 Benito Mussolini ha preteso che la Nazionale indossasse la maglia nera, utilizzata in un'occasione anche ai Mondiali del 1938. Successivamente, nel 1954, ha fatto il suo debutto anche una maglia verde, simbolo del nuovo ciclo dell'Italia, a seguito del disastroso Mondiale svizzero. Questa è stata poi riproposta nel 2019, esordendo il 12 ottobre contro la Grecia e ispirandosi al Rinascimento, anche se ha suscitato polemiche e critiche tra i più affezionati all'azzurro. Quest'ultimo resta comunque il colore della nostra Nazionale, come spiegato dal presidente della Figc Gabriele Gravina: "L'azzurro rappresenta emozione e condivisione. È il colore di una maglia che celebra tutti i giorni, in ogni partita della Nazionale da 110 anni, una delle storie italiane più belle e appassionanti. È il sogno di amicizia che supera i confini di un campo di calcio per unire un Paese intero".
Noi italiani siamo così abituati a vedere la Nazionale indossare la maglia azzurra che, nella maggior parte dei casi, dimentichiamo di chiederci da dove derivi questo colore. La bandiera dell’Italia, infatti, è un tricolore verde, bianco e rosso. L’azzurro delle maglie della Nazionale, invece, è stato scelto nel 1911 in onore di Casa Savoia e, da 110 anni, rappresenta gli atleti del nostro Paese.
Raoul Bova e Rocio Munoz Morales, la nuova compagna probabile causa della rottura con la moglie Claudia, non hanno più remore a farsi vedere in pubblico insieme, dopo avere praticamente ufficializzato la loro relazione qualche settimana fa, quando "Chi" li fotografò insieme nella tenuta dell'attore mentre si scambiavano baci e attenzioni. Ma se c'erano ancora dei dubbi, ieri sera i due li hanno totalmente demotivati, recandosi insieme alla prima del film "Tutta Colpa di Freud".
I due si presentano in coppia alla presentazione del film “Tutta colpa di Freud”, ma l’attore pare ancora infastidito dall’eccessivo interesse dei paparazzi, così si allontanano separatamente.
Ancora problemi sul red carpet per la povera Jennifer Lawrence che sembra non trovare pace. In ogni occasione c'è sempre qualcosa che non va: gli abiti o gli accessori che indossa le creano diversi problemi. Chi non ricorda la caduta durante gla cerimonia degli Oscar del 2013? All'epoca Jennifer, che stava salendo sul palco per ritirare l'ambita statuetta, è inciampata nella vaporosa gonna del suo splendido abito color pastello di Dior cadendo in terra rovinosamente. Tutto si è risolto con una risata della star che si è alzata in piedi tra gli applausi del pubblico. Anche durante l'ultimo tour promozionale per il lancio del terzo capitolo della saga Hunger Games, "Il canto della rivolta – Parte 1", Jennifer ha avuto qualche problemino. Alla prima tenutasi a Londra ha scelto un abito bianco con maxi scollatura che non le ha reso la vita facile, infatti l'attrice per tutta la serata ha tentato di contenere il seno che continuava a spuntare dal top.
Dopo essere inciampata nel suo abito alla cerimonia degli Oscar ed aver mostrato il seno per sbaglio a Londra, continuano i “problemi” per Jennifer Lawrence sul red carpet. Alla prima losangeliana di “Hunger Games: il Canto della Rivolta – Parte 1” il look dell’attrice è stato rovinato da un piccolo dettaglio che tutti hanno notato.
La barra di caricamento ha raggiunto il 100% dopo che Fedez l'ha spinta tantissimo nelle sue storie e dalla mezzanotte, quindi, i fan potranno ascoltare e bvedere il video di "Che cazzo ridi", secondo singolo estratto al prossimo album del cantante milanese che il prossimo 25 gennaio pubblicherà il suo nuovo album solista "Paranoia Airlines", che era stato anticipato anche dal singolo dedicato al figlio Leone "Prima di ogni cosa". I due pezzi sono agli estremi, sia per tematiche che per suoni, con il primo che era una ballad e il secondo che gioca molto più con effetti come l'autotune, campionando anche "Adam's Song", uno dei pezzi più noti dei Blink 182. "Sono un ingranaggio non sistemo il sistema (*perché) non cerchi soluzione quando ami il problema" scrive Fedez sulla sua pagina Instagram, presentando il pezzo e mostrando un video in cui appare in una conversazione video chat con Trippie Redd, uno dei due artisti che ha collaborato alla canzone (l'altro è Tedua). L'americano è una delle voci nuove del rap americano, che ha debuttato con "Life’s a Trip" in quarta posizione nella Billboard 200 – la classifica degli album americana – e ha duettato con uno degli artisti più influenti della recente scena hip hop statunitense ovvero XXXTentacion nel brano “Fuck Love”, mentre Tedua è uno dei giovani artisti più apprezzati della scena trap italiana, autore, quest'anno, dell'album "Mowgli – Il disco della giungla" che ha esordito in testa alla classifica degli album più venduti. Le prime strofe note, quindi, sono quelle che si ascoltano dal video: "Nessuno guarderà, tu spegni e ridi, è tutto fumo e pubblicità, tutto fumo e pubblicità, niente cambierà è tutto fumo e pubblicità, tutto fumo e pubblicità. Vivo le notti che non so ricordare con persone che non riesco a dimenticare, sopra questa giostra mi vien da vomitare, sono uno squalo con il mal di mare, volevo cambiare il mondo con le mie idee, è stato più facile cambiare idee. Sono un ingranaggio non sistemo il sistema (*perché) non cerchi soluzione quando ami il problema". “Sono un ingranaggio non sistemo il sistema (*perché) non cerchi soluzione quando ami il problema” Fuori a mezzanotte 🛸 @trippieredd 🔥
“Che cazzo ridi” è il secondo singolo tratto da Paranoia Airlines il nuovo album di Fedez che uscirà a fine gennaio. Un pezzo della canzone, che vede le partecipazioni del rapper americano Trippie Redd e del trapper Tedua, è stata anticipata da un post su Instagram in cui si sentono anche i primi versi.
Sotto la denominazione "pedalpiano", "piano-pédalier" o "Pedalflügel", si cela la storia di uno strumento musicale poco conosciuto, formato da due pianoforti sovrapposti, che affonda le sue radici nell'antico clavicordo e clavicembalo con pedaliera. Pare che Mozart stesso ne possedesse un modello, un fortepiano a pedali costruito per lui da Anton Walter, e che lo usasse nelle improvvisazioni in pubblico. C'è chi ritiene, addirittura, che i bassi da lui segnati nel manoscritto autografo del concerto K 466 si riferissero alla pedaleggiatura del suo doppio strumento. Sono solo ipotesi, ma certo è che Schumann volle nella sua casa di Dresda un Pedalflügel nel 1845 e, rimasto affascinato dalle potenzialità di questo strumento, gli dedicò alcune pagine magnifiche quali gli "Studi" op.56, gli "Schizzi" op.58, e le "Sei Fughe su B-A-C-H" op.60. Anche altri autori si confrontarono con il pedalpiano successivamente: da Franz Liszt, con la Fantasia e Fuga sul Corale "Ad nos, ad salutarem undam" dal Profeta di Meyerbeer, a Charles Valentin Alkan (1813 – 1888) che compose, tra le altre cose, "Dodici studi per soli piedi su pianoforte con pedaliera", il "Benedictus in Re min", "Undici Grandi Preludi" e una trascrizione dal "Messia di Haendel". Di lì a poco Charles Gounod arrivò a scrivere tre brani per pedalpiano e orchestra: la "Fantasia sull'Inno nazionale Russo", la "Suite Concertante" e la "Danza Rumena". La recente riscoperta del pedalpiano da parte di alcuni pianisti, che hanno imbastito interi recital con repertorio dedicato, ha spinto anche molti compositori contemporanei a confrontarsi con la scrittura per questo strumento. È il caso, su tutti, di Ennio Morricone che, nel 2011, dedica "Quarto Studio Bis" per pianoforte con pedaliera a Roberto Prosseda, brillante e mai scontato interprete che ci ha permesso di seguirlo in una trasferta con il suo pedalpiano al Festival "Armonia" di Ravello, accordandoci la possibilità di filmare le varie fasi di assemblaggio di questo curioso pianoforte doppio. Fino a qualche anno fa lo strumento suonato da Prosseda era stato il Doppio Borgato, costruito da Luigi Borgato, un accoppiamento di due gran coda da concerto, uno dei quali azionato da una pedaliera di 37 tasti. Una soluzione che, però, dava enormi problemi di costo negli spostamenti della tournèe, non essendo affatto agevole trasportare due gran coda in aereoplano. Perciò, spinto anche dalla richiesta oltreoceano dell'esecuzione del concerto di Gounod, il pianista di Latina si è trovato recentemente a pensare a una soluzione allo stesso tempo versatile e di qualità, che gli consenta di spedire ai concerti solo la pedaliera e ricreare un pedalpiano in loco usando due normali pianoforti a coda. Ad accogliere la sfida l'organaro Claudio Pinchi di Foligno che in meno di un mese ha brevettato il "Pinchi Pedalpiano System", con l'aggiunta di tre registri, il 16, l'8 e il 4 piedi. Grazie a questa nuova funzionalità, dunque, è possibile creare nuove possibilità timbriche suonando con i pedali anche due e tre ottave contemporaneamente. Cambia, ovviamente, in maniera radicale il modo di suonare rispetto ad un organo: si usa meno la metrica quantitativa, si gioca di più con dinamica e articolazione e di meno con la durata delle note.
Uno strumento curioso, che si era quasi estinto fino a qualche anno fa, sta ora tornando nelle sale da concerto. Abbiamo seguito il Maestro Roberto Prosseda nell’allestimento del suo pedalpiano al Duomo di Ravello.
La violenza nei confronti delle donne si manifesta in molteplici forme, anche più subdole di quella fisica: ci sono indelebili violenze psicologiche, ci sono violenze verbali e minacce, ci sono il mobbing sul posto di lavoro e lo stalking. L'escalation di casi di cronaca e il crescente numero di vittime ha portato all'istituzione nel 1999 da parte dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, un obiettivo importante che i governi devono perseguire con attenzione e impegno, vista la pericolosa portata del fenomeno, che degenera nel peggiore dei casi in femminicidio. La sensibilizzazione in occasione della Giornata non viene solo dalle associazioni, ma anche da chi godendo di una posizione "privilegiata" ne approfitta per fare sensibilizzazione e invitare alla riflessione. Lo ha fatto Chiara Ferragni per esempio, fortemente colpita da alcuni recenti casi di cronaca che hanno nuovamente messo in evidenza quanto sia pericoloso il maschilismo della nostra società, con le sue derive di violenza. E lo stanno facendo diverse star del mondo dello spettacolo e dello sport, che sui social stanno postando le loro foto col simbolo della giornata contro la violenza sulle donne: un segno rosso sotto l'occhio.
Il 25 novembre è la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Diversi esponenti del mondo dello sport e dello spettacolo per sensibilizzare il pubblico dei social su questo tema stanno pubblicando delle foto con un simbolo diventato già virale nel 2018: il segno rosso sotto l’occhio.
Nel corso della prima puntata de "L'Isola dei Famosi" c'erano due persone speciali ad assistere al clamoroso rinvio per le condizioni avverse del meteo. Erano Stefania Nobile e Wanna Marchi, le due epurate del format per ragioni di decoro, che hanno messo in scena il teatrino di una "contro-diretta" su Facebook in cui, rispondendo in tempo reale ai fan, forzavano la mano con commenti a caldo atti esclusivamente a sbeffeggiare i protagonisti. Frasi del tipo "Se ci fosse stata la Ventura…", "Se ci fosse stata Mara Venier…", una pantomima scialba che ha avuto il suo picco di euforia quando Alessia Marcuzzi si vede costretta ad annunciare la fine del programma anzitempo. A vedere il rinvio della prima puntata de "L'Isola dei Famosi", Stefania Nobile e Wanna Marchi a quel punto gridano "vittoria", uno spettacolo indegno e difficile da commentare. Due fattucchiere che non fanno nulla per negare il loro ruolo di gufoni virtuali: Abbiamo sabotato l'Isola! Esiste una regola di vita. Noi siamo "L'isola che non c'è", quella degli esclusi. Li facciamo morire tutti! Abbiamo parlato con Dio e lui ha detto ‘sì, avete subito un'ingiustizia e io li annego!' Con la Ventura non sarebbe successo, cambia mestiere. I calici di vino abbondano e Stefania Nobile si lascia andare tra nomi e cognomi, attacca Mediaset e difende Magnolia, poi apostrofa malissimo la Marcuzzi
Le due escluse hanno visto in diretta su Facebook l’Isola parlando male di tutti ed esultando al momento dell’annuncio del rinvio a questa sera per condizioni meterologiche avverse: “Ragazzi, rigate dritti perché abbiamo i poteri. Abbiamo sabotato l’Isola. Marcuzzi rifatti il culo, tira fuori la gamba perché hai fatto cagare”.
I numeri vincenti delle estrazioni di Lotto, 10eLotto e SuperEnalotto di giovedì 10 settembre 2020 in diretta su Fanpage.it. Stasera il jackpot del SuperEnalotto sale a 36,7 milioni, in crescita rispetto all'ultima estrazione e in attesa di un giocatore che centri il 6 o il 5+. Alle estrazioni del Lotto di stasera è associata anche la combinazione vincente del 10eLotto serale e i simboli fortunati del Simbolotto. Ecco i numeri del Lotto estratti oggi su tutte le ruote: Bari: 60 – 58 – 72 – 22 – 14 Cagliari: 76 – 53 – 55 – 86 – 16 Firenze: 25 – 65 – 84 – 41 – 4 Genova: 89 – 86 – 40 – 47 – 51 Milano: 74 – 50 – 66 – 75 – 1 Napoli: 7 – 63 – 60 – 44 – 28 Palermo: 38 – 63 – 41 – 83 – 39 Roma: 67 – 37 – 35 – 82 – 72 Torino: 70 – 34 – 83 – 77 – 14 Venezia: 74 – 77 – 79 – 54 – 19 Nazionale: 74 – 18 – 37 – 45 – 64 Il gioco del Lotto consiste nell'estrazione di 5 numeri tra 1 e 90 su 11 ruote: le quote del Lotto e le relative vincite sono fisse, a differenza delle quote del SuperEnalotto, che sono variabili. L'estrazione del Lotto di stasera si può verificare sul sito di Lottomatica, insieme all'elenco dei numeri ritardatari su tutte le ruote. Combinazione vincente SuperEnalotto: 87 – 78 – 80 – 46 – 48 – 67 Numero Jolly: 23 Numero Superstar: 56 Jackpot: 36.700.000€ L'estrazione del SuperEnalotto di stasera 10 settembre offre un jackpot di 36,7 milioni di euro. Si tratta di un montepremi interessante, in crescita rispetto all'ultima estrazione, che attende un fortunato vincitore. Le vincite e le quote del SuperEnalotto di oggi saranno disponibili a breve su superenalotto.com. Sul sito di Sisal si può consultare l'archivio del SuperEnalotto per le estrazioni precedenti.
La diretta delle estrazioni del Lotto, SuperEnalotto e 10eLotto di stasera, giovedì 10 settembre 2020. Il jackpot per il SuperEnalotto oggi sale a 36 milioni e 700mila euro, attesa per le quote e le vincite delle 3 lotterie. Ecco tutti i numeri fortunati di Lotto e 10eLotto e la sestina vincente del SuperEnalotto, con i risultati dei 3 concorsi a premi.
BlackBerry ha da poche ore annuncio il nuovo smartphone Android DTEK60, un dispositivo con display AMOLED da 5,5 pollici con risoluzione Quad HD (2560×1440 pixel) con un design identico a quello dell'attuale Alcatel Idol 4S. A caratterizzare questo nuovo dispositivo del produttore canadese troviamo infatti diverse novità tra le specifiche tecniche e l'utilizzo del sistema operativo di Google. Tra le caratteristiche tecniche del nuovo BlackBerry DTEK60 troviamo un processore Snapdragon 820 a 2,15 GHz, 4 GB di RAM, 32 GB di memoria di archiviazione (espandibili tramite schede microSD) ed una batteria da 3.000 mAh con tecnologia di ricarica rapida Quick Charge 3.0. A livello multimediale il nuovo DTEK60 di BlackBerry monta una fotocamera posteriore da 21 megapixel con apertura f/2.0, flash LED e registrazione video 4K ed una fotocamera frontale per i selfie da 8 megapixel con apertura f/2.2 e grandangolo.
BlackBerry ha da poche ore annuncio il nuovo smartphone Android DTEK60, un dispositivo con display AMOLED da 5,5 pollici con risoluzione Quad HD (2560×1440 pixel) con un design identico a quello dell’attuale Alcatel Idol 4S.
Ed eccoci a vivere con tutti gli appassionati di Lost le ultime ore che precedono il gran finale di stagione, e di serie, per Lost e i suoi protagonisti. Mancano ormai poco all'evento che in tutto il mondo unirà, con fusi orari diversi, tutte le menti dei fan che elaboreranno teorie e macineranno pensieri, per la prima volta tutti insieme. Intanto sul web non si ferma la Lost mania, si sprecano aste che mettono in vendita i gadget appartenuti ad ogni personaggio, nascono gruppi intenzionati a seguire con tanto di Lost Party torte e stuzzichini a tema le puntate, circolano video umoristici e battute ispirano vecchi leoni della tv come la Top Ten List di David Letterman, che la scorsa settimana è stata letta in diretta nel programma della CBS dai produttori. Più che un evento mediatico di portata mondiale, la fine di un'era che non solo ha rivoluzionato la scrittura di tutte le serie tv attualmente in onda, ma spesso ha superato i colossi cinematografici rubando pubblico alle sale, riuscendo a tenerlo incollato al divano. Se la vostra disperazione, che è anche la mia, è giunta a picchi inqualificabili sappiate che possiamo contare sui tre finali alternativi che la ABC ha voluto regalare ai suoi spettatori (forse anche per evitare fughe di notizie) e che sarò con voi alle sei del mattino, sveglia come un grillo per seguire la diretta sul canale 110 di Sky. Come il cinico Red nel famoso film Via col Vento si può tranquillamente dire Domani è un altro giorno, ma la lunga notte di Lost deve ancora iniziare per noi, fino a quando il buio e i titoli di coda segneranno il ritorno della luce.
Alle sei del mattino la diretta su Fox per seguire le ultime appassionanti avventure dei naufraghi più amati.
Ci sono le medaglie d'oro dello sport e quelle della vita: queste ultime brillano più delle prime e talora sciolgono il cuore. Barnaba Barcellona è un fondista vicentino di 29 anni, che lo scorso 25 settembre ha compiuto un gesto di grande fairplay in occasione della maratona di Berlino. Mancava poco all'arrivo, quando vicino alla Porta di Brandeburgo l'atleta azzurro si è fermato per soccorrere un altro concorrente in difficoltà, che non riusciva neanche a stare in piedi. A quel punto, assieme ad un altro atleta inglese, Barnaba lo ha preso sotto braccio, portandolo a tagliare faticosamente la linea del traguardo. Le immagini degli ultimi metri della gara sono diventate virali, illuminando l'immagine del ragazzo vicentino anche fuori dall'Italia. Per Barcellona si trattava dell'esordio assoluto in maratona, conclusa col tempo di 4 ore e 4 minuti, ben lontano dai primi, ma nella sua mente il ricordo di quanto accaduto a Berlino difficilmente scolorirà. "Nell'ultimo chilometro e mezzo, quando ho iniziato a raccogliere tutte le mie energie per l'ultimo sprint prima di intravedere la porta di Brandeburgo, ho notato a circa 30 metri dal traguardo, un atleta completamente stremato dalla fatica e privo di forze, che gattonava sull'asfalto per cercare di rialzarsi – racconta Barnaba al Giornale di Vicenza – Mentre gli altri maratoneti correvano con indifferenza, mi sono fatto coraggio prendendo per il braccio il malcapitato e, assieme a un altro maratoneta inglese, lo abbiamo sollevato in piedi portandolo fino al traguardo, dove ad attenderlo c'era l'ambulanza con il personale medico".
Barnaba Barcellona, 29enne fondista di Vicenza, non è un campione della maratona, ma lo scorso 25 settembre ha compiuto un gesto da campione della vita: l’atleta italiano si è fermato, quando mancava poco al traguardo della gara di Berlino, per soccorrere e portare al traguardo un altro concorrente in difficoltà.
Nella capitale dell'Indonesia si sono sposati in 15.000. Quasi 15.000 indonesiani delle classi popolari, appartenenti a varie religioni e da poco sposati, hanno partecipato ad una cerimonia di massa per ricevere i propri certificati di matrimonio. L'evento si è svolto al Palazzo dello Sport di Senayan, a Jakarta, che si è popolato di 4.541 coppie e di numerosi familiari ed amici.
Grande festa nella capitale dell’Indonesia Jakarta, dove 15.000 persone hanno ricevuto i certificati di matrimonio.
Negli ultimi tre anni è iniziato a circolare anche nell'ambito del giornalismo sportivo il termine "sarrismo". Un fatto curioso, e certo lusinghiero per l'allenatore Maurizio Sarri: è stato perfino registrato dalla sezione Neologismi del portale Treccani, che ne riporta alcune attestazioni salienti. Da un lato è evidente che il primo significato con cui è nata questa parola abbia strettamente a che fare col mestiere dell'allentatore, essendo un significato tecnico, di metodo: proprio come chiosa la Treccani si tratterebbe di una concezione di gioco "fondata sulla velocità e la propensione offensiva", ma dall'uso che ne viene fatto si può aggiungere a queste caratteristiche anche quella di un certo idealismo estetico, di un'opzione per il bel gioco. Il piacere e il divertimento che scaturiscono da questa impostazione sono un terreno fertile per gli usi estesi del sarrismo, che trova nella figura dell'allenatore una manifestazione diretta dello spirito e dei caratteri del popolo tifoso, in particolare parlando di Napoli, perché è nel triennio che Sarri ha passato a Napoli che questi caratteri si sono definiti in maniera evidente.
Sul termine “sarrismo” si sviluppa la discussione sul possibile passaggio di Maurizio Sarri alla Juventus. Un nuovo capitolo per il sarrismo, un neologismo che sembra sia destinato a durare e perfino a crescere, che ci parla di strategia nel gioco del calcio ma anche di identità, napoletana e non solo.
Ogni razza di cane ‘nasconde’ nel suo DNA alcuni tratti complessi della personalità, il cui sviluppo poi dipende dall’ambiente in cui l’animale cresce. La notizia arriva dai ricercatori della Universty of Arizona che su Biorxiv hanno pubblicato l’anteprima del loro studio intitolato “Highly Heritable and Functionally Relevant Breed Differences in Dog Behavior” in attesa di revisione e, si spera, di pubblicazione. Ma come hanno fatto a determinare che il comportamento dei nostri cani varia a seconda delle razze di appartenenza ed è altamente ereditabile? Scopriamolo insieme. Analisi genetica. Gli esperti hanno raccolto i dati da 17.000 cani di 101 diverse razze e ne hanno mappato il genoma, così facendo hanno scoperto l’esistenza di 131 siti del DNA che sono associabili al comportamento che caratterizza le varie razze, precedentemente schedato in 14 diversi tratti come aggressività, paura, addestrabilità, attaccamento e istinto predatorio. In pratica gli esperti hanno combinato tra loro migliaia di dati sul comportamento di singoli cani categorizzati per razza e migliaia di informazioni genetiche, così facendo hanno potuto comprendere l’ereditabilità dei 14 tratti della personalità che influenza del 15% la personalità. I tratti più diffusi. Gli scienziati non si sono fermati qui. Analizzando i loro dati, i ricercatori hanno infatti scoperto che alcuni tratti della personalità dei cani sono più ereditabili di altri, nello specifico: l’addestrabilità, l’aggressione verso gli estranei, l’istinto predatorio, l’attaccamento e l’attenzione. Non sorprende che questi tratti della personalità siano quelli che più facilmente ‘passano’ di cane in cane poiché rappresentano le caratteristiche per cui l’uomo ha iniziato a selezionare i cani per renderli compagni di vita utili in un’ottica mutualistica per cui noi siamo utili ai cani perché diamo loro da mangiare, e loro sono utili a noi perché ci proteggono e aiutano a recuperare il cibo, a gestire il gregge e molto altro. Forse già lo sapevamo. Che la razza di appartenenza di un cane influenzasse il suo comportamento già lo sapevamo grazie agli studi di etologia che hanno definito il concetto di ‘motivazione’, quella cosa per cui una data razza tende a comportarsi in un determinato modo poiché è per quello che è stata selezionata. Insomma, l’etologia ci aveva già spiegato che i cani da caccia sono predatori o che i Rottweiler invece ci difendono dagli estranei. Questo studio però è riuscito a trovare le basi genetiche del comportamento espresso (sempre però limitatamente a quel 15% sopra descritto). Attenzione però. Se è vero che ci sono basi genetiche in grado di spiegare parte della personalità del nostro cane, che possiamo anche definire con i termini ‘motivazione’ o ‘comportamento’, è anche vero che a definirla è anche (e soprattutto) l’ambiente: insomma, come cresciamo il nostro cane influenza il suo sviluppo comportamentale.
Uno studio in attesa di approvazione e pubblicazione dimostra le basi genetiche della personalità dei cani di razza: in pratica nel DNA è scritto come sarà il nostro cane. Lo studio dunque riesce a dare una dimostrazione genetica a ciò che l’etologia ha definito in questi anni, e cioè la motivazione di razza. Attenzione però, questo non significa che la personalità del nostro cane sia predeterminata del tutto.
Il plaid è una coperta immancabile in ogni casa. Morbido e caldo, nei mesi più freddi è utile per avvolgerci sul divano e tenerci al caldo mentre guardiamo la tv. Il plaid è una coperta aggiuntiva da tenere in casa perché può essere usata per svariati scopi. Infatti, oltre ad isolarci dal freddo, funge anche da complemento d'arredo donando quel tocco di colore in più alla stanza. È un accessorio comodo anche da portare in viaggio. Nato in Scozia, originariamente era realizzato con filamenti di lana e frange, nella classica fantasia a quadrettoni, il plaid ha subito diverse evoluzioni nel tempo. Comodo e pratico, oggi, è realizzato con svariati tessuti – pile, microfibra o cotone – e in molteplici fantasie, a tinta unita o stampe. È possibile scegliere tra coperte di grandi dimensioni per il letto matrimoniale o plaid più piccoli. La scelta dipende solo dal tipo di uso che ne vogliamo fare. Il mercato dei plaid è davvero molto ampio e vario, tra le marche migliori abbiamo Bassetti, Maison du Monde e Ikea, ma è possibile trovare delle buone soluzioni anche online nella sezione "Coperte e trapunte" di Amazon. Il prezzo, spesso, dipende dal tessuto. Anche se in genere un prezzo elevato è sinonimo di alta qualità, è possibile trovare coperte a medio prezzo ugualmente valide. Prima di leggere la pratica guida all'acquisto, vediamo insieme quali sono i migliori plaid coperta. Abbiamo stilato per voi una classifica dei migliori plaid in commercio. Sono stati scelti quelli con il miglior rapporto qualità/prezzo. Questa coperta Linen & Cotton è realizzata con lana merino al 100%. La fantasia è a spina di pesce sottile, perfetta sia per la camera da letto che per il soggiorno. Morbida, calda e naturale. Si consiglia il lavaggio a secco. Tuttavia, è possibile lavare questa coperta a mano o in lavatrice a basse temperature – massimo 30 ° C. Asciugare naturalmente. Il plaid Zollner è realizzato in poliestere al 100%, morbido sulla pelle. I nomi delle città sono state cucite con un filo fluorescente, così da farle brillare al buio. L'intensità dipende dalla luce assorbita. Potrete utilizzarlo sia come coperta per il soggiorno ma anche per la camera da letto. Il pile è facilmente lavabile fino a 40°C in lavatrice. Bedsure propone questa coperta in pile, naturalmente anallergica, è efficace per le persone che soffrono di allergie. La coperta è dotata di un classico rotolo a reticolo geometrico per adornare la tua stanza con un dinamico effetto dipinto a mano. Perfetta per dare un tocco di colore dal tuo soggiorno.
Il plaid è una coperta aggiuntiva da tenere in casa utilizzabile per diversi scopi. Indispensabile per affrontare le stagioni più fredde e non solo. Soffice e morbido, è perfetto per scaldarci la sera mentre siamo sul divano. Disponibili in svariate dimensioni e in diverse fantasie e colori, arredano e donano un tocco di colore alla nostra casa. Inoltre, sono comodi anche quando siamo in viaggio. Vieni a dare un’occhiata e scopri quali sono i migliori.
Dopo avervi parlato del corso mascherato dei carri allegorici del Carnevale di Viareggio, voliamo in un'altra città italiana dove è molto sentita questa festosa tradizione, che ricorre puntuale ogni anno tra il mese di Febbraio e quello di Marzo. Stiamo naturalmente parlando del Carnevale di Venezia, l'incantevole città lagunare che seduce ogni anno migliaia di turisti. In particolare, il 27 Febbraio è previsto uno specialissimo appuntamento nel capoluogo veneto. Si tratta del cosiddetto "volo dell'angelo", che quest'anno vedrà come protagonista la bella Silvia Bianchini, la quale con indosso un meraviglioso vestito bianco, si librerà dal Campanile di piazza San Marco. Il vestito della ragazza, vincitrice del concorso "Maria dell'anno 2010", sarà arricchito da un lungo mantello che riprodurrà i colori della bandiera italiana, in omaggio al 150 esimo anniversario dell'Unità d'Italia, i cui festeggiamenti si terranno nella giornata del 17 Marzo.
Uno degli appuntamenti più attesi del Carnevale di Venezia 2011 è quello del volo dell’angelo.
In Russia ha già sfigurato e ucciso migliaia di giovani e giovanissimi. In Italia è un fenomeno più recente e limitato ma già sta facendo sollevare l'allarme sociale. Stiamo parlando della cosiddetta Krokodil, che in russo significa letteralmente "coccodrillo": si tratta di una droga che si trova a bassissimo prezzo, anche due o tre euro a dose, perché fatta con sostanze facilmente reperibili come codeina (un analgesico), mixata con varie altre sostanze come benzina, olio e anche detersivi. Un mix assolutamente devastante per chi ne fa uso e che non lascia scampo, portando ad una morte atroce in poco tempo. I danni vengono causati già dalla prima assunzione con problemi al fegato, al cervello e al sistema nervoso in generale. Krokodil è una droga che fa parte della famiglia degli oppioidi. Per questo, tende ad amplificare ed accelerare gli effetti della codeina, venendo percepito come un antidolorifico che ha un effetto sedante e che è in grado di procurare una sensazione di benessere. A livello chimico è definita una desomorfina, con effetti analgesici molto più potenti della morfina. È molto pericolosa anche perché può essere preparata in casa con pochissimi ingredienti. Servono solo iodio, fosforo rosso (la polverina che si trova sulla punta dei fiammiferi), zolfo e codeina o metilmorfina per avere un mix che, in alcuni casi, dopo l'iniezione per via endovenosa, può rivelarsi letale per chi l'assume. Chi assume fa uso di questa droga perde completamente i freni inibitori e spesso diventa aggressivo arrivando anche a dare morsi e a compiere atti di cannibalismo, come accaduto in Russia. Volti sfigurati e pelle degli arti consumati sono le prime indicazioni. I danni peggiori sono però all'interno, visto che il Krokodil, il cui nome già evidenzia bene gli effetti che può provocare, mangia letteralmente gli organi dall'interno. Inoltre, nel punto in cui viene iniettato, può causare ulcere improvvise e molto gravi. In rapida successione si presentano poi infezioni e difficoltà nella circolazione sanguigna, che portano poi alla cancrena e nel maggior parte dei casi all'amputazione degli arti prima della morte. Gli effetti di questa droga sono stati mostrati per la prima volta in tv da Pablo Trincha in un servizio andato in onda su "Le Iene" del 2013 e da allora il suo consumo non ha accennato a diminuire. La nuova droga sintetica realizzata in Russia già all'inizio del Duemila sta prendendo piede anche in Italia. In particolare, è a Milano che sta scoppiando una vera e propria emergenza nelle zone della movida giovanile. Per questo anche le forze dell'ordine hanno intensificato i controlli per limitarne i danni. "È difficile pensare che chi consuma questa sostanza possa sopravvivere molti anni", ha confermato al Corriere della Sera Riccardo C. Gatti, responsabile del Dipartimento Dipendenze dell’ATS della città meneghina, dove son stati segnalati i primi casi a livello nazionale.
La sostanza che arriva dalla Russia ed è venduta a pochi euro corrode i tessuti portando alla cancrena e ala morte in poco tempo.
Da settimane ormai, Woody Allenè al centro del riaccendersi di una bufera mediatica che lo aveva già coinvolto molti anni fa, quando era in procinto di rompere definitivamente il suo rapporto sentimentale con Mia Farrow. Durante la cerimonia dei Golden Globe, quando gli è stato assegnato un premio alla carriera, la Farrow e suo figlio hanno twittato frasi pesanti in merito alle accuse che gli rivolgono di molestie sessuali. Sono seguiti nelle settimane successive prima una lettera shock della stessa Dylan, l'allora bambina che continua a dichiarare di aver subito una violenza da Allen, ed anche il riemergere di alcune affermazioni, forse ironiche, forse rivelatrici d'altro di un Allen che nel '76 parlava di "apertura mentale" e di farsi trovare con 15 dodicenni in una stanza. Ciò detto, il regista non aveva mai parlato in merito alla questione, il suo silenzio era stato tombale, assenza totale di clamore, così come ha sempre fatto in occasione di premi a lui destinati: se ne parlava, ma lui non c'era. Poi qualche giorno fa ha fatto sapere che avrebbe scritto una lettera in cui avrebbe chiarito la sua posizione. Lettera che puntualmente ha inviato al New York Times e i cui stralci chiariscono proprio il perché di questo silenzio: Ventuno anni fa, quando sentii che Mia Farrow mi accusava di molestie su minori, ho trovato l'idea talmente ridicola che non mi sono preoccupato. Eravamo coinvolti in una separazione terribilmente astiosa, e in una dura battaglia per la custodia dei figli: mi sembrava così ovvio che fosse una malevolenza inventata che non ho nemmeno assunto un avvocato per difendermi. È stato il mio avvocato d'affari che mi ha consigliato di rivolgermi a un penalista. E il regista prosegue nel sostenere che non credeva si sarebbe giunti concretamente ad una situazione come quella che presentatasi adesso, se non altro perché corroborata da una ferma convinzione: "Ho ingenuamente pensato che l'accusa sarebbe caduta perché ovviamente non avevo molestato Dylan e ogni persona razionale avrebbe considerato la manovra per quello che era. Il buon senso avrebbe prevalso. Dopotutto, ero un uomo di 56 anni che non era mai stato stato accusato di molestie su minori. Avevo frequentato Mia per 12 anni e mai mi aveva accusato di qualcosa di simile". La tesi sostenuta da Allen è quella in cui dice di aver sempre creduto, avendola i fatti sempre dimostrata, ovvero che l'accusa di molestie da parte di Dylan sia stata inculcata da Mia Farrow a lei e all'altro figlio Moses: Eppure Mia insisteva con le accuse e portò Dylan da un medico per essere esaminata. Dylan disse al dottore di non essere mai stata molestata. Mia la portò fuori a mangiare un gelato e quando tornarono aveva cambiato la sua storia. La polizia fece comunque partire le indagini. Mi sono sottoposto a un test della verità ed è risultato che non avevo nulla da nascondere. Ho chiesto a Mia di farne uno anche lei, ma si è rifiutata […] Intanto la polizia del Connecticut, con l'aiuto di una speciale unità investigativa, ha passato mesi a fare indagini arrivando a questa conclusione: "È nostra opinione che Dylan non sia stata abusata sessualmente da Mr. Allen. Inoltre, crediamo che le dichiarazioni di Dylan non si riferiscono ad eventi reali che si sono verificati il 4 agosto 1992. Nello sviluppare il nostro parere abbiamo considerato tre ipotesi per spiegare le dichiarazioni di Dylan. In primo luogo, che le dichiarazioni di Dylan fossero vere e che il signor Allen avesse sessualmente abusato di lei; in secondo luogo, che le dichiarazioni di Dylan non fossero vere, ma che fossero la conseguenza di un bambino emotivamente vulnerabile cresciuto in una famiglia problematica; la terza, che Dylan sia stata istruita o influenzata da sua madre, la signora Farrow. Mentre possiamo concludere che Dylan non abbia mai subito abusi sessuali, non possiamo sapere la verità sul resto. Cito Moses Farrow , 14 anni all'epoca: "Mia madre mi istigava a odiare mio padre". Oggi Moses ha 36 anni e di professione fa il terapeuta della famiglia. «Certo che Woody non ha molestato mia sorella», ha detto. «Lei lo amava e non vedeva l'ora di vederlo. Non si è nascosta da lui fino a quando nostra madre è riuscita a creare l'atmosfera di paura e di odio verso di lui. E con toni pacati e sobri Allen muove una stoccata alla sua ex moglie, basandosi sulla sua affermazione secondo la quale il figlio da loro concepito sia in realtà di Frank Sinatra: "Mi fermo qui per una breve parola sulla questione Ronan. È mio figlio o, come suggerisce Mia, è figlio di Frank Sinatra? Certo, assomoglia a Frank con gli occhi azzurri e i lineamenti del viso , ma se è così che cosa ci suggerisce questo? Che durante l'udienza di custodia Mia ha mentito sotto giuramento e ha falsamente rappresentato Ronan come nostro figlio? Anche se non fosse suo figlio, questo significa che Mia e Fran erano intimi durante la nostra relazione. Per non parlare di tutti i soldi che ho pagato per il mantenimento dei figli. Stavo mantenendo il figlio di Frank? Ancora una volta, voglio richiamare l'attenzione sull'integrità e l'onestà di una persona che si comporta in questo modo". E da qui conclude con le sue speranze per il futuro, consapevole di una situazione in cui sua figlia sia stata totalmente fuorviata nel pensiero dalla madree aggiungendo che, sulla vicenda, non proferirà più parola:
Dopo anni di silenzio il regista decide di parlare in una lettera al NYT e delle accuse mosse dai Farrow: nessuna molestia, la madre ha circuito i figli. Inoltre parla anche di Ronan, con una stoccata alla sua ex moglie.
Il Marsala è ufficialmente il Colore dell'Anno 2015: ogni anno Pantone, l'autorità mondiale in materia di colori, annuncia il suo colore di tendenza che influenzerà il design, la moda, il make up, la grafica, il decor, e tutti quei settori che basano sul colore la propria comunicazione. E se vi state chiedendo quale sia la tonalità indicata basta ricordare il famoso vino liquoroso italiano, il Marsala appunto, una sofisticata e calda miscela di rossi e viola. Il Colore del'Anno 2015 è classificato da Pantone con la sigla PANTONE ® 18-1438 Marsala, un colore molto versatile, robusto e terroso che aiuterà a rendere ogni ambiente più caldo e accogliente, secondo la tendenza del 2015. "Proprio come il vino liquoroso Marsala da cui prende il nome, questa tonalità di gusto incarna la ricchezza di un pasto soddisfacente. Mentre PANTONE 18-3224 Radiant Orchid, colore accattivante dell'anno 2014, ha incoraggiato la creatività e l'innovazione, Marsala arricchisce la nostra mente, il corpo e l'anima, trasuda fiducia e stabilità", ha detto Leatrice Eiseman, direttore esecutivo del Pantone Color Institute ®, "Il Colore della selezione annuale richiede un attento esame e, per arrivare alla selezione, Pantone percorre il mondo alla ricerca di influenze di colore. Questo può includere la moda e lo spettacolo – fra cui i film che sono in produzione, il mondo dell'arte, le destinazioni di viaggio popolari e le altre condizioni socio-economiche. Le influenze possono anche derivare dalla tecnologia, la disponibilità di nuove texture, gli effetti d'impatto del colore, o anche dalle prossime manifestazioni sportive che catturano l'attenzione di tutto il mondo".
Anche quest’anno Pantone ha annunciato il Colore di tendenza 2015: ecco 10 idee su come abbinare la tonalità Marsala in casa e nel design d’interni.
Quattro uomini, tra cui un sacerdote indù, sono stati accusati dello stupro e dell'omicidio di una bambina di 9 anni a Nuova Delhi, capitale dell'India, in un caso che ha evidenziato per l'ennesima volta il grave problema delle violenze sessuali e della discriminazione nei confronti delle caste nel Paese asiatico. I fatti, ha affermato il ministero degli Interni in un comunicato ufficiale, risalgono allo scorso 1° agosto. I quattro rischiano la pena di morte se giudicati colpevoli. La giovanissima vittima apparteneva alla comunità dalit indiana, la più oppressa nella gerarchia basata sulle caste dell'induismo, ha affermato alla CNN l'alto funzionario di polizia Ingit Pratap Singh. La bimba sarebbe stuprata in gruppo e poi uccisa in un distretto sud-occidentale della capitale indiana, dopo che era andata a prendere l'acqua in un crematorio. Sarebbe stato lo stesso sacerdote accusato dello stupro a lanciare l'allarme, mostrando il corpo della piccola alla madre: "L'ha fatta andare al crematoria e le ha detto che era morta fulminata", ha aggiunto Singh. Il prete e altri tre dipendenti hanno convinto la madre a cremare il corpo nella stessa struttura, sostenendo che sarebbe stato un problema coinvolgere la polizia. Il corpo della ragazza è stato così cremato, alla presenza dei genitori, ha aggiunto il poliziotto. Ma l'incidente ha suscitato forte scalpore nel villaggio della vittima, dove quella stesa notte si sono radunati circa 200 abitanti del villaggio, chiedendo giustizia. La polizia ha quindi arrestato i quattro uomini accusati dell'omicidio della ragazza, secondo Singh. "Sono seguiti giorni di proteste a Nuova Delhi quando centinaia di manifestanti si sono radunati chiedendo la responsabilità per la morte della bambina" ha aggiunto il funzionario. Anil Kumar, un manifestante di 46 anni, ha detto che "a Nuova Delhi c'è completa anarchia, tutto è illegale". "Una bambina di 9 anni è stata violentata e l'amministrazione dorme", ha detto. "Vogliamo la punizione più severa per gli accusati, il governo deve dare l'esempio. La sicurezza delle donne non può essere presa alla leggera".
I fatti sono avvenuti lo scorso 1° agosto a Nuova Delhi. La vittima (appartenente alla comunità dalit indiana, la più oppressa nella gerarchia basata sulle caste dell’induismo) si era recata in un crematorio per prendere dell’acqua. Un sacerdote indù e tre operai della struttura rischiano la pena di morte se giudicati colpevoli.
A distanza di oltre un mese dal referendum per l'indipendenza, la Catalogna è ancora nel caos e sembra che la situazione si stia complicando ogni giorno di più. Nonostante gli svariati avvertimenti lanciati dal governo centrale di Madrid nel corso delle ultime settimane, il parlamento catalano non ha acconsentito a convocare le elezioni anticipate per evitare il commissariamento della Generalitat con l'applicazione dell'articolo 155, ma anzi ha rilanciato votando a favore della costituzione della Repubblica catalana e, dunque, riconoscendo il risultato referendario dello scorso primo ottobre. Per contrastare la nascita della Repubblica di Catalogna e impedire la secessione della regione autonoma dalla Spagna, il governo centrale ha immediatamente proceduto con il sottoporre al parlamento spagnolo la richiesta di attivazione delle procedure consentite dal 155 e in seguito ha commissariato le istituzioni catalane destituendone i vertici e chiedendone l'incriminazione per ribellione. Il presidente Puigdemont, insieme ad altri membri del governo catalano, è fuggito in Belgio e lì ha dichiarato di non essere intenzionato a tornare in patria in mancanza di garanzie processuali: "Tornerò in Catalogna quando mi verrà garantito un processo giusto, non è una questione con il Belgio, sono qui perché Bruxelles è la capitale europea e chiediamo una reazione dell’Unione perché la Spagna calpesta tutti i suoi valori fondanti come democrazia e libertà politica. La denuncia del procuratore spagnolo persegue idee e persone e non un reato". Nonostante la fuga di Puigdemont, in Spagna il procedimento giudiziario richiesto dal governo centrale sta comunque andando avanti e dopo l'incriminazione, è arrivata la richiesta della procura generale, la quale ha chiesto alla giudice della Adiencia Nacioanl Carmen Lamela la detenzione preventiva senza cauzione per tutti i membri del Govern catalano accusati di "ribellione", ad esclusione dell'ex ministro Santi Villa che si era dimesso il giorno prima della dichiarazione di indipendenza. La richiesta è stata accettata dalla giudice.
La procura spagnola ha richiesto alla giudice titolare del procedimento di procedere con l’applicazione della custodia cautelare senza cauzione per tutti i membri del governo catalano accusati di “ribellione”.
I benefici sono superiori ai rischi, secondo l'Agenzia europea del farmaco, l'Ema, per quanto riguarda il vaccino contro il Covid di AstraZeneca. La polemica non tende a placarsi e la paura di possibili effetti collaterali si diffonde nella popolazione, tanto che il presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha avuto un colloquio telefonico con la presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen. Secondo fonti di Palazzo Chigi, dalla conversazione è emerso che non c'è alcuna evidenza – al momento – di nessi causali tra i casi di trombosi che sono stati registrati in questi giorni in tutta Europa e la somministrazione del vaccino dell'azienda britannica. Durante la telefonata tra Draghi e Von der Leyen, la presidente della Commissione Ue ha annunciato al presidente del Consiglio che l'Ema ha già avviato una "ulteriore review accelerata" sul vaccino di AstraZeneca. Nel frattempo la somministrazione del vaccino è stata sospesa in diversi Paesi europei: Danimarca, Norvegia e Islanda. Mentre Italia e Austria hanno bloccato l'utilizzo di un lotto specifico. L'Aifa ha comunicato di aver deciso lo stop in via precauzionale, ma – anche in questo caso – di non aver riscontrato evidenze sugli eventi avversi di questi giorni.
In un colloquio telefonico tra Mario Draghi e Ursula Von der Leyen, la presidente della Commissione Ue ha spiegato al presidente del Consiglio che non ci sono nessi tra i casi di trombosi che sono stati registrati in Europa e la somministrazione del vaccino di AstraZeneca. L’Ema ha avviato una “ulteriore review accelerata”, ha aggiunto Von der Leyen.
Frutta, uova e verdura hanno una vita segreta dedicata allo sport, lo avreste mai immaginato? Vere e proprie acrobazie su mini skateboard si verificano nelle nostre cucine e i protagonisti sono banane impavide e pomodori coraggiosi. Qualcuno riesce nella temeraria impresa, qualcuno altro non ce la fa, ma in ogni caso hanno dato vita ad un vero spettacolo. Sembra essere questa la vera vocazione dei prodotti alimentari fotografati da Benoit Jammes che ha immaginato frutta e verdura alle prese con i pattini. La cucina diventa un improbabile skate park nel lavoro "Skitchen" del giovane fotografo parigino. Appassionato di pattinaggio, snowboard, o qualsiasi tipo di sport folle, Benoit Jammes sin da piccolo amava stare sui suoi pattini. Da grande questa sua passione è diventata un'opera d'arte e il suo lavoro, ma a pattinare non è più lui bensì un gruppo di prodotti alimentari amanti dello sport. Quello che accade in cucina quando si accendono i riflettori ha dello straordinario: banane che impennano su mattarelli, kiwi che provano salti dal lavandino, uova che costeggiano il bordo pentola, peperoni sull'orlo del precipizio, cipolle temerarie sul filo di uno spaghetto, patate pronte al sacrificio, arance in equilibrio, limoni da vere acrobazie e pomodori un po' più sfortunati nell'impresa. Oggi Jammes preferisce una grande cena ad una lunga sessione di sport ma "chi ha detto che non bisogna giocare con il cibo?". Skitchen è la risposta. E qui riportiamo una simpatica auto-intervista (sulla falsa riga della regola delle 5 W) del giovane fotografo parigino: Dove? Più o meno a Parigi Quante? 34 stampe Cosa? Progettazione, pittura, fotografia, disegno Perché? Perché fare delle cose con le mani per gli occhi è geniale. Come? Con la voglia e un po' di caffè
Anche frutta e verdura amano lo sport o almeno è quello che immagina Benoit Jammes che nelle sue fotografie immortala i prodotti alimentari alle prese con i pattini.
Regolamento di condominio Il regolamento di condominio ha la funzione di individuare le regole di funzionamento del condominio. Le regole di funzionamento del condominio possono avere diversi contenuti, infatti, il regolamento di condominio può regolare la vita amministrativa del condominio (come, ad esempio, lo svolgimento dell'assemblea ecc.), ma può anche imporre dei limiti all'uso delle unità immobiliari (come, ad esempio, prevedere il divieto di locare l'immobile con una particolare destinazione o il divieto di destinare beni condominiali ad un particolare uso). Preso atto che il regolamento condominiale può imporre limitazioni ai poteri e alle facoltà spettanti ai condomini sulle parti di loro esclusiva proprietà, occorre sottolineare che il legislatore (nel codice civile relativamente alle norme in materia di condominio) non si cura di individuare dei limiti (generali) all'uso delle unità immobiliari comprese nel condominio, quindi, di solito, tali limiti sono delle scelte discrezionali dell'originario ed unico proprietario dell'edificio. Quando un regolamento di condominio contiene dei limiti all'uso della proprietà privata, di solito, da un lato, sorge il problema delle formalità attraverso le quali si può rendere opponibile il limite a tutti gli acquirenti dell'immobile e, dall'altro, si pone la questione di come inserire (o eliminare) e/o di far rispettare un qualsiasi limite presente nel regolamento di condominio. L'aspetto meno controverso relativo a questo tipo di clausole è quello connesso l'inserimento (e/o eliminazione) del limite: è sempre richiesto il consenso di tutti i proprietari e non solo il consenso dei partecipanti all'assemblea di condominio. Le limitazioni ai poteri e alle facoltà spettanti ai condomini sulle parti di esclusiva proprietà contenute nei regolamenti di condominio sono obbligatorie (e, quindi, devono essere rispettate) quando sono enunciate in modo chiaro ed esplicito nel medesimo regolamento e, inoltre, sono vincolanti anche per gli acquirenti dei singoli appartamenti qualora, indipendentemente dalla trascrizione, nell'atto di acquisto si sia fatto riferimento al regolamento di condominio, che – seppure non inserito materialmente – deve ritenersi conosciuto o accettato in base al richiamo o alla menzione di esso nel contratto. Risulta evidente che, in base a tale ricostruzione, sussiste l'obbligo di rispettare il limite previsto nel regolamento di condominio se tale regolamento è conosciuto dal proprietario dell'immobile, (se è conosciuto il regolamento è conosciuta e si deve rispettare alche la clausola con il limite) non essendo richiesta nessuna altra formalità. Risulta evidente che far derivare dalla mera conoscenza di un regolamento di condominio anche la conoscenza di una specifica clausola è un percosso logico che desta qualche perplessità, quanto meno perché colui che subisce il limite si troverebbe esposto a qualsiasi vincolo senza possibilità concreta di valutazione della situazione.
La Cassazione del 18.10.2016 n. 21024 ha stabilito che la clausola di un regolamento condominiale che limita la destinazione delle proprietà esclusive, incidendo sull’esercizio del diritto di ciascun condomino, deve essere ricondotta alla categoria delle servitù atipiche, e non delle obligationes propter rem. Pertanto, l’opponibilità ai terzi acquirenti di tali limiti va regolata secondo le norme della servitù, e dunque avendo riguardo alla trascrizione del relativo peso, indicando nella nota di trascrizione, ex art. 2659 comma 1 n. 2 cc e 2665 cc, le specifiche clausole limitative, non essendo sufficiente il generico rinvio al regolamento condominiale.
Maxi incidente sull'autostrada A9, nel tratto tra Saronno e Uboldo. Stando alle prime informazioni riportate da Areu, l'incidente è avvenuto verso le 14 di oggi venerdì 10 settembre e ha coinvolto sei persone. Alcuni degli automobilisti sono ora ricoverati in ospedale in gravi condizioni. Tra le persone coinvolte anche una bimba di 4 mesi, trasportata in codice giallo con un trauma lieve al volto, e un bambino di 3 anni. La più grave tra i feriti è una donna di 63 anni con un grave trauma cranico e alla schiena. Subito è stato lanciato l'allarme. Sul posto sono intervenute 5 ambulanze, 3 automediche e anche l'elisoccorso: paramedici e medici sono corsi subito in soccorso delle vittime. Intanto sul luogo dell'incidente sono intervenute anche le forze dell'ordine per gestire anche il traffico lungo l'autostrada: è stata segnalata una coda di 4 chilometri in direzione Milano con anche alcuni rallentamenti nel senso opposto. Ora la polizia stradale di Novate sta provvedendo a tutti i rilievi del caso, così come i vigili del fuoco di Varese intervenuti per l'aiuto ai soccorsi e per rimuovere le due auto e il mezzo pesante coinvolto. Bisognerà attendere qualche ora per sapere le condizioni sanitarie degli automobilisti ricoverati in ospedale.
Sei persone sono rimaste ferite in un maxi incidente nel primo pomeriggio lungo l’autostrada A9 nel tratto da Saranno e Uboldo: di queste alcune sono state ricoverate in ospedale in gravi condizioni. Tra i feriti anche una bambina di 4 mesi e un bimbo di 3 anni. Sul posto sono intervenute 5 ambulanze, 3 automediche e anche l’elisoccorso. Subito si sono create lunghe code in entrambe le direzioni.
Durante la vita matrimoniale entrambi i coniugi sono obbligati a provvedere ai bisogni della famiglia, in base alle proprie sostanze e in base alle proprie capacità. Nella nozione legislative di famiglia rientrano i figli e l’altro coniuge. In generale la fonte normativa di questi obblighi reciproci è l’art. 143 c.c., il quale ( rubricato con il titolo di “diritti e doveri reciproci dei coniugi”), afferma che “Con il matrimonio il marito e la moglie acquistano gli stessi diritti e assumono i medesimi doveri. Dal matrimonio deriva l'obbligo reciproco alla fedeltà, all'assistenza morale e materiale […..]. Entrambi i coniugi sono tenuti, ciascuno in relazione alle proprie sostanze e alla propria capacità di lavoro professionale o casalingo, a contribuire ai bisogni della famiglia”. Anche quando finisce il legame matrimoniale e, precisamente, dalla separazione (consensuale o meno) e dal divorzio possono derivare carico, di uno dei coniugi obblighi di mantenimento verso l'altro coniuge o verso i figli (minori o maggiorenni non autosufficienti). Gli obblighi di mantenimento sono – generalmente – configurati come il versamento di una data somma di denaro. Relativamente ai figli la fonte di questi obblighi si rinviene negli articoli 155 c.c. (rubricato con il titolo di “Provvedimenti riguardo ai figli”) il quale prevede che in caso di separazione personale dei genitori il figlio minore ha il diritto di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno di essi, di ricevere cura, educazione e istruzione da entrambi e di conservare rapporti significativi con gli ascendenti e con i parenti di ciascun ramo genitoriale. Per realizzare la finalità indicata il giudice che pronuncia la separazione personale adotta i provvedimenti relativi alla prole […..] fissando altresì la misura e il modo con cui ciascuno dei genitori deve contribuire al mantenimento, alla cura, all'istruzione e all'educazione dei figli”. Relativamente ai coniugi la base normativa di questi ulteriori obblighi si rinviene, quanto alla separazione, nell’art. 156 c.c. (rubricato con il titolo di “Effetti della separazione sui rapporti patrimoniali tra i coniugi”) il quale prevede che “Il giudice, pronunziando la separazione, stabilisce a vantaggio del coniuge cui non sia addebitabile la separazione il diritto di ricevere dall'altro coniuge quanto è necessario al suo mantenimento, qualora egli non abbia adeguati redditi proprii”. Quanto, invece, al divorzio (scioglimento o cessazione effetti civili del matrimonio) gli obblighi di mantenimento trovano la loro fonte nell'art. 5 della legge del 1 dicembre 1970 n. 898 il quale prevede che “Con la sentenza che pronuncia lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio, il tribunale, tenuto conto delle condizioni dei coniugi, delle ragioni della decisione, del contributo personale ed economico dato da ciascuno alla conduzione familiare ed alla formazione del patrimonio di ciascuno o di quello comune, del reddito di entrambi, e valutati tutti i suddetti elementi anche in rapporto alla durata del matrimonio, dispone l'obbligo per un coniuge di somministrare periodicamente a favore dell'altro un assegno quando quest'ultimo non ha mezzi adeguati o comunque non può procurarseli per ragioni oggettive [….].” Al coniuge che ha violato gli obblighi nascenti dal matrimonio, la cui violazione ha prodotto la fine dell'unione coniugale, può essere addebitata la separazione (c.d. addebito della separazione), una delle conseguenze dell'addebito della separazione è data dal fatto che il coniuge al quale è addebitata la separazione non ha diritto al mantenimento. Il coniuge a cui è stata addebita la separazione conserva l'obbligo di mantenimento verso l'altro coniuge e verso i figli. Gli operatori giuridici che si occupano quotidianamente di separazioni e divorzi sono coscienti di quanto è difficile quantificare, in denaro, gli obblighi di mantenimento, del resto, gli stessi operatori sono coscienti che la maggior parte delle separazioni contenziose sono dovute alla difficoltà (oggettive e/o soggettive) di giungere ad una quantificazione, ecco il motivo per il quale la quantificazione è opera del giudice (quando manca un accordo sul quantum del mantenimento).
L’art. 570 cp e l’art. 3 della legge 8.02.2006 n. 54 sanzionano la violazione dell’obbligo di assistenza familiare o dell’obbligo del mantenimento, verso i figli e l’ex coniuge, derivanti dai patti e dalle condizioni della separazione o del divorzio.
Chi ha assistito alla scorsa puntata del trono blu di Uomini e Donne non avrebbe scommesso su Luna Di Nardo nemmeno un centesimo. La ragazza, corteggiatrice napoletana, era arrivata a Uomini e Donne dopo l'esperienza a X Factor che l'aveva già resa nota negli ambienti legati al piccolo schermo. Il puntiglioso Alessandro Pess, avendola conosciuta, aveva deciso di scartarla a priori, non prima però di aver provato a "terrorizzarla" in occasione della loro unica esterna. A merito della giovane va detto che ha saputo tenere duro. Grintosa e sicura di riuscire a spuntarla, aveva rifiutato di abbandonare il programma dopo che l'attore l'aveva eliminata, perchè sicura che Alessandro avrebbe presto cambiato idea.
Luna Di Nardo, ex protagonista di X Factor diventata da poco corteggiatrice di Alessandro Pess a Uomini e Donne, è riuscita nell’intento di intrigare il tronista che, dopo averla cacciata in malo modo, ha acconsentito a tenerla tra le sue corteggiatrici.
Secondo quanto riportato nel corso delle ultime ore dall'analista di Needham, Laura Martin, il grande successo di Pokémon Go rappresenta una fortuna non solo per il team di Niantic e Nintendo ma anche per le piattaforme che ne permettono la distribuzione come l'App Store di Apple ed il Play Store di Google. Nel dettaglio, stando ai dati rilasciati dall'analista, la nuova applicazione per smartphone di Pokémon avrebbe generato guadagni superiori ai 3 miliardi di dollari per l'azienda di Cupertino. Stando alle stime riportata da numerose testate giornalistiche, ad oggi Pokémon Go ha guadagnato più di 7 miliardi di dollari. Per quanto riguarda i guadagni dell'azienda californiana, l'analista Laura Martin ha confrontato il successo di Candy Crush Saga con il nuovo Pokémon Go. Evidenziando che Apple trattiene circa il 30% degli introiti degli sviluppatori, la responsabili dell'azienda di analisi Needham ha ipotizzato i guadagni generati dall'azienda della mela morsicata in base al numero di download dell'app. Tra il 2013 ed il 2014 il gioco Candy Crush ha generato circa 10 miliardi di introiti. Quindi, visto il grande successo del gioco per dispositivi mobile Pokémon Go che sembra aver ricevuto 10 volte il numero di download di Candy Crush, Apple potrebbe generare un guadagno dal revenue sharing pari a circa 3 miliardi di dollari. Ecco le parole dell'analista Laura Martin di Needham:
Secondo quanto riportato nel corso delle ultime ore dall’analista di Needham, Laura Martin, il grande successo di Pokémon Go rappresenta una fortuna non solo per il team di Niantic e Nintendo ma anche per le piattaforme che ne permettono la distribuzione come l’App Store di Apple ed il Play Store di Google.
Kirk Douglas è, senza dubbio, una delle leggende viventi della storia del cinema. L'attore, 101 anni compiuti lo scorso 8 dicembre, protagonista di alcune pietre miliari del grande schermo, da "Spartacus" a "Orizzonti di Gloria", è salito sul palco dei Golden Globes 2018 (qui tutti i vincitori della serata) insieme alla nuora Catherine Zeta-Jones, che l'ha giustamente presentato come uno dei volti più rappresentativi della grande storia della settima arte. Kirk Douglas è stato giustamente omaggiato di una standing ovation da parte della platea, in cui presenziavano i nomi e i volti di cinema e tv premiati quest'anno. Tutti in piedi a tributare Douglas di un grande omaggio, che lo ha naturalmente commosso. L'attrice, moglie di Michael Douglas, lo ha introdotto rimarcando la sua storia professionale, che non gli ha sempre riservato momenti edificanti. Kirk Douglas è stato infatti tra i nomi di maggiore spicco ad essere inserito nella cosiddetta "Lista nera di Hollywood", ovvero la pratica consolidata, nei decenni post-bellici, di negare lavoro a sceneggiatori, attori, registi, musicisti e altri professionisti dello spettacolo americani sospettati di simpatie per il partito Comunista americano, o comunque poco collaborativi con le logiche maccartiste di sospetto e paura nei confronti delle influenze dell'allora unione Sovietica. La Blackmail list, che ha rovinato la carriera di molti artisti, non è mai stata palese, eppure nel 1991, come ha sottolineato Catherine Zeta-Jones, Douglas "è stato riconosciuto dalla Writers Guild of America (il sindacato che difende gli sceneggiatori, ndr) come uno dei nomi inseriti nella Lista Nera di Hollywood". Nonostante l'età avanzata e le difficoltà espressive, l'attore ha trovato anche la forza per qualche parola che ha reso il momento ancora più toccante e di certo uno dei più significativi di questa edizione dei premi assegnati dalla stampa estera: "Catherine, hai detto tutto. Avrei voluto preparare un discorso, ma questo devo dirlo – ha aggiunto dopo una pausa e col sorriso – non avrei saputo fare di meglio".
Accompagnato da sua nuora Catherine Zeta-Jones Douglas è stato accolto da una standing ovation. L’attore, 101 anni, è il più anziano interprete maschile premio Oscar ancora in vita.
Se qualcuno avesse voluto scrivere una sceneggiatura per il ritorno di Cristiano Ronaldo a Old Trafford in maglia Manchester United dopo 12 anni, non avrebbe potuto farla più commovente. Nel vero senso del termine, visto che mamma Dolores – al quale il fuoriclasse portoghese è legatissimo – è scoppiata a piangere quando ha visto suo figlio gonfiare la rete alla fine del primo tempo del match contro il Newcastle. Un gol seguito poi dalla doppietta personale ad inizio ripresa – dopo il momentaneo pareggio ospite – prima che Bruno Fernandes e Lingard arrotondassero il risultato per il 4-1 finale. CR7 is back, urlano in Inghilterra, mentre i tifosi dei Red Devils si lustrano gli occhi – umidi anche per molti di loro – riabbracciando il 36enne campione, tornato inaspettatamente alla base negli ultimi concitati giorni di mercato. E poiché gli sceneggiatori quando si impegnano riescono a partorire delle trame da Oscar, è accaduto che a migliaia di chilometri di distanza da Manchester Pavel Nedved apprendesse in tempo reale del gol di Ronaldo, mentre veniva intervistato da DAZN nel prepartita del big match dei bianconeri a Napoli. Il vicepresidente della Juventus non ha battuto ciglio: "Ronaldo ha già segnato? Non mi sorprende il gol di Cristiano". CR7 è ormai il passato per la Juve, impegnata ora nella difficile risalita dopo la pessima partenza in campionato che ha i visto i bianconeri quasi fermi al palo, con un solo punto portato a casa nelle prime due partite. Del resto che il campione di Funchal sia ancora in grado a 36 anni di segnare valanghe di gol, nessuno lo ha mai messo in dubbio a Torino: adesso tocca ad Allegri dimostrare che aveva ragione nel ritenere già due anni fa che Ronaldo stesse "bloccando la crescita della squadra e della società". Intanto a Old Trafford domina nuovamente il ‘Siuuuu' marchio di fabbrica del cinque volte Pallone d'Oro.
Il tempo è andato indietro di 12 anni a Old Trafford, quando Cristiano Ronaldo è tornato al gol con la maglia del Manchester United contro il Newcastle: una doppietta che ha fatto esplodere i tifosi dei Red Devils e commosso mamma Dolores, presente sugli spalti. A migliaia di chilometri di distanza Pavel Nedved ha appreso tutto in diretta.
Sentiva uno strano dolore all'altezza delle tonsille da ormai cinque giorni e così si è recata al St. Luke's International Hospital di Tokyo. I medici si sono subiti accorti che c’era qualcosa di strano nella gola della paziente proprio all'altezza della tonsilla sinistra aveva un verme nero che si stava contorcendo. Era uno pseudoterranova azarasi, un parassita lungo 38 millimetri e largo 1,5. La donna, 25enne, ha rivelato agli specialisti di aver iniziato a sentire dolore dopo aver consumato un piatto di "sashimi assortito", pesce crudo. Nella ricerca, che è stata pubblicata sulla rivista scientifica American Journal of Tropical Medicine and Hygiene, sono stati i medici ad aver collegato quel pasto di sashimi all'arrivo dell'ospite nel corpo della giovane. Il parassita di solito si deposita nello stomaco ed è necessaria una endoscopia per rimuoverlo. In questo caso, invece, era una larva in quarto stadio che stava crescendo attorno alla tonsilla. Lo pseudoterranova è un genere di parassita della famiglia dell'Anisakis, particolarmente presente nel pesce crudo e che può causare l'anisakidosi, malattia che causa circa 20mila casi ogni anno. Gli autori dello studio, del St. Luke's International Hospital di Tokyo, evidenziano come si tratti di un evento raro, ma il parassita "può infettare gli esseri umani che consumano pesce crudo o poco cotto, tra cui sushi e sashimi".
Il caso di una 25enne di Tokyo che ha iniziato a lamentare dolore alla gola dopo aver mangiato sashimi. All’interno c’era un ‘pseudoterranova azarasi’, un parassita lungo 38 millimetri e largo 1,5…
Scandalizzarsi sembra non essere più una delle possibili reazioni dello spettatore del nostro tempo. Questo dipende, forse, dallo sdoganamento di ogni tabù, dall'esposizione disinibita e ostentata del corpo, "posato", messo in posa ma anche messo da parte, per fini pubblicitari, o anche dall'assuefazione per lo scontro dialettico estremamente violento e per la contiguità di ogni tipo d'informazione, asetticamente "contenuta" in contenitori multifunzione, dove guerra, sport e cronaca multicolore stanno insieme senza soluzione di continuità; azzeccati con la colla, probabilmente "Saratoga" (che, Attenzione!, è un marchio registrato ©). Forse. O forse non ci scandalizza più perché non c'è pericolo. Tutto è spettacolo, anche l'arte è spettacolo, e lo spettacolo è innocuo. Il mondo non cambierà mica con un film o con una mostra d'arte contemporanea! E poi, non è "evasione", ad esempio, il teatro? Dopo 8 ore di lavoro, 8 se mi è andata bene (e se un lavoro ce l'ho), a teatro mi diverto, divago, divergo. A teatro mi rilasso. Quanto mi piace: io amo il teatro! E però, cos'è lo scandalo? Lo scandalo è di "ostacolo" a questa evasione: un rigurgito morale per una consuetudine infranta, per un'aspettativa disattesa, o addirittura l'anticamera del cambiamento, che, si sa, passa sempre per una crisi. Forse lo scandalo è uno scandaglio; è, in potenza, un barlume di autocoscienza ancora da sviluppare. Dunque non ci si scandalizza più perché non c'è alcuna prospettiva di riconoscersi, di cambiare; alcuna prospettiva di coscienza, alcuna prospettiva di conoscenza di sé e del mondo? E così Jan Fabre, l'epigono del teatro e dell'arte scandalosa degli anni '80, viene oggi celebrato, Allora ci tuffiamo nel mondo di Jan Fabre, Voglio sottoporre a torture il mio corpo, far soffrire il mio corpo, far morire il mio corpo, far resuscitare il mio corpo in modo da poter staccare mediante questo processo di morte e rinascita il mio corpo dalla realtà per donarlo all’arte. Jan Fabre
Intervista al regista, artista, coreografo e performer fiammingo che, a cura di Germano Celant, espone 800 tra documenti, opere e elementi delle performance dal 1976 a oggi e ripropone, per Romaeuropa, due suoi classici per il teatro.
Per i ragazzi di Amici arriva la parte più difficile. Da domenica 17 gennaio, infatti, l’accademia televisiva di Maria De Filippi approda alla fase finale, quella della diretta della prima serata di Canale5. Uno dei ragazzi di talento che in questa edizione è entrato subito nel cuore del pubblico, uno dei favoriti per la vittoria, è Matteo Macchioni, da sempre in testa alla classifica di gradimento. E’ un ragazzo dalla faccia pulita, timido, beneducato, ma soprattutto con la sua voce da tenore canta arie e romanze d’opera. Nato a Sassuolo, in provincia di Modena, 26 anni fa, non proviene da una famiglia di musicisti ed è figlio unico. Matteo si è diplomato all’Istituto tecnico per geometri e dopo anche, a pieni voti, in pianoforte. In seguito si è appassionato alla lirica, ed è proprio con la lirica che la vita di Matteo ha una svolta. Una svolta il cui artefice è il professor Claude Thiolas, nome molto noto in questo settore e suo maestro di canto. Ad Amici il ventiseienne modenese è arrivato grazie al padre che lo ha iscritto al provino e lo ha convinto a dare il meglio della sua voce per poter entrare nella scuola di Maria De Filippi. Lui sogna il palco del teatro lirico, ma potrebbe essere più vicino ad Andrea Bocelli , un perfetto equilibrio tra musica leggera e lirica. Vedremo. E intanto per il pubblico di Amici è già una stella.
Dal 17 gennaio il programma della De Filippo entra nella fase finale, scopriamo la storia di uno dei protagonisti.
Vincente Minnelli, nel 1951, portava nelle sale uno dei musical più acclamati e premiati della storia del cinema. “Un americano a Parigi”, con i grandissimi Gene Kelly e Leslie Caron, fu presentato in concorso al Festival di Cannes e riuscì a portare a casa il Golden Globe come Miglior film commedia o musicale e ben 6 Oscar (Miglior film, Migliore sceneggiatura originale, Migliore scenografia, Migliore fotografia, Migliori costumi e Migliore colonna sonora). Inserito tra i cento migliori film statunitensi di sempre dall'American Film Institute, grazie alle musiche di Saul Chaplin e George Gershwin, a canzoni intramontabili come “Our Love Is Here To Stay”, “Stairway To Paradise”, “I Got Rhythm” e ai meravigliosi balletti di Gene Kelly , “Un americano a Parigi” è una pietra miliare che va assolutamente rivista. Segnate, quindi, la data del 9 giugno, giorno in cui il cult tornerà nei cinema italiani. Jerry Mulligan è un americano che arriva a Parigi dopo la prima guerra mondiale e, finalmente, può dare sfogo alla sua vera passione: la pittura. Il giovane, bello ed esotico, desta subito l'interesse di una ricca ereditiera che fa collezione di quadri ed amanti. Dopo un breve smarrimento, Jerry si accorge che non è fatto per una vita simile e che il denaro lo interessa ben poco. E' invece molto più attratto da Lise, una bella francese giovane e povera. La giovane, però, è fidanzata con un pianista perdutamente innamorato di lei. Alla fine, il vero amore prevarrà su tutto e tutti.
Il musical di Vincente Minnelli, del 1951, vincitore di un Golden Globe e di ben 6 Oscar, e diventato un cult grazie alle musiche di Saul Chaplin e George Gershwin, a canzoni come “Our Love Is Here To Stay”, “Stairway To Paradise”, “I Got Rhythm” e ai meravigliosi balletti di Kelly torna nelle sale in versione totalmente restaurata. Da non perdere.
Ore 20.55 – Amanda "è preoccupata" – "Sono molto preoccupata ma aspetto con fiducia". Questo il commento di Amanda Knox dopo aver appreso della richiesta del pg della Cassazione di confermare (con una riduzione di 3 mesi) le condanne a lei e a Raffaele Sollecito per l'omicidio di Meredith Kercher. Lo ha detto il suo avvocato Carlo Dalla Vedova. Ore 18.45 – La difesa di Amanda Knox: "Unico colpevole è Rudy Guede" – La sentenza dei giudici fiorentini che ha condannato Amanda Knox e Raffaele Sollecito per l'omicidio di Meredith Kercher "è sbagliata. Siamo di fronte a un gravissimo errore giudiziario che deve essere sanato". Lo ha detto l'avvocato Carlo Dalla Vedova, difensore, con il collega Luciano Ghirga, della ex studentessa americana, chiedendo ai giudici della Cassazione di annullare il verdetto di condanna emesso nel processo di appello-bis per il delitto di Perugia. Per Della Vedova unico colpevole dell'omicidio è l'ivoriano Rudy Guede, già condannato in via definitiva a 16 anni di carcere con rito abbreviato: "Sul cuscino sono state trovate le impronte delle mani insanguinate di Rudy – ha rilevato l'avvocato – è la firma dell'omicida". Ore 17.30 – “Confermare la condanna per Amanda Knox e Raffaele Sollecito”. Il pg della Cassazione ha chiesto di confermare le condanne per Amanda Knox e Raffaele Sollecito per l'omicidio di Meredith Kercher e di ridurre la pena di tre mesi ciascuno, per la prescrizione di un reato minore: la pena chiesta per Amanda Knox sarebbe di 28 anni e tre mesi e quella per Raffaele Sollecito per 24 anni e 9 mesi. Il procuratore generale ha definito corretta e adeguatamente motivata la sentenza d'appello della Corte di Firenze. La requisitoria è durata circa due ore. UPDATE Ore 15 – Slitta la decisione della Cassazione. Slitta a venerdì la sentenza della Corte di Cassazione sul processo a Raffaele Sollecito e Amanda Knox per l'omicidio di Meredith Kercher. Nella sua requisitoria il pg della Cassazione, Mario Pinelli, ha sottolineato come il verdetto dell'appello bis sia “pienamente osservante delle indicazioni ricevute dalla Cassazione” che aveva annullato le assoluzioni dei due imputati. Per il pg la sentenza dell'appello bis ha “correttamente evidenziato” come nell'appartamento di Perugia teatro del delitto “c'è stata la simulazione di un furto e l'abitazione è stata messa a soqquadro per depistare le indagini” e i cellulari della vittima “sono stati asportati perché squillando in casa, senza riposta, avrebbero potuto far scoprire prima il cadavere”. Per quanto riguarda la tesi difensiva, in base alla quale Guede si sarebbe introdotto nell'appartamento per rubare, il pg ha condiviso il verdetto di appello che ha escluso questo movente rilevando come “un ladro che ha sempre l'obiettivo di non essere scoperto non avrebbe lasciato tutte le tracce disseminate da Guede”, che è “addirittura andato in bagno a defecare”. Nella sua requisitoria il pg ha detto che “non vi fu alcuna colluttazione, a meno che non si voglia definire colluttazione la difesa di una vittima su cui inferiscono tre persone”. Il procuratore generale ha sottolineato che “a seguito dell'omicidio si diede corso ad una estesa attività di ripulitura selettiva”. Ha definito immune da censure la decisione di non ripetere gli accertamenti sul computer di Sollecito e adeguatamente motivata la decisione di non procedere magli esami antropometrici sulle immagini di una telecamera posta in via della Pergola. Raffaele Sollecito, come aveva annunciato, ha seguito l'udienza nell'Aula magna della Cassazione seduto in prima fila alle spalle dei suoi avvocati. Accanto a lui la sorella, Vanessa, e alle spalle il padre con la compagna, e la nuova fidanzata, Greta. C’è anche Patrick Lumumba, il proprietario del locale dove lavorava Amanda Knox, e tirato in ballo dalla stessa americana per la morte della sua coinquilina. Oggi la Corte di Cassazione potrebbe mettere la parola fine alla lunghissima storia giudiziaria di Amanda Knox e Raffaele Sollecito, i due ex fidanzati condannati in appello lo scorso gennaio per l’omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher. Un omicidio avvenuto il primo novembre 2007 a Perugia, dove all’epoca dei fatti studiavano tutti i protagonisti della vicenda. Per la seconda volta il caso di Perugia approda alla Cassazione: Amanda Knox e Raffaele Sollecito sono stati prima condannati, poi assolti (la sentenza di assoluzione è stata poi annullata dalla Cassazione il 26 marzo di due anni fa) e poi nuovamente condannati per l’omicidio di Mez. Uno dei due ragazzi, Raffaele Sollecito, attenderà in aula la sentenza prevista per oggi, Amanda Knox invece è rimasta negli Stati Uniti, dove vive. Se i ricorsi dei loro legali (sono Luca Maori e Giulia Bongiorno per Sollecito e Luciano Ghirga e Carlo della Vedova per Knox) dovessero essere respinti le pene a 25 per Sollecito e 28 anni e sei mesi per la Knox diventeranno definitive: a quel punto il dispositivo verrebbe subito trasmesso dalla Corte alla procura generale fiorentina che dovrà attivare le procedure d’arresto per Sollecito e quelle per l’estradizione della Knox.
Approda per la seconda volta in Cassazione il processo a Raffaele Sollecito e Amanda Knox per l’omicidio a Perugia di Meredith Kercher. I giudici devono decidere sui ricorsi contro le condanne a 25 e 28 anni e sei mesi inflitte dalla Corte d’assise d’appello di Firenze.
Sarah Nile e Veronica Ciardi più unite che mai al Tocqueville di Milano, discoteca esclusiva della capitale della moda dove sono state ospiti per una festa organizzata dal settimanale Visto. In questa occasione hanno tenuto a ribadire l'intensità del loro sentimento: "Non siamo lesbiche, ci amiamo, ma non abbiamo rapporti fisici" e hanno aggiunto "C'è amore, complicità, ci vogliamo bene, manca solo il rapporto di letto". Contentissime del successo dopo il Grande Fratello 10, Veronica tende a rimarcare anche l'affetto per il pubblico: "Il pubblico ci ama, questa è la più grande vittoria. Non avrei mai pensato di uscire dalla casa e trovare tutta questa gente, che mi vuole bene e mi riempie il cuore" mentre su Sarah afferma "Non ho mai avuto un'amica vera, con Sarah c'è intesa, complicità, amore". Subito parte la Nile a confermare la versione dell'amica del cuore: "Il nostro rapporto è amore, non di meno! Non siamo lesbiche, non c'è un rapporto fisico", cogliendo l'occasione per smentire le voci di crisi tra loro e specificando che il bacio paparazzato sulla neve ad un'altra donna vedeva protagonista la sua cara cugina. Ultima domanda sull'attuale vita sentimentale, che a quanto pare non lascia spazio per la nascita di un nuovo amore: "Sono etero e sono single……Un uomo deve essere educato, cortese, mediterraneo". Le sue armi di seduzione: "Io non seduco gli uomini……le donne un pò?", ha risposto con il suo solito sorriso malizioso. Ecco il video di Sarah e Veronica al Tocqueville di Milano. Foto: Tgcom
Sarah Nile e Veronica Ciardi hanno partecipato ad una festa milanese e ribadito l’intensità del loro amore.
"L'artista è sempre innocente quando compone e se non è comunque sempre innocente l'uomo è innocente la sua opera", parola di Vasco Rossi. Il Komandante lo dice nel video che ha pubblicato da poco e che riprende il dietro le quinte del suo video di "Come vorrei", ultimo video tratto dall'album "Sono innocente" del cantante di Zocca. Se vi chiedete come si faccia un video, cosa si nasconda dietro quei pochi minuti e il lavoro che c'è, potreste trovare la risposta. Anche il "Making Of" del video girato da Giuseppedomingo Romano (alias Pepsy Romanoff) mantiene il bianco e nero come quello finale che vede protagonisti lo stesso Vasco Rossi e la ballerina Valentina Moar. Ma un'altra protagonista è la Diga di Ridracoli gestita da Romagna Acque Spa e Parco Nazionale delle foreste Casentinesi che fa da sfondo e dà una dimensione di pace e maestosità al tutto. C'è la Moar che fa stretching, Romano che spiega ai collaboratori come muoversi e ai protagonisti cosa fare, così come vengono svelati altri punti del luogo e si vede il drone che permette le riprese aeree mozzafiato. Nel video c'è anche Vasco che spiega il significato della canzone: "Una canzone molto intensa, parla di un rapporto di coppia ed è un monologo che fa una delle due parti che fa un po' il punto della situazione. Quando dice ‘Come vorrei che fosse possibile cambiare il mondo che c'è e mi dimentico che dovrei vivere senza di te'. Ecco questo sta a significare che a volte si pensa di voler cambiare il mondo, però ci si dimentica che se poi si cambia il mondo, tutto quello che c'era che ti andava bene e ti piaceva non c'è più". E se il video è stato un successo con più di due milioni di views, l'album non è stato da meno, vendendo più di 100 mila copie in tre settimane, certificato, quindi, doppio disco di platino, entrando al primo posto della classifica ufficiale Fimi e rimanendo, ad oggi, sempre sul podio dei tre album più venduti.
Vasco Rossi pubblica il video del “Making Of” di “Come vorrei”, ultimo singolo tratto da “Sono innocente”, girato da Giuseppedomingo Romano (alias Pepsy Romanoff) presso la Diga di Ridracoli.
La scorsa settimana Aretha Franklin era stata ricoverata in ospedale per una ‘misteriosa malattia'. Sottoposta ad un presunto intervento chirurgico, gli organi di stampa avevano scritto che la Regina del Soul si era subito ripresa. Ora però giungono voci tutt'altro che confortanti sullo stato di salute della cantante 68enne. Alcuni siti americani riportano infatti che la Franklin sta combattendo contro "un incurabile" tumore al pancreas. Giovedi scorso, Aretha aveva rilasciato una dichiarazione ad Associated Press, dicendo: "Dio non mi ha ancora abbandonata; ho avuto eccellenti medici e infermieri che sono stati benedetti da tutte le preghiere della città e del Paese.." Tuttavia, né lei né il suo addetto stampa avevano specificato quale fosse il problema. Il reverendo Jesse Jackson, che ha visitato di recente la donna, ha detto che la leggendario cantante di "Respect" and "(You Make Me Feel Like) A Natural Woman", si sta "riprendendo molto bene" da un " serio intervento di chirurgia ". Pur rifiutando di dire perché Aretha si era sottoposta all'intervento, ha asserito che passeggia quotidianamente nel salone dell'ospedale e il suo morale "è alto e la sua fede è forte". Il mese scorso, la Franklin ha annunciato di voler annullare tutte le date dei concerti e le apparizioni in pubblico fino a maggio, sotto l'ordine dei suoi medici.
Tra i cantanti più onorati del paese, Aretha ha vinto numerosi Grammy, la National Medal of Arts e la Medaglia Presidenziale della Libertà, oltre ad essere stata inserito nella Rock and Roll Hall of Fame.
Negli ultimi tempi sembra che diversi bassisti abbiano iniziato a manifestare nostalgia per i loro vecchi compagni di gruppo. Due settimane fa abbiamo assistito alla rimpatriata tra Duff McKagan e Axl Rose coi sui Guns N'Roses, ora è toccato a Krist Novoselic tornare insieme al suo ex batterista nei Nirvana, Dave Grohl, che sorprendentemente ha ripreso i lavori coi Foo Fighters prima del previsto. Alla fine del 2008 Grohl aveva annunciato che la sua band si sarebbe presa un ‘lunga pausa', ma ora il frontman ha rivelato che il nuovo materiale è già in stato di avanzamento, con sette delle quattordici tracce previste per il nuovo album già pronte. Ma la buona notizia non è solo questa. Oltre a tornare al timone dei Foo Fighters, Grohl ha invitato a partecipare al nuovo album anche Novoselic. Gli unici due membri ancora in vita dei Nirvana, pur riconoscendo l'importanza e l'impatto dato dalla band di Aberdeen (Washington) nella scena grunge, decisero di prendere le distanze, musicalmente parlando, dopo il suicidio di Kurt Cobain nel 1994. Ma il bassista non è l'unico personaggio collegato alla leggendaria band grunge che prenderà parte al nuovo disco dei Foos. Dave Grohl ha infatti arruolato anche il produttore Butch Vig che ha lavorato sulla pietra miliare dei Nirvana, Nevermind. "Questo progetto è stato davvero cool", ha detto Grohl alla BBC Radio 1. "Non facevo un disco con Butch da quasi 20 anni". Ha poi aggiunto che l'album è ormai a metà strada, sarà "totalmente old school" e non conterrà chitarre acustiche, definendolo il disco "più pesante sinora" mai registrato dai Foo Fighters.
Grohl e Novoselic non collaboravano ad un disco dal 1993, da quando i Nirvana ultimarono le sessioni post-In Utero.
Con il mondiale costruttori già nelle mani della Mercedes, il GP del Messico diventa decisivo per l'assegnazione del titolo mondiale piloti con Lewis Hamilton pronto a festeggiare, qualora dovesse guadagnare 14 punti sul compagno di squadra Valtteri Bottas, il suo sesto mondiale della carriera. Ad impedirglielo, però, ci saranno le due Ferrari di Sebastian Vettel e di Charles Leclerc oltre alla Red Bull di Max Verstappen con l'olandese che, sulla pista messicana, riesce a dare il meglio di sé. Proprio la Ferrari è la scuderia favorita per la vittoria nonostante un tabù che sembra difficile da interrompere: la tradizione della Rossa sul tracciato messicano non è delle più favorevoli visto che, in 18 edizioni disputate, sono arrivati solamente due successi con il primo datato 1970 a firma Jacky Ickx mentre l'altro è merito di Alain Prost che nel 1990 portò il Cavallino davanti a tutti in quello che, ad oggi, rimane il secondo e ultimo successo della scuderia italiana in terra messicana. Una tradizione sfavorevole che coinvolge anche i piloti del team di Maranello con Sebastian Vettel che non è mai riuscito a vincere a Città del Messico – in 4 edizioni disputate – mentre Charles Leclerc, al suo primo anno in rosso, cercherà di centrare il successo al primo tentativo.
I due piloti della Rossa non hanno mai vinto in Messico con il tedesco a secco in 4 edizioni fin qui disputate. Il più vincente nella storia del GP è Max Verstappen con due successi insieme ai grandi del passato come Jim Clark, Nigel Mansell e Alain Prost.
Aggiornamento: con una nota Morandi e Baglioni annunciano nuovi concerti: Al calendario già annunciato, si aggiungono eccezionalmente nuove date: I Capitani Coraggiosi raddoppiano a Milano (24 febbraio), Firenze (28 febbraio), Napoli (3 marzo), Acireale (12 marzo) e Bologna (23 marzo). Non era difficile immaginare che dopo il successo delle 10 tappe romane tenute tra settembre e ottobre all'Arena Centrale del Foro Italico di Roma, Gianni Morandi e Claudio Baglioni pensassero di allargare il loro ‘Capitani Coraggiosi‘ anche ad altre città e così, in effetti, è successo. I due, insomma, tornano assieme per un tour che partirà da febbraio e li vedrà impegnati a Padova, Milano, Firenze, Napoli, Roma, Acireale, Eboli, Torino e Bologna. Anche il resto d'Italia, quindi, potrà vedere dal vivo uno spettacolo che in tre ore attraversa alcune delle canzoni più note del panorama della musica leggera italiana, uno show da 50 titoli con i due cantanti a fare da mattatori, come hanno potuto osservare anche chi non è riuscito ad andare a Roma, potendo però, seguire la doppia diretta del 6 e 7 ottobre su Rai Uno. Per questa nuova serie di concerti – la cui vendita comincia l'11 novembre dalle ore 15 – l'organizzazione ha ripensato lo show per uno spazio diverso, ovviamente, mantenendo però il supergruppo che li ha accompagnati a Roma, ma adattando il tutto alle arene indoor e ci sarà launa vendita ‘dedicata ai soli membri di entrambi i fan club, che permetterà di acquistare i migliori posti di Platea per ogni data in programma -non disponibili al pubblico sino alle ore 15.01 di giovedì 12 novembre 2015'. L'annuncio è accompagnato dalla messa in onda in tutte le radio del brano ‘Se perdo anche te', tratto dall'esibizione live di Roma. La notizia, annunciata in esclusiva a Rtl 102.5, segue di un giorno l'enorme parlare che si è fatto proprio di uno dei protagonisti: ieri, infatti, tutta Italia ha parlato della gestione dell'account Facebook (sic) di Morandi, una delle pagine più seguite e amate del Paese che secopndo qualcuno – a causa di un messaggio sbagliato, postato nei commenti – era gestito da un Social Media Manager, cosa negata dal cantante che ha spiegato, ancora una volta, che è lui a gestire tutto, coadiuvato, al massimo, dalla moglie Anna PADOVA – 19 febbraio – Arena Spettacoli Padova Fiere Pad.7 MILANO – 23 e 24 febbraio – Mediolanum Forum FIRENZE – 27 e 28 febbraio – Nelson Mandela Forum
Gianni Morandi e Claudio Baglioni hanno annunciato oggi che il loro spettacolo ‘Capitani Coraggiosi’ proseguirà da febbraio nei Palazzetti, annunciando quali città saranno toccati dallo show.
End of preview (truncated to 100 rows)

Dataset Card for fanpage

Dataset Summary

Fanpage dataset, containing news articles taken from Fanpage.

There are two features:

  • source: Input news article.
  • target: Summary of the article.

Supported Tasks and Leaderboards

  • abstractive-summarization, summarization

Languages

The text in the dataset is in Italian

Dataset Structure

Data Instances

[Needs More Information]

Data Fields

[Needs More Information]

Data Splits

[Needs More Information]

Dataset Creation

Curation Rationale

[Needs More Information]

Source Data

Initial Data Collection and Normalization

[Needs More Information]

Who are the source language producers?

[Needs More Information]

Annotations

Annotation process

[Needs More Information]

Who are the annotators?

[Needs More Information]

Personal and Sensitive Information

[Needs More Information]

Considerations for Using the Data

Social Impact of Dataset

[Needs More Information]

Discussion of Biases

[Needs More Information]

Other Known Limitations

[Needs More Information]

Additional Information

Dataset Curators

[Needs More Information]

Licensing Information

[Needs More Information]

Citation Information

More details and results in published work

@Article{info13050228,
    AUTHOR = {Landro, Nicola and Gallo, Ignazio and La Grassa, Riccardo and Federici, Edoardo},
    TITLE = {Two New Datasets for Italian-Language Abstractive Text Summarization},
    JOURNAL = {Information},
    VOLUME = {13},
    YEAR = {2022},
    NUMBER = {5},
    ARTICLE-NUMBER = {228},
    URL = {https://www.mdpi.com/2078-2489/13/5/228},
    ISSN = {2078-2489},
    ABSTRACT = {Text summarization aims to produce a short summary containing relevant parts from a given text. Due to the lack of data for abstractive summarization on low-resource languages such as Italian, we propose two new original datasets collected from two Italian news websites with multi-sentence summaries and corresponding articles, and from a dataset obtained by machine translation of a Spanish summarization dataset. These two datasets are currently the only two available in Italian for this task. To evaluate the quality of these two datasets, we used them to train a T5-base model and an mBART model, obtaining good results with both. To better evaluate the results obtained, we also compared the same models trained on automatically translated datasets, and the resulting summaries in the same training language, with the automatically translated summaries, which demonstrated the superiority of the models obtained from the proposed datasets.},
    DOI = {10.3390/info13050228}
}
Edit dataset card
Evaluate models HF Leaderboard

Models trained or fine-tuned on ARTeLab/fanpage